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11 Settembre
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 American Moon

Il nuovo documentario
di Massimo Mazzucco
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INTRODUZIONE

FAQ - Le domande
più frequenti


Introduzione all' 11 settembre


I "neocons"


10 settembre: qualcuno sapeva


I precedenti storici


Patrioti per l'11 settembre

 
 Una questione di metodo

 
Un punto di partenza

1 - LA VERSIONE UFFICIALE

Colpevoli e mandanti


I 19 assi del cielo


  Le prove sospette


 Le identità al condizionale




La vera storia di Al-Queda

 
Chi  è Osama bin Laden?


La prova del nove


Sintesi capitolo 1

2 - GLI AEREI DIROTTATI

La difesa inesistente


Chi ha cambiato le procedure?


Cronologia comparata dei 4 voli


 War games
(in preparazione)

 
5 cronologie in 5 anni

 
 Il fallimento della difesa


LA PROVA DEL NOVE:

Un piano inesistente


Sintesi capitolo 2

 
3 - Il SEGRETO del PENTAGONO

Il doppio problema del Pentagono


Dove è finito l'aereo?


  I testimoni oculari


Il black-out di Grande Fratello

 
I falsi video del Pentagono


La tesi della disintegrazione


La tesi della penetrazione

 
Simulazione di reato


Operazione "Aquila Nobile"


LA PROVA DEL NOVE:

Il segreto del Pentagono


Hani Hanjour,
dilettante miracolato


Sintesi capitolo 3

4 - IL MISTERO DI UNITED 93

Un altro Boeing scomparso


I fatti riscontrati

DA QUI IN POI IL LAVORO E' ANCORA DA COMPLETARE

Le telefonate dal cielo
 
 
Lo schianto misterioso


  Abbattuto in volo?


  Il Jet bianco


LA PROVA DEL NOVE:
Una complicazione inutile


Sintesi capitolo 4
 
5 - Il WORLD TRADE CENTER

Le Torri che non dovevano crollare


Larry Silverstein,
l'uomo delle Torri



Il World Trade Center Plaza

 
5 anni di teorie contraddittorie

 
Le Torri gemelle

 
Un lampo sul muso del Boeing

 
Il mistero del pod 


La prova del nove

 
 Rapporto NIST: simulazione di collasso


Una potenza misteriosa
   
 
Le pozze di metallo incandescente

 
Acciaio: la cancellazione delle prove


Le demolizioni controllate


World trade center 7:
il più strano di tutti


Smoking Gun?


I pompieri raccontano


Crolli o demolizioni?


Sotto gli occhi di tutti

 
20 domande sulle Torrri Gemelle

 
Confutazione della versione
ufficiale del collasso


  Analisi del trasferimento
della quantità di moto

 
La distruzione del WTC: perché la versione ufficiale non può essere vera

 
Dieci teorie diverse a confronto


Rapporto 911 - Omissioni e distorsioni


115 menzogne sugli attentati
dell'11 settembre


Sintesi capitolo 5
 
6 - I  FAMILIARI DELLE VITTIME

Un popolo a parte


100 domande senza risposta


Sintesi capitolo 6

CONCLUSIONE

Un quadro di insieme


11 settembre

Il punto della situazione

Appendice 1:
STAMPA E TV

 
2006: Un'estate sorprendente


"OGGI"


Le Monde Diplomatique
 
 
 Il caso Diario / Popular Mechanics

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TUTTI CONTRO TUTTI

”L'unica vera misura dei delitti è il danno fatto alla nazione, e però errarono coloro che credettero vera misura dei delitti l'intenzione di chi gli commette. Questa dipende dalla impressione attuale degli oggetti e della precedente disposizione della mente. [...] Qualche volta gli uomini colla migliore intenzione fanno il maggior male alla società; e alcune altre volte colla più cattiva volontà ne fanno il maggior bene.” – Cesare Beccaria


Questo riassunto vuole sottolineare come un attentato messo in piedi da 19 dilettanti dell'aria sarebbe riuscito a mandare contemporaneamente in tilt tutte le maggiori organizzazioni di sicurezza nazionale degli Stati Uniti. In quanto attentato terroristico, l'FBI. In quanto pianificato da una organizzazione internazionale, la comunità dei servizi segreti (CIA, NSA, PENTAGONO). In quanto dirottamento aereo, l'Amministrazione Federale per l'Aviazione (FAA) e il la Difesa Aerea del Comando Spaziale Nordamericano (NORAD). In quanto attacco al cuore pulsante della macchina bellica americana, le Forze Armate.

Ma nonostante ciascuno di essi, in maggiore o minore misura, abbia fallito nel suo compito, non un solo individuo è mai stato individuato, accusato, licenziato, incriminato, degradato, o espulso, per gli errori commessi, mentre alcuni fra i responsabili ai più alti livelli sono stati addirittura promossi ai gradi superiori. Il caso più eclatante è proprio quello del Gen. Myers, che un mese dopo gli attentati avvenuti sotto la sua diretta responsabilità è stato promosso a capo permanente delle forze armate congiunte. Sopra di lui restavano  solo il Ministro della Difesa e il presidente degli Stati Uniti.


1. Il Federal Bureau of Investigation

Per prima cosa, gli attacchi dell'11 settembre sono stati un atto di terrorismo; il più grave sul suolo americano che la storia ricordi.

Era quindi compito dell'Fbi prevenire questi atti. L'Fbi infatti assolve al compito della sicurezza interna, a differenza della Cia che ha compiti di intelligence al di fuori dei confini. Tuttavia la ripartizione non è rigida. Dal 1984 la legge americana consente di “estendere l'autorità investigativa dell'Fbi oltre i confini Usa, quando gli interessi americani sono intaccati o minacciati. Dal 1984 l'Fbi ha portato a termine più di 300 investigazioni extraterritoriali, in stretta cooperazione con il Dipartimento di Stato e con l'assistenza dei governi ospiti.”(1) Tuttavia, secondo le regole dell'Fbi, l'11 settembre è stato un atto di terrorismo interno, non internazionale. Infatti “il terrorismo interno si riferisce ad atti pericolosi per la vita umana che sono una violazione della legge degli Stati Uniti o di qualsiasi Nazione [che abbiano uno scopo politico] e che accadano primariamente all'interno della giurisdizione territoriale degli Stati Uniti”; anche se l'Fbi lo definisce “act of international terrorism”.(2) Quale che sia la definizione, resta il fatto che la prima linea di difesa contro questi terroristi era ed è l'Fbi.

Che ha fallito su tutta la linea.

Alcuni potrebbero pensare che il genere di attacchi portati avanti dai terroristi è stato così nuovo ed imprevedibile che nessuno poteva sapere come agire. In realtà, fino al momento in cui i terroristi avrebbero preso il controllo degli aerei, staccato i transponder e li avrebbero fatti schiantare sulle Torri e sul Pentagono, questi non erano altro che dirottamenti aerei, un eventualità abbastanza nota di lotta terroristica, da almeno una trentina di anni, se non di più.

Altri pensano che, dopo la guerra fredda, gli Usa si godessero i frutti della pace, nella gioia e nella spensieratezza. Ma anche questo non è vero. Il rapporto finale della “Commissione Nazionale sugli Attacchi contro gli Stati Uniti” (meglio nota come Commissione 11/9) dice a chiare lettere che “la Previsione di Intelligence Nazionale distribuita nel luglio 1995 prevedeva futuri attacchi terroristici contro gli Stati Uniti – e negli Stati Uniti. Avvisava che questo pericolo sarebbe cresciuto negli anni seguenti. Specificava come punti particolarmente vulnerabili la Casa Bianca, il Campidoglio, i simboli del capitalismo come Wall Street, infrastrutture critiche come le centrali elettriche, aree dove la popolazione si riunisce come gli stadi, e l'aviazione civile in generale”(3). Praticamente si sapeva con sei anni di anticipo cosa sarebbe successo. E si sapeva anche dove guardare. E lo si sapeva con una certa precisione. Addirittura “nell'agosto [1998] la comunità dei servizi segreti aveva ricevuto informazioni che un gruppo di Libici sperava di far schiantare un aereo sul World Trade Center. [...] In aggiunta, un gruppo algerino dirottò un aereo nel 1994, più verosimilmente con l'intenzione di farlo esplodere sopra Parigi, ma è possibile che volessero farlo schiantare sulla Torre Eiffel.”(4)

Non si può quindi affermare che l'attacco fosse completamente inaspettato ed imprevedibile. Perlomeno a partire dall'attacco dinamitardo al World Trade Center del 1993 il direttore dell'Fbi Louis Freeh “capì che il terrorismo era una minaccia assai rilevante. Aumentò il numero di uffici di addetti all'estero, concentrandosi in particolare sul Medio Oriente. [...] Creò una Divisione Controterrorismo che integrasse il Centro Controterrorismo della Cia e mise in atto degli scambi di ufficiali superiori tra la Cia e l'Fbi”.(5) Eppure nemmeno questo ha funzionato.

Le principali crepe nell'operato dell'Fbi sono facilmente analizzabili, in quanto la Commissione stessa le ha rilevate.

Nel giugno 2001 l'Fbi non informa chi investiga sull'attacco alla nave Uss Cole che personaggi chiave di quell'attacco, legati alla rete di bin Laden e successivamente coinvolti nell'11/9 si sono riuniti a Kuala Lumpur. Nell'agosto 2001 non capisce l'importanza della informazione di intelligence sul possibile arrivo in America di Khalid al Mihdhar e di Salem al Hazmi (tra i dirottatori del volo 77). Inoltre non presta attenzione alle informative secondo cui Moussaoui si sta addestrando al volo e quelle che descrivono le sue idee politiche e religiose; di conseguenza non passa le informazioni alle altre agenzie e non investiga e nemmeno cerca altre notizie riguardo a Moussaoui. Niente. Addirittura l'Fbi non riesce a collegare l'attività di Mihdar, Hazmi e Moussaoui al rapporto che indicava una minaccia di attacchi imminenti e ignora tutte le segnalazioni appena precedenti all'attacco da parte dei suoi agenti sul campo.(6)

Ancora una volta si potrebbe pensare che l'Fbi stesse guardando in un'altra direzione, magari investigando altre persone o concentrandosi su tipologie di attacco diverse. Ma ancora una volta questo non è vero. La serie di altri errori è ancor più grave, se possibile. I tre casi più noti sono quelli di Kenneth Williams, Coleen Rowley e Sibel Edmonds.

Il primo era un agente speciale che nel giugno del 2001 aveva messo in guardia rispetto ad attività sospette da parte di cittadini stranieri, riguardanti scuole di volo, identificandoli e avvertendo i superiori, che non trasmisero, come era loro dovere, queste informazioni Gruppo di Sicurezza Antiterrorismo della Casa Bianca.(7)

Coleen Rowley era un'agente in forza alla Divisione di Minneapolis e seguiva l'inchiesta contro Moussaoui prima degli attacchi dell'11 settembre. L'agente è stata testimone di numerosi, continui tentativi di bloccare l'attività investigativa, al punto di arrivare a scrivere una lettera di 13 pagine al Direttore dell'Fbi, Robert Mueller, in cui denunciava senza mezzi termini la situazione: “Ho la sensazione che certi fatti siano stati omessi, sottovalutati, sorvolati e/o mal interpretati nel tentativo di evitare o minimizzare un imbarazzo personale e/o istituzionale da parte dell'Fbi e/o forse persino per ragioni politiche improprie”.(8) La Rowley è molto chiara: “Il fatto è che personale chiave del Quartier Generale dell'Fbi, il cui lavoro era assistere e coordinare gli agenti delle divisioni operative impegnati in indagini sul terrorismo e ottenere ed usare mandati di cattura (e che teoricamente avevano accesso a maggiori risorse di intelligence degli agenti sul campo) ha continuato, quasi inesplicabilmente, a interferire e mettere a rischio i tentativi oramai disperati degli agenti di Minneapolis di ottenere un mandato di arresto [...] Il personale del Quartier Generale non ha mai rivelato agli agenti di Minneapolis che la Divisione di Phoenix aveva, solo tre settimane circa prima, messo in guardia su operativi di Al Qaeda nelle scuole di volo che cercavano di addestrarsi a scopi terroristi!”(9)

Sibel Edmonds era una traduttrice in forza all'Fbi, specializzata nella lingua turca e altre lingue mediorientali. In un'intervista alla trasmissione televisiva americana 60 Minutes del 27 ottobre 2002, la Edmonds ha dichiarato che le era stato ordinato di rallentare il ritmo di lavoro, fino al punto che il suo superiore giunse a cancellarne le traduzioni. E questo a discapito del lavoro degli agenti sul campo: “I primi due mesi dopo i fatti dell'11 settembre [gli agenti] lavoravano 24 ore al giorno. Ricevevo telefonate da queste persone che dicevano 'Per favore, potrebbe dare la priorità a questi documenti e tradurli?” La Edmonds è stata licenziata dopo aver portato a conoscenza di questi fatti gli alti gradi dell'Fbi.(10)

Questo breve riassunto (che meriterebbe ben altro spazio) delinea un quadro gravissimo. Se questa lunga serie di fatti costituisce un errore od una catena di errori, è evidente che non si tratta di sbagli dovuti al fattore umano; non si può attribuirne la responsabilità a singoli agenti, costretti dalla necessità contingente a sorvolare su alcuni dettagli per concentrarsi su altri. Se errore è stato, allora fu errore di sistema; errore nell'organizzazione; nelle direttive; nell'Fbi nel suo complesso.

A questo punto sembrerebbe ovvio che seri provvedimenti siano stati presi contro i responsabili di tale macroscopica inefficienza. Non tanto per scatenare una caccia alle streghe, quanto per capire dove e come si dovesse intervenire per porre rimedio alla marchiana disorganizzazione dell'unico ente preposto alla difesa del suolo americano da atti criminali e terroristi.

Invece no. Nessuno è stato perseguito, incriminato o anche solo interrogato. E i due ufficiali che si opposero alla richiesta di arresto per Moussaoui sono stati promossi.

Peraltro l'anno 2001 è stato un periodo strano per la Direzione dell'Fbi. E' l'unico anno, dalla sua fondazione, in cui ben tre diversi Direttori si sono succeduti. Fino al 25 giugno 2001 Direttore fu Louis J. Freeh. La biografia di Freeh è ricca di importanti incarichi, tra cui quello di procuratore capo nella famosa inchiesta “Pizza Connection”, la più grande e complessa indagine della storia degli Stati Uniti, condotta in cooperazione con le autorità italiane ed il giudice Giovanni Falcone.(11) Gli succedette Thomas J. Pickard che, prima di divenire Direttore, era stato – tra le altre cose – Agente Speciale in Carica per la Sicurezza Nazionale a New York; aveva la supervisione dei processi contro gli imputati per le bombe al World Trade Center del 1993, contro Blind Sheik e altri, l'accusa contro Ramzi Youssef, e per l'esplosione del volo TWA 800, nel 1996.(12) Col senno di poi, l'uomo giusto al momento giusto. Solo che poco più di due mesi più tardi, il 4 settembre 2001, venne sostituito da Robert S. Mueller III. Mueller ha servito per tre anni nel corpo dei Marine in Vietnam, ottenendo varie medaglie. Nella sua carriera ha seguito l'arresto di Manuel Noriega, il caso dell'attacco al volo Pan American 103 caduto a Lockerbie e l'accusa al boss mafioso newyorchese John Gotti. Tra il 1993 e il 1995 fu socio di uno studio privato di Boston, specializzato in cause di colletti bianchi.(13) E' tuttora Direttore dell'Fbi.


2. La comunità dei servizi segreti

L'altro fronte della prima linea posta a difesa dell'America è costituito da quella che viene definita “comunità dei servizi segreti”. La definizione ritrae una realtà molto articolata. Gli Stati Uniti d'America dispongono di 12 diverse agenzie di intelligence conosciute; vi è inoltre l'Ufficio del Direttore dell'Intelligence Centrale, che comprende l'Ufficio del Direttore Aggiunto dell'Intelligence Centrale per la Gestione della Comunità, lo Staff per la Gestione della Comunità, il Centro per l'Integrazione della Minaccia Terroristica, il Consiglio Nazionale di Intelligence “and other community offices”.(14)

Si può dire che il Governo americano dispone di un numero elevatissimo di servizi segreti e quindi, potenzialmente, di una mole di informazioni assai estesa. Tuttavia tutto questo non è servito a niente.

In casi come quelli dell'11 settembre, il lavoro della comunità dei servizi segreti si interseca con quello dell'Fbi. L'attività principale è quella di intelligence, cioè di raccolta di informazioni sensibili (plausibilmente di non facile accesso al largo pubblico) al fine di ricostruire un quadro coerente delle attività nemiche o sospette, che possa aiutare a prevenire eventuali minacce terroristiche. Si è già visto come questo lavoro avesse dato i suoi frutti, puntando decisamente il dito verso quel tipo di minaccia che poi si sarebbe scatenata effettivamente. Per esempio si sapeva dal 1995 che Abdul Hakim Murad e Ramzi Yousef, complici nel piano di attacco alle linee aeree di Manila, erano intenzionati a far schiantare un aereo sul quartier generale della Cia.(15)

Quanto detto per l'Fbi vale quindi anche per i servizi segreti. Anzi, furono proprio i servizi a fornire al Governo le notizie. Quindi – si suppone – non avrebbero dovuto avere nemmeno quei problemi di passaggio di comunicazione che sembrano aver afflitto l'Fbi. Ma anche nel caso dei servizi il fallimento è stato completo ed assoluto.

La Commissione 11/9 ha riportato alcune delle mancanze più evidenti nell'operato della comunità dell'intelligence. Tre volte, nell'arco del 2000, la Cia non ha notificato la presenza di alcuni futuri attentatori all'Fbi, né li ha posti nelle liste dei sospetti. Nel 2001 la Cia sa ma non informa nessuno degli incontri a Kuala Lumpur di personaggi molto pericolosi per gli Usa. Nell'agosto di quello stesso anno non comprende che Khalid Sheikh Mohammed è un “tenente” di Al Qaeda e che è strettamente legato a Ramzi Binalshibh e Moussaoui. Infine, sempre in quel mese che precede l'attacco, non riesce a mettere insieme i pezzi del puzzle e a inquadrare le figure di Mihdhar, Hazmi, e Moussaoui all'interno della cornice di una minaccia incombente di cui si era a conoscenza. (16).

Il 19 giugno 2005 il Times Herald ha scoperto l'esistenza di Able Danger, un programma segreto dei servizi segreti creato nel 1999 dagli Stati Maggiori Congiunti, presieduti da Hugh Shelton. Lo scopo era quello di raccogliere quante più informazioni possibili sul terrorismo internazionale, con particolare attenzione ad Al Qaeda. E, a quanto pare, aveva ottenuto alcune informazioni vitali. Secondo il tenente colonnello dell'Esercito Anthony Shaffer, che faceva parte del programma Able Danger, vi è una serie di documenti databili tra il febbraio e l'aprile 2000 che indica Mohammed Atta quale membro di una cellula terroristica a Brooklyn; ma che le notizie non sono state trasmesse dal Dipartimento della Difesa, cui Able Danger fa capo in ultima istanza, alle autorità civili preposte, perché lo stesso Dipartimento non era sicuro della legittimità della operazione(17) (secondo la legge americana le Forze Armate non possono portare avanti azioni di intelligence o operative all'interno del suolo americano).

Adesso il primo fronte è crollato definitivamente. Le dodici agenzie di servizi segreti non sono state in grado di fermare, né di venire a conoscenza, del più grande attacco terroristico della storia americana.

Il 10 settebre 2001, l'Agenzia Nazionale per la Sicurezza (Nsa) ha intercettato questa comunicazione: “Domani è l'ora zero” e “La partita comincia domani”. La Nsa, cui capo allora era il generale Michale Hayden, tradusse le frasi solo il 12 settembre. Nel 2004 Hayden divenne direttore della Cia.

Condoleeza Rice era all'epoca Consigliere per la Sicurezza Nazionale. Il 16 maggio 2002 disse che nessuno se lo poteva aspettare, anche se come abbiamo visto la possibilità di usare aerei come missili era ben nota, tanto che al G8 di Genova del luglio 2001 il Presidente Bush dormì su una nave, temendo di essere ucciso da un aereo usato come missile. Nel 2005 la Rice è divenuta Segretario di Stato.

Porter Gross, a cavallo dell'11 settebre 2001, era Presidente dell'House Intelligence Committe ed aveva la responsabilità della supervisione del Congresso sulle attività dei servizi segreti. Nel 2004 è divenuto capo della Cia.(18)

Il 12 settembre 2001 il capo della Cia, George Tenet, si è rivolto ai suoi agenti: “La reazione di ieri – da parte del nostro Centro di Contro-Terrorismo, dell'Ops Center, del Global Support, del nostro intero Corpo di Sicurezza e molti, molti altri – è stata assolutamente magnifica. Oggi, io sono – come sono sempre stato – molto, molto orgoglioso di tutti gli uomini e donne di questa organizzazione. [...] Io vi ringrazio tutti per il vostro duro lavoro. Possa Dio benedirvi tutti.”(19)

Il 2 dicembre 2004 Tenet riceve dal Presidente George Bush la più alta onorificenza civile della Repubblica: la Medaglia Presidenziale della Libertà. In quell'occasione descrisse l'attività dell'Agenzia con queste parole: “Quando gli altri criticano, noi impariamo. Quando gli altri discutono, noi agiamo. Con la responsabilità dell'azione arriva in premio la coscienza che avete fatto la differenza, vera e continua, per il bene di questo mondo.”(20)

E il Presidente Bush ha detto che fu “uno dei primi a riconoscere e a porre attenzione alla minaccia contro l'America da parte delle reti radicali”.(21)


3. La Federal Aviation Administration (FAA) e il North American Aerospace Defense Command (NORAD)

A questo punto i diciannove terroristi hanno già messo a segno un colpo mortale all'America, almeno dal punto di vista ideologico, riuscendo a eludere la sorveglianza di tutti i servizi segreti e dell'Fbi. Dal momento in cui il primo aereo viene dirottato la responsabilità passa alla FAA (Federal Aviation Administration) e al Norad (North American Aerospace Defense Command). Queste due entità sono diverse e complementari. La FAA è l'agenzia preposta al controllo dei voli civili e la sua missione è “offrire il più sicuro, il più efficiente sistema aerospaziale del mondo”(23); il Norad è un comando militare congiunto (Stati Uniti e Canada) il cui “scopo è il controllo e l'allerta dello spazio aereo del Nord America. L'allerta aerospaziale include il monitoraggio di manufatti nello spazio, l'individuazione, la proclamazione e l'avviso di attacco contro il Nord America da parte di velivoli, missili o veicoli spaziali, utilizzando accordi di mutuo supporto con altri comandi.”(23)

Erano queste due agenzie, quel martedì di settembre, la seconda linea di difesa.

Il primo aereo, il volo American Airlines 11, è stato dirottato intorno alle 8:14.(24)
Alle 8:19 un'assistente di volo chiama l'Ufficio Prenotazioni per il Sud Est della American Airlines dicendo: “La cabina non risponde, qualcuno è stato accoltellato in business class – e penso che ci sia dello spray urticante – che non possiamo respirare – non lo so, penso che ci stiano dirottando”.
8:21. AA 11 spegne il transponder.
8:23. L'American Airlines avverte il controllo aereo di Boston della FAA, che era già a conoscenza della situazione.
8:24. Il controllo di Boston della FAA riceve questo messaggio da AA 11: “Abbiamo alcuni aerei. State calmi e sarete a posto. Stiamo tornando all'aeroporto”. Ma il controllore di volo non capisce la frase “abbiamo alcuni aerei”.
8:25. Il controllo di Boston riceve una seconda comunicazione da AA 11: “Nessuno si muova. Andrà tutto bene. Se provate a fare una mossa, metterete in pericolo voi stessi e l'aereo. State soltanto calmi.” Quindi, dieci minuti dopo il dirottamento, sia la FAA che l'American Airlines sapevano con sicurezza che l'aereo era stato dirottato.
8:26. L'assistente di volo al telefono comunica che l'aereo “vola in maniera strana”.
8:28. Il Centro di Boston avvisa il Centro di Comando di Hernond che AA 11 era presumibilmente dirottato e si dirigeva verso New York.
8:32. Il quartier generale della FAA avvia il protocollo per i dirottamenti, ma non richiede scorta aerea.
8:37. Prima notifica ai militari del Neads di un dirottamento in atto.
8:40. La FAA notifica al Neads il dirottamento di AA 11(25)
8:41. Al centro operativo della American Airlines un collega del manager in carica in quel momento riferisce che la FAA ha dichiarato il volo dirottato e che si stava dirigendo verso New York.
8:42.Il volo United Airlines 175 comunica a terra: “Abbiamo sentito una trasmissione sospetta al nostro decollo da Boston, con qualcuno, sembrava come se qualcuno avesse bloccato i microfoni e avesse detto 'state tutti ai vostri posti'”, cioè alle 8:14, quando il volo AA 11 viene dirottato.
8:43. La FAA notifica al Neads il dirottamento di UA 175(26)
8:46. Il volo AA 11 si schianta sulla Torre Nord del World Trade Center di New York. Dalla base aerea di Otis, Massachussets, vengono fatti decollare due F-15.
Tra le 8:42 e le 8:46 il volo United Airlines 175 viene dirottato.
8:47. Il volo UA 175 cambia il codice di riconoscimento del transponder due volte in un minuto. 8:51. UA 175 cambia l'altitudine assegnata.
8:52. Un assistente di volo del volo UA 175 chiama l'ufficio della United Airlines di San Francisco, comunicando che l'aereo è stato dirottato e che probabilmente i dirottatori sono ai comandi.
Tra le 8:51 e le 8:54 il volo American Airlines 77 viene dirottato.
8:53. I due F-15 partiti da Otis sono in volo, in direzione di Long Island, in quanto privi di un bersaglio certo. Primo sospetto da parte dei controllori che UA 175 sia dirottato.
8:54. AA 77 cambia rotta, verso sud.
8:56. AA 77 spegne il transponder e l'aereo sparisce anche dal radar primario.
8:58. UA 175 si dirige verso New York.
9:00. L'America Airlines ordina che tutti i suoi aerei del Nord Est degli Stati Uniti non decollino. Il Centro FAA di Indianapolis dichiara di aver perso AA 77 e comunica alle altre agenzie un possibile schianto.
9:03. Il volo UA 175 si schianta sulla Torre Sud. Contemporaneamente il controllo aereo di Boston si accorge della comunicazione di 40 minuti prima, proveniente da AA 11, secondo cui gli attentatori erano in possesso di alcuni aerei. Prima notifica al Norad di un secondo aereo dirottato.
9:05. AA 77 riappare sul radar primario.
9:07. Il controllo aereo di Boston chiede al Centro di Comando di Herndon di far decollare degli aerei. Non si sa se l'ordine sia poi stato dato.
9:08. La FAA di Indianapolis chiede alla base aerea di Langley un'operazione di ricerca e soccorso per un possibile schianto.
9:09. Gli F-15 partiti da Otis entrano in volo circolare di attesa su uno spazio aereo militare a 115 miglia di distanza da New York.
9:10. L'American Airlines sospende tutti i suoi voli in America.
9:13. Gli F-15 lasciano il volo circolare in direzione di Manhattan
9:16. Il Neads riceve la comunicazione del dirottamento di UA 93(27)
9:19. La FAA comunica al volo Delta 1989 (in volo da Langley a Los Angeles) di aumentare la sicurezza della cabina di pilotaggio.
9:20. Indianapolis riceve la comunicazione degli altri aerei dirottati.
9:21. Il Centro di Comando e altri centri della FAA, insieme alla United Airlines, iniziano a cercare UA 77, temendo che sia stato dirottato. La FAA comunica al Neads che il volo 11 è diretto verso Washington. Dice che il volo schiantatosi sulla Torre Nord è un'altro, un terzo, ma non il volo AA 77. Non si sa chi sia la fonte della FAA che ha dato l'informazione sbagliata.
9:23. La Neads ordina ai caccia di Langley di decollare in cerca del volo AA 11.
9:24. Il quartier generale della FAA riceve comunicazione della perdita del volo AA 77. Il volo United Airlines 93 riceve dalla compagnia l'avviso di potenziali intrusioni in cabina. La FAA notifica al Neads il dirottamento di AA 77. Il Neads ordina il decollo di due F-16 per intercettarlo(28)
9:25. Gli F-15 si posizionano sopra New York, in pattugliamento. Il quartier generale della FAA viene messo al corrente degli sviluppi della situazione riguardo a UA 77. Il Centro di Comando della FAA ordina uno “nationwide ground stop”: nessun aereo può più decollare in tutta la nazione.
9:27. Ultimo contatto radio con UA 93.
9:28. Il volo United Airlines 93 viene dirottato. L'aereo inizia a perdere quota. 11 secondi dopo l'inizio della discesa, invia un messaggio di “Mayday” (pericolo) e dei rumori di colluttazione. A terra arriva un'altra comunicazione: “Uscite di qui – uscite di qui – uscite di qui”.
9:29. Il pilota automatico del volo AA 77 viene disattivato.
9:30. I caccia partiti da Langley sono in volo, verso l'aerea di Baltimora. I caccia stanno cercando UA 77(29)
9:32. Il radar primario di Dulles rileva un bersaglio primario diretto verso est ad alta velocità. Dal volo UA 93 arriva alla FAA un messaggio: “Continuate a star seduti. Abbiamo una bomba a bordo”.
9:34. Il servizio segreto viene avvertito che un velivolo sconosciuto si sta dirigendo contro la Casa Bianca. La FAA comunica al Neads di aver perso anche AA 77. Il quartier generale della FAA viene avvertito del messaggio proveniente da UA 93.
9:36. Il Centro FAA di Boston avvisa il Neads di un aereo non identificato che si muove in direzione est. Il Neads richiama i caccia partiti da Langley, che però, invece di fare rotta verso Baltimora, come ordinato, si stavano muovendo verso l'Oceano, a est – a causa di un errore del pilota e del controllore della FAA. Il Centro FAA di Cleveland dice al Centro di Comando di aver tracciato UA 93, e chiede se qualcuno ha richiesto intervento aereo. Cleveland dice di essere pronto a chiamare una base aerea vicina, ma il Centro di Comando risponde che altri, ben più in alto di loro, devono prendere la decisione di chiedere aiuto ai militari. E che ci stavano lavorando.
Prima delle 9:37. Un aereo cargo C130H della Guardia Nazionale, che era diretto in Minnesota, avvista il bersaglio primario che volava in direzione est e lo identifica come un Boeing 757.
9:37. Il volo AA 77 si schianta sul Pentagono.
9:38. Il C130H comunica alla torre di controllo: “sembra che il velivolo si sia schiantato sul Pentagono, signore”.
9:39. Il centro della FAA di Cleveland riceve un quarto messaggio da UA 93: “E' il capitano. Vorreste tutti rimanere seduti. C'è una bomba a bordo e stiamo tornando all'aeroporto, per fare le nostre richieste [incomprensibile]. Per favore rimanete calmi.”
9:41. Il Centro di Boston comunica al Neads che il volo Delta 1989 è un possibile dirottamento. Il Neads lo perde, anche se non spegne il transponder, e invia dei caccia. Il volo Delta atterrerà a Cleveland e non sarà dirottato. UA 93 spegne il transponder, ma rimane nel radar primario e viene avvistato da altri aerei.
9:42. Il Centro di Comando della FAA ordina che tutti gli aerei in volo atterrino al più vicino aeroporto.
9:46. Il Centro di Comando avverte il quartier generale della FAA che UA 93 è a 29 minuti da Washington.
9:49. Il Centro di Comando e il quartier generale discutono se chiedere o meno assistenza ai militari, e non si sanno dare una risposta.
9:53. I controllori perdono UA 93 sopra Pittsburgh. Un altro aereo lo avvista a 20 miglia da Johnstown.
9.57. I passeggeri di UA 93 attaccano i dirottatori.
Tra le 9:57 e le 10:02 i dirottatori tentano di bloccare l'assalto dei passeggeri facendo bruschi movimenti con l'aereo.
10:03. UA 93 precipita a Shanksville, Pennsylvania.
Prima delle 10:05. Il cargo C130H che ha visto UA 77 schiantarsi sul Pentagono, e che era tornato sulla sua rotta originaria, avvista anche il “fumo nero” provocato dallo schianto di UA 93 e lo comunica.
10:07. Il Centro di Cleveland comunica al Neads che UA 93 è stato dirottato e l'ultima posizione nota.
10:15. Il Neads viene avvisato che UA 93 si è schiantato.

La seconda linea di difesa è crollata. L'America sembra completamente in balia di un nemico ancora sconosciuto, ma fortissimo.

Il quadro che emerge da questa ricostruzione, oltre a essere poco chiaro a causa di alcune diverse descrizioni della cronologia, e sebbene l'intento della Commissione 11/9 sia quello di assolvere Norad e FAA, è sconfortante. La Commissione spiega il disastro con una teoria apparentemente plausibile: “La difesa dello spazio aereo americano l'11/9 non è stata condotta secondo addestramenti e protocolli preesistenti. E' stata improvvisata da civili che non avevano mai gestito un aereo dirottato che tentava di scomparire, e da militari impreparati alla trasformazione di un velivolo commerciale in arma di distruzione di massa.”(30)

Tuttavia, finché gli aerei non si furono schiantati, la minaccia era un dirottamento. Un avvenimento previsto da tutte le nazioni come possibile. Niente di nuovo, quindi. Inoltre, dopo dieci minuti dalla presa del primo volo, si era già a conoscenza del dirottamento, del fatto che i terroristi fossero ai comandi e che l'aereo era diretto a New York. Addirittura i terroristi sono stati così gentili da dire al Centro di Boston che aveva preso alcuni aerei. Nonostante ciò, è stata inanellata una seria sorprendente di errori e mal interpretazioni, tale per cui quattro aerei, in mano a gente “qualunque”, hanno girato per un paio d'ore nei cieli del nord est dell'America senza che nessuno riuscisse a trovarli e fare qualsiasi cosa.

Un altro errore del Norad mai spiegato, oltre alla discrepanza della cronologia e alle testimonianze fallaci rilasciate di fronte alla Commissione(31), è quello degli “spostamenti” di caccia attraverso il nord est degli Stati Uniti. Considerate le distanze e i tempi di percorrenza degli F-15 e degli F-16, si evince che i caccia si sono mossi, in piena emergenza nazionale, a velocità di poco superiori al 20% della loro velocità massima. E pare che, nonostante la lezione dell'11 settembre, i tempi di risposta alle emergenze non siano affatto diminuiti. Nel gennaio 2002 un quindicenne che pilotava un Cessna si è schiantato su un grattacielo. Il sistema di difesa è andato ancora una volta nel pallone, ed il Norad ha lanciato i suoi jet 15 minuti dopo che l'aereo si era schiantato.(32)

Come minimo gli alti gradi, i quadri e gli operativi di quel giorno saranno stati inquisiti, interrogati, scomodati. Ecco le valutazioni che la Commissione 11/9 ha tratto:

“Noi non crediamo che la vera immagine di quella mattina getti discredito sul personale operativo del Neads o delle strutture della FAA. I comandanti e gli ufficiali del Neads hanno attivamente cercato informazioni, e formulato i migliori giudizi possibili in base a ciò che sapevano. I singoli controllori di volo della FAA, i responsabili delle strutture, i responsabili del Centro di Comando hanno pensato in modo creativo raccomandando un'allerta nazionale, fermando al suolo il traffico locale e, in ultima istanza, decidendo di far atterrare tutti gli aerei ed eseguendo quell'ordine senza precedenti in modo impeccabile.”(33)

Comandante in Capo del Norad all'epoca era il generale Ralph E. Eberahrt. Nell'aprile 2000 ottenne, in aggiunta, di dirigere lo U.S. Space Command. E' rimasto a comandare il Norad fino al congedo, il 1 gennaio 2005.(34)


3. Le Forze Armate

Alle 9:37 di martedì 11 settembre 2001 l'orgoglio dell'America, il fondamento della sua libertà, la bandiera della democrazia nel mondo, è stato colpito a morte, nella carne e nell'anima. Il Pentagono, il cuore pulsante del più favoloso e costoso e tecnologico apparato militare che la storia umana abbia mai conosciuto è stato preso per il naso da quattro tizi che pilotavano un aereo su cui non erano mai saliti prima e che erano così incapaci da scambiare il circuito di comunicazione interna con la radio che trasmette a terra, e indicando così alla FAA e al Norad la direzione verso cui volavano.

Sul Pentagono c'è molto da dire, ma poco da analizzare. L'unica cosa certa è che, oggi come allora, il cielo sopra il Pentagono era spazio aereo interdetto. Non è facile capire quali misure di sicurezza fossero in atto quel mattino, ma è verosimile che l'attributo “interdetto” vada preso alla lettera. Niente poteva volare sopra o in direzione del Pentagono. Eppure ci sono riusciti. Per la terza volta si deve prendere atto del fallimento anche del solo tentativo di fermare i terroristi.

L'11 settembre, a capo degli Stati Maggiori Congiunti, vi era il generale Richard B. Myers, che ne era il vicepresidente. In precedenza, fino al febbraio 2000, era stato Comandante in Capo del Norad e dello U.S. Space Command e a capo del Comando Spaziale dell'Aviazione Militare. Col senno di poi, l'uomo giusto al momento giusto.

Dopo la totale dimostrazione di inadeguatezza del sistema difensivo americano, il responsabile di quella inadeguatezza due giorni dopo è stato promosso Presidente degli Stati Maggiori Congiunti(35), “l'ufficiale più alto in grado delle forze armate degli Stati Uniti, ed il principale consigliere militare del presidente, del Consiglio di Sicurezza Nazionale e del segretario della difesa”.(36)

Sarà interessante leggere alcune parti dell'audizione per la ratifica della sua promozione di fronte al Comitato per gli Armamenti del Senato.(37)

Dopo il discorso di apertura del presidente del comitato, il senatore Levin, e dopo le parole di lode verso Myers dei senatori Carnahan e Roberts, e dopo un breve discorso di ringraziamento, il generale chiede, prima di passare alle domande, di poter fare il punto della situazione al Pentagono.

MYERS: Prima di tutto, penso come alcuni di voi che sono stati al Pentagono sanno, che il fuoco è spento, che ci sono alcune aree danneggiate dall'acqua. E stiamo cominciando a ripulirle e a rioccuparle. [...]
C'è anche stata, come probabilmente sapete, abbastanza attività da parte del North American Aereospace Defense Command nei cieli sopra questa grande nazione.
[...]
LEVIN: Può dirci la percentuale di spazio del Pentagono che è fuori uso? Ha una stima?
MYERS: Non conosco l'esatta metratura, signore.
LEVIN: All'incirca una percentuale dello spazio – potrebbe essere il 20 percento?
MYERS: Direi che è più o meno il 20 percento o meno. E come ho detto, ci sono alcune aree danneggiate dall'acqua. Le scrivanie e le sedie sono a posto. [...]


Allora, siamo a due giorni dall'attacco in cui un Boeing 757 e le sue migliaia di litri di carburante si sono infilati nel Ministero della Difesa. E l'ufficiale più importante della Nazione continua a ripetere che l'acqua ha danneggiato alcune aree. Ma per fortuna le sedie sono a posto.

LEVIN: Generale, a suo parere, ci sono le possibilità o i mezzi che le forze armate necessitano oggi per rispondere agli attacchi terroristici che non hanno al momento? Oppure sono in grado di reagire oggi a quegli attacchi, dovesse essere presa quella decisione?
MYERS: Signore, penso che siamo in grado di rispondere oggi. Certo, ci sono sempre modi per aumentare le nostre capacità. [...] Ma me lo lasci ripetere. Abbiamo ciò di cui abbiamo bisogno per fare quello che bisogna fare.


Due giorni prima non era riuscito a fermare quattro tizi che svolazzavo con un gigante di acciaio sopra la sua testa; ma due giorni dopo, ovviamente, tutto è diverso.

LEVIN: Il Dipartimento della Difesa è stato contattato dalla FAA o dall'Fbi o da un'altra agenzia dopo che i primi due velivoli dirottati si sono schiantati contro il World Trade Center, prima del momento in cui il Penatgono venisse colpito?
MYERS: Signore, non conosco la risposta alla domanda. Posso ottenerla per lei, per il verbale.
LEVIN: Grazie. [...]
[...]
LEVIN: [...]una delle sue priorità sarebbe quella di meglio definire il ruolo dell'esercito nella sicurezza nazionale. Mi chiedevo se potesse dirci quali siano le sue preoccupazioni a riguardo e quale ruolo lei crede l'esercito dovrebbe avere.
MYERS: [...] Penso che l'intero problema della difesa nazionale o sicurezza nazionale necessiti di essere elaborato molto di più. C'è un ruolo, ovviamente, per il Dipartimento della Difesa. Quale sia quel ruolo, non sono sicuro di sapere la risposta oggi. Ma so solo che il dibattito ha bisogno di avere luogo adesso.


Che ruolo deve avere il Dipartimento della Difesa nella difesa della Nazione?

Penso solo che ci dobbiamo pensare, così la prossima volta che avremo una terribile tragedia, che saremo pronti ad agire in modo unito e focalizzato. Non che non lo abbiamo fatto in questa crisi. Penso che abbiamo agito insieme molto, molto bene. [...]

Si è visto.

SMITH: Ho solo... E' difficile non parlare di quello che è successo, ma ho un paio di domande che le voglio fare nella sessione segreta. Ma voglio chiedere una cosa che ha avuto una certa pubblicità, per vedere se può rispondere qui. Se non può, allora va bene. Lo dica che andremo avanti nella sessione esecutiva segreta. Ma ci sono state notizie di alcuni voli internazionali diretti qui durante questo episodio.[/i] [gli attacchi terroristici di due giorni prima, NdA]Cioè non è irragionevole pensare che voli internazionali potessero venire qui. Ma intendo dire che possono essere stati fatti tornare indietro immediatamente dopo che le cose si sono sviluppate. C'è una qualche verità nell'accusa che ci possono essere stati dei voli internazionli coinvolti in questa attività? Abbiamo informazioni a riguardo?
MYERS: Non ho informazioni complete perché nel momento in cui accadde... Le posso dire che c'era un volo verso gli Usa che aveva acceso il suo transponder e indicava il codice di dirottamento. Prima che andasse in Alaska, avevamo un aereo da guerra che lo seguiva. In seguito è atterrato in una lontana base in Canada. E il problema è, non lo so... ed erano al sicuro. E non conosco l'esito, se fosse un errore nella posizione dell'interruttore o che altro. Non glielo so dire. Possiamo trovarle la risposta, senatore.
SMITH: L'aereo non era dirottato? E' solo atterrato.
MYERS: Beh, non lo so. Farei meglio a dire che non lo so perché avevamo altre cose da fare in quel momento. E una volta che era al sicuro al suolo e i passeggeri erano sani e salvi, siamo passati al problema seguente. Era nel bel mezzo di tutto questo. Avevamo notizie di altri velivoli, un altro velivolo di cui sono a conoscenza. E le notizie erano qualcosa di confuso e non penso fossero vere perché è stato deviato dalla compagnia operativa ed è tornato in Europa da solo ed era a posto. Quindi l'unico di cui sono a conoscenza che sia venuto anche vicino è quello che ho menzionato. E non so se era un tentativo di dirottamento o un qualche altro genere di violenza quello a cui era sottoposto.
SMITH: Sappiamo la Nazione di origine?
MYERS: Non per certo.
SMITH: Signor Presidente, ho altre....
MYERS: Le posso dire quello che so nella sessione segreta.
SMITH: Aspetterò.


Ottimo lavoro, Generale. Due giorni e ancora non sa se un quinto aereo fosse stato dirottato o meno. Tanto era atterrato.

Ad un certo punto il Presidente, sentatore Levin, dopo che una serie di senatori ha tessuto le lodi del generale e gli ha chiesto dei picchi dalla coccarda rossa che ostacolano le esercitazioni nel sud est e del dispiegamento di forze nelle Hawaii, interrompe la seduta perché si è accorto che l'ordine con cui ha chiamato i senatori a parlare è inspiegabilmente sbagliato, così chi doveva parlare per primo non ha parlato, e l'intero ordine è saltato. Adesso Levin cerca di mettere ordine e fa il nome di chi parlerà.

SCONOSCIUTO: E gli altri?
LEVIN: Oh, gli altri? In questo caso fatemi finire la lista.
[seguono i nomi, NdA]
SCONOSCIUTO: A mezzanotte?
LEVIN: No, stiamo provando a farcela... Moltiplichi 15 minuti circa per sei e lo saprà.


Adesso che l'ordine è stato parzialmente ristabilito, cominciano anche le domande più serie.

CLELAND: Generale, è una bella cosa che, guardando a quella mattina, io e lei fossimo insieme. E' una buona notizia che ci siamo incontrati qui e non al Pentagono perché nel momento in cui io e lei avevamo il nostro incontro, discutendo sulla necessità di aumentare le nostre forze convenzionali, di guardare la questione del terrorismo e gli attacchi agli Stati Uniti, proprio in quel momento, il Pentagono veniva colpito.
MYERS: Sì, signore.
CLELAND: E' bello rivederla.
MYERS: E' bello rivederla, senatore.


Benissimo... Quindi, nel bel mezzo della più grande crisi nazionale del dopoguerra, l'uomo a capo delle forze armate, il consigliere militare del presidente, stava parlando di geopolitica con un senatore. Infatti il generale poco prima aveva detto che dopo lo schianto sul Pentagono aveva lasciato il senatore e si era diretto al Pentagono, per poi andare al suo “posto di combattimento”, il centro di comando.

Cleland ha però un momento, breve, di lucidità:

CLELAND: E' incredibile che noi spendiamo ben più di trecento miliardi di dollari all'anno per la difesa e tuttavia, martedì, siamo apparsi del tutto privi di difesa.

E' quello che ci chiediamo tutti, senatore.

REED: Solo un'ultima domanda, se c'è tempo, per tornare agli eventi di martedì. E questa è stata una tragedia nazionale di proporzioni storiche. Ma mi sembra, dal punto di vista della protezione armata, che per quanto riguarda il Pentagono, la più importante struttura militare, lei non abbia avuto assolutamente nessun preavviso che un tale attacco era stato contemplato, preparato, pianificato o eseguito. E' corretto?
MYERS: Non c'era un'allerta strategica in cui questo fosse contemplato o pianificato, per quello che ne so.
REED: E presumo, basandomi sulla sua discussione con il senatore Cleland, che questo sia stato una fonte di quasi immediato esame e controllo da parte del Dipartimento della Difesa, riguardo a quello che può essere fatto in future per evitare questa situazione?
MYERS: Assolutamente. E non è solo il Dipartimento della Difesa, ma tutte le agenzie civili che hanno un apparato di intelligence, dato che questo, lo sa, che loro possono averne conoscenza.
REED: Molte grazie.
MYERS: Di niente.


Myers non sa niente di tutto quello che è in relazione con l'11/9.

Finalmente è il turno di un senatore un po' più... calato nella realtà.

BILL NELSON: La seconda torre del WTC è stata colpita poco dopo le 9:00. E il Pentagono approssimativamente 40 minuti dopo. Approssimativamente. Lei saprà specificamente la cronologia. Lo schianto in Pennsylvania dopo che il volo di Newark diretto ad ovest si è girato di 180 gradi e ha cominciato a puntare verso Washington è avvenuto approssimativamente un'ora dopo la seconda esplosione al WTC. Prima ha detto che non abbiamo fatto decollare alcun aereo militare finché il Pentagono non è stato colpito. Quindi, la mia domanda sarebbe: perché?
MYERS: Penso di aver avuto ragione, non fu prima di allora. Dovrei tornare indietro e rivedere la cronologia esatta.
BILL NELSON: Se sapevamo, come sapevamo, che c'era una minaccia generale di attività terrorista, e all'improvviso abbiamo le due torri di New York chiaramente colpite da attività terroristica, costituita da aerei commerciali usciti dalla rotta Boston-Los Angeles, allora cosa è accaduto alla reazione dell'apparato di difesa una volta che abbiamo visto la diversione del velivolo diretto a est da Dulles che si girava di 180 gradi e, ugualmente, il velivolo da Newark decollava e, in volo, si girava di 180 gradi? Questa è la domanda. Le lascio rispondere come preferisce. Ma vorremmo una risposta.
MYERS: Ci può scommettere. Ho parlato, dopo che la seconda torre è stata colpita, ho parlato col comandante del Norad, il generale Eberhart. E a quel punto, penso che la decisione era al punto di iniziare a lanciare gli aerei. [...] Non è solo una questione di lanciare degli aerei, è lanciarli per fare cosa?. Devi avere una minaccia specifica. [...] In questo caso, se la memoria mi aiuta – e dovrò ritornare dal lei per il verbale – la mia memoria mi dice che avevamo lanciato gli aerei verso il volo che poi sarebbe caduto in Pennsylvania. Voglio dire, abbiamo messo qualcuno vicino a quello, per quel che ricordo. Devo controllare. Non ricordo se era il caso di quello che era partito da Dulles. Ma parte di questo è dove siamo posizionati nella Nazione per fare quel genere di lavoro perché non è mai [...]. Questa è una delle cose di cui dovremo preoccuparci. Sa... la prossima nella lista. [...]


Il Presidente del Comitato, Levin, interviene nella discussione.

LEVIN: L'ora che non abbiamo è quella in cui al Pentagono venne notificata, se venne notificata, dalla FAA o dall'Fbi o da un'altra agenzia, la notizia relativa a potenziali minacce o a aerei che avevano cambiato direzione o qualsiasi cosa del genere. E quello è lo stesso che ci darà perché è...
MYERS: Posso rispondere. Al momento del primo impatto sul WTC, abbiamo attivato l'unità di crisi. Questo fu fatto immediatamente. Quindi ci siamo attivati. E abbiamo cominciato a parlare con le agenzie federali. L'ora che non conosco è quando il Norad abbia reagito con aerei militari. Non conosco quell'ora.
LEVIN: O l'ora che le ho chiesto, che era se la FAA o l'Fbi le hanno notificato che altri aerei erano usciti di rotta, dalla rotta stabilita, e stavano tornando o puntanto su Washington, se ci sia stata una qualche notifica, perché, se non c'è stata, quella è una ovvia indeguatezza.
MYERS: Giusto.
LEVIN: E in ogni caso, ma più importante, se potesse darci quest'informazione.
MYERS: Probabilmente è successo. Come lei ricorda, non ero al Pentagono in quel momento, così non mi è in parte chiaro. Dopo, abbiamo iniziato ad avere regolari notifiche attraverso il Norad su altri voli di cui eravamo preoccupati. E quando abbiamo saputo che di quello che poi si sarebbe schiantato in Pennsylvania, non so, ancora un volta, se avevamo caccia lanciatigli contro. Devo...
LEVIN: Se allora potesse farceli avere. Sappiamo che non li sa.


L'uomo che doveva gestire la crisi è di fronte al comitato del Senato che deve decidere se promuoverlo in via definitiva a capo di tutte le forze armate. Alle poche, generiche, domande sul suo operato di due giorni prima, il generale Myers risponde dicendo di non sapere o di non ricordare. Il generale Myers verrà promosso Capo degli Stati Maggiori Congiunti.


4. Altri errori minori

A livello di sistema generale, dunque, l'apparato di difesa si è semplicemente afflosciato su se stesso. Ma anche a livello minore alcuni piccoli errori sono stati fatali. Non è possibile dire se e in che misura abbiano contribuito al disastro, ma è abbastanza evidente che avrebbero potuto quantomeno ridurlo sensibilmente, visto che l'audacia del piano non permetteva alcuna deviazione dalla rotta stabilita. Chi ha portato avanti l'attacco non poteva contare sul “piano B”.

Quando Mohammed Atta arriva ai controlli di sicurezza dell'aeroporto di Boston venne identificato dal sistema automatico come soggetto degno di attenzione per la sicurezza del volo. Il suo bagaglio a mano viene controllato e lasciato fuori dell'aereo fino al momento del suo imbarco.

Altri tre membri del commando che poi dirottò il volo 175 subirono la stessa procedura e salirono sull'aereo senza problemi.

L'errore degli addetti alla sicurezza è stato quello di non capire che il bagaglio a mano dei quattro personaggi, contenente oggetti taglienti e bombolette di spary urticante, poteva costituire una seria minaccia al volo.

All'aeroporto di Dulles, Washington, quando i dirottatori del volo 77 arrivano ai controlli di sicurezza, lo stesso sistema di sicurezza di Boston entra in funzione, e ferma tre di loro, tra cui Hani Hanjour, presumibilmente l'unico in grado di pilotare un Boeing. Intanto i fratelli Hazmi vengono controllati dal sistema di sicurezza della compagnia “perché uno dei fratelli non aveva una foto di identificazione né era in grado di capire l'inglese, e perché l'agente riteneva entrambi i passeggeri sospetti.” Bingo! L'intero commando è stato sgominato in un colpo solo! No. I cinque passano. Due dei quali, giunti al controllo ai raggi X, fanno suonare l'allarme con il bagaglio a mano, che viene inviato ad un secondo metal detector. Un terzo fa suonare due metal detector con il bagaglio a mano e viene perquisito. Il commando sale a bordo.

Anche in questo caso gli addetti non ritengono i coltelli e i taglierini (riferiti dai passeggeri a bordo) un pericolo per il volo.

Uno dei dirottatori del volo 93 venne fermato all'aeroporto di Newark a causa della procedura computerizzata di identificazione di passeggeri sospetti (come Atta a Boston). Ma anche lui viene lasciato andare.(38)

Un'altra strana coincidenza, quel giorno, è rappresentata da uno dei passaggeri del volo 11. Seduto nella fila dietro a quella di Mohammed Atta e davanti a Satam al Suqami era Daniel Lewin. Daniel Lewin, prima di diventare multimiliardario, ha servito per quattro anni nel Sayeret Matkal, l'unità speciale delle Forze di Difesa Israeliane, assimilabile alle SAS inglesi e alla Delta Force americana. “I suoi compiti principali sono il contro terrorismo, la ricognizione in profondità e la raccolta di intelligence, ma l'unità è prima di tutto una unità di raccolta di informazioni sul campo, usata per ottenere informazioni strategicamente importanti molto oltre le linee nemiche. Il Sayeret Matkal è anche responsabile per le missioni di recupero ostaggi al di fuori dei confini di Israele. L'unità è nota soprattutto per l'Operazione Thunderbolt, in cui ha salvato più di cento passeggeri del volo Air France dirottato in Uganda da terroristi dell'Olp.” L'addestramento dei soldati dura 20 mesi ed è focalizzato su “armi piccole, arti marziali, orientamento, mimetizzazione, ricognizione e altre abilità importanti per la sopravvivenza dietro le linee nemiche.” Al solo controterrorismo vengono dedicate cinque settimane di addestramento specifico.(39)

Uno dei pochi uomini al mondo addestrati per agire contro i dirottamenti aerei era circondato dai dirottatori. E fu il primo ad essere ucciso con una pugnalata, forse nel tentativo di fermare l'assalto alla cabina di pilotaggio.(40) Ovviamente non si tratta di un errore da parte di Lewin, ma la descrizione che la Commissione 11/9 fa dell'omicidio ritrae una azione ben al di sotto del livello di attenzione che ci si aspetterebbe da un uomo della pasta di Lewin.


5. Gli errori dei dirottatori

A questo punto si potrebbe pensare che l'organizzazione dei quattro commando terroristi sia stata perfetta. Questo è ben lungi dall'essere vero.

Per esempio, il capo dell'operazione Mohammed Atta si è preso dei seri rischi i giorni immediatamente precedenti l'11 settembre. Mentre gli altri terroristi si sono stabiliti nei pressi dei rispettivi aeroporti di partenza, Atta il 7 settembre si trasferisce a Baltimora; il 9 settembre prende un volo per Boston; il 10 settembre, insieme a Omari, prende una macchina e va a Portland, senza un motivo noto, prelevando soldi al Bancomat, mangiando pizza e andando in giro a far compere.(41) Alle ore 6:00 dell'11 settembre, prendono un volo da Portland per Boston, dove arrivano tre quarti d'ora più tardi. Arrivano a Boston un'ora prima della partenza del volo 11 che volevano dirottare.(42)

Sempre Atta, quel mattino, si è messo in viaggio con una valigia, che per una qualche ragione non prende il volo insieme a lui. Nella valigia si trova il suo testamento spirituale, scritto in arabo.(43)

Certo quelli di Atta non sono 'errori' nel senso stretto del termine, ma sono degli azzardi non immaginabili se si vuole mettere in scacco l'America. I tempi troppo ristretti non concedevano nemmeno un minuto di ritardo per un imprevisto qualsiasi; andare da Boston a Portland e viceversa con in valigia la prova che si sta per commettere un attacco suicida non è nemmeno questa una sagga scelta. Si rischia, di fronte a un banale controllo di polizia o a quant'altro, di essere scoperti e neutralizzati.

Nemmeno i suoi compagni sono molto accorti. Uno addirittura – come si è visto – si presenta in aeroporto con un documento senza foto e senza saper parlare una parola di inglese. Altri due capiscono l'inglese così male che gli addetti al check-in non riescono nemmeno a far loro le domande di routine sulla sicurezza.(44)

Se avessero avuto un cartello appeso al collo con scritto “terrorista arabo” avrebbero dato meno nell'occhio.

Dalla cabina del volo 11, dieci minuti dopo il dirottamento, uno dei terroristi per errore comunica alla FAA che hanno dirottato l'aereo, che si stanno dirigendo verso est e che hanno preso “alcuni” aerei. Così anche gli altri voli.

Naturalmente la quantità e la qualità degli errori da parte del sistema di sicurezza americano ha annullato ogni possibile falla organizzativa. Di fatto ai terroristi bastava avere i biglietti per quattro aerei che più o meno partissero alla stessa ora. Il resto è stato un mucchio di errori. A parte il fatto di pilotare e fare manovre da manuale con un aereo su cui non erano mai saliti.


6. Conclusioni.

Da questa sommaria analisi fatta sui documenti ufficiali a disposizione, risulta evidente che non è possibile parlare di “falle” nella sicurezza. E nemmeno di “fallimento” della sicurezza. Quello a cui abbiamo assistito è la coordinata e tempestiva sospensione, al momento meno opportuno, delle normali procedure di routine, da parte di tutte le agenzie di sicurezza.

Non è stato un “collasso del sistema”, perché le strutture di difesa non sono collassate contemporaneamente. E nemmeno in tempi diversi. Semplicemente, ognuna al momento in cui doveva fare quello che faceva di solito, non lo ha fatto. Un esempio su tutti: la FAA non è collassata né prima né dopo. E nemmeno durante, tanto è vero che è riuscita a gestire perfettamente l'atterraggio simultaneo di tutti i voli sui cieli d'America senza il minimo incidente o pericolo per passeggeri e strutture. Eppure questo sì era un evento inaspettato e su cui non si era mai fatta alcuna esercitazione.

E tutti i responsabili di questo disastro sono stati lasciati al loro posto, nel peggiore dei casi, oppure promossi ai più alti gradi, nel migliore.

In generale, una promozione è un premio che viene dato a chi ha portato a termine un lavoro o una missione di grande valore. Tutti i principali responsabili della sicurezza dell'11 settembre sono stati promossi. Se ne dovrebbe dedurre che il mancato svolgimento del proprio dovere costituiva la missione di quel giorno.

Naturalmente ciò è impensabile. Manca allora una spiegazione logica e coerente per la serie sincronizzata di fallimenti.

A meno che la versione fornita dalle autorità non corrisponda la vero o sia priva di elementi fondamentali per comprendere appieno la dinamica degli attentati dell'11 settembre 2001.



Note:

(1)Terrorism in the United States 2000/2001, il rapporto annuale dell'Fbi sull'evolversi della minaccia terrorista.
(2)Ibid.
(3)National Commission On Terrorist Attacks Upon The United States, Final Report, chapter 11.1, grassetto dell'A. Per ragioni di brevità, ogni riferimento alla Commissione verrà indicato con la dicitura “Commissione 11/9”, seguita dal capitolo e dal paragrafo.
(4)Ibid.
(5)Commissione 11/9, 3.2.
(6)Commissione 11/9, 11.4; Unheeded Warnings, Newsweek.
(7)How the U.S. Missed the Clues, Time 27/5/2002.
(8)Coleen Rowley's Memo to FBI Director Robert Mueller, Time 21/5/2002.
(9)Ibid.
(10) Did FBI Deliberately Slow Translation?, CBSNews 25/10/2002.
(11) Luois J. Freeh, biografia ufficiale dell'Fbi.
(12) Thomas J. Pickard, biografia ufficiale dell'Fbi.
(13) Thomas S. Muller III, biografia ufficiale dell'Fbi.
(14) Commissione 11/9, 13.2.
(15) Commsione 11/9, 11.1.
(16) Commissione 11/9, 11.
(17) Officer: 9/11 panel didn't receive key information, CNN 17/8/2005.
(18) September 11th Advocates Statement on Hayden, others rewarded after 9/11, 13 maggio 2006.
(19) Director Tenet’s Statement to CIA Workforce, 12 September 2001.
(20) Presidential Medal of Freedom Recipient George John Tenet, Director of Central Intelligence Agency, December 2, 2004.
(21) Associated Press, 14/12/2004.
(22) Dal sito web ufficiale della FAA.
(23) North American Aerospace Defense Command. L'11/9 il settore del Norad coinvolto era il Norad's Northeast Air Defense Sector, noto anche come Neads. Pertanto, in questo caso, le indicazioni Norad e Neads si riferiscono allo stesso comando.
(24) Quella che segue non è una cronologia degli avvenimenti, ma una ricostruzione ragionata, selezionata ai fini di capire il comportamento di FAA e Norad. Si fa riferimento alla cronologia riportata dalla Commissione 11/9, al capitolo 1. Le parti in corsivo sono quelle che non corrispondono alla versione fornita dalla Commissione 11/9, e sono segnalate in nota.
(25) Norad's Response Time, 18/9/2001.
(26) Ibid.
(27) Commissione 11/9, 1.2. Audizione di ufficiali del Norad di fronte alla Commissione, maggio 2003.
(28) Cfr. n. 25. e n. 27.
(29) Cfr. n. 25.
(30) Commissione 11/9, 1.2
(31) Cfr. n. 27
(32) IGNORAD. The Military Screw-up Nobody Talks About, 16 /1/2002. Fighters Were 8 Minutes Away From WTC, The Associated Press 19/9/2001.
(33) Commissione 11/9, 1.2
(34) General Ralph E. “Ed” Eberhart, nota biografica ufficiale dell'Aviazione Militare.
(35) General Richard B. Myers, nota biografica ufficiale dell'Aviazione Militare.
(36) Definizione del senatore democratico Carl Leving, General Myers Confirmation Hearing, 13/9/ 2001.
(37) Ibid. L'udienza si compone di domande da parte dei senatori, che verranno indicati col solo cognome, e dalle risposte del generale Myers.
(38) Commissione 11/9, 1.1.
(39) Sayeret Matkal, Wikipedia.
(40) Commissione 11/9, 1.1.
(41) Commissione 11/9, 7.4.
(42) Commissione 11/9, 1.1.
(43) Chilling Document Hints at 'Armageddon', Guardian 1/10/2001.
(44) Commissione 11/9, 1.1.

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