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donna : La "dignità" della donna
Inviato da Redazione il 3/3/2007 23:30:00 (31195 letture)

(CORREZIONE / nuovo articolo all'interno)

Se c'è una cosa da cui urge liberarsi in Italia, prima ancora dei ministri ladroni, è quel pensiero snobistico e finto-femminista di certe donne di partito, che sono state proprio quelle che hanno affossato il vero femminismo degli anni '70, togliendolo dalle strade e dai comitati di quartiere per inquadrarlo in legioni di donnine tanto "arrabbiate" ideologicamente quanto ordinate ed innocue all'atto pratico.

Sull' ANSA di oggi leggiamo: "Dopo la censura in Spagna anche l'Italia si scaglia contro l'ultima pubblicità di Dolce e Gabbana, dove un uomo a torso nudo tiene inchiodata una donna a terra per i polsi, mentre lei cerca di divincolarsi sotto lo sguardo impassibile di altri uomini. I politici italiani sono indignati e chiedono l'eliminazione dello spot. Il ministro dei Diritti e delle pari opportunità, Barbara Pollastrini, ha chiesto l'intervento del Giurì sulla campagna che viola gli articoli 9 e 10 del codice dell'autodisciplina pubblicitaria."

Mamma mia, che disastro. Cominciamo dall'ANSA: a parte il "torso" nudo, che nell'uomo ritratto arriva fino alle caviglie, vediamo che l'articolo trasforma serenamente una donna distesa su un letto ...

... ricoperto da un prezioso lenzuolo di seta in una donna "inchiodata a terra", come se fosse il selciato di un oscuro vicolo di periferia. Che poi costei "cerchi di divincolarsi" mentre tiene le gambe allargate in quel modo è perlomeno da dubitare. Ma trasformare addirittura l'archetipo del marito guardone nello "sgardo impassibile di altri uomini" è decisamente da espulsione. I "politici indignati" poi, pagherei di tasca mia per vederli.

Ma l'ANSA, lo sappiamo, è un'agenzia di stampa, e da sempre si limita a riportare i fatti senza distorcerli o interpretarli.

Veniamo invece al succo della questione. Sempre dall'ANSA leggiamo: "Mi sono rivolta al Giurì - spiega il ministro - per chiedere un intervento pronto e immediato a tutela del rispetto della dignità della donna."

E' evidente che la signora ha un'idea un pò particolare della "dignità della donna", visto che la ritiene violata dall'immagine di Dolce & Gabbana. Forse non si è accorta che accanto a lei, nuda sul letto, c'è un'altra donna, che evidentemente non è riuscita a scappare in tempo dalle grinfie del molestatore ossigenato, e ora osserva rassegnata la fine che la attende.

Se davvero il nostro Ministro vuole svolgere il compito che le è stato affidato, forse potrebbe fare un giretto sui viali notturni delle nostre metropoli, dove troverà ad ogni angolo di strada ragazzine minorenni importate dal Terzo Mondo con l'inganno e mantenute in letterale stato di schiavitù con la complicità delle varie questure locali.

Se proprio vogliamo parlare di "dignità della donna".

Più patetica ancora la risposta degli stilisti, Dolce e Gabbana, che si appellano addirittura all' "arte", per difendere la loro palese intenzione di fare un pò di baccano per vendere un paio di vestitini in più. E lo hanno fatto con una campagna pubblicitaria che è tanto provocatoria quanto è stata ridicola la reazione del Ministro che speravano di irritare.

Ma non è finita: sull'onda della sua indignazione (sempre ANSA), "Pollastrini ha ricordato che il suo ministero ha proposto al Parlamento un ddl contro la violenza in famiglia, di genere e per la tutela delle vittime, per il quale è già partita una campagna di sensibilizzazione e prevenzione e la costruzione di un Osservatorio."

Un "osservatorio" di che cosa, signora Ministro? Di guardoni?

Massimo Mazzucco

°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°


CORREZIONE / nuovo articolo

Vengo a sapere ora che la foto che compare nell'articolo, e che io ho preso dallo stesso articolo dell'ANSA che ho citato, non è quella incriminata. Io vivo all'estero, dove quella pubblicità non esiste, e come altri milioni di italiani che leggono l'ANSA da lontano, via Internet, non avevo alcun modo di saperlo.



Mi pareva talmente ovvio che la foto dovesse essere quella, che ho pensato fosse l'articolista ad essersi bevuto per sbaglio un bicchiere di candeggina.

La foto di cui si parla invece è questa:



A questo punto il discorso cambia completamente. Proviamo infatti a farla davvero, questa lettura dell'immagine, perchè a me la foto sembra paradossalmente più raffinata dal punto di vista del linguaggio, e molto meno offensiva dal punto di vista del contenuto.

LINGUAGGIO:

La differenza fondamentale sta nel fatto che la foto è fatta in studio, cioè in un ambiente astratto, e vuole quindi simboleggiare il gesto, invece di mostrarlo. Ne ricerca l'essenza, cioè, a discapito del reale. La donna infatti non ha l'uomo "fra le gambe", ma accanto a lei, e veste un costume da bagno, mentre lui porta i pantaloni. Il "punctum" (il centro dell'attenzione, secondo Roland Bartes) diventano quindi i polsi tenuti fermi, e non l'apparato genitale.

L'altra foto invece simula un gesto reale in un ambiente reale: sia lei che lui sono nudi su un letto, e lui non sta certo cercando il portafoglio fra le gambe di lei. É quindi semplice pornografia - nel senso letterale della parola - perquanto di buon livello.

CONTENUTO:

Il senso dell'immagine non è affatto chiaro e univoco come lo si vorrebbe, ed è certo molto più ambiguo rispetto alla foto sul letto. Essendo una immagine stilizzata, cioè simbolica, sta solo RAPPRESENTANDO l'atto di violenza, non lo sta MOSTRANDO.

Non fa quindi appello alle parti basse dello spettatore, ma al suo cervello.

In altre parole, l'immagine ci sta solo DICENDO che viviamo in una società maschilista, in cui la donna è ritenuta un oggetto da "possedere", non ci sta MOSTRANDO come ciò avviene. Esclude quindi a priori una identificazione di tipo morboso, e può benissimo essere letta come una denuncia sociale: le stesse espressioni dei quattro uomini, fra l'annoiato e lo schifato, non la fanno certo sembrare un'incitazione a delinquere, e io di "eccitamento da branco" nei loro volti leggo ben poco. (Casomai vi leggo gelosia, ma quello è un altro discorso, di tipo "trasversale").

Quando Toscani fotografava i morti di mafia (campagna Benetton, fine anni '80), non stava necessariamente incitando la gente a imbracciare una lupara, ma denunciava una realtà ancora più pesante di quella della violenza sulle donne.



Quando ritraeva dei condannati a morte, non stava necessariamente pronunciandosi a favore della pena capitale, ma si domandava se per caso il condannato non fosse anche vittima, oltre che assassino.



E quando fotografava un prete e una suora che si baciano, non incitava necessariamente le monache a trasformare i loro conventi in un festino per seminaristi frustrati, ma denunciava un divieto antistorico e ingiustificato all'interno della chiesa cattolica.



In conclusione: il discorso dell'immagine e della sua funzione nel sociale è complesso e delicato, e voler vedere un solo aspetto - quello più appariscente - in una foto come quella di Dolce e Gabbana indica solo un atteggiamento forzato e velleitario.

La nostra "è" una società violenta, da qui non si scappa. Ma non prendiamocela con chi - al di là dei suoi intenti personali - la rappresenta. Non è lì che sta il problema. Altrimenti dovremmo scandalizzarci ogni volta che in televisione vediamo una persona che ne uccide un altra. Perchè questo non accade?

Massimo Mazzucco


VEDI ANCHE: "Donna, e se il nemico portasse la gonna"?

(Questo è l'articolo con cui il sito ha aperto, l'8 marzo 2003).

Il 7 Marzo non è il giorno della donna. Il 9 Marzo nemmeno. Nè lo sono il 12 Aprile, il 3 di Settembre o il 30 di Dicembre. L' 8 Marzo sì, l'8 Marzo è il giorno della donna. E questo già è un grosso problema. Il fatto che serva una giornata particolare per festeggiare - o commemorare - qualunque cosa, indica chiaramente che quella cosa è così particolare da meritarselo. Nel nostro calendario infatti non c'è il "giorno del dentista", nè il "giorno del metalmeccanico", ( cont.)

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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
dr_julius
Inviato: 4/3/2007 0:05  Aggiornato: 4/3/2007 1:43
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 11/8/2006
Da:
Inviati: 1637
 Re: La "dignità" della donna
Scusa Massimo,
ma veramente mi sembra che la foto incriminata sia diversa da quella che guardi tu:
http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/2007/02_Febbraio/20/pop_DG.shtml

In effetti quella della foto pubblicitaria è una scena "simbolicamente pesante". Non è uno stupro ma può sembrarlo. E tanto dovrebbe di per sè bastare per essere definita "pesante". Sempre molto meno di quanto si vede normalmente in TV tra spot, reality, tettoculismo ovunque
(..ricordo una peugeot pubblicizzata con una coccinella spinta e allegramente stuprata in vari modi dal macho "coccinello"... ma non ricordo nessuna protesta di nessuna associazione dei consumatori in azione...)


A parte questo, e i dettagli che ne conseguono, sono d'accordo con la linea del tuo pensiero...



Le donne, amaro destino: considerate oche o... "pollastrine"



Per rifornire di elettricità un terzo dell’Italia, un’area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma. (Carlo Rubbia)
manneron
Inviato: 4/3/2007 1:40  Aggiornato: 4/3/2007 1:40
Mi sento vacillare
Iscritto: 20/2/2006
Da:
Inviati: 951
 Re: La "dignità" della donna
allora mettiamola così: se una donna mi tenesse inchiodato al suolo e altre 3-4 guardassero io non mi lamenterei più di tanto...
direi che per la pollastrini si tratta di invidia pura.

dr_julius
Inviato: 4/3/2007 1:49  Aggiornato: 4/3/2007 1:49
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 11/8/2006
Da:
Inviati: 1637
 Re: La "dignità" della donna
Citazione:
se una donna mi tenesse inchiodato al suolo e altre 3-4 guardassero io non mi lamenterei più di tanto...


io invece mi lamenterei con quelle che guardano: si dessero da fare piuttosto!!



Comunque a parte le battute, non sarebbe meglio "ripulire" i linguaggi (anche visivi) dalla violenza??

Avremmo bisogno di meno gridare, meno correre, meno forza e più riflessività... più SANO tempo LIBERO

Per rifornire di elettricità un terzo dell’Italia, un’area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma. (Carlo Rubbia)
Enrico
Inviato: 4/3/2007 2:26  Aggiornato: 4/3/2007 2:26
Mi sento vacillare
Iscritto: 12/1/2006
Da:
Inviati: 873
 Re: La "dignità" della donna
Massimo, d'accordissimo sul senso generale dell'articolo; però la foto della pubblicità di D&G oggetto del bailàmme è quella che ha linkato dr_julius e non quella che hai pubblicato e su cui hai poi costruito l'articolo.

P.S. Scusami.....ma mi sta scappando una risatina isterica... ....I'm sorry.

Redazione
Inviato: 4/3/2007 3:49  Aggiornato: 4/3/2007 3:57
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: La "dignità" della donna
Ma allora all'ANSA sono COMPLETAMENTE deficienti! Perchè non hanno messo una foto di un budino, già che c'erano? Oppure un paesaggio rupestre?

Io vivo all'estero, dove quella pubblicità non esiste, e come me siamo milioni di italiani. Come fa una persona qualunque, che legga l'ANSA dall'Alaska o dalla Polinesia, a sapere, leggendo l'articolo, che quella NON E' l'immagine incriminata?

Io avrei forse dovuto dedurlo dalle tante inesattezze della descrizione - tant'è che la voglia di fare l'articolo mi è partita proprio da una lettura che ritenevo errata di quell'immagine - ma mi pare così ovvio che quella debba essere l'immagine di cui si parla, che sono stato portato a pensare che l'articolista si fosse bevuto qualche litro di candeggina.

In ogni caso, luogocomune è "le notizie commentate", e io ho commentato la notizia così com' è stata data. Peggio per loro.

(Enrico ti aspetto fuori).

wuorf40
Inviato: 4/3/2007 4:22  Aggiornato: 4/3/2007 4:33
Mi sento vacillare
Iscritto: 3/4/2005
Da:
Inviati: 335
 Re: La "dignità" della donna
Citazione:
Perchè non hanno messo una foto di un budino, già che c'erano? Oppure un paesaggio rupestre?


forse perchè la foto incriminata è pubblicità a dolce & gabbana?

ziomao
Inviato: 4/3/2007 7:42  Aggiornato: 4/3/2007 7:42
Mi sento vacillare
Iscritto: 10/10/2005
Da:
Inviati: 339
 Re: La "dignità" della donna
Ammazza ! che bone !!!

Meglio la foto di una bella fi...gliola che la faccia di prodi ...

Mao

Redazione
Inviato: 4/3/2007 8:17  Aggiornato: 4/3/2007 8:17
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: La "dignità" della donna
ZIOMAO: Te lo dico come lo direbbe Berlusconi:"Vergàgna!"

davlak
Inviato: 4/3/2007 9:27  Aggiornato: 4/3/2007 9:28
Mi sento vacillare
Iscritto: 3/6/2006
Da:
Inviati: 678
 Re: La "dignità" della donna
Citazione:

Quando Toscani fotografava i morti di mafia (campagna Benetton, fine anni '80), non stava necessariamente incitando la gente a imbracciare una lupara, ma denunciava una realtà ancora più pesante di quella della violenza sulle donne.

Quando ritraeva dei condannati a morte, non stava necessariamente pronunciandosi a favore della pena capitale, ma si domandava se per caso il condannato non fosse anche vittima, oltre che assassino.

E quando fotografava un prete e una suora che si baciano, non incitava necessariamente le monache a trasformare i loro conventi in un festino per seminaristi frustrati, ma denunciava un divieto antistorico e ingiustificato all'interno della chiesa cattolica.

infatti, giusta analisi.

ma qui dobbiamo fare una breve disanima dei pulpiti, delle prediche e uno stringato dibattito sull'informazione - o meglio sulla sua allegra e manovrata dipartita.
giacchè, se la gente sapesse che Benetton (sempre loro, quelli delle pubblicità multietniche coi ragazzini di tutti i colori vestiti col suo logo bene in vista e tutti sorridenti anche se magari son cittadini rwandesi) depreda la Patagonia come un nuovo Napoleone con, al posto dei cannoni i decreti di esproprio ottenuti corrompendo ministri argentini, e mandando in rovina miglialia di mapuches che lì con la terra ci vivono da sempre, beh magari quella gente che vedesse quella fottuta pubblicità se ne sbatterebbe un tantino i [email protected] se l'avesse firmata il Toscani o un qualunque altro puzzolentissimo artistucolo servile.

L'ALCOA fa delle bellissime artistiche pubblicità sull'alluminio e i suoi impieghi, l'Impregilo o meglio i suoi dipendenti coraggioni (non è un refuso) sono povere vittime della barbarie del banditismo sardo emigrato in Nigeria, peccato che la prima abbia corrotto tutto il parlamento islandese (lo so ci vuole poco) e la seconda abbia assunto un esercito per bastonare i civili che non erano molto d'accordo che venisse devastato il loro ecosistema per costuire le centrali idroelettriche necessarie ad alimentare la produzione del benefico alluminio (che poi servirà a costruire tanti cannoni per "neutralizzare" brutti e cattivi terroristi).
and so on.
stamani non mi andava di infierire, ho preferito tenermi sul "leggero".

Dolce e Gabbana e gli stilisti che vendono porcate malpagate al cinesino di turno e strapagate dal coglione che se le accatta, spacciandosi per coloro che vestono la nostra società (dunque ne rappresenterebbero costumi e tendenze) - cioè in sostanza trattasi di organismi patogeni funzionali solo a se stessi e alle loro psicopatologie - mi stanno come dire, fortemente in bilico sull'apparato genitale.
e credo di poter parlare per la stragrande maggioranza della popolazione dotata di materia grigia ancora un minimo operativa, e questo rende, immagino, felici e beati i nostri due giulivi paladini dello "stile italiano nel mondo"'...o meglio della sua retorica mediatica, ma niente mi toglie dalla testa che la Pollastrini-indignazione faccia semplicemente parte del patto (immondo, quello si) per vendere 4 stracci in più.
forse sarà per quanto su esposto che penso che la pubblicità, con le sue foto scandalistiche o meglio che aspirano di esserlo, dovrebbe stare quanto più lontana possibile da stragi di mafia, castità di preti e suore, diritto della pena e tutela dei deboli? forse è puro e conservatorissimo oltre che politically incorrect "decoro"??? mah, chissà...
quanto alla pubblicità D&G con quei 4+1 fagiani con l'espressione da coglioncelli e l'ochetta giuliva fintamente addolorata...ooppsss mi scuserete ma devo andare a controllare urgentemente il tombino in strada perchè sento uno strano odore di fogna che mi entra in casa.


«Proclamare il diritto all'uguaglianza in una società che ha bisogno di una massa di schiavi salariati vuol dire aver perso la testa» (F. Nietzsche)
Redazione
Inviato: 4/3/2007 11:28  Aggiornato: 4/3/2007 11:28
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: La "dignità" della donna
DAVLAK: Non cambierei una parola di quello che hai detto. Io cercavo solo di analizzare l'iimmagine di per sè, e indipendentemente dal circo che le fa da contorno (parli con uno che in quel circo ci lavorava, e che un giorno di colpo lo ha abbandonato schifato).

Visto che è QUELLA immagine che avrebbe offeso la Pollastrini, volevo suggerirne anche una lettura non così univoca (anche se prevalente, su questo non ci piove).

PikeBishop
Inviato: 4/3/2007 11:58  Aggiornato: 4/3/2007 11:58
Sono certo di non sapere
Iscritto: 1/11/2005
Da: Tavistock Square, Camden, London WC1H, UK
Inviati: 6263
 Re: La "dignità" della donna
Citazione:
gli stilisti che vendono porcate malpagate al cinesino di turno e strapagate dal coglione che se le accatta, spacciandosi per coloro che vestono la nostra società (dunque ne rappresenterebbero costumi e tendenze) - cioè in sostanza trattasi di organismi patogeni funzionali solo a se stessi e alle loro psicopatologie - mi stanno come dire, fortemente in bilico sull'apparato genitale.

Il Portico Dipinto Network Nanopublishing
E' dall'uso (mancato) del Congiuntivo, che li riconoscerete.
tommy79
Inviato: 4/3/2007 12:29  Aggiornato: 4/3/2007 12:29
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 14/6/2004
Da:
Inviati: 1131
 Re: La "dignità" della donna
"allora mettiamola così: se una donna mi tenesse inchiodato al suolo e altre 3-4 guardassero io non mi lamenterei più di tanto...
direi che per la pollastrini si tratta di invidia pura."

Altroche! sarebbe il mio sogno!

PikeBishop
Inviato: 4/3/2007 12:42  Aggiornato: 4/3/2007 12:42
Sono certo di non sapere
Iscritto: 1/11/2005
Da: Tavistock Square, Camden, London WC1H, UK
Inviati: 6263
 Re: La "dignità" della donna
Single, eh, Tommy?

Il Portico Dipinto Network Nanopublishing
E' dall'uso (mancato) del Congiuntivo, che li riconoscerete.
BlSabbatH
Inviato: 4/3/2007 13:53  Aggiornato: 4/3/2007 13:55
Mi sento vacillare
Iscritto: 10/9/2005
Da: Bergamo
Inviati: 837
 Re: La "dignità" della donna
da "la follia della donna" di elio e le storie tese

...C'è un cartello di ricchioni
che ha deciso che
l'anno scorso andava il rosso
e quest'anno il blè.
Pantaloni a coste
che costavano al mercato euro 23
oggi li trovi alla boutique
comprati dalle donne ricche.
L'han deciso i ricchioni
e io devo accettarlo..


sarà pure o.t. ma.. rende

-- Under capitalism, man exploits man. Under communism, it's just the opposite. -- J.K. Galbraith
Wintermute
Inviato: 5/3/2007 11:20  Aggiornato: 5/3/2007 11:20
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 11/1/2006
Da: aree riservate e protette
Inviati: 1096
 Re: La "dignità" della donna
continuo l'OT per amore di cronaca:

da "la follia della donna" di elio e le storie tese

...C'è un cartello di ricchioni
che ha deciso che
l'anno scorso andava il rosso
e quest'anno il blè.
Pantaloni a coste
che costavano al mercato euro 23
oggi li trovi alla boutique
comprati dalle donne ricche.
L'han deciso i ricchioni
e io devo accettarlo..

La follia della donna
quel bisogno di scarpe
che non vuole sentire ragioni
cosa sono i milioni
quando in cambio ti danno
le scarpe.

Non hai mai pensato a un tatuaggetto.
La tua amica sfoggia un tatuaggetto.
Corri, corri a farti un tatuaggetto
d'improvviso hai bisogno di un tatuaggetto,
un tatuaggetto, un tatuaggetto.
D'un tratto non ti piace più,
cosa fai? Lo togli, non puoi.
Ne fai un altro più grosso.

La follia della donna,
il disagio mentale
di iniettarsi l'inchiostro con gli aghi,
sciabattando poi vaghi
per le vie della moda in sabot.

Salvo il mondo...
ma con quale estensione?
HAVEADREAM
Inviato: 5/3/2007 14:03  Aggiornato: 5/3/2007 14:03
Ho qualche dubbio
Iscritto: 26/8/2005
Da:
Inviati: 209
 Re: La "dignità" della donna
Buongiorno a tutti.
Sono proprenso a credere che si tratti solo di una forte "reclàme" pubblicitaria che volge a favore di D&G.
Non posso credere che la dignità della donna debba essere ricavata da un cartellone pubblicitario, nello stesso modo in cui non credo che tutte le donne abbiano il fondoschiena di Roberta.
Non può essere un ministro di una Repubblica a ricordarci la dignità di una donna(..e dispiace che a dirlo sia proprio una donna), quando la stessa Repubblica è stata fondata su lasciti del vecchio Codice di Famiglia e del Codice Rocco, quest'ultimo sopravvissuto fino alla fine degli anni 70.

Avrei avuto qualche perplessità se l'immagine incriminata fosse stata la prima riportata dall'Ansa e da Mazzucco.
Dico perplessità, ma limitatamente ai corpi nudi e soprattutto la posizione a gambe aperte di lei.
Per il resto, stiamo parlando comunque di pubblicità.

Parlarne anche male, purchè se ne parli.

aras74
Inviato: 5/3/2007 19:23  Aggiornato: 5/3/2007 19:23
Ho qualche dubbio
Iscritto: 21/5/2006
Da: il mondo dei sogni
Inviati: 105
 Re: La "dignità" della donna
Citazione:
Per il resto, stiamo parlando comunque di pubblicità.Parlarne anche male, purchè se ne parli.


Infatti non è la prima volta che succede e non sarà nemmeno l'ultima.
Cosa c'è di meglio che far parlare di se?
Che poi sia in bene o in male poco importa, l'importante è essere sulla bocca di tutti.
Direi che è l'anima della pubblicità.
Il fine ultimo di ogni spot.

Salut!

Non vi sono al mondo che due tipi interessanti:
quelli che sanno tutto e quelli che non sanno nulla.

(Oscar Wilde)
dr_julius
Inviato: 6/3/2007 19:31  Aggiornato: 6/3/2007 19:31
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 11/8/2006
Da:
Inviati: 1637
 Re: La "dignità" della donna
Da corriere.it: Vietata la pubblicità D&G
... "Prima un'associazione spagnola per la difesa delle donne, poi Amnesty, ora la Cgil. E infine anche un gruppo di 13 senatori." ...
(chi leggerà l'articolo può, come spesso accade, avere dubbi sulla lealtà del titolo)

Sul forum del corsera, gestito da Beppe Severgnini, può essere più interessevole leggere la risposta (dotta) dei due stilisti:

Caro Beppe,
questa volta alle provocazioni rispondiamo noi in prima persona («Quel cartellone di D&G», Italians 6 gennaio, lettera di Mattia Bellinzona, con tua risposta). Grazie per averci definiti artisti, Beppe, ma noi non abbiamo questa presunzione, siamo solamente stilisti: facciamo abiti! Per una volta che vogliamo distaccarci dal cliché tutto italiano di pizza e mandolino e vogliamo mostrare il nostro lato più colto, ci sentiamo dare degli ignoranti: destino beffardo!
Al contrario delle accuse di violenza gratuita, la campagna invernale di Dolce & Gabbana, pubblicizzando una collezione d'ispirazione napoleonica, si rifà a quell'epoca storica, citando le opere di Delacroix e David, l'immagine appare sgranata per dare l'impressione di essere una tela e le ferite sono create con un trucco volutamente teatrale e per nulla realistico.
Chi è più volgare? L'autore o il fruitore?

Domenico Dolce & Stefano Gabbana



Personalmente la risposta non mi convince molto. Ammetto la mia ignoranza e non riesco ad identificare la loro fonte di ispirazione, ma non potevano invece rifersi ad altre opere, ad esempio "La libertà che guida il popolo" (questa) che perlomeno ha un titolo bellissimo ??




(per i puristi: "interessevole" è una parola che ho inventato ora, perchè "interessante" mi sembrava eccessivo!!)

Per rifornire di elettricità un terzo dell’Italia, un’area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma. (Carlo Rubbia)
Kirbmarc
Inviato: 6/3/2007 19:45  Aggiornato: 6/3/2007 19:48
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 17/5/2006
Da: Arkadia-spazio profondo
Inviati: 1665
 Re: La "dignità" della donna
Bah,la censura buonista è sempre una grande stupidaggine.
Non sono certo le immagini dei cartelloni pubblicitarii ad incitare allo stupro.
Oppure crdete che Dylan Dog (quello degli anni 90 non la scialacquatura insipida buonista e anche un pò cattocomunista che Papà Bonelli ci propina di recente) incitasse al massacro?

dr_julius
Inviato: 6/3/2007 20:00  Aggiornato: 6/3/2007 20:00
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 11/8/2006
Da:
Inviati: 1637
 Re: La "dignità" della donna
Facendo un po' più attenzione, credo che il buon MM, nella sua involontaria gaffe, sia in "buona compagnia" con i giornalisti del corriere, oltre che con l'ANSA...

Sembra proprio un mistero sempre più fitto quale sia la vera immagine della campagna in oggetto!!

Infatti non si capisce, nella replica di D&G, se l'immagine corrisponda a qualcuna di quelle che abbiamo visto, dato che dicono:
"l'immagine appare sgranata per dare l'impressione di essere una tela e le ferite sono create con un trucco volutamente teatrale e per nulla realistico."

Io l'effetto "tela" e le ferite "teatrali" non le vedo da nessuna parte!
Forse sarò volgare, passi per l'ignoranza, ma mi fanno sentire anche cieco !

Per rifornire di elettricità un terzo dell’Italia, un’area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma. (Carlo Rubbia)
fiammifero
Inviato: 7/3/2007 11:40  Aggiornato: 7/3/2007 11:40
Sono certo di non sapere
Iscritto: 28/2/2005
Da: ROMA
Inviati: 5691
 Re: La "dignità" della donna
D & G hanno fotografato "fantasie sessuali " inconfessabili di molte donne in modo soft (vedi espressioni indifferenti degli uomini e non vogliose)
I famosi Dico non vi dicono niente?
Massimo la " festa della donna" è una commemorazione come altre per quello che fù e non per quello che è
(si commemorano sempre i morti )

Citazione:
le cose di cui ci sentiamo assolutamente certi non sono mai vere (Oscar Wilde)
Linucs
Inviato: 7/3/2007 13:31  Aggiornato: 7/3/2007 13:31
Sono certo di non sapere
Iscritto: 25/6/2004
Da:
Inviati: 3996
 Re: La "dignità" della donna
Il 7 Marzo non è il giorno della donna. Il 9 Marzo nemmeno. Nè lo sono il 12 Aprile, il 3 di Settembre o il 30 di Dicembre. L' 8 Marzo sì, l'8 Marzo è il giorno della donna. E questo già è un grosso problema. Il fatto che serva una giornata particolare per festeggiare - o commemorare - qualunque cosa, indica chiaramente che quella cosa è così particolare da meritarselo

Oppure indica una ricorrenza tanto inutile ed astratta da dover essere pubblicizzata - oppure imposta per legge - per ottenere quel minimo di attenzione utile alla sporca lobby di turno.

Il problema è che la sporca lobby di turno non sempre balza all'occhio ad un primo esame, e siccome ce ne sono almeno quattro o cinque ci vuole un po' per stanare il pollo dalla tana.


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