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Dossier : La scienza della propaganda
Inviato da music-band il 4/3/2008 7:38:36 (11674 letture)


di Federico Povoleri

La propaganda è utilizzata in modo scientifico ed efficace da moltissimi anni. Si tratta di un argomento vastissimo e molto interessante come materia di studio; anche perché, conoscerne i meccanismi ci permette di sviluppare un naturale antidoto ai suoi effetti. Uno degli aspetti più interessanti infatti è il pensiero comune che: "Su di noi" non abbia effetto. Oppure che la propaganda sia semplicemente identificata come menzogna.
Non è così; il suo modus operandi non è sempre così facilmente identificabile, altrimenti potremmo dire davvero che: "Su di noi" non ha effetto. Invece, molte delle idee che, ne siamo convinti, appartengono al nostro libero pensiero, sono frutto della propaganda.

La propaganda infatti ha successo quando è invisibile e quando agisce a livello emozionale; facendo leva sull'emotività è infatti possibile far nascere naturalmente dei pensieri e delle idee che l'individuo riterrà sue. C'è da dire anche un'altra cosa: la propaganda è diversa per ogni paese in cui viene praticata. La propaganda Americana ad esempio, non potrebbe funzionare in Italia [...]


[...] e viceversa. Certi principi infatti, per quanto comuni a queste tecniche, vengono applicati in modi diversi a seconda del tipo di soggetto, del contesto storico politico e sociologico cui si rivolgono.

Utilizziamo ora come esempio due termini abbastanza antipatici: "Complottista" e "Debunker". I due termini, in questo contesto, definiscono bene due pensieri in totale antitesi, ma anche, se prestate attenzione, due "prodotti" della stessa fabbrica, appartenenti a due "schieramenti" (altro termine orrendo) convinti di possedere "la verità"; che ritengono essere un valore misurabile con una presunta superiorità intellettuale.

L'utilizzo di questi termini serve inoltre ad indicare chi, in effetti, si sente inserito in uno di questi due gruppi dimostrando di fatto, la sua incapacità di rinunciare ad un sentimento di "appartenenza". Molti di quelli che rivendicano la propria libertà di pensiero arrivano al paradosso nel concetto successivo in cui emerge il "Noi" siamo meglio di "Voi". Eppure non è molto difficile capire che il vero libero pensatore, non sarà mai un "debunker" né tantomeno un "Complottista"; per sua stessa definizione non può essere relegato in un'etichetta.

Chi ha il coraggio di scoprire quanto profonda è la tana del bianconiglio, guardando in faccia se stesso per vedere quanti "strati" emozionali gli si sono incollati addosso durante la sua esistenza, scoprirà come essi hanno determinato il suo "atteggiamento" presente; ma scoprirà anche che molti di questi strati gli sono stati trasmessi in modo sapiente e predeterminato senza che lui potesse rendersene conto.

No, non stiamo parlando di fantascienza, di "teorie" o di "deliri complottisti". Stiamo parlando di una scienza che è molto più studiata in America dove esiste un'ampia bibliografia che purtroppo è totalmente inesistente in Italia e dove, pochi lo sanno, esistono alcuni "Dizionari" che sono stati sviluppati con il preciso scopo di decodificare qualsiasi discorso scritto (ovviamente sono validi solo per la lingua inglese); per rivelare se esso contiene della propaganda. Alcuni di questi testi furono utilizzati in tribunale per dimostrare le accuse mosse contro una rivista americana ritenuta responsabile di fare "Propaganda Nazista". Il metodo scientifico utilizzato da questi testi è stato dunque riconosciuto e utilizzato in tribunale come prova per emettere una condanna. Sappiamo infatti che la Propaganda è vietata dalla costituzione e viene punita penalmente. Il fatto di possedere degli strumenti riconosciuti in grado di decodificare un testo è un fatto importantissimo...

...E tutto questo, crea un importante precedente che nessuno ha ancora pensato di utilizzare ad esempio per i fatti dell'11 settembre 2001. E' infatti dimostrabile utilizzando questi dizionari per decodificare tutti i discorsi scritti per il presidente Bush nei mesi antecedenti e successivi all'11 settembre 2001 (ma non solo, analizzando anche quelli finali dell'era Clinton), che è stata operata una massiccia operazione di propaganda sia prima che dopo i fatti. Ne escono dei grafici in cui è possibile individuarne con esattezza l'inizio e la sua evoluzione.
Ci sarebbero cioè tutti i precedenti per montare un processo con l'accusa di propaganda nei confronti del presidente Americano.

Le regole fondamentali della propaganda sono state enunciate nel 500 e in linea di massima sono tutt'ora seguite e valide.
Possiamo anche dire che Nicolò Machiavelli, considerato il massimo teorico del potere, è colui che per primo le ha enunciate. Ad esempio è stato proprio Machiavelli ad imporre una profonda trasformazione nel pensiero "Dell'etica" applicata alla politica.
Che gli uomini politici abbiano sempre mentito lo sanno tutti, ma di fatto, prima di Machiavelli la menzogna era comunque considerata anti-etica e contro la dignità anche se accettabile visto che per raggiungere i propri scopi veniva praticata abitualmente; mentre dopo di lui fu trasformata non soltanto in una necessità, ma in un vero e proprio imperativo indispensabile a qualunque uomo politico e quindi moralmente accettabile e giustificata. Machiavelli disse che non contano le "buone intenzioni" di un uomo politico; anche se sinceramente vuole agire per il bene del suo popolo o del suo paese, per arrivare al potere deve mentire alla gente; questo è un imperativo. La menzogna è una necessità senza la quale nessun uomo politico arriverà mai a capo di una nazione. E se volete soltanto un moderno esempio (tra le migliaia disponibili) di come questa regola aurea sia stata seguita alla perfezione, vi consigliamo di visionare il bellissimo film di Fernando Solanas: "Diario del saccheggio".

Ma torniamo a "noi", i "prodotti"! Immaginiamo dei prigionieri incatenati fin dall'infanzia nella profondità di una caverna con la testa e le membra bloccate a guardare la parete. Alle loro spalle viene acceso un fuoco e delle persone celate da un muro portano avanti e indietro degli oggetti rappresentanti animali, piante, uomini e altro. Il fuoco proietterebbe le ombre di questi oggetti sulla parete attirando l'attenzione dei prigionieri che di fatto non possono vedere altro. Se nel frattempo le persone che proiettano le ombre parlassero, la voce nella caverna produrrebbe un'eco inducendo i prigionieri a credere che provenga dalle ombre in movimento che vedono; e non sapendo cosa accade alle loro spalle, né avendo alcuna esperienza del mondo esterno (al di fuori della caverna) sarebbero portati ad interpretare quelle ombre come persone reali in un mondo reale.

Se poi liberassimo uno di questi prigionieri, e gli mostrassimo il fuoco e gli oggetti reali che proiettano solo delle ombre e sono manovrati da vere persone, in primo luogo sentirebbe un dolore acuto agli occhi non essendo abituato a vedere la luce direttamente, e poi considererebbe gli oggetti meno reali rispetto alle ombre cui è abituato; e anche se gli si spiegasse che il fuoco è ciò che provoca le ombre, rimarrebbe dubbioso e tornerebbe a volgere lo sguardo verso le immagini a lui familiari.

Se infine obbligassimo il prigioniero a fare esperienza del mondo reale trascinandolo fuori dalla caverna, prima di tutto resterebbe abbagliato dal sole soffrendo e trovandosi a disagio per essere stato trascinato via dalla caverna; e dovendosi abituare a quel nuovo mondo, inizialmente potrebbe guardare solo le ombre o i riflessi sull'acqua; soltanto con il tempo potrebbe osservare gli oggetti reali, e poi gli astri e il sole per capire che in un certo qual modo è esso il responsabile di quello che lui e i suoi compagni vedevano nella caverna.

A questo punto è probabile che il prigioniero, presa consapevolezza di questa nuova realtà, voglia tornare nella grotta per liberare i suoi compagni; ma verrebbe certamente deriso e forse anche ucciso se tentasse di portarli fuori da li.

500 anni prima di Cristo, Platone descrisse questa situazione nel "Mito della caverna" sul suo trattato sulla "Repubblica". Sappiamo infatti che era molto interessato alla politica e alla sociologia e la metafora di questo mito è esplicata nel fatto che l'uomo è prigioniero dell'opinione perché crede passivamente alle immagini delle cose sensibili (le ombre della caverna) e anche quando gli viene mostrato il reale, rimane legato all'opinione a causa del divenire dell'esistenza.

Per molti autori tra i quali Gramsci, Habermas, Parsons, Ellul, la propaganda entra in rapporto diretto con la struttura sociale. Di fatto, la propaganda altera la percezione della realtà; per Machiavelli quando lo Stato vuole iniziare un'azione poco popolare, crea preventivamente l'opinione pubblica adeguata. Per Kris la propaganda è un comando ipnotico in cui la persona dell'ipnotizzatore può restare invisibile.

Hitler nel Mein Leben afferma: "L'arte della propaganda si rivolge esclusivamente a far nascere una generale convinzione della realtà di un fatto, della inevitabilità di un avvenimento, della giustezza di qualcosa di fatale. E dacché essa non è necessità in se stessa, né può esserlo ché il suo compito consiste, come nel manifesto, nell'attirare l'attenzione della massa e non nell'istruire coloro che già son saputi o ancora cercano istruzione e conoscenza; così i suoi effetti devono sempre essere rivolti al sentimento, e solo limitatamente alla ragione."

Come la propaganda nazista era centrata sull'aspetto emozionale usando la manipolazione dei simboli e trasformando di fatto la depressione in paranoia che sfocia poi in una beatitudine maniacale, anche la paura del complotto gioca un ruolo fondamentale; la difesa dalla propaganda nemica può creare psicosi rievocando paure ancestrali. Il timore del complotto antinazionale, tema spesso utilizzato dai propagandisti genera nella fantasia popolare la costruzione e la diffusione di narrazioni attigue non prodotte direttamente dal gruppo di potere ma capace di dilagare nel tessuto sociale. E' l'irrazionale a dominare la sfera percettiva e non il razionale. Secondo Bon, per la folla, non esiste l'inverosimile.

Non crediamo sia possibile infatti parlare di 11 settembre senza capire che prima di tutto, si è trattato di un atto di propaganda manifestatosi prima, durante e dopo quegli eventi.
Osservare ciò che succede nelle diatribe infinite, nei concetti astratti, espressi con tanta cieca sicurezza che si tratti di farina del proprio sacco (sei tu un antiamericano, no tu un debunker...), è spesso più interessante, ma anche più inquietante se si analizza dal punto di vista dell'efficacia della propaganda sulle persone.

"Conosci dunque un qualche sistema per convincerli di questo mito?" "Per convincere loro", disse, "assolutamente no; semmai per convincere i loro figli e discendenti e la posterità in generale".
Platone, Repubblica, Libro III 414D

Federico Povoleri (Music Band)

=====

BIBLIOGRAFIA

Dizionario HARVARD IV
Questo dizionario (Harvard Psychosocial Dictionary) è particolarmente indirizzato all'analisi del linguaggio giornalistico. Una prima stesura nel 1975 contava 4000 termini che hanno superato i 10.000 nel 1998.

Dizionario LIWC
è un dizionario diviso in categorie elaborato dallo psicologo James W. Pennebaker della Lawrence Erlbaum Associates.
Questo dizionario è già stato utilizzato nella ricerca del falso nelle comunicazioni. Permette di filtrare un testo con 72 categorie analitiche che raccolgono 2059 lemmi cruciali, alcuni dei quali rappresentano dei veri e propri "Markers of Deception" (Marcatori della menzogna)

Dizionario RID
Il RID (Dizionario regressivo del linguaggio figurato) si compone di circa 3200 parole e radici di parole, assegnate a 29 categorie di cognizione primaria, a 7 categorie di cognizione secondaria ed a 7 categorie emozionali. Lo psicologo Colin Martindale che lo predispose tra il 1975 ed il 1990 lo pensò quale strumento per la separazione cognitiva tra il pensiero primordiale e il pensiero concettuale.

Dizionario POSNEG
è un dizionario che comprende l'insieme delle attribuzioni positive e negative che possono essere utilizzate per evidenziare la carica empatica di un testo

Gustave Le Bon "Psicologia delle Folle" (Milano: Longanesi prima ed. 1895)

Giovanni Sartori "Homo Videns: televisione e post-pensiero" (Laterza 1999)

Wilhelm Reich "Psicologia di massa del fascismo" (Mondadori 1971)

Daniele Rambaudi "Politica e argomentazione: strategia e tecniche del consenso nella società di massa" (Marzorati 1979)

Thomas Luckmann e Peter L. Berger "La realtà come costruzione sociale" (Il Mulino 1997)

P. Glisenti e R. Pesenti "Persuasori e persuasi: i mass media negli Usa degli anni 90" (Laterza 1990)

Edward Bernays "Propaganda" (New York H. Liveright 1928)

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Autore Albero
ivan
Inviato: 4/3/2008 7:53  Aggiornato: 4/3/2008 7:53
Sono certo di non sapere
Iscritto: 22/7/2004
Da: Bronx
Inviati: 11520
 Re: La scienza della propaganda
Condivisibile l'articolo nella sua sostanza, non condivisbile l'immaggine scelta da affiancare all'articolo.

corsy80
Inviato: 4/3/2008 9:19  Aggiornato: 4/3/2008 9:19
Ho qualche dubbio
Iscritto: 23/8/2006
Da:
Inviati: 41
 Re: La scienza della propaganda
Articolo interessante.
Oltretutto proprio stamattina volevo scrivere due righe su una certa propaganda che mi è capitato di vedere ieri sera in tv. Certo, “capitato” guardando “La Storia Siamo Noi” può sembrare un eufemismo, ma diciamo che sono stato attirato da questo documentario che cerco di descrivervi in due parole. Credo di non essere OT proprio perché si sta parlando di “opera propagandistica”.
Il docu si chaiam OIL STORM-EMERGENZA PETROLIO ed è una escalation di insinuazioni e falsità che per chi come me ha lo stomaco debole dovrebbe vedere a piccole dosi: Cerco di farne una breve cronologia:

-Il petrolio sta per finire
-Il petrolio per gli Stati Uniti è irrinunciabile
-Panico tra la popolazione perché il prezzo della benzina arriverà alle stelle (ma non è colpa nostra)
-Abbiamo delle riserve speciali, quindi siamo salvi
-Un attentato terroristico di una cellula di estremisti islamici probabilmente legata ad Al-Queida fa saltare in aria i giacimenti (in una scena vomitevole dove viene inscenato un finto Tg che trasmette l’estremista pregare ad Allah e a promettere il paradiso a “colui che si ucciderà per sconfiggere l’America).
-Il petrolio per gli Stati Uniti è irrinunciabile
-Panico tra la popolazione
-Il petrolio per gli Stati Uniti è irrinunciabile
-Panico tra la popolazione
-Il petrolio per gli Stati Uniti è irrinunciabile
-Panico tra la popolazione, che si rompe le palle e diventa violenta e di conseguenza rompicolgioni
-LA RUSSIA vende a buon prezzo il petrolio agli Usa, e partono due petroliere gigantesche dirette a salvare gli states.
-Le due petroliere ad un certo punto CAMBIANO ROTTA
-La Cina –cattiva perché è in eccessivo sviluppo economico- ha vigliaccamente aperto delle trattative con la Russia per comprare quel petrolio
-Siccome i ai Russi non interessa chi paga, ma chi paga di più daranno il petrolio alla Cina
-Il petrolio per gli Stati Uniti è irrinunciabile
-Panico tra la popolazione che è già violente e rompipalle, e adesso picchia anche i poliziotti (immagini di contadini incazzati e poliziotti feriti)
-Allo Stato non resta altro da fare che applicare la legge marziale (e mi ci avete obbligato voi ed è l’unica soluzione, noi siamo buoni e lo facciamo per voi)
-Colpo di scena: le navi Russe cambiano un’altra volta rotta perché degli ottimi diplomatici americani hanno ottenuto degli accordi e un partnership con i russi perché: LA RUSSIA HA LE RISERVE MA HA VECCHI IMPIANTI COMUNISTI, quindi gli americani forniranno i macchinari per AIUTARE la Russia nell’estrazione del petrolio
-Il petrolio per gli Stati Uniti è irrinunciabile, ma per un paio di giorni siamo apposto.
Fine del documentario MA:
In studio viene invitato il presidente di una società di “energia” (non sono riuscito a risalire al nome mi dispiace).
Domanda: E’ tutta fantascienza ciò che abbiamo visto?
Risposta: No, anzi è una visione ottimistica.
D: Ci sono alternative al petrolio?
R: No, anzi ne servirà sempre di più.
D: Come mai è così caro?
R: Il petrolio non è caro, sono gli arabi che speculano e hanno un guadagno, sul petrolio, del 70%. Poi la benzina costa cara perché in Italia è sovratassata. (Nota: i colossi del petrolio della famiglia Bush & Co. o chi altri neanche vengono menzionati).
Ma adesso arriva il bello, la parte che da sola vale la puntata:
D: Quindi come faremo?
R: Beh, si continueranno le guerre PER IL PETROLIO
D: (Per me così esplicito non se lo aspettava neanche Minoli) Ah, ma quindi le guerre non sono fatte per “esportare la democrazia”?
R: No, quella è una facciata, serve una guerre permanente per poter prendere il petrolio, e ora, dopo Iraq e (e altri paesi, scusate la memoria) si deve guardare a nuovi orizzonti.
D: Energie alternative? Prima o poi il petrolio finirà giusto?
R: No, non è vero, il petrolio non finirà, ce ne è tanto, ma ce l’hanno in Russia dove però non hanno le attrezzature adatte e quindi la soluzione è quella di una partnership.
FINE

Ora, ditemi per piacere che nessuno lo ha visto e che era un incubo che ho fatto addormentato sul divano. Siamo arrivati al punto che ormai si è sdoganato a tal punt il concetto di “guerra per il petrolio” che è diventato un dato sodato e quindi implicitamente accettato. Purtroppo, dopo la visione di una trasmissione così vomitevole resta poco da fare se non “accettare” con indignazione tutto questo. Datemi una alternativa al malox se c’è!

JILL: Suppongo che lei abbia avuto a che fare con molti terroristi...Quanti terroristi reali ha incontrato,Sam? /SAM: Terroristi reali? /JILL: Si…/SAM: E’ soltanto il mio primo giorno…[ BRAZIL, Terry Gilliam, 1984 ]
bunter24
Inviato: 4/3/2008 9:45  Aggiornato: 4/3/2008 9:45
Ho qualche dubbio
Iscritto: 7/9/2005
Da: Nebbiosa pianura padana
Inviati: 150
 Re: La scienza della propaganda
Ottimo articolo music-band... veramente .. mi ha dato dei punti di riferimento inattesi.
Inoltre condivido la sensazione di malessere di corsy80... nauseante....


"Prima o poi arriva l'ora in cui bisogna prendere una posizione che non è né sicura, né conveniente, né popolare: ma bisogna prenderla, perchè è giusta."
Martin Luther King
Pyter
Inviato: 4/3/2008 11:12  Aggiornato: 4/3/2008 11:12
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: La scienza della propaganda
Il problema che negli USA continuino a studiare la propaganda mentre in Italia no è abbastanza intuibile. Noi abbiamo una profonda tradizione che risale fino a
Macchiavelli e che è sfociata nel fascismo.Siamo noi i maestri, insieme ai tedeschi.
Perchè studiare cose che POSSIAMO FARE IN MODO NATURALE?
E riusciamo a farlo, contrariamente ad altri, senza dover organizzare complotti.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
BlSabbatH
Inviato: 4/3/2008 11:36  Aggiornato: 4/3/2008 11:42
Mi sento vacillare
Iscritto: 10/9/2005
Da: Bergamo
Inviati: 837
 Re: La scienza della propaganda
Citazione:
Il docu si chaiam OIL STORM-EMERGENZA PETROLIO ed è una escalation di insinuazioni e falsità che per chi come me ha lo stomaco debole dovrebbe vedere a piccole dosi...

l'ho visto anchio, però non ne sono rimasto nauseato.. anzi.. al di là della fiction a basso costo, è la prima volta che una voce dei petrolieri (l'esperto di numisma energie) afferma che l'esportazione della democrazia è lo zuccherino per i popolani ingenui..
che il petrolio per gli USA sia irrinunciabile è la verità, che le energie alternative non sopperiranno mai le fonti fossili è un'altra verità (con il sistema di consumi attuale) che i russi non fanno investimenti dall'epoca del gigantismo stalinista è ancora un'altra verità.. sfruttano da 50 anni gli impianti ex-sovietici senza dare 1 euro di investimento, ha ragione quando afferma che i russi fanno i finanzieri, ha ragione quando dice che ormai non si guarda più all'investimento che frutterà fra 20 o 30 anni ma solo a fine mese, in base alle pressioni della borsa e degli azionisti..
l'esperto inoltre ha parlato di come di petrolio ce ne sia una marea, e di come serva sempre più nuova tecnologia per estrarlo.. ha poi affermato che il limite non è il petrolio ma i gas serra.. insomma il succo del discorso dell'esperto è più o meno questo: con il nostro stile di vita siamo sul titanic e non ce ne rendiamo conto... in attesa dell'iceberg "cindia"...

com'è che ti ha nauseato? a me nauseano gli esperti del tg5 che parlano di guerra al terrorismo e del nuovo suv ecocompatibile

-- Under capitalism, man exploits man. Under communism, it's just the opposite. -- J.K. Galbraith
corsy80
Inviato: 4/3/2008 12:11  Aggiornato: 4/3/2008 12:11
Ho qualche dubbio
Iscritto: 23/8/2006
Da:
Inviati: 41
 Re: La scienza della propaganda
Ciao BlSabbatH,
a dire il vero è stao il Docu a causarmi la nausea.
Certo, quando l’esperto ha parlato di economia a brevissimo termine e dei comportamenti da finanzieri dei petrolieri non ha detto bugie, ma ciò che mi preoccupa di un discorso del genere è il modo con cui si da ormai per sodato che la “guerra permanente al petrolio” è necessaria. Per intenderci, non vedo per nulla con ottimismo il fatto che un petroliere vada in tv a trattare certi argomenti, anzi, il fatto che con una certa naturalezza venga ammesso che l’esportazione della democrazia è una balla colossale e che la verità è che c’è in gioco la nostra sopravvivenza mi è sembrato un comportamento voluto a far accettare questa realtà.
Ormai, visto che anche la casalinga di Buccinasco sa che esiste la “guerra per il petrolio”, quindi perché continuare a negarlo quando posso indisturbatamente e senza alcun contraddittorio andare a dire che, in verità, è indispensabile e lo dobbiamo accettare?
La trasmissione di ieri sera mi è sembrata grave proprio per questo, perché volta a spostare alcuni paletti in po’ più avanti e rimettere a sedere tutti buoni al loro posto.


OT
Leggo parecchio di cinema in internet e mi sono imbattuto in questo articolo
http://www.badtaste.it/index.php?option=com_content&task=view&id=3188&Itemid=152

ho risposto nell'apposito forum e in 4 righe guardate cosa è saltato fuori.
http://www.badtaste.it/forum/index.php?topic=658.0

JILL: Suppongo che lei abbia avuto a che fare con molti terroristi...Quanti terroristi reali ha incontrato,Sam? /SAM: Terroristi reali? /JILL: Si…/SAM: E’ soltanto il mio primo giorno…[ BRAZIL, Terry Gilliam, 1984 ]
Rickard
Inviato: 4/3/2008 13:01  Aggiornato: 4/3/2008 17:29
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 9/9/2007
Da: Un mondo pervaso di follia
Inviati: 1609
 Re: La scienza della propaganda
Interessante articolo music-band.
Interessante anche la suddivisione delle varie tecniche propagandistiche (probabilmente tutte annotate nei dizionari della propaganda)
Cito Sertes dal thread Debunking, CICAP e porcospini
Citazione:
1) La propaganda non dice cose false. Dice un insieme selezionato di cose vere per far giungere l'ascoltatore ad una conclusione prefissata, ma inesatta. Selezionando accuratamente quali verità dire e quali omettere si può far credere all'ascoltatore che la conclusione prefissata si sia formata autonomamente secondo il suo giudizio.

La scienza non è nient'altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell'umanità. - Nikola Tesla
music-band
Inviato: 4/3/2008 13:42  Aggiornato: 4/3/2008 13:42
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 6/10/2005
Da: Shangri-la
Inviati: 1680
 Re: La scienza della propaganda
Ciao Rick,

in effetti, Tonnies individua tre livelli di propaganda: La propaganda bianca che si potrebbe definire "educazionale", priva di inganni o inesattezze; la propaganda grigia (selettiva), e la propaganda nera; overossia altamente ingannevole, immorale, emotiva.

vi riporto una definizione di Propaganda tratta da uno studio su di essa:

La propaganda prevede in tutte le definizioni due attori, il mittente e il destinatario ed è un processo di comunicazione non paritario in cui il mittente cerca di persuadere il destinatario attraverso manipolazioni simboliche, ad avere atteggiamenti, comportamenti, cognizioni o scopi affini agli interessi o fede del mittente. Questo processo comunicazionale è incluso in una zona grigia che va dalla comunicazione semiparitaria con fonti note, alla comunicazione unidirezionale dalle fonti ignote o falsificate. La propaganda aumenta di intensità e muta i suoi caratteri salienti in presenza di un clima di partigianeria, la sua efficacia funzionale è strettamente correlata alla concomitanza di una crisi sistemica durante la quale un'interpretazione della realtà perde parte della sua legittimazione in favore di altri sistemi teoretici e legittimanti.

La propaganda agisce sia a livello conscio che a livello inconscio modificando opinioni e cognizioni grazie ad immagini evocative abilmente associate ai temi trattati. L'associazione tra temi e immagini costituisce il minimo comune denominatore metodologico tra le forme storicizzate di propaganda.

-Giancarlo Ghigi 2003-

Cinqui
Inviato: 4/3/2008 13:51  Aggiornato: 4/3/2008 13:51
Ho qualche dubbio
Iscritto: 24/3/2006
Da:
Inviati: 227
 Re: La scienza della propaganda
Citazione:

Ma adesso arriva il bello, la parte che da sola vale la puntata:
D: Quindi come faremo?
R: Beh, si continueranno le guerre PER IL PETROLIO
D: (Per me così esplicito non se lo aspettava neanche Minoli) Ah, ma quindi le guerre non sono fatte per “esportare la democrazia”?
R: No, quella è una facciata, serve una guerre permanente per poter prendere il petrolio, e ora, dopo Iraq e (e altri paesi, scusate la memoria) si deve guardare a nuovi orizzonti.
D: Energie alternative? Prima o poi il petrolio finirà giusto?
R: No, non è vero, il petrolio non finirà, ce ne è tanto, ma ce l’hanno in Russia dove però non hanno le attrezzature adatte e quindi la soluzione è quella di una partnership.
FINE

Ora, ditemi per piacere che nessuno lo ha visto e che era un incubo che ho fatto addormentato sul divano. Siamo arrivati al punto che ormai si è sdoganato a tal punt il concetto di “guerra per il petrolio” che è diventato un dato sodato e quindi implicitamente accettato. Purtroppo, dopo la visione di una trasmissione così vomitevole resta poco da fare se non “accettare” con indignazione tutto questo. Datemi una alternativa al malox se c’è!



Io ho visto giusto quel pezzetto li..quando ha detto la frase sull'export di democrazia, mi aspettavo la pubblicità e che alla ripresa delle trasmissioni si parlasse dell'orsetto knut!

Comunque sia, non mi sorprenderebbe scoprire che sia l'inizio di una naturalizzazione del concetto "ci serve, quindi ce lo andiamo a prendere con la forza", agli occhi della popolazione.

"Una bella donna non è colei di cui si lodano le gambe o le braccia, ma quella la cui bellezza complessiva è tale da togliere la possibilità di ammirare le singole parti..." - Seneca - .
carloooooo
Inviato: 4/3/2008 13:52  Aggiornato: 4/3/2008 13:52
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 9/7/2006
Da: marca gioiosa et amorosa
Inviati: 1386
 Re: La scienza della propaganda
Citazione:
Che gli uomini politici abbiano sempre mentito lo sanno tutti, ma di fatto, prima di Machiavelli la menzogna era comunque considerata anti-etica e contro la dignità anche se accettabile visto che per raggiungere i propri scopi veniva praticata abitualmente; mentre dopo di lui fu trasformata non soltanto in una necessità, ma in un vero e proprio imperativo indispensabile a qualunque uomo politico e quindi moralmente accettabile e giustificata. Machiavelli disse che non contano le "buone intenzioni" di un uomo politico; anche se sinceramente vuole agire per il bene del suo popolo o del suo paese, per arrivare al potere deve mentire alla gente; questo è un imperativo.


Volevo solo fare un appunto su Machiavelli, ché spesso secondo me viene mal interpretato. Il Prinicipe è semplicemente un manuale in cui vengono dati consigli per l'acquisizione e il mantenimento del potere, e in cui la componente morale non trova spazio. E' la politica che viene analizzata negli iuxta propria principia, come tipico dei trattati di quel periodo (basta vedere il elebre lavoro di Telesio), e non avrebbe senso farlo altrimenti.

Quindi l'opera di Machiavelli si pone su una posizione a-morale (o pre-morale). Non è vero dunque che la menzogna è "moralmente accettabile e giustificata", perché questi aggettivi implicano un giudizio etico in un discorso, quello del Principe, che di etico non ha nulla.

Per fare un esempio terra terra, allo stesso modo in cui un libro di cucina insegna a preparare l'arrosto e non pone al lettore problemi etici pur sacrosanti nei confronti dell'allevamento e della macellazione dei maiali, così Il Principe non si interessa di etica nella sua trattazione.

Non è affatto vero che per Machiavelli "il fine giustifica i mezzi" (frase che tra l'altro non è nemmeno sua). Machiavelli mostra al principe quali sono i mezzi per raggiungere un determinato obiettivo, e spetta a quest'ultimo - se lo vuole - valutarli da un punto di vista etico.

Carlo

CiEmme
Inviato: 4/3/2008 14:00  Aggiornato: 4/3/2008 14:00
Mi sento vacillare
Iscritto: 8/2/2008
Da: Roma
Inviati: 446
 Re: La scienza della propaganda
L'intervento di Rick mi pare la migliore definizione che si possa dare dell'attivita' di santa romana chiesa.....

In tal senso, il saggio del mentitore di Nietsche.....chi va contro le convenzioni sociali, viene messo alla gogna tacciandolo di menzogna (altra convenzione sociale).

Una bussola non dispensa dal remare.
music-band
Inviato: 4/3/2008 14:09  Aggiornato: 4/3/2008 14:09
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 6/10/2005
Da: Shangri-la
Inviati: 1680
 Re: La scienza della propaganda
Ciao Carlooo, credo che sia stato tu ad equivocare quello che ho scritto. Ho semplicemente riferito l'enunciato di Machiavelli sulla menzogna sottolineando come dopo di lui e quindi dei suoi scritti sia cambiata l'idea di etica rispetto alla menzogna politica. Questo è un fatto. Non mi sono espresso su ciò che Machiavelli considerava etico o meno.

Non si può infatti non considerare che la sua opera "Il Principe" è nata da tutta una serie di eventi ed osservazioni del contesto storico in cui viveva; ti riporto questo riassunto:

Il mattino del 16 febbraio 1491, un domenicano è incaricato per la prima volta di tenere messa nel Duomo di Santa Maria del Fiore a Firenze. Girolamo Savonarola è emiliano; il suo accento non è amato dai fiorentini e questo lo rende talmente insicuro che arrivò a dire: "Io non aveva né voce, né petto, né modo di predicare, anzi era in fastidio a ogni uomo il mio predicare".
Ma quel giorno le cose andarono diversamente; in Savonarola scaturì un'ira incontenibile, diretta verso la corruzione dilagante della sua Chiesa; si scagliò contro Lorenzo il Magnifico urlando che: "Il Bene e il Male di una città provengono dai suoi capi" e denunciando lo sfruttamento dei poveri, la falsificazione della moneta, e la pressione di tasse troppo onerose.
La predica galvanizzò la folla che si infiammò sostenendo il frate. Nell'aprile successivo, forte di questo risultato, e infischiandosene degli avvertimenti minacciosi della chiesa, Savonarola osò ancora di più arrivando a proporre la cacciata del principe dalla città.
Lorenzo il magnifico in qualche modo sembra accontentarlo morendo improvvisamente l'anno successivo, 1492, anno in cui venne scoperta l'america.
Approfittando dell'improvviso vuoto di potere e facendo leva sulle sue potenti arringhe; godendo inoltre dell'appoggio della signoria cittadina in contrasto ai medici e nonostante una scomunica annunciata; il 16 febbraio 1496, attorniato da una folla di 15.000 persone, parla nuovamente dal pulpito di Santa Maria del Fiore. E' il punto culminante della repubblica del Savonarola, un potere reale che governa per 4 anni la città.
L'ascesa del frate fustigatore, la rivolta di piazza, la fuga della dinastia dei Medici e una Firenze caparbiamente repubblicana, sono eventi seguiti con occhi attenti da un giovane Niccolò Machiavelli; il giovane intuisce l'impotenza dell'aristocrazia da cui la sua stessa famiglia proviene; un semplice frate con una tunica, aveva conquistato i cuori della gente più dei simboli e delle bandiere di famiglie principesche che rappresentavano ormai un potere marcio.
Nel 1513, colpevole di aver sostenuto la rivolta contro la potente famiglia Dei Medici, venne arrestato e torturato assieme a tutti gli amministratori della repubblica fiorentina e infine condannato al confino.
Fu in questo periodo di ozio forzato che colui che sarà considerato il massimo teorico del potere di tutti i tempi, da alla luce la sua opera principale: "Il Principe"

carloooooo
Inviato: 4/3/2008 14:37  Aggiornato: 4/3/2008 14:38
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 9/7/2006
Da: marca gioiosa et amorosa
Inviati: 1386
 Re: La scienza della propaganda
Music, il mio intervento non era rivolto a te in particolare, era solo una cosa che mi premeva dire, perché, come ho scritto, spesso il pensiero di Machiavelli viene interpretato con la formula "il fine giustifica i mezzi", che fa comodo - come dici tu stesso - proprio a chi detiene il potere politico.

Ciao

music-band
Inviato: 4/3/2008 14:44  Aggiornato: 4/3/2008 14:44
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 6/10/2005
Da: Shangri-la
Inviati: 1680
 Re: La scienza della propaganda
I'm sorry... Avevo capito male.

Andy17
Inviato: 4/3/2008 17:25  Aggiornato: 4/3/2008 17:25
Ho qualche dubbio
Iscritto: 8/11/2005
Da:
Inviati: 48
 Re: La scienza della propaganda
in pvt music-band mi ha consigliato di leggere "Propaganda" di Edward Bernays;

bene, il libro è senza diritti d'autore, chi volesse leggerlo trova il pdf
qui

Stand up and fight...
I'll stand up with you!!!
Sertes
Inviato: 4/3/2008 18:11  Aggiornato: 4/3/2008 18:11
Sono certo di non sapere
Iscritto: 19/6/2006
Da: Bologna
Inviati: 9236
 Re: La scienza della propaganda
Per chi è interessato alle tecniche usate nella propaganda:

http://www.sourcewatch.org/index.php?title=Propaganda_techniques

è indispensabile per chi vuole approfondire questo argomento leggersi quantomeno le quattro voci principali: Doublespeak, Fear, Glittering generalities e Name-Calling.

Nella sezione Doublespeak vengono elencati i termini usati nella propaganda con a fianco la reale spiegazione (come scriveva Musicband alcuni di questi termini sono calibrati per una platea americana, ma il senso si capisce):

communist: during the Cold War, any person, government or media that challenged American economic hegemony in the world.

(comunista: durante la Guerra Fredda, qualsiasi persona, governo o media che sfidava l'egemonia economica americana nel mondo)

La sezione Fear è quella più vicina al discorso Undici Settembre, ci sono addirittura alcuni discorsi del presidente Bush all'indomani dell'attacco.

Le Glittering generalities tratta parole di forte connotazione positiva di cui si fa grande abuso nella propaganda (libertà, democrazia) per guadagnare approvazione automatica nella platea

Ed infine Name-Calling spiega (indirettamente) il perchè è stato coniato il termine complottista: appiccicare un connotato fortemente negativo ad un gruppo per risolvere sul nascere un dibattito, senza doverci entrare.
"siete solo poveri complottisti, con voi che parliamo a fare?"


... vabbè tantovale che traduco i punti salienti e riposto qui il tutto.

Quando dici le cose come stanno, stai sulle palle a tanta gente
Thibault
Inviato: 4/3/2008 18:25  Aggiornato: 4/3/2008 18:25
Mi sento vacillare
Iscritto: 25/5/2006
Da: Un mondo folle
Inviati: 343
 Re: La scienza della propaganda
Premesso che secondo me Machiavelli è il più grande teorico politico di tutti i tempi (senza contare che al contrario di Platone, Hobbes, Marx e tanti altri non si inventa uno stato ideale dove lui, in qualità di filosofo o di elite illuminata comanda)
Il concetto alla base del principe è che anche un potere dispotico è meglio dell'anarchia (come ad esempio l'Iraq dimostra perfettamente) Pertanto il Principe ha in primis l'obbligo di evitare l'anarchia.
Machiavelli non ignora l'aspetto etico, semmai il principe non deve fermarsi al primo sguardo, ma riuscire a valutare tutte le conseguenze delle sue azioni. Il concetto non è che il fine giustifica i mezzi (in effetti sono in molti a credere che sia una frase di Machiavelli) ma la ragion di stato, il Principe non deve agire per il proprio tornaconto ma per il bene dello stato. Infatti Machiavelli prende come esempio del principe ideale Cesare Borgia, considerato uno dei governanti più duri e spietati del suo tempo, ma che diede grande prosperità al suo regno.Qui sta la differenza tra "violenza bene usata et male usata" Un principio che ricorda molto il Sun Tzu, altro testo molto simile come spirito.

E' una tranquilla notte di regime
Rugito
Inviato: 4/3/2008 18:45  Aggiornato: 4/3/2008 18:45
Ho qualche dubbio
Iscritto: 17/4/2007
Da: Napoli
Inviati: 105
 Re: La scienza della propaganda
O, saremo pure complottisti, ma se ci leggiamo tutta la bibliografia suggerita nell'articolo diventeremo dei complottisti molto cazzuti!

"How can the wicked smile while the world is burning?"
Sertes
Inviato: 4/3/2008 18:58  Aggiornato: 4/3/2008 19:01
Sono certo di non sapere
Iscritto: 19/6/2006
Da: Bologna
Inviati: 9236
 Re: La scienza della propaganda
Citazione:
in effetti, Tonnies individua tre livelli di propaganda: La propaganda bianca che si potrebbe definire "educazionale", priva di inganni o inesattezze; la propaganda grigia (selettiva), e la propaganda nera; overossia altamente ingannevole, immorale, emotiva.


Da profano mi ero imbattuto anche io in un'altra varietà di propaganda, e stavo quindi cercando di farne una definizione:
"una seconda varietà di propaganda fornisce all'ascoltatore tutti gli strumenti che gli permettono di accettare serenamente qualcosa che sà essere falso"

Incredibile? Beh mi spiego con un esempio: "siamo andati in Iraq per esportare democrazia".
Si tratta ovviamente di un affermazione falsa, oramai lo sanno anche i sassi. "esportare democrazia" è un esempio di doublespeak che significa "invadere ed occupare militarmente", anche questo ormai è noto anche a livello inconscio.

Allora perchè lo accettiamo? Perchè oltre al Doublespeak c'è anche la Glittering Word "democrazia", che ha come opposto "regime" o "dittatura".
La frase ci ricorda quindi che prima c'era un regime, e tutti riconoscono che anche la peggiore delle democrazie è meglio della migliore tra le dittature.

Quindi inconsciamente accettiamo la frase, pensando che "anche se non siamo andati in Iraq per far del bene, gli iracheni stanno meglio adesso di prima"

e tutto questo avviene automaticamente!!

Ovviamente se uno lucidamente considera che in Iraq non hanno la democrazia ma un occupazione militare, allora le cose cambiano.

Ecco perchè la moria di giornalisti... è palese che se il popolo americano sapesse quello che accade là le truppe sarebbero già rientrate da un bel pezzo... ma questa è un altra storia.

Quando dici le cose come stanno, stai sulle palle a tanta gente
carloooooo
Inviato: 4/3/2008 19:05  Aggiornato: 4/3/2008 19:05
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 9/7/2006
Da: marca gioiosa et amorosa
Inviati: 1386
 Re: La scienza della propaganda
Citazione:
senza contare che al contrario di Platone, Hobbes, Marx e tanti altri non si inventa uno stato ideale dove lui, in qualità di filosofo o di elite illuminata comanda


A dire il vero Marx dello Stato diceva che sarebbe morto di morte naturale.

Carlo

Pseudo
Inviato: 4/3/2008 19:22  Aggiornato: 4/3/2008 19:22
Ho qualche dubbio
Iscritto: 3/3/2008
Da:
Inviati: 66
 Re: La scienza della propaganda
Molto condivisibile. In effetti, e' dai tempi di Pericle che esiste il "genere", se non prima. Tutto sta a definire se il pluralismo sia reale o solo di facciata. Pluralita' di fonti non significa necessariamente pluralita' di attori. Dopo il crollo dell'URSS gli unici esperti in materia sono rimasti gli USA, che sono dotati anche di avanzatissime scuole militari di psyops. Temo che con la societa' di massa ci dovremo rassegnare a convivervi per parecchio.

Pseudo
Inviato: 4/3/2008 19:25  Aggiornato: 4/3/2008 19:25
Ho qualche dubbio
Iscritto: 3/3/2008
Da:
Inviati: 66
 Re: La scienza della propaganda
Citazione:
A dire il vero Marx dello Stato diceva che sarebbe morto di morte naturale.


Appunto, ma siccome la propaganda ora ci dice che era uno "statalista"...

clausneghe
Inviato: 4/3/2008 21:57  Aggiornato: 4/3/2008 22:03
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 17/4/2006
Da: nordcentro
Inviati: 1679
 Re: La scienza della propaganda
Citazione:
Datemi una alternativa al malox se c’è!


Buttare nel cesso la tv,per cominciare,caro Corsy80
E tirare lo siacquone

Ottimo esaustivo ponderato documentato articolo Musicband

Thibault
Inviato: 4/3/2008 22:30  Aggiornato: 4/3/2008 22:30
Mi sento vacillare
Iscritto: 25/5/2006
Da: Un mondo folle
Inviati: 343
 Re: La scienza della propaganda
Citazione:
A dire il vero Marx dello Stato diceva che sarebbe morto di morte naturale.


Nel caso specifico intendevo la dittatura del proletariato, guidata da una elite di liberi pensatori, cmq questa è una cosa mia sul pensiero che molti utopisti si vedono a capo del governo che reputano ideale.

Citazione:
La frase ci ricorda quindi che prima c'era un regime, e tutti riconoscono che anche la peggiore delle democrazie è meglio della migliore tra le dittature.


Su questo pensiero che effettivamente è diffuso avrei qualcosa da ridire

E' una tranquilla notte di regime
RiccardoII
Inviato: 5/3/2008 0:28  Aggiornato: 5/3/2008 0:28
Ho qualche dubbio
Iscritto: 25/10/2006
Da:
Inviati: 74
 Re: La scienza della propaganda
ciao Music Band,

vorrei chiedere a te o a chiunque sappia rispondermi dei chiarimenti sulle frasi:

Citazione:
Sappiamo infatti che era molto interessato alla politica e alla sociologia e la metafora di questo mito è esplicata nel fatto che l'uomo è prigioniero dell'opinione perché crede passivamente alle immagini delle cose sensibili (le ombre della caverna) e anche quando gli viene mostrato il reale, rimane legato all'opinione a causa del divenire dell'esistenza.


e

Citazione:
E' l'irrazionale a dominare la sfera percettiva e non il razionale. Secondo Bon, per la folla, non esiste l'inverosimile.


Grazie

Riccardo

P.S.: Citazione:
"Conosci dunque un qualche sistema per convincerli di questo mito?" "Per convincere loro", disse, "assolutamente no; semmai per convincere i loro figli e discendenti e la posterità in generale".


spiega anche quale sia questo sistema?...

bigdaddy
Inviato: 5/3/2008 9:23  Aggiornato: 5/3/2008 9:26
Ho qualche dubbio
Iscritto: 12/1/2006
Da: roma
Inviati: 293
 Re: La scienza della propaganda
Ottimo articolo, un articolo che si "sente", non frutto semplicemente dello studio dei temi trattati, ma soprattutto di un fortissimo e consapevole risveglio interiore.


Citazione:
Per molti autori tra i quali Gramsci, Habermas, Parsons, Ellul, la propaganda entra in rapporto diretto con la struttura sociale. Di fatto, la propaganda altera la percezione della realtà; per Machiavelli quando lo Stato vuole iniziare un'azione poco popolare, crea preventivamente l'opinione pubblica adeguata. Per Kris la propaganda è un comando ipnotico in cui la persona dell'ipnotizzatore può restare invisibile


Vorrei sottolineare che, a mio parere, nell'attuale fase di sviluppo occidentale non è "lo Stato" ad applicare la propaganda, ma un trasversale potere sovranazionale capace di adattare ed ottimizzare la propaganda ai singoli "Stati" nei quali opera, coordinando il tutto in maniera abbastanza evidente (per chi vuole vedere) e direi, anche efficiente.

Un altro spunto di riflessione può venire dal "fenomeno Grillo".
E' noto a tutti come prima della celebrazione dello scorso V-day, nessun media dell'establishment abbia speso anche solo 10 secondi per darne notizia.

Nei giorni seguenti, invece, era tangibile il febbrile dare conto del fatto e di tutto ciò che implicava, ma, la cosa interessante ai fini propagandistici, è stato il veder comparire il termine "ANTIPOLITICA" ogni qual volta si parlava di Grillo, molte volte anche senza citare lo stesso comico.

Altro "caso" interessante è notare come praticamente ogni "comune mortale" o "abitante della caverna" che dir si voglia, reagisca in maniera standard ogni volta che gli si parla di "scie chimiche", tutti indistintamente ti rispondono in maniera immediata ed automatica che si tratta di scie di condensa.

La maggioranza di loro no sa cosa sia una scia di condensa, ma sanno perfettamente che gli aerei le lasciano nel cielo...

Si potrebbe anche parlare del recente caso della lista dei professori sul blog, e del capo di imputazione per l'autore...

Da notare il fatto che il livello culturale medio dei nostri "politici" (ma anche di quelli di molti altri paesi), vicino allo zero, non è affatto sufficiente ad organizzare, orchestrare e gestire niente del genere.

Grazie ancora Federico per gli ottimi spunti.

Votarsi alla materia Frantuma le anime

Trovarsi nello spirito Unisce gli uomini

Vedere sé nell'altro Edifica mondi
Oidualc
Inviato: 5/6/2011 13:30  Aggiornato: 5/6/2011 13:30
So tutto
Iscritto: 24/5/2011
Da:
Inviati: 21
 Re: La scienza della propaganda
Bravo.... Secondo me manca un po' si sale poi il piatto e'ottimo

Ti accorgi che stai crescendo quando batti tuo padre a braccio di ferro. Ti accorgi che sei maturo quando lo lasci dinuovo vincere

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