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Assassinio di un antiproibizionista, Aldo Bianzino | #1 |
Ho qualche dubbio 
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Assassinio di un antiproibizionista Cronaca di Perugia (dal giornale dell'Umbria del 19 e 20.10.07) Venerdì 12.10.07 Aldo Bianzino, falegname 54enne di Pietralunga (PG), veniva arrestato insieme alla sua compagna perché in possesso di piante di marjuana per uso personale. Notte tra sabato 13 e domenica 14 Aldo Bianzino viene trovato morto in una cella del carcere di Capanne (PG), semza ematomi evidenti all'esterno. Venerdì 19 e sabato 20.10.07 L'autopsia rivela "lesioni compatibili con l'omicidio": traumi cerebrali, epatici e due costole rotte. Aldo Bianzino in carcere non è stato in contatto con altri detenuti...e il tipo di lesioni in questione può portare alla morte anche a distanza di molte ore. La vittima potrebbe quindi essere stata picchiata prima, durante o dopo l'arresto...con modalità che permettono di uccidere anche, senza lasciare traccia visibile all'esterno, come i colpi inferti con asciugamani bagnati. Metodi fascisti di uno Stato di polizia, che le forze dell'"ordine" conoscono molto bene. Aldo è stato torturato e ucciso da chi lo aveva in custodia, dai tutori della "sicurezza" e da chi questa sicurezza invoca e paga. Aldo è stato barbaramente assassinato dallo Stato. Chi lo ha conosciuto lo ricorda come un uomo buono, mite. Vecchio compagno di Lotta Continua, attualmente vicino ad una comunità di Hare Krishna, viveva tranquillamente la sua vita senza dar fastidio a nessuno. LO HANNO PUNITO PER QUESTO? Meglio dar fastidio allora! È ciò che tenta di fare questo comunicato Che Aldo Bianzino non sia morto invano! Che la sua morte violenta sia un esempio e un ammonimento per tutti, per quanti invocano più sicurezza e per le potenziali vittime di essa. Questa "sicurezza" fascista e xenofoba sfila oggi per le strade di Perugia e non solo, sotto le bandiere tricolori, contro gli immigrati, le prostitute, gli emarginati. Dice di voler sconfiggere lo spaccio di droga, ma fa affari con esso e con esso alimenta il bisogno indotto di sicurezza. Di questa sicurezza con la celtica e la svastica i proletari non hanno bisogno. La sicurezza che vogliamo è sicurezza sul lavoro, affinché non ci siano più omicidi bianchi per il profitto; La sicurezza che vogliamo è sicurezza di un lavoro e non una vita di precarietà; La sicurezza che vogliamo è che l'ambiente in cui viviamo non sia avvelenato dall'insicurezza delle fabbriche del capitale e depredato dal saccheggio padronale dei beni comuni; La sicurezza che vogliamo è che le stragi fasciste e di Stato non restino impunite e che gli autori materiali e morali di questi crimini non siano liberi di cavalcare queste crociate per la sicurezza di giorno e scorrazzare di notte con le spranghe e le torce a dar la caccia ai poveri, agli immigrati, ai gay, ai compagni; La sicurezza che vogliamo è, quantomeno, il rispetto dei diritti costituzionali, la libertà di esprimersi e lottare senza essere criminalizzati e/o pestati da fascisti in doppio petto o in divisa e da sceriffi di ogni risma. Verità e giustizia per Aldo Bianzino, Federico Aldrovandi, Marcello Lonzi e tutti i proletari uccisi dallo Stato per le strade o in galera! NO ALLO STATO DI POLIZIA E DI MODERNO FASCISMO Aderiamo sin d'ora alle manifestazioni e ai presidi annunciati dagli amici di Aldo Bianzino Rete Antifascista Perugina rete streetola il controllo di perugia ----------------------- aggiornamenti: CODICE ROSSO A PERUGIA? 25/10/07
L'uomo trovato morto dieci giorni fa nella cella di un carcere di Perugia, è stato ucciso. Senza lasciar tracce esterne. L'ipotesi a cui sta lavorando la procura di Perugia è quella dell'omicidio con la possibilità che le lesioni interne riscontrate dagli esami autoptici possano essere dovute all'atto volontario di persone al momento non identificate. Ignoti, che colpirono Aldo Bianzino in modo da non lasciare segni esterni. In due parole: omicidio volontario .......IL MISTERO DI ALDO 23/10/07
Di cosa è morto Aldo Bianzino arrestato dalla polizia e deceduto misteriosamente in un carcere di Perugia? La notizia esce dalle cronache locali e racconta una brutta storia che non ha ancora una verità. Mentre la famiglia aspetta il corpo di un uomo morto per un "trauma non accidentale"..........ALDO/ ANCHE VIA ARENULA INDAGA. MENTRE IL CASO DIVENTA EUROPEO 26/10/07
Sulla morte di Aldo Bianzino, ucciso nel carcere Capanne di Perugia nella notte tra sabato e domenica dieci giorni fa, indaga anche il Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria che ha aperto un'inchiesta amministrativa. Mentre il caso diventa, da fatto di cronaca meramente italiano, anche un dossier del Comitato europeo per la prevenzione della tortura di Strasburgo .........
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Re: Assassinio di un antiproibizionista, Aldo Bianzino | #2 |
Ho qualche dubbio 
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ora anchè Encod si sta muovendo: ALDO BIANZINO: LETTERA ALLE AUTORITÁ ITALIANELa seguente lettera può essere firmata e spedita al sottostante indirizzo e-mail. Se volete spedire la lettera a persone diverse, per favore assicuratevi di aver cambiato l’intitolazione all’inizio della lettera. All’attenzione dell’opinione pubblica italiana ed internazionale e del Ministro degli Interni, Giuliano Amato DipartimentoAffariInternieTerritoriali@interno.itPresidente del Consiglio dei Ministri, Romano Prodi (per favore copiate la lettera e inviatela sulla pagina web di Romano Prodi)Ministro della Giustizia, Clemente Mastella callcenter@giustizia.itMinistro della Solidarietà sociale, Ferrero segreteriaministroferrero@solidarietasociale.gov.itPresidente della Camera dei Deputati, Fausto Bertinotti (per favore copiate la lettera e inviatela sulla pagina web di Fausto Bertinotti)Citazione: CAMERA DEI DEPUTATI ROMA ITALIA
Cari Signori ,
Le notizie della misteriosa morte del signor Aldo Bianzino, nel carcere di Perugia dove è entrato in buona salute e morto due giorni dopo, ci ha spinti a scriverVi questa lettera.
Come cittadini europei Vi ricordiamo le orribili immagini della violenza della polizia a Genova, in Italia, durante il G8 nel luglio del 2001. Durante l’attacco al centro stampa del Genova Social forum, molti giornalisti italiani e stranieri e manifestanti pacifici furono picchiati.
Coloro che hanno la responsabilità di questi atti non sono stati ancora stati portati in giudizio. Alcuni capi di Pubblica Sicurezza e di altri uffici che furono responsabili dell’ordine pubblico durante questi eventi sono stati addirittura promossi a incarichi più alti. L’Italia non ha ancora adottato una legislazione adeguata che bandisca la tortura. C’è una storia di impunità rispetto agli abusi dei diritti umani nella Repubblica Italiana. Esempi di tortura hanno scioccato la società italiana sin dagli anni Cinquanta.
Oltre a questo un ulteriore record negativo arriva dall’attuale messa in atto di una legislazione repressiva sulle droghe che è stata adottata dal precedente governo attraverso la legge Fini - Giovanardi. Prima delle elezioni la Vostra coalizione ha promesso di modificare questa legge, che ha portato ad una massiccia criminalizzazione dei consumatori di sostanze illegali.
Colpendo principalmente consumatori ed attivisti che appartengono al movimento contro la proibizione, l’attuazione di questa legge ha portato ad arresti e a violazioni dei diritti umani che noi consideriamo indegni di uno stato di diritto.
Noi Vi chiediamo urgentemente di porre fine a questa escalation, che rischia di danneggiare gravemente l’immagine democratica dell’Italia in Europa.
Noi pensiamo che sia anche Vostra responsabilità adottare una giusta ed efficace legislazione sulle droghe.
Un paese che criminalizza ed uccide la gente a causa del loro stile di vita, che tortura la gente perché coltiva una pianta, può difficilmente essere chiamato civile.
Come cittadini europei vi chiediamo di condurre una rapida e completa inchiesta sulle circostanze che hanno portato alla morte di Aldo Bianzino e di assicurare alla giustizia i responsabili della sua morte.
Inoltre vi chiediamo in quanto democratici, di lasciare che la conoscenza e l’umanità prevalgano sull’ignoranza: per favor mettete fine alla persecuzione dei consumatori, adottate un approccio di salute pubblica nelle Vostre politiche sulle droghe e mettete fine alla guerra alle droghe, che è essenzialmente una guerra alle persone e alla natura.
Distinti saluti,
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Re: Assassinio di un antiproibizionista, Aldo Bianzino | #3 |
Dubito ormai di tutto 
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Da NiggahCity
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M. Travaglio: "io sono filoisraeliano per convinzione, perché adoro israele e gli ebrei, [...] perché conosco la storia, perché ho imparato la pietà studiando i campi di concentramento, perché rifuggo dai ricatti emotivi e amo le democrazie"
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Re: Assassinio di un antiproibizionista, Aldo Bianzino | #4 |
Ho qualche dubbio 
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Re: Assassinio di un antiproibizionista, Aldo Bianzino | #5 |
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florizel |
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Re: Assassinio di un antiproibizionista, Aldo Bianzino | #6 |
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Sono certo di non sapere
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Mentre segnalo che, per Aldo e Roberta, è stato aperto un blog, continuo a chiedermi perchè trovo "strane" analogie con il caso Aldrovandi. E sono certa che non si tratta solo dell' "assonanza" dei due nomi. 
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Re: Assassinio di un antiproibizionista, Aldo Bianzino | #7 |
Ho qualche dubbio 
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ciao, grazie per il link al blog... Giovedi' 1 Novembre 2007 CASO BIANZINO, MANCONI A RADIO3MONDO: NESSUN RISCHIO INSABBIAMENTO PRESTO A PERUGIA NOMINA GARANTE CIVILE PER I DETENUTIIntervenendo alla trasmissione odierna di radio3mondo condotta da Edoardo Cimurri su Radio3, il sottosegretario alla giustizia Luigi Manconi, parlando del caso di Aldo Bianzino, il cittadino trovato morto nel carcere Capanne di Perugia domenica 14 ottobre, ha detto di considerare che non esista “nessun pericolo di insabbiamento” e di considerare l’accertamento della verità un “punto d’onore irrinunciabile”. Manconi ha aggiunto che la magistratura perugina che si sta occupando del caso “deve essere sostenuta nella sua opera di accertamento della verità “ sulle cause e la dinamica della morte di Bianzino. La garante civile per i detenuti della provincia di Milano Patrizia Giardiello, intervenendo in trasmissione, ha detto essere imminente la nomina di un garante civile anche per la città umbra ma che comunque queste figure “hanno poteri limitati”. Patrizio Gonnella presidente di Antigone ha ricordato che sull’istituzione di un difensore civico nazionale per i detenuti c’è invece un progetto di legge arenato al senato e che pure il progetto di legge sulla tortura è fermo al senato dopo l’approvazione alla camera. E’ intervenuto inoltre Sebastiano Ardita, direttore dell’Ufficio centrale detenuti e trattamento del Dap. IL 10 NOVEMBRE UNA MANIFESTAZIONE PER ALDO A PERUGIA 1/11/07Organizzata dal ''Comitato verità per Aldo Bianzino'' Em. Gio. Giovedi' 1 Novembre 2007 La voce corrente è che tutto sia cominciato con una mail a perugialife.it, sito perugino di intrattenimento e non solo. Era il 20 ottobre ed erano passati sei giorni dalla morte nel carcere di Capanne di Aldo Bianzino, ucciso nella notte tra sabato e domenica nella cella dove era stato rinchiuso dopo l'arresto e dalla quale è poi uscito senza vita. La mail l'aveva spedita Tommaso Ciacca, un antiproibizionista storico della città umbra, dopo aver letto le cronache dei giornali. In men che non si dica sul suo messaggio “postato” erano arrivati un migliaio di contatti. E' nata così, sotto traccia, la mobilitazione della gente che ha sentito, nella storia di Aldo, gli echi di una cultura del carcere che a Capanne si è declinata con la morte. E ne è uscito il ''Comitato verità per Aldo Bianzino'' dove c'è un po' di tutto: Arci, radicali, amici di Aldo, associazioni e circoli. “Il comitato - spiega Luca Boccardini, uno dei promotori - è aperto a tutti senza distinzione”. Ci sono forse anche quelli che intanto si sono indignati per il caso dei cinque “terroristi” spoletini arrestati con una mobilitazione di forze spropositata a quella che appare come un'operazione con gambe indiziarie molto fragili. Si moltiplicano le azioni di solidarietà: piccole e grandi iniziative nate in modo spontaneo ma sempre più organizzato. Tra le piccole c'è quella di Carla Fiacchi, ad esempio, un'insegnante di Perugia che si è portata a scuola tutti i giorni il giornale per far conoscere la vicenda di Capanne e raccogliere denari da mettere sul conto corrente intestato alla compagna e al figlio di Aldo. Tra le grandi c'è invece la manifestazione indetta per sabato 10 novembre a Perugia dal comitato. Una manifestazione che, nelle intenzioni degli organizzatori, vuol andar oltre le mura di Capanne e oltre quelle dell'Umbria. Nella testa dei promotori il 10 novembre sarà infatti un ''appuntamento nazionale contro tutte le intolleranze, perché un paese intollerante - hanno detto ieri alle agenzie di stampa - tutto è tranne che un paese sicuro''. Secondo il comitato ''la vicenda di Aldo Bianzino sembra simile a quella di altri, vittime del proibizionismo e di una generale paranoia securitaria che agisce violentemente, psicologicamente e fisicamente. Dal G8 di Genova in poi – dicono - i comportamenti fuori dagli schemi vengono criminalizzati in nome di una sicurezza vista come maggiore controllo e non intesa come rispetto e garanzia di quei diritti che permettono una vita meno precaria, casa, reddito e salute''. La manifestazione si svolgerà a partire dal primo pomeriggio di sabato e si articolerà in un corteo per le vie del centro storico. Appuntamento dunque tra una decina di giorni. Intanto, proprio mentre si decideva della manifestazione, nel carcere di Capanne si svolgeva la festa provinciale della polizia penitenziaria dedicata al patrono del Corpo, S. Basilide. Festa con cerimonia e presenza di poliziotti, funzionari e prelati come monsignor Giuseppe Chiaretti, arcivescovo di Perugia che nella sua omelia ha invitato gli agenti di polizia penitenziaria a ''non dimenticare mai di trovarsi in ogni caso davanti a delle persone umane, non dinanzi a degli individui. La persona – ha detto - è una realtà che pensa, che ama, che desidera la libertà, che desidera lo sviluppo”. Parole sante. Ma nel carcere di Capanne qualcuno non ha fatto tesoro di questi insegnamenti. Sta ora alla procura, che sta indagando per omicidio, capire chi ha ucciso ma anche accertare le eventuali responsabilità di chi ha coperto una verità che stenta a venire a galla in una vicenda dai contorni ancora molto oscuri. Anche il direttore del carcere, Giacobbe Pantaleone vuole dire la sua. E' la sua prima uscita pubblica: "Capanne non è un Hoetel Ruanda". Assioma per ora difficile da dimostrare
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florizel |
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Re: Assassinio di un antiproibizionista, Aldo Bianzino | #8 |
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Sono certo di non sapere
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Dicono che sul corpo di Aldo non ci sono segni di percosse. E perchè, dal giorno che è morto, tra il 13 ed il 14 ottobre, i suoi parenti non hanno ancora potuto vederlo? Qualcosa sembra volerlo dire la madre di Marcello Lonzi, in una lettera scritta al Manifesto e poi pubblicata sul blog per Aldo Bianzino. Qui."Sono la mamma di Marcello Lonzi, morto nel carcere delle Sughere l'11 luglio 2003. Voglio mandare un forte abbraccio alla famiglia del povero Aldo Bianzino, morto nel carcere di Perugia. Vi sono vicina nel dolore e nella rabbia. Ma vorrei dirvi, non mollate. Capisco che non è facile, ma io da 4 anni sto combattendo per avere giustizia.
Anche per mio figlio(morte naturale), se non era per le ferite in volto, ci sarei caduta. Un anno fa, però, è stato riesumato e avendo scoperto che non aveva due costole rotte, ma otto, il polso sinistro rotto, due buchi profondi alla testa sino all'osso, mandibola fratturata, non si può definire la sua morte naturale.
Anche io fui avvertita con 12 ore di ritardo e c'è stata un'archiviazione. Ma non ho accettato e ho combattuto contro tutti e tutto, tra poco avrò finalmente una vera risposta.
Non credo alle parole del sostituto procuratore Giuseppe Petrazzini, perché le ho già sentite, ma poi ci fu un'archiviazione. Ecco perché vi ripeto non mollate.
All'inizio ci sono state le interrogazioni, tutte quelle belle parole alle quali ti aggrappi con tutta la tua forza, che svaniscono in una bolla di sapone, allora ti chiedi perché? Perché? Piangi, vorresti urlare, spaccare tutto, e continui a guardare quella foto, l'unica cosa che ti è rimasta.
Mi sono chiesta tante volte: perché quando muore un detenuto la tv, tipo la Rai ecc. non ne parla? Sono figli nostri, mariti; e muoiono in un posto dove lo stato li prende in consegna, e dovrebbe proteggerli.
Invece lo stato li uccide.
Un abbraccio dal profondo del cuore. Maria Ciuffi, Pisa"Giuseppe Petrazzini è il titolare dell'inchiesta che ha portato all'arresto di Aldo e Roberta. E ci sarebbe anche una testimonianza: "Quella notte l'ho sentito gridare...chiedeva aiuto...""C’è una testimonianza, sembra l’unica fino ad ora, nell’inchiesta sulla misteriosa morte in cella di Aldo Bianzino, 44 anni di Pietralunga che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di un agente di polizia penitenziaria. Era la ‘guardia’ in servizio quella maledetta notte nel braccio del carcere di Capanne che ospita la sezione transito. Dove sostano i detenuti in attesa della convalida dell’arresto da parte del giudice."E qui, pare che le testimonianze siano quelle di due detenuti tunisini ed uno rumeno, che "avrebbe visto alle 7 del mattino il falegnamente seduto sulla brandina della cella., nudo."Uno dei primi indagati, proprio l'agente penitenziario, per omissione di soccorso e omissione di atti d'ufficio.
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florizel |
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Re: Assassinio di un antiproibizionista, Aldo Bianzino | #9 |
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Sono certo di non sapere
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Segnalo che il blog, il cui link ho postato più su, non si apre più. Cercavo notizie più recenti sul caso di bianzino, ma ho trovato ben poco. Aggiorno con altre notizie circa l'omicidio di Aldo Bianzino. Che si tratti di questo, lo ha dedotto la procura di Perugia, in seguito al riscontro di lesioni sospette rilevate dall'autopsia. Intanto, si sta mettendo su un comitato per chiedere verità e giustizia per Aldo Bianzino, assieme a singoli e associazioni che si occupano di diritti civili.I media tacciono; "poverini", hanno già un bel po' da fare e da scrivere, circa altri "irregolari"... 
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florizel |
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Re: Assassinio di un antiproibizionista, Aldo Bianzino | #10 |
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Sono certo di non sapere
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BIANZINO, ALLA RICERCA DELLA VERITA'."Difficile in questi giorni di grande attenzione sul delitto della giovane studentessa americana, “bucare il video” delle cronache piccanti sulla morte con risvolti sessuali che sembra appassionare il giornalismo italiano, mentre la vicenda “ordinaria” della morte di Aldo sembra trovare poco spazio e scarsa attenzione sui quotidiani.""Fortuni non ha potuto visionare il fegato e il cervello di Aldo che sono stati asportati per ricerche più approfondite ma ha potuto costatare che le sue costole sono in perfetto stato.
Quella delle costole rotte (prima due, poi una, ora nessuna) è davvero una storia bizzarra. Come uscì questa notizia sulla stampa? E perché non è mai stata smentita ufficialmente se non adesso che, parlando coi giornalisti, Fortuni testimonia che non c’è alcun segno di trauma sulle costole?
Quanto al fegato Fortuni non nasconde le sue perplessità. Ha visto le foto e dunque costatato gli ”strappi” che si devono a una qualche forma di “pressione violenta”. “Certo – dice il medico legale – è persino possibile che la devastazione del fegato di Bianzino si debba a un massaggio cardiaco mal fatto. La letteratura medica mondiale cita qualche caso. Io, nella mia esperienza, forse 30mila autopsie, non l’ho mai visto”."Il blog è stato aggiornato.
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Teba |
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Re: Assassinio di un antiproibizionista, Aldo Bianzino | #11 |
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Da VR
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http://it.youtube.com/watch?v=-N3cNZCBDr4Intervista dello staff di Grillo a Roberta Radici, vedova di Aldo.
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Re: Assassinio di un antiproibizionista, Aldo Bianzino | #12 |
Dubito ormai di tutto 
Iscritto il: 23/2/2006
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florizel |
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Re: Assassinio di un antiproibizionista, Aldo Bianzino | #13 |
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Sono certo di non sapere
Iscritto il: 7/7/2005
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“E' sempre reato la coltivazione domestica di piantine di cannabis, anche se si tratta di uso personale. Lo hanno stabilito le sezioni unite penali della Cassazione sposando la linea dura nel perseguire chi tiene qualche piantina di marijuana sul balcone o nel giardino di casa."Il collegio ha sposato la linea proibizionista: "Costituisce condotta penalmente rilevante - si legge nella nota diffusa dal presidente Vincenzo Carbone - qualsiasi attività di coltivazione non autorizzata di piante dalle quali siano estraibili sostanze stupefacenti, anche nel caso che il prodotto ricavato sia destinato a uso personale".E alla fine di Aldo Bianzino, nemmeno un accenno. E' utile ricordare le vergognose parole di gianfranco fini, a proposito della legge contro le droghe "leggere": "Datemi nome e cognome di un solo ragazzo finito in prigione per un pezzetto di fumo e mi dimetto da deputato."C'è una PERSONA che in prigione E' STATA AMMAZZATA. "In un anno gli incarcerati per detenzione di cannabis ad uso personale sono stati più di 130. Naturalmente Fini non si è dimesso e l’Unione, che nel programma si era impegnata a superare la legge e ad istituire un garante a tutela delle persone private della libertà, non ha concretizzato le promesse. E così oggi, la repressiva legge ha al suo attivo anche un morto: Aldo Bianzino un pacifico falegname di Pietralunga colpevole di coltivare qualche piantina per uso personale."
"E la nebbia di Capanne tenta di oscurare anche l’incredibile vicenda dei cinque ragazzi arrestati nell’operazione Brushwood a Spoleto. Centodieci carabinieri dei reparti operativi speciali guidati dal generale Ganzer, quattro elicotteri, il Procuratore capo Miriano che formula accuse pesantissime come l’associazione con finalità di terrorismo anche internazionale, eversione dell’ordinamento democratico, invio di una missiva minatoria con due proiettili alla governatrice Lorenzetti. Sono passati tre mesi e non si hanno notizie di uno straccio di prova ma Andrea e Michele sono in carcere in regime di elevato indice di vigilanza cioè isolamento totale e censura sulla corrispondenza come i capi mafiosi."Mentre i capi mafiosi se la passano molto meglio, anche in galera.
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Re: Assassinio di un antiproibizionista, Aldo Bianzino | #14 |
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Hanno deciso ! Coltivare anche una sola pianta di canapa è da considerarsi reato perseguibile penalmente. Anche l’ultimo barlume di malinteso s’è spento, da oggi, TU coltivatore di cannabis, sei senza ombra di dubbio, a tutti gli effetti (e in tutte le prefetture del Paese) UN CRIMINALE. Se ieri qualcuno poteva ancora pensare di voi come dei perseguitati, oggetti di un malinteso, da oggi la cassazione ha stabilito che non siete altro che delinquenti.
Per un consumatore di cannabis, questo è solo il lato più d’impatto di tutta la storia, ma questa decisione inciderà anche sulle controversie pazienti - ministero della sanità, sull’approvvigionamento di farmaci a base di cannabinoidi, sui permessi di coltivazione a uso terapeutico, sulla ricerca, o almeno l’interessamento verso i risvolti farmacologici di questa pianta.
Questa decisione inciderà sull’importazione di derivati della cannabis nel nostro Paese. La domanda aumenterà, i prezzi dell’offerta saliranno, la qualità sarà sempre più infima e al limite della tossicità (se non tossica a tutti gli effetti) e le maggiori organizzazioni criminali italiane potranno continuare a fare affari.
- Immagino un’intercettazione telefonica di ieri sera -
“Pronto! Capo…avete sentito la notizia? Domani la cassazione si riunisce per stabilire se si può coltivare la marijuana fuori al balcone…” “Embè..che problema c’è?” Capo…abbiamo appena fatto trasire 30 tonnellate di marijuana…cosa minchia ce ne facciamo se la cassazione decide che ognuno se la può coltivare fuori ad un fottuto balcone?” “Ma allora non capisci una beneamata mazza! Siamo in una botte di ferro è tutto sotto controllo Che te lo dico a fare…fai trasire fai…e non rompere i cabasisi..:”
Per quanto riguarda la legittimità di questa sentenza e di chi la ha emessa, io sono dell’idea che il giudice (ne prendo uno a caso) che ha votato per la punibilità, potrebbe giusto punire il proprio figlio (se minorenne), al resto dell’umanità, per cortesia non rompa i coglioni.
Oggi non si è persa una battaglia, perché una vera guerra non c’è mai stata, è più un’occupazione che la nostra amica pianta subisce da quasi un secolo. E chi dovrebbe difenderla non è un esercito, ma un manipolo di persone che s’è rotta le palle e protesta, un altro che scrive su forum a tema, un altro che ha perso la pazienza, un altro invece che ha perso la patente o la reputazione o la libertà e solo allora s‘accorge del proibizionismo… Un manipolo di persone che nel lamento ha trovato la dimensione perfetta per i propri sfoghi, un altro che si dispera e sembra non sappia fare altro…un altro che fuma e se ne frega.
In definitiva, come sempre più spesso capita, per questo e per il resto..."Occhi aperti, chiappe strette e che Jah ci protegga!”
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Re: Assassinio di un antiproibizionista, Aldo Bianzino | #15 |
Dubito ormai di tutto 
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Trovato sul blog di Corrado Penna: Morire di carcere a 22 anni , fra percosse e psicofarmaciTratto dal sito http://www.toscanatv.it/Morire a 22 anni dietro le sbarre 02/09/2008 Alla ricerca della verità. Sono arrivati a Firenze stamani Angelo Eliantonio e Iolanda Pinto perchiedere giustizia nei confronti del nipote Manuel morto a 22 anni lo scorso 25 luglio nel carcere Marassidi Genova ufficialmente per suicidio, ufficiosamente, si teme, per percosse.
Sono venuti dalla provincia diTorino nel capoluogo toscanodove ha sede l''Associazione per i diritti violati' per avere delle risposte agli atroci dubbi che da mesi lacerano i loro animi, da quando il ragazzo (arrestato lo scorso 25 marzo per furto d'auto) lamentava continue botte da parte dei secondini oltre a un trattamento disumano fatto di isolamento, psicofarmaci e ricatti.
Manuel era stato condannato a 5 mesi di carcere per resistenza a pubblico ufficiale, il 5 agosto sarebbe dovuto uscire. Perchè allora cercare la morte, che secondo il carcere ligure sarebbe stata causata dalle esalazioni di gas del fornellino che il giovane utilizzava per riscaldare i pasti nella sua cella? Troppe dunque le incognite intorno alla morte di Manuel Eliantonio, un pezzo di cuore per i nonni che lo hanno cresciuto e che non si arrendono di fronte ai paletti che continuano ad incontrare nella ricerca della verità. Hanno protestato di fronte al carcere genovese Marassi, sono riusciti ad avere delle fotografie, scattate da un cugino di Manuel di nascosto all'obitorio. Immagini forti, che parlano da sole e che mostrano un corpo pieno di lividi, con un inconfondibile tatuaggio che sottolinea la veridicita' del cadavere.********* Nel frattempo, sul blog Verità per Aldo Bianzino: "Il gip accoglie l'opposizione all'archiviazione".
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florizel |
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Re: Assassinio di un antiproibizionista, Aldo Bianzino | #16 |
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Sono certo di non sapere
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E' morta Roberta Radici, moglie di Aldo Bianzino.Aspettava un trapianto di fegato, che non è arrivato in tempo utile a salvarla. Il figlio, Rudra, è rimasto solo con l'enorme carico di spese per il processo penale contro chi ha causato la morte del padre. Nel sito postato c'è un appello per aiutarlo, e dargli un sostegno che non è solo economico. Tanta rabbia, considerando che ci sono parassiti che si fanno consegnare la cocaina direttamente "in ufficio", e percepiscono migliaia di euro mensili per potersi curare come gli pare, e senza spendere un solo euro. 
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florizel |
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Re: Assassinio di un antiproibizionista, Aldo Bianzino | #17 |
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Morire di carcere, o di ospedale psichiatrico per trattamento sanitario OBBLIGATORIO... Una pratica che definire "medievale" (per quello che del medioevo CI HANNO RACCONTATO...) è poco... MUORE IN REPARTO PSICHIATRICO, AVEVA POLSI E CAVIGLIE LEGATI.Una storia che per dinamiche e metodi utilizzati riporta ad anni lontani. Invece, è accaduto quest'anno, appena il 31 luglio scorso, in terra cilentana. Nessun media ne ha riportato notizia. Non sapevo dove collocare la notizia, per affinità di fondo avrei potuto inserirla qui, perchè anche Federico è morto per mano dello "stato"; oppure qui, perchè l'idea anarchica, malgrado la mistificazione da parte del potere, è dura a morire... La natura della morte di Francesco Mastrogiovanni appare subito in tutta la sua artificiosità, ed insidiosamente subdola è stata la sua persecuzione, molto probabilmente per motivi legati alle sue idee libertarie e all'impegno che riservò con Giovanni Marini, nella sua vita, alla ricerca di dettagli che facessero più luce sulla vicenda di Gianni Aricò, Angelo Casile e Franco Scordo di Reggio Calabria, Luigi Lo Celso di Cosenza ed Annalise Borth, i cnque anarchici calabresi morti in un incidente stradale fra Ferentino ed Anagni, alle porte di Roma.Giuseppe Galzerano, l'editore e scrittore anarchico cilentano, spiega quali sono i precedenti che hanno portato Mastrogiovanni a quella fine: "Il 7 luglio 1972 Mastrogiovanni rimase coinvolto nella morte di Carlo Falvella, vicepresidente del Fronte universitario d’unione nazionale di Salerno: Francesco stava passeggiando con due compagni, Giovanni Marini e Gennaro Scariati, sul lungomare di Salerno quando furono aggrediti, coltello alla mano, da un gruppo di fascisti, tra cui Falvella. Il motivo dell’aggressione ce la spiega il professor Galzerano: «Marini stava raccogliendo notizie per far luce sull’omicidio di Giovanni, Annalisa, Angelo, Francesco e Luigi, cinque anarchici calabresi morti in quello che dicono essere stato un incidente stradale nei pressi di Ferentino (Frosinone) dove i ragazzi si stavano recando per consegnare i risultati di un’inchiesta condotta sulle stragi fasciste del tempo». Carte e documenti provenienti da Reggio Calabria non furono mai ritrovati e nell’incidente, avvenuto all’altezza di una villa di proprietà di Valerio Borghese, era coinvolto un autotreno guidato da un salernitano con simpatie fasciste."In questo paese, gli anarchici muoiono tutti di pazzia, di incidenti stradali, di malori attivi... O per mano "fascista", salvando la pace di questa meravigliosa democrazia... 
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Il Potere è OGNI Potere. Delegittimarlo implica la pratica libertaria di cogliere e rifiutare ciò che di opposto e speculare genera da se stesso.
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florizel |
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Re: Assassinio di un antiproibizionista, Aldo Bianzino | #18 |
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Sono certo di non sapere
Iscritto il: 7/7/2005
Da dove potrei stare meglio.
Messaggi: 6763
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Chi, fra chi frequenta abitualmente il web ed i siti di libera informazione,lo sapeva? Simona Patrignani, segretaria dela Lega Nord, arrestata a Lugano con otto chili di cocaina in valigia. La donna, segretaria del Carroccio nonché dipendente del Parlamento italiano, è stata arrestata a Lugano mentre tornava dal Brasile col marito Paolo Del Din perché trasportava in valigia 8 chili di cocaina."...16 righe sono davvero poche per una questione così particolare e che non posso non considerarla come una totale mancanza di coraggio."Nuovo esempio di autocensura della stampa.Riporto qui la notizia, esattamente nel forum dedicato ad un FALEGNAME (niente stipendio a 5 cifre, dunque) arrestato per aver coltivato IN CASA SUA qualche piantina di maiijuana, e morto in carcere in circostanze ancora da chiarie. Ad una "dipendente" del parlamento italiano non si sa se abbiano concesso unicamente gli arresti domiciliari, o se l'abbiano addirittura proposta ad un ministero per le IMpari opportunità. Da vomito.
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Re: Assassinio di un antiproibizionista, Aldo Bianzino | #19 |
Dubito ormai di tutto 
Iscritto il: 11/4/2009
Da Freedonia
Messaggi: 1191
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Citazione: Qualcosa sembra volerlo dire la madre di Marcello Lonzi, in una lettera scritta al Manifesto e poi pubblicata sul blog per Aldo Bianzino. La stessa madre che ha scoperto verità celate sulla morte del figlio solo dopo la visione del diario clinico del carcere. Dal minuto 15:50 in poi.
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