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Medicina : CHI HA IL CANCRO NON PUO' ASPETTARE
Inviato da Redazione il 7/5/2004 10:50:00 (23949 letture)

CHI HA IL CANCRO NON PUO' ASPETTARE

Alcune considerazioni sulla medicina alternativa, con il racconto di un'esperienza in prima persona.NOTA: Ciò che segue rappresenta esclusivamente l’opinione di chi scrive. Trattandosi di una materia particolarmente delicata, ognuno è doppiamente invitato a leggere criticamente, a formarsi comunque una opinione propria, e sopratutto a non prendere assolutamente nulla per scontato.

***

E’ difficile accettare un qualunque discorso “alternativo” in medicina, se prima non si è passati dalla amara constatazione che non necessariamente la medicina ufficiale – quel mostruoso conglomerato di pillole, ospedali e dottori che si muove ormai al comando esclusivo delle grandi case farmaceutiche – abbia come priorità assouta quella di curare chi è malato e di alleviarne le sofferenze.

Purtroppo però, per chi volesse approfondire la faccenda, questa si rivelerebbe presto una realtà macroscopica. La medicina mondiale oggi è un mostro ...

... che si nutre esclusivamente di ciò che partorisce, in una spirale di interessi economici che ormai è ben difficile pensare di arrestare.

Non che ci sia particolare malafede, almeno non nella classe medica in sè. Anzi, quando una persona sceglie di fare il medico, di solito è mossa da un sincero senso di compassione per i suoi simili. Ma è il sistema stesso, mosso da quei pochi che con la compassione hanno ben poco a che fare, che fa prevalere la logica del profitto su quella originaria, e che impone quindi scelte, lungo la strada, che ci hanno portato man mano fuori strada.

Se oggi paradossalmente si scoprisse, per esempio, che dei semplici occhiali con delle lenti di plastica bucherellate aiutano a correggere la miopia, l’enorme macchina mondiale dell’industria oftalmica - milioni di dollari che si muovono ogni giorno intorno ai “quattr’occhi” di tutto il mondo - non potrebbe semplicemente accettare una verità del genere, e sarebbe costretta a soffocarla con ogni mezzo a disposizione.

E “con ogni mezzo”, a quei livelli, significherebbe come minimo: far partire sui media una campagna immediata di diffamazione contro la presunta “novità”. Diffondere nella classe medica ricerche scientifiche “modificate”, che dimostrino come in realtà si tratti di una bufala. Perseguitare chi ha osato proporre al mondo quell’alternativa, fino a fargli passare la voglia di parlare anche solo per dire ciao. (Quando ci sono di mezzo i miliardi veri, non si sta certo a consultare il galateo).

Ecco come, se solo proverete a nominare al vostro medico quella novità di cui avete sentito parlare, non solo vi accoglierà col classico sorrisino di sufficienza, ma lo farà in perfetta buona fede, convinto dal “suo “ sistema accademico/mentale che in realtà si tratti di un raggiro come tanti. “Loro”, purtroppo, sono arrivati prima di te.


Il cancro

Questo triste quadro generale vale, purtroppo e sopratttutto, anche per il cancro.

Coloro che da tempo amano informarsi in proprio, sanno che esisteuna serie di prodotti naturali, completamente diversi uno dall’altro, che sono ritenuti in grado di debellare il cancro. Ed esistono, soprattutto per i più popolari di questi prodotti, tali quantità di testimonianze a favorei che viene davvero da chiedersi come mai la medicina ufficiale non li prenda nemmeno in considerazione.

La cosa interessante di questi prodotti, che rinforza decisamente la loro credibilità, è che tutti paiono funzionare in base allo stesso identico principio: non è il prodotto in sè che sconfigge il cancro, è il tuo sistema immunitario che lo fa, rinforzato e rinvigorito da quel prodotto fino a tornare alla capacità combattiva che ha perduto, nel tempo, per svariati motivi. (In realtà, tutti meno uno, di cui parleremo a parte).

Non solo non sono laureato in medicina, ma qui il discorso si fa subito complesso. Non fatico però a credere che mille elementi nella nostra “società moderna” – che siano il mercurio nei dentifrici piuttosto che non le spropositate vaccinazioni di massa – abbiano reso il nostro sistema immunitario mediamente molto più debole di quello che dovrebbe essere per natura. E mentre un sistema perfettamente sano pare in grado di debellare la stragrande maggioranza dei focolai cancerogeni, molti di noi cederebbero alla malattia proprio per quella deficienza causata dal modo di vivere moderno. (C’è chi sostiene che anche AIDS, sclerosi multipla e molte altre malattie cosiddette “autoimmuni” affondino le radici in questo problema, ma sinceramente non me la sento di allargare il discorso fino a quel punto). Ho però letto di vari studi nei quali si è scoperto, durante le autopsie, che una gran percentuale di invidui sani aveva avuto, nel corso della vita, anche due o tre focolai tumorali – senza saperlo ovviamente - che in qualche modo erano stati sconfitti senza intervento esterno).

Comunque, “aiutati che Dio ti aiuta” sarebbe la risposta – in senso generale, ovviamente - al cancro e a tutte le malattie di quel genere. Ovvero, usa ciò che la natura ti mette a disposizione per riportare il tuo sistema immunitario alle capacità originarie, e poi rilassati. A combattere le varie battaglie ci penserà poi lui, spesso senza nemmeno fartelo sapere. (Per ottenere questo risultato, ovviamente, una dieta adeguata diventa indispensabile).

Se questo però è già un concetto ostico per noi “pazienti”, figuriamoci per un medico, la cui educazione ha viaggiato sin dall’inizio in direzione diametralmente opposta: essa tende infatti prima di tutto a individuare, combattere e sopprimere il sintomo, e solo in un secondo luogo - ma con molta, molta più calma – a cercare di comprenderne e prevenirne le cause. (Talmente con calma, in realtà, che ad oggi non si ha ancora la minima idea di che cosa possa causare li cancro).



Una piccola testimonianza

Pur sapendo ormai per via diretta di varie persone che sono sopravvissute al cancro grazie a questi metodi, l’unico episodio che mi sento di raccontare in piena tranquillità – per averlo vissuto in prima persona – è quello di un misero cane, e del suo curioso veterinario. (I cani in realtà, come tutti mammiferi superiori, hanno un organismo molto più simile al nostro di quello che si potrebbe immaginare).

Avevo un cane, di sedici anni, abbastanza sgangherato anche per quell’età. Un giorno ci siamo accorti che aveva un tumore al fegato grosso praticamente quanto il fegato stesso. Trattandosi di carcinoma del peggior tipo, il veterinario mi disse: guardi, se vuole glielo opero anche, ma lei spende i soldi e comunque entro sei-otto settimane le garantisco che il cane non c’è più. Io, che non avevo mai calcolato quanto possa valere la vita di un cane per settimana, decisi nel frattempo di operarlo.

Una volta a casa, iniziai a dare al morituro un prodotto di cui vi parlerò in seguito, e che già sapevo aver funzionato con alcune persone conosciute da vicino.

Dopo due anni mi presentai con lo stesso cane dallo stesso veterinario, per togliere un dente cariato. Il veterinario nel frattempo ne aveva visti passare a centinaia, e non si rese conto che si trattava di un fantasma finchè non andò a compilarne la cartella medica. “Ma come, non è possibile!” – esclamò il veterinario - questo cane NON PUO’ essere vivo. Qui c’è scritto carcinoma, e questa è la mia calligrafia, la riconosco!” “Certo che la riconosce. L’ha operato lei, due anni fa...” Fece subito una radiografia, ma si intravvedeva solo una macchia opaca, accanto al fegato, che non si riusciva bene a spiegare. Volle allora sapere come avevo fatto, e mentre glielo raccontavo vedevo nei suoi occhi anni di accademia sgretolarsi uno sull’altro come biscottini secchi. Ma si ripromise coraggiosamente di informarsi a fondo, e mi ringraziò ripetutamente.

Quando però tornai da lui, un paio di mesi dopo, la sorpresa fu tutta per me. “Mi sono poi informato sa – mi disse - ma pare che 'sta cartilagine (v. sotto) sia solo una gran bufala che c'è in giro da un pò. Ma non c’è niente di vero. Il suo cane sarà rimasto in vita per una qualche coincidenza statistica che non siamo in grado di spiegare.”

La porta che si era momentaneamente aperta (sulla speranza di mille altri cani come il mio) era stata subito richiusa dalle “difese naturali” di quel veterinario. Ovvero, di fronte all’idea di buttare alle ortiche tutto quello che aveva imparato negli anni, aveva preferito ricorrere alla solita “inspiegabilità statistica” pur di non farlo.

Io comunque me ne andai contento – il mio dovere sentivo di averlo fatto - ed il mio cane finì per morire, sereno e sazio di vita, a pochi giorni dal suo ventesimo compleanno. Di cuore, naturalmente, non di cancro.

Il prodotto che gli aveva regalato quasi quattro anni di vita è la cartilagine di squalo, ed è l’unico tra quelli di cui parlavo prima che agisca in maniera completamente diversa dagli altri. Invece di rinforzare il sistema immunitario, infatti, la cartilagine di squalo ha una proprietà specifica (accertata scientificamente) detta “antiangiogenica”, che la porta ad attaccarsi a qualunque cellula neoplastica che trovi per stada, avvilupparla in una specie di velo impermeabile, ed impedire che attorno ad essa si sviluppino nuovi capillari. E siccome tutti i tumori necessitano di neovascolarizzazione per crescere, questi rimangono invece nello stato in cui sono, e lentamente muoiono per asfissia. (Ecco spiegata la macchia scura accanto al fegato del mio cane. Era il vecchio tumore, completamente atrofizzato).

La cartilagine di squalo

La cartilagine di squalo ormai ha una storia che risale agli anni ’70, quando il medico William Lane, in base ad una ricerca eseguita a Cuba, pubblicò il libro “Sharks don’t get cancer” (Agli squali non viene il cancro). Il contenuto era talmente esplosivo, che il libro fu costretto immediatamente ad una faticosa circolazione sottobanco. Ma col tempo ce l’ha fatta, e la cartilagine ha riscontrato totalmente tanti successi negli anni, che ormai è una realtà impossibile da estirpare.

Come combattono in questo caso, le case farmaceutiche, un prodotto del quale riconoscono addirittura le preziose proprietà antiangiogeniche? Prima di tutto impedendo a chiunque di pubblicizzarlo come “cura per il cancro”, e costringendolo così nel settore delle “vitamine” generiche, non testate scientificamente (starebbe a loro farlo, guarda caso). Settore che poi provvedono periodicamente a far bollare dai media come “alternativo”, “new age”, “esoterico”, “orientaleggiante” e così via, fino a minarne alla base la credibilità necessaria per una vasta diffusione sul mercato.

Nel silenzio della loro vergogna, però, vi dico con certezza che le stesse case farmaceutiche stanno tentando disperatamente, da anni, di replicare in laboratorio le proprietà antiangiogeniche della cartilagine di squalo. Ma lo squalo il suo segreto se lo tiene gelosamente in fondo al mare, lasciando capire che fra prodotto sintetico e quello organico ci deve essere quella piccola differenza che determina la vita o la morte di chi è ammalato di cancro. Sorry, Mr. Bayer, sarà per un’altra volta.

Il resto sulla cartilagine – compreso mille resoconti personali di “casualità” come la mia (ma su esseri umani) - lo potete trovare facilmente in rete, digitando in un qualunque motore di ricerca la parole “cartilagine di squalo”. (Solo per rendervi conto della realtà che c’è sotto, provate anche a digitare le parole “shark cartilage”, in inglese, oppure il titolo del libro, e vi renderete conto del numero effettivo di siti nel mondo che trattino questo argomento.

Le bufale di solito non raggiungono nemmeno un millesimo di quella popolarità.

Massimo Mazzucco

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Autore Albero
titusnefasto
Inviato: 27/5/2004 21:29  Aggiornato: 27/5/2004 21:29
Mi sento vacillare
Iscritto: 19/5/2004
Da: daumpa
Inviati: 417
 Re: MEDICINA
ho avuto anch'io un'esperienza con un cane (alaskan malamute) affetto da angiosarcoma. insieme alla mia compagna abbiamo cercato di curarla con prodotti omeopatici e cannabis. siamo riusciti a farla vivere diciotto mesi contro i tre che a detta del vet. sarebbero bastati per farci decidere per la soppressione. inutile dire che malina (il cane) è morta e io mi sono fatto due giorni di galera e una condanna a dieci mesi e venti giorni più 2.300 euro di multa per detenzione ai fini di spaccio. l'angiosarcoma di malina era partito da un dito e in breve era risalito fino all'anca, con la somministrazione dei prodotti omeopatici e la cannabis si era ridotto di nuovo al solo dito e lei era tornata vivace e felice di vivere finchè un giorno un cacciatore, passando dal nostro bosco vide e riconobbe le piante..... se interessa posso raccontare tutta la storia. ciao stefano. [ Modificato da titusnefasto Attivo 29/5/2004 10:40 ]

titusnefasto
Inviato: 29/5/2004 20:45  Aggiornato: 29/5/2004 20:45
Mi sento vacillare
Iscritto: 19/5/2004
Da: daumpa
Inviati: 417
 Re: MEDICINA
Malina è il nome di una femmina di alaskan malamute (cani da slitta) di nove anni. Fa parte di una felice "famigliola" di 8 cani, che vivono insieme ai loro proprietari in un bosco nelle montagne valtellinesi. In primavera sul suo gomito anteriore si forma un ascesso. Nello stesso periodo su un dito del piede posteriore destro compare un piccolo rigonfiamento. Viene portata dal veterinario che inizia a curarla per l' ascesso. Sospetta che anche sul piede posteriore se ne stia formando uno. Cerca di prelevare del liquido dal rigonfiamento, con esito negativo. Mentre la cura di antibiotici per l' ascesso prosegue, il ringofiamento aumenta e coinvolge tutto il piede. Il veterinario sospetta qualcosa di molto più serio. Per ridurre l' ascesso al gomito sono necessari due cicli di antibiotici, intanto si spera che la stessa cura serva anche per il piede posteriore. L' ascesso guarisce ma il piede peggiora, coinvolgendo la prima articolazione. Il veterinario diagnostica un tumore, sospettando un angiosarcoma. Prima di decidere per l' esame istologico si tenta un nuovo ciclo di antibiotici. Intanto il proprietario si preoccupa per i dolori a cui il cane potrà andare incontro. La questione non è semplice: il malamute è un cane particolare. La madre di Malina era stata curata in febbraio per una coroidite all' occhio destro (grave infiammazione che ha portato alla perdita della vista da quest' occhio), ma si era rivelata allergica sia al cortisone che all' unico aniti-infiammatorio e anti-dolorifico adatto ai cani. Il proprietario aveva potuto curarla solo con l' omeopatia. Anche il fratello di Malina, Macchia, si era già rivelato in passato un soggetto allergico. Nasce così l' idea, dopo ricerche sia su testi di erboristeria che navigando in Internet, di coltivare della cannabis. Questo sia per poterla utilizzare come anti-dolorifico che per prevenire cali dell' appetito con il progredire del tumore. Nel frattempo il piede peggiora sempre più e in luglio l' esame istologico non da speranze: si tratta proprio di un angiosarcoma. Viene quindi scartata anche l' ipotesi di amputazione della zampa: il tumore infatti è troppo veloce e cattivo. Si rischierebbe di rendere ancora più difficoltosa la poca vita rimasta a Malina. Agosto è il mese peggiore: il tumore è salito lungo tutta la zampa, il piede è enorme e un dito si è completamente aperto. Malina viene curata con antibiotici per evitare un' infezione, un anti-infiammatorio e anti-dolorifico (che per fortuna sembra sopportare abbastanza bene). Però il piede puzza molto e cammina con difficoltà. Per due volte i proprietari sono sul punto di farla sopprimere. Intanto, già da luglio, si comincia a somministrare quotidianamente alla mattina al cane una tisana di cannabis insieme alla pappa. Da agosto comincia anche a prendere due prodotti omeopatici. A fine agosto il cane è ancora vivo, ai primi di settembre sembra migliorare. A metà settembre la tisana di cannabis viene preparata anche con l' aggiunta delle prime infiorescenze (la pianta comincia a maturare ed esprimere al meglio i suoi principi attivi). Il miglioramento di Malina è lento ma costante. A fine settembre la zampa non puzza più e il piede comincia a cicatrizzare. In ottobre si nota anche una riduzione del gonfiore che ormai aveva coinvolto tutta la zampa. Malina non zoppica più ed è tornata allegra e affettuosa. Il 24 ottobre è l' ultimo giorno in cui Malina può assumere la sua tisana giornaliera: infatti avviene la perquisizione e il sequestro della cannabis (gr. 468). Il proprietario viene arrestato con l' accusa di coltivare e detenere questa quantità ai fini di spaccio. Anzi, i giornali locali parlano dell' arresto di uno spacciatore già noto alle forze dell' ordine, arresto avvenuto in seguito ad indagini ed appostamenti durati mesi... Pubblicano nome, cognome, attività e relativo luogo dell' attività dell' allevatore. Quest' ultimo infatti aveva aperto giusto da una settimana un negozio per animali. Non solo, spiegano che la cannabis veniva usata per tutti i cani come diuretico e per tenerli tranquilli (i cani infatti non avevano abbaiato all' arrivo di tre carabinieri insieme ai loro proprietari: com' è noto i malamute non abbaiano e non fanno la guardia). Così non solo hanno danneggiato la nuova attività, ma hanno insinuato un ipotetico maltrattamento di tutti i cani. Strano per una persona che da anni si batte per loro e contro abbandoni e maltrattamenti (la denuncia anonima è arrivata proprio in un periodo in cui l' allevatore si stava battendo contro gli sconfinamenti e lo strapotere dei cacciatori locali). L' allevatore viene rilasciato dopo due giorni ed è ora in attesa di giudizio. Malina intanto continua a migliorare. Il 5 di novembre è stata nuovamente visitata e il veterinario ha potuto constatare un netto miglioramento del piede e la scomparsa della fascia tumorale che interessava tutta la zampa. Non sappiamo se lo straordinario miglioramento del tumore (l' angiosarcoma normalmente non lascia speranze) sia dovuto alla tisana di cannabis che quotidianamente Malina prendeva. Non possiamo allo stesso tempo escluderlo. Un dato di fatto è che il miglioramento è coinciso con la maturazione delle tre piante e il conseguente esprimersi dei loro principi attivi. Ora Malina è tenuta sotto stretto controllo: si teme un peggioramento. Speriamo che non sia così. Avremmo preferito non rendere pubblica questa storia. Avremmo voluto attendere un ulteriore sviluppo dello stato di salute di Malina prima di confidarci con il veterinario che l' ha in cura ed eventualmente lasciare a lui o a chi di dovere tempi e modi nella divulgazione di questa vicenda. Infatti il netto miglioramento e la regressione di un tumore così pericoloso non è, secondo noi, notizia da dare con leggerezza. Ma neanche è da sottovalutare. Ma a questo punto siamo costretti a raccontare la realtà dei fatti, per far fronte alle conseguenze che un' accusa infondata e ingiusta ha già causato e potrà causare ancora.

Anonimo
Inviato: 29/5/2004 22:29  Aggiornato: 29/5/2004 22:29
 Re: MEDICINA
Sono nuovo di questo sito, comincio commentando questo articolo perchè è un argomento che mi sta molto a cuore. Per quanto riguarda il punto di vista economico, penso sia una cosa insita nel sistema che regola il mondo (capitalismo) ed è presente sia nella medicina "classica" (multinazionali farmaceutiche) che nel crescente bussiness delle medicine alternative. Tra l'altro molto spesso quello che tu chiami mostruoso agglomerato di pillole non è altro che la versione sintetica (quindi pura, esente da altre specie potenzialmente pericolose che si possono trovare in varie piante) di prodotti che si trovano in natura, versione molte volte modificata opportunamente per renderla più attiva. Questo mi sembra qualcosa di positivo anche da un punto di vista di impatto ambientale. Tanto per fare un esempio attinente al tema cancro, si stanno studiando versioni sintentiche di una molecola, presente nel corallo che si è dimostrata efficace nel trattamento post-operatorio del cancro al seno. Usare corallo per trattare tutte le malate di cancro al seno del mondo, porterebbe all'estinzione della specie. Per quello che riguarda l'informazione sui media, vedo su un po' tutti i canali trasmissioni in cui si parla di medicine "alternative", mentre raramente vedo trasmissioni che esaltano i risultati ottenuti dalla medicina "classica". Sempre rimanendo in tema televisione è molto recente (qualche mese fa) il caso in cui una ditta di prodotti omeopatici voleva mettere a tacere (querela) un conduttore televisivo (Piero Angela) che aveva parlato "male" dell'omeopatia. Il conduttore in oggetto è stato recentemente assolto. Specifico, visto che molte volte si confondono le due cose, i prodotti omeopatici sono una cosa, quelli erboristici un'altra. Non sono laureato in mecina, ma in chimica sì e posso affermare in tutta tranquillità che non esiste una grande differenza tra un prodotto omeomatico CH12 e un ugual volume di acqua distillata. Per rendersene conto basta pensare come viene preparato un prodotto omeopatico a 12 diluizioni. Si parte da 1l di prodotto contenente 1 mole di principio attivo (=6.023*10^23 molecole) e lo si diluisce 12 volte 1:100. Facendo una semplice divisione otteniamo un prodotto finale con 0.6023 molecole di principio attivo ogni litro di prodotto. Abbiamo in pratica, assumendo 1l di prodotto omeopatico il 60.23% delle probabilità di assumere una molecola di principio attivo. Le industie omeopatiche tendono a dire che l'acqua acquista particolari proprietà a contatto con il prodotto: cosa mai dimostrata. Il discorso del potenziamento del sistema immunitario, non mi sembra concordare più di tanto con il discorso subito dopo sulle vaccinazioni, che servono appunto a potenziarlo. Molte volte non sono altro che virus modificati per non essere patogeni che vanno a stimolare il sistema immunitario, questo reagisce alla stimolazione producendo anticorpi in grado di riconoscere delle sequenze peptidiche presenti nel virus e, in caso di successivo attacco di un organismo patogeno simile, il sistema immunitario si trova pronto. Venendo ora al tuo discorso sui poteri miracolosi della cartilagine di squalo. Io non ne avevo mai sentito parlare prima e così ho fatto una ricerca su internet, e nessuna della pagine trovate mi ha chiarito i dubbi. Oltre che il numero di pagine risultate non mi sembra un qualcosa di significativo, sono 1000 risultati in italiano di cui molti sono siti commerciali. Ho fatto subito dopo una ricerca inserendo come parola chiave "cura "di bella"" ed ho avuto 13000 pagine risultati. Questo non vuol dire che la cura fosse efficace! Tornando alla nostra cartilagine, mi sembra strano ed insolito il fatto che non si capisca di cosa sia fatta o che non la si riesca a riprodurre (si sintetizzano anche i diamanti non si riece ad analizzare un po' di proteine+saccaridi+XXX), nel tuo articolo non si capisce come questa sostanza riconosca le cellule tumorali da quelle sane! Le differenze tra prodotto sintetico e naturale sono pregiudizi new age, non esiste differenza tra un prodotto sintetico e lo stesso prodotto naturale, per il semplice motivo che la formazione di una specie in un organismo e anche lei una sintesi chimica!

zumo
Inviato: 1/6/2004 8:56  Aggiornato: 1/6/2004 8:56
So tutto
Iscritto: 30/5/2004
Da:
Inviati: 1
 Re: MEDICINA
Ho letto di recente questo libro: La medicina sottosopra. E se Hamer avesse ragione?, Mambretti Séraphin, Ed.Amrita. E' un libro del tutto divulgativo, ma esiste una notevole bibliografia sull'argomento, e da quello che posso capire un sostanzioso gruppo di ricercatori, anche se molto ostacolati, stanno portando avanti queste idee del tutto rivoluzionarie su questo delicato argomento. Altre notizie potete trovarle sul sito www.nuovamedicina.com Mi sembra un punto di vista estrememente interessante e benchè non sia medico, da alcune esperienze che conosco direttamente, mi sembra che Hamer abbia effettivamente ragione. Il dott. Hamer sostiene che i tumori sono una reazione messa in atto dall'intelligenza biologica dell'essere vivente (animale o vegetale) per risolvere situazioni di emergenza in cui è in gioco la soppravvivenza. Questo non significa che i tumori non sono pericolosi ma che la malattia non è il cancro ma è un trauma avvenuto nei mesi precedenti e che il cancro è invece il tentativo estremo dell'organismo di risolverlo. Hamer, porta l'esempio di un lupo che avendo ingoiato un osso troppo grosso se lo trova incastrato nello stomaco. Il lupo svilupperà delle cellule tumorali che (guarda caso) hanno la proprietà di produrre dei succhi gastrici estremamente più potenti di quelli normali. Se il lupo riuscirà a sciogliere l'osso, il tumore verrà riassorbito naturalmente. Altrimenti il lupo morirà consumato dal tumore, ma era comunque spacciato! Il dott. Hamer sostiene anche che il nostro corpo non distingue tra trauma fisico e trauma psichico. Così che una persona che vive una situazione psicologica molto opprimente e in solitudine, ad esempio un capo ufficio che ti sta sempre sullo stomaco, cercherà di risolvere la cosa sviluppando un tumore. Mi rendo conto che detto così può sembrare una stupidata, una delle tante bufale. Ma la teoria del dott. Hamer mi sembra molto articolata e documentata e vi invito a verificarlo. Il dott. Hamer è stato processato e condannato, nel suo processo sembra ci siano dei lati oscuri (documenti scomparsi) ma un dato interessante emerge: i suoi pazienti, chiamati a testimoniare molti anni dopo, erano per la maggior parte ancora vivi. Un risultato che la chemioterapia è ben lungi dal raggiungere.

Redazione
Inviato: 2/6/2004 14:08  Aggiornato: 2/6/2004 14:08
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: MEDICINA
Scusatemi se rispondo in ritardo. Andrea8456 Come è già suggerito dalla nota che ho messo all’inizio dell’articolo, questa è una pagina molto particolare, visto che l’argomento tocca in maniera diretta le nostre vite e quelle di coloro che ci stanno vicino. Mentre quindi potrei passare dei giorni interi a discutere su faccende come l’11 Settembre, qui mi sono voluto limitare a raccontare la mia esperienza, e non me la sento di spendere una sola parola per fare opera di convincimento con nessuno. Se 1000 pagine siano poche o tante, se ciò che vi hai trovato sia convincente o meno, lo giudicherai tu con il tuo metro, ma ripeto, io non me la sento di intervenire in nessun modo. Spero che tu capisca. Ciò detto, non so proprio quale sia il mistero della difficoltà da parte della chimica a replicare il prodotto biologico, e anzi mi piacerebbe tanto scoprirlo, ma sta di fatto che la Mayo ha fatto un deposito presso l’ufficio brevetti (!) dal quale si intuiva che l’intento non era solo quello di coprire i diritti di una eventuale formula chimica vincente, ma proprio l'idea stessa – meccanica - di aggredire il tumore con un prodotto antiangiogenico. Appena finisco qui vado a vedere se ritrovo quella pagina, purtroppo al tempo non l’ho scaricata, anche se ricordo perfettamemte che cosa contenesse. (Comunque, visto che il giochino del motore di ricerca te l’ho suggerito io, ho voluto fare una prova adesso: forse è l’Italia in particolare che è poco informata su questo argomento, ma con google, in inglese - “shark cartilage" - sono uscite oltre 80.000 pagine.) Zumo Ti ringrazio per la segnalazione, sia del libro che del sito, che vado subito a visitare. Ma ti posso già dire che, ”a naso”, ciò che sostiene questo dott. Hamer non mi suona affatto strampalato, anzi. Non c’è bisogno di essere dei “new-agers” all’ultimo stadio, per intuire che esista un complesso rapporto reciproco fra mente e corpo. E il paradosso è che la stessa medicina ufficiale riconosce questa realtà (“signora, mi prenda queste pilloline, e cerchi soprattutto di non stressarsi troppo”), ma poi curiosamente si dimentica di studiarla. Il termine psicosomatico, che loro usano spessissimo, è soltanto una elegante parola per toglierti dagli impicci quando non sai bene che diagnosi fare, ma ad approfondire la faccenda non mi risulta che ufficialmente si sia mai sprecato nessuno. Sarà forse perchè alla “mente” non si possono comunque rifilare quattro cibalgine è due pastiglie di vitamine all’ora dei pasti? Massimo P.S. Il fatto stesso che il dott. Hamer sia stato arrestato è un ottimo indizio a suo favore. Per i ciarlatani di solito non si scomoda nessuno. [ Modificato da Redazione Attivo 2/6/2004 13:29 ]

solenero
Inviato: 15/9/2004 18:09  Aggiornato: 15/9/2004 18:09
Mi sento vacillare
Iscritto: 19/7/2004
Da: Valle Seriana Superiore
Inviati: 846
 Re: MEDICINA
Riporto quanto trovato su disinformazione.it; non me la sento di esprimere pareri, ma comunque è una notizia: 11 SETTEMBRE 2004: IL DOTTOR HAMER È STATO IMPRIGIONATO. Per l’ennesima volta il braccio di potere di una parte della classe medica, ottusa all’evidenza scientifica e reticente alla semplice possibilità di verificare le scoperte scientifiche del dottor Hamer, ha perpetrato, tramite una denuncia dell’Ordine francese dei medici, un atto ingiusto e violento nei confronti del medico tedesco, riuscendo a rinchiuderlo in un carcere spagnolo, per la successiva estradizione in Francia.

Lentamente, inesorabilmente, la sabbia del tempo ricopre la mente.
- Frankie hi-nrg MC -
Anonimo
Inviato: 7/6/2005 13:21  Aggiornato: 7/6/2005 13:21
 Re: MEDICINA
Salve, anch'io non posso che accodarmi alla lista di coloro cui la questione 'cancro' interessa. Nella fattispecie però sono uno dei sostenitori per così dire del 'caso Hamer', piuttosto che di altri metodi magari ugualmente validi (purché non siano chemio e radioterapia, mi vien fatto di dire che va tutto bene...). Come già qualcuno ha messo in evidenza, esiste un sito di controinformazione come il presente che ne segue la vicenda, si tratta di www.disinformazione.it, nonché il sito della associazione A.L.B.A., ovvero www.albanm.com, e il già citato www.nuovamedicina.com. Lascio alla vostra intelligenza deliberare sulla bontà della teoria hameriana, così come sulla bontà della sentenza di cassazione datata 31 maggio 2005 (una settimana fa), secondo la quale il povero neosettantenne è di nuovo stato ritenuto colpevole.


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