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Autore Albero
Davide71
Inviato: 26/7/2008 15:06  Aggiornato: 26/7/2008 15:06
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 8/7/2006
Da:
Inviati: 2108
 Re: Pubblica il tuo articolo
La mentalità capitalista

Io penso che non si possano veramente comprendere i fenomeni a cui oggi assistiamo se non riflettiamo sul modo di pensare di chi li pone in essere.
Esiste una discreta quantità di famiglie che si tramandano di padre in figlio quella che può essere definita “mentalità capitalista” e che può essere sinteticamente riassunta nei punti che indicherò. Tale mentalità nasce nell’ Inghilterra del Seicento e la sua imposizione a livello politico ha portato alla Rivoluzione Industriale. Essa si contrappone alla mentalità feudale, che adesso non esiste più, per cui non ne parlo; chi è interessato si potrebbe informare su quale fosse la mentalità corrente presso i samurai fino a pochi anni fa. La mentalità mafiosa non è poi tanto lontana da essa.
Nel prosieguo sarò molto duro nei confronti della mentalità capitalista, che disprezzo profondamente, ma ricordo che non tutti quelli che potremmo definire “capitalisti” ne sono affetti; devo purtroppo far notare che essa non si basa solo sul disprezzo degli uomini appartenenti alla classe lavoratrice, ma sull’eccessiva considerazione in cui viene tenuta la “ragione”; le considerazioni di carattere razionale vanno bene in un corso di matematica, ma quando si ha a che fare con esseri umani bisogna rendersi conto che essi non sono “numeri”.
Essa si fonda sul fatto che un capitalista vede gli Stati come un macellaio vede gli altri macellai che si affacciano sulla sua via: dei concorrenti e perciò dei nemici…Non è difficile dedurre logicamente i punti che seguono, e anche quelli che ho omesso:
a) produzione industriale: la produzione deve essere razionalizzata; tutto deve essere prodotto al costo minimo; in particolare è necessario ridurre al minimo il personale necessario a produrlo e pagarlo il meno possibile; la tecnologia preferibile è quella più economica, non la più sicura, e tanto meno quella meno inquinante ;
b) colonialismo: i paesi disabitati o abitati da selvaggi devono immediatamente essere occupati da coloni del nostro paese e le loro terre sfruttate in ogni modo possibile per generare flussi di risorse in direzione del nostro paese;
c) protezionismo: inoltre è fondamentale che noi riusciamo a vendere i nostri prodotti agli altri paesi, ma loro non possano farlo nel nostro; questo determinerà un flusso di risorse verso il nostro paese e impoverirà gli altri paesi;
d) posizione di monopolio sui mercati dei prodotti: nel caso gli altri paesi non siano disposti a comprare i nostri prodotti bisognerà convincerli con le buone (corrompendo) o con le cattive (con la guerra); sarà inoltre necessario impedire ai paesi concorrenti di commerciare con gli altri paesi; un sistema molto adatto è quello di promuovere e finanziare organizzazioni sindacali che li costringano ad aumentare i salari e riducano la loro capacità competitiva;
e) guerra tecnologica: le guerre si vincono disponendo di un esercito più numeroso e meglio armato; ogni scoperta che permetta di costruire armi più potenti e distruttive deve essere implementata il più presto possibile;
f) posizione di monopolio sul mercato delle risorse: fondamentale, infine, il controllo dello sfruttamento delle risorse naturali; ove non sia possibile ricorrere all’esercito si possono finanziare e promuovere organizzazioni ambientaliste che impongano limiti negli altri paesi, a tutto vantaggio del nostro;
Qualcuno rimarrà scandalizzato dal fatto che certe cose buone e giuste (ecologia, sindacati, sicurezza, la stessa democrazia) siano state in parte ottenute con l’appoggio più o meno nascosto di potenze estere per nulla disinteressate; abbia pazienza, ma non si possono comprendere i fenomeni della Storia pensando che gli uomini non siano né avidi né infidi…
Ricordo i grossi effetti collaterali della “Rivoluzione industriale”, il segno distintivo dell’avvento del capitalismo:
1) aumento imbarazzante della popolazione priva di occupazione e assoluta assenza di volontà di gestire tale emergenza: oggi li chiamerebbero “esuberi”;
2) drammatico peggioramento delle condizioni di vita della maggior parte della popolazione, a fronte di un miglioramento del tenore di vita di una sua piccola parte;
3) crisi economiche frequenti e dalle dinamiche poco chiare: in particolare accadeva che il cibo venisse lasciato marcire nei magazzini e la gente morisse di fame perché non se lo poteva permettere…
4) aumento della conflittualità sociale;
5) aumento della conflittualità tra Stati e della necessità di guerre di conquista e di colonizzazione;
6) progressivo peggioramento della forma con cui le guerre venivano combattute;
7) aumento vertiginoso dello sfruttamento delle risorse naturali e dell’inquinamento;

Faccio notare come, per un capitalista convinto, tutti i punti che io ho elencato non sono affatto dei problemi, ma dei “danni collaterali marginali” in un sistema che secondo loro funzionerebbe perfettamente, se non ci fossero i “comunisti bastardi” a mettere “strane idee” nella testa della gente!
Faccio di nuovo notare che non verrà mai nessuno a dircele in faccia queste cose. Ma molti di coloro che prendono decisioni agiscono in base a questa ideologia, e questo spiega molte volte la grossa discrepanza fra quello che dicono e quello che fanno. Ancora adesso, se vogliamo, la linea politica di destra è quella di costituire un sistema economico nel quale quei fenomeni avvengano continuamente.
Coloro che conoscono la Storia anche solo da quello che hanno imparato a scuola si accorgono benissimo che tutte le cose che ho descritto si sono puntualmente verificate e sono esistiti dei pensatori che hanno avuto il coraggio di sostenere la legittimità di questo punto di vista; in particolare ricordo Adam Smith, autore de “La Ricchezza delle Nazioni” e T. Malthus, autore de “Saggio sulla popolazione”.
Nessuno dei due pensava di essere un uomo malvagio; essi ritenevano se stessi “uomini razionali”; il primo riteneva che esasperando la concorrenza si sarebbe potuto ottenere un miglioramento della qualità dei prodotti e una riduzione del loro prezzo, e lo “dimostrava razionalmente”; il secondo era convinto che riducendo la quantità di cibo riservata ai lavoratori al di sotto del “limite di riproduzione” i lavoratori stessi se ne sarebbero avvantaggiati, poiché avrebbero avuto nel tempo degli aumenti di stipendio. Io non so veramente dirvi se questa era ipocrisia, da parte loro a da parte di chi li appoggiava, ma trovo strano che uno scriva certe cose e non le pensi; trovo molto meno strano che uno pensi certe cose e non le dica, ma si comporti ovviamente sulla base di ciò che crede.
Secondo voi perché Berlusconi ha come cavallo di battaglia la lotta all’immigrazione clandestina e guarda caso sotto il suo governo gli sbarchi aumentano in maniera allarmante? Semplice: da una parte dice quello che alla gente fa piacere; dall’altra coloro che lo appoggiano hanno bisogno di manodopera ricattabile e a basso costo! Il problema odierno, secondo me, è che la mentalità capitalista sta cominciando a diffondersi anche nella classe lavoratrice; m’immagino coppie di impiegati che vorrebbero una colf pagandola poco; vorrebbero la sartoria cinese, il ristorante cinese e tutte quelle cose che costano poco ma si basano sullo sfruttamento dei clandestini; e poi ci sono le cooperative di pulizia, di lavoro e così via…purtroppo tutti noi siamo in qualche modo sottoposti a due forze contrapposte: da una parte il desiderio di aumentare le nostre disponibilità economiche, e per questo appoggiamo la sinistra; dall’altra il desiderio di disporre di maggiore “potere d’acquisto” e per questo appoggiamo la destra. Ma in ognuno dei due casi stiamo andando incontro ad un’illusione! Ritornando alla mentalità capitalista, spero che abbiate capito che essa sia a tutt’oggi molto più diffusa di quanto non appare a prima vista sui media; dovete guardare cosa succede nella realtà.
A me interessa soffermarmi un momento a capire perché nella testa di una persona normale, che di natura soffrirebbe a vedere soffrire un suo simile, si formino pensieri come quelli che ho appena descritto, e come mai egli si auto-convinca di continuare ad essere una brava persona. Il libro di Stevenson “Il Dt. Jeckill e Mr. Hide” é illuminante i proposito. Innanzitutto il capitalista si convince di essere un uomo superiore, che si è elevato al di sopra dei comuni mortali, e che egli quindi egli ha una saggezza che loro non hanno e perciò “loro non possono capire”, e che tutti i sacrifici che egli impone ai suoi lavoratori sono dovuti alla “triste necessità della guerra” e che in un futuro anch’essi guadagneranno dal nuovo modello di sviluppo economico. Inoltre egli cerca in tutti i modi di non essere coinvolto nel “lavoro sporco” sia materialmente sia soprattutto sentimentalmente, e perciò si circonda di personaggi estremamente spregevoli, capaci di compiere con assoluta indifferenza ogni sorta di malvagità. Oggi li chiamano “contractors”…
Io sono convinto che molti di coloro che occupano una posizione sociale che potrebbe essere definita capitalista la lezione della Storia l’abbiano imparata. A ben guardare lo stato continuo e costante di guerra protrattosi in Europa e diffusosi nel mondo per tutto il Settecento, l’Ottocento e sfociato in due Guerre Mondiali è il frutto puro e semplice di quella mentalità, che è semplicemente autodistruttiva!
Esistevano epoche in cui l’uomo sapeva di essere il Custode del Giardino; lo sapeva perché, sapendo di morire, era ben conscio che nulla di ciò che possedeva gli apparteneva veramente. Egli era in qualche modo “ospite” e cercava di operare di conseguenza. Poi venne un tempo in cui egli pensava di essere Padrone del Giardino, ma almeno il giardino gli piaceva così com’era, e si limitava, in genere, ad impedire agli altri di accedervi. Infine venne colui che si considerava Proprietario del giardino, e NON gli piaceva affatto! Egli era convinto che il Giardino nascondesse il suo Nemico, e non sapevo che il Nemico lo portava addosso. Il Giardino, appena si è sentito trattato come un Nemico, si è ovviamente arrabbiato e lo è diventato veramente! Tutto ciò su cui noi abbiamo un potere è il nostro giardino; il nostro corpo, la nostra famiglia, i lavoratori della vostra fabbrica (io non ce l’ho…), il popolo stesso e infine la Natura. Dobbiamo sempre ricordarci che prima o poi lo lasceremo, e perciò non è nostro. Da qualche parte è detto che noi ereditiamo il mondo dai nostri padri, ma lo amministriamo per i nostri figli.
Qui finiremo per rimanere senza giardino! Sarà una cosa molto triste…
P.S. Ho aperto un forum in cui ho cercato di dimostrare come il capitalismo abbia generato il comunismo e il consumismo. Si intitola “Destra e sinistra: Che cosa sono?”; una parte del testo l’ho utilizzata per quest’articolo, ma gli intenti in questo caso sono parzialmente diversi. In questo caso io volevo solo fornire una chiave di lettura di certi avvenimenti storici anche attuali; in quello l’obiettivo è più ambizioso, perché ho cercato di considerare obiettivamente entrambe le mentalità, indicandole come “destra” e “sinistra”.

Non date le perle ai cani e ai porci perchè non le mangeranno e vi si rivolteranno contro.
andresilve
Inviato: 27/7/2008 0:25  Aggiornato: 27/7/2008 0:25
So tutto
Iscritto: 9/7/2008
Da: Rimini
Inviati: 2
 Re: Pubblica il tuo articolo
Il giocattolo indistruttibile

Pare proprio che l'obiettivo prefissato dai gestori e dagli addetti ai lavori del luna park dell'idroscalo di Milano, dove da qualche giorno risiedeva, ma ora non più causa rimozione, l'ormai noto "Sedia elettrica show", sia stato raggiunto.

Chiara e lampante come neve al sole, la parola attorno cui ruota tutta la storiella è proprio questa: pubblicità, consigli per gli acquisti, reclame... chiamatela come volete ma sempre di quella si tratta.

Sì perchè il rapporto causa-effetto ha funzionato di nuovo (George W. Bush insegna) ed ecco che nel giro di 3 giorni un comunissimo luna park è diventato il più noto, famoso, discusso ed acclamato d'Italia ed il vicepresidente della Provincia di Milano che ha ordinato la rimozione è diventato un signore attento alla sensibilità dei cittadini.

Il giochetto è semplice e non è la prima volta che viene utilizzato da coloro che desiderano fare qualche baiocco in più: suscitare polemiche, scalpore, proteste. Questo è l'effetto scatenato dalla causa e cioè dal crudo spettacolo che il manichino proponeva agli spettatori paganti (1 euro).

Il Signor Alberto Mattioli, ha ricevuto per telefono la conferma dell'immediata rimozione del "Sedia elettrica show" dal luna park dell'Idroscalo. Mattioli, informa una nota della Provincia lombarda, "ringrazia la direzione del parco giochi per il senso di responsabilità e la sensibilità dimostrate nel gestire la vicenda".

COSA FA??? RINGRAZIA???? Certo! Si ringraziano a vicenda, visto che entrambi beneficiano di notorietà tanto da meritarsi quasi una pacca sulla spalla. Che bravi ragazzi che sono questo Mattioli e questi gestori del luna park dell'idroscalo! Entrambi dimostrano tantissima sensibiltà verso l'opinione, il gusto e l'etica pubblica: Mattioli si prostra subito all'ordinanza di rimozione e i proprietari del luna park lo eseguono!
Qual miglior proverbio del classicissimo: "due piccioni con una fava"???

Ormai noi cittadini siamo talmente meccanizzati e inconsci di questi sistemi furbi, subliminali ed ignobili che non c'è bisogno neanche più di gettare l'amo, abbocchiamo con tutte le scarpe! E così tutto è finito a "tarallucci e vino", con un bicchiere in più per i protagonisti del giocattolino e uno in meno (tanto per cambiare) per i cittadini.

Naturalmente e ovviamente, gli eurini raccolti non sono altro che una misera parte del bottino che verrà meno dalle tasche dei milanesi e verrà in più in quelle dei giostrai di questo luna park milanese: senza dubbio gli introiti sperati non si basano sull'incasso di questi tre giorni, ma bensì sull'aumento delle visite al parco giochi dopo questa vicenda.

Ma analizziamo la faccenda seriamente e con un pò di buon senso trasferendoci per un attimo con la testa lontano dal mondo attuale.
L'effetto provocato e le proteste di migliaia di cittadini e di numerose autorità pubbliche che hanno manifestato la propria indignazione e il proprio dissenso di fronte alla macabra messa in scena, hanno un senso?
Ha senso lamentarsi per un manichino quando ci sarebbero almeno centinaia di fardelli più grossi per cui preoccuparsi?
Ha senso che l'associazione dei consumatori perda tempo con queste sciocchezze quando, giusto per dirne una, spendiamo in Italia, leader nel consumo di bottigliette di acqua minerale in bottiglia, miliardi di euro per dissetarci con acqua vendutaci come pura e migliore di quella di rete, quando è proprio il contrario???

Probabilmente queste migliaia di persone che hanno denunciato il fatto e che sono rimaste inorridite da questa "terribile" vicenda, non possiedono una televisione in casa. Siamo veramente arrivati ad una situazione tale da scandalizzarci, o meglio, di far finta di scandalizzarci davanti ad una messa in scena di pena di morte vista dal vivo quando in televisione ce la propongono in ogni salsa in 5 film su 10?

Ha più senso vergognarsi e credere di provare orrore davanti ad un manichino scosso oppure credere che il mondo funzioni bene e che l'informazione sia libera??

E qui entra in causa il secondo giochetto che riesce sempre meglio ai media: distogliere l'attenzione. Bombardati da notizie come questa, "eclatanti" e di minore importanza per i media rispetto ad altre per le quali non viene dedicato nemmeno un minuto, giornali e tv tralasciano volutamente nelle loro prime pagine e nei loro notiziari argomenti di serietà mortale, e purtroppo non si tratta di un gioco di parole.
Tutto ciò non fa altro che fare il loro gioco, d'altronde qualcosa dovranno pur dirci dopo la sigla del tg e qualcosa dovremo pur leggere sotto l'intestazione del quotidiano! Tanto meglio se quel qualcosa ci fa discutere e ruba tempo al nostro ormai pochissimo spazio libero della giornata a discussioni e faccende oscure agli organi di informazione.

Forse ora il giochetto ruota intorno ad un'altra parola: ipocrisia.
Forse ora chi si deve vergognare sono proprio gli autori della denuncia per aver abboccato nuovamente.
Forse è tempo di scendere dalla giostra e svegliarsi altrimenti il giocattolino non si romperà mai!

music-band
Inviato: 27/7/2008 8:35  Aggiornato: 27/7/2008 8:35
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 6/10/2005
Da: Shangri-la
Inviati: 1680
 Re: Pubblica il tuo articolo
Non pubblico un articolo ma vi consiglio di leggerne uno, dopo tutte le fesserie che si sono dette nei giorni scorsi: I Messaggi del Potere

desbouvet
Inviato: 27/7/2008 11:12  Aggiornato: 27/7/2008 12:02
Mi sento vacillare
Iscritto: 10/6/2007
Da:
Inviati: 541
 Re: Pubblica il tuo articolo
IL CAVALIERE OSCURO MA MICA POI TANTO

23 / 07 / 08


La pellicola preferita di Adolf Hitler era "Metropolis". Il dittatore teneva in grande considerazione il regista Fritz Lang, forse perchè era nato a Vienna, la città dove il führer aveva cercato di fare l'artista. Oppure perchè il padre austriaco di Lang era un architetto, e Hitler come si sa amava molto l'architettura. O forse perchè il fratello di Lang si chiamava Adolf, come lui. Non si sa. Di certo, a Hitler non sembrava importare che Lang fosse di madre ebrea, e dunque, fosse un ebreo. All'epoca la produzione del film "Metropolis" costò un patrimonio, una cifra fuori da tutti i canoni del tempo, e lo stesso apparato nazista - in seguito - si preoccupò di "salvare" i conti della produzione dal fallimento.

Lang iniziò a scrivere il film nel 1924. Accadde così: che era andato a New York per la prima del suo film "Die Nibelungen" (I Nibelunghi), e rimase affascinato dallo splendente skyline della città. Tornato a casa, si mise a scrivere Metropolis assieme alla moglie, una nobile prussiana. Si conserva una foto che li ritrae mentre lavorano al loro film sotto un arazzo che riproduce animali serpentiformi. Il film uscì nel gennaio 1927, ma non ebbe grande successo in Europa. Invece a New York, chissà perchè, i botteghini furono presi d'assalto. Intanto, nel |Maggio del medesimo anno 1927, un eroe dell'aria di nome Charles Augustus Lindbergh (nato a Detroit) compiva la prima trasvolata dell'Oceano Atlantico. Partì naturalmente da New York (precisamente, dal Roosevelt Field, nelle vicinanze), e atterrò presso Parigi.

Non è un caso che Lindbergh partisse dal Roosevelt Field. La sua vita fu una continua lotta mediatica con l'immagine e la figura di Franklyn Delano Roosevelt. Si andava velocemente verso la guerra totale, e Roosevelt non disdegnava di intervenire. Lindbergh, popolarissimo personaggio in forza all'aviazione militare americana, contestava in pubblico l'eventuale partecipazione alla guerra. Lo disse chiaramente, in un discorso radiofonico mandato in onda il giorno 11 settembre 1941.

Torneremo su Lindbergh, adesso vediamo meglio Lang. Dopo qualche anno da "Metropolis", Lang si trasferisce in America. Non perchè inseguito dalle SS (era di sangue ebreo), ma perchè Goebbels voleva che diventasse il capo dell'industria cinematografica nazista, e lui non ne aveva voglia.

Metropolis, ispirata a New York City, è la città della luce e della tecnologia, opposta ai bassifondi. A Metropolis vivono i Potenti, la Casta Illuminata. Una sorta di Olimpo degli Dei. Là in basso, invece, nei vicoli scuri della città semi-sotterranea, dominati dal Moloch, vivono gli Schiavi. Questa città Nera, contrapposta alla città Bianca, si chiama Gotham.

La parola "gotham" si fa originariamente risalire al nome della città - tedesca - di Gotha, l'antica capitale del Ducato di Sassonia-Coburgo-Gotha, il vero nome tra l'altro della "Casa dei Windsor" (Casato di S-C-G). In qualche maniera che è arduo minimizzare, la parola "gotham" è divenuta il nickname (oggi si dice così) di New York City. Pare sia stato il grande scrittore Washington Irving, all'inizio dell'Ottocento, a fare l'abbinamento.

Robert Kahn - il creatore di Batman - infatti viene dopo. Egli nasce proprio a New York City, da una famiglia ebraica, e sceglie di chiamarsi Bob Kane all'età circa di 18 anni, verso il 1933. Curiosamente, negli stessi anni, Herman Jacob Mankiewicz (nato a New York, da famiglia ebraica) e Orson Welles, lavorano attorno a varie stesure di quello che diventerà il film "Quarto potere", diretto poi da Welles. Il protagonista del film si chiama Charles Foster Kane e il film si chiama in realtà "Citizen Kane". Tutto il film ruota attorno ad una slitta di nome Rosebud. E' la Rosa il simbolo che sta al centro della storia: il protagonista vive tutta la sua vita cercando disperatamente di ritrovare La Rosa. Molti anni dopo, quella slitta di legno, un cimelio del Bosco Sacro (Hollywood) verrà acquistata per circa 80 mila dollari da un ebreo americano di nome Steven Spielberg.

La pellicola originale "Citizen Kane" dura 119 (9/11) minuti ed esce nel 1941 (il 1° |Maggio). Pochi giorni prima, il 27 aprile, le truppe di Hitler entrano ad Atene e issano la svastica nazista sopra il Partenone.

Metropolis? Tra l'altro la presa di Atene era contempoanea all'Operazione "Merkur" con la quale i nazisti invadevano l'Isola di Creta: Freddie "Mercury" con i suoi "Queen" (una regina Sassonia-Coburgo-Gotha) ha ripreso il tema e le immagini di Metropolis nei brani e nei video di "Love Kills" e "Radio Ga Ga". Tenete a mente la parola "Radio". Ed anche la parola "Mercury".

Il 27 aprile i nazisti prendono Atene, il 1° |Maggio esce Citizen Kane e il 10 |Maggio Rudolf Hess, all'insaputa di Hitler, si paracaduta in Scozia, per conferire personalmente con un importante Duca, in modo da rimettere le cose a posto, nell'Europa sconvolta dalla guerra. Pensate, l'America non è ancora entrata nei campi di battaglia, e il nazista Hess si sente già perduto.

Ma l'America entra in guerra proprio alla fine del 1941. In realtà si mobilitava fin dall'11 marzo dello stesso anno, quando Roosevelt - che abbiamo già visto - firma la legge che garantisce agli Alleati ogni ben di dio in rifornimenti d'armi e quant'altro. Quindi Hess faceva bene a cagarsi addosso. Era Hitler, che "guardava troppi film"...

Torniamo a Robert Kahn alias Bob Kane, da non confondere con Charles Foster Kane. E' lui che crea il personaggio di Batman, che debutta sul mensile di fumetti "Detective Comics" nel numero ("del") |Maggio 1939. Per creare il personaggio, tra gli altri, Kane si è ispirato a un fantomatico "Uomo Ombra" che lo stesso Orson Welles stava portando al successo nelle sue trasmissioni radiofoniche.

Perchè Welles era anzitutto un genio della Radio. E la Radio era un "veicolo" popolarissimo, e molto influente, in quegli anni. Il 30 ottobre (festa di Halloween) del 1938, il giovane Orson Welles, durante la trasmissione radiofonica [qui] "Mercury Theatre on the Air", in diretta on air da New York City, scatenò il panico negli Stati Uniti, e in particolare a New York e nel New Jersey, interpretando in modo troppo realistico dei passaggi dal romanzo "La guerra dei mondi" (Londra, 1897) di Herbert George Wells, uno al quale, tra l'altro, il film "Metropolis" non era per niente piaciuto (forse diceva troppe cose "apertamente", per i suoi gusti). Ricordiamo che a riappropriarsi della vicenda (così come delle slitte..), in epoca vicina a noi, è stato lo Steven Spielberg che abbiamo già visto sopra. Anche il suo "The War of the Worlds" è ambientato - naturalmente - attorno a New York.

Riguardo alla "illusione collettiva" relativa alla Guerra dei Mondi, dobbiamo dire quanto ci faccia impressione l'esperimento molto sottile e per niente grossolano che - tramite la disponibilità volontaria o inconsapevole di O. Welles - fu eseguito quel giorno a Gotham City (NYC). Una cosa davvero molto simile a ciò che accadde l'11 settembre del 2001, nello stesso medesimo luogo. Sapere poi che per costruire le Due Torri fu scelto il sito del vecchio quartiere (o meglio distretto commerciale) di "Radio Row", nel Lower Manhattan, fa la sua impressione...

Possiamo a questo punto tornare a Charles Lindbergh. Il suo storico volo del |Maggio 1927 partì dal Roosevelt Field. Questo campo di aviazione fu chiamato così in onore del figlio del Presidente degli Stati Uniti Theodore Roosevelt: Quentin Roosevelt, deceduto in un combattimento dell'aria nel corso della prima guerra mondiale. Franklyn Delano Roosevelt ha una parentela comune col predecessore alla Casa Bianca, e col Quentin morto in aria. E il cognome Roosevelt è l'anglicizzazione dell'originale tedesco, Van Rosevelt, che significa "campo di rose"... Roosevelt Field, da dove partì Lindbergh, quello che non voleva fare la guerra e che lo disse chiaro e tondo l'11 settembre del 1941.

Se a Theodore Roosevelt morì il figlio in aria, il figlio di Lindbergh, Charles August (quasi un omonimo del padre, che si chiamava Charles Augustus), fu invece rapito all'età di due anni dall'abitazione dei genitori, in circostanze misteriose. Fu ritrovato nel maggio del 1932, morto in tenerissima età, in una località di nome Hopewell (della serie "la speranza è l'ultima a morire"?). Fu catturato un tizio che proveniva dalla Germania, un certo Hauptmann, che si dichiarò innocente fino all'ultimo. Fino cioè a quando lo bruciarono sulla sedia elettrica, nel 1936.

E adesso torniamo a Metropolis / Gotham. Sono la stessa città ed è New York, questa città. L'alto e il basso, la luce e le tenebre, il bianco e il nero di una stessa entità, di uno stesso corpo.

Oggi, 23 luglio 2008, debutta nelle sale italiane "The Dark Knight", sesto adattamento cinematografico di Batman, l'eroe dei fumetti creato da Bob Kane, quello che abbiamo visto più sopra. La storia si svolge a Gotham City. Il film è diretto da Christopher Nolan, il protagonista (Batman) è impersonato dall'attore Christian Bale. La radice cristologica dei nomi è evidente, ma non interessante, vero?, specie di questi tempi. Batman dunque cerca ancora una volta di contrastare la malavita di Gotham, e di incastrare il suo capo, il rapinatore di banche "Joker". Il ruolo di quest'ultimo è stato interpretato dall'attore australiano (nato a Perth) Heathcliff Andrew (Heath) Ledger, che era stato già l'attore protagonista in un film dal titolo "A Knight's Tale" (Il destino di un cavaliere), dell'anno 2001. "The Dark Knight" (Il Cavaliere Oscuro, di cui qua si parla), è invece l'ultimo suo film. Le riprese furono ultimate infatti l'11 novembre 2007 e il 22 gennaio 2008 Ledger è stato trovato morto "per malore" in una stanza d'affito a New York City (e dove sennò?). Direi che il rapinatore delle importantissime banche che Batman deve assolutamente proteggere per conto di ...Metropolis?... è stato catturato.

Ma questo film è accompagnato da una certa risonanza "oscura" anche al di fuori della vicenda Ledger. Nel settembre del 2007, su una delle "location" del film, perde la vita un tecnico degli effetti speciali, in circostanze talmente ambigue che ancora oggi non si sa precisamente cosa sia accaduto, e il caso è ancora aperto. E' poi notizia di questi giorni che Christian Bale è stato arrestato a Londra per maltrattamenti all'indirizzo della madre e della sorella. La polizia avrebbe riferito ai cronisti che l'attore "sembra uscito fuori di testa". Peccato, nelle stesse ore il film debuttava in America. Stasera invece debutta in Italia, e via via negli altri paesi. L'11 settembre per esempio debutterà ... in Russia.

La campagna promozionale di questo film, iniziata sin dal Maggio 2007, si è avvalsa delle tecniche del cosiddetto "marketing virale". Questa tecnica di promozione costituisce un passo in avanti nel progetto globale di far partecipare le persone comuni, col loro stupido consenso, alla "registrazione degli eventi" decisi dall'alto. Una tecnica per "risucchiare" la consapevolezza, per strappare il consenso psicologico a operazioni di largo raggio, con obiettivi particolari; insomma una raffinatissima tecnica di controllo e sottomissione, attraverso la "libertà del consumatore".

All'interno del più ampio marketing virale anche il rilascio nel tempo di locandine e manifesti murali secondo una cronologia di contenuti - per terminare alla locandina definitiva - ha un suo ruolo. Marginale, sì, ma di immediato impatto visivo. Ora, se i precedenti manifesti de "Il Cavaliere Oscuro" erano incentrati su Joker/Ledger, l'ultima locandina pervenuta recita la frase "Welcome to a world without rules". La traduzione ufficiale in italiano è "Benvenuti in un mondo senza regole". In inglese il significato di "rule" è però primariamente riferito all'Autorità, al Governo, al Potere. Non solo le "regole", quindi, ma i "regolatori". Coloro che esercitano il dominio.

Ora, è chiaro che Gotham City sia un mondo senza regole. E che sia un mondo senza Autorità. Perchè Metropolis sta lassù in alto, nella piena luce del Sole, ed è lì che stanno i "rulers", e si decide allo stesso tempo sia il New World -ORDER- e sia il CHAOS permanente nei bassifondi del Mondo.

Ed è per questo che potete confrontare queste due immagini. Guardate la forma e l'estensione ... del buco, le fiamme e soprattutto il fumo... e ricordate: "marketing virale" si chiama.





Il Cavaliere sarà anche "oscuro"... ma mica poi tanto.



DESBOUVET

clausneghe
Inviato: 27/7/2008 17:47  Aggiornato: 27/7/2008 18:37
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 17/4/2006
Da: nordcentro
Inviati: 1679
 Re: Pubblica il tuo articolo
Ecco qua il mio articolo fresco di giornata. Sperando che i quattro consueti lettori gradiscano...

OBAMCAIN: niente di nuovo dall'Impero

Finita vittoriosamente l'estenuante corsa per la "nomination" il 46 enne Barack Hussein Obama,l'amerikano negro quasi bianco,comincia a calare le sue carte sul tavolo del grande gioco della politica mondiale.
Chi si aspetta di vedere carte e combinazioni nuove rimarrà deluso,infatti sono le stesse vecchie logore carte che ha in mano anche il suo finto rivale,John McCain.
Nel suo recente tour blindato partito da Kabul,dove intanto che digeriva il pranzo presidenziale offerto dal fantoccio Karzai i suoi compatrioti "bravi ragazzi" in divisa uccidevano per "errore" nove poliziotti Afghani più quattro civili e tre
bambini per contorno,Obama, recandosi in visita nella base Usa di Bagram, dove precisando che vincere in Afghanistan è fondamentale così commentava con i giornalisti: "Vedere che persone così giovani stanno svolgendo un lavoro così eccellente, con tale dedizione dà buone sensazioni sul Paese. Voglio assicurarmi che tutti quelli a casa comprendano con quanto orgoglio lavorano le persone che sono qui e quanti sacrifici stanno facendo. E' eccezionale".
Via dal turbolento Afghanistan si è recato poi nell'altrettanto torbido Iraq dove ha incontrato l'altro fantoccio Nuri al Maliki al quale ha confermato la sua volontà,se sarà eletto 44esimo Presidente Usa, di non ritirare le truppe americane fino alla completa vittoria contro gli "enemy combatant" locali infiltrati da Al-Queida.
Con una specie di "salto quantico" è poi traslato nel vecchio continente toccando le capitali più importanti, Berlino-Parigi-Londra, saltando Roma evidentemente non giudicata degna,dichiarando nella sua ultima tappa a Londra, che lo ha accolto piuttosto freddamente,a differenza di Berlino,che gli aveva tributato un bagno di folla:
"Sono convinto che molte delle questioni che dobbiamo affrontare in patria non potranno essere risolte efficacemente se non abbiamo forti alleati all'estero" Riferendosi allo scambio di vedute con Gordon Brown ha esternato alla stampa:
"Si è trattato di un incontro importante per me, non solo per sottolineare come la situazione internazionale abbia un impatto sulla nostra economia nazionale, ma anche per dare alla gente a casa, oltre che ai leader degli altri paesi, un'idea di dove potrebbe portarli un'amministrazione Obama per quanto riguarda la politica estera".
A Dowing Street,con Gordon ho parlato per due ore di argomenti che vanno dal Medio Oriente ai cambiamenti climatici, dal terrorismo ai mercati finanziari,ha aggiunto.
Non va sottovaluta l'importanza della tappa intermedia,quella di Sderot,Israele,dove dopo aver messo la testa a posto,anzi a "Kippah" ha incassato dal capo dello stato
sionista Shimon Peres un: «Lei dev’essere un grande presidente degli Stati Uniti perché il mondo ha bisogno di una visione e di una leadership» La premessa ovviamente, è che Obama sia eletto. Ma lui, una mano sul cuore, non ha palesato incertezze. Ha detto di"essere qui per riaffermare l’asse israelo-americano con la speranza di diventare un partner effettivo, sia da senatore che, eventualmente, da presidente". Ha poi sorriso ammiccando ai fotografi, alle telecamere e alle assistenti dell’anziano leader laburista che ne hanno commentato il fascino con un «Eizeh Khatikh!», che fusto!. Naturalmente non ha degnato di un cenno i poveri Palestinesi che vivono nel recinto di Gaza,limitandosi a una laconica dichiarazione
resa al presidente Abu Mazen,altro dubbio personaggio,che suona banalmente così: «I palestinesi hanno diritto a uno Stato in grado di vivere».Sottinteso vivere da schiavi dal momento che il senatore dell'Illinois ha ripetutamente affermato che "Gerusalemme deve essere capitale indivisibile dello stato ebraico".Non tutti gli Arabi gradiscono tanto è vero che sono apparse a Ramallah, in contrapposizione alla maglietta indossata a Sderot dal neo-simpatizzante Giudeo,quella con la scritta «I love Sderot», magliette arabe mostranti il suo volto sovrapposto a quello di Bush e McCain... un pò come il nostro Veltrusconi,insomma.
Naturalmente non poteva restare fuori l'Iran e la minaccia che rappresenta per Israele e il resto del mondo, che va "sventata senza indugio e con ogni mezzo".
Bene,sia come sia, se sarà eletto, il primo presidente negro americano, finito che avrà di strusciarsi con Zion e l'apparato industrial-militare che evidentemente gli ha dato luce verde,dovrà fare i conti con una spaventosa recessione che giorno dopo giorno diventa sempre più mortale, unita alla sconfitta che verrà, indipendentemente dal suo sciocco ottimismo, dai campi di battaglia che vedono impegnato il suo Paese che sognava ma ora delira nell'incubo sanguignolento Irakeno, Afghano e prossimamente Iraniano,svegliato di tanto in tanto dai rumori di incendi e tempeste che come anticipo di punizione Divina martoriano quello stanco Paese che ancora crede di essere il centro del mondo.
Obama,se eletto Presidente, si rivelerà se possibile ancora peggiore di W.George Bush, consolidando la tradizione che vuole i presidenti democratici ancora più guerrafondai
dei repubblicani.
Proprio, in piccolo, come avviene da noi con il famigerato Veltrusconi che gli ha copiato il motto e che per questo è stato citato per plagio dallo staff del senatore nero ma quasi bianco.
Dio o chi per Lui abbia pietà dell'America.

padegre
Inviato: 27/7/2008 22:53  Aggiornato: 27/7/2008 22:53
Mi sento vacillare
Iscritto: 28/11/2007
Da:
Inviati: 496
 Re: Pubblica il tuo articolo
- la decrescita infelice –
a cura di Paolo De Gregorio, 14 luglio 2008

Già si vede all’orizzonte qualche fosco segnale di stagnazione economica globale, forse di recessione, e c’è già gente che nel ricco occidente si priva di frutta e verdura, non fa vacanze perché non ce la fa con il reddito.
Ho la netta impressione che la crisi legata principalmente ai mutui americani fasulli, all’aumento del prezzo del petrolio, all’aumento dei prezzi dei cereali dovuto alla speculazione e all’aumento dell’uso dei cereali per fare etanolo per autotrazione, sommata alla mai abbastanza denunciata crisi climatica con siccità, uragani più frequenti, uso agricolo di acque delle falde fossili non rinnovabili, impoverimento dei mari per l’esagerato sforzo di pesca, lo scongelamento in atto dell’Artico, sono crisi di segno strutturale non riassorbibili con aggiustamenti contabili, e andrebbero governate saggiamente, cosa che non avviene.
Certo, coloro che hanno puntato tutto sulla globalizzazione, con cui è stato contagiato tutto il mondo, sono al potere, sanno bene che la fine di questa follia sarebbe anche la loro fine e cercano di resistere in tutti i modi, anche se i nodi strutturali della globalizzazione sono venuti al pettine, e il prezzo elevato del petrolio non consente più la possibilità di far viaggiare le merci in modo economico.
E’ evidente che l’unica strategia possibile sarebbe quella di riconvertire tutte le economie nazionali puntando alla autosufficienza alimentare ed energetica, cosa oggi tecnicamente possibilissima, puntando sul solare diffuso e su una agricoltura non industriale, legata al territorio e che produce per i bisogni interni a km zero.
Quella che andrebbe realizzata globalmente sarebbe l’autosufficienza di ogni nazione, la fine delle tutele, delle egemonie, delle ruberie di materie prime, per passare alla sostenibilità, senza dipendere da forniture estere, e facendo i conti con un indispensabile contenimento delle nascite non potendo più contare sulla emigrazione.
Il mondo ha già 800 milioni di affamati che nessuna politica assistenziale, tipo FAO, ha potuto fermare, e tutte le valutazioni e i programmi di contenimento della fame si sono rivelati sbagliati e fantasiosi, ed è ora di scontrarsi con le religioni che sono il principale ostacolo a qualsiasi pianificazione demografica.
Fermare globalmente l’emigrazione significa responsabilizzare i singoli individui che non potranno più scaricare su altri paesi la propria irresponsabilità riproduttiva, perché si sa benissimo quanta gente può sfamare un territorio e se la via dell’emigrazione è veramente chiusa, qualcosa ci si inventa anche se i preti islamici e cattolici remano contro.
L’unico contenimento delle nascite operato al mondo è stato quello cinese, attuato da uno Stato lungimirante che ha tassato le famiglie con più di un figlio, e reso possibile dal fatto che in Cina le religioni non contano nulla.
La fine della globalizzazione significherebbe anche la fine di un sistema che fa consumare agli Usa, che sono il 5% della popolazione mondiale, il 40% di tutte le risorse alimentari ed energetiche mondiali, facendo finire questa assurdità che il cibo arriva agli obesi dai paesi affamati (basta pensare alle banane).
Il problema è che sia la destra che la cosiddetta “sinistra” oggi hanno la stessa posizione di ineluttabilità della globalizzazione anche se questa mostra segni di cedimento e di inadeguatezza ad affrontare l’emergenza, la loro politica non cambia, anche perché culturalmente inadeguate a guidare la rivoluzione energetica, ambientale, agricola, demografica, della sostenibilità.
Oggi economia e politica sono un tutt’uno con il mercato e questo è male, perché una nazione apparentemente fortissima come la Cina, totalmente inserita nella globalizzazione, sta trasferendo nelle nuove città e nei poli industriali centinaia di milioni di contadini per far fronte alla produzione di merci da esportazione, ma se una crisi petrolifera, economica, monetaria, fermerà questo flusso di esportazioni ci si troverà di fronte a problemi giganteschi che sarebbe meglio prevenire.
Certo tornare a consumare in proporzione a ciò che si è in grado di produrre in modo sostenibile, sembra un passo indietro e la fine del consumismo, ma questa non è una libera scelta, è una strada obbligata che si deve percorrere se non si vuole andare ottusamene e a testa bassa verso il disastro, ed è una strada che preti e capitalisti, grandi e storici alleati, non vogliono e non possono percorrere.
Presto le grandi metropoli potranno trasformarsi in inferni dove non arriveranno più rifornimenti alimentari ed energetici e rapidamente i rapporti tra gli uomini potrebbero tornare a quelli dell’età della pietra.
Oggi la tecnologia fotovoltaica è in grado di dare ad una singola casa energia per scaldarsi, per cucinare, per caricare le batterie di una macchina elettrica. Un piccolo appezzamento di terra può dare l’autonomia alimentare, l’autosufficienza idrica è possibile con cisterne collegate al tetto, e anche tutto il sapere è su internet.
Vi sono oggi in Italia milioni di persone che potrebbero cominciare a vivere in questo modo, umano, sostenibile, nuovo, sottraendosi all’orgia del mercato e alla sua distruttività, fondando un nuovo umanesimo basato sulla sobrietà, sulla autoproduzione, sulla libertà, sul libero scambio di prodotti, sulla responsabilità riproduttiva, sul rispetto della natura, senza produrre rifiuti, riciclando ogni cosa.
Chi può lo faccia, l’Italia è piena di paesi abbandonati, di terre incolte, dove far rinascere la vita e vivere semplicemente, con le proprie forze.
Paolo De Gregorio

aeremita
Inviato: 28/7/2008 0:39  Aggiornato: 28/7/2008 9:28
Ho qualche dubbio
Iscritto: 23/12/2007
Da: Dolceacqua
Inviati: 211
 Re: Pubblica il tuo articolo
La TAV in val Varaita

Alla notizia del progetto di passaggio della TAV nella Val Varaita, Beppe, contadino e apicoltore nativo della stessa valle, ha oggi commentato: "Bene! Cosi' non dovremo piu' andare a protestare in Val Susa!"

Andrea

Santaruina
Inviato: 28/7/2008 11:58  Aggiornato: 28/7/2008 11:58
Sono certo di non sapere
Iscritto: 13/10/2004
Da: Sud Europa
Inviati: 5123
 Re: Pubblica il tuo articolo
- IL CAVALIERE OSCURO

-o- Ama e fa' ciò che vuoi -o-
shm
Inviato: 28/7/2008 12:20  Aggiornato: 28/7/2008 12:20
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 17/8/2007
Da: perugia
Inviati: 1802
 Re: Pubblica il tuo articolo
- IL CAVALIERE OSCURO

“Se un ebreo ortodosso mi considera "immondo" o mi saluta per primo per non dover essere costretto a rispondere al mio saluto, la cosa non preoccupa più di tanto.” (John)
9/11 anomalies
Pyter
Inviato: 28/7/2008 12:49  Aggiornato: 28/7/2008 12:53
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Pubblica il tuo articolo
- IL CAVALIERE OSCURO

Anche se mi risulta che Tea Von Harbou scrisse il libro Metropolis nel 1912 e insieme a Lang nel 1924 solo la sceneggiatura del film.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
Infettato
Inviato: 28/7/2008 13:01  Aggiornato: 28/7/2008 13:01
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/11/2006
Da: Roma
Inviati: 1499
 Re: Pubblica il tuo articolo
fuori concorso - I messaggi del potere

1) IL CAVALIERE OSCURO

2) OBAMCAIN

Infettato dal morbo di Ashcroft
---------------------------------------------
Quando ci immergiamo totalmente negli affari quotidiani, noi smettiamo di fare distinzioni fondamentali, o di porci le domande veramente basilari. Rothbard
music-band
Inviato: 28/7/2008 13:07  Aggiornato: 28/7/2008 13:07
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 6/10/2005
Da: Shangri-la
Inviati: 1680
 Re: Pubblica il tuo articolo
Uno di voi tre sarebbe così cortese da spiegarmi l'articolo "IL CAVALIERE OSCURO"?

Perchè a parte il marketing virale con il riferimento alle torri non ho capito una cippa di tutta la storia e di come si lega al finale. A parte che ha tralasciato informazioni importanti parlando ad esempio di Citizen Kane, non dicendo che la storia era ispirata alla vita del magnate dell'editoria dell'epoca "herst" che voleva impedire l'uscita del film e non riuscendoci ha però rovinato la carriera a Wells.

Ma a parte questo, mi sono perso nel minestrone di personaggi citati senza capire dove si vuole andare a parare. Per mostrare il manifesto di Batman che ha un'inquietante rassomiglianza con lo squarcio delle torri?

Ringrazio anticipatamente chi farà luce...

HAVEADREAM
Inviato: 28/7/2008 13:45  Aggiornato: 28/7/2008 13:45
Ho qualche dubbio
Iscritto: 26/8/2005
Da:
Inviati: 209
 Re: Pubblica il tuo articolo
Buonasera a tutti.

Ho trovato molto interessante e scorrevole l'articolo linkato da Music Band "I MESSAGGI DEL POTERE": peccato che sia "fuori concorso".

Quindi, a mio modesto parere, l'articolo che merita la prima pagina è LA DECRESCITA INFELICE di Paolo De Gregorio.

shm
Inviato: 28/7/2008 14:39  Aggiornato: 28/7/2008 14:39
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 17/8/2007
Da: perugia
Inviati: 1802
 Re: Pubblica il tuo articolo
Music-band:

Quel che Desbouvet a mio parere cerca di esprimere è la possibilità di un collegamento tra eventi cinematografici ed eventi storici in relazione ad una "preparazione" delle masse.

“Se un ebreo ortodosso mi considera "immondo" o mi saluta per primo per non dover essere costretto a rispondere al mio saluto, la cosa non preoccupa più di tanto.” (John)
9/11 anomalies
Pyter
Inviato: 28/7/2008 15:08  Aggiornato: 28/7/2008 15:08
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Pubblica il tuo articolo
Forse qualcosa che ha a che fare con i "Messaggi del potere"?

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
noprolet
Inviato: 28/7/2008 15:42  Aggiornato: 28/7/2008 15:42
Ho qualche dubbio
Iscritto: 12/4/2008
Da:
Inviati: 31
 Re: Pubblica il tuo articolo
Il mio voto va' all'articolo scritto da davide71:"la mentalità capitalista"

complimenti a tutti,a mio giudizio,articoli molto interessanti.

"arrivare sulla terra alla nascita in un certo modo,da certi punti di partenza,e lasciarla al momento di morire trasformati in meglio,cresciuti,pronti con maggiore forza e capacita' per una nuova esperienza".
music-band
Inviato: 28/7/2008 19:04  Aggiornato: 28/7/2008 19:04
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 6/10/2005
Da: Shangri-la
Inviati: 1680
 Re: Pubblica il tuo articolo
Citazione:
Forse qualcosa che ha a che fare con i "Messaggi del potere"?


La battuta ci sta a pennello pyter... In effetti fin li ci ero arrivato, ma spero che l'autore non me ne voglia: l'articolo mi pare un guazzabuglio confuso.

nene
Inviato: 28/7/2008 19:07  Aggiornato: 28/7/2008 19:07
Ho qualche dubbio
Iscritto: 22/7/2008
Da: tra i sogni e questo schifo di realtà
Inviati: 86
 Re: Pubblica il tuo articolo
La decrescita infelice
la mentalità capitalistica

per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
col suo marchio speciale di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia di splendore
...di verità...di umanità...
(F. De Andrè)
nene
Inviato: 28/7/2008 19:09  Aggiornato: 28/7/2008 19:09
Ho qualche dubbio
Iscritto: 22/7/2008
Da: tra i sogni e questo schifo di realtà
Inviati: 86
 Re: Pubblica il tuo articolo
comunque sono tutti molto interessanti

per chi viaggia in direzione ostinata e contraria
col suo marchio speciale di speciale disperazione
e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi
per consegnare alla morte una goccia di splendore
...di verità...di umanità...
(F. De Andrè)
Mande
Inviato: 28/7/2008 19:34  Aggiornato: 28/7/2008 19:34
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 13/1/2008
Da: Cologna veneta
Inviati: 1301
 Re: Pubblica il tuo articolo
Tutti ottimi articoli che meritano un riconoscimento

Per non fare torto a nessuno mi limito a votarne solo uno che non condivido pienamente ma che offre ottimi spunti per una discussione:

- la decrescita infelice –
a cura di Paolo De Gregorio, 14 luglio 2008

Citazione:

A parte che ha tralasciato informazioni importanti parlando ad esempio di Citizen Kane, non dicendo che la storia era ispirata alla vita del magnate dell'editoria dell'epoca "herst" che voleva impedire l'uscita del film e non riuscendoci ha però rovinato la carriera a Wells.

Non si può pretendere che chi scrive un articolo sappia o parli di tutto. Si vota un articolo anche per questo. Per poi poter aggiungere pezzi di informazione che abbiamo visto omessi ma che riteniamo importanti.
La cosa migliore di Luogocomune non sono gli articoli in senso stretto ma piuttosto i commenti che li completano.
Chi scrive un articolo propone una traccia di discussione e fornisce le informazioni in suo possesso ma a mio parere i commenti che seguono sono più importanti dell'articolo stesso.

Pyter
Inviato: 28/7/2008 19:40  Aggiornato: 28/7/2008 19:43
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Pubblica il tuo articolo
Music-band:
...ma spero che l'autore non me ne voglia: l'articolo mi pare un guazzabuglio confuso.

Capisco le tue perplessità e posso essere d'accordo riguardo l'esposizione non...ortodossa (dal punto di vista della trama).
Ma non capisco perchè te la prendi tanto.
Dopotutto la frase " ...ma spero che l'autore non me ne voglia: mi pare un guazzabuglio confuso." è la stessa cosa che ho detto io la prima volta che ho provato a leggere l'Ulisse di Joyce.

Edit-
Quoto Mande, che mi ha tolto le parole dalla tastiera.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
Teba
Inviato: 28/7/2008 21:14  Aggiornato: 28/7/2008 21:14
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 14/9/2007
Da:
Inviati: 1846
 Re: Pubblica il tuo articolo
1- Il cavaliere oscuro
2- obamcain

danjr
Inviato: 28/7/2008 22:07  Aggiornato: 28/7/2008 22:07
So tutto
Iscritto: 3/7/2006
Da:
Inviati: 1
 Re: Pubblica il tuo articolo
voto per OBAMCAIN di clausneghe

music-band
Inviato: 28/7/2008 22:09  Aggiornato: 28/7/2008 22:09
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 6/10/2005
Da: Shangri-la
Inviati: 1680
 Re: Pubblica il tuo articolo
Citazione:
Ma non capisco perchè te la prendi tanto.


E chi se la prende? Ho espresso un parere e chiesto lumi ai primi tre che hanno votato l'articolo. Non avendoci capito una cippa ho immaginato che chi l'ha votato, lo abbia fatto in modo consapevole capendo quello che aveva letto.

La lezione di Mande è completamente fuori luogo perchè se tiri in ballo Orson Welles e la storia di Citizen Kane per adattarla ad un tuo discorso più ampio in cui vuoi dire qualcosa, non puoi omettere un'informazione così importante; anche perchè il non conoscerla, può dare adito ad una lettura del tutto diversa della vicenda e interpretarla quindi in modo non corretto; il che potrebbe falsare tutto il discorso che stai facendo.

cirocat
Inviato: 28/7/2008 22:12  Aggiornato: 28/7/2008 22:12
Ho qualche dubbio
Iscritto: 31/7/2007
Da:
Inviati: 157
 Re: Pubblica il tuo articolo
Tutti bravi, scelta difficile.

1) La decrescita infelice.
2)la mentalità capitalista.
3)Il cavaliere oscuro.

Santaruina
Inviato: 29/7/2008 0:27  Aggiornato: 29/7/2008 0:27
Sono certo di non sapere
Iscritto: 13/10/2004
Da: Sud Europa
Inviati: 5123
 Re: Pubblica il tuo articolo
Ciao Music

non so se sia opportuno discutere sugli articoli mentre si stanno votando, comunque volevo rispondere alla tua domanda.

E comunque Lunedì mi pare tecnicamente passato.

Penso che tutti i testi proposti possano essere spunto per interessanti dibattiti, alcuni mi trovano d'accordo, altri meno, ma l'articolo sul cavaliere oscuro mi è piaciuto particolarmente perchè fa riferimento a una serie di fatti, importanti o secondari, che sono legati da un qualche filo che si intravede appena.

Comunica un qualcosa, è come una torcia che passa in rassegna una stanza buia e illumina alcuni particolari alla volta.
Alla fine ti pare di aver intravisto cosa ci sia nella stanza.

E' un invito a dotarsi di fiaccola ed approfondire.

E' il genere di contributi che mi piacciono.

E questo è solo il mio parere, ovviamente.

A presto.

-o- Ama e fa' ciò che vuoi -o-
sick-boy
Inviato: 29/7/2008 0:59  Aggiornato: 29/7/2008 0:59
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 18/10/2006
Da: Leith
Inviati: 2710
 Re: Pubblica il tuo articolo
I collegamenti mi sembrano tiratissimi, ma comunque Cavaliere oscuro (che ho visto stasera) tutta la vita

desbouvet
Inviato: 29/7/2008 1:59  Aggiornato: 29/7/2008 2:00
Mi sento vacillare
Iscritto: 10/6/2007
Da:
Inviati: 541
 Re: Pubblica il tuo articolo
@ Music:

Naturalmente non era una monografia su Citizen Kane, e neppure sull'ultimo film di Batman. Forse, appena appena, una certa "monografia" (da una certa angolazione di indagine) sull'11 settembre. Ma in realtà nemmeno quella. La realtà è un ipertesto e chi cerca di dominare il mondo ha furia di scrivere le sue note a piè di pagina.

@ Sky-boy:

I veri collegamenti non si possono scrivere. Meglio per ora adottare un profilo poetico.

music-band
Inviato: 29/7/2008 7:21  Aggiornato: 29/7/2008 7:21
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 6/10/2005
Da: Shangri-la
Inviati: 1680
 Re: Pubblica il tuo articolo
Grazie Santaruina per il chiarimento,

Desbouvet:

ti ringrazio per il chiarimento ma forse sono stato frainteso; non era mia intenzione criticare le lacune relative a citizen kane che ho preso solamente ad sempio.

Cerco di spiegarmi meglio: la parte finale relativa al marketing virale che si conclude con l'abbinamento della locandina che ricorda fin troppo da vicino gli eventi del 911 è interessante; ed è forse per questo che è un peccato non aver potuto seguire un discorso con una sua coerenza che portasse poi alla conclusione che hai citato.
Se volevi fare un discorso sui "messaggi del potere" (a mio avviso) dovevi anche dare la possibilità al lettore di collegare i fili e di capire quelo che sta leggendo perchè se ad esempio insinui l'idea che Lang abbia fatto propaganda a favore del potere e non dici che metropolis contiene dei messaggi orwelliani ante litteram, falsi il significato del tuo discorso così come lo fai se parli di citizen kane in certi termini, dando un messaggio, ma omettendo altre informazioni che sono contrarie a quel messaggio che stai dando.

Spero di essermi spiegato.

Grazie a tutti per le risposte.

desbouvet
Inviato: 29/7/2008 14:14  Aggiornato: 29/7/2008 14:14
Mi sento vacillare
Iscritto: 10/6/2007
Da:
Inviati: 541
 Re: Pubblica il tuo articolo
Music-band

Ottimo il chiarimento dei tuoi dubbi. Concordo: così come viene posto, il "salto" finale sulla locandina (e l'insistenza sul discorso del marketing virale) possono trarre in inganno sugli scopi dell'esposizione... Può sembrare dunque che il discorso vertesse sui "Messaggi del potere", e dunque sulla bontà o meno dei vari Lang Welles etc. Non era affatto ciò che intendevo suscitare. Le tue osservazioni sono molto utili e ti ringrazio.

Redazione
Inviato: 30/7/2008 6:23  Aggiornato: 30/7/2008 6:30
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Pubblica il tuo articolo
Ricordo a tutti che non si discutono gli articoli postati. Mi sembrava di averlo già detto più volte. Se volete discutere di un certo argomento, aprite un forum.

Grazie.

Redazione
Inviato: 30/7/2008 11:37  Aggiornato: 30/7/2008 11:43
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Pubblica il tuo articolo
Temo che alla fine dovremo rinunciare a questa formula degli articoli votati dagli utenti, poichè per la seconda volta è stato scelto un articolo che io ritengo impubblicabile.

La prima volta lo pubblicai lo stesso, questa volta non lo farò.

Immagino che Desbouvet si arrabbierà molto, e mi scuso con lui per la franchezza, ma è soprattutto in questi casi che ho il dovere di dire le cose chiaramente.

Quando devo valutare un pezzo per l’eventuale pubblicazione, cerco sempre di leggerlo con gli occhi di un “lettore qualunque”, e in questo caso confesso che a un certo punto mi è venuto addirittura il mal di mare.

Il pezzo è un flusso di pensiero senza capo nè coda, che rovescia concetti di primaria importanza, ma del tutto estranei fra loro, in una specie di minestrone primordiale. (Diciamolo meglio: l'intento dell'articolo è fortemente ambizioso, ma la sua esecuzione è mille volte più povera del concetto che voleva esprimere).

Così com'è, il pezzo è pieno di spunti interessanti, ma non ha la più lontana rassomiglianza con la definizione di “articolo” che ho dato quando lanciai questa iniziativa: “Per articolo si intende un qualunque pezzo - di lunghezza simile a quelli da noi normalmente pubblicati – che abbia in qualche modo un senso compiuto. Per “senso compiuto” si intende un pezzo che contenga un cosiddetto “inizio”, un “centro” e una “fine”, ovvero una premessa, uno sviluppo e una conclusione. In altre parole, si intende un pezzo che sia in grado di reggersi da solo, senza dover fare necessarianente riferimento a qualunque altro scritto esistente.”

Indipendentemente da questi criteri, immagino che chi lo ha votato lo avrà fatto per poterne poi discutere in home, e questo purtroppo è un problema: in home ci vanno degli articoli, non solamente delle "scuse per discutere", e i parametri per definire un articolo sono quelli postati più sopra.

Potete tranquillamente commentare quanto ho scritto.

Nel frattempo pubblico l’articolo di Clausneghe, secondo classificato, che è un articolo vero e proprio. Se poi Claudio imparerà anche a mettere gli spazi dopo le virgole, sarà quasi uno scrittore perfetto.

Linucs
Inviato: 30/7/2008 11:56  Aggiornato: 30/7/2008 11:56
Sono certo di non sapere
Iscritto: 25/6/2004
Da:
Inviati: 3996
 Re: Pubblica il tuo articolo
Esiste una discreta quantità di famiglie che si tramandano di padre in figlio quella che può essere definita “mentalità capitalista” e che può essere sinteticamente riassunta nei punti che indicherò.

Ennesimo "Mein Kampf" economico, con il quale finalmente tocchiamo il fondo dei luoghi comuni.

Non resta che iniziare a scavare...

mc
Inviato: 30/7/2008 11:57  Aggiornato: 30/7/2008 11:57
Sono certo di non sapere
Iscritto: 19/5/2004
Da:
Inviati: 7222
 Re: Pubblica il tuo articolo
Citazione:
Temo che alla fine dovremo rinunciare a questa formula degli articoli votati dagli utenti, poichè per la seconda volta è stato scelto un articolo che io ritengo impubblicabile.

Perche' ??
Sposta l'articolo in un Forum, per esempio.
Se non lo ritieni "canonico" e non te la senti di metterlo in Home lo pubblichi nei forum, dove verra' discusso, visto che e' stato votato, e avra' il suo approfondimento.
Questo degli articoli votati mi sembra un buon esercizio di analisi e di partecipazione, e funziona anche quando non funziona, a mio avviso.

ciao

mc

Redazione
Inviato: 30/7/2008 12:08  Aggiornato: 30/7/2008 12:08
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Pubblica il tuo articolo
Certo, ma i forum sono liberi, e non c'è nessun bisogno che lo "sposti" io.

Se l'utente lo desidera, può farlo da solo, in qualunque momento, e senza che sia io a decidere per lui.

Pyter
Inviato: 30/7/2008 12:10  Aggiornato: 30/7/2008 12:10
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Pubblica il tuo articolo
Concordo con mc.

Secondo me invece di votare l'articolo si potrebbe aprire una discussione fra utenti,una assemblea virtuale nella quale si potrebbe parlare dei temi proposti dagli articoli,in modo che ognuno faccia una specie di piccola recensione per motivare la scelta.
Alla fine sarà il buon senso di tutti a decidere che articolo pubblicare.

Oppure si potrebbe dare la preferenza solo ad un articolo ma dare più voti...
per dire: uno alle idee, uno all'esposizione, uno alla sintassi ...e fare la media.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
mc
Inviato: 30/7/2008 12:21  Aggiornato: 30/7/2008 12:21
Sono certo di non sapere
Iscritto: 19/5/2004
Da:
Inviati: 7222
 Re: Pubblica il tuo articolo
Citazione:
Certo, ma i forum sono liberi, e non c'è nessun bisogno che lo "sposti" io.

OHu... Conosco il sito.

Ma il senso era :
lo "declassi", argomentandone come hai fatto finora le motivazioni, spegnendo le velleita' di articolista da prima pagina dell'autore. Con il messaggio implicito e spronatorio di miglioramento.

L'operazione racchiude in se' la "premiazione" sia per i votanti, sia per l'autore che non si vede "rifiutare" la pubblicazione, e sono tutti contenti.
Te, compreso, che hai avuto la Tua (legittima ) ultima parola... e hai accontentato tutti. .
No?

Redazione
Inviato: 30/7/2008 12:29  Aggiornato: 30/7/2008 12:29
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Pubblica il tuo articolo
mc: lo "declassi", argomentandone come hai fatto finora le motivazioni, spegnendo le velleita' di articolista da prima pagina dell'autore.

E' proprio quello che non voglio fare. Se uno mi chiede consigli, sono a sua disposizione, ma il ruolo di "paparino" imposto dall'alto non mi piace proprio.

mc
Inviato: 30/7/2008 13:12  Aggiornato: 30/7/2008 13:12
Sono certo di non sapere
Iscritto: 19/5/2004
Da:
Inviati: 7222
 Re: Pubblica il tuo articolo
Non di paparino ma di editore.
Chi scrive un articolo con ambizioni da prima pagina di solito e' gia' uscito dall'asilo, in genere.
Ma non voglio insistere, e declassa pure le mie osservazioni in forum...
... se vuoi.

A me sembra chiaro che il sistema "Pubblica un tuo articolo" debba essere messo a punto e questi "incidenti" (l'articolo di Desbouvet m'e' piaciuto proprio per il suo essere quasi onirico nella forma, ma mi sono reso subito conto delle osservazioni che facevi, penso anche lui/lei e senza offendersene...) sono funzionali alla messa a punto, appunto... punto.

mc

Mande
Inviato: 30/7/2008 18:08  Aggiornato: 30/7/2008 18:08
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 13/1/2008
Da: Cologna veneta
Inviati: 1301
 Re: Pubblica il tuo articolo
Un complimento innanzitutto a tutti gli autori per l'impegno profuso ed il tempo dedicato.
Ho letto tutti gli articoli e li ho trovati interessanti.

redazione
Citazione:

Temo che alla fine dovremo rinunciare a questa formula degli articoli votati dagli utenti, poichè per la seconda volta è stato scelto un articolo che io ritengo impubblicabile.

La prima volta lo pubblicai lo stesso, questa volta non lo farò.

Immagino che Desbouvet si arrabbierà molto, e mi scuso con lui per la franchezza, ma è soprattutto in questi casi che ho il dovere di dire le cose chiaramente.

Un articolo che ritieni impubblicabile...
Questioni di opinione ma siamo in casa tua. Un posto che considero accogliente e decoroso. Ma se vuoi imporre delle regole se pur minime come questa sei liberissimo di farlo.
Vorrei però fornire un suggerimento utile:
-Gli articoli vengono proposti in un certo periodo fisso (sabato, domenica, week-end)
-Successivamente viene aperta la possibilità al voto.

Se legittimamente vuoi porre una pregiudiziale alla pubblicazione di un articolo non sarebbe più opportuno questa fosse nota prima del voto?

Ad esempio:

"Da ora sono aperte le votazioni:
-Articolo x non verrà pubblicato se l'autore non corregge la punteggiatura
-Articolo y non rispetta le norme
-Articolo z è impubblicabile

Si votano:
1-Articolo a
2-Articolo b
3-Articolo c
4-Articolo d"


Gestito così non penso solleverebbe la minima polemica...

Redazione
Inviato: 30/7/2008 21:24  Aggiornato: 30/7/2008 21:24
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Pubblica il tuo articolo
MANDE: Hai perfettamemte ragione, ma a quel punto preferisco che mi mandino direttamente gli articoli, e io suggerisco cosa fare per metterli a punto.

L'idea qui era di stimolare uno sforzo verso la scrittura "responsabile" e matura, e sinceramente a questo punto non so bene cosa fare.

L'idea continua a piacermi, ma questi intoppi devono essere superati.

clausneghe
Inviato: 30/7/2008 22:31  Aggiornato: 30/7/2008 22:31
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 17/4/2006
Da: nordcentro
Inviati: 1679
 Re: Pubblica il tuo articolo
Ciao a tutti
Desidero ringraziare Massimo per la considerazione che mi dimostra.
Prometto che che mi caccerò in testa, dovessi farlo a martellate, il fatto(per me incomprensibile, non capisco ma mi adeguo ) di lasciare lo spazio dopo la virgola...
Detto questo, mi sembra palese che il sistema" vota l'articolo dell'utente"
ha bisogno di qualche messa a punto che lo renda più pratico.
Addirittura qlc non è riuscito a votare perchè non ha capito come si fà, cercano di premere come si fà in altri Siti, "bottoni" che non ci sono..
Proporrei anche di mantenere fino all'esito del voto, gli Autori anonimi
dimodoche non ci si faccia influenzare da simpatie o antipatie...
Ringrazio caldamente coloro che mi hanno votato
Sia chiaro, non per spirito di competizione vs gli altri Autori che cmq già solo per il fatto di impegnarsi e passare ore festive pigiando tasti al p.c. con l'intento di portare contributi, meritano il massimo rispetto.
clausneghe

Redazione
Inviato: 31/7/2008 2:28  Aggiornato: 31/7/2008 2:28
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Pubblica il tuo articolo
CLAUSNEGHE: "Proporrei anche di mantenere fino all'esito del voto, gli Autori anonimi"

Tanto a te ti si riconosce subito, cosa credi?

No, la soluzione è un'altra. Ora la elaboro, poi ve la propongo.

Linucs
Inviato: 31/7/2008 20:21  Aggiornato: 31/7/2008 20:21
Sono certo di non sapere
Iscritto: 25/6/2004
Da:
Inviati: 3996
 Re: Pubblica il tuo articolo
Ed è per questo che potete confrontare queste due immagini. Guardate la forma e l'estensione ... del buco, le fiamme e soprattutto il fumo... e ricordate: "marketing virale" si chiama.

Quale sia la conclusione dell'articolo, è lasciato come utile esercizio a Gesù Cristo.

clausneghe
Inviato: 31/7/2008 20:23  Aggiornato: 31/7/2008 20:23
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 17/4/2006
Da: nordcentro
Inviati: 1679
 Re: Pubblica il tuo articolo
Mazzucco:"Tanto a te ti si riconosce subito, cosa credi?"

Ehmm...Lo sospettavo

Attendiamo fiduciosi la soluzione
Ciao


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