Citazione:
che ti piaccia o meno, esiste uno Stato con leggi e norme di vita civile, che comprendono anche quelle che disciplinano le forze armate. Quest'esercito è quello del nostro Stato (ripeto, che ci piaccia o no) quindi potrai dissentire e giudicare come ti pare, dall'alto della tua esperienza, ma non puoi dire che i soldati non ci rappresentino tutti, in quanto cittadini del suddetto Stato.
E' questo ad essere veramente "ferreo ed elementare".Addomesticante,direi.
L'accettazione,cioè,di uno stato di cose che si basa sul luogo DAVVERO comune che lo stato ci rappresenti.
Parlate per voi che ci credete e che vi sentite forse al sicuro dal dubbio che invece non contate un cazzo.E se invece contate,è nel nome del profitto e del potere che si impongono sempre più con l'intervento bellico.
Forse,l'arzigogolamento cervellotico e demagogico del discorrere renderebbe giustificati i crimini delle guerre e della politica?Citazione:
Allora gli avvocati guadagnano per liberare i delinquenti e i medici guadagnano sulle sofferenze altrui e molte altre categorie guadagnano sui bisogni altrui.
Elementare anche codesto paragone.
Come sostiene Pax,le finalità delle professioni non sono le stesse,anche se diventa sempre più vero che il guadagno assume un'importanza fondamentale nella scelta e nell'esercizio delle professioni,e questa logica è sostenuta dallo stesso stato che
ti rappresenta, che addirittura premia gli assassini e che non è in grado di cacciare a calci nel culo un Fazio dal mondo dell'economia.
I militari, per tornare al tema, sono dunque dei "killer di stato", gentaglia, vigliacchi e chi più ne ha più ne metta.Non si potranno certo definire "brava gente" quelli che vanno in missione di guerra pur sapendo di poter ammazzare,e pur sapendo che ci sono alternative al facile assegno a fine missione.
E mi pare fin troppo ovvio che allo stato,sempre quello che "siamo noi",fa molto più comodo un militare in guerra che un disoccupato nelle piazze.