Inviato da Redazioneil 28/12/2007 4:40:00 (3999 letture)
Dopo essersi trovato più volte faccia a faccia con i pezzi grossi neocons (vedi filmato in coda), Ray McGovern ha scelto di rincarare la dose, schierandosi apertamente per l’impeachment (*) di Dick Cheney e George W. Bush.
Ray McGovern non è un “qualunque” agente della CIA che ha deciso di schierarsi contro l’amministrazione Bush: nella sua carriera quasi trentennale è stato a lungo incaricato dei “daily briefings“ presidenziali, sia per Ronald Reagan che per George H. Bush (padre di George W.). I “daily briefings” sono il rituale incontro, che avviene ogni mattina alle 8 alla Casa Bianca, nel quale alti personaggi della CIA e dell’FBI aggiornano il presidente sulle novità delle ultime 24 ore. E’ un compito delicatissimo e super-riservato, ovviamente, e coloro che ne sono responsabili hanno letteralmente in mano il futuro della nazione, in quanto controllano di fatto le informazioni di cui dispone – oppure “non” dispone – il presidente. Nei momenti cruciali i daily briefings vengono tenuti direttamente dagli stessi capi della CIA e dell’FBI.
Se c’è quindi un ex-agente CIA che sa bene di cosa parla è certamente Ray McGovern.
In una conferenza tenuta ieri alla Biblioteca Pubblica di Porthsmouth, McGovern ha sostenuto che ormai i capi d’accusa per dare inizio a un processo di impeachment contro l’attuale presidenza sono “overwhelming”, cioè “strabordanti”, sovrabbondanti, travolgenti.
In effetti, qualunque avvocatucolo fresco di laurea potrebbe oggi mettere insieme un quadro di accusa che comprenda i seguenti capi di imputazione:
1 - Aver violato il Charter delle Nazioni Unite, lanciando una guerra di aggressione illegittima contro l’Iraq, dopo aver ingannato il pubblico e il Parlamento con false motivazioni, e mettendo inutilmente a rischio l’incolumità dei propri militari.
2 - Aver violato leggi nazionali e internazionali autorizzando la tortura di migliaia di prigionieri, tenendo poi i medesimi nascosti ...
... al personale della Croce Rossa Internazionale.
3 - Aver violato la Costituzione arrestando e processando americani e stranieri con residenza legale senza seguire le procedure previste (due process), e negando loro il diritto all’assistenza legale.
4 - Aver violato la Convenzione di Ginevra prendendo di mira civili, giornalisti, ospedali e ambulanze, e aver usato armi illegali come il fosforo bianco o l’uranio impoverito.
5 - Aver violato la legge e la Costituzione americane intercettando senza autorizzazione migliaia di comunicazioni private dei loro cittadini.
6 - Aver violato più volte la Costituzione aggirando il Parlamento con “leggi speciali” non previste dalla medesima.
7 - Aver violato leggi statali e federali impedendo più volte lo svolgimento di elezioni politiche regolari. [Un eufemismo per “brogli elettorali”].
8 - Aver violato la legge nell’utilizzare propaganda e diffondere informazioni consapevolmente ingannevoli, e per aver rivelato l’identità di un’agente CIA a scopo di ritorsione politica e personale [caso Valery Plame].
9 - Aver violato la Costituzione nel perseguire una teoria del “potere esecutivo unificato” che desse al presidente poteri illimitati, avendo ostacolato le indagini parlamentari sulle azioni stesse del presidente, dopo aver abolito illegalmente il principio dell’Habeas Corpus, garantito dalla stessa Costituzione.
10 - Essersi resi colpevoli di negligenza lampante nel mancato aiuto alle popolazioni di New Orleans in occasione dell’uragano Katrina.
Come dire, rispetto al sesso orale di Clinton ci sarebbe da preoccuparsi un attimino di più.
Manca solo un piccolo particolare, però: non si trovano i voti sufficienti per avviare, e possibilmente concludere con successo, il processo di impeachment.
Già... Come mai i democratici - ci si domanda - che hanno la maggioranza sia alla Camera che al Senato, non colgono al volo questa occasione irripetibile per abbattere una volta per tutte l’odiato nemico, prenotandosi nel contempo una probabilissima vittoria alle prossime elezioni?
Qui si possono fare solo illazioni, naturalmente, ma mai come in questo caso “a pensar male si rischia di indovinare”. Non si tratta però di pensar male dei democratici, o meglio, non soltanto di loro: è vero infatti che sono tutti collusi fino all’osso, che sono tutti ricattabili, e che sono tutti (o quasi) potenzialmente comperabili, ma qui ci deve essere anche qualcosa di più.
Abbiamo infatti assistito al passaggio di una vera e propria meteora, chiamata Nancy Pelosi, che dopo essere arrivata a Washington con il dichiarato intento di porre fine alla guerra in Iraq, e di abbattere senza pietà la dittatura neoconservatrice, è letteralmente scomparsa nel nulla, nell’arco di pochi mesi. Ormai non ne sente più parlare nessuno. La stessa cosa si può dire per il suo corrispettivo Harry Reid, il leader della maggioranza democratica alla Camera (la Pelosi lo è di quella al Senato), che all’inizio le faceva regolarmente eco in parlamento, ma che da tempo compare ormai soltanto per inaugurare un ponte o un nuovo ospedale.
Tutti “comperati” così, a suon di bigliettoni, in così poco tempo, al punto da meritarsi l’epiteto ormai indelebile di “traditori del partito e del popolo democratico”? E’ vero che Nancy Pelosi, come ha denunciato lo stesso McGovern, ha la coscienza particolarmente sporca, dopo aver ammesso di essere stata al corrente per molti anni delle intercettazioni illegali da parte degli uomini di Bush, senza aver mai detto nulla, ma a mio parere la ricattabilità politica a questo punto non basta.
Non si può infatti non ricordare il clamoroso “salto nel buio“ – molto simile in tutto e per tutto – che fece Tom Daschle all’alba degli attentati dell’undici settembre. L’allora leader della minoranza democratica al Senato aveva pubblicamente denunciato le pressanti richieste giuntegli da Bush e Cheney di “non insistere troppo“ per una commissione parlamentare sull’undici settembre. Dopo essere stato per molti giorni sulle prime pagine, alla guida di un potenziale partito della chiarezza, scomparve improvvisamente di scena – insieme a quel partito, mai nato – e da allora non se ne seppe più nulla. Due anni dopo rinunciò addirittura alla candidatura presidenziale, da tempo preannunciata.
Nel frattempo era successo che i cattivi arabi avevano deciso di mandare proprio a lui – e non, ad esempio, a Rumsfeld, a Wolfowitz, o allo stesso Cheney, cioè a coloro che avallavano in quel periodo il massacro dei confratelli palestinesi – un delicata letterina all’antrace, di cui naturalmente erano entrati in possesso avendo le chiavi del laboratorio militare da cui proveniva lo “strain” incriminato.
Parimenti, due senatori particolarmente scomodi ai repubblicani, Mel Carnahan e Paul Wellstone, avevano fatto una pessima fine in due incidenti aerei molto curiosi e molto simili, proprio alla vigilia di una loro probabilissima rielezione (Carnahan, ex-governatore del Missouri, alle elezioni del 2000, e Wellstone, vera anima dei liberal democratici, a quelle del 2002). Per non contare un certo Jasper Baxter, il democratico che aveva avuto la sfortuna di essere invitato ad un seminario al 92° piano della Torre Sud (World Trade Center), proprio la mattina dell’11 settembre 2001.
Sono solo illazioni, come abbiamo detto, e nient’altro. Ma da gente che non ha esitato a far fuori tremila suoi concittadini e a massacrare un milione di civili iracheni, solo per portare avanti la propria agenda di controllo e di potere, davvero non dovremmo aspettarci delle “marachelle” di questo tipo?
Massimo Mazzucco
* IMPEACHMENT:
1) Secondo la Costituzione americana, la procedura di impeachment presidenziale può essere attuata solo dal Senato, e deve concludersi con due terzi dei voti a favore per diventare effettiva. (Clinton ad esempio dovette sottostare al processo, ma l’accusa non raggiunse il quorum per condannarlo).
2) Il termine “impeachment” non equivale a “impiccagione”, nel senso di punizione, ma a “impedimento”, nel senso di semplice rimozione dal pubblico ufficio. Non comporta cioè dirette conseguenze penali, ma solo operative.
RAY MC GOVERN accusa Rumsfeld di aver mentito sulle armi di distruzione di massa, mettendolo in gravi difficoltà:
VEDI ANCHE:
The political graveyard (Il cimitero politico), una pagina dedicata alle morti accidentali in aereo dei politici americani nella storia.
Re: L’impeachment è pronto. Manca soltanto il boia.
Già. Manca solo il boia: il popolo americano, o quanto meno la grande maggioranza di esso.
Nessuna Nancy Pelosi, nessun Harry Reid, Tom Daschle, Ron Paul, Ray Mac Govern, Robert Baer, Alex Jones o David Griffin sarà mai capace di sostituirsi da solo all'unico boia storicamente ed eticamente legittimato a portare il proprio governo sul patibolo: la maggioranza stessa dei cittadini. Non sto parlando di sondaggi. So bene che la popolarità dell'amministrazione Bush è in picchiata da mesi, che Ron Paul sta crescendo in Iowa, che più del 30% degli americani non crede alla versione ufficiale. Non è di questo che sto parlando. Se questi dati, pur incoraggianti, bastassero a cambiare le cose, non avremmo di che preoccuparci. Sto parlando di capacità di comprendere la realtà nelle sue attuali dimensioni geopolitiche, di arrivare a capire la gravità della situazione, di saper analizzare i fatti e determinare le cause, di avere una prospettiva storica e geografica che superi i confini del proprio naso; di propensione a organizzarsi in movimenti di massa superiori a qualche migliaio di sia pur lodevoli individui che gridano "9/11 was an inside job"; di determinazione a decidere il proprio futuro, di consapevolezza, informazione, capacità critica. Sto parlando, insomma, di propensione a scendere in piazza per mostrare concretamente e visivamente la propria insoddisfazione, di capacità di reagire adottando le necessarie contromisure in un passaggio storico decisivo come quello attuale. È questo che manca. È questo che, almeno per ora, fa mancare al Senato i voti per l'impeachment e crea in molti l'illusione che tutto si risolverà magicamente con la fine del secondo mandato Bush e l'elezione di un nuovo presidente, magari democratico. Già, tutto si risolve con il voto in democrazia. Peccato che le elezioni vengano truccate e i candidati pure.
Chiunque, da solo, per quanto animato da buone intenzioni, è sempre ricattabile, comprabile, eliminabile. D'altra parte è così che nascono gli eroi. E gli eroi, per definizione, sono destinati a immolarsi per quelli che non possono, non sanno o non vogliono reagire. C'è bisogno di eroi quando le soluzioni naturali e convenzionali falliscono. Insomma, non affidiamoci troppo ai vari Ray Mac Govern. Il loro buon esempio l'hanno già dato. Adesso tocca o toccherebbe alla massa. Già, la massa. Questo concetto desueto!
Diciamola tutta: gli americani non sono i francesi. Non sono abituati a tagliare la testa all'autorità costituita quando questa viene meno ai principi fondamentali che ne giustificano la sussistenza. È questa la vera, potentissima arma su cui fanno affidamento i vari Cheney e Wolfowitz: l'incapacità dei più di rendersi conto che il punto di non ritorno è ormai stato superato.
Quello che manca, lo sappiamo bene, non sono i capi d'accusa o le prove di tradimento che giustifichino una condanna sul patibolo. Manca il vero, legittimo boia che esegua la sentenza. Dorme o fa finta di non vedere. L'augurio è che non si svegli troppo tardi.
Magari fosse così facile scoprire la verità quanto dimostrare il falso (Cicerone)
Re: L’impeachment è pronto. Manca soltanto il boia.
Citazione:
Quello che manca, lo sappiamo bene, non sono i capi d'accusa o le prove di tradimento che giustifichino una condanna sul patibolo. Manca il vero, legittimo boia che esegua la sentenza. Dorme o fa finta di non vedere. L'augurio è che non si svegli troppo tardi.
ma stai parlando degli americani.... o degli italiani?!
Re: L’impeachment è pronto. Manca soltanto il boia.
Se voi siete complottisti vi dimostro come ragiona un vero complottista: li avete guardati bene in faccia questi soggetti? Non riuscite a vedere quella"strana" luce nei loro occhi? Questi sono o mentalmente controllati o, ipotesi peggiore, sono dei perfetti cloni azionati a comando per fare e non fare. Aaah.....finalmente un pò di sano complottismo !!!
Lo spettatore
Citazione:
Non metterti a discutere con un idiota. La gente potrebbe non accorgersi della differenza.
Re: L’impeachment è pronto. Manca soltanto il boia.
Ottimo articolo!... occorre solo dire che Bush e Cheney, al pari della Pelosi, di Giuliani e di tanti altri, altro non sono che 'comparse' le quali, una volta che non servono più possono essere tranquillamente 'rottamate'. La 'cabina di regia' che ha orchestrato l'11 settembre e la guerra contro l'Iraq e che sta orchestrando la guerra contro l'Iran e il resto dello 'Impero del Male' continuerà invece ad operare al sicuro da qualsiasi impeachment...
saluti!...
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... chè perder tempo a chi più sa più spiace... Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, III, 78
La nuova avatar resterà fino a quando la sentenza della Corte Europea che impone la rimozione del crocifisso dalle scuole italiane non sarà annullata...
Re: L’impeachment è pronto. Manca soltanto il boia.
La cosa che mi lascia basito è sentire le reazioni del pubblico. Ridacchiano come se si trattasse di una disputa fra due protagonisti di una situation comedy. Mi ricorda le parole di una persona da poco incontrata a cui spiegavo che il software andrebbe acquistato originale perchè i programmatori ci mangiano. Lui risponde: "Beh... tanto non li conosci..."
Re: L’impeachment è pronto. Manca soltanto il boia.
Purtroppo non bastano pochi volenterosi politici per cambiare le cose, poiché o vengono acquistati per il giusto prezzo o se si ostinano a fare i paladini fanno direttamente una brutta fine.
La scienza non è nient'altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell'umanità. - Nikola Tesla
Re: L’impeachment è pronto. Manca soltanto il boia.
Ormai dovrebbe esser chiaro, tanto più a chi vive in Italia, che repubblicani-democratici, destra-sinistra non sono che i binari su cui corre il treno del NWO.
Sarebbe ora di dare forme nuove all'attività politica, o almeno ridefinire i concetti di destra e sinistra nel periodo della globalizzazione, quando le categorie politiche di stato, classe, lavoro, perfino capitalismo sono evidentemente in frantumi.
Re: L’impeachment è pronto. Manca soltanto il boia.
ma siamo poi sicuri che alla maggioranza degli americani non stia bene controllare le fonti energetiche? Ormai li' sono...
Se ci si ricorda poi che il 30% degli americani non sa nemmeno l'anno in cui avvenne il 9/11, e' facile prospettare una lunga strada ancora da percorrere prima di vedere qualche risultato pratico contro quei pazzi assassini
Solo un abbattimento in volo puo' giustificare la presenza di resti d'aereo in un raggio di 14km Citazione:
Sir Edward: Chi lo dice,tu?Non dico che non sia vero, ma puoi dimostrarmelo?
Re: L’impeachment è pronto. Manca soltanto il boia.
e certo che manca il boia non pui pensare che istituzioni ufficiali facciano il boia non lo faranno mai. sono tutti conlusi anche chi si e pentito di essre colluso mantiene la sua posizione se no e cotto, e lui losa quindi chi resta? ma e chiaro ma siamo noi no non l'avevate capito ma siccome anche noi non siamo tutti uguali perfortuna ma su questi casi mi piacerebbe che lo fossimo solo su casi cosi importanti sintende, purtroppo e qui il problema perche ce chi acapito cosa succede e chi no allora come fare semplice invece di portare prove di carta dove solo pochi le capiscono,portiamo prove visive di questi personaggi mentre preparano questi atti per far capire al rincoglionito quello che fanno perche capisce solo quello che vede ed e lo stesso trucco che usano loro con noi semplice no.
Re: L’impeachment è pronto. Manca soltanto il boia.
Citazione:
Dopo essersi trovato più volte faccia a faccia con i pezzi grossi neocons (vedi filmato in coda), Ray McGovern ha scelto di rincarare la dose, schierandosi apertamente per l’impeachment (*) di Dick Cheney e George W. Bush.
Ray McGovern non è un “qualunque” agente della CIA che ha deciso di schierarsi contro l’amministrazione Bush: nella sua carriera quasi trentennale è stato a lungo incaricato dei “daily briefings“ presidenziali, sia per Ronald Reagan che per George H. Bush (padre di George W.). I “daily briefings” sono il rituale incontro, che avviene ogni mattina alle 8 alla Casa Bianca, nel quale alti personaggi della CIA e dell’FBI aggiornano il presidente sulle novità delle ultime 24 ore. E’ un compito delicatissimo e super-riservato, ovviamente, e coloro che ne sono responsabili hanno letteralmente in mano il futuro della nazione, in quanto controllano di fatto le informazioni di cui dispone – oppure “non” dispone – il presidente. Nei momenti cruciali i daily briefings vengono tenuti direttamente dagli stessi capi della CIA e dell’FBI.
Risottolineo: Citazione:
non è un “qualunque” agente della CIA
Non so perchè ma il fatto che questo "non qualunque" agente della CIA spinga per l'impeachment mi fa più più paura delle parole di Bush.
Che i neocons siano ormai fuori controllo posso anche ammetterlo, ma che i progetti di chi li ha usati siano tanto diversi faccio una gran fatica a mandarlo giù. E' la critica che ti rivolgo da lungo tempo Massimo. I neocons non sono IL problema. Come quel gruppetto di fanatici che organizzarono la "triangolazione di fuoco incrociato" che conosciamo tutti non erano affatto IL problema. E le parole di Kissinger sul rapporto del NIA non mi fuga questa convinzione, chissà perchè!
In nomine libertatis vincula edificamus. In nomine veritatis mendacia efferimus.
Re: L’impeachment è pronto. Manca soltanto il boia.
Citazione:
Che i neocons siano ormai fuori controllo posso anche ammetterlo, ma che i progetti di chi li ha usati siano tanto diversi faccio una gran fatica a mandarlo giù.
Ed infatti è molto inquietante che tutto ciò si stia smuovendo proprio ora con la cornice del crack economico degli USA a fare da sfondo...
Re: L’impeachment è pronto. Manca soltanto il boia.
Citazione:
Aver violato la Convenzione di Ginevra
Mi pare che non abbia più valore di legge negli USA (per i crimini commessi dal Pentagono, of course)... E questa cosa fa il paio con le accuse rivolte al Processo di Norimberga ai nazisti, con la disapplicazione selettiva della "obbedienza dovuta" per le truppe americane.
Re: L’impeachment è pronto. Manca soltanto il boia.
Per quanto riguarda la Pelosi il suo eclissarsi può fare solo bene ai democratici che apparentemente non debbono comportarsi come i repubblicani. La "politica" di entrambi deve essere identica,ma il presunto savoir fare dei democratici è visto come un punto a favore [da qualcuno] e dato ciò i democratici debbono esporla in modo diverso.
Il parlato della Pelosi ha rischiato di mettere in crisi questa diversità quando,fra le altre cose,afferma:"C'è chi sostiene che il conflitto israelo-palestinese ha a che fare con l'occupazione israeliana di Cisgiordania e Gaza. Ciò è assurdo. La storia del conflitto non ha nulla a che vedere con l'occupazione: ha a che vedere col diritto fondamentale di Israele all'esistenza". Qualcuno le avrà suggerito:queste cose lascia che le dicano i repubblicani
Redazione cit
Manca solo un piccolo particolare, però: non si trovano i voti sufficienti per avviare, e possibilmente concludere con successo, il processo di impeachment.
Già... Come mai i democratici - ci si domanda - che hanno la maggioranza sia alla Camera che al Senato, non colgono al volo questa occasione irripetibile per abbattere una volta per tutte l’odiato nemico, prenotandosi nel contempo una probabilissima vittoria alle prossime elezioni?
Forse per il motivo esposto sopra, volendo considerare che la politica estera in qualche modo è già stata tracciata. Quando gli stessi capi di accusa potrebbero essere "ritorti" contro futuri presidenti.
Articolo da spalle al muro un pò come il video quando si nota come Rumsfeld tenta di aggrapparsi alle parole di Mc Govern pur di sfuggire alla concretezza del contesto.
E come concreta-mente e cinica-mente dice Fiammifero morto un papa se ne fa un'altro:ci sarebbe Ron Paul così uguale a Papa Luciani,almeno così appare.
Poi leggo il pensiero di Lestaat e l'impari notato ma conosciuto mi butta un pò giù,ma da qualcosa pur bisogna inziare se quello che accade ormai non è più a livello territoriale ma planetario.
In questo la diversità della lingua non aiuta e come rete si dovrebbe organizzare una manifestazione a livello mondiale contro questo modo di governare il mondo...in fondo sono un sognatore.