Il mio commento in merito allo Stato, prescinde da giudizi di merito intrinseci o estrinseci, basandosi sul fatto legale derivante dalla cittadinanza che lega il soggetto ad un determinato Stato.si potrebbe arbitrariamente decidere che questo Stato non ci rappresenti perché noi non ne facciamo parte o, meglio, ne facciamo parte nostro malgrado.In questo secondo caso,e cioè
se ne facciamo parte nostro malgrado,tutto il discorso sulla leggittimità della cittadinanza va a farsi benedire.
Non ti pare arbitrario,piuttosto,che una struttura governativa sia tanto invasiva,se si tratta di tasse,tagli,giustizia e precariato??
E che sia tanto,sempre più, distante dagli interessi e dalle esigenze dei cittadini che dice di voler tutelare?
Citazione:
Tale impostazione, che mi sembra comune ad alcuni di voi, contrasterebbe comunque con la vostra appartenenza alla cultura e alla popolazione da cui questo Stato ha avuto emanazione.
Permettimi,ma ci sono due errori in questa tua affermazione.
Forse si sta facendo tutt'uno di due aspetti da considerare separatamente:quello antropologico,che sostanzia l'appartenenza alla cultura di un popolo,che esiste,storicamente,anche senza e prima della formazione dello "stato".
E quello politico ed esecutivo,che senza "quel" popolo non poteva legittimare se stesso.In questo senso,"emanazione" è un termine inesatto,poichè indica la creazione di uno stato come conseguente necessariamente all'esistenza di un popolo e alla sua cultura.
non si può neppure sentirsi appartenenti allo Stato in alcune circostanze e non appartenenti in altre. Nessun problema:è una prigione da cui non si scappa.