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amministrazione Bush : Il New York Times scopre che la terra è rotonda
Inviato da Redazione il 23/4/2008 4:40:00 (5061 letture)



In America cominciano ad accorgersi che qualcosa deve essere andato storto, fra l’11 settembre del 2001 ed oggi. E naturalmente è il New York Times, punto fisso di riferimento di qualunque altro giornale al mondo, a guidare questa crociata di “risveglio” collettivo.

Al centro dell’attenzione, come molti già sanno, lo “scoop del secolo” di David Barstow, apparso sul NYT del 20 Aprile scorso, nel quale il giornalista americano rivelava al mondo quello che nessuno avrebbe mai osato sospettare prima di oggi: il Pentagono aveva allenato una squadra di “opinionisti militari” – pescandoli naturalmente nel laghetto dietro casa dei pensionati a 5 stelle – per influenzare i media nazionali sull’andamento della guerra in Iraq.

Roba da restare sbalorditi. Il Pentagono che decide addiritura di mentire al mondo, pur di portare avanti la propria strategia di conquista militare! (Strategia che nessuno conosce, fra l’altro, visto che sta stampata nero su bianco su un documento del PNAC del tutto anonimo e insignificante, intitolato semplicemente “La creazione di una futura forza dominante”).

Che sarebbe come stupirsi che Hitler vuole conquistare il mondo, dopo che Mein Kampf te lo trovi ormai anche in omaggio nel fustino del Dixan.

Ma tant’è: l’ipocrisia americana prevede anche questo rituale, nel complesso meccanismo “a pendolo”, che porta prima a calpestare i diritti del mondo per farsi i propri porci comodi, e poi a lavarsene vigorosamente le mani, come se tutto il male che è stato fatto fosse opera di perfetti sconosciuti. Lo hanno fatto con Norimberga, e non si vede perchè non debbano farlo anche con il Medio Oriente.

Eccoci quindi alla fase della “sorprendente e dolorosa scoperta del peccato”, con il dito che va comodamente a puntare su una persona - Donald Rumsfeld – che ormai ha dato le dimissioni da quasi un anno.

Naturalmente, dove fossero tutti i giornalisti del “migliore quotidiano del mondo”, mentre i cattivi generali ci mentivano dagli schermi dei telegiornali, ...

... non se lo domanda nessuno.

Quella che segue è la traduzione dei passaggi più interessanti del lungo articolo di Barstow, fattaci pervenire da Pino Cabras, autore del libro “Strategie per una guerra mondiale. Dall'11 settembre al delitto Bhutto” di cui abbiamo parlato di recente.

MESSAGE MACHINE; Behind TV Analysts, Pentagon’s Hidden Hand

LA MACCHINA DEL MESSAGGIO. Dietro agli analisti TV, la lunga mano del Pentagono.


di David Barstow – NYT - 20 aprile 2008

Nell’estate del 2005 l’amministrazione Bush doveva far fronte a una nuova ondata di critiche su Guantanamo: Il centro di detenzione era stato appena definito da Amnesty International come "il gulag dei nostri tempi", c’erano nuove accuse da parte degli esperti di diritti umani dell’Onu su degli abusi, mentre si estendevano gli appelli per farlo chiudere.

Gli esperti di comunicazione dell’Amministrazione risposero prontamente: un venerdì mattina presto caricarono un gruppo di ufficiali militari in pensione su uno dei jet solitamente usati dal vicepresidente Dick Cheney e li spedirono a Cuba farsi un giro, meticolosamente programmato, del campo di Guantanamo.

All’opinione pubblica questi personaggi risultano molto familiari perché comparsi decine di migliaia di volte in TV e alla radio in qualità di "analisti militari", il cui lungo periodo di servizio li ha investiti di capacità di giudizio autorevoli e attendibili sulle questioni del mondo post-11 settembre.

Tuttavia, come ha scoperto un attento esame di «The New Tork Times», ben celato dietro questa apparente imparzialità, esiste un apparato informativo del Pentagono che ha usato questi analisti per una campagna mirante a generare una copertura mediatica favorevole alle performance dell’Amministrazione in tempo di guerra.

La manovra - iniziata nel periodo di preparazione alla guerra in Iraq e ancora oggi in corso - ha cercato di sfruttare intese ideologiche e militari, oltre a far conto su una potente carta finanziaria: la maggior parte di questi analisti ha legami con i contractor militari, con interessi precisi proprio in quelle strategie di guerra che erano chiamati a commentare via etere.

Questi rapporti d’affari non sono mai stati divulgati al pubblico e talvolta nemmeno agli stessi network, ma nell'insieme gli uomini a bordo di quell’aereo per Guantanamo rappresentano più di 150 contractor militari, sia come lobbisti, dirigenti di alto rango, membri dei consigli di amministrazione, sia come consulenti. Tra le società sono ricomprese le più importanti del settore della Difesa, ma anche società più piccole, tutte parti di quel vasto agglomerato di contractor che si azzuffano tra loro per rastrellare centinaia di miliardi di dollari in commesse generate dalla guerra al terrorismo condotta dall’Amministrazione. E’ una concorrenza accanita, nella quale le informazioni riservate e un facile accesso agli alti ufficiali sono cose assai apprezzate.

Registrazioni e interviste mostrano in che modo l’amministrazione Bush abbia fatto uso del suo potere di controllo sull’accesso a tali informazioni cercando di trasformare gli analisti in una sorta di cavalli di Troia mediatici: uno strumento inteso a modellare la copertura dall’interno delle notizie sul terrorismo dei principali network radiotelevisivi.

I documenti dimostrano che gli analisti sono stati blanditi in centinaia di incontri riservati con i leader militari di più alto grado, compresi ufficiali con influenza decisiva in materia di contratti e bilanci. Sono stati portati in visita in Iraq e hanno avuto accesso a notizie d’intelligence classificate top-secret. Sono stati informati da funzionari di Casa Bianca, Dipartimento di Stato, Dipartimento di Giustizia, inclusi Dick Cheney, Alberto R. Gonzales e Stephen J. Hadley.

In cambio,i membri di questa compagine hanno fato da cassa di risonanza ai punti su cui si imperniava il messaggio dell’Amministrazione, talvolta anche quando sospettavano che le informazioni ricevute fossero false o gonfiate. Alcuni analisti hanno poi ammesso di aver messo a tacere i propri dubbi perché temevano di mettere in pericolo il loro accesso.

Taluni hanno anche espresso il rimorso per aver partecipato a quello che essi stessi ritengono uno sforzo volto a ingannare l’opinione pubblica americana con una propaganda travestita da "analisi militare indipendente".

«È come se ci avessero detto: "Noi abbiamo bisogno che vi leghiamo le vostre mani dietro la schiena e muoveremo la vostra bocca per voi"» racconta Robert S. Bevelacqua, un "berretto verde" a riposo, ex analista di Fox News.

Kenneth Allard, un ex analista militare della NBC che ha insegnato informazione di guerra alla National Defense University, ha dichiarato che la campagna corrispondeva esattamente a una sofisticata operazione di informazione: «questa era una precisa politica coerente e attiva».

Al deteriorarsi delle condizioni dell’Iraq, ha ricordato Allard, vide una distanza abissale fra quanto veniva detto riservatamente agli analisti e quanto è stato rivelato da inchieste e libri successivi.

«Notte e giorno», si è lamentato Allard, «ho avuto la sensazione che fossimo stati turlupinati»

Il Pentagono, da parte sua, difende i suoi rapporti con gli analisti militari, e sostiene di aver passato loro soltanto dati oggettivi sulla guerra.

Un portavoce del Pentagono, Bryan Whitman, ha detto che «lo scopo di tutto ciò non era altro che un onesto tentativo di informare il popolo americano».

Whitman ha aggiunto che era “abbastanza incredibile” pensare che dei militari in pensione potessero essere allenati e trasformati in «burattini del Dipartimento della Difesa». [...]

Molti analisti hanno negato con forza di essere stati cooptati o di aver consentito che i loro interessi economici esterni condizionassero i loro commenti via etere, e alcuni hanno usato la loro tribuna per criticare lo svolgimento della guerra. Diversi, come Jeffrey D. McCausland, un analista militare della CBS nonché lobbista dell’industria della difesa, hanno detto di aver puntualmente informato i loro network circa il loro lavoro esterno e si sono astenuti da trasmissioni che andassero a interferire con i loro interessi d’affari.

«Non sono qui per rappresentare l’Amministrazione», ha detto Mc Causland.

Alcuni funzionari dei network, nel frattempo, hanno ammesso solo una limitata consapevolezza delle interazioni dei loro analisti con l’Amministrazione. Hanno dichiarato che sebbene fossero sensibili rispetto a potenziali conflitti d’interesse, non applicarono tuttavia ai loro analisti gli stessi parametri etici cui sottostanno i loro dipendenti in merito agli interessi finanziari esterni. Hanno sostenuto che l’onere di rivelare i conflitti spettasse ai loro analisti. E hanno inoltre fatto notare che, qualunque fosse il contributo degli esperti militari, i molti giornalisti dei network hanno dato copertura alle notizie di guerra per anni in tutta la loro complessità.

A cinque anni di distanza dall’inizio della guerra in Iraq, la maggior parte dei dettagli di questa architettura e organizzazione della campagna del Pentagono non erano ancora stati rivelati, ma «The New York Times» è avuto successo nel far causa a carico del Dipartimento della Difesa per ottenere l’accesso a 8.000 pagine di messaggi e-mail, trascrizioni e documentazioni varie, che descrivono anni di riunioni riservate, viaggi in Iraq e a Guantanamo e una massiccia operazione del Pentagono sui temi chiave.

Questi documenti svelano un rapporto simbiotico nel quale le normali linee di demarcazione tra governo e giornalismo sono state travolte.

I documenti interni del Pentagono si riferiscono spesso agli analisti militari definendoli come "moltiplicatori della forza del messaggio", "surrogati" sui quali è possibile contare per dispensare gli "argomenti e i messaggi" dell’Amministrazione a milioni di americani "sotto forma di opinioni strettamente personali".

Dai documenti si ricava che nonostante molti analisti siano consulenti pagati dai network, con gettoni da 500 a 1000 dollari per ogni comparsata, durante gli incontri del Pentagono parlavano alle volte come se stessero operando dietro le linee nemiche. Alcuni suggerirono al Pentagono dei trucchi per aver la meglio sui network [...].

Alcuni avvisarono di storie in programmazione o spedirono al Pentagono copie della loro corrispondenza con i direttori dei notiziari. Molti – anche se certamente non tutti – ripeterono in buona fede i temi chiave tesi a replicare alle critiche. [...]

In svariate occasioni risulta dai documenti che l’Amministrazione ha reclutato gli analisti quasi fossero una forza di intervento rapido volta a smentire colpo su colpo quel che veniva considerato come una copertura mediatica negativa dei fatti, tra cui certi servizi degli stessi corrispondenti dei network dal Pentagono. Ad esempio, quando alcuni articoli rivelarono che i soldati in Iraq stavano morendo a causa dell’inadeguatezza delle loro protezioni personali, un alto funzionario del Pentagono scrisse ai colleghi: «Credo che i nostri analisti, opportunamente preparati, possano controbattere in questa arena».

I documenti rilasciati dal Pentagono non mostrano alcun do ut des in tema di commenti e contratti. Ma alcuni analisti hanno detto che hanno usato l’accesso speciale come un’opportunità di marketing e di relazioni o per affacciarsi a future possibilità d’affari.

John C. Garrett è un colonnello dei Marine in pensione e analista non retribuito per i canali TV e radio di Fox News. È anche un lobbista alla Patton Boggs, un’impresa che aiuta le aziende a vincere contratti con il Pentagono, anche in Iraq. Nei suoi materiali promozionali, dichiara di essere «aggiornato a cadenza settimanale con accessi e incontri con il segretario della difesa, il presidente dei Joints Chiefs of Staff (gli stati maggiori riuniti delle varie armi, NdT) nonché di altre importanti figure decisionali ad alto livello dell’Amministrazione.» Un cliente riferì agli investitori che gli accessi speciali e i decenni di esperienza di Garrett lo hanno aiutato «a sapere in anticipo – e in dettaglio – il modo migliore di soddisfare i bisogni» del Dipartimento della Difesa e di altre agenzie.

Nelle interviste Garrett ha detto che c’era un inevitabile sovrapposizione nel suo duplice ruolo. Ha ammesso di aver ottenuto «informazioni che altrimenti non otterresti» grazie agli incontri e ai tre viaggi in Iraq sponsorizzati dal Pentagono. Ha altresì riconosciuto di aver usato il suo accesso e le sue informazioni per identificare opportunità per i clienti [...].

Allo stesso tempo, in una e-mail al Pentagono, Garrett esibì un grande zelo nel voler essere d’aiuto con i suoi commenti per TV e radio. «Per favore fatemi sapere se avete qualsiasi punto specifico che intendete affrontare o che preferite minimizzare», scrisse nel gennaio 2007, prima che il presidente Bush andasse in TV a descrivere la strategia di ripresa (surge) in Iraq.

Per contro, molti analisti hanno detto che l’Amministrazione ha dimostrato che c’è un prezzo da pagare nel sostenere le critiche. «Perderete ogni accesso» ha detto uno di loro, McCausland. [...]

Già all’inizio del 2002 era in corso una pianificazione dettagliata per una possibile invasione dell’Iraq, ma si evidenziava ancora un ostacolo. Molti americani, come risultava dai sondaggi, erano poco inclini a invadere un Paese senza alcuna chiara connessione con gli attentati dell’11 settembre. I funzionari del Pentagono e della Casa Bianca ritennero che gli analisti militari avrebbero potuto avere un ruolo cruciale per aiutare a prendere il sopravvento su tale resistenza.

Torie Clarke, l’ex sottosegretaria alla Difesa per gli affari pubblici che sovrintendeva alle pubbliche relazioni e ai rapporti del Pentagono con gli analisti, giunse al suo incarico con idee precise sul modo in cui si doveva ottenere quel che lei chiamava “dominanza informativa”. In una cultura mediatica satura di persuasioni occulte, l’opinione viene influenzata per lo più dalla voce di chi sia percepito come figura autorevole e del tutto indipendente.

Così, ancora prima dell’11 settembre, aveva costruito all’interno del Pentagono un sistema volto a reclutare "persone con influenza cruciale", in procinto di congedarsi o di cambiare attività, che con un’assistenza adeguata avrebbero potuto divenire elementi su cui far conto per far sorgere un sostegno popolare alle priorità dettate da Rumsfeld.

Nei mesi che seguirono l’11 settembre, quando ogni network si precipitava per accaparrarsi la propria squadra all-star di ufficiali militari in pensione, la signora Clarke e i suoi collaboratori intuirono una nuova opportunità. Per la squadra della Clarke, gli analisti militari erano il massimo quanto a "persone con influenza cruciale": autorevoli, e in maggioranza decorati come eroi di guerra, tutti in grado di raggiungere una vasta audience.

Gli analisti, notavano, spesso catturavano per più tempo gli spettatori rispetto ai corrispondenti dei network, e non stavano semplicemente spiegando le capacità degli elicotteri Apache. Stavano strutturando il modo in cui gli spettatori dovevano interpretare gli eventi. Inoltre, mentre gli analisti erano dentro i media delle notizie, non ne facevano parte. Erano uomini militari, molti dei quali sintonizzati ideologicamente con la squadra di cervelli neoconservatori dell’Amministrazione, dei quali molti avevano un ruolo chiave presso un’industria militare che si attendeva grandi incrementi nel bilancio in vista di una guerra in Iraq. [...]

Un po’ alla volta il Pentagono è arrivato a reclutare più di 75 ufficiali in pensione, sebbene alcuni abbiano partecipato solo brevemente e occasionalmente. Il contingente più numeroso è stato affiliato a Fox News, seguito dalla NBC e dalla CNN. Ma furono inclusi anche gli analisti della CBS e dell’ABC. Alcuni di loro, anche se non erano sul libro paga di alcun network, riuscivano a essere influenti in altri modi, sia perché ospiti di trasmissioni radiofoniche, sia perché spesso scrivevano editoriali o perché venivano citati da riviste, siti web e giornali. Almeno nove di loro hanno scritto articoli di commento per il «New York Times».

Fonte NYT

Traduzione di Pino Cabras.

Sul sito di Cabras trovate tutti i link relativi all’articolo in questione.

QUI potete scaricare tutti i documenti originali che stanno al cuore dello scoop di Barstow. Segnaliamo soprattutto il file “transcript.pdf”, una trascrizione completa dell’incontro fra Rumsreld e i suoi “analisti militari”, da cui si evince la chiara intenzione, da parte di tutti, di ingannare il pubblico americano – che nel documento viene spregevolmente chiamato “Joe America” - tramite i network nazionali.

Chi non riuscisse ad accedere all’articolo originale del NYT, può scaricarlo QUI.

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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
edo
Inviato: 23/4/2008 8:40  Aggiornato: 23/4/2008 8:40
Sono certo di non sapere
Iscritto: 9/2/2006
Da: casa
Inviati: 3254
 Re: Il New York Times scopre che la terra è rotonda
La ci-viltà di cui facciamo parte è ancoratissima al rassicurante (?) conceto di capro espiatorio.
La caccia alle streghe è dietro l'angolo ed i monty pyton non hanno insegnato niente (sopratutto a chi non li conosce), certo che l'homo sapiens fa' una fatica boia ad andare oltr il suo attuale stadio evolutivo; e l'ipocrisia ha, nel tenerlo in questa condizione, l'effetto dell'oppio.

RELAZIONI PERICOLOSE -il movimento sionista e la germania nazista-Faris Yahia La Citta Del Sole Napoli
alexg
Inviato: 23/4/2008 8:55  Aggiornato: 23/4/2008 8:55
Ho qualche dubbio
Iscritto: 11/5/2006
Da: Lecce
Inviati: 125
 Re: Il New York Times scopre che la terra è rotonda
Sono curioso di sapere cosa ne pensa Attivissimo.

Ci sono due errori che si possono fare lungo la via verso la verità...non andare fino in fondo, e non iniziare.

"Democrazia" è due lupi e una pecora che decidono ai voti cosa mangiare.
"Libertà" è la pecora ben armata che contesta il voto.
cocis
Inviato: 23/4/2008 9:01  Aggiornato: 23/4/2008 9:02
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 11/1/2006
Da: TV veneto
Inviati: 1321
 Re: Il New York Times scopre che la terra è rotonda
Citazione:
Autore: alexg Inviato: 23/4/2008 8:55:17

Sono curioso di sapere cosa ne pensa Attivissimo.



sarà in vacanza..


GLI EMIRATI ARABI PUNTANO AL NUCLEARE

Freeman
Inviato: 23/4/2008 9:22  Aggiornato: 23/4/2008 9:22
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 31/7/2006
Da: NiggahCity
Inviati: 1858
 Re: Il New York Times scopre che la terra è rotonda
Citazione:
Tuttavia, come ha scoperto un attento esame di «The New Tork Times»...

... e come i "complottisti" vanno ripetendo da anni, sbeffeggiati come visionari dagli attivissimi debunker.
"Attento esame" mi fa davvero ridere, bastava guardarsi intorno, per capirlo.
Essendo disposti a vedere, ovviamente.

Strano poi come le "notizie" vengano scoperte solo dopo essersi assicurati la disponibilità di un comodo quanto evanescente capro espiatorio (stavolta è toccato a Rumsfeld).

M. Travaglio: "io sono filoisraeliano per convinzione, perché adoro israele e gli ebrei, [...] perché conosco la storia, perché ho imparato la pietà studiando i campi di concentramento, perché rifuggo dai ricatti emotivi e amo le democrazie"
Palermo
Inviato: 23/4/2008 9:49  Aggiornato: 23/4/2008 9:49
Ho qualche dubbio
Iscritto: 23/8/2006
Da: Palermo
Inviati: 67
 Re: Il New York Times scopre che la terra è rotonda
Il 25 Aprile liberatevi dalla disinformazione. V2-DAY in tutte le piazze d'Italia! Venite a firmare per i referendum!

Vorrei cambiare il mondo.... ma ho perso lo scontrino.
Daniele
Inviato: 23/4/2008 10:01  Aggiornato: 23/4/2008 10:02
Ho qualche dubbio
Iscritto: 27/12/2005
Da: Trentino
Inviati: 121
 Re: Il New York Times scopre che la terra è rotonda
Scusate l'OT, ma non sapevo dove segnalarlo.

Braccialetto Taser in aereo?

Ma sono pazzi?

bigdaddy
Inviato: 23/4/2008 14:30  Aggiornato: 23/4/2008 14:30
Ho qualche dubbio
Iscritto: 12/1/2006
Da: roma
Inviati: 284
 Re: Il New York Times scopre che la terra è rotonda
Visto che non ci siamo riusciti noi "complottisti" ad aprire gli occhi a chi ci sta intorno magari ci riuscirà il NYT

Certo che ora sai aprono un bel po di fronti interessanti sul "telavevodettismo"......

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Pyter
Inviato: 23/4/2008 15:11  Aggiornato: 23/4/2008 15:11
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 2654
 Re: Il New York Times scopre che la terra è rotonda
alexg :
Sono curioso di sapere cosa ne pensa Attivissimo.

Eccola:

" Nego nella maniera più assoluta, in modo categorico e certo, che esista un video, un'intervista o un qualsiasi documento firmato da Rumsfeld, nel quale lui affermi esplicitamente che "la Terra è piatta".
Se così non fosse mostratemi un solo LINK attendibile e allora potremmo iniziare a ragionare come tra persone serie."

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
Redazione
Inviato: 23/4/2008 16:31  Aggiornato: 23/4/2008 16:36
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 13532
 Re: Il New York Times scopre che la terra è rotonda
Quando è uscito l'articolo, ho mandato al NYT questa lettera:

RE. "Behind Analysts, the Pentagon’s Hidden Hand" (April 20, 08)

The “Trojan Horse Theory” presented in your article makes perfect sense, especially if viewed in the broader context of this administration’s general tendency to “misrepresent” facts to their own advantage.

On the other hand, however, isn’t the role of the New York Times -- and other important papers – to act as watchdogs over this kind of information, and how much blame should such papers accept for not having blown the whistle earlier on many of these important issues?

(traduzione)

La teoria del cavallo di troia, formulata nel vostro articolo, appare del tutto valida, soprattutto se si considera il più ampio contesto della tendenza di questa amministrazione a deformare regolarmente la rappresentazione dei fatti a proprio favore.

D'altra parte, non dovrebbe essere il ruolo del NYT - e di altre testate importanti - di verificare regolarmente questo genere di informazioni, e quanta colpa dovrebbero assumersi queste testate per non aver lanciato prima l'allarme su argomenti di tale importanza?

Temo che non l'abbiano pubblicata.

Pare però che siano arrivate 1400 lettere, e che molte fossero sullo stesso tono.

Alla domanda generica di "perchè solo oggi?", Barstow ha risposto dicendo che "ci sono voluti 8 mesi solo per ottenere i documenti su cui è basato l'articolo".

Secondo me, se evitava di rispondere era meglio.

Redazione
Inviato: 23/4/2008 16:39  Aggiornato: 23/4/2008 16:39
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 13532
 Re: Il New York Times scopre che la terra è rotonda
"Ci-viltà" e "telavevodettismo". Due neologismi molto interessanti.

Rugito
Inviato: 23/4/2008 17:41  Aggiornato: 23/4/2008 17:41
Ho qualche dubbio
Iscritto: 17/4/2007
Da: Napoli
Inviati: 105
 Re: Il New York Times scopre che la terra è rotonda
Secondo me la risposta del "ci sono voluti 8mesi..." e' perfettamente plausibile, poiche' sarebbe stata una follia per una testata giornalistica cosi' seria e importante pubblicare un articolo cosi' compromettente e coraggioso senza una copertura di documenti attendibili. Meno male che ci sono ancora i bravi giornalisti, grazie ai quali riescano a venir fuori delle informazioni scottanti.

"How can the wicked smile while the world is burning?"
bigdaddy
Inviato: 23/4/2008 18:05  Aggiornato: 23/4/2008 18:05
Ho qualche dubbio
Iscritto: 12/1/2006
Da: roma
Inviati: 284
 Re: Il New York Times scopre che la terra è rotonda
Citazione:
Meno male che ci sono ancora i bravi giornalisti, grazie ai quali riescano a venir fuori delle informazioni scottanti.


LOL

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Redazione
Inviato: 23/4/2008 18:08  Aggiornato: 23/4/2008 18:08
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 13532
 Re: Il New York Times scopre che la terra è rotonda
RUGITO: "sarebbe stata una follia per una testata giornalistica cosi' seria e importante pubblicare un articolo cosi' compromettente e coraggioso senza una copertura di documenti attendibili."

Verissimo, concordo in pieno. Nel frattempo però qualche dubbio si poteva pure avanzarlo, invece di avallare regolarmente le puttanate mastodontiche che chi raccontava questa gente.

Il documento è servito a dimostrare che c'era un accordo dietro alle quinte, ma per mettere in dubbio che la guerra in Iraq andasse "benissimo" non era certo necessario quello.

La verità è che alla lobby ebraica fino a ieri andava benissimo di "non vedere". Oggi invece che l'aria sta cambiando, si adeguano velocemente, dopo aver ottenuto comunque ciò che volevano (la mano libera di Israele nel devastare i territori palestinesi).

hi-speed
Inviato: 23/4/2008 18:15  Aggiornato: 23/4/2008 18:15
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 28/12/2004
Da: preda lunga
Inviati: 2785
 Re: Il New York Times scopre che la terra è rotonda
Citazione:
Nel frattempo però qualche dubbio si poteva pure avanzarlo, invece di avallare regolarmente le puttanate mastodontiche che chi raccontava questa gente.


Nel frattempo però le puttanate mastodontiche, avvallate pure da attivo, si moltiplicano e ce le raccontano ancora.

Al qaeiouda scagiona islaele

hi-speed

Cosa Sta Succedendo? Madre, madre Ci sono troppi di voi che piangono Fratello, fratello, fratello Ci sono troppi di voi che stanno morendo Sai che dobbiamo trovare una maniera Per portare un pò di amore qui oggi
Orwell84
Inviato: 23/4/2008 18:18  Aggiornato: 23/4/2008 18:18
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 7/3/2006
Da: Ground Zero
Inviati: 1050
 Re: Il New York Times scopre che la terra è rotonda
Citazione:
MESSAGE MACHINE; Behind TV Analysts, Pentagon’s Hidden Hand


Comunque bastava leggere nelle righe. Ci saremmo subito accorti che ci stavano prendendo per il culo.

Redazione
Inviato: 23/4/2008 18:24  Aggiornato: 23/4/2008 18:24
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 13532
 Re: Il New York Times scopre che la terra è rotonda
HI_ SPEED: "Al Qaeda scagiona Israele sull’11 settembre!"

Ti giuro, ho ancora le lacrime agli occhi.

Sarebbe come dire "Mediaset scagiona Berlusconi: non fu lui a pagare le tangenti"

Dok
Inviato: 23/4/2008 19:55  Aggiornato: 23/4/2008 19:55
So tutto
Iscritto: 3/12/2007
Da: Milano
Inviati: 6
 Re: Il New York Times scopre che la terra è rotonda
Scusate l'intervento inutile nel merito, ma credo che nello zip dell'articolo manchino le immagini, e i links relativi.

Per tornare un pochino nel merito, devo dire che alla lunga il morbo di Ashcroft comincia a dare i suoi effetti... infatti dopo un pò di martellamenti, e dopo un pò di volte che mi sono preso del comunista da destra e da manca (si si mi sono sentito dare del comunista anche da amici di sinistra) soprattutto in pausa pranzo, ora anche il mio capo s'è accorto che c'è qualcosa che non va nell'11 settembre!
MIRACOLO!!
Il prossimo obbiettivo sono le scie chimiche e la mafiosità e massoneria del nostro amatissimo premier e del suo seguito..
Per le scie chimiche ce la posso fare, ma per Silvio mi sa che è già troppo tardi... :D:D


Buona vita!

rekit
Inviato: 23/4/2008 21:04  Aggiornato: 23/4/2008 21:04
Mi sento vacillare
Iscritto: 11/9/2006
Da:
Inviati: 665
 Re: Il New York Times scopre che la terra è rotonda
....ma non si era detto fosse cava?......


scusate la battutaccia...non sono riuscito a trattenerla.


cit:
Il prossimo obbiettivo sono le scie chimiche e la mafiosità e massoneria del nostro amatissimo premier e del suo seguito..
Per le scie chimiche ce la posso fare, ma per Silvio mi sa che è già troppo tardi... :D:D
...................................................

in che anno e' stato scoperto che la terra fosse rotonda?

dimostra il fatto che NON E' MAI TROPPO TARDI!

Redazione
Inviato: 23/4/2008 21:41  Aggiornato: 23/4/2008 21:41
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 13532
 Re: Il New York Times scopre che la terra è rotonda
DOK: Lo so che mancano le immagini, per qualche motivo non sono riuscito a zippare insieme le pagine con i relativi folder (Winzip "si rifiuta")

"Accontentati" del testo, oppure vai sul NYT e trovi tutto.

°°°

REKIT: "...ma non si era detto fosse cava?...... scusate la battutaccia...non sono riuscito a trattenerla."

Ti capisco. Io stesso ho dovuto morsicarmi la lingua.....

gato
Inviato: 23/4/2008 22:22  Aggiornato: 23/4/2008 22:22
Ho qualche dubbio
Iscritto: 7/1/2006
Da: camposanto
Inviati: 145
 Re: Il New York Times scopre che la terra è rotonda
[OT]
Citazione:
(Winzip "si rifiuta")
.
Lo so che sono OT, molto OT, ma usare qualche software libero no? Non dico necessariamente Gnu/Linux, ma almeno qualche software open source. Secondo me se uno cerca qualche software open per "zippare", lo trova. Anche questa è libertà.
[FINE OT].

Redazione
Inviato: 24/4/2008 0:37  Aggiornato: 24/4/2008 0:37
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 13532
 Re: Il New York Times scopre che la terra è rotonda
GATO: Se rispondi a qualcosa che ho detto io, non puoi essere in OT, vai tranquillo. Comunque ho provato anche con winrar, e il problema è identico.

harvey
Inviato: 24/4/2008 1:15  Aggiornato: 24/4/2008 1:15
Mi sento vacillare
Iscritto: 8/4/2008
Da:
Inviati: 339
 Re: Il New York Times scopre che la terra è rotonda
alexg :
Sono curioso di sapere cosa ne pensa Attivissimo.

A mio personalissimo parere, Attivissimo risponderebbe: "Che cazzo c'entro io?"

stg44
Inviato: 24/4/2008 13:17  Aggiornato: 24/4/2008 13:17
Ho qualche dubbio
Iscritto: 25/3/2008
Da:
Inviati: 62
 Re: Il New York Times scopre che la terra è rotonda
Io il NY Times non lo compro e non lo leggo,e se facessero tutti così i suoi pseudo giornalisti andrebbero a raccogliere cotone...

Teba
Inviato: 25/4/2008 18:55  Aggiornato: 25/4/2008 18:55
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 14/9/2007
Da: VR
Inviati: 1166
 Re: Il New York Times scopre che la terra è rotonda
Che Attivissimo stia cominciando a temere qualche giornalista del Corriere???
(ho detto Corriere solo per fare rima... )

starchild
Inviato: 25/4/2008 21:39  Aggiornato: 25/4/2008 21:49
Ho qualche dubbio
Iscritto: 26/1/2007
Da: Genova
Inviati: 148
 Re: Il New York Times scopre che la terra è rotonda
DOK: Lo so che mancano le immagini, per qualche motivo non sono riuscito a zippare insieme le pagine con i relativi folder (Winzip "si rifiuta")

"Accontentati" del testo, oppure vai sul NYT e trovi tutto



Chiedo scusa: e provare questo? È freeware!

http://www.zipgenius.it/ita/?page_id=12

Claudio- La verità è una sola e sta là sotto i nostri occhi: dobbiamo solo vederla.
A lie would have no sense unless the truth were felt to be dangerous.
winston
Inviato: 27/4/2008 12:42  Aggiornato: 27/4/2008 12:53
Mi sento vacillare
Iscritto: 30/10/2005
Da: Eurasia
Inviati: 391
 Re: Il New York Times scopre che la terra è rotonda

”Che sarebbe come stupirsi che Hitler vuole conquistare il mondo,
dopo che Mein Kampf te lo trovi ormai anche in omaggio nel fustino del Dixan.”


Dixan ringrazia..,
come biodegradabile si aggrazia.

Eppure la marca è USA agli additivi,
ormai essenziali nei moderni detersivi,
anche quando da tossici ed indebiti elementi,
altro non fanno che corrosione di argomenti;
il superammonio è fantomatico fra i tensioattivi,
poco male, ma ingredienti più triti risultano nocivi:
sopratutto se ammollati quale obolo o pedaggio,
come rituale preliminare ad ogni forma di lavaggio.
La “lunga mano” specula sugli errori di candeggio,
per evitarli, megio attenersi al testo, dice un saggio:

«È opinione diffusa che il Mein Kampf hitleriano sia un libro dell’orrore, un compendio di farneticazioni. Si può continuare a ritenerlo tale, ma solo dopo averlo letto (e quasi nessuno, oggi, all’inizio del Terzo millennio, lo ha davvero letto), debitamente contestualizzato, e ben compreso nella sua autentica dimensione non già di causa bensì di effetto degenerativo della cultura occidentale» Giorgio Galli, in prefazione

"Chi controlla il presente controlla il passato, chi controlla il passato controlla il futuro" Orwell, 1984
Orwell84
Inviato: 8/5/2008 12:21  Aggiornato: 8/5/2008 12:21
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 7/3/2006
Da: Ground Zero
Inviati: 1050
 Re: Il New York Times scopre che la terra è rotonda
[*link] [...] É particolarmente interessante cercare di comprendere le ragioni che hanno spinto Rumsfeld a reclutare questa nutrita task force. Questa trascrizione da una riunione con gli analisti stessi, recuperata dal Times, fa al caso nostro [*3]:

This is the first war that's ever been run in the 21sth Century in a time of 24-hour news and bloggers and internets and emails and digital cameras and Sony cams and God knows all this stuff. ... We're not very skillful at it in terms of the media part of the new realities we're living in. Every time we try to do something someone says it's illegal or immoral, there's nothing the press would rather do than write about the press, we all know that. They fall in love with it. So every time someone tries to do some information operations for some public diplomacy or something, they say oh my goodness, it's multiple audiences and if you're talking to them, they're hearing you here as well and therefore that's propagandizing or something.

Rumsfeld evidenzia come si tratti della prima guerra condotta nell'era di internet e dell'accesso globale all'informazione, aspetto che rende lo scenario del tutto nuovo per l'amministrazione statunitense, che avrà quindi un nemico in più da combattere. L'estratto di cui sopra, oltre a dimostrarci che Rumsfeld era perfettamente al corrente di violare la legge, aspetto che non lo preoccupa minimamente. Più avanti nella trascrizione l'ex segretario alla Difesa spiega ai presenti che nella guerra al terrore il "centro di gravità" si trova a Washington e negli Stati Uniti. Si tratta di gergo militare [*4], e sta ad indicare tutte quelle caratteristiche, capacità o posizioni da cui una forza militare ricava la sua libertà d'azione, la sua forza fisica o il desiderio di combattere ("those characteristics, capabilities, or locations from which a military force derives its freedom of action, physical strength, or will to fight"). La questione è cruciale. Ciò che Rumsfeld sta affermando è che la battaglia più importante nella guerra non sta nel conflitto per controllare l'Iraq o sconfiggere i terroristi. La battaglia da vincere è quella per il controllo dei cuori e delle menti degli americani, ed è stato disposto ad infrangere la legge per farlo. La posizione dell'amministrazione Bush (che ha goduto del silenzio mediatico e dell'opposizione democratica) è quindi in opposizione al popolo americano. Ne consegue che tutta la politica estera e militare (compresa l'allegra difesa aerea del settembre di 7 anni fa) va rivista sotto tutta un'altra luce, che è poi il punto di vista di coloro che per diversi anni sono stati etichettati come "complottisti" perchè ritenevano che dietro gli attentati terroristici e le missioni militari ci fosse qualcosa di più che un tentativo di distribuire libertà in Medioriente.


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