La lettura di questo articolo mi induce ad un'altra riflessione rispetto a quella fatta da Massimo, di tipo più psicologico.
Visti i temi non proprio leggeri sui quali si fonda il grande successo di questo blog (11 settembre in primis), la presenza di un articolo come questo, e del precedente al quale è legato, sembrano quasi impensabili già solo un paio di anni fa. Il motivo di questo cambiamento direi che si può attribuire a due fattori che vanno di pari passo:
- La crescita della capacità media di comprendonio da parte dei frequentatori del sito.
- L'evoluzione del tono e del registro col quale Massimo scrive i suoi articoli.
In altre parole: inizialmente occorreva spiegare bene, ma proprio bene, come mantenere sulla retta via della logica tutti i ragionamenti che andavano fatti per arrivare a qualche conclusione su temi delicati come l'11/9.
Poi, col tempo, una volta addestrati, noi soldatini volontari dell'esercito della logica abbiamo continuato a seguire il nostro capitano in missioni sempre più complicate ma altrettanto soddisfacenti.
Dove voglio arrivare con queste farneticazioni? Al fatto che trovo molto bello che oggi, su questo sito così "serio", dove ci siamo tutti ammalati del morbo di Ashcroft, ci possiamo permettere di cazzeggiare in punta di fioretto su uno scherzo che il primo ammalato (in senso temporale) ha fatto alla comunità, senza che nessuno abbia trovato da ridire.
E' una nuova fase psicologica, nella quale fortunatamente mi riconosco da qualche tempo, che ci vede rialzare la testa dai pensieri cupi tipici della seconda e terza fase della malattia e ci permette di entrare nella (non ancora attentamente esaminata dalla scienza medica) quarta fase del morbo, quella dove ci si rilassa un po' e si riesce anche ad ironizzare su un tema così tragico.
E' la fase nella quale si trova il signore che, nel racconto che descrive la malattia (
http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=756), vuole sapere soltanto l'ora, perché l'11/9 l'ha già digerito da un pezzo ed ha imparato a farsene una ragione.
Massimo ha la capacità di tirare sempre la corsa al gruppo perché essendo stato il primo ad ammalarsi è anche il primo a cambiare la fase del morbo. Sono sicuro che non mancherà di avvertirci nel momento in cui entrerà nella quinta fase.
Intanto festeggiamo l'ingresso nella quarta.
