ULZANA

Inviato da  Calvero il 7/6/2012 20:44:50


ULZANA'S RAID
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Le rocce bruciate dal Sole dei secoli è come se avessero bruciato anche i visi di una cultura indomabile e quando le prigioni a cielo aperto trasformano gli spiriti indomiti, essi scatenano il furore se non forse l'esigenza di riprendersi il potere, l'energia, proprio da coloro che quelle energie vollero violentemente insabbiare, disperdere e, piano, distruggere ...

... e quando i "mostri" divengono tali, rimane più facile per noi condannare e, ancora peggio, credere di comprenderli [quei "mostri"] e magari convincersi di spiegare con qualsivoglia contraddittoria morale quelle azioni, quelle culture. Da qui, da questo crescendo inarrestabile dove pionieri, soldati, nativi, si scrutano, si incrociano e combattono: zampillano sensazioni e sangue, qualcosa che selvaggiamente ha nel suo essere cruento riti primordiali e forse nuovi, dove efferatezza e giustezza si confonderanno senza più fare ritorno ...

.. così di fronte a chi in maniera nemica, ma anche ingenua, scrutava simili orizzonti, come per il giovane Tenente Garnett, questa realtà truce e al tempo stesso invigorita da uomini col rosso della Terra negli occhi, prendeva coscienza di luoghi ove l'empatia si incrinava pericolosamente e il coraggio come la paura avevano colori diversi tra uomini e uomini, tra storia e storia, tra carnefici e carnefici; il lato oscuro trascendeva idee e sentimenti e il cuore poteva diventare nero, inaspettatamente.

Che quel mondo selvaggio potesse essere osservato da occhi nuovi con ogni stupore ma anche orrore, era un inevitabile stadio; non si era in contraddizione con sé stessi, ma questo però soltanto fino al punto in cui non ci si doveva rendere conto di come l'odio, la vendetta e la brama di punire risvegliassero - proprio in chi aveva occhi ancora troppo ingenui - quel sentimento latente in realtà più discriminante, in realtà ancora più insensato, proprio lì, nel cuore dei visi pallidi.

Quando quel punto si sorpassa, allora la "saggezza bianca" di una civiltà che viene da lontano perde sostanza, gli animi virtuosi cedono, si sentono vacillare i propri "Déi" ... e si comprende che i castelli di carte sono proprio i nostri. L'ipocrisia si mostra in un conflitto interiore forse irrisolvibile.

Capacitarsi degli orrori e di quella guerra, di quella Caccia senza pietà, portava alla luce il coraggio fideistico con tutte le contraddizioni che lo devono seguire. L'ostinazione e la frustrazione davano l'originale volto ai retaggi e ai dogmi della carità religiosa; non si poteva crescere e divenire uomini se non volgendosi perdenti al crepuscolo di Tempi romantici quanto assassini; tuttora dannatamente incompresi.

Qualcosa che veniva spiegato con ironica rassegnazione, propria di chi riconosce a certi mondi e a certe culture una loro ineluttabile e inestricabile volontà al di là del bene e del male. Così, tra i protagonisti, le parole di McIntosh (Lancaster) che faceva da guida al drappello di soldati sulle tracce dell'Apache Ulzana, sono le più precise, McIntosh spiritualmente era ferito ma anche conquistato da quel mondo: - «Odiare gli indiani sarebbe come odiare il deserto perché non c'è acqua




Riporto volentieri qualcosa di chi sa più di me di questa pellicola e svela qualche "curiosità"; tra le stesse si possono cogliere tutti i segnali per comprendere l'atipicità che contraddistingue questo Western, qualcosa che rimase (rimane?) fuori portata:


- Esistono anche versioni solo per UK (in pratica hanno tagliato tutte le cadute dei cavalli: per gli inglesi vedere sbudellare un cadavere va bene, ma vedere cadere un cavallo che potrebbe anche essersi fatto male no), una solo francese ed un'altra americana che pero' si vede in TV tagliata da Burt Lancaster;

- la versione piu' completa e' quella solo francese (solo in inglese e francese) e se ne possono vedere dei pezzi su YouTube. In pratica non e' la versione di Robert Aldrich perche' contiene dei pezzi tagliati via dai dialoghi nel Forte tra gli ufficiali della cavalleria.

- il film, completato, non piacque a nessuno. Non piacque a Burt Lancaster, che aveva messo la maggior parte dei soldi e che taglio' tutte le scene in cui appare la moglie indiana e la maggior parte delle scene piu' ripugnanti (per allora) oltre a sfoltire quelle nel forte dove lui non appare.

Non piacque a Robert Aldrich, che lascio' fare al montatore e si disinteresso' del film dopo averlo girato: non era il suo genere.

Non piacque al pubblico americano che ne aveva abbastanza di film critici della cavalleria e che non poteva neanche sperare nell'effetto "Avatar" o "Balla coi Cupi" della catarsi nell'identificazione di quelli che avevano sterminato: gli Apache in Ulzana sono incomprensibili a chiunque non sia stato uno studente di Antropologia.

Piacque ad Alan Sharp, lo scrittore scozzese autore del copione, che grazie a questo film non fu piu' ingaggiato per un'altra dozzina d'anni e quando lo fu lo fu da Sam Peckinpah, un'altro messo all'indice, per Osterman week-end.


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L'asciuttezza e oserei dire la compostezza della regia osserva e fotografa quello che è un inseguimento, un inseguimento che fa metafora del bene e del male annullandolo e subito dopo valorizzandolo nell'unica e oggettiva certezza che tutti attende, la morte.

Se qualche opinione e valutazione morale può essere tratta, e ognuno tragga la sua come è giusto che sia, allora mi sento di osare dicendo che il confine tra film e senso documentaristico qui è magistralmente messo in opera. L'unico neo rimangono le musiche, quasi vogliano smorzare i toni di certe sequenze per riportarle sui binari di un certo cinema di genere.

La morte: la morte nel West è un carico da novanta che vive di vita propria. Proprio in epoche così relativamente vicine, simili epopee potremmo dichiararle "fresche" e probabilmente per questo più sensibilmente identificabili nella loro tragicità. Una tragicità che gettò un ombra imperitura da cui poi sarebbe nato il sogno più incongruente, quello americano.

Insieme ai dialoghi che sembrano intagliati e forgiati nel legno che brucia nei fuochi di un accampamento, quelli delle notti più nere, si può assaporare l'intelligenza di un soggetto profondamente psicologico. L'inseguimento incalza. Gli scontri tra le rocce rosse, le strategie vissute e ragionate in tempo reale insieme ai protagonisti, le imboscate che respirano negli occhi degli Apache come in quelle dei soldati, sono il continuum di un'altra guerra ....

... quella interiore tra uomini e uomini, ove gerarchie e scaltrezza sono i contorni di forze maggiori che non conoscono il significato del termine - sfumatura - e terminano il loro percorso, neanche a dirlo, nelle armi. Il Potere, l'energia, depredata come "magia indiana" nelle torture inflitte ai visi pallidi macellati dagli Apache ci angoscia e conquista, mentre ci dice di quale abominio a sé mosse, impunemente, gli uni contro gli altri e che mai come in Ulzana's Raid dà da riflettere.



Ulzana troverà e accetterà la morte, ma non per mani nemiche.
Sarà seppellito con il suo onore, da chi era della sua razza.

McIntosh sarà ferito a morte.
Due uomini, uno Scout e un Capo Apache, forse stavano inseguendo lo stesso sogno, forse no ... entrambi consci di una libertà che sapevano perdersi per sempre nella polvere rossa di una Terra che fu.

Re: ULZANA

Inviato da  Calvero il 7/6/2012 23:01:47
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Riporto la trama da Internet:

Il capo apache Ulzana è fuggito da una Riserva nel Texas con un gruppo dei suoi rubando armi e cavalli dell'esercito. Un plotone di cavalleria comandato dal giovanissimo tenente Garnett DeBuine, figlio di un pastore protestante di Filadelfia, viene mandato all'inseguimento con l'ordine di catturarlo. La guida apache, Ke-Ni-Ty, e l'anziano esperto di cose indiane McIntosh, vengono aggregati alla spedizione. Le pessimistiche previsioni di McIntosh si rivelano esatte man mano che la spedizione si trova davanti alle tracce di atrocità e devastazioni che gli apaches si lasciano dietro. Ke-Ni-Ty fornisce la sua spiegazione: gli indiani credono che la forza del nemico vinto si trasferisca in loro mediante sevizie e uccisioni. Intanto una profonda crisi interiore porta il Tenente Garnett DeBuine ad ammettere la realtà divenendo più guardigno e deciso, ma conservando e imponendo che i suoi uomini decimati ed esasperati non perdano il senso dell'umanità. Inseguiti, privati dei cavalli, gli apache sono sterminati o fuggono; Ulzana solo, trovatosi di fronte Ke-Ni-Ty che lo aveva inseguito, si inginocchia e come in un Rito, cantando, si lascia uccidere.

Sotto una rara immagine del vero Apache Ulzana.


Re: ULZANA

Inviato da  PikeBishop il 8/6/2012 0:17:21
Citazione:
Il capo apache Ulzana è fuggito da una Riserva nel Texas

Texaaaas???????

Per citare una frase del film: "Ha detto Texas, ma intendeva dire New Mexico!"

Citazione:
Ulzana solo, trovatosi di fronte Ke-Ni-Ty che lo aveva inseguito, si inginocchia e come in un Rito, cantando, si lascia uccidere.

Ulzana col suo raid aveva messo in crisi il resto della tribu' nella riserva e lo scout era probabilmente il mezzo che gli anziani avevano per punirlo. Lui capiva e si sottometteva, come Socrate. Non e' come un rito, e' un rito.
La traduzione italiana della frase in cui lo scout presenta il cadavere di Ulzana (nella foto postata da Calvero) e' sbagliata, non lo qualifica come grande capo, solo come apache.

Ulzana e' il film piu' fondamentale (ed unico) mai girato sull'argomento. Burt Lancaster e' al picco della sua carriera d'attore e tutti gli altri sono parimenti efficaci. La traduzione in italiano non e' male ma e' sbagliata in piu' parti, inspiegabilmente (ad esempio in italiano non si capisce la "battuta" sulla moglie dello scout). La musica e' perfetta: il flauto indiano fa piu' per il film di quanto non possa nessun effetto speciale e la marcetta militare e' una gemma che sottolinea la banalita' e la quotidianita' di eventi diventati mitologici ma mai analizzati con la volonta' di comprenderli.

E' incredibile come Hollywood, ad un certo punto, avesse la capacita' e la volonta' di fare film di questo livello.

Re: ULZANA

Inviato da  Calvero il 8/6/2012 0:58:19
Citazione:

PikeBishop ha scritto:
Citazione:
Il capo apache Ulzana è fuggito da una Riserva nel Texas

Texaaaas???????

Per citare una frase del film: "Ha detto Texas, ma intendeva dire New Mexico!"



Non c'entro niente, ho copia-incollato

Citazione:

Ulzana col suo raid aveva messo in crisi il resto della tribu' nella riserva e lo scout era probabilmente il mezzo che gli anziani avevano per punirlo. Lui capiva e si sottometteva, come Socrate. Non e' come un rito, e' un rito.


Ma ci mancherebbe.
Di questo, naturalmente, prendo atto.
Quando ho visto il Film, di primo acchito, ho anche pensato che lui avesse compiuto come un compito, una sorta di dimostrazione parallela per vendicare la sua libertà e che sapeva come la sua "scorribanda" lo avrebbe portato fin dove le sue forze lo avessero sostenuto. Insomma ===> ciò che era compiuto era compiuto. E non avevo affatto pensato a una sua mancanza nei confronti del suo popolo

Citazione:

La traduzione italiana della frase in cui lo scout presenta il cadavere di Ulzana (nella foto postata da Calvero) e' sbagliata, non lo qualifica come grande capo, solo come apache.


Prendo atto, number two


Citazione:

Ulzana e' il film piu' fondamentale (ed unico) mai girato sull'argomento. Burt Lancaster e' al picco della sua carriera d'attore e tutti gli altri sono parimenti efficaci.


Ormai è ufficiale, sono innamorato di Burt*.

Citazione:
La traduzione in italiano non e' male ma e' sbagliata in piu' parti, inspiegabilmente (ad esempio in italiano non si capisce la "battuta" sulla moglie dello scout).


Purtroppo.

Citazione:
La musica e' perfetta:


Naaaaaaa ..... ma anche no ...

Citazione:
il flauto indiano fa piu' per il film di quanto non possa nessun effetto speciale e la marcetta militare e' una gemma che sottolinea la banalita' e la quotidianita' di eventi diventati mitologici ma mai analizzati con la volonta' di comprenderli.


E VA BENE .... ma non c'era mica solo il flauto indiano, Pike

Citazione:

E' incredibile come Hollywood, ad un certo punto, avesse la capacita' e la volonta' di fare film di questo livello.


Una falla nella matrice


* .. ma quando, in Lawman, mette a tacere il "comitato cittadino" che lo va a trovare quando pranza, e quando secca alla schiena, alla resa dei conti, uno degli ultimi rimasti della lista ... non c'è storia

Re: ULZANA

Inviato da  PikeBishop il 8/6/2012 7:31:05
Per la cronaca, visto che hai postato una foto del vero Ulzana:

Il famoso raid di Ulzana accadde veramente. Ulzana si tiro' dietro a 9 giovani guerrieri e dopo avere portato a spasso la cavalleria per 1200 miglia si rifugio' (si fa per dire, visto che i messicani davano loro la caccia con molta piu' convinzione ed efficienza) in Messico dopo aver rubato ben 250 cavalli e avere ammazzato 38 tra coloni e militari ed avere acquistato uno status leggendario fra i giovani delle riserve.
In quel momento i Chiricauas erano allo sbando e "giovani" arrabbiati come Ulzana e Geronimo avevano un grande seguito presso la tribu', e questo evito' sempre loro di essere soggetti agli ordini degli anziani e all'influenza di Cochise.

I giornali di tutte le citta' dell'Arizona e del New Mexico furono caustici nei confronti della cavalleria anche in questo frangente (in pratica questi predoni erano liberi di fare cio' che piu' piaceva loro e la cavalleria non aveva la capacita' di prenderli sul fatto) ed il fatto che non si potesse imputarli di niente e che ritornassero impuniti alle riserve non fece una buona impressione. Si proclamo' che "solo un apache poteva catturare un altro apache" e che sarebbe stato meglio avere milizie apache invece di soldati bianchi a dare loro la caccia.

Ulzana fu infine caricato sul treno con Geronimo ed altri (scout indiani compresi) in direzione Florida, a morire di malaria, si sperava. Non so come mori', ma la sua carriera di guerriero era finita.

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