Informazioni sul sito
Se vuoi aiutare LUOGOCOMUNE

HOMEPAGE
INFORMAZIONI
SUL SITO
MAPPA DEL SITO

SITE INFO

SEZIONE
11 Settembre
Questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione acconsenti al loro impiego.
 American Moon

Il nuovo documentario
di Massimo Mazzucco
 Login
Nome utente:

Password:


Hai perso la password?

Registrati ora!
 Menu principale
 Cerca nel sito

Ricerca avanzata

TUTTI I DVD DI LUOGOCOMUNE IN OFFERTA SPECIALE


11 settembre : Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inganno di massa
Inviato da Redazione il 26/8/2011 4:26:32 (6999 letture)

PARTE SECONDA: gli inganni

“Ho la più alta ammirazione per la vostra propaganda. La propaganda in occidente viene portata avanti da esperti che hanno avuto la migliore istruzione del mondo -- in campo pubblicitario -- ed hanno imparato a padroneggiare le sue tecniche con eccezionale maestria e profitto... Le vostre sono sottili e persuasive, le nostre sono crude ed ovvie... Penso che la differenza fondamentale tra i nostri due mondi, rispetto alla propaganda, sia molto semplice.. Voi tendete a credere alla vostra... e noi tendiamo a rifiutare di credere alla nostra.” (Un corrispondente sovietico che ha vissuto cinque anni negli Stati Uniti)

I fatti dell'11 settembre 2001 e le sue conseguenze sono stati sviscerati sotto ogni aspetto; ci sono state analisi politiche, tecniche e scientifiche intraprese da professionisti e da semplici cittadini che in questi anni hanno tentato di portare alla luce la verità su quegli eventi.

Un aspetto forse poco trattato del 911 risulta però essere quello propagandistico. Generalmente si tende a pensare ai fatti che ci hanno raccontato semplicemente in termini di menzogna; solo per fare un esempio, chi non crede alla versione ufficiale dei fatti reputa una bugia (e pure grossolana) il ritrovamento del passaporto quasi intatto di uno dei terroristi che sarebbe scampato a esplosioni, incendi e crolli, per atterrare quasi direttamente nelle mani del poliziotto che lo ha trovato.

Ma perchè crediamo si tratti di una balla? Perchè ovviamente ci sono mille altre cose che non tornano nei fatti del 911: i crolli delle torri, l'enigma del Pentagono e via dicendo. Il passaporto è solo l'ennesima coincidenza fortuita in un impianto che per quanto palesemente assurdo e traballante, continua a dividere o addirittura a disinteressare gli animi.

C'è un motivo per questo; che non può essere ascritto esclusivamente all'assordante silenzio mediatico che sicuramente è stato decisivo nell'opera di insabbiamento e di sottrazione delle informazioni per il pubblico. Abbiamo visto crescere nel tempo schiere di fedelissimi pro e contro la versione ufficiale dei fatti, abbiamo visto nascere etichette che hanno portato a distinzioni sociali, pregiudizi e posizioni fideistiche; viene quindi il sospetto che altre cause, anche di natura psicologica, abbiano contribuito a formare quelle opinioni e quegli atteggiamenti che hanno creato la situazione attuale.

Pochi probabilmente si sono resi conto dell'importanza che ha avuto la propaganda di guerra (Irak/Afghanistan) nell'omologare i pensieri della gente se non nella vera e propria costruzione delle opinioni e delle idee; e non potrebbe essere altrimenti, perchè la caratteristica più importante della moderna propaganda è quella di essere invisibile; poco importa se oggi, tutte le maggiori operazioni propagandistiche sono state scoperte e rivelate perchè uno dei motti dell'esperto in PR è:

“Qualsiasi smentita successiva non conta, l'importante è arrivare primi”.

La maggioranza dell'opinione pubblica infatti non si è indignata, molti nemmeno le conoscono le smentite, ma a tutti sono rimaste impresse le immagini della guerra, la paura, i simboli... Tutte cose che nel tempo hanno creato convinzioni, opinioni, idee.


Ma se oggi possiamo sapere con certezza che è stata usata in modo massiccio la propaganda durante le due guerre succedute al tragico attentato del 911, questo non ci autorizza a pensare che anche l'evento stesso abbia convogliato al suo interno tutta una serie di operazioni propagandistiche?

Se ad esempio scoprissimo che creare documenti falsi da far ritrovare in modo da avvalorare una propria tesi è una tecnica collaudata e utilizzata molte volte nella propaganda di guerra, allora quel passaporto ritrovato potrebbe assumere un nuovo significato, come abbiamo spiegato nella prima parte di questo articolo.

La propaganda manipola la percezione e nel tempo forma le opinioni; volete fare un esperimento?: Improvvisatevi intervistatori, scendete per la strada, e chiedete alla gente che pensieri gli evoca un nome come Iraq e Irakeni, e poi uno come Iran e Iraniani, E magari nominate pure la Libia e i Libici. Alla fine, provate a chiedere cosa pensano quando dite: Arabia Saudita.

E' uscito da poco un videogame (per non parlare dei molti film) in cui la trama prevede che l'alleato storico dell'America, e cioè l'Arabia Saudita è stata improvvisamente conquistata da una fazione di pericolosi terroristi; a voi quindi il compito di liberarla.

Alleato storico dell'America; questa è la “percezione” che continua a venire rafforzata da giochi, film, servizi al tg e poi magari da libri e via dicendo riguardo questo paese.

Ma appena uno va a vedere un po' più in profondità, rischia di scoprire una storia come questa:

Dopo l'11 settembre 2001, molte indagini condotte dalla CIA e dall'FBI sulla responsabilità degli attentati, puntavano in direzione dell'Arabia Saudita, mentre era noto da tempo che un'alleanza tra al Qaeda e l'Irak fosse del tutto improbabile, dato che l'odio di Osama bin Laden per il regime di Saddam Hussein era di vecchia data.

Nonostante tutti i rapporti dei servizi allontanassero ogni sospetto dall'Iraq, si fece di tutto per sopprimerli e per crearne di fasulli che invece puntassero il dito in direzione del dittatore Irakeno. Dalla storia dell'incontro di Mohammed Atta con membri del servizio segreto irakeno avvenuto a Praga tra l'8 e 11 aprile 2001, rivelatasi in seguito ad indagini sia americane che del servizio segreto ceco del tutto inconsistente; fino al caso del dossier britannico che avrebbe dovuto costituire le prove del collegamento tra Iraq e al Qaeda e che provocò invece lo scandalo in Inghilterra scoppiato nel febbraio 2003.

Spacciato come un'indagine dell'MI6 da Colin Powell che lo assunse a prova delle responsabilità dell'Iraq nel suo discorso all'Onu, era stato in realtà compilato dai collaboratori di Alastair Campbell, il responsabile della comunicazione (il PR) del primo ministro Tony Blair, che avevano copiato di sana pianta in alcune parti da un documento dal titolo “Iraq's Security and Intelligence Network: A Guide and Analysis”, Scritto da Ibrahim al-Marashi, un dottorando che vive in California.

L'analisi risaliva a documenti irakeni del 1991 ed era liberamente scaricabile da internet; vennero copiati anche gli errori di stampa. Indagini successive rivelarono che altre parti del dossier furono copiate con alcune modifiche da una rivista della Jane's (Jane's Intelligence Review), da articoli di Sean Boyne, un analista che si opponeva alla guerra in Iraq (le modifiche servivano a ribaltare la sua tesi).

Messi davanti all'evidenza, i collaboratori di Campbell ammisero nell'imbarazzo di aver copiato senza chiedere l'autorizzazione né citare la fonte; e quando tra i media britannici scoppiò lo scandalo, il governo Blair apparì nella migliore delle ipotesi: incompetente, mentre nella peggiore: disonesto.

Nel frattempo, nonostante 15 dei 19 dirottatori risultassero essere sauditi e svariati altri indizi portassero gli inquirenti su quella pista, il dipartimento di stato tesseva le lodi dell'Arabia Saudita affermando che: “...Hanno interpretato un ruolo decisivo nella coalizione internazionale contro il terrorismo...”

C'è da notare però, che in quanto a “regime oppressivo”, l'Arabia Saudita faceva a gara con il tanto sbandierato e feroce regime di Saddam. Le associazioni dei diritti umani come Amnesty International infatti, non hanno mancato di segnalare numerosi casi di arresti illegittimi, detenzioni prolungate e torture sui prigionieri commesse con il consenso del governo. Inoltre la monarchia assoluta che dirige il paese proibisce o limita la libertà di espressione, di stampa, di aggregazione, di associazione e di religione. Come valvola di sfogo al malumore verso la natura repressiva del regime saudita, la monarchia tollera e persino incoraggia l'antisemitismo e l'antiamericanismo. In pratica, tutti i problemi della regione vengono attribuiti a Israele o agli Stati Uniti.
Per quale motivo allora il governo Bush ha fatto di tutto per dipingere questo paese come prezioso alleato e non come ennesimo stato canaglia?

I collegamenti e gli interessi comuni negli affari che legavano la famiglia Bush alla famiglia saudita di Osama Bin Laden sono stati rivelati da tempo, ma è giusto ricordare che anche molti alti funzionari dell'amministrazione Bush avevano interessi nell'Arabia Saudita:

-La Halliburton, l'ex compagnia del vicepresidente Dick Cheney ha incassato oltre 174 milioni di dollari nello sfruttamento di giacimenti petroliferi e altri progetti realizzati per i sauditi.

-Il consigliere per la Sicurezza Nazionale, Condoleeza Rice, è un ex membro di lunga data della Chevron che conduce una gran mole di affari con i sauditi. Una petroliera della Chevron porta il nome della Rice.

-Il padre del Presidente, George H. W. Bush, collabora come consigliere con il gruppo Carlyle, che ha interessi finanziari nelle imprese della difesa Usa, date in appalto ai sauditi per la fornitura di equipaggiamento e addestramento militare.

-La Carlyle è l'undicesimo maggiore appaltatore militare americano e uno dei principali network nel mondo del business moderno, che ha riunito potenti uomini politici, magnati della finanza saudita e altri importanti investitori.

-Bush sr. Riceveva dagli 80.000 ai 100.000 dollari per ogni discorso tenuto per conto della Carlyle.


I fatti fin qui raccontati (per approfondirli rimandiamo alle note), che da soli sarebbero sufficienti a gettare forti dubbi su tutto l'impianto della guerra al terrorismo scatenata dopo i fatti dell'11 settembre 2001, ci sono serviti soltanto per evidenziare una domanda:

Siete certi delle vostre opinioni e delle vostre percezioni?

Comprendere che dietro a certi episodi ci sono delle operazioni di propaganda è un altro modo per capire la natura degli eventi e delle nostre reazioni ad essi; analizzeremo quindi tutta una serie di tecniche conosciute e già utilizzate nella propaganda e le confronteremo sia con i precedenti storici che con i fatti del 911

Contiamo in questo modo di fornire uno strumento al lettore (qualunque sia la sua idea rispetto a questi eventi) che possa aiutarlo a vedere i fatti del 911 in chiave propagandistica per i motivi che già abbiamo espresso.

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

PARTE TERZA: tecniche di propaganda

Torniamo un momento al nostro passaporto ma non solo; ricordiamoci anche della bandana, le lettere e gli altri documenti che sono stati trovati nei luoghi degli attentati.

Nel 1982 Guy Durandin, un docente di psicologia sociale presso l'Università Renè Descartes di Parigi ed esperto in manipolazione dell'opinione pubblica, ha pubblicato un libro in cui descrive e analizza tecniche effetti e intenti della propaganda, dalla pubblicità alla guerra (Les mensonges en propagande et en publicitè – Paris 1982).

Nel suo scritto troviamo una parte in cui vengono descritte tre tecniche di menzogna: parola, immagine, documenti falsi o falsificati; ricordiamo che la “Parola” così come l'Immagine ma anche un documento sono e rappresentano anche e sopratutto dei simboli, e proprio come tali vengono utilizzati in propaganda perchè il simbolo è efficace in quanto agisce a livello di subcosciente scavalcando ogni forma di razionalità.

Nella parte dedicata ai documenti, Durandin ci spiega che essi vengono utilizzati in propaganda a titolo di prova per sostenere una tesi. Per prova si intende un insieme di regole comuni di osservazione e ragionamento. Un documento comprende parole, schemi, disegni, fotografie. Al documento o ai documenti falsificati si possono aggiungere anche oggetti o altri indizi materiali (nei fatti del 911, oltre ai passaporti è stata ritrovata una bandana, delle lettere. Ndr); le stesse armi costituiscono un marchio di origine e sono efficaci a rafforzare a livello del subcosciente la tesi da sostenere (è stato ritrovato anche un taglierino. Ndr).

Un documento falso o falsificato dunque inganna in due modi per volta; la differenza tra la menzogna verbale e il documento è che per la prima esistono soltanto due termini: l'informazione, cioè la realtà di cui parlo, e il mio intervento falso sull'informazione. Tre invece sono gli estremi di un documento falso: il soggetto (ciò di cui si parla nel documento), cosa dice (il falso), e l'insieme del documento stesso che è un'imitazione. Il vantaggio psicologico del documento per chi mente è che questi non è vincolato da impegni: egli infatti espone l'opinione di una terza persona come se si trattasse di qualcosa che non lo coinvolge; Inoltre, chi utilizza questa tecnica può anche cercare di non presentarlo e di fare semplicemente in modo che venga ritrovato.

Un esempio in cui questa tecnica è stata utilizzata lo ritroviamo durante la campagna d'Africa del 1942; per tendere una trappola a Rommel, il capo di stato maggiore Montgomery fece realizzare dai cartografi una carta che indicava come carrozzabile un particolare punto in cui si trovavano in realtà delle sabbie mobili. Per far arrivare la carta ai tedeschi, venne scelto un ufficiale inglese in stato di arresto; fatto uscire di prigione gli si affidò una camionetta con l'incarico di una ricognizione in una certa zona; il mezzo improvvisamente saltò per aria e poco dopo una pattuglia tedesca ritrovò il cadavere e la carta. Quando i mezzi tedeschi si impantanarono vennero mitragliati dai caccia inglesi.

Altre tecniche di Propaganda:

Chi mente, ha una certa immagine della realtà ma ne elabora un'altra da destinare al suo target (bersaglio). La menzogna, successivamente, attraverso una serie di operazioni, trasforma la realtà.

Operazioni del primo tipo: la soppressione

la sopressione può comprendere:

*l'omissione; di notizie, informazioni (esempio nel 911:omissione delle oltre cento testimo- nianze di esplosioni nelle torri, omissione della testimonianza di Mineta)
*la negazione; sui fatti o sulle intenzioni (esempio nel 911: la negazione delle pozze di acciaio fuso)
*le eliminazioni materiali; occultamento e/o distruzione di oggetti, indizi, documenti (esempio nel 911: rimozione e distruzione macerie – quindi indizi, del world trade center).

Operazioni del secondo tipo: le aggiunte

In contrapposizione alla soppressione, le aggiunte mirano a: far credere all'esistenza di cose che non esistono.

Da un punto di vista psicologico queste sono più complesse; mentre nella soppressione si nega o si omette qualcosa ma l'oggetto della questione è già presente nella mente (accusa: hai fatto questa cosa - negazione: non è vero); per aggiungere qualcosa al reale, è necessario inventare ad esempio un episodio (esempio nel 911: le telefonate fatte dagli aerei, la ribellione dei passeggeri di UA93)e qui il campo delle possibilità è molto più ampio.

Ci sono 4 tipi fondamentali di aggiunte:

1. Dissimulare piani e intendimenti (esempio nel 911: le numerose esercitazioni contemporanee agli attentati)
2. Migliorare o peggiorare la qualità di un oggetto (esempio nel 911: gli eroi di UA93 - vedere anche la seconda parte: i 10 principi della propaganda)
3. Giustificare un'aggressione (vedere la seconda parte di questo scritto e l' articolo.
4. Attirare l'attenzione

Operazioni del terzo tipo: le deformazioni

Deformare ciò che esiste potrebbe sembrare uguale ai primi due tipi di operazioni, ma in realtà, anche se il confine può essere molto elastico tra le varie tipologie, la differenza sostanziale è che mentre la soppressione e le aggiunte riguardano l'esistenza di un oggetto; le deformazioni riguardano la sua natura.

Questa breve (e purtroppo non esaustiva) descrizione di alcune delle tecniche di propaganda, paragonate con alcuni fatti del 911 possono rendere certamente più chiara la situazione che si è creata psicologicamente nelle persone:

*I cittadini devono rimanere divisi uno dall'altro, isolati e soli. Non gli è concesso di organizzarsi, altrimenti potrebbero assumere un ruolo che andrebbe oltre quello di spettatori, cioè parteciperebbero alla vita pubblica...
Noam Chomsky – il potere dei media

Ma per completare efficacemente il quadro relativo alle nostre “percezioni” e a come esse vengono manipolate, esaminiamo nella seconda parte di questo articolo, la propaganda nei discorsi dei Leader. In questo caso le operazioni di propaganda che andremo ad illustrare sono già state scoperte e rivelate al pubblico ma come abbiamo detto in precedenza, noterete che le successive smentite o rivelazioni, non hanno avuto lo stesso peso né la stessa risonanza e nel pubblico sono rimaste le “prime impressioni” determinate dalle parole o dalle immagini rivelatesi successivamente come operazioni propagandistiche.

------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

PARTE QUARTA: propaganda di guerra nei discorsi dei leader (parte 1)

Nell'opera “Falsehood in Wartime” (Londra 1928), Lord Arthur Ponsonby descrisse le menzogne divulgate in Germania, Francia, Stati Uniti, Italia e nel suo paese, la Gran Bretagna durante il primo conflitto mondiale. Fece un profondo lavoro di analisi delle tecniche e dei meccanismi elementari della propaganda che sono stati riassunti molti anni dopo in “Dieci comandamenti della propaganda di guerra”, nel libro: “Principes élémentaires de propagande de guerre” (Anne Morelli – Ediesse 2001), uscito nella primavera del 2001, quindi poco prima dell'attentato terroristico che ha sconvolto il mondo.

I dieci principi della propaganda di guerra sono utilizzati tutt'ora nei conflitti moderni; proviamo a leggerli facendoli seguire da alcuni esempi storici in cui sono stati usati e confrontandoli poi con i fatti seguiti all'11 Settembre 2001.

1 - Noi non vogliamo la guerra
2 - Il campo avverso è il solo responsabile della guerra


Possiamo mettere assieme i primi due comandamenti che sono correlati.

gli uomini di stato di qualsiasi paese, prima di dichiarare una guerra o all'atto stesso della sua dichiarazione, come prima cosa, assicurano sempre solennemente di non volere la guerra.
Nonostante le contraddizioni e l'evidente paradosso, ciascuna parte assicura di essere stata costretta a dichiarare la guerra per impedire all'altra di mettere il pianeta a ferro e fuoco. Ogni governo dichiarerà forte la massima: “Bisogna fare la guerra per mettere fine a tutte le guerre”

19 agosto 1915; il cancelliere tedesco rassicura il Reichstag:

“Noi non abbiamo mai desiderato la guerra. Dalla fondazione dell'Impero ogni anno di pace ci porta un progresso: è nella pace che abbiamo prosperato”.

Novembre 1921; conferenza di Washington sulla riduzione degli armamenti, evidentemente colpito da amnesia, Aristide Briand assicurava:

“Nel corso della sua storia, il popolo francese giammai fu imperialista o militarista e, inoltre, nessun popolo vittorioso ha mai mostrato la moderazione della Francia”.

Maggio e luglio del 1940: chiedendo fondi al congresso per la creazione di un esercito più grande, Franklin D. Roosevelt assicura:

“Non solo tutti i cittadini americani, ma tutti i governi del mondo sanno che noi ci opponiamo alla guerra. Non impiegheremo queste armi in una guerra d'aggressione, non invieremo soldati a combattere una guerra in Europa...”

Le stesse cose sostanzialmente furono dette da Hitler, Goring, Von Ribbentrop e anche dal presidente Francese Edouard Deladier

“Il Reich non voleva la guerra...”
Goring 1939

“Non c'è stata, da parte tedesca, nessuna aggressione alla Polonia. E' la Polonia che, in questi mesi, s'è dedicata a continue provocazioni volte a danneggiare economicamente Danzica, a maltrattare le minoranze e a ripetute violazioni di frontiera....”
Von Ribbentrop all'ambasciatore Francese 1939

Veniamo ora ai giorni nostri:

“Noi americani non cerchiamo affatto la guerra. L'affrontiamo con ripugnanza”
Colin Powell

“Non siamo stati noi a volere questa guerra. E' stato il rifiuto di Saddam di rinunciare alle sue armi di distruzione di massa a non lasciarci altra scelta che quella di agire”
Tony Blair

“Vi sto parlando oggi dalla Treaty Room della Casa Bianca, un luogo dove i presidenti americani hanno lavorato per la pace. Siamo una nazione pacifica... Di fronte a questa nuova minaccia di oggi, la sola via di perseguire la pace è di perseguire coloro che la minacciano... Non abbiamo cercato questa missione, ma ci impegneremo in pieno in essa...”
George W. Bush 7 ottobre 2001

"Noi siamo il paese più pacifico della terra"

George W. Bush 9/settembre/2002

3) Il nemico ha l'aspetto del diavolo o del “cattivo di turno”


E' molto difficile odiare un gruppo umano nel suo insieme anche se presentato come nemico (per farlo bisogna arrivare a una estrema semplificazione che il leader politico deve innescare nel popolo che lo ascolta). Diventa quindi più efficace concentrare questo odio nei confronti del leader avversario; il nemico avrà così un volto e questo sarà evidentemente odioso. La guerra non si farà ai tedeschi, ai mussulmani etc. Ma verrà fatta a Hitler, al Duce, a Napoleone o Saddam Hussein.

Questa personalizzazione serve a nascondere la diversità di persone presente in una popolazione e vuole evitare che un qualche cittadino possa scoprire, in qualche figura della popolazione avversa, un suo simile.

Come fa giustamente notare la Morelli, anche se la tattica di dipingere il leader avversario come un mostro, un nemico dell'umanità da ridurre all'impotenza può, in certi casi, sembrare giustificata; non bisogna mai dimenticare che questo mostro, prima del conflitto, è stato per molto tempo assai frequentabile.

Prima del conflitto ad esempio:

“Tutti vediamo nel Kaiser un gentleman di nobile carattere, la cui parola vale più dell'impegno formale di molti altri, un ospite cui ci fa sempre piacere dare il benvenuto e che vediamo partire a malincuore...”
Evening News 17 ottobre 1913

Mentre allo scoppio del conflitto:

“Guglielmo l'alienato (il Kaiser Ndr) non farà tremare né l'Inghilterra né l'Europa civilizzata, né l'Asia, anche se la cattedrale di Reims è stata distrutta per suo ordine. Quest'ultimo atto di un capo barbaro non farà che serrare le nostre file, affinchè ci sbarazziamo di un flagello di cui il mondo non ha mai visto eguale.”
Daily News 22 settembre 1914

Le terribili accuse al Kaiser furono rapidamente dimenticate dopo il conflitto e il “Criminale” soprannominato “Attila” ebbe il permesso di vivere tranquillamente in Olanda fino alla fine dei suoi giorni.

Altri esempi di personaggi che sono stati prima alleati importanti e rispettabili, poi demonizzati come criminali e mostri pieni di perversioni e senza alcuna moralità o dignità alla vigilia del conflitto e infine riabilitati negli ambienti che contano, li troviamo con: Stalin, Mao, Kim Il Sung e Ceausescu; fotografato molte volte in onorevole compagnia del re Baldovino del Belgio, di Nixon, di De Gaulle.

Lo stesso Milosevic che solo tre anni prima del conflitto bosniaco aveva alzato il bicchiere con Chirac e Clinton, divenne all'improvviso un pazzo nevrotico i cui genitori e lo zio materno si erano suicidati.

Riteniamo quasi inutile ricordare che il 20 dicembre 1989, Saddam Hussein stringeva calorosamente la mano di Donald Rumsfeld inviato speciale di Reagan a Baghdad e che Bin Laden, l'altro mostro di turno, era stato precedentemente nelle grazie degli americani e la sua famiglia era in ottimi rapporti e affari con la famiglia Bush.

Gli esempi di demonizzazione di personaggi come Saddam o Bin Laden sono talmente tanti e tutt'ora facilmente reperibili oltre che ben impressi nella memoria collettiva che riteniamo inutile riportarli qui.

4) E' una causa nobile quella che difendiamo e non degli interessi particolari; facciamo la guerra per fini nobili


Sembra un paradosso, (ricordiamo che la propaganda scavalca la razionalità agendo a livello emotivo) ma nonostante più o meno tutti sappiano ormai che la guerra ha come movente la volontà di dominio geopolitico, abbinato sempre anche a motivazioni di tipo economico, questi reali moventi della guerra rimangono sempre inconfessabili e dato che i moderni conflitti sono possibili soltanto con l'approvazione della maggioranza della popolazione; questo consenso sarà ottenuto molto più facilmente se la gente penserà che da questa guerra dipenderà il suo stile di vita, la sua libertà, la sua sicurezza o la sua vita. La propaganda quindi non da affatto per scontato che la gente conosca le vere motivazioni della guerra, perchè sa che toccando le giuste leve emotive otterrà sempre l'approvazione necessaria.

Prendiamo ad esempio i quattro punti che motivavano la prima guerra mondiale da parte alleata:

 sconfiggere il militarismo
 ristabilire la pace
 difendere le piccole nazioni
 preparare il mondo alla democrazia

Questi obiettivi assai onorevoli vengono ripetuti come un mantra alla vigilia di ogni conflitto (compresi quelli recenti), ma non coincidono per nulla con gli obiettivi reali; già dagli eventi della prima guerra mondiale possiamo osservare infatti che:

In fatto di militarismo, tutti i belligeranti rivaleggiavano tra loro fin da prima delle ostilità e se si doveva mettere fine al militarismo prussiano è quantomeno strano che dopo la guerra le spese militari degli alleati non solo non siano diminuite ma siano addirittura aumentate.

La guerra che ha come obiettivo di ristabilire la pace è un sofisma ma come nota Anne Morelli: ha avuto una bella carriera.

Quanto alla difesa delle piccole nazioni oppresse, i trattati segreti franco-russi (rivelati successivamente dal governo sovietico), solo per fare un esempio, prevedevano la divisione tra le due potenze delle spoglie degli avversari senza alcun riguardo per “I diritti dei popoli”.

Preparare il mondo alla democrazia era altrettanto indifendibile da parte alleata data la presenza della Russia autocrate e zarista che rendeva poco credibile l'ipotesi delle “democrazie” riunite in un unico schieramento. Inoltre non si capiva perchè il Reichstag regolarmente eletto fosse più autocrate della stessa Inghilterra.

Il motto rivendicato per tutto il conflitto in cui ci si richiamava esclusivamente al diritto delle genti e dei popoli, alla democrazia, e alla lotta contro l'imperialismo e il militarismo, provocò un “miracoloso” regalo alla stessa Inghilterra che non aveva mai rivendicato nulla ufficialmente; sotto forma di mandato, colonia, dominio o protettorato. Infatti durante i trattati di pace ricevette:

 l'Egitto
 Cipro
 Un mandato sul Sud Ovest africano
 un mandato sull'Africa Orientale tedesca
 la metà del Togo e del Camerun
 Samoa
 La Nuova Guinea tedesca e le isole a sud dell'equatore
 un mandato sulla Palestina
 un mandato sull'Iraq

Il quarto comandamento non farà eccezione per i successivi conflitti fino ai giorni nostri e sempre da ambo le parti.

“Avevo innanzitutto ordinato alla stampa del Reich di non pubblicare informazioni sui maltrattamenti subiti dai tedeschi di Polonia. Attualmente però la situazione diventa sempre meno tollerabile. Sapete che abbiamo avuto alcuni casi di castrazione? Che nei nostri campi di raccolta, ci sono più di 70.000 rifugiati? Ancora ieri sette tedeschi sono stati uccisi dalla polizia polacca a Bielitz... Non c'è un paese degno di questo nome che possa sopportare simili affronti.”
Adolf Hitler all'ambasciatore francese, 25 agosto 1939

La guerra contro l'Afghanistan e le due guerre contro l'Irak sono sempre state scatenate per fini nobili: per catturare Bin Laden, contrastare il terrorismo, instaurare la democrazie, e per la liberalizzazione delle donne. Liberare gli iracheni dal tiranno, aiutare la piccola provincia del Kuwait.

“...renderemo più difficile per l'organizzazione del terrore di addestrare nuove reclute e di coordinare i loro piani malvagi... portarli davanti alla giustizia... il popolo oppresso dell'Afghanistan conoscerà la generosità dell'America e dei suoi alleati. Nel momento i cui colpiamo gli obiettivi militari, sganceremo anche cibo, medicine e rifornimenti per gli uomini, le donne e i bambini che patiscono la fame e soffrono in Afghanistan... Gli Stati Uniti d'America sono amici del popolo afghano... Gli Stati Uniti sono nemici di coloro che aiutano i terroristi e dei criminali barbari che profanano una grande religione commettendo crimini in suo nome...”
George W. Bush 7 ottobre 2001

5) Il nemico provoca intenzionalmente delle atrocità; a noi posso sfuggire “sbavature” involontarie


Assassini, furti, saccheggi, stupri e ogni altro genere di atrocità sono moneta corrente di ogni guerra; ma lo scopo specifico della propaganda di guerra è quello di far credere che soltanto il nemico abbia il monopolio di tali comportamenti e la deriva criminale deve trasformarsi nel simbolo stesso del solo esercito nemico.

Durante la prima guerra mondiale vennero fatte circolare voci dai propagandisti in Germania, secondo cui nell'ospedale di Aix, era stato riservato un reparto in cui si ospitavano soldati tedeschi a cui erano stati cavati gli occhi in Belgio. Vari giornali tedeschi inoltre avevano pubblicato la notizia di un medico francese che aveva contaminato il pozzo di Metz con bacilli della peste e del colera. L'ufficio stampa tedesco lasciò trapelare la voce che dei preti belgi dopo aver nascosto una mitragliatrice dietro l'altare, avevano fucilato i soldati tedeschi e amputato le dita di quelli che portavano degli anelli. Queste notizie provocarono il panico nelle truppe tedesche che vedevano ogni cittadino belga o francese come un sadico sanguinario.

Da parte alleata invece, uno dei maggiori successi nel trasferire nell'immaginario collettivo la paura e nel provocare ripercussioni politiche, fu la storia dei bambini belgi con le mani tagliate. La leggenda dei piccoli innocenti con le mani tagliate, fu talmente ben orchestrata che la storica belga Suzanne Tassier, lavorando sugli archivi americani, rivelò il ruolo essenziale dell'immagine del povero piccolo Belga sull'opinione pubblica americana, che rese moralmente insostenibile la neutralità degli stati uniti spingendoli all'intervento a fianco degli alleati.

Questa storia fu ampiamente sfruttata a livello internazionale; Lord Esher, dopo la guerra scrisse:

“L'episodio belga fu un colpo di fortuna, che arrivò al punto giusto per dare alla nostra entrata in guerra il pretesto morale necessario a preservare l'unità della nazione, se non quella del governo.”
Tragedy of Lord Kitchener (circa 1920)

Francesco Saverio Nitti, che era stato ministro durante la guerra e in seguito, presidente del consiglio, scrisse:

“Abbiamo sentito raccontare la storia dei piccoli infanti belgi ai quali gli unni avevano mozzato le mani. Dopo la guerra, un ricco americano, scosso dalla propaganda francese, invio in Belgio un emissario per provvedere al mantenimento dei bambini cui erano state tagliate le povere manine. Non riuscì ad incontrarne nemmeno uno. Mister Lloyd George e io stesso, quando ero capo del governo italiano, abbiamo fatto eseguire delle minuziose ricerche per verificare la veridicità di queste accuse, nelle quali, in certi casi, si specificavano nomi e luoghi. Fu rilevato che tutti i casi oggetto delle nostre ricerche, erano stati inventati.”
Francesco Saverio Nitti, Scritti Politici vol VI, rivelazioni – Bari 1963

Il quinto principio è stato fedelmente applicato alle moderne guerre in Jugoslavia o in Irak. Tutti ricorderanno i piloti occidentali catturati dagli iracheni con i volti tumefatti per le percosse subite dopo la cattura; pochi invece ricorderanno che quell'immagine creata dai media venne successivamente smentita quando si scoprì che le ecchimosi venivano provocate dalla loro espulsione dall'aereo in volo. Ci saranno poi le strazianti storie dei bambini kuwaitiani strappati dalle incubatrici, le teste mozzate con sadismo dai terroristi, l'epurazione etnica del Kosovo, le fosse comuni e ogni sorta di atrocità molte delle quali risultarono inventate di sana pianta dalle agenzie di PR ingaggiate per l'occasione (vedasi l' articolo. In realtà è ben noto che qualsiasi esercito, quando ne ha l'occasione, stupra, saccheggia, molesta etc. Ma ciò che conta è che la gente creda che l'immoralità e la mostruosità sia una caratteristica insita sempre e soltanto nel dna della parte avversa; i nostri, sono soltanto effetti collaterali, casi isolati, o mele marce.

PARTE QUINTA: propaganda di guerra nei discorsi dei leader (parte 2)

6) Il nemico usa armi illegali

Questo principio richiama certamente alla memoria la bufala delle armi di distruzione di massa che Saddam era stato accusato di possedere ma che nessuno trovò mai. Menzogna che venne messa in piedi dagli americani e che venne svelata successivamente.

Anche qui lo scopo della propaganda è quello di far apparire soltanto “l'altro” come un disonesto e vigliacco, ma è chiaro che nessuno condurrà mai una guerra in modo cavalleresco e onesto perchè l'esito dei conflitti dipende sopratutto dalla manifesta superiorità d'armamento di uno dei due contendenti.

“Si è respinta la nostra proposta di limitazione dell'armamento, di esclusione di certe armi, e certi modi di guerra che io considero incompatibili con il diritto delle genti... Se cominceranno coi gas, risponderemo coi gas. Chiunque non si attenga ad una condotta umana in guerra non può attendere che un uguale comportamento da parte nostra.”

Adolf Hitler, discorso al Reichstag 1 settembre 1939

In un documento pubblicato dal Pentagono nel 2005, gli Stati Uniti si riservano di utilizzare armi nucleari tattiche in “azioni preventive” nella guerra contro il terrorismo. Sull'affidabilità del “giudizio preventivo” date le invenzioni della propaganda, ci siamo già fatti un'idea.

Da notare che questo sesto principio, usato in modo massiccio ed efficace per mobilitare l'opinione pubblica in favore di una “Difesa preventiva” contro l'Iraq. Ha rappresentato l'argomento di punta per giustificare tale guerra e quando verranno rivelate tutte le menzogne attorno alle fantomatiche armi di distruzione di massa, la guerra era praticamente conclusa e il pubblico veniva sapientemente “distratto” o indirizzato verso altri argomenti.

7) Le perdite del nemico sono imponenti, le nostre assai ridotte


Per ottenere l'adesione della pubblica opinione, si deve trasmettere l'idea che i risultati del conflitto siano prevedibili e assolutamente positivi. Inoltre il settimo principio deve persuadere che la “Nostra” superiorità è assoluta. Le guerre a colpi di comunicati risalgono al primo conflitto mondiale così come il totale silenzio che ad esempio praticò la Francia sulle sue sconfitte o sul numero di morti subito; ma un caso particolare da citare nell'ottica della propaganda di guerra è la battaglia di Verdun: in questo scontro infatti. Entrambi gli antagonisti (francesi e tedeschi) si presentarono come vittoriosi.

I tedeschi lo considerarono un grande successo con un altissimo numero di prigionieri francesi e una grande quantità di materiale bellico catturato; ma dall'altra parte, pure i francesi la rivendicavano come vittoria. _Il Petit Larousse scriveva:

“...Per dieci mesi i Francesi respinsero tutti gli attacchi dei tedeschi, decimandoli, e la loro resistenza nel corso della battaglia difensiva e offensiva di Verdum meraviglierà l'universo...”


Ai nostri giorni, nell'epoca della tv satellitare e delle guerre in diretta, il cittadino medio potrebbe pensare che è più difficile diffondere certe menzogne; ma se ci si può garantire l'unanimità dei mezzi di comunicazione di massa, si possono comunque operare notevoli distorsioni; ad esempio, nel 1999, la NATO per giustificare l'utilità dei bombardamenti nella ex-Jugoslavia, annunciava continue distruzioni di carri armati nemici che alla fine delle ostilità avrebbero dovuto essere 120.

Ma un rapporto del pentagono chiesto dal generale Clark nel giugno del 1999 all'aviazione americana, rivelava che i tank effettivamente distrutti erano soltanto 14.
La Royal Air Force inoltre, confessò nel settembre del 2000 che soltanto il 40% delle bombe sganciate in Jugoslavia aveva raggiunto i suoi obiettivi e che nessuno dei missili antiradar Alarm lanciati, aveva dato un risultato soddisfacente.

Nel caso dell'Afghanistan e dell'Iraq però, lo squilibrio di forze è evidente; in che modo allora, si può applicare questo principio? Ad esempio annunciando prematuramente una resa di massa:

il 22 marzo 2003 qualche decina di ore dopo l'avvio dell'invasione dell'Iraq, i responsabili del Pentagono, citati dall'agenzia France Press, annunciarono che un'intera divisione di circa 8.000 soldati, la 51a, si era arresa ai Marines americani. Peccato però che questa notizia ripresa dalla stampa di tutto il mondo non si sia rivelata per nulla esatta e che nessuno poi si preoccupò di smentirla con lo stesso peso. Per quanto riguarda vere e proprie azioni spettacolari di propaganda come ad esempio la liberazione di Jessica Lynch, rimandiamo sempre a questo articolo.

8) Gli artisti e gli intellettuali sostengono la nostra causa


Come abbiamo ripetuto più volte, la propaganda per mobilitare l'opinione pubblica si avvale delle emozioni; e per suscitare emozioni forti ci vogliono dei professionisti; fin dalla prima guerra mondiale furono ingaggiati letterati, poeti e cantanti spesso famosi (successivamente anche registi e attori) che avrebbero prodotto in modo esplicito o anonimo (nel caso della creazione di vere e proprie menzogne) un sostegno alla guerra.

Una delle “perle” prodotte dalle attività anonime di questi letterati, richiama nuovamente alla bufala degli infanti Belgi con la pubblicazione sulla Semaine religieuse di l'Ille-et-Vilaine, nel febbraio del 1915 della preghiera attribuita a una bambina di sei anni che sarebbe stata ascoltata in un ospedale del Nord:

Signore non ho più le mani. Un crudele soldato tedesco me le ha prese, dicendo che i bambini belgi e francesi non hanno diritto ad avere le mani, che questo diritto lo hanno solo i bambini dei tedeschi. E me le ha tagliate. E mi ha fatto molto male. Ma il soldato rideva e diceva che i bambini che non sono tedeschi non sanno soffrire. Da quel giorno, Signore, la mamma è diventata pazza ed io sono sola. Il babbo è stato portato via dai soldati tedeschi, il primo giorno. Non ha mai scritto. Lo avranno fucilato...

John Horne – Guerre et culture 1914-1918 – Paris 1994

Di questa storia ne apparve anche una versione inglese che faceva a gara con questa in quanto a profusione di orrore e melensità e venne pubblicata sul Sunday Chronicle.

A questo punto è necessaria una precisazione: non tutti gli artisti, intellettuali etc. vengono assoldati consapevolmente; non lavorano tutti per la cia o per le agenzie di PR; non sono tutti in malafede e questo è un altro aspetto delle tecniche di propaganda. L'operazione di propaganda può avere come obiettivo gli strati alti della società; in questo caso viene denominata: treetops propaganda (se invece è destinata all'uomo della strada si chiama: grassroots propaganda). I bersagli sono editori, giornalisti, docenti, intellettuali, artisti. Una volta che l'operazione propagandistica avrà avuto effetto su questa categoria (denominata: opinion makers o opinion leader), essa si occupera poi in modo autonomo e inconsapevole di diffondere al vasto pubblico il messaggio voluto dal propagandista.

Ad esempio la fandonia dei bambini belgi catturò talmente l'immaginazione che un poeta di Liverpool, nel 1928 (quindi a parecchi anni di distanza) scriveva in un poema:

Fermarono dapprima la folle corsa selvaggia
dell'unno tedesco “civilizzato”
che ogni donna belga aveva violentato
ed il bambino d'ogni mamma mutilato

Arthur Ponsonby – Falsehood in wartime – Londra 1928

Per quanto riguarda la guerra in Iraq del 2003 e quella in Afghanistan, si può avere l'impressione che non sia stato possibile utilizzare artisti e intellettuali per la propaganda data la quasi generale ostilità a queste imprese belliche.
Ma non dobbiamo dimenticare che questa impressione va ridimensionata se guardiamo ciò che ci è arrivato tramite i media che hanno applicato la tecnica della soppressione vista nella prima parte di questo articolo. Nel febbraio del 2002 infatti, l'iniziativa di 60 intellettuali americani che avevano firmato una lettera aperta di sostegno alla guerra in Afghanistan ebbe un grande risalto sui media americani ed europei; per contro, la petizione firmata da quattordicimila universitari, scrittori e intellettuali contro la guerra in Iraq e L'appello “Not in our name” a cui avevano aderito più di quatromila personalità tra cui: Oliver Stone, Susan Sarandon, Robert Altman, furono passate quasi sotto silenzio, senza alcun risalto o commento.

L'attore Sean Penn per far conoscere le sue critiche alla politica del presidente Bush, dovette acquistare a 56.000 euro una pagina del Washington Post che soltanto a queste condizioni pubblicò la sua “Lettera Aperta”. Mentre un imponente rilievo mediatico fu concesso al sostegno accordato al presidente da Tom Cruise e Steven Spielberg, dalla presenza di Bruce Willis tra i marine in Iraq o dalle nuove incisioni tipo: God Bless America di Ray Charles.

9) La nostra causa ha un carattere sacro


L'aspetto religioso rappresenta un altro argomento sempre utilizzato nella propaganda di guerra; ogni paese o governo che abbia Dio come alleato o che combatta in suo nome non può non essere dalla parte giusta. Ovviamente ognuna delle parti coinvolte combatterà sempre per una causa sacra.
Per fare solo un esempio possiamo citare Roosevelt:

Se la grazia di Dio non è al nostro fianco e se non siamo pronti a dare tutto quel che siamo e possediamo per preservare la civiltà cristiana, allora il nostro paese corre verso la perdizione.

Per quanto riguarda i nostri giorni:

“Un comandante in capo invia i figli degli Stati Uniti a combattere in terra straniera solo dopo la massima cura e una serie di preghiere. Abbiamo chiesto molto a chi indossa la nostra uniforme. Abbiamo chiesto loro di lasciare le persone amate, di percorrere lunghe distanze, di rischiare il ferimento, anche di essere preparati a compiere il sacrificio ultimo della loro vita. Si sono consacrati a questa missione con onore”
George W. Bush 7 ottobre 2001

"Ti ringraziamo, Signore, perché non siamo come gli altri popoli, terroristi e senza libero mercato"
George W. Bush – State of the Union – 2003

"Questa è una lotta colossale tra il bene e il male; nessuno si inganni: il bene vincerà"
George W. Bush 14 settembre 2001

"la libertà e la paura, la giustizia e la crudeltà, sono sempre state in guerra tra loro e sappiamo che Dio non rimane neutrale in questo conflitto". Dubitarne, significherebbe cadere nel relativismo morale”
George W. Bush 20 settembre 2001

"Ho un compito da realizzare e in ginocchio chiedo al Signore buono che mi aiuti a compierlo con saggezza"
George W. Bush 26 aprile 2003

“Tutta la responsabilità per tutte e per ognuna delle morti, sia di afgani innocenti che di statunitensi innocenti, ricade esclusivamente sui talebani e su Al Qaeda"… anche se, ad uccidere, sono bombe americane.”

Donald Rmsfeld 5 dicembre 2001

Va sottolineato che anche nel campo avverso, il laico Saddam Hussein ostentava una devozione religiosa, leggeva versetti del corano in TV e faceva i suoi appelli alla guerra in nome di Allah.

Dio è uno sponsor imparziale e sta con tutti.

10) Chi mette in dubbio il nostro operato è un traditore


Ogni tentativo di mettere in dubbio i racconti forniti all'opinione pubblica deve essere visto come una mancanza di patriottismo o peggio come tradimento.

Durante la prima guerra mondiale, il ministro delle finanze francese Klotz (che aveva competenze sulla censura della stampa), fu esposto alla pubblica indignazione da parte dell'editore del Figaro perchè si era rifiutato di consentire la pubblicazione di un racconto sui bambini con le mani mozzate dai tedeschi. Nonostante avesse chiesto un'inchiesta che sciogliesse le sue riserve su questa faccenda, non gli fu mai concessa.

“Tutti gli uomini che negli Stati Uniti esprimono direttamente o indirettamente la loro simpatia alla Germania devono essere arrestati, fucilati, impiccati o imprigionati per il resto dei loro giorni”

Theodore Roosevelt

In Australia, il pugile Anthony Mundine, pagò cara la sua opposizione alla guerra in Afghanistan. In diretta ad una trasmissione televisiva su canale 9 di proprietà di Rupert Murdoch stava dichiarando che la guerra non era la soluzione al terrorismo e che per contro era prevedibile che con tutti gli attacchi portati dagli Stati Uniti in varie parti del mondo, avrebbero subito delle reazioni; quando, all'improvviso, per motivi tecnici la trasmissione fu interrotta. Tutti i media Australiani demonizzarono poi Mundine che venne dipinto come un sostenitore di Bin Laden; il Consiglio Mondiale della boxe annunciava in breve la sua eliminazione definitiva dalla classifica pugilistica internazionale.

La demonizzazione avvenuta anche tramite i media che si sono affrettati a ripetere mantra utilizzando termini come: complottisti, antiamericani, etc, che sono rimasti impressi nella pubblica opinione sono soltanto il corollario di azioni ben più gravi che hanno rovinato la vita o la carriera a tanti personaggi.

“Ogni nazione deve fare la sua scelta. In questo conflitto, non c'è un terreno neutrale. Se un governo aiuta i fuorilegge e gli assassini di innocenti, diventa fuorilegge e assassino. E intraprenderà una strada solitaria a suo proprio pericolo.”

George W. Bush 7 ottobre 2001

Alla fine di questo lungo articolo che ha molti punti che richiedono ulteriori approfondimenti, possiamo dire che il governo americano ha utilizzato in modo massiccio la propaganda nelle due guerre seguite ai fatti dell'11 settembre 2001. Abbiamo il forte sospetto che gli stessi eventi del 911 contengano molte operazioni di propaganda e chi volesse prendersi la briga di analizzare (è già stato fatto in sede universitaria) i discorsi politici del presidente Bush con l'ausilio dei dizionari citati precedentemente, scoprirà che una massiccia propaganda era iniziata molti mesi prima dell'11 settembre ed è proseguita negli anni a venire. Quanto può essere rilevante questa consapevolezza? Forse qualcuno potrà intraprendere questa strada nelle indagini sui fatti dell'11 settembre 2001.

Federico Povoleri

BIBLIOGRAFIA - Episodi e citazioni sono tratte dai seguenti libri:

Anne Morelli: Principi elementari della propaganda di guerra (Ediesse 2005)
Guy Durandin: Il grande Imbroglio (Dedalo 1984)
Massimo Ragnedda: Comunicazione e Propaganda (Aracne 2011)
Sheldon Rampton e John Stauber: Vendere la Guerra (Nuovi Mondi Media 2004)
Anthony R. Pratkanis: L'età della propaganda (Il mulino 2003)
Noam Chomsky: Guerra e propaganda (Datanews 2007)
Noam Chomsky: La democrazia del Grande Fratello (Piemme 2005)
Wilhem Reich: Psicologia di massa del fascismo (Einaudi 2002)
Vance Packard: I persuasori occulti (Einaudi 1958 – 1989)
Norman Solomon: Mediawar (Nuovi Mondi Media 2005)
Massimo Chiais: Menzogna e propaganda (Lupetti 2008)
Matteo Rampin: Stratagemmi di Guerra (Aurelia 2005)

Voto: 10.00 (3 voti) - Vota questa news - OK Notizie


Altre news
28/11/2015 10:00:00 - Il nuovo sito è pronto
26/11/2015 19:40:00 - Fulvio Grimaldi a Matrix
24/11/2015 11:00:00 - Caccia russo abbattuto dai turchi
22/11/2015 20:20:00 - Ken O'Keefe: "ISIS = Israeli Secret Intelligence Service"
21/11/2015 21:00:00 - L'uomo che uccise Kennedy
19/11/2015 19:00:00 - La solitudine
18/11/2015 21:21:31 - Vladimir Putin - conferenza stampa al summit del G20
17/11/2015 13:50:00 - Dopo Parigi
15/11/2015 22:30:00 - Commenti liberi
14/11/2015 9:40:00 - À la guerre comme à la guerre
13/11/2015 23:00:00 - Nuovi attentati a Parigi
11/11/2015 19:50:00 - Atleti russi dopati, brutti e cattivi
10/11/2015 19:30:00 - Fini, Grillo, Travaglio - e il giornalismo che non fa i conti con sé stesso
9/11/2015 18:30:00 - "Bag it!" Documentario (Ita)
8/11/2015 9:09:03 - Commenti liberi

I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
ivan
Inviato: 26/8/2011 5:31  Aggiornato: 26/8/2011 5:57
Sono certo di non sapere
Iscritto: 22/7/2004
Da: Bronx
Inviati: 11520
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
Le tecniche su descritte si vedono all'opera qui- link uomini della transizione .

Sono tecniche efficaci si, ma alla fine sono noiose, sono sempre la stessa zuppa, specialmente se sono interpretate male .

All'inizio della storia della rivolta libica, la trasmissione Annozero fece, in buona fede, un servizio tra i "ribelli": le facce, i discorsi erano tutti palesemente da copione- il top fu il tipo che raccontava delle minestre nelle carceri libiche (A volte si ha l'impressione che traggano ispirazione dai film di Eisenstein: la storia della minestra, le scene dei rivoltosi all'interno del palazzo del potere e così via).

Per finire, possiamo stare tranquilli, dicono qui : link : petrolio .


Citazione:

Il governo libico dei ribelli spera di riprendere le esportazioni di petrolio nel giro di due settimane, ...
"Lo stato dei giacimenti è migliore del previsto", ha detto. "La media è di circa il 10%. Oltre il 90% dei giacimenti sono in buone condizioni".


baciccio
Inviato: 26/8/2011 7:22  Aggiornato: 26/8/2011 7:27
Mi sento vacillare
Iscritto: 30/1/2006
Da: Genova
Inviati: 536
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
dall'articolo: “Avevo innanzitutto ordinato alla stampa del Reich di non pubblicare informazioni sui maltrattamenti subiti dai tedeschi di Polonia. Attualmente però la situazione diventa sempre meno tollerabile. Sapete che abbiamo avuto alcuni casi di castrazione? Che nei nostri campi di raccolta, ci sono più di 70.000 rifugiati? Ancora ieri sette tedeschi sono stati uccisi dalla polizia polacca a Bielitz... Non c'è un paese degno di questo nome che possa sopportare simili affronti.”
Adolf Hitler all'ambasciatore francese, 25 agosto 1939

Temo che queste parole non siano semplice propaganda menzognera.
I tedeschi residenti in Polonia subirono davvero efferrate violenze e uccisioni da parte dei polacchi.
Questa pesecuzione al contrario, fù una delle cause che portò all'nvasione tedesca, principalmente per la difesa della popolazione di origini tedesche.
Fù per effetto -anche- di questo che venne la Seconda Guerra Mondiale.

edo
Inviato: 26/8/2011 8:20  Aggiornato: 26/8/2011 8:20
Sono certo di non sapere
Iscritto: 9/2/2006
Da: casa
Inviati: 4529
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
Articolo da incorniciare.

spettatore
Inviato: 26/8/2011 8:41  Aggiornato: 26/8/2011 9:05
Mi sento vacillare
Iscritto: 15/11/2004
Da:
Inviati: 883
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
S.O.S......S.O.S.....MAYDAY.....MAYDAY.....

Minoli è impazzito...ripeto: Minoli è impazzito!!!!
Sto guardando "La storia siamo noi" e mi sembra di guardare "Inganno globale"....c'è anche Norman Mineta cazzo!!!!

Se qualcuno affezionato alla versione del mondo "felici e contenti" sta guardando Minoli, fra un pò sarà vittima di vomito e crampi allo stomaco.


Lo spettatore

Citazione:
Non metterti a discutere con un idiota. La gente potrebbe non accorgersi della differenza.
peonia
Inviato: 26/8/2011 9:04  Aggiornato: 26/8/2011 9:04
Sono certo di non sapere
Iscritto: 26/3/2008
Da: Roma
Inviati: 6677
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
Bellissmo articolo Federico!!!! lo condivido ovunque!!!

...Non temete nuotare contro il torrente. E' di un'anima sordida pensare come il volgo, solo perche' il volgo e' in maggioranza... (Giordano Bruno)
Batterist
Inviato: 26/8/2011 9:12  Aggiornato: 26/8/2011 9:12
So tutto
Iscritto: 22/6/2011
Da:
Inviati: 2
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
Alla storia siamo noi su rai 3, tra le 8:00 e le 9:00 di questo 26 agosto 2011 è stata trasmessa una puntata fantastica sull' 11 settembre confermando sostanzialmente quello che gia si sapeva, mettendo qualche piccola nuova informazione (che almeno io non conoscevo), e senza lasciare intendere niente e smentire nessuno, ma mostrando i fatti per quello che sono. Una bellissima puntata.Quello che dovrebbe fare il giornalismo ma di cui ormai si è persa memoria. Forse ogni tanto il conduttore parlava di fatti che alimentavano le più disparate fantasie, ma in sostanza lo scopo della puntata era quello di mostrare gli innumerevoli dubbi che la versione ufficiale ha lasciato.

locullo
Inviato: 26/8/2011 9:29  Aggiornato: 26/8/2011 9:29
So tutto
Iscritto: 23/5/2011
Da:
Inviati: 26
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
GRANDISSIMO MINOLI!!!!
L'ennesima stangata sui denti per i sostenitori della tesi ufficiale che ormai, lo capirebbe anche un bambino, si stà trasformando in una drammatica barzelletta! VERGOGNATEVI!
Quanta sofferenza si sarebbe potuta evitare se solo ci fosse stata un po' più di onestà intellettuale sopratutto nel mondo dell'informazione e della politica. Cosa dire a coloro che hanno cercato, anche attraverso la tv di stato, di ridicolizzare coloro che si opponevano a credere alle fandonie che propinavano.
A differenza del passato però c'è un mezzo di comunicazione di massa che prima non esisteva: il web! Se non ci fosse stato, continueremmo a dormire sonni tranquilli.
SVEGLIAAAA!!!

Nieuport
Inviato: 26/8/2011 9:37  Aggiornato: 26/8/2011 9:37
Ho qualche dubbio
Iscritto: 16/12/2007
Da: Firenze
Inviati: 189
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
Ottimo articolo.
Sono sbalordito, ho appena finito di vedere La storia siamo noi sull'11 settembre, e mi è sembrato equilibrato e approfondito, ben realizzato e, sotto la pretesa di porsi come obiettivo, ha rovesciato una tale massa di dati e di fatti da far capire che chi lo ha preparato di certo non crede più alla versione ufficiale.
Il solo difetto è che chiama sempre "dietrologi" quelli che avanzano dubbi sulla versione ufficiale.
Però a cosa serve un programma del genere mandato alle 8 di mattina di un giorno lavorativo?
Pensate se lo avessero mandato in prima serata l'11 settembre!

rekit
Inviato: 26/8/2011 11:02  Aggiornato: 26/8/2011 11:02
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 11/9/2006
Da:
Inviati: 1151
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
ieri sera guardando La storia siamo noi su Rai 2, dopo aver raccolto i miei bulbi oculari dal pavimento ho avuto la netta sensazione che "qualcuno" sta' mandando segnali a "qualcun'altro"...usando il decriptore di messaggi subliminali che ho sviluppato nel corso degli ultimi 5/6 anni sono riuscito a leggere: "se ci lasciate con il culo per terra o provate a fregarci noi vi sputtaniamo in mondovisione".....
Cmq e' chiaro che Minoli ha preso il morbo.Finalmente!
l'unica cosa che mi ha lasciato perplesso e' che abbiano usato pari pari un documentario che gira in rete da anni del quale non mi ricordo il titolo lasciando sottointendere che sia una produzione rai.

gelu
Inviato: 26/8/2011 11:15  Aggiornato: 26/8/2011 11:15
Ho qualche dubbio
Iscritto: 13/10/2008
Da:
Inviati: 191
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
Gran bell'articolo!!
siccome ho perso Minoli, qualcuno può indicarmi come posso vedere la puntata sull'11 settembre? su youtube ce n'è una del 2007...vi riferite a quella?

rekit
Inviato: 26/8/2011 11:22  Aggiornato: 26/8/2011 11:23
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 11/9/2006
Da:
Inviati: 1151
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
cit;
su youtube ce n'è una del 2007...vi riferite a quella?
.........................

no,no....e'andata in onda ieri sera, forse sul sito della rai la trovi gia'...e' la prima di un ciclo di puntate per il decimo anniversario del 911....
non e' stato detto niente di nuovo a chi bazzica in LC, ma certe cose ripetute in tv, sulla Rai, da Minoli, senza ironia, anzi con aria serissima e senza apparenti "tranelli" sono cosa totalmente inedita...nemmeno nella famosissima puntata di report di qualche hanno fa osarono tanto....

edit:

per la puntata prova qui
www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-94474c30-dab6-4447-b3a3-81025aa4fa83.html

locullo
Inviato: 26/8/2011 11:26  Aggiornato: 26/8/2011 11:26
So tutto
Iscritto: 23/5/2011
Da:
Inviati: 26
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...

gelu
Inviato: 26/8/2011 11:27  Aggiornato: 26/8/2011 11:27
Ho qualche dubbio
Iscritto: 13/10/2008
Da:
Inviati: 191
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
Grazie!! credo proprio di averlo trovato e mi accingo a "gedermelo"....

Nyko
Inviato: 26/8/2011 11:33  Aggiornato: 26/8/2011 11:33
Mi sento vacillare
Iscritto: 30/10/2010
Da:
Inviati: 545
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
“La mia prima reazione è stata di rabbia. Chi diavolo avrebbe potuto fare questo all’America? Poi mi sono concentrato subito sui bambini. E il contrasto tra l’attacco e la loro innocenza mi ha chiarito le idee sul mio compito: proteggere le persone.”

“Ricordo di aver pensato che il primo (aereo) poteva essere un incidente, il secondo un attacco e il terzo una dichiarazione di guerra.”

“Quando il terzo aereo ha colpito il Pentagono, l’entità degli attacchi è cresciuta in maniera vertiginosa: e sono giunto alla conclusione che eravamo in guerra.”

“Ci siamo resi conto che il nemico stava usando velivoli commerciali per attaccarci. A quel punto, il modo migliore per proteggere il paese era quello di far atterrare tutti gli aerei. Così qualsiasi velivolo rimasto in volo avrebbe potuto essere considerato ostile.”

“Non ho mai incentrato la mia campagna su uno slogan tipo: eleggetemi, sarò un Presidente guerrafondaio di cui andrete fieri. La guerra si era abbattuta su di noi inaspettatamente e in quel momento bisognava pensare solo a risolvere i problemi. […] Quello non è stato uno di quei momenti in cui si soppesano conseguenze o si pensa alla politica. Si decide e basta e io… io ho deciso come meglio ho potuto in un clima di guerra. Ma ero determinato. Determinato a proteggere la nazione. Determinato a scovare i responsabili e a catturarli.”

“Siamo saliti su un’auto e, poco dopo essere partiti, l’autista ha iniziato ad andare ad una velocità di circa 160 chilometri orari, credo. Stavamo andando davvero troppo veloce e così gli ho detto: rallenta. Non c’è Al Qaeda da queste parti. Quello è stato l’unico momento divertente dell’intera giornata.”

“La mia domanda è stata: chi è il responsabile? Il capo della CIA, George Tenent, credeva che fosse Al Qaeda perché ne avevano tutte le caratteristiche (?!). Ma non ne aveva ancora avuto conferma. Quindi la prima ipotesi che potesse essere Al Qaeda è emersa durante quella riunione alla base aerea di Offutt.” [1]

Note e fonti:

[1] Testo elaborato dall’intervista all’ex presidente George W. Bush raccolta dal regista Peter Schnall per National Geographic Channel e per l’Italia, limitatamente al testo pubblicato, La Repubblica

Questa è propaganda, finzione, inganno o cos'altro?

"Il sapere non è fatto per comprendere, è fatto per prendere posizione."
Michel Foucalut
ByB
Inviato: 26/8/2011 11:34  Aggiornato: 26/8/2011 11:34
Mi sento vacillare
Iscritto: 11/5/2011
Da:
Inviati: 382
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
scusate ma era nella Repubblica di ieri che hanno pubblicato un grosso articolo sulle memorie di Bush riguardo l'11 settembre.

ciao By B.

ByB
Inviato: 26/8/2011 11:36  Aggiornato: 26/8/2011 11:36
Mi sento vacillare
Iscritto: 11/5/2011
Da:
Inviati: 382
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
accidenti NYKO sul filo di lana

music-band
Inviato: 26/8/2011 11:44  Aggiornato: 26/8/2011 11:44
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 6/10/2005
Da: Shangri-la
Inviati: 1680
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
Anche per gli utenti di LC, alla fine, l'unica cosa che conta è quello che dicono in TV.

A parte il clamoroso OT (potevate aprirvi un thread su Minoli)

cnj
Inviato: 26/8/2011 11:46  Aggiornato: 26/8/2011 11:46
Mi sento vacillare
Iscritto: 15/11/2004
Da: Romagna
Inviati: 795
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
11 settembre 10 anni dopo (La storia siamo noi-Minoli).
E' una serie di 3 puntate. Ieri sera su Rai2 alle 23:35 l'ho persa e pure stamattina su Rai3.
Se fate una ricerca le notizie al riguardo sono essenziali per non dire inesistenti. E' ovvio, certe cose è meglio non farle sapere troppo in giro....
La guarderò sul sito di Minoli QUI.
Ciò nonostante mi sarebbe piaciuto registrarla dalla TV per poterla passare ad amici e conoscenti. Mi sapete dire se la prima puntata verrà replicata da qualche parte?

La scienza non è nient'altro che una perversione se non ha come suo fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell'umanità. Nikola Tesla
rekit
Inviato: 26/8/2011 11:48  Aggiornato: 26/8/2011 11:48
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 11/9/2006
Da:
Inviati: 1151
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
qui un'anteprima dell'intervista in onda dal 4 setembre (in olanda) e dal 9 settembre (in Italia) su National Geographic Channel

http://www.nationalgeographic.it/popoli-culture/2011/08/01/video/11_settembre_george_w_bush_si_confessa-444300/1/

Homero
Inviato: 26/8/2011 11:54  Aggiornato: 26/8/2011 11:54
Mi sento vacillare
Iscritto: 5/4/2007
Da:
Inviati: 466
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
Autore: Nyko Inviato: 26/8/2011 11:33:41

"Questa è propaganda, finzione, inganno o cos'altro?"

In questo caso direi tutte e tre, mischiate ad un po' di sana idiozia

rekit
Inviato: 26/8/2011 11:54  Aggiornato: 26/8/2011 11:54
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 11/9/2006
Da:
Inviati: 1151
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
cit:
Anche per gli utenti di LC, alla fine, l'unica cosa che conta è quello che dicono in TV.

A parte il clamoroso OT (potevate aprirvi un thread su Minoli)
............
hai ragione, ma la cosa e' arrivata cosi di sorpresa...
forse i messaggi andrebbero spostati in un thread apposito per non rovinare la discussione sul tuo articolo.

in ogni caso il punto non e' cosa conta per gli utenti di LC...se sono tali e' perche' hanno gia' varcato una certa soglia....in questo caso la televisione conta in quanto porta fuori da LC e dalla rete, presentantole al pubblico "medio" ,informazioni e soggetti piu' o meno tabu' senza trattarli come gossip estivo e senza ridicolizzarli...non e' cosa di tutti i giorni, concorderai immagino.

Pispax
Inviato: 26/8/2011 12:07  Aggiornato: 26/8/2011 12:07
Sono certo di non sapere
Iscritto: 19/3/2009
Da:
Inviati: 4685
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
Sto leggendo l'articolo, e ne sono completamente affascinato.

Per esempio:
Citazione:
Deformare ciò che esiste potrebbe sembrare uguale ai primi due tipi di operazioni, ma in realtà, anche se il confine può essere molto elastico tra le varie tipologie, la differenza sostanziale è che mentre la soppressione e le aggiunte riguardano l'esistenza di un oggetto; le deformazioni riguardano la sua natura.


Vogliamo parlare del ritrovamento "casuale" del passaporto dopo l'attentato alle Torri Gemelle?
Figuriamoci se a qualcuno poteva venire in mente che con tutto quel casino magari qualcuno lo aveva perso.
O che fosse volato via dopo l'esplosione, spinto dallo spostamento d'aria.

No: era sicuramente di un terrorista.
Una prova, perdio!

spettatore
Inviato: 26/8/2011 12:17  Aggiornato: 26/8/2011 12:17
Mi sento vacillare
Iscritto: 15/11/2004
Da:
Inviati: 883
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
@ music-band:

hai perfettamente ragione tranne su di una cosa: gli utenti di LC non hanno bisogno di quello che viene detto in TV.
La stessa TV che per un decennio ha parlato di terroristi col DNA del "Barone Rosso" nel sangue, di grattacieli che implodono con i pilastri di acciaio ammorbiditi dal kerosene con capacità laviche, della difesa aerea più impenetrabile del mondo che quel giorno è andata in tilt, come il flipper con cui giocavo io prima di entrare a scuola, di un aeroplano vaporizzato all'interno di un edificio vittima di una sconosciuta alchimia che "solve" le parti metalliche e "coagula" i resti umani, tanto da poter eseguire test del DNA, di un malefico sortilegio che riesce a far scomparire un intero aeroplano con tutto il suo carico, all'interno di una spettrale buca nel terreno che restituisce, come un misterioso stargate, bandane e documenti.
Quando la stessa TV, dopo 10 anni, parla di cose per cui tu, gli altri utenti di LC ed il sottoscritto, siamo stati presi per il culo, sbeffeggiati, compatiti ed insultati, allora per me è una notiziona!
Per questo ho lanciato il warning.....


Lo spettatore

Citazione:
Non metterti a discutere con un idiota. La gente potrebbe non accorgersi della differenza.
Pispax
Inviato: 26/8/2011 12:19  Aggiornato: 26/8/2011 12:40
Sono certo di non sapere
Iscritto: 19/3/2009
Da:
Inviati: 4685
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
Citazione:
Ai nostri giorni, nell'epoca della tv satellitare e delle guerre in diretta, il cittadino medio potrebbe pensare che è più difficile diffondere certe menzogne; ma se ci si può garantire l'unanimità dei mezzi di comunicazione di massa, si possono comunque operare notevoli distorsioni; ad esempio, nel 1999, la NATO per giustificare l'utilità dei bombardamenti nella ex-Jugoslavia, annunciava continue distruzioni di carri armati nemici che alla fine delle ostilità avrebbero dovuto essere 120.


La questione è stata poi brillantemente risolta impedendo ai cronisti di guerra l'accesso al fronte.





EDIT:
Citazione:
"Ti ringraziamo, Signore, perché non siamo come gli altri popoli, terroristi e senza libero mercato"
George W. Bush – State of the Union – 2003


Questa è FANTASTICA.
Le mie nozioni di teologia non sono enormi, ma ho come la certezza che in NESSUN VANGELO ci sia la necessità del Libero Mercato come requisito per l'accesso al Regno dei Cieli.
Semmai mi ricordo di roba che è palesemente CONTRO al Libero Mercato, tipo i mercanti nel Tempio.


Grande caso di propaganda dentro alla propaganda!







Gran bell'articolo, Federico.
Ti ringrazio di cuore per aver voluto condividere queste informazioni.



N.B.
Se posso,consiglio un testo sull'argomento:
Actarus - La vera storia di un pilota di robot .

E' molto divertente, a tratti drammatico e spiega cose simili a quelle che spieghi tu. E' un racconto in cui questi temi sono pienamente identificabili.

Truth79
Inviato: 26/8/2011 12:22  Aggiornato: 26/8/2011 12:22
Ho qualche dubbio
Iscritto: 15/8/2009
Da:
Inviati: 244
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
Abbi pazienza Musicband,bellissimo il tuo articolo,ma l'uragano Minoli è arrivato all'improvviso,l'hai vista la puntata?Se no,fallo subito...

Di tutte le cose sicure,la piú certa è il dubbio.
rekit
Inviato: 26/8/2011 12:31  Aggiornato: 26/8/2011 12:31
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 11/9/2006
Da:
Inviati: 1151
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
SI PUO' CONTINUARE LA DISCUSSIONE SULLA PUNTATA DE "LA STORIA SIAMO NOI" QUI:

http://www.luogocomune.net/site/modules/newbb/viewtopic.php?topic_id=6484&forum=39&post_id=200165#forumpost200165

Pispax
Inviato: 26/8/2011 12:46  Aggiornato: 26/8/2011 12:54
Sono certo di non sapere
Iscritto: 19/3/2009
Da:
Inviati: 4685
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
baciccio


Citazione:
dall'articolo: “Avevo innanzitutto ordinato alla stampa del Reich di non pubblicare informazioni sui maltrattamenti subiti dai tedeschi di Polonia. Attualmente però la situazione diventa sempre meno tollerabile. Sapete che abbiamo avuto alcuni casi di castrazione? Che nei nostri campi di raccolta, ci sono più di 70.000 rifugiati? Ancora ieri sette tedeschi sono stati uccisi dalla polizia polacca a Bielitz... Non c'è un paese degno di questo nome che possa sopportare simili affronti.”
Adolf Hitler all'ambasciatore francese, 25 agosto 1939

Temo che queste parole non siano semplice propaganda menzognera.
I tedeschi residenti in Polonia subirono davvero efferrate violenze e uccisioni da parte dei polacchi.
Questa pesecuzione al contrario, fù una delle cause che portò all'nvasione tedesca, principalmente per la difesa della popolazione di origini tedesche.
Fù per effetto -anche- di questo che venne la Seconda Guerra Mondiale.


Come accade spesso, ecco un'informazione vera nella forma ma completamente farlocca nella sostanza.

Mi ha colpito il numero delle vittime tedesche: sette.
La rappresaglia israeliana nei confronti della Striscia di Gaza è avvenuta a seguito di un attentato palestinese che ha ucciso per l'appunto proprio sette persone.
E segue un periodo di conflitto che sta durando da circa 60 anni.

Quindi, stando alla TUA interpretazione, Israele sarebbe pienamente legittimata a invadere la Striscia di Gaza "per effetto -anche- di questo"?



Ma per piacere.

Se non sbaglio questa che fai è propaganda che risponde alla regola n.3: deformare un evento per alterarne la natura.
Buffo che si pensi che la "propaganda" sia solo quella che si vede in tv.

Pispax
Inviato: 26/8/2011 12:51  Aggiornato: 26/8/2011 12:51
Sono certo di non sapere
Iscritto: 19/3/2009
Da:
Inviati: 4685
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
spettatore


Citazione:
hai perfettamente ragione tranne su di una cosa: gli utenti di LC non hanno bisogno di quello che viene detto in TV.


In alcuni casi questo è vero.
In molti altri invece ci si è semplicemente limitati a cambiare pusher.

Nieuport
Inviato: 26/8/2011 13:12  Aggiornato: 26/8/2011 13:12
Ho qualche dubbio
Iscritto: 16/12/2007
Da: Firenze
Inviati: 189
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
Torniamo all’articolo.
Quello che vorrei segnalare è il decimo punto, chi mette in dubbio il nostro operato è un traditore.
Chi crede che viviamo in tempi democratici, si sbaglia, oggi qualunque discorso non dico di tolleranza ma anche di buon senso tira addosso l’accusa di traditore, con il rischio di guai seri, molto più che nel passato. Guardate cosa è successo a Massimo Fini per avere cercato di inquadrare la figura del Mullah Omar.
Per esempio alle fine dell’800 le critiche americane alla conquista delle Filippine furono molto più dure delle critiche all’invasione del’Iraq.
Cento anni fa, in Italia, quando ci fu la spedizione di Libia, ci furono tumulti, Mussolini, allora socialista, e Pietro Nenni si sdraiarono sui binari, per fermare i treni dei soldati, ma furono arrestati e restarono in galera solo pochi giorni (e si poteva criticare il re e il papa senza pericolo, si guardino giornali come l’Asino o Il Merlo Giallo, provatevi oggi a criticare Napolitano). Due o tre anni fa, a Firenze delle persone per avere manifestato contro la guerra del Kossovo davanti al consolato americano sono state condannate a nove anni di reclusione! (per fortuna in appello è stata rilevata la prescrizione).
Però il 99% degli italiani ignora che la conquista della Libia nel 1911 (non la repressione di Graziani col fascismo) fu sanguinosissima, con rappresaglie che al confronto Marzabotto è poca cosa.
Conclusione, la cosa che si deve fare è lottare per mantenere aperti gli spazi della critica, e sostenere che chi mette in dubbio l’operato del governo (o degli USA o di altri) non è un traditore.

Mande
Inviato: 26/8/2011 13:48  Aggiornato: 26/8/2011 13:48
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 13/1/2008
Da: Cologna veneta
Inviati: 1301
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
La prima notizia di propaganda che ricordo è stata la demolizione delle statue dei Buddha di Bamiyan.

Nel marzo 2001 i Talebani, prima governanti di uno sconosciuto e seminascosto dell'Asia centrale, diventano improvvisamente famosi come degli squilibrati fanatici.

Pochi mesi dopo a queste persone semisconosciute verrà mossa guerra da parte di una enorme "coalizione di volenterosi" sulla base di "prove" del coinvolgimento di Osama Bin Laden negli attentati dell'11/9 che non potevano essere mostrate se non ai propri alleati.

A quanti era rimasta impressa una notizia così insignificante come una semplice decisione amministrativa di demolire delle statue in uno sconosciuto paese distante migliaia di chilometri da noi?

music-band
Inviato: 26/8/2011 15:01  Aggiornato: 26/8/2011 15:01
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 6/10/2005
Da: Shangri-la
Inviati: 1680
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
rekit
spettatore
truth79

La mia battuta era ovviamente ironica; non è che mi offendo perchè non si parla dell'articolo, e nemmeno sottovaluto o disprezzo il fatto che un media mainstream si occupi finalmente di 11 settembre in termini di ricerca giornalistica e onestà intellettuale.

Non ho potuto però fare a meno di notare che il maggior veicolo della propaganda che ha realmente trasformato la cultura, le menti e la percezione della gente negli ultimi 40 anni, continua a calamitare l'attenzione suscitando intense emozioni.

E' bastato che uno annunciasse enfaticamente "con emozione" ciò che aveva visto in tv... E tutti ad esprimere le proprie forti emozioni:

SPETTATORE:
...S.O.S......S.O.S.....MAYDAY.....MAYDAY.....
Minoli è impazzito...ripeto: Minoli è impazzito!!!!...

BATTERIST:
...Alla storia siamo noi su rai 3, tra le 8:00 e le 9:00 di questo 26 agosto 2011 è stata trasmessa una puntata fantastica...

LOCULLO:
...GRANDISSIMO MINOLI!!!!
L'ennesima stangata sui denti per i sostenitori della tesi ufficiale che ormai, lo capirebbe anche un bambino, si stà trasformando in una drammatica barzelletta! VERGOGNATEVI!...

NIEUPORT:
...Sono sbalordito, ho appena finito di vedere La storia siamo noi sull'11 settembre, e mi è sembrato equilibrato e approfondito...

Leggere queste cose in un articolo in cui si parla di propaganda e manipolazione basata sull'emotività, fa riflettere


rekit
Inviato: 26/8/2011 15:09  Aggiornato: 26/8/2011 15:09
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 11/9/2006
Da:
Inviati: 1151
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
cit:
Leggere queste cose in un articolo in cui si parla di propaganda e manipolazione basata sull'emotività, fa riflettere
...................
si capisco, ma anche sapere che in un ora sola qualcosa come 600/700 mila persone hanno visto una cosa che per "noi" ormai e' normalita' da anni fa anche riflettere no?

cmq, io non mi reputo particolarmente emotivo o preda di facili entusiasmi pero' confesso che ieri sera ho spento la tv (in realta streaming...) con un sorrisone stampato in faccia.

Nieuport
Inviato: 26/8/2011 16:14  Aggiornato: 26/8/2011 16:14
Ho qualche dubbio
Iscritto: 16/12/2007
Da: Firenze
Inviati: 189
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
La soddisfazione mia e di altri per un programma mainstream che mette in dubbio la versione ufficiale non dovrebbe sembrare incongrua, tanto meno a seguito di un articolo in cui si parla di propaganda e manipolazione basata sull’emotività.
Il difetto di alcuni lettori di questo sito (a differenza di Mazzucco, che mai nè è colpevole) è una forma di alterigia intellettuale, di chi avendo squarciato il velo e capita la verità, può disprezzare il resto dei cittadini e i loro mezzi per esprimersi e sapere: il voto, i giornali, la TV, tutti irrimediabilmente bacati o da malafede o da stupidità assoluta.
Invece, dato che la posta in gioco è molto alta (e gente come Mazzucco ce l’ha spiegato chiaro) quello che serve è impegno, umiltà e rimboccarsi le maniche.
Faccio un esempio. Un paio di settimane fa sul Venerdi di Repubblica un lettore scrive a Michele Serra: ho dei dubbi sulla VU dell’11/9. Quello risponde: “caro lettore, ci si mette anche lei? Vuole che ci si perda nel delirio di dietrologie e di cospirazionismo che infesta la rete? Non nego che ci sia terrorismo cristiano, ma ammetterà che esiste anche il terrorismo islamico.”
Ora, Michele Serra, che scrive spesso cose giuste, e scrive bene, si crede una mente aperta, tutto l’opposto di un fanatico. Eppure qui sragiona.
Bisognerebbe rispondergli che porre domande sull’11/9 non è un fastidio, una seccatura strascinata da troppo tempo, ma è il nodo cruciale dello sviluppo di questo secolo. Che la rete sarà anche piena di cospirazioni, ma nel dicembre 1969 noi cospirazionisti mettevamo in dubbio la versione ufficiale, che la bomba di piazza Fontana l’avevano messa Valpreda e Pinelli. Che all’esistsenza del terrorismo islamico possiamo anche credere, ma la domanda è un’altra, se quell’attentato lo hanno fatto loro.
Quindi, posto che tutti ammettiamo l’esistenza della propaganda e manipolazione, la soluzione non è dirci quanto siamo bravi e furbi, ma provare a convincere almeno quelli con la mente aperta, per avere più Minoli e meno Serra.

stilx
Inviato: 26/8/2011 17:01  Aggiornato: 26/8/2011 17:01
Ho qualche dubbio
Iscritto: 11/9/2007
Da:
Inviati: 119
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
Ma visto che anche Minoli citava la cosa. La questione della patente vera o falsa è stata risolta o no? Thread chiusi, Trystero bannato ma il dubbio rimane. Cmq peccato sia stato mandato in orario del cavolo

Pyter
Inviato: 26/8/2011 18:20  Aggiornato: 26/8/2011 18:20
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
Gran bell'articolo, Music band.

Secondo me da rivedere nel titolo:

io l'avrei intitolato "Propaganda: la storia siamo noi."

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
music-band
Inviato: 26/8/2011 19:29  Aggiornato: 26/8/2011 19:29
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 6/10/2005
Da: Shangri-la
Inviati: 1680
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
Nieuport,

dato che sono stato io a sottolineare il fatto: “la TV emoziona sempre”, puoi evitare di parlare al plurale e rivolgerti direttamente a me se devi esprimere un'accusa di: “alterigia mentale”?

Posso assicurarti comunque che non ho squarciato alcun velo ne tanto meno ho la presunzione di aver capito la verità; non ho ben capito però perchè avrei disprezzato “il resto dei cittadini” e che c'entra il voto, i giornali, la malafede e la stupidità assoluta con quello che ho scritto.

Nemmeno ho capito molto bene cosa intendi con: “Rimboccarsi le maniche”; non credo che esaltarsi per la trasmissione di Minoli (o per qualsiasi altra cosa) equivalga a rimboccarsi le maniche, ma ti assicuro che una ricerca e la seguente stesura di un articolo costa tempo e fatica.

Non comprendo, mi scuserai, nemmeno che c'entra tutto il discorso su Michele Serra con quanto ho scritto.

Trovo infine molto curiosa la tua frase: “...Ma nel dicembre del 1969 noi cospirazionisti...” in cui la ricerca di un'identità del branco (il noi) e l'aggettivo “cospirazionisti” (che nel 1969 manco era stato inventato) fanno parte di quella propaganda che ha colpito anche te con successo dato che ti identifichi in queste due simbologie figurate.

Infine vorrei ancora capire in quale punto mi sono dato del furbo o del bravo.

Se mi spieghi i vari punti provo a risponderti.


Pyter:

Strepitoso (acc... Mi sono emozionato) ... Chiedo a Mazzucco se cambia il titolo

wireless
Inviato: 26/8/2011 19:58  Aggiornato: 26/8/2011 19:59
Ho qualche dubbio
Iscritto: 7/8/2007
Da:
Inviati: 228
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
Pomeriggio mi son visto la puntata di "La Storia siamo noi"...devo fare i complimenti a Giovanni Minoli, finalmente dopo tanti anni, un giornalista obbiettivo che si limita ad analizzare i fatti ed i dubbi relativi alla cosidetta "Versione Ufficiale" senza invitare i cosidetti Debunker per tentare di smontare le ipotesi complottiste.
Ora fino manca poco all 11 settembre,10° anniversario del avvenimento che ha cambiato la storia, bene penso che per allora ne vedremo parecchi di servizi a sostenere la V.O...ad averne di giornalisti obbiettivi..ma difficile....

Nomit
Inviato: 26/8/2011 20:40  Aggiornato: 26/8/2011 20:40
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 4/1/2011
Da:
Inviati: 1549
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
Mi sembra di ricordare che, ai tempi della guerra contro la Serbia, sentii Sgarbi dire che i soldati serbi uccidevano i bimbi kossovari e costringevano i loro genitori a mangiarli.

Nomit
Inviato: 26/8/2011 20:42  Aggiornato: 26/8/2011 20:42
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 4/1/2011
Da:
Inviati: 1549
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
"Ai nostri giorni, nell'epoca della tv satellitare e delle guerre in diretta, il cittadino medio potrebbe pensare che è più difficile diffondere certe menzogne; ma se ci si può garantire l'unanimità dei mezzi di comunicazione di massa, si possono comunque operare notevoli distorsioni; ad esempio, nel 1999, la NATO per giustificare l'utilità dei bombardamenti nella ex-Jugoslavia, annunciava continue distruzioni di carri armati nemici che alla fine delle ostilità avrebbero dovuto essere 120.

Ma un rapporto del pentagono chiesto dal generale Clark nel giugno del 1999 all'aviazione americana, rivelava che i tank effettivamente distrutti erano soltanto 14.
La Royal Air Force inoltre, confessò nel settembre del 2000 che soltanto il 40% delle bombe sganciate in Jugoslavia aveva raggiunto i suoi obiettivi e che nessuno dei missili antiradar Alarm lanciati, aveva dato un risultato soddisfacente"

Avevo letto ch questo era successo perchè alla NATO non interessavano gli obiettivi militari, il loro scopo era distruggere le industrie pubbliche del paese per poi appaltarle ai privati.

Nomit
Inviato: 26/8/2011 20:44  Aggiornato: 26/8/2011 20:44
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 4/1/2011
Da:
Inviati: 1549
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
Citazione:
"Ai nostri giorni, nell'epoca della tv satellitare e delle guerre in diretta, il cittadino medio potrebbe pensare che è più difficile diffondere certe menzogne; ma se ci si può garantire l'unanimità dei mezzi di comunicazione di massa, si possono comunque operare notevoli distorsioni; ad esempio, nel 1999, la NATO per giustificare l'utilità dei bombardamenti nella ex-Jugoslavia, annunciava continue distruzioni di carri armati nemici che alla fine delle ostilità avrebbero dovuto essere 120.

Ma un rapporto del pentagono chiesto dal generale Clark nel giugno del 1999 all'aviazione americana, rivelava che i tank effettivamente distrutti erano soltanto 14.
La Royal Air Force inoltre, confessò nel settembre del 2000 che soltanto il 40% delle bombe sganciate in Jugoslavia aveva raggiunto i suoi obiettivi e che nessuno dei missili antiradar Alarm lanciati, aveva dato un risultato soddisfacente"


Avevo letto ch questo era successo perchè alla NATO non interessavano gli obiettivi militari, il loro scopo era distruggere le industrie pubbliche del paese per poi appaltarle ai privati.

Nomit
Inviato: 26/8/2011 20:44  Aggiornato: 26/8/2011 20:44
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 4/1/2011
Da:
Inviati: 1549
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
ops

Calvero
Inviato: 26/8/2011 20:54  Aggiornato: 26/8/2011 21:07
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/6/2007
Da: Fleed / Umon
Inviati: 13165
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
.................
........
.

E' stato scritto che... combattere per la pace, è come scopare per la verginità.

Il punto, caro Music Band, è che ogni verità è un segreto di pulcinella. Ma allora perché mai un articolo come il tuo deve mettere tanto impegno (a proposito, complimenti ragazzo) a sviscerare, srotolare, "de-criptare" questo maledetto "linguaggio"?

Una risposta l'ha data Pyter col suo ultimo intervento, in fondo ... è tutto lì, nelle sue parole. Rileggetele.

POI

In futuro, a meno di una distruzione, sarà la nuova psicologia/fisiologia a essere il Faro e farà regnare gli uomini strepitosamente sopra loro stessi. Lo sarà nella nuova riunificazione che la Vita sta mettendo insieme in questa Era di passaggio, per la nuova Scienza a venire (con la S maiuscola) dell'uomo. Quella che sublimerà la filosofia, la fisiologia e la vecchia scienza in un nuovo percorso sereno e libero da Déi, ideali e colori.

Ora la psicologia è l'Arma orwelliana - par excellence - , ma si ritorcerà contro coloro che l'hanno separata dall'uomo e rivisitata in quello che è a tutti gli effetti: marketing. E forse qualcuno crede (quasi tutti) che la semplice pubblicità in televisione sia meno pericolosa di una propaganda studiata a tavolino per le Guerre e quant'altro esige il Potere per i suoi tornaconti. La pubblicità in televisione, sui cartelloni stradali, quelle che corrono insieme alle magliette dei calciatori, o a sponsorizzare una manifestazione, sono ciò che dice TUTTO della nostra Malattia. Noi siamo maledetti. Questa è la verità, e finché si sentirà l'esigenza che qualcosa possa dirci cosa significa qualcos'altro, saremo fottuti e, soprattutto, è giusto che sia così. La libertà bisogna meritarsela, se non la si merita ... auguro a ogni non-meritevole (io compreso) di patire le Pene più spietate che merita, senza remissione.

Vuoi, Federico, che si aggiungano alla lista altri eccelsi simboli della propaganda?

- i Santi = propaganda

- gli Eroi = propaganda

- Dio = propaganda

- bandiere = propaganda

- colori = propaganda

- uguaglianza = propaganda

- futuro = propaganda

- figli = propaganda

- le Vittorie = propaganda

- nostalgia = propaganda

- mitica del lavoro = propaganda

... e che nessuno se la rida facilmente. Non c'è nessuna differenza a portare il Ché sulla propria maglietta, dal portarci sopra una bella svastica; agli occhi della Vita, della libertà, della pace, della sensatezza, della verità .. chi porta quelle magliette, è e sarà comunque un venduto. Un uomo Malato. Un poveraccio che barcolla all'idea che lui medesimo, in fondo, non conta.

-edit-

Il problema, nella Vita, non è a chi ti riferisci, il problema è IL riferirsi.

Questa tua ricca e importante disamina, se non si hanno orecchie attente, rischia di dimenticare quale NUCLEO e forma mentis causa la malattia. Tutto quello di cui parli va, andrà e sarà solo e soltanto e sempre un adulazione mossa nei confronti della Psiche umana. Il Potere esercita la propaganda esclusivamente attraverso la sostanza della Seduzione. Chi si lascia sedurre è un debole. Quindi la domanda è: cosa ci rende forti? Io ho la mia risposta e, per me la tengo.

... ma qualcuno potrebbe dire/contestare: ma quel passaporto in che maniera mi ha adulato?

.. non è difficile. La comodità di - non pensare - -edit- (pensare: è pensare realmente da soli) è una Sirena magnifica alle orecchie dell'individuo. Qualcuno così, al posto tuo, dice che il significato è trascendente (uguale propaganda). La comodità è un protocollo psicologico divergente dalla conquista. E ogni valore degno di tale nome vive in nome esclusivo della conquista. Per chi non se ne fosse accorto, questa società è un regalo, un adulazione. Qui nessuno si è conquistato nulla, che soffra e perisca nella sofferenza quindi.

In seconda battuta, cosa si è fatto? Così come la scienza odierna ha compartimentalizzato l'uomo nelle idee e nelle deduzioni, le ideologie, nel contempo, hanno compartimentalizzzato le aspirazioni. Il Comunismo, ad esempio, è l'ipocrisia assoluta che meglio si appella alla vanità umana. E, piaccia o non piaccia, la Libertà dalla propaganda e dalle sovrastrutture, può giungere e rivoluzionare questo scempio dei Poteri, solo attraverso l'Ego e lo Spirito degli individui unici e irripetibili che vivono in nome di sé stessi. Un idiozia poi efficace, una stoltezza massima, elevata a Legge non si sa da chi (ma ho dei fondati sospetti) sarebbe quella che, chi pensa realmente per sé, possa mai danneggiare gli altri.

Centrando bene ancora il tuo articolo, si evince come uno standard orwelliano sia sempre efficace adattandosi contestualmente alle varie società. L'unica differenza si manifesta in questo:

La propaganda si fa più furente lì dove l'uomo è maggiormente ricco di informazioni. Sembra una banalità eh ... ma è DIVINAMENTE la - banalità. Il problema è che a scoprire le banalità ci vuole solo un poco di attenzione, ma di ragionare sui perché è cosa da pochi.

Ma lasciamo stare, che girano le palle và .. che è meglio.

Si spenga la televisione e si distruggano le scuole, intanto. Non si comprino né si leggano più i quotidiani. Abbiamo le palle? no ?? e quale sarebbe il problema? sta bene

buona propaganda a tutti NOI

... bisogna pur meritarsela e, diciamocelo, siamo i migliori

Misti mi morr Z - 283 - Una volta creato il manicomio, la ragione l'ha sempre il direttore; che l'abbia o meno
ivan
Inviato: 26/8/2011 21:18  Aggiornato: 26/8/2011 21:24
Sono certo di non sapere
Iscritto: 22/7/2004
Da: Bronx
Inviati: 11520
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
Bisogna sforzarsi di non filtrare le cose del mondo con gli occhiali dell'ideologia, non per altro, per non finire nel vortice senza fine dello sbattere una serie di torti sul tavolo.
-----------------------------------------


Su CDC un articolo che mostra come la "rivoluzione" in Libia pare non essere per nulla una passeggiata:


link articolo "LA MACELLERIA UMANITARIA DELL’INVASIONE DELLA NATO IN LIBIA"

Citazione:


Le agenzie e le catene mediatiche internazionali che hanno decretato la "caduta" prematura del presidente libico sono concordi nell’apprezzamento. Tripoli, la capitale della Libia, vive uno stato di anarchia e di "guerra civile". Nessuno controlla e le uniche certezze sono il caos e l'incertezza. In questo scenario si adombra la possibilità che i "bombardamenti umanitari" del NATO – da leggersi come la distruzione della Libia e massacro di decine di migliaia di civili durante cinque mesi - si trasformino in un’"invasione terrestre umanitaria" per controllare il petrolio e per rendere governabile il Paese.

La capitale della Libia è simile a una vera macelleria umana, è tutto un caos, anarchia, incertezza, e senza punti precisi delle posizioni nemiche.

Si parla di una guerra urbana sanguinosa e senza parametri, con esecuzioni, torture e "battute di caccia" notturne delle fazioni alleati civili, tanto del governo quanto dei mercenari. Gli ospedali sono collassati per i feriti e mutilati che non riescono a essere curati.

I morti, come era già avvenuto in Iraq, rimangono ore nel mezzo delle strade senza essere raccolti. Non c'è quasi più elettricità, non ci sono servizi essenziali, l'attività economica è paralizzata e si prevede una catastrofe alimentaria. Le cifre dei morti e dei feriti nelle ultime 72 ore arrivano a migliaia, alcuni parlano di tremila morti e altri del doppio.

La confusione e la manipolazione mediatica per favorire gli invasori hanno toccato livelli impensabili. Quello che sembrava una "passeggiata" per la coalizione imperialista USA-NATO che ha formato e coordinato i gruppi mercenari golpisti, si è complicata, finendo a brandelli.

Gheddafi, con una mossa tattica, si è trasformato in un "fantasma" che è ovunque e in nessun luogo. Con quello che rimane in piedi della sua linea di comando, il leader libico ha concentrato la sua logistica e le sue truppe nei punti più forti.

Con truppe, carri armati e batterie che sembravano emergere dalle cantine, quello che rimane dell'esercito del presidente libico ha bombardato e attaccato questo mercoledì i gruppi mercenari in varie zone di Tripoli.

La realtà, descritta parzialmente dai corrispondenti stranieri, manda all'aria il supposto controllo attribuito alle forze dei ribelli presenti nella capitale della Libia.

Quello che era prima un nemico "visibile", Gheddafi ed il suo esercito, ora si è trasformato in un nemico "invisibile" che attacca e si dilegua.

Parallelamente, un’azione di guerra asimmetrica, realizzata dalla popolazione leale, realizza imboscate, attentati e azioni di guerriglia urbana contro i gruppi mercenari e i comandi e gli ufficiali delle forze speciali e di intelligence di Stati Uniti, Regno Unito e Israele, che progettano e coordinano le iniziative di presa e di controllo di Tripoli.

In ventiquattro ore, dopo della presa del bunker presidenziale da parte dei ribelli, l’atmosfera, tra i capi dei mercenari e i leader delle potenze invasore, è passata dall'euforia trionfalistica all'incertezza.

Analisti europei e statunitensi parlano già di una "trappola" per gli invasori. Parallelamente, la stampa internazionale, spina dorsale dell’"informazione" della coalizione USA-UE, chiede quasi apertamente che gli USA e la NATO schierino le sue truppe direttamente in Libia.

Dal martedì, i commentatori e gli analisti di alcune emittenti come la CNN hanno auspicato un"intervento internazionale" per evitare che la Libia cada nel caos dei "gruppi fondamentalisti" che integrano il comando "ribelle" del CNT.

La percezione presente nei comandi imperialistici degli Stati Uniti e dell’Europa è che le schiere dei "ribelli" sono quasi un mosaico delinquenziale di gruppi mercenari fondamentalisti di varia estrazione, che una volta al potere lottano tra sé per la spartizione del bottino di guerra.

Questo è il punto centrale che oscura e rende impraticabile la strategia di conquista della Libia senza sacrificio di soldati e senza un costo politico per le potenze della coalizione USA-NATO.
Nessun analista vede un futuro per un governo fantoccio (come in Iraq o in Afghanistan) formato da gruppi di mercenari addestrati dalla CIA, la cui unica esperienza è quella di combattere su mandato altrui e di arraffare denaro e prebende.

E sono innumerevoli le versioni, uscite principalmente dei bunker del potere statunitense ed europeo, che danno per scontato un piano militare e un calendario per le potenze imperialiste, con gli Stati Uniti in testa, per imporre la "pace" in Libia con basi militari e soldati come in Iraq ed Afghanistan.

Nel frattempo, gli obiettivi e i meccanismi economici che hanno alimentato l'operazione militare di frazionamento della Libia e il massacro della sua popolazione civile si sono già messi in movimento.

Mentre i dirigenti e i funzionari imperialisti preparano un governo collaborazionista di "transizione", le grandi aziende, le banche e l’industria bellica USA-UE preparano lo sbarco in Libia sotto la solita litania della "ricostruzione" delle infrastrutture e dell’economia del paese, distrutte dai bombardamenti delle stesse potenze che arrivano con il rango di "salvatori".

Gli Stati Uniti e le potenze della NATO hanno già deciso di sbloccare i beni libici presente all’estero per poter consentire alla nuova 'amministrazione di comprare armi ai militari, alle industrie petrolifere di ricostruire l'industria petrolifera e il mercato libico, e alle multinazionale e ai gruppi finanziari di spartirsi con efficacia il bottino della "ricostruzione" della Libia.

desbouvet
Inviato: 26/8/2011 22:02  Aggiornato: 26/8/2011 22:02
Mi sento vacillare
Iscritto: 10/6/2007
Da:
Inviati: 541
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
Citazione:
Faccio un esempio. Un paio di settimane fa sul Venerdi di Repubblica un lettore scrive a Michele Serra: ho dei dubbi sulla VU dell’11/9. Quello risponde: “caro lettore, ci si mette anche lei? Vuole che ci si perda nel delirio di dietrologie e di cospirazionismo che infesta la rete? Non nego che ci sia terrorismo cristiano, ma ammetterà che esiste anche il terrorismo islamico.” Ora, Michele Serra, che scrive spesso cose giuste, e scrive bene, si crede una mente aperta, tutto l’opposto di un fanatico. Eppure qui sragiona.


Si tende spesso, per umana debolezza, a non dire le cose come stanno. Quel pennivendolo non sragiona affatto. Come è vero che tutta la sua vita da pennivendolo, da scritturucolo, è un abile calcolo. Schifo all'anima sua.

Dr-Jackal
Inviato: 26/8/2011 22:16  Aggiornato: 26/8/2011 22:18
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 25/3/2006
Da:
Inviati: 1028
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...

Nieuport
Inviato: 26/8/2011 22:21  Aggiornato: 26/8/2011 22:21
Ho qualche dubbio
Iscritto: 16/12/2007
Da: Firenze
Inviati: 189
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
Rispondo a music-band.
Assolutamente non mi riferivo a te parlando di alterigia mentale, ma a certe tendenze fra i partecipanti al dibattito di Luogocomune che mi pare di avere riscontrato negli anni.
Insomma, sputiamo il rospo, io ce l’ho con quelli che invitano a non votare.
Il termine cospirazionisti per quelli che nel 1969 dubitarono della versione ufficiale voleva essere ironico, colpa mia se non mi sono fatto capire. Quello che volevo dire è che se la posizione di Michele Serra fosse stata adottata nel 1969, Valpreda sarebbe ancora in galera.
Quello che volevo dire (colpa mia se non mi sono fatto capire) è, visto che i meccanismi della propaganda e della disinformazione ci sono abbastanza chiari, che provare a convincere qualcuno, qualche persona vera, al bar o al mercato, non solo dei fatti dell’11/9 ma anche di vari altri fenomeni, dalla TAV alla privatizzazione dell’acqua o dall’uranio impoverito, può essere più utile che intervenire su Luogocomune con interventi furibondi. E in questo senso volevo dire, se Minoli ci offre una lieta sorpresa, non ci sarebbe spazio per agire su gente relativamente aperta, come Serra, che invece ragiona come Magdi Cristiano Allam?
Per il fatto, di cui ti rammarichi, che per i lettori di LC conta solo la TV: e ci credo! Quanti leggeranno queste lettere? 600? 6.000? Di cui 5.900 già convinti, e 100 troll?
Ma la trasmissione di Rai 3, ci dicono, l’hanno vista in 600.000.

lysmata
Inviato: 26/8/2011 23:35  Aggiornato: 26/8/2011 23:35
Ho qualche dubbio
Iscritto: 27/3/2011
Da:
Inviati: 286
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
Random e schifosamente OT visto che non ho nemmeno letto il post in ui scrivo, ancora, ma questa va segnalata ed evidenziata...
Vera e propria "opera d'arte"....


http://www.elperiodico.com/es/noticias/internacional/gadafi-escondia-palacio-album-fotos-condoleezza-rice-1130223

Un "album segreto" di foto di Condoleeza Rice in casa di Gheddafi, evidentemente innamorato della scimmiesca bellezza della collaboratrice di Bush.
Non so se la notizia sia uscita anche in Italia, io ve la segnalo in spagnolo. Ma se c'é bisogno si traduce senza problema.

Scusate.

Lavorare deve essere veramente uno schifo, se per convincerti a farlo ti devono pagare.
Redazione
Inviato: 26/8/2011 23:36  Aggiornato: 26/8/2011 23:36
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
Grazie "Doctor".

costa66
Inviato: 27/8/2011 0:49  Aggiornato: 27/8/2011 0:49
Ho qualche dubbio
Iscritto: 6/3/2010
Da:
Inviati: 125
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
Il Superultrafenomenaleattivissimo è incazzato nero. E' deluso perché Minoli prende a prestito le tesi del complottismo.

fran67
Inviato: 27/8/2011 2:40  Aggiornato: 27/8/2011 2:40
So tutto
Iscritto: 26/8/2011
Da:
Inviati: 4
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
Pero no lo contó la TV

http://www.youtube.com/watch?v=KLpgffwIthw

una canzone sull' 11 settembre.
E`stata più volte cancellata da you tube e da vimeo.
Tutta da sentire.... e risentire.
Abbraccio a tutti.
Francesco

Pispax
Inviato: 27/8/2011 2:49  Aggiornato: 27/8/2011 2:52
Sono certo di non sapere
Iscritto: 19/3/2009
Da:
Inviati: 4685
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
Mande


Citazione:
La prima notizia di propaganda che ricordo è stata la demolizione delle statue dei Buddha di Bamiyan.

Nel marzo 2001 i Talebani, prima governanti di uno sconosciuto e seminascosto dell'Asia centrale, diventano improvvisamente famosi come degli squilibrati fanatici.

Pochi mesi dopo a queste persone semisconosciute verrà mossa guerra da parte di una enorme "coalizione di volenterosi" sulla base di "prove" del coinvolgimento di Osama Bin Laden negli attentati dell'11/9 che non potevano essere mostrate se non ai propri alleati.

A quanti era rimasta impressa una notizia così insignificante come una semplice decisione amministrativa di demolire delle statue in uno sconosciuto paese distante migliaia di chilometri da noi?


Non mescoliamo il grano con il loglio.

Se un domani in Italia il potere venisse preso da una frangia oltranzista dei Testimoni di Geova, e questi si mettessero a demolire la Cappella Sistina per motivi religiosi, ti vedresti arrivare orde di gente inferocita fin dall'Australia.


Chi demolisce cimeli di così grande importanza (le statue, enormi, furono scolpite nel III e nel V secolo) solo perché raffigura un Dio diverso dal suo è OGGETTIVAMENTE un fanatico squilibrato.
C'è poco altro da dire.


Inoltre la storia delle statue è stata d'importanza marginale nella propaganda pre-invasione. Anche perché la demolizione definitiva delle statue avvenne a marzo del 2001, nove mesi prima degli attentati.

Quegli idioti dei fanatici squilibrati integralisti oltranzisti afghani inoltre era dal 1997 che cercavano di abbatterle. Fu proprio il Mullah Omar all'epoca a impedirne la distruzione.


Andiamoci piano allora.
Gridare "al lupo" ogni volta che si vede un'ombra non è utile a nessuno.

baciccio
Inviato: 27/8/2011 10:17  Aggiornato: 27/8/2011 10:44
Mi sento vacillare
Iscritto: 30/1/2006
Da: Genova
Inviati: 536
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
Citazione:
Autore: Pispax baciccio Citazione: dall'articolo: “Avevo innanzitutto ordinato alla stampa del Reich di non pubblicare informazioni sui maltrattamenti subiti dai tedeschi di Polonia. Attualmente però la situazione diventa sempre meno tollerabile. Sapete che abbiamo avuto alcuni casi di castrazione? Che nei nostri campi di raccolta, ci sono più di 70.000 rifugiati? Ancora ieri sette tedeschi sono stati uccisi dalla polizia polacca a Bielitz... Non c'è un paese degno di questo nome che possa sopportare simili affronti.” Adolf Hitler all'ambasciatore francese, 25 agosto 1939
baciccio:-
Temo che queste parole non siano semplice propaganda menzognera. I tedeschi residenti in Polonia subirono davvero efferrate violenze e uccisioni da parte dei polacchi. Questa pesecuzione al contrario, fù una delle cause che portò all'nvasione tedesca, principalmente per la difesa della popolazione di origini tedesche. Fù per effetto -anche- di questo che venne la Seconda Guerra Mondiale.
Pispax:
-Come accade spesso, ecco un'informazione vera nella forma ma completamente farlocca nella sostanza. Mi ha colpito il numero delle vittime tedesche: sette.


Una informazione "farlocca nella sostanza" l'uccisione di migliaia di civili di etnia tedesca quella che si perpetrò in Polonia alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale?
Pispax e Music-band, date, se potete, una rapida scorsa al copia e incolla che ho preso da un blog di informazione politica.
Se quel che vi si dice è vero, ne consegue che la propaganda politica non risparmia proprio nessuno, neppure chi ne è "consapevole".
[...]L’agonia inflitta alla minoranza etnica tedesca in Polonia di un milione e quattrocento mila residenti – molti dei quali bloccati dietro il confine polacco fin da quando era entrato in vigore il trattato di Versailles – fu di tale ampiezza da rivaleggiare con i racconti più crudi sull’ “olocausto”. Questi fatti sono sconosciuti dal mondo esterno, o cinicamente scartati come fantasie della propaganda nazista. Le loro sofferenze sono nondimeno state documentate in modo convincente. "Un rapporto ufficiale tedesco emesso nel 1940 fu, ipso facto, scartato dal mondo esterno come nient’altro che propaganda di atrocità usata per giustificare l’attacco di Hitler alla Polonia. Comunque, gli scettici occidentali hanno omesso di dire che osservatori legali e medici degli Stati Uniti parteciparono alle indagini sui crimini di guerra e verificarono i loro ritrovamenti, come fecero pure patologi legali della croce rossa internazionale. Inoltre, le organizzazioni tedesche che intrapresero queste indagini appartenevano alla Polizia ed amministrazioni civili, non al partito nazista né alla Wehrmacht, ed i risultati furono pubblicati dalla libreria tedesca di informazioni, non dal Ministero della propaganda.
Il rapporto fu attentamente esaminato dopo la guerra da ricercatori antitedeschi intenti a smascherarlo come propaganda. Ma nel 1954, lo storico comunista tedesco Theodor Bierschenk dichjarò, dopo uno studio di quattro anni intitolato “Atti di atrocità polacca contro la minoranza tedesca in Polonia”, che le accuse erano basate esclusivamente su evidenze di fatto. Il suo giudizio fu sfidato da Otto Heike, un giornalista socialdemocratico occidentale tedesco, che fu costretto ad ammettere che le conclusioni di Berschenk erano esatte. Da allora, il rapporto del 1940 è stato del pari verificato dai ricercatori di poche università che si sono prese la briga di esaminarlo per trovare le prove.
[...]Fino al 17 novembre 1939, data di chiusura delle prove documentarie, 5.437 omicidi commessi da membri delle forze armate polacche e da civili su uomini, donne e bambini della minoranza tedesca sono già stati provati in modo irrefutabile. Fu evidente che anche se i numeri reali di omicidi di gran lunga superarono questa cifra, e
fino al primo febbraio 1940, il numero totale di corpi identificati della minoranza tedesca è salito a 12.857.
Indagini ufficiali espletate fin dallo scoppio della guerra germano-polacca hanno mostrato che a questi 12.857 bisogna aggiungere più di 45.000 persone mancanti, le quali debbono essere contate fra i morti dal momento che non è stato possibile trovare traccia di essi.
Quindi, le vittime appartenenti alla minoranza tedesca in Polonia già totalizzano 58.000, Ed anche questa orrenda cifra in alcun modo raggiunge le perdite sostenute dai tedeschi. Questi omicidi furono intenzionali e per la maggior parte compiuti da soldati polacchi, poliziotti e gendarmi, ma anche da civili armati, studenti e apprendisti. Chiese protestanti e parrocchie furono distrutte e incendiate a Bromberg-Schwedenhoehe, a Kopfergarten vicino Bromberg, a Gr. Leistenau vicino Graudenz, a Kl, Katz nei pressi di Gotenhafen.[...]
Nonostante soprattutto maschi di età militare dai 16 ai 25 anni furono uccisi, più tardi anche donne e ragazze non furono risparmiate e per settimane dopo questi sordidi eventi, gli annunci di morte sulla Deutsche Rundschau a Bromberg come sulla Posener Tageblatt davano un orrendo quadro di come uomini, donne, anziani, invalidi e bambini fossero assassinati per mano dei polacchi, e di come gran parte di essi, mutilata, fosse stata rapinata. Il tipo di ferite (colpi d’arma da fuoco nella nuca, pugnalate nelle cavità orbitali, schiacciamento del cranio con il calcio dei fucili con fuoriuscita di materia cerebrale, colpi d’arma da fuoco sparati a bruciapelo) è stranamente simile in tutte le diverse località dove avvennero gli omicidi. Il numero degli assassinati e degli scomparsi accertato dall’ufficio centrale per la scoperta e l’internamento della minoranza tedesca istituito dal capo della amministrazione civile a Posen ha dovuto aggiornare in aumento le cifre.
Non solo molti più tedeschi uccisi nei dintorni di Posen ed entro il raggio di Blomberg nella “domenica di sangue”, ma anche la Slesia e la Polonia centrale hanno scoperto tali ecatombe di vittime; secondo le ultime cifre disponibili il primo febbraio 1940, il numero degli uccisi o scomparsi della minoranza tedesca ammonta certamente a 58.000, di cui 12.857 sono stati identificati. Il picco della persecuzione ebbe luogo fra il 31 agosto ed il 6 settembre 1939.
Le vittime erano generalmente legate insieme, portate fuori e massacrate in luoghi isolati, in numeri varianti da 39, 48, 53 fino a 104 alla volta, La fossa comune più grande fu rinvenuta a Tarnowa, a nord di Turek, il 14 agosto 1939, contenente 104 corpi, che erano stati portati via in colonna da Schroda e quindi uccisi.
Una fossa comune di 40 tedeschi di Thorn vicino ad Alexandrowo e dintorni conteneva corpi talmente mutilati che solo tre poterono essere identificati.
In quasi tutti i casi sono stati riscontrati orripilanti mutilazioni: (passo omesso per evitare descrizioni impressionanti).
E’ importante puntualizzare che tutte le volte che un polacco interveniva per salvare un tedesco, veniva terrorizzato da minacce di violenza ad un punto tale che doveva mettere da parte gli scrupoli di coscienza. Ciò nonostante, molti polacchi si comportarono civilmente e coraggiosamente. Sono stati riportati casi di padroni di casa e cameriere che proteggevano i tedeschi a rischio della propria vita.
L’isteria antitedesca fomentata dal governo di Varsavia e proseguita fino allo scoppio della violenza dalla stampa nazionale istigava gli elementi umani più deteriori. Ogni popolo ha un ceto criminale i cui istinti violenti emergono con scarsa o senza provocazione, ed i polacchi non erano meno degli altri. Le atrocità commesse da comunisti tedeschi durante gli anni ‘20 ed ai primi del ‘30 contro i propri concittadini si potevano paragonare alle brutalità commesse da criminali polacchi contro tedeschi, inermi.
Come scrisse l’autore del rapporto del 1940, “l’atteggiamento di derisione dei soldati polacchi nei confronti di qualsiasi idea di moralità o diritto, era originato da radici politico-psicologiche, essendo stata creata nelle caserme un’atmosfera ostile contro qualsiasi persona o cosa tedesca, specialmente dopo ripetuti ordini del governo polacco, del clero, di ufficiali subordinati, così come di certi ambienti finanziati dalle autorità, per eliminare qualsiasi traccia di elemento tedesco” (21).
Verso la fine dell’agosto 1939, perfino inglesi e francesi spingevano gli statisti di Varsavia a negoziare con Hitler, ma essi furono irremovibili, confidando nelle assicurazioni di Bullitt.
Nello stresso tempo, Hitler cercò di scongiurare un confronto militare, chiedendo la riedizione di conversazioni dirette con il ministro degli esteri polacco. “In queste circostanze”, Hitler informò Sir Neville Henderson, l’ambasciatore britannico, “il Governo tedesco è d’accordo nell’accettare l’offerta inglese di buoni servizi nell’assicurare il viaggio a Berlino di un emissario polacco con pieni poteri.
Contiamo sull’arrivo del plenipotenziario per mercoledì 30 agosto”. Josef Beck rispose con i gesti, non con parole, quando lui ed il suo collega diplomatico, conte Edward Raczynski si unirono al ministro degli Esteri inglese, Lord Halifax nel firmare un Patto di mutua assistenza, che garantiva l’intervento armato della Gran Bretagna qualora la Polonia fosse stata attaccata “da qualsiasi nemico”(soltanto la Germania era citata in un protocollo segreto non pubblicato fino a dopo la guerra). Da quel momento, la Polonia mobilitava.
“Non più tardi di tre giorni prima dello scoppio della guerra germano-polacca,” Hitler ricordava in seguito, “ho proposto all’ambasciatore inglese a Berlino una soluzione del problema germano-polacco simile a quella della Saar, sotto controllo internazionale. Questa offerta non si può liquidare. Essa fu respinta perchè i circoli responsabili della politica inglese volevano la guerra, un po’ perché si aspettavano vantaggi in affari, e un po’ per l’influenza della propaganda internazionale ebraica”.
Come furono forzati ad ammettere gli estensori della “Marshall Cavendish Illustrated Encyclopedia of World War Two”, “l’invasione tedesca della Polonia fu lanciata quando l’ambasciatore polacco a Berlino si rifiutò di vedere la proposta di Hitler per una soluzione pacifica del problema di Danzica e del Corridoio.[...]

Davide71
Inviato: 27/8/2011 11:47  Aggiornato: 27/8/2011 11:47
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 8/7/2006
Da:
Inviati: 2108
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
Ciao a tutti:

una delle armi migliori della propaganda è il "principio di autorità": se un medico ti dice che i vaccini fanno bene e un non-medico ti dice di no, tu credi ovviamente al medico! Perciò tutte le persone disposte a raccontare le panzane di regime diventano "professori", "intellettuali", "giornalisti", "premi Nobel", o "uno dei maggiori esperti del settore" nelle trasmissioni in cui intervengono.
In questo contesto le scuole hanno un ruolo fondamentale e mi stupisco che qualcuno lo contesti.
Ovviamente, se dopo essere stati innalzati sul piedistallo dal regime tali persone si azzardano a dire qualche cosa di "strano", le ritorsioni non mancano! Minacce, licenziamenti, fino ad accuse di stupro o altri reati infamanti, avvertimenti in stile mafioso e "improvvisi malori" o "inspiegabili suicidi".
Tuttavia il problema di questi regimi è che, progressivamente, il costo di mantenere in piedi il castello di panzane diventa sempre più alto; un numero sempre maggiore di persone deve essere controllato, corrotto o minacciato e questo costa un'infinità di soldi. Oltre tutto questo meccanismo porta progressivamente al potere persone prive di principi, ciniche e perverse, che all'interno delle istituzioni lavorano solo per se stesse.
Se pensiamo che in America ci sono stati momenti in cui l'uno per cento della popolazione americana adulta era in carcere (una persona su cento! un'enormità), arriviamo a capire perché questi regimi finiscono per crollare da soli sotto il peso delle loro "colpe". Oltre tutto significa che, se l'1% è in galera, ce n'é almeno un altro 1% che subisce dei controlli restrittivi di qualche tipo, e non si sa quanti vengano controllati puramente e semplicemente.

Non date le perle ai cani e ai porci perchè non le mangeranno e vi si rivolteranno contro.
sonsokh
Inviato: 27/8/2011 15:20  Aggiornato: 27/8/2011 19:28
Ho qualche dubbio
Iscritto: 23/11/2010
Da: Lecco
Inviati: 238
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
grande articolo Music-band!
un piccolo manuale da rileggere di tanto in tanto
grazie

PS
sarebbe utile aprire un topic relativo a questo articolo.

Teba
Inviato: 28/8/2011 21:20  Aggiornato: 28/8/2011 21:20
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 14/9/2007
Da:
Inviati: 1846
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
Finito di leggere l'ottimo articolo, grazie Musicband, molto utile.

divert
Inviato: 29/8/2011 19:16  Aggiornato: 29/8/2011 19:16
Ho qualche dubbio
Iscritto: 25/5/2009
Da:
Inviati: 78
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
te la scarichi da qui http://www.youtube.com/watch?v=20ELv82-sR8
con downloadhelper o jdownload in mp4

Non discutere mai con un idiota, la gente potrebbe non notare la differenza.
(Arthur Bloch)
divert
Inviato: 29/8/2011 21:45  Aggiornato: 29/8/2011 21:45
Ho qualche dubbio
Iscritto: 25/5/2009
Da:
Inviati: 78
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
@ baciccio

da dove viene quel materiale che hai pubblicato?

Non discutere mai con un idiota, la gente potrebbe non notare la differenza.
(Arthur Bloch)
Silver
Inviato: 31/8/2011 11:55  Aggiornato: 31/8/2011 11:55
Mi sento vacillare
Iscritto: 20/9/2005
Da: Torino
Inviati: 615
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
Complimenti Federico.
Bellissimo articolo.

Non oso immaginare le ore di ricerca per scrivere un articolo così pieno di dati, nozioni e argomentazioni.

Polonio
Inviato: 1/9/2011 7:11  Aggiornato: 1/9/2011 7:13
Mi sento vacillare
Iscritto: 5/8/2009
Da:
Inviati: 797
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
creare il babau.
stamane al tg1 una sfilza di servizi su quanto gli islamici sono brutti e cattivi.
mi è subito tornato in mente questo articolo che ho letto ieri sera:
http://www.byoblu.com/post/2011/08/30/Chi-finanzia-la-paura-dellIslam.aspx

Ellis92
Inviato: 1/9/2011 7:13  Aggiornato: 1/9/2011 7:13
So tutto
Iscritto: 27/7/2011
Da: Padova
Inviati: 18
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
L'articolo è molto interessante perchè giustamente fa notare come l'11 settembre sia stato sviscerato in ogni modo tranne da un punto di vista propagandistico.
Potrebbe essere il vero e proprio punto di partenza per combattere gli inganni dei nostri governi. Quindi non solo per episodi come l'11 settembre, ma per qualsiasi avvenimento.

Inutile dire che la propaganda è uno strumento pericolosissimo, e persino letale per le persone meno avvezze ad interessarsi di ciò che gli accade intorno. Ci sono persone che credono veramente di essere dalla parte dei buoni solo perchè appartengono ad un paese "occidentale"!

Per dirne una: l'altro giorno, quando i ribelli avevano preso Tripoli, vedevo rainews24. In studio il classico "esperto" di turno analizzava, da un punto di vista propagandistico, un filmato della tv libica che diceva che Tripoli in realtà non era ancora caduta, che Gheddafi non era stato catturato, che la situazione era sotto controllo, ecc...
Capite la finezza della tecnica? Uno che ha guardato quella critica di rainews24 ha potuto sì vedere le tecniche di propaganda, ma applicate dalla tv libica!! E non sospetterebbe mai e poi mai che contemporaneamente è lui stesso vittima di propaganda!! il pensiero che uno fa è: "Beh, se sto qui sta denunciando la propaganda della tv libica, potrà mai star facendo (lui stesso) propaganda?"
Questa dev'essere veramente la tecnica più subdola e invisibile che ci sia...

Comunque se si facesse notare questo uso sfrenato di propaganda da parte dei politici di tutto il mondo, la gente non potrebbe certo dire: "macchè! La propaganda non esiste! è solo un'invenzione complottista!"
La massa dovrebbe solo arrendersi all'evidenza e prendere atto di essere stata manipolata in ogni modo. Non è una prova schiacciante per dire che l'11 settembre è stato organizzato dagli usa, ma almeno le persone diventano più accorte e si abituano a pensare con la loro testa e a non assorbire come spugne tutto ciò che esce dal televisore!

Ermetico
Inviato: 2/9/2011 14:25  Aggiornato: 2/9/2011 15:09
Ho qualche dubbio
Iscritto: 28/7/2011
Da:
Inviati: 66
 Re: Propaganda: l'11 settembre e le armi d'inga...
Casualmente ho letto il "punto di vista" di Franceschetti sulla TV e cronaca nera (come propaganda della paura):

http://paolofranceschetti.blogspot.com/

L'articolo di M.B. è molto interessante e dettagliato.
Mi ha ricordato ill "... suscitare un "etat d'esprit" (concetto trovato spesso leggendo Santaruina)

Usare immagini, simboli e parole per condizionare la visione della realtà e quindi il suo divenire. Magia moderna.

Si può dire che la propaganda mira a costruire pregiudizi?

Ma se, quindi, l'effetto della propaganda è anche inculcare pregiudizi, è possibile comunque immaginare l'essere umano nella sua quotidianità privo di pregiudizi?

Mi dico a volte: deboli pregiudizi e ferrei giudizi.
(ferrei? ... vabbè! ... scusate l'enfasi retorica)

So tutto? No, grazie!
Il "convinto" avvelena anche te. Digli di smettere.

Powered by XOOPS 2.0 © 2001-2003 The XOOPS Project
Sponsor: Vorresti creare un sito web? Prova adesso con EditArea.   In cooperazione con Amazon.it   theme design: PHP-PROXIMA