Re: BATTAGLIA DI NASSYRIA

Inviato da  mc il 20/12/2005 10:33:10
...il post di tommy a cui rispondo e' molto indietro, ma solo di numero di post... visto che sempre di "rispetto dovuto" e solidarieta' si parla... (sorry...)

Citazione:
Sul fatto, invece, che bisognerebbe versare le stesse lacrime per gli iracheni morti bhe: ogni nazione pianga i suoi! Non puoi certo relegare questo ruolo alla nazione nemica.


Se vuoi davvero continuare su questa linea devi, specificare alcune cose non chiare:

1) quali motivazioni hai tu, personalmente, per giudicare l'Iraq una nazione nemica?
2) quali motivazioni ha un soldato in iraq per dichiarare nemico un iraqeno, a parte gli ordini a cui sta ubbidendo (bravo cagnetto)?
3) Perche' nassyria? Ma soprattutto: vale davvero la pena, dare la vita perche' l'Eni possa continuare il suo lavoro li'?
4) Alla luce di cio' che dici sugli armamenti, come si fa a rimanere al fronte, eseguendo gli ordini fedelmente, senza sentirsi degli squallidi individui senza futuro e senza valore per gli altri?

Tutte queste domande che ti pongo sono scaturite da altre domande che mi sono posto:
Con ordine al punto 1) mi chiedo : qual'e' la molla che spinge uno come te a venire qui a scrivere banalita' su nemici e bandiera, che nemmeno un dodicenne con scarse capacita' di analisi potrebbe fare se non, magari, dopo essere stato riprogrammato da manipolatori del pensiero.

Al punto 2) mi interrogavo sulle plausibili motivazioni per cui qualcuno possa prendere e partire per andare a fare una guerra di cui non gliene frega un sega o poco meno...
Se fosse li' per un senso patriottico, sarebbe un pericoloso ingenuo, nel senso che l'italia e li', come si sa, per motivi economici.
Se fosse li' per i "soldi a palate", non credo... a meno che non diventino tutti e 3000 soci alla pari degli azionisti principali del gruppo ENi... invece, sono li' per gli stessi soldi guadagnabili senza dover uccidere nessuno... basta un lavoro in trasferta con un arrotondamento per la diaria ... quindi, il tutto e' molto poco furbo, tendente al masocismo ed al sado-cinismo... basti pensare a quelli che hanno famiglia...
Se lo fanno per la famiglia, dimostrano ancora meno furbizia, perche' se da morto si vale la pensione per i famigliari, da vivi si vale quanto un padre puo' valere per un figlio ...poco? ...molto? Dipende dalle esperienze... comunque, perche' andare ad uccidere altre persone?.... per i soldi?

(Ma che si simulino degli incidenti ogni giorno e che si incassino i soldi dalle assicurazioni, se proprio devono schiattare per dar da mangiare alla propria famiglia... senza partecipare alle guerre degli altri)

Se lo fanno perche' gli piace, non hanno bisogno della mia solidarieta' e ne' tanto meno del mio rispetto, che, comunque, sia chiaro, in questo frangente, non hanno.
Ma non hanno bisogno nemmeno della tua ... ne' di quella di nero...



Non c'e' nulla di coraggioso nell'obbedire ad ordini come animali da compagnia.
Sarebbe coraggioso, al contrario prima di obbedire ciecamente ad un altro schiavo, appena, leggeremente, meno schiavo di me, porsi alcune domande, ed in base alle risposte che se ne ottengono, riconsiderarne l'obbedienza.

Per cui (vedi anche il punto 4):
-il "dettaglio" per cui si vedono in una tragica situazione di guerra, organizzati e attrezzati come fosse una missione di pace.
-La menzogna che li ha portati li', e la menzogna che tutt'ora e' raccontata riguardo la posizione delle nostre truppe.
-il rischio, "gratuito" ed inutile, che corrono non e' ripagato se non con sofferenze loro e con quelle dei loro familiari... e, tutto, per potere e soldi ... non miei, ne tuoi, ne loro, naturalmente.
-uccidere uno che ti spara addosso... bah... bisogna arrivare a farsi sparare addosso, non e' poi cosi' facile se ci pensi. Per cui se mi trovo in iraq e mi sparano addosso, la domanda non e'"e' giusto o sbagliato se rispondo al fuoco?". La domanda semmai e': "perche' mingghia sono qua, a farmi sparare addosso?". Nn ti pare?
Non mi sembra un buon motivo per uccidere, essendo "un italiano in Iraq", colui che uccide in quel video...

Ho come la sensazione che molta gente si faccia le domande sbagliate, a volte...

Prima parliamo di questo e poi vado in trincea...

Tra le due : la carriera, il lavoro per i soldi di fine mese per sfamare i miei figli rischiando di renderli non solo economicamente stabili ma, anche, e mio malgrado, orfani. Oppure, pochi soldi, ma al loro fianco mentre crescono. Se poi il contesto e' quello che descrivevo piu' su e quello che dicevi tu (inadeguatezza dei mezzi)...
"Ma che mingghia sono qua, a farmi sparare addosso?"...



Ma ce ne sarebbero tante di domande da porsi e porVi... e da ognuna di esse ne scaturirebbero cinque volte tante...


Tommy, hai migliorato tantissimo la tua esposizione, quand'e' che ti concentri sui contenuti...?



p.s.: ci vuole molto piu' coraggio nel rimanere con la coscienza turbata nel rifiutare della solidarieta' ai soldati, rimanendo coerenti con le proprie idee, che nel crearsi una sorta di "forma di rispetto", solo perche' ti consola del fatto che non ci sia tu al fronte e che, soprattutto, non avendone nessun bisogno, non ti passi nemmeno per la mmiingghhia di andarci...?
Io la mia solidarieta' ai soldati al fronte, i soldati del nostro stato di appartenenza, gliela offro portandoli a casa, anzi pretendendo che ritornino da questo conflitto che non ha nulla a che fare con il mandato a cui hanno prestato giuramento, al quale, tu e nero, cercate inutilmente di rifarvi. Le motivazioni sono molto piu' importanti dell'obbedienza cieca.

Difendi il tuo territorio in patria contro gli invarsori, e saro' con te.
Vai a fare l'invasore insieme ad altri, non mi avrai mai dalla tua parte, senza troppi scrupoli.

Un soldato e' un lavoratore, niente di piu', mi dispiace per coloro abbiano mitizzato, o meglio sopravvalutato questa figura professionale, ma la realta' e' che non e' mai la persona in battaglia che detta le regole, ma le motivazioni del conflitto a cui si partecipa.
La menzogna tra le motivazioni, le menzogna nella assegnazione del territorio da "democratizzare", la menzogna in chi cerca una attenuante al proprio disagio di fronte al "rispetto tradito" nei confronti dei propri "miti". Mi spiego meglio.
Difendere soldati al fronte mi suona (leggendo i vari interventi pro solidarieta' ai soldati) come una sorta di disappunto cosciente per coloro che si trovano li', in quella situazione.
La sensazione che noi tutti, non solidali, abbiamo di negativita', e' propria di coloro che ragionano e si immedesimano proprio come cercate di fare anche Voi, solidali. La differenza e' una questione di coerenza.
Io, non solidale con i soldati, continuo con la mia condanna per coerenza.
Voi, solidali con i soldati, continuate, con la difesa per coerenza, ma non piu' per realta' fatti (per tua stessa ammissione, tua e di nero).
Naturalmente, il ragionamento va fatto alla luce di questa frase precedente: "Le motivazioni sono molto piu' importanti dell'obbedienza cieca".


... "ma che mingghia sono qua, a farmi sparare addosso?"!!!!!

Non c'e' nulla che vada in iraq nel senso in cui dovrebbe andare. Il problema non dovrebbe esistere del tutto e non e' certo per chi esegue gli ordini come le scimmie che potranno cambiare le cose...


Nessun rispetto, quindi... se non altro per il poco attaccamento alla vita (la propria e quella degli altri, dovuto certo a bisogni particolari di tipo materiale e/o di tipo psicologico, ma ... sacrificata inutilmente... ) che i soldati (made in italy), in questa situazione, dimostrano di avere...


Ora che vi siete puliti le Vostre coscienze, "portando rispetto", potete per cortesia smetterla di imbrattare la realta' dei fatti e delle cose?



(e per stare bene con la mia coscienza che ve lo chiedo... eheheh...grazie )

mc

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