Inviato da Redazioneil 8/8/2008 21:10:00 (22005 letture)
Il presidente georgiano Saakashvili ha denunciato quella che ha definito “una vera e propria invasione militare alla luce del sole“ da parte dei russi, che sono intervenuti “per difendere” le popolazioni dell’Ossezia del sud, che chiedono l’indipendenza dalla Georgia.
A Putin chiaramente non era piaciuta l’intrusione americana negli affari di casa propria, che portò al governo della Georgia il pro-occidentale e pro-NATO Saakashvili, e da allora ha iniziato ad appoggiare apertamente gli indipendentisti dell’Ossezia, a molti dei quali ha fatto avere addirittura il passaporto russo.
Dopo l’ultima ribellione degli indipendentisti la Georgia ha mandato i carri armati, e quindi la Russia “è stata obbligata“ a intervenire per difendere quelli che Putin definisce gli “ex-compatrioti“. Naturalmente anche Putin, che si è adeguato molto rapidamente al nuovo vocabolario internazionale, definisce le sue armate “missioni di pace” (“peacekeeping forces”).
In realtà gli Osseti vorrebbero l’indipendenza vera e propria, e non sembrano particolarmente ansiosi ...
... di ritornare sotto l’ombrello di Mosca: basti ricordare che il tragico episodio di Beslan ebbe luogo proprio nell’Ossezia del nord, che da allora non riserva particolari affetti per Vladimir Putin.
In tutto questo, naturalmente, c’è di mezzo la questione energetica, che ha reso il controllo strategico di questa zona del mondo uno dei più importanti in assoluto negli ultimi venti anni.
Se non ci fossero 6000 miliardi di metri cubici di gas naturale sotto il bacino dal Caspio, dell’Ossezia non avrebbe mai sentito parlare nessuno.
Massimo Mazzucco
Il bacino del Caspio (dal film “Il Nuovo Secolo Americano”)
Russia invade la Georgia? L'Ansa riporta che la Georgia invade l'Ossezia ma non menziona almeno io non lo leggo, la Russia come direttamente coinvolta. Forse le notizie Pransa non sono aggiornate, aspettiamo l'articolo
Pechino, 20:18 GEORGIA:PUTIN,"LA GUERRA IN OSSEZIA DI FATTO E'INIZIATA" Per Vladimir Putin "in Sud Ossezia di fatto e' scoppiata una guerra" dopo che la Georgia ha attaccato le forze di interposizione russe. E' quanto ha detto il premier russo al presidente Usa George W. Bush a margine dell'inaugurazione delle olimpiadi di Pechino, secondo quanto riferito dal portavoce Dmitry Peskov. Bush, sempre secondo la stessa fonte, ha replicato: "nessuno vuole una guerra". In precedenza la notizia di un colloquio tra i due leader mondiali a Pechino era stata fatta filtrare dalla Casa Bianca che pero' non aveva riferito alcun particolare sull'incontro. Putin ha spiegato a Bush che "in Russia molti volontari intendono andare li' (in Ossezia del Sud a combattere) e indubbiamente e' molto difficile mantenere la pace nella regione".
08.8.2008 17:38:00 La Russia denuncia 'pulizie etniche' nei villaggi sud-osseti In un discorso alla televisione di Stato russa, il ministro degli Esteri Sergei Lavrov ha accusato la Georgia di praticare pulizia etnica nei villaggi del Sud-Ossezia appena conquistati. "Riceviamo rapporti secondo cui è stata avviata una politica di pulizia etnica in villaggi dell'Ossezia Meridionale, il numero di profughi sta salendo in modo vertiginoso e il panico cresce, la gente cerca di salvare la propria vita", ha detto Lavrov. Il presidente russo Medvedev ha dichiarato che "In Sud-Ossezia civili, donne, bambini e anziani stanno soffrendo, e la maggior parte di loro sono cittadini russi". "Secondo la costituzione e le nostre leggi federali - ha aggiunto il presidente Russo - Icome predente della Federazione Russa sono obbligato a proteggere la vita e la dignità dei cittadini russi. Ovunque essi si trovino".
08.8.2008 14:44:00 Il comandante dei peacekeepers russi: 'Tskhinvali è distrutta' Non si spara più a Tskhinvali, e la gente sta uscendo dalle macerie. Lo ha detto il comandante dei peacekeepers russi Kasbek Friev, aggiungendo che "in poche ore la città è stata praticamente distrutta, moltissime case sono in rovina, non c'è acqua nè elettricità e non funzionano i telefoni fissi".
Sicuramente i più coraggiosi sono coloro che hanno la visione più chiara di ciò che li aspetta, così della gioia come del pericolo, e tuttavia l'affrontano. Tucidide
Ho fatto di nuovo un giro sulle News ma non si parla di invasione Russa.. Resta il fatto che Bush appoggia la Georgia che ha invaso l'Ossezia del sud devastandola e causando migliaia di vittime tra le quali una decina minimo Russe. Putin invece appoggia l'Ossezia e sopratutto non vuole farsi sabotare i sogni di grande Russia dal pidocchio di Tiblisi se pur appoggiato e sobillato dai soliti Neocon-sion.
Va a vedere che tutti ci aspettavamo un incendio nella polveriera mediorientale e invece il fuoco alle polveri potrebbe partire da queste lande a noi sconosciute e quasi aliene
Che sia questa la anticipata "October surprise" in sospetta concomitanza con l'avvio dell'evento mediatico del momento che oscura tutti gli altri e cioè le Olimpiadi delle quali spirito e tregua evidentemente non frega nulla a quei turcomanni di frontiera... Stanno infastidendo l'Orso che già agita gli artigli... Saranno guai, guai seri..
Il presidente georgiano, Mikhail Saakashvili, ha dichiarato: «I russi sono entrati nel nostro territorio. Ci consideriamo in stato di guerra». Il presidente ha ordinato la mobilitazione generale richiamando anche i riservisti e, in un'intervista alla Cnn, ha chiesto agli Stati Uniti di intervenire: «Non è più solo una questione georgiana. Si tratta dell'America e dei suoi valori. Noi siamo una nazione amante della libertà che ora si trova sotto attacco». Il portavoce del ministero degli Esteri americano ha chiesto un immediato cessate il fuoco, sostenendo l'integrità territoriale georgiana. Gli Usa hanno circa 120 militari in Georgia che addestrano le forze locali. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha accusato i georgiani di aver messo in atto in Sud Ossezia «una pulizia etnica». Il presidente russo Dmitri Medvedev ha poi lanciato una pesante accusa: «I soldati della forza di pace georgiana hanno sparato sui colleghi russi. In Sud Ossezia stanno morendo civili, donne, bambini e anziani russi». Infine il premier russo, Vladimir Putin, a Pechino per l'apertura dell'Olimpiade, parlando con il presidente americano Bush ha dichiarato che «volontari russi sono pronti a partire per l'Ossezia, e non saremmo in grado di fermarli».
Sicuramente i più coraggiosi sono coloro che hanno la visione più chiara di ciò che li aspetta, così della gioia come del pericolo, e tuttavia l'affrontano. Tucidide
MEGVREKISI, Georgia (Aug. 8) -- The United States on Friday pushed for an immediate cease-fire in a fast-unfolding conflict between Russia and Georgia over the breakaway Georgian province of South Ossetia.
The White House said President Bush discussed the situation with Russian Prime Minister Vladimir Putin while both leaders were in Beijing for the start of the Olympics. And Secretary of State Condoleezza Rice called the parties involved in hopes of ending the fighting, and made plans to send a U.S. envoy to the region.
"We urge all parties, Georgians, South Ossetians and Russians, to de-escalate the tension and avoid conflict," said White House press secretary Dana Perino from Beijing. "We are working on mediation efforts to secure a cease fire and we are urging the parties to restart their dialogue."
She said Bush was getting regular updates on the situation and reiterated that the U.S. "supports Georgia's territorial integrity."
In Washington, State Department spokesman Gonzalo Gallegos would not name the envoy who would be sent.
A U.S. official, speaking on condition of anonymity because no official announcement had been made, said the envoy was Deputy Assistant Secretary of State Matthew Bryza, a specialist on the region. The timing of the trip was unclear because of the changing situation.
At the Pentagon, a senior defense official said Friday that Georgian authorities have asked the United States for help getting their troops out of Iraq.
Georgia has about 2,000 troops serving with the coalition forces in Iraq, making it the third-largest contributor after the United States and Britain.
The official, who spoke on condition of anonymity because the discussions have been private, said no formal decision has been made on whether to support the departure, but said it is likely the U.S. will do so. Also, Pentagon officials said Adm. Mike Mullen, chairman of the Joint Chiefs of Staff, has reached out to his counterparts in Russia and Georgia, but has not yet connected with them. The scramble by U.S. diplomats came as Georgian troops launched a major military offensive to regain control over South Ossetia. The fighting prompted a furious response from Russia, which vowed retaliation and sent a column of tanks into the region. It was the worst outbreak of hostilities since the province won de facto independence in a war that ended in 1992.
A Russian military officer said that 10 Russian peacekeepers were killed and 30 wounded when their barracks were hit in Georgian shelling. Russia has soldiers in South Ossetia as peacekeeping forces, but Georgia alleges they back the separatists.
Vasil Sikharulidze, Georgia's ambassador to Washington, said in an interview, "We are asking our friends, and the United States among them, to somehow to try to mediate and try to persuade Russia to stop this military aggression and invasion of Georgia."
"What we heard is that the State Department and the entire administration is deeply concerned and that they are heavily engaged with Russia trying to de-escalate the situation," he said. At a luncheon for world leaders in Beijing, Bush talked to Putin about the fighting, a White House spokesman said, without giving details.
Defense Department officials have had some contact with Georgian authorities, Pentagon spokesman Bryan Whitman said Friday, adding that the U.S. is monitoring the situation closely. Whitman said Georgia has not requested any assistance from the U.S., but he would not provide details on discussions that have occurred.
He said he does not believe U.S. military officials have had any contact with the Russians.
According to Whitman, the U.S. has about 130 trainers in Georgia, including a few dozen civilians who are all working to prepare the Georgian forces for their next deployment to Iraq. He said all of those U.S. trainers have been accounted for, none has been injured, and there are no plans to pull them out of the country.
He said the trainers are in the Tbilisi area, but would not say exactly where.
Both major U.S. presidential candidates also weighed in.
Republican John McCain said Russia should immediately withdraw all forces from sovereign Georgian territory.
"What is most critical now is to avoid further confrontation between Russian and Georgian military forces. The consequences for Euro-Atlantic stability and security are grave," he said, calling for the international community "to establish a truly independent and neutral peacekeeping force in South Ossetia."
Democrat Barack Obama said Georgia and Russia must show restraint and avoid a full-scale war. "All sides should enter into direct talks on behalf of stability in Georgia," he said in a statement. Associated Press Writer Lolita C. Baldor contributed to this report.
Copyright 2008 The Associated Press. The information contained in the AP news report may not be published, broadcast, rewritten or otherwise distributed without the prior written authority of The Associated Press.
Quello fra Georgia e Russia è un conflitto molto pericoloso. Dovrebbe far riflettere la leggerezza con cui in molte cancellerie europee si parla di possibile adesione della Georgia alla NATO. Per le mattane del presidente georgiano Mikheil Saakašvili ci troveremmo subito esposti a uno scenario di possibile guerra con la Russia. Per carità.
Pensate che quel delinquente del Saakashvili, ha fatto bombardare a freddo ospedale e università della città rivale... Ha provocato intenzionalmente lasciando uccidere i Russi interposizionati.. Ora come è logico, verrà preso per le orecchie dall'Orso che non può più stare fermo, manco fosse in letargo Bisogna vedere se l'America è davvero disposta a rischiare la guerra finale per difendere quello staterello che non ha ne arte ne parte se non quello di essere supporto geografico per la Piper-Line Putiniana... Stiamo a vedere, sperando che i colpi non si sentano fin quì
Ah, dimenticavo...il criminale mortifero Saakashvile ieri parlava dagli schermi tv con alle spalle le bandiere Europea e Nato... Bei compagni di viaggio o che si sentono tali, abbiamo noi Lisbonizzati
ho letto la fonte dell'associated press ma in realtà non c'è nessuna invasione russa della Georgia (non ancora). All'alba di questa giornata sono stati i georgiani ad attaccare la capitale dell'ossezia del sud provocando diversi morti e la Russia ha detto che interverrà e in effetti lo ha già fatto bombardando una base militare in Georgia e sgiunzagliando i militari nell'Ossezia, ma come detto non c'è nessuna invasione russa della Georgia, questa è una versione di qualche fonte semmai vicino alla casa bianca e quindi poco attendibile, il titolo non riporta ciò che sta succedendo in quei luoghi.
YAREBON: "il titolo non riporta ciò che sta succedendo in quei luoghi."
Scusami, ma tu come fai a sapere "cosa sta succedendo in quei luoghi", se non dalle notizie di agenzia? (E' curiosità, non è polemica). Hai qualche contatto diretto?
"150 carri armati russi... sono entrati nell'Ossezia del Sud" (fonte Reuters)
Le truppe russe si stanno avvicinando alla capitale dell’Ossezia Meridionale per sostenere il contingente di pace russo dislocato in Georgia per riprendere il controllo della regione, attaccato dall’esercito georgiano. Il Colonnello Igor Konashenkov, Aiuto Comandante dell’Esercito russo ha dichiarato che circa 10 soldati russi sono stati uccisi e 30 sono rimasti feriti nella provincia, dopo che la Georgia ha bombardato la zona in cui erano presenti i soldati con missili, aerei da combattimenti, artiglieria pesante e fanteria (fonte)
secondo il governo dell'Ossezia i morti potrebbero essere già migliaia e dieci soldati russi sarebbero morti nelle ultime ore. [...] la Russia ha fatto intervenire la 58.ma armata russa, che ha ripreso possesso della capitale dell'Ossezia del sud. (fonte)
Secondo alcune font, che riportano quanto affermato dai media giorgiani, ci sarebbero stati anche bombardamenti aerei da parte dei russi [vedi (qui) oppure (qui)] ma i Russi hanno ufficialmente smentito, anche perchè i georgiani sostenevano di averne abbattuti diversi.
Mi sembra guerra dichiarata, anche come guerra mediatica e di notizie contradditorie.
Per rifornire di elettricità un terzo dell’Italia, un’area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma. (Carlo Rubbia)
L'emblema di questa tragedia, che è una nuova vergogna per l'Europa, è stato il fatto che Saakashvili ha annunciato l'attacco, dalla sua televisione, avendo dietro le spalle, ben visibile, la bandiera goergiana e quella blu a stelle gialle europea. Peggiore sfregio non poteva concepire, perchè la Georgia non è l'Europa, non ancora. E meno che mai dovrebbe esserlo dopo questo attacco che offende - o dovrebbe offendere - tutti coloro che credono nel diritto all'autodeterminazione dei popoli. Che è sacrosanto per chi se lo guadagna, molto meno con chi usa quella bandiera per vendere subito dopo l'indipendenza a chi l'ha sostenuta dietro le quinte.
Qual è la differenza con il Kosovo? Una sola: la Serbia era un prossimo suddito riottoso e doveva essere punita. La Georgia è invece un vassallo fedele e doveva essere premiata.
M. Travaglio: "io sono filoisraeliano per convinzione, perché adoro israele e gli ebrei, [...] perché conosco la storia, perché ho imparato la pietà studiando i campi di concentramento, perché rifuggo dai ricatti emotivi e amo le democrazie"
sto seguendo le notizie e non è affatto vero che la Russia sta invadendo la Georgia, non so da dove hai preso la notizia ma è contro quello che sta succedendo. La cronologia è questa: all'alba la Georgia invade la capitale dell'Ossezia del sud, si parla di migliaia di morti causati dai georgiani, di ospedali distrutti, la Russia manda diversi ultimatum alla Georgia e solamente dopo mezza giornata schiera le truppe in Ossezia ( e non in Georgia), ma non c'è nessuna invasione della Georgia, non ancora, non è questione del fatto che ho conoscenti o meno (e pur vero che sto seguendo diversi forum di politica internazionale), questi sono i fatti veri, che poi l'ideologia politica parli di aggressione russa, che poi Bush dica ai russi di non aggredire la Georgia, lì si parla di politica e non più di fatti.
La schermaglia era già iniziata il giorno 11 luglio con la Georgia che accusava i Russi di invadere il loro spazio aereo (fonte1)(fonte2)
Per rifornire di elettricità un terzo dell’Italia, un’area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma. (Carlo Rubbia)
sto seguendo le notizie e non è affatto vero che la Russia sta invadendo la Georgia, non so da dove hai preso la notizia ma è contro quello che sta succedendo. La cronologia è questa: all'alba la Georgia invade la capitale dell'Ossezia del sud, si parla di migliaia di morti causati dai georgiani, di ospedali distrutti, la Russia manda diversi ultimatum alla Georgia e solamente dopo mezza giornata schiera le truppe in Ossezia ( e non in Georgia)...
Il problema è che l'Ossezia del Sud non è ufficialmente riconosciuta come tale da nessuno se non dalla Russia. Mandare truppe in Ossezia del Sud equivale a mandarle in Georgia. http://it.wikipedia.org/wiki/Ossezia_del_Sud Citazione:
Status Politico
L' ONU, l'Unione Europea, l'OSCE, il Consiglio dell'Unione Europea, gli Stati Uniti e la NATO riconoscono l'Ossezia del Sud come parte integrale dello stato Georgiano.
Interessanti anche le altre informazioni da wikipedia che consiglio di leggere tutte.
In questo momento mi trovo in Romania, paese molto piu democratico dell'italia e piu' vicino alla Georgia. Nei telegiornali i diplomatici romeni e il ministro degli esteri hanno detto esplicitamente che e' una manovra Giorgiana ...... fate vobis .
si ma l'Ossezia non fa proprio parte della Georgia (altrimenti perchè mandare truppe militari e dichiarare guerra?), al suo interno vi erano forze di peacekeeping sia russe che della Georgia, L'ossezia è in una sorta di limbo, ecco perchè ritengo il titolo dell'articolo non proprio corretto, chi legge può credere che Mosca stia invadendo Tblisi, la capitale della Georgia, mentre in realtà la Russia è intervenuta in Ossezia anche per il fatto che sono morti dei suoi militari e semplicemente perchè la Georgia ha iniziato gli scontri.
Curioso, io avrei creduto che il successivo fronte bellico aperto da Bush sarebbe stato in Iran.
Un po' di domande senza risposta (almeno per ora e per me)
Come mai l'interesse si è improvvisamente spostato dal petrolio ai gas naturali?
Secondo voi, da cosa nasce questa voglia dell'america di andare a stuzzicare Putin? Il primo attacco è stato della Georigia, non russo.
La Russia prima non ne riconosce il referendum indipendentista del 2004 e decide di mettere in pratica un processo di assorbimento economico e culturale (in ossezia la moneta a corso legale è il Lari georgiano, ma tutti usano il rublo), ma poi sceglie di accelerare i tempi. Perché?
Che dirà ora la Lega, convinta com'è che basti un referendum (magari con elettori scelti su base etnica) per permettere a una regione ricca di disfarsi del resto di uno stato povero?
Credo vada evidenziata ancora una volta l'importanza strategica della Georgia per le mire di supremazia energetica americane ed israeliane. Oltre ai giacimenti di gas va citato l'oleodotto BTC che consente ad Israele e agli USA di disporre di un corridoio energetico che colleghi il bacino del Mar Caspio con il Mediterraneo orientale tagliando fuori tanto la Russia quanto l’Iran. Non ho ancora ben compreso la dinamica della tragedia che si sta consumando ma sono fermamente convinto che il governo georgiano sia semplicemente un'emanazione degli interessi statunitensi ed israeliani, interessi che in ogni parte del mondo vengono portati avanti per mezzo di carneficine inenarrabili.
L'Olsezia del nord appartiene alla Federazione russa, si sono trovati divisi in due Stati differenti. Già da tempo gran parte del sud è controllato dai separatisti naturalmente appoggiati dai Russi, storici fedeli alleati.
Questo conflitto è legato anche a quello tra gli Olseti e gli Ingusci, un altro territorio autonomo della Federazione russa, per questioni territoriali. Questi ultimi sono invece musulmani, come i Ceceni, persero una piccola parte del loro territorio, regalata da Stalin agli Osseti, un pezzo di terra fra Vladikavkaz, capitale dell'Olsezia (una zona della città apparteneva alla Inguscenza) e Nazran, ex capitale dell’Inguscenza. Subirono la deportazione del loro popolo, insieme ai Kazaki, come punizione per aver collaborato con i nazisti. Con la morte di Stalin e il ritorno degli Ingusci (facevano parte di un'unica amministrazione autonoma con la Cecenia) iniziano le tensioni e i conflitti armati. La Russia ovviamente ha sempre appoggiato gli Osseti essendo cristiano-ortodossi.
purtroppo questa linea continui a non cambiarla, e non capisco davvero perché. Probabilmente è la tv americana.
Dieci giorni fa sono cominciati gli scontri di pulizia etnica, dopo mesi di provocazioni da parte georgiana, con tanto di esercitazioni congiunte con le forze NATO. Ieri notte il capoluogo dell'Ossetia del Sud è stato bombardato pesantemente dall'artiglieria georgiana con migliaia di morti. Mosca ha finalmente mosso le sue truppe, dopo che il Consiglio di Sicurezza dell'ONU, riunito di urgenza, ha deciso di non muoversi per il veto di... USA e Gran Bretagna.
Le forze di peace-keeping non le chiama così Putin, ma l'ONU, che le ha interposte perché si dà il caso che in Georgia esistano due piccoli Kosovo dimenticati dall'Occidente: Abkhazia e Sud Ossetia (cui si aggiunge il caso della Transnistria al confine con la Moldavia), con popolazione a maggioranza russa che desidera l'indipendenza dalla Georgia. I conflitti risalgono al 1991, quando l'Unione Sovietica andò in frantumi, e in Abkhazia e Sud Ossetia assaggiarono il bastone di Tbilisi, mentre Mosca aveva altri guai a cui pensare. Si cercò di epurare la Sud Ossetia da tutti i "non-georgiani" etnici. Conosco personalmente dei profughi di allora, fuggiti in Russia, che non sono nemmeno russi, ma di discendenza armena e polacca.
Naturalmente però il Kosovo può indipendentizzarsi con la benedizione della NATO; la Transdnistria e la Sud Ossetia no, perché il signor Saakashvili, e i suoi sakashisti, sono tanto tanto amici di George Bush e vogliono tanto tanto entrare nella NATO.
Sul fatto che le popolazioni locali vogliano l'indipendenza ed entrare nella federazione di stati indipendenti russi, basta dire che la Georgia ha impedito più volte il referendum. Basterebbe anche conoscere un po' la situazione sul terreno. O qualche locale. O almeno ragionare sulle prsopettive economiche che attendono un paese al bivio tra il più potente blocco economico-politico dell'area e uno staterello-fantoccio degli USA alla fame, governato da un mafioso che investe il grosso del PIL per le forze armate e la loro conversione agli standard del nuovo padrone, accoppa i suoi oppositori politici e chiude tv e giornali.
Con tutto il rispetto per la gloriosa nazione Georgiana, finita nelle mani di certi pagliacci criminali.
Massimo, scusa, ti voglio bene, e sono certo che non è colpa tua, ma questo titolo fa veramente schifo, e l'articolo questa volta è molto sciatto e pieno di errori.
Stefano
P.S. Mi scuso anche per il tono, scrivo in idrofobia. Tutto mi sarei aspettato tranne un testo del genere su LC, ieri sera sono andato a dormire con le immagini delle esplosioni e dei rifugiati nelle cantine. Sono anni che si fa finta di non vedere quello che succede in Georgia sotto il regime "dei tulipani". Ecco il risultato.
- All'alba i caccia di Mosca hanno bombardato la capitale georgiana Tbilisi. - I bombardamenti russi hanno «completamente devastato» il porto georgiano di Poti, sito strategico per il trasporto di idrocarburi del Caspio. Lo affermano fonti ufficiali georgiane. - Le truppe georgiane in Iraq stanno tornando in patria ma devono essere trasportati dalle forze armate americane. - Il presidente georgiano Mikhail Saakashvili ha riferito che finora i georgiani uccisi sono 30, ma il leader dei separatisti dell'Ossezia del sud, Eduard Kokoity, ha affermato che dall'inizio dell'offensiva di Tbilisi i morti in totale «sono più di 1.400».
...Inizia anche la guerra delle cifre...
Per rifornire di elettricità un terzo dell’Italia, un’area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma. (Carlo Rubbia)
Roma, 8 ago. (Ign) – Prima la perdita di controllo sul Mar Nero, poi le questioni indipendentiste e, infine, la provocazione di vedersi collocare “così tenacemente” lo scudo spaziale tra Repubblica Ceca e Polonia. Sono questi i nodi che la Russia ha dovuto affrontare negli ultimi 15 anni e che l’hanno portata a incarnare le sembianze del “nuovo impero del male”
Fino a 15 anni fa quella che era l’Urss controllava circa metà della costa del Mar Nero; oggi invece il controllo si riduce a poco più di un centinaio di km di costa. La Russia è così passata dal dominio di una zona strategica – per materie e produzione di energia (dal gas al petrolio) – a pochi km di costa”. Per questo, nella regione, Mosca “non vuole la Nato, né l’influenza della Ue che potrebbe arrivare indirettamente dalla posizione della Georgia. La Russia non vuole l’adesione alla Nato, né vede di buon occhio i contatti con l’Unione europea”. E “proprio sulla posizione della Georgia rispetto alle due enclave nel suo territorio, ovvero la Repubblica separatista dell’Abkhazia e l’Ossezia del Sud (filo-russe, ndr), è in atto da molto tempo un braccio di ferro” tra i due Stati. “La situazione è esplosiva e se la Russia interviene sarà un’escalation”.
Ad oggi “Medveded e Putin appaiono molto più vicini di quanto non apparissero prima”. Anzi, aggiunge Paniccia, “i due leader pensano che se per la questione tra Iran e Israele si può trattare, e per la Palestina anche, in quanto problemi ‘lontani’, sul versante interno non ci sono molti margini e la Russia è molto meno disponibile a trattare”.
---- il tutto si potrebbe riassumere con:
“il problema di fondo è uno: lo scudo spaziale (stazione missilistica e radar, ndr) che gli Usa vorrebbero attivare. Da parte loro, per controllare l’Iran; secondo i russi, per controllare Mosca”.
e qui si capisce chi ha innescato il tutto.
Sicuramente i più coraggiosi sono coloro che hanno la visione più chiara di ciò che li aspetta, così della gioia come del pericolo, e tuttavia l'affrontano. Tucidide
GLI STATI UNITI ATTACCANO LA RUSSIA ATTRAVERSO LO STATO FANTOCCIO DELLA GEORGIA da Prison Planet
Forze armate della Georgia, addestrate ed equipaggiate dal Pentagono e dal governo americano, hanno ucciso questa mattina 10 uomini delle forze di peacekeeping russe, in un attacco provocatorio degenerato in conflitto militare; ma la copertura mediatica dell’evento mira a far credere che la Georgia, stato fantoccio sostenuto dagli USA e dalla NATO, sia una vittima inerme, quando in realtà ciò che si sta mettendo in atto in questo momento è una strategia geopolitica molto ben orchestrata.
M. Travaglio: "io sono filoisraeliano per convinzione, perché adoro israele e gli ebrei, [...] perché conosco la storia, perché ho imparato la pietà studiando i campi di concentramento, perché rifuggo dai ricatti emotivi e amo le democrazie"
STEFANO: “Massimo, scusa, ti voglio bene, e sono certo che non è colpa tua, ma questo titolo fa veramente schifo, e l'articolo questa volta è molto sciatto e pieno di errori.”
1) Il titolo non l’ho inventato io. Ho semplicemente tradotto quello della Associated Press.
2) L’ambasciatore georgiano a Washington ha detto: "We are asking our friends, and the United States among them, to somehow to try to mediate and try to persuade Russia to stop this military aggression and invasion of Georgia."
3) Di fatto, mi risulta che l’Ossezia del sud appartenga alla Georgia.
4) Tu stesso hai scritto che il sud Ossetia ha una “popolazione a maggioranza russa che desidera l'indipendenza dalla Georgia.” Confermi quindi l’appartenenza della regione allo stato della Georgia.
Non capisco quindi questo voler spaccare il capello in quattro sul termine “invasione”: Saakashvili potrà anche essere un “pagliaccio criminale” – come scrivi tu - ma questo non cambia il fatto che al momento attuale la Georgia sia uno stato sovrano, che è stato INVASO da un’altra nazione.
Se la Jugoslavia mandasse i carri armati a Trieste, perchè rivuole l’Istria, noi diremmo che “hanno invaso la provincia di Trieste”, o che “hanno invaso l’Italia”?
Per quel che riguarda gli altri “errori”, tu dici che “Le forze di peace-keeping non le chiama così Putin, ma l'ONU...”
Io però nella AP leggo questo: “A Russian military officer said that 10 Russian peacekeepers were killed and 30 wounded when their barracks were hit in Georgian shelling. Russia has soldiers in South Ossetia as peacekeeping forces, but Georgia alleges they back the separatists.
Anch’io ti voglio molto bene, e se vuoi definire il mio articolo ”sciatto “ hai tutto il diritto di farlo. Ma io questi “errori“ non riesco a vederli.
caro Marco, la dinamica della tragedia è la conseguenza logica della storia della Georgia dopo la fine dell'Urss. Il paese era guidato da un presidente nazionalista, Gamsakhurdia, che aveva avuto la bella idea di avviare una politica ultra-nazionalista. Bisogna sapere che la Georgia, pur essendo piccola e scarsamente popolata, è un mosaico di piccole nazioni (Mingrelia, Adzhiaria, Abchazia, Ossezia ecc) che, in epoca sovietica, godevano di speciali autonomie. Esattamente come accaduto in ogni altra repubblica ex sovietica, la fine dell'Urss ha significato anche la fine delle autonomie delle minoranze a favore delle nazionalità maggioritarie, col logico corollario di guerre civili, sopraffazioni, esodi di popolazioni ecc. Nel caso della Georgia, però, le pretese nazionaliste di Gamsakhurdia si erano scontrate 1) con la debolezze interna degli stessi georgiani, divisi in clan ferocemente avversi gli uni agli altri; 2) con la presenza in territorio georgiano di 3 basi militari russe (ex Armata sovietica); 3) con la volontà di abchazi e osseti di non lasciarsi sopraffare. E così, mentre Gamsakhurdia veniva deposto e poi ucciso e Eduar Shevardnadze tornava in patria, l'Abchazia veniva raggiunta da una armata musulmana pancaucasica, sponsorizzata da Mosca e al cui interno si distingueva Shamil Basaev, il futuro Nemico Pubblico nr.1 della Russia e capo militare dei ceceni (nonché agente del servizio segreto militare russo GRU, e uomo al servizio dell'oligarca Berezovskij). Gli osseti, invece, venivano aiutati essenzialmente dai loro fratelli dell'Ossezia del nord, ovviamente appoggiati da Mosca. Per capire la situazione della nazione osseta si può fare un paragone col Tirolo austriaco (l'Ossezia del nord, parte della Russia) e il sud Tirolo italiano (l'Ossezia del sud, parte della Georgia). Lo scopo di Mosca, nell'appoggiare abchazi, osseti e altri piccoli popoli in altre repubbliche ex sovietiche, era l'esito non tanto di una strategia del Cremlino, all'epoca nelle mani tremanti dell'alcolizzato El'cin, quanto degli apparati della forza, che hanno fatto il bello e il cattivo tempo nella prima metà degli anni '90, perseguendo una sorta di politica dei fatti compiuti per forzare El'cin a agire, per realizzare enormi guadagni personali, e per reagire allo sfacelo geopolitico dello spazio sovietico, che stava lasciando la Russia del tutto isolata e a rischio esse stessa di implosione. Dal 1995 in poi, politici russi degni di questo nome hanno iniziato nuovamente a gestire pezzi del governo (a cominciare dal ministero degli Esteri), e la politica russa verso le piccole repubbliche autoproclamate si è stabilizzata ed è stata resa coerente con gli interessi geopolitici russi. Ciò ha significato essenzialmente che Mosca ha trasformato i suoi soldati in peacekeepers, riducendoli a un velo del tutto simbolico (poche migliaia di uomini con armi non troppo "pesanti"), ma capace nondimeno di preservare lo status quo, visto che ovviamente alle loro spalle si stagliava tutto il peso dell'Armata russa. Shevardnadze è stato impropriamente dipinto come un filo-russo, ma non è vero niente. E' sempre stato un pupazzo nelle mani di Washington, che hanno trasformato la Georgia in una autentica sputacchiera, facendone la base logistica arretrata della guerriglia cecena, seguendo i sempiterni schemi applicati a suo tempo coi montagnard vietnamiti, i contras nicaraguensi, i khmer rossi cambogiani ecc: eserciti al soldo di Washington che colpiscono avendo rifugi sicuri e inattaccabili in stati terzi. La Russia è stata sempre più attiva, e da quando Putin è arrivato al Cremlino (2000), non sono state poche le occasioni in cui le truppe speciali russe e l'aviazione hanno colpito i ceceni anche nelle loro basi in territorio georgiano. All'epoca delle rivoluzioni colorate gli Usa neocon hanno iniziato a rimpiazzare i loro amici e servi nelle repubbliche ex sovietiche (come ucraini e georgiani), o a cercare di far cadere i leader vicini alla Russia. Il rimpiazzo di Shevardnadze si era reso indispensabile perché era troppo debole, mentre i neocon volevano un leader energico (e pazzo) a sufficienza da fare la guerra alla Russia, ovviamente per l'interposta persona di Abchazi e Osseti. L'attuale presidente Saakashvili, giunto al potere con una forzatura costituzionale e la violenta occupazione del parlamento, e poi restato in sella truccando le elezioni e sparando sull'opposizione, ha iniziato a preparare la guerra con le armi e gli istruttori Usa; reparti georginai sono andati a farsi le ossa in Iraq, e ogni sorta di provocazione è stata messa in opera contro Abchazia e Ossezia, che sono stati indipendenti di fatto da oltre 15 anni. Si noti bene che il luogo comune (...) secondo cui Abchazia e Ossezia sarebbero pupazzi di Mosca è una bufala: l'attuale presidente abchazo Bagpash, per esempio, ha sconfitto alle presidneziali proprio il candidato di Putin, e ha saputo resistere a notevolissime pressioni russe che ne volevano le dimissioni. L'oleodotto BTC ha certo una grande importanza (anche se nel Caspio azero non c'è affatto il petrolio sufficiente a renderlo economicamente sensato, ma questo è un altro discorso), ma che tuttavia non deve essere esagerata. Quando era stato concepito da Clinton, il BTC doveva servire a sottrarre tutto il greggio caspico dal controllo russo; una serie di accordi col Kazachstan e col Turmkmenistan, tuttavia, hanno messo Mosca al riparo da brutte sorprese, e da allora il BTC non è più che altro un monumento all'arroganza anglostatunitense e, allo stesso tempo, anche al suo fallimento geopolitico. La Georgia, poi, non serve nemmeno più alla CIA come base arretrata della guerriglia cecena, visto che Putin ha trovato la quadrature del cerchio affidando la Cecenia al satrapo locale Kadirov, che la ha "finalmente" pacificata a modo suo. Mosca, quindi, non ha più problemi in Georgia, al punto che un paio d'anni fa ha infine evacuato le sue basi militari georgiane. Perché restare? Il BTC aveva perso la sua vera importanza, e la guerra in Cecenia era stabilizzata. I neocon, di fronte al loro ennesimo fallimento, hanno reagito spingendo il folle Saakashvili a fare la guerra a Abchazia e Ossezia al solo scopo di tenere alta la tensione con Mosca. Saakashvili ha iniziato le sue guerre puniche contro l'Adzhiaria, che però non era propriamente separatista e, soprattutto, non era protetta da "peacekeepers" russi. La facile vittoria ha gonfiato il petto del 30enne presidente, che è stato convinto dai neocon a proseguire l'opera. Sono molti mesi, ormai, che la Georgia provoca continui incidenti di frontiera con Abchazia e Ossezia, che sposta truppe ai confini, che compie aggressive manovre militari. L'invasione dell'Ossezia, scatenata in violazione della tregua olimpica e approfittando dell'assenza di Putin da Mosca è un classico del repertorio CIA, condito come al solito dalla disinformazione propalata a piene mani da agenzie di stampa, tv ecc. La stupidità di Saakashvili - se non fosse criminale - farebbe tenerezza. Ha fatto aprire il fuoco a tradimento contro i "peacekeepers" russi, ammazzandone 10, ha lasciato mano libera ai suoi tagliagole nei piccoli villaggi osseti, ha incendiato a cannonate il principale ospedale osseto, ha aperto il fuoco sul convoglio della Croce rossa che evacuava i feriti russi. Non so se i neocon si siano fatti un'idea sbagliata di Medvedev, o se la loro congenita stupidità li abbia spinti a non capire che il bastone del comando è sempre nelle mani di Putin. Sta di fatto che la Russia è nella posizione morale migliore per rispondere. Tra l'altro, un'azione decisa e una vittoria contro Saakashvili daranno una grande mano a Putin a sottolineare ancor di più il suo peso politico. Come finirà? Finirà che i russi spazzeranno via i georgiani in pochi giorni, e il regime avventurista e criminale di Saakashvili potrebbero non reggere a un simile disastro. Abchazia e Ossezia rinnoveranno la loro richiesta formale di essere incorporate nella Federazione russa (ebbene sì, sono anni che entrambe lo richiedono...), Mosca rifiuterà ma ribadirà anche il proprio impegno a proteggerle, incorporandole de facto. Insomma, l'ennesimo "bel colpo" dei neocon, in attesa che la loro storia di sangue e morte abbia il proprio gran finale, subito dopo il voto di novembre, con l'aggressione israeliana all'Iran. Prepariamoci, perché saranno quelli i veri fuochi d'artificio, al cui confronto i 2mila morti dell'Ossezia non saranno nulla.
1) non sapevo che i tuoi titolii fossero tradotti da Associated Press; per me il titolo sta sul tuo articolo. Che c'entra?
2) non sapevo che i tuoi articoli traducessero l'ambasciata georgiana; che c'entra?
3) e 4) L'Ossezia del Sud ha uno status internazionale conteso, e la sua popolazione dal 1991 pretende la propria autodeterminazione. Questo status è precipitato dopo il caso Kosovo. E' per questo che l'ONU ha inviato una forza di pace, con peace-keepers russi e georgiani. Il paragone con Trieste è privo di senso.
Il "capello in quattro" è invece proprio la questione in gioco, ed è proprio per questo motivo che Tbilisi cerca (come fa ormai da anni) di trascinare Mosca per i capelli in una guerra vera e dichiarata. Come tu stesso hai osservato, lì c'è IL business, se andasse a puttane in una nuova Cecenia sarebbe la delizia di Washington.
E poi, scusa, ma quale capello? Per ritornare al tuo paragone, anche se fuori cornice, se il governo di Roma cominciasse a sparare sul centro di una Trieste slava che reclama l'indipendenza, radendola al suolo, e ad ammazzare i soldati croati inviati in missione di pace dall'ONU, tu parleresti di "invasione croata"?
Non mi pare che AP sostenga che i peacekeepings russi siano sedicenti, continuo a non capire dove sta la giustezza di sostenee che sia Putin a definirli tali. E in ogni caso i soldati inq uestione hanno un mandato ONU. Dunque?
leggendo le notizie avevo sentito della Georgia che attacca l'Ossezia ed i vari commenti che parlavano di reazione della Russia per i suoi militari uccisi e dell'Ossezia come regione formata da forze di peacekeeping russe e georgiane, quindi ho commesso l'errore di vedere l'Ossezia come slegata alla Georgia, mentre sulla carta fa parte della Georgia, nonostante vi sia stato un referendum nel 2006 da parte dei cittadini dell'Ossezia che chiedevano l'indipendenza. Quindi riconosco che Massimo aveva ragione ed io torto, anche se il titolo (pur se tradotto) lo ritengo un pò fuorviante, perchè fa credere che la guerra in Ossezia sia iniziata da parte dei russi che hanno invaso la Georgia. La Georgia sicuramente ha sbagliato ad attaccare per prima (mi ricorda un pò l'invasione del Kuwait da parte di Saddam, dove gli americani, allora alleati di Saddam, fecero credere tramite la loro ambasciatrice che non avrebbero reagito ad un'invasione irachena del Kuwait e così Saddam iniziò i suoi piani di invasione) dall'altra parte Putin ne approfitta per far sentire la sua presenza in una zona geostrategicamente importantissima.
Caro Marco_m, la tua analisi è lucida e tiene conto di tutti gli elementi. Vorrei però domandarti se non ci sia un'altra ipotesi possibile: mi sembra che la Russia non abbia alcun interesse a mettere sotto la Georgia con un conflitto, che come tutti i conflitti potrebbe impennarsi a dismisura, e che comunque lascerà ferite. Saakashvili invece punta strenuamente a ciò (vedi le dichiarazioni sui presunti bombardamenti di Tbilisi, o le acuse di qualche mese fa sull'abbattimento dei droni, con tanto di filmino finto). Senza andare lontano, pensiamo alla (pacifica) guerra del vino georgiano (quello delle "masse fecali") di due anni fa. Al blocco dei trasferimenti di denaro degli emigrati, ecc. La grande amicizia storica fra Russia e Georgia è il primo obiettivo, una sorta di ingegneria dell'odio. Forse chi puntava a ottenere 100 è disposto ai massacri, anche per avere 3 o 4.
ma se all'improvviso la Serbia inviasse i suoi soldati in Kosovo a fare secchi i soldati ONU albanesi e bombardasse Prtistina, il suo ospedale, la sua università, facendo 1600 morti tra i civili, i giornali come titolerebbero? Invasione serba del Kosovo, non ho dubbi. E se l'Albania reagisse in proprio, perché QUALCUNO blocca il consiglio di sicurezza dell'ONU, e muovesse le sue truppe in aiuto della popolazione albanese sotto le pallottole, direbbe forse che l'Albania invade la Serbia? No.
Ecco, qui abbiamo la stessa situazione, solo specularmente opposta.
Con in più l'evidenza di chi ha cominciato. Saakashvili ha dichiarato l'altroieri, poche ore prima dell'inizio delle operazioni di artiglieria sulla città addormentata, che non avrebbe bombardato Khinzvali.
ciao Stefano, infatti io ho criticato il titolo a Massimo, però sul fatto che l'Ossezia sia della Georgia ha ragione Massimo. E' una regione autonoma ma fa parte della Georgia, persino il referendum secessionista non è stato riconosciuto neanche dalla Russia. L'ossezia non si ritiene georgiana, ma dagli organismi internazionali viene ritenuta georgiana.
Sì, certo. Io sbaglio a vedere l'attacco della Georgia contro l'Ossezia del Sud... in fondo è territorio loro, anche se la gente lì non è d'accordo, e parla russo... Quello che conta è la geografia politica a corrente alternata, che ora è buona, ora no, a seconda delle convenienze nordatlantiche.
Però so ancora riconoscere in che direzione corrono i proiettili, e quanti morti fanno.
I giochi militari sono già fatti, praticamente, ora è la guerra della propganda per decidere a chi lasciare in mano il cerino, e già sappiamo chi sarà il "cattivo" per i nostri giornali.
caro Stefano, dubito fortemente che Saakashvili ne uscirà con "3 o 4", per citarti. Il punto è che rischia di non uscirne proprio. Una rottura totale tra Georgia e Russia è, dal punto di vista georgiano (ossia dei georgiani) un'assurdità bella e buona, economica, sociale e politica. Saakashvili, da bravo burattino, è privo di cuore e di cervello. Non a caso si è sempre buttato a corpo morto in ogni provocazione antirussa a comando, non appena Condoleezza neocon Rice glielo ordinava. Mi ricordo ancora le sue dichiarazioni all'epoca della demolizione del monumento della Vittoria di Tallinn a opera di un altro burattino Usa, il premier estone Ansip. La Russia ha una memoria elefantiaca e prima o poi, chi si è divertito a provocarla ha sempre avuto modo di pentirsene. Per quel che riguarda le operazioni militari, ad esempio, non mi stupirei se i russi incontrassero più difficoltà all'inizio, visto che sono sempre piuttosto lenti a mettersi in moto. Ma una volta che sono partiti, fermarli è difficile. Per Saakashvili impossibile. Mosca avrà molti morti, questo è sicuro, perché un'altra costante delle operazioni militari russe è l'alto numero di perdite. Ma vincerà. I soldati georgiani saranno ricacciati dall'Ossezia, di cui peraltro occupavano un bel pezzo dall'epoca del cessate-il-fuoco. Ossia, alla fine di questa guerra Tbilisi si ritroverà del tutto estromessa dall'Ossezia, sarei pronto a scommetterci. Vedo che ci si sta accapigliando sull'ennesima questione stile sesso degli angeli, ossia se si tratti di una invasione russa o georgiana. I primi diranno georgiana, i secondi russa. Gli Usa diranno russa, e così tutti i loro reggicoda, tra cui Nato e, ahimè, l'attuale, imbelle UE. Il Consiglio di sicurezza Onu risulterà bloccato dai veti icrociati, e i media internazionali, presso i quali Putin non gode di buona stampa, parleranno per lo più di invasione russa. In Italia, sempre ammesso che l'Ossezia riesca e suscitare qualche interesse, ci si dividerà tra una ristretta minoranza che parlerà di invasione georgiana (Giulietto Chiesa, probabilmente Remondino e pochi altri), e i mess-me...dia mainstream che parleranno di invasione russa, seguendo la linea dettata da Mosca dall'ineffabile Canciani. Io non sono molto interessato a appiccicare aggettivi al concetto di invasione, per il semplice fatto che è la parola "invasione" a essere fuorviante. Sino a ieri l'altra notte ormai oltre 2mila persone erano vive. Ora sono morte. Chi ha avviato la catena di azioni concrete (cannoneggiamenti, bombardamenti dal cielo, assalto di blindati ecc) che ha portato 2mila e passa esseri umani a morire mentre noi guardavamo la cerimonia di apertura della olimpiadi? Saakashvili. Su ordine dei suoi pupari neocon. Chiamare queste azioni concrete "invasione", o "operazione di polizia", o "azione per ripristinare la legalità costituzionale nella provincia dell'Ossezia meridionale" (secondo il gergo ufficiale di Tbilisi) non fa differenza. La cosa importante, ora, è che Saakashvili sia sconfitto rapidamente, che il conflitto non si allarghi all'Abchazia, che la guerriglia cecena non riesca a far esplodere bombe o a sequestrare interi ospedali o scuole, che terroritsti veri (quelli addestrati nelle apposite università per terroristi) non riescano a combinare massacri nelle città russe. In una parola, è essenziale che i neocon non riescano a avviare una escalation per coprire il loro ennesimo buco nell'acqua. Un'ultima nota. Le armi georgiane sono di provenienza Usa, israeliana e ucraina. Questo riporta l'attenzione alla natura dell'attuale regime ucraino. Anche perché l'Ucraina è composta da una serie di pezzi slegati gli uni dagli altri accumulatisi quasi per caso in epoca sovietica. Tutta l'Ucraina meridionale, e la penisola di Crimea, infatti, sono parte dell'Ucraina ma non sono "ucraine". Per il semplice fatto che i predecessori storici dell'attuale Ucraina non hanno mai esercitato il loro potere su quelle terre che, invece, erano popolate dai tatari. Sino a Pietro e Caterina, che li hanno scacciati e rimpiazzati con coloni RUSSI. L'Ucraina meridionale, infatti, è chiamata anche Novaja Rossija, ossia Nuova Russia... Scrivo questo perché non vorrei che, se disgraziatamente i neocon dovessero riuscire a incendiare anche quel paese, ci si attardi a stabilire chi invade chi.
Saakashvili è chiaramente "l'utile idiota", la mia questione è se ora sia più utile o più idiota. Il "3 o 4" non è per lui, ma per chi lo muove e progetta da almeno 6 anni una rivoluzione colorata a Mosca nel 2008. Cioè: il pupazzo è scappato di mano ai suoi pupari, magari per eccesso di zelo da lustrascarpe, o essendo diventato inutile al piano A (infilare altre basi in Caucaso per controllarne le risorse) lo stanno mandando al macello con uno scopo da piano B (tenere alta la pressione e possibilmente invischiare la Federazione in un conflitto auto-alimentato) ?
Per quanto riguarda la mia polemica verso il titolo scelto dal mio amico Massimo, hai già detto tutto tu. E' un titolo che potevo immaginarmi di vedere sul Corriere di Mieli o sul web dei Radicali, non qui. Certo che il punto non è l'invasione, ma l'aggressione. E chi legge quel titolo capisce "La Russia aggredisce la Georgia", quando è invece è la Georgiabush che ha aggredito l'Ossezia del Sud.
D'altronde chi scatena una guerra è già di per sé il primo aggressore ed invasore del proprio stesso paese.
Ansa :: 9 agostoOssezia sud: Saakashvili, 'Georgia in stato di guerra' Russia,'non siamo in guerra con Tbilisi' (ANSA) - MOSCA, 9 AGO - Il presidente georgiano Saakashvili si prepara oggi a firmare lo stato di guerra e ha chiesto anche un immediato cessate il fuoco. Il decreto dovrebbe introdurre la legge marziale. Dalla Russia continuano ad affluire forze speciali. Il ministro degli esteri russo ha parlato di 1.500 morti nell'attacco georgiano di ieri in Ossezia, ma la Georgia ha definito questo bilancio 'una menzogna'. Il vicecapo di stato maggiore russo ha negato che la Russia sia in stato di guerra con la Georgia.
Tblisi, 9 ago. - (Adnkronos) - La Georgia e' in "stato di guerra". Lo ha detto il presidente Mikhail Saakashvili, annunciando la firma del decreto che impone la legge marziale nel Paese, al termine di una riunione del Consiglio per la sicureza nazionale di Tblisi. Saakashvili ha poi definito "menzogne plateali" le notizie secondo cui negli scontri nell'Ossezia del Sud ci sarebbero state 1.500 vittime, come denunciato da fonti di Mosca e di Tskhinvali. "Praticamente non ci sono stati civili uccisi", ha detto.
---- praticamente ci vogliono far credere che sono morti solo militari? praticamente ci prendono per i fondelli e le menzogne sono proprio le loro.
---- ripropongo questo articolo già in commenti liberi:
Ombre di guerra mondiale Inaugurate le Olimpiadi sciagurate: parte il conflitto
Bombe georgiane hanno distrutto l'ospedale principale della capitale sudosseta Tskhinvali, riferisce il corrispondente dell'agenzia Interfax. È in fiamme anche l'edificio dell'università, a circa 500 metri di distanza dal quartier generale delle forze di interposizione russe. Sotto le macerie dell'ospedale, secondo dati preliminari. ci sono vittime. In risposta veicoli corazzati e armamenti pesanti stanno arrivando dalla Russia attraverso il traforo di Roki. Lo riferisce un funzionario dell'intelligence, secondo cui non si tratterebbe però di truppe regolari russe. Proprio il giorno dell'inaugurazione delle Olimpiadi sciagurate il conflitto tra Georgia (che sta bombardando da settimane la Russia con l'asuilio di droni israeliani) e la Russia che intende liberare l'Ossezia del sud e che ancora porta sulla sua pelle le lacerazioni di Beslan, in Ossezia del nord, dove ceceni armati dall'Alta Finanza fecero scempio di bambini e civili, sfocia in guerra. La situazione internazionale potrebbe degenerare in modo sorprendente. Tskhinvali come Danzica, corsi e ricorsi?
--- da notare:
...il conflitto fra Georgia ( che sta bombardando da settimane la Russia con l'ausilio di droni israeliani)...
Sicuramente i più coraggiosi sono coloro che hanno la visione più chiara di ciò che li aspetta, così della gioia come del pericolo, e tuttavia l'affrontano. Tucidide
Ho appena sentito al TG1 che la Russia ha dichiarato che proteggerà i propri cittadini ovunque essi si trovano, e in Ossezia sono numerosissime le persone con il passaporto russo.
Questo mi ha evocato brutti ricordi. Sarà mai che intendano aprire un corridoio fino a Danzica?
Massimo ha tradotto il titolo che viene dato alla vicenda più o meno da tutti i media USA. Diverso, in modo appariscente, da quello generalmente dato dai media italiani: "La Georgia invade l'Ossezia del Sud".
Temo che i naïf americani non si stiano nemmeno accorgendo di con quanta arte e finezza il Putin glielo stia ficcando. O fingono di non accorgersene per il solo fatto di rendersi conto di non poter reagire.
Il conflitto in corso, da ormai quasi due decenni, è tra Georgia e l'autoproclamatasi repubblica dell'Ossezia Meridionale. Ufficialmente non tra Georgia e Federazione Russa, la quale, con estrema prudenza, ha perfino evitato di dare il riconoscimento ufficiale agli osseti meridionali. I combattimenti attuali sono tra le forze militari georgiane ed i ribelli osseti e tra le forze miliari georgiane ed i Caschi Blu inviati dall'ONU sul posto (con la condiscendenza della Georgia) a fare da forze di interposizione.
I Caschi Blu sono particolarmente contrariati per avere subito perdite di vite tra i loro ranghi ed anche perché il contingente georgiano della forza di Caschi Blu si è ribellato al comandante ONU ed ha sparato contro gli altri membri della forza di interposizione.
C'è ancora un particolare in cronaca: i Caschi Blu sono composti da militari della Federazione Russa, oltre a due altri contingenti minori: uno georgiano ed uno Sud-Osseto. Particolare interessante, ma giuridicamente irrilevante.
Ritengo che i Caschi Blu russi, eventualmente appoggiati da contingenti russi non Caschi Blu, abbiano la possibilità teorica e pratica di individuare, catturare, processare militarmente e fucilare: - i comandanti georgiani responsabili di bombardamenti di obiettivi civili (ospedali ecc.); - i militari georgiani già parte del contingente di Caschi Blu che hanno sparato contro gli altri Caschi Blu non georgiani; - i mercenari stranieri presenti tra le file georgiane. Inoltre può perseguire ogni responsabile di atti di "pulizia etnica" nel territorio della sedicente Repubblica dell'Ossezia Meridionale.
Tali capacità, inizialmente ristrette al territorio georgiano sotto mandato ONU, dopo la dichiarazione di Guerra (unilaterale) della Georgia alla Russia potrebbero essere comodamente estesa a tutto il territorio georgiano.
La cosa mi pare talmente ben preparata ed arte che non mi meraviglierei se tale stato di cose portasse ad una ribellione interna, in Georgia, contro l'avventuriero ed improvvido presidente Saakashvili, tale da fargli fare una fine alla Gamsakhurdia.
Cioè, mi state dicendo che, in una questione di indipendenza che coinvolge due stati ed una regione formalmente appartenente ad uno di questi due, l'ONU ha mandato come forza di interposizione gli eserciti delle tre medesime parti?
"Cioè, mi state dicendo che, in una questione di indipendenza che coinvolge due stati ed una regione formalmente appartenente ad uno di questi due, l'ONU ha mandato come forza di interposizione gli eserciti delle tre medesime parti? Sono l'unico a non capire molto?"
no pausania, non è così. Come puoi verificare tu stesso a questo indirizzo
in Georgia c'è effettivamente una missione di caschi blu Onu, ma sono 4 gatti e si aggirano disarmati lungo la fascia di interposizione tra georgiani e abchazi. Le forze di "peacekeeping" russe sono impropriamente definite caschi blu, visto che sono autoproclamate tali. La comunità internazionale ne riconosce e in certa misura legittima il ruolo, ma operano alle dirette dipendenze di Mosca. Sia in Ossezia, sia in Abchazia, sia in Transnistria, si tratta di "missioni di peacekeeping" avviate per iniziativa dei comandanti russi locali che, privi di ordini a causa del coma etilico in cui era costantemente sprofondato El'cin, hanno mosso i soldati che erano già sul posto - dai tempi dell'Urss - per proteggere piccole minoranze nazionali russificate o russofile dalla sconfitta e dai massacri che avrebbero subito (e che spesso hanno comunque subito) ad opera del fascismo nazionalista che si era ritrovato quasi per caso al potere in molte repubbliche ex sovietiche, salvo perdere quasi sempre il potere molto presto sotto il peso delle sconfitte militari e della follia economica e sociale di cui erano fautori. In queste missioni di interposizione, poi, si è inserita la Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa-Osce, che più o meno cerca di porre tali situazioni sotto il proprio controllo, senza però riuscirci. Tutte queste missioni sono attive dai primissimi anni '90, perché una costante è che le minoranze, nel momento in cui le repubbliche ex sovietiche secedevano dall'Urss, secedevano a loro volta dai nuovi stati sovrani. La Moldavia secedeva dall'Urss e la Transnistria dalla Moldavia, la Georgia dall'Urss e Abchzia e Ossezia dalla Georgia ecc ecc. Di fatto, né Chisinau né Tbilisi hanno mai esercitato potere sui territori separatisti, per cui il loro status di stati sovrani di fatto è vecchio di oltre 3 lustri. Si badi che, a termini di diritto internazionale, questi stati sono, appunto, stati, ossia soggetti potenziali delle relazioni internazionali. La Russia non li ha riconosciuti formalmente (però paga stipendi e pensioni ai dipendenti pubblici di queste repubbliche, fornisce loro gas e petrolio a credito ecc) non perché non sia molto convinta o per chissà quale strana ragione. Il motivo è banale. La Federazione russa era composta da 89 diversi soggetti (oggi sono 83): riconoscere formalmente una secessione (una secessione qualunque, dal Kosovo all'Ossezia) avrebbe messo la stessa Russia in cattive acque. Oggi il controllo di Mosca è ripristinato sull'intero territorio federale, ivi compresa la Cecenia, per cui la parola secessione fa molta meno paura, anche se continua a non essere ben vista. Anche perché è meglio avere Abchazia e Ossezia di fatto dentro ma formalmente fuori dai propri confini per un sacco di ragioni. Non ultima, quella che i locali dirigenti sono in grado di fare un sacco di soldi grazie a queste situazioni ambigue col contrabbando legalizzato ecc. Stefano, puoi tranquillamente escludere che Saakashvili (che è un vigliacco di tre cotte, essendo già fuggito da Tbilisi al primo cadere di bombe russe...) abbia aggredito l'Ossezia di testa sua. L'intera operazione è talmente cinica, talmente sporca, talmente immorale e assassina da trasudare neoconismo da tutti i pori. Però, come sappiamo, i neocon sono contrastati sia al Dipartimento di stato, sia al Pentagono, sia alla Cia, sia in seno alle forze armate, per cui l'operazione in Ossezia è una di quelle tipiche porcate nello stile Iran-Contras, realizzata da una piccola parte criminale e disperata di una Amministrazione morente all'insaputa del grosso dell'apparato Usa. Aspettiamo solo che Israele aggredisca l'Iran (dopo aver aggredito qualche mese fa la Siria) e i neocon riusciranno a uscire di scena con un vero e proprio Gotterdammerung, condito da esplosioni radioattive, centinaia di migliaia di morti, interi paesi ridotti in macerie, profughi a milioni. Un'insalata americana perfetta per far dimenticare quella bagattella dell'11 settembre. A chi vuoi che interessi indagare sul WTC7 o sul buco del Pentagono mentre Teheran è in fiamme? La domanda è, li possiamo fermare? Oppure, chi li può fermare? Oggi come oggi, credo che la cosa migliore sarebbe appunto una vittoria rapida e inequivocabile della Russia, e molto buon senso da parte del Cremlino che, invece di punire Tbilisi per i crimini di guerra commessi a bella posta per provocare una invasione vera e propria della Georgia, dovrà fermarsi sul confine osseto-georginao. Disinnescata questa mina, ai neocon, per dar fuoco al mondo, resteranno solo gli israeliani. Ancora una volta, potrebbe essere la Russia a disinnescare anche questo pericolo. Per esempio dispiegando rapidamente a protezione dei siti nucleari iraniani il sistema di difesa S-300, che garantisce una protezione eccellente. Il Cremlino potrà anche non piacere, ma credo che, in questo momento storico, una serie di circostanze ne facciano, sicuramente oltre la stessa volontà russa, la speranza maggiore che la nostra civiltà ha per sopravvivere al cupo incubo neocon, che ha già sterminato, tra Afghanistan e Iraq, un milione di persone.
Grazie marco_m. Bisogna sempre verificare sui documenti ufficiali, senza fidarsi dei mezzi di informazione. Effettivamente il mandato ONU in Georgia riguarda solo l'Abchazia e non anche l'Ossezia. Il resto è solo propaganda. Ben orchestrata, bisogna riconoscerlo. Non credo che alla Russia di Putin interessi molto l'autodeterminazione dei popoli e men che meno quella dell'Ossezia meridionale. L'aspirazione degli Osseti ed Abchazi all'indipendenza, però, fa molto comodo per poter intervenire sulla Georgia. La Georgia che non deve dare basi alla NATO e che deve, sempre dal loro punto di vista, trascurare la manutenzione dell'oleodotto Batumi-Tiblisi-Ceyhan.
Riguardo alla crisi attuale, ritengo che le azioni militari russe si fermeranno effettivamente al "confine" osseto-georgiano solo se la sconfitta georgiana riuscirà ad innescare una una crisi interna georgiana (dove Saakashvili non è perfettamente bene in sella), che porti ad un regime change favorevole a Mosca. Altrimenti si aspetteranno gli avvenimenti nel Golfo. Lì c'è qualcosa di prossima maturazione. L'unione Europea ha disposto ispezioni alle navi iraniane nei porti europei. Sappiamo che UK e Francia, però, con USA, si stanno esercitarlo per farlo in mare aperto. È una prassi consentita, ma da lì al blocco navale all'Iran il passo è breve. Credo che se si giungesse ad una crisi del genere nel Golfo, la Russia lascerebbe fare, prendendosi mano libera in Georgia.
E’ alla luce di questa prospettiva storica ed ideologica che noi abbiamo bisogno di capire l’energico sostegno dato oggi dai geostrateghi americani all’ingresso nella NATO dei due rimanenti Stati sul Mar Nero, Ucraina e Georgia. Come Mackinder, essi vogliono trasformare il Mar Nero in un lago della NATO e spodestare la Russia dai suoi storici territori in Europa. Ciò serve a tre scopi: proteggere le forniture energetiche; agevolare la “democratizzazione” (cioè l’occidentalizzazione) del “Pìù Grande Medio Oriente” da Casablanca a Kabul; infliggere una decisiva sconfitta geostrategica alla Russia. Questi fini spiegano il sostegno occidentale per il pro-NATO Viktor Yushchenko in Ucraina, e per la determinazione del governo georgiano a riprendere il controllo delle sue due province separatiste, Abchazia ed Ossezia meridionale, dove le tensioni stanno anche adesso salendo pericolosamente con decine di persone appena uccise nei combattimenti vicino alla capitale Tskhinvali.
Il progetto di creare uno scudo “antimissile” in Europa orientale avanza rapidamente, ed indubbiamente quando sarà concluso minaccerà la Russia. Comunque, la violenza nel Caucaso, se si intensificasse, sarà la prima vera battaglia circa un obiettivo strategico dall’invasione dell’Irak nel 2003: l’”indipendenza” del Kosovo, al contrario, è stata raggiunta senza sparare un colpo.
Ma le guerre di logoramento in Irak ed Afghanistan suggeriscono che, nei fatti, gli Stati Uniti non sono in grado di “democratizzare” il Medio Oriente o anche di controllarlo, e che è ancora più difficile parlare di controllo dell’Asia centrale, lasciando perdere il mondo intero. L’esercito americano non è così grande, dopo tutto. E’ pertanto improbabile che Washington possa mandare truppe a combattere le forze pro-russe (o forse anche le stesse forze russe) in Georgia (per quanto la possibilità che ciò avvenga sotto il Presidente John McCain rimane piuttosto alta). Mentre può non essere vero che “chi controlla Tskhinvali controlla il mondo”, il risultato di qualsiasi battaglia in quei luoghi sarà un banco di prova per il bilanciamento dei poteri tra Russia ed America negli anni a venire.
Sicuramente i più coraggiosi sono coloro che hanno la visione più chiara di ciò che li aspetta, così della gioia come del pericolo, e tuttavia l'affrontano. Tucidide
grazie a te Paulo, mi ero proprio perso questa novità delle ispezioni anti-iraniane. Ti segnalo allora, per ricambiare, l'analisi di Piero Sinatti sul Sole
che, come al solito, è di alta qualità, onesta intellettualmente e benissimo informata. E non troppo lontana da quello che si è detto su questo sito, almeno negli ultimi scambi. Io, però, non sono affatto persuaso che la Russia "lascerà fare". L'Iran è un nemico storico di Mosca, ma attualmente è davvero troppo importante evitare che un simile paese possa cadere nelle mani di un regime filo-statunitense (prospettiva davvero remota, peraltro). Quanto alla mano libera in Georgia non saprei. Io credo che Putin stia posizionando, in silenzio, i suoi pezzi sulla scacchiera post-sovietica da tempo, con la precisa e ferma volontà di rifarsi della super-umiliazione del 2004 (rivoluzione arancione). L'Ucraina è la chiave di volta di tutto il mondo post-sovietico: sino a che Kiev sarà controllata da filo-statunitensi, la presa di Mosca sullo spazio post-sovietico, in generale, sarà debole e incerta. Ma se si dovesse ristabilire una piena cooperazione russo-ucraina tutto cambierebbe. Basti dire che in Ucraina sono rimasti, dopo la fine dell'Urss dei pezzi fondamentali dell'apparato militare-industriale sovietico, tant'è che tutt'oggi la Russia ha enormi difficoltà a superare quelle perdite (per dire, in Ucraina c'è una fabbrica di missili balistici nucleari dotata di tecnologie che nemmeno oggi Mosca riesce a padroneggiare in pieno; la fabbrica non produce più missili da 15 anni, ma all'occorrenza potrebbe ricominciare senza troppi problemi...). Quindi, ogni cosa che la Russia farà in Georgia sarà fatta avendo in mente l'obiettivo primario, ossia vedere la vittoria di Janukovic alle prossime presidenziali. Sempre che, nel frattempo, tutta la regione non sia già un mare di fuoco.
Grazie Marco_m, un'analisi bella, molto esauriente e molto riflettuta.
Tu dai per certo che Tbilisi sia stata bombardata? Non è che prenda per oro colato le dichiarazioni del buon Lavrov, che lo nega, ma Saakashvili (ergo, chi per lui) ha finora sparato tante di quelle panzane, e secondo me è tranquillamente capace di buttare giù qualche palazzo pur di coronare il sogno di insaccare in una guerra guerreggiata la Russia. Senza scomodare Debord, per intenderci, ricordi le "autobombe suicide" in Iraq che scavavano crateri di 10 metri come fossero... missili aria-terra? Anche a me sembra infatti che al Cremlino non vogliano superare il confine, l'ultimo dei loro desideri è dar fuoco alle polveri. Semmai un lavoro di intelligence e un colpo di stato, con tanto di rivolta della popolazione che non credo ami alla follia il pupazzone coi baffetti.
E' sempre più evidente il ruolo positivo - di pace e di progresso per il mondo - che svolgeva l'Unione Sovietica fino a quando non è stata suicidata.
Fra i molti meriti storici del'URSS va messo nel conto anche l'aver consentito una lunga, pacifica convivenza fra una miriade di popoli che avevano alle spalle secoli di odio, di pogrom e di guerre civili.
Da quando l'Unione Sovietica si è autoaffondata - fra l'idiota tripudio dei media occidentali - nel Caucaso sono tornati il nazionalismo sanguinario, l'odio etnico e religioso, l'asservimento all'imperialismo.
Con tutti i suoi limiti, onestà vuole che si riconoscano alla creatura di Lenin e Stalin anche i suoi - enormi - meriti.
L'esercito georgiano attacca le forze indipendentiste dell'Ossezia del Sud per quale arcana ragione ?
Se è vero che Saakashvili è quel burattino che tutti conosciamo, non credo che si sia svegliato di punto in bianco per servire gli interessi " atlantici " che risiedeono nel bacino del Mar Caspio attaccando una regione che ha sfruttato e che potrebbe(ro) sfruttare per molto molto tempo. Va quindi capito qual'è stato il punto di rottura : sono convinto, mio parere personale, che gli Stati Uniti in determinate aree preferiscano muoversi a livello politico mettendo i burattini al posto giusto piuttosto che scatenare operazioni militari , tra l'altro se cosi fosse gli sarebbe venuta molto male anche perche lo capiscono persino i muri che l'invasione è partita proprio dagli alleati georgiani.
Il fatto è che come ben spiegato da Marco assisteremo a una serie di veti incrociati in sede Onu che non consentiranno alcun intervento in aiuto alle forze georgiane ( nonostante la spinta propagandistica anti Russia che gia si sta sviluppando ), credo quindi che o Saakashvili in un raptus di egocentrismo abbia voluto allargare il proprio potere o piu probabile che l'input gli sia si arrivato ma che coloro che hanno dato il via libera si stiano nascondendo e lascino andare il presidente georgiano incontro al suo destino, perche si sa, mamma Russia non dimentica tanto facilmente gli sgarbi che subisce. Non mi convince comunque che l'ordine sia arrivato da oltreoceano: si andrebbero a immischiare in una faccenda politico-militare che sarebbe veramente insostenibile per gli Stati Uniti e trascinerebbe con se anche l'unione europea che dipende dalla Russia in maniera fondamentale dal punto di vista energetico.
Insomma non vedo il " cui prodest " della situazione; o meglio vedo che alla fine se qualcuno se ne avvantaggiera sara comunque la Russia che come gia detto è da tempo riparata sooto solidi accordi commerciali con altre nazioni, avendo annusato l'aria che tirava a Tbilisi. Costringera la Georgia al ritiro delle truppe e avra l'appoggio delle regioni indipendentiste. Se tutto cio èopera della CIA o chi per loro, o hanno piani intelleggibili per noi o si meritano un applauso a scena aperta per l'incompetenza dimostrata.
E intanto 2.000 morti , come al solito il prezzo piu alto lo paga la gente che con questi criminali nulla ha a che vedere.
no no, non do per scontato un bel niente, figurati. Il livello di popolarità di Saakashvili è, come tu dici, molto basso. Del resto, è solo un folle avventurista che ha causato al suo paese un disastro dopo l'altro, arrivando a far rimpiangere lo El'cin georgiano, ossia Shevardnadze. Quando scrivevo di bombe russe cadute non mi riferivo alla capitale, ma alle basi militari georgiane che l'aviazione russa ha senz'altro colpito (e il vigliacco è scappato lo stesso...). Ci sono cose interessanti: 1) la incredibile dichiarazione dello "stato di guerra" (con la minaccia georgiana di abbandonare Pechino); 2) la conferma russa della perdita di 2 aerei. Ora, sul primo punto non si capisce cosa significhi lo "stato di guerra". Al massimo si può dichiarare lo stato di emergenza, ma se si dichiara lo stato di guerra bisognerebbe anche specificare CONTRO chi. E a quanto ho capito il parlamento di Tbilisi si è ben guardato dal dichiarare guerra alla Russia, anche se ha chiesto l'intervento Usa, Nato, Ue e chi più ne ha più ne metta. Poveretti, si erano fidati dei neocon. Ma come si fa? Gli avranno detto "andate che poi vi copriamo noi". E infatti... Sul secondo punto mi ha incuriosito il fatto che, sempre che non ci siano "perdite nella traduzione", uno dei due aerei abbattuti sia nientemeno che un TU-22 Blinder. Questo autentico pezzo da museo, infatti, avrebbe dovuto essere ritirato dalla prima linea da un pezzo. Anzi, era stato senz'altro ritirato. Si tratta di un bombardiere supersonico a suo tempo venduto anche a paesi come Libia, Iraq e Egitto. Un ottimo aereo, 30'anni fa. Oggi arrugginisce nei rottamai, e l'aeronautica russa ha in linea il TU-22 M3 Backfire, che è tutta un'altra cosa. Perché parlo di questa cosa? Perché ogni volta che le cose non sono chiare è sempre buona norma "succhiare" ogni cosa possibile dai pochi fatti concreti a disposizione. E il fatto che, nel pieno di una simile crisi, l'aeronautica russa mandi nello spazio aereo georgiano un ferro vecchio che è stato letteralmente tirato fuori dalle erbacce, quando avrebbe potuto usare uno degli SU-34 nuovi di zecca che ha mostrato al mondo con orgoglio non più tardi di qualche mese fa, ci dice molto, credo. Tendo a concordare con Sinatti, ossia credo anch'io che la leadership russa abbia dato prova di una incredibile lacerazione interna, e che l'opzione militare sia stata in un certo senso forzata senza rispettare la catena di comando. Mi spiego. E' inaudito che l'apparato di intelligence umana e satellitare e dei segnali (humint, imint, sigint) russo non si sia accorto dei preparativi di guerra; è inaudito che i "peacekeepers" russi si siano fatti trovare con le brache calate; è inaudito che l'artiglieria georgiana esista tutt'ora (almeno fino a poco fa stava ancora sparando sulla capitale osseta); è inaudito che i leader russi non si siano ancora riuniti (mi riferisco al fatto che Medvedev e Putin NON si sono ancora visti di persona, nel bel mezzo di una simile crisi e con l'incertezza paralizzante per tutto l'apparato militare russo su chi debba fare cosa, visto che tutti sanno che normalmente sarebbe il presidente a dover dare gli ordini, ma tutti sanno ancora meglio che il vero capo è Putin, per cui aspetteranno magari una sua direttiva, col risultato di non fare niente). E poi, dall'altra parte, abbiamo degli ufficiali dell'aeronautica russa che tolgono le edere da un vecchio pezzo di ruggine e lo mandano a sorvolare la Georgia (le cui difese aeree beneficiano di tecnologia Usa e israeliana, mica robetta...). Non mi stupirei affatto se il TU-22 fosse semplicemente precipitato da solo, tanto doveva essere malmesso. Comincio a sentire puzza di bruciato. Non vorrei fosse la solita vecchia storia, del potente che sa e lascia accadere per poi indossare i panni del salvatore della patria.
"Se tutto cio èopera della CIA o chi per loro, o hanno piani intelleggibili per noi o si meritano un applauso a scena aperta per l'incompetenza dimostrata."
caro Ubik, non credo tutto ciò sia opera della CIA in senso stretto, ma della fazione legata ai neocon, che deve aver agito per vie traverse appunto nello stile Iran-Contras. Che lo scopo dei neocon sia di dar fuoco al mondo per trascinare tutto e tutti nel gorgo del proprio fallimento mi sembra, purtroppo, altamente probabile. Ecco spiegata l'assurdità dell'aggressione di Saakashvili. Però direi anche che Putin, forse, fa un po' il furbo. E' un uomo abbastanza duro da poter sfruttare ogni tipo di situazione, guerre comprese. Alla fine, se tutto andrà nel migliore dei modi, lui ne uscirà di nuovo come il capo incontrastato, e magari avrà anche un buon motivo per pretendere qualche aggiustamento costituzionale. Vedremo.
Ciao Marco, adesso adesso su RTR Planeta il Tg russo sta mostrando come le tv americane abbiano presentato al mondo "l'aggressione russa contro la Georgia", subito dopo aver parlato della crisi umanitaria (30.000 profughi che fuggono in Russia).
Aggiungerei che non solo i servizi erano al corrente dei preparativi, ma i telegiornali da mesi danno notizia dell'ammassarsi di truppe al confine, e delle denunce inascoltate presentate agli organi internazionali da parte della Russia.
E' per questo che ti ho domandato un'opinione sulla faccenda, se cioè Saakashvili sia più utile o più idiota.
Il bombardamento notturno della città mi sembra una mossa da pazzo, o da disperato, ma è in linea con le continue provocazioni che da mesi si susseguono. Molto brillante l'osservazione sul TU-22, fa il coro con l'attacco di un "mig russo" a un drone sakashista di due mesi fa, dimostratasi una bufala. O il TU-22 appartiene alle forze dell'Ossetia del Sud, che un paio di aeroplanini dovrebbe averli, o alla stessa Georgia.
Altrimenti dovremmo ipotizzare che sia tutta una messinscena orchestrata dalla tenebosa GRU, e che Saakashvili ne sia un agente doppiogiochista, che ha finto di essere al servizio degli USA, per poi "fare il cattivo", realizzare un macello, e rendere Putin più bravo e bello di quel che già è. Uhm. Mi sembra un po' tirata per i capelli, e soprattutto manca il motivo.
Per tornare a Debord, e aggiungere una tessera, qui secondo RTR Bush ha dichiarato che "bisogna immediatamente interrompere i bombardamenti russi sulle città georgiane" (e torniamo al titolo dell'articolo). Qualcuno può confermare, per favore?
Comunque sono ormai incline a pensare piuttosto a un caso di "lost in translation", o meglio alla solita sciatteria dei media. Non che cambi molto, ma è irritante.
Come fonte sono italiani residenti nella capitale della Georgia: Repubblica.it Citazione:
"Continuano ad arrivare telefonate preoccupatissime dall'Italia - dice l'architetto Giulio Pighin, italiano che vive a Tbilisi con altri 8 lavoratori italiani della Permasteelisa, grande impresa di costruzioni veneta -. Vorremmo smentire che la città si trovi sotto assedio: nessun bombardamento, nè sugli edifici civili nè su quelli militari".
Sono però state bombardate altre zone e qui la fonte sembra russa: Repubblica.it Citazione:
Venti civili morti a Gori. La città natale di Josif Stalin, al confine amministrativo con l'Ossezia del Sud, è stata colpita dai bombardamenti russi. Subito dopo l'attacco, cessato attorno alle due, la popolazione ha cercato di fuggire in massa, con ogni mezzo di trasporto possibile. Secondo l'agenzia russa Interfax, solo a Gori le vittime civili dei raid aerei sarebbero una ventina, decine i feriti. Un'offensiva di Mosca ha distrutto le infrastrutture di Poti, il più grande porto della Georgia sul Mar Nero. Saakashvili ha aggiunto che oltre ai militari in Iraq, potrebbero essere richiamati anche gli atleti dalle olimpiadi e arruolati nel caso in cui si offrissero come volontari.
Secondo fonti Georgiane invece: ASCA.it Citazione:
GEORGIA: TV TBILISI, BOMBARDAMENTI RUSSI IN ABKHAZIA
(ASCA-AFP) - Tbilisi, 9 ago - La Russia ha cominciato a bombardare una zona dell'Abkhazia controllata dalla Georgia.
E' quanto riporta la televisione pubblica di Tbilisi.
''L'aviazione russa sta bombardando i paesi di Sakeni e Lower Kvapchara nell'Alta Abkhazia'', spiega il canale, riferendosi ad aree al confine dell'Abkhazia.
Insieme all'Ossezia del Sud, dove in queste ore le forze russe e georgiane stanno combattendo per il controllo della capitale Tskhinvali, l'Abkhazia e' una della due regioni separatiste georgiane sostenute dalla Mosca.
Voglio andare leggermente controcorrente. Secondo me il titolo del thread è quantomai azzeccato.
In queste situazioni è sempre da considerare il cui prodest. Chi ha interesse a mutare la situazione in Georgia?
Credo che ciò che sta accadendo non avvantaggi nessun criminale a stelle e strisce, a cominciare da Saakashvili.
Rileggendo un po' la cronostoria degli ultimi mesi (consiglio a tutti di farlo da peacereporter) sembra abbastanza chiaro che chi da mesi sta muovendosi per creare il caos in quella regione siano i russi, contrari all'allargamento della NATO in Georgia ed Ucraina.
Se ci aggiungiamo la calma flemmatica del duo Putin-Medvedev, il pretesto dell'abbattimento del ferrovecchio TU-22 Blinder, e le notizie dei "cattivi georgiani" che bombardano ospedali ed università, il ruolo che i russi cercano di dipingersi come peace-kepper, credo di capire che è proprio da parte russa che soffiano i venti di guerra.
Il motivo? Vendetta servita freddina per la questione Kosovo, e aggiungerei anche una bella gatta da pelare per gli USA in una zona strategica per un'eventuale aggressione all'Iran. Ricordate che gli USA sono comunque sull'orlo di una gande crisi, deboli sul piano della credibilità internazionale e impegnati già su troppi fronti di guerra. Quale momento migliore per riconquistare influenza in una regione così strategica per il gas naturale del bacino del Caspio?
Nel tempo dell'inganno universale (e globale), dire la verità (di cristallo) è un atto rivoluzionario. G. Orwell
MARCO M Sono d'accordo che alla fin fine lo scopo dei neocon è quello di portarsi dietro tutti , e sono giustamente d'accordo che se manovra c'è stata non è stata architettata da parte della CIA ma da parte dell'ala Neocon ( per me sempre pappa e ciccia rimangono )
Pero giustamente come ha ri-sottolineato Cavaliere e come avevo gia posto io non riesco a intravedere il cui prodest di questa faccenda ne ne'imediato ne nel futuro, qualora la manovra venisse dall'ala neocon
La Georgia è il terzo paese per presenza militare in Iraq dopo USA ed Inghilterra. Per rispondere al pericolo di avanzata russa il premier ha detto che ritirerà i suoi 2000 uomini schierati in Iraq e li riporterà in patria.
Già i neocon non digeriscono che il premier Iraqeno abbia formulato un calendario di ritiro delle truppe Americane per il 2009. Ora si ritrovano con 2000 uomini in meno da un giorno all'altro.
Se l'Iraq fino ad oggi è sembrato un pantano agli Americani ora assume sempre più le sembianze di una disfatta.
Credo che nessun Neocon stia brindando in queste ore...
Chiudere i rubinetti. Le risposte di Mosca al progressivo surriscaldarsi delle relazioni con Stati Uniti e Occidente sono state, nel tempo, improntate a un nostalgico sfoggio di potenza: sospensione del Trattato per la limitazione delle armi non convenzionali, esercitazioni militari dei bombardieri a lungo raggio sull'Atlantico, minaccia di puntare i propri missili su Ucraina ed Europa. Ma la ritorsione più efficace, se le sollecitazioni di Bush avranno buon gioco sull'apertura del Map per Ucraina e Georgia, potrebbe avere pesanti conseguenze anche per i Paesi europei: la chiusura dei rubinetti di gas naturale a Kiev causerebbe un contraccolpo su tutta l'Europa occidentale, dipendente da Mosca nell'approvigionamento di gas e petrolio. Proprio la carta energetica potrebbe essere l'arma migliore che il Cremlino ha a disposizione per allontanare il più possibile un incubo: di trovarsi a Kiev, nucleo radiante della storia e del popolo russo, le armi e gli uomini dell'Alleanza Atlantica.
---- quindi il fatto che qualcuno si stia strappando i capelli dicendo che il nucleare è bello, potrebbe collegarsi al fatto che se la russia chiude i rubinetti....l'europa è a secco, e d'inverno poi.
Sicuramente i più coraggiosi sono coloro che hanno la visione più chiara di ciò che li aspetta, così della gioia come del pericolo, e tuttavia l'affrontano. Tucidide
Kyrgyz Security Services Swallowed the Bait Either Russia or China spoiled the reputation of the USA
04.04.2003 Iraq. Members of the U.S. 15th Marine Expeditionary Unit (MEU) empty Iraqi ammunition from a warehouse in a military compound in the town of Nassariya in central Iraq. REUTERS/Desmond Boylan
“There Are No Rich Oligarchs in the USA Buying up Abkhaz Beaches” Matthew J. Bryza told Kommersant about the reasons for the U.S. interest in Abkhazia leggete con attenzione … come sistemare i russi persino per quanto riguarda i lavori per le Olimpiadi invernali di Soci -> 2014 !!!
Curiosamente alla tv georgiana di stato (ehm... gli altri canali sono stati oscurati), il presidente Saakshvili ha parlato in... inglese. Tanto per dare colore al tipo.
Quanto al cui prodest, a me sembra assurdo ipotizzare che il protagonista della rivoluzione colorata in Georgia, quello che ha intitolato strade e monumenti a George Bush, alfiere della "nuova Europa" e terzo contributore di soldati in Iraq, in continue scaramucce con Mosca, ecc. ecc. stia al servizio dei russi. Perché questo occorre ipotizzare per sostenere il complotto dietro il complotto (cioè il complotto russo, dietro il complotto americano, dietro Saakashvili).
Non so quanto sia affidabile Peacereporter, ma io è dalla scorsa settimana che seguo le novosti russe sui bombardamenti georgiani, le provocazioni armate, i dispiegamenti di tank, ecc. E qui nessuno ne parlava. Come al solito.
Se poi Cavaliere intende sostenere che sono stati i russi a bombardare per primi (torniamo al titolo dell'articolo), beh... non mi stupisco più di nulla, quando rifletto sull'immensa potenza della "informazione pubblica democratica".
Detto ciò, resta da capire dove tutto ciò vada a parare. Intanto infuocare nuovamente il Caucaso e far piovere 30.000 profughi sul sud della Russia è già un bel regalino. E qui il cui prodest è bello e chiaro.
Ma poi? O si prepara qualcos'altro di ancora più grosso, ad es. l'Iran, in tempi fulminei?
Nella regione è in corso una guerra per decidere quali pipeline trasporteranno petrolio, gas, acqua da dove a dove. Oltre a ciò tutta la regione è carente di infrastrutture importanti come elettrodotti, rete telecom e via dicendo. Qualche settimana fa sono stati rapiti sul monte Ararat e poi rilasciati tre "alpinisti" tedeschi. http://www.repubblica.it/2008/07/sez...alpinisti.html Quello che i giornali non hanno scritto é che i tre sono tecnici della Bayernoil. Motivi del rapimento e condizione del rilascio sconosciuti!
Il punto è che dalla pipeline Baku-Tiblisi-Cehyan si vuole far passare il petrolio che poi imbarcato viene scaricato in Israele, reintrodotto nelle pipeline fino al Mar Rosso e poi imbarcato per l'India. Operazione che lo fa diventare piú caro, ma che aiuterà a riempire le casse israeliane. L'alternativa sarebbe farlo passare per le pipeline iraniane (giá esistenti) per un percorso piú breve e piú economico, ma, si sa, l'Iran è uno stato canaglia che minaccia l'esistenza di Israele...
Piú a sud è in avanzata fase di progettazione la cosidetta "Nabucco Pipeline" che porterà petrolio all'Europa e potrà essere collegata alle pipeline iraniane. La Turchia si troverebbe ad essere crocevia di ricchezze enormi e quindi Europa (Sarkozy e la Merkel) vorrebbero un governo piú "laico" per timore di rapporti privilegiati Turchia-Iran, entrambi musulmani. Di qui le balle sulla "deriva islamica" della Turchia... Insomma, la storia è sempre la stessa e la guerra la si sta combattendo in prima linea a Wall Street.
Impossibile non mettere in relazione questi fatti, e la tempistica, con il già iniziato tracollo economico dell'America e del sistema finanziario internazionale.
Quanto al cui prodest, a me sembra assurdo ipotizzare che il protagonista della rivoluzione colorata in Georgia, quello che ha intitolato strade e monumenti a George Bush, alfiere della "nuova Europa" e terzo contributore di soldati in Iraq, in continue scaramucce con Mosca, ecc. ecc. stia al servizio dei russi. Perché questo occorre ipotizzare per sostenere il complotto dietro il complotto (cioè il complotto russo, dietro il complotto americano, dietro Saakashvili).
Non ho visto nessun commento in tal senso. Semmai ora il mosaico sembra ricomporsi...
Da una parte abbiamo un presidente georgiano giovane e borioso. Si sente forte dell'appoggio americano, sta per entrare nella NATO. Vuole il controllo di tutta la Georgia e crea scaramucce giornaliere tanto il "vecchio orso Russo" sembra dormire tranquillo e lo lascia fare. Si domanda: "Avranno mai le palle i Russi di rischiare una guerra contro USA ed Europa?" Tanto è convinto di essere già praticamente nella NATO e nell'Europa che assieme alla bandiera del suo paese espone il vessillo blu con stelle gialle europeo.
Dall'altra abbiamo "l'insignificante" Dimitry Medvedev (a torto finora ritenuto tale). Il delfino senza potere poiché non si muove una foglia che Putin non voglia. Ma ieri Putin si trovava al di fuori della madre Russia per festeggiare l'apertura delle olimpiadi con gli alleati cinesi. Ecco dunque che il delfino si rivela un ottimo giocatore di scacchi come tutti i Russi (ed anche gli Iraniani). All'ennesima provocazione del borioso presidente Georgiano sbotta: "Come presidente della Russia ho il dovere di difendere tutti i cittadini Russi ovunque si trovino". Invia dunque prime i paracadutisti e poi i carrarmati coi bombardieri.
Quando torna Putin e si reca in Ossezia del Nord ormai "il dado è tratto".
Stella Citazione:
Impossibile non mettere in relazione questi fatti, e la tempistica, con il già iniziato tracollo economico dell'America e del sistema finanziario internazionale.
L'America è in gravi difficoltà economiche e militari. La fiducia sul dollaro sta toccando i minimi e senza di quella la loro economia basata sul debito collassa. I loro militari sono sparsi tra Iraq ed Afganistan senza potersi ritirare. Il presidente Georgiano si aspettava probabilmente che USA e UE mandassero immediatamente truppe ad aiutare un "amico" in pericolo. Silenzio dall'Europa (che per fortuna militarmente non esiste) ed un belato dagli Stati Uniti: "Russi, vi prego, fermate i bombardamenti". Altrimenti? Altrimenti nulla, noi Americani scherziamo sempre...
E' un grave sintomo che alle parole Americane non segua una qualsiasi minaccia.
La fine dell'impero è alle porte e Medvedev se ne è già accorto.
Per Marco_m il comando russo conferma la perdita di due apparecchi: SU 25 e TU 22 (no lost in translation). Non specifica però quale Tupolev 22. Se fosse un MP ad es., non si tratterebbe certo di una carretta.
Per Stella: questa relazione probabilmente c'è (e forse anche con le Olimpiadi, un palcoscenico non male per la Società dello spettacolo), e non promette nulla di buono.
Cominciano ad arrivare immagini e racconti raccapriccianti dai paesini "ripuliti", dai quali fuggono i profughi.
Brasa, mica tanto cazzata! Scusate la diretta, ma sul TG russo (adesso il primo canale) stanno dedicando un servizio... ai TG americani e al loro modo di presentare la guerra. Pizzicano anche CNN, che dice di trasmettere da Tzhkinvali, e invece sta da qualche altra parte, e altre delicatezze.
Intanto salve a tutti, è da un bel po che seguo LC ma è il mio primo post, forse perché l'area d'interesse è molto vicina al mio paese natale, la Polonia.
Vi vorrei segnalare qualche righa estratta da un analisi di prof. Stanisław Koziej, ex vice direttore del Ministero della Difesa polacco e analista, traduco:
"Da almeno un paio di settimane la Russia eseguiva grosse manovre del Raggruppamento Nordcaucasico durante le quali brigate di fanteria meccanizzata si sono mosse sui passi montani alla frontiera con la Georgia e li si sono esercitati in operazioni di "peacekeeping". "
Secondo la sua opinione la mira principale dell'azione russa è il bloccare le asprazioni pro-nato georgiane. In questa maniera la Russia può mantenere la libertà strategica in quella direzione e si lascia la possibilità di decidere le varie controversie che spesso accadono nel Caucaso del sud. Non è solo questione di Ossezia ma anche di Abkhazia e Karabakh. "
Senz'altro il presidente giorgiano on può essere considerato una persona degna di fiducia e le sue intenzioni oneste ma ricordiamoci che sappiamo molto di poco come stiano andando veramente le cose e cosa abbia VERAMENTE provocato le azioni di guerra. Di sicuro un nuovo focolaio che scoppia ai confini russi non è assolutamente rassicurante, soprattutto conoscendo i metodi che il paese in questione ha spesso usato in questi casi, altro che diplomatici.
Al margine un altra notizia di una dichiarazione di solidarietà dalla parte del presidente Ucraino che è pronto a offrire aiuti umanitari e politici ma non impegnarsi militarmente.
I russi che dichiarano di aver perduto 2 aerei è gia strano, molto probabilmente ne hanno persi di più conoscendo come funziona la loro propagando ma questo di sicuro non è rassicurante perché significa incursioni consistenti. Se considerate che sorvoli non autorizzati di apparecchi russi sono accaduti sul territorio polacco, ora sotto ombrello della NATO e senz'altro più protetto e guardato, posso solo immaginare laggiù.
Ah pare la flotta russa del Mar Nero si stia muovendo per eseguire un blocco dei porti georgiani.
Ho una grande tristezza nel pensare alla guerra portata in un paese cosi bello, di chiunque sia la colpa. Spero solo tutto questo si risolva in una fiammata ,ma sapete, da cittadino polacco purtroppo parto con una visione pessimistica :(
P.S. Dimenticavo, mi sto informando su siti polacchi visto che l'informazione è più completa e meno parziale.
Pechino, 9 ago (apcom) - Il presidente della Georgia, Mikheil Saakashvili, ha chiesto agli atleti georgiani presenti a Pechino per le Olimpiadi di "restare e lottare per l'onore del Paese". Lo ha riferito il portavoce della delegazione georgiana dopo che si era diffusa la notizia dell'imminente ritiro dai Giochi dei 35 atleti georgiani. (Fonte Afp)
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Siamo in piena propaganda e nel pieno delle olimpiadi. Pertanto tutto gioca a favore di quelli che fanno della propaganda la loro arma migliore. Gli atleti devono restare a pechino per lottare per l'onore del paese. Chi ha tolto l'onore al paese?
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Brasa c'è un modo facile facile per capire come stanno le cose: la realtà è l'opposto di quel che sostengono nei TG.
semplice. veloce. e di minimo sforzo intellettuale.
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e i tg con questi gesti eroici ci sguazzano. Senza nemmeno uno sforzo intellettuale per capire come stanno realmente le cose.
==== Se considerate che sorvoli non autorizzati di apparecchi russi sono accaduti sul territorio polacco, ora sotto ombrello della NATO e senz'altro più protetto e guardato, posso solo immaginare laggiù. ---
Consideriamo anche che la polonia e la repubblica ceca hanno 'offerto' l'occasione per tutto questo? E solo la russia fa sorvoli non autorizzati? se non sono autorizzati nessuno sa nullo di chi li fa, giusto?
Sicuramente i più coraggiosi sono coloro che hanno la visione più chiara di ciò che li aspetta, così della gioia come del pericolo, e tuttavia l'affrontano. Tucidide
redna "Consideriamo anche che la polonia e la repubblica ceca hanno 'offerto' l'occasione per tutto questo? E solo la russia fa sorvoli non autorizzati? se non sono autorizzati nessuno sa nullo di chi li fa, giusto?"
Sto parlando di tempi precedenti alla proposta dello scudo missilistico. In ogni caso questo era per sottolineare quanto possa essere penetrabile lo spazio aereo georgiano senza che ce ne arrivi minima notizia, specie in Italia dove le questioni internazionali sono da sempre trattate con superficialità.
Qui un po' di informazione fresca, raccolta in giro e tradotta dalla gazzella italiana del toichkaru, una delle poche voci informate e libere sull'argomento:
I movimenti di truppe russe sembrerebbero la conseguenza di quelli georgiani, e che non fossero un segreto lo testimonia il backup dei telegionali pubblici e i lanci di agenzia sulle proteste russe in sede ONU - naturalmente cose che qui nessuno ha ripreso nemmeno lontanamente, fino a quando ieri la Regia non ha dato l'OK.
Misha ha la fama di essere un po' un puttaniere, ma forse questa é una delle migliori qualitá. E' un populista di prim'ordine, un politico scaltro, sa utilizzare benissimo i media. La sua strategia politica, imperniata sul nazionalismo antirusso, é finita come doveva finire: dal 2004 ha continuato a ripetere che avrebbe risolto la questione dell'integritá territoriale del paese in un modo o nell'altro. Ha scelto quello peggiore.
Un paio di spiegazioni a quello che é successo:
A) Saakashvili é completamente pazzo: ha pensato a una blitzkrieg per riconquistare prima l'Ossezia del sud, poi l'Abkhazia (visto che i problemi si risolvono cosí per una, si possono rislovere alla stessa maniera anche per l'altra) pensando che i russi fossero tutti a Pechino e nessuno si accorgesse di nulla. Senza pensare alle conseguenze.
B) Saakashvili é completamente pazzo: ha pensato a una blitzkrieg per riconquistare prima l'Ossezia del sud, poi l'Abkhazia, sapendo che i russi sarebbero intervenuti. Ma ha calcolato tutto. In questo caso ci sono altre tre spiegazioni:
B1) Saakashvili é completamente pazzo: ha pensato che la Georgia da sola possa resistere a una guerra con la Russia e magari vincerla.
B2) Saakashvili é completamente pazzo: ha pensato che facendo una telefonata a Washington arrivino in aiuto tutti i marines ora in Irak.
B3) Saakashvili é completamente pazzo: ha pensato che non potrá comunque resistere, ma un bel bagno di sangue non fa male a nessuno.
C) Saakashvili é completamente pazzo: non ha pensato a nulla, se non al fatto che se non avesse scatenato l'attacco ora non l'avrebbe fatto piú. Questo perché quando a Washington sará cambiata l'aria, saranno in pochi a volerlo tenere in piedi. In questi anni ha combinato piú disastri che altro e solo mantendo la promessa di riconquistare i territori ormai perduti potrá entrare nella storia come un vincente. Il signore é presuntuoso e arrogante a sufficienza per decidere di non ascoltare i consigli di nessuno. Il risultato é visibile a tutti.
Sulla Russia. Il Cremlino non ha certo avuto alternative: non rispondere all'attacco era impossibile. Per ragioni geostrategiche e umanitarie. C'é solo da sperare che non esagerino. In questa situazione si vedrá la capacitá di Medvedev di reggere la scena internazionale.
Previsione: ritorno allo status quo entro qualche settimana. Abkhazia e Sud Ossezia piú vicine all'indipendenza e alla Russia. Fine politica di Mikhail Saakashvili.
Brevi Georgia - 05.8.2008 15:00:00 Mosca avverte Tbilisi: 'Non resteremo indifferenti alle violenze
"La Russia non rimarrà indifferente alla continua escalation di violenza in Sud Ossetia considerando anche che dei cittadini russi vivono proprio nella zona di guerra", lo riferisce l'agenzia di stampa Interfax che ha raccolto le dichiarazioni dell'ambasciatore speciale Yuri Popov. Popov si riferisce alla ripresa degli attacchi da parte dell'esercito georgiano nei territori della regione separatista.
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La notizia è del 5agosto e come si nota si parla di attacchi dell'esercito georgiano nei territori della regione separatista. Pertanto la visibilità è stata proprio nel voler far coincidere l'apertura delle olimpiadi con il 'presunto' attacco. Con tanto di atleti che a pechino lottano per la 'patria'.-
Sicuramente i più coraggiosi sono coloro che hanno la visione più chiara di ciò che li aspetta, così della gioia come del pericolo, e tuttavia l'affrontano. Tucidide
Impossibile che Saakashvili abbia agito da solo, questi "amici" sono sempre sotto controllo, e devono "chiedere permesso". Questa è una mossa "neocon style", più grave di quanto possa apparire e sicuramente in relazione con altre future.
Washington, 22:06 USA, ANCHE LA GEORGIA RESPONSABILE CRISI OSSEZIA DEL SUD La responsabilita' del conflitto in Ossezia del Sud non ricade solo su Mosca o sui separatisti osseti ma, "in parte", anche sulla Georgia. Lo ha detto un alto funzionario del dipartimento di Stato americano, che non nasconde l'irritazione per il comportamento del presidente Mikhail Saakhashvili, grande alleato di Washingtron: "In tutto questo periodo abbiamo insistentemente e vigorosamente fatto pressione sul governo georgiano affinche' mostrasse misura e evitasse qualsiasi escalation. Su questo siamo stati piuttosto chiari", ha dichiarato il diplomatico dietro condizione di anonimato.
----- qui qualcuno si sta irritando. Erano stati dati degli ordini...piuttosto chiari - dice il diplomatico 'anonimo'.
Stella Impossibile che Saakashvili abbia agito da solo, questi "amici" sono sempre sotto controllo, e devono "chiedere permesso". Questa è una mossa "neocon style", più grave di quanto possa apparire e sicuramente in relazione con altre future.
---- Ma le cose non sembrano essere andate come dovevano. Chi ha messo lo zampino?
Ostentando disarmante familiarità con la menzogna, i portavoce dei guerrafondai, come l'inossidabile Miss Rice, attribuiscono la responsabilità dell'accaduto alla Russia e tacciono quanto è avvenuto in queste settimane: attacchi alla Russia dalla Georgia con droni israeliani, bombardamenti dell'Ossezia del sud (la regione russa sottomessa alla Georgia: altra analogia con Danzica). L'8 agosto, mentre il mondo mentiva a se stesso celebrando le Olimpiadi della vergogna, i Georgiani macellavano con l'artiglieria un ospedale della capitale sud/osseta facendo numerose vittime tra malati e civili. Era il momento culminante di un'operazione aggressiva compiuta da Tbilisi con il sostegno e il suggerimento dei suoi alleati. Tbilisi si attende dai suoi protettori qualche cosa di più, visto che chiede agli Usa d'intervenire militarmente contro la Russia.
Sicuramente i più coraggiosi sono coloro che hanno la visione più chiara di ciò che li aspetta, così della gioia come del pericolo, e tuttavia l'affrontano. Tucidide
Solo che mi manda in panico. Non vorrei che questo fosse uno delle nostre ultime discussioni libere prima della terza guerra mondiale.
Qualche mese fa parlavo con un amico che studia strategia. E mi diceva: se la potenza militare americana cala, e quella russa cresce, conviene all'America attaccare prima del sorpasso.
L'ultimo link postat da Redna è effettivamente allucinante.
E' da Kennedy in poi che la politica estera americana è schizofrenica. Del resto lo stesso 11 settembre è stato un colpo di stato all'INTERNO del governo. Non tutti sapevano e sopratutto non tutti erano d'accordo. Esiste una componente non filo-israeliana. Può essere che il funzionario in questione abbia fatto "parlami nuora che suocera intende".
Alerte rouge dans la Caucase: que cherchent les Etats-Unis? BLEITRACH Danielle
........ La Georgie est devenue la marionnette des Etats-Unis
Dans ce conflit nous sommes devant le résultat du dépeçage de l’ex-URSS, dépeçage organisé par les Etats-Unis en particulier par le milliardaire Soros, homme de la CIA, qui a entretenu une masse d’ONG provoquant des guerres civiles, des mouvements sociaux, en profitant de la débandande des institutions et des pouvoirs. Le tout sur la décomposition de l’ancien appareil d’Etat soviétique et la ruée des apparatchiks vers l’appropriation privée des ressources nationales.
Georges Soros a soutenu financièrement les mouvements étudiants géorgiens et le parti de Saakachvili. Il a financé la carrière politique de Saakachvili depuis le début. Son influence continue aujourd’hui à être grande sur le nouveau gouvernement géorgien. Des ministres de l’actuel gouvernement sont des anciens collaborateurs du financier américain au sein de sa fondation. Un certain nombre de jeunes conseillers de Saakachvili ont également été formés aux Etats-Unis dans le cadre des échanges universitaires mis en place et gérés par la Fondation privée de Soros. Le gouvernement américain, quant à lui, a doublé son aide économique bilatérale à la Géorgie depuis la révolution. Cette aide annuelle atteint donc aujourd’hui 185 millions de dollars. De plus, la Maison-Blanche est engagée dans un programme de formation des forces spéciales de l’armée géorgienne dans le cadre de la lutte contre le terrorisme islamiste dans la région avec l’aide d’Israël. Les Etats-Unis ont également débloqué de l’argent pour régler la facture énergétique de la Géorgie au lendemain de la révolution de novembre 2003. Il est évident que Soros qui y trouve ses propres intérêts financiers a joué en lien étroit avec la CIA un rôle dans la main mise directe des Etats-unis sur cette zone strétégique d’abord sur un plan énergétique mais pas seulement. (1) C’est un scénario que l’on a vu s’appliquer dans bien d’autres endroits. Cette “balkanisation”, vassalisation, est partout - en Amérique latine, en Asie, comme en Europe - le moyen d’asseoir la puissance étasunienne face à des pays rebelles. Aujourd’hui, c’est l’avancée de l’OTAN, l’installation de missile dirigés contre l’Iran mais en fait contre la Russie. Mais pourquoi envahir l’Ossétie, indépendante de fait depuis de nombreuses années? S’agit-il de créer une situation irréversible avant le départ de l’actuel hôte de la Maison Blanche? Si l’influence de Soros reste déterminante, s’agit-il au contraire de jouer la carte dessinée par Obama du renforcement de l’intervention vers l’Afghanistan et vers une zone irano-orientale? Pourtant, recemment, Condolezza Rice était à Tiblissi et on imagine mal que l’opération se soit faite sans son aval et sous l’influence de Washington qui souhaite l’intégration de la Georgie dans l’OTAN.
Depuis, la Georgie est totalement vassalisée aux Etats-Unis et, d’un point de vue militaire, trés liée à Israël. Il est donc peu probable que la Georgie ait lancé l’assaut sur l’Ossétie, tué dans leur caserne des soldats russes du contingent de la paix, sans l’accord des Etats-Unis. Dans un premier temps, la Géorgie, puissamment armée et entraînée par israël, a contesté l’organe chargé de régler le conflit, a Commission mixte de contrôle qui est coprésidé par la Russie, la Géorgie, l’Ossétie du Nord et l’Ossétie du Sud. Il s’en est suivi, le 7 août, l’attaque contre l’Ossetie, le bombardement de sa capitale, les populations civiles qui fuient, et on parle d’un désastre humanitaire et c’est enfin l’affrontement direct avec les forces russes.
Une attaque contre l’Ossétie mais aussi contre la Russsie Aujourd’hui, les dirigeants politiques géorgiens prétendent mener une opération de pacification. Tbilissi se dit prêt à arrêter le bain de sang si Tskhinvali [capitale sud-ossète] accepte une négociation directe [sans médiation russe], ce qui signifierait une capitulation des ossètes. Tbilissi promet par ailleurs d’octroyer à la république “une large autonomie au sein de la Géorgie et une aide humanitaire de 35 millions de dollars pour la reconstruction.” Le Premier ministre géorgien Vladimir Gourguénidzé a également proposé “une amnistie juridico-politique pour tous les hauts fonctionnaires de la république autoproclamée” tout en réitérant la volonté de Tbilissi de “poursuivre [l’action militaire] jusqu’au rétablissement de l’ordre“. Dans son allocution à la nation, citée par l’agence d’information géorgienne Akhali Ambebi Sakartvelo, le président géorgien Mikhaïl Saakachvili a annoncé que dans la matinée du 8 août, “la majeure partie de l’Ossétie du Sud était libérée et contrôlée par les forces gouvernementales géorgiennes”. Il a ensuite accusé Moscou d’avoir envoyé des bombardiers SU-24 frapper les alentours de la ville géorgienne de Gori [à une cinquantaine de kilomètres de Tskhinvali] et les régions de Kareli et de Variani. Information catégoriquement démentie par la Russie : “C’est du délire, une énième provocation nauséabonde de Tbilissi”, a rétorqué un haut fonctionnaire du ministère des Affaires étrangères russe, cité par Izvestia. Le même jour, ce “délire” sur le bombardement de Gori était relayé par toutes les agences de presse occidentales qui faisaient avec une belle unanimité de la Russie l’agresseur. Lle premier dirigeant russe à avoir réagi à l’escalade de la violence a été le chef du gouvernement, Vladimir Poutine. Depuis Pékin, il a regretté le non-respect par la Géorgie de la trêve olympique et a promis “une riposte à l’agression géorgienne“ rapporte le quotidien en ligne russe Vzgliad. L’agence russe Ria Novosti fait état des propos de Vladimir Poutine auprès de Bush, affirmant que les peuple russe, en particulier ceux du caucase, n’accepteront pas une telle agression contre leurs compatriotes. Bush parait avoir manifesté de l’embarras. Pour sa part, le président russe, Dimitri Medvedev, a promis de protéger la population civile ossète dont la majorité possède un passeport russe, informe Vzgliad. "Nous n’accepterons pas la mort impunie de nos concitoyens où qu’ils se trouvent", a-t-il martelé. Selon Vzgliad, le jour même des troupes et des blindés russes franchissaient la frontière russo-géorgienne et se dirigeraient vers Tskhinvali. Les Etats-Unis, par la bouche de Condoleezza Rice, ont réclamé la fin des combats alors que la vraie question est leur implication dans l’assaut. Quant à la communauté internationale, l’OTAN, l’ONU et le Conseil de l’Europe ont appelé les parties à cesser le feu et à s’asseoir autour de la table des négociations. A l’heure actuelle, la pacification semble toutefois être un vœu pieux.
Le Caucase s’embrase ? La fièvre monte du côté russe, en particulier dans le Caucase. L’agence de presse Ria Novosti nous apprend que “les Cosaques ont lancé la formation de bataillons de volontaires pour faire face à une éventuelle aggravation de la situation en Ossétie du Sud, a annoncé mardi aux journalistes le chef (ataman) de la Troupe des Cosaques du Don, Viktor Vodolatski. “Ces bataillons sont prêts à aller dès demain en Ossétie du Sud”, a indiqué l’ataman. Selon lui, les bataillons sont formés de Cosaques qui ont servi dans l’armée. “Nous voulons que les meilleurs Cosaques qui défendront l’Ossétie du Sud et la Russie en fassent partie”, a souligné l’ataman. Selon les responsables sud-ossètes, si la Géorgie déclenche une guerre contre la république autoproclamée, on fera appel à ces bataillons. “Dans ce cas-là, les Cosaques auront le statut de militaires sud-ossètes”, a précisé Anatoli Barankevitch, secrétaire du Conseil de sécurité de la république. Ces deniers jours, a-t-il poursuivi, la Géorgie a multiplié ses provocations, “tuant, lors de tirs, six personnes et en blessant 13 autres”. “Sur les six tués, trois sont des civils”, a-t-il rappelé, ajoutant que l’évacuation des femmes et des enfants des zones menacées par les tirs géorgiens avait été ordonnée le 2 août.”
Au-delà de l’événement Comme toujours, on ne peut dire la véritable signification de l’événement - et a fortiori qui en sortira victorieux - qui ne peut se comprendre qu’en le renvoyant à la totalité historique qui lui donne sens. Le fond est ce que nous avons décrit : le dépeçage des marches de l’ex-URSS et la tentative de poursuivre l’assaut, en particulier à travers l’Otan qui tente d’intégrer la Géorgie et l’Ukraine. Partout ont été installés par de pseudo- révolutions populaires et des élections achetées et manipulées, des hommes de paille dont la politique consiste à s’approprier, sous couvert de privatisation, les ressources du pays, entraînant une aggravation de la situation des populations. Il faut également mesurer que l’entreprise est partie dès Gorbatchev qui, sous couvert de créer un pluripartisme, a sollicité partout des partis “nationalistes” ou plutôt régionalistes issus de l’appareil, avec une propagande en faveur des autonomies puis des indépendances. La Géorgie était l’une des Républiques où le niveau de vie était le plus élevé aux côtés des Pays baltes et certaines régions de la Russie occidentale. Quelques années après la chute de l’Union Soviétique, la Géorgie était dans le peloton de queue des républiques post-soviétiques. Si l’on prend les revenus par habitant, la Géorgie est aujourd’hui dans les trois ou quatre derniers pays de l’ex-Union Soviétique. Le PIB a chuté de manière très spectaculaire : le PIB de 1993 représentait 17% de celui de 1989. Au lendemain de la disparition de l’URSS, il y a donc eu une décomposition totale du tissu économique. Depuis 1995-1996, la croissance est redevenue positive. A partir de 1998, la crise financière russe a marqué la Géorgie. La corruption et la criminalisation de l’économie sont également entrées en jeu à partir de la fin des années 90, entravant sérieusement le développement de l’économie. En matière économique, la Géorgie est ainsi devenue un pays en proie à des groupes d’intérêts politico-mafieux qui empêchaient tout investissement étranger. Les seules entreprises étrangères qui sont parvenues à s’implanter dans le pays, notamment dans la distribution d’électricité ou la production de vin ou d’eau minérale, ont du quitter le pays au bout de deux ou trois ans en raison de la pression de ces groupes criminels. Il y eu aussi des enlèvements d’hommes d’affaires a plusieurs reprises. La révolution de velours, menée en fait directement par les Etats-Unis avec des “experts” et politiciens directement importés de ce pays, a été mené contre la corruption et les bandes mafieuses. Il a été fait grand bruit de quelques arrestations de responsables politiques impliqués dans la corruption de l’ancien régime. Les ministres de l’Energie, des Transports, le directeur des chemins de fer ou encore le président de la Fédération géorgienne de Football ont ainsi figuré sur la ” black list ” de l’équipe Saakachvili. Mais en fait il y a eu entente entre les nouveaux et les anciens dans le dépeçage et le peuple, qui avait accueilli avec soulagement le changement d’équipe, a rapidement déchanté. Qu’est-ce qui peut donc expliquer cette offensive contre une région autonome depuis pas mal de temps et surtout contre l’armée russe ? Ce qu’il faut voir, c’est que le Caucase du sud est une région stratégique d’une très grande hétérogénéité ethnique qui est la région qui sert de lien entre la Russie et l’Asie Mineure et qui, après la chute de l’URSS, s’est convertie en une zone de tension et de conflits armées. Le gouvernement de Georgie est un agent nord-américain. Son dirigeant est un avocat new-yorkais d’origine géorgienne, Mijail Shajashvili. Cette situation, créée de toutes pièces, est un des principaux facteurs d’instabilité à cause de la politique intérieure de privatisation et d’hostilité à l’égard de russophones. Du côté Russe, la défense de dignité nationale par Poutine a d’abord consisté à enrayer le dépeçage, et cette politique a été menée aussi en s’appuyant sur la résistance des populations russophones à la soumission aux Etats-unis. On retrouve en Ukraine un cas de figure comparable. On connait par ailleurs la manière dont la Russie a été conduite à créer autour d’elle un glacis d’alliance dont le plus célèbre est l’organisation de Coopération de Shanghai, mais il faut également considérer l’organisation des riverains de la mer Caspienne proche de cette zone. Partout la Russie a sollicité des alliances défensives contre les assauts conjugués de pseudo terroristes et de séparatistes dirigés par des hommes de paille, avec intégration dans l’OTAN. Parce que l’autre facteur de déstabilisation est le rôle que les Etats-Unis et leur allié Israêl prétendent faire jouer à la Georgie. La Georgie, en effet, constitue une des pièces du dispositif contre l’Iran autant qu’un des facteurs de démantélement de l’ex-Union Soviétique, voir de la Russie elle-même. C’est même une chaîne de poudrière qui comprend la Tchétchénie, le Daguestan avec ses réserves et l’enclave arménienne de Nagorno-Karabaj, dans le territoire de l’ Azerbaidzhan. Pour bien mesurer l’ensemble il faut encore avoir en mémoire que se multiplient dans la même zone les agressions de la Turquie contre les Kurdes, le tout dans le contexte explosif de l’iran. Derrière ces conflits ethniques, il y a en effet le grand jeu pour le contrôle des gazéoducs et oléoducs. C’est le gaz du Turkménistan et les réserves pétrolières d’Azerbadjian. Les Américains sont actifs depuis longtemps dans cette région en raison des ressources énergétiques de la Caspienne. Ils sont également en train de déplacer leurs bases militaires de l’Europe de l’Ouest vers l’Europe de l’Est et l’Asie Centrale, officiellement dans le cadre de leur stratégie de "lutte contre le terrorisme". Washington envisage notamment d’installer de nouvelles bases en Géorgie ou en Azerbaïdjan. La Géorgie est le véritable verrou stratégique du Caucase car c’est le seul pays qui a un accès à une mer ouverte et qui a une frontière très longue avec le Caucase russe. La Géorgie est un pays clef pour la stabilité régionale dans le Caucase Alors que le conflit armé paraissait improbable, il semble que celui-ci ait été décidé, ce qui est trés inquiétant pour l’embrasement de la zone. S’agit-il d’une mise à feu dont la poudrière serait l’Iran ? Avec les Etats-Unis on peut s’attendre à tout. Danielle Bleitrach
(1) Cela dit Soros dont nul ne peut nier le rôle dans la destabilisation qui lui rapporte en général pas mal d’opérations financières est actuellement en crise ouverte avec le gouvernement Bush et un des plus gros soutiens financiers de Obama. C’est un personnage qui s’agite beaucoup mais est-ce lui qui tire les ficelles ? On peut en douter, le complexe militaro-industriel étasunien se méfie de cet aventurier, l’utilise.
Attualmente mi sembra di capire che la situazione si possa riassumere così: "La Georgia aggredisce, la Russia risponde"
In questo senso anche Putin sostiene che l'intervento russo sia "legittimo" (fonte)
Per chi più sopra, sosteneva che le tv private siano state oscurate, l'aggiornamento è che se non sbaglio sarebbero state ripristinate: qui si sostiene che la televisione privata georgiana, Rustavi 2, ha mostrato le immagini del presunto corpo di un pilota di un aereo russo abbattuto. Sarebbero 10 gli aerei russi abbattuti.
Del resto sembra ormai confermato che i "caccia-bombardieri russi avrebbero attaccato senza successo il 'Btc', l'oleodotto che collega la capitale dell'Azerbaigian, Baku, con il terminal costiero di Ceyhan, sulla costa turca del Mediterraneo, passando per Tbilisi."
I motori rombano davvero. La guerra di cifre, pure.
Per rifornire di elettricità un terzo dell’Italia, un’area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma. (Carlo Rubbia)
prima avevo accennato al caso Iran-Contras non a caso. L'intervento dell'anonimo funzionario del Dipartimento di stato non fa che confermare le mie impressioni, credo. All'epoca dei contras, Reagan e il suo gruppo di consiglieri (tutti neocon ante litteram) avevano chiesto al Congresso di autorizzare l'appoggio a quei guerriglieri, cosa che il congresso si era rifiutato di fare. Allora il buon Ronnie aveva chiamato la CIA e provato a ordinare loro di eseguire l'operazione. Ma la CIA aveva risposto che, purtroppo, il piano contras era un crimine federale (oltreché internazionale), per cui ciccia. Allora Ronnie aveva chiamato il colonnello Oliver North, ossia uno degli ultimi scalzacane nella gerarchia dei Marines, tra l'altro un po' pazzo (quando ero in Nicaragua mi hanno raccontato che sognava di entrare a Managua, dopo la sconfitta dei sandinisti, in sella a un cavallo bianco...). Per trovare i soldi, come noto, ci si era acconciati a vendere pezzi di ricambio militari all'Iran (con l'appoggio degli israeliani) impegnato in una guerra contro l'Iraq, a sua volta appoggiato militarmente da Ronnie... Il tutto, penso, si è ripetuto adesso. Il cui prodest, a me, sembra abbastanza intelleggibile: ai neocon medesimi. Il loro obiettivo è provocare una crisi generalizzata, con una catena di guerre che mettano il prossimo presidente nelle condizioni di fare subito una o più guerre, senza occuparsi troppo di dettagli irrilevanti come il 9/11 e, magari, offrendo ancora una qualche bella consulenza e una qualche bella poltrona a loro, che a fare la guerra sono tanto bravi essendo, come ha detto uno di loro, il "grande" Robert Kagan, dei figli di Marte. In tutto questo si inserisce il desiderio di Putin di tornare al centro della scena, credo. E anche l'irrequietezza degli alti gradi militari russi, che hanno rialzato la testa un po' troppo negli ultimi mesi, con i continui aumenti di budget e con l'arrivo, per la prima volta in parecchi lustri, di armi nuove di zecca, anche se col contagocce. Per finire con una pennellata sui mitici media e sulla loro sciatteria, direi che il "famoso" TU-22 è proprio un MR (anche se, curiosamente, un sito russo ha messo online una foto proprio del vecchio modello cui accennavo io...), per cui il caso è chiuso. Ma il televideo della Rai ha vinto la palma della stupidità. Poco fa scrivevano che due "corazzate" russe erano in rotta verso il porto di Poti. Non so che modello sia una delle due. Ma l'altra è senza dubbio la corazzata Potemkin...
Il pericolo che questo conflitto si allarghi è grande, tremendo, e chi scherza col fuoco sa che sta facendo rischiare ai suoi cittadini molto di più di quanto essi stessi pensino.
Giocatori d'azzardo, irresponsabili, che puntano tutte le carte sul disastro e il sangue. Chiunque dovrebbe essere in grado di capire che una piccola comunità, con meno di 100 mila persone, disperse in duecento villaggi e una capitale, Tzkhinvali, che è più piccola di Pavia, non può avere alcun interesse ad attaccare un nemico – questa è l'unica parola possibile alla luce di quanto sta accadendo – che è 50 volte superiore in uomini e armi, che ha l'aviazione (e l'ha usata ieri e oggi, mentre scrivo, con assoluta ferocia, bombardando anchel'unica strada che collega l'Ossetia del Sud con l'Ossetia del Nord, in territorio russo, per impedire che i civili possano rifugiarsi dall'altra parte della frontiera), che non ha ostacoli di fronte a sé. Chiunque potrebbe capire che l'Ossetia del Sud non ha rivendicazioni territoriali e non ha quindi in mente alcuna espansione al di fuori del suo microscopico territorio.
Chiunque potrebbe capire – qui ci vuole un minimo di sforzo intellettuale, quanto basta per liberarsi di qualche schema mentale inveterato – che nemmeno la Russia può avere alcun interesse a inasprire la situazione. Certo Mosca è interessata allo status quo, con l'Ossetia del Sud indipendente di fatto, ma senza essere costretta a riconoscerne lo status, per evitare difficoltà internazionali. Ma chi ha la testa sul collo dovrebbe riconoscere che è meglio una tregua difficile che una guerra aperta; che è meglio negoziare, anche per anni, che uccidere a sangue freddo civili, bambini, donne.
Io sono stato a Tzkhinvali, la primavera scorsa, e adesso mi piange il cuore a pensare a quelle vie dall'asfalto sgangherato, buie la sera, a quelle case senza intonaco, dal riscaldamento saltuario, a quelle scuole ancora diroccate,ma piene di gente normale, di giovani orgogliosi che non vogliono diventare georgiani perché sono cresciuti in guerra con la Georgia e della Georgia hanno conosciuto solo la violenza dei tiri sporadici sui terri delle loro case. Mi chiedo: e poi? Che ne sarà di quei giovani? Come si può pensare di tenerli a forza in un paese che non ameranno mai, di cui non potranno mai sentirsi cittadini? Se ne andranno, ovviamente, dopo avere contato i loro morti, a migliaia, in Ossetia del Nord, in Russia, di cui quasi tutti sono cittadini a tutti gli effetti, con il passaporto in tasca.
E' questo il modo di sciogliere il nodo georgiano? Lo chiederei, se potessi, al signor Solana, che dovrebbe svolgere il ruolo di rappresentanza dell'Europa inquesta vicenda. Che l'Europa, invece di aiutare a risolvere, non ha fatto altro che incancrenire, ripetendo a Tbilisi la giaculatoria che la Georgia ha diritto alla propria integrità territoriale, e dunque ha diritto a riprendersi Ossetia del Sud e Abkhazia. Certo – gli si è detto con untuosa ipocrisia – che non doveva farlo con la forza. Ma, sotto sotto, gli si è fatto capire che, se l'avesse fatto, alla fin dei conti, si sarebbe chiuso un occhio. E' accaduto. Saakashvili non ha nemmeno cercato di nascondere la mano armata con cui colpiva. Non ha nemmeno fatto finta. Ha detto alla televisione che voleva “ristabilire l'ordine” nella repubblica ribelle. Un “ordine” che non esisteva dal 1992, cioè da 16 anni. Perché adesso? Qual era l'urgenza? Forse che Tbilisi era minacciata di invasione da parte degli ossetini?
La risposta è una sola. Saakashvili ha agito perché si è sentito coperto da Washington, in prima istanza, essendo quella capitale la capitale coloniale della attuale Georgia “indipendente”. E, in seconda istanza si è sentito coperto da Bruxelles. Queste cose non si improvvisano, come dovrebbe capire il prossimo commentatore di uno dei qualunque telegiornali e giornali italiani. Col che si è messo al servizio della strategia che tende a tenere la Russia sotto pressione: in Georgia, in Ucraina, in Bielorussia, in Moldova, in Armenia, in Azerbajgian, nei paesi baltici. Insomma lungo tutti i suoi confini europei. Saakashvili ha un suo tornaconto: alzare la tensione per costringere l'Europa a venire in suo sostegno, contro la Russia; ottenere il lasciapassare per un ingresso immediato nella Nato e, subito dopo, secondo lo schema dell'allargamento europeo e dell'estensione dell'influenza americana sull'Europa, l'ingresso in Europa.
Secondo piccione: chi muove Saakashvili conta anche sul fatto che questo atteggiamento dell'Europa finirà per metterla in rotta di collisione con la Russia. Perfetto! Con l'ingresso della Georgia nella Nato e in Europa gli Stati Uniti avranno un altro voto a loro favore in tutti i successivi sviluppi economici, energetici e militari che potrebbero vedere gli interessi europei collidere conquelli americani.
Javier Solana ha la capacità di sviluppare questo elementare ragionamento? Ovviamente ce l'ha. Solo che non vuole e non può perchè ha dietro di sé, alle sue spalle, governi che non osano mettere in discussione la strategia statunitense, o che la condividono.
Cosa farà ora la Russia è difficile dirlo. Certo è che, con la presa di Tzkhinvali, le forze russe d'interposizione, che sono su quei confini interni alla Georgia, dovranno ritirarsi. Il colpo all'Ossetia del Sud diventa così un colpo diretto alla Russia. Che, questo è certo, non è più quella del 2000, al calare di Boris Eltsin e delle sue braghe.
L'emblema di questa tragedia, che è una nuova vergogna per l'Europa, è stato il fatto che Saakashvili ha annunciato l'attacco, dalla sua televisione, avendo dietro le spalle, ben visibile, la bandiera goergiana e quella blu a stelle gialle europea. Peggiore sfregio non poteva concepire, perchè la Georgia non è l'Europa, non ancora. E meno che mai dovrebbe esserlo dopo questo attacco che offende - o dovrebbe offendere - tutti coloro che credono nel diritto all'autodeterminazione dei popoli. Che è sacrosanto per chi se lo guadagna, molto meno con chi usa quella bandiera per vendere subito dopo l'indipendenza a chi l'ha sostenuta dietro le quinte.
Qual è la differenza con il Kosovo? Una sola: la Serbia era un prossimo suddito riottoso e doveva essere punita. La Georgia è invece un vassallo fedele e doveva essere premiata.
L'Ossetia del Sud questo diritto se lo è guadagnato. E non c'è spazio per alcun atteggiamento salomonico, perchè la ragione sta tutta da una sola parte, e io sto da quella stessa parte.
Tbilisi, 00:25 PETROLIO:AZERBAIJAN BLOCCA ESPORTAZIONI DA PORTI GEORGIA Il conflitto russo-georgiano rischia di far ripartire la corsa dei prezzi petroliferi. Dopo la notizia dei colpi sparati contro l'oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyahan. l'Azerbaijan ha sospeso l'esportazioni di petrolio attraverso i porti georgiani di Batumi e Kulevi. Lo ha annunciato il capo della Socar, la societa' petrolifera di Baku, Rovnag Abdullayev: "Dalla scorsa notte non vi sono navi in partenza o in arrivo dai porti di Batumi e Kulevi", ha spiegato aggiungendo che si sta valutando la possibilita' di inviare il petrolio azero attraverso l'oleodotto russo che da Baku sul Caspio sbocca a Novorossiysk sul Mar Nero =====
09.8.2008 09:45:00 Bombe russe sul porto georgiano di Poti, ''completamente devastato'' I bombardamenti russi in territorio georgiano hanno "completamente devastato" il porto di Poti, in posizione strategica per il trasporto di idrocarburi del Caspio. Lo affermano fonti ufficiali di Tbilisi. "La Russia ha completamente devastato il porto di Poti sul Mar Nero, luogo chiave per il trasporto delle risorse energetiche del Mar Caspio e che si trova nei pressi dell'oleodotto Baku-Supsa e del terminale petrolifero di Supsa", ha detto il ministero degli Esteri georgiano in un comunicato, aggiungendo che. "Questo atto di aggressione viola tutte le convenzioni internazionali" sulle situazioni di guerra.
fonte: peacereporter
Sicuramente i più coraggiosi sono coloro che hanno la visione più chiara di ciò che li aspetta, così della gioia come del pericolo, e tuttavia l'affrontano. Tucidide
Vedo molta preoccupazione che dietro l'aggressione georgiana ci possa essere la mano di Washington e che questo possa significare un'innalzamento della tensione a livelli pericolosissimi. Condivido. Oso solo sperare che il povero Misha, ormai divenuto imbarazzante e insostenibile, sia stato sacrificato, che gli sia stato dato il famoso semaforo verde alla Saddam Hussein, per lasciare alla prossima amministrazione statunitense una situazione dei rapporti tra Usa e Russia e tra USA-Europa e Russia, a cause delle conseguenze di questo conflitto, segnata in maniera inequivocabile nella direzione di un confronto duro e senza possibilità di cambi di direzione. Insomma un altro lascito di questa morente amministrazione oltre allo scudo missilistico in Cechia e Polonia, e sempre nello stesso senso, di isolamento della Russia dall'Europa. Non è che questa ipotesi ci possa far davvero sperare, però ci farebbe guadagnare almeno un po di tempo e di possibilità rispetto alle alternative di un'escalation pianificata a freddo.
Insomma non un october surprise in piena regola ma qualcosa di simile. Invece di agire per garantire una successione di schieramento repubblicani->repubblicani, per garantire piuttosto una discendenza e un'eredità alle malate idee neocon. D'altronde Obama sarà costretto a rincorrere in campagna elettorale McCain su chi possa essere più fermo e deciso nei confronti di una Russia revanscista e variazioni sul tema ...
L'alternativa è credere che Misha abbia fatto tutto da solo e che gli americani, con la loro presenza in questo importante territorio, con tutti i loro contatti diretti, soprattutto nelle forze militari, anche per via del rapporto di collaborazione faccia a faccia tra ufficiali americani e georgiani nel quadro dei programmi di addestramento e potenziamento dell'esercito, con tutta la loro rete di intelligence dei segnali ... non abbiano avuto fino alla fine sentore di nulla e non abbiano fatto in tempo a chiamare il ragazzo per fare due chiacchere. Alternativa a cui faccio fatica a credere.
Provocazioni contro Mosca Maurizio Blondet 21 luglio 2008
Persino Victoria Nuland, ambasciatrice americana presso la NATO, ritiene che Georgia e Ucraina «non sono pronte ad unirsi all’Alleanza Atlantica»: e lo ha dichiarato alla Novosti il 10 giugno scorso, con l’evidente intento di rassicurare Mosca, in rovente contrasto con la «democrazia delle rose» (della CIA) di Tbilisi per le regioni secessionista dell’Abkhazia e Sud Ossezia, russofone (1).
Ebbene: subito dopo, forze armate USA cominciano una esercitazione congiunta con l’esercito georgiano (chiamiamolo così), a cui danno il nome «Immediate Response 2008», che dovrebbe durare tutto luglio. Con l’evidente scopo di provocare Mosca (2).
Perchè Washington manda segnali così contrastanti, e così forti? Può trattarsi di un sintomo della gravissima crisi di leadership USA, nel tramonto della sciagurata presidenza di Bush junior: una leadership da acefala diventata policefala, dove diversi centri di potere conducono colpi di mano, forse sabotandosi a vicenda, strappandosi di mano il timone. La Nuland rassicurante dipende, come ambasciatrice, dal Dipartimento di Stato, ossia da Condy Rice; a lanciare i giochi di guerra in Georgia è il Pentagono, apparentemente per conto suo. Piuttosto allarmante, dato che la policefalia americana è armata di testate nucleari.
Almeno due centri di potere sembrano voler arrivare ai ferri corti con la Russia: il complesso militare industriale e, soprattutto, gli interessi petroliferi. La speranza di trovare in Medvedev un presidente più «occidentale» di Putin, ha subìto una rovente smentita. Il 9 luglio, dopo una visita di Putin al colonnello Gheddafi avvenuta in aprile, Gazprom ha annunciato di essere prossima ad un accordo con la Libia, per cui Gazprom «comprerà tutti i futuri volumi di gas (libico), petrolio e gas naturale liquefatto per l’esportazione a prezzi competitivi».
Insomma, il vecchio progetto di Putin – formare una «cartello del gas» che non sarà un’OPEC, ma un coordinamento fra Stati produttori e Stati consumatori basato su contratti a lungo termine – ha fatto un passo avanti decisivo. La Libia ha riserve di gas stimate a 1.470 milioni di metri cubi.
Mosca, come si ricorderà, ha già un accordo simile con l’Algeria (che fornisce il 10% del gas che consuma l’Europa), e con il Qatar (riserve comprovate quasi doppie di quelle libiche); e nei giorni scorsi, il capo della Gazprom Alexei Miller ha fatto una visita a sorpresa a Teheran dove ha incontrato Ahmadinejad. Secondo quest’ultimo, i due hanno parlato di «soddisfare collettivamente la domanda di gas in Europa, India e Cina» dividendosi di buon accordo i mercati, ossia di non farsi concorrenza. Di certo hanno firmato un accordo che assegna alla Russia lo sviluppo di campo petroliferi iraniani; la cooperazione nello sfruttamento del giacimento del Nord Azadegan, di ricchezza favolosa; e il tutto apertamente, proprio mentre Israele annunciava l’imminente annichilimento dei laboratori nucleari iraniani, e le ditte europee (Total è la più grossa) si ritiravano dall’Iran per paura delle sanzioni USA.
Si capisce che in precisi ambienti a Washington si canterelli con senso di urgenza: «Bomb, bomb, bomb Iran».
Agli inizi di luglio, Medvedev è volato in visita diplomatica in Azerbaijian, Turkmenistan e Kazakhstan; a Baku, capitale del primo Stato, ha offerto di acquistare l’intera produzione di gas azero a prezzi di mercato; a Ashgabat, ha ottenuto il consenso turkmeno alla modernizzazione dell’oleodotto Central Asia Center Pipeline (CACP), e la costruzione di un oleodotto litorale attorno al Caspio.
Insomma, di fatto, Gazprom commercializzerà l’intera produzione energetica della Libia e quella dell’Azerbaijian, e si è assicurata che greggio e gas di Turkmenistan e Kazakhstan non arrivino ai consumatori «scavalcando» le tubature russe.
Non basta. Gazprom ha chiesto licenze di prospezione alla Nigeria – cortile di casa delle petrolifere anglo-americane – ed ha proposto alla Nigeria di costruire un gasdotto che porti il gas nigeriano in Algeria (ormai socia dei russi nel «cartello»), per la vendita congiunta del gas in Europa.
La goccia ha fatto traboccare il vaso: «Il monopolio Gazprom si comporta da monopolio», ha sbottato Matthew Bryza, vice-segretario di Stato USA per gli affari eurasiatici: «Tenta di controllare le maggiori quote possibili del mercato per stroncare la concorrenza. Il Cremlino vuole fare di Gazprom una forza dominante nell’energia globale, e “la” forza dominante nel gas, raggruppando le risorse di gas dell’Asia Centrale e dell’Africa». Gazprom, ha concluso con furia, «vuol dominare in ogni angolo del pianeta».
Il che è alquanto comico, dato che il proposito americano di «dominare ogni angolo del pianeta» sta scritto a chiare lettere nei documenti-guida del governo Bush-Cheney, a cominciare dal «Project for a New American Century» e dal suo rapporto «Rebuilding the American Defense», dove si auspica «una nuova Pearl Harbor» onde convincere gli americani a lunghe guerre e grandi spese militari per il petrolio: specie per l’area del Caspio, nell’ex zona di influenza sovietica, con le sue riserve valutate come ricchissime nonostante la difficoltà di trasporto da quel mare chiuso ai clienti consumatori.
L’Afghanistan non è stato invaso per liberare le donne dal chador, ma per costruire una pipeline sul suo territorio, che portasse gas e greggio del Caspio ai porti turchi senza dover passare nelle tubature sovietiche; l’occupazione dell’Iraq è servita ad assicurare all’America una delle più grandi fonti petrolifere esistenti.
Ora, tutto ciò che Washington ha cercato di ottenere con la forza bruta, a costi altissimi (anche in prestigio), Mosca sta ottenendo con la diplomazia e le offerte commerciali.
Nel 1999, la Strategic Review dell’US Strategic Institute (una fondazione di Boston, oggi disciolta) scriveva a chiare lettere: «E’ necessario assicurare alle compagnie statunitensi la leadership nello sviluppo delle risorse nella regione (centro-asiatica) e azzerare l’influenza russa sull’esplorazione e lo sviluppo dei giacimenti, nonchè sulle direttrici delle pipelines per l’export» (3). E' ovvio che a Mosca abbiano letto questo consiglio strategico, e ne abbiano tratto le conseguenze.
Tanto più che, allo scopo, la Strategic Review consigliava l’aumento della presenza militare USA in Asia Centrale; il che è stato eseguito. Ma consigliava anche cose, che non certo per colpa di Mosca, sono state disfatte dall’amministrazione Bush: «Collaborazione con il Pakistan in quanto punto di passaggio del gas e in chiave anti-iraniana», e gli USA stanno perdendo la presa sul Pakistan con l’eclisse di Musharraf. Consigliava «sostegno alla Turchia, fedele alleata contro Russia e Iran», e la Turchia sta cooperando militarmente con Teheran nella repressione del secessionismo kurdo, che ora ha come centro la repubblica curda semi-indipendente dell’Iraq. Consigliava la messa sotto schiaffo dell’Iran, e – salvo sorprese israeliane – non ci sta riuscendo: Cina e Russia subentrano alle imprese occidentali che, sotto minaccia di sanzioni, se ne vanno dalla Persia.
Ora si capisce meglio il senso – più che allarmante – della ostinazione di Bush a piazzare il sistema antimissile in Polonia: far pesare la minaccia militare su Mosca in modo decisivo e brutale. Ottenere con la forza quel che la sua non-diplomazia ha perduto. La provocatoria esercitazione militare congiunta in Georgia fa pensare all’intenzione di provocare un casus belli, alla ricerca di una «confrontation» anche militare con Mosca.
La Russia spende per l’armamento una frazione insignificante di ciò che spende il Pentagono, e certo non è preparata, nè desidera una vera guerra con gli Stati Uniti, che non potrebbe essere che nucleare. Solo dei dementi possono volerla, e Mosca è razionale. Forse il calcolo è di indurre Mosca a cedere di fronte a questo pericolo, giocando il tutto per tutto sulla sfida; forse, nel tramonto di Bush, a Washington alcuni gruppi puntano al fatto compiuto, contro altri che appaiono più prudenti.
Sono possibili colpi di testa e colpi di mano, corrono tentazioni di usare la forza assoluta, quella dove gli USA, alle corde, mantengono una superiorità schiacciante. Inutile dire quanto questo sia inquietante.
1) «US envoy would like to see Russia as a NATO member», Ria Novosti, 11 giugno 2008. Victoria Nuland ha detto: «Speaking as a mom and as a strategist and a lifetime student and friend of the Russian people, I would love to live in a world where Russia wanted to be a NATO member and Russia had met the very high standards that NATO sets for openness, democracy, reform, rule of law that new NATO members must meet». 2) M. K. Bhadrakumar, «Russia’s energy drive leaves US reeling», Asia Times, 19 luglio 2008. 3) Citato da Pino Cabras, «Strategie per una guerra mondiale – Dall’11 settembre al delitto Bhutto», Cagliari 2008, pagina 84.
Lavrov, ministro degli esteri russo, l'ha finalmente detto: "E' ovvio che tutti coloro che hanno preso le difese e sostenuto il regime di Saakashvili - sulla cui democraticità ci sarebbe molto da dire - adesso dovranno anche assumersi le loro responsabilità. Anche tenendo conto del fatto che questo signore ogni cinque minuti va a fare i suoi proclamii in tv, con alle spalle non solo la bandiera georgiana, ma anche quella dell'Unione Europea".
I russi bloccano l'arrivo di navi con possibili carichi di armi. Ancora truppe russe nell'Ossezia del sud
10:21 Tbilisi chiede mediazione a Usa su conflitto La Georgia ha chiesto agli Stati Uniti di assumere funzioni di mediazione nella crisi con la Russia intorno alla repubblica separatista pro-russa dell'Ossezia del Sud. Lo ha detto oggi il segretario del Consiglio di sicurezza georgiano, Alexandre Lomaia. 09:40 Navi da guerra russe sulle coste georgiane Navi da guerra russe sono arrivate sulla costa georgiana del Mar Nero. "L'incrociatore Mosca, la nave da guerra Smetlivy e navi appoggio sono giunte questa mattina a destinazione", scrive l'agenzia di stampa russa Ria. 09:34 Truppe Tbilisi ancora nel sud della Goergia Le forze georgiane sono ancora nell'Ossezia del sud. Lo scrive l'agenzia russa Interfax. Le postazioni dei peakeeper rilevano la presenza di forze, artiglieria e armi georgiane", ha detto a Interfax da Tskhinvali Vladimir Ivanov, aiuto del comandante del contingente russo sul posto. "La Georgia non si è ritirata dall'Ossezia del sud", ha aggiunto. In precedenza da Tbilisi era stato annunciato il ritiro delle proprie truppe dalla repubblica separatista filorussa.
09:30 La Russia blocca l'arrivo delle armi in Georgia La flotta russa ha l'ordine di imporre un blocco navale alla Georgia per impedire l'arrivo di armi. Lo afferma una fonte del comando della marina russa a Interfax 09:12 Ossezia del Sud, la Georgia si ritira Le forze georgiane si sono ritirate dalla repubblica separatista dell'Ossezia del sud. Lo ha detto oggi un portavoce del ministero degli interni a Tbilisi. "Si sono ritirate, completamente", ha detto il portavoce Shota Utiashvili alla Reuters
---- I georgiani non si capisce che cosa hanno in mente di fare.Prima annunciano di essersi ritirati, si scopre che non è vero e allora chiedono aiuto agli USA scordandosi che gli USA sono stizziti.... Ma qualcuno manda le armi (motivo per cui sono stati bloccati i porti dai russi) .....
==== Sono possibili colpi di testa e colpi di mano, corrono tentazioni di usare la forza assoluta, quella dove gli USA, alle corde, mantengono una superiorità schiacciante. Inutile dire quanto questo sia inquietante.
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Che la forza USA possa essere schiacciante rispetto alla russa....bisognerebbe vedere. Facile dire questo, ma c'è da dire che non si è ancora arrivati allo scontro USA-Russia per stabilirlo... Inquetante potrebbe essere il fatto che si si andasse allo scontro potrebbe ANCHE essere l'esatto contrario. Al che....E'vero anche che Mosca è razionale e non fa colpi di testa.Appunto.Per loro non ci sarebbe stato l'11.9. Vero colpo di testa del quale gli USA,pur facendo finta del contrario, non si sono mai riavuti.
Sicuramente i più coraggiosi sono coloro che hanno la visione più chiara di ciò che li aspetta, così della gioia come del pericolo, e tuttavia l'affrontano. Tucidide
Massimo non cambia il titolo: si vede che aspetta che gli eventi sul campo diano ragione alla sua "anticipazione" Per ora i Russi si limitano a bombardare da lontano i bersagli sensibili Georgiani, nel macabro gioco dei dispetti con relativa rottura dei giocattoli, come si fa tra monelli litigiosi. Solo che quì rimangono rotti sul terreno anche i corpi, veri, delle persone. L'Onu lancia un cessate il fuoco tranquillamente ignorato, come da regola. L'America si defila e temporeggia borbottando minacce sottovoce contro i Russi ma a testa bassa e indietreggiando che l'Orso fà paura... L'Europa blatera non si sa bene cosa, ma continua a permettere che il bandito laureato ad Harward e soprannominato "Misha" sfoggi uno sfondo con bandiera Europea, per le riprese televisive dove compare proclamando continuamente e chiamando in aiuto le "democrazie occidentali" contro la lotta feroce che lo oppone all'Orso Naturalmente nessuno dei "presunti amici" occidentali manderà un solo uomo a difendere la Georgia, della quale diciamolo francamente, non frega un cacchio a nessuno. Misha è già bruciato e farà una brutta fine con i compagnucci democratici attorno che giureranno di non averlo mai nemmeno conosciuto e che si guarderanno bene dal contariarsi l'Orso che, come è noto, la pelle non se la lascia levare facilmente. Prevedo che se le cose belliche rimarranno limitate e la Georgia verrà soffocata subito, noi Europei e Italiani ce la caveremo con un rimbrotto e qualche piccola vendetta commerciale,vedi Gazprom, eccetera.. Se invece l'incendio troverà chi gli soffi sopra con i mantici propagandistici per estenderlo, come minimo i russi chiuderanno i rubinetti del gas ,proprio con l'inverno che non è tanto lontano. Come massima luttuosa opzione, controlleranno meglio la puntatura dei loro ordigni, anche nucleari, su tutto il resto del mondo, noi ben compresi, perchè appunto l'Orso non ha nessuna voglia di morire e farsi strappare la pelle, che si farà pagare in anticipo, nel caso.
Gli italiani "ufficiali" sono stati prudentemente muti. Come suggerisce l'ENI? Per ora il tiro alla fune vede perdente l'America. Anzi, pericolosa dimostrazione di debolezza sullo scenario internazionale.
Allora, se la Cina "invade" il Tibet se ne parla come di un'azione criminale, come se il Tibet fosse da sempre uno stato sovrano messo improvvisamente sotto il tallone dai cattivi cinesi. Se la Russia, forza d'interposizione, interviene a difendere gli autonomisti osseti dagli attacchi georgiani allora è la Russia che invade la Georgia...
Se, ipoteticamente, l'India avesse difeso i tibetani in Tibet allora l'Associated Press avrebbe titolato "l'India invade la Cina"? Andiamo... Per i separatisti tibetani si cercava addirittura di boicottare le olimpiadi, per quelli osseti neppure i giochi della gioventù.
Eppure si sa da tempo (o si dovrebbe sapere) che il presidente georgiano Saka...ecc. è un fantoccio tirannico filoamericano che mantiene il paese da anni in una condizione semifeudale -- ha fatto andare a male anche le quotazioni del famoso "vino georgiano"! È uno dei pochi paesi della zona eurasiatica in cui il sistema scolastico è peggiore di quella italiano per cui gran parte dei professori, anche universitari, arrotondano facendo gli affittacamere o i contadini. Avrebbe una grande risorsa nel turismo ma lo ha fatto crollare (a differenza per esempio di ex repubbliche sovietiche come Uzbekistan e Armenia). A parlarne mi sento quasi in patria...
Mazzucco, mi spiace, ma nel tentativo di voler scrivere su tutto con la solita sicumera prende una delle sue non infrequenti cantonate. Citare l'AP come "fonte" (unica?) delle notizie è piuttosto divertente... Perché non "Nuova Cina" o la corrispondente agenzia russa (non mi viene il nome)?
Nel bene come nel male si dimostra ancora, in questo articolo in particolare, una visione "USA-centrica" che sarebbe invece il primo grosso difetto da correggere: si tende, per una sorta di riflesso condizionato, a considerare più "veritiere" le notizie provenienti dagli USA o dal mondo occidentale in genere quando riguardano paesi che, sempre per riflesso condizionato (cioè per decenni di fuoco di fila mediatico), ci paiono poco attendibili nelle loro dichiarazioni pubbliche (Russia in testa). Questo detto in generale, per tutti quelli che scrivono e parlano in buona fede (degli altri non mette conto parlarne).
Eppure, proprio su questo sito ed anche nei commenti al mediocre articolo di mr. Redazione, si è quasi sempre ben consci delle trappole mediatiche e delle mene degli stati, degli USA in particolare, per aumentare la propria potenza e la propria influenza.
Come contrappeso consiglio la lettura di molti articoli del marxista(?) atipico Gianfranco La Grassa sul blog ripensaremarx e sul sito ripensare marx Sono anche divertenti.
"In powerful rain, they laid down their heads to die" (My Dying Bride)
sono una signora russa che da molti anni vive in Italia.
Ho visto il breve intervento del direttore Riotta all'interno del TG1 serale del 08/09/08 dedicato al conflitto armato in Sud Ossezia. Dispiace molto che il direttore, non disponendo di notizie atttendibili sul problema, si faccia coinvolgere nella guerra delle informazioni, attingento unicamente a notizie di parte georgiana, americana e britannica. Aggiungo che finora nella città di Tshinvali non è presente nessuna compagnia televisiva estera.
Stupisce il fatto che Riotta accusi Vladimir Putin di aver "dimostrato la sua vera faccia". Per informazione, in Russia, secondo la Costituzione, il comandante in capo dell'esercito è il Presidente e non il primo ministro. Del resto, posso capire che il cognome di Putin è di più facile pronuncia per un giornalista italiano che Medvedev, che nel caso migliore diventa una specie di Nedved -ev.
Buon lavoro, direttore e redazione,
Maria:::
Io sarei passato agli insulti, ma i russi sono più civilizzati di un romano di Roma.
Per Marco_m, mi sono informato sui due velivoli abbattuti. Si tratta di aerei da attacco a terra, di tutto rispetto, e che siano stati abbattuti (probabilmente da uno Stinger o da una vecchia ma sempre buona mitragliatrice zsu, molto diffusa, del tipo di quella che abbattè il nostro Cocciolone in Iraq) significa che puntavano a un'operazione chirurgica su obiettivi militari. I bombardamenti sulle case, invece, lasciano gli aerei al riparo in alta quota. Questo anche per rispondere a chi diceva "chissà quante incursioni...".
Gli italiani "ufficiali" sono stati prudentemente muti. Come suggerisce l'ENI? Per ora il tiro alla fune vede perdente l'America. Anzi, pericolosa dimostrazione di debolezza sullo scenario internazionale.
Se c'è qualcuno o qualcosa che non sta facendo danni al paese ma anzi cerca di farlo andare avanti alla meglio in questi anni è proprio l'ENI (non a caso volevano smembrarlo).
E, aggiungerei, se Berlusconi ha un merito è soltanto la vera o mediatica "amicizia" con Putin.
Quanto all' "Amerika" ha gran necessitàdi prendere colpi e di calare le alucce. Se noi come Italia cercassimo di contribuire a farlo, assieme a tanti altri, il mondo diventerebbe molto più interessante.
"In powerful rain, they laid down their heads to die" (My Dying Bride)
Fra i molti meriti storici del'URSS va messo nel conto anche l'aver consentito una lunga, pacifica convivenza fra una miriade di popoli che avevano alle spalle secoli di odio, di pogrom e di guerre civili.
"Anche nei lager si litigava poco, un altro innegabile merito storico!"
Ed infilaci dentro anche l'Europa, "che previene le guerre", e "senza di essa saremmo già andati in guerra contro la Francia almeno una dozzina di volte".
Da quando l'Unione Sovietica si è autoaffondata - fra l'idiota tripudio dei media occidentali - nel Caucaso sono tornati il nazionalismo sanguinario, l'odio etnico e religioso, l'asservimento all'imperialismo.
"L'imperialismo" del tutto sconosciuto all'Unione Sovietica.
Con tutti i suoi limiti, onestà vuole che si riconoscano alla creatura di Lenin e Stalin anche i suoi - enormi - meriti.
Potremmo elencare anche la riduzione della popolazione, sempre gradita al Pianeta Terra Che Vive.
Onestà vorrebbe che certe stronzate tu andassi a raccontarle a chi è stato "benedetto" dalla "creatura".
... ancora una guerra provocata dalla volontà di predominio energetico... l'energia è la prima fonte di potere, la Russia con Gorbaciov l'aveva capito bene... aveva capito che con le regole capitalistiche poteva conquistare un predominio assoluto... ma non aveva fatto i conti con le capacità americane di fomentare colpi di stato bianchi... con tutto ciò la Russia è il maggiore forziere energetico del pianeta, non deve far guerre per impadronirsi delle fonti, ha tutto in casa, e questo è il grande vantaggio che ha sull'america, ma anche sull'europa o la cina... Gorbaciov aveva capito che le economie dipendono dalla energia ed in secondo piano le materie prime... sulla base di queste regole non è difficile farsi due conti e capire che l'immenso patrimonio presente sul territorio Russo l'avrebbe resa vincente in poco tempo... se vogliono i Russi domani immettono una quantità enorme di diamanti sul mercato da svalorizzare il prezzo di 10 volte... con il gas decidono loro il prezzo mondiale... i loro pozzi di petrolio sono ancora senza una vera stima...
qui si finisce dalla padella alla brace... in comune Russi e Americani hanno la bramosia di dominare il mondo... è risaputo che attraverso il commercio di energia il processo diventa molto rapido...
... se domani uscirebbe la notizia che l'Umanità non ha più bisogno di ricevere energia perchè in grado di produrla facilmente da soli per il proprio consumo quotidiano... allora si smetterà subito di sparare... avremmo tolto il potere a chiunque se lo accaparra vendendoci l'energia... la possibilità c'è per un'energia gratis per tutti... ma i potenti di turno non interessa una soluzione del genere... ma visto la piega che stà prendendo il mondo, forse la free-energy diventerà l'unica soluzione per non lasciare inevitabilmente il predominio ai Russi... che non credo siano peggiori degli Americani, ma forse neanche migliori... siamo in una fase che l'Umanità debba migliorare o meglio continuare ad evolversi nella più giusta direzione... ciaodino
citazione Stefano sul TG russo (adesso il primo canale) stanno dedicando un servizio... ai TG americani e al loro modo di presentare la guerra. Pizzicano anche CNN, che dice di trasmettere da Tzhkinvali, e invece sta da qualche altra parte, e altre delicatezze.
stavo parlando della propaganda. E volevo sottolineare che i tg fanno propaganda senza tener conto di come stanno realmente i fatti.
=== Kiev, 14:28 GEORGIA: UCRAINA MINACCIA IMPEDIRE RIENTRO NAVI RUSSE L'Ucraina ha minacciato la Russia di bloccarne le unita' da guerra inviate al limite delle acque territoriali della Georgia per imporle il blocco navale, una volta che esse dovessero rientrare alla loro base di Sebastopoli, nella penisola di Crimea. In un comunicato ufficiale, infatti, il ministero degli Esteri di Kiev afferma che la Repubblica ex sovietica "si riserva il diritto d'impedire a navi da guerra e altre imbarcazioni, che potessero prendere parte al confronto con la Georgia, di ritornare in territorio ucraino finche' il conflitto non sara' stato risolto". A Sebastopoli, citta' portuale dotata di statuto speciale rispetto alla Pubblica autonoma ucraina della Crimea, la Flotta russa del Mar Nero ha mantenuto il proprio quartier generale, ereditato dall'epoca della disciolta Urss, continuando a condividere lo scalo con la Marina Militare di Kiev. L'Ucraina, insieme alla stessa Georgia, con l'appoggio degli Stati Uniti punta a entrare a far parte della Nato: al vertice atlantico di Bucarest, lo scorso aprile, le aspirazioni dei due Paesi furono pero' accantonate, almeno per il momento, proprio a causa della strenua opposizione della Russia.
Il politologo francese Olivier Roy, uno dei maggiori esperti europei di Islam e dell'area dell'ex Urss, teme che la guerra diventerà sempre più violenta in Georgia e nelle province separatiste.
I combattimenti sono destinati a intensificarsi? «Sì, perché la reazione di Mosca è già sproporzionata. E' chiaro che vuole mandare un messaggio chiaro, e magari far cadere il governo di Saakashvili».
Tbilisi annuncia che richiamerà il contingente in Iraq. «Saakashvili cerca di ottenere aiuto dall’alleato americano, ma nessuno farà guerra alla Russia per difendere la Georgia».
Qual è il ruolo dei nazionalismi etnici? «Non li sopravvaluterei. Esiste una lingua osseta, ma non un vero movimento nazionale osseto. Tanto è vero che gli Osseti vogliono semplicemente restare russi. Dissolta l'Urss, c'è stata la moltiplicazione dei micro- poteri locali (talvolta mafiosi, peraltro). Non scordiamo poi la politica ultranazionalista georgiana. Nei primi anni ’90 il presidente Zviad Gamsakhurdia ha agito ai limiti del razzismo ».
Quale finale prevede? «Direi una cocente sconfitta militare della Georgia».
Sicuramente i più coraggiosi sono coloro che hanno la visione più chiara di ciò che li aspetta, così della gioia come del pericolo, e tuttavia l'affrontano. Tucidide
Allora, se la Cina "invade" il Tibet se ne parla come di un'azione criminale, come se il Tibet fosse da sempre uno stato sovrano messo improvvisamente sotto il tallone dai cattivi cinesi. Se la Russia, forza d'interposizione, interviene a difendere gli autonomisti osseti dagli attacchi georgiani allora è la Russia che invade la Georgia...
Forze armate Russe sono entrate nella regione Georgiana chiamata Ossezia del Sud. E' un dato di fatto. La Russia invade la Georgia. Se lo ha fatto per proteggere "cittadini Russi" da una pulizia etnica o no si capirà in seguito. Vuoi forse lamentarti che il titolo sarebbe stato più corretto: "Russia invade Georgia per difendere cittadini della Ossezia del Sud"? Sarebbe stato troppo lungo e non sappiamo ancora quale sia la realtà.
Nel frattempo... L'invasione rischia di proseguire verso l'Abkhazia. Fonte AGI News Citazione:
(AGI/AFP) - Tbilisi, 10 ago. - Sarebbe sotto bombardamenhto russo la citta' georgiana di Zugdidi, capoluogo dell'omonimo distretto nella provincia nord-occidentale della Mingrelia, confinante con la Repubblica autonoma dell'Abkhazia, in lotta per la secessione dalla Georgia. Lo ha denunciato il governo di Tbilisi per bocca di Temur Yakobashili, ministro per la Reintegrazione Territoriale. In precedenza le autorita' dello Stato caucasico avevano denunciato come imminente un attacco russo sulla stessa Zugdidi, e proprio dall'Abkhazia.
(AGI) - Tbilisi, 10 ago. - La Russia avrebbe sollecitato le Nazioni Unite a ritirare i propri osservatori dall'Abkhazia, Repubblica autonoma compresa entro la Georgia ma in lotta per la secessione, al pari della provincia autonoma dell'Ossezia del Sud. L'accusa e' venuta da Shota Utiashvili, portavoce del ministero dell'Interno georgiano: "I russi hanno chiesto agli osservatori dell'Onu di lasciare le loro postazioni nel territorio compreso tra l'Abkhazia e il distretto di Zugdidi", ha denunciato il portavoce ministeriale. Poco prima lo stesso Utiashvili aveva affermato che Mosca avrebbe inviato quattromila uomini in Abkhazia, e che altri seimila avrebbe fatto entrare in Georgia dall'Ossezia del Sud, con l'obiettivo di attaccare propro l'area di Zugdidi, che si estende nel nord-ovest della Georgia, a ridosso del confine abkhazo. (AGI)
Qualora fosse sfuggita la notizia già data da Redna nel frattempo si delinea plausibile anche il vero movente ipotizzato alla prima ora dalla Redazione. Sempre fonte AGI Citazione:
(AGI) - Tbilisi, 10 ago. - Il conflitto russo-georgiano rischia di far ripartire la corsa dei prezzi petroliferi. Dopo la notizia dei colpi sparati contro l'oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyahan. l'Azerbaijan ha sospeso l'esportazioni di petrolio attraverso i porti georgiani di Batumi e Kulevi. Lo ha annunciato il capo della Socar, la societa' petrolifera di Baku, Rovnag Abdullayev: "Dalla scorsa notte non vi sono navi in partenza o in arrivo dai porti di Batumi e Kulevi", ha spiegato aggiungendo che si sta valutando la possibilita' di inviare il petrolio azero attraverso l'oleodotto russo che da Baku sul Caspio sbocca a Novorossiysk sul Mar Nero. (AGI)
Stranamente i Russi stanno cercando di bombardare l'oleodotto BTC. Stefano Citazione:
Per Marco_m, mi sono informato sui due velivoli abbattuti. Si tratta di aerei da attacco a terra, di tutto rispetto, e che siano stati abbattuti (probabilmente da uno Stinger o da una vecchia ma sempre buona mitragliatrice zsu, molto diffusa, del tipo di quella che abbattè il nostro Cocciolone in Iraq) significa che puntavano a un'operazione chirurgica su obiettivi militari. I bombardamenti sulle case, invece, lasciano gli aerei al riparo in alta quota. Questo anche per rispondere a chi diceva "chissà quante incursioni...".
O magari stanno puntando ad una operazione altamente chirurgica quale bombardare un oleodotto che per forze aeree è un bersaglio decisamente piccolo. Considerando che l'oleodotto proprio per la sua importanza strategica sarà probabilmente ben protetto con la contraerea è facile capire l'alto numero di abbattimenti in così poco tempo.
Vediamo visivamente di cosa stiamo parlando:
Aggiungiamo infine alcuni estratti da una analisi geopolitica: geopoliticando.blogspot Citazione:
AZERBAIGIAN Il presidente azero Ilham Aliyev ha denunciato il ricatto commerciale di Mosca, che avrebbe motivazioni politiche, bloccando così il flusso di petrolio verso la Russia. Sempre secondo Aliyev, la colpa di Baku sarebbe stata quella di aver cercato vie autonome per l’esportazione del suo greggio, attraverso l’oleodotto Baku-Tiblisi-Cehyan (BTC), e del suo gas, con il condotto che finisce ad Erzurum, frammento di una più ampia rete che dovrebbe trasportare il gas dell’Asia Centrale attraverso la Trans-Caspian Pipeline ed il gasdotto Nabucco, ancora in fase di progettazione. Prima reazione della Federazione Russa a questo allontanamento è stata l’aumento dei prezzi, portati in linea con gli standard occidentali.
KAZAKISTAN Il Kazakistan è attento a rimanere in equilibrio tra Mosca, l’Occidente e la Cina. Dispone di ingenti giacimenti petroliferi che esporta attraverso tre canali: A. verso la Russia; B. verso la Cina; C. verso Occidente (BTC). In Kazakistan, Gazprom opera attraverso due joint venture, una con la russa Lukoil e l’altra con la compagnia kazaka KazMunayGas, finalizzate allo sviluppo dei giacimenti esistenti ed all’acquisizione da parte russa del gas. Il sito offshore di Kashagan dovrebbe permettere al paese di toccare i 120 milioni di tonnellate di petrolio entro i prossimi 10 anni, scenario che rende improrogabile la costruzione dell’oleodotto Trans-Caspian collegato al BTC. Il Kazakistan, oltre a produrre gas, fa transitare sul suo territorio tutto il metano turkmeno, trasportato dal gasdotto Central Asia Centre (CAC), che Mosca punta a rafforzare con la collaborazione dell’Uzbekistan.
Chi sono costoro? Oligarchi «russi», valutati da Forbes con fortune di 40 miliardi di dollari, ma soprattuttto i padroni di un consorzio finanziario chiamato Alfa-Access Renova (AAR) che detiene il 50% di TNK-BP, il consorzio che doveva aiutare la British Petroleum a mettere le mani sui giacimenti russi più promettenti.
Gli oligarchi, da ricchi, sono oggi ricchissimi, sfondati. E se 100 delle loro imprese sono quotate a Londra (fra gli applausi dei liberisti), ci si è accorti che costoro hanno messo sul «mercato» solo quote di minoranza, mantenendone il controllo. Oggi, con il mercato immobiliare inglese in caduta libera e la crisi delle banche insolventi, «la Russia è la sola fonte di vero denaro fresco», dice Charlie Ellinworth, della HSBC Private Bank.
Ecco qui una lista non esaustiva di questi nuovi signori della City:
Oleg Deripaska: al nono posto nella lista dei 100 personaggi più ricchi del mondo secondo Fortune, possiede 28 miliardi di dollari. Primo re dell’alluminio russo (la sua azienda colossale si chiama, con poca fantasia, Rusal), governa il suo impero da una holding chiamata Basic Element, che possiede quote in una quantità di industrie.
Roman Abramovich: Forbes lo mette al 15° posto dei ricchi più ricchi del mondo, con 23,5 miliardi di dollari di fortuna. Orfano e cacciato da scuola, Abramovich ha fatto i primi milioni con transazioni petrolifere negli anni '90. Nel '95 ha fatto società con Boris Berezovsky, grande nemico di Putin, al centro delle più oscure manovre cecene, per accaparrarsi il gigante petrolifero Sibneft. Nel 2006 Abramovich ha comprato una quota della Evraz, il più grosso gruppo siderurgico russo, e quest’anno una quota di Higland Gold, un’azienda britannica che sfrutta l’oro minerario russo.
Mikhail Fridman: Fortune lo mette al 20° posto dei super-ricchi, e lo valuta sui 20 miliardi di dollari. Nato e cresciuto nella comunità ebraica di Lvov in Ucraina, ha fondato il gruppo Alfa con il suo amico German Khan; ha buone relazioni col Cremlino, perchè un suo ex-sottoposto è diventato consigliere politico di Putin.
Viktor Vekselberg: numero 67 nella classifica di Fortune, valutato 11,2 miliardi di dollari. E' il re dell’alluminio. La sua Sual Holding, in accordo con la Alfa di Fridman, ha preso il controllo della TNK (Tyumen Oil Company) che si è fusa con la British Petroleum nel 2003, allo scopo di sfruttare i giacimenti di Tyumen in Siberia.
Alisher Usmanov: Fortune lo nette al 91° posto, e lo valuta 9,3 miliardi. Comproprietario di acciaierie e imprese metallurgiche, si interessa molto ai media. Ha comprato il periodico economico Kommersant dall’amico Berezovsky, e una quota di Telecominvest, una finanziaria che si occupa non solo di telecom, apparentemente in amicizia con potenti del governo russo.
German Khan: 54° nella lista di Fortune, 13,9 miliardi di dollari. Aià nel 1989 fondò, con l’amico Fridman, il gruppo Allfa-Eco, una entità che commerciava in materie prime sovietiche, e che è il capostipite dell’attuale gruppo AAR, che possiede la TNK e vorrebbe possedere anche la BP.
---- come si vede molti hanno ottime relazioni con il cremlino. Si è sempre detto : c'est l'argent qui fait la guerre.
Sicuramente i più coraggiosi sono coloro che hanno la visione più chiara di ciò che li aspetta, così della gioia come del pericolo, e tuttavia l'affrontano. Tucidide
La mia polemica sul titolo è che esso è totalmente furoviante. Se Saakashvili è pazzo, certamente non è fesso, né lo sono i suoi padroni: sono ANNI che cerca di portare la Russia in conflitto, facendo esplodere l'area. Prima lo stesso lavoro lo facevano i Ceceni spalleggiati da Inglesi e Americani, prima ancora gli Afghani, sostenuti dall'Occidente antisovietico.
Sono MESI che la Georgia opera incursioni in territorio Sud-osseto, ma qui non se ne è fatta voce. L'altra notte ha massacrato migliaia di persone bombardando una città addormentata. Ma qui quello che interessa è dire che la Russia invade. Non che Georgiabusha massacra a tradimento civili addormentati, pur di scatenare l'inferno nel Caucaso. Ma Cristo santo, Mande, lo vogliamo capire che non è una questione di lana caprina? O i morti civili valgono solo se appartengono allo schieramento stelle e strisce? Cazzo! Oggi sul Tg3 sembrava che le vittime civile fossero SOLO le decine di georgiani che poveretti ci sono finiti in mezzo. Sugli abitanti di Khinzvali neanche una parola!!!!!
Che poi i russi vogliano colpire il BTC non mi sembra affatto strano, e spero anzi che ci riescano, nonostante per la sua ridotta importanza, ormai, col cavolo che i russi si sarebbero scomodati. Ma poi che cavolo di tesi: un pazzo fascista russofobo notoriamente al servizo USA massacra una città, ma la colpa è di Putin che vuole distruggere l'oleodotto. Ma sempre colpa sua!
Con accordi commerciali intelligenti che aveva proposto anche all'Europa - dai quali i nostri bravi Solana e compagnia ci hanno tenuti ben lontani, e io ho registrato tutti gli starnazzamenti - la Russia si è acquistata una garanzia economica dominando il mondo dell'energia. E allora? E' meglio Bush, che per lo stesso scopo ha invece accoppato due milioni di persone in giro per il mondo? Ma stiamo scherzando?
07.8.2008 14:23:00 Ripresi gli scontri a Tskhinvali, la gente lascia la città in massa Sono ripresi dopo una breve pausa i violenti scontri, con uso di artiglieria pesante, tra georgiani e sudosseti che si lanciano accuse reciproche su chi ha dato inizio alla battaglia. Un portavoce del ministro dell'Interno, Shota Utiashvili, ha detto che i separatisti hanno cercato di attaccare il villaggio di Avnevi, sotto il controllo di Tbilisi, e hanno distrutto un convoglio militare. I sudosseti riferiscono, invece, che i gerogiani hanno aperto il fuoco sul villaggio di Khetagurovo, usando mitragliatori e colpi di mortaio. Al momento non esiste una fonte indipendente che possa dire come realmente siano andate le cose. Eduard Kokoity, il presidente della repubblica separatista, ha detto che più di venti carrarmati georgiani si stanno dirigendo sul confine meridionale. Gli scontri, cominciati stanotte, sono ripresi oggi dopo una breve pausa. Al momento si contano 4 morti e diverse decine di feriti. Sono in molti quelli che in queste ore stanno lasciando la capitale Tskhinvali per raggiungere luoghi più sicuri, lontani dal fronte.
---- è importante la frase: Al momento non esiste una fonte indipendente che possa dire come realmente siano andate le cose.
08.8.2008 09:03:00 Tre aerei russi entrano nello spazio aereo georgiano, sganciate due bombe Secondo quanto riportato dal ministero dell'Interno, tre aerei russi avrebbero violato lo spazio aereo georgiano e uno di essi avrebbe lanciato due bombe in una zona fuori della città di Karel. Nessuna notizia di morti o feriti.
---- La fonte indipendente non c'era ma tre aerei russi(preventivamente?) sono entrati nello spazio aereo georgiano e hanno lanciato due bombe.
Sicuramente i più coraggiosi sono coloro che hanno la visione più chiara di ciò che li aspetta, così della gioia come del pericolo, e tuttavia l'affrontano. Tucidide
Beh, aldilà di tutto, è sicuro che Saakashvili è un politico finito (e date le sue amicizie, è anche un uomo morto...). Olivier Roy, agente d'influenza francese, viene spacciato come esperto dell'Islam. Ma quando, negli anni '80, descriveva i mujaihidin afghani, li presentava come pacifici pastori dediti all'ospitalità, al rispetto della donna e cose simili. E senza mai fare cenno all'ISI, alla CIA o a Bin Ladin... Non a caso i suoi testi vengono pubblicati dalla Feltrinelli. Basta fare una visita alle librerie feltrinelli, per sentirsi a casa... di Boino/Pannella e del loro mentore Soros. Roba da far fare a Feltrinelli senior le giravolte nella tomba. Per quanto riguarda i velivoli abbattuti: ho trovato solo questo. http://www.youtube.com/watch?v=dLsulRuOkuI Non riesco a trovare null'altro. Le fonti sono tutte angloamericane. il sito di RIA Novosti non funziona...
Russia loses planes A Russian military commander confirmed that two Russian planes were shot down during the fighting in South Ossetia. Colonel General Anatoly Nogovitsyn is deputy chief of the General Staff. He told reporters at a briefing in Moscow yesterday that Russia lost two planes. He did not say when they were shot down. Georgia claimed to have shot down 10 Russian planes, but this was the first Russian confirmation that any of its planes had been downed. Georgia has accused Russia of bombing its towns, ports and air bases. Russian jets yesterday carried out up to five raids on mostly military targets around the Georgian town of Gori, close to the conflict zone in South Ossetia, a reporter at the scene said. He saw at least one bomb hit an apartment block, killing five people. http://www.chinadaily.com.cn/cndy/2008-08/10/content_6921337.htm
Questa è il dispaccio originale: МОСКВА, 9 авг - РИА Новости. Два российских самолета были сбиты в зоне грузино-осетинского конфликта, сообщил в субботу на пресс-конференции в РИА Новости заместитель начальника Генерального штаба ВС РФ генерал-полковник Анатолий Наговицын. По данным командования миротворцев, потеряна связь с боевыми самолетами Су-25 и Ту-25.
Parla di un inesistente Tu-25 (Probabilmente sono andati perduti due Su-25)
"Il conflitto russo-georgiano rischia di far ripartire la corsa dei prezzi petroliferi. Dopo la notizia dei colpi sparati contro l'oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyahan. l'Azerbaijan ha sospeso l'esportazioni di petrolio attraverso i porti georgiani di Batumi e Kulevi."
Chissà, magari un pezzo alla volta, alla verità ci si arriva. Vogliamo dire che questa assurda guerra è una guerra del pertolio? Sarebbe come definire un'insalata di lattuga "olio con lattuga". Nel senso che, se anche il (pert)olio c'è, quello che conta è la lattuga (guerra). La citazione di cui sopra non fa che confermarlo. Ovviamente, da quando la geopolitica è stata sdoganata - ormai una ventina di anni fa - tutti si sono improvvisati strateghi, i media per primi. Parlare di petrolio, o di acqua (il mitico "oro blu") come motore immobile di ogni evento che accade sullo scacchiere internazionale sembra una cosa molto astuta e intelligente. Purtroppo spesso non lo è. La citazione, dicevo. Vediamo un po': siccome la Russia ha bombardato (mancandolo, per stessa dichiarazione di chi presenta la "notizia") l'oleodotto BTC, allora l'Azerbaigian che fa? Smette di esportare petrolio "attraverso i porti di Batumi e Kulevi" che, come noto, non centrano un fico secco col BTC, visto che il tubo sfocia nel porto turco di Ceyhan... Davvero, sarebbe ora di finirla di ripetere le "notizie" senza fermarsi un attimo a leggerle, quantomeno. Diciamo un po' di cose sul BTC: 1) NON è più una minaccia per la Russia da quando Mosca si è accordata col Kazachstan e col Turkmenistan; 2) il tubo porta solo il greggio azero che, sino ad oggi, era GIÀ esportato senza passare per la Russia (e proprio attraverso i "mitici" porti di Batumi e Kulevi); 3) come ha scritto Maugeri, il capo stratega dell'Eni, nel suo bel libro sul petrolio, il Brasile ha una produzione pari a quella di tutto il Caspio, e non è che il Brasile sia poi così nominato quando si parla dei produttori strategici; 4) che il BTC non conti poi molto lo dimostra il fatto che è stato fatto saltare e messo fuori uso per molte settimane (lo è tuttora) dai curdi del PKK in territorio turco, eppure nessuno ne ha parlato e, cosa più importante, il prezzo del greggio ha continuato tranquillamente a crollare (ricordo che il prezzo del greggio, invece, si impenna ogniqualvolta i metereologi parlano di una tempesta nel Golfo del Messico, o di un sequestro di tecnici in Nigeria, per esempio). Perché mai la Russia dovrebbe scatenare questo inferno per bombardare (mancandolo!!!) un tubo che porta petrolio su cui comunque non ha controllo, E CHE È GIÀ STATO MESSO FUORI USO POCHI GIORNI PRIMA? Non c'è molto da dire: un minuto prima che il pazzo Saakashvili, al soldo dei neocon, aggredisse a tradimento l'Ossezia - indipendente di fatto da 3 lustri e garantita da fior di risoluzioni Onu - 2mila persone erano vive. Poche ore dopo erano morte.
La Casa Bianca ha messo in guardia la Russia sul rischio che l'escalation in Georgia abbia un forte impatto sulle relazioni a lungo termine con gli Stati Uniti. La Casa Bianca ha deplorato le azioni pericolose e sproporzionate compiute dalla Russia in Georgia.
Tutti i media e i Riotta nei prossimi giorni ce lo ricorderanno:a costoro non passa per la mente il ricordo recente delle azioni pericolose e sproporzionate compiute da Israele in Libano.La cosa ridicola è che si deve pagare un canone per permettere a questi cialtroni di andare in onda.
A proposito di Rai3. la trasmissione era Primo Piano,potrei anche sbagliarmi sul nome dato che sono anni che non guardo la TV. Il personaggio La Russa si complimentava con il giornalista di quel programma perchè finalmente Rai3 dava notizie giuste sull'operato della Polizia e non più quelle strampalate e infondate notizie sul comportamento della Polizia in quel di Genova all'epoca del G8.
Il giornalista ha fatto un sorriso di ringraziamento e non ha aggiunto altro.
Ps da notare che quel giornalista era uno di quelli che aveva commentato il modus operandi della polizia a Genova!
Stefano, Mi scuso per la mia posizione forse poco chiara.
Primo malinteso: In una guerra esiste la fazione buona e quella cattiva. Per me è assolutamente falsa l'esistenza della dicotomia buono-cattivo in una guerra. Se esiste una controversia tra un "buono" ed un "cattivo", come si può approssimare sia successa a suo tempo tra Tibet e Cina, il cattivo entra nei territori del buono e li conquista senza che questo opponga resistenza armata. Qui stiamo parlando di ribelli armati Osseti che si opponevano ad un regime armato Georgiano. Una soluzione diplomatica avrebbe messo la Russia dalla parte dei buoni, un intervento militare la ha messa dalla parte dei cattivi assieme agli altri due.
Secondo malinteso: I morti sono solo Georgiani. I morti sono fatti dai "cattivi" e non dai "buoni" per definizione. Vuoi dire che la Russia è tra i "meno cattivi" perché ha fatto pochi morti e la maggior parte solo militari? Certo, nessuno lo nega. La Russia per il momento è stata la fazione "meno cattiva". Citazione:
Sono MESI che la Georgia opera incursioni in territorio Sud-osseto, ma qui non se ne è fatta voce.
Mesi ed anche anni come dici tu. Ma finora la Russia non era ancora intervenuta militarmente. Ora pare che sia intervenuta nel peggiore dei modi e cioè manu-militare. Certo aveva tentato altre strade diplomatiche come l'Onu o l'aumento del prezzo del gas ai Georgiani. Di fronte all'ennesima provocazione del presidente Georgiano poteva richiamare in patria quelli che ritiene suoi concittadini e lasciare che i Georgiani si appropriassero dei territori Osseti. Questo avrebbe fatto uno stato "buono". Citazione:
Che poi i russi vogliano colpire il BTC non mi sembra affatto strano, e spero anzi che ci riescano, nonostante per la sua ridotta importanza, ormai, col cavolo che i russi si sarebbero scomodati. Ma poi che cavolo di tesi: un pazzo fascista russofobo notoriamente al servizo USA massacra una città, ma la colpa è di Putin che vuole distruggere l'oleodotto. Ma sempre colpa sua!
Parlando di invasione non si parla di colpa o evento scatenante di una guerra. Se noi Italiani dichiariamo guerra ai francesi e lanciamo alcuni missili verso di loro senza avanzare con truppe nel terreno... In risposta all'aggressione i Francesi mandano i carri armati in Italia e ci invadono... I Francesi invadono l'Italia ma non sono certo loro a provocare la guerra. Dicendo invasione si intende rimarcare quale delle due nazioni è in vantaggio militare sull'altra non chi provoca una guerra.
Sono comunque soddisfatto se questo servirà a ricreare un clima di "guerra fredda". Da quando l'America aveva ottenuto il monopolio della forza il mondo era sprofondato in continue guerre. Ora l'America dovrà ridimensionare e riconsiderare di molto il suo ruolo egemone e questo non può che farmi piacere.
Fra l'altro scrive Jürgen Elsässer, giornalista investigativo... "dall'ultimazione della pipeline Dzurikau-Tskhinvali il 29 maggio 2008, la cittá osseta paga 40$ ogni 1000m? alla Russia invece che 300 $ alla Georgia (per quelli che... in Ossezia non ci sono pipeline...). ... La pipeline in SudOssezia è solo un esempio di come Gazprom sia di gran lunga piú avanti nella corsa attorno al mar Caspio... Fino alla fine degli anni novanta Mosca aveva il controllo del trasporto di gas e petrolio verso l'ovest da Baku (Azerbaidjan) attraverso il Dagestan e la Cecenia fino a Noworossik. Nel 1999 un consorzio occidentale aprí una linea concorrente da Baku a Supsa sulla costa del Mar Nero della Georgia. Contemporaneamente indipendentisti ceceni bloccarono la linea russa e quando la Russia installò un bypasss attraverso il Dagestan, questi tentarono di stabilirsi anche lí. Mosca contrattaccò con l'inizio della seconda guerra in Cecenia. Nel 2005 la BP inaugurò la cosidetta BTC pipeline capace di trasportare una quantità dieci volte superiore a quella russa Baku-Noworossik. Questa capacità resta però inutilizzata perché gli Stati del Caspio vendono ad un prezzo migliore alla concorrenza piuttosto che alla BP e perché la rotta russa è piú sicura della BTC. Oltre a ciò Gazprom lavora a pieno ritmo ad una nuova pipeline sul fondo del mar Nero atrraverso la Bulgaria, Serbia, Ungheria, Austria, Germania. Gli ultimi contratti sono giá stati sottoscritti, mentre il progetto europeo/BP"Nabucco" è, per ora, solo sulla carta.
questa ennesima guerra mi fa riflettere molto sul ruolo di internet nell'informazione. Se non ci fosse internet probabilmente solamente dopo qualche anno ( e comunque non a livello ufficiale e solo tramite libri o trafiletti nascosti in terza pagina) avremmo saputo la verità sui fatti e su come si stanno svolgendo. Quante guerre in passato si sono svolte secondo le tecniche di disinformazione che attualmente stanno svolgendo i tg di più o meno tutta Europa atualmente? Basti pensare la prima guerra del golfo, una guerra anche mediatica. Il titolo anch'io lo ritengo fuorviante. Logicamente poco da dire, l'Ossezia "ufficialmente" è parte della Georgia e il ragionamento fatto da Massimo è giusto, ma dal titolo chiunque legge ne ricava la stessa impressione che ci danno i mass-media ufficiali, ossia che la Russia ha iniziato la guerra invadendo la Georgia, mentre in realtà qui si parla di una regione che si è sempre sentita lontana dalla Georgia e che ha sempre chiesto autonomia e che ha il 90% della popolazione con passaporto russo. Certo i russi per motivi geopolitici hanno concesso questo passaporto, ma ciò non toglie che la situazione è complessa e non in bianco e nero come emerge dal titolo (in cui sembra che il belligerante sia solo la Russia) e Massimo questa volta si è fatto prendere dalla fretta di inserire una notizia importante. Tbilisi e la Georgia vera e propria non sono state invase, sono state attaccate fuori dall'Ossezia dalla Russia solamente delle postazioni per ora (per fortuna) strategiche, ma forze militari russe erano già presenti da un bel pò in Ossezia.
Caro Mande, la tua posizione è chiara, e sebbene la capisca - e ne capisca la buona inetnzione - non la condivido. Un tempo anch'io tendevo a fare il salomonico, ma non è più il tempo. L'articolo di Giulietto Chiesa, esatto fino al minuto, che qui è stato già riportato più volte, coglie il punto (e naturalmente l'incazzatura di Chiesa, come amche la mia, non va a Mande che ragiona col cuore, ma ai vari Riotta in malafede):
::::Ci sarà sicuramente qualche sepolcro imbiancato che cercherà di distribuire uniformemente le colpe tra chi ha aggredito e chi è stato aggredito, tra chi ha usato gli aerei e gli elicotteri contro una città di 70 mila abitanti, e chi aveva in mano solo fucili e mitragliatrici per difendersi.
Ci sarà domani chi spiegherà che gli osseti del sud hanno provocato e sono stati respinti. E poi, sull'onda della contr'offensiva, quasi per forza di cose, i georgiani sono andati a occupare ciò che, in fondo, era loro di diritto, avendoosato gli ossetini dichiarare e applicare l'idea del rifiuto di tornare sotto ilcontrollo di chi li massacrò la prima volta nel 1992.
Ci sarà, posso prevedere con assoluta certezza ogni parola di questi mascalzoni bugiardi, chi affermerà che tutta la colpa è di Mosca, che – non contenta dell'amicizia tra Tbilisi e Washington- voleva punire il povero presidente Saakashvili impedendogli di entrare in possesso dei territori di Abkhazia (il prossimo obiettivo) e di Ossetia del Sud. E così via mescolando le carte e contando sul fatto che il grande pubblico sa a malapena, sempre che lo sappia, dove stia la Georgia, e, meno che mai l'Ossetia del Sud.
Ma le cose non stanno affatto così, anche se il pericolo che questo conflitto siallarghi è grande, tremendo, e chi scherza col fuoco sa che sta facendo rischiare ai suoi cittadini molto di più di quanto essi stessi pensino.::::
Per Trotzskij (ehm!): ho ascoltato personalmente la diretta televisiva in russo del portavoce dell forze armate russe parlare proprio di SU-25 e TU-22, quindi l'agenzia di stampa ha commesso un errore. Quest'ultimo non è una vecchia carretta, come pensavamo, ma una versione aggiornata e ben combattiva del vecchio aggeggio, che comunque tanto male non era. Curiosità: se si cerca di accedere al sito dell'ambasciata russa in Italia passando per Google, il portale segnala "pericolo" da infezione.
La citazione, dicevo. Vediamo un po': siccome la Russia ha bombardato (mancandolo, per stessa dichiarazione di chi presenta la "notizia") l'oleodotto BTC, allora l'Azerbaigian che fa? Smette di esportare petrolio "attraverso i porti di Batumi e Kulevi" che, come noto, non centrano un fico secco col BTC, visto che il tubo sfocia nel porto turco di Ceyhan... Davvero, sarebbe ora di finirla di ripetere le "notizie" senza fermarsi un attimo a leggerle, quantomeno.
.... 4) che il BTC non conti poi molto lo dimostra il fatto che è stato fatto saltare e messo fuori uso per molte settimane (lo è tuttora) dai curdi del PKK in territorio turco,
Non pretendo sia questo il motivo fondamentale che abbia spinto la Russia ad entrare in Georgia per difendere i suoi "connazionali". Certo ci sono indizi che "abbia aiutato" nel prendere la decisione.
Batumi (in georgiano ბათუმი), già Batum o Batoum, è una città di 121.806 abitanti della Georgia, tra i maggiori porti sul Mar Nero e capitale dell'Ajaria, una repubblica autonoma nel sud-est del paese.
Importante centro economico e dei trasporti, è l'ultima fermata della ferrovia Transiberiana e sede di uno dei capi dell'oleodotto che la collega a Baku.
Bakumi è un porto della Georgia sul mar Nero collegata all'oleodotto BTC.
A new oil terminal has opened in Kulevi, Georgia, on the Black Sea coast.
Owned by the Azerbaijan State Oil Company (ASOC), the Kulevi Oil Terminal (Black Sea Terminal) will be the largest oil terminal in South Caucasus, according to ASOC president, Rovnag Abdullayev.
Georgian President Mikhail Saakashvili said that Georgia had become a corridor to transport Azerbaijan's energy resources to Europe. Kulevi will become Georgia's third sea gate, after Batumi and Poti, he said.
Un nuovo terminale petrolifero aperto a Kulevi nella costa Georgiana del mar Nero. Trasporterà le risorse energetiche provenienti dall'Azerbaijan in Europa.
Se poi consideriamo l'informazione che tu ci fornisci e cioè che il BTC era già stato interrotto in Turchia per cui l'unico modo per portare il petrolio a destinazione erano questi due porti... Sembrerebbe la quadratura del cerchio...
La Russia non riesce per il momento a distruggere il BTC ed allora partono le navi militari dall'Ucraina per effettuare il blocco navale.
Anche qui c'è il motivo ufficiale. Impedire che arrivino armi via mare al regime Georgiano.
Anche qui c'è il sospetto. Bloccare ogni petroliera in partenza dalla Georgia.
ma no, dai... non puoi dichiarare che smetti di esportare greggio attraverso due porti perché ti hanno tolto l'altra via esportazione, è una cosa illogica. Semmai Baku avrebbe dovuto dire: siccome vogliono dostruggere l'oleodotto, allora noi esporteremo attraverso i porti. Il fatto è che bloccano le esportazioni attraverso i porti georgiani semplicemente perché è pericoloso e nessuna società di assicurazioni al mondo coprirebbe un simile rischio. Tra l'altro vorrei attirare la tua attenzione sul fatto stesso che l'Azerbaigina abbia deciso di costruire un terminal in Georgia. Perché farlo, quando il mitico BTC dovrebbe bastare e avanzare? Evidentemente quel tubo, voluto solo per i capricci dementi degli Usa è talmente inaffidabile (e costoso) da spingere Baku a trovare alternative. Una riprova ulteriore che il BTC NON può essere il motivo di questa guerra assurda.
Hormuz è molto più lungo dello stretto di Gibilterra, ma quasi altrettanto angusto (ampiezza 34 Km.; contro i 14-44 delle Colonne d'Ercole). A bloccarlo, basterebbero motoscafi veloci armati (almeno contro lente petroliere); e ve ne sono di talmente veloci e piccoli, da essere difficlmente rilevabili con radar e GPS. Comunque, la Repubblica Islamica ha acquistato dalla Russia, insieme agli antiaereo TOR, degli antinave con raggio d'azione di circa 300 Km (quindi non dovrebbero spararli proprio dalla costa). La prima notizia del loro acquisto è del 2007 (http://1922lasegretissima.blogspot.c...primavera.html ), ma li hanno ulteriormente e specificamente collaudati quattro giorni fa, il 6 Agosto.
Ricorderai la notizia, la settimana scorsa "L'Iran testa missili di nuovo tipo, con raggio d'azione 300 Km.: vuol minacciare Israele". che però, dista circa 1.500 Km. E' evidente che l'Iran testava quegli antinave. Tra l'altro essendo Hormuz un budello, è il teatro meno adatto per inviarvi grandi portaerei (tanto più, da parte di U$A che nella regione dispone di decine di aereoporti a terra). Ciononostante, U$ Navy si ostina a tenervi sempre 1-3 grandi portaerei, nonostante che tutte le simulazioni belliche abbiano registrato la perdita di almeno una, più sovente tutte, quelle costosissime unità. PER QUANTO SIANO SCEMI, E' CHIARO CHE LE TENGONO LI' AL FINE APPUNTO DI PERDERLE. Dopodiche, l'effetto anche psicologico sarebbe di blocco compelto della navigazione (nonchè di mobilitazione pearlharbouriana della pubblica opinione U$A). Come spiegavo prima, ingenuamente gli europei tendono a credere che gli U$A - paese importatore di petrolio come e più di noi - abbia interesse a tenere bassi i prezzi del greggio. MADORNALE ERRORE. E' prezzato in U$D; per cui, più sale il prezzo, più Fed e sistema bancario U$A possono vedere assorbita la loro cartaccia. Ai banchieri U$A conviene il greggio alle stelle (perciò, attaccarono l'Iraq, vogliono attaccare l'Iran). Non conviene se mai al popolo U$A, già ridotto alla miseria; ma di quello, non frega nulla a nessuno.
ma no, dai... non puoi dichiarare che smetti di esportare greggio attraverso due porti perché ti hanno tolto l'altra via esportazione, è una cosa illogica.
Rileggiamo la dichiarazione ripresa dall'AGI: Citazione:
(AGI) - Tbilisi, 10 ago. - Il conflitto russo-georgiano rischia di far ripartire la corsa dei prezzi petroliferi. Dopo la notizia dei colpi sparati contro l'oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyahan. l'Azerbaijan ha sospeso l'esportazioni di petrolio attraverso i porti georgiani di Batumi e Kulevi. Lo ha annunciato il capo della Socar, la societa' petrolifera di Baku, Rovnag Abdullayev: "Dalla scorsa notte non vi sono navi in partenza o in arrivo dai porti di Batumi e Kulevi", ha spiegato aggiungendo che si sta valutando la possibilita' di inviare il petrolio azero attraverso l'oleodotto russo che da Baku sul Caspio sbocca a Novorossiysk sul Mar Nero. (AGI)
Il petrolio Azero destinato all'Europa normalmente arriva in Turchia ma tu ci informi che il PKK ha sabotato l'oleodotto nella parte Turca. Il petrolio Azero allora arrivava attraverso il BTC nei porti Georgiani sul mar Nero per poi arrivare in Europa via nave. Ora però è troppo rischioso. La Russia potrebbe bucare l'oleodotto od in alternativa bloccare le petroliere sul mar Nero. Il petrolio Azero quindi verrà fatto passare attraverso l'oleodotto già esistente che passa per la Russia.
E' vero o no che questo famigerato BTC è stato costruito appositamente per non essere costretti a far transitare il petrolio attraverso la Russia che prima di questo aveva praticamente il monopolio del trasporto verso l'Europa. E' vero o no che la Russia ambisce ad ottenere questo monopolio in quella ed in altre zone del mondo? Quanto potere acquisisce la Russia con tale monopolio energetico sotto forma di ricattabilità di intere nazioni oltre che economico?
Più o meno, c'è scritto che le truppe russe hanno catturato presso il villaggio di Dzari dei "cittadini Usa", tra cui istruttori Nato. Bene bene. In pratica un'alleanza militare - di cui l'Italia fa parte - che ha inviato propri istruttori militari per addestrare le nuove forze armate georgiane nel quadro della Collaborazione per la Pace (come pomposamente si chiama), si fa invece pescare con le mani nel sacco, visto che gli istruttori sono in realtà consiglieri, e che invece di restarsene nelle caserme georgiane vanno in prima linea a guidare la - fallita - controffensiva notturna di poche ore fa, volta a tagliare la via d'accesso alla capitale osseta, a imbottigliarvi i russi prendendoli alle spalle, e a ribaltare la sconfitta con un colpo a sorpresa. All'indecenza dei neocon non c'è limite, e l'unica cosa che riesca a starvi al pari, in quanto a dimensioni, è solo la malafede dei media occidentali.
non ci capiamo per il semplice fatto che tu pensi che il BTC sfoci nei porti georgiani. No. Sfocia a Ceyhan, in Turchia. Non avrebbe avuto senso farlo sfociare nel Mar Nero, visto che poi da lì deve passare attraverso il Bosforo. La scelta azera di usare i tubi russi è semplicemente dettata da motivi logici: le forniture sono prenotate e attese dai clienti, il BTC è in riparazione, gli altri tubi che sfociano nei porti georgiani sono considerati troppo pericolosi (dai Lloyd's prima ancora che da Baku), per cui non resta altra alternativa che usare i tubi russi. Ironia del destino...
segnalo un link: blacks among the dead. Non so se possa essere una versione differente della notizia di marco_m sulla presenza di istruttori am-europei...
Suerte, manolete
PS: sarei grato a Stefano (che percepisco ben informato su Russia e dintorni) se mi desse una valutazione dell'attendibilità (a suo parere) del sito da cui ho tratto l'articolo (www.kommersant.com).
PPS: anche a me risulta ancora irraggiungibile Ria Novosti.
Certo che la concomitanza di così tante pressioni è impressionante. Il Risiko mondiale, l'economia, le fonti energetiche, l'approvvigionamento alimentare, il global warming vero o presunto, le elezioni americane, la palestina....tutto li li per traboccare. E io che pensavo di vivere in un momento noioso della storia!
In nomine libertatis vincula edificamus. In nomine veritatis mendacia efferimus.
Salud Manolete. Kommersant è il quotidiano privato forse più prestigioso e autorevole di tutta la Russia, una vera corazzata, posseduta fra l'altro a suo tempo da Berezovskij e poi dal magnate oppositore di Saakashvili Badraka....shviily (scusa ma è proprio impronunciabile, e non lo ricordo bene il nome) verosimilmente ammazzato dal capetto georgiano. Comunque la notizia è riportata da una fonte dell'importante agenzia RIA-Novosti.
Ricorda che una notiza simile ci fu ai tempi di Beslan: tra i terroristi c'era anche qualche nero, nonché telefonate satellitari con Londra.
Se è vero quello che ha trovato Marco_m, cioè se hanno catturato qualche "consigliere" occidentale, ci sarà da ridere. Ne parlavo questa mattina con un amico piuttosto informato, che lo auspicava, anche se dava l'ipotesi come remota, soprattutto se si parla di israeliani, perché verosimilmente già a molti chilometri di distanza...
Brevi Israele - Palestina - 08.8.2008 17:30:00 L'Ue boccia il piano di costruzione di nuovi insediamenti intorno a Gerusalemme
Secondo Bruxelles, la decisione del governo di autorizzare la costruzione di centinaia di abitazioni nell'area di Gerusalemme mette a rischio il processo di pace avviato con i palestinesi. Il presidente francese Nicholas Sarkozy, di turno alla guida dell'Ue ha espresso seria preoccupazione: "Questa decisione mina la credibilità delle trattative in corso per un piano di pace e soprattutto compromette la possibilità di giungere a la costituzione di un doppio stato". Sarkozy ha poi invitato Israele a fermare il progetto di costruzione che, secondo l'opinione del presidente francese è in violazione delle leggi internazionali.
---- Ora la UE si sta permettendo di parlare di violazione di leggi internazionali con israele? La situazione interna non è delle migliori ma non credo che se la mettano via tranquillamente...
giusto per capire che oltre la georgia e l'ossezia il tutto gira ancora nella stessa maniera. E in Pakistan Musharraff ha l'impeachment....
per tornare in tema: Brevi Georgia - 10.8.2008 14:22:00 Abkhazia dichiara stato di guerra per 10 giorni
Il leader abkhazo Serghei Bagapsh ha dichiarato lo stato di guerra sulla maggior parte del territorio della repubblica secessionista per dieci giorni. Lo riferisce l'agenzia Itar-Tass. Da stamattina la gola di Kodori, dove si trovano truppe georgiane, è sottoposta a pesanti bombardamenti dall'Abkhazia.
Dichiarare lo stato di guerra per dieci giorni, che senso ha....
Sicuramente i più coraggiosi sono coloro che hanno la visione più chiara di ciò che li aspetta, così della gioia come del pericolo, e tuttavia l'affrontano. Tucidide
Questa è importante, perché la NOSTRA questione non è la vicenda sulla quale ben poco possiamo. La nostra faccenda è la libertà democratica, che per principio si fonda sull'informazione. E se non mi sono del tutto rincoglionito, dunque, qui la libertà l'abbiamo persa da un pezzo, e oso dire che in Russia stanno molto meglio di noi, sia per numero che per qualità di mezzi d'informazione, checché ne blaterino i nostri Riotta-ricotta.
Se c'è una cosa di cui rimprovererei i russi è la mancanza di cura dall'avvelenamento mediatico. Ma certo è difficile farlo quando le tue fonti non le può leggere nessuno se prima non le traduci almeno in caratteri latini.
Le foto taroccate da apposita PR - con gentile concessione Reuters - per far piangere l'Occidente sulla cattiveria dei russi mangiatori di bimbi, con certi piccoli errori (es. il "morto" due volte). E' lo stesso copione già visto in Yugoslavia (la famosa foto del morto musulmano, che però aveva la fede all'anulare sinistro, e dunque era un serbo ortodosso; il finto campo di concentramento, ecc.).
Cambia poco la questione, e non mi perderei nel labirinto delle tecniche della guerra mediatica, ma è interessante.
La notizia è fresca, e se vera particolarmente grave. Tra i prigionieri fatti dai russi a Tkhindzvali ci sarebbero:
- soldati ucraini;
- soldati dei paesi baltici;
- giornalisti (o sedicenti tali) americani.
Altra notizia: la popolazione russa comincia ad averne le scatole piene della sfacciata propaganda occidentale e del suo standard a due pesi e due misure. Markov, che è un cervellino fine, ha osservato che questa propaganda - e il blitz del pazzoide - fanno molto comdo al candidato John McCain, che cavalca la retorica anti-russa. Secondo lui questa è una ragione sufficiente per spiegare il macello al quale stiamo assistendo. Varrebbe la presidenza.
La probabilità di una vittoria militare della Georgia è praticamente nulla, mentre quella di una sconfitta è enorme. Perchè rischiare? Allora chi ha bisogno della guerra?
Della guerra hanno bisogno gli USA. I vantaggi per Washington sono così lampanti e numerosi, che i dubbi su chi firma una nuova fase del vecchio conflitti si dissipano immediatamente.
- Aumento dell’autorità degli USA agli occhi della comunità internazionale e del popolo georgiano. - Smembramento della Georgia dalla Russia e avvicinamento all’Occidente. - Creazione di tensione ai confini della Russia, per comprometterla. - Attrazione della Russia in un conflitto, come tanto spesso è successo nella nostra storia (il popolo non perdonerà al potere i morti). - Qualunque guerra porta all’acquisto di armi non solo di chi nella guerra è impegnato, ma anche di altri.
Il venditore numero uno di armi al mondo è l’America. E’ ora di intendere che i conflitti ai confini della Russia sono intrapresi da forze esterne. Questo è stato possibile dopo la disintegrazione e l’indebolimento del nostro Paese. Questi conflitti continueranno con le stesse forze. Esse hanno bisogno della nostra instabilità esterna ed interna.
I regali nucleari di Berlusconi ai "poveri" russi Ma è più povero il governo italiano o quello russo? Perché mentre le aziende statali di Mosca si arricchiscono, alimentando investimenti in tutto il mondo e finanziando la vita dorata dei nuovi boiardi tra megayacht e ville, i cittadini italiani continuano a finanziare il disarmo nucleare dell'ex Urss. I nostri governi faticano a trovare un posto per le scorie radioattive di Caorso e affini, ma sono prodighi di doni per aiutare il Cremlino nella pulizia atomica. In base agli accordi firmati da Putin e Berlusconi nel 2003 stiamo spendendo 360 milioni di euro per un piano decennale di bonifica dei sottomarini sovietici. Per questa caccia all'Ottobre rosso a carico del contribuente, la scorsa settimana il ministro Scajola ha firmato il contratto per la costruzione di una nave speciale, destinata al trasporto di combustibile nucleare. Costo? Oltre 70 milioni di euro, finanziati dal ministero dello Sviluppo economico. L'unica buona notizia è che sarà prodotta Fincantieri in Liguria, poi verrà consegnata ai russi. Domanda: ma siamo sicuri che non possano fare a meno del nostro soccorso? E che con quei fondi si possa fare qualcosa di più utile in casa nostra?
--- ci dobbiamo sobbarcare anche il disarmo nucleare dell'ex Urss?
I soldati di Saakashvili (il Presidente georgiano) l'otto agosto (quando attaccarono in forze l'Ossezia del sud prima della controffensiva russa) hanno fatto un macello. Secondo l'ambasciatore russo in Georgia, Vyacheslav Kovalenko, “la città di Tskhinvali non esiste più: è stata rasa al suolo, i georgiani l'hanno distrutta”: La Croce Rossa conferma. La situazione per i civili è tragica; chiesta l'apertura di un corridoi per l'evacuazione di donne, bambini, anziani.
Sicuramente i più coraggiosi sono coloro che hanno la visione più chiara di ciò che li aspetta, così della gioia come del pericolo, e tuttavia l'affrontano. Tucidide
A parte la questione del titolo – alla fine non l’ho cambiato perchè rimane tecnicamente corretto, mentre la sua ambiguità politica è stata la scintilla stessa del dibattito – vorrei ringraziare tutti per una serie di interventi fra i più significativi nella storia di luogocomune.
E’ proprio di fronte a una contaminazione mediatica a livello mondiale, come quella in corso sul caso Georgia, che diventa utile poter accedere alla più ampia varietà di fonti possibili, per restituire alla vicenda una qualche parvenza di verità.
In questo senso ringrazio soprattutto NUMBER SIX (benvenuto), che ci ha dato le notizie polacche, e lo stesso Stefano, che ovviamente conosce la lingua russa almeno quanto conosce la storia di quel paese.
°°°
STEFANO: Più volte hai lamentato che “solo oggi si sia parlato della questione”, mentre tu eri al corrente del build-up già da molti giorni. Purtroppo nessuno di noi parla russo, per cui dobbiamo aspettare che sia la “regia” occidentale – come qualcuno l’ha chiamata – a farci sapere certe cose. Tu invece segui il fronte sovietico in tempo reale, per cui ti ricordo che lo spazio di luogocomune è sempre a tua disposizione, per eventuali articoli che “anticipino” eventi di questo tipo, o che comunque sconfessino la versione occidentale dei fatti.
°°°
Grazie nuovamente a tutti per una serie di interventi particolarmente utili e istruttivi. Questo è il "luogo comune" che ho sempre sognato.
sei una vecchia canaglia: hai montato tutto questo casino del titolo farlocco perché da troppo tempo ti ero scappato da sotto le mani, eh?
Scherzi a parte, grazie a te. E a tutti. E' vero, dovrei fare di più, come fa, in silenzio, la splendida Mirumir ( http://mirumir.altervista.org/ )
Ma dovremmo fare di più tutti, perché siamo davvero una "resistenza" a metà. Chiacchierare non basta, e anche se su LC si sta facendo ora qualcosa di più, ancora non ci siamo, rischiamo sempre (io per primo) di ridurci a ripulire la nostra coscienza con uno sfogo, o al meglio con una consapevolezza impotente.
Si potrebbe scrivere ai vari direttori e spiegargli senza giri di parole che lo vediamo, quanto fanno schifo, e che i loro giornali sono carta igienica. Forse 3-400 lettere incazzate per ogni grossa boiata che scrivono potrebbe cominciare a renderli almeno più misurati.
Non lo so. Pensiamoci.
Io intanto sto facendo girare questo:
Gentili Amici,
la macchina da guerra scattata in contemporanea alle Olimpiadi, durante le ferie estive, è programmata fin nei dettagli.
Mi riferisco alla guerra contro la Russia (e l'Europa), aperta dal massacro di Thkinzvali, capoluogo dell'Ossezia del Sud, lo scorso 8 agosto, da parte del pretendente della NATO Mikail Saakashvili, presidente della Georgia.
Lo so, la maggior parte di voi non legge il russo, e ignora la recente e triste storia politica della bellissima Georgia, del suo dittatorucolo criminale, e dei mostruosi precedenti di pulizia etnica. Tutti i media occidentali, poi, presentano Saakashvili come una sorta di povera vittima del "cattivissimo" Putin.
Qui da noi si dà un grande risalto alla reazione della Russia, intervenuta per proteggere i suoi cittadini, la quale, secondo la parola d'ordine di CNN, avrebbe addirittura "aggredito" la piccola nazione caucasica. Non si parla del genocidio in atto da parte delle bande georgiane, dei 30.000 profughi rifugiati in Russia per scampare ai massacri, né del bombardamento di Thkinzvali, rasa al suolo. Lo scopo è - ormai da copione - orientare negativamente l'opinione pubblica occidentale contro la Russia, e allontanare l'una dall'altra Russia ed Europa.
Non potete giudicare, perché nessuno vi dice cosa sta realmente accadendo, e perché è difficile persino immaginare che quasi tutti i nostri media occidentali mentano così all'unisono (con poche lodevoli e molto coraggiose eccezioni, in Italia penso a Sergio Romano e a Giulietto Chiesa, oltre ad alcuni siti Internet indipendenti).
Allora vi chiedo di prendere qualche minuto e seguire la documentazione russa e internazionale tradotta in fretta e furia da una persona straordinaria, Mirumir, qui: http://mirumir.altervista.org/
La faccenda è molto più grave di quanto ci permettano di capire, e incombe realmente proprio su di noi. Riguarda il nostro futuro, e ha molto da dire sulle condizioni in cui versa la nostra democrazia.
Cordiali saluti,
Stefano Serafini
P.S. A proposito, Massimo, MA QUALE SOVIETICO? Lapsus, eh?
Per Trotzskij (ehm!): ho ascoltato personalmente la diretta televisiva in russo del portavoce dell forze armate russe parlare proprio di SU-25 e TU-22, quindi l'agenzia di stampa ha commesso un errore. Quest'ultimo non è una vecchia carretta, come pensavamo, ma una versione aggiornata e ben combattiva del vecchio aggeggio, che comunque tanto male non era. Curiosità: se si cerca di accedere al sito dell'ambasciata russa in Italia passando per Google, il portale segnala "pericolo" da infezione.
Dove l'hai visto? In quale canale? Così lo cerco su Youtube. Riguardo al Tu-22, è stato radiato dalle aviazioni russe dove operava: http://en.wikipedia.org/wiki/Tu-22
Tupolev Tu-22
Tupolev Tu-22M3 e Sukhoj Su-27
Sukhoj Su-25
In Georgia, non sono presenti solo 'giornalisti' USA, ma anche almeno un migliaio di 'consiglieri ed istruttori' israeliani, che hanno addestrato i soldati georgiani alle tattiche dei blindati e dell'artiglieria, all'impiego dei commando e alla cooperazione aria-terra. Vi è incluso anche un nutrito gruppo di istruttori del Mossad e dello Shin Bet. Oltre a una unità dedita alla guerra elettronica/informatica. (Fonte DEBKAfile) La sconfitta delle truppe giorgiane riconferma indirettamente il declino dell'esercito israeliano... Ritengo che la mossa suicida di Saakashvili rientri in una operazione più complessa ed ampia. Si veda il caso dello Xianjinag, dove continuano gli attentati. Il quotidiano russo Kommersant rivela che a Bishkek, capitale del Kyrgyzistan, sono stati arrestati 12 statunitensi (10 militari in missione e due addetti della locale ambasciata USA), perchè detenevano nella casa affittata 53 pistole e 15000 cartucce. Forse erano destinati ai terroristi della sezione cinese di alQaida?
Attento a citare fonti russe (Contr-tv.ru), potresti scoprire che sono particolarmente di parte come quelle americane . Citazione:
Della guerra hanno bisogno gli USA. I vantaggi per Washington sono così lampanti e numerosi, che i dubbi su chi firma una nuova fase del vecchio conflitti si dissipano immediatamente.
Vediamoli dunque... Citazione:
- Aumento dell’autorità degli USA agli occhi della comunità internazionale e del popolo georgiano.
Sarebbe vero dopo un eventuale entrata in guerra dell'America e relativa vittoria Al momento agli occhi dei Georgiani USA ed UE sembrano solo dei "vigliacchi traditori". Nazioni che dichiaravano a parole il loro appoggio ma alla prova dei fatti producono solo belati e lasciano che la Russia difenda i "cattivi terroristi separatisti Osseti". Ora poi che si apre anche il fronte in Abkhazia saranno dolori. I Georgiani hanno molto più rancore contro l'Abkhazia che non contro l'Ossezia del Sud. Perche? http://www.lettera22.it/showart.php?id=5520&rubrica=50 Citazione:
Nel 1991, al crollo dell’Urss, la Georgia scelse l’indipendenza da Mosca. Gli abkhazi, gruppo etnico con una propria lingua, desideravano invece l’indipendenza da Tbilisi. Fu guerra, con episodi di pulizia etnica da entrambe le parti. Sukhumi la spuntò col robusto aiuto di Mosca, ma al prezzo di 10.000 vittime, mentre 250.000 profughi georgiani, quasi metà della popolazione, lasciarono la regione.
Semplicemente perché gli Abkhazi a suo tempo fecero anche loro una "piccola" pulizia etnica nei confronti dei Georgiani. Ora Russi e Abkhazi minacciano seriamente l'intera Georgia ed i loro alleati occidentali dove sono? Dove solo gli "amici" nel momento del bisogno? Questo piccolo scherzetto potrebbe costare la fine del controllo occidentale in Georgia. Gli USA poi stanno dimostrando al mondo che non contano più nulla. Come proteggono il loro "amico"? Con due o tre addestratori rimasti a fronteggiare l'armata Russa? Un po poco. Veramente troppo poco. L'influenza Americana in Georgia con basi militari e controllo dell'oleodotto BTC termina qui. A meno di clamorose sorprese. Citazione:
- Smembramento della Georgia dalla Russia e avvicinamento all’Occidente.
Questo ti avrebbe dovuto far suonare un enorme campanello di allarme. La Georgia non fa parte della Russia e soprattutto aveva già un governo filo-occidentale. Cosa avrà voluto dire la fonte Russa lo sa solo lei. Citazione:
- Creazione di tensione ai confini della Russia, per comprometterla.
Per quello che ne sappiamo potrebbe essere stato esattamente l'opposto. In primo luogo era la Georgia ad essere destabilizzata con due regioni indipendentiste entro i propri confini. Non dimentichiamoci poi che la Russia ha favorito la destabilizzazione della Georgia inviando peace-keeper accusati (da Tiblisi) di armare i separatisti. La Georgia non ha mai creato tensione ai confini Russi ma a quelli delle regioni separatiste. Mosca dunque non era minacciata direttamente. Se avesse veramente avuto a cuore la situazione dei separatisti li riconosceva in via ufficiale e faceva un'alleanza difensiva con loro. Soluzione semplice, efficace, senza spargimenti di sangue, diplomatica. Ma se alla Russia bastava riconoscere la legittimità di queste regioni separatiste per poi difenderle perché ha aspettato l'ennesimo bagno di sangue che dura da anni? Perché è intervenuta adesso e non durante lo scontro di un mese fa, due mesi fa, due anni fa? Aveva forse degli interessi Mosca a destabilizzare la Georgia creando tensioni al suo interno? Citazione:
- Attrazione della Russia in un conflitto, come tanto spesso è successo nella nostra storia (il popolo non perdonerà al potere i morti).
Ma i morti finora li ha fatti la Georgia. La Russia di vittime ne ha fatte veramente pochine. Sta dicendo che gli Osseti non perdoneranno i Georgiani? Pare proprio di si. Altro punto per la Russia. Citazione:
- Qualunque guerra porta all’acquisto di armi non solo di chi nella guerra è impegnato, ma anche di altri. Il venditore numero uno di armi al mondo è l’America.
E di questo chi se ne avvantaggia? L'America dal debito pubblico+privato più grande del mondo o le banche armate? Si sa che il sistema bancario guadagna enormi cifre dalla vendita di armi ad entrambi i fronti ma è qualcosa che non si può addebitare alle singole nazioni. Il sistema bancario e finanziario è famoso per aver sempre aiutato sia le nazioni nemiche che le amiche in maniera da guadagnarci in ogni caso.
E gli USA cosa ci perdono? -Ci perdono il terzo contingente per numero in Iraq. Duemila uomini in meno per controllare l'incontrollabile. -Ci perdono esportazioni di petrolio verso l'occidente con concreto rischio di nuova fiammata dei prezzi. Ora il petrolio da Baku può passare solo attraverso la Russia. -Ci perdono l'influenza sull'area. Il presidente Georgiano dopo aver provocato la reazione Russa ed essersi ritirato in un giorno avrà grossi problemi politici e dopo l'inaffidabilità dell'alleato Americano molti Georgiani penseranno sia meglio un presidente filo-russo per tenersi buono il pericolo vicino di casa. Via dunque le "Dal Molin" Georgiane ed il controllo americano sull'oleodotto BTC. -Ci perdono credibilità internazionale per non aver difeso un loro avamposto. Quanti altri loro avamposti nell'area saranno così spavaldi ora come lo è stata la Georgia? -Ci perdono l'entrata nella NATO della Georgia che avrebbe permesso nuove basi militari permanenti USA in una zona strategica. -Ci perdono l'entrata nella NATO dell'Ucraina e lo scudo spaziale. Ben pochi stati oseranno dire che la Russia non conta più nulla e che i suoi sono solo consigli e nulla più. Le navi da guerra Russe sono partite da un porto Ukraino senza lamentele da parte di questi per l'"amico" Georgiano. Già l'Ukraina ha dovuto pentirsi della rivoluzione arancione che le ha costato un enorme prezzo per il gas. Dopo questa dimostrazione di forza abbandonerà ogni velleità atlantica e ritornerà nell'influenza sovietica.
Se qualcuno vuol dire che questo era il piano di qualche "illuminato" Americano io vi dico GIOITE. Il nuovo ordine mondiale non lo faranno certo questi inetti. Sarebbe troppo bello per essere vero.
STEFANO: "A proposito, Massimo, MA QUALE SOVIETICO? Lapsus, eh?"
Lo sai che io vivo ancora nel tempo di McCarthy....
A parte gli scherzi, fai bene a suggerire "qualche migliaio" di lettere incazzate. So per esperienza che alcuni siti americani hanno raggiunto un certo peso proprio grazie alla loro "potenza di tiro" (epistolare).
Io però non posso proporre azioni del genere - non l'ho mai fatto, nemmeno per l'11 settembre - perchè non voglio "politicizzare" il sito in alcun senso, e devo rispettare anche la posizione di chi sia eventualmente contrario, o comunque in minoranza.
Se però qualcuno apre un forum nella sezione "operativa", e suggerisce azioni di questo tipo, non credo che dormirei male di notte.
Massimo, devo farti i complimenti per lo spirito costruttivo che, ancora una volta, stai dimostrando. L'ultima novità è l'affondamento di una delle 4 navi in linea con la "Marina" georgiana da parte della Task Force russa. E il dispiegamento preventivo di migliaia di soldati russi in Abchazia. La speranza dei neocon e di Saakashvili, ossia che Putin fosse talmente stupido da ordinare l'invasione della Georgia vera e propria non si è ovviamente verificata. Che dire? La provocazione è andata a vuoto, i generali georgiani sono stati annichiliti, Putin è di nuovo il capo (Vozhd in russo) incontrastato del paese, le truppe russe dislocate in Ossezia e Abchazia sono passate da 3mila circa a 20mila. L'ennesimo capolavoro degli intelligentissimi neocon. Cosa faranno adesso? Un ultimo, disperato attacco suicida della Georgia? Una qualche bomba "cecena" a Mosca? L'ennesimo sequestro di bambini o malati? Una qualche alzata d'ingegno di Jushchenko in Ucraina? Oppure niente? In attesa che, passate le elezioni, gli amici di Tel Aviv possano finalmente dare il via a un massacro che farà centinaia di migliaia di morti... Accendiamo un cero, e speriamo che Putin, a questo punto, decida di esportare in Iran, al più presto, il sistema di difesa antiaerea S-300 Triumf.
Qualcuno ha mai giocato a Ghost Recon ? La trama è questa: "Ghost Recon begins in 2008, with civil unrest in Russia. Ultra-nationalists have seized power in Russia, with plans to rebuild the government. Their first step is clandestine support of rebel factions in Georgia and the Baltic States. This is where the Ghosts come in: to silence the invasion. Armed with some of the most advanced weaponry in the world, the soldiers of the Ghost Recon force are covertly inserted into area of operations and given specific missions to curtail the rebel actions and overthrow their benefactors."
Direi che come previsione è abbastanza buona ... dato che è uscito nel 2001 ...
« Tramuta tutto in ciò che è veramente: l’Astratto, lo Spirito, il Nagual. Non c’è stregoneria, né il male, né il diavolo. C’è solo la percezione. » Don Juan Matus
Chi ha ordinato alla Georgia la guerra e come comportarsi
Assistiamo a una nuova guerra nel territorio dell’ex URSS. “La Georgia restaura la sia interezza” con mezzi bellici. Atti simili della Serbia in Kosovo, in Croazia e Bosnia sono stati tacciati dalla comunità internazionale come “genocidio”. Ma l’ONU in una situazione del genere non riesce a prendere una decisione. Perchè?
La risposta non tarderà a chiarirsi se capiremo a chi conviene una nuova guerra tra Georgia e Ossezia. Ha bisogno della guerra l’Ossezia del sud? Per quale motivo?
Nessuno ne parla. Sono le truppe georgiane che hanno bombaardato Tkhinvali e non quelle dell’Ossezia, Tbilisi. E’ Saakashvili che ha bisogno di Tskhinvali e non di Tbilisi il presidente dell’Ossezia del sud, Kokoyti. La guerra è necessaria alla Russia?
Non funziona. La Russia è in una situazione complicata: deve aiutare i suoi concittadini ma non lo può fare, perchè essi ritrovano nel territorio di un altro Stato. Se li aiuta la comunità internazionale li giudica, se non lo fa sono scontenti gli abitanti del Caucaso, che si sentono traditi dal potere centrale. Tensione ai confini. Gli svantaggi sono chiari. Della guerra ha bisogno la Georgia?
Morti nelle famiglie georgiane, volontari dal Caucaso, guerra partigiana nel caso di vittoria e vergogna nel caso di sconfitta. L’economia georgiana è molto debole, c’è miseria. Ma davvero una guerra con vittime e perdite permetterebbe alla Georgia di risolvere i suoi problemi economici? No, la guerra è una intensificazione della tensione con la Russia, dalla quale dipende una gran parte del benessere georgiano. Della guerra ha personale bisogno Sakashvili?
Potrebbe essere molto probabile, ma i georgiani non sono guerrieri, sono commercianti. La probabilità di una vittoria militare della Georgia è praticamente nulla, mentre quella di una sconfitta è enorme. Perchè rischiare? Allora chi ha bisogno della guerra?
Della guerra hanno bisogno gli USA. I vantaggi per Washington sono così lampanti e numerosi, che i dubbi su chi firma una nuova fase del vecchio conflitti si dissipano immediatamente.
- Aumento dell’autorità degli USA agli occhi della comunità internazionale e del popolo georgiano. - Smembramento della Georgia dalla Russia e avvicinamento all’Occidente. - Creazione di tensione ai confini della Russia, per comprometterla. - Attrazione della Russia in un conflitto, come tanto spesso è successo nella nostra storia (il popolo non perdonerà al potere i morti). - Qualunque guerra porta all’acquisto di armi non solo di chi nella guerra è impegnato, ma anche di altri.
Il venditore numero uno di armi al mondo è l’America. E’ ora di intendere che i conflitti ai confini della Russia sono intrapresi da forze esterne. Questo è stato possibile dopo la disintegrazione e l’indebolimento del nostro Paese. Questi conflitti continueranno con le stesse forze. Esse hanno bisogno della nostra instabilità esterna ed interna.
Questo significa che è iniziata non una guerra tra Ossezia e Georgia, ma una guerra civile in cui i figli in una grande Paese si ritrovano da una o l’altra parte della barricata. Questo significa che il conflitto tra Georgia e Ossezia può essere spento solo con la rinascita di una unico Stato. In nome della pace e della stabilità, Cartagine deve essere ricostituita.