Adam Smith mostrò che la ricerca del profitto individuale può generare benefici collettivi: da ciò non segue che tale ricerca sia l'unica cosa legittima in un'ottica capitalista
E Lenin disse: "Una libertà che non tiene conto dell'uguaglianza, una libertà che snatura il senso stesso del vivere sociale, una libertà che non mette al primo posto la giustizia è una libertà di pochi a scapito dei molti. Con questo concetto così scempio di libertà, l'umanità non potrà mai essere libera dall'oppressione dell'avere sull'essere"
Le parole son parole e basta.
La vita è un altra cosa.
E sacralizzare la proprietà come "diritto naturale" e come libertà fondamentale per l'essere umano è del tutto equivalente al dare valenza religiosa all'uguaglianza. La proprietà non viene dal cielo, ma dall'accettazione di tale diritto da parte degli altri esseri umani. Ed è sulla base di questa incancellabile realtà che si dovrebbe basare l'agire di ogni persona. E questo è profondamente anti-capitalista, ed è questo che ne mina dalle fondamenta la sua giustizia. L'uomo è libero solo quando può partire dallo stesso punto di partenza di tutti gli altri uomini, e questo il capitalismo lo nega per principio.
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In nomine libertatis vincula edificamus. In nomine veritatis mendacia efferimus.
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