Ho qualche dubbio 
Iscritto il: 10/12/2005
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Non confondiamo la nazione con lo Stato (per Bacco!).
Ma da un popolo, che vive insieme su un territorio, deriva immancabilmente uno Stato. I Romani (quelli con la R maiuscola, per distinguerli) riassumevano questo concetto con una massima:
Ubi societas, ibi ius. (dove c'è una società, li c'è il diritto)
Consiglierei anche di non fermarsi al solo concetto di Stato ottocentesco, ma di considerare anche lo Stato in altre società ed epoche. Penso che potrebbe essere d'aiuto considerare (ad es.) le Polis greche e i loro diversi ordinamenti. Anche quelle erano Stati. Non solo, in Atene si è anche esercitata la democrazia in maniera diretta.
Non si è mai parlato di rapporto paritario tra Stato e individuo, non avviene (né potrebbe avvenire) date le prerogative dello Stato che, invece, deve (dovrebbe) muoversi nell'ambito di regole "giuste", precise, trasparenti e civili. Ma tale circostanza dipende dal grado di cultura, di civiltà e, anche, di sopportazione della popolazione da cui lo stesso Stato emana.
Sul concetto di "legittimità" della cittadinanza, preciso che il termine è usato nel senso letterale di "conforme alla legge".
Infine, lo Stato moderno è senz'altro invasivo e, molto spesso, governato peggio di come si potrebbe o, addirittura, mal governato. Ciò non cambia, comunque, i termini del rapporto Stato-popolazione. Bisogna distinguere i governi, i governanti e i funzionari dallo Stato come ente territoriale che, con una serie di norme e apparati, regola la vita pubblica e privata dei (nel nostro caso) cittadini italiani.
Valete
P.S. Grazie Florizel, leggerò.
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