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di Massimo Mazzucco
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opinione : Ralenty
Inviato da Redazione il 22/6/2012 0:30:00 (11499 letture)

(26/7/2008) Parte il calcio di punizione. Il portiere vede il pallone che spunta sopra la testa dei suoi difensori, fa due passi verso sinistra, si lancia verso l’alto, e riesce a deviare il tiro sul fondo, prima che la palla si infili sotto l’incrocio dei pali. Il portiere si accartoccia a terra, e si rialza fra gli applausi della folla.

Rivedendo il tutto “al rallentatore”, è accaduto questo:

I raggi di luce riflessi dal pallone in movimento sono stati catturati dagli occhi del portiere, la loro retina li ha trasformati in immagini, e queste sono state spedite al cervello tramite i nervi ottici.

Immediatamente il cervello ha computato altezza, velocità, angolazione, distanza, parabola e forza di rotazione del pallone, e ne ha calcolato la traiettoria che lo portava verso l’incrocio dei pali, alla sua sinistra. Il cervello ha quindi trasmesso centinaia di comandi contemporanei ai diversi muscoli del corpo, che ha iniziato a muoversi in quella direzione.

Mentre il portiere si muoveva verso sinistra, il cervello computava la distanza fra le mani e il sette, e concludeva che prima di lanciarsi era necessario avvicinarsi di più al palo della porta. Mentre partivano gli ordini alle gambe, che compivano il primo passo, gli occhi del portiere seguivano il pallone, e il cervello ri-computava la traiettoria con maggiore precisione. Dopo il primo passo, il cervello stabiliva che la distanza dall’incrocio dei pali era ancora troppo alta per lanciarsi, e partiva l’ordine per le gambe di compiere un secondo passo.

Durante il secondo passo subentrava il fattore emergenza, e il cervello entrava momentaneamente in conflitto: da una parte, la distanza dal sette era ancora eccessiva per arrivarci con le mani, dall’altra la palla era ormai troppo vicina al bersaglio per permettere un terzo passo. In un milionesimo di secondo il cervello decideva che era indispensabile lanciarsi comunque, ...

... e centinaia di muscoli di ogni parte del corpo ricevevano un preciso ordine, mentre il portiere spiccava il balzo verso l’alto.

Durante il salto, gli occhi seguivano costantemente la palla in arrivo, e il cervello ri-computava per infinite volte la traiettoria, mentre partivano i relativi comandi per i muscoli delle braccia, che si allungavano verso l’angolo della porta.

Un instante prima che la palla arrivasse a destinazione, il portiere si rendeva conto che non sarebbe arrivato in tempo per deviarla. A quel punto partiva un comando supplementare ai muscoli lombari, che producevano un “colpo di reni” sufficiente a permettergli di deviare la palla prima che entrasse in porta.

Nel momento in cui la mano del portiere trasmetteva al cervello il segnale di avvenuto contatto col pallone, gli occhi catturavano l’immagine del pallone che deviava la traiettoria oltre la traversa. A quel punto il cervello archiviava l’emergenza “tiro di punizione”, e riorganizzava istantaneamente la gerarchia delle priorità: il corpo si trovava in volo, e diventava necessario atterrare con il minor danno possibile.

Mentre gli occhi esploravano il terreno sottostante, il cervello computava il tempo e l’arco di caduta, e faceva partire centinaia di ordini ai relativi muscoli di tutto il corpo, che permettevano al portiere di raggomitolarsi su se stesso, cadendo a terra senza farsi male.

Tutto questo è avvenuti nell’arco di un paio di secondi circa.

Nulla di tutto ciò è avvenuto a livello razionale.

Quella descritta, inoltre, è solo la parte più visibile di una serie di operazioni, compiute dalla macchina-uomo in quell’arco di tempo, che richiederebbero centinaia di pagine per essere descritte ciascuna nel dovuto dettaglio.

Basti pensare, ad esempio, al “calcolo della traiettoria” fatto dal portiere in poche frazioni di secondo: mentre giungevano ad una zona del cervello le immagini del pallone in movimento, una parte diversa di quel cervello accedeva alla banca dati della memoria, e tutti gli elementi disponibili sul tiro in arrivo – velocità, angolazione, distanza, rotazione del pallone, ecc.. – venivano confrontati in tempo reale con le esperienze passate. Questo permetteva al portiere di prevedere il percorso del pallone con sufficiente precisione da poterne intercettare la traiettoria con successo.

A questo proposito, bisogna tener presente che il cervello “lavora” soprattutto quando noi riposiamo. Dopo una intensa giornata di allenamento, il cervello utilizza le ore di sonno per “rivedere” tutte le azioni della giornata, e sviluppa nuove connessioni sinaptiche, intese a permettere una migliore esecuzione di quelle azioni. In altre parole, il cervello “ripassa”, ad esempio, una sequenza di palleggio intentata dal giocatore, e sviluppa nuove sinapsi - con i muscoli della gamba, con i nervi del piede che riportano al cervello la sensazione del pallone, il suo peso, la sua angolazione, ecc. - intese a migliorare il controllo della palla durante un palleggio. Ecco a cosa serve “allenarsi”: oltre che abituare il corpo ad un rendimento fisico superiore alla norma, il cervello memorizza ed elabora certi gesti particolari, che non vengono compiuti nella vita normale, migliorando l’efficienza della loro esecuzione grazie allo sviluppo di nuovi collegamenti sinaptici ad hoc.

Il processo di apprendimento quindi non avviene, come si potrebbe pensare, sul campo: l’esercizio fatto durante l’allenamento serve solo a raccogliere informazioni (esperienza), che poi il cervello rielabora durante il sonno, sviluppando le nuove capacità esecutive.

La cosa curiosa è che la meraviglia che noi proviamo di fronte a questa stupefacente raffinatezza e complessità operativa, si registra nel cervello stesso. Ovvero, lo stesso cervello che è capace di tali meraviglie non riesce a capacitarsi delle proprie possibilità.

A rigor di logica, bisognerebbe dedurre che il “caso” che ci ha creato sia infinitamente più intelligente della creazione stessa.

Massimo Mazzucco

[I commenti alla nuova pubblicazione iniziano qui.]

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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
Redazione
Inviato: 26/7/2008 7:56  Aggiornato: 26/7/2008 7:56
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Ralenty
Se invece il portiere non ha sufficiente esperienza, pensa magari che la palla sia diretta fuori, non si butta, e gli succede questo:


LoneWolf58
Inviato: 26/7/2008 8:22  Aggiornato: 26/7/2008 8:22
Sono certo di non sapere
Iscritto: 12/11/2005
Da: Padova
Inviati: 4861
 Re: Ralenty
Qualcuno disse (credo il grande Leonardo ma non trovo il riferimento) che lo stupore è figlio dell'ignoranza!...
Ci si meraviglia quando non si comprendono o si ignorano i meccanismi che consentono di realizzare una determinata cosa... io a volte mi chiedo... è così brutto "stupirsi?"

La storia, come un'idiota, meccanicamente si ripete. (Paul Morand)
Il problema, però, è che ci sono degli idioti che continuano a credere che la storia non si ripeta. (LoneWolf58)
Robym
Inviato: 26/7/2008 8:33  Aggiornato: 26/7/2008 8:33
Ho qualche dubbio
Iscritto: 2/6/2006
Da: Sardigna
Inviati: 237
 Re: Ralenty
Citazione:
...bisognerebbe dedurre che il “caso” che ci ha creato sia infinitamente più intelligente della creazione stessa...


sicuramente molto più di questa "creazione"


Quando l'Allevi è pronto inizia a suonare.
Siudal
Inviato: 26/7/2008 9:06  Aggiornato: 26/7/2008 9:08
Ho qualche dubbio
Iscritto: 11/5/2007
Da:
Inviati: 70
 Re: Ralenty
Massimo,
Bell'articolo....
Fino alle ultime 5 righe mi chidevoo dove volevi andare a "parare"...
Poi ho capito!
E' un peccato che ogni tanto tu squalifichi il tuo sito in questo modo.
Vedi, quando cerco di spiegare a qualcuno la verità (o almeno quella che ritengo essere la verità) sull'11 settembre, le sue implicazioni e le sue conseguenze, lo indirizzo, fra l'altro, a questo sito.
Quando poi questo qualcuno, dopo aver frequentato Luogocomune per qualche tempo, si imbatte in articoli di questo genere (non è il primo e, temo, non sarà l'ultimo...), è già tanto se mi mantiene il saluto.
Per chi volesse approfondire i temi dell'Evoluzionismo e del creazionismo [di cui l'intelligent(...) design è l'ultima versione] suggerisco una visita http://spaghettovolante.wordpress.com/
e http://www-1.unipv.it/webbio/evol07/docsid.htm.
E' doverosa una scelta: il medoto scientifico o va bene sempre o mai.
Non è possibile che vada bene quando si parla delle Torri o del Wtc7 o del Pentagono e non quando si parla di superstizioni (religioni) varie.

Un saluto.

Siudal.

“Uno degli effetti veramente negativi della religione è che si insegna a considerare una virtù il pascersi della propria ignoranza.” Richard Dawkins, The God Delusion.
Redazione
Inviato: 26/7/2008 9:20  Aggiornato: 26/7/2008 9:28
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Ralenty
Mi dispiace molto per i tuoi amici, che rimangono delusi da articoli "squalificanti" come questo. Scusati con loro da parte mia.

Citazione:
"E' doverosa una scelta: il medoto scientifico o va bene sempre o mai."
Io la scelta l'ho fatta: sempre.

Mi permetto infatti di farti notare che nella frase finale c'è scritto "a rigor di logica". Io non ho parlato di creazionismo, sei stato tu a farlo.

Santaruina
Inviato: 26/7/2008 9:55  Aggiornato: 26/7/2008 9:56
Sono certo di non sapere
Iscritto: 13/10/2004
Da: Sud Europa
Inviati: 5123
 Re: Ralenty
Questo articolo mi è piaciuto particolarmente.

Avendo poi giocato in porta per 18 anni, ho ripercorso tutte le fasi descritte.
Anche se non sempre i muscoli riescono a stare dietro agli ordini del cervello, ed a volte nonostante i movimenti corretti la palla finisce comunque nel 7

A proposito del filmato, in verità Barthes aveva calcolato correttamente la traiettoria che un tiro come quello avrebbe percorso.
E' stata la bravura di Roberto Carlos, in questo caso, a far assumere al pallone una traiettoria "non naturale", grazie al suo famoso colpo d'esterno, che ai quei tempi aveva appena messo a punto.

Da allora in poi, infatti,il cervello dei portieri che si trovavano di fronte ad un tiro del genere mandavano un messaggio del tipo "lo so che sembra che andrà fuori, ma quella palla girerà all'ultimo momento", e si buttavano comunque.

L'esperienza, come tu dici.

A presto.

-o- Ama e fa' ciò che vuoi -o-
Siudal
Inviato: 26/7/2008 9:59  Aggiornato: 26/7/2008 9:59
Ho qualche dubbio
Iscritto: 11/5/2007
Da:
Inviati: 70
 Re: Ralenty
Lascio all'intelligenza dei lettori valutare lo scopo e la finalità dell'articolo nonchè il significato delle ultime cinque righe, in particolare i termini "a rigor di logica", "bisognerebbe dedurre", "caso" e "ci ha creato".

Siudal.

“Uno degli effetti veramente negativi della religione è che si insegna a considerare una virtù il pascersi della propria ignoranza.” Richard Dawkins, The God Delusion.
olah
Inviato: 26/7/2008 10:07  Aggiornato: 26/7/2008 10:07
Ho qualche dubbio
Iscritto: 26/5/2007
Da: ValSusa
Inviati: 100
 Re: Ralenty
Bell'articolo.

I due secondi descritti al rallentatore possono essere visti anche come parte di un processo che ha inizio con la nascita dell'universo, un frammento infinitesimale di una lunga catena di eventi i quali, rispondendo ad un insieme di leggi fisiche elementari, presi singolarmente non appaiono né intelligenti né casuali.

Lo stesso tuffo al rallentatore, interpretato a livello subatomico, potrebbe essere visto come una sequenza di eventi banali. Ciò che ci meraviglia è la visione d'insieme.

LoneWolf58
Inviato: 26/7/2008 10:11  Aggiornato: 26/7/2008 10:11
Sono certo di non sapere
Iscritto: 12/11/2005
Da: Padova
Inviati: 4861
 Re: Ralenty
A conti fatti è il cervelo che riceve impulsi, li interpreta, elabora l'azione ed emetti altri impulsi che invia agli organi esecutori i quali a loro volta danno il ricevuto a mezzo altri impulsi... ma siamo sicuri che sia aria quella che respiriamo?!...

La storia, come un'idiota, meccanicamente si ripete. (Paul Morand)
Il problema, però, è che ci sono degli idioti che continuano a credere che la storia non si ripeta. (LoneWolf58)
deadbeef
Inviato: 26/7/2008 10:28  Aggiornato: 26/7/2008 10:28
Ho qualche dubbio
Iscritto: 29/12/2007
Da:
Inviati: 59
 Re: Ralenty
sarà che mi sono appena svegliato, ma non trovo il nesso tra ciò che viene descritto nell'articolo e la frase conclusiva, "A rigor di logica, bisognerebbe dedurre che il “caso” che ci ha creato sia infinitamente più intelligente della creazione stessa."

peppe75
Inviato: 26/7/2008 10:56  Aggiornato: 26/7/2008 10:56
Mi sento vacillare
Iscritto: 5/10/2006
Da: London
Inviati: 399
 Re: Ralenty
quanto mi fa incazzare questa storia degli articoli "squalificanti":
questo è un luogocomune, dove ci si scambia opinioni e punti di vista, e a quanto so io non c'è punto di vista talmente "squalificante" da squalificare anche il luogo dove viene espresso.

detto questo, quando le punizioni le tirava Maradona, sono saltate molte sinapsi ad alcuni, vedi Tacconi, Galli, Zenga..ehhh
(forza Napoli e bentornato in europa ihihi)



bell'articolo, direi che la posizione di Massimo sull'argomento sia in "evoluzione"..
e anche la mia a dire il vero

3mind
Inviato: 26/7/2008 11:13  Aggiornato: 26/7/2008 11:13
Ho qualche dubbio
Iscritto: 24/5/2008
Da: Terminus
Inviati: 32
 Re: Ralenty
Mi è piaciuto l'articolo..
Ogni volta che ci si ferma a pensare alla complessità e bellezza dell'universo si rimane sempre a bocca aperta.
Volevo però commentare l'ultima frase del testo: "A rigor di logica, bisognerebbe dedurre che il “caso” che ci ha creato sia infinitamente più intelligente della creazione stessa."

In realtà, qualsiasi cosa ci abbia "creato" (sia essa dio, il caso o la semplice evoluzione), questa non può essere definita "intelligente". L'intelligenza è una qualità che non esiste in natura fino alla comparsa di esseri viventi con un certo grado di complessità cerebrale. La maggiorparte di noi cerca di dare un risposta alla complessità dell'universo pensando che la spiegazione logica sia un creatore intelligente, senza rendersi conto che un'entità di questo tipo richiede una complessità ancora maggiore. inoltre, un creatore intelligente significherebbe che l'universo è stato creato per uno scopo, mentre uno scopo non si intravede (se osservo il mondo vedo che le cose accadono e basta..), a meno che non sia tanto presuntuoso da pensare che l'universo sia stato creato per Me!

"Il vero valore di un uomo non è determinato dal possesso, supposto o reale, della Verità, ma piuttosto dal suo sincero impegno a cercarla." - Gotthold Lessing
blackbart
Inviato: 26/7/2008 11:24  Aggiornato: 26/7/2008 11:24
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 13/10/2007
Da:
Inviati: 1224
 Re: Ralenty
Lascio all'intelligenza dei lettori valutare lo scopo e la finalità dell'articolo nonchè il significato delle ultime cinque righe, in particolare i termini "a rigor di logica", "bisognerebbe dedurre", "caso" e "ci ha creato".

Forse, causa la bonaccia estiva, si vogliono ravvivare le discussioni in home page ravanando nel torbido.. magari con doppi sensi e metafore calcistiche da moviolone.. così.. per fare più odiens.
Ma l'attento lettore sa che ci sono già thread chilometrici sul preciso argomento.

nene
Inviato: 26/7/2008 11:45  Aggiornato: 26/7/2008 11:45
Ho qualche dubbio
Iscritto: 22/7/2008
Da: tra i sogni e questo schifo di realtà
Inviati: 86
 Re: Ralenty
perchè mai un articolo così dovrebbe screditare il sito? io luogocomune l'ho scoperto pochi giorni fa grazie a un mio amico (ah, dimenticavo massimo alberto di radio gamma 5 mi ha detto di salutarti) e già mi sono resa conto di quanto alla redazione piaccia stuzzicare noi utenti buttando qua e la frasette che stimolano il dialogo e la discussione, ci obbligano a attivarci celebralmente già il sabato mattina, isomma.

per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
col suo marchio speciale di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia di splendore
...di verità...di umanità...
(F. De Andrè)
Red_Knight
Inviato: 26/7/2008 13:49  Aggiornato: 26/7/2008 13:49
Sono certo di non sapere
Iscritto: 31/10/2005
Da:
Inviati: 3121
 Re: Ralenty
Per essere pignoli pignoli il cervello non computa ma si limita a fare un paragone con le sue esperienze passate. 4 miliardi di anni saranno bastati a insegnare a un bipede come diavolo guardare gli oggetti in moto...

E ora vai col flame estivo!

fefochip
Inviato: 26/7/2008 13:59  Aggiornato: 26/7/2008 14:08
Sono certo di non sapere
Iscritto: 27/11/2005
Da: roma
Inviati: 7005
 Re: Ralenty
vorrei commentare una frase che mi ha colpito
Citazione:
E' doverosa una scelta: il medoto scientifico o va bene sempre o mai.


questa è una domanda insidiosa e tutto sommato scorretta.
innanzi tutto propone un scelta aut aut implicitamente su qualunque cosa.
quindi la domanda si potrebbe rielaborare dicendo :"per studiare qualunque cosa o si segue o il metodo scientifico o no"
detta cosi ecco che l'affermazione comincia a mostrare le caratteristiche di una trappola:
in altre parole o segui il "metodo" scientifico o non segui un "metodo" .
ma se attualmente esiste solo il metodo scientifico non vuol dire che non se ne possa creare uno ad hoc che lo sostituisca .

ultima e piu importante considerazione il metodo scientifico è assolutamente insufficente a studiare molti fenomeni e questo ha portato ha classificare come "bufale"tutta una serie di fenomeni che non possono essere studiati con esso.
la fisica quantistica getta un po di luce in tutto questo e dimostra con il metodo scientifico stesso l' inadeguatezza di tale metodo .

in pratica il problema del metodo scientifico risiede nell'osservatore che è entità completamente staccata e non interagente con il sistema da studiare.
si è visto tuttavia che l'osservatore ha SEMPRE un ruolo in un fenomeno.
vuol dire quindi che tutto è da gettare alle ortiche ?
no ci sono le dovute approssimazioni che come ingegnere vi posso assicurare che dominano il mondo .
una legge che descrive un fenomeno è valido da qui a li ..non c'è niente di cui scandalizzarsi nel cambiare legge per descrivere lo stesso fenomeno se le condizioni cambiano, ne quindi nel cambiare metodo se esso non è adeguato all'indagine che i si propone

più che "scoprirla" la verità si "capisce", inutile quindi insistere piu di tanto
Infettato
Inviato: 26/7/2008 14:15  Aggiornato: 26/7/2008 14:15
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/11/2006
Da: Roma
Inviati: 1499
 Re: Ralenty
Autostima, desiderio, crederci, provarci,
è difficile?
Sii
allora riprovaci, migliorati,
volere è potere.
Ho usato un po' di luoghi comuni per esprimere la mia opinione.

Tornando all'esempio preso in considerazione, giusto un paio di settimane fa, se mi date del presuntuoso avete ragione, ho provato un tiro alla Carlos il classico tiro brasiliano mezzocollo esterno, bene,mi sono veramente stupito....

Infettato dal morbo di Ashcroft
---------------------------------------------
Quando ci immergiamo totalmente negli affari quotidiani, noi smettiamo di fare distinzioni fondamentali, o di porci le domande veramente basilari. Rothbard
fefochip
Inviato: 26/7/2008 14:32  Aggiornato: 26/7/2008 14:32
Sono certo di non sapere
Iscritto: 27/11/2005
Da: roma
Inviati: 7005
 Re: Ralenty
comunque per commentare il discorso della mai finita disputa tra evoluzionismo e creazionismo ...
è un falso problema.
l'evoluzionismo che fa capo a darwin è stato piu volte messo in contraddizione dalle prove prese sul campo ma in definitiva è un qualcosa che credo mai potrà essere provata con delle risorse umane visto che la "prova"si perde nella notte dei tempi ...è un idea ,una teoria che non potrà mai trovare concreto riscontro .
tale posizione lo rende alla fine uguale al creazionismo che è una intuizione /dogma.
tale disputa tra l'altro ,quella sostanzialmente del "da dove veniamo",ci allontana sempre piu da quella ben piu importante del "dove andiamo" che per entrambi gli schieramenti misteriosamente assume tutto sommato meno importanza sostenendo in pratica che non si può sapere dove si va se non capisci da dove vieni.
paradossalmente quindi queste due correnti di pensiero sono deterministiche e legate piu al destino che al libero arbitrio lasciando in secondo piano invece il fulcro della questione ovvero che se non si esercita il libero arbitrio sicuramente le cose andarnno in una direzione diversa dal nostro volere e pare con tutta probabilità a guardarsi intorno non tanto bene.

insomma è un problema idiota che dicotomizza una questione separando l'umanità come al solito per non fargli combinare un cazzo.

visto in altro modo ancora è l'eterna ricerca di dio..... con metodi idioti.
uno cerca di dimostrare la non esistenza (il darwinismo) che per una semplice considerazione logica non potrà mai provare (impossibile dimostrare che una cosa non è) l'altro parte dalla sicurezza che invece dio esiste e ha creato l'uomo , cosa indimostrabile con i nostri mezzi.
nessuno si pone altri problemi un po piu costruttivi tipo che magari quello che chiamiamo dio è parte di noi stessi e viceversa in modo da cominciare a prenderci collettivamente e individualemente qualche responsabilità della merda che ci circonda ultimamente.

più che "scoprirla" la verità si "capisce", inutile quindi insistere piu di tanto
fefochip
Inviato: 26/7/2008 14:47  Aggiornato: 26/7/2008 14:47
Sono certo di non sapere
Iscritto: 27/11/2005
Da: roma
Inviati: 7005
 Re: Ralenty
ultima considerazione (giurin giuretta)
l'evoluzionismo vuole provare che è stato il "caso" o la "necessità" a creare l'uomo ,il creazionismo invece vuole provare che è stato dio ,un alieno ,un entità a creare l'uomo .
entrambe le correnti di pensiero quindi mettono l'uomo nella merda perche in balia di un "destino" voluto nella prima ipotesi da sfiga o fortuna (a seconda dei punti di vista) nel secondo in balia di un dio apparentemente (sempre guardandosi intorno) sadico ,imfame e figlio di ignota.
entrambi gli schieramenti quindi nuocciono gravemente alla razza umana perche di fatto deresponsabilizzano l'uomo di fronte al suo destino che è "scritto" da qualche parte invece di essere scritto dall'uomo come invece sarebbe molto piu sano sostenere.

ma ce la vogliamo prendere qualche responsabilità di chi siamo e dove vogliamo andare o continuiamo a cazzeggiare che non è colpa nostra?

più che "scoprirla" la verità si "capisce", inutile quindi insistere piu di tanto
Robym
Inviato: 26/7/2008 15:04  Aggiornato: 26/7/2008 15:04
Ho qualche dubbio
Iscritto: 2/6/2006
Da: Sardigna
Inviati: 237
 Re: Ralenty
Citazione:
...ma ce la vogliamo prendere qualche responsabilità di chi siamo e dove vogliamo andare o continuiamo a cazzeggiare che non è colpa nostra?...


"C'è grossa crisi... qui non sappiamo più quando stiamo andando, qui non sappiamo più quando stiamo facendo!"




Quando l'Allevi è pronto inizia a suonare.
nene
Inviato: 26/7/2008 15:06  Aggiornato: 26/7/2008 15:06
Ho qualche dubbio
Iscritto: 22/7/2008
Da: tra i sogni e questo schifo di realtà
Inviati: 86
 Re: Ralenty
d'accordo, specialmente sull'ultima cosa che hai detto, ad ogni modo sembra che sia sempre colpa di qualcon altro, e non solo per quello che riguarda dio, fato, destino o comunque tu voglia chiamarlo. al di la delle mie convinzioni personali (ne avessi ) su quest'argomento l'unica cosa certa è che non solo diamo la nostra responsabilità sempre e comunque a qualcuno/qualcosa di superiore ma, come se non bastasse, buttiamo legna su un fuoco che brucia da centinaia di anni, che oltretutto fa moltissimo comodo a determinati individui, alimentando odio verso chi non la pensa come noi... sempre più convinta che l'uomo sia il virus peggiore in questo bel pianeta...

per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
col suo marchio speciale di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia di splendore
...di verità...di umanità...
(F. De Andrè)
Teba
Inviato: 26/7/2008 15:23  Aggiornato: 26/7/2008 15:23
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 14/9/2007
Da:
Inviati: 1846
 Re: Ralenty
L'articolo mi è piaciuto, penso faccia riflettere anche su quanto noi non sappiamo delle nostre potenzialità.

aeremita
Inviato: 26/7/2008 15:55  Aggiornato: 27/7/2008 1:31
Ho qualche dubbio
Iscritto: 23/12/2007
Da: Dolceacqua
Inviati: 211
 Re: Ralenty
Bella questa pagina di superstizione e religione varia, Massimo (sto facendo il verso a Siudal...) Leggendo mi e' venuto in mente un brano del film Risvegli, dove i "risvegliati" giocano a lanciarsi una palla sotto gli occhi stupefatti dei medici. Gli stessi chiedono al dottor Robin Willis come sia possibile. Lui risponde che e' grazie alla "volonta'" della palla. Naturalmente gli ridono in faccia.
E' un brano molto istruttivo. Invito chi ha nella videoteca questo film a riportare il brano qui.

aeremita
Inviato: 26/7/2008 17:10  Aggiornato: 26/7/2008 17:10
Ho qualche dubbio
Iscritto: 23/12/2007
Da: Dolceacqua
Inviati: 211
 Re: Ralenty
"La cosa curiosa è che la meraviglia che noi proviamo di fronte a questa stupefacente raffinatezza e complessità operativa, si registra nel cervello stesso. Ovvero, lo stesso cervello che è capace di tali meraviglie non riesce a capacitarsi delle proprie possibilità."

Comunque, Massimo, non sono d'accrodo con questa affermazione. Non e' il cervello ad essere capace di queste meraviglie. Piuttosto e' il cervello che registra e traduce su un piano materiale tale, preesistente meraviglia.

Red_Knight
Inviato: 26/7/2008 18:09  Aggiornato: 26/7/2008 18:09
Sono certo di non sapere
Iscritto: 31/10/2005
Da:
Inviati: 3121
 Re: Ralenty
Citazione:
comunque per commentare il discorso della mai finita disputa tra evoluzionismo e creazionismo ...
è un falso problema.


Verissimo. Io credo che l'etimologia ogni tanto in tanto aiuti a capire i discorsi. L'evoluzionismo sostiene che la vita sulla terra si evolve. Lasciamo perdere per un momento il come. Il creazionismo sostiene che la vita sulla terra sia opera di un creatore. Non vedo alcuna contraddizione tra le due cose. La teoria dell'intelligent design dovrebbe essere la naturale conclusione di colui che crede a entrambe le teorie, ma è un altro discorso. Credo che sia innegabile che l'evoluzione sia un fenomeno reale, se non vogliamo tirar fuori cose come "Dio ha creato il mondo già vecchio e con i fossili sottoterra". Altrettanto non si può dire del creazionismo (e facciamo pure finta di credere che esista un pensiero creazionista al di fuori del Kansas...).

Citazione:
l'evoluzionismo che fa capo a darwin è stato piu volte messo in contraddizione dalle prove prese sul campo

se è stato messo in contraddizione, fine dei giochi. Ma vorrei vederle queste contraddizioni. La vita non si evolve? I deboli non soccombono? I caratteri non vengono ereditati? Oppure di che contraddizioni parli? Io personalmente più che "teoria di Darwin" parlerei di "osservazione di Darwin". Si tratta di dati di fatto riscontrabili in qualsiasi momento osservando qualsiasi passante, gatto randagio o bacarozzo. Poi se non ci è chiaro come funzioni il giochetto, allora possiamo lasciar andare la fantasia. Io per mia natura preferisco ammettere la mia ignoranza e passare ad altri argomenti, ma se qualcuno ha la necessità di far risalire tutto a un creatore, faccia pure, purché non cerchi di convincermi a insegnare ai miei figli che la terra ha 6500 anni e magari che è piatta. Spero che su questo almeno siamo tutti d'accordo. Ma se non lo siamo è comunque giusto discuterne. La logica non è un'opinione, e anche se stiamo parlando dei massimi sistemi senza implicazioni pratiche rimane sempre di interesse pubblico determinare chi ha ragione e chi torto (quando possibile).

Redazione
Inviato: 26/7/2008 18:50  Aggiornato: 26/7/2008 19:04
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Ralenty
Apprezzo gli interventi di tutti, anche di quelli che si sono “ribellati” a quello che può sembrare un mio ennesimo tentativo di far passare un concetto che mi sta molto a cuore, come molti sanno. (v. Infettato, "l'attento lettore...").

In realtà non avevo alcuna intenzione di dare inizio all’ennesimo scontro sull’evoluzionismo (che per fortuna - nonostante i disperati tentativi di Fefochip - non c'è stato). La mia era una semplice riflessione, che vi ho proposto esattamente come mi è venuta.

Nel 90% dei casi, quando scrivo articoli “di opinione“ come questo, inizio a scrivere senza assolutamente sapere dove andrò a parare. Nel caso specifico, avevo appena visto un documentario sulle caratteristiche del cervello umano, e cercavo di descrivere le sue capacità attraverso un esempio che tutti potessimo condividere. Quello del portiere è il primo che mi è venuto in mente, ed ho sviluppato quello.

La frase finale è qualcosa che mi è nato soltanto nel momento di scriverla: una riflessione a posteriori, che mi è venuta rileggendo il prezzo, e che non era assolutamente prevista. (Giustamente, qualcuno ha notato il "salto quantico" con il resto dell'articolo).

Tutto questo per chiarire che io non agisco con gelida premeditazione, come magari può sembrare. Considero il sito esattamente quello che lo considerate voi: una grande “lavagna“ in comune, dove ciascuno può proporre le proprie riflessioni, per poi discuterne ed imparare, anche e soprattutto, dal contributo di tutti gli altri.

Come dicono a Napoli, "no one is born imparated", e sono anch'io alla costante ricerca di risposte, come tutti voi.

Infettato
Inviato: 26/7/2008 19:09  Aggiornato: 26/7/2008 19:09
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/11/2006
Da: Roma
Inviati: 1499
 Re: Ralenty
Max
Nel 90% dei casi, quando scrivo articoli “di opinione“ come questo, inizio a scrivere senza assolutamente sapere dove andrò a parare.

Se è per questo anche nei commenti, i miei naturalmente mi scuso in anticipo.

Fefochip

entrambi gli schieramenti quindi nuocciono gravemente alla razza umana perche di fatto deresponsabilizzano l'uomo di fronte al suo destino che è "scritto" da qualche parte invece di essere scritto dall'uomo come invece sarebbe molto piu sano sostenere.

ma ce la vogliamo prendere qualche responsabilità di chi siamo e dove vogliamo andare o continuiamo a cazzeggiare che non è colpa nostra?

Nene

d'accordo, specialmente sull'ultima cosa che hai detto, ad ogni modo sembra che sia sempre colpa di qualcon altro, e non solo per quello che riguarda dio, fato, destino o comunque tu voglia chiamarlo. al di la delle mie convinzioni personali (ne avessi ) su quest'argomento l'unica cosa certa è che non solo diamo la nostra responsabilità sempre e comunque a qualcuno/qualcosa di superiore ma, come se non bastasse, buttiamo legna su un fuoco che brucia da centinaia di anni, che oltretutto fa moltissimo comodo a determinati individui, alimentando odio verso chi non la pensa come noi... sempre più convinta che l'uomo sia il virus peggiore in questo bel pianeta...

---------------------------

Dopo queste considerazioni, giuste in parte, ossia non tutti “diamo la nostra responsabilità” come non tutti “alimentano odio verso chi non la pensa come noi”, mi aspetto un articolo ad hoc che tenti di spiegare quali sono le sorgenti che formano le nostre teste e in che modo e con quanto successo l’individuo che riceve, riesce a schermare o dividere le informazioni “malefiche” dalle informazioni “utili”.
La mia schermatura presunta è leggere e domandarmi il perché, a che pro…
Ogni individuo a prescindere da cosa recepisce, a prescindere dalla cultura che ha, cerca e si comporta per avere “il meglio” per soddisfare i desideri o i presunti tali.
Bho forse sto andando troppo oltre….
“sempre più convinta che l'uomo sia il virus peggiore in questo bel pianeta...” se l’uomo è il virus io sono messo male vedi il nick, in teoria il mio dovrebbe essere un virus benevolo almeno nelle intenzioni.

Infettato dal morbo di Ashcroft
---------------------------------------------
Quando ci immergiamo totalmente negli affari quotidiani, noi smettiamo di fare distinzioni fondamentali, o di porci le domande veramente basilari. Rothbard
Redazione
Inviato: 26/7/2008 19:16  Aggiornato: 26/7/2008 19:19
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Ralenty
INFETTATO: "mi aspetto un articolo ad hoc ..."

Be careful with what you wish, for you might actually get it.

(E' un classico proverbio della lingua inglese, che più o meno significa: Occhio ad esprimere desideri, perchè potrebbro davvero realizzarsi).

Pyter
Inviato: 26/7/2008 19:49  Aggiornato: 26/7/2008 19:49
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Ralenty
Prendendo a prestito la metafora del calcio, si potrebbe considerare
il campo di calcio come l'universo in scala.
Il portiere sarebbe così l' Uomo, l' Umanità, la specie umana (chiamatela come vi pare).La rappresentazione della vita sarebbe quindi un calcio di rigore.La prova più difficile per un portiere, quella dove sono necessarie doti fuori del normale (rispetto ad altro). Il tiro dal dichetto rappresenterebbe gli ostacoli dell'esistenza, i dilemmi della vita. A questo punto tutto starebbe nel rapporto instaurato tra il portiere e il tiratore. I rapporti che legano i due sono di due tipi, ma questi non dipendono dal portiere ma da chi tira il rigore. La prima teoria (evoluzionista) dice che se a tirare il rigore è il caso (rappresentato bene da Carlos) allora basterebbe che le informazioni immagazzinate dal cervello del portiere e dai conseguenti miglioramenti COL TEMPO (qualche milione di anni) si arriverà al punto che il portiere
parerà tutti i rigori. I rigori sbagliati (errori di trascrizione) sono parte del caso (Carlos poco in forma per scarso allenamento, eccetera eccetera).Dopo milioni e milioni di anni la longevità di Carlos subirà un arresto, perchè parando tutti i rigori, l'evoluzione sarà completa e il fenomeno brasiliano
appenderà le scarpe al chiodo tenuto in equilibrio su un buco nero.
La seconda teoria prevede che il rigorista sia Dio e mai il portiere potrà immagazzinare dati sufficienti a parare tutti i rigori, perchè e Dio che ha creato il portiere, il campo di calcio, gli spettatori,i raccattapalle, le regole stesse, i giornalisti sportivi e SKY.
L'unica possibilità che abbiamo è che Dio, prima di entrare in campo parli con qualche dirigente di alto rango, detti SoccerDotti, gli unici con cui scambia qualche parola di modo che si cerchi di intuire da che parte andrà il pallone.Fermo restando che quando il SoccerDotto sbaglia è "perchè sarebbe impossibile capire fino in fondo le ragioni dell'operato di Dio".
A noi non resta quindi che cercare di rispondere ad una domanda più semplice:
"Perchè mai DIO senta il bisogno di scendere in campo".

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
redna
Inviato: 26/7/2008 21:31  Aggiornato: 26/7/2008 21:32
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Ralenty
poichè:
"C'è grossa crisi... qui non sappiamo più quando stiamo andando, qui non sappiamo più quando stiamo facendo!"

citazione Pyter
A noi non resta quindi che cercare di rispondere ad una domanda più semplice:
"Perchè mai DIO senta il bisogno di scendere in campo".

----

a causa della grossa crisi DIO è sceso in campo, ha bevuto l'amaro calice e ora siamo tutti felici e contenti


le crisi sono risolte, la felicità regna sovrana e il nostro paese è una repubblica delle banane.
La prossima volta che scende, che almeno ci avverta, così andiamo altrove

C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
ohmygod
Inviato: 26/7/2008 22:25  Aggiornato: 26/7/2008 22:25
Sono certo di non sapere
Iscritto: 16/10/2007
Da:
Inviati: 3652
 Re: Ralenty
Articolo costruito su immagini con un finale spiazzante,assolutamente imparabile.
Il cervello resta la nostra punizione più bella.

Assolutamente OT....vi sono segreti-vi sono messaggi-vi sono logge-vi sono nemici.In parte rappresentazione di una epidermica dualità.
L'umanità? un pubblico per lo più inconsapevole.

slump
Inviato: 26/7/2008 22:29  Aggiornato: 26/7/2008 22:29
Ho qualche dubbio
Iscritto: 8/6/2006
Da:
Inviati: 199
 Re: Ralenty
Un pipistrello che acchiappa al volo una mosca compie una prodezza
maggiore di Buffon -- e senza allenamento... E senza 2 chili di
cervello a computare in background (e senza occhi, naturalmente).

Tra gli animali si possono osservare facilmente prodezze fisiche
inimmaginabili per un uomo (basta pensare ai gatti), che per loro non
sono affatto "prodezze" e senza cotanto cervello.

Quel che vorrei far notare è che la capacità computazionale del
cervello umano (e animale), intesa come numero di operazioni nell'unità
di tempo, è inferiore anche ai più modesti computer odierni mentre è
assai superiore la capacità di immagazzinare dati e di formare
"connessioni" tra i vari circuiti. Quel che invece stupisce di più è
proprio la parte fisico/meccanica dei corpi animali e la loro capcità
di interfacciarsi con la parte neurologica: non esiste ancora alcun
meccanismo artificiale che possa paragonarsi al pipistrello (o a
Buffon) ma non per la capacità di calcolo bensì per la capacità di far
interagire col calcolo un'azione fisica adeguata.

Si potrebbe ribaltare il discorso di Mazzucco e dire che solo
attraverso un evoluzione di milioni di anni si è potuto selezionare un
"meccanismo" così efficace, adatto in particolar modo alla caccia, ad
afferrare una preda o colpirla in qualche modo.

"In powerful rain, they laid down their heads to die"
(My Dying Bride)
clausneghe
Inviato: 26/7/2008 22:56  Aggiornato: 26/7/2008 23:20
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 17/4/2006
Da: nordcentro
Inviati: 1679
 Re: Ralenty
La parola "intelligente" secondo me non viene compresa nel suo significato semantico esatto che infatti è: in te ligente. (leggo in te)
Ovvero la capacità dell'individuo che ha questa dote di leggere in profondità nella mente altrui.
E anche di penetrare oltre la crosta superficiale delle cose e dei fatti.
L'intelligenza è una dote indipendente dalla cultura.
Giusto il paragone con il pipistrello o il gatto che in quanto ad abilità e velocità di reazione sono nettamente superiori all'uomo.
Il vero intelligente è colui che ti trapassa con lo sguardo e mette a nudo i tuoi pensieri e la tua essenza, senza che tu te ne accorga.
Inutile dire che i veri "in te ligenti" sono davvero pochi e sono chiamati anche "maghi".

cherubino
Inviato: 27/7/2008 1:16  Aggiornato: 27/7/2008 1:16
Mi sento vacillare
Iscritto: 1/6/2006
Da: Haute-Normandie
Inviati: 430
 Re: Ralenty
Slump: Citazione:
Un pipistrello che acchiappa al volo una mosca compie una prodezza maggiore di Buffon -- e senza allenamento...


Assolutamente d'accordo.

Infatti ciò che stupisce maggiormente, a mio avviso, non è il riflesso del portiere che spicca il balzo, e che sostanzialmente coinvolge l'integrazione dell'informazione tra l'apparato sensoriale (nella fattispecie l'occhio e le vie visive ma anche la sensibilità della pianta del piede e persino del palmo della mano al momento del contatto col pallone) e l'apparato motorio (corteccia motoria, cervelletto, gangli della base, senza contare il midollo spinale e i nervi periferici).

Ciò che stupisce è che nessun altro animale, tranne l'uomo, è in grado di scrivere articoli su ciò che succede nel sistema neuromuscolare del portiere nel momento in cui sta per essere sconfitto.

Non si può escludere che l'intelligenza umana sia frutto dell'evoluzione: in fondo anche l'intelligenza ha come scopo primario la salvaguardia della propria persona e della propria specie, e come tale fa parte del bagaglio di estensioni che l'animale di default ha evoluto per difendersi dai pericoli e sopravvivere, come gli artigli o la vista binoculare.

Ma potrebbe stupire il fatto che non esiste, in natura, una scala continua di intelligenza. Sicuramente la volpe è più intelligente della vongola, e questa è più intelligente dell'insalata.

Ma solo l'uomo intuisce l'esistenza di Dio. E tanto basta.

aeremita
Inviato: 27/7/2008 1:25  Aggiornato: 27/7/2008 1:25
Ho qualche dubbio
Iscritto: 23/12/2007
Da: Dolceacqua
Inviati: 211
 Re: Ralenty
Riprendo Pyter, riguardo al campo da calcio come metafora della vita.
C'era una volta Dio, al di la' dello spazio e del tempo. Ma desidero' vivere l'esperienza dello spazio e del tempo, e per questo immagino' una dimensione virtuale dove fare questa esperienza. Disse: due tempi di 45minuti e due tempi di 45 minuti furono, poi disse 120metri per 40, e 120metri x 40 furono. Condi' il tutto con qualche regola essenziale per rendere stabile il sistema. Allora, per giocare dovette spezzarsi in due, i rossi e i blu. Da allora i rossi e i blu se le danno di santa ragione, ma intanto Dio si conosce, attraverso lo spazio e il tempo. Epilogo: il rigore all'ultimo secondo, dell'ultimo minuto dei supplementari. Il rigorista e' sul dischetto e il portiere si sfrega le mani sulla linea di porta. Qui nasce spontaneo un koan zen: come e' possibile tirare un rigore e segnare quando portiere e rigorista sono UNO.
Andrea

aeremita
Inviato: 27/7/2008 1:29  Aggiornato: 27/7/2008 1:29
Ho qualche dubbio
Iscritto: 23/12/2007
Da: Dolceacqua
Inviati: 211
 Re: Ralenty
Ma solo l'uomo intuisce l'esistenza di Dio...
Bella intuizione di Cherubino, ma c'e' n'e' una che viene subito dopo:
Io SONO l'esistenza di Dio.

fefochip
Inviato: 27/7/2008 1:49  Aggiornato: 27/7/2008 1:49
Sono certo di non sapere
Iscritto: 27/11/2005
Da: roma
Inviati: 7005
 Re: Ralenty
Citazione:
In realtà non avevo alcuna intenzione di dare inizio all’ennesimo scontro sull’evoluzionismo (che per fortuna - nonostante i disperati tentativi di Fefochip - non c'è stato). La mia era una semplice riflessione, che vi ho proposto esattamente come mi è venuta.


sono perplesso ....nel senso che se volevo rinfocolare lo scazzo tra i due schieramenti avrei patteggiato per uno o per l'altro ma mi pare che il mio discorso verteva su tuttaltra strada ovvero che lo scazzo(tra evoluzionismo e creazionismo) in se stesso non ha senso .

le mie erano riflessioni libere su una frase presa inizialmente da Siudal ma che poi si sono allontanate man mano finendo con argomenti correlati

più che "scoprirla" la verità si "capisce", inutile quindi insistere piu di tanto
Al2012
Inviato: 27/7/2008 2:10  Aggiornato: 27/7/2008 2:10
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 25/10/2005
Da:
Inviati: 2158
 Re: Ralenty
Non so se sono fuori o dentro “il tema” … come spesso mi succede sento la voglia di dire la mia, poi cerco qualche spunto e finisco ….. qui

Alcuni estratti (ovviamente conviene leggere tutto l’articolo)
http://mednat.org/cervello/cervello_mente_coscienza2.htm

(…)
Lo stato della scienza attuale

Gli scienziati nella loro ricerca di certezze e prove tendono a rigettare il meraviglioso.
Jacques Cousteau

Questo background filosofico si sviluppa in realtà per uno stato di povertà spirituale di fondo che, fatta eccezione per un ristretto numero di mistici, da millenni caratterizza la nostra cultura occidentale, tanto da far assumere che la grande maggioranza della società, nonostante si dichiari religiosa o credente, è di fatto priva di un'esperienza spirituale diretta della propria coscienza, per cui la "coscienza" non viene insegnata, stimolata e riconosciuta.

Solo una trascurabile parte della nostra società si pone reali domande sulla propria natura interiore; nessuno, statisticamente parlando, cerca una reale esperienza del Sé, nessuno percepisce la sacralità dell’esistenza, vivente e intelligente, che lo circonda e di cui egli stesso è parte inscindibile.

Questo si riflette anche sugli scienziati e sulla loro interpretazione dei fenomeni che diventa riduttiva e materialista.
L'esperienza dell'essere, della "chiara luce" della coscienza, è ritenuta non necessaria, anzi spesso antitetica, alla forma mentis dello scienziato tradizionale.
E, a maggior ragione, nessun ricercatore scientifico ufficiale, si è mai chiesto: "Chi sono io ?
Qual è la natura della mia stessa coscienza ?

Come posso conoscere e indagare questa dimensione soggettiva con un metodo scientifico sperimentale, in modo da ottenere informazioni e conoscenze universali ?"

Fino a pochi anni fa nessuna di queste domande era stata seriamente formulata e quindi nessuna risposta ne era scaturita, nessuna ricerca, nessuna esperienza, nessun metodo scientifico era stato sviluppato a questo proposito, nessun modello.

(…)
Vita e coscienza come processi informatici

Osservando e descrivendo il mondo in termini di informazioni diventiamo consapevoli, come già accadde a Gregory Bateson, che praticamente tutto può essere spiegato con questo codice, e in particolare i fenomeni più affascinanti: la comunicazione tra delfini, le incredibili architetture dei cristalli, dei termitai o dei cervelli, le capacità di apprendimento, di riconoscimento, di memoria e di comunicazione dei globuli bianchi, le complesse strutture unicellulari, la vita delle api, fino all'intera organica rete di relazioni che è l'intelligenza inesplicabile del nostro pianeta: la Terra Gaia.

Utilizzando i codici dell’informazione, Manfred Eigen ha dato una nuova, affascinante luce al fenomeno dell’origine della vita sulla Terra e all’intero processo dell’evoluzione.

Secondo Eigen l’informazione rappresenta l’essenza stessa della vita e, pur essendo sempre coerente alle leggi di natura, costituisce un codice d'interpretazione che apre una dimensione evolutiva totalmente nuova.

Siamo alle soglie di una possibile rivoluzione scientifica globale: la coscienza e i fenomeni dell'intelligenza naturale, fino ad ora non considerati dalla scienza, iniziano ora ad essere misurati in termini di informazione e, quindi, analizzati e compresi come processi reali.

Il concetto stesso di vita, che è sfuggito fino ad ora ad ogni tentativo di definizione, è stato ripreso dal fisico della Columbia University Gerald Feinberg e dal biochimico della New York University Robert Shapiro nel loro libro Life Beyond Earth.

Secondo i due ricercatori, l’ordine diventa un altro modo di esprimere quante informazioni sono codificate in un sistema; per cui ciò che è vivo (sistema vivente) dovrebbe essere misurato in termini di informazione.

Bisogna parlare di mente-corpo come di un’unica entità integrata, propone Candace Pert, la famosa ricercatrice del NIMH (National Institute for Mental Health); le sue ricerche hanno permesso la scoperta delle endorfine e dei neuropeptidi, molecole che trasmettono le informazioni emozionali e mentali, ed hanno evidenziato che queste molecole non si trovano solo nel cervello e nel sistema nervoso, ma in tutto il corpo umano.

La Pert ha quindi proposto di considerare l'intero corpo una rete di informazioni, un complesso circuito pensante che abbraccia ogni cellula dell'organismo.

(…)
Umiltà epistemologica

La bellezza e la globalità di una nuova scienza olistica devono essere presenti sin dalla sua nascita.
Così come già nelle sue radici deve trasparire la consapevolezza della non conoscenza.

Indagando la coscienza del vivente, ci ritroviamo innanzi alla coscienza del Tutto... e spontaneamente si manifesta in noi un infinito senso di reverenza e una profonda consapevolezza della nostra limitazione intellettiva, il saggio confine dell’ignoranza.

Sappiamo che esistiamo, che siamo coscienti,
Cartesio ha evidenziato come questa affermazione sia basilare e certa, ma non sappiamo, né probabilmente mai sapremo, penetrare il mistero della coscienza stessa... è già una rivoluzione, però, aprire una porta su questa dimensione insondabile e osservare, cercare di comprendere, di conoscere, con la nostra infinitesima coscienza, frammenti di logiche universali della infinita coscienza cosmica, della bellezza illimitata che alcuni ancora chiamano il Corpo di Dio.

Questa consapevolezza della non conoscenza, e forse dell'inconoscibilità, è l’unica via per avere equanimità e umiltà epistemologica.

(…)
Quanti di coscienza: il campo olistico di Bohm
L’informazione fa e anima l’essere vivente. Pierre Grassé in "L’evoluzione del vivente".

Nella sua accezione più forte il principio di implicazione noetica afferma che l’informazione è coscienza, ossia che ogni quanto di informazione è un quanto di coscienza.

Quindi l’energia fisica di un qualunque fenomeno di natura è intimamente permeata dalla coscienza, che la anima attraverso codici e logiche informatiche.
La coscienza è informazione viva.
Ogni informazione è un punto di coscienza di Sé.

Riportando questo concetto all'essere umano possiamo dire che noi siamo le nostre informazioni ossia la coscienza di tutte le informazioni della nostra unità vivente.

Questo concetto chiave per comprendere e spiegare l'interazione tra energia e coscienza nel mondo fisico era stato anticipato da Bohm secondo cui a livello quantistico, un elettrone, come ogni particella, oltre al normale campo elettromagnetico possiede un "campo olistico".

Quello che è nuovo riguardo alla meccanica quantistica - dice Bohm - è che implica un nuovo genere di campo olistico.

L'Elettrone ha questo campo sottile, che è veramente un campo di informazione attiva, che lo guida.
Il termine "sottile" significa "elusivo", "intangibile" ma anche "finemente interconnesso".

Il campo dell'elettrone è finemente interconnesso all'ambiente circostante.
Potremmo dire che questo campo sottile dell'elettrone ha una sua qualità mentale rudimentale...

Questo suggerisce come non ci sia una divisione così netta tra materia e mente...
Il campo dell'elettrone è influenzato da tutto quello che lo circonda.

Se hai parecchie particelle allora hai, secondo il mio modello, un singolo campo interconnesso, ossia un pool di informazioni comuni per tutti.
Tutto è in contatto istantaneo attraverso il campo di informazione.
Questo è quanto succede anche agli esseri umani...
Gli esseri umani, per mezzo delle loro menti, esistono in un campo di informazione.

Questo concetto di campo olistico rappresenta la descrizione scientifica più precisa e vicina al modello Cyber, sia nella forma che nello spirito.

(…)
L'applicazione dell'ipotesi coscienza e dei princìpi cibernetici da essa derivati rappresenta un efficace strumento per riconsiderare ogni fenomeno fisico-energetico come manifestazione-espressione di un'informazione-coscienza sottostante e comprendere l'intera realtà come costituita da energia vivente e intelligente organizzata in unità di coscienza.

Questa ipotesi verrà dimostrata e avvalorata dai risultati sperimentali e dal senso globale delle comprensioni che da essa derivano.
Questa ipotesi può essere applicata ad ogni processo, fenomeno o legge fisica, permettendoci di intuirne lati fino ad ora nascosti.

Consideriamo, ora, le prime due leggi di termodinamica: il principio di conservazione dell’energia e della massa e il principio di entropia o tendenza al disordine, che sono fra i pilastri della scienza moderna. L’applicazione dell'ipotesi coscienza a questi due fondamentali princìpi ne trasformerà il senso e la possibilità di applicazione, creando le basi scientifiche per comprendere il modello Cyber e l’intero processo di evoluzione fisico-biologica come evoluzione della coscienza.

Il principio di conservazione dell’informazione e della coscienza: L’informazione-coscienza non può annullarsi o annichilirsi ma solo trasformarsi

(…)
Prigogine: ordine e caos per l’evoluzione

Negli ultimi decenni, numerosi scienziati, consapevoli dell'eccessiva ristrettezza dell’attuale interpretazione scientifica della termodinamica, hanno cercato un approccio alternativo.

La pubblicazione del libro del fisico austriaco Erwing Schrödinger, What is life ?, mostrò la possibilità di una successiva riconciliazione tra la seconda legge e l’evidente spinta dei sistemi viventi verso la complessità.

Ma il ricercatore che più di ogni altro ha rivoluzionato la termodinamica è Ilya Prigogine, premio Nobel nel 1977.

Prigogine era convinto della necessità di rivedere profondamente l’interpretazione e la logica stessa della seconda legge di termodinamica applicata alle strutture viventi.
Secondo lui era necessario scoprire le leggi di come la vita si evolve dal caos.

Per anni lavorò alla formulazione matematica di leggi che chiarissero la comprensione dei processi di auto-organizzazione, una delle caratteristiche fondamentali degli organismi viventi.
Prigogine offrì una comprensione totalmente nuova dei processi termodinamici che possono essere così riassunte.

La maggior parte dei sistemi che conosciamo (viventi e non) sono sistemi aperti ossia in continuo scambio di materia (energia) e informazioni con l’ambiente.
Prigogine descrive tali sistemi come strutture dissipative, e li paragona ai vortici nella corrente di un fiume, perché hanno la caratteristica di essere sistemi fluttuanti, e quindi instabili, lontani dell’equilibrio termodinamico: per vivere, devono consumare continuamente energia.

I sistemi aperti, ricevendo forti stimoli dall'esterno, possono arrivare ad ampie fluttuazioni che pongono l'intero sistema in situazione di crisi.

Quando la fluttuazione è così potente da rendere instabile l'intera struttura, il sistema si trova ad un punto di crisi che Prigogine chiama punto di biforcazione, in cui il sistema si auto-organizza ad un livello di ordine superiore, oppure si disgrega verso il caos.

Uno degli aspetti più interessanti delle strutture dissipative - scrive Prigogine nel testo La nuova Alleanza - è certamente la coerenza del sistema nel suo insieme.

Al di là del punto di biforcazione, il sistema sembra comportarsi come un tutto.
Contrariamente al fatto che le forze di interazione tra molecole non sorpassano una portata dell'ordine di 10 alla -8 cm., il sistema si struttura come se ogni molecola fosse "informata" dello stato complessivo del sistema stesso.

Per dirla in termini antropomorfi: lontano dall’equilibrio la materia comincia a "percepire" il suo ambiente. "Comunicazione" e "percezione" sono le parole chiave del nuovo comportamento della materia lontano dall’equilibrio

(…)
Se il principio di entropia può essere considerato come la misura dell'ignoranza, il suo opposto, il principio di sintropia (da sun: insieme, nello stesso tempo e tropos: direzione) può a ragione essere considerato la misura della conoscenza.

La sintropia, termine che si ritiene coniato dal matematico italiano Fantappié, afferma che l'informazione-coscienza, essendo implicitamente intelligente, ha la tendenza a generare ordine e unità attraverso la formazione di strutture dotate di coerenza.

La sintropia, come opposto dell'entropia, implica coerenza, bellezza, armonia, cooperazione, significato........ ecc. ecc. ecc.


FISICA DELLA MENTE : ultima frontiera
http://www.geocities.com/capecanaveral/hangar/6929/cervello.html

Enciclopedia olistica:
http://www.enciclopediaolistica.com/enciclopedia/index.htm

CHI SIAMO, da DOVE VENIAMO, DOVE ANDIAMO
http://mednat.org/filosofia/chisiamo.html

(…)
Oggi abbiamo molte più informazioni di qualche secolo fa sulla Vita, ma nel contempo assistiamo ad una “fuga” dell’Uomo dalla ricerca della VERA CONOSCENZA sulla Vita stessa.

L’uomo che si interroga sulla VITA è divenuto un animale in estinzione, in quanto il potere imperante costituito, sociale, finanziario, medicale e religioso, ha fatto di tutto e da molto tempo perché egli NON pensasse più, ma che egli sia solo un esecutore di ordini impartiti con la paura, dal potere dello Stato, da quella dei virus e dei batteri o da quella dell’Inferno; è come se in una famiglia, i genitori impartissero una istruzione, una educazione ai propri figli in questi termini: “Fai così, altrimenti ti picchio”; senza fornire risposta sensata al perché “non si deve fare”, ma e sopra tutto, senza rispondere ai “perché”, alle domande che i figli pongono nel loro crescere.

Guarda caso al contrario fin da piccolo, l’Uomo si pone continui “perché”, poi con il crescere, la famiglia, la società, i gruppi, le religioni, ecc., con i loro tabù o misteri, cercano di soffocare questa meravigliosa attitudine a tendere verso la ricerca della spiegazione a TUTTI i perché della VITA.

Il senso di importanza di questi quesiti, si è trasmesso nei vari secoli dal pensiero filosofico alla massa della gente qualunque; ma nella maggioranza la creduta impossibilità a dare le risposte, dare un senso all’esistenza, le conseguenze sono divenute pesanti, alcune le abbiamo tutti sotto gli occhi, per esempio l’estrema difficoltà a tenere assieme una qualsiasi morale; il ragionamento che essi fanno è questo:

se il senso della VITA dell’Uomo è inspiegabile, questa vita è assurda, non logica; quindi il disfacimento morale di oggi è dovuto alla creduta impossibilità nel dare le risposte ai perché sulla VITA, in quanto il singolo trova di norma, enormi difficoltà a costruirsi la propria morale o tavola dei valori e cioè dare un senso, una direzione alla propria esistenza; ecco che l’Egocentrismo ha preso il sopravvento dell’Ego/IO, per mezzo della Mente/organo che gli mente e l’essere non tende ad identificarsi anche negli altri coPartecipanti alla Vita, ma bada a soddisfare solo i propri desideri perversi, così facendo cade nel “buco implodente e risonante” della propria insoddisfazione e così crea questa angoscia crescente che gli impedisce di trovare le origini primarie, che invece stanno proprio nel rispondere alle varie domande sulla vita. …….


E Buona Notte ………

“Capire … significa trasformare quello che è"
Redazione
Inviato: 27/7/2008 3:29  Aggiornato: 27/7/2008 3:41
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Ralenty
Al2012: Interessante il "multi-contributo". Grazie (specialmente se lo hai digitato tutto tu!)

°°°

PYTER: "un calcio di rigore.La prova più difficile per un portiere, ..."

Uno dei primi film di Wim Wenders si intitolava "L'ansietà del portiere davanti al calcio di rigore" (Die angst des tormanns beim elfmeter, dal racconto di Peter Handke).

***

SLUMP: "Un pipistrello che acchiappa al volo una mosca compie una prodezza maggiore di Buffon"

Sì, ma hai mai provato a far giocare un pipistrello in porta? (Direi che le "prodezze" sono relative a ciascuna specie, non assolute: era più bravo Schumacher o Mohammed Alì?)

"Si potrebbe ribaltare il discorso di Mazzucco e dire che solo
attraverso un evoluzione di milioni di anni si è potuto selezionare un
"meccanismo" così efficace,..."

Nel senso che hanno trovato migliaia di fossili di portieri che non sapevano acchiappare la palla nemmeno da ferma, e allora si sono estinti?

Leo91
Inviato: 27/7/2008 5:08  Aggiornato: 27/7/2008 5:08
So tutto
Iscritto: 6/7/2008
Da: Roma
Inviati: 12
 Re: Ralenty
lo stesso cervello che è capace di tali meraviglie non riesce a capacitarsi delle proprie possibilità.
Questa cosa che ancora mi lascia perplesso in effetti.
Comunqe oltre alla direzione della palla, un portiere cattura molte più cose, come ad esempio il piede di appoggio nel momento del tiro, le spalle se tendono verso destra o verso sinistra, lo sguardo del tiratore, e altri piccoli comandi che solo l'esperienza può dare,non sono così pochi, e non credo che si possano calcolare tutti....Comunque si sa, col tempo le tecniche vanno per affinarsi, è stato cosi per le armi, per l'edilizia, per la sopravvivenza, sarà così anche nello sport, il cervello umano è in continua evoluzione, in tutti i campi.
Saluti leo

Santaruina
Inviato: 27/7/2008 9:30  Aggiornato: 27/7/2008 9:30
Sono certo di non sapere
Iscritto: 13/10/2004
Da: Sud Europa
Inviati: 5123
 Re: Ralenty
PYTER: "un calcio di rigore.La prova più difficile per un portiere, ..."

Forse invece il calcio di rigore è uno dei momenti più belli per un portiere.
Psicologicamente è molto avvantaggiato rispetto all'esecutore.

Se infatti il pallone entra, nessuno rimprovera il portiere, se invece lo para diviene "l'eroe".
Questo lo pone in una situazione di tranquillità che gli fa dare il meglio di sè senza stress eccessivi.

Per l'attaccante è l'opposto.

Questo spiega anche l'alta percentuale di rigori sbagliati.
E' questione di psicologia.
Ma questo è abbastanza noto

-o- Ama e fa' ciò che vuoi -o-
Redazione
Inviato: 27/7/2008 9:36  Aggiornato: 27/7/2008 9:36
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Ralenty
Va bè, a 'sto punto chiudiamo in bellezza:


Pyter
Inviato: 27/7/2008 11:01  Aggiornato: 27/7/2008 11:01
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Ralenty
Aeremita:
Qui nasce spontaneo un koan zen: come e' possibile tirare un rigore e
segnare quando portiere e rigorista sono UNO.


In effetti è quello che si è chiesto Dio la prima volta che ha tirato
un rigore. La gente sugli spalti si è subito chiesta:
"Ma questo è conflitto di interessi!".
Al che Dio ha mormorato:
"Mannaggia a me che li ho fatti così intelligenti!."
Stava per rivedere tutto il progetto... quando gli venne un'idea.
Convocò gli unici che potevano capirlo, i SoccerDotti e disse loro:
"Ricordatevi che Io sono UNO, ma anche TRINO."
E da allora Lui è PORTIERE, ARBITRO e RIGORISTA.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
redna
Inviato: 27/7/2008 11:13  Aggiornato: 27/7/2008 11:13
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/4/2007
Da:
Inviati: 8095
 Re: Ralenty
Al che Dio ha mormorato:
"Mannaggia a me che li ho fatti così intelligenti!."
----

Infatti fu proprio in quel momento che creò le Tre Reti.

"Ricordatevi che Io sono UNO, ma anche TRINO."
E da allora Lui è PORTIERE, ARBITRO e RIGORISTA.
----

...e anche immune dal cartellino rosso!


C’è al mondo una sola cosa peggiore del far parlare di sé: il non far parlare di se (Oscar Wilde)
aeremita
Inviato: 27/7/2008 12:57  Aggiornato: 27/7/2008 12:57
Ho qualche dubbio
Iscritto: 23/12/2007
Da: Dolceacqua
Inviati: 211
 Re: Ralenty
Pyter: "Ricordatevi che Io sono UNO, ma anche TRINO."
E da allora Lui è PORTIERE, ARBITRO e RIGORISTA.

ok, ma resta da piazzare il gol.
Cosa e' il gol?
Il compimento. Tempo e spazio che si fermano.
Il ritorno al pleroma, che introduce ad un nuovo eone.

nene
Inviato: 27/7/2008 20:51  Aggiornato: 27/7/2008 20:51
Ho qualche dubbio
Iscritto: 22/7/2008
Da: tra i sogni e questo schifo di realtà
Inviati: 86
 Re: Ralenty
infettato :"Dopo queste considerazioni, giuste in parte, ossia non tutti “diamo la nostra responsabilità” come non tutti “alimentano odio verso chi non la pensa come noi”, mi aspetto un articolo ad hoc che tenti di spiegare quali sono le sorgenti che formano le nostre teste e in che modo e con quanto successo l’individuo che riceve, riesce a schermare o dividere le informazioni “malefiche” dalle informazioni “utili”.
La mia schermatura presunta è leggere e domandarmi il perché, a che pro…
Ogni individuo a prescindere da cosa recepisce, a prescindere dalla cultura che ha, cerca e si comporta per avere “il meglio” per soddisfare i desideri o i presunti tali."
don't worry, purtroppo non sarà come dice massimo, o meglio, dovrai aspettare un po, lavoro sei giorni su sette e veramente non ho tempo di fare un cazzo, principalmente per questo motivo i commenti che lascio sono frettolosi e moltissime volte non ben delineati (li scrivo la sera o in quei dieci minuti in cui mando a fanculo il lavoro e riesco a connettermi senza farmi sgamare...) comunque sarai accontentato, dammi qualche giorno che tra un viaggio in bus e una pausa pranzo l'articolo lo cercherò di fare al massimo dalle mie attuali possibilità

per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
col suo marchio speciale di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia di splendore
...di verità...di umanità...
(F. De Andrè)
Al2012
Inviato: 27/7/2008 22:41  Aggiornato: 27/7/2008 22:41
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 25/10/2005
Da:
Inviati: 2158
 Re: Ralenty
x Massimo

<< Al2012: Interessante il "multi-contributo". Grazie (specialmente se lo hai digitato tutto tu!) >>

Ho fatto solo copia/incolla. mi pare evidente ! Ho indicato i link da cui ho prelevato quello che è sotto (…)

Comunque mi fa piacere che tu abbia trovato interessante il “multi-contributo”.

Anch’io lo trovo interessante ………..



“Capire … significa trasformare quello che è"
Infettato
Inviato: 27/7/2008 23:12  Aggiornato: 27/7/2008 23:12
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/11/2006
Da: Roma
Inviati: 1499
 Re: Ralenty
[...] comunque sarai accontentato, dammi qualche giorno che tra un viaggio in bus e una pausa pranzo l'articolo lo cercherò di fare al massimo dalle mie attuali possibilità

nene no non mi preoccupo, ma credo neanche tu dovresti, ho lanciato questa "richiesta" nel mucchio perchè credo sia la naturale conseguenza delle riflessioni fin qui fatte, ma non era rivolto in particolare a te.

Infettato dal morbo di Ashcroft
---------------------------------------------
Quando ci immergiamo totalmente negli affari quotidiani, noi smettiamo di fare distinzioni fondamentali, o di porci le domande veramente basilari. Rothbard
nene
Inviato: 28/7/2008 8:42  Aggiornato: 28/7/2008 8:42
Ho qualche dubbio
Iscritto: 22/7/2008
Da: tra i sogni e questo schifo di realtà
Inviati: 86
 Re: Ralenty
preoccuparmi? no, non mi preoccupo affatto, anzi, mi fa piacere usare quello che rimane dei miei neuroni (altrimenti che cosa navigo a fare in questo sito???)

per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
col suo marchio speciale di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia di splendore
...di verità...di umanità...
(F. De Andrè)
RIRA
Inviato: 28/7/2008 12:01  Aggiornato: 28/7/2008 12:01
Ho qualche dubbio
Iscritto: 29/5/2007
Da:
Inviati: 85
 Re: Ralenty
...voi siete tutti pazzi

andatevene al mare!!

nene
Inviato: 28/7/2008 16:22  Aggiornato: 28/7/2008 16:22
Ho qualche dubbio
Iscritto: 22/7/2008
Da: tra i sogni e questo schifo di realtà
Inviati: 86
 Re: Ralenty
purtroppo (o per fortuna) non è che andando al mare recupero neuroni o smetto di farmi questi trip mentali di domande in perenne ricerca di risposte praticamente su qualsiasi cosa, non è che cambierebbe tanto. l'unica differenza è che non farei questi discorsi qui ma con dei poveri turisti che volevano solo trascorrersi un week end tranquillo in spiaggia
comunque si, può essere che siamo tutti pazzi,ma per prima cosa, hai uno standard di normalità? perchè a me sfugge....
e anche ammettendo di essere matta, non farei cambio per niente al mondo!!!!!!!!!!!!!
(alla tua)

per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
col suo marchio speciale di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia di splendore
...di verità...di umanità...
(F. De Andrè)
Pyter
Inviato: 28/7/2008 16:53  Aggiornato: 28/7/2008 16:53
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Ralenty
Come consiglio non sarebbe poi tanto male, il problema è che consiglio dare ai pazzi che già vivono al mare.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
pensatore
Inviato: 28/7/2008 17:18  Aggiornato: 28/7/2008 17:18
Ho qualche dubbio
Iscritto: 1/6/2006
Da:
Inviati: 173
 Re: Ralenty
Citazione:
"... lo stesso cervello che è capace di tali meraviglie non riesce a capacitarsi delle proprie possibilità. A rigor di logica, bisognerebbe dedurre che il “caso” che ci ha creato sia infinitamente più intelligente della creazione stessa."

E' solo la smisurata autoconsiderazione che ci porta a pensare che, dal momento che non riusciamo a comprendere noi stessi, ci debba essere una irraggiungibile intelligenza creatrice.
Forse è meglio cominciare a depennare dal vocabolario il termine "creazione" e tutti i derivati perchè altrimenti, anzichè cercare di capire, non si fà altro che spostare il problema al di fuori del recinto mentale che ci costruiamo intorno.
Comunque ho letto con piacere l'articolo,
saluti.

mc
Inviato: 29/7/2008 12:11  Aggiornato: 29/7/2008 12:11
Sono certo di non sapere
Iscritto: 19/5/2004
Da:
Inviati: 7222
 Re: Ralenty
Citazione:
La cosa curiosa è che la meraviglia che noi proviamo di fronte a questa stupefacente raffinatezza e complessità operativa, si registra nel cervello stesso. Ovvero, lo stesso cervello che è capace di tali meraviglie non riesce a capacitarsi delle proprie possibilità.

A proposito di logica:
Non e' che la "meraviglia" che si prova e' dovuta al fatto che tra le nostre facolta' non e' previsto il prevedere il futuro e che, quindi, finche' non ci si spinge al proprio limite non e' possibile sapere in anticipo quale esso sia? O meglio il concetto di Limite e' un concetto puramente astratto per cui non e' nemmeno plausibile conoscerlo concretamente. In conseguenza di cio' provare meraviglia non solo e' soggettivo, quindi estremamente relativo, ma e' anche del tutto scontato ogni volta si impari qualcosa di nuovo.
Esperienza nuova = coscienza di esser evoluti (incrementato capacita' cognitive)

Eliminerei quindi in ordine sparso:
-il concetto di limiti;
-il concetto di meraviglia;
-il concetto di automeraviglia.

Il costrutto, secondo il mio punto di vista, che vede un collegamento tra l'esistenza (che viene chiamata "creazione", suppongo non a "caso" ) e lo sviluppo di una coscienza (intesa come l'intera struttura sinaptica) non e' per niente scontato... anzi non vedo nessi di alcun genere.

Citazione:
A rigor di logica, bisognerebbe dedurre che il “caso” che ci ha creato sia infinitamente più intelligente della creazione stessa.

La possibilita' di evolvere e' sorprendente in un essere come l'uomo perche' l'essere umano e' ancora legato a "costrutti" che ne limitano finitamente, in alcuni schemi del tutto "umani", l'esistenza.
Ovvero:
per dare risposte non del tutto alla portata percettiva si sono creati contenitori assoluti che hanno delimitato le condizioni umane in "limiti" del tutto fittizi. Utili a concludere un iter non ricostruibile all'indietro, fino alle origini. Invece di rimanere aperti alle Non Conclusioni, si sente il bisogno, grazie alla concezione del concetto di "limite", di finire in concreto per creare dei punti di riferimento (non dico che questo e' del tutto sbagliato, noto semplicemente i "limiti" della cosa ) indispensabili per evitare collassi esistenziali.

Questo "crea", secondo me, lo stupefacente, il meraviglioso nell'uomo:
il superamento di limiti che non esistono cosi' come sono intuiti diffusamente. Non ritengo sbagliato meravigliarsi, ma ritengo sbagliato porsi dei limiti che non sono per nulla scontati (ma solo accettati per resa incondizionata nei confronti dell'infinita' di eventi accaduti).

E' l'evoluzione stessa che non prevede limiti da superare. Per prima cosa perche' esistono infinite possibilita' di arrivare a determinate caratteristiche esistenziali.
Secondo perche' ad ogni nuovo schema sinaptico dovuto a nuove esperienze corrisponde un nuovo potenziale cognitivo rivolto a gestire altre nuove esperienze in maniera "nuova". Si potrebbe azzardare che nella coscienza non c'e' continuita' tra un istante e quello dopo, ma solo un canovaccio, per la maggior parte delle volte, imposto.

mc

mc
Inviato: 29/7/2008 12:15  Aggiornato: 29/7/2008 13:01
Sono certo di non sapere
Iscritto: 19/5/2004
Da:
Inviati: 7222
 Re: Ralenty
Citazione:
Ma solo l'uomo intuisce l'esistenza di Dio...
Bella intuizione di Cherubino, ma c'e' n'e' una che viene subito dopo:
Io SONO l'esistenza di Dio.

Questo e' uno di quei limiti fittizi di cui parlavo prima.
Un punto di riferimento indispensabile a molti che ne sentono il bisogno...
Partendo da li', non c'e' piu' nulla di cui "sorprendersi", basta farci caso:
tutto, ogni argomento aperto (soprattutto quello nella sfera dell'astrattamente percepito o dell'ipotetico esistenziale) si conclude in un concetto unico.
Se non ne fossimo influenzati radicalmente sarebbe da considerarsi un po' "forzata" come intuizione, no?
Straordinariamente azzeccata.
Inverosimilmente semplice.
Evidentemente umana... quindi relativa... percio' non assoluta.


p.s.: secondo me .

mc

mc
Inviato: 29/7/2008 16:59  Aggiornato: 29/7/2008 16:59
Sono certo di non sapere
Iscritto: 19/5/2004
Da:
Inviati: 7222
 Re: Ralenty
Chiudiamo in Bellezza II:

Argomentazione


mc

Redazione
Inviato: 30/7/2008 8:04  Aggiornato: 30/7/2008 8:04
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Ralenty
PENSATORE / MC: Quando ho detto “il caso che ci ha creato”, ho usato il termine creazione non in senso “religioso” (spirituale), ma semplicemente nel senso di chi o che cosa “ci ha messo qui”. Ciò che ha dato origine alla nostra esistenza.

Secondo l’evoluzionismo, “ci ha creato il caso”, secondo il creazionismo, lo ha fatto Dio. (Secondo altri...)

Spero vorrete concordare almeno sul fatto che qualcuno, o qualcosa, ci abbia messo qui.

Non vedo quindi come fare a eliminare il termine di creazione, se non “girandogli attorno” in senso etimologico (oppure saltando il problema a piè pari).

mc
Inviato: 30/7/2008 10:39  Aggiornato: 30/7/2008 10:39
Sono certo di non sapere
Iscritto: 19/5/2004
Da:
Inviati: 7222
 Re: Ralenty
Sentita la Scossetta?
Tutto bene??

>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Citazione:
Spero vorrete concordare almeno sul fatto che qualcuno, o qualcosa, ci abbia messo qui.

Ovviamente no.
Non concordo proprio alla "convinzione" di fondo che "qualcosa" (o qualcuno) abbia generato consenziemente il meccanismo di originazione della vita che conosciamo.

Non si prendono in considerazione effetti collaterali non voluti, per esempio.
Oppure, perche' no, un errore, una cappella... tipo preservativo divino bucato, ahahahah...

E comunque, non e' solo il termine "creazione" che stonava, a mio avviso, ma anche "intelligente" riferito alla causa... Anzi rileggendo e' un po' quello che aleggia nell'immediato intorno dell'articolo (a livello intuitivo, e comunque, lo confermi che non riuscivi a farne a meno senza evitare il "problema" ) ... questo tipo di affermazioni sono originate da influenze culturali indotte ... Strutture culturali impostate su chiusure mentali-filosofiche, non su aperture.
Non mi riferisco al tuo punto di vista, ovviamente, ma ad un generico modo di pensare.

Citazione:
Non vedo quindi come fare a eliminare il termine di creazione, se non “girandogli attorno” in senso etimologico (oppure saltando il problema a piè pari).

Ah... non ce la raccontiamo ... scrivi bene... se vuoi ci riesci alla grande... ...
E comunque, sto proprio dicendo che il "problema" (che non e' un vero problema) si puo' tranquillamente saltare a pie' pari, prendendo in considerazione il fatto che mentalmente non e' salutare fondare certezze fondamentali su ipotesi astratte e che i punti di riferimento possono fissare un aspetto finito solo e sempre relativo, mai definitivo, mai assoluto... (o anche no, ma proprio per questo lo dico! ).

mc

pensatore
Inviato: 30/7/2008 11:36  Aggiornato: 30/7/2008 11:36
Ho qualche dubbio
Iscritto: 1/6/2006
Da:
Inviati: 173
 Re: Ralenty
"Qualcuno o qualcosa ci ha creato"

Trovare una causa significa effettuare un percorso a ritroso e scegliere liberamente il punto di partenza.
Si può pensare che ogni diramazione possibile nello sviluppo degli eventi sia stata in qualche modo determinata da una volontà (non muove foglia che Dio non voglia) che segue nel tempo l'evolvere dello stato delle cose, il che sarebbe compatibile con un certo grado di casualità e anche di libertà, peraltro innegabili.
Escluderei il discorso deterministico che mi pare la versione pseudoscientifica e peggiorativa della credenza nel destino, che invece riconosce qualche possibilità di scostamento temporaneo dal disegno sottostante e preesistente.
Personalmente ritengo che i mutamenti non abbiano una causa perchè se andiamo a guardare nel piccolissimo (spazio e tempo) ci accorgiamo che gli eventi elementari sono acausali, come peraltro già noto dalla termodinamica ben prima della fisica quantistica, allorquando si è cominciato a parlare di probabilità.
Occorrerebbe a questo punto definire i limiti del discorso che possono riguardare la specie umana, la vita in generale (ammesso di accordarci su una sua definizione), la materia inanimata e le leggi fisiche oppure la cosmologìa.
Sono argomenti che si possono portare avanti in termini scientifici -descrittivi- e di comprensione -intuitivi- se si riesce a liberarsi di tutti i preconcetti, consci e inconsci, che stanno anche alla base del nostro modo di pensare, quali ad esempio quelli di spazio e tempo, e vincendo il naturale "orrore del vuoto".
E' difficile rispondere alle domande fondamentali (*): chi siamo; da dove veniamo e dove andiamo; cosa mangiamo per cena. Inevitabilmente si scivola sull'ultima.
Saluti.
(*) nota: fonte Woody Allen.

Redazione
Inviato: 30/7/2008 12:02  Aggiornato: 30/7/2008 12:03
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Ralenty
mc: Citazione:
"Sentita la scossetta? Tutto bene?"
Sì grazie. Hanno ballato un pò i lampadari, la casa ha scricchiolato, ma non si è rotto niente. Io credo che la valutazione 5,4 fosse per l'epicentro, ma qui è arrivato molto meno. (Però dovevi vedere la faccia del mio cane! Se avesse avuto i sottotitoli, ci sarebbe stato scritto: "Ahò, ma che cazzo succede qui?")

Citazione:
"Non concordo proprio alla "convinzione" di fondo che "qualcosa" (o qualcuno) abbia generato consenziemente..."
Guarda che "consenziente" l'hai aggiunto tu. Il caso per definizione non può esserlo.

***

PENSATORE: Citazione:
Personalmente ritengo che i mutamenti non abbiano una causa perchè se andiamo a guardare nel piccolissimo (spazio e tempo) ci accorgiamo che gli eventi elementari sono acausali, ...
Hai mai letto l'introduzione di Jung al libro dell'I-King?

pensatore
Inviato: 30/7/2008 17:13  Aggiornato: 30/7/2008 17:13
Ho qualche dubbio
Iscritto: 1/6/2006
Da:
Inviati: 173
 Re: Ralenty
REDAZIONE: Citazione:
"Hai mai letto l'introduzione di Jung al libro dell'I-King?"

Adesso l'ho letto, grazie dell'indicazione.
Concetti simili li avevo trovati nel libro di Capra "Il Tao della Fisica"; in effetti la distinzione tra osservatore ed osservato è stata superata, la correlazione istantanea tra eventi distanti nello spazio-tempo è stata provata scientificamente -fenomeni di "entangled"-; esistono anche inversioni temporali causa-effetto (per usare i nostri termini comuni), come negli esperimenti di scelta ritardata di Wheeler.
Non riesco però a condividere l'idea della necessità dell'osservatore cosciente, proposta anche da diversi fisici, che mi pare basata su un forte antropocentrismo: la Luna esiste anche se nessuno la guarda (citazione). Esiste per il fatto che ogni particella è connessa a tutte le altre, indipendentemente dalla coscienza, e nell'ambito di queste connessioni.
Saluti.

mc
Inviato: 30/7/2008 18:41  Aggiornato: 30/7/2008 18:41
Sono certo di non sapere
Iscritto: 19/5/2004
Da:
Inviati: 7222
 Re: Ralenty
Citazione:
Guarda che "consenziente" l'hai aggiunto tu. Il caso per definizione non può esserlo.

Certo, consenzientemente, perche' se per tua analisi risulta "A rigor di logica, bisognerebbe dedurre che il “caso” che ci ha creato sia infinitamente più intelligente della creazione stessa" non puo' che esserlo consenzientemente. Altrimenti non e' intelligenza, e non e' maggiore di ... : e' fortuita', fortuna, culo cosmico.

Il Caso se non puo' essere consenziente non puo' nemmeno essere intelligente, o piu' intelligente... o sbaglio?



mc

aeremita
Inviato: 30/7/2008 22:18  Aggiornato: 30/7/2008 22:18
Ho qualche dubbio
Iscritto: 23/12/2007
Da: Dolceacqua
Inviati: 211
 Re: Ralenty
Comunque, credo che potremmo risolvere una volta per tutte l'annosa questione creazionismo si', creazionismo no, spirito versuss ragione con una partita a calcio. Chi perde paga la pizza e naturalmente ha torto. A parte gli scherzi, perche' no? Magari quando Massimo e' in zona.

mc
Inviato: 31/7/2008 10:51  Aggiornato: 31/7/2008 10:51
Sono certo di non sapere
Iscritto: 19/5/2004
Da:
Inviati: 7222
 Re: Ralenty
Citazione:
con una partita a calcio.


Io ci sto... 5 minuti per tempo ... Se ce la faccio. .

(A tal proposito e' d'uopo un video gia' postato in passato: Questo (in ITA) )

mc

Primus
Inviato: 31/7/2008 11:25  Aggiornato: 31/7/2008 11:25
Ho qualche dubbio
Iscritto: 29/1/2007
Da: Roma
Inviati: 63
 Re: Ralenty
Egr. Siudal, siccome ti sei appellato all'intelligenza dei lettori mi sento legittimato a risponderti in rappresentanza di tutti coloro che hanno trovato questo articolo di loro gradimento.

Pertanto desidero informarti di quanto segue:
1) L'EVOLUZIONISMO di tipo MECCANICISTICO, pur essendo la teoria dominante a livello accademico è solo una TEORIA CHE DEVE ANCORA ESSERE DIMOSTRATA.

2) Il dibattito scientifico sulla questione è ancora completamente aperto.

3) Qualsiasi presa di posizione categorica sui misteri dell'evoluzione non può che essere di natura dogmatica e i dogmi come noto non dovrebbero trovare alcuna cittadinanza nel dibattito scientifico.

4) Il fatto che a livello mediatico la discussione in merito si concentri esclusivamente tra le ragioni dogmatiche della chiesa e gli evoluzionisti meccanicisti non significa però che non esistano teorie molto più valide di entrambe (dal punto di vista logico-matematico-sperimentale).

5) Tra le teorie meno reclamizzate dai mass-media vi sono anche quelle che non negano affatto l'esistenza di un processo evolutivo pur riconosciendo in questo l'impossibilità matematica di una matrice casuale. A sostenerlo vi sono infatti molti scienziati fuori dal coro dei luoghi comuni tra cui possiamo citare l'italianissimo astrofisico Massimo Teodorani e in particolare il suo volume "La mente di Dio". Un'opera che nonostante il titolo non ha nulla a che vedere con le divinità cristiane o il concetto di Dio che hanno le altre religioni.

6) discutere della complessità delle combinazioni matematiche necessarie a realizzare ogni singola tappa evolutiva per concludere semplicisticamente che si tratta del caso solo in quanto non esiste ancora un modello matematico in grado di spiegarle è totalmente assurdo.

7) la prima obiezione logica e razionale alla teoria dell'evoluzionismo di tipo meccanicistico è questa:
dal punto di vista statistico e matematico il processo di adattamento della vita all'ambiente si manifesta come un progetto intelligente e non casuale. Il processo di adattamento è di per se un processo infinitamente intelligente.

8) Dal momento che la stragrande maggioranza delle persone è stata indottrinata a credere fideisticamente in castronerie impossibili come l'adattamento biologico all'ambiente in modo assolutamente casuale, ti sfido a mettere per iscritto una sola equazione in grado di spiegare matematicamente il processo casuale in grado di produrre anche uno solo dei seguenti dati sperimentali:

A) l'espediente naturale del c.d. mimetismo con cui molte forme di vita assumono sulla propria pelle i colori e le forme del loro ambiente per risultare invisibili ai loro predatori.

B) la trappola del ragno. Come è arrivato un aracnide a produrre con il suo corpo il più resistente materiale del mondo (la cui sintesi in laboratorio non è ancora riuscita a nessuno dei più sofisticati elaboratori di ricerca) e poi ad utilizzarlo come trappola per le sue prede?

9) se trovi queste equazioni tra la letteratura scientifica dell'evoluzionismo meccanicistico sei invitato a mostrarcele perchè non esistono.

GRAZIE PER L'ATTENZIONE

Marco Pizzuti

ultimo
Inviato: 8/9/2008 16:51  Aggiornato: 8/9/2008 16:51
Ho qualche dubbio
Iscritto: 25/3/2008
Da:
Inviati: 76
 Re: Ralenty
Articolo curioso e interessante, per niente squalificante. L'ultima fra è un pò criptica, ma sicuramente nulla toglie agli spunti offerti dal pezzo.

Complimenti.

peonia
Inviato: 22/6/2012 18:05  Aggiornato: 22/6/2012 18:22
Sono certo di non sapere
Iscritto: 26/3/2008
Da: Roma
Inviati: 6677
 Re: Ralenty
Siudal, mamma mia! ti rendi conto di come sei condizionato????????
Il metodo scientifico va bene per certe cose e non per tutto, per fortuna l'uomo può volare con la mente, sognare cose inimagginabili, creare e tante altre cose che la scienza non può spiegarti, al massimo ti dice come può avvenire chimicamente che non è La spiegazione....
Questo materialismo-razionalsmo-pragmatismo vi (a quelli che ragionano come te) ha chiuso in gabbie tremende...è terribile.....

...Non temete nuotare contro il torrente. E' di un'anima sordida pensare come il volgo, solo perche' il volgo e' in maggioranza... (Giordano Bruno)
Pyter
Inviato: 22/6/2012 18:35  Aggiornato: 22/6/2012 18:35
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Ralenty
E' incredibile, ripensandoci, alle cose che fa la mente nel giro di due secondi.

E questo indipendentemente dal fatto che poi il tiro venga parato o vada fuori o prenda il palo.

Dopo tutti questi discorsi filosofici, abbastanza pregnanti, - un plauso particolare all'utente che ha fatto la metafora della vita col campo di calcio - resta indubbio, dopo quattro anni, che il problema non sia di facile soluzione.

Evoluzione, creazione, selezione del più forte ...mah.

Sono passati quattro anni, siamo diventati più concreti, meno evanescenti, anche il premier va a ralenty, la palla, come la crisi economica, arriva a velocità da 757 reale, impatta contro la traversa mentre il portiere la sfiora, rimbalza vicino alla linea di porta: è dentro di almeno trenta centimetri.

E mentre il portiere calcola, constata, si slancia, scatta, si inerpica, paragona, deduce, si schiena, l'evoluzione è riuscito solo a trovare un coglione da mettere come giudice di porta che in quei due secondi non ha fatto un cazzo e che non vede niente lo stesso.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
fefochip
Inviato: 22/6/2012 18:48  Aggiornato: 22/6/2012 18:49
Sono certo di non sapere
Iscritto: 27/11/2005
Da: roma
Inviati: 7005
 Re: Ralenty
@ peonia

Citazione:
Siudal, mamma mia! ti rendi conto di come sei condizionato????????


ehi peonia ...psss

l'articolo è di 4 anni fa .....


comunque molto istruttivo rileggersi a distanza di 4 anni

più che "scoprirla" la verità si "capisce", inutile quindi insistere piu di tanto
blu23
Inviato: 22/6/2012 19:20  Aggiornato: 22/6/2012 19:20
Mi sento vacillare
Iscritto: 11/2/2009
Da:
Inviati: 585
 Re: Ralenty
Dopo il primo passo, il cervello stabiliva che la distanza dall’incrocio dei pali era ancora troppo alta per lanciarsi, e partiva l’ordine per le gambe di compiere un secondo passo.

Se il tiro è alla tua sx il primo passo è uno spostamento laterale con la gamba sx seguita dalla destra ma se devi fare un secondo passo devi incrociare la DX alla SX e quindi spingere con la gamba non omologa alla direzione del tiro rispetto al tuo corpo. Se come secondo passo rieffettuassi uno spostamento in lateralità con la sinistra saresti una speciel di rana saltellante, avresti perso una marea di tempo e con il cacchio che lo prendi il pallone.

Ribellatevi al mondo corrotto di Babilonia, emancipate la vostra razza, riconquistate la vostra terra. (Bob Marley)
DjGiostra
Inviato: 22/6/2012 19:47  Aggiornato: 22/6/2012 19:47
Sono certo di non sapere
Iscritto: 11/1/2009
Da: Brignano G.D'Adda
Inviati: 5481
 Re: Ralenty
@Redazione:
Citazione:
Va bè, a 'sto punto chiudiamo in bellezza:

Ehm.. Massimo.. Il video e' stato rimosso !!!

Ho letto l'articolo e non riuscivo a capire dove volessi parare !!
Poi ho letto la tua spiegazione su come e' nato l'articolo e ho capito

Diciamo che ti sei riletto l'articolo e ti sei stupito di te stesso !!

Bello comunque e molto interessante !!

Una sola domanda:
Cazzo centra l'evoluzione o creazione con l'articolo ????

Meglio un dubbio certo che una falsa certezza !!(Nisoli Damiano)
Da oggi chiamatemi Top Gun Su A320 !!

Il rispetto nasce dal rispetto
ELFLACO
Inviato: 22/6/2012 20:28  Aggiornato: 22/6/2012 20:28
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 28/10/2005
Da:
Inviati: 1839
 Re: Ralenty
Tanto lavoro per questo povero cervello .Poi arriva UNO che ti manda in merda millioni di anni di evoluzione o "Il creato" .

Link

“Le persone non dovrebbero avere paura dei propri governi, sono i governi a dover aver paura delle persone.”
Farvatus
Inviato: 22/6/2012 20:29  Aggiornato: 22/6/2012 20:29
Ho qualche dubbio
Iscritto: 20/4/2005
Da: Torino
Inviati: 220
 Re: Ralenty
Sull'argomento direi che Heinrich Von Kleist nel suo "Sul teatro di marionette" ha detto parole forse insuperabili, inviterei quindi alla sua lettura. Ne cito la fine

Citazione:
«ora possedete tutto il necessario per comprendermi: nella misura in cui nel mondo organico la riflessione si fa più debole e oscura, la grazia vi compare sempre più raggiante e imperiosa. Così come due linee che procedono all’infinito si intersecano da un lato in un punto e poi all’improvviso anche dall’altro lato, così come l’immagine dello specchio concavo, dopo essersi allontanata all’infinito, d’improvviso ci ricompare vicinissima davanti, così anche la grazia, dopo che la conoscenza, per così dire, ha traversato l’infinito, si ritrova, in tutta la sua purezza, in quel corpo dalle sembianze umane che non ha nessuna o un’infinita coscienza, cioè… nella marionetta o in Dio» «E quindi» – chiese il padrone di casa un po’ smarrito – «dovremmo rimangiare dall’albero della conoscenza per ricadere nell’innocenza?»,… «Certamente» – rispose l’altro – «questo è l’ultimo capitolo della storia del mondo: il ritrovarsi della coscienza nell’innocenza dell’infanzia».

"In un certo senso tutto il nostro universo è tempo, è irreversibilità. Però il tempo emerge da una realtà eterna che è il vuoto." Ilya Prigogine
Redazione
Inviato: 22/6/2012 21:04  Aggiornato: 22/6/2012 21:04
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Ralenty
DJGIOSTRA: "Cazzo centra l'evoluzione o creazione con l'articolo ????"

Niente. Mi stupivo semplicemente che "il caso" abbia creato una macchina così perfetta da riuscire a meravigliarsi di se stessa.

noalgregge
Inviato: 22/6/2012 21:11  Aggiornato: 22/6/2012 21:23
Mi sento vacillare
Iscritto: 12/10/2010
Da:
Inviati: 307
 Re: Ralenty
Citazione:
fefochip
questa è una domanda insidiosa e tutto sommato scorretta. innanzi tutto propone un scelta aut aut implicitamente su qualunque cosa. quindi la domanda si potrebbe rielaborare dicendo :"per studiare qualunque cosa o si segue o il metodo scientifico o no" detta cosi ecco che l'affermazione comincia a mostrare le caratteristiche di una trappola: in altre parole o segui il "metodo" scientifico o non segui un "metodo" . ma se attualmente esiste solo il metodo scientifico non vuol dire che non se ne possa creare uno ad hoc che lo sostituisca . ultima e piu importante considerazione il metodo scientifico è assolutamente insufficente a studiare molti fenomeni e questo ha portato ha classificare come "bufale"tutta una serie di fenomeni che non possono essere studiati con esso. la fisica quantistica getta un po di luce in tutto questo e dimostra con il metodo scientifico stesso l' inadeguatezza di tale metodo .


Non posso che essere in completo accordo con te.

"Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti." Eraclito
Giustur
Inviato: 22/6/2012 22:16  Aggiornato: 22/6/2012 22:16
Ho qualche dubbio
Iscritto: 3/4/2012
Da: Clacton, Essex, UK
Inviati: 80
 Re: Ralenty
Ottimo articolo; avendo fatto il portiere mi riconosco in toto e concordo su tutto tranne che sul finale: con me, tiri del genere entravano sempre e la ricaduta a terra era foriera di malori muscolari e zoppicamenti vari. So much for the computing brain...

NeWorld
Inviato: 22/6/2012 22:35  Aggiornato: 22/6/2012 22:35
Mi sento vacillare
Iscritto: 25/1/2011
Da: Around the World
Inviati: 629
 Re: Ralenty
Complimenti per l'articolo,sempre attuale.

Redazione:

A rigor di logica, bisognerebbe dedurre che il “caso” che ci ha creato sia infinitamente più intelligente della creazione stessa.

... Mi stupivo semplicemente che "il caso" abbia creato una macchina così perfetta da riuscire a meravigliarsi di se stessa.


Quello che ci leggo io è:

Il "caso" ha creato una serie di azioni,pensieri,deduzioni,elaborazioni, (e chi ne ha più ne metta...) ORDINATE,consequenziali,precise, atte a raggiungere un obiettivo. Spiegare questo procedimento (benchè si tratti in apparenza di un azione semplice) è tutt'altro che facile,perchè coinvolge una miriade di fattori.

Il "caso"...

Ma "CASO" è anagramma di CAOS e ne è strettamente legato. Include DISORDINE e mancanza di INTENZIONE DETERMINATA.

In poche parole il "caso" NON PUO ESSERE INTELLIGENTE e sopratutto NON PUO ESSERLO in misura superiore a qualcosa (che nè è conseguenza) che sia dotata di intelligenza.

In conclusione... come in Mazzucco anche per me desta grande STUPORE la teoria secondo la quale NON VI SIA un intelligenza SUPERIORE dietro a eventi che di per se sono AL Di SOPRA della causa stessa (ossia il fantomatico "caso").

Spero di essere stato chiaro e di aver centrato il punto...

"perché abbiamo un combattimento non contro sangue e carne, ma contro i governi, contro le autorità, contro i governanti mondiali di queste tenebre, contro le malvage forze spirituali che sono nei luoghi celesti"
berna85
Inviato: 22/6/2012 23:10  Aggiornato: 22/6/2012 23:10
Ho qualche dubbio
Iscritto: 16/1/2011
Da: Amsterdam
Inviati: 154
 Re: Ralenty
Qualche giorno fa mi è capitato tra le mani un libro intitolato "Mindsight" scritto da un Dr. Dan Siegel.

Vengono citati diversi studi scentifici che dimostrano che tramite non solo l'esperienza ma anche tramite il pensiero si possano sviluppare nuove connessioni fra neuroni. Durante la vita di un individuo si formano delle vie preferenziali là dove cè più attività, lasciando altre sotto sviluppate.

Mindsight sarebbe la facoltà della nostra mente di osservare se stessa e di capirne i meccanismi. Tramite quste processo di introspezione vengono creati nuovi contatti che danno la possibilità di mettere le nostre emozioni in prospettiva.


Nulla di tutto ciò è avvenuto a livello razionale

Come definire tale processo allora?

Polidoro
Inviato: 23/6/2012 0:30  Aggiornato: 23/6/2012 0:30
Mi sento vacillare
Iscritto: 9/4/2005
Da:
Inviati: 488
 Re: Ralenty
Il portiere greco di stasera (la partita Grecia - Germania cui ha presenziato Angela con composta esultanza) non conosceva almeno l'ultima sequenza di comandi:
hai intercettato la palla, chiudi le mani su di essa, stringila forte al petto.

Incontrata la palla, probabilmente, cominciava a meravigliarsi così tanto ... entrava in un loop, non so, insomma invece di trattenerla la respingeva sempre ... (beh, una volta l'ha presa).

Scherzo, però il fatto è vero, quel portiere mi faceva piangere (forse è uno che dorme poco).

Un pò di pessimismo: lo stesso cervelllo che non riesce a capacitarsi delle proprie possibilità, egualmente, riflettendo sul migliaio di teatranti in parlamento, ivi posti da tanti cervelli diversi, non riesce PROPRIO a capacitarsi ....... ma come? riesco a fare calcoli complessi, sincronizzare, valutare, decidere e ... la palla, magari, anche se non la prendo, vabbè, ... ma LI, quelli li ... come ..

"Il vero viaggio di scoperta non consiste nel cercare nuovi orizzonti ma nell'avere nuovi occhi." Marcel Proust
peonia
Inviato: 23/6/2012 0:53  Aggiornato: 23/6/2012 0:53
Sono certo di non sapere
Iscritto: 26/3/2008
Da: Roma
Inviati: 6677
 Re: Ralenty
Azz Fefo come sono stordita....è il caldo!!!!!

...Non temete nuotare contro il torrente. E' di un'anima sordida pensare come il volgo, solo perche' il volgo e' in maggioranza... (Giordano Bruno)
Giano
Inviato: 23/6/2012 1:36  Aggiornato: 23/6/2012 1:36
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 18/3/2011
Da:
Inviati: 1424
 Re: Ralenty
Parte il calcio di punizione. Il portiere vede il pallone che spunta sopra la testa dei suoi difensori,  fa due passi verso sinistra, si lancia verso l’alto, non riesce a deviare il tiro e la palla si infila sotto l’incrocio dei pali. Il portiere si accartoccia a terra, e si rialza fra i fischi della folla.

Il portiere ha imparato che deve vedere partire il pallone e non deve aspettare che spunti dalle teste dei difensori.

Altro fallo.  Parte il calcio di punizione. Il portiere si piazza meglio,  vede il pallone che viene calciato dal  piede dell'attaccante, fa due passi verso sinistra, si lancia verso l’alto, e riesce a deviare il tiro sul fondo, prima che la palla si infili sotto l’incrocio dei pali. Il portiere si accartoccia a terra, e si rialza fra gli applausi della folla.

Il portiere ha imparato, ha fatto esperienza. 
Ora gli sembra che nulla sia lasciato al  "caso" e se ne compiace.
Ha "creato"una nuova tecnica.

manneron
Inviato: 23/6/2012 4:02  Aggiornato: 23/6/2012 4:02
Mi sento vacillare
Iscritto: 20/2/2006
Da:
Inviati: 951
 Re: Ralenty
in effetti l'evoluzionismo su piccola scala funziona benissimo ed è anche facile da provare quando entra in azione la manipolazione genetica. qui funziona da dio letteralmente. diciamo che è perfetto per spiegare come una specie si adatti benissimo al proprio ambiente avendo tempo.

LoneWolf58
Inviato: 23/6/2012 8:28  Aggiornato: 23/6/2012 8:28
Sono certo di non sapere
Iscritto: 12/11/2005
Da: Padova
Inviati: 4861
 Re: Ralenty
Citazione:
Autore: Giano Inviato: 23/6/2012 1:36:05

Parte il calcio di punizione. Il portiere vede il pallone che spunta sopra la testa dei suoi difensori, fa due passi verso sinistra, si lancia verso l’alto, non riesce a deviare il tiro e la palla si stampa sull’incrocio dei pali. Il portiere ha capito che

ha funzionato...

La storia, come un'idiota, meccanicamente si ripete. (Paul Morand)
Il problema, però, è che ci sono degli idioti che continuano a credere che la storia non si ripeta. (LoneWolf58)
Jurij
Inviato: 23/6/2012 9:02  Aggiornato: 23/6/2012 9:02
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 8/11/2009
Da: Galvatron
Inviati: 2359
 Re: Ralenty
Non ho letto subito l’articolo perché pensavo fosse qualcosa di “leggero” … sbagliato, mea culpa :o)

Citazione:
Il processo di apprendimento quindi non avviene, come si potrebbe pensare, sul campo: l’esercizio fatto durante l’allenamento serve solo a raccogliere informazioni (esperienza), che poi il cervello rielabora durante il sonno, sviluppando le nuove capacità esecutive.

Questo spiegherebbe perché durante un allenamento di qualsiasi cosa, anche se si fanno più ore di allenamento, non si riesce a vedere il miglioramento se non il giorno dopo quando si riprende.

È una considerazione che non avevo mai fatto, grazie Massimo.

Citazione:
A rigor di logica, bisognerebbe dedurre che il “caso” che ci ha creato sia infinitamente più intelligente della creazione stessa.


Verrebbe da chiedersi “conosci te stesso?”

In effetti da anni, quando parlo di proprietà del cervello, uso ripetere che vi sono 2 concetti importanti che il nostro “sistema pensante” non riesce a elaborare; il primo è la concezione dell’infinito, non ce la facciamo proprio e li si nota che il “sistema” ha un limite e non di poco.

La seconda cosa è la comprensione che questo insieme di cellule nervose creano il nostro io pensiero, straordinario, ma incompreso.

Niente da ridire quindi se mi parlano di intelligenza superiore che ha creato tutto questo …. però, chi ha creato l’intelligenza superiore?

È importante che non lo dimentichiamo.

Dove ci sono attentati ci sono servizi segreti.

Non scarto mai nessuna ipotesi perché un domani potrebbe andare a sostegno di un'altra rendendola così più possibile.

Chi ha le competenze (potere di decidere) ha le responsabilità.
LoneWolf58
Inviato: 23/6/2012 9:20  Aggiornato: 23/6/2012 9:20
Sono certo di non sapere
Iscritto: 12/11/2005
Da: Padova
Inviati: 4861
 Re: Ralenty
Citazione:
Ma "CASO" è anagramma di CAOS e ne è strettamente legato.
Caso e Caos sono solo due etichette che noi usiamo per "catalogare" fattori (regole o leggi naturali) a noi sconosciuti...
Ad ogni azione corrisponde una reazione quando non conosciamo il fattore che determina la reazione appare magicamente la parola caso/caos...

La storia, come un'idiota, meccanicamente si ripete. (Paul Morand)
Il problema, però, è che ci sono degli idioti che continuano a credere che la storia non si ripeta. (LoneWolf58)
NeWorld
Inviato: 23/6/2012 9:51  Aggiornato: 23/6/2012 10:35
Mi sento vacillare
Iscritto: 25/1/2011
Da: Around the World
Inviati: 629
 Re: Ralenty
Jurij:
Niente da ridire quindi se mi parlano di intelligenza superiore che ha creato tutto questo …. però, chi ha creato l’intelligenza superiore?

È importante che non lo dimentichiamo.


E' importante anche che non dimentichiamo i nostri limiti.

A rigor di Logica (prendo la frase a prestito da Massimo ) un principio ci deve essere stato. Un Essere che ha dato inizio a tutto.
Una grande Causa Prima.

Ma rimane un concetto per noi incomprensibile che ci possa essere un Entità che non ha avuto un principio. Perchè semplicemente il concetto di infinito non ci appartiene.

E' come cercare di spiegare i colori ad uno nato cieco.

Ma il fatto che noi non siamo in grado di comprenderlo ci pone in una posizione di prudenza,in quanto non possiamo escluderlo.

I colori esistono,anche se purtroppo alcuni non ne comprendono l'esistenza. Non potrebbe essere lo stesso per quanto riguarda la Causa Prima?

LoneWolf58:
Caso e Caos sono solo due etichette che noi usiamo per "catalogare" fattori (regole o leggi naturali) a noi sconosciuti... Ad ogni azione corrisponde una reazione quando non conosciamo il fattore che determina la reazione appare magicamente la parola caso/caos...


Ho un paio di domande per te:

1) come hanno avuto inizio "regole o leggi naturali" tra cui il rapporto causa-effetto che tu citi?

2) un evento "guidato" da una regola o legge naturale rimane comunque "guidato". Quindi si presuppone un INTENZIONE DETERMINATA, come lo concili con il fatto che invece i termini CASO e CAOS escludono questa intenzione?

"perché abbiamo un combattimento non contro sangue e carne, ma contro i governi, contro le autorità, contro i governanti mondiali di queste tenebre, contro le malvage forze spirituali che sono nei luoghi celesti"
noalgregge
Inviato: 23/6/2012 10:39  Aggiornato: 23/6/2012 10:41
Mi sento vacillare
Iscritto: 12/10/2010
Da:
Inviati: 307
 Re: Ralenty
Considerato che la storia dell'umanità così come universalmente accettata nel mondo sviluppato è una balla dietro l'altra, non potremmo mai essere in grado di capire da dove veniamo e dove stiamo andando. E qua si torna sempre agli oscuri, e all'isolamento (forzato) di cui questo pianeta ne è vittima da non si sa quante migliaia di anni.

Sicuramente molti ne sono già a conoscenza, ma ecco alcuni bambini che stanno facendo vedere all'uomo quello che sarà in grado di fare tra non molti anni. Ecco dove stiamo andando:

ITALIA - Bimbo di tre anni che legge come un adulto

CINA - Bimbo di 4 anni canta e suona il piano

COREA NORD - Coppia di bimbi (penso sui 5/6 anni) che suona la bateria

INDIA - Bimbo di 7 anni capace di correre per ore

VIETNAM - Bimba 11 anni (credo) incendia gli oggetti col pensiero

ITALIA - Bimbo di 4 anni suona la batteria

EST EUROPA (penso) - Bimbo di 5 anni come Chechi

ITALIA - Bimba di 3 anni che legge l'inglese

E la lista è lunga...

"Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti." Eraclito
incredulo
Inviato: 23/6/2012 11:04  Aggiornato: 23/6/2012 11:06
Sono certo di non sapere
Iscritto: 23/8/2006
Da: Asia
Inviati: 4061
 Re: Ralenty
Citazione:
Rivedendo il tutto “al rallentatore”, è accaduto questo:

.....CUT.......


Quella descritta, inoltre, è solo la parte più visibile di una serie di operazioni, compiute dalla macchina-uomo in quell’arco di tempo, che richiederebbero centinaia di pagine per essere descritte ciascuna nel dovuto dettaglio.

Quella descritta, in realtà, è una realtà che ESISTE SOLO NEL NOSTRO CERVELLO, una realtà di cui veniamo a conoscenza perchè siamo abituati a SCOMPORLA E PARCELLIZZARLA.

Siamo talmente abituati a considerare questa nostra scomposizione come realtà che abbiamo perso di vista l'ORIGINE.

Quel meraviglioso gesto atletico del portiere E' la realtà, la sua scomposizione è una COSTRUZIONE umana.

Mentre siamo concentrati sulla nostra COSTRUZIONE, quella costruzione che richiederebbe "centinaia di pagine per essere descritta", perdiamo di vista il MISTERO di questa meraviglia, smettiamo di MERAVIGLIARCI, lo consideriamo NORMALE.

E perdiamo il "senso" del DIVINO.

Saluti

Gesù Cristo è Verità. Io sono la Via, la Verità e la Vita.
VIMS
Inviato: 23/6/2012 11:34  Aggiornato: 23/6/2012 11:34
Mi sento vacillare
Iscritto: 8/11/2011
Da: Ai piedi del monte
Inviati: 334
 Re: Ralenty
Come Peonia anche io c'ho messo un po' a capire che l'articolo era del 2008.



Voglio aggiungere una riflessione sulla questione allenamento...

La mente umana lavora, molto spesso inconsciamente, per modelli.

Cos'è un modello? E' una rappresentazione semplificata di un qualsiasi fenomeno (non necessariamente fisico) che per quanto semplificata essa sia ne ricalca le caratteristiche fondamentali.

Per restare nell'ambito dell'esempio riportato nell'articolo il portiere, nel fare inconsciamente tutte le azioni descritte, ha usato un modello semplificato della realtà-calcio di punizione. Quest'ultima è molto più complessa di quella che noi riusciamo a comprendere.
Cosa ce ne facciamo di un modello? Lo usiamo per predire un comportamento/avvenimento e quindi preparare la nostra risposta.
Più un modello ricalca la realtà migliori saranno i risultati delle nostre risposte.
E questo in qualsiasi campo. Anche nei rapporti interpersonali...

L'allenamento quindi può essere visto come un affinamento dei modelli.

Il fatto sorprendente è che tutto ciò avviene in maniera quasi del tutto inconscia.

VIMS

La Virtù sta nel mezzo
Calvero
Inviato: 23/6/2012 14:25  Aggiornato: 23/6/2012 14:48
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/6/2007
Da: Fleed / Umon
Inviati: 13165
 Re: Ralenty
Citazione:
Caso e Caos sono solo due etichette che noi usiamo per "catalogare" fattori (regole o leggi naturali) a noi sconosciuti...
Ad ogni azione corrisponde una reazione quando non conosciamo il fattore che determina la reazione appare magicamente la parola caso/caos...


Bravo Lupo

---==)*(==---

Incredulo:
Citazione:
E perdiamo il "senso" del DIVINO.


Esatto.
E la mente è ancora - e soltanto - un mezzo di comunione con la matrice.
Tanto più annulli il tuo ego, tanto più conosci te stesso;
tanto più conosci te stesso, tanto più comprendi l'illusioni della realtà;
tanto più comprendi l'illusione della realtà, tanto più puoi modificarti e attingere alla matrice...

... il problema è sempre e soltanto la paura. La paura è un modello di riferimento legato all'esigenza di sicurezza. Ma la sicurezza oggi anelata non è genuina in quanto non è riferita ad evolversi, ma a rinchiudersi negli schemi di un mondo falso e moralizzato.

Tornando quindi al discorso di Massimo, il cervello riesce a stupirsi di sé medesimo in quanto la funzione di rendersi più abili non è connessa alla comunione della Matrice, indi in realtà non siamo noi a stupirci ma è la matrice che ti sta dicendo: - .. lo vedi che non sei solo?

Lo stupore è il richiamo di Dio.

Non a caso le donne che sono natura (l'uomo è cultura) - qui inteso il tutto in una logica diciamo di Yin e Yang, sono conquistate dall'uomo che ===> le stupisce. In quanto la preservazione della specie per l'uomo in realtà (e non come dice quel COGLIONE di Darwin) mira alla ricerca di DIO.

Tenetevi questa perla di saggezza, perché non è cosa che troverete sui libri.

Misti mi morr Z - 283 - Una volta creato il manicomio, la ragione l'ha sempre il direttore; che l'abbia o meno
appleseed
Inviato: 23/6/2012 14:40  Aggiornato: 23/6/2012 14:40
Ho qualche dubbio
Iscritto: 6/6/2009
Da:
Inviati: 41
 Re: Ralenty
A tutti quelli che credono nella superiorità della scienza sulla religione.

Il metodo scientifico non consiste nell'affermare che tutto ciò che non è (oggi) spiegabile scientificamente sia falso. Questo è l'errore fondamentale degli "scientisti", i veri "scienziati" invece prendono fenomeni che la scienza non è in grado di spiegare con metodi classici e cercano un nuovo punto di vista per riuscire ad interperetare la realtà con i limitati strumenti dell'intelletto umano.

Tutto ciò per dire che insinuare il dubbio che il darwinismo non sia la risposta definitiva al miracolo della coscienza non vuol dire essere contro la scienza, ma solo spingerla a non irrigidirsi su teorie che sono palesemente incomplete.

IoCogito
Inviato: 23/6/2012 14:58  Aggiornato: 23/6/2012 14:58
Ho qualche dubbio
Iscritto: 28/5/2012
Da:
Inviati: 81
 Re: Ralenty
Incredibile la piega che ha preso la discussione.
Comunque non riesco a capacitarmi del perché questo articolo (interessante si) ha avuto più di 6000 visite e quello sul pentagono solo 2500.

Qualcosa non torna

La libertà, come tutti sappiamo, non fiorisce in un paese che sta sempre sul piede di guerra, o che si prepara a combattere. Una crisi permanente giustifica il controllo su tutto e su tutti, da parte del governo centrale.
A. Huxley
Arthur_II
Inviato: 23/6/2012 17:28  Aggiornato: 23/6/2012 17:28
So tutto
Iscritto: 7/2/2012
Da:
Inviati: 27
 Re: Ralenty
In realtà credo che tu sia troppo cerebrale nelle tue analisi, penso che la situazione sia molto più fluida.
Ogni giorno ci sarebbero milioni di miliardi di incidenti automobilistici piccoli e grandi se davvero le cose stessero solo come dici tu.
L'elaborazione cognitiva del portiere e la sua azione nei confronti del tiro in porta possono essere analizzati nel modo che tu dici, se a fare l'analisi è un medico a tavolino, ma non da un attento osservatore.
In realtà tutto quanto tu hai scomposto va a creare delle sovrastrutture che raggruppano una serie di stimoli e movimenti che da quel momento diventano pattern motori, che possono oltrettutto entrare a fare parte del patrimonio genetico ereditario dell'individuo.
Allo stesso modo il giocare a pallone può generare abilità complesse nella gestione della palla ed alcuni movimenti, che in pratica oltre ad avvenire ad un livello semi-automatico, per non dire inconscio, comportano un carico cognitivo praticamente nullo, quindi più che analizzare tutti i movimenti come meccanismi di una macchina, sarebbe forse più semplice immaginarseli come l'incanalarsi di fluidi in alcuni canali, parlare de "il cervello ri-computava per infinite volte la traiettoria" mi sembra francamente fuorviante.

Redazione
Inviato: 23/6/2012 18:09  Aggiornato: 23/6/2012 18:09
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Ralenty
IoCogito: "Comunque non riesco a capacitarmi del perché questo articolo (interessante si) ha avuto più di 6000 visite e quello sul pentagono solo 2500."

Questo articolo era uscito nel 2008, e aveva già 4500 letture. Ora che l'ho ripubblicato ne ha aggiunte altre 2000.

Redazione
Inviato: 23/6/2012 18:12  Aggiornato: 23/6/2012 18:12
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Ralenty
ARTHUR-II: Io no ho detto che sia una elaborazione razionale. E' chiaro che debba avvenire in modo automatico.

L'idea del fluido comunque mi piace, rende bene.

tommasso
Inviato: 23/6/2012 19:33  Aggiornato: 23/6/2012 19:34
Mi sento vacillare
Iscritto: 12/5/2006
Da: ZENA
Inviati: 722
 Re: Ralenty
Citazione:
Sicuramente molti ne sono già a conoscenza, ma ecco alcuni bambini che stanno facendo vedere all'uomo quello che sarà in grado di fare tra non molti anni. Ecco dove stiamo andando:



i bambini prodigio sono sempre esistiti, e non siamo andati da nessuna parte, adesso cosa hanno di diverso? (tranne la bambina che brucia a distanza, sempre sia vero).

salud!

"I nostri nemici sono creativi e pieni di risorse, e lo siamo anche noi. Loro non smettono mai di pensare a nuovi modi per danneggiare il nostro paese e la nostra gente, e nemmeno noi." 5 agosto 2004 G.W.Bush
IoCogito
Inviato: 23/6/2012 20:33  Aggiornato: 23/6/2012 20:33
Ho qualche dubbio
Iscritto: 28/5/2012
Da:
Inviati: 81
 Re: Ralenty
Citazione:
i bambini prodigio sono sempre esistiti, e non siamo andati da nessuna parte, adesso cosa hanno di diverso? (tranne la bambina che brucia a distanza, sempre sia vero).

salud!

Anche secondo me non andremo da nessuna parte con i bambini prodigio, non perché essi non abbiano capacità meravigliose ma perché una volta gettati nella mischia anche loro dovranno ridimensionarsi e quindi in un certo senso "dare addio ai loro poteri speciali".

Come suggeriva Ken Robison in un suo discorso la scuola (e io direi le istituzioni in generale) è la più grande minaccia per le capacità reali che ha l'uomo.

Purtroppo il sistema economico ha delle richieste e tali richieste spesso e volentieri sono state soddisfatte dalle migliori menti del pianeta.
Stiamo sempre andando verso quella direzione, il giorno che baseremo la nostra cultura su qualcosa di diverso dalla matematica, la chimica ecc... (tutte le scienze che l'alchimia considera "inesatte") allora ci potrà essere speranza anche per tutti quei bambini prodigio che hanno doti meravigliose.

La libertà, come tutti sappiamo, non fiorisce in un paese che sta sempre sul piede di guerra, o che si prepara a combattere. Una crisi permanente giustifica il controllo su tutto e su tutti, da parte del governo centrale.
A. Huxley
Jurij
Inviato: 23/6/2012 21:19  Aggiornato: 23/6/2012 21:34
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 8/11/2009
Da: Galvatron
Inviati: 2359
 Re: Ralenty
NeWorld
Citazione:
Ma rimane un concetto per noi incomprensibile che ci possa essere un Entità che non ha avuto un principio. Perchè semplicemente il concetto di infinito non ci appartiene.

Non ci appartiene, giusto, ma forse un giorno potremmo concepirlo, chi lo sa …


Calvero
Citazione:
Tanto più annulli il tuo ego, tanto più conosci te stesso;

Cavoli che saggezza che sfoderi :o)

Si vede che dopo i 40, cade l’ego e sale l’umanità, con la conoscenza di se stessi e degli altri.

p.s. parlo di me stesso ;o)

Dove ci sono attentati ci sono servizi segreti.

Non scarto mai nessuna ipotesi perché un domani potrebbe andare a sostegno di un'altra rendendola così più possibile.

Chi ha le competenze (potere di decidere) ha le responsabilità.
noalgregge
Inviato: 23/6/2012 23:53  Aggiornato: 24/6/2012 0:32
Mi sento vacillare
Iscritto: 12/10/2010
Da:
Inviati: 307
 Re: Ralenty
Citazione:
Tommasso
i bambini prodigio sono sempre esistiti, e non siamo andati da nessuna parte, adesso cosa hanno di diverso? (tranne la bambina che brucia a distanza, sempre sia vero).


Prima di tutto non è vero che non siamo andati da nessuna parte... un secolo e mezzo fa ci spostavamo in carrozza, ora mi sposto in aereo. Prima mandavo un messaggio col piccione viaggiatore, ora mando un messaggio a mio cugino in Australia e lui lo legge 4 secondi dopo. Potrei continuare...

Si i "bambini prodigio" (come suona brutto) sono sempre esistiti, ma quanti contemporaneamente?

Tommasso non ho la presunzione di farti cambiare la visione del mondo, ognuno ha la sua. Consiglio solo di mollare un pochino le redini e cercare di avere una visione del "tutto" un pò più ampia invece di quella ristretta che puzza tanto di Cicap e vomiterie varie. Ma resta un consiglio.

Concordo con IoCogito (e non mi viene difficile) su reputare la scuola così com'è impostata come controproducente all'essere umano. Daltronde è la loro prima e più importante arma. Zitto e seduto!

"Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti." Eraclito
Al2012
Inviato: 24/6/2012 0:15  Aggiornato: 24/6/2012 0:15
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 25/10/2005
Da:
Inviati: 2158
 Re: Ralenty
Il concetto di una “Entità”, così come il concetto di una “Intelligenza superiore”, creatrice proprio non la riesco a concepire.
E’ proprio l’atto di creare che non riesco a comprendere ed accettare così come viene presentato, perché porta con se quello che io considero un errore fondamentale dando inizio alla frammentazione e al dualismo. “Creatore – Creato”.

L’atto creativo si esprime all’interno di “spazio” e “tempo” che sono concetti non oggettivi, ma legati alla percezione soggettiva di una qualsivoglia forma di coscienza più o meno evoluta.

Per come la vedo io quello che “etichettiamo” come “Creato” e che imputiamo ad una “Entità” creatrice esterna, non è altro che la elaborazione che percepiamo con la nostra coscienza.
In altre parole è la nostra coscienza che crea, o per meglio dire è co-creatrice in quanto elabora le “informazioni” che può ricevere dando così una “forma” soggettiva al creato.

Quindi, per me ovviamente, Creatore e Creato sono termini fuorvianti, che ci precludono la possibilità di uscire dalla frammentazione ed anche da una visione egocentrica.

Il termine più corretto sarebbe quello che fa si che Creatore e Creato siano la stessa cosa eliminando così ogni differenza e separazione.

Qualcosa di molto simile al concetto di “Implicito” espresso dal fisico David Bohm, qualcosa che “esiste potenzialmente” ed è al di fuori della percezione spaziale e temporale in cui è racchiusa la coscienza incarnata che può percepire solo una parte di esso, rendendola “esplicata” dando quindi forma materiale alle “informazioni” che può ricevere ed elaborare, e non è la mente e tanto meno il cervello che svolgo la elaborazione, ma è la coscienza …..

Quindi non esiste un Creatore ed un Creato ma esiste un “Divenire” a cui partecipiamo istante per istante ………

“Capire … significa trasformare quello che è"
peonia
Inviato: 24/6/2012 9:15  Aggiornato: 24/6/2012 9:15
Sono certo di non sapere
Iscritto: 26/3/2008
Da: Roma
Inviati: 6677
 Re: Ralenty
E la mente è ancora - e soltanto - un mezzo di comunione con la matrice. Tanto più annulli il tuo ego, tanto più conosci te stesso; tanto più conosci te stesso, tanto più comprendi l'illusioni della realtà; tanto più comprendi l'illusione della realtà, tanto più puoi modificarti e attingere alla matrice...

Calvero, da incorniciare....


IoCogito, la maggiore affluenza di commenti a questo articolo te la dice lunga sul bisogno profondo dell'Umanità, in questo periodo storico specialmente, di accedere a qualcosa di più della ristretta e limitata visione SCIENTIFICA!
Come sempre, ci hanno ingannato e depredato.....rifletti.....

...Non temete nuotare contro il torrente. E' di un'anima sordida pensare come il volgo, solo perche' il volgo e' in maggioranza... (Giordano Bruno)
Docnight
Inviato: 24/6/2012 10:14  Aggiornato: 24/6/2012 10:25
Ho qualche dubbio
Iscritto: 10/6/2012
Da:
Inviati: 293
 Re: Ralenty
cit : Ovvero, lo stesso cervello che è capace di tali meraviglie non riesce a capacitarsi delle proprie possibilità.

FALSO , non è cosi per tutti, il mio se ne capacita benissimo invece


cit : "A rigor di logica, bisognerebbe dedurre che il “caso” che ci ha creato sia infinitamente più intelligente della creazione stessa."


FALSO: l'universo è permeato e plasmato (creato) dall'energia (forza) oscura che determina tutte le leggi universali alle quali anche il caso per logica deve sottostare

Arthur_II
Inviato: 24/6/2012 11:08  Aggiornato: 24/6/2012 11:08
So tutto
Iscritto: 7/2/2012
Da:
Inviati: 27
 Re: Ralenty
Del resto anche in informatica ci sono cicli e flussi. Voglio dire, i programmatori sanno bene che per elaborazioni più complesse non si analizzano i dati uno alla volta, ma si creano condizioni per le quali un operazione viene portata avanti in automatico fino a quando non c'è qualcosa che la ostacola.
Io che non ricordo più tanto, ricordo Gw Basic, dove ad esempio era il ciclo If, then, else. Quindi si crea un ciclo dove se la variabile va bene e rientra in alcuni parametri, si implementa e porta avanti l'operazione fino a quando non va più bene, ed in quel momento si sceglie un altra soluzione, ma non è che si ripeta l'istruzione ogni volta, l'istruzione rimane sempre una.
Perciò quando il portiere si butta verso la palla, la segue in automatico fino a quando essa non dovesse deviare a causa di un effetto paricolare che il calciatore è riuscito ad ottenere imprimendo un tipo di forza non lineare con il piede; non è che in ogni istante prenda una decisione che confermi che sta avvicinandosi tipo radar.
Saluti

IoCogito
Inviato: 24/6/2012 15:01  Aggiornato: 24/6/2012 15:01
Ho qualche dubbio
Iscritto: 28/5/2012
Da:
Inviati: 81
 Re: Ralenty
Citazione:
IoCogito, la maggiore affluenza di commenti a questo articolo te la dice lunga sul bisogno profondo dell'Umanità, in questo periodo storico specialmente, di accedere a qualcosa di più della ristretta e limitata visione SCIENTIFICA!
Come sempre, ci hanno ingannato e depredato.....rifletti.....

Ci rifletto eccome

Penso anch'io che ci sia questo forte bisogno di svoltare rotta. Allo stesso tempo però un grande diceva "il più grande insegnamento della Storia è che l'uomo non impara mai dalla Storia".

Ci hanno sempre inculato, vediamo quanto riusciremo a cadere in basso prima di prendere finalmente quella coscienza collettiva necessaria per evitare le manipolazioni dei poteri forti.

Io personalmente, vedo poche speranze.
Penso sia da pazzi utopici credere che ci sia un risveglio nelle nuove generazioni, io vivo a contatto con queste generazioni tutti i giorni e vi posso assicurare che è la situazione è grave.

Per questo motivo ho deciso di vivere la mia vita alla ricerca dell'isola felice, quella dentro di me sia chiaro

La libertà, come tutti sappiamo, non fiorisce in un paese che sta sempre sul piede di guerra, o che si prepara a combattere. Una crisi permanente giustifica il controllo su tutto e su tutti, da parte del governo centrale.
A. Huxley
DinDonDan
Inviato: 24/6/2012 19:13  Aggiornato: 24/6/2012 19:13
Ho qualche dubbio
Iscritto: 3/3/2010
Da:
Inviati: 80
 Re: Ralenty
Citazione:
i bambini prodigio sono sempre esistiti, e non siamo andati da nessuna parte, adesso cosa hanno di diverso? (tranne la bambina che brucia a distanza, sempre sia vero).


Adesso hanno youtube.

Calvero
Inviato: 25/6/2012 0:43  Aggiornato: 25/6/2012 0:44
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/6/2007
Da: Fleed / Umon
Inviati: 13165
 Re: Ralenty
Citazione:
Come suggeriva Ken Robison in un suo discorso la scuola (e io direi le istituzioni in generale) è la più grande minaccia per le capacità reali che ha l'uomo.


cazzarola, non ci credo, ho trovato un alleato!!!! ...

.. ok siamo in due. Bene! .. alla guerra! per Dio

Misti mi morr Z - 283 - Una volta creato il manicomio, la ragione l'ha sempre il direttore; che l'abbia o meno

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