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dagli Usa : Obama: è finita la luna di miele
Inviato da Redazione il 13/2/2009 9:00:00 (4505 letture)

È finita la luna di miele fra Barack Obama e il sogno di riuscire a mandare avanti il paese con quell'appoggio realmente “bipartisan” che il presidente ha detto di voler cercare sin dal primo giorno della sua candidatura.

Dieci intense giornate di manovre e contro manovre, una legge sul rilancio economico che è andata e tornata più volte fra Camera e Senato, e alla fine Obama si è ritrovato a veder passare il suo “stimulus package” da 800 miliardi di dollari, con l’appoggio di tre repubblicani soltanto.

Questo non ha rappresentato un problema rispetto alla maggioranza numerica, che è nettamente dalla parte democratica, ma ha rappresentato uno smacco notevole per il neo-presidente, che ha dovuto lottare, paradossalmente, più con i suoi democratici che con gli stessi repubblicani.

È stata infatti Nancy Pelosi, capo del gruppo democratico alla Camera, a infarcire la nuova legge con così tanti progetti di tipo "sociale", che ha finito per rendere impossibile ai repubblicani di convergere su di essa, senza scavarsi la fossa a casa loro, per la rielezione.

I parlamentari americani infatti raramente votano secondo coscienza, mentre lo fanno quasi sempre in ragione della reazione che avranno i cittadini del proprio stato, …




… che li hanno eletti, e che li aspettano al varco al turno seguente.

Era molto difficile quindi, per un repubblicano, votare un progetto di legge che contenesse miliardi di dollari destinati a ospedali o scuole pubbliche, quando sappiamo bene che i repubblicani, se solo potessero, ne farebbero a meno del tutto.

A loro volta i democratici non vedevano l'ora di tornare a casa ed esibire come trofeo qualche centinaio di migliaia di dollari ottenuti per la scuola locale. Ma una coperta che abbondi da ambeduie i lati non l'hanno ancora inventata, e Obama l'ha imparato sulla propria pelle.

In realtà la sua l'idea non era malvagia: investire pesantemente nelle infrastrutture - scuole, ospedali, uffici pubblici, ponti, autostrade - visto che questo può dare lavoro immediato a qualche milione di disoccupati, mentre i frutti di questo investimento tornerebbero comunque a vantaggio della nazione, nel corso del tempo.

Ma i repubblicani, come sappiamo, hanno la vista corta, e a loro del futuro, da dopodomani in poi, interessa molto poco. Alla fine Obama ha costretto la Pelosi a rinunciare ad alcuni dei suoi "sogni nel cassetto”, ma ha incassato soltanto 3 voti da parte dei senatori avversari.

Uno di loro, Arlen Specter, ha detto di essere perfettamente cosciente che questo voto gli costerà la rielezione, a casa propria. (In fondo, Specter può anche permetterselo: è in pista dal 1963, quando inventò la teoria del “proiettile magico” che riuscì a salvare la Commissione Warren da una figuraccia, dopo che si era ritrovata con soli tre proiettili in mano, un assassino che non sapeva sparare, e almeno una dozzina di ferite da spiegare).

Alla domanda dei giornalisti, che gli chiedevano un commento su questo evidente fallimento della strategia bipartisan, Obama ha risposto che "ci vuole tempo. È difficile togliere alla classe politica certe abitudini che si trascinano da decine di anni, ma la strada rimane quella, e con il tempo ci riusciremo”.

Ma Obama da oggi viaggia con i piedi ben piantati per terra, e se non starà più che attento, nel fare mosse troppo ambiziose, l'uomo che voleva tornare a legalizzare la cannabis rischia di venire “fumato” dai suoi colleghi come una sigarettina qualunque.

Massimo Mazzucco

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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
peonia
Inviato: 13/2/2009 9:35  Aggiornato: 13/2/2009 9:35
Sono certo di non sapere
Iscritto: 26/3/2008
Da: Roma
Inviati: 6677
 Re: Obama: è finita la luna di miele
Ho notato che per leggere i commenti, da oggi, bisogna essere utenti registrati...e' cosi? E' una manovra antidalia? Bravo...

A proposito dell'articolo, non ho commenti da fare....chi vivra' vedra'...

...Non temete nuotare contro il torrente. E' di un'anima sordida pensare come il volgo, solo perche' il volgo e' in maggioranza... (Giordano Bruno)
sigmatau
Inviato: 13/2/2009 9:43  Aggiornato: 13/2/2009 11:31
Mi sento vacillare
Iscritto: 18/9/2007
Da: Provincia di Piacenza
Inviati: 705
 Re: Obama: è finita la luna di miele
E' finita la 'luna di miele'?... beh..., si sa che tutte prima o poi finiscono ... il problema in questo caso è che non è neppure passato un mese da che Obama si è installato alla Casa Bianca ...

saluti!...

--------------

... chè perder tempo a chi più sa più spiace... Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio, III, 78

… men of few words are the best men… William Shakespeare King Henry V
Redazione
Inviato: 13/2/2009 9:53  Aggiornato: 13/2/2009 9:53
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Obama: è finita la luna di miele
PEONIA: "Ho notato che per leggere i commenti, da oggi, bisogna essere utenti registrati...e' cosi?"

No, i commenti sono sempre visibili a tutti.

Visto che il tuo è il primo, forse hai guardato qui quando non ce n'erano ancora.

kiko76
Inviato: 13/2/2009 11:37  Aggiornato: 13/2/2009 11:37
Ho qualche dubbio
Iscritto: 22/1/2009
Da: Cagliari
Inviati: 59
 Re: Obama: è finita la luna di miele
Considerando il tipo di politica sociale che Obama vuole o vorrebbe attuare – gli investimenti importanti in infrastrutture – dubito che, nell’intimo, si sia convinto di una possibile luna di miele con la parte repubblicana. Proprio per il fatto che vuole proporre un vero cambio di rotta – spero davvero che sia così – sa che ha da lavorare per mediare.

Del resto ha un grande consenso popolare e se la sua amministrazione riesce a fare cose convincenti, come la gente spera, ci si dimenticherà del fatto che quella certa proposta sia passata per pochi voti, conta che sia passata e che si sia dimostrata utile.
Di sicuro c'è solo che è tutto un gran casino…

hendrix
Inviato: 13/2/2009 11:56  Aggiornato: 13/2/2009 11:56
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 12/9/2006
Da:
Inviati: 1048
 Re: Obama: è finita la luna di miele
Anche Judd Gregg (ministro del commercio) abbandona Obama.

>>> WASHINGTON 12 febbraio 2009 - La squadra di Obama ha perso un altro importante nome: dopo i casi di Daschle e Killefer (per vicende di evasione fiscale), è stato il senatore repubblicano del New Hampshire Judd Gregg a rinunciare alla nomina a ministro del Commercio. Gregg sostituiva a sua volta Bill Richardson, governatore democratico del New Mexico coinvolto in un'inchiesta su presunti appalti truccati.
La Casa Bianca ha sottolineato che era stato lo stesso Gregg a offrire la sua candidatura: «Ci dispiace che abbia cambiato idea». <<<

Ganzi sti americani, è come se Scagliola si fosse proposto a Veltroni qualora avesse vinto.

Tollani
Inviato: 13/2/2009 12:01  Aggiornato: 13/2/2009 12:03
Ho qualche dubbio
Iscritto: 20/1/2009
Da: NowhereLand
Inviati: 212
 Re: Obama: è finita la luna di miele
La luna di miele sarà anche finita, ma una parte di conto ce la manda a noi...
Altri 800 soldati a Kabul
Da buon democratico si lava i panni sporchi in famiglia ed il conto lo manda a noi. Il nano per la sua smania da piazzista di piacere a tutti si fa infinocchiare ed accetta di mandare altri 800 militari italiani in Afghanistan (dove nemmeno gli americani ci capiscono piu' un c***o) ed in cambio concede ad Obama di parcheggiare alcuni prigionieri di Guantanamo da noi... doppio salto mortale con avvitamento. Difficoltà 8, media voto 9.99.
Il tutto con una breve e cordiale telefonata voluta a tutti i costi dal berlusca, mi immagino quando si incontreranno di persona...

Il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia. Pier Paolo Pasolini
Infettato
Inviato: 13/2/2009 12:26  Aggiornato: 13/2/2009 12:26
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/11/2006
Da: Roma
Inviati: 1499
 Re: Obama: è finita la luna di miele
E' finita si la luna di miele, in pratica il piano di Obama consiste nel dare alle banche i soldi dei contribuenti, per rilanciare i prestiti delle banche verso i contribuenti stessi.

E' proprio un fenomeno, questa volta non si può dire, "nulla di nuovo", c'è del peggio nel nuovo...

Un link.

Roberto

Infettato dal morbo di Ashcroft
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Quando ci immergiamo totalmente negli affari quotidiani, noi smettiamo di fare distinzioni fondamentali, o di porci le domande veramente basilari. Rothbard
Io_sono
Inviato: 13/2/2009 12:38  Aggiornato: 13/2/2009 12:38
Mi sento vacillare
Iscritto: 16/4/2008
Da: Nürnberg
Inviati: 373
 Re: Obama: è finita la luna di miele
Leggetevi questo e poi vi dico chi l´ha scritto...

Patologie del mercato e piano di Obama

La degenerazione del capitalismo si è manifestata principalmente in 4 patologie. Prima patologia. Per secoli i banchieri hanno raccolto denaro sulla fiducia e prestato denaro a proprio rischio, valutando propriamente il rischio che così si assumevano. La nuova tecnica della finanza ha invece consentito, a chi raccoglie il denaro, di liberarsi dal rischio e di farlo con una tecnica per cui si vende a terzi il rischio, incorporandolo in nuovi prodotti finanziari. Così che meno rischi e più guadagni. È così che il rischio ha cominciato a circolare.


Esiste un'ampia «letteratura» secondo cui questi meccanismi avrebbero dovuto avere una funzione positiva, di riduzione progressiva, di ammortamento del rischio. Più o meno tutti avrebbero così beneficiato della distribuzione del rischio operata via prodotti «derivati», persino i contadini indiani. Insomma, secondo questa letteratura, i derivati avrebbero costituito una nuova e positiva scoperta sociale. Come se la grande scoperta sociale dell'Ottocento, l'imposta progressiva, fosse seguita da una nuova scoperta pure socialmente positiva: la finanza «derivativa». Questo ha fatto degenerare i modelli di comportamento. C'è un antico detto, secondo cui i banchieri ti prestano il denaro come l'ombrello. Ma te lo prestano quando c'è il bel tempo e te lo ritirano quando invece viene la pioggia. Qui è avvenuto l'opposto: più debito e ancora più debito. È così che si è diffusa l'arte di vivere indebitati, grazie al buon cuore delle banche, e nella progressione di un paradigma che, basato sull'azzardo matematizzato dei derivati, ha creato e sta creando effetti progressivi di crisi. Seconda patologia.

La possibilità di sviluppare attività economiche e finanziarie (il nuovo capitalismo emergente e performante) fuori dalle giurisdizioni ordinarie. È stato detto che questo tipo di evoluzione degenerativa del capitalismo è dovuto alla cosiddetta deregulation. In parte è stato così. In effetti negli Stati Uniti nel 1995, nel 1997, nel 1999 e ancora nel 2000, sono stati formalizzati provvedimenti legislativi assolutamente orientati nel senso della deregulation finanziaria. È così, ma non è solo così. La deregulation, infatti, non spiega tutto. L'Europa, per esempio, è un'area fortemente regolamentata. Eppure è un'area su cui pure c'è l'impatto della crisi. L'essenza del problema non sta in realtà solo nella deregulation, che pure — si ripete — ha avuto un suo ruolo, quanto nella possibilità di sviluppare attività fuori da ogni tipo di giurisdizione. La struttura geopolitica che si è aperta nel mondo ha in specie consentito di «fare shopping » di legislazione, di sviluppare attività non solo in aree caratterizzate da una giurisdizione ordinaria vera — vera perché congiuntamente formale e sostanziale — ma anche in aree che formalmente erano organizzate come giurisdizioni, ma sostanzialmente erano (e sono) aree nelle quali l'unica regola è quella di non avere regole. Ed è così che una quota importante del capitalismo è entrata, più che nello schema della deregulation, nel regno dell'anomia. Terza patologia. Il capitalismo è essenzialmente basato sullo schema tipico, sull'idealtipo della società di capitali. Il capitalismo ha generato la società per azioni e viceversa. Come nella storia dell'uovo e della gallina. Ed è in specie proprio sullo schema della società di capitali che si è sviluppato quel sistema di equilibri di cui il capitalismo ha vitale bisogno.

Il sistema dei controlli giurisdizionali, amministrativi, mediatici, giudiziari, è stato in specie ed è a sua volta basato proprio sullo schema della società per azioni. Questo è stato fino a pochi anni fa. Poi la parte affluente e più dinamica e performante del capitalismo è uscita dallo schema della società per azioni e ha utilizzato altri strumenti: gli hedge fund, gli equity fund. Questi sono strumenti che rappresentano una evoluzione assolutamente esterna e alternativa rispetto allo schema legale di base proprio del capitalismo, che è appunto quello della società per azioni. Quarta patologia. Il capitalismo, e dentro il capitalismo lo strumento principe della società per azioni, si basano tra l'altro sul criterio della partita doppia. E questo è, come dire, un tributo che va pagato a un antico francescano, a fra' Luca Pacioli. Il criterio della partita doppia si organizza fondamentalmente e essenzialmente sulla distinzione tra conto patrimoniale e conto economico. Non esiste l'uno senza l'altro e non esiste l'altro senza l'uno. Diversamente, l'ultimo capitalismo si è liberato dal vincolo della partita doppia. Si è spostato solo sul conto economico, abbandonando la base del conto patrimoniale. Questo non è stato solo un passaggio contabile, è stato soprattutto un passaggio politico e morale. Il conto patrimoniale è infatti il mondo dei valori. Il conto economico è invece il mondo dei prezzi. Il conto patrimoniale è un mondo in cui vedi la struttura, la storia, l'origine, il presente e il futuro di una società, e anche la sua missione industriale e morale. Il conto economico è invece un'altra cosa. Se tutto il capitalismo vira sul conto economico e cessa di essere orientato nella logica della lunga durata, come è invece tipico e proprio del conto patrimoniale, se diventa corto e breve, perché così è la logica del conto economico, se non conta più la durata della società, ma l'anno sociale, questo a sua volta diviso in semestri, in trimestri, in fixing giornalieri, allora è chiaro che quasi tutto cambia.

È così che il capitalismo ha preso la forma istantanea del conto economico. È così che è venuto via via configurandosi un capitalismo di tipo nuovo, di tipo take away: estrai ricchezza dal conto patrimoniale, saccheggi i valori che ci sono dentro e li porti fuori. L'uscita dalla crisi: la via normale. Nel biennio 2007-08 la via che si è tentato di percorrere per uscire dalla crisi è stata principalmente la via americana. Nel biennio 2007-08 negli Stati Uniti si è fatto di tutto. È stato applicato tutto l'arsenale della politica economica: iniezioni di liquidità, abbattimenti dei saggi di interesse, riduzioni fiscali, sospensioni di Borsa, salvataggi bancari, fallimenti bancari, piani di salvataggio bancari, azzeramento dei tassi di interesse (il capitale con rendimento zero non è solo o tanto un dato economico, è soprattutto un dato politico). Tutto questo è servito a ben poco. Non è salita la crescita economica. Per contro, è salito il debito pubblico. La politica per il biennio 2009-10, concordata in novembre dal G20 di Washington e in aggiunta ora sviluppata dalla nuova presidenza statunitense, è una variante su questo schema. Una variante quantitativa (almeno altri 800 miliardi di interventi e di debito pubblico in più). Una variante qualitativa (l'aggiunta di forti politiche keynesiane di pubblica domanda e di investimento pubblico). In più, vi è la forza simbolica e perciò politica del nuovo presidente. L'ottimismo della volontà ci spinge in questa direzione. In considerazione più della forza simbolica del nuovo presidente che della forza economica del piano. Il pessimismo della ragione ci impone tuttavia di avanzare una ipotesi di soluzione alternativa, ispirata da una forma di «pensiero laterale». Una «uscita di sicurezza?»

È più o meno come essere dentro un videogame. Quando sei in un videogame, ti trovi davanti un mostro: affronti il mostro, lo sconfiggi e passi al livello successivo. Ma, dopo la vittoria, proprio quando stai cercando di rilassarti, arriva un altro mostro, più grande del precedente. Oggi ci sono sette mostri: il primo mostro era la crisi dei subprime, ed è stato gestito; il secondo era il collasso del mercato del credito; il terzo era la bancarotta delle maggiori istituzioni bancarie; il quarto era il collasso delle Borse. Ora, nascosti dietro l'angolo, ci sono il quinto mostro (le carte di credito), il sesto (le possibili bancarotte di società, prodotte dalle difficoltà di classamento dei loro corporate bond) e il settimo: i derivati, simbolo della finanza deviata. I derivati nel loro crescente importo sono 12,5 volte il Pil del pianeta. L'importo netto è stimato inferiore, tra i 50 e i 25 trilioni di dollari (il Piano Obama è atteso per meno di 1 trilione!). E tuttavia, lordo o netto che sia l'importo, quello generato dai derivati è un diffuso, indecifrabile, pervasivo rischio di controparte, tale da configurare quello che si definisce come «rischio incalcolabile».

In un comune videogame, quando si è stanchi, si può semplicemente spegnere. Ma in questo gioco, in questo gioco reale, ciò non è possibile. Che fare? Se hai un infarto curi il cuore e non le gambe. Se la crisi ha origine nella finanza, non la curi dalla parte sbagliata, con gli stimoli (sic!) applicati dal lato dell'economia reale. È certo giusto agire sulle strutture sociali ed economiche, per cercare di assicurarne la tenuta. Ma forse non è giusto pensare che bastino gli stimoli per invertire le tendenze dominanti e dominate da una crisi che è nata e produce i suoi effetti paralizzanti nell'altra parte dell'economia. E cioè non nell'economia reale, ma appunto nella finanza. Se l'origine della crisi è nella finanza, e dentro la finanza, se la causa della crisi è nella mancanza di fiducia tra banchieri e finanzieri, se la crisi non è una crisi di liquidità ma una crisi di solvibilità (perché temi che la tua controparte possa essere insolvente e quindi preferisci non averci rapporti), la medicina non è nel fondere banche fallite con banche fallite, non è nello switch o swap tra debito privato e debito pubblico, non è creando domanda privata artificiale addizionale. Se sei drogato, la cura non si fa con altra droga. Se il male è il debito — un eccesso di debito — la cura non è data da altro debito addizionale, privato o pubblico che sia. Salvare tutto è missione divina. Se si pensa di salvare tutto, con l'ultima istanza dei governi, con i debiti pubblici, finisce che non si salva niente e si perdono alla fine anche i bilanci pubblici.

Salvare il possibile è invece missione politica. La forma di pensiero da applicare in questa prospettiva è nuovissima e, anzi, vecchissima, è insieme secolare e sapienziale. È quella biblica: sabbatica o giubilare. E consiste nel separare il bene dal male. Salvare le famiglie, le industrie, la parte delle banche autenticamente funzionale per lo sviluppo. Separare il resto, immettendolo in veicoli ad hoc, stabilire una moratoria di tassi e di tempi, sterilizzare i relativi valori nei bilanci. Il nome tecnico può cambiare: bad bank o chapter 11, ma la sostanza è la stessa, chiusa in una formula di radicale separazione del bene dal male, del funzionale dallo speculativo. Il futuro non può in ogni caso essere il seguito o la proiezione del passato. I secoli passati sono stati, nelle relazioni economiche internazionali, soprattutto i secoli del gold standard. Il nuovo secolo deve, può essere il secolo del legal standard. Fatto da regole non limitate alla finanza, ma estese alla struttura sostanziale del capitalismo, come è degenerata negli ultimi anni. Senza nuove regole il superamento di questa crisi, fatto con i vari piani di salvataggio o con la bad bank, sarebbe infatti solo la preparazione della nuova.


Io lo trovo interessante. Magari non per forza giusto o condivisibile, ma certamente interessante...

L´ha scritto G. Tremonti

Redazione
Inviato: 13/2/2009 13:17  Aggiornato: 13/2/2009 13:17
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Obama: è finita la luna di miele
INFETTATO: "in pratica il piano di Obama consiste nel dare alle banche i soldi dei contribuenti, per rilanciare i prestiti delle banche verso i contribuenti stessi."

Quello è il "bail-out plan", con i trecentocinquanta miliardi di dollari rimasti dai 700 di Bush.

Questo invece lo "stimulus package", di 800 miliardi, che va investimenti di ogni tipo, ma non alle banche.

AutminRic
Inviato: 13/2/2009 13:52  Aggiornato: 13/2/2009 13:52
Ho qualche dubbio
Iscritto: 3/11/2005
Da:
Inviati: 163
 Re: Obama: è finita la luna di miele
il bail-out plan non lo so, ma lo stimulus package secondo me fa c...re.



(chiedo scusa, chiedo scusa, non ce l'ho fatta a resistere)

Infettato
Inviato: 13/2/2009 14:07  Aggiornato: 13/2/2009 14:07
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/11/2006
Da: Roma
Inviati: 1499
 Re: Obama: è finita la luna di miele
Massimo che quella è la seconda tranche dei 700 stanziati da Bush va bene, ma leggo anche Il Financial Stability Plan pomperà qualcosa come 1.500 miliardi di dollari tra acquisto di asset tossici, ricapitalizzazione delle banche e finanziare imprese e cittadini, soprattutto attraverso la facilitazioni creditizie della Fed.

Non mi sembra contrario Obama in questo tipo di politica economica.

Qualsiasi "stimolo", ha un costo per pantalone, negli ultimi mesi se ne sono visti tanti, i margini sono sempre più stretti, il nocciolo del problema per dirlo con le parole di Tremonti è questo Il nuovo secolo deve, può essere il secolo del legal standard, ecco su questo il change si sarebbe potuto avere con Ron Paul, non è assolutamente l'unico rimedio, ma è uno dei tasselli cardine.

Ho aspettato Obama, per vedere quale strada politica avrebbe perseguito, in sostanza non trovo un significativo discostamento con Bush, per ora.

Questo non è un problema, è il problema.

Infettato dal morbo di Ashcroft
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Quando ci immergiamo totalmente negli affari quotidiani, noi smettiamo di fare distinzioni fondamentali, o di porci le domande veramente basilari. Rothbard
Tollani
Inviato: 13/2/2009 14:08  Aggiornato: 13/2/2009 14:08
Ho qualche dubbio
Iscritto: 20/1/2009
Da: NowhereLand
Inviati: 212
 Re: Obama: è finita la luna di miele
Citazione:
Redazione: Questo invece lo "stimulus package", di 800 miliardi, che va investimenti di ogni tipo, ma non alle banche
Ok... ma chi lo paga...? Non di certo i contribuenti americani, visto che questo dovrebbe andare a loro favore... l'esempio che ho fatto sopra è solo l'inizio, di quel sistema tutto democratico-usa di far pagare agli amici il conto della cena.
Infatti prendendo spunto dalle parole di Tremonti, se quello che lui sostiene fosse vero, Obama sta facendo una grossissima stupidaggine, che poi tanto farebbe pagare agli stati satellite degli Usa... chesso', per esempio con i dazi, che ad ogni governo democratico tornano ad aumentare. Mandando gli altri a finire i propri lavori sporchi, tanto ci sono già i loro pronti ad azzannare la preda morta (con immensi risparmi sulle spese di guerra, girati a favore del sociale + i nuovi profitti derivanti dalle ricostruzioni e da materie prime trovate sul luogo di vittoria).
Europa e Sud America si preparino a resistere all'attacco economico USA...

Il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia. Pier Paolo Pasolini
vincenzo
Inviato: 13/2/2009 14:37  Aggiornato: 13/2/2009 14:37
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 9/6/2004
Da: u-oy-topos middle Oceania
Inviati: 1304
 Re: Obama: è finita la luna di miele
Citazione:
In realtà la sua l'idea non era malvagia: investire pesantemente nelle infrastrutture - scuole, ospedali, uffici pubblici, ponti, autostrade - visto che questo può dare lavoro immediato a qualche milione di disoccupati, mentre i frutti di questo investimento tornerebbero comunque a vantaggio della nazione, nel corso del tempo.


Non malvagia, diabolica :)

"Non è che il governo non possa far apparire migliori le statistiche sulla disoccupazione (solitamente con un notevole ritardo). Lo può fare. Può assumere i disoccupati e dar loro dei pennelli. Chi li pagherà? Il governo? Come? Se tassa coloro che lavorano, essi produrranno di meno ed avranno meno da risparmiare e consumare. Trasferire la ricchezza non genera ricchezza; scoraggia la produzione di ricchezza. Se prende in prestito, c'è tanto meno a disposizione perché l'investimento privato possa soddisfare le esigenze reali. Se stampa soldi, impone una tassa d'inflazione a tutti coloro che possiedono beni monetari e scoprono che i prezzi stanno aumentando."

"E se l'imbianchino spende dei soldi stampati per l'occasione dal governo, il risultato non è migliore di quando un falsario spaccia le banconote a Wal-Mart e ne svuota il magazzino. Così facendo ruba da coloro che hanno prodotto le merci che stanno sugli scaffali di Wal-Mart. Perché quando arrivano al magazzino per comprare quelle merci con i soldi che hanno guadagnato producendole, trovano che gli scaffali sono vuoti! La loro produzione se n'è andata in cambio del nulla. Per ottenere quello che desiderano, dovranno lavorare un'altra settimana, esaurendo nel frattempo le loro scorte di cibo e di beni necessari. La fornitura inflazionistica di denaro ha tassato via la loro produzione ed ha svalutato i loro stipendi monetari."

ecc...ecc...ecc...

1 - Non fanno caso, costoro, che quando in Internet compare qualcosa di veramente scottante, scompare nell’arco di pochi minuti? Se invece qualcosa ci rimane per sempre – e pure in bella vista - vuole dire che lì da nascondere c’è ben poco.
Redazione
Inviato: 13/2/2009 15:07  Aggiornato: 13/2/2009 15:07
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Obama: è finita la luna di miele
Ok... ma chi lo paga...?

stampano debito, ovviamente.

Tollani
Inviato: 13/2/2009 15:18  Aggiornato: 13/2/2009 15:18
Ho qualche dubbio
Iscritto: 20/1/2009
Da: NowhereLand
Inviati: 212
 Re: Obama: è finita la luna di miele
Redazione... stampano debito, ovviamente.

ed altrettanto ovviamente noi Europei (in primis) lo pagheremo...

Il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia. Pier Paolo Pasolini
ohmygod
Inviato: 13/2/2009 15:32  Aggiornato: 13/2/2009 15:32
Sono certo di non sapere
Iscritto: 16/10/2007
Da:
Inviati: 3652
 Re: Obama: è finita la luna di miele
Strano articolo dal quale si evince che se i repubblicani debbono votare un progetto di legge contenente miliardi di dollari destinati a ospedali e scuole pubbliche essi se ne astengono in quanto temono la reazione dei cittadini che li hanno votati.

Se ne dovrebbe dedurre che a coloro che votano per i repubblicani non sta a cuore il proprio stato sociale e che le tasse che essi pagano allo stato debbono essere investiti in armamenti perchè in virtù di questi armamenti essi ricavano ciò che lo Stato non potrebbe garantire altrimenti!

Strano articolo dal quale si evince che Obama ha dovuto lottare più con i suoi democratici che con gli stessi repubblicani...per motivi totalmente opposti.
Vedi la Pelosi la quale chiedeva,così mi è parso di capire, più progetti "sociali" da inserire nello "stimulus package".
Obama ha dovuto frenarla in quanto ciò avrebbe finito per rendere impossibile ai repubblicani di convergere su di essa, senza scavarsi la fossa a casa loro, per la rielezione!!!

Anche questo fa parte dell'american way of life?
Già I parlamentari americani infatti raramente votano secondo coscienza, mentre lo fanno quasi sempre in ragione della reazione che avranno i cittadini del proprio stato...
Secondo me i parlamentari americani votano assecondando le richieste della lobby di appartenenza...

Penso che l'articolista del link postato da Infettato abbia tratto spunto da questo articolo:
Piano per il Salvataggio dell'Economia : più debiti, più svalutazione del dollaro, più governo.
http://www.effedieffe.com/content/view/6372/183/

vincenzo
Inviato: 13/2/2009 15:35  Aggiornato: 13/2/2009 15:35
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 9/6/2004
Da: u-oy-topos middle Oceania
Inviati: 1304
 Re: Obama: è finita la luna di miele
Citazione:
Ok... ma chi lo paga...?

stampano debito, ovviamente.


è quando lo vivi sulla pelle che si capisce bene chi lo paga. Aumento delle tasse , caduta del potere d'acquisto dei propri introiti, nel medio-lungo termine aumento dei prezzi e dulcis in fundo se provi a risparmiare qualcosa vedere il valore degli stessi diminuire col tempo.

Questi famosi stimoli sono la mazzata in testa a chi già sta per morire. E sono decenni che questi errori vengono fatti pagare con la vita delle persone.

1 - Non fanno caso, costoro, che quando in Internet compare qualcosa di veramente scottante, scompare nell’arco di pochi minuti? Se invece qualcosa ci rimane per sempre – e pure in bella vista - vuole dire che lì da nascondere c’è ben poco.
Sandman
Inviato: 13/2/2009 15:49  Aggiornato: 13/2/2009 15:49
Mi sento vacillare
Iscritto: 29/5/2006
Da:
Inviati: 666
 Re: Obama: è finita la luna di miele
qui ,Massimo,la cosa viene descritta diversamente

inoltre dal sito di Blondet leggo :

Citazione:
Così spiega il piano l’economista Dean Baker, direttore del Center for Economic Policy Resaerch in Washington: «Geithner vuol usare i dollari dei contribuenti per mentenere operative banche in bancarotta. Di fatto, vuol tassare insegnanti, pompieri e Joe l’Idraulico per proteggere la ricchezza degli azioni di quelle banche a pagare gli alti stipendi dei suoi super-manager». Anzichè incarcerarli, come farebbe uno Stato serio. Di fatto, le banche anglo-americane sono già nazionalizzate, salvo un particolare: che a comandare lo stato ha lasciato chi le ha distrutte, e gli azionisti di cui cerca di salvare i profitti indebit

Paxtibi
Inviato: 13/2/2009 16:14  Aggiornato: 13/2/2009 16:14
Sono certo di non sapere
Iscritto: 3/4/2005
Da: Atene
Inviati: 8134
 Re: Obama: è finita la luna di miele
Penso che l'articolista del link postato da Infettato abbia tratto spunto da questo articolo:

A dir la verità credo che sia più probabile il contrario...

ohmygod
Inviato: 13/2/2009 16:36  Aggiornato: 13/2/2009 16:37
Sono certo di non sapere
Iscritto: 16/10/2007
Da:
Inviati: 3652
 Re: Obama: è finita la luna di miele
Si deve non necessariamente essere così in quanto la notizia data da lil Sole24ore è datata 10.02.2009 mentre l'approfondimento della stessa sulle testate on line è datato l'11.02.2009.

Tollani
Inviato: 13/2/2009 17:06  Aggiornato: 13/2/2009 17:08
Ho qualche dubbio
Iscritto: 20/1/2009
Da: NowhereLand
Inviati: 212
 Re: Obama: è finita la luna di miele
Citazione:
vincenzo: Questi famosi stimoli sono la mazzata in testa a chi già sta per morire. E sono decenni che questi errori vengono fatti pagare con la vita delle persone.
Certo ma io temo veramente che le persone che pagheranno il conto degli americani non saranno gli americani.
Basta che loro portino il dollaro ad abbassarsi sull'euro di quel tanto da permettere alla loro economia di ripartire con le esportazioni aiutate da una moneta debole, frenando le importazioni ed aumentando i consumi interni... questo a discapito di tutti i loro principali partners... lo hanno già fatto un sacco di volte... lo facevano anche i tedeschi col Marco... riparte la locomotiva...
Massimo questo lo sa bene... lui ci vive negli Usa...

Il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia. Pier Paolo Pasolini
blu23
Inviato: 13/2/2009 17:40  Aggiornato: 13/2/2009 17:40
Mi sento vacillare
Iscritto: 11/2/2009
Da:
Inviati: 585
 Re: Obama: è finita la luna di miele
I piani "sociali" promessi e proposti da Obama devono andare avanti (all'inizio si deve dare un segnale forte all'elettorato... la famosa pseudo svolta) e secondo me il buon Barack se ne frega altamente se solo tre repubblicani lo appoggiano al voto, lui si mette in saccoccia il piano e poi presenterà il conto.

A questo punto visto che si parla di "stampare debito" la VERA svolta sarebbe la nazionalizzazione della FED... ne avrà il coraggio????

Ribellatevi al mondo corrotto di Babilonia, emancipate la vostra razza, riconquistate la vostra terra. (Bob Marley)
blu23
Inviato: 13/2/2009 17:49  Aggiornato: 13/2/2009 17:49
Mi sento vacillare
Iscritto: 11/2/2009
Da:
Inviati: 585
 Re: Obama: è finita la luna di miele
Scusate ma io sono iscritto da poca... a proposito dell'argomento "stampare debito", qualcuno di voi ha più sentito niente in merito a questo?????????



http://blog.panorama.it/economia/2009/01/06/aaa-vendesi-banca-d’italia-con-tremonti-in-cabina-di-regia/

Ribellatevi al mondo corrotto di Babilonia, emancipate la vostra razza, riconquistate la vostra terra. (Bob Marley)
clausneghe
Inviato: 13/2/2009 19:34  Aggiornato: 13/2/2009 19:37
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 17/4/2006
Da: nordcentro
Inviati: 1679
 Re: Obama: è finita la luna di miele
Citazione:
l'uomo che voleva tornare a legalizzare la cannabis rischia di venire “fumato” dai suoi colleghi come una sigarettina qualunque.


Questa mi giunge nuova, link please, o qualcosa del genere

Alla luce di quanto, se confermato, potrei rivalutarlo di un punto, non di più

Intanto oggi ha perso il secondo ministro economico Judd Gregg, che lo ha mollato. Brutto segno.

Dipende
Inviato: 13/2/2009 22:47  Aggiornato: 13/2/2009 22:47
Ho qualche dubbio
Iscritto: 12/10/2006
Da:
Inviati: 101
 Re: Obama: è finita la luna di miele
Nuovo Zar "antitroca" (ma lo smile che fuma non c'è? )

clausneghe
Inviato: 13/2/2009 23:04  Aggiornato: 13/2/2009 23:04
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 17/4/2006
Da: nordcentro
Inviati: 1679
 Re: Obama: è finita la luna di miele
Grazie, Dipende

Speriamo che se lo dice e sopratutto lo fà Obama, di legalizzare voglio dire, recepiscano anche i servi sciocchi dell'Impero, i nostri vari Giovanardi,Gasparri, Fini e compagnia mortale
E si adeguino.
Ma come al solito, dubito fortemente...
Perchè tra il dire e il fare notoriamente c'è di mezzo il mare, anzi l'oceano..

peppe75
Inviato: 13/2/2009 23:58  Aggiornato: 14/2/2009 0:00
Mi sento vacillare
Iscritto: 5/10/2006
Da: London
Inviati: 399
 Re: Obama: è finita la luna di miele
dall'articolo linkato:
"Moderatamente ottimiste i fautori di un cambiamento di politica sugli stupefacenti. Gia' in passato, Kerlikowske aveva espresso apprezzamento per una iniziativa referendaria che mirava alla depenalizzazione del possesso personale di marijuana."

"apprezzamento" per una "iniziativa referendaria" ....figuriamoci. NISBA neanche da questo lato.

edit: sono a nyc in questi giorni, ma qui e' tutto un Obama 44 !!! altro che che guevara sulle magliette, e' sorpassatissimo.

Blade1960
Inviato: 14/2/2009 1:34  Aggiornato: 14/2/2009 1:34
Ho qualche dubbio
Iscritto: 26/11/2006
Da:
Inviati: 264
 Re: Obama: è finita la luna di miele
Ciao a tutti

a proposito di banche,per chi volesse sapere come ce lo hanno messo nel culo con ottimismo, mi consenta cavaliere
http://www.menphis75.com/signoraggio.htm

superava
Inviato: 14/2/2009 6:13  Aggiornato: 14/2/2009 6:20
Mi sento vacillare
Iscritto: 28/8/2008
Da: Riolo Terme
Inviati: 416
 Re: Obama: è finita la luna di miele
Forse gli vogliono dare degli avvertimenti a questo Obama...sempre con gli aerei..
ne è caduto uno ieri a Buffalo se nn mi sbaglio...ho letto che stava comunicando,tutto tranquillo e che si stava preparando a scendere...poi..
intanto qua a Londra c'è stato un incidente in atterraggio di un volo della BA senza danni per i passeggeri a London city airport.

un link interessante che parla delle scatole nere e dell'11/09..poi se lo ritrovo cera la foto di un edificio in fiamme grande quanto il wtc7 completamente devastato dalle fiamme...e..ancora in piedi!

http://www.prisonplanet.com/

Redazione
Inviato: 14/2/2009 10:05  Aggiornato: 14/2/2009 10:05
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Obama: è finita la luna di miele
CLAUSNEGHE: più che dei link, ti sto preparando una risposta "decente", perchè l'argomento è interessante.

clausneghe
Inviato: 14/2/2009 17:10  Aggiornato: 14/2/2009 17:10
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 17/4/2006
Da: nordcentro
Inviati: 1679
 Re: Obama: è finita la luna di miele
REDAZIONE: aspetto ansioso
Ciao

superava
Inviato: 15/2/2009 2:02  Aggiornato: 15/2/2009 2:03
Mi sento vacillare
Iscritto: 28/8/2008
Da: Riolo Terme
Inviati: 416
 Re: Obama: è finita la luna di miele
A proposito di Tremonti...

Tremonti: «Serve un nuovo ordine mondiale»
«Oggi qui da Roma è iniziato un percorso molto significativo, non solo tecnicamente ma politicamente» ha detto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti sintetizzando i risultati del G7 finanziario di Roma. «Crediamo sia una delle sfide più affascinanti politicamente e, aggiungo, moralmente. È una sfida per un nuovo sistema economico, sociale e politico: la formula nuovo ordine mondiale può sembrare ridondante ma è quello l'obiettivo cui dobbiamo puntare».

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2009/02/g7-Draghi-Geithner.shtml?uuid=c8fe15b6-f9bb-11dd-b662-195103723f56&DocRulesView=Libero

Vecchio massone...


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