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Re: Quelli che il debito pubblico c'è perché abbiamo...
edo 26/7/2014 19:01
Re: Quelli che il debito pubblico c'è perché abbiamo...
Calvero 26/7/2014 18:55
Re: Quelli che il debito pubblico c'è perché abbiamo...
Davide71 26/7/2014 18:08
Re: Quelli che il debito pubblico c'è perché abbiamo...
ohmygod 26/7/2014 18:01
Re: Quelli che il debito pubblico c'è perché abbiamo...
wendellgee 26/7/2014 17:55
Re: Quelli che il debito pubblico c'è perché abbiamo...
invisibile 26/7/2014 17:26
Re: Quelli che il debito pubblico c'è perché abbiamo...
Triac 26/7/2014 17:10
Re: Quelli che il debito pubblico c'è perché abbiamo...
fefochip 26/7/2014 16:42
Re: Quelli che il debito pubblico c'è perché abbiamo...
infosauro 26/7/2014 16:32
Re: Aereo malese abbattutto
fefochip 26/7/2014 16:19
Re: Quelli che il debito pubblico c'è perché abbiamo...
Escape2013 26/7/2014 16:08
Re: Quelli che il debito pubblico c'è perché abbiamo...
Dar56 26/7/2014 15:54
Re: Quelli che il debito pubblico c'è perché abbiamo...
Polidoro 26/7/2014 15:44
Re: Quelli che il debito pubblico c'è perché abbiamo...
ohmygod 26/7/2014 15:32
Re: Quelli che il debito pubblico c'è perché abbiamo...
wendellgee 26/7/2014 15:09
Re: Aereo malese abbattutto
peonia 26/7/2014 15:05
Re: Quelli che il debito pubblico c'è perché abbiamo...
ohmygod 26/7/2014 14:58
Re: Quelli che il debito pubblico c'è perché abbiamo...
Calvero 26/7/2014 14:54
Re: Quelli che il debito pubblico c'è perché abbiamo...
wendellgee 26/7/2014 14:50
Re: Aereo malese abbattutto
DrHouse 26/7/2014 14:34
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politica italiana : L'Italia a pane e acqua
Inviato da Redazione il 12/3/2012 23:20:00 (7232 letture)

di Marco Cedolin

L’ipocrisia della stampa mainstream traspare impietosamente nei titoloni che oggi campeggiano grottescamente sulle prime pagine di quasi tutti i giornali.

“Crolla la spesa delle famiglie, l’Italia è tornata a 30 anni fa” titola angosciata La Repubblica, aggiungendo “Istat l’Italia in recessione tecnica”.

“Famiglie, la spesa ritorna agli anni 80, bollette e trasporti bruciano i redditi”, campeggia sul Corriere della Sera.

“Crollo dei consumi (come 30 anni fa) nuovi record per benzina e diesel", aprono angosciosamente Il Messaggero e Il Mattino di Napoli.

Tutti visibilmente turbati, sconvolti e stupiti per il calo dei consumi, anche alimentari, di un punto e mezzo percentuale, rilevato nel recente rapporto di Intesa San Paolo. Tutti a domandarsi come sia possibile una simile iattura, quasi si trattasse di una calamità naturale sfuggita al satellite e al metereologo.

Ma dov’era tutta la pletora di pennivendoli e camerieri ...

... che compone la fauna del circo mediatico e oggi si finge “preoccupata”, quando negli ultimi mesi l'usuraio che senza averne diritto siede al governo costruiva le premesse di questa situazione e di quelle ben più gravi che sperimenteremo nel prossimo futuro?

Non si trovavano in viaggio premio su Marte, né a fare i cronisti di guerra sulle lune di Orione, ma insozzavano le stesse pagine dei loro giornalacci, con lodi sperticate nei confronti del governo Monti, rappresentando lo stesso come un impavido timoniere che tramite il decreto “salva Italia” avrebbe traghettato il paese fuori dalle sabbie mobili della crisi e della recessione. Plaudivano agli aumenti indiscriminati delle tassse. Sorridevano all’incremento delle accise sulla benzina, sostenevano l’eutanasia del posto fisso e solo un paio di giorni fa condividevano con "lacrima" Fornero la preoccupazione che le famiglie italiane, qualora sostenute economicamente, potessero sedersi a mangiare pastasciutta, da congreghe di fannulloni quali sono.

Perché mai stupirsi delle (prime) conseguenze di una serie di manovre economiche di carattere esclusivamente recessivo, attraverso le quali l’usuraio ha dato il via ad una profonda operazione di trasferimento di ricchezza dalle tasche delle famiglie ai forzieri delle banche di proprietà dei suoi padroni?

Come si può stupirsi del fatto che le famiglie, con il potere d’acquisto dei salari sempre più basso, le prospettive di lavoro sempre più precarie, i prezzi dei generi di consumo sempre più alti, la benzina alle stelle e l’IVA che fra qualche mese raggiungerà il 23%, inizino a consumare di meno?

Giornalisti, , economisti ed imbratta carta che danno vita ai media mainstream erano forse dell’opinione che i “consumatori” italiani avrebbero iniziato a stampare euro nel buio delle proprie cantine, per continuare a consumare a più non posso, nonostante i salassi ed il futuro plumbeo che incombe sulle loro teste? O si sarebbero precipitati in stato di trance all’interno degli ipermercati, per dare vita ad un’ultima cena a base di caviale e champagne, prima di fuggire sotto a un ponte, dove perfino Equitalia non potrebbe pignorare loro nulla?

Gli italiani staranno anche seduti (come dice lacrima Fornero), perché sulla sedia si risparmiano calorie, ma non possono fare altro che mangiare meno pastasciutta e rendere visita più raramente alla pompa di benzina.

A meno che vadano in giro a rubare o vengano stipendiati dai banchieri, come i tecnici ed i giornalisti, non potrebbero oggettivamente fare altrimenti, perché allora tanto ipocrita stupore, dispensato a pioggia su giornali e TV?

Marco Cedolin

http://ilcorrosivo.blogspot.com/
http://marcocedolin.blogspot.com/
http://ariachetira.blogspot.com/

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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
Redazione
Inviato: 12/3/2012 23:39  Aggiornato: 12/3/2012 23:39
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 17886
 Re: L'Italia a pane e acqua
Vedrete che fra un pò salta fuori Berlusconi e dice : "Almeno quando c'ero io i ristoranti erano tutti pieni".

noalgregge
Inviato: 12/3/2012 23:44  Aggiornato: 12/3/2012 23:44
Mi sento vacillare
Iscritto: 12/10/2010
Da:
Inviati: 301
 Re: L'Italia a pane e acqua
siamo bestiame con il collare a strozzo, ogni tanto na tiratina in più,

"Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti." Eraclito
ivan
Inviato: 12/3/2012 23:46  Aggiornato: 12/3/2012 23:59
Sono certo di non sapere
Iscritto: 22/7/2004
Da: Bronx
Inviati: 11055
 Re: L'Italia a pane e acqua
Qui siamo un pò tutti su altri pianeti visto che sfugge la quintessenza del problema che purtuttavia si palesava da deceni.

Il disastro economico descritto è quello del lavoro dipendente: il lavoro già da decenni permette solo di sopravvivere nel migliore dei casi.

L'economia non gira piu' sulla trasformazione di materia prima e e distribuzione su vasta scala di merci, ma gira su altre cose, su altri canali che magari nemmeno osiamo immaginare.

In questo mutato scenario economico i primi a farne le spese è stato il mondo del lavoro dipendente che non solo arranca sempre piu' ma è sempre piu' sotto attacco (vedi le ultime cronache politiche) .

Dove andremo a finire non lo so, ma quel che si vede in giro non è bello: negozi vuoti, gente che non può permettersi il riscaldamento nè un'auto usata. Basta leggere le cronache: sono anni che la gente arriva al suicidio perchè non vede via d'uscita.

Non è un bel periodo questo, speriamo passi presto: a natale nei bar non c'erano le ceste natalizie, il carnevale è passato quasi inosservato, delle vacanze pasquali non ne parla nessuno.

Mai visto uno scenario simile.

E purtuttavia la politica nel suo fortino è tranquilla e sicura e sprezzante perchè sa che con il controllo totale che ha sui media può dominare la situazione in qualunque momento.

The undeserving maintain power by promoting hysteria F. Herbert

You don't need to take drugs to hallucinate; improper language can fill your world with phantoms and spooks of many kinds R. A. Wilson

La verità raramente è pura e non è mai semplice
peonia
Inviato: 13/3/2012 0:15  Aggiornato: 13/3/2012 0:17
Sono certo di non sapere
Iscritto: 26/3/2008
Da: Roma
Inviati: 4741
 Re: L'Italia a pane e acqua
Leggevo stasera su una foto, postata da Sertes su FB, di uno del Movimento dei Forconi:" Se dopo 50 anni di lavoro, devo andare alla Caritas a rimediare un pacco di pasta, è legittimo che mi vada a cercare un fucile"...


come non capirlo? bisognerà avere nervi ben saldi, vedremo cose terribili accadere, speriamo di cavarcela nel frattempo....in bocca al lupo!

"Continueremo a fare delle nostre vite poesie fino a quando la libertà non verrà declamata sopra le catene spezzate di tutti i popoli oppressi". Vittorio Arrigoni
Sdan
Inviato: 13/3/2012 0:29  Aggiornato: 13/3/2012 0:29
Ho qualche dubbio
Iscritto: 27/2/2012
Da:
Inviati: 83
 Re: L'Italia a pane e acqua
Citazione:
perché allora tanto ipocrita stupore, dispensato a pioggia su giornali e TV?

Perché dobbiamo avere paura, una paura paralizzante.

Matteo84
Inviato: 13/3/2012 0:42  Aggiornato: 13/3/2012 0:42
Ho qualche dubbio
Iscritto: 13/12/2010
Da: Servigliano (Marche)
Inviati: 38
 Re: L'Italia a pane e acqua
.....e alla fine tornarono tutti nelle campagne a coltivarsi il cibo....senza elettricità.....senza internet.......senza auto.....senza iphone......divertendosi con poco.....riscoprendo la bellezza della comunicazione e il dialogo.....fosse questa la fine del mondo?! l'inizio del nuovo ciclo?!

Amo la vita! Amo la Natura! Amo i rapporti sociali! Sono una persona di successo!
PikeBishop
Inviato: 13/3/2012 0:50  Aggiornato: 13/3/2012 0:50
Sono certo di non sapere
Iscritto: 1/11/2005
Da: Tavistock Square, Camden, London WC1H, UK
Inviati: 6255
 Re: L'Italia a pane e acqua
Citazione:
e alla fine tornarono tutti nelle campagne a coltivarsi il cibo

Col cavolo. Ti fanno pagare la tassa sui fabbricati e ti obbligano ad avere la partita iva se vuoi scambiare le derrate e di conseguenza se non guadagni quanto hanno calcolato loro he dovresti e non paghi in conseguenza diventi un evasore e pignorano tutto. E le tasse le devi pagare in moneta a corso legale: come te la procuri? Sugli alberi non cresce. Il Medioevo e' diventato una specie di eta' dell'oro in cui dovevi dare solo la meta' (ma spesso meno) del tuo raccolto al Signore ed una decima alla Chiesa. Bei tempi.

Il Portico Dipinto Network Nanopublishing
E' dall'uso (mancato) del Congiuntivo, che li riconoscerete.
Matteo84
Inviato: 13/3/2012 1:25  Aggiornato: 13/3/2012 1:25
Ho qualche dubbio
Iscritto: 13/12/2010
Da: Servigliano (Marche)
Inviati: 38
 Re: L'Italia a pane e acqua
quà ci calerebbe la frase alla Braveheart

Amo la vita! Amo la Natura! Amo i rapporti sociali! Sono una persona di successo!
Davide71
Inviato: 13/3/2012 1:39  Aggiornato: 13/3/2012 1:39
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 8/7/2006
Da:
Inviati: 1716
 Re: L'Italia a pane e acqua
Ciao a tutti:

stasera alla tele parlavano di "salvare la Grecia" per evitare di compromettere il tessuto sociale. Secondo me salvano solo le banche indebitate con la Grecia, succhiando il sangue dei Greci.
Faranno lo stesso con l'Italia...

Non date le perle ai cani e ai porci perchè non le mangeranno e vi si rivolteranno contro.
Elius
Inviato: 13/3/2012 1:45  Aggiornato: 13/3/2012 1:45
Ho qualche dubbio
Iscritto: 6/5/2011
Da:
Inviati: 120
 Re: L'Italia a pane e acqua
chiedo venia per l'OT colossale, ma mi sembra importante come notizia.. in caso ignorate o Massimo cancella pure il post, ho cercato in forum e commenti delle ultime notizie e non ho trovato nulla.... qualche parolina su Kony 2012 (Fony 2012 pero' mi piace di più) la spendiamo?

mi ha fatto calare ancora di più il livello di speranza nell'uomo inteso come massa occidentale

per chi non sa nulla:
http://www.kony2012.com/

è una viral campaign, filmetto di 30 minuti che già dal primo si ha la nausea da una propaganda rara da vedere (ma che purtroppo sembra funzionare......) di sensibilizzazione contro un certo Joseph Kony dell'Uganda che è diventato il criminale numero 1 al mondo per i crimini contro l'umanità "commessi".
praticamente è il capo di una banda di un'armata in uganda la LRA che è accusato di arruolare bambini nel suo esercito e a commettere malefazie varie (l'unico che lo fa nel mondo, penserete voi....) e d'un tratto è diventato: (citazione dall'homepage del sito)
"Who is Joseph Kony?

Joseph Kony is the world’s worst war criminal. In 1987 he took over leadership of an existing rebel group and renamed it the Lord’s Resistance Army (LRA)."

praticamente hanno già deciso che è la peggio feccia del MONDO, badate bene manco dell'africa, del mondo.
fatto sta che fior di star e politici si son subito schierati a favore della ONG (sì, il video è pure di un'associazione non governativa) e dei poveri bambini che sono costretti a combattere.... e il video su youtube ha avuto tipo 35 o 50 milioni di visite in 2 giorni ed ora è arrivato a 75 MILIONI (dal 6 marzo)....

l'articolo di alex jones a riguardo:
http://youtu.be/Cv4UwyGFKks
in soldoni tutto un modo per ottenere il supporto delle masse ad un nuovo intervento militare, in centro africa questa volta.

e intanto le donazioni impazzano (5 milioni di dollari raccolti in 1-2 giorni) e le condivisioni su facebook in nome dei poveri bambini pure. e a noi la tristezza.

fiodenamig
Inviato: 13/3/2012 3:06  Aggiornato: 13/3/2012 3:07
Mi sento vacillare
Iscritto: 13/5/2011
Da:
Inviati: 332
 Re: L'Italia a pane e acqua
Redazione ha detto:
Vedrete che fra un pò salta fuori Berlusconi e dice : "Almeno quando c'ero io i ristoranti erano tutti pieni".

_____________________________________________



Non ha bisogno di dirlo.

fiodenamig
Inviato: 13/3/2012 3:38  Aggiornato: 13/3/2012 3:40
Mi sento vacillare
Iscritto: 13/5/2011
Da:
Inviati: 332
 Re: L'Italia a pane e acqua


TEORIA MONETARIA MODERNA


Teoria Monetaria Moderna (Modern Monetary Theory, MMT) è il termine moderno per indicare il corpo teorico del cartalismo e con esso si fa riferimento a una teoria economica che intende descrivere nel dettaglio le procedure e le conseguenze dell'utilizzo della moneta a corso legale rilasciata dallo stato.

La teoria fu presentata per la prima volta dall'economista tedesco Georg Friedrich Knapp nel 1895, con l'importante contributo di Alfred Mitchell-Innes. Tale teoria influenzò negli anni '30 il Trattato sulla moneta di John Maynard Keynes, che cita Knapp e il cartalismo nella pagina di apertura. La teoria economica è sostenuta da alcuni economisti post-keynesiani.

Per alcuni autori la Teoria Monetaria Moderna non fa altro che descrivere il sistema monetario in vigore sin dall'abolizione, avvenuta nel 1971, del sistema aureo.


Indice

1 Storia
2 Descrizione
2.1 L'assioma fondante la teoria
2.2 Il ruolo della tassazione
2.3 Gli effetti della natura della moneta sull'economia pubblica e privata
2.4 Il risparmio privato e il settore del credito
2.5 La discrezionalità sul mantenimento del mercato dei titoli pubblici
2.6 Le transazioni verticali
2.7 Il debito e la moneta tra settori pubblico e bancario
2.8 Il controllo sul tasso di interesse
2.9 Le transazioni orizzontali
2.10 Importazioni ed esportazioni
2.11 L'utilizzo prescrittivo
3 Critiche
4 La diffusione in Italia


Storia

La Teoria Monetaria Moderna affonda le sue radici nel cartalismo, del quale è considerata il corpo moderno. Il cartalismo (chartalism in lingua inglese, dal latino "charta" cioè "carta", in attinenza alla natura della moneta cartacea prevista nel sistema della moneta a corso legale e in contrapposizione con la teoria monetaria del metallismo) viene elaborato alla fine del XIX secolo dall'economista tedesco Georg Friedrich Knapp, poi ripreso da John Maynard Keynes nel suo Trattato sulla moneta.

Il cartalismo nasce come teoria complementare al circuitismo in quanto in origine essa è pensata per spiegare le cosiddette "interazioni verticali", ovverosia da governo a privato e viceversa, mentre la teoria del circuitismo nasce invece per illustrare le cosiddette "interazioni orizzontali", ovverosia da privato a privato.

Nello specifico il termine di "Modern Monetary Theory" viene successivamente coniato dall'economista australiano Bill Mitchell in riferimento a una frase contenuta nel trattato di Keynes. Per queste sue origini, la Teoria Monetaria Moderna è anche definita con il nome di neo-cartalismo.

Il principale luogo da dove parte il rilancio moderno della teoria è l'Università del Missouri-Kansas City, ove insegnano Randall Wray, Stephanie Kelton, William Black, Michael Hudson, e dove ha sede il Centro per la Piena Occupazione e la Stabilità dei Prezzi di Warren Mosler.

James Kenneth Galbraith è uno dei più celebri sostenitori della teoria e nel 2010 scrive la prefazione del libro di Mosler intitolato Seven Deadly Innocent Frauds of Economic Policy.


Descrizione


• L'assioma fondante la teoria

Secondo la Teoria Monetaria Moderna, una nazione dotata di sovranità monetaria, ossia di moneta a corso legale che è in libera fluttuazione sul mercato valutario e la cui facoltà di emissione è nella pertinenza esclusiva di istituzioni nazionali controllate dallo stato in modo diretto o indiretto e di debito denominato esclusivamente in tale moneta, non può fallire in quanto la sua "capacità di pagamento" ("ability to pay" in inglese) è illimitata parimenti a come è illimitata la sua capacità di stampare moneta. Di conseguenza, non ci sono tetti razionali al deficit e al debito sostenibili da parte di una nazione, poiché essa ha un potere illimitato di finanziare questi disavanzi stampando moneta.


• Il ruolo della tassazione

In tale sistema la tassazione non svolge pertanto il ruolo di finanziare la spesa pubblica, bensì di rendere effettivo il controllo dello stato sulla moneta, sulla quantità di massa monetaria circolante e sulla velocità di circolazione della moneta. Potendo così lo stato emettere la propria moneta a volontà, la Teoria Monetaria Moderna sostiene che il livello di tassazione, in specie rispetto alla spesa pubblica, è primariamente non un mezzo di finanziamento delle attività della cosa pubblica bensì uno strumento politico che di fatto regola l'inflazione e la disoccupazione. Pertanto la creazione di deficit o di surplus nel bilancio pubblico è il frutto di una decisione eminentemente di natura politica e non economica da parte dello stato.

Secondo la Teoria Monetaria Moderna, il denaro entra in circolazione attraverso la spesa pubblica. In altre parole, la moneta è prima creata e spesa dallo stato, e solo successivamente avviene l'esazione delle imposte. La tassazione viene impiegata per rendere effettiva l'adozione della moneta a corso legale, conferendole valore mediante la creazione di domanda sotto forma dell'obbligo dell'imposizione fiscale che può essere soddisfatto solo con la valuta nazionale. L'obbligo di pagamento delle imposte con la valuta nazionale, unito alla fiducia e all'accettazione della moneta da parte anzitutto dei cittadini, contribuisce in modo determinante alla conservazione del valore della divisa nel corso del tempo ovverosia al controllo sull'inflazione.


• Gli effetti della natura della moneta sull'economia pubblica e privata

L'affermazione che la moneta è dunque "creatura dello stato" comporta sia che non esiste alcuna ragione affinché la spesa pubblica debba essere coperta da un corrispettivo prelievo fiscale sia che lo stato può spendere senza prima avere incamerato gettito fiscale e che perciò può impiegare tutte le risorse necessarie a incrementare l'attività economica e l'occupazione. Ne consegue che secondo gli economisti della Teoria Monetaria Moderna, tra cui James Kenneth Galbraith, l'emissione di moneta veicolata all'aumento di produttività consente allo stato di fare deficit di bilancio, quasi senza limiti, senza un apprezzabile pericolo di inflazione, sin quando non si arriva al pieno impiego. Essi argomentano inoltre che, durante le fasi di contrazione economica, la sottrazione di massa monetaria circolante, causata da politiche finalizzate al conseguimento del surplus nel bilancio statale, comporta un impoverimento del sistema produttivo, dei cittadini e delle imprese, che si vedono sottrarre moneta che altrimenti verrebbe usata per alimentare l'economia. Il surplus di bilancio rende lo stato un risparmiatore netto e parallelamente rende il settore privato un debitore netto. L'effetto delle politiche statali atte al conseguimento del surplus di bilancio è quindi di forzare il settore privato a indebitarsi riducendo di conseguenza la ricchezza dei cittadini. Viceversa, il deficit nel bilancio statale contribuisce ad alimentare e a garantire la ricchezza del settore privato, e il debito pubblico risultante da questo deficit è pertanto l'espressione del miglioramento delle condizioni economiche dei cittadini. Il deficit e il debito pubblici sono dunque strumenti, a disposizione dello stato, finalizzati al conseguimento della massima capacità occupazionale e produttiva di una nazione.


• Il risparmio privato e il settore del credito

La Teoria Monetaria Moderna descrive il risparmio privato come funzionale all'incremento del reddito nazionale. All'aumento del reddito nazionale corrisponde l'incremento del risparmio privato. La spesa statale in deficit ha pertanto il fine di stimolare l'attività economica incrementando così sia il prodotto interno lordo sia il reddito nazionale e perciò anche il risparmio privato. L'attività del settore creditizio nell'ambito della concessione dei prestiti varia in funzione della richiesta di credito da parte dei privati. In situazione di deficit pubblico lo stato dotato di sovranità monetaria immette moneta nel sistema economico per finanziare l'acquisto di beni e servizi dai privati e dalle aziende private le quali di conseguenza pagano i loro dipendenti con questo denaro creando perciò un effetto a catena che condiziona la massa monetaria circolante e la velocità di circolazione della moneta. Questo processo tende a ridurre la richiesta di prestiti nei confronti del settore del credito. Si abbassano così anche i tassi di interesse richiesti dal settore del credito per la concessione di prestiti ai privati.


• La discrezionalità sul mantenimento del mercato dei titoli pubblici

La capacità di emettere quantità di moneta teoricamente infinita per finanziare il settore pubblico comporta che non vi sia la necessità, da parte dello stato, di chiedere a prestito il denaro essenziale al funzionamento della cosa pubblica ai sottoscrittori privati di titoli di stato, evitando così che il governo sia soggetto ad accettare i tassi di interesse sul debito pubblico imposti dal mercato. Secondo la Teoria Monetaria Moderna è pertanto una misura facoltativa, e non obbligatoria, il mantenimento del mercato dei titoli pubblici in uno stato dotato di sovranità monetaria.


• Le transazioni verticali

La Teoria Monetaria Moderna definisce ogni transazione tra il settore pubblico e il settore non pubblico con il termine di transazione verticale. All'interno del settore pubblico sono inclusi sia il tesoro sia la banca centrale, mentre il settore non pubblico comprende tutti i soggetti privati tra cui il sistema delle banche commerciali, le aziende, i cittadini. Il settore estero comprende compratori e venditori stranieri.

In qualsiasi periodo di tempo dato, il budget statale può essere o in deficit o in surplus. Un deficit si ottiene quando lo stato spende più di quanto tassa; un surplus si ottiene quando lo stato tassa più di quanto spende. Pertanto, secondo la Teoria Monetaria Moderna, ne consegue che il deficit del bilancio pubblico aggiunge un corrispondente attivo finanziario al settore privato in quanto un deficit di bilancio significa che lo stato ha depositato più denaro all'interno dei conti correnti bancari dei privati rispetto a quello che ha sottratto in tasse. Un surplus invece significa l'opposto: in totale, lo stato ha prelevato attraverso le tasse più denaro dai conti correnti bancari dei privati rispetto a quanto ne abbia speso. Dunque i deficit di bilancio, per definizione, sono equivalenti ad aggiungere beni finanziari al netto nel settore privato; mentre i surplus di bilancio rimuovono beni finanziari dal settore privato. Questo è rappresentato dalla formula:

(G-T) = (S-I) - NX

dove G rappresenta la spesa pubblica, T sono le tasse, S sono i risparmi, I gli investimenti e NX è l'esportazione netta.

Di conseguenza la conclusione tracciata dalla Teoria Monetaria Moderna sulla base di questo assunto è che il risparmio netto dei privati è possibile solo se lo stato realizza deficit di bilancio; in caso contrario, il settore privato è obbligato a fare un "risparmio negativo" (dissaving), cioè a ridurre i propri risparmi, quando lo stato adotta un surplus di bilancio.

La Teoria Monetaria Moderna quindi non sostiene il concetto, supportato invece da alcuni keynesiani, che i surplus di bilancio siano sempre necessari in periodi di alta domanda. In accordo con il sistema delineato sopra, i surplus di bilancio rimuovono i risparmi al netto e, durante un periodo di elevata domanda effettiva, ciò può provocare una dipendenza dal settore del credito, da parte dei privati, al fine di finanziare le proprie abitudini di consumo. Più precisamente, la Teoria Monetaria Moderna suggerisce che una situazione di persistente deficit di bilancio è necessaria onde conseguire una crescita economica costante nel tempo evitando contemporaneamente il pericolo deflattivo. La Teoria Monetaria Moderna afferma altresì che solamente nel caso in cui l'economia disponesse di una eccessiva domanda aggregata e si trovasse in una situazione di effettivo rischio inflazionistico (in caso, cioè, di boom economico) sarebbe dunque indispensabile ridurre il deficit pubblico perseguendo una politica di surplus.


• Il debito e la moneta tra settori pubblico e bancario

La Teoria Monetaria Moderna ritiene che l'analisi e la comprensione dell'uso delle riserve contabili sia cruciale per capire le interazioni tra settore pubblico e privato. Per questo la Teoria Monetaria Moderna presta particolare attenzione alla realtà operativa della interazioni tra il governo, la banca centrale e il settore bancario commerciale.

In una nazione dotata di sovranità monetaria, di solito il tesoro detiene un conto corrente presso la banca centrale. Tramite questo conto corrente il tesoro spende, ricevere tasse e altri afflussi. Inoltre tutte le banche commerciali hanno similarmente un conto corrente all'interno della banca centrale. Questo permette al settore bancario commerciale di gestire le proprie riserve, che sono la quantità di denaro disponibile a breve termine detenuta da ciascuna banca commerciale.

Sicché, quando lo stato spende, la banca centrale addebita il corrispettivo sul conto corrente del tesoro. A sua volta, il tesoro deposita questo denaro all'interno dei conti correnti dei privati e perciò all'interno del sistema bancario commerciale. Questo afflusso va quindi ad incrementare le riserve totali del settore bancario poiché l'emissione di questo debito pubblico corrisponde a una equivalente immissione di moneta nel sistema economico privato. La tassazione, invece, lavora esattamente al contrario: si drenano risorse e perciò i conti correnti dei privati vengono gravati di un debito verso la pubblica amministrazione, facendo di conseguenza scendere le riserve del sistema bancario commerciale.


• Il controllo sul tasso di interesse

Virtualmente tutte le banche centrali impostano un target per il tasso di interesse. Per conseguire l'obiettivo una banca centrale non ha alcun'altra scelta, secondo la Teoria Monetaria Moderna, se non di intervenire attivamente all'interno delle operazioni bancarie commerciali.

Nella maggior parte delle nazioni le riserve delle banche commerciali depositate presso la banca centrale devono avere un bilancio positivo alla fine di ogni giorno; in altre nazioni la quota soggetta a tali requisiti è denominata in proporzione ai passivi detenuti da una banca (ad esempio i depositi dei clienti). Reserve requirement (obbligo di riserva) è il nome usato per definire questi requisiti. Alla fine di ogni giorno, una banca commerciale deve esaminare la situazione finanziaria delle riserve presenti nei propri conti correnti. Quelle banche che sono in deficit hanno l'opzione di chiedere in prestito, alla banca centrale, i fondi richiesti al mantenimento del reserve requirement, alla quale pagano un tasso di interesse attivo (talvolta chiamato anche tasso di sconto) sulla cifra prestata. D'altro canto, le banche che hanno riserve eccedenti possono semplicemente lasciare tali eccedenze all'interno della banca centrale e guadagnare un tasso di sostegno (support rate) da questo deposito. Qualche nazione, come il Giappone, ha un tasso di sostegno pari a zero.

Quando una banca ha più riserve di quelle necessarie a sostenere il reserve requirement, essa cerca di vendere queste sue riserve extra a banche che sono in deficit. Questo atto di compravendita è conosciuto come prestito sul mercato interbancario. La banca in surplus cerca di guadagnare un tasso più alto rispetto al tasso di sostegno che la banca centrale paga sulle riserve; d'altra parte le banche in deficit vogliono pagare un tasso più basso rispetto al tasso di sconto che le banche centrali richiedono per il prestito e che è notoriamente alto. Così si presteranno riserve tra di loro finché ogni banca avrà raggiunto il reserve requirement. In un sistema bilanciato, dove cioè vi sono abbastanza riserve totali disponibili per tutte le banche onde fare fronte alle richieste di prestito dei privati, il target a breve termine per il tasso di interesse è a metà tra il tasso di sostegno e il tasso di sconto.

D'altra parte la Teoria Monetaria Moderna sottolinea che la spesa governativa ha un effetto su questo procedimento. Se, in un certo giorno, lo stato spende più di quanto tassa, gli attivi finanziari al netto sono di conseguenza inseriti all'interno del sistema bancario. Questo porta a un surplus delle riserve all'interno di tutto il sistema.

In questo caso, il tentativo di vendere le riserve eccedenti forza il tasso di interesse a breve termine verso il basso in direzione del tasso di sostegno (o a zero, nel caso in cui il tasso di sostegno non sia previsto). Ciò comporta che quando c'è un surplus nel sistema, e tutte le banche possono sostenere il proprio obbligo di riserva, non ci sarà domanda per queste richieste in surplus. Il tasso di interesse che le banche applicano sulle riserve cadrebbe quindi verso il tasso di sostegno: a questo punto le banche in surplus manterrebbero le riserve all'interno della banca centrale e ne guadagnerebbero il tasso di sostegno. La Teoria Monetaria Moderna ritiene pertanto che la teoria tradizionale del crowding out ("sfollamento"), secondo la quale la spesa governativa è considerata causa del rialzo dei tassi di interesse, è necessariamente sbagliata. La spesa governativa, secondo la Teoria Monetaria Moderna, porta il tasso di interesse a breve termine ad abbassarsi. La Teoria Monetaria Moderna sottolinea tuttavia che obbligazioni a lungo termine come i titoli pubblici a lunga scadenza possono influenzare la struttura temporale, cioè il termine, dei tassi di interesse. In situazioni di incertezza economica, ad esempio, il debito a lungo termine può non essere desiderato dal mercato, e ciò può comportare che per questo particolare tipo di debito vengano richiesti alti interessi influenzando di conseguenza la curva dei rendimenti. Per ovviare a questo fenomeno, gli economisti della Teoria Monetaria Moderna argomentano dunque che sarebbe preferibile che lo stato evitasse totalmente di emettere titoli pubblici a lungo termine e che pertanto il lo stato potrebbe anche limitarsi unicamente alla emissione di obbligazioni a breve termine.

Il caso opposto si verifica quando lo stato riceve più tasse in un particolare giorno rispetto a quanto spende. In questa circostanza l'eventualità che un deficit di riserve si manifesti in tutto il sistema diviene concreta. Come risultato, i fondi in surplus saranno richiesti sul mercato interbancario e di conseguenza il tasso di interesse a breve termine salirà verso il tasso di sconto. Quindi, se la banca centrale vuole mantenere un tasso di interesse a metà tra il tasso di supporto e il tasso di sconto, essa deve intervenire regolando la liquidità complessiva presente nel sistema onde assicurarsi che la giusta quantità di riserve nel sistema bancario sia sempre mantenuta.

La banca centrale può fare questo tramite una transazione verticale, ad esempio comprando e vendendo titoli pubblici all'interno del mercato aperto. Il giorno in cui le riserve presenti nel sistema bancario sono in eccesso, la banca centrale può dunque intervenire emettendo moneta anche sotto forma di titoli pubblici, e quindi anche vendendo titoli di stato, rimuovendo di conseguenza riserve dal sistema bancario allorquando i singoli privati muovono i loro fondi per pagare l'acquisto di tali titoli. Il giorno in cui, viceversa, le riserve presenti nel sistema bancario sono insufficienti, la banca centrale può acquistare titoli pubblici detenuti dai singoli privati aggiungendo di conseguenza riserve al sistema bancario. È importante notare che la banca centrale può acquistare titoli semplicemente creando moneta senza ricevere in alcun modo finanziamenti. Si tratta di una iniezione di riserve direttamente all'interno del sistema bancario. Come risultato, la Teoria Monetaria Moderna implica che la banca centrale di una nazione sia incapace di influenzare le decisioni di spesa di un governo. Se una banca centrale vuole conseguire il proprio target nei confronti del tasso di interesse, essa può quindi comprare e vendere obbligazioni governative all'interno del mercato aperto per mantenere la giusta quantità di riserve nel sistema.


• Le transazioni orizzontali

La Teoria Monetaria Moderna definisce ogni transazione endogena al settore privato, incluso il sistema bancario commerciale, con il termine di transazione orizzontale descrivendo così il ruolo del prestito all'interno del sistema bancario.

Per la Teoria Monetaria Moderna, i prestiti creano sempre un debito e un deposito di uguali dimensioni. Di conseguenza, la quantità al netto dei beni finanziari (depositi e passività) non può essere modificata attraverso operazioni bancarie. Ovviamente i depositi creati aumentano la disponibilità di moneta, successivamente questi depositi possono defluire da una banca all'altra e ciò deve essere bilanciato alla fine della giornata per soddisfare l'obbligo di riserva. Tuttavia le banche non possono creare beni finanziari senza creare una corrispondente passività. Solo il settore pubblico - nello specifico, la banca centrale - è capace di fare questo. (Vedasi, in proposito, le transazioni verticali)

Come conseguenza, la Teoria Monetaria Moderna rifiuta la nozione tradizionale del moltiplicatore monetario secondo la quale la capacità creditizia bancaria è completamente vincolata sia ai depositi bancari sia ai requisiti di capitale. La Teoria Monetaria Moderna non afferma che la disponibilità di asset monetari della singola banca sia completamente irrilevante e non influenzi le sue decisioni in merito alla concessione del credito; ovviamente ciascuna banca pondera i possibili effetti, in termini di rapporto costi - benefici, nel prestare denaro al di là delle proprie riserve creditizie anche in relazione all'onere da corrispondere per prendere a prestito tali fondi dal mercato interbancario o dalla banca centrale al fine di rispettare i necessari requisiti di capitale. In questo ambito il netto contrasto tra le teorie economiche ortodosse e la Teoria Monetaria Moderna si evidenza nel fatto che essa afferma che in un sistema a moneta sovrana la capacità creditizia di una banca è potenzialmente infinita. Le decisioni riguardanti la concessione di credito da parte delle banche commerciali si basano quindi esclusivamente sulle previsioni inerenti alla capacità pagatoria del richiedente e alla redditività - i requisiti di capitale sono solo uno dei fattori condizionanti la redditività generabile dall'operazione.


• Importazioni ed esportazioni

La Teoria Monetaria Moderna considera le importazioni e l'esportazioni all'interno dell'ambito delle transazioni orizzontali, sostenendo che una esportazione rappresenta la volontà della nazione esportatrice di acquistare valuta della nazione importatrice. Il seguente esempio ipotetico è coerente con ciò che accade nel mercato valutario FX e può essere utilizzato, per illustrare le basi della teoria, sull'import-export:

"Un importatore australiano (A) deve pagare per alcuni beni giapponesi. L'importatore andrà in banca e chiederà di trasferire 1000 yen sul conto corrente giapponese della azienda giapponese (B) dell'importatore rivolgendosi al mercato valutario FX. Troverà un individuo (C) che vuole scambiare 1000 yen per 100 dollari. Così trasferisce i 100 dollari a C. Poi prende i 1000 yen e li trasferisce sul conto corrente bancario dell'azienda giapponese esportatrice."

In questa maniera, la transazione è completa. Chi ha reso la transazione possibile (ossia con un prezzo accettabile per l'importatore) è stato C in qualità di mediatore per lo scambio valutario. Quindi la Teoria Monetaria Moderna deduce che l'importazione sia stata resa possibile dalla richiesta di valuta straniera ossia dal desiderio del possesso di tale valuta, e ne conclude che le importazioni sono un beneficio economico per la nazione importatrice poiché le vengono consegnati beni reali consumabili che in altra maniera non sarebbe stato possibile ottenere.

Le esportazioni sono, d'altro canto, un costo economico per la nazione esportatrice in quanto essa cede beni reali che, viceversa, avrebbe potuto consumare. La Teoria Monetaria Moderna non trascura, comunque, il fatto che la nazione importatrice ha dato parte della sua moneta in mano straniera, e il possesso di questa moneta rappresenta un futuro diritto sui beni della nazione importatrice. Questo diritto futuro è, in pratica, una opzione d'acquisto sui beni della nazione importatrice che pertanto può in avvenire ritrovarsi a cedere beni propri. Cessioni, queste, che come sottolineato più sopra sono un costo. Inoltre la Teoria Monetaria Moderna non sottovaluta che importazioni di merci a basso prezzo possano causare il fallimento di aziende locali che realizzano beni simili ma a costi più alti generando di conseguenza disoccupazione.

Una buona parte degli economisti della Teoria Monetaria Moderna etichettano questa considerazione come facente parte di un discorso soggettivo basato sul valore e non sull'economia: sta alla nazione, in altri termini, decidere di considerare i benefici di un import a basso costo per merci di uno specifico settore piuttosto che la conseguente perdita d'impiego nazionale in quel particolare settore. La Teoria Monetaria Moderna non ignora, altresì, l'effetto di una sovrabbondanza di beni disponibili con una domanda estremamente poco elastica quali il petrolio ad esempio, ed è coerente con la Teoria Monetaria Moderna che una nazione, in gran parte dipendente dalle importazioni, possa esperire uno shock causato dalla carenza di beni se il livello di interscambio commerciale diminuisce in maniera significativa. Uno dei compiti delle banche centrali può e deve quindi essere lo scambio monetario sul mercato valutario FX al fine di evitare ripercussioni eccessive sui tassi di cambio tra le divise.

Pertanto una importazione al netto crea il possesso straniero della propria moneta. Tuttavia è importante rilevare come in realtà la moneta non lasci mai effettivamente la nazione importatrice. Il possessore straniero della moneta locale può sia spenderla nell'acquisto di beni locali sia depositarla nel sistema bancario locale. In ambedue queste prospettive, il denaro finisce nel sistema bancario locale. Alla stessa maniera, e concordemente con quanto già illustrato precedentemente, anche nel caso in cui il possessore straniero della moneta locale acquisti titoli pubblici denominati in tale moneta e rilasciati dalla nazione emettente questa stessa moneta, il denaro versato alla maturazione del titolo pubblico non può che ritornare, in ultima analisi, nella nazione di emissione come se fosse ivi sempre rimasto. (Le banche possono tuttavia concorrere tra loro al fine di attrarre questo denaro emettendo strumenti finanziari quali obbligazioni e bond per il mercato estero. Questo fenomeno è definito con il termine di offshore funding.)

È da evidenziare come l'assunzione, da parte dello stato, di debito denominato in divise estere sia, secondo la Teoria Monetaria Moderna, un effettivo rischio economico per la nazione così indebitata giacché essa non può creare valuta straniera. Di conseguenza, per riuscire a pagare questo debito entro la sua maturazione, è necessario assicurarsi che durante tale periodo la domanda estera della propria moneta sia sempre elevata e costante. Un collasso del tasso di cambio valutario potrebbe potenzialmente moltiplicare il debito più volte in maniera asintotica, rendendone impossibile l'estinzione.

La difficoltà nel pagamento di questo debito può portare la nazione al fallimento. Lo stato può anche tentare l'adozione di una strategia basata sull'export oppure di effettuare un aumento del tasso di interesse onde attrarre investitori stranieri verso la propria moneta. Ognuna di queste scelte comporta ripercussioni negative sull'economia.

La crisi del debito, iniziata nel 2009 nelle nazioni denominate "PIIGS", riflette questo rischio in quanto Portogallo, Irlanda, Italia, Spagna, Grecia hanno emesso debito in una moneta praticamente a loro straniera - l'euro - che sono impossibilitati a creare essi stessi.


• L'utilizzo prescrittivo

Sulla base degli aspetti descrittivi esposti, fautori e teorici della Teoria Monetaria Moderna indicano una serie di metodologie per gestire l'economia. Queste indicazioni spaziano lungo tutto il panorama politico, dalle garanzie sul lavoro appoggiate dalla sinistra ai tagli delle tasse tradizionalmente appoggiati dalla destra.

I cartalisti sostengono che il sistema della moneta a corso legale sia preferibile al sistema della moneta merce. Nel sistema della moneta a corso legale è possibile per il governo spendere a deficit stimolando il mercato in modo altrimenti impossibile in un sistema basato sulla moneta merce. Essi affermano inoltre che i sistemi a moneta unica, come ad esempio l'euro, creano squilibri commerciali determinanti instabilità economica che alla fine sfocia in un sistema monetario impraticabile.

Per i cartalisti la garanzia occupazionale è il metodo migliore di conseguire il pieno impiego e la stabilità dei prezzi. In altri termini lo stato si fa carico di assicurare, tramite l'offerta di posti di lavoro solitamente a salario minimo nella pubblica amministrazione, una occupazione a tutti i cittadini di modo tale che questo sistema funga da misura tampone di stabilizzazione automatica per l'economia nel suo complesso. La garanzia occupazionale difatti agirebbe in modo elastico e anticiclico, pertanto alla sua diminuzione si ridurrebbe il deficit rallentando la corsa di una economia in piena accelerazione e alla sua espansione si aumenterebbe il deficit stimolando le economie depresse.

Alcuni tra i principali sostenitori della Teoria Monetaria Moderna, come Warren Mosler, propongono ampie riduzioni fiscali o una completa sospensione delle tasse (tax holiday) in caso di alta disoccupazione e bassa crescita economica. Secondo la Teoria Monetaria Moderna, ridurre la pressione fiscale può favorire la ripresa sia dell'economia che dei consumi aumentando così produzione e occupazione.


Critiche

La teoria ha ricevuto ampie critiche da una vasta gamma di scuole di pensiero economico. L'economista neo-keynesiano e premio Nobel Paul Krugman ritiene che la visione, propugnata dalla Teoria Monetaria Moderna, secondo cui il deficit non sia importante fino a quando si ha una propria valuta è "semplicemente non corretta".

Gli economisti che sostengono la Teoria Monetaria Moderna hanno risposto sottolineando come le posizioni critiche tradiscano una incomprensione della teoria. Sebbene i critici rappresentino spesso la Teoria Monetaria Moderna come sostenitrice dell'idea che "i deficit non contano", gli autori cartalisti hanno espressamente affermato che questo non è un principio contenuto nella teoria.

L'economista della scuola austriaca Robert P. Murphy afferma che "l'immagine del mondo descritta dalla Teoria Monetaria Moderna non è all'altezza delle aspettative" e che tale descrizione sembra essere "totalmente sbagliata". Daniel Kuehn, ricercatore associato presso lo Urban Institute's Center on Labor, Human Services, and Population, manifesta piena sintonia con l'opinione di Murphy, affermando che "l'economia non è la contabilità" e che "confondere pareggio di bilancio e leggi comportamentali è cattiva economia".

In specie la critica di Murphy è illustrata con un esempio ipotetico nel quale Robinson Crusoe vive in un mondo senza sistema monetario, dimostrando come sia possibile per Crusoe risparmiare tramite entrate precedenti e accertando così che, nonostante ciò che gli economisti della Teoria Monetaria Moderna sostengono, il deficit pubblico non è necessario al risparmio. Gli economisti cartalisti hanno però sottolineato che i principii cardine della Teoria Monetaria Moderna hanno come scopo fondamentale quello di descrivere l'economia di un stato dotato di sovranità monetaria.

Murphy inoltre contesta la Teoria Monetaria Moderna in quanto egli ritiene che i titoli pubblici non siano patrimonio netto per il settore privato nel suo complesso dal momento che il titolo potrà essere riscattato solo alla sua maturità cioè solo dopo che il governo "avrà raccolto i fondi necessari provenienti dallo stesso gruppo di contribuenti in futuro".

In risposta a questa osservazione i proponenti della Teoria Monetaria Moderna evidenziano come il pagamento degli interessi sui titoli pubblici non debba necessariamente derivare dalle tasse, poiché gli acquisti di questi titoli possono avvenire attraverso la creazione di moneta piuttosto che per mezzo della tassazione.

Brad DeLong, ex membro della presidenza Clinton e professore di economia alla Berkeley, ha suggerito che la Teoria Monetaria Moderna non sia una teoria bensì una tautologia. Ulteriori critici hanno dichiarato che la Teoria Monetaria Moderna "ignora le lezioni della storia" ed è "fatalmente imperfetta".

Eladio Febrero Paños, professore di economia presso l'Università di Castiglia-La Mancia, sottolinea come la moneta moderna tragga il suo valore intrinseco dalla sua capacità di annullare l'indebitamento privato delle banche, in particolare in qualità di moneta a corso legale, piuttosto che nel pagamento dell'imposizione fiscale. Tuttavia non è chiaro se questa sia una critica, dal momento che le banche fanno completo affidamento sul servizio monetario offerto dallo stato e sulla moneta da esso scelta come divisa attraverso il sistema bancario centrale.


La diffusione in Italia

In Italia la Teoria Monetaria Moderna è stata introdotta e presentata all'attenzione dell'opinione pubblica da giornalisti economici quali ad esempio Paolo Barnard e Federico Rampini.

Il 24-25-26 febbraio 2012 a Rimini si è svolto il primo seminario italiano sulla Teoria Monetaria Moderna e sono ivi intervenuti come relatori i principali economisti a livello mondiale che sostengono tale teoria, quali William Black, Marshall Auerback, Michael Hudson, Stephanie Kelton, Alain Parguez.

benitoche
Inviato: 13/3/2012 6:47  Aggiornato: 13/3/2012 6:47
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 30/9/2006
Da:
Inviati: 1749
 Re: L'Italia a pane e acqua
stasera alla tele parlavano di "salvare la Grecia" per evitare di compromettere il tessuto sociale. Secondo me salvano solo le banche indebitate con la Grecia, succhiando il sangue dei Greci.

Ciao Davide io la vedo così,ma mi interesserebbe conoscere il tuo punto di vista:

l'intenzione è di attaccare e distruggere l'Europa,ora affrontarla frontalmente non era pensabile,quindi la si attacca ai fianchi,(vedi Irlanda,Grecia,Portogallo ect)successivamente ,attraverso il fondo Salvastati si riuscirà ad intaccare ed indebolire e quindi indebitare anche i Paesi più forti(vedi Francia e Germania)L'Inghilterra dal canto suo vera artefice nell'ombra di tutto questo giochino è stato il Paese che ha rifiutato di partecipare propio al fondosalvastati

Quì in Italia poi le privatizzazioni di quel poco che di sano ci resta (Enel Eni e Finmeccanica)sono quasi cosa fatta,a questo punto era meglio quando Berlusca e Putin grazie a queste aziende stringevano accordi

baciccio
Inviato: 13/3/2012 7:09  Aggiornato: 13/3/2012 7:09
Mi sento vacillare
Iscritto: 30/1/2006
Da: Genova
Inviati: 522
 Re: L'Italia a pane e acqua
Bell'articolo Marco! Condivido in toto.
Ivan: Citazione:
E purtuttavia la politica nel suo fortino è tranquilla e sicura e sprezzante perchè sa che con il controllo totale che ha sui media può dominare la situazione in qualunque momento.

VIMS
Inviato: 13/3/2012 9:18  Aggiornato: 13/3/2012 9:18
Mi sento vacillare
Iscritto: 8/11/2011
Da: Ai piedi del monte
Inviati: 327
 Re: L'Italia a pane e acqua
A me danno l'impressione di essere criceti che fanno girare la maledetta ruota... Se si fermano casca il castello. E' proprio vero che la comunicazione è un potere forte.

VIMS

La Virtù sta nel mezzo
Infettato
Inviato: 13/3/2012 9:48  Aggiornato: 13/3/2012 9:48
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/11/2006
Da: Roma
Inviati: 1499
 Re: L'Italia a pane e acqua
Se stiamo in questo modo non dipende solo da Monti ma anche da Draghi, alla fine Monti come immagine si presenta bene, mentre la politica intrapresa è una bastonata infinita per tutti. Un imbecille qualunque poteva aumentare le tasse per far fronte ai debiti, la grande sforbiciata alla spesa la stiamo ancora aspettando. Ma tutto questo massacro, non è affatto vero che è servito ad abbassare il famoso spread sul debito, per quello c'è il buon Draghi che concedendo altri soldi alle banche a fatto si che comprassero i debiti dei maiali.
Non solo Monti è stato palesemente BUGIARDO quando disse di restituire parte delle tasse con i proventi dell'evasione fiscale dei finti invalidi e truffe varie, non solo quei soldi 11 cucuzze non verranno spalmati per abbassare le tasse, adesso a giugno pagheremo la prima botta d'imu e l'iva (la tassa più sundola che c'è) a settembre al 23, tanto per essere sicuro di fare più danni possibili.
I media?
Non perdete tempo ad ascoltarli.
Sbaglio o qualcuno spamma teorie di merda a più non posso....

Infettato dal morbo di Ashcroft
---------------------------------------------
Quando ci immergiamo totalmente negli affari quotidiani, noi smettiamo di fare distinzioni fondamentali, o di porci le domande veramente basilari. Rothbard
complo
Inviato: 13/3/2012 10:00  Aggiornato: 13/3/2012 10:17
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 14/10/2005
Da:
Inviati: 2555
 Re: L'Italia a pane e acqua
Citazione:
l'intenzione è di attaccare e distruggere l'Europa,ora affrontarla frontalmente non era pensabile,quindi la si attacca ai fianchi,(vedi Irlanda,Grecia,Portogallo ect)successivamente ,attraverso il fondo Salvastati si riuscirà ad intaccare ed indebolire e quindi indebitare anche i Paesi più forti(vedi Francia e Germania)L'Inghilterra dal canto suo vera artefice nell'ombra di tutto questo giochino è stato il Paese che ha rifiutato di partecipare propio al fondosalvastati


Così è troppo estremo ma il senso è quello.
Ovviamente l'Inghilterra è solo il cane da guardia, il padrone sono gli USA.
Però bisogna essere conseguenti a questo.
Non si può aver capito che in questo momento la geopolitica sta chiaramente virando da alleanze atlantiche ad antagonismi anglosassoni vs europa e poi.............esser contro l'Europa unita!
Non si può non aver capito che la feccia destrorsa indipendentista euroscettica che sta insozzando quasi tutte le nazioni europee è sostenuta (o comunque vista di buon occhio) dalla parte anglossasone.
Non si può non aver capito che Geert Wilders in Olanda, come Haarde in Islanda, come BOSSI IN ITALIA sono delle tragiche marionette in mano a ben altri interessi.
L' Islanda il botto lo ha fatto (mission accomplished), l' Italia c'è arrivata ad un centimetro, l ' Olanda potrebbe essere la prossima.
Si può fare come hanno fatto gli islandesi, oppure si può dare addosso a Monti rimpiangendo il Berlusca e far completare l'opera di distruzione del nostro paese.
A noi la scelta.............


EDIT: prima che arrivi il solito intelligente a dirmi che difendo il PD facendone una questione di "destra contro sinistra" faccio notare che Monti è PIU' DI DESTRA DI BOSSI.
NON è una questione di destra o sinistra.....

Davide71
Inviato: 13/3/2012 10:29  Aggiornato: 13/3/2012 10:29
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 8/7/2006
Da:
Inviati: 1716
 Re: L'Italia a pane e acqua
Ciao a tutti:

Citazione:
l'intenzione è di attaccare e distruggere l'Europa


non credo. L'intenzione è schiavizzare la popolazione usando come catena i debiti accumulati dalla sua burocrazia e dalla sua classe politica.
Sarei più propenso a credere ad una volontà di distruggere gli Stati Nazionali per renderli province di un'unione europea sotto l'egida americana.
Ma forse stiamo dicendo la stessa cosa...

Non date le perle ai cani e ai porci perchè non le mangeranno e vi si rivolteranno contro.
fiodenamig
Inviato: 13/3/2012 10:45  Aggiornato: 13/3/2012 10:45
Mi sento vacillare
Iscritto: 13/5/2011
Da:
Inviati: 332
 Re: L'Italia a pane e acqua


Sull'Italia a pane e acqua, scena profetica:

http://www.youtube.com/watch?v=wlQRqjNdKwg

e il modo con cui lo fanno, qui in Europa, è la POLITICA MONETARIA.


David Cameron sul Fiscal Compact: «vogliono abolire Keynes per legge».


Si sta verificando l'applicazione totale di ciò che era stato provato con le leggi che puniscono il negazionismo dell'olocausto ebraico, ma questa volta non si tratta del negazionismo bensì di Keynes e non attraverso una legge ordinaria bensì attraverso la revisione della Costituzione e la ratifica di nuovi trattati internazionali, in questo caso il Fiscal Compact.

Il Fiscal Compact, detto dagli amici anche il "Satan Compact", è lo strumento che sta venendo implementato in previsione che i popoli europei si sveglino e capiscano che stanno venendo fregati alla grande.

C'è una sola soluzione: la Teoria Monetaria Moderna.


La Teoria Monetaria Moderna illustra come la vera ricchezza di una nazione sia la produzione e non il denaro.

Il denaro è solo un codice per comprare un prodotto, ma la ricchezza è data dal prodotto e non dal denaro.

Viceversa, tutto il sistema che ci sta venendo propagandato ogni secondo da Monti, Merkel, media, etc cerca di convincersi che sia il denaro la ricchezza di una nazione e non la produzione di questa nazione.

Perché per questa gente è così, si tratta di parassiti che vivono sull'usura e pertanto capiscono solo il valore del codice e non il valore del prodotto a cui in realtà il codice è solo funzionale.

hendrix
Inviato: 13/3/2012 10:46  Aggiornato: 13/3/2012 10:46
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 12/9/2006
Da:
Inviati: 1027
 Re: L'Italia a pane e acqua


Ci rimangono sempre le brioches...

benitoche
Inviato: 13/3/2012 10:48  Aggiornato: 13/3/2012 10:51
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 30/9/2006
Da:
Inviati: 1749
 Re: L'Italia a pane e acqua
Ciao Complo,non sono contro l'Europa anzi sono per un' Europa che si allarghi verso est,che si completi secondo la "logica" geografica,una immensa Europa da Lisbona a Vladivistock
Un Europa capace di bypassare l'obsolescenza cinese grazie ad una nuova tecnologia di oggetti durevoli e la dipendenza dagli USA(e dalla sua finanza speculativa) grazie alle immense risorse russe

Se si rilegge la storia dell'ultimo secolo non si può non notare come tutti gli sforzi bellici e di intelligence avessero un unico scopo,quello di tenere lontano la Russia dall'Europa,anche il tentativo di far entrare Paesi quali la Turchia(o addirittura Israele)in Europa credo abbiano il medesimo fine

La soluzione da subito è l'Inghilterra che la evidenzia,basterebbe infatti seguire il suo comportamento(ti voglio ricordare che propio gli inglesi hanno creato i derivati e ne hanno subito dopo vietato la vendita ai comuni Anglosassoni)e cioè avere la doppia moneta,una interna contro gli attacchi speculativi(e di qualche giorno la notizia dell'emissione di svariati miliardi di sterline)ed una per il commercio in Europa l'euro quindi

Altro che Euroscettici gli Inglesi,bisognerebbe innanzitutto smetterla di ascoltare i media che propinano la fuffa della Germania che comanda in Europa

PS
Esatto Davide stiamo dicendo la stessa cosa,gr cmq

complo
Inviato: 13/3/2012 11:28  Aggiornato: 13/3/2012 11:28
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 14/10/2005
Da:
Inviati: 2555
 Re: L'Italia a pane e acqua
cioè avere la doppia moneta,una interna contro gli attacchi speculativi(e di qualche giorno la notizia dell'emissione di svariati miliardi di sterline)ed una per il commercio in Europa l'euro.....


Questa è una soluzione che farebbe felici i paesi forti dell' eurozona. Non a caso è stata proprio la Germania a farla circolare per un pò di tempo.
Purtroppo non NON siamo tra i paesi forti (e non lo è di certo la Russia che GIUSTAMENTE consideri europea e che prima o poi DEVE entrare nell' euro).

alsecret7
Inviato: 13/3/2012 11:35  Aggiornato: 13/3/2012 11:35
Mi sento vacillare
Iscritto: 11/6/2007
Da:
Inviati: 517
 Re: L'Italia a pane e acqua
io mi chiedo invece perche la gente crede ancora a giornali tg e giornalisti e questo il dramma e una popolazione di addormentati dove qualsiasi cosa ci dicono di fare la gente la fa senza batter ciglio.e questo il dramma un popolo servo e tonto.

perspicace
Inviato: 13/3/2012 11:46  Aggiornato: 13/3/2012 11:46
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 3/9/2011
Da: località sconosciuta
Inviati: 2475
 Re: L'Italia a pane e acqua
Mi trovi d'accordo benitoche

Citazione:
Un Europa capace di bypassare l'obsolescenza cinese grazie ad una nuova tecnologia di oggetti durevoli e la dipendenza dagli USA(e dalla sua finanza speculativa) grazie alle immense risorse russe.

Se si rilegge la storia dell'ultimo secolo non si può non notare come tutti gli sforzi bellici e di intelligence avessero un unico scopo,quello di tenere lontano la Russia dall'Europa,anche il tentativo di far entrare Paesi quali la Turchia(o addirittura Israele)in Europa credo abbiano il medesimo fine


Ma credo che il terrore degli Usa (e quindi le principali azioni di Intelligence mirano ad evitare questo scenario) sia originato proprio dall'unione della Russia all'Europa, poiché essendo la Russia in rapporti privilegiati con la Cina acquisiremmo da essa anche quei privilegi; così da porci alla vetta del "Nuovo Ordine Mondiale".

Ed da li dirigere le sorti internazionali, compreso la stabilizzazione degli stati Africani e relativi privilegi negli scambi con essa. Non ha caso è iniziata la propaganda per convincere la Nato a muoversi in centro Africa così da instaurare la una zona di guerra che funge da ponte d'appoggio per le missioni che inizieranno nei dintorni di questo (modello Afganistan per gli Usa).

Anche le varie azioni d'Intelligence europea in Siria sono il segno di un rafforzamento dei nostri confini, la Grecia e l'Italia sono state messo sotto una morsa per poter spostare la Governance al parlamento Europeo cosi da controllare passo passo la realizzazione di una serie di infrastrutture con formeranno lo scheletro dell'Europa che verrà.

Anche lo scandalo Margherita-Lusi presenta a mio avviso una aspetto propagandistico atto a inserire nella discussione parlamentare imminente taglio del finanziamento ai partiti, di cui s'inizia già a vociferare e che diventerà un evidente realtà da qui a poco.

Io non parlo come scrivo, io non scrivo come penso, io non penso come dovrei pensare, e così ogni cosa procede nella più profonda oscurità. Kepler
mangog
Inviato: 13/3/2012 11:57  Aggiornato: 13/3/2012 11:58
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 5/1/2007
Da:
Inviati: 2862
 Re: L'Italia a pane e acqua
Citazione:

Autore: perspicace Inviato: 13/3/2012 11:46:00



essendo la Russia in rapporti privilegiati con la Cina acquisiremmo da essa anche quei privilegi; così da porci alla vetta del "Nuovo Ordine Mondiale".



In California vogliono bloccare il flusso delle cinesi che vanno a partorire ( a suon di migliaia di dollari PERCIO' SONO I CINESI CHE CONTANO ) per dare la cittadinanza USA ai loro figli.
Non dimentichiamo che i cinesi vanno a studiare nelle università americane, scimmiottando in tutto e per tutto i wasp ( si fanno perfino stirare gli occhi per sembrare meno cinesi quando tornano in Cina..)... ed io dovrei credere che gli USA non sono gli interlocutori privilegiati dei Cinesi ?
Tanti cinesi che contano sono già "americani"...

etrnlchild
Inviato: 13/3/2012 12:00  Aggiornato: 13/3/2012 12:00
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 1/10/2007
Da:
Inviati: 1004
 Re: L'Italia a pane e acqua
Crisi economiche (indotte), disordini sociali, regimi, guerre, rivoluzioni, distruzione, ricostruzione.
E la storia si ripete. In ogni quando e in ogni dove. Senza distinzione di lingua, razza, o religione.
Lo status quo impera. Il vertice della piramide defeca e la base raccoglie.

Le risorse: ci hanno fatto credere che non c'e' ne per tutti e ce la siamo bevuta.
Ci hanno fatto credere che e' la scarsita' di risorse che governa il mondo, e che avevamo bisogno di qualche esperto che ne razionalizzasse la distribuzione. Ci hanno resi schiavi per avere un pezzo di quelle risorse per sopravvivere. Schiavi dei desideri (molti creati ad arte) di beni, fittiziamente resi scarsi per generera domanda. Ci hanno fatto credere che il debito e la scarsita' sono alla base dell'economia. Roba che poteva avere un senso per l' uomo delle caverne per il quale non c'era cultura, informazione, e tecnologia.
E' ora di dire basta.

Siamo qui nell'era della rete, dei supercomputer, della tecnologia spinta e a crescita esponenziale perche' le capacita' di calcolo non possono che crescere secondo una progressione geometrica, con una conseguente contrazione temporale tra pensare che una cosa sia possibile e la sua realizzazione.
Siamo nell' era della connettivita' anche se non vuoi, e siamo ancora qui a litigare, ad osservare, analizzare il ripetersi secolare del dramma esistenziale?

Che ne dite di passare alla fase 2? Proporre soluzioni. Se non ora quando?

Inizio io e la sparo grossa:
Eliminiamo il denaro dal sistema e pensiamo ad un sistema basato sulle risorse (quelle vere) e tutto comincera' a funzionare.

Scenario:
Io costruisco un computer perche' e' quello che mi piace fare, il migliore che posso e che la tecnologia oggi mi consente, con i migliori materiali, fatto per durare il piu' possibile
(perche' per me il tempo e' prezioso) e lo metto a disposizione di un altro che costruisce un microscopio (che e' quello che gli piace fare), il migliore possibile che lui mettera' a
disposizione del medico (che ama occuparsi della salute degli altri) il quale lo utilizzera' per curare nel miglior modo possibile quello che fa il pane (che ama fare il pane) il quale
produrra' il pane migliore e piu' buono perche' io sia in salute e contento. Il pane lo trovero' sullo scaffale o lo faccio io, se mi va, visto che ho piu' tempo per me perche' i computer che costruisco sono fatti per durare.
Lavori pesanti? Lavoro sporco? Lavori che nessuno vuole fare? --> Macchine/robot/computer.
Il cerchio si chiude. Il mio benessere e' rappresentato, concretamente, dal benessere dell'altro, e non per ottenere un posto in paradiso in un altro luogo e tempo, ma perche' il paradiso puo' essere qui e ora. Troppo facile eh?

Quello che succederebbe:
FINE
della competizione sleale,
dei furti,
della criminalita',
dello stato di polizia,
dei manganelli,
dei processi (finti),
dei corrotti e corruttori,
degli avvocati,
degli economisti, dei notai, commercialisti,
dei politicanti, dei sindacati, dell'art. 18, delle discussioni sull' art. 18,
dei contratti di lavoro, del lavoro nero, dello sfruttamento sul lavoro,
delle partite iva, dei co.co.co, co.co.pro,
delle vertenze, delle liquidazioni, del tfr, delle pensioni,
delle tasse,
delle dichiarazione dei redditi,
dei bilanci, dei falsi bilanci, degli evasori,
dell' agenzia delle Entrate,
della guardia di finanza,
dei controllati e controllori,
della burocrazia, leggi e leggine, dei governi e caste,
dei pennivendoli,
dei belpietro, ferrara, santoro, santanche', monti, berlusconi, bersani, alfano, camusso e i politici tutti,
dell'infedele, piazza pulita, servizio pubblico, ballaro', porta a porta,
dei leccaculo,
dei raccomandati, dei "mi manda picone",
delle disuguaglianze,
delle ingiustizie sociali, dei soprusi,
dei saccheggi, delle rivoluzioni, delle guerre, delle carestie,
di tutti i conflitti:di classe, religione, politici,
delle armi,
della finanza, spread, pil, stock, delle scatole cinesi, delle scatole vuote,
degli speculatori, della borsa,
delle multinazionali, delle oligarchie,
dei mutui, degli interessi, degli interessi sugli intressi, delle banche, del debito pubblico e privato, del credito,
dei portafogli, delle carte di credito, dei bancomat, del contante, degli assegni,
dei registratori di cassa, degli scontrini,
di equitalia,
delle bollette,
delle assicurazioni, delle cambiali, dei protesti, degli strozzini, dei truffatori,
dei suicidi, delle morti sul lavoro,
del finto mercato, della scarsita' indotta per generare domanda, del consumo, dei finti bisogni indotti,
dei finti invalidi,
dello spreco di cibo,
della violenza sul territorio, dell'inquinamento,
della obsolescenza programmata, della produzione di beni inutili, professioni inutili, servizi inutili, rifiuti inutili, medicine inutili,
della depressione,
della recessione, inflazione, deflazione, stagflazione,
del mors tua vita mea,
del fotti-fotti globale, dell'invidia sociale, del divide et impera,
della sovranita' monetaria, del signoraggio,
del capitalismo, comunismo, socialismo, del marxismo, del liberismo, e di tutti gli ...ismo,
delle teorie sull'economia, e di quelli che dibattono e litigano sulle teorie di economia,
dei virus informatici e degli antivirus, del copyright, della SIAE, dei brevetti,
dei trecentomila standard diversi perche' ognuno ce deve magna',
di Haarp, delle scie chimiche, dei casus belli, delle false flags,
degli attentati, del terrorismo,
delle petizioni,
delle interminabili discussioni su quanto sopra,
...
...continuate pure voi. (mi devo fermare che ogni volta che rileggo l'elenco mi viene da aggiungere, sono in preda ad un raptus)

FINE di tutto questo.
Intravedete il risparmio energetico? Di carta e foreste? Di tempo e risorse umane, di risorse tout-court?


INIZIO di un innalzamento globale del livello e qualita' della vita, del livello culturale,

dell' istruzione di livello superiore per tutti in tutti i campi, del benessere come valore per tutti,
della condivisione del sapere, dell'etica che diventerebbe naturale, della consapevolezza e

dell'attenzione verso l'altro (che sia essere umano o ambiente) che diventa un risorsa per

me stesso, dei migliori che fanno le cose migliori per tutti, di una razionalizzazione delle

risorse che questo pianeta mette a disposizione di TUTTI, dell'ottimizzazione,

dell'efficienza dei sistemi e qualita' delle produzioni perche' siano le migliori,

le piu' funzionali pensate per durare nel tempo e non per rompersi a scadenza perche' in

un sistema del genere non converrebbe a nessuno che le cose non funzionassero o che

non durassero e che non fossero della migliore qualita', nessuno ci guadagnerebbe tutti

perderebbero.

E' un sistema win-win o lose-lose.

Miliardi di persone che pensano a come risolvere i problemi di tutti nell'interesse di tutti.

Non ci serve nessun pezzo di carta per realizzare tutto questo e tantomeno altre teorie monetarie.

Non ci serve un governo di uomini, limitati nei sensi (vista, udito, etc...) e nelle capacita' di calcolo.

Per questo e' sufficiente un database globale e potenza di calcolo per prendere decisioni, cosa che peraltro gia' avviene oggi, visto che molte decisioni sono prese da computer.

Tecnologia e potenza di calcolo ne abbiamo a iosa...
Energia rinnovabili a iosa (geotermica, solare, eolica, maree, moto ondoso, etc...), stanno li ad aspettare.


INIZIO di una vita VERA e creativa che vale la pena di essere vissuta, nel rispetto delle risorse dell'ambiente e dell'altro, in cui tutti ci guadagnano e nessuno perde.

Credete che in un modello del genere non ci sarebbero stimoli?
Io credo il contrario. Credo che ci sarebbe una forte senso di appartenenza e gratificazione perche' ognuno svolgerebbe le attivita' che piu' gli piacciono e nelle quali ha maggior talento e creativita' e darebbe il meglio di sé a maggior ragione se sente di operare nell'interesse di una comunita' e che la qualita' del suo lavoro gli ritornera' in beni e servizi di cui necessita' e di altrettanta qualita'.

E non c'e' da andare lontano, basta guardarsi allo specchio e osservare che molti noi continuano a fare le cose in cui credono, nonostante inseriti in un modello che gira al contrario, con passione e spesso gratis.

E comunque visto che gli altri sistemi non sembrano avere avuto nel tempo un grande successo perche' continuare a farsi del male? E non sperimentare altro?
Io sono pronto chi e' con me? E chi non e' con me peste lo colga...anzi no perche' se non ci tocca curarlo...

L'uomo nasce predatore e stronzo o e' l'ambiente che ce lo fa diventare?
Per le poche possibili eccezioni che insistessero con il vecchio paradigma o per gli individui con cromosoma YY che anche in questo paradiso avessero la tendenza a delinquere, considerarli casi clinici e cercare di curarli.

E se ora vi state facendo una grassa risata, soprattutto gli esperti economisti (presto disoccupati) sono contento, bevete alla mia salute, il vostro benessere e' il mio. ...

In realta' vi stavo solo raccontando una visione...ma ragionateci sopra e trovatemi, razionalmente, le falle di un sistema del genere, e cosa ne ostacolerebbe la realizzazione.

PS: La Cina ha deciso che deve crescere meno...e se lo dicono i cinesi c'e' da preoccuparsi.
Meno pil per tutti! (ma solo pil senza "o")


PPS: Ma se l'impianto idraulico comincia a fare acqua da tutte le parti ( e non parlo di un buchino, ma di un problema strutturale) voi richiamate lo stesso idraulico?

"Lo spirito del guerriero non conosce né il lasciarsi andare né il lagnarsi, né conosce il vincere o il perdere."
milestone
Inviato: 13/3/2012 12:35  Aggiornato: 13/3/2012 12:35
Ho qualche dubbio
Iscritto: 8/4/2005
Da:
Inviati: 63
 Re: L'Italia a pane e acqua
Sorry ma mi sono un pò stufato del qualunquismo e populismo finemondaio che trasuda da molti dei post su questo (ottimo) articolo.
Vero: i giornalisti ci prendono per il culo, ma non da oggi ne dagli ultimi mesi, lo fanno da anni (forse da sempre).
Vero: questo governo non ha l'obiettivo di tutelare il popolo (termine che sembra ormai desueto se non offensivo) ma vi prego di indicarmi l'ultimo governo che lo ha fatto.
Quindi ? Cosa vogliamo fare ? Cominciamo ad attrezzare la caverna e ci rintaniamo scrutando il cielo in attesa della pioggia di fuoco ?

Sento troppe persone fare commenti sulla situazione e su quanto gli "altri" si comportino male per poi chiamare il conoscente qui e là per avere il privilegio qui e la. Il governo e la società che abbiamo è figlia del NOSTRO modo di essere, non di un volere superiore. L'unico cambiamento che possiamo fare è sul nostro micro cosmo, su quello che ci circonda direttamente, se non lo facciamo è inutile poi mettersi ad abbaiare alla luna che tuttononva, tuttoèbrutto e governoladro.

La prossima volta che becchiamo la multa per una sosta vietata evitiamo di chiamare il vigile amico per farcela togliere o di contestarla sperando nella burocrazia per farla franca.
La prossima volta che ci si prospetta un facile guadagno (nel senso generale del termine) a scapito del Bene Comune (dalle spese in nero al non rispettare una fila) evitiamolo.

....e soprattutto incazziamoci quando vediamo un sopruso, anche se non diretto a noi!!!!


perspicace
Inviato: 13/3/2012 12:54  Aggiornato: 13/3/2012 12:54
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 3/9/2011
Da: località sconosciuta
Inviati: 2475
 Re: L'Italia a pane e acqua
@etrnlchild

La sparata grossa non l'hai fatta tu ma Jacque Fresco


@mangog

La Cina non è stupida si schiera con il più forte, al momento gli Usa, ma non penso che con un confinante in grado di competere con il modello Usa si schieri con un alleato d'oltreoceano.

Sun Tzu:

"Quando un generale esperto attacca uno Stato potente, deve impedire agli abitanti di concentrare le forze. Terrorizza il nemico, e gli impedisce di unirsi agli alleati."

Questa citazione spiega il perché gli Usa destabilizzano l'Europa ed evitano che si allei con la Russia.




Anche queste rappresentano in pieno l'azione degli State:



" Corrompi tutto quel che c’è di meglio nel nemico con offerte, con doni, con promesse. Distruggi la fiducia nei suoi ufficiali inducendo i migliori di essi ad azioni vergognose e vili, e non mancare di divulgarle.

56. Stringi relazioni segrete con quel che c’è di meno raccomandabili tra i nemici e moltiplica il numero di questi agenti.

57. Crea discordanze nello Stato avversario, semina la discordia fra i capi eccitandone la gelosia e la diffidenza, provoca l’indisciplina, suscita motivi di scontento creando difficoltà all’arrivo dei viveri e delle provvigioni


- “Discordanze” = con questo termine Sun Zu indica l’utilizzo di quella che, ai giorni nostri, potremmo definire “guerra psicologica” .

Sempre secondo Sun Zu, esistono le “sei discordanze”, che si possono applicare per minare la stabilità sociale, e sono:

1) I plebei che contestano i nobili;

2) I giovani che si pongono al disopra degli anziani;

3) I parenti lontani che si intromettono fra i parenti vicini;

4) I nuovi amici che si intromettono fra i vecchi amici;

5) I piccoli che soverchiano i grandi;

6) I disonesti che rovinano i probi.

Per quanto riguarda il termine “Amici”, si fa riferimento a nuove alleanze tra Stati, che compromettono le vecchie alleanze.


Per quanto riguarda poi i Cinesi bèh loro sanno che stringere alleanze con gli stati vicini e essenziale per la stabilità del regno.

Io non parlo come scrivo, io non scrivo come penso, io non penso come dovrei pensare, e così ogni cosa procede nella più profonda oscurità. Kepler
polaris_40
Inviato: 13/3/2012 13:02  Aggiornato: 13/3/2012 13:03
Ho qualche dubbio
Iscritto: 1/10/2006
Da:
Inviati: 230
 Re: L'Italia a pane e acqua
Milestone permettimi
quello che dici è sacrosanto, quello che manca è una coscienza sociale in Italia in primis che ci faccia alterare e mobilitare per le cose ingiuste.
Ed è vero se non si ammirasse il furbetto che definiamo uno che comunque ce l'ha fatta e lo si additasse certe cose forse ce le potremmo evitare. Intendo dire se in primis fossimo noi a bocciare certi comportamenti e certe condotte qualcosa di + decente vivremmo. Sono tutte sacrosante come il concetto espresso sopra da un altro utente che diceva che siamo noi con il nostro lavoro a creare benessere e se si fossi consci che il benessere dell'altro è in fondo il nostro benessere andrebbe tutto meglio. Concordo anche con lui. Ma siete sicuri che riusciremo mai a schiodarci da una fasulla comodità di vita propinataci e di cui siamo convinti per orientare diversamente il nostro modo di pensare e poi di vivere? Ritengo che stiamo a farfugliare cose degnissime e bisogna continuare a farlo sia ben chiaro ma siamo una parte dell'ingranaggio che consciamente vuole esserlo.
Uscirne? Prendere coscienza di essere tali e quindi sottrarsi a tale processo distruttivo forse questo sarebbe il primo passo. Ma il prenderne coscienza automaticamente purtroppo non innesca la volontà di uscirne. Sono molto pessimista sull'esito di tali crisi, che una volta derivano dal pompino della Lewinsky, una volta dalla Leman brothers, sempre da lontano ma sempre noi colpiscono.In america le banche ottennero finanziamenti nella recente crisi, per non far crollare il sistema economico e far si che rilasciassero prestiti, in europa idem a dicemre le banche hanno ottenuto dalla BCE finanziamenti per sostenerle. Ma alla fine gli imprentori chiudono o alcuni si suicidano per 5000 euro che non hanno ottenuto in prestito. Se il copione si ripete ci deve essere una regia....o qualcuno che vuole che la crisi si verifichi e duri ma forse sono troppo complottista...

milestone
Inviato: 13/3/2012 13:06  Aggiornato: 13/3/2012 13:06
Ho qualche dubbio
Iscritto: 8/4/2005
Da:
Inviati: 63
 Re: L'Italia a pane e acqua
@polaris
Mi rifaccio alla teoria del gas: un gas tende ad occupare lo spazio vuoto.

Non dubito che ci sia una regia che vuole indirizzare gli avvenimenti ma è altrettanto certo che non gli riuscirebbe senza qualcuno che glielo permette......

Loro non si prendono un giorno di pausa.....noi dobbiamo fare altrettanto...

etrnlchild
Inviato: 13/3/2012 13:12  Aggiornato: 13/3/2012 13:12
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 1/10/2007
Da:
Inviati: 1004
 Re: L'Italia a pane e acqua
Citazione:
@perspicace La sparata grossa non l'hai fatta tu ma Jacque Fresco

Gli do volentieri credito. E tutto il copyright.
Benche' abbia pensato la stesse cose prima di conoscerlo. Ma questo non ha nessuna importanza.
Cosa cambia nel merito dell'idea.? Quindi a che pro il tuo intervento? Nel nuovo sistema sarebbe inutile. Cosi' come le teorie di Sun tzu, perfette e condivisibili nel solito paradigma e che cadrebbero come pere mature nel nuovo.

"Lo spirito del guerriero non conosce né il lasciarsi andare né il lagnarsi, né conosce il vincere o il perdere."
Lezik85
Inviato: 13/3/2012 13:18  Aggiornato: 13/3/2012 13:18
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 11/4/2009
Da: Freedonia
Inviati: 1455
 Re: L'Italia a pane e acqua
Citazione:
in caso ignorate o Massimo cancella pure il post, ho cercato in forum e commenti delle ultime notizie e non ho trovato nulla.... qualche parolina su Kony 2012 (Fony 2012 pero' mi piace di più) la spendiamo?



perspicace
Inviato: 13/3/2012 13:44  Aggiornato: 13/3/2012 13:44
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 3/9/2011
Da: località sconosciuta
Inviati: 2475
 Re: L'Italia a pane e acqua
Citazione:
Cosa cambia nel merito dell'idea.?


La sua idea è uguale alla tua cito wiki:

"Il Progetto parte dall'idea che la povertà sia causata dall'effetto soffocante del progresso tecnologico, che a sua volta è determinato dal sistema economico capitalistico mondiale. L'avanzamento tecnologico, se venisse portato avanti indipendentemente dalla sua redditività, teorizza Fresco, produrrebbe molte più risorse, così da servire un maggior numero di persone. Questa nuova disponibilità di risorse libererebbe l'uomo dalla tendenza verso l'indipendenza, la corruzione e l'avidità,e quindi renderebbe gli uomini più propensi ad aiutarsi l'uno con l'altro. Fondamentale per la realizzazione del Progetto Venus è la eliminazione del corrente sistema economico basato sulla moneta, in favore di quella che Fresco chiama "resource based-economy"."

Economia basata sulle risorse

Io non parlo come scrivo, io non scrivo come penso, io non penso come dovrei pensare, e così ogni cosa procede nella più profonda oscurità. Kepler
mangog
Inviato: 13/3/2012 14:25  Aggiornato: 13/3/2012 14:36
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 5/1/2007
Da:
Inviati: 2862
 Re: L'Italia a pane e acqua
Citazione:


Autore: perspicace Inviato: 13/3/2012 12:54:15

La Cina non è stupida si schiera con il più forte, al momento gli Usa, ma non penso che con un confinante in grado di competere con il modello Usa si schieri con un alleato d'oltreoceano.



Più che schierarsi con gli USA i cinesi vorrebbero diventare più americani wasp degli americani-anglosassoni ( Hollywood musica rock coca-cola be bla bla.. contano più delle armi per annientare il nemico.. per di più internet sa sempre tanto di americano..) Arrivare a partorire in USA, pagando le carissime cliniche Californiane, farsi stirare gli occhi, scimmiottare la musica rock, mangiare nei fast food ed ambire ad una vita da tipico collegiale wasp americano... è il nuovo sogno dei cinesi che contano, quelli che comanderanno in un prossimo futuro tutti gli altri. Tra due generazioni anche i cinesi ritroveranno il loro orgoglio come è successo per i neri americani che negli anni -30-40-50 volevano schiarirsi la pelle e stirarsi i capelli ( Anche oggi i "negri" di successo devono molto spesso assomigliare poco ma molto poco al tipico Kunta Kinte .. ovviamente se uno ha qualità eccelse come nella musica il colore della pelle scuro scuro conta poco..)

complo
Inviato: 13/3/2012 14:49  Aggiornato: 13/3/2012 14:51
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 14/10/2005
Da:
Inviati: 2555
 Re: L'Italia a pane e acqua
Citazione:
Più che schierarsi con gli USA i cinesi vorrebbero diventare più americani wasp degli americani-anglosassoni ( Hollywood musica rock coca-cola be bla bla.. contano più delle armi per annientare il nemico.. per di più internet sa sempre tanto di americano..)


Si........esattamente come in Europa.
Non è che a Commercity vedi le cinesine girare con la tunica, le vedi con la maglietta corta e il piercing sull' ombelico. I cinesini invece con la maglietta di Totti.

illupodeicieli
Inviato: 13/3/2012 15:25  Aggiornato: 13/3/2012 15:25
Mi sento vacillare
Iscritto: 2/1/2005
Da:
Inviati: 315
 Re: L'Italia a pane e acqua
Si farà come sempre, ognuno per se e cane mangia cane: già adesso, intendo da quando c'è l'euro, c'è chi vive con i pacchi della Caritas, chi riceve le elemosine in segreto, chi arrotonda o comunque lavora in nero. Del resto cosa deve fare? Esporsi in prima persona in una lotta che,almeno da noi sono quasi certo, avrebbe come immagine quella di uno che viene spinto e invitato a mettere la propria faccia al posto altrui. Essere coraggiosi o i primi vuol dire, troppo spesso, morire al posto altrui o sacrificarsi per persone che,difficilmente ringrazierebbero. Per cui non so se valga la pena creare movimenti, partiti, gruppi, associazioni , che avrebbero già in partenza le unghie spuntate, in quanto per quanto ne so io, e non comunque per colpa loro, si tratta di solito di cittadini che non conoscono i meccanismi statali: è già successo che chi si è trovato a dirigere o a governare essendo digiuno di queste cose, non ha fatto e non per colpa solo sua , granchè. Quindi riepilogo: non so se valga la pena esporsi, dato che uno è più preso e occupato a cercare vitto e a pagare l'alloggio (oltre a chi deve anche cercarsi un lavoro); se ci si dovesse anche organizzare , forse ,come diceva Paolo Barnard , i cambiamenti li vedrà la generazione successiva (considerate che siamo coetanei ,over 50); interagire con chi è già al potere o c'è stato puzza di compromesso, e non si è sicuri del risultato.In quest'ultimo caso Silvio docet, avendo prima delle elezioni tolto le ganasce fiscali per poi rimetterle e ,anzi, ha aumentato poi i poteri di Equitalia, non ha aiutato il famoso ceto medio, i piccoli commercianti eccetera. Con politici che non hanno e non sanno come si fanno le riforme, con gente che fa "la mossa" sapendo che il primo tar o qualche altro organo statale blocca ogni modifica o cambiamento (perchè chi in tv promette mari e monti sa che le cose stanno così), come si può andare avanti in maniera pulita? Si rischia di fare la figura degli ingenui , dei creduloni, degli allocchi. In tutto questo panorama, mancano figure di richiamo e con una buona visibilità , persone con poche idee che siano chiare e realizzabili, con programmi fattibili. Ma ,appunto non le vedo (mi comprerò un paio di occhiali).

DinDonDan
Inviato: 13/3/2012 16:17  Aggiornato: 13/3/2012 16:17
Ho qualche dubbio
Iscritto: 3/3/2010
Da:
Inviati: 80
 Re: L'Italia a pane e acqua
Mentre i nostri giornaloni inneggiano al ritorno degli anni 80 dal punto di vista economico al World water forum:

(ASCA) - Roma, 12 mar - Durante la prima giornata di lavori del ''World Water Forum'' di Marsiglia ''gli attivisti dell'acqua bene comune sono stati circondati dalla polizia, che li tiene tuttora bloccati nei pressi dell'entrata del forum ufficiale. Nel frattempo almeno una decina di persone, tra cui anche Caterina Amicucci (Crbm) e Marek Rembowski (Amisnet) sono stati fermati e portati al commissariato Eveche', dall'altra parte della citta', con il solo scopo di non farli partecipare alla conferenza stampa di apertura del Forum. Gli attivisti, tutti muniti di regolare accredito stampa, sono stati poi rilasciati senza ricevere particolari spiegazioni in merito a quanto accaduto''. Lo comunica, in una nota, il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua.

Il World Water Forum ''e' organizzato dalle multinazionali del servizio idrico e la presenza di numerosi attivisti delle reti mondiali pro acqua pubblica e' dovuta allo svolgimento del Forum Mondiale Alternativo dell'Acqua (dal 12 al 17 marzo)''.

Il Forum Italiano dei Movimenti per l'acqua chiede ''l'immediato rilascio degli attivisti bloccati dalla polizia e ritiene che le azioni intraprese questa mattina dalle forze dell'ordine rappresentino un gravissimo atto intimidatorio pensato per scoraggiare la partecipazione al Forum Alternativo''.


fonte : World water forum - Giornalisti fermati

Salva81
Inviato: 13/3/2012 16:29  Aggiornato: 13/3/2012 16:30
Ho qualche dubbio
Iscritto: 7/9/2011
Da: Torino
Inviati: 279
 Re: L'Italia a pane e acqua
@etrnlchild
Non so se hai presente il cartone di Miyazaki Conan il ragazzo del futuro, basato su un romanzo degli anni'70, nel quale è facilmente ritrovabile ciò che tu intendi, in una piccola comunità in un isolotto, ma siamo di fronte ad una situazione che è applicabile a piccole comunità appunto. Una situazione globale così come la descrivi tu è un Utopia con la U maiuscola. Nell'isolotto ciascuno fa il proprio mestiere e mette a disposizione della comunità il frutto del proprio lavoro, in una comunione di beni della quale tutti traggono vantaggio.

Il fornaio fa il pane per il contadino e il fabbro, il contadino provvede al frumento per il fornaio, il fabbro ferra i cavalli del contadino.

Ciascuno di loro fa parte di una catena produttiva semplice quanto efficace.
Diviene semplice questo schema in una comunità che vive in un ambiente essenziale.

Il nostro mondo oggi è troppo complesso e articolato per essere gestito a questo modo. Troppe variabili e troppe incognite.

Vi sono poi una moltitudine di persone che non sono in grado, vuoi per mancanza di attitudine o capacità, vuoi per mancanza di voglia o per semplice filosofia di pensiero, di apportare un contributo alla società ne in quella utopistica e semplicistica da te descritta ne in quella attuale.

L'unica cosa che mi sento di dirti e di scappare in campagna e di vivere in comunità come gli Amish, comunità che più si avvicinano a quanto da te scritto.

Pyter
Inviato: 13/3/2012 16:32  Aggiornato: 13/3/2012 16:47
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 5280
 Re: L'Italia a pane e acqua
Eppure lo spread non sembra andare così tanto male, e c'è tanta gente pronta a non scommettere sulla non ripresa dell'Italia.

Le analisi economiche sono state fatte e il premier stesso non ha detto che i risultati e il monitoraggio della situazione siano completi, ha detto che i risultati delle analisi non mostrino in nessun punto segni di incompletezza, che è ancora meglio.

Io sono ottimista e dico che siamo in buone mani.

L'unico neo è che il nostro premier non sorride mai, ma se raccontasse barzellette che non facessero ridere secondo me sarebbe peggio, quindi intelligentemente e bocconianamente ce la spiega facendoci un riassunto della trama. Per questo parla lentamente, nonostante poi le parole che ne escano non facciano gridare al miracolo del linguista certosino, limitandosi banalmente ma in modo concreto a due negazioni al posto di una affermazione.
(e soltanto un pessimista userebbe due negazioni al posto di una affermazione).

Quindi direi tutto bene, tranne appunto che sembra uno appena uscito da un esame della patente andata male. Incapace di vedere il bicchiere mezzo pieno, visto che comunque la patente non servirà più e tra qualche anno le macchine saranno obsolete, e gireremo tutti con i cavalli o con gli asini.

Su con la vita, mulo e sombrero, hop!

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
Akane
Inviato: 13/3/2012 17:03  Aggiornato: 13/3/2012 17:03
Ho qualche dubbio
Iscritto: 5/7/2011
Da: Austria
Inviati: 134
 Re: L'Italia a pane e acqua
Dovreste vergognarvi a cricate il dottor monti, che ha perfino rinunciato allo stipendio da primo ministro

fiodenamig
Inviato: 13/3/2012 18:15  Aggiornato: 13/3/2012 18:15
Mi sento vacillare
Iscritto: 13/5/2011
Da:
Inviati: 332
 Re: L'Italia a pane e acqua



• MARIARCA TERRACCIANO E' IL MIO SINDACATO:

http://www.youtube.com/watch?v=kPoTnoZRNHY



• SUMMIT MMT PRIMO GIORNO:

http://www.youtube.com/watch?v=CTZ2YtBgnrM



• BARNARD AL CUB DI GENOVA (parte prima):

http://www.youtube.com/watch?v=J6SiWveNnKM



• BARNARD AL CUB DI GENOVA (parte seconda):

http://www.youtube.com/watch?v=uzzhbNktT_4








Mi autocito, e riporto nuovamente qui di seguito una storia che è la NOSTRA STORIA:


S E M B R A UNA FAVOLA, MA E' SOLO E C O N O M I A


Lo STATO, la sovranità, la moneta.

Proviamo qui a raccontare quello che è successo negli ultimi 20 anni: come gli Stati Europei sono stati depredati della loro Sovranità politica e monetaria, con un processo di cui stiamo appena iniziando a vivere gli esiti sciagurati.

C’erano, tempo fa, un’isola, e dall’altra parte del mare un arcipelago di altre due isole. L’isola si chiamava FALCONIA, l’arcipelago si chiamava POLLONIA.

*

*


LA STORIA DI FALCONIA E DELLA MONETA SOVRANA


Sull'isola di FALCONIA vivevano 2 famiglie. Una possedeva una mucca, l’altra 10 galline. La ricchezza annuale dell’intera Falconia era costituita da una mucca, dieci galline, 1000 litri di latte e 500 uova (la produzione). Le due famiglie si scambiavano uova con latte, e cosi vissero per anni.

La ricchezza complessiva di Falconia ovviamente restava invariata, anno dopo anno: sempre 1 mucca, 10 galline, 1000 litri di latte e 500 uova.

Intorno a Falconia girovagavano dei pirati, che avevano in mente di saccheggiare l’isola. Le due famiglie così fondarono lo STATO, a cui attribuirono la SOVRANITA’, e ciascuna di esse scelse uno dei propri membri, che andarono così a costituire lo Stato.

Allo Stato fu attribuito dalle famiglie un compito preciso: usare la sovranità, cioè il potere di decidere e attuare qualsiasi cosa fosse necessaria per migliorare la vita su Falconia. Lo STATO aveva quindi la sovranità, così inventò una cosa che prima su Falconia non c’era: la MONETA SOVRANA.

Erano dei pezzi di carta su cui lo Stato scriveva “Io Ti Devo”.

Lo STATO stabilì che su Falconia quei pezzi di carta dovevano essere obbligatoriamente accettati come pagamento nelle transazioni dei beni. Per obbligare tutti a utilizzarli, lo stato inventò le TASSE.

Le TASSE erano dei pezzetti di ricchezza che ogni anno ciascuna delle due famiglie avrebbe dovuto versare allo Stato, e che lo Stato accettava solo se venivano pagate usando la SOVRANA (La famiglia non avrebbe potuto pagare le tasse usando delle uova, in pratica).

Così lo STATO iniziò la sua attività. Stampò 100 SOVRANE, su ciascuna scrisse “Io Ti Devo 1”e con quelle pagò delle persone, commissionando loro la costruzione di un porto e delle mura intorno all’isola. Lo Stato creò questa moneta dal nulla, a DEFICIT.

Prima non le aveva, letteralmente PRIMA le inventò e POI le spese. Non avendole prese in prestito da alcuno, non si indebitò con alcuno, se non con se stesso.

Tutti su Falconia avevano necessità della SOVRANA, per pagare le merci e le tasse, quindi le persone accettarono in pagamento dallo Stato la moneta, e costruirono le mura e il porto. Incassarono e spesero le Sovrane, che iniziarono a circolare come mezzo di pagamento.

Una volta realizzate le mura, le famiglie non avevano più la necessità di fare la vedetta contro i pirati. Impiegarono il tempo e le energie risparmiate per studiare l’ingegneria navale e costruire una nave, con cui iniziarono a commerciare per mare una parte del latte e delle uova.

Tutto questo accadde nell’arco di un anno. Alla fine dell’anno, le ricchezze fisiche di Falconia erano così costituite da: una mucca, dieci galline, 1000 litri di latte, 500 uova, una muraglia, UN PORTO, UNA NAVE. C’erano anche 100 SOVRANE, che erano ricchezza per i cittadini che le possedevano, e debito dello Stato. I cittadini inoltre avevano imparato l’ingegneria navale.

In un anno lo STATO, spendendo a DEFICIT la propria MONETA SOVRANA, aveva AUMENTATO LA RICCHEZZA DI FALCONIA.

Il suo “debito” non era un vero debito, perché lo aveva verso sé stesso. Infatti cos’è che lo Stato si impegnava a dare ai cittadini, scrivendo “Io Ti Devo” su quei pezzi di carta? Si impegnava a riconoscere loro il pagamento delle tasse che avrebbero effettuato usando la SOVRANA.

Forse lo Stato può sembrare un tiranno, e in parte lo era, ma i cittadini erano soddisfatti: lo avevano creato “tiranno” per stare meglio, e la cosa aveva funzionato. Erano stati loro a decidere che a tal fine lo STATO dovesse avere la SOVRANITA’. C’erano le tasse da pagare, è vero, ma tutti erano diventati un po’più ricchi, di una ricchezza che prima non c’era, e anche dopo aver pagato le tasse i cittadini continuavano ad essere più benestanti rispetto alla loro situazione di partenza.

C’era qualcuno che si opponeva a questo sistema, e che riteneva che lo Stato avrebbe dovuto comportarsi “come un buon padre di famiglia”: spendere solo ciò che guadagnava tassando. Questo qualcuno non capiva (o fingeva di non capire) che

1) Lo Stato NON era un “buon padre di famiglia”, ma era lo STATO. Aveva dei poteri speciali, che la collettività gli aveva attribuito. Il più speciale di questi poteri era CREARE LA MONETA (in effetti se un padre di famiglia fosse stato sorpreso a fabbricare dei “Io Ti Devo” uguali a quelli stampati dallo Stato, sarebbe stato arrestato)

2) Se lo Stato avesse speso solo ciò che aveva prelevato con le tasse, sarebbe finita la sua ragione di esistere: non avrebbe più potuto creare ricchezza per tutti. Avrebbe prelevato 100 e speso 100, per cui tutto sarebbe rimasto uguale. Ma lo Stato, ricordiamo, era stato creato di falconiani per migliorare il benessere della collettività.

3) La SOVRANA era lo strumento con cui lo Stato realizzava se stesso e il proprio compito, perché lo rendeva più forte di tutti gli altri soggetti che esistevano su Falconia. Senza Sovrana non sarebbe potuto esistere lo Stato, e non ci sarebbe potuto essere chi si curava del benessere della collettività.

4) Il debito pubblico NON E’ un debito dei cittadini. Ma è UN IMPEGNO DELLO STATO VERSO SE’ STESSO.

Questo qualcuno non capiva che la spesa a deficit dello STATO aumentava il benessere e la ricchezza dei cittadini. O forse questo qualcuno avrebbe preferito dei cittadini più deboli e ricattabili, meno forti di quello che erano diventati i cittadini di Falconia.

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LA STORIA DELL’ARCIPELAGO DI POLLONIA, CHE RINUNCIO’ ALLA MONETA SOVRANA
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Andiamo ora sull’arcipelago di POLLONIA, formato da due isole: Pollonia Maior e Pollonia Minor. Anche qui successe la stessa storia vista su FALCONIA.

Pollonia Maior aveva la sua moneta, la Sovrana Maior, e Pollonia Minor aveva la Sovrana Minor, e con queste prosperarono per anni.

Senonché un giorno alcune delle persone che governavano lo Stato di Pollonia Maior parlarono con dei loro amici, che vivevano sull’isola di AVVOLTOIA. Questi miravano a impossessarsi delle ricchezze costruite nell’arcipelago di Pollonia con la spesa a deficit dei due stati negli anni precedenti.

Allora si accordarono in questo modo: alcuni governanti di Pollonia Maior e Pollonia Minor, che prima di governare avevano lavorato per anni al soldo di AVVOLTOIA, si misero d’accordo tra di loro e seguendo il suggerimento di Avvoltoia RINUNCIARONO alla SOVRANITA’ MONETARIA. Pollonia d’ora in avanti non avrebbe più potuto stampare i suoi “Io Ti Devo” autonomamente.

Decisero che Pollonia avrebbe dovuto prendere la sua moneta in prestito da Avvoltoia, (che avrebbe lei creato la moneta dal nulla, curando di non crearne troppa) pagando un tasso di interesse.

Chiamarono questa moneta, che non era proprietà di nessuno, NEURO.

Inoltre decisero che le scelte più importanti per ciascuna delle due isole dell'arcipelago di Pollonia non si sarebbero più prese vicino alla gente, che avrebbe potuto capire quello che accadeva, ma sarebbero state prese su un’altra isola, più lontana: BRUSSELIA.

I mercanti di Avvoltoia mandarono persone di loro fiducia a vivere su Brusselia, così che potessero controllare da vicino quello che succedeva quando venivano prese le decisioni importanti, che poi venivano trasmesse a Pollonia Maior e Pollonia Minor, che le avrebbero applicate.

E la popolazione che viveva nell’arcipelago di Pollonia? Restava, per quei governanti che avevano progettato tutto questo, la parte più difficile: convincere gli abitanti che tutto questo era stato fatto per il bene della gente.

Allora su Pollonia i governanti amici di Avvoltoia raccontarono che lo Stato avrebbe dovuto essere come un buon padre di famiglia, non spendere più di quello che incassava.

D’altronde, spiegavano, fino ad ora avete vissuto al di sopra delle vostre possibilità, vi siete indebitati, non potete indebitare così i vostri figli. Lo Stato avrebbe dovuto fare “un passo indietro”, c’erano tanti privati che avrebbero potuto sostituirlo in tante cose.

Dissero agli abitanti che per chi andava da un’isola all’altra dell’arcipelago ci sarebbe stato il vantaggio di non dover cambiare più una moneta con l’altra. La gente era un po’ perplessa, e non capiva bene cosa sarebbe accaduto in futuro. Si limitò a dire: “speriamo che vada tutto bene”.

D’altronde quei governanti si presentavano in modo molto rassicurante, dicevano di essere amici del popolo, e il popolo diede loro fiducia.

E così Pollonia Minor iniziò a vivere senza più la SOVRANA. Lo Stato non poteva più creare la sua moneta, per cui prima tassava, e poi spendeva. Prelevava 100 Neuri, e ne spendeva 100: aveva il “pareggio di bilancio”, ma ovviamente non creava ricchezza, lasciava le cose esattamente come stavano prima.

Ogni volta che, per costruire qualcosa di nuovo, gli occorrevano dei Neuri in più, non poteva fare come si faceva prima, quando lo Stato si indebitava con se stesso spendendo a deficit.

Quando servivano Neuri, Pollonia Minor dovette iniziare a prenderli a prestito dai mercanti di Avvoltoia, e per ogni 100 Neuri presi in prestito doveva renderne 5 in più ai mercanti, il TASSO DI INTERESSE.

Inoltre, a fine prestito, il deficit era diventato un debito vero.

Dopo un po’, questi interessi iniziarono a cumularsi, quindi lo Stato iniziò a tassare per 105 e spendere per 100. Chiamò quei 5 “avanzo di bilancio”, e fece dei grandi annunci per spiegare che era un’ottima cosa, ma in realtà quei 5 neuri (che bastavano appena a pagare gli interessi) erano RICCHEZZA SOTTRATTA AI CITTADINI, che iniziarono a impoverirsi.

Le imprese, dissanguate dalle tasse, chiudevano. Aumentò il numero dei disoccupati, che per sopravvivere iniziarono ad accettare condizioni di lavoro da schiavi. Molti iniziarono a rubare e rapinare. Ma finalmente avevano le liberalizzazioni: potevano risparmiare sulla bolletta del telefono (chi poteva continuare a permetterselo).

Quando divennero forti le difficoltà nel pagare le tasse, lo Stato continuò a chiedere altri Neuri a debito ai mercanti di Avvoltoia per pagare i debiti più vecchi che già doveva agli stessi mercanti.

I mercanti di Avvoltoia si accorsero di questo, e iniziarono a chiedere un tasso di interesse ancora più alto, perché avevano paura di non riavere indietro i loro soldi. Pollonia infatti non poteva più stampare i soldi di cui aveva bisogno, doveva recuperarli con le tasse o prenderne altri a prestito. Non aveva più la “ability to pay”(capacità di saldare i suoi debiti), dunque sarebbe potuta diventare insolvente.

Così, in cambio del rischio che correvano, i mercanti per 100 Neuri prestati e da rendere in 10 anni, ne chiedevano indietro 170, 180.

Dopo poco tempo Pollonia finì strangolata, e così i governanti (che avevano progettato tutto) fecero partire la “fase 2”: spiegarono che il debito doveva assolutamente essere ripagato, e che quindi sarebbe stato necessario per Pollonia Minor VENDERE I BENI PUBBLICI, ossia le più grosse ricchezze reali costruite negli anni della spesa a deficit fatta con moneta sovrana: i muri e i porti, per esempio.

Ma i mercanti non volevano diventare proprietari dei beni, a loro bastava diventarne i gestori. In cambio di un piccolo taglio sui debiti che Pollonia doveva loro, acquisirono il diritto di gestire il porto, e imposero ai cittadini di Pollonia Minor un pedaggio salatissimo per ogni ingresso nel porto.

La proprietà del porto la lasciarono allo Stato di Pollonia Minor, che si sarebbe poi dovuto indebitare nel caso fossero serviti dei Neuri per ripararne qualche pezzo.

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La storia di Falconia e dell’arcipelago di Pollonia finisce qui, per ora.

Potete cambiare i nomi a piacimento. Ad esempio, potete chiamare “Falconia” con molti nomi: Svizzera, Norvegia, USA, Gran Bretagna, Giappone, Cina, Russia. Avreste potuto chiamarla anche “Italia”, fino a qualche anno fa.

Anche per raccontare la storia dell’arcipelago di Pollonia si possono usare tante altre parole. Eccone alcune:

Quelle del Commissario Europeo al Commercio, nel 1997: "Il Trans Atlantic Business Dialogue è diventato un meccanismo efficace per ancorare le politiche dei governi sugli interessi dei gruppi di affari."

Paul Krugman, nobel per l’Economia 2008: “Aderendo all’euro, Italia e Spagna si sono ridotte al ruolo di Paesi del terzo mondo costretti a chiedere in prestito la moneta di qualcun altro, con tutta la mancanza di flessibilità che questo implica”.

Randall Wray, padre della Modern Money Theory: “Quando un governo a sovranità monetaria emette un debito crea un bene per il settore privato senza nessuna contropartita o responsabilità del settore privato. Quindi il risultato dei debiti emessi dal Governo crea un bene per il settore privato. Il debito privato è un debito ma i debiti del governo sono benessere per il settore privato.”

Alain Parguez: “i tassi d’interesse ‘shylockiani’ sui debiti dell’Eurozona sono una cornucopia per le grandi banche europee e per le corporations che li percepiscono. L’Euro è comunque destinato a collassare, portandosi con sé le austerità, la distruzione di ogni spesa di Stato produttiva e le privatizzazioni selvagge”

Il dramma di Pollonia è stato previsto quindici anni fa, prima che Pollonia rinunciasse alla sovranità monetaria, dalla scuola economica della Modern Money Theory. La previsione ha avuto successo, perché la MMT è l’unico strumento che interpreta in modo esatto il funzionamento della moneta moderna. E’ stato raccontato dal giornalista Paolo Barnard, nelle più coraggiose inchieste giornalistiche che siano state trasmesse su Report, Rai, inchieste pagate da Barnard con la totale successiva ostracizzazione dai media. Il “progetto Pollonia”, che oggi sta arrivando a compimento, è stato spiegato punto per punto ne “il Più grande crimine”.

PikeBishop
Inviato: 13/3/2012 18:31  Aggiornato: 13/3/2012 18:31
Sono certo di non sapere
Iscritto: 1/11/2005
Da: Tavistock Square, Camden, London WC1H, UK
Inviati: 6255
 Re: L'Italia a pane e acqua
Citazione:
La previsione ha avuto successo, perché la MMT è l’unico strumento che interpreta in modo esatto il funzionamento della moneta moderna.


IL PIU' GRANDE CRIMINE (dare una penna a Barnard)

«La moneta sovrana come dollaro o sterlina è sempre emessa, quindi inventata dal nulla, dallo Stato che la possiede: quello Stato origina la moneta, e i suoi cittadini possono solo usarla, guadagnandola o prendendola in prestito. L’euro invece non è moneta sovrana perché nessuno Stato europeo ne è il proprietario, ed è invece emesso da un sistema di banche centrali, sempre inventandolo dal nulla. Esso non è originato da nessuno degli Stati dell’Unione Europea, quindi l’euro non è né degli Stati né dei cittadini, e sia gli Stati che i cittadini possono solo usarlo prendendolo in prestito o guadagnandoselo. Questa cruciale differenza è anche all’origine della catastrofe finanziaria europea, un crimine architettato a tavolino anch’esso. Capirete poi»

Il pensiero è un confuso ma sembra di capire che per Barnard lo Stato, se possiede questa “moneta sovrana” se la può stampare a piacimento. In realtà nei paesi citati non funziona esattamente così ma per il momento sorvoliamo. Ecco però come continua:


«Annotate anche quanto segue, che spiegherò meglio dopo: poiché la moneta sovrana è sempre originata dallo Stato, che se la inventa di sana pianta, quello Stato può darla o sottrarla a piacimento e non ne rimarrà mai senza. Non può esaurire la propria moneta, dunque il suo debito è un falso problema»


Nel senso che se lo Stato ha la stampante magica può anche “emettere” tutta la moneta che gli serve per pagare il debito pubblico? Questo sarebbe un “falso problema” ?


Moneta pubbliche e moneta private

Perché accettiamo la moneta “sovrana” ?


«Lo Stato, in cambio della sua moneta, ci deve il nostro diritto di saldare tutto ciò che gli dobbiamo usando quella stessa moneta. Solo questo. Si potrebbe obiettare che in ciò lo Stato è tiranno, perché in effetti si inventa una sua moneta, obbliga i cittadini a lavorare per ottenerla col solo scopo di potersi poi liberare delle imposte che lo stesso Stato gli impone. Cioè lo Stato appioppa a ogni singolo cittadino un ‘peccato originale’ (le tasse da pagare) e lo costringe a usare la sua moneta per liberarsi da quel ‘peccato’. »

…e tanti saluti alla moneta come mezzo di scambio.

«Ma non è solo arbitrarietà. Pensateci bene: se non ci fosse questo sistema, chi mai lavorerebbe per il settore pubblico, cioè statale? Pochissimi. Perché i privati potrebbero inventarsi altre monete in concorrenza con quelle dello Stato, e in virtù dei maggiori profitti promettere poi maggiori vantaggi ai cittadini, per cui quasi nessuno finirebbe a lavorare per il settore pubblico e lo Stato medesimo cesserebbe di esistere»

Quindi Barnard fammi capire. Se un “signorotto” si inventa una moneta dal nulla e non mi obbliga ad usarla tramite l’imposizione di tasse è male, mentre se lo fa lo Stato è bene, perché altrimenti…


«sarebbe il trionfo dei signorotti locali in stile feudale, cioè nascerebbero veri e propri Stati privati con monete private entro lo Stato. Un caos. Ma si badi bene che in virtù degli stessi principi enunciati, anche le eventuali monete private perderebbero ogni valore se non fossero riconosciute come valide per pagare le inevitabili tasse all’interno di quei mini Stati privati.»


Il mini Stato privato! Orrore degli orrori!


Il debito dello Stato è ricchezza


Il “saggio” a questo punto diventa puro delirio…


«La BC, proprio in virtù del fatto che in questo caso può inventarsi il denaro, ha facoltà di accreditare tutte le riserve bancarie che vuole, e questo di conseguenza permette al governo di spendere quanto vuole, creando ricchezza fra i cittadini e aziende. Cosa significa “creando ricchezza fra i cittadini”? Ricordate che in precedenza avevo sostenuto che la spesa a debito dello Stato a moneta sovrana NON è il debito dei cittadini, bensì la loro ricchezza? Eccovi i dettagli.
Il governo a moneta sovrana è l’unica entità esistente che può creare ricchezza al netto nella società o sottrarla. La crea quando spende appunto, e la sottrae quando tassa. »

Quindi George W. Bush che ha ridotto le tasse negli USA ed aumentato enormemente il debito pubblico ha creato ricchezza e prosperità (…e siccome erano troppe le ha anche esportate in Medioriente)! Ah dimenticavo! Voi privati cittadini che magari vi dannate di lavoro per produrre qualcosa sappiate che non producete ricchezza! Al massimo la rubate a qualcun altro. Solo lo Stato può produrre ricchezza, perché stampa denaro.


«E di conseguenza se il governo in questione spende acquistando più di quanto incassa, cioè se versa più denaro al netto fra i cittadini di quanto gliene tolga con le tasse (se spende a deficit), questo arricchisce la società. Cosa avete appena letto? Avete letto proprio che il governo a moneta sovrana che spende a deficit, cioè che spende a debito, crea ricchezza nella comunità. Ecco dimostrato che il debito cosiddetto pubblico non è affatto il debito dei cittadini, anzi, il contrario. Si può infatti affermare che esso è ciò che noi cittadini intaschiamo, non ciò che noi cittadini dobbiamo a qualcuno. Tenete questo a mente, più avanti vi spiegherà moltissime cose. »

Oh guarda Barnard, questo spiega tantissime cose….


«Inoltre, la conseguenza logica della sopraccitata equazione secondo cui PIU’ IL GOVERNO A MONETA SOVRANA SPENDE A DEFICIT, PIU’ ARRICCHISCE I CITTADINI sarà che se il governo decide di eliminare o pareggiare il deficit (o il debito), esso cesserà automaticamente l’arricchimento dei cittadini. Questo concetto è di importanza centrale per comprendere l’economia moderna. »

Sento un coro che piano piano sale di tono: Mu-ga-be! Mu-ga-be! Mu-ga-be!

E l'inflazione?

Azz… avevamo dimenticato l’inflazione dei prezzi. Dovremmo preoccuparci?

«Se il denaro aumenta e non aumentano parallelamente anche i prodotti sul mercato, allora si ha inflazione (il mercato offre troppi soldi per troppi pochi prodotti, nda). Questo può succedere, ma è dimostrato che non ...fa danni, poiché anche se i prezzi salgono un poco, il beneficio per la collettività di avere meno disoccupati è assai superiore. »

Vai Robert sei tutti noi, accogli Barnard nelle tue lande opulente….


Ma se tassando elimini ricchezza perché lo Stato tassa? Ovvero….


A cosa servono le tasse?

«Chiedete a chiunque la seguente cosa: “A cosa servono le tasse?”. La risposta sarà invariabilmente “A dare denaro allo Stato per il suo funzionamento”. Non è forse vero che è dalle tasse che lo Stato ricava la spesa per la sanità, scuole, infrastrutture o pensioni? L’allungamento dell’età pensionabile non è forse giustificato dalla necessità di raccogliere maggior fondi per la previdenza sociale?
La risposta è no, un secco e chiaro no se lo Stato è a moneta sovrana, come gli USA, la Svezia o il Giappone e l’Italia prima del 2002. Un secco sì per i 16 Paesi dell’eurozona, purtroppo, ma solo da poco. Milioni di adulti italiani non hanno mai saputo che le loro tasse non sono mai servite allo Stato per spendere. »

Ohibò ed allora a cosa servivano?

«Ma allora, perché diavolo uno Stato come gli USA o la GB tassano? Perché Roma tassava prima del 2002? Le ragioni erano e rimangono quattro, di cui una merita un approfondimento, ma vediamole. Lo Stato a moneta sovrana tassa per:

1) tenere a freno il potere economico dei ricchi (non quello della gente comune). Infatti uno dei pochi mezzi che lo Stato ha per impedire alle oligarchie private di divenire immensamente ricche e quindi di spodestare lo Stato stesso è di tassarle. Lo fa troppo poco? Dipende dalle opinioni, ma questo è. »

Però io avevo capito che creando denaro si creava ricchezza e tassando si distruggeva ricchezza. Quindi perché togliere ricchezza ai ricchi e non stampare denaro da distribuire ai poveri? Così diventiamo tutti ricchissimi!

«2) limitare l’inflazione. Si è detto che: inflazione = troppo denaro in giro e troppi pochi prodotti. Se ciò accade, lo Stato tassa, si riprende i suoi soldi elargiti spendendo, e drena così l’allagamento di denaro per contenere l’inflazione. »

Eh no! Mi avevi assicurato che l’inflazione non era un problema!

«3) scoraggiare o incoraggiare taluni comportamenti. Si tassa l’alcool, il fumo, o l’inquinamento, e si detassano le beneficienze o le ristrutturazioni, ecc. »

E’ tassato anche il pane (l’IVA). Vuoi dire che lo fanno per scoraggiare il consumo di panini?

«4) imporre ai cittadini l’uso della sua moneta sovrana. E’ l’unico modo. »


Senza tasse non usiamo la moneta dello Stato, che stampata a volontà di rende ricchi. Ma le tasse ci tolgono ricchezza. Dubbio amletico. Ma se usare la moneta sovrana ci rende ricchi e le tasse sono solo una limitazione a questa ricchezza, non dovremmo capire da soli che dobbiamo usare la moneta sovrana senza fare troppe storie? Ai posteri l’ardua sentenza.


Un impegno preciso: più lavoro per tutti!

Barnard è andato a scuola dai keynesiani o meglio da L. Randall Wray, un “estremista” keynesiano che fa sembrare Krugman un moderato conservatore. Ecco cosa raccomandava in questo paper del 2007 (!), dopo aver detto che secondo lui le politiche monetarie discrezionali alla Greenspan sono inutili perché troppo graduali e quindi di scarso impatto.


«Date queste considerazioni, in aggiunta agli argomenti avanzati da Keynes, si preferisce una regola per fissare la politica monetaria - fissare il tasso overnight a zero e tenerlo lì. Un uomo di latta ben programmato dovrebbe essere in grado di farcela. »

Wow, avevo sentito chiamare Bernanke “Elicottero Ben”, “Spaventapasseri Ben” ma “uomo di latta ben programmato” mi mancava!

Dicevamo comunque che Barnard è andato da questo “economista” a scuola. Ecco cosa ne ha ricavato.


«La piena occupazione - cioè quell’inimmaginabile sogno dove non sarebbero esistiti uomini o donne privati della dignità del lavoro e del sostentamento dei proprio figli, dove non sarebbe esista l’umiliazione del lavoro sottopagato, dove i precari/flessibili/a chiamata sarebbero stati solo un incubo su cui scherzare, dove violenza domestica e alcolismo o droga e delinquenza non avrebbero mai incancrenito le mura domestiche di un licenziato, dove non sarebbero esistiti bambini col futuro spezzato da una busta paga scomparsa – beh, quel sogno era possibile, pienamente possibile nelle economie di tutti i Paesi, ma fu stroncato scientemente proprio per schiavizzare milioni e controllarli con la sofferenza, col fine di accumulare potere e profitti per pochissimi. »

Al sodo Paolo… vogliamo la ricetta!


«Se capiamo come funzionano i sistemi monetari, se comprendiamo che il denaro è solo impulsi elettronici o carte straccia inventati dal Tesoro e dalla BC, allora possiamo dire: il governo a moneta sovrana può inventasi tutti gli impulsi elettronici che vuole, con essi può pagare tutti gli stipendi che vuole, comprare tutto ciò che vuole. Possiamo avere la piena occupazione, il business può vendergli tutto ciò che deve vendere se il governo vuole comprarglielo. Può il governo permettersi queste spese? Certo, perché il governo non esaurirà mai gli impulsi elettronici, dunque non farà mai bancarotta; preme un bottone e gli stipendi appaiono sui computer delle banche. L’unico limite è l’inflazione, ma se il governo spende per aumentare la produttività nel settore privato, allora l’inflazione non è più un problema”. »

Ho appena rivalutato la lettera degli economisti... non era poi tanto male al confronto


Ma... rullo di tamburi...


«Ma capita che fra i grandi dell’economia qualcuno dotato di libero pensiero riesca a primeggiare, e fu questo il caso del Nobel Paul Samuelson, che appose il suo marchio di approvazione alle idee di Randall Wray con questa dichiarazione:

“C’è un elemento di verità nel fatto che il budget di Stato va sempre bilanciato (cioè che lo Stato non spenda come invece teorizzato da Wray, nda). Ma una volta che ci siamo sbarazzati di questa credenza, avremo eliminato la muraglia che ogni società erige contro la spesa fuori controllo. E’ una credenza simile alla religione di una volta, la cui funzione era di spaventare la gente con dei miti affinché si comportassero nel modo voluto dalle usanze accettate. Noi (gli economisti della piena occupazione, nda) abbiamo eliminato la credenza nella necessità che il governo spenda entro dei limiti”. »

Grazie "economisti" della piena occupazione! Ci avete regalato un sogno! Poi in realtà se vai a scavare scopri che Wray non abbia tutta questa bella opinione di Samuelson, reo di non essere un istituzionalista come lui, di non aver inventato niente, di aver “volgarizzato” le idee di Keynes con la sintesi neoclassica.


La cosa interessante è che se proprio vai a studiare e leggere per bene Keynes scopri che l’economista inglese prescriveva la spesa in deficit durante la crisi per incrementare la domanda aggregata, sfruttare la piena capacità produttiva e tornare ad un livello di piena occupazione (non sto dicendo che avesse ragione eh!) mentre poi, nel periodo di vacche grasse, lo Stato doveva condurre bilanci in surplus per ripianare il debito.


Va a finire che pure Keynes era nella cricca dei maestri occulti del Vero Potere. Ma forse no: Keynes era tra i buoni, anzi era….


Superman....

«A fornire un impianto scientifico economico a questo fermento eccezionale erano le idee in particolare di un economista inglese di nome John Maynard Keynes. Keynes aveva partorito veramente un altro mondo possibile, aveva pensato a tutto con una competenza e con un rigore accademico encomiabili, ed ebbe giustamente un grande successo per qualche anno in buona parte del mondo, influenzando schiere di economisti e relativi governi." » <!--[if !supportLineBreakNewLine]--> <!--[endif]-->

Chi ha distrutto il sogno? Chi ha impedito il paradiso terrestre keynesiano?


...contro Lex Luthor

«in Europa i primi sommovimenti (contro il paradiso di Keynes nota mia) in questo senso avvennero attorno a una fondazione oscura di cui quasi nessuno conosce il nome: la Mont Pèlerin Society. Fondata nel 1947 dall’economista austriaco Friedrich Hayek, essa raccolse le idee che avrebbero poi guidato le successive fasi del piano di distruzione di Stati, leggi e cittadini e incoraggiato la nascita di altre Think Tanks (centri di studio) raccoglitrici sia di fondi che di cervelli, fra cui svettano ancora oggi l’Institute for Economic Affairs e l’Adam Smith Institute di Londra."
[..]
"Già allora Hayek immaginava il suo lavoro come quello di chi deve colonizzare capillarmente con le proprie idee il mondo universitario, i media, i governi e ilsettore privato." »

Infatti ricordiamo migliaia di accademici hayekiani e pochi, sparuti, keynesiani che mai hanno facoltà di parola.


Pr finire (ok era in apertura ma passatemelo).... invettiva contro la Scuola Austriaca, che ci sta sempre bene.



"A ciò si aggiunge l’influenza della scuola economica austriaca estrema dei Libertari, il cui nome più noto fu Ludwig Von Mises, che sono dei perniciosi lobbisti che mirano in sostanza a un mondo di estremismo nel Libero Mercato caratterizzato dalla sostanziale scomparsa di tutto ciò che è regola dello Stato, e soprattutto delle tasse. Essi soffiano sul fuoco di paglia del signoraggio proprio per arrivare a questo fine, e infatti i signoraggisti finiscono invariabilmente con lo sbraitare la storia (falsa, si veda in seguito) che noi cittadini dobbiamo ripianare l’enorme debito del signoraggio con le nostre tasse. Questo mi preoccupa molto".

AMEN

Non è però finita! Credevate fosse finita, vero?


Barnard e il complottismo

Barnard non è complottista. Barnard odia i complottisti perché impediscono di ricercare la verità "vera" e documentabile.


«La faccio breve: se anche solo una frazione delle “prove schiaccianti” dei complottisti fosse stata credibile, i signori Tarpley, Walter, Mazzucco, Chiesa e soci si sarebbero trovati otto minuti dopo a galleggiare a faccia in giù nell’Hudson o nel Tevere. Ma sono tutti vivi, anzi, stanno benissimo. La cronaca nera internazionale ci ha insegnato che sono regolarmente morti tanti testimoni scomodi di crimini politici ben inferiori a questo (Ustica docet). Ma non loro.

Vi sembra possibile?Concludo. Se fino a oggi siamo riusciti a convincere quelle poche persone della necessità di opporsi ai disegni criminali delle oligarchie neoliberali nel mondo, lo dobbiamo al lavoro paziente e preciso, costante e dotto, pacato e realistico di tanti attivisti e giornalisti seri che sanno leggere la realtà dei fatti, e non ai roghi laici e ai linciaggi emozionali dell’esercito dei complottisti sgangherati e dei loro seguaci acritici. »

Ma quello era il vecchio Barnard, quello che non aveva ancora studiato economia. Questo è invece il nuovo Barnard... in merito a tangentopoli



«Era il 17 febbraio del 1992, Mario Chiesa viene arrestato a Milano per dare il via alla celeberrima stagione di Tangentopoli. Da quei giorni, e in pochi mesi, un’intera classe politica italiana viene spazzata via dal...le inchieste di Di Pietro e soci. Come mi disse personalmente l’ex pm di Mani Pulite Gherardo Colombo, in realtà l’impeto che mosse quella rivoluzione veniva dagli imprenditori che si autodenunciavano ai magistrati pur di smettere di pagare tangenti ai socialisti e democristiani. Due partiti che, come d'altronde tutto l’apparato politico italiano, avevano una caratteristica in comune: erano intrisi di statalismo fino al collo, cioè erano nati e cresciuti nella pratica di usare prebende ed elargizioni di Stato per comprarsi il consenso degli elettori.

Qualcosa che goffamente e truffaldinamente assomigliava però troppo al modello di Stato a moneta sovrana che spende a deficit per creare ricchezza fra i cittadini. Infatti l’Italia degli anni ’80 era sì un Paese ad alta inflazione e debito, ma era uno dei luoghi più ricchi della Terra, la cui ricchezza ancora oggi nutre una fetta enorme di società civile." »

Eravamo governati da una manica di ladri ma avevano dilatato il debito pubblico all’inverosimile e portato l’inflazione a due cifre e quindi ci avevano reso tutti più ricchi. W Craxi, Andreotti e Forlani!


Ma poi intervenne il Vero Potere e....


«Riassumendo: gli anni ’90 vedono divenire realtà l’Unione Europea sovranazionale, l’Unione Monetaria – cioè l’Anti Stato per eccellenza sognato dal Vero Potere; contemporaneamente in Italia lo Stato di allora viene spazzato via da Tangentopoli – dove alcuni magistrati acquisiscono di colpo un potere inaudito nel nostro Paese che ancora rimane inspiegato; nell’arco di pochi mesi una classe politica italiana, oggi riconducibile al centrosinistra, si getta nelle privatizzazioni, cioè nella svendita ai privati di capitali immensi edificati con decenni di lavoro per il bene comune dei cittadini italiani. »


Ma questo non è..... orrore orrore….complottismo?


«Ora, lungi da questa narrazione ogni accenno al complottismo, poiché qui sono i dati a parlare, ma un osservatore di queste realtà sarebbe sciocco se perlomeno non si facesse qualche domanda. Per esempio: perché quegli imprenditori accettarono di entrare nel tunnel delle inchiesta giudiziarie dopo anni di tranquillo e profittevole status quo? Era poi così vero che il gioco era divenuto troppo esoso? O forse qualche altra contropartita gli fu offerta per scardinare l’Italia di allora? E chi gliela offrì? In un Paese come l’Italia dove ogni singola inchiesta che scotta fu di regola trasferita da procure ostili a quelle amiche, e ancora oggi accade, cosa impedì ai colossi politici DC e PSI di strozzare Tangentopoli? Chi gli levò il tappeto da sotto i piedi proprio in quel momento? Chi permise a un nugolo di razzisti della Padania di espandersi a macchia d’olio in pochi mesi, per creare poi il consenso popolare della parte ricca d’Italia alle inchieste di Di Pietro e compagni? E’ solo un caso che la Germania sia di fatto il punto di riferimento, cioè il partner commerciale privilegiato, del separatismo di Bossi? E’ solo un caso che così pochi imprenditori strozzati dalle tangenti del PCI (e chi come l’autore è nato a Bologna sa di cosa si parla) si fecero avanti? Oppure questo è spiegabile dal fatto che quel partito era già stato prescelto dalla finanza internazionale per divenire, con il lifting del centrosinistra, il suo interlocutore privilegiato in Italia? E’ un caso che quanto appena detto sia accaduto davvero?" »

Mi raccomando.. questo non è complottismo.. parlano i dati!

PS
Visto che fai propaganda pubblicando tutte le eresie di San Barnardo, tanto vale che la gente si legga quasi obbligatoriamente i miei link...

Continuo:

«PIU’ IL GOVERNO A MONETA SOVRANA SPENDE A DEFICIT, PIU’ ARRICCHISCE I CITTADINI sarà che se il governo decide di eliminare o pareggiare il deficit (o il debito), esso cesserà automaticamente l’arricchimento dei cittadini»

Qui Barnard dice che se il governo crea denaro dal nulla e lo spende crea ricchezza non perché abbia costruito autostrade oppure ospedali ma perché ha creato denaro. E poi ribadisce:

«Il governo a moneta sovrana è l’unica entità esistente che può creare ricchezza al netto nella società o sottrarla. La crea quando spende appunto, e la sottrae quando tassa»

Di nuovo scordati del fatto che panettieri, agricoltori, operai, imprenditori creino ricchezza tramite il loro lavoro e le loro idee. Niente di tutto questo. Per Banard creare ricchezza significa creare denaro e quindi si crea ricchezza solo quando nuovo denaro (possibilmente speso dallo Stato) entra in circolazione.

Mi spiace ma queste stronzate non meritano nessun commento didascalico ma solo derisione. Se uno non ci arriva a capire che quelle due affermazioni (di cui il libro è pieno) son stronzate allora qualsiasi pezzo di critica sarà inutile.

e ancora:

Il denaro è come la benzina per un sistema economico. Il suo "creare" ricchezza non prescinde affatto dalla produzione reale.

La ricchezza è la produzione reale!

Mi pare che dopo la crisi del 29 il New Deal immise nel sistema americano tantissimi soldi, varò la costruzione di numerose opere pubbliche e sovvenzioni a diverse categorie per favorirne la "produzione" in termini reali.

Mi pare? La costruzione delle opere pubbliche la iniziò Hoover (Hoover Dam, Golden Gate, etc.) e ciò nonostante per 10 anni hanno avuto disoccupazione sopra il 13% con punte del 25%. Altri governi hanno immesso nel sistema “tantissimi soldi” e l’hanno ridotto in miseria (vedi Zimbabwe) quindi l’equazione stampiamo denaro = ricchezza è una palese cagata.

Ora, dimmi se secondo te con le politiche d'austerità intraprese dalla comunità europea l'economia possa ricavarne dei benefici.

Come l’austerità italiana che aumenterà la spesa dell’1% il prossimo anno (e questo con i tanto sbandierati “tagli” ?). Usare parole come “austerità” per descrivere un governo che fa deficit sopra il 5% mi pare neolingua. Lo vuoi capire che la crisi è una “correzione” che ci sta dicendo che la struttura produttiva è a puttane e si deve risistemare. Possiamo lasciare che questo avvenga o continuare a sovvenzionare le aziende che durante il boom ci hanno guadagnato e poi si sono trovate in difficoltà perché troppo espanse.

Vogliam continuare a dar soldi alla Fiat, alle banche o a Impregilo? Basta dirlo ma poi non lamentarsi.

A me pare di no, ed è un fatto il depauperamento delle classi sociali medie e l'impoverimento delle classi operaie.

Che casualmente è avvenuto perché a suon di inflazione e fiscal drag gli han rubato denaro da risparmi e salari. E per risolvere la situazione cosa si chiede? Più inflazione e più spesa.

Il denaro emesso dallo stato crea ricchezza al "netto". Significa in fondo che quell'immissione di liquidità nel sistema se ben irregimentata permette di sbloccare quelle forze che in assenza, non riuscirebbero a produrre dei beni reali.

O se preferisci significa redistribuire ricchezza verso imprenditori che producono beni che nessuno intendeva comprare a quel prezzo e nel contempo abbassare il salario reale di tutti i lavoratori. Ma raccontata così non suona bene, vero?

Se vai a vedere ad esempio il microcredito scopri che persone poverissime che riescono ad accedere a piccole forme di denaro (intendo quelle persone a cui gli istituti bancari non farebbero mai credito) con queste piccole somme riescono a campare, restituirle e in qualche modo ad arricchire l'economia in termini reali.

E qui descrivi un fenomeno, ovvero il meccanismo risparmio-investimento-produzione, che è tipico del capitalismo. Se le banche non fanno credito a questa gente non è perché “non danno garanzie” (negli Usa han fatto credito a gente senza lavoro per far comprare loro casa!) ma perché è molto più redditizio usare leverage e finanziare altri tipi di progetti molto più rischiosi e redditizi. Tanto se crolla tutto poi arriva il bail out.

E cmq tutto questo non c’entra un fico secco con lo Stato che spende soldi a debito! Anzi! In questo caso abbiamo lo Stato che emette titoli di debito e fa concorrenza a questi che sono alla ricerca di un finanziamento…..

Lost in traslation ovvero Barnard e la MMT

Eravate pronti a spogliarvi dagli abiti mondani per indossare la tenuta da guerra e combattere il signoraggio bancario? Pensavate che la Banca Centrale fosse il nemico da abbattere per riconsegnare la stampante nelle mani dello Stato? Che la Fed fosse un organismo privato che strozzava il governo federale sotto il peso del debito pubblico?




Contrordine compagni! Ora gli Stati Uniti sono l’esempio da imitare, perchè il dollaro è una moneta sovrana e la Fed è lo strumento per uscire dalla crisi in modo facile ed indolore, parola di Paolo Rossi Barnard e dei fautori della Modern Money Theory.


Mi ero sempre chiesto da dove il nostro beniamino, re degli intellettuali alternativi, avesse tirato fuori la sua celebre perla contenuto ne “Il più Grande Crimine”:


«E di conseguenza se il governo in questione spende acquistando più di quanto incassa, cioè se versa più denaro al netto fra i cittadini di quanto gliene tolga con le tasse (se spende a deficit), questo arricchisce la società. Cosa avete appena letto? Avete letto proprio che il governo a moneta sovrana che spende a deficit, cioè che spende a debito, crea ricchezza nella comunità. Ecco dimostrato che il debito cosiddetto pubblico non è affatto il debito dei cittadini, anzi, il contrario. Si può infatti affermare che esso è ciò che noi cittadini intaschiamo, non ciò che noi cittadini dobbiamo a qualcuno»


Mi sembrava talmente assurda e ridicola da non dover necessitare “dati o prove tecniche” per essere confutata ma ho voluto lo stesso caricarmi di buona volontà e leggere un primer sulla Modern Money Theory, che potete trovare a questo indirizzo, per capire da dove Barnard avesse tirato fuori quelle fantasiose teorie. Leggendo la seconda lezione ho finalmente capito. È risultato subito molto chiaro in quale mondo alla rovescia vivano i sostenitori della Modern Money Theory e soprattutto come la versione italiana debba aver sofferto di qualche piccolissimo errore di traduzione perchè i fan nostrani della MMT non sono neanche riusciti a capirla.


Leggiamo insieme.


Un nostro asset finanziario corrisponde ad una passività finanziaria per qualcun altro. È un principio fondamentale della contabilità che ad ogni attivo finanziario corrisponda un uguale passività che lo eguaglia. Un deposito bancario è un asset per le famiglie ma rappresenta un debito per le banche (un pagherò). Un’obbligazione di un’azienda o del governo, di nuovo, è un asset per le famiglie ma rappresenta una passività per chi lo ha emesso (sia il governo o l’azienda). Anche le famiglie hanno dei debiti, come i prestiti studenteschi, i mutui o il finanziamento per l’acquisto di un’automobile. Questi però sono asset per i creditori, che potrebbero essere banche oppure vari tipi di istituzioni finanziarie come fondi pensione, hedge funs o compagnie di assicurazione.


Su questo punto non ci possono essere contestazioni, sono principi basilari di contabilità: se ti presto 100€, avrò un credito verso di te di 100€ e tu avrai un debito con me per la stessa cifra. Non c’è nulla di rivoluzionario né incredibile, è una semplice identità contabile.
Ma lo sappiamo bene come va a finire con le identità contabili, vero?


La ricchezza finanziaria netta di una famiglia è uguale alla somma di tutti i suoi asset finanziari meno la somma dei suoi debiti. Se questo numero è positivo allora ha una ricchezza finanziaria netta positiva.


Di nuovo, molta attenzione perchè qui iniziano i “magheggi”. Non si sta parlando di ricchezza delle famiglie ma di ricchezza finanziaria, ovvero soltanto dei crediti e dei debiti che una famiglia ha in portafoglio. Questa definizione può dar luogo a spiacevoli interpretazioni che un semplice esempio può aiutarci ad evidenziare.
Immaginiamo di avere un lingotto d'oro del valore di 1450€ in portafoglio e non possedere nessun credito né debito. La nostra ricchezza finanziaria nettà è al momento nulla.
Andiamo in banca, vendiamo l'oro e compriamo 1000 azioni Calistracci Oil (prezzo 1,45€). Ora la nostra ricchezza finanziaria netta è di 1450€, infatti abbiamo 1000 azioni (asset) e nessun debito.
Poco dopo una strana atmosfera pervade la borsa ed le azioni iniziano misteriosamente a salire di prezzo, fino ad essere quotate oltre 9€ ad azione. Tutti vogliono le Calistracci Oil e a questo punto decidiamo di venderle incassando 9000€, che poi usiamo per acquistare un'auto nuova.
La nostra ricchezza è aumentata? Vi sfido a sostenere il contrario! Ma secondo la definizione che viene utilizzata dalla MTT la nostra ricchezza finanziaria netta è diminuita, di 1450€. Infatti ora non abbiamo più né crediti né debiti e quindi la nostra ricchezza finanziaria netta è zero.
Continuiamo nella lettura.


Una nota sulla ricchezza non finanziaria (gli asset reali). Un asset finanziario è necessariamente bilanciato da un debito. Nell’aggregato, quindi, la ricchezza finanziaria netta deve essere uguale a zero. Tuttavia, gli asset reali rappresentano ricchezza che non è controbilanciata da debiti, quindi, a livello aggregato la ricchezza totale è uguale al valore degli asset reali.


Anche qui niente di strano, segue dalla definizione di partita doppia. Se per ogni credito è registrato un debito uguale allora, considerando il mondo intero, la somma di tutti i crediti sarà uguale alla somma di tutti i debiti.


Il corollario è che l’unica ricchezza che conta, a livello aggregato, è quella reale.


Spesso è utile distinguere tra diversi tipi di settori nell’economia. La distizione più semplice è tra il settore pubblico (includendo tutti i livelli di governo) e quello privato (aziende e famiglie). Se dovessimo considerare tutti gli asset e le passività finanziarie emesse dal settore privato, è solo una questione di logica che la somma sia uguale a zero. In altre parole la ricchezza finanziaria netta è uguale a zero se consideriamo solo i “pagherò” emessi dal settore privato. Questi vengono a volte chiamati “ricchezza interna” perchè è “interna” al settore privato. Se il settore privato vuole accumulare una ricchezza finanziaria netta, questa deve essere nella forma di “ricchezza esterna”, ovvero, crediti verso un altro settore. Data la nostra divisione tra settore pubblico e privato, la ricchezza finanziaria esterna deve essere nella forma di obbligazioni governative.


Visto dove stiamo andando a parare? La ricchezza reale (l’unica ricchezza che conta a livello aggregato) è sparita dal discorso e si inizia invece a proporre l’idea che il settore privato possa incrementare la sua ricchezza se e soltanto se il settore pubblico si indebita. Certo, si parla di ricchezza finanziaria con la definizione utilizzata in precedenza, ma cominciate a capire da dove salta fuori l’affermazione per cui “solo lo Stato, facendo debito, può creare ricchezza?”


La ricchezza finanziaria netta privata è uguale al debito pubblico. I flussi (di reddito e spesa) si cumulano in riserve. L’accumulazione netta di asset finanziari da parte del settore privato nel corso dell’anno è possibile soltanto se la sua spesa è minore del suo reddito nello stesso periodo. In altre parole, il settore privato sta risparmiando, permettendogli di accumulare una riserva di ricchezza nella forma di asset finanziari. Nel nostro semplice esempio con solo un settore pubblico ed uno privato, questi asset finanziari sono debiti governativi, in particolare obbligazioni o emissioni monetarie. Questi titoli di debito, a loro volta, possono essere accumulati solo quando il governo spende più di quanto riceva sotto forma di tasse.


Avete notato il gioco di prestigio? Come in poche righe si è arrivati ad affermare che il settore privato può “risparmiare” soltanto se il settore pubblico spende in deficit?


Sveliamo il trucco.


Immaginiamo di avere soltanto un settore privato, composto da famiglie ed imprese, il cui reddito aggregato, quello che chiamiamo anche Prodotto nazionale lordo, è di 100 miliardi di euro, nella forma di stipendi, profitti, etc. Di questi 100 miliardi, 80 vengono spesi in consumi e 20 vengono risparmiati dalle famiglie e prestati alle imprese, che li investono per aumentare, l’anno successivo, la produzione di beni e servizi esistenti oppure produrne di nuovi.


In questo esempio la ricchezza finanziaria netta, così come definita in precedenza, non aumenta (i crediti sono uguali ai debiti) ma il settore privato sta risparmiando, altroché, e sono proprio quei risparmi a finanziare gli investimenti che consentiranno di aumentare la sua ricchezza reale.
Evitando di mangiare tutta la torta oggi (risparmiando) è possibile aumentare le dimensioni della torta domani (investendo). È il fondamento del Capitalismo.


Inseriamo ora nella storiella precedente lo Stato che, per semplicità, decide di emettere obbligazioni per 10 miliardi in modo da finanziare in deficit la propria spesa. Immaginiamo che le famiglie continuino a spendere 80 miliardi ma decidano di allocare 10 miliardi, dei propri risparmi, nel debito pubblico. Non è detto che ciò avvenga ma facciamo finta che il governo riesca a collocare tutti i propri titoli (in questi mesi abbiamo visto che non è così semplice).


Ciò che succede è che le obbligazioni governative vanno a far concorrenza a quelle private. Nell’esempio precedente gli investimenti privati erano di 20 miliardi mentre dopo l’intervento dello Stato la cifra è scesa a 10. Inoltre, poichè è aumentata l’offerta di titoli a domanda invariata, il loro prezzo scenderà e questo significa tassi di interesse più alti per ottenere credito.


Questo fenomeno si chiama crowding out degli investimenti privati. A priori non possiamo sapere come verranno investiti i soldi raccolti dal settore pubblico. Saranno infrastrutture utili e costruite a prezzo di mercato? Grandi opere tanto costose quanto inutili? Ospedali e scuole oppure carri armati? Burocrazia, non si sa. Ciò che possiamo dire, però, è che poiché il settore pubblico risponde a incentivi politici (ottenere voti e potere) e non economici (fare profitti servendo meglio il consumatore), è probabile che la torta a disposizione domani sarà più piccola di quella ottenuta nell’esempio precedente.


Che cosa ci dice la Modern Money Theory in questo secondo caso?


Ci spiega che, indipendentemente da come sono stati spesi i soldi pubblici, ora il settore privato ha ha potuto accumulare una riserva di ricchezza finanziaria netta di 10 miliardi e lo ha potuto fare solo perchè ha acquistato asset che sono debiti del settore pubblico.


La conclusione della MMT è che il settore privato, in’economia chiusa, può risparmiare se e soltanto se il governo sta contemporaneamente facendo deficit e che se invece il governo ha il bilancio in attivo, costringe il settore privato ad indebitarsi (!).


Da affermazioni fantasiose e fuorvianti (la ricchezza finanziaria netta del settore privato è un aggregato privo di senso e sicuramente è una cosa ben diversa dai risparmi) non si possono che ottenere conclusioni altrettanto sbagliate.


Ma Barnard fa di più.


Il termine “net financial wealth”, nella traduzione italiana del nostro intellettuale preferito, è diventato semplicemente “wealth”, ricchezza, da cui quella frase che ho citato in apertura.
Altro giro, altro gioco di prestigio.

Il Portico Dipinto Network Nanopublishing
E' dall'uso (mancato) del Congiuntivo, che li riconoscerete.
hrabal
Inviato: 13/3/2012 18:46  Aggiornato: 13/3/2012 18:46
Ho qualche dubbio
Iscritto: 17/5/2011
Da: dublino
Inviati: 165
 Re: L'Italia a pane e acqua
@Milestone
Citazione:
Sorry ma mi sono un pò stufato del qualunquismo e populismo finemondaio che trasuda da molti dei post su questo (ottimo) articolo


Citazione:
....e soprattutto incazziamoci quando vediamo un sopruso, anche se non diretto a noi!!!!


Credo che il problema sia la "diluizione" della responsabilita'.

Viviamo tutti nella gabbia della comunicazione, riceviamo informazioni da ogni dove, alcuni si costruiscono i loro percorsi personali di conoscenza all'interno di questo mondo plasmatico attraverso scelte di lettura, di approfondimento, di fede, ma sempre rimangono all'interno della sua membrana.
E che di cosa e' fatto questo mondo, qual'e' questa sostanza plasmatica, e cosa rappresenta la placenta che la racchiude?

Il mondo siamo noi, e il plasma e' l'infinita rete di connessioni e interazioni che ci interconnettono, ora enormemente amplificate dalla tecnologia. La placenta e' la struttura che ci contiene, la gabbia.

ora all'interno di questa gabbia noi possiamo vivere in modo "irresponsabile", piu' o meno felici, piu' o meno stressati, piu' o meno "liberi", ma sempre in profondita' in accordo con la legge della gabbia. Perche' la grande forza della struttura sta prorpio nella mancanza del principio di responsabilita', i nostri desideri, le nostre scelte, le i nostri stessi pensieri sono fittizzi, indotti dalla membrana attraverso la propaganda... e questo mondo ci piace... eterni bambini nel paese dei fantocci.

La gabbia come tutte le gabbie e' comunque ancora permeabile, attraverso le sbarre si puo' vedere fuori, interenet ci apre continuamente
finestre su altre possibili verita' e si puo' scegliere cosa credere, costruirsi la propria gabbietta personale.... ma anche questo e' un modo per diluire la responsabilita' nel plasma della propria gabbia...

scegliere di uscire dalla gabbia e' una scelta di liberta' ma e' anche una scelta di responsabilita', non ci si puo' piu' nascondere li' fuori, ed e' una scelta estrema

Ora veniamo al qui ed ora, alle nuove diamiche all'interno della placenta.
Il governo monti, rappresenta l'apoteosi dell'irresponsabilita', la sublimazione del meccanismo plasmatico.
Non e' stato "scelto", e' composto da tecnici, agisce per risolvere questioni tecniche.
Un governo di idraulici che entra dentro le case di ciascuno (inviato dal padrone di casa) e smonta pezzo per pezzo tutto l'impianto.
Loro fanno il loro lavoro di tecnici, noi assistiamo impotenti e incompetenti, allo smantellamento delle nostre vite in nome di una "responsabilita'" che ci piove dall'alto. Accettare le regole del gioco significa per noi toglierci da ogni responsabilita' e pagare (certo appellandoci agli amici per qualche utile scappatoia), applicare le regole del gioco significa per gli idraulici rimodellare i nostri impianti per l'uso dei loro padroni, meri esecutori di un piano tracciato da architetti e ingegneri, quindi anch'essi non responsabili come esseri umani.

Non credo che contino piu' neanche le nazioni, in qualche modo una nazione puo' essere responsabile, puo' fare scelte giuste o sbagliate, la tendenza all'accentramento attraverso il ricatto finanziario tende inesorabilmente a depotenziare il potere decisionale di ogni nazione, rendendola di fatto irresponsabile rispetto a decisioni che piovono sempre da un "alto" anonimo e impersonale.

Detto questo credo che l'unico modo per fare qualcosa sia quello di mettere la testa fuori dalla gabbia e guardare le cose per quello che sono , e prendersi la responsabilita' di quello che si sa, e di quello che si fa.
Molto semplice e molto diffificile.

benitoche
Inviato: 13/3/2012 18:47  Aggiornato: 13/3/2012 18:47
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 30/9/2006
Da:
Inviati: 1749
 Re: L'Italia a pane e acqua

fiodenamig
Inviato: 13/3/2012 18:49  Aggiornato: 14/3/2012 13:41
Mi sento vacillare
Iscritto: 13/5/2011
Da:
Inviati: 332
 Re: L'Italia a pane e acqua


PikeBishop
ha scritto:
Il termine “net financial wealth”, nella traduzione italiana del nostro intellettuale preferito, è diventato semplicemente “wealth”, ricchezza, da cui quella frase che ho citato in apertura.
Altro giro, altro gioco di prestigio.


Per evitare qualunque errore di traduzione andare qui:

http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_Monetaria_Moderna

e garantisco che la fedeltà interpretativa è massima.



PikeBishop ha scritto:
Il denaro è come la benzina per un sistema economico. Il suo "creare" ricchezza non prescinde affatto dalla produzione reale.

La ricchezza è la produzione reale!

Mi pare che dopo la crisi del 29 il New Deal immise nel sistema americano tantissimi soldi, varò la costruzione di numerose opere pubbliche e sovvenzioni a diverse categorie per favorirne la "produzione" in termini reali.

Mi pare? La costruzione delle opere pubbliche la iniziò Hoover (Hoover Dam, Golden Gate, etc.) e ciò nonostante per 10 anni hanno avuto disoccupazione sopra il 13% con punte del 25%. Altri governi hanno immesso nel sistema “tantissimi soldi” e l’hanno ridotto in miseria (vedi Zimbabwe) quindi l’equazione stampiamo denaro = ricchezza è una palese cagata.

Ora, dimmi se secondo te con le politiche d'austerità intraprese dalla comunità europea l'economia possa ricavarne dei benefici.




Questo è un concetto che posso agevolmente illustrare. La vera ricchezza di una nazione non è il denaro, che è solo un codice, bensì IL PRODOTTO. Cioè, se io vado a comperare un gelato per esempio, il denaro è quel codice che mi permette l'acquisto del gelato. In realtà è però il gelato stesso a essere la cosa che conta. Il gelato è in ultima analisi il valore.

In altri termini, più una nazione è industrializzata e più questa nazione ha interesse ad applicare la Teoria Monetaria Moderna.

Il problema a mio avviso più grave del sistema economico attuale è che pone al centro il capitale, e difatti si chiama CAPITALISMO, mentre invece la Teoria Monetaria Moderna pone al centro la produzione, e perciò si potrebbe anche chiamare PRODUTTIVISMO.

Esempio, tanto per intendersi:

LA PARABOLA DELLE TRE ZAPPE E DEI CINQUE ZAPPATORI


In una nazione ci sono cinque zappatori ma solo tre zappe. Ci sono però cinque campi coltivabili di un ettaro ciascuno, e ciascun campo coltivabile può rendere in quantità di centomila prodotti agricoli l'anno. Guarda caso la massima capacità lavorativa teorica prevista per ciascuno zappatore è di un ettaro di campo coltivabile in un anno. Cioè ogni zappatore ha la capacità di arare e seminare per un ettaro di campo coltivabile all'anno. Quindi c'è il problema che purtroppo mancano due zappe. La Teoria Monetaria Moderna afferma che lo STATO può creare dal nulla il denaro che serve per acquistare le due zappe mancanti di modo tale che anche i due zappatori che ne sono privi ora possano lavorare. Arrivati a questo punto, gli economisti neoclassici incominciano a sbraitare: "ma se lo stato stampa e crea le due zappe (perché in ultima analisi in questo modo crea le due zappe) ecco che si genera inflazione!!!" Fulmini e saette!!! La Teoria Monetaria Moderna invece afferma che in questo caso non si crea inflazione, per il semplice fatto che aumenta la produzione. Se i campi agricoli prima rendevano per trecentomila prodotti agricolo all'anno, ora rendono per cinquecentomila prodotti agricoli l'anno. Sicché, per la legge della domanda e dell'offerta, alla maggiore disponibilità di moneta così creata corrisponde una maggiore offerta produttiva e pertanto ambedue si pareggiano.

Sertes
Inviato: 13/3/2012 19:10  Aggiornato: 13/3/2012 19:10
Sono certo di non sapere
Iscritto: 19/6/2006
Da: Bologna
Inviati: 7301
 Re: L'Italia a pane e acqua
Grazie Pike,
Tra tutte le stronzate che ha scritto Barnard quella che continuo a preferire è questa:

Citazione:
Lo Stato a moneta sovrana tassa per:

1) tenere a freno il potere economico dei ricchi (non quello della gente comune). Infatti uno dei pochi mezzi che lo Stato ha per impedire alle oligarchie private di divenire immensamente ricche e quindi di spodestare lo Stato stesso è di tassarle. Lo fa troppo poco? Dipende dalle opinioni, ma questo è.


Però la vera misura del personaggio la da questo commento:

Citazione:
La faccio breve: se anche solo una frazione delle “prove schiaccianti” dei complottisti fosse stata credibile, i signori Tarpley, Walter, Mazzucco, Chiesa e soci si sarebbero trovati otto minuti dopo a galleggiare a faccia in giù nell’Hudson o nel Tevere. Ma sono tutti vivi, anzi, stanno benissimo. La cronaca nera internazionale ci ha insegnato che sono regolarmente morti tanti testimoni scomodi di crimini politici ben inferiori a questo (Ustica docet). Ma non loro.

Vi sembra possibile?


Massimo, la parte in grassetto possiamo metterla come voce del sito?

Fiscal Compact: ce lo chiede l'Europa. Chiedere è lecito, rispondere è eutanasia.
fiodenamig
Inviato: 13/3/2012 19:14  Aggiornato: 13/3/2012 19:25
Mi sento vacillare
Iscritto: 13/5/2011
Da:
Inviati: 332
 Re: L'Italia a pane e acqua



Sertes
ha scritto
Tra tutte le stronzate che ha scritto Barnard

La Teoria Monetaria Moderna, di cui sto illustrando il contenuto, non è stata scritta da Paolo Barnard.

Qui in Italia esiste uno strano fenomeno per cui se per esempio Massimo Mazzucco ti sta antipatico allora credi alla versione ufficiale sull'Undici Settembre.

Idem per quest'uno, piuttosto che quell'altro.

Viceversa, io mi auguro di discutere una idea e non una antipatia.

Spiderman
Inviato: 13/3/2012 19:21  Aggiornato: 13/3/2012 19:21
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 19/9/2009
Da:
Inviati: 2714
 Re: L'Italia a pane e acqua

"Ogni giorno racconto la favola mia, la racconto ogni giorno chiunque tu sia, e mi vesto di sogno per darti se vuoi, l'illusione di un bimbo che gioca agli eroi. (Renato Zero)
Sertes
Inviato: 13/3/2012 19:27  Aggiornato: 13/3/2012 19:27
Sono certo di non sapere
Iscritto: 19/6/2006
Da: Bologna
Inviati: 7301
 Re: L'Italia a pane e acqua
Citazione:
fiodenamig ha scritto:
Non so cosa Barnard abbia scritto, ma la Teoria Monetaria Moderna, di cui sto illustrando il contenuto, non è stata scritta da Paolo Barnard.


Le frasi che ha riportato Pike e che ho evidenziato io sì.

Forse questo ti aiuterà a capire perchè su questo sito non si prende tanto sul serio qualcosa propugnato dal "piccolo negazionista dell'undici settembre"... ancor prima di leggerlo.

Se poi invece qualcuno lo legge, la cosa peggiora!

Ashoka se l'è lette tutte le stronzate economiche di Barnard, e come vedi la sua bocciatura è completa, motivata, e senza appello.

Detto questo fa piacere che tu provi a prendere le distanze da Barnard, più ti allontani e più recuperi credibilità

Fiscal Compact: ce lo chiede l'Europa. Chiedere è lecito, rispondere è eutanasia.
fiodenamig
Inviato: 13/3/2012 19:30  Aggiornato: 14/3/2012 14:57
Mi sento vacillare
Iscritto: 13/5/2011
Da:
Inviati: 332
 Re: L'Italia a pane e acqua
Sertes ha scritto:
Le frasi che ha riportato Pike e che ho evidenziato io sì.

Forse questo ti aiuterà a capire perchè su questo sito non si prende tanto sul serio qualcosa propugnato dal "piccolo negazionista dell'undici settembre"... ancor prima di leggerlo.

Se poi invece qualcuno lo legge, la cosa peggiora!

Ashoka se l'è lette tutte le stronzate economiche di Barnard, e come vedi la sua bocciatura è completa, motivata, e senza appello.

Detto questo fa piacere che tu provi a prendere le distanze da Barnard, più ti allontani e più recuperi credibilità




Non ti posso rispondere come vorrei, altrimenti verrei espulso dal sito.

Si fatica a comprendere, e anche io ho faticato a comprendere, che la natura della moneta moderna cioè della moneta fiat, a corso forzoso insomma, quella non vincolata al valore di alcuna merce specifica, è TOTALMENTE diversa dalla moneta merce come è la moneta rappresentata dal sistema aureo.

Per questo basilare motivo, vanno cambiati TUTTI, o quasi, i parametri di valutazione inerenti alla natura della spesa pubblica, del deficit, della ricchezza privata, del settore del credito etc.

CAMBIA TUTTO, e perciò bisogna ragionare di conseguenza.

Ashoka, invece, ragiona come se vivessimo in un mondo neoclassico in cui la moneta ha valore intriseco, ma non è così.

LA MONETA MODERNA E' SOLO UN CODICE, E PERTANTO E' EQUIVALENTE A UN DEBITO con la notevole eccezione che sul debito paghi gli interessi e sulla moneta no.

PER QUESTO E' ASSURDO CHE UNO STATO MODERNO PRENDA A PRESTITO LA MONETA DI CUI ESSO HA BISOGNO PER FUNZIONARE.

Lo spread, e nel caso specifico il tasso di usura che i privati chiedono agli stati per prestare loro denaro, è un ASSURDO: è assurdo, cioè, che lo stato prenda a prestito ciò che può creare da solo!!!

etrnlchild
Inviato: 13/3/2012 20:09  Aggiornato: 13/3/2012 20:09
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 1/10/2007
Da:
Inviati: 1004
 Re: L'Italia a pane e acqua
@salva81
Citazione:
Il nostro mondo oggi è troppo complesso e articolato per essere gestito a questo modo. Troppe variabili e troppe incognite.

E' vero, ma se il problema fosse solo questo (complessita', variabili, incognite), a mio avviso, la tecnologia e l'informatica ci possono venire tremendamente in aiuto.
E' questa secondo me la differenza rispetto al passato e rispetto al fatto che questa cosa sia realizzabile su larga scala e su comunita' "evolute". Pensa cosa avrebbero pensato 200 anni fa se gli avessi prospettato uno scenario tecnologico come quello odierno (ma che dico 200 anche solo 60 anni fa) ti avrebbero risposto che eri un pazzo visionario.
Il punto secondo me e' solo culturale e di visione.

@fiodenamig
Per quanto riguarda la storia di Falconia, non avrebbero potuto fare le cose che hanno fatto (porto e mura) senza l'artificio/passaggio moneta/stato sovrano, tasse, deficit, etc...?
Il valore e la ricchezza e' stata dell'idea e dell'azione per un interesse comune a che pro delegare? Ancora meglio io avrei cercato di capire quali erano le esigenze dei pirati e semmai li avrei convinti ad unirsi alla comunita'...cosi' si risparmiavano pure le mura.

Nella crisi del '29 la gente si e' trovata da un giorno all'altro senza carta in tasca e "povera" secondo il modello che gli stessi poteri finanziari avevano generato, ma certo la stessa gente non aveva perso la capacita' lavorativa, le fabbriche erano sempre la, le materie prime pure e tutto il resto. E infatti durante il New Deal nonostante tutto la produzione degli USA era di gran lunga superiore a quella dei paesi Europei, dell'Italia poi non parliamo neanche.

Il problema sono eventualmente le risorse reali, se quelle nel pianeta finiscono o vengono compromesse (tipo acqua), o vengono consumate ad un ritmo superiore a quello con cui si ricostituiscono, della carta moneta, sovrana o meno te ne fai poco cosi' come di tutte le seghe sulle teorie economiche. Se ti arriva un meteorite su una citta', quello e' un problema, se non hai piu' acqua o e' non potabile, questo e' un problema, se l'aria che respiri e' inquinata, questo e' un problema. (Giuro che la New age mi sta sulle palle).

Cosi' come se avessi 10 milioni di Euro (o qualsiasi altra valuta) su un'isola dove c'e' cibo in abbondanza, che te ne fai (della carta)? L'estensione a livello globale di questi semplici concetti non la vedo affatto un'utopia, sara' dura realta' per tutti ( e i cinesi se ne sono accorti tanto da rallentare i ritmi di crescita, quando tutti di sta crescita si riempiono la bocca come fosse la panacea di tutti i mali) a breve.
Chiunque riproponga questo modello, per me, o e' inconsapevole o e' in malafede, tertium non datur. In ogni caso non adatto a governare, quindi si dovrebbe fare da parte, altro che chapeau.

Siamo cosi' intrisi di cultura del denaro che nn riusciamo neanche a immaginare un mondo senza. Abbiamo scambiato la mappa per il territorio, se bruci la mappa tutti a gridare al disastro, quando in realta' non succede proprio niente.

I fatti sono fatti comunque, il modello attuale e' ciclicamente fallimentare e la crisi puntualmente arriva con modalita' sempre simili. Continuare a perseguirlo, giustificarlo, rattoparlo e' per me puro masochismo.

Ma fatemi capire cosa e' che vi da fastidio in una societa' senza moneta/denaro?
Pensate di perdere la proprieta' dei beni? Perdita di valore personale? Privilegi? Senza denaro vi sentite nullita'? Cosa e' che non funzionerebbe senza? Visto che e' un codice, il codice lo decidiamo noi...possiamo cambiarlo, o sbarazzarcene, soprattutto quando questo codice e creato per falsare le regole del gioco e distorcere la vera natura dei valori.
Per capire eh...

"Lo spirito del guerriero non conosce né il lasciarsi andare né il lagnarsi, né conosce il vincere o il perdere."
Pyter
Inviato: 13/3/2012 20:39  Aggiornato: 13/3/2012 20:40
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 5280
 Re: L'Italia a pane e acqua
La faccio breve: se anche solo una frazione delle “prove schiaccianti” dei complottisti fosse stata credibile, i signori Tarpley, Walter, Mazzucco, Chiesa e soci si sarebbero trovati otto minuti dopo a galleggiare a faccia in giù nell’Hudson o nel Tevere. Ma sono tutti vivi, anzi, stanno benissimo. La cronaca nera internazionale ci ha insegnato che sono regolarmente morti tanti testimoni scomodi di crimini politici ben inferiori a questo (Ustica docet). Ma non loro.

Lo Stato a moneta sovrana tassa per: 1) tenere a freno il potere economico dei ricchi (non quello della gente comune). Infatti uno dei pochi mezzi che lo Stato ha per impedire alle oligarchie private di divenire immensamente ricche e quindi di spodestare lo Stato stesso è di tassarle. Lo fa troppo poco? Dipende dalle opinioni, ma questo è.


E racconta anche bugie evidenti quando dice di non occuparsi dell'11 settembre; in realtà come si evince da queste due frasi, è informato più sull'11/9 che di economia.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
karalis94
Inviato: 13/3/2012 21:31  Aggiornato: 13/3/2012 21:31
So tutto
Iscritto: 6/3/2012
Da:
Inviati: 3
 Re: L'Italia a pane e acqua
un nuovo ciclo dove per mangiare devi essere emarginato dal mondo?? meglio di no

Infettato
Inviato: 13/3/2012 22:40  Aggiornato: 13/3/2012 22:40
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/11/2006
Da: Roma
Inviati: 1499
 Re: L'Italia a pane e acqua
Lo spread, e nel caso specifico il tasso di usura che i privati chiedono agli stati per prestare loro denaro, è un ASSURDO: è assurdo, cioè, che lo stato prenda a prestito ciò che può creare da solo!!!

No no no, è assurdo creare il denaro dal nulla, è assurdo pianificare quanti kili di denaro servano per far girare l'economia e a quale prezzo, che sia la banca o lo stato fa poca differenza, ma non ti domandi mai per quale motivo i big delle banche centrali vengono "sponsorizzati" dai politici?
E poi cazzo, stiamo proprio parlando di politici, tecnici chiamali come ti pare, giustamente non c'è più fiducia verso questi ladri distruttori e te tiri fuori la teoria stravecchia assurda improponibile, guarda rispetto a quella teoria il sistema attuale lo fai sembrare quasi un gioiello.....

Infettato dal morbo di Ashcroft
---------------------------------------------
Quando ci immergiamo totalmente negli affari quotidiani, noi smettiamo di fare distinzioni fondamentali, o di porci le domande veramente basilari. Rothbard
fiodenamig
Inviato: 14/3/2012 6:33  Aggiornato: 14/3/2012 8:03
Mi sento vacillare
Iscritto: 13/5/2011
Da:
Inviati: 332
 Re: L'Italia a pane e acqua
Pure questi qui hanno intuito che c'è qualcosa che non va:

http://www.wallstreetitalia.com/article/1341607/crisi-debito/cinque-nobel-economia-contro-il-rigore.aspx

CINQUE NOBEL ECONOMIA CONTRO IL RIGORE

New York - L'appello e' diretto al Presidente Usa Obama, ma ha inevitabilmente valore anche per tutti quei paesi Ue, Italia compresa, che prevedono l'inserimento del pareggio di bilancio in Costituzione.

Secondo 5 premi Nobel per l'economia (Kenneth Arrow, 1972; Peter Diamond, 2010; William Sharpe, 1990; Eric Maskin, 2007; Robert Solow, 1987) per "pareggiare il bilancio non e' necessario un emendamento costituzionale, non c'e' alcuna necessita' di mettere al Paese una camicia di forza economica".

"Inserire nella Costituzione il vincolo di pareggio del bilancio - si legge nell'appello - rappresenterebbe una scelta politica estremamente improvvida. Aggiungere ulteriori restrizioni, quale un tetto rigido della spesa pubblica, non farebbe che peggiorare le cose", innanzitutto "avrebbe effetti perversi in caso di recessione.

Nei momenti di difficolta' diminuisce il gettito fiscale e aumentano alcune spese tra cui i sussidi di disoccupazione. Questi ammortizzatori sociali fanno aumentare il deficit, ma limitano la contrazione del reddito disponibile e del potere di acquisto".

Nell'attuale fase dell'economia "e' pericoloso tentare di riportare il bilancio in pareggio troppo rapidamente. I grossi tagli di spesa e/o gli incrementi della pressione fiscale necessari per raggiungere questo scopo, danneggerebbero una ripresa gia' di per se' debole".

Nell'appello, diffuso dal sito Keynesblog.com, si afferma che, "anche nei periodi di espansione dell'economia, un tetto rigido di spesa potrebbe danneggiare la crescita economica, perche' gli incrementi degli investimenti a elevata remunerazione - anche quelli interamente finanziati dall'aumento del gettito - sarebbero ritenuti incostituzionali se non controbilanciati da riduzioni della spesa di pari importo. Un tetto vincolante di spesa", poi, "comporterebbe la necessita', in caso di spese di emergenza (per esempio in caso di disastri naturali), di tagliare altri capitoli del bilancio mettendo in pericolo il finanziamento dei programmi non di emergenza".




Infettato ha scritto:
No no no, è assurdo creare il denaro dal nulla, è assurdo pianificare quanti kili di denaro servano per far girare l'economia e a quale prezzo, che sia la banca o lo stato fa poca differenza, ma non ti domandi mai per quale motivo i big delle banche centrali vengono "sponsorizzati" dai politici?
E poi cazzo, stiamo proprio parlando di politici, tecnici chiamali come ti pare, giustamente non c'è più fiducia verso questi ladri distruttori e te tiri fuori la teoria stravecchia assurda improponibile, guarda rispetto a quella teoria il sistema attuale lo fai sembrare quasi un gioiello.....


Ma cosa c***o devi pianificare me lo spieghi?

Dio caro, metti a disposizione delle aziende titoli di stato stile MEFO ( http://it.wikipedia.org/wiki/MEFO ) che poi possono essere usati anche come come strumento di pagamento sia tra le stesse aziende sia da e verso la pubblica amministrazione.

In questo modo hai risolto il problema della produttività aziendale senza creare inflazione.

Il Giappone ha il 230% di debito in rapporto al PIL e sono la popolazione più ricca del mondo.

La Corea del Sud neanche si è sbattuta emettendo titoli pubblici (cioè proprio del rischio inflattivo se ne sono sbattuti alla grande), ha monetizzato direttamente tutto e basta, e ora sono una potenza economica.

(poi vedi i titoli sui giornali italiani: "il miracolo economico della Corea del Sud". Giustificazione data dai quotidiani italiani: ma li studiano tanto. Di sicuro hanno studiato anche la politica monetaria, su questo non vi è dubbio)

E la Cina mica è così scema come lo stato italiano ora, che chiede i soldi per funzionare ai privati, la Cina in pratica attua la Teoria Monetaria Moderna così come il Giappone e la Corea del Sud.

Ci vuole tanto a capirlo?




Per ulteriori informazioni sui MEFO:

http://www.sbilanciamoci.info/Sezioni/globi/La-Germania-problema-d-Europa-12469

LA GERMANIA PROBLEMA D'EUROPA

La politica egoistica e suicida della Merkel, con il dogma dell'indipendenza della Bce, impedisce di trovare soluzioni alla crisi europea


I tedeschi hanno il terrore che l’eccesso di debito pubblico spinga la Banca centrale europea a stampare grandi quantità di moneta che farebbe scoppiare l’inflazione. Per questo la Cancelliera Merkel, con la sua intransigenza sul risanamento dei bilanci dei paesi europei più in difficoltà e con la sua posizione contraria verso l’emissione degli Eurobond e verso gli acquisti di titoli del debito pubblico da parte della Bce, sta spingendo l’Europa in una pericolosa recessione e in una crisi di fiducia che potrebbero avere conseguenze devastanti. Ma i tedeschi, che hanno l’economia con la produttività più elevata d’Europa, dovrebbero ricordarsi di ciò che accadde dopo la prima guerra mondiale e di conseguenza dovrebbero essere più lungimiranti per evitare di ripetere gli stessi errori che loro furono costretti a subire.

Lezioni di storia

Il Trattato di Versailles fu imposto alla Germania con la minaccia dell’occupazione militare e del blocco economico. Il Trattato istituì una commissione che doveva determinare le esatte dimensioni delle riparazioni che dovevano essere pagate dalla Germania. Nel 1921, questa cifra fu ufficialmente stabilita in 33 miliardi di dollari. John Maynard Keynes criticò duramente il trattato: non prevedeva alcun piano di ripresa economica e l’atteggiamento punitivo e le sanzioni contro la Germania avrebbero provocato nuovi conflitti e instabilità, invece di garantire una pace duratura. Keynes espresse questa visione nel suo saggio The Economic Consequences of the Peace. I problemi economici che questi pagamenti comportarono sono spesso citati come la principale causa della fine della Repubblica di Weimar e dell’ascesa di Adolf Hitler, che inevitabilmente portò allo scoppio della seconda guerra mondiale.
Quando Hitler andò al potere nel 1933 oltre 6 milioni di persone (il 20% della forza lavoro) erano disoccupate ed al limite della soglia della malnutrizione mentre la Germania era gravata da debiti esteri schiaccianti con delle riserve monetarie ridotte quasi a zero. Ma, tra il 1933 e il 1936, si realizzò uno dei più grandi miracoli economici della storia moderna, anche più significativo del tanto celebrato “New Deal” di F.D. Roosevelt. E non furono le industrie d'armamento ad assorbire la manodopera; i settori trainanti furono quello dell'edilizia, dell’automobile e della metallurgia. L’edilizia, grazie ai grandi progetti sui lavori pubblici e alla costruzione della rete autostradale, creò la maggiore occupazione (+209%), seguita dall'industria dell'automobile (+117%) e dalla metallurgia (+83%). Nel miracolo economico degli anni ’30 i nazionalsocialisti si erano creati una teoria monetaria che suonava pressappoco così: “le banconote si possono moltiplicare e spendere a volontà, purché si mantengano costanti i prezzi. Il solo motore necessario per questo meccanismo è la fiducia. Basta creare e mantenere questa fiducia, sia con la suggestione sia con la forza o con entrambe”.

Baratto fra unità economiche

Sorprendentemente, l’artefice del miracolo economico della Germania nazista fu un uomo di origini ebraiche, Hjalmar Schacht, Ministro dell’Economia e Presidente della Banca centrale del Reich. “Il dottor Schacht è inciampato per disperazione in qualcosa di nuovo che aveva in sé i germi di un buon accorgimento tecnico. L’accorgimento consisteva nel risolvere il problema eliminando l’uso di una moneta con valore internazionale e sostituendola con qualcosa che risultava un baratto, non però fra individui, bensì fra diverse unità economiche. In tal modo riuscì a tornare al carattere essenziale e allo scopo originario del commercio, sopprimendo l’apparato che avrebbe dovuto facilitarlo, ma che di fatto lo stava strangolando. Tale innovazione funzionò bene, straordinariamente bene, per coloro che l’avevano introdotta, e permise a una Germania impoverita di accumulare le riserve senza le quali non avrebbe potuto imbarcarsi nella guerra. Tuttavia, come osserva Henderson, il fatto che tale metodo sia stato usato a servizio del male non deve impedirci di vedere il vantaggio tecnico che offrirebbe al servizio di una buona causa”. (1)

Per il commercio estero, Schacht ideò un ingegnoso sistema per trasformare gli acquisti di materie prime da altri paesi in commesse per l'industria tedesca: i fornitori erano pagati in moneta che poteva essere spesa soltanto per comprare merci fatte in Germania. Il meccanismo, di stimolo al settore manifatturiero, funzionava come un baratto: le materie prime importate erano pagate con prodotti finiti dell'industria nazionale, evitando così il peso dell'intermediazione finanziaria e fuoriuscite di capitali. Certamente, il protezionismo prima e l'autarchia in seguito crearono un mercato chiuso in cui tutta la realtà produttiva era indirizzata e finalizzata alla produzione di beni per lo stato e/o per il consumatore tedesco. Il controllo nazista dei cambi e dei commerci esteri dà alla politica economica tedesca una nuova libertà. Anzitutto, perché il valore interno del marco (il suo potere d'acquisto per i lavoratori) viene svincolato dal suo prezzo esterno, quello sui mercati valutari anglo-americani.

Cambiali garantite dallo Stato per le imprese

Lo Stato tedesco può dunque creare la moneta di cui ha bisogno nel momento in cui manodopera e materie prime sono disponibili per sviluppare nuove attività economiche, anziché indebitarsi prendendo i soldi in prestito. E ciò senza essere immediatamente punito dai mercati mondiali dei cambi con una perdita del valore del marco rispetto al dollaro ed evitando che il pubblico tedesco fosse colpito da quel segnale di sfiducia mondiale consistente nella svalutazione della sua moneta nazionale. In realtà, non venne praticata la stampa diretta di moneta, poiché il principale provvedimento di Schacht fu l’emissione dei MEFO, obbligazioni emesse sul mercato interno per finanziare lo sviluppo. In questo sistema è direttamente la Banca centrale di Stato (Reichsbank) a fornire agli industriali i capitali di cui hanno bisogno. Non lo fa aprendo a loro favore dei fidi; lo fa autorizzando gli imprenditori ad emettere delle cambiali garantite dallo Stato. Con queste promesse di pagamento gli imprenditori pagano i fornitori. In teoria, questi ultimi possono scontarle presso la Reichsbank in ogni momento, e qui sta il rischio: se gli effetti MEFO venissero presentati all'incasso massicciamente e rapidamente, l'effetto finale sarebbe di nuovo un aumento esplosivo del circolante e dunque dell'inflazione. Di fatto, però questo non avviene nel Terzo Reich. Anzi: gli industriali tedeschi si servono degli effetti MEFO come mezzo di pagamento fra loro, senza mai portarli all'incasso; risparmiando così fra l'altro (non piccolo vantaggio) l'aggio dello sconto. Insomma, gli effetti MEFO diventano una vera moneta, esclusivamente per uso delle imprese, a circolazione fiduciaria.

Gli economisti si sono chiesti come questo miracolo sia potuto avvenire e alla fine la risposta è stata che il sistema funzionava grazie alla fiducia che il regime riscuoteva presso i suoi cittadini e le sue classi dirigenti, una fiducia ottenuta non solo con la propaganda e la coercizione, ma anche attraverso il progressivo miglioramento delle condizioni economiche della popolazione. Hjalmar Schacht fu l'inventore del sistema rendendo invisibile l'inflazione: gli effetti MEFO erano un circolante parallelo che il grande pubblico non vedeva e di cui forse nemmeno aveva conoscenza, e dunque privo di effetti psicologici. In seguito Schacht (che fu processato a Norimberga e ritenuto non colpevole) spiegò d'aver pensato che, se la recessione manteneva inutilizzato lavoro, officine, materie prime, doveva esserci anche del capitale parimenti inutilizzato nelle casse delle imprese; i suoi effetti MEFO non avrebbero fatto che mobilitare quei fondi dormienti. In realtà erano proprio i fondi a mancare nelle casse, non la manodopera. E Schacht sapeva che la prosperità della finanza internazionale dipende dall'emissione di prestiti con elevato interesse a nazioni in difficoltà economica.

La disoccupazione riassorbita

Un economista britannico, C.W. Guillebaud, ha espresso con altre parole lo stesso concetto: "nel Terzo Reich, all'origine, gli ordinativi dello Stato forniscono la domanda di lavoro, nel momento in cui la domanda effettiva è quasi paralizzata e il risparmio è inesistente; la Reichsbank fornisce i fondi necessari agli investimenti (con gli effetti MEFO, che sono pseudo-capitale); l'investimento rimette al lavoro i disoccupati; il lavoro crea dei redditi, e poi dei risparmi, grazie ai quali il debito a breve termine precedentemente creato può essere finanziato [ci si possono pagare gli interessi] e in qualche misura rimborsato". Così Hitler raggiunse il suo scopo primario: il riassorbimento della disoccupazione e la crescita dei salari del popolo tedesco senza alimentare l’inflazione. I risultati sono spettacolari per ampiezza e rapidità: nel gennaio 1933, quando Hitler sale al potere, i disoccupati sono oltre 6 milioni; a gennaio 1934, si sono quasi dimezzati e a giugno sono ormai 2,5 milioni; nel 1936 calano ancora, a 1,6 milioni e nel 1938 non sono più di 400 mila. Fu questa ripresa economica ad accrescere il consenso di Adolf Hitler e a permettere alla Germania di lanciare negli anni successivi una massiccia politica di riarmo che portò allo scoppio della seconda guerra mondiale.

Scarsa lungimiranza dei vincitori

Per evitare malintesi, tengo a precisare che considero il nazismo una ideologia criminale. L’intento del mio articolo è quello di mettere in evidenza la politica economica e monetaria seguita dalla Germania di Hitler per risollevare un Paese allo stremo. Una politica che, con i dovuti accorgimenti, potrebbe essere riproposta nell’Europa di oggi dove la disoccupazione ha raggiunto livelli inaccettabili. La Germania dovrebbe tener presente che fu la scarsa lungimiranza delle nazioni che vinsero la prima guerra mondiale a determinare l’esplosione del debito, la sua monetizzazione e l’iperinflazione. Questo generò un sentimento profondo di rivalsa nel popolo tedesco che si manifestò pienamente con il sostegno al nazionalsocialismo dopo la grande depressione. Ma il consolidamento del potere di Adolf Hitler fu reso possibile anche da una spettacolare ripresa economica che in tempi brevi permise di ricostruire le infrastrutture, di rilanciare l’industria civile e quindi di riassorbire l’enorme disoccupazione.

Il miracolo economico fu promosso da Hjalmar Schacht che escogitò un meccanismo monetario non inflazionistico in grado di fornire i capitali all’industria tedesca. Esattamente ciò che, con le dovute differenze, bisognerebbe fare oggi in Europa ma che viene impedito dalla politica egoistica e suicida del governo di destra guidato da Angela Merkel che ha come dogma l’indipendenza della Banca centrale europea dal potere politico e si oppone alla possibilità di lanciare le obbligazioni europee che potrebbero avere la stessa funzione delle obbligazioni MEFO ideate da Schacht. Al riguardo, c’è chi ha obiettato che non si trattò di un diretto finanziamento monetario del Tesoro, né di un immediato aumento del debito pubblico, però, lo Stato e la Banca centrale del Reich ebbero un ruolo determinante perché autorizzarono le emissioni e diedero la garanzia.

Italia, quali le strade percorribili?

Ma se in Europa in questo momento ci sono grandi difficoltà per finanziare un progetto di crescita, qui in Italia quali sono le strade percorribili per uscire dalla recessione che ci attanaglia? Se consideriamo il sistema delle obbligazioni MEFO, forse la debolezza che deriva dall’enorme debito pubblico potrebbe diventare un punto di forza. Più precisamente, i titoli del debito pubblico potrebbero costituire una massa monetaria gigantesca in grado di finanziare lo sviluppo dell’economia italiana. La possibilità che i titoli pubblici possano essere utilizzati negli scambi e negli investimenti sostituendo la moneta non sembra che sia stato compreso appieno sul piano teorico; sul piano pratico invece sicuramente si era capito visto che con i titoli pubblici si pagavano anche le tangenti! E proprio in questi giorni è apparsa la notizia che il corposo debito della Pubblica amministrazione con le imprese – circa 70 miliardi di euro – sia corrisposto in titoli di Stato per dare fiato alle imprese strozzate dalla stretta creditizia. Un'ipotesi ventilata già da alcune settimane, caldeggiata dal ministro Passera e che non dispiace a Confindustria, artigiani e commercianti. Il dossier riscuote per ora le perplessità di Ragioneria e Tesoro.

Per attuare una strategia di questo tipo sarebbe essenziale la trasformazione del debito estero in debito interno (2). In questo modo si potrebbe stabilizzare il valore dei titoli del debito pubblico (3) e sarebbe possibile sfuggire alla “dittatura dei mercati finanziari” (4). Così i titoli pubblici potrebbero circolare e potrebbero essere usati nel mercato interno come strumenti di pagamento. Se, invece, i titoli pubblici sono detenuti da soggetti esteri, grosse vendite fanno svalutare questi titoli intaccando la possibilità di utilizzarli come strumenti di pagamento sul mercato interno. Inoltre, poiché i titoli sono accumulati all’estero, essi vengono sottratti alla circolazione e di conseguenza perdono la loro funzione monetaria. Allora, si potrebbe pensare di far rientrare una parte consistente dei Bot in Italia (5). "Consistente" significa di entità tale da evitare operazioni speculative da parte delle banche d'affari detentrici dei Bot italiani, che guadagnano non solo sulle pressioni al rialzo sui tassi di interesse sui Bot di nuova emissione, ma, soprattutto, sul valore dei titoli derivati che assicurano i titoli di Stato (Credit Default Swaps) (6). Quindi bisognerebbe costruire di fatto un sistema di compensazione fra imprese facendo funzionare i Bot rientrati come una moneta complementare (7). In sostanza, il problema è quello di costruire una nuova regolazione dei Bot italiani in circolazione tale da farli funzionare come monete complementari (capaci di finanziare l'attività produttiva) e non come riserva di valore. È probabile che un progetto del genere potrebbe essere più efficace se non fosse limitato solo all'Italia ma venisse esteso almeno ai Paesi del bacino mediterraneo, i quali sarebbero in grado di agire come un nuovo sistema innovativo e commerciale.

In conclusione, i titoli pubblici sono un tipo di moneta che può essere usata per fare pagamenti di una certa entità dove non serve il contante. Il loro controvalore monetario si regge sulla fiducia nella capacità di rispettare gli impegni di pagamento e uno Stato ricco come l’Italia, che ha un bilancio pubblico sotto controllo, è in grado di assicurare questa fiducia. Un progetto che si ponga l’obiettivo di utilizzare i Bot come strumento di pagamento richiede delle misure per stabilizzare il valore dei titoli di Stato. La stabilizzazione del valore dei titoli comporterebbe diversi benefici in quanto permetterebbe di: allentare la morsa dei mercati finanziari internazionali sulla finanza pubblica del nostro Paese; garantire dei rendimenti sicuri al risparmio delle famiglie; utilizzare i titoli di Stato come moneta complementare. Per questi motivi dobbiamo studiare le esperienze del passato, quanto oggi viene fatto in altri paesi come il Giappone e le esperienze sulle monete complementari che esistono nel mondo.

fiodenamig
Inviato: 14/3/2012 7:31  Aggiornato: 14/3/2012 13:35
Mi sento vacillare
Iscritto: 13/5/2011
Da:
Inviati: 332
 Re: L'Italia a pane e acqua
etrnlchild ha scritto:
@fiodenamig
Per quanto riguarda la storia di Falconia, non avrebbero potuto fare le cose che hanno fatto (porto e mura) senza l'artificio/passaggio moneta/stato sovrano, tasse, deficit, etc...?
Il valore e la ricchezza e' stata dell'idea e dell'azione per un interesse comune a che pro delegare? Ancora meglio io avrei cercato di capire quali erano le esigenze dei pirati e semmai li avrei convinti ad unirsi alla comunita'...cosi' si risparmiavano pure le mura.



Sì. lo avrebbero potuto fare, impegnandosi a lavorare gratis.

E' la differenza che passa tra lavorare volontariamente senza ottenere nell'immediato nulla in cambio e lavorare per ottenere un codice (chiamato denaro).

La cosa che comunque devi tenere presente è che in questo caso, nel caso cioè di Falconia ossia secondo l'uso prescrittivo della Teoria Monetaria Moderna, il codice è puramente funzionale agli obiettivi della collettività.

Quindi il fine viene raggiunto attraverso la produzione a cui il denaro è funzionale.

Viceversa il sistema di oggi pone al centro una funzione ossia il denaro, e non la produzione a cui invece il denaro è in realtà funzionale.

Non so se sono stato chiaro: il sistema attuale è una degenerazione, e il primo passo da fare per eliminare la degenerazione è quello di sancire una volta per tutte la centralità della produzione (=produzionismo), e della produttività (=produttivismo), rispetto al capitale (=capitalismo) il quale per definizione in un sistema monetario moderno (cioè nel quale vige la moneta a corso forzoso, vedere qui: http://it.wikipedia.org/wiki/Moneta_a_corso_legale ) è una funzione della produzione.

incredulo
Inviato: 14/3/2012 7:41  Aggiornato: 14/3/2012 7:41
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/8/2006
Da: Asia
Inviati: 2971
 Re: L'Italia a pane e acqua
Quante TEORIE, illustri economisti, premi Nobel (e sti cazzi non ce li metti?) direbbero a Roma, blogger affermati, giornalisti e "complottisti" illustri, ex giornalisti, depistatori di professione, signoraggisti, movimenti di opinione, Superbanchieri al governo con misure "necessarie", sensi di colpa, fantasmi percettivi di un DEBITO PUBBLICO astronomico, spread, rapporto deficit/PIL, inflazione, deflazione, sistema aureo, PREOCCUPAZIONE E SOFFERENZA.

Sì, ma fra CHI?

Chi sono coloro che pagano per consentire AI NOSTRI CAPI DI CONTINUARE A SPENDERE E SPANDERE COME STRACAZZO VOGLIONO?

La favola che ci raccontano è che NON CI SONO SOLDI.

Sbagliato.

La questione corretta è:

"Posto che NOI non vogliamo rinunciare ai nostri privilegi e a SPERPERARE le RISORSE, non rimangono più i soldi per VOI.

La colpa è NOSTRA, troppo debiti quindi PAGATE.

Sarebbe come se in una famiglia tutti pagassero una parte di reddito per le spese comuni, il capo-famiglia avesse una Ferrari e vivesse nel lusso prestando soldi ai suoi amici, mangiando nei ristoranti più costosi e sperperando a piene mani per anni riuscendo anche a fare fare una bella vita ai famigliari ma che, al contrarsi del reddito, continuasse imperterrito a fare la sua vita portando i famigliari alla miseria CON LA SCUSA che NON CI SONO SOLDI.

I SOLDI CI SONO, SONO SOLO SPESI MALE.

Ma non preoccupiamoci, il capo-famiglia lavora per il NOSTRO BENE

So di non sapere
fiodenamig
Inviato: 14/3/2012 8:20  Aggiornato: 14/3/2012 8:50
Mi sento vacillare
Iscritto: 13/5/2011
Da:
Inviati: 332
 Re: L'Italia a pane e acqua
incredulo ha scritto:
Quante TEORIE, illustri economisti, premi Nobel (e sti cazzi non ce li metti?) direbbero a Roma, blogger affermati, giornalisti e "complottisti" illustri, ex giornalisti, depistatori di professione, signoraggisti, movimenti di opinione, Superbanchieri al governo con misure "necessarie", sensi di colpa, fantasmi percettivi di un DEBITO PUBBLICO astronomico, spread, rapporto deficit/PIL, inflazione, deflazione, sistema aureo, PREOCCUPAZIONE E SOFFERENZA.

Sì, ma fra CHI?

Chi sono coloro che pagano per consentire AI NOSTRI CAPI DI CONTINUARE A SPENDERE E SPANDERE COME STRACAZZO VOGLIONO?

La favola che ci raccontano è che NON CI SONO SOLDI.

Sbagliato.

La questione corretta è:

"Posto che NOI non vogliamo rinunciare ai nostri privilegi e a SPERPERARE le RISORSE, non rimangono più i soldi per VOI.

La colpa è NOSTRA, troppo debiti quindi PAGATE.

Sarebbe come se in una famiglia tutti pagassero una parte di reddito per le spese comuni, il capo-famiglia avesse una Ferrari e vivesse nel lusso prestando soldi ai suoi amici, mangiando nei ristoranti più costosi e sperperando a piene mani per anni riuscendo anche a fare fare una bella vita ai famigliari ma che, al contrarsi del reddito, continuasse imperterrito a fare la sua vita portando i famigliari alla miseria CON LA SCUSA che NON CI SONO SOLDI.

I SOLDI CI SONO, SONO SOLO SPESI MALE.




Ma la presa in giro vera, quella cioè su cui sto insistendo per tutta la pagina perché è davvero una presa per il culo di quello potenti, è il modo in cui ti inculcano che il debito pubblico sia l'Incubo per l'Italia.

In realtà il debito pubblico è proprio l'opposto: IL DEBITO PUBBLICO SOVRANO E IL DEFICIT PUBBLICO SOVRANO SONO LA GARANZIA DELLA RICCHEZZA DEL CITTADINO ITALIANO!!!

Hai capito qual'è la fregatura? Voglio fare passare la tua ricchezza come un rischio di povertà, e in questo modo ti fregano il portafogli da sotto gli occhi e tu nemmeno te ne accorgi!!!

PikeBishop
Inviato: 14/3/2012 8:29  Aggiornato: 14/3/2012 10:01
Sono certo di non sapere
Iscritto: 1/11/2005
Da: Tavistock Square, Camden, London WC1H, UK
Inviati: 6255
 Re: L'Italia a pane e acqua
Citazione:
"Posto che NOI non vogliamo rinunciare ai nostri privilegi e a SPERPERARE le RISORSE, non rimangono più i soldi per VOI.


Come non essere d'accordo? Altro che CAZZATE incredibili da parte di chi vorrebbe dare la macchinetta ad una classe dirigente politica di parassiti che con il celebre gioco di Mussolini (fare girare 10 carrarmati in circolo cosi' alle sfilate sembravano 100 - tutti sanno poi che fine si fa nella vita reale) ci porterebbero nello stesso medesimo abisso, solo piu' velocemente.

Chiunque dica che la moneta e' un codice e' un FALSARIO, uno che vende la carta spacciandola per seta, come facevano i magliari del dopoguerra.

Tutti quei deliri degli "economisti" di regime (americano) del gruppo TNT MMT servono solo a giustificare il fatto di emettere carta da culo. Chi la stampi non importa e' sempre un falsario che la impone ai buggerati con la forza della proverbiale pistola in faccia.

Ma c'e' anche un altro piu' importante (e deprimente) aspetto nella crisi odierna, che ci fa capire che stiamo morendo non solo perche' i parassiti politici (quelli a cui fildenamig VORREBBE DARE LA STAMPANTE per farli diventare falsari, coglioni come sono), insieme alla classe degli "imprenditori" nel culo sovvenzionati sempre dagli stessi politici con leggi su misura e che non hanno alcuna idea di come instaurare una politica industriale di lungo termine, ma perche tutti lor signori ci hanno portati alla rovina: perche' sono dei coglioni, e sono nelle mani dei banchieri solo perche' i banchieri sono meno coglioni di loro.
E alcuni altri coglioni vorrebbero pure farci credere con dotti dibattiti del culo, che va bene cosi' e che dovremmo lavorare per progetti simili ai famosi piani quinquennali URSS che hanno sterminato milioni di persone.

Come giustamente fa notare Uriel Fanelli:

Qualcuno mi ha chiesto per quale motivo i forecast sugli investimenti parlano adesso di USA ed UE, mentre prima si parlava solo di Cina, India, Brasile &co. La risposta e' abbastanza semplice, ma sembra appartenere ad un ciclo economico periodico fondato sulla scarsa memoria dei manager che prendono le decisioni. Alla base di tutto c'e' una semplice constatazione: "possono delocalizzare la produzione, ma non il mercato". Cosa che si e' sempre detta, ma che i grandi CEO stanno finalmente misurando con mano.

Non e' la prima volta che arriva il grande boom delle economie asiatiche. Ce ne fu un altro, circa un ventennio fa, seguito puntuale dallo sboom e dai soliti titoloni "le tigri di carta erano un bluff?". In realta' il ciclo economico assurdo non e' altro che un ciclo nel quale i manager europei perdono la memoria. Dimenticano il fallimento orientale precedente e decidono che "questo e' il ventennio dell' Asia". Arrivano li', investono abbestia, e quando hanno finito scoprono che a fronte di tutti gli investimenti sono usciti peggio di prima.

La prima domanda cui rispondere e': perche'?

Faro' alcuni esempi pratici:

Prendiamo le tecnologie LTE, che magari conoscete come "4G". Proviamo a calcolare i bacini potenziali e vediamo che succede. In Giappone, si calcola che passando ad un nuovo paradigma (che in Giappone nuovo non e', ma lasciamo perdere, e' un esempio) si potranno avere 80 milioni di nuovi clienti, 130 con i clienti aziendali. In UE e USA, col passaggio al nuovo paradigma, si calcolano 600 milioni di clienti in 3 anni, circa 200/anno.

Andiamo alla Cina: i cinesi sono un miliardo, si dice. Vero. I cinesi sono tanti e non vogliono altro che vivere come noi, si dice. Vero. Le previsioni -quelle realistiche, cioe' quelle con cui si dimensionano le reti- (1) parlano di 150 milioni di clienti in 3 anni(2). Tutti concentrati nelle grandi citta'. Quanto in Giappone.

Previsioni per l' India? 50 milioni di nuovi clienti. Per il Brasile? 35 milioni di nuovi clienti. Interessante, vero?

Qual'e' il punto? Il punto e' che almeno con le grandi tecnologie, il bacino che ne gode davvero in Cina e India e' circa pari , per quantita' di spesa, a quello inglese. Ci saranno tanti manager in Cina, ma un manager cinese spende in TLC meno di un adolescente di Birmingham.

Allora voi direte: ma stai parlando di servizi: siccome si vendono in moneta locale e non c'e' scambio, e' ovvio che non sia un grande affare! Dovresti guardare le merci. Verissimo.

Prendiamo l' auto. La CIna ha dato alle aziende europee circa 200 milioni di nuovi clienti, concentrati quasi tutti nelle citta' e nei luoghi ad alta urbanizzazione. Il che e' un bene. Ma per penetrare quel mercato, le aziende automobilistiche hanno praticamente sospeso il lancio di nuovi modelli in UE e USA. Ora, il risultato drammatico e' che qualcuno ha fatto due conti, e ha scoperto che se si fosse lanciato un nuovo paradigma per davvero, come l'auto elettrica o le ibride a basso consumo, (anche mediante spinte regolatorie di tipo ambientalista) tra UE e USA si sarebbero potuti avere quasi 400 milioni di nuovi utenti nello stesso periodo di 10 anni. E senza dividere il mercato con le industrie cinesi.

La situazione indiana e brasiliana e' ancora piu' tragica. Se e' vero che c'e' crescita, la crescita non porta i numeri che si sarebbero avuti concentrandosi sui mercati europei e americani. Che crescono meno, ma hanno profittabilita', tutto sommato, assai maggiori.

Andiamo pure nel mercato immobiliare. Inizialmente si diceva che in Cina si sarebbero abbattute le catapecchie e tutti sarebbero andati a vivere in case nuove. Il che e' stato vero, per circa 150-180 milioni di persone. Ma sostanzialmente, il resto della popolazione e' rimasto cosi' com'era. Risultato: interi quartieri, nuovi di zecca, rimasti vuoti.

Che cosa e' andato storto? Semplice: se e' verissimo che i cinesi sono un miliardo e mezzo e gli indiani sono un miliardo, dal punto di vista del mercato le cose NON stanno esattamente cosi'. Il ciclo economico della dimenticanza occidentale funziona circa in questo modo:


1. Qualcuno nota che in Asia c'e' un sacco di gente. Le persone comuni lo sanno bene, ma per il manager medio sapere dove sia Pechino e' gia' un successone, nella media credono che Shangai sia un gioco di societa'. E dicono "accidenti, c'e' un mercato ENORME!".
2. Iniziano gli investimenti. Per i nuovi investimenti ed i nuovi mercati, il dato che tutti guardano non e' il dato di massa, ma quello di crescita. Cresce del 10%! Cresce del 13%! E cosi' via. I numeri poi sono quelli che sono.
3. Alcuni non ci credono e rimangono sui vecchi mercati, prendendosi quelli che restano. Apparentemente la scelta perdente. Poi ci si accorge che non esiste piu' l'automobile inglese, che le auto dell'est parlano tedesco e pure quelle spagnole, e che l'auto italiana parla americano. Il resto e' tedesco. I fessi che sono rimasti.
4. Ad un certo punto si realizza una cosa: quando si dice che gli orientali vogliono vivere come noi, si intende che tutti gli orientali vogliano farlo. In realta' vogliono farlo SOLO il ceto alto e quello medio.Non passa loro nemmeno per la testa che anche gli altri possano avere le stesse cose. E gli occidentali scoprono di aver costruito infrastrutture per un miliardo di persone, quando i nuovi clienti saranno si e no 150 milioni. Costi enormi, ritorni che si fermano dopo pochi anni.
5. Inizialmente si dice che comunque ci saranno cambiamenti sociali e presto le vecchie classi lavoratrici diventeranno clienti, proprio come in UE e in USA.
6. Dopo circa 5 anni, si realizza che si tratta di societa' assolutamente immobili,
1. che non cambieranno MAI, ove i poveri sono artefici della propria sventura e carnefici di altri poveri, nonche' orgogliosi di essere poveri. E che quei paesi non cambieranno mai. Solo i ricchi e il ceto medio, circa il 10-15% della societa', ambiscono a stili di vita migliori. Ma per portare una minoranza a quei livelli, occorrono abbastanza investimenti da creare infrastrutture per TUTTI. E il costo, nel lungo termine, non vale la candela.
2. Si torna alle vecchie certezze, per scoprire che -ahi!- chi invece e' rimasto nei vecchi mercati adesso non soltanto ha il vecchio mercato, ma pure la forza di assalire i nuovi mercati.
3. I manager imparano la lezione e tornano ad investire nei soliti mercati.
4. Andranno in pensione circa 20 anni dopo, e la lezione si perdera' perche' i manager non educano nuovi manager. E si tornera' al punto "1)"

Questo ciclo non e' nuovo. E' gia' accaduto circa un trentennio fa, o roba del genere. Non c'e' nulla di nuovo, se non il fatto che stavolta i media sono stati piu' pervasivi, e anche le PMI ci hanno creduto davvero. Ma dopo 20 anni di investimenti in Cina, oltre ai cinesi e' assai difficile capire chi ci abbia davvero guadagnato. E faccio presente che 20 anni sono, per il mondo del business, un tempo epocale. Oh, certo: cresce, cresce, cresce... ma... profitti?
LA pura e semplice verita' e' che se si fosse fatto molto pushing su auto elettriche ed ibride in UE e USA, e si fossero invasi i mercati togliendo i vecchi modelli di torno -e magari sfruttando leggi nuove sulle emissioni- l'Industria dell'auto non starebbe sul consueto -20%, -30% che ha fatto negli ultimi anni. Nessuno capisce piu' perche' passare da un diesel ad un altro solo per entrare in centro: sono motori praticamente identici.

La verita' e' che ricerca e sviluppo si sono fermate perche' si e' pensato che si poteva vendere la stessa merda di sempre ai nuovi clienti asiatici. Peccato che cosi' si siano sacrificati i mercati tradizionali, e che oggi i nuovi mercati non abbiano compensato le perdite.
Se anziche' costruire inutili scemenze a Dubai o a Pechino si fosse insistito sui mercati tradizionali per la razionalizzazione delle citta', si sarebbe ottenuto di piu', e con meno rischi. Gli occidentali vogliono DAVVERO vivere TUTTI come ricchi.

La verita' e' che sui mercati emergenti si cercavano MENO competizione e MENO rischio. La roba vecchia per loro e' nuova, e la il mercato non e' ancora sviluppato. Cresce! Cresce! Cresce! , dicono. Ma non fa numeri.
[...]
Adesso ho una domanda, signori: se la Cina, l' India, il Brasile &co erano cosi' meritevoli di investimenti, se erano il nuovo orizzonte, se valeva la pena affamare il ceto medio occidentale per prendere i nuovi clienti orientali, se valeva la pena sospendere gli investimenti in R&D per questo, ovvero SE LE VOSTRE VALUTAZIONI ERANO CORRETTE, com'e' che siete rimpiccioliti?

[...]

Quel dato si sintesi mostra una cosa molto chiara: la delocalizzazione degli ultimi tempi ha portato benefici in alcuni settori che sono quasi tutti settori avanzati. Ma coloro che credevano di fare la parte dei leoni approfittando di manodopera a basso costo, in totale ci hanno rimesso.Meno manodopera, meno produzione.

E questo e' un indicatore di quanto devastanti siano stati gli errori di valutazione: i settori che temevano di venire devastati dalla concorrenza asiatica, quelli che avevano paura di vederi immigrare torme di programmatori, di tecnici, di commerciali stranieri, di medici, di consulenti, ovvero i servizi, non sono stati toccati e sono cresciuti in termini di manodopera. Al contrario, i settori tradizionali che si illudevano di beneficiare della manodopera a basso costo, sono in mutande. Signori, sarebbe ora che foste onesti: per molto , molto meno licenziate un consulente. Sarebbe ora che ammetteste -e no, i consulenti strategici vi avevano avvisato- che avete fatto un disastro.
Avete investito nel manufatturiero dove non avevate clienti, mentre ovviamente occorreva costruire l'infrastruttura finanziaria e materiale. Il risultato e' che se avete perso i clienti che avevate mettendo alla fame i lavoratori occidentali, ancora il lavoratore orientale che compra i vostri prodotti deve venire. Sicuramente avete trovato il ceto medio orientale e il ricco orientale che comprano i vostri prodotti: ma sono pochi, se paragonati alla massa enorme di "lavoratori abbienti" che avevate qui.

In pratica, NON AVETE LETTO I NUMERI.

Cari industriali, quelli che odiavate tanto pagare profumatamente, cioe' i servizi (che sono la vostra fonte di spesa piu' comprimibile) non solo sono ancora li', ma sono ancora piu' forti. Avete ridotto i redditi dei vostri lavoratori, e il risultato e' che VOI oggi siete piu' piccoli. Avete perso valore.
[...]
Quindi, e' assai probabile che nei prossimi anni gli investimenti tornino. Il guaio e' che potranno tornare solo su nuovi paradigmi, nell'esempio sopra l'auto elettrica, o le nuove tecnologie LTE, da cui ci si aspetta molto. Vi sembrera' un bene, ma se ci pensate in alcuni paesi non lo sara' affatto: se prendete i tipici mestieri legati all'auto, come il benzinaio oppure il meccanico, e considerate che nella media si tratta di mestieri assolutamente a bassa specializzazione, potete chiedervi che fine fara' il vostro meccanico se arrivano le auto elettriche. Volete saperlo? Immaginate solo che un motore elettrico puo' fare cinque milioni di chilometri senza perdere qualita'. E immaginate adesso quanti dei disoccupati italiani, in genere manodopera di scarsa qualita' anche nel mondo dei braccianti, potranno beneficiare del 4G e dei servizi connessi.

Cosi' non mi aspetto che un eventuale ritorno di investimenti in UE e USA sia foriero di nuova occupazione. O meglio: si, lo e', ma la stragrande maggioranza di coloro che sono disoccupati in Italia non possono gia' vivere nel mercato del lavoro attuale, figuriamoci in un mercato ancora piu' tecnologicamente moderno e specializzato. Arrivera' la solita torma di immigrati a scavalcare gli ultimi tra gli italiani.
[...]


E alcuni stanno a portare il moccolo per i Keynesiani riciclati del gruppo TNT MMT....

Il Portico Dipinto Network Nanopublishing
E' dall'uso (mancato) del Congiuntivo, che li riconoscerete.
fiodenamig
Inviato: 14/3/2012 8:47  Aggiornato: 14/3/2012 11:21
Mi sento vacillare
Iscritto: 13/5/2011
Da:
Inviati: 332
 Re: L'Italia a pane e acqua
PikeBishop ha scritto:
Chiunque dica che la moneta e' un codice e' un FALSARIO, uno che vende la carta spacciandola per seta, come facevano i magliari del dopoguerra.

Tutte quei deliri degli "economisti" di regime (americano) del gruppo TNT MMT servono solo a giustificare il fatto di emettere carta da culo. Chi la stampi non importa e' sempre un falsario che la impone ai buggerati con la forza della proverbiale pistola in faccia.


Io non dico che la moneta è un codice, io dico che la MONETA MODERNA è un codice: e in realtà non è che lo dico io, è la moneta a corso legale che per definizione è un codice.

La Corea ha avuto per quasi vent'anni tassi di inflazione tra il 10% e il 30% come l'Argentina, fino al 1984 la media della sua inflazione era sopra il 15% annuo circa e anche di recente inflazione del 4-5% e rotti.

( http://www.global-rates.com/economic-indicators/inflation/consumer-prices/cpi/south-korea.aspx )

Sai perché? Perché ha costruito tutto il suo miracolo economico senza prendere una lira in prestito all'estero, ma creando moneta e ogni tanto esageravano. Ma da livelli di povertà africana nel 1945 sono arrivati ora come reddito procapite pari all'Italia.

Grazie al fatto che ha finanziato i defici pubblici stampando moneta però e non indebitandosi, lo stato coreano non ha dovuto pagare montagne di interessi su interessi e ha ora un debito pubblico molto basso. Perchè il debito pubblico italiano o americano o greco è fatto per due terzi di interessi che si sono cumulati su altri interessi, non di spese passate. Quello che crea un enorme debito pubblico sono gli INTERESSI non le spese. Al 4% medio ad esempio, il debito pubblico raddoppia ogni 17 anni solo per gli interessi.

I risultati ? La Corea oggi ha disoccupazione sotto il 4% e una crescita del PIL ad esempio quest'anno sul +4%, contro un -1% circa di calo del PIL per l'Italia che ha disoccupazione del 9%.

Che sia meglio non fare indebitare lo Stato verso investitori esteri che poi ti prendono per la gola come è successo all'Italia nel 2011 quando senza che fosse successo niente di nuovo e particolare dal 4% hanno chiesto l'8%? (Visto che lo Stato può evitare di indebitarsi, se vuole dal momento che crea moneta la quale non gli costa di interessi come invece i Btp)

Luxio
Inviato: 14/3/2012 8:51  Aggiornato: 14/3/2012 8:51
Ho qualche dubbio
Iscritto: 26/5/2010
Da: Ostrava - Repubblica Ceca
Inviati: 219
 Re: L'Italia a pane e acqua
Bella osservazione!
Io azzardo un'ipotesti sul perché i manager non hanno guardato i numeri, almeno per quanto riguarda l'industria automobilistica, ovvero il perché non si è voluto puntare su investimenti in nuovi paradigmi. Potrebbe esserci lo zampino dell'industria petrolifera, che cerca di rimandare il più possibile l'introduzione di tali paradigmi.

Non possiamo separare i nostri pregi dai nostri difetti, essi sono collegati come la forza e la materia. Se li separiamo, l'uomo sparisce.
Nikola Tesla
Infettato
Inviato: 14/3/2012 8:51  Aggiornato: 14/3/2012 8:51
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/11/2006
Da: Roma
Inviati: 1499
 Re: L'Italia a pane e acqua
In realtà il debito pubblico è proprio l'opposto: IL DEBITO PUBBLICO E IL DEFICIT PUBBLICO SONO LA GARANZIA DELLA RICCHEZZA DEL CITTADINO ITALIANO!!!

Ma si, due escort a politico includerei anche i magnaccia comunali regionali e provinciali, 10 TAV aggiuntive (sai le famigghie prolificano...) questo come antipasto, metterei anche il reddito per i fancazzisti almeno di 1500 neuri al mese, insomma nella spesa tutti i governi sono bravissimi spetta a loro decidere cosa e chi finanziare, il risultato è che nel giro di un anno il debito raddoppia e se siamo bravi triplica.
Guarda, penso di essere diventato veramente un matto se mi metto a "discutere" con chi afferma le evidenze inverse.
Certo, alcune categorie ci guadagnano con l'aumento del debito, le prostitute i mafiosi e gli immancabili politici. A proposito di politici consigli per gli acquisti.

Infettato dal morbo di Ashcroft
---------------------------------------------
Quando ci immergiamo totalmente negli affari quotidiani, noi smettiamo di fare distinzioni fondamentali, o di porci le domande veramente basilari. Rothbard
fiodenamig
Inviato: 14/3/2012 8:56  Aggiornato: 14/3/2012 9:15
Mi sento vacillare
Iscritto: 13/5/2011
Da:
Inviati: 332
 Re: L'Italia a pane e acqua
Infettato ha scritto:
Ma si, due escort a politico includerei anche i magnaccia comunali regionali e provinciali, 10 TAV aggiuntive (sai le famigghie prolificano...) questo come antipasto, metterei anche il reddito per i fancazzisti almeno di 1500 neuri al mese, insomma nella spesa tutti i governi sono bravissimi spetta a loro decidere cosa e chi finanziare, il risultato è che nel giro di un anno il debito raddoppia e se siamo bravi triplica.
Guarda, penso di essere diventato veramente un matto se mi metto a "discutere" con chi afferma le evidenze inverse.
Certo, alcune categorie ci guadagnano con l'aumento del debito, le prostitute i mafiosi e gli immancabili politici. A proposito di politici consigli per gli acquisti.


Allora ti pongo questa domanda: com'è che il Giappone ha il 230% di debito pubblico in rapporto al PIL eppure il cittadino giapponese è, statistiche alla mano, il cittadino più ricco del mondo?

Si può fare come il Giappone, oppure si può monetizzare direttamente come la Corea, ma il discorso non cambia: per creare ricchezza il fulcro del sistema deve essere la produzione e non il capitale. Questo è ciò che la Teoria Monetaria Moderna illustra.

E poi le ruberie ci sono ora come una volta, con la differenza che ora il sistema spinge per forza una nazione come l'Italia verso la povertà mentre il sistema adottato dall'Italia sino alla separazione tra Tesoro e Banca d'Italia era un sistema che creava più ricchezza di quella presente in partenza.

Con il sistema attuale tu parti con 100 di ricchezza complessiva all'inizio e ti ritrovi con 100 di ricchezza complessiva alla fine. Viceversa, con il sistema della Teoria Monetaria Moderna tu parti con 100 di ricchezza complessiva all'inizio e ti ritrovi con 105 di ricchezza complessiva alla fine.

Se così non fosse, com'è che sono venti anni, cioè da quando seguiamo questa politica monetaria di stampo neoclassico, che la ricchezza pro-capite qui in italia non aumenta? Certo, i problemi sono vari, ma il problema principale è la politica monetaria seguita dall'Italia negli ultimi venti anni a essere totalmente errata.

I tedeschi ora si stanno fregando le mani. Essendo l'eurozona un sistema chiuso, e risultando perciò la ricchezza complessiva in essa contenuta 100 all'inizio e 100 alla fine, tu stai assistendo al più grande travaso di ricchezza della storia dai paesi periferici verso la Germania. Cioè la Germania con questo sistema ti distrugge, e tu sei contento. (ps io no)



Per approfondire, vedasi l'ottimo intervento di Nino Galloni durante il seminario sulla Teoria Monetaria Moderna di Rimini:

http://www.youtube.com/watch?v=6e23Gaz-Jb4

complo
Inviato: 14/3/2012 9:45  Aggiornato: 14/3/2012 9:45
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 14/10/2005
Da:
Inviati: 2555
 Re: L'Italia a pane e acqua
Tutte quei deliri degli "economisti" di regime (americano) del gruppo TNT MMT servono solo a giustificare il fatto di emettere carta da culo.


In altri 3d mi ero sforzato di argomentare.
Ma visto che alle argomentazioni si rispondeva con copiaincolloni di Barnard o con link a wallstreetitalia, direi che la frase di Pike sia mille volte più efficace.

fiodenamig
Inviato: 14/3/2012 10:44  Aggiornato: 14/3/2012 11:26
Mi sento vacillare
Iscritto: 13/5/2011
Da:
Inviati: 332
 Re: L'Italia a pane e acqua
complo ha scritto:
Tutte quei deliri degli "economisti" di regime (americano) del gruppo TNT MMT servono solo a giustificare il fatto di emettere carta da culo.


In altri 3d mi ero sforzato di argomentare.
Ma visto che alle argomentazioni si rispondeva con copiaincolloni di Barnard o con link a wallstreetitalia, direi che la frase di Pike sia mille volte più efficace.




E allora battiti perché ritorni la moneta merce cioè la moneta legata al valore di una merce come oro, argento, o tutte e due. Nel frattempo però, la moneta continuerà ad essere ciò che oggi è: un codice funzionale al prodotto acquistabile grazie a tale codice. Cioè la moneta moderna è funzionale alla produzione, in pratica è una funzione della produzione e non viceversa.

O, almeno, così è in una nazione dotata della propria moneta sovrana. Invece, purtroppo, ora nell'eurozona si è riuscito nel "capolavoro" satanico eminentemente maligno e luciferino di trasformare una funzione della produzione, cioè la moneta moderna, in una entità autonoma dalla produzione: un vero assurdo degno dei peggiori film horror di serie B trasformatosi purtroppo in realtà per via, tra l'altro, della ferrea volontà teutonica di metterlo in quel posto agli italiani.

Non è il gruppo americano della Teoria Monetaria Moderna che afferma che si emette carta con inchiostro sopra in qualità di moneta, è così dal 1971 cioè da quando è saltato il sistema aureo.

Non mi sembra così difficile da capire visto che è scritto in tutti i libri di storia ed economia.

NOTA: per quanto mi riguarda io non ho fatto alcun copianicolla da scritti di Paolo Barnard. E, per l'ennesima volta, ricordo che la Teoria Monetaria Moderna non è stata elaborata da Paolo Barnard bensì da un gruppo di economisti con le palle quadrate, quindi basta con questa storia di Paolo Barnard ha detto quello e Paolo Barnard ha detto questo. Barnard sulla Teoria Monetaria Moderna si è comportato seriamente, e difatti ha fatto venire cinque economisti di fama mondiale affinché fossero loro ad illustrare la Teoria Monetaria Moderna. Una cosa mai vista prima in Italia e per cui c'è da rendergli solo merito. Ma, guarda caso, se ne è forse parlato di più fuori dall'Italia che qui da noi, vedi per esempio questo servizio di Russia Today sul summit di Rimini:

http://www.youtube.com/watch?v=MBJ6airQhR0

Sertes
Inviato: 14/3/2012 11:41  Aggiornato: 14/3/2012 11:41
Sono certo di non sapere
Iscritto: 19/6/2006
Da: Bologna
Inviati: 7301
 Re: L'Italia a pane e acqua
Tutti quei deliri degli "economisti" di regime (americano) del gruppo TNT MMT servono solo a giustificare il fatto di emettere carta da culo.

Fiscal Compact: ce lo chiede l'Europa. Chiedere è lecito, rispondere è eutanasia.
fiodenamig
Inviato: 14/3/2012 11:47  Aggiornato: 14/3/2012 12:42
Mi sento vacillare
Iscritto: 13/5/2011
Da:
Inviati: 332
 Re: L'Italia a pane e acqua
Sertes ha scritto:
Tutte quei deliri degli "economisti" di regime (americano) del gruppo TNT MMT servono solo a giustificare il fatto di emettere carta da culo.

Prima di tutto non sono solo americani,
vedi il francese Alain Parguez che era presente al summit sulla Teoria Monetaria Moderna di Rimini:
questo ( http://www.lolandesevolante.net/blog/2012/03/01/alain-parguez-il-lato-oscuro-delleuropa/ ) che riporto qui di seguito è l'intervento del prof. Alain Parguez al Summit.


A parte il discorso sull' "Opus Dei" (che non mi convince molto) e sui moventi e mandanti, nel caso del prof. Parguez se uno lo legge tutto, nonostante alcune forzature, il discorso alla fine fila.

Come spiegazione sarebbero meglio quelli di Michael Hudson, Bill Black e Stephanie Kelton del gruppo dei "Magnifici Cinque" portati in Italia da Paolo Barnard, ma questo l'ho trovato già tradotto in italiano. La sintesi è:

"Per citare Michael Hudson, i leader del settore capitalistico non sono più interessati all’ economia reale, sono unicamente dei percettori di rendite finanziarie e quindi il capitalismo europeo sta morendo..."


Alain Parguez:

Sono qui per parlarvi di una storia scura e tragica. L’Europa va contro tutte le regole della MMT e dell’economia reale. Perchè esiste un sistema cosi assurdo? Mi è stato detto che nel vostro paese, come nel mio, se riuscissimo a liberarci dall’euro, potremmo arrivare a essere equiparabili allo Zimbabwe, ma l’economia reale dell’eurozona è già ora nello stesso stato dello Zimbabwe.

Vediamo alcuni dati sulla Francia: i francesi hanno inventato e imposto l’euro sistema molto tempo fa. In Francia il vero tasso di disoccupazione è del 60% della popolazione attiva, quindi, abbiamo il vero tasso di inflazione del 7/ 8%.

Ciò accade perchè non abbiamo la piena occupazione e non abbiamo una stabilita dei prezzi e questo significa che tutti i dati europei sono menzogne. Voglio cominciare con una citazione del responsabile del ministero delle finanze francese, che tra l’ altro, appartiene all’ ordine dei benedettini ed è anche capo dell’ Opus Dei francese.

Anche la commissione europea tra le altre cose è controllata dall’Opus Dei. Ho parlato con lui di queste cose e mi ha detto che l’economia francese è morta, ma ancora non abbastanza. Lui mi ha detto: professore lei deve capire perché esiste il sistema europeo. Che cosa vogliamo?

Vogliamo distruggere la gente, creando una nuova tipologia di cittadini europei disposti ad accettare la sofferenza, la povertà, una popolazione disposta ad accettare salari inferiori a quelli cinesi.

Il sistema dell’euro non e stato mai pianificato per portare ad un’unione monetaria, non è stato neanche pianificato come agenda neoliberista all’americana, infatti, questo è stato completamente ignorato dall’elite dominante europea, basta pensare che anche il leader del partito socialista Francese pensa che il presidente Obama è marxista.

Quindi che cosa è l’ euro? E’ un nuovo ordine sociale totalitarista, programmato molto tempo fa nel periodo tra le due guerre e poi completato dal regime di Mitterrand.

In questo nuovo ordine non ci saranno più stati sovrani. Lo stato deve svanire, per lo meno lo stato che trova radice nella democrazia, nel parlamento, nella repubblica.

Nel nuovo ordine, il potere deve essere interamente trasferito a coloro che lo meritano, questo significa, a un’elite capitalista di tecnocrati, ai quali piace il controllo del potere assoluto.

Nella prima parte del mio intervento cercherò brevemente di spiegare la storia della pianificazione dell’unione monetaria europea, la quale trova origine, nel periodo tra le due guerre, tra la parte più reazionaria e conservatrici della classe dominante francese.

Mi rifaccio anche a un filosofo italiano, Giulio Ebola che aveva accusato Mussolini di essere stato troppo morbido con la gente e con Hitler, che diceva, essere troppo favorevole alla gente.

Nella seconda parte, cercherò di spiegarvi che la crisi del debito sovrano è un evento mai verificato nella storia e che è stato attentamente pianificato, dagli architetti del sistema europeo. Quel che avevano in mente era di privatizzare lo stato, perché, ritenevano che lo stato, per lo meno quello in cui esiste una democrazia, tende a perdere ricchezza. Risulta ovvio, che lo stato si trova poi obbligato a prendere a prestito denaro e quindi il debito dello stato debba essere considerato a rischio e pertanto, lo stato si trova ad essere assoggettato completamente al mercato dei bond, proprio quello che sta succedendo adesso. Nell’ultima parte, cercherò di dimostrare che non esiste modo di risolvere questo problema, poiché, come ordine sociale ha una sua logica e chi lo controlla, non accetterà mai, alcun cambiamento e soprattutto nessun intervento della BCE, soprattutto nel caso l’intervento mirasse a incrementare la ricchezza delle banche.

Quindi l’ unica soluzione è liberarsi di questo sistema. Il settore capitalista in Europa è morto. Per citare Michael Hudson, i leader del settore capitalistico, non sono più interessati all’ economia reale, sono unicamente dei percettori di rendite finanziarie e quindi, il capitalismo europeo sta morendo.

La crescita in Francia da 5, 6 anni è al di sotto del 3/ 4% l’ anno. Per quanto riguarda l’euro, come ho avuto modo di scrivere già molto tempo fa, si tratta di una moneta falsa, che va contro l’economia reale, distruggendola a tutti gli effetti.

Cerchiamo di spiegare brevemente l’origine di un sistema cosi assurdo. Ci sono due fasi: la prima, nel periodo durante le due guerre 1940/ 43 e una seconda fase che riguarda la realizzazione del sistema, che devo riconoscere essere in gran parte opera di Mitterrand.

Cominciamo negli anni trenta con Schumann e Monnet. Schumann scrisse che nel 1927 c’era bisogna di creare l’Europa, come nuovo ordine radicato nella tradizione.

Salvare l’Europa dalla decadenza per i pro europeisti significava socialismo, rivoluzione, proteste, gli ebrei, il libero accesso alla sanità, all’istruzione ecc..

Altra cosa estremamente interessante per i primi pro europeisti era l’obiettivo di creare un sistema completamente opposto a quello degli Staiti Uniti, il quale odiavano.

L’ élite europea odiava più il sistema commerciale degli Stati Uniti, che la stessa Unione sovietica. Adesso la situazione è la stessa. Che cosa si doveva fare per costruire l’Europa? Abolire gli stati e forzare un sistema di deflazione permanente, riducendo la spesa pubblica.

Potrebbe essere stato utile trasferire il potere a una classe cosiddetta super partes di tecnocrati. Ma per questi europeisti della prima ora, l’ Europa significava creare un condominio composto da Germania e Francia e un Impero coloniale che includesse anche il sud dell’ Europa e di quella orientale e questo obiettivo era stato esplicitato.

Come si poteva sopprimere lo stato?

Si doveva togliere ogni potere sulla moneta. Tutti questi europeisti erano fanatici seguaci di Friedrich Hayek, l’economista austriaco più di destra di quel tempo.

L’Europa avrebbe dovuto basarsi, su una valuta sovranazionale, interamente controllata da una banca centrale sovrana, che avesse potere assoluto, in modo da sovrastare gli stati.

In ultima analisi il loro obiettivo, era di imporre la cultura della valuta europea, come un super standard aureo, un primo abbozzo del trattato di Maastricht, il quale fu scritto da un economista francese, François Perroux, con il pieno supporto di un trattato approvato dal regime tedesco e da quello pro nazista Francese del tempo.

Il nuovo trattato che è stato formulato e deciso da Sarkozy e dalla Merkel, è esattamente basato da quanto scritto da Perroux nel 1943.
Queste persone erano contrarie allo standard aureo tradizionale, perché temevano che questo non avesse permesso la totale abolizione del potere di spesa dello stato.

Quindi bisognava creare un standard aureo superiore. Per qualche tempo il progetto europeo fu tenuto nelle retrovie, perche tutti i suoi fautori, erano più pro hitleriani di Hitler stesso, per cui è stato opportuno aspettare che arrivasse appunto François Mitterrand.

Potrei parlare a fondo di questa questione , perché sono stato contattato da Jacques Attali, collaboratore di Mitterrand ,di estrema destra ,che diceva di “ odiare i poveri, il quale era di fatto il primo ministro della Francia ed era responsabile di tutta una serie di ex marxisti convertiti in sostenitori del nuovo regime.

Quindi era responsabile di creare una versione più sostenibile del sistema dell’ euro. Comunque la visione generale era la stessa, bisognava distruggere il consumismo. I centri commerciali erano simbolo d’infamia le persone dovevano accettare di essere povere. Ricordo di alcuni dibattiti, in seno alla commissione segreta, che si occupava dell’ entourage di Mitterrand, il quale doveva riuscire a vincere il supporto del partito comunista. Come vedete, anche la Francia all’ epoca aveva un partito comunista, ma adesso non c’è più.

Quindi sono stato incaricato di scrivere una serie di modeste considerazioni Keynesiane di teoria economica moderna, ad Attali venne richiesto dai finanziatori della campagna di Mitterrand, che tra i massimi finanziatori annoverava tra l’ altro la Chase Manhattam Bank insieme ad altre due banche europee.

Comunque, non sono mai stati dati dei soldi per un programma di piena occupazione. Attali diceva: io ho l’impegno del nostro caro futuro presidente, che appena possibile, noi distruggeremo lo stato, creeremo una deflazione dell’economia e i salari crolleranno. Quello che abbiamo in mente è il collasso totale del reddito dei lavoratori della società francese. Come fare tutto questo? Con il trattato di Maastricht e con la creazione dell’euro.

Io ero piuttosto vicino a Mitterrand. Prima della guerra aveva avuto un legame particolare con mia madre, la quale sosteneva, lui fosse molto bravo a raccontare balle nei suoi interessi.

Mitterrand durante un dibattito sul trattato di Maastricht, in risposta ad uno studente, disse: posso giurare che non esiste nessuna menzione ufficiale di una banca centrale nel trattato. Secondo punto, il principio fondamentale dei trattati europei, era la privatizzazione degli stati, cioè, obbligare gli stati a prendere a prestito denaro vendendo titoli alle banche private. Quindi gli stati, come qualunque azienda dovevano andare a chiedere i soldi alle banche i cui tassi di interesse erano decisi dalle banche stesse.

Dunque, dirò, che il trattato di Maastricht e il conseguente patto di crescita e stabilita, il cui vero nome dovrebbe essere il patto di distruzione e instabilità, indurranno gli stati ad assoggettarsi alle banche private e lo stato sarà continuamente costretto a tagliare la spesa.

Le menzogne continuano. La percentuale di debito pubblico all’interno delle banche francesi e tedesche sono al di sotto del 5%, le banche perdono soldi non a causa del debito pubblico, ma a causa del collasso dell’ economia reale.

Io sono terrorizzato quando sento dire dalla gente: povere banche, il governo francese ha mentito.

Tutti lo sapevano quale fosse la vera situazione dell’economia Greca. Il 90% del debito Greco come quello Italiano è in mano alle banche tedesche e francesi quindi tutti sapevano questo. Quello che succede ora grazie al nuovo trattato, se effettivamente sarà approvato, è che ci troveremo di fronte alla totale abdicazione degli stati e delle politiche fiscali e di qualunque politica sociale, raggiungendo l’ obiettivo di costituire un nuovo ordine.

Il problema adesso è di chi deve gestire il sistema e come si potrà mantenere il controllo della società e questo è il timore proprio perché non c’è dibattito. Gli economisti ufficiali nella maggioranza dei paesi europei sono assolutamente corrotti, si possono considerare delle prostitute ufficiali, praticamente siamo nelle loro mai, non si parla quindi mai delle infamie alla base del crollo del sistema Europeo. Grazie

fiodenamig
Inviato: 14/3/2012 11:53  Aggiornato: 14/3/2012 14:49
Mi sento vacillare
Iscritto: 13/5/2011
Da:
Inviati: 332
 Re: L'Italia a pane e acqua
Per chi non lo avesse ancora compreso, la moneta di oggi si chiama MONETA A CORSO LEGALE perché è letteralmente solo carta con su inchiostro.

( http://it.wikipedia.org/wiki/Moneta_a_corso_legale )

Questo quando non è esclusivamente elettronica, tipo creata su di un terminale della BCE oppure attraverso una transazione effettuata tramite carta di credito. In questo caso la moneta diventa direttamente un codice di tipo elettronico/informatico.

Ma è così difficile da capire? Apri un libro di storia, o un libro di economia così magari lo capisci.

Oppure, per pigrizia, vai qui e leggi:

http://it.wikipedia.org/wiki/Smithsonian_Agreement

http://it.wikipedia.org/wiki/G10


Ordunque, dal 1971 in avanti, cioè dalla fine del sistema della moneta merce
( http://it.wikipedia.org/wiki/Moneta_merce ), la moneta non ha più valore intrinseco di per sé e perciò è lo stato emettente questa moneta a fornire a essa valore intrinseco attraverso l'imposizione fiscale da soddisfare esclusivamente con tale moneta.

In altri termini, la moneta moderna è un codice e questo codice ha valore nella misura in cui lo stato emettente tale codice fornisce a esso valore tramite il pagamento delle tasse, che tu sei costretto a pagare allo stato solo con questa moneta.

Da ciò ne consegue che oggi quindi debito e moneta si equivalgono, con la non trascurabile differenza però che lo stato sul debito deve pagare un interesse mentre sulla moneta emessa dallo stato stesso non ci sono interessi da corrispondere.

Forse ad alcuni di voi questi concetti possono sembrare astrusi. Tra qualche mese, quando cioè il PIL italiano sarà a -5% grazie prima di tutto a Monti, magari ci si chiederà il perché. Allora dunque vediamo se qualcuno capirà come mai l'economia italiana va in vacca...

Ma61cog
Inviato: 14/3/2012 12:35  Aggiornato: 14/3/2012 12:35
Ho qualche dubbio
Iscritto: 13/3/2012
Da:
Inviati: 56
 Re: L'Italia a pane e acqua
Presito BCE alle banche (in due tranches): 1000 miliardi di euro
PIL UE: 12.500 miliardi di euro
Effetto inflattivo medio zona UE: 8% (a regime)
Rendimento medio per le banche sui titoli di stato acquistati: 6%
Tasso da pagare a BCE: 1%
Rendimento netto: 5%
Totale guadagno netto per le banche: 50 miliardi di euro
Complimenti per la mangiata, spero che vadano tutti in medicine

fiodenamig
Inviato: 14/3/2012 16:52  Aggiornato: 14/3/2012 17:20
Mi sento vacillare
Iscritto: 13/5/2011
Da:
Inviati: 332
 Re: L'Italia a pane e acqua

Stanotte sentivo un giornalista spiegare come i grandi gruppi continentali siano riusciti a ottenere una LICENZA BANCARIA DALLA BANCA CENTRALE EUROPEA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

In altre parole ora gruppi quali Siemens e Volkswagen possono ACCEDERE DIRETTAMENTE AI FONDI DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Così, mentre qui in Italia le aziende non riescono neppure ad ottenere il rifinanziamento dei propri prestiti già in essere con le banche e ad esigere i crediti che lo stato deve loro, i grandi gruppi di Francia e Germania hanno trovato il modo di applicare una innovativa forma di Modern Money Theory a loro esclusivo vantaggio avendo accesso a credito a volontà al modico tasso dell'uno per cento.

Cioè, ma per quanto altro tempo dovremo farci prendere per i fondelli da Monti-Merkel-Sarkofago&co. e dal resto degli zombizzati?

Se lo avesse fatto lo stato italiano quando ancora disponeva della sua moneta sovrana l'Unione Europea avrebbe cazziato pesantemente l'Italia per avere concesso "aiuti di stato" alle sue aziende, visto che invece lo fanno i grandi gruppi industriali francesi e tedeschi allora è tutto ok...

MORALE DELLA STORIA: Noi dobbiamo essere spolpati in modo "economicamente ortodosso", gli stati devono essere spolpati in modo "economicamente ortodosso" e morire tutti come Rigor Montis, invece se sei un grande gruppo tedesco o francese basta che ti compri una licenza bancaria e... voilà: eccoti catapultato nell'eterodossamente magico mondo dell'economia basata sulla Modern Monetary Theory ! ! !

Acciderbolina, chissà come mai per tutti noi la Teoria Monetari Moderna non va applicata, mentre invece sui grandi gruppi industriali franco-tedeschi può applicarsi... Eh, chissà come mai...


http://www.romacapitale.net/finanza/7767-alle-aste-della-bce-corrono-tutti-ma-proprio-tutti.html


ALLE ASTE DELLA BCE CORRONO TUTTI, MA PROPRIO TUTTI


Tra gli istituti accorsi, ci sono anche società finanziarie di case automobilistiche che usufruiscono dei fondi



ROMA - A conclusione delle due aste di rifinanziamento della Banca Centrale europea, un ‘tesoro’ per tutti gli istituti di credito che ne hanno usufruito a man bassa, c’eravamo chiesti che cosa le banche avrebbero fatto di questi fondi avuti in prestito (quasi in regalo) dalla Bce.

L’auspicio di tutti era ed è ovviamente che le banche impieghino la nuova, abbondante liquidità di cui ormai dispongono in primis nel sostegno all’economia reale, ossia alle famiglie e alle imprese. Ma non è affatto detto che lo facciano. Non solo perché, neanche due giorni dopo l’ultima asta del 29 febbraio scorso, da Francoforte è arrivata la notizia del ‘record depositi delle banche di 820,8 miliardi di euro’. Gli istituti infatti hanno depositato presso la Bce prima 776,9 miliardi, poi oltre 800 il giorno dopo. Della serie i soldi mettiamoli in cassaforte che è meglio.

A questo si aggiunge il fatto che, mentre nella prima asta la Banca centrale europea ha erogato 489,19 miliardi di euro a favore delle banche commerciali che operano nell'area euro, nella seconda sono stati assegnati 529,53 miliardi di euro, un record che ha oltrepassato le attese medie. Gli istituti che hanno fatto richiesta sono stati, rispettivamente 523 e 800, incoraggiati dal presidente della Banca Mario Draghi e dalle banche centrali nazionali ad approfittare dell'offerta «senza alcun timore di suscitare sospetto», per evitare il credit crunch in atto e riparare i bilanci e i mercati, abbreviando i tempi della ripresa.

Tra le ragioni dell'incremento delle richieste, oltre alla forte partecipazione anche di banche medio-piccole e ai minori timori di una ricaduta negativa in termini di reputazione, vi è stata per la prima volta la partecipazione di soggetti non propriamente bancari. Già i numeri della prima asta lasciavano pensare a una platea allargata, dal momento che normalmente le controparti che partecipano a operazioni di finanziamento sono circa 200, quindi le 523 dell'asta del 21 dicembre 2011 annoverano tra loro soggetti che non avevano mai usufruito dei programmi della Banca centrale europea, pur avendone diritto.

In quella del 15 febbraio, tra gli 800 accorsi, risulta la casa automobilistica francese Peugeot - che controlla anche Citroen – che aveva avanzato, attraverso la sua divisione bancaria Banque Psa, una richiesta di prestito collateralizzato alla Banca centrale europea, presentando a tal fine una garanzia superiore a 1 miliardo di euro per poter partecipare all'asta.

La partecipazione al rifinanziamento del 29 febbraio è stata confermata anche dalla Renault che ha acquisito un finanziamento per 350 milioni di euro circa attraverso la sua finanziaria Rci Banque, un'operazione dettata, per stessa ammissione della società, non per bisogno di liquidità ma per approfittare di tassi vantaggiosi. Le medesime intenzioni sono state manifestate da Volkswagen, Bmw e Siemens, anch'esse dotate di licenze bancarie per il credito al consumo, ovvero per i servizi finanziari che offrono ai clienti che comprano i loro prodotti.

redribbon
Inviato: 16/3/2012 13:41  Aggiornato: 16/3/2012 13:41
Mi sento vacillare
Iscritto: 14/1/2006
Da: Firenze
Inviati: 402
 Re: L'Italia a pane e acqua
Citazione:
Autore: Salva81 Inviato: 13/3/2012 16:29:26
@etrnlchild
Non so se hai presente il cartone di Miyazaki Conan il ragazzo del futuro,


Si certo, era il mio cartone preferito, uno dei pochi che guardavo, uno dei pochissimi che guardavo con piacere.
Fenomenale, stupendo, eccezionale Conan, grandi i giapponesi che l'hanno realizzato e grande l’americano che ha scritto il romanzo!


Citazione:
Una situazione globale così come la descrivi tu è un Utopia con la U maiuscola.


etrnlchild ha ragione sull'abolizione del denaro, anche se non come dice lui, e qui secondo me hai ragione tu, perchè in quel modo andrebbe tutto in malora.


Citazione:
L'unica cosa che mi sento di dirti e di scappare in campagna e di vivere in comunità come gli Amish, comunità che più si avvicinano a quanto da te scritto.


Si, conosco gli Amish.
Mandaci i banchieri DI MERDA a fare gli eremiti per pentirsi dei loro peccati!!!
Non siamo noi che dobbiamo scappare, semmai sono i borghesi.


Citazione:
Il nostro mondo oggi è troppo complesso e articolato per essere gestito a questo modo.


Lo so io come andrebbe fatto, grosso modo ,
posso buttare giù qualche idea, ma ho bisogno di un pò di tempo.

“datemi il controllo della moneta di una nazione e non mi importa di chi farà le sue leggi”

Mayer Amschel Rothschild
redribbon
Inviato: 16/3/2012 23:53  Aggiornato: 16/3/2012 23:53
Mi sento vacillare
Iscritto: 14/1/2006
Da: Firenze
Inviati: 402
 Re: L'Italia a pane e acqua
Per sintetizzare, riassumo in alcuni capi quella che potrebbe essere una ipotetica società senza denaro, secondo me.

PREMESSA: poichè si tratta di costruire una civiltà di benessere,
è fondamentale il controllo delle nascite,
altrimenti la gente farebbe figli in numero sostenuto,
la vita media continuerebbe ad allungarsi,
presumibilmente si morirebbe un pò meno per malattia,
ed in termine di poche generazioni otterremmo una sovrapopolazione mondiale che non è augurabile, manco per niente,
quindi su questo punto dovremo esercitare uno stretto controllo, anche se alla Chiesa non starà bene.


Citazione:
Autore: etrnlchild Inviato: 13/3/2012 12:00:55

Io costruisco un computer perche' e' quello che mi piace fare,



Per fare un PC ti serve la scheda madre, per fare la scheda madre oltre a degli ingegneri, informatici, tecnici,
ti servono i materiali,
tra questi il rame e l’alluminio.
Per avere il rame e l’alluminio devi estrarli dalla miniera
http://it.wikipedia.org/wiki/Calcopirite
http://it.wikipedia.org/wiki/Bauxite
ti servono dei chimici, dei tecnici, e dei minatori.
Anche per fare un automobile ti servono diversi materiali, tra cui l’acciaio ed il ferro
Anche qui bisogna andare all’isola d’Elba ed estrarlo
http://it.wikipedia.org/wiki/Ferro#Disponibilit.C3.A0

Chi va in miniera?

Forza ragazzi, escano i volontari, chi va in miniera?

Poi serve la carta ovviamente, bisogna andare a tagliare gli alberi.

Chi fa il boscaiolo?

Poi serve il cibo

chi va a fare il contadino?

Poi servono molte altre cose.


E’ ovvio che, siccome io ed etrnlchild proponiamo l’abolizione del denaro,
noi due dobbiamo essere i primi ad andare in miniera o a fare i boscaioli:
dobbiamo dare l’esempio,
altrimenti saremmo solo degli ipocriti. All’inizio sarà un macello andare ogni giorno in miniera, ma bisogna farlo.


Si dovrebbe stabilire, arrivati a 20 anni, l’obbligo del lavoro,
poi vediamo se e per quanto lasciare deroghe per gli studenti; in ogni caso non si smetterebbe mai di imparare poiché le varie conoscenze, quelli che chiamano Know how, sarebbero di dominio pubblico,
ed uno può sembre riservarsi di studiare, cos’ come di specializzarsi in un altro lavoro a qualsiasi età.

Essendoci l’obbligo del lavoro verrebbero offerte ad una persona delle alternative (3-4, fate voi) sul tipo di lavoro da fare,
agricoltore, minatore, boscaiolo, muratore.
Deve scegliere uno di questi.
Non vuole farlo? Oggi come funzione se uno non lavora e non ha altre rendite? Non mangia! Appunto!
Metto apposta i lavori più duri perché è da qui che si deve partire cioè, bisogna accettare preventivamente la possibilità reale di dovere andare a fare un lavoro duro. Questo sarebbe uno dei più grossi ostacoli, ma se si accetta questo, il resto è in discesa.

Una selezione iniziale può essere fatta sul titolo di studio,
ma considerando che ad un certo punto tutti ne avrebbero uno, non c’è da farci affidamento.

Poi nascerebbe il problema di capire quanto un lavoratore dovrebbe rendere, e servirebbe o una standardizzazione della produttività, che è complicato farla per le molte variabili, o qualcuno, anche gli stessi lavoratori, che si controllano.

In ogni caso si dovrebbero sempre quantificare i beni di consumo e le prestazioni lavorative,
questo perché i prodotti (ad es. i pomodori) possono esistere in una certa abbondanza ed a seconda della disponibilità e della richiesta del “mercato” (che io inizierei a chiamare “la gente” ) occorre dargli un certo valore come semplice misura della capacità di acquisto da parte della gente;
stessa cosa per le prestazioni lavorative.

Quantificare tutto, dai prodotti di consumo al valore degli immobili, peraltro in modo dinamico (mese per mese) nel caso dei beni di consumo, è un lavoro immane, titanico,
ma andrebbe fatto.

La possibilità di acquisto delle persone verrebbe messa in pratica dando ad ogni persona che lavora un certo numero di punti su una tessera.
I punti che ognuno ottiene perché lavora e porta contributo alla società, devono necessariamente essere rapportati alla quantità di beni esistenti,
quindi, più prodotti ci sono,
più punti si possono distribuire alla gente che lavora.
Sarebbe inoltre necessario che i punti fossero diversificati,
per esempio, dei 1000 punti che il lavoratore ottiene ogni mese,
400 può usarli per il comparto alimentari,
200 per il settore elettrodomestici,
300 per il settore abbigliamento,
poi gli altri per lavori da farsi fare,
o per altri beni,
un’altra parte per l’acquisto della casa.

I punti che si pagherebbero per acquistare non andrebbero al negoziante,
che sarebbe un semplice commesso dello Stato, un lavoratore PUBBLICO, sia esso in un centro commerciale o in un negozio se vogliamo lasciare anche i negozi,
ma, o scomparirebbero o andrebbero allo Stato, questo poi sarà materia di studio dell’economia.


A questo punto ci sarebbe un altro grosso problema:
pianificare in modo così globale l’economia e le attività di ogni persona è un lavorone, può sembrare pazzesco, e forse lo è,
ma coi PC e qualche migliaio di cervelli che ci studiano, tra statisti, economisti e gente del settore è fattibile.


Un altro problema si può riassumere nella formula,
chi decide chi e cosa?

Chi decide quali beni servono alla gente? E chi decide come farli? Chi decide quali vestiti produrre? La gente, la comunità, anche tramite internet; una commissione di economisti ed esperti del settore deciderà poi il limite di produzione e se sono fattibili.


Poi c’è la questione del lavoro intellettuale ed artistico, come regolarli?
Necessariamente, si dovranno prevedere delle quote di persone che lavoreranno in questi settori,
come selezionarli? Tramite una commissione di saggi ed anche in base al gradimento della comunità? Può essere una soluzione.


Che cosa cambierebbe in un sistema del genere?
Si sradica il profitto, e si cancella la finanza dalla faccia del pianeta terra, banche comprese.

La gente lavorerebbe, certamente per sé, ma così facendo rende un servizio alla comunità intera,
non che lavora per l’illusione del proprio profitto materiale, che sarebbe dato dai soldi, come oggi.

Molte cose della lista citata da etrnlchild scomparirebbero,
non tutte,
per esempio, gli avvocati continuerebbero ad esistere, seppure in numero minore esercitanti la professione, ed in ogni caso sarebbero pagati più o meno come gli altri lavoratori.
Anche gli economisti continuerebbero ad esistere, certo, dopo aver cambiato molte cose nei libri di testo
Anche i politici continuerebbero ad esistere, ma non avrebbero niente a che vedere con quelli di oggi:
sarebbero degli esperti, quindi dei tecnici, e nello stesso tempo politici, perché si potranno sempre dare alla società degli indirizzi di sviluppo piuttosto che altri. E fare il politico sarà una scelta molto impegnativa per qualsiasi persona.
Ovvio poi che la religione esisterà sempre finchè il Signore non ci chiama a sé.

Ovvio pure che molte cose si darebbero gratis: l’acqua ed il carburante (che non sarà certo la benzina) di sicuro, si farebbero pagare dei punti solo nell’uso eccessivo,
per esempio, quanto è il consumo medio d’acqua di una famiglia di tre persone? E’ x, e fino ad x si darà gratis. La sanità sarebbe completamente gratis, dentista compreso, perché i denti fanno parte del corpo umano! Non sono oggettini su cui lucrare, come invece accade oggi!


Se si riuscisse a realizzare un lavoro del genere,
ci sarebbero però i contraccolpi negativi della cancellazione dell’impresa privata e del profitto:
come trovare lo stimolo a migliorarsi?
Per esempio, dove trovare la spinta a migliorare il tipo di lavatrice da produrre? O a migliorare un certo processo industriale?
O ad inventarsi un certo tipo di prodotto, che ancora non esiste, che potrebbe essere molto utile?
A questo non ho una risposta netta,
osservo però che una società del genere andrebbe verso una sicura crescita culturale e morale, non è affatto escluso anzi, è probabile che gli stimoli arriverebbero da soli.
In ogni caso, nulla vieta di prevedere dei meccanismi di premiazione sull’invenzione od il miglioramento di qualcosa.

“datemi il controllo della moneta di una nazione e non mi importa di chi farà le sue leggi”

Mayer Amschel Rothschild
etrnlchild
Inviato: 17/3/2012 0:49  Aggiornato: 17/3/2012 0:49
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 1/10/2007
Da:
Inviati: 1004
 Re: L'Italia a pane e acqua
@Redribbon

Hey, sei partito in quarta .

Scherzi a parte vedi qui se ti puo' venire qualche idea e risposta alle tue domande.

"Lo spirito del guerriero non conosce né il lasciarsi andare né il lagnarsi, né conosce il vincere o il perdere."
Ingmar
Inviato: 18/3/2012 1:38  Aggiornato: 19/3/2012 1:08
Ho qualche dubbio
Iscritto: 3/12/2009
Da: Cagliari
Inviati: 170
 Re: L'Italia a pane e acqua
Grande redribbon, anche se l'idea di etrnlchild mi pare più libertaria e basata su consapevolezza e libera adesione, tipica dell'anarco mutalismo.
Alcuni tratti della tua idea di società lasciano piuttosto presagire, sprero per un equivoco, una vocazione autoritaria alla pianificazione dall'alto che io, come Pax, Pike e molti altri, seppure con modalità un poco diverse, tendiamo ad avversare.
Le intenzioni sono buono, come sempre, sia chiaro.
Redribbon scrisse:
Citazione:
è fondamentale il controllo delle nascite,


Sì su base volontaria, spero, basato sulla consapevolezza, sull'informazione e l'autoregolazione, perchè di solito sono le elites a continuare ostinatamente a replicare i loro schemi anche a costo di andare verso la distruzione del mondo (chiaro segno di malattia mentale) non le popolazioni, che più che altro vengono inmprigionate in questo meccanismo entro i cui binari vengono costretti a camminare.
Redribbon scrisse:
Citazione:
Per fare un PC ti serve la scheda madre, per fare la scheda madre oltre a degli ingegneri, informatici, tecnici,
ti servono i materiali,
tra questi il rame e l’alluminio.
Per avere il rame e l’alluminio devi estrarli dalla miniera
http://it.wikipedia.org/wiki/Calcopirite


E via dicendo .
Hai ragione ma tra le altre cose colui che citi ha ipotizzato uno scenario di robotizzazione dei lavori manuali o una ricerca che vada in questa direzione, rimangono certamente lavori manuali che la gente vorrà continuare a fare, per tradizione, comunque quindi non metterei tutti questi come una condanna.
Posto comunque che sarebbe già una rivoluzione che un minatore riceva lo stesso trattamento da parte della società di un ingegnere, ovvero altri produttori daranno a lui quello che chiede riconoscendo il suo contributo al soddisfacimento dei bisogni di quelle persone che si serviranno dei suoi prodotti che metterà a loro disposizione, la chiave sta anche nell'idea che anche coloro che non sono interessati a determinati prodotti siano disposti a dare i loro a chi li produce, bypassando il problema del baratto, perchè pur sempre è una reazione a catena, in quanto tra coloro che sono invece interessati a quelle merci ci sarà qualcuno che è interessato alle loro, è tutto un complesso.
Al giorno d'oggi, invece, rimettendo tutto al braccio di ferro di denaro e potere contrattuale, i minatori risulteranno essere i disperati che si sono abbassati a fare quel lavoro di conseguenza gli stipendi che il padrone della miniera gli da sono da fame, perchè come scarti vengono trattati o prendono quello o nulla. Chi invece è in altre condizioni nella società può fare prezzi più alti per i suoi servizi, indipendentemente dalla fatica richiesta, non c'è nessun criterio assoluto e come funziona attualmente mi fa abbastanza ribrezzo.


Citazione:

Si dovrebbe stabilire, arrivati a 20 anni, l’obbligo del lavoro,
poi vediamo se e per quanto lasciare deroghe per gli studenti; in ogni caso non si smetterebbe mai di imparare poiché le varie conoscenze, quelli che chiamano Know how, sarebbero di dominio pubblico,
ed uno può sembre riservarsi di studiare, cos’ come di specializzarsi in un altro lavoro a qualsiasi età.
Essendoci l’obbligo del lavoro verrebbero offerte ad una persona delle alternative (3-4, fate voi) sul tipo di lavoro da fare,
agricoltore, minatore, boscaiolo, muratore.
Deve scegliere uno di questi.
Non vuole farlo? Oggi come funzione se uno non lavora e non ha altre rendite? Non mangia! Appunto!
Metto apposta i lavori più duri perché è da qui che si deve partire cioè, bisogna accettare preventivamente la possibilità reale di dovere andare a fare un lavoro duro. Questo sarebbe uno dei più grossi ostacoli, ma se si accetta questo, il resto è in discesa.


Beh qui parti col piede sbagliato anche se finisci apparentemente con quello che stavo pensando io non appena l'ho letto "eresia! ma che idea è mai questa leva obbligatoria, basterebbe che chi dolosamente non da il contributo alla società non possa avvalersi del contributo di altri" che è quello che già succede oggi, se non hai il privilegio/merito di avere una rendita, non mangia, come dici giustamente tu. Più che un obbligo è una mutualità, semplicemente le persone interpreterebbero diversamente da come fanno oggi l'attività lavorativa di ognuna, riconoscendo rispetto e dignità, i soldi che un venditore di chiederà prenderanno la forma di chiederti i beni o servizi che produci quando ne avrà bisogno.
Devo però tornare al punto iniziale, chi stabilisce che devo scegliere tra una lista di lavori che mi viene indicata da terzi, con tutto rispetto per questi quattro lavori (mettici anche musicista, scienziato, architetto o pittore) dov'è l'autodeterminazione se non c'è possibilità di alternativa al destino che qualcuno (presumibilmente il solito stato ) ha scelto per me. Sono sicuro che non volevi intendere quello.

Forse la intendi come una leva, cioè non devi fare per sempre quei lavori, di modo che non tocchino sempre agli stessi, dopodichè il cittadino può "realizzarsi" senza dover ripiegare su questi (almeno per quanto riguarda la miniera ti do ragione) lavori umili.
In questo caso concorderei col fine, solo un po' meno col metodo, almeno ad una prima occhiata.
Per ridurre queste sofferenze comunque è essenziale andare nela direzione di raffinare il sistema di riciclaggio, di modo che si producano altri computer solo quando i pezzi si saranno consumati del tutto, mentre per creare computer più potenti si riassembleranno i pezzi di computer di scarto (qui non me ne intendo molto).

Citazione:
Poi nascerebbe il problema di capire quanto un lavoratore dovrebbe rendere, e servirebbe o una standardizzazione della produttività, che è complicato farla per le molte variabili, o qualcuno, anche gli stessi lavoratori, che si controllano.

In ogni caso si dovrebbero sempre quantificare i beni di consumo e le prestazioni lavorative,
questo perché i prodotti (ad es. i pomodori) possono esistere in una certa abbondanza ed a seconda della disponibilità e della richiesta del “mercato” (che io inizierei a chiamare “la gente” ) occorre dargli un certo valore come semplice misura della capacità di acquisto da parte della gente;
stessa cosa per le prestazioni lavorative.


Sento odore di pianificazione statale verticistica, ma il concetto è importante, quando inizi a chiamare finalmente "la gente" il mercato è una boccata di aria fresca sembra che un qualcosa concedi all'autogestione, all''autoregolazione delle necessità produttive alla capacità di discernere la buona volontà di una persona che lavora da quando si "nibba" e lascia che altri facciano il grosso del lavoro, io dico che questo comincia a sentirsi quando chessò, manca qualcosa rispetto a quanto determinate persone avevano bisogno di avere, perchè qualcuno ha fatto mancare il suo contributo, oppure chessò pochi hanno lavorato molto di più di quanto sarebbe stato necessario. Voglio dire chi bigia si individua, se è in cooperativa, o se è in una attività propria e quando un cliente entra non ha fatto nulla, se ha un problema reale di cui parlare è un conto, se è solo emo ... be', vedi sopra.
Il punto è l'umanità che si deve vedere in chi lavora oltre l'utilità materiale, sia detto senza buonismi a cui so qualcuno qui essere allergico.
Rabbrividisco quando parli di controllare, i lavoratori, chi è il grande fratello che li controlla? Non puoi lasciare nulla all'iniziativa dal basso o all'idea che si osservino tra di loro, chessò.
A presto, credo proprio che approfondireme, poichè ci sono tutti i presupposti, per un discorso interessante, per cui ringrazio entrambi voi..

perspicace
Inviato: 18/3/2012 11:26  Aggiornato: 18/3/2012 14:45
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 3/9/2011
Da: località sconosciuta
Inviati: 2475
 Re: L'Italia a pane e acqua
Il problema maggiore:

- Economie non economiche

- Diversificazione dei redditi troppo diversificati

Lo scopo del economia dovrebbe essere quello di gestire al meglio le risorse, ma non è così.
Quando si parla di Stato che sia esso gli Usa, l'Italia, la Francia, l'Europa, la cina, l'isola di pasqua o qualsiasi stato del mondo, comunque esso sia gerarchicamente strutturato cade in una contraddizione che è poi alla base di quell'illusione che piega il giudizio dei vertici, l'eugenetica.

Mi spiego:

Un mercato di prodotti obsolescenti da una parte mantiene attivo il mercato favorendo il PIL, dall'altra ci fa consumare più risorse di quelle necessarie ad avere gli stessi prodotti funzionanti sul territorio in un arco di tempo ampio.

Un mercato incentrato sul obsolescenza infatti per gli economisti è buono perché mantiene attivi i mercati, ma nel contempo è anti economico perché aumenta il nostro bisogno di risorse.

Perché entra in ballo l'eugenetica e la limitazione delle nascite?

La limitazione delle nascite nasce proprio quando gli stessi economisti che ci hanno detto che l'obsolescenza faceva girare il mercato, ci hanno detto che con un livello di crescita demografica il bisogno di risorse di uno stato cresce esponenzialmente con l'indice demografico. Ma in un ambiente di prodotti non-obsolescenti in realtà ci potrebbero vivere molte più persone di quelle che vivrebbero in ambiente di prodotti obsolescenti, cioè noi potremmo essere molti di più di quelli che gli economisti ci hanno detto che potremmo essere e tutto questo senza intaccare ulteriormente le nostre risorse.

Dove nasce l'inganno economico? Quando noi per tenere i nostri operai 2ore in più in fabbrica non gli facciamo fare l'orto questo da una parte crea più numeri sul computer del PIL, ma poi la verdura non prodotta dal operaio dobbiamo comprarla dalle grandi distribuzione che non zappano a mano ma utilizzano petrolio, a differenza del operaio che l'energia per produrre le verdure l'avrebbe presa dalle verdure stesse che avrebbe coltivato.

Quando lo Stato non promuove prodotti non-obsolescenti si reca danno due volte: 1) L'energia utilizzata per produrre un prodotto deve essere utilizzata doppiamente per produrre un prodotto identico che svolga la stessa funzione nelle mani della stessa persona. 2) I materiali-risorse necessari a produrre un prodotto saranno necessari il doppio se non più per avere lo stesso prodotto funzionante nelle mani dello stesso compratore.

Praticamente l'economia che guarda il PIL in realtà non economizza le risorse.

Diversificazione dei redditi troppo diversificati

Ebbene quando tra il capo di un azienda e l'ultimo dei sui operai c'è un divario dei salari che supera il 30% la diversificazione dei salari che dovrebbe essere la rappresentazione dell'utilità oltre che dei meriti, fa si che si creino caste che differenziano persone che poi alla fine trasportano lo stesso patrimonio genetico oltre che avvantaggiare persone a dispetto di altre che trasportano un patrimonio genetico addirittura migliore delle prime cioè quelle avvantaggiate.

La diversificazione è in effetti eccessiva e andrebbe limitata oltre che regolata.

l'eugenetica qui definizione treccani

Si parlava di limitazione delle nascite, ebbene si, se venisse concesso a tutti gli esseri umani il benessere e la libertà la nostra specie crescerebbe esponenzialmente del doppio ogni due anni, cioè i 6miliardi di persone di oggi diventerebbero 10 o 12 miliardi tra due anni e 20 o 24 miliardi di persone tra 6 anni e cosi via.

Questo fa temere che con un indice di crescita tale con molte probabilità rimarremmo senza risorse da qui a poco oltre che particolarmente stretti ed affamati. Quindi questo evidenzia come la necessità di regolare il numero di esseri umani sulla terra vada di pari passo con la necessità di guerre di sterminio, ma non si ci rende conto che le risorse usate per applicare questo sterminio in un ambiente di obsolescenza sia maggiori di quelle necessarie a mantenere in vita le stesse persone.

Se poi si vuole considerare solo la questione dello spazio (staremo stretti) un idea me l'hanno fatta venire quei disegni che gli alieni ci hanno disegnato sulla Terra che mostrava il video del link di Peonia, ovvero quel toro da 64 perni.

Ebbene se costruissimo 64 megacittà uniformemente distribuite sulla Terra che economizzino realmente le risorse potremmo supportare con agevolezza un numero di persone anche superiore ai 30miliardi.

l'eugenetica di fatto limita se stessa perché per via della legge dei grandi numeri una crescita demografica non controllata, fa si crescere il numero degli elementi che danneggiano la nostra specie ma farebbe crescere anche il numero degli elementi che la nostra specie la migliorano, aumentando così il nostro potenziale evoluzionistico.

Dobbiamo quindi per avere un reale progresso, spostare la responsabilità dei genitori nei propri figli verso lo Stato-Civiltà, quindi da avere una prole non più figlia dei genitori ma figlia dello Stato, dove in percentuale l'80% della responsabilità della crescita, educazione e guida dei bambini ricada sullo stato e solo il 20% sui genitori naturali.

Oltre che promuovere l'individualità dei bambini fino alla loro età adulta e la conformità degli adulti che poi vanno a formare il tessuto della società stessa, mentre attualmente succede il contrario.


IMHO

Edit:

Quando parlo di prodotti obsolescenti mi riferisco ad una serie di prodotti ma in primis viene il ramo del edilizia e delle infrastrutture.

Se noi (società) costruissimo solo case a consumo di risorse zero, oppure quartieri a consumo zero, oppure città a consumo zero dopo una spesa di risorse iniziale non avremmo più necessità di risorse in seguito e questo porterà ad un accumulo di risorse.

Prendiamo il caso dell'Italia, questa spende più di quanto ha, ma perché lo fa?
Perché siamo costretti ad acquistare dall'estero la maggior parte delle nostre risorse, solo che poi fatto questo noi non costruiamo con quelle risorse prodotti duraturi ma prodotti destinati a logorarsi, a rompersi ed soprattutto a consumare risorse per continuare ad esistere.

Se invece costruissimo casa, città, quartieri autonomi dal punto di vista energetico una volta erette le opere inizierà un accumulo di risorse. E man mano che s'integrerà questo modello il numero di risorse a nostra disposizione aumenterà mentre diminuirà la domanda portandoci verso un aumento del potere d'acquisto (qualsiasi tipo di moneta vogliamo utilizzare un aumento delle risorse e d una minor domanda porta all'abbassamento dei prezzi).

Infatti la prima vittima di una politica energetica scorretta è proprio lo stato che non investendo in eolico e fotovoltaico si costringe alla fame, poiché il nostro PIL è uno e se dobbiamo utilizzare la maggior parte di esso in risorse di cui realmente non necessitiamo, quando saremo energeticamente autonomi cambierà la fetta di PIL che devolviamo in risorse energetiche, e quindi anche la fetta a disposizione per il nostro benessere.

Chiudo con un ultima osservazione, questa non è una crisi economica ma una crisi industriale. La crisi economica è solo un sintomo, la malattia è la crisi industriale.

Io non parlo come scrivo, io non scrivo come penso, io non penso come dovrei pensare, e così ogni cosa procede nella più profonda oscurità. Kepler
etrnlchild
Inviato: 18/3/2012 23:31  Aggiornato: 18/3/2012 23:31
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 1/10/2007
Da:
Inviati: 1004
 Re: L'Italia a pane e acqua
Le scelte si fanno in base ad una visione. Pensate la visione dell'imperatore che ha costruito la grande muraglia...(pare 10 anni ci hanno messo) e noi stiamo ancora con la Salerno-Reggio Calabria....perche' tanto e' cosi che vanno le cose...ma andiamo avanti.

In primo luogo prima di spingerci in soluzioni tecniche volte per creare una societa' ideale, in cui ognuno esprime il suo massimo potenziale e i furbetti vengano curati e in cui ovviamente lo stato/governo e' completamente assente perche' demandato ad entita' non corruttibili, vorrei stimolare la vostra attenzione con una domanda:

Potete portare un esempio concreto/materiale di una scelta in cui tutti vincono (win-win), dove cioe' realmente il mio vantaggio personale e' rappresentato dal vantaggio dell'altro?
Un esempio che non sia una compravendita, cioe' non sia presente denaro o merce, dove e' evidente che sia il compratore che il venditore rimangono soddisfatti (altrimenti l'affare non si perfezionerebbe).

A me e' venuto in mente l'ingorgo (scusate la rozzezza del disegno).
L'ingorgo mi sembra un buon esempio (win-win o lose-lose) di come una errata valutazione di due soggetti i quali, pensando di arrivare prima a casa, non ci arriveranno mai poiche' la loro scelta ha generato il problema. Viceversa una visione corretta fa si' che tutti ne traggano vantaggio.

Visione sbagliata tutti o quasi perdono. in questo modo i conducenti in rosso, non cedendo un metro per far passare le macchine celesti che dovevano svoltare, ottengono un risultato esattamente opposto alle loro "egoistiche" intenzioni iniziali, coinvolgendo contemporaneamente anche molti altri. Nessuno dei due rossi arrivera' mai a casa finche' non si risolve l'ingorgo, creare cioe' lo spazio per far passare le macchine celesti. Se le macchine sono tutte appiccicate e' praticamente impossibile creare lo spazio. L'unica soluzione perche' la fila continui a camminare e' che le celesti rinuncino a svoltare, cioe' rinuncino ad un proprio bisogno.



Visione giusta, tutti vincono, l'apparente "gentilezza" delle due macchine verdi e un breve stop delle file ha fatto si' che tutti soddisfacessero i propri bisogni: tutti a casa contenti.

Questo sarebbe un vero sano egoismo, in cui il mio soddisfacimento e' rappresentato dal soddisfacimento dell'altro (che magari mi sta anche antipatico).

L' esempio dell'ingorgo mi sembra un semplice ed esplicativo caso di come puo' esistere concretamente un modello win-win.
Il primo problema quindi sembrerebbe quello di diffondere una corretta visione...

Capisco che l'estensione di questo modello ad un modello "economico" di una societa' o addirittura del mondo intero possa essere difficoltoso, ma anche qui e' probabilmente questione di visione.

"Lo spirito del guerriero non conosce né il lasciarsi andare né il lagnarsi, né conosce il vincere o il perdere."
Ingmar
Inviato: 19/3/2012 1:56  Aggiornato: 21/3/2012 20:18
Ho qualche dubbio
Iscritto: 3/12/2009
Da: Cagliari
Inviati: 170
 Re: L'Italia a pane e acqua
Aggiungerei che si vuole fare la TAV e il ponte sullo stretto, senza avere nemmeno aver completato i lavori nella la Salerno Reggio Calabria.

etrnchild scrisse:
Citazione:
In primo luogo prima di spingerci in soluzioni tecniche volte per creare una societa' ideale, in cui ognuno esprime il suo massimo potenziale e i furbetti vengano curati e in cui ovviamente lo stato/governo e' completamente assente perche' demandato ad entita' non corruttibili, vorrei stimolare la vostra attenzione con una domanda


Parole sante, peccato che in tante altre proposte anche buone che leggo qui riecheggi invece l'appello alle consuete strutture di controllo orwelliane e ad un'ingegneria sociale piuttosto spinta.

L'esempio dell'ingorgo lo trovo geniale, ad esempio la similitudine è questa tendenza all'alzarsi di tutti i prezzi, durante la deflazione come durante l'inflazione, una vera e propria coazione a ripetere, nonostante molti prezzi siano del tutto sballati dal momento che pochi soldi circolano.
Il sistema è malato terminale, ma se molti abbassassero i prezzi, il rapporto che c'è tra stipendi (che diminuiscono, sono una spesa ), comsumi etc, sarebbe un po' meno fuori registro e un po' di denaro circolerebbe, dopo un po' e oltretutto con quel poco che c'è si potrebbe scambiare quello che si produce, poichè si distribuirebbe meglio. Ma a brevissimo termine conviene svoltare alla prima intasando l'ingorgo, in questo caso aumentare i prezzi per stare alla pari degli altri beni aumentati a loro volta.
Chiaramente, come sosteniamo (credo entrambi noi da un pezzo) smettendo di usare il denaro si bypasserebbe alla radice questo problema, ma c'è uno scoglio, ovvero lo scanciarsi dalla necessità di cose per ora non producibili in proprio dalla società formata dagli individui che vogliano smettere di usare il denaro, ovvero la benzina, altro esempio di merce che aumenta a senso unico, sempre e comunque, non c'è concorrenza che tenga, nè fluttuazioni di prezzi del petrolio. L'inflazione può essere anche una spinta: tante persone stanno salendo le scale, basta che quello più in alto dia una spinta e tutti cadono per effetto domino, lo stesso fa la benzina nel far lievitare i prezzi di qualsiasi merce trasportata, insieme a Iva, accise e cose del genere.
Bisognerebbe all'inizio risparmiare i soldi per tutto ciò che può essere auto prodotto, significa perlomeno un abbassamento dei prezzi nei confronti di tutti coloro che fanno parte di questa rete solidale, che saranno riservati a tutto ciò che al momento dipenderà da multinazionali e grande distribuzione, come benzina, ma non solo, anche metalli, minerali, alcuni generi alimentari e cose del genere, ovviamente servirà un consumo critico e qualche momentanea rinuncia a certi prodotti industriali altrimenti non cambierà nulla e si rimarra dipendenti dalla necessità di pagari in soldi chi non accetterà altre forme. Poi iniziare a produrre, chessò automobili elettriche, pannelli solari, impianti geotermici, raffinati strumenti di riciclaggio.
Questo è solo un vago un'abbozzo di come potrebbe avere luogo, dal punto di vista pratco, questa sperimentazione.
Grazie per l'ispirazione.
Comunque per quanto riguarda situazioni win-win ci devo pensare bene, però questi accordi interpersonali possono figurare come tali, no?

redribbon
Inviato: 20/3/2012 20:01  Aggiornato: 20/3/2012 20:01
Mi sento vacillare
Iscritto: 14/1/2006
Da: Firenze
Inviati: 402
 Re: L'Italia a pane e acqua
Citazione:
cuni tratti della tua idea di società lasciano piuttosto presagire, sprero per un equivoco, una vocazione autoritaria alla pianificazione dall'alto che io, come Pax, Pike e molti altri, seppure con modalità un poco diverse, tendiamo ad avversare.



Mi viene in mente un insegnamento di Noam Chomsky (che condivido) :
-ogni sistema (o parte di esso) autoritario deve fornire una giustificazione per esserlo

Difatti ci sarebbero delle ottime giustificazioni per essere in certi casi autoritari,
e questo indipendentemente da cosa a me personalmente piacerebbe.

Occorre considerare con particolare attenzione che in un sistema senza denaro,
si resterebbe quanto meno mentalmente disorientati (almeno per i primi decenni) ,
verrebbe a mancare il motore, l’input che fa andare avanti la società nel bene o nel male,
Questo problema è anzitutto mentale,
ma poi è anche pratico,
perché l’azienda privata che esiste oggi fa in modo che i suoi lavoratori rendano e producano, altrimenti non sono assunti,
per esempio, l’auto e la lavatrice devono funzionare, per costruirli, c’è stata e viene fatta sopra ricerca aziendale da anni, sempre con un attento controllo della qualità e con un miglioramento costante,
seppure condizionato dal fatto che oltre un certo numero di ore (km) di funzionamento devono smettere di funzionare, altrimenti non si vende più e ciao al capitalismo, ma non entriamo in questo discorso che è uno dei motivi validi per abbattere il capitalismo,
ed i lavoratori in catena di produzione non possono permettersi libertà tipo “finisco domani” ,
perché l’azienda privata tende a massimizzare la produzione per massimizzare i profitti,
ma sono costretti ad avere DISCIPLINA.

Se togliamo il motore alla società, questa non va avanti per inerzia,
ma occorre prima di tutto disciplina, e poi serve disciplina ed ancora disciplina,
altrimenti va tutto a rotoli, ci sarebbe il rischio reale di una regressione dell’umanità,
non dobbiamo o vogliamo mica fare come gli Amish.
Oltre alla disciplina serve umiltà e spirito di sacrificio.

Nel sistema da me accennato è l’atteggiamento mentale e la prospettiva sulla società che deve cambiare.

Non dico certo di fare come Stakanov
http://it.wikipedia.org/wiki/Stacanovismo ,
che è un esempio negativo perché troppo in alto, lontano dalla gente comune,
ed anche perché il sistema da avere in mente è quello a favore dell’uomo, che non deve certo ammazzarsi di lavoro,
anche se alcune motivazioni di base sono sempre valide ed interessanti,
come quella di sentirsi parte di un tutto, e di lavorare con entusiasmo.

L’autoritarismo che vedi nasce esclusivamente da esigenze tecniche,
o presunte tali, non credo che come dici tu, senza l’obbligo del lavoro, per innalzare il numero dei lavoratori, e per una esigenza di equità e giustizia, possa funzionare,
ed in ogni caso non funzionerebbe perché la predisposizione mentale che vedo è sbagliata.

Immaginiamoci quanto grano serva per 60 milioni di persone,
quanto olio, quanti ortaggi, quanti frutti, quanti vestiti, quanti prodotti tecnologici, quante auto, moto, bici, navi, treni, porti, quante industrie pesanti da creare o portare avanti per soddisfare certi bisogni…
Già di per sé stesso sarebbe un macello pianificare un economia per centinaia di milioni, miliardi, di persone, anche se per niente impossibile con l’ausilio dei pc,
infatti, basterebbe creare dei programmi informatici di simulazione del sistema attuale per potere vedere cosa cambia modificando certe condizioni.

Ma, quante persone dovrebbero trasferirsi all’agricoltura per sostenere l’equivalente di 60 milioni di persone?
Perché se non c’è il denaro non è che puoi comprarli dall’estero i generi alimentari prodotti da multinazionali che sfruttano i lavoratori,
ed anche in Italia, se non c’è il denaro, non c’è neanche lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo,
e allora non c’è neanche il “negro” che viene spremuto tutto il giorno nei campi per 2 euro l’ora,
così invece di una persona te ne serviranno una e mezzo o due.
A questo aggiungici pure che la produzione in una struttura pubblica sarebbe inferiore a quella di un azienda privata, a parità di terreno e numero di braccia.

Significa che molte persone dovrebbero spostarsi dalle città in campagna per dedicarsi all’agricoltura,
il numero non posso saperlo su due piedi, ma si parla di milioni (3-4).
Su come organizzare la cosa, se fare i kolchoz o prediligere l’ambito famigliare o entrambi, non ho barriere ideologiche, qui credo sia la gente interessata a dovere decidere, l’essenziale sarebbe mantenere alta la produzione.
Vien da sé che la proprietà privata andrebbe lasciata nelle case (con un limite tipo di 3 case per nucleo famigliare) ed in una certa quantità di terreno che uno può volere (facciamo 2-3 ettari? Comunque non tra i più fertili e produttivi) , i restanti terreni dovrebbero diventare rigorosamente pubblici.

Tornando al grano, per essere più precisi la produzione dovrebbe essere molto maggiore che per 60 milioni di persone perché,
se accade un evento naturale o ci sono condizione climatiche od ambientali avverse che portano via una parte della produzione, alla gente non è che puoi dire:
quest’anno la pasta ed i biscotti non ci sono! O se proprio volete la pasta non c’è il pane!
Non solo, serve un eccesso di produzione per potere scambiare i prodotti con i paesi esteri, e non penso tanto a quei generi alimentari che in Italia non ci sono,
ma per fare gli scambi con altri prodotti di altri paesi, anche se qui va detto che l’abolizione del denaro andrebbe fatta in tutto il mondo, e allora tutto sarebbe fatto in un ottica globale.


Ma se si parte
-sentendo come una condanna la possibilità di fare un lavoro pesante
-pensando di riciclare i metalli per non andare in miniera,
-addirittura di fermare la produzione se il riciclaggio non basta pur di non andare in miniera (sacrilegio, il sistema deve andare avanti ad ogni costo) ,
-pensando a come non fare certi lavori,
-di farli fare ai robot,
-sentendosi preoccupati dell’obbligo del lavoro,
No, non ci siamo.

Si continua a ragionare da borghesi, è il sistema ed il benessere che ci hanno diseducato da decenni.
Se abbiamo questa predisposizione mentale non possiamo costruire niente,
altro che costruire una società senza denaro!

Restiamo precari, esuberi, disoccupati, schiavetti, inculati. Che bello il sistema americano!!!



p.s.: secondo me, il minatore non deve ricevere lo stesso trattamento dell'ingegnere,
ma qualcosina in più, poichè è un lavoro usurante, ogni anno in miniera deve valere qualcosina più di un anno di ingegnere (anche se pure a questo bisogna riconoscere considerazione perchè prezioso) , e di più di un anno da impiegato.

“datemi il controllo della moneta di una nazione e non mi importa di chi farà le sue leggi”

Mayer Amschel Rothschild
CiEmme
Inviato: 20/3/2012 21:40  Aggiornato: 20/3/2012 21:40
Mi sento vacillare
Iscritto: 8/2/2008
Da: Roma
Inviati: 381
 Re: L'Italia a pane e acqua
Non capisco perchè sprecate tanta energia a ridicolizzarvi a vicenda.

E' fuor di dubbio che controllare la moneta circolante fornisce vantaggi a chi la controlla e non ai controllati.

E' fuor di dubbio che svalutare la propria moneta nei confronti delle altre consente di intervenire sull'economia del paese.

E' fuor di dubbio che tale possibilità si paga con una sofferenza verso ciò che viene preso all'estero.

Ma il titolo del thread è l'Italia a Pane ed Acqua ed è sicuramente vero che la manovra economica proposta da Monti non mette alcun freno all'emorragia di spesa per interessi.....da pagare con valuta che non possiamo controllare.

Un modo sicuramente valido per frenare quel costo (di gran lunga superiore a qualsiasi altro nostro debito) sarebbe quello di lasciar fluttuare il tasso di cambio di una valuta nazionale, liberando risorse per investimenti produttivi nei settori in cui eccelliamo. Un tedesco viene in Italia per il mare, il sole, il colosseo, la moda ed il buon cibo. Non viene qui a comprarsi la Punto. Il mare il sole, il colosseo, la moda ed il buon cibo possono venire solo qui a prenderli, portandoci il loro sopravvalutato Euro necessario per pagare la nostra bolletta energetica.... Non ce ne frega nulla di vendere la Punto in germania......tanto, per quante ne vendiamo, tra l'altro sono prodotte nella Rep. Ceca....


Ma dove vivete, nelle teorie dei libri? Un pò di economia studiata in strada, no vero.....

Una bussola non dispensa dal remare.
CiEmme
Inviato: 20/3/2012 21:58  Aggiornato: 20/3/2012 22:02
Mi sento vacillare
Iscritto: 8/2/2008
Da: Roma
Inviati: 381
 Re: L'Italia a pane e acqua
Pikebishop cita Uriel Fanelli: Qualcuno mi ha chiesto per quale motivo i forecast sugli investimenti parlano adesso di USA ed UE, mentre prima si parlava solo di Cina, India, Brasile &co. La risposta e' abbastanza semplice, ma sembra appartenere ad un ciclo economico periodico fondato sulla scarsa memoria dei manager che prendono le decisioni. Alla base di tutto c'e' una semplice constatazione: "possono delocalizzare la produzione, ma non il mercato". Cosa che si e' sempre detta, ma che i grandi CEO stanno finalmente misurando con mano.

Venti anni fa i prodotti asiatici non erano concorrenziali. Adesso le Hyundai sono disegnate da Giorgetto Giugiaro e gli aeroporti da Calatrava. In occidente non si produce più uno straccio di componente elettronico. Gli abiti falsi di Armani - collezione estate 2012 - fatti dai Cinesi non li distingue neanche Armani stesso. Le imprese ingegneristiche Cinesi si accaparrrano tutti i contratti in Africa e Sudamerica. Ci credo che l'investitore occidentale trova qualche difficoltà e torna a puntare sull'occidente. Non ho cifre sulle potenzialità di quei mercati, ma il know how occidentale oramai lo hanno tutto loro e l'investitore occidentale non ha più nulla da apportare. Tra l'altro, le imprese locali sono anche difese ed aiutate dallo Stato. Mi sa che questo Uriel Fanelli è rimasto vagamente a 20 anni fa. Edit: e non si rende conto di cosa avviene in quei paesi ora. Le uniche cose nostre che comprano sono gli status symbol (Ferrari, Bmw e Mercedes). Tutto il resto se lo fanno loro e non lo prendono da noi.

Una bussola non dispensa dal remare.
Ingmar
Inviato: 21/3/2012 20:47  Aggiornato: 21/3/2012 20:47
Ho qualche dubbio
Iscritto: 3/12/2009
Da: Cagliari
Inviati: 170
 Re: L'Italia a pane e acqua
Parto da ciò che condivido di più del tuo intervento

Citazione:
p.s.: secondo me, il minatore non deve ricevere lo stesso trattamento dell'ingegnere, ma qualcosina in più, poichè è un lavoro usurante, ogni anno in miniera deve valere qualcosina più di un anno di ingegnere (anche se pure a questo bisogna riconoscere considerazione perchè prezioso) , e di più di un anno da impiegato.


Che riabilità il tono burbero dell'intero scritto, riconosco infatti su quel punto che sei andato oltre anche me e l'hai detta tutta, il minatore merita di più insomma! Come non essere d'accordo.
Tieni anche conto che molti dei problemi che poni li ho comunque affrontati, non pensare, più o meno tutti, anche se non li ho esposti.

Citazione:
Mi viene in mente un insegnamento di Noam Chomsky (che condivido) : -ogni sistema (o parte di esso) autoritario deve fornire una giustificazione per esserlo. Difatti ci sarebbero delle ottime giustificazioni per essere in certi casi autoritari, e questo indipendentemente da cosa a me personalmente piacerebbe.


Io ho sempre considerato Chomsky un libertario, voglio vedere il contesto di questa frase. la frase da te citata non l'ho trovata, nemmeno parte di essa, magari potresti scriverla in inglese, oppure era in un libro cartaceo, digitando a caso però io ho trovato questo
http://www.tmcrew.org/archiviochomsky/anarchismo_marxismo.html
Devo ancora leggerlo tutto e lo consiglio anche a te.
Tra le altre cose estraggo questo.

Citazione:
Se l’anarchismo potrebbe portare alla dittatura? Prima di tutto distinguiamo anarchismo da anarchia; io non sono a favore di quelli che vogliono fare tutto quello che sentono di fare. L’anarchismo, come io lo concepisco, è un sistema altamente democratico, è un sistema ed è organizzato e strutturato dal basso verso l’alto. Esso è organizzato attraverso l’associazione volontaria, l’accordo, la federazione – dovrebbe essere un sistema altamente strutturato. Ma deve sorgere dal coinvolgimento popolare. Dovrebbe essere un sistema in cui la gente è veramente responsabile.


Il problema è che quella giustificazione per il proprio autoritarismo il sistema te la darà in politichese, ritengo pressochè impossibile che questo autoritarismo non sfugga di mano se non è sotto il controllo della popolazione che potrebbe ribellarsi in qualsiasi momento, poichè esso è arbitrario per definizione, se la casta potrà utilizzarlo per mantenere i propri privilegi o per soddisfare le proprie manie di grandezza temo che lo farà. Il paragone che faccio è che il potere è come l'alta pressione, se non ha a fianco delle sacche in grado di compensarlo, opponendo la stessa pressione-potere finirà per schiacciarle, non tanto perchè siano tutti cattivi, ma perchè finiscono esonerati dal confronto con la realtà che li circonda, chiusi nel loro fortino. Non nego e accetto che una decisione giusta può essere tale anche se non mi piace e entro un certo limite sono anche disposto ad ammettere il mio errore. Il problema è che se la casta sbaglia non ci sarebbe modo di opporsi. Nella società libertaria semplicemente c'è la precondizione e l'autodeterminazione necessaria per sapere come opporsi.

Citazione:
Occorre considerare con particolare attenzione che in un sistema senza denaro,
si resterebbe quanto meno mentalmente disorientati (almeno per i primi decenni) ,
verrebbe a mancare il motore, l’input che fa andare avanti la società nel bene o nel male,


E' qui che sta il punto, neanche volendo avverrebbe nel modo traumatico che tu temi una eventuale eliminazione del denaro a meno di non partire dal presupposto che il solito messia della politica (senza la quale evidentemente pensiamo non possa cambiare nulla e tutto a loro dobbiamo delegare) arrivi un giorno e con un decreto legge elimini il denaro . Ti rassicuro che se aspettiamo la politica questo non avverrà. Posso anche riservarmi un atteggiamento agnostico che concede semplicemente una probabilità più bassa di un 6 estrazione del lotto se si giocasse una schedina ogni 5 anni, lol.
Infatti secondo la mia idea questo può avvenire solo tramite iniziative volontarie dal basso, atte allo scopo di trarsi di impaccio da questo bug di sistema, dove le merci che possono circolare ci sono ma scarseggiano i soldi perchè questo avvenga in maniera conveniente, e non c'è quasi momento migliore per cominciare a farlo. Potrebbe avvenire inizialmente con la creazione di una piccola rete di persone che tra di loro decideranno di scambiarsi i loro prodotti a prezzo più basso, talvolta barattando, quando la suddetta rete è ancora limitata i prezzi non potranno abbassarsi ancora di molto, anche nelle più rosee aspettative quindi, ci vorrà del tempo perchè il sistema venga adottato su larga scala. E' però possibile che questo avvenga anche all'estero e sperimentazioni inizialmente isolate avvengano anche lì. Qualcosa di questo tipo su piccola scala sta già avvenendo coi gruppi d'acquisto.
Io comunque credo che all'occorrenza abbiamo esempi di come si possa fare società anche con produttori all'estero anche molto lontani, come col commercio equo-solidale.

Citazione:
perché l’azienda privata che esiste oggi fa in modo che i suoi lavoratori rendano e producano, altrimenti non sono assunti,
per esempio, l’auto e la lavatrice devono funzionare, per costruirli, c’è stata e viene fatta sopra ricerca aziendale da anni, sempre con un attento controllo della qualità e con un miglioramento costante,
seppure condizionato dal fatto che oltre un certo numero di ore (km) di funzionamento devono smettere di funzionare, altrimenti non si vende più e ciao al capitalismo, ma non entriamo in questo discorso che è uno dei motivi validi per abbattere il capitalismo,
ed i lavoratori in catena di produzione non possono permettersi libertà tipo “finisco domani” ,
perché l’azienda privata tende a massimizzare la produzione per massimizzare i profitti,
ma sono costretti ad avere DISCIPLINA.

Se togliamo il motore alla società, questa non va avanti per inerzia,
ma occorre prima di tutto disciplina, e poi serve disciplina ed ancora disciplina,
altrimenti va tutto a rotoli, ci sarebbe il rischio reale di una regressione dell’umanità,
non dobbiamo o vogliamo mica fare come gli Amish.
Oltre alla disciplina serve umiltà e spirito di sacrificio.


Vedi sei tu che pensi che debba per forza essere un sacrificio, evidentemente c'è qualcosa che non va, oggi comunque c'è una sovrapproduzione di qualsiasi cosa, ci tengo a ricordarle, anzi no l'hai ricordato tu, la roba oggi è ad obsolescenza programmata, si stanno quindi producendo auto in previsione di quelle che devono smettere di funzionare chessò tra 4 o 5 anni.
Il problema oggi non è che l'operaio non lavori, lavora e volenterosamente, il problema è che praticamente ci vive a malapena con quello stipendio, il padrone invece prospera. Sai io non penso che siano solo i soldi il motore di quello che accade, mettiamo che gli operai vogliano semplicemente collaborare per darti un'ottima macchina funzionante, in secondo luogo per essere riconosciuti come contribuenti alla società e accedere così ai beni che il resto della società metterà così a loro disposizione. Se l'operaio vuole finire domani perchè ha necessità di riposarsi, poichè tra i presupposti di questo sistema basato su risorse e che si arrivi a vedere l'essere umano con le tue stesse (almeno come umano) necessità dietro ai beni che produce, il lavoro come produrre per partecipare, dandolo via a chi ne ha bisogno aiuterà, secondo me a porsi verso l'altro in termini meno puramente utilitaristici. A meno di una concezione schiavistica basata sullo stesso ingranaggio spersonalizzante dei nostri "tempi moderni" Non puoi teorizzare una disciplina militare (magari con tanto di controllori che fanno solo quello) che li controlli e tenga loro il fiato sul collo :D. Allora pianificazione va bene, perchè sapere di quanti oggetti e di che materiali si ha bisogno è fondamentale, mi sono spiegato male, solo non pianificazione verticistica.
Dovrebbe essere basato sui desideri delle persone, come nel mercato, desideri che ovviamente si devono "scontrare" con le umane necessità di chi c'è dietro il lavoro necessario alla loro realizzazione e eventualmente moderarsi adattandosi a queste necessità.
Ricordiamoci, l'economia al servizio degli individui, non viceversa. E gli individui chiaramente non possono essere ridotti al loro rendimento lavorativo.
Citazione:
Nel sistema da me accennato è l’atteggiamento mentale e la prospettiva sulla società che deve cambiare.

Non dico certo di fare come Stakanov
http://it.wikipedia.org/wiki/Stacanovismo ,
che è un esempio negativo perché troppo in alto, lontano dalla gente comune,
ed anche perché il sistema da avere in mente è quello a favore dell’uomo, che non deve certo ammazzarsi di lavoro,
anche se alcune motivazioni di base sono sempre valide ed interessanti,
come quella di sentirsi parte di un tutto, e di lavorare con entusiasmo.

L’autoritarismo che vedi nasce esclusivamente da esigenze tecniche,
o presunte tali, non credo che come dici tu, senza l’obbligo del lavoro, per innalzare il numero dei lavoratori, e per una esigenza di equità e giustizia, possa funzionare,
ed in ogni caso non funzionerebbe perché la predisposizione mentale che vedo è sbagliata.

Immaginiamoci quanto grano serva per 60 milioni di persone,
quanto olio, quanti ortaggi, quanti frutti, quanti vestiti, quanti prodotti tecnologici, quante auto, moto, bici, navi, treni, porti, quante industrie pesanti da creare o portare avanti per soddisfare certi bisogni…
Già di per sé stesso sarebbe un macello pianificare un economia per centinaia di milioni, miliardi, di persone, anche se per niente impossibile con l’ausilio dei pc,
infatti, basterebbe creare dei programmi informatici di simulazione del sistema attuale per potere vedere cosa cambia modificando certe condizioni.

Ma, quante persone dovrebbero trasferirsi all’agricoltura per sostenere l’equivalente di 60 milioni di persone?


Il tuo spirito è più che ammirevole, ma ho pensato ai motivi per cui tu pensi necessaria l'autorità. Tu pensi che altrimenti chi fa finta di lavorare o addirittura non lavora apertamente, non avrebbe motivo di continuare a farlo, perchè tanto non ha bisogno dei soldi che altrimenti dovrebbe presentare. Non tieni conto che la sua moneta sarebbe la fiducia che altri ripongono in lui, non c'è bisogno di alcuna forza speciale, per individuarlo.
Come hai detto tu stesso, se fa mancare il suo contributo è logico che anche gli altri cesseranno di dare a lui parte di quello che producono, poichè lui li starebbe usando. Lo stesso per quanto riguarda uno che rallenta eccessivamente il lavoro in una fabbrica (ovviamente con tutto il rispetto che io posso avere per un lavoro abbastanza faticoso) facendo gravare il lavoro più sugli altri o rallentandone troppo il ritmo generale (sempre ammesso che saranno ancora necessarie le attuali catene di produzione e non si reinventerà qualcos'altro) in entrambi i casi, gli altri operai avranno tutto l'interesse a che lui prosegua, se ce la fa. Se invece per disgrazia ci fosse un'alleanza per fare rallentare il ritmo di produzione al punto di non essere sufficiente, beh sarebbero le altre persone a boicottarli o a rivolgersi agli altri. Nessun bisogno di reparti speciali o punizioni corporali.
Detto questo, riguardo la precettazione lavorativa io non ero contrario sulla base dell'idea che questi lavori siano poco dignitosi, anzi ho affermato il contrario, ma per il motivo che tenderesti a ripetere l'errore delle società comuniste sovietiche, del socialismo reale, insomma, ovvero quello dello Stato e del Partito prima dell'individuo come presupposto unicum collettivo da servire e riverire, staresti di nuovo anteponendo la libertà ad un progetto sociale che vuoi far avvenire dall'alto nelle tue modalità e con le relative fasi e tabelle di marcia in cui vuoi suddividerlo. La mia idea è invece che avvenga dal basso, spontaneamente con gli interessati che rispondono a loro stessi, che per forza di cose, se mai per ventura il seme di questa idea germogliasse seguirebbe a crescere secondo le sue necessità adattandosi gradualmente alla situazione, altre persone che vedono che cio è meglio del profitto e di chiedere denaro si unirebbero e così via. Per cui tranquillo, la sua diffusione sarebbe talmente silente che non c'è nessun pericolo di abbandono in massa dei lavori "umili", venerandi e usuranti.
Invito etrnlchild a contribuire al dibattito.

Continua...

etrnlchild
Inviato: 25/3/2012 11:19  Aggiornato: 25/3/2012 11:19
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 1/10/2007
Da:
Inviati: 1004
 Re: L'Italia a pane e acqua
Ciao Ingmar,
io credo che bisogna partire dall'energia. Indagare bene sul geotermico ad esempio (tra l'altro la Sardegna sembra essere un ottimo sito) in particolare sulle installazioni a bassa/media entalpia e a ciclo chiuso.
Il problema e' come al solito la burocrazia, l'incompetenza cronica dei governanti, le chiacchere per cercare di normare un possibile settore di sviluppo. E poi gli interessi dei grandi gruppi.

Della benzina potremmo farne tranquillamente a meno.

Concordo perfettamente con i "libertari" che vogliono la scomparsa dello stato. Lo voglio anche io e voglio guardare oltre.
A loro basterebbe che lo stato si togliesse dalle scatole o almeno cancellasse le accise sulla benzina, lasciare che il "vero libero mercato" faccia tutto il resto e cosi' che avvennisse il miracolo della societa' eticamente sostenibile (ma non si capisce come).
Io vorrei eliminare la benzina e andare oltre.

Sono contento che il "mercato" si sia globalizzato, e' stato un passo doloroso ma necessario, cosi' come la disoccupazione indotta dalla meccanizzazione dei processi (che sara' sempre maggiore) o dalla delocalizzazione dove la manodopera costa meno (e la legge del mercato questo impone). Tutti che cercano una soluzione, ma la soluzione non c'e' con queste regole. La ciclicita' di crisi, rivoluzioni, regimi, guerre, distruzione, ricostruzione, diventa l'unico scenario possibile, a cui puntualmente assistiamo nel corso della storia.
La crisi del modello e' l'unica possibilita' perche' questo cambi, prima di tutto nella testa delle persone.

@redribbon
Moltitudini di persone nei campi? E dai....

Risate a parte il punto e' che non si riesce ad immaginare un modello del genere.
Le persone sarebbero orientate a risolvere i problemi non a crearne o a fregarsi a vicenda.
La disciplina viene da questo. Se il problema e' che la produzione e' minacciata da possibili eventi naturali, tutti insieme si pensa a come risolverlo.
Se il problema e' rappresentato dal pesante lavoro minerario si pensa a risolverlo, sia valutando se sia effettivamente necessario, sia cercando la soluzione migliore per soddisfare il bisogno.
Si mettono sul piatto risorse e bisogni e si procede. Se togli il denaro e il profitto questo e' possibile. Molte cose diventerebbero completamente inutili. Pensa ad avere un unico standard nei vari settori (il migliore, il piu' efficiente) , quanta energia e risorse (umane, materie prime etc...) che si risparmierebbero...
Per es. problema mobilita'. Se il bisogno e' quello di spostare persone e merci, io mi concentro su questo, non su fornire a ciascuno un mezzo. Se io mi posso spostare liberamente dove e quando voglio, che me ne faccio di una macchina mia? E' solo un esempio.
Secondo me non ci sono problemi tecnici che non si possono risolvere o aggirare, se l
' interesse di ognuno e' volto in questa direzione.
Hai solo bisogno di avere un comune obbiettivo, avere una visione. Questo e' difficile.


Qui e' proprio il modo di vedere le cose che non va. Oggi abbiamo l'idea la soluzione "Uno/pochi-a-molti", dovremmo passare a tutti-a-tutti.
Bisognerebbe orientarsi sul concetto di rete dove ogni nodo e' indipendente e riceve/distribuisce le risorse in base alle esigenze, da e verso gli altri nodi.
Economia basata sulle risorse. Immediatamente il cinese (uno a caso su tutti) non sarebbe piu' un concorrente. Il contributo degli uomini avrebbe lo stesso valore ovunque.

Soddisfatti i propri bisogni locali mettono in rete a disposizione degli altri le risorse in eccesso. E cosi' fanno tutti gli altri nodi. Creando una rete mondiale equilibrata, sostenibile. Ecco un'altro esempio win-win su scala globale.

Le imprese sono contenuto di informazioni. La condivisione dell'informazione" e' il cuore di questo modello. La rete ci fa ben intravedere questa possibilita'.
E' questo che puo' far si che l'utopia che tale era solo pochi decenni fa oggi si realizzi e diventi realta'.

Molti ragionano ancora alla vecchia maniera, cercando teorie e soluzioni che non tengono conto dello sviluppo tecnologico. Marx, Von Mises, Smith appartengono al passato perche' non potevano immaginare come sarebbe diventato il mondo, cambiato radicalmente negli ultimi 15 anni.
I tempi sono maturi per elaborare un nuovo modello.

Per chi dice che l'unica realta' possibile sia quella della giungla, del mors tua vita mea, sono sinceramente dispiaciuto. Constatare che questo e' il modello imperante non significa che sia il modello a cui dobbiamo sottostare.
Il fatto che la maggior parte delle persone sia attaccata a vecchie idee non significa che abbiano ragione, non piu' di quella maggioranza di persone che qualche secolo fa credeva che la terra fosse piatta e mandava al rogo chi diceva che era tonda.

"Lo spirito del guerriero non conosce né il lasciarsi andare né il lagnarsi, né conosce il vincere o il perdere."
redribbon
Inviato: 8/4/2012 5:04  Aggiornato: 8/4/2012 5:04
Mi sento vacillare
Iscritto: 14/1/2006
Da: Firenze
Inviati: 402
 Re: L'Italia a pane e acqua
Citazione:
Autore: Ingmar Inviato: 21/3/2012 20:47:20
ma per il motivo che tenderesti a ripetere l'errore delle società comuniste sovietiche, del socialismo reale, insomma, ovvero quello dello Stato e del Partito prima dell'individuo come presupposto unicum collettivo da servire e riverire



Chi dice che i piani quinquennali sovietici siano stati un errore?
Guardo agli effetti: grazie ai piani quinquennali noi, occidentali, siamo stati liberati dal nazismo,
perché senza lo sforzo di creazione di industrie pesanti di armi, e non solo, al di là degli Urali, voluto dal cattivone zio Joe (come alla Casa Bianca chiamavano Stalin),
sia molto prima che dopo l’attacco dei tedeschi,
l’armata rossa poteva combattere con le pietre o con quei pochi e penosi carri sherman, inviati dagli americani, che prendevano fuoco appena colpiti, come è risaputo tra le truppe americane di allora, e come segnalò lo zio Joe scrivendo a Roosevelt.
Senza quei piani i sovietici diventavano gli "untermenschen" (i subumani) da schiavizzare secondo i nazisti, e la Russia e l'Ucraina e gli altri territori dell'est diventavano lo Lebensraum (spazio vitale) della Germania.
Risulta che a noi occidentali i piani quinquennali hanno fatto molto comodo, perché senza l’armata rossa e le sue armi probabilmente Hitler avrebbe dominato il mondo per molti decenni, evito di annoiare coi dati, ti riporto solo cosa disse Churchill (che era anticomunista incallito) :
"Senza Stalin, non avremmo mai vinto le armate naziste, nè la guerra"

E sempre con i piani quinquennali l’Unione Sovietica è diventata, da paese arretrato e contadino che era, una delle maggiori potenze mondiali.
Gli USA hanno dovuto dirottare grandi investimenti nella corsa alla luna per superare l’Unione Sovietica,
ma poi l’avranno veramente superata?
Di contro hanno pagato prezzi molto alti in termini di vite, e di qualità della vita.

A questo punto potrei dire che il modo di realizzarli è stato sbagliato perché non hanno messo al centro di tutto l’uomo,
ma siccome ci ha fatto comodo che sbaragliassero i nazisti, e questo è potuto avvenire solo grazie a Stalin (verità dolente) , alla sua spietata determinazione, e grazie ai commissari bolscevichi inviati nell'armata rossa che hanno tenuto duro, preferisco evitare di esprimere un giudizio storico su questo punto.

L’errore o gli errori dei sovietici sono stati soprattutto,
quello di non eliminare il denaro e con esso il profitto, infatti,
poiché l’obiettivo del socialismo è l’eliminazione dello sfruttamento dell’uomo da parte dell’uomo,
è lampante, immediato, realizzare che l’eliminazione del profitto, e di ogni strumento idoneo a *comprare* il prossimo,
è una necessità imprescindibile nella costruzione del socialismo,
per questo non posso concedere all’Unione Sovietica il termine “socialista”,
forse non potevano abolire il denaro, impossibile senza la potenza di calcolo del PC.

L’altro errore è stato quello di non mettere al centro di tutto l’uomo, in questo io la penso come te,
non c’è contraddizione tra individuo e società, nella mia esperienza vitale ho scoperto che l’individualismo sfocia nel socialismo.

Ma mi rendo conto che per realizzare l’ideale dell’anarchismo, quello dello sviluppo dell’individuo, occorrono tutta una serie di premesse che riassumevo nell’idea di sistema sopra.



Citazione:
Autore: Ingmar Inviato: 21/3/2012 20:47:20
Io ho sempre considerato Chomsky un libertario, voglio vedere il contesto di questa frase. la frase da te citata non l'ho trovata, nemmeno parte di essa, magari potresti scriverla in inglese, oppure era in un libro cartaceo, digitando a caso però io ho trovato questo
http://www.tmcrew.org/archiviochomsky/anarchismo_marxismo.html
Devo ancora leggerlo tutto e lo consiglio anche a te.



Lo so già, è compreso in tutti i libri che ho letto di Chomsky, tra cui “note sull’anarchismo” (le trovi in fondo a “Per ragioni di stato” ).
Certo che Chomsky è un anarchico, per questo tende a sottovalutare Marx.
Ti riporto il contesto e la frase che cercavi (da "capire il potere" il libro migliore di Chomsky, secondo me)
Ti premetto anche che per me, sul primo punto, quello di non sapere come dovrebbe essere una società futura, non mi sembra convincente, ma capisco che lo dice per la difficoltà stessa di immaginare una cosa complessa come la società umana (come infatti dice) .


un uomo: A volte lei sembra riluttante a dare la sua visione specifica di una società anarchica e del modo di
realizzarla. Non crede che sia importante per un attivista cercare di comunicare agli altri un piano attuabile per
il futuro, in modo da accrescere la speranza e l'energia che servono per andare avanti? Sono curioso di
sapere perché non lo fa più spesso.


Non credo che per lavorare seriamente per cambiare la società sia necessario definire nel dettaglio un progetto di società futura. Ciò che secondo me dovrebbe spingere una persona a lavorare per il cambiamento sono certi princìpi che vorrebbe vedere realizzati. Può non sapere in dettaglio - nessuno di noi lo sa, credo - come possono essere messi in pratica questi princìpi in un sistema complesso come una società umana. Ma non credo che sia un problema: ciò che fai è sostenere i princìpi.
Alcuni potrebbero definire "riformismo" questo atteggiamento, ma è un modo per sminuirlo: le riforme possono essere rivoluzionarie quando vanno in una determinata direzione. E per andare in quella direzione non c'è bisogno di sapere precisamente come funzionerà la società futura, ma è sufficiente avere ben chiari i princìpi che questa dovrà realizzare. Quanto ai modi per farlo, penso che possiamo immaginarne molti.
Per esempio, ci sono diversi modi in cui i lavoratori possono assumere il controllo del loro luogo di lavoro. E dato che nessuno conosce a sufficienza gli effetti di cambiamenti sociali di grande portata, è necessario procedere per gradi. In effetti, io ho un atteggiamento quasi conservatore riguardo ai cambia menti sociali: poiché abbiamo a che fare con sistemi complessi che nessuno conosce a fondo, la procedura migliore è operare alcuni cambiamenti e guardare cosa succede. E se funzionano, metterne in atto degli altri.
Non mi sento in grado - e se mi ci fossi mai sentito in passato, mi guarderei bene dal dirlo - di conoscere i risultati a lungo termine di questi cambiamenti. Ma c'è un principio che mi piacerebbe fosse divulgato ed è che ogni forma di autorità, di dominio e di gerarchia, in sostanza ogni struttura autoritaria, deve fornire la propria giustificazione, perché non esiste una giustificazione a priori. Per esempio, se impediamo ai bambini di attraversare da soli la strada si tratta di una situazione autoritaria, e la dobbiamo giustificare. In questo caso la si può giustificare. Ma l'onere della prova per ogni azione autoritaria compete sempre a chi la esercita. Invece, il più delle volte, le strutture autoritarie non hanno giustificazioni: non ne hanno di morali, non ne hanno riguardo agli interessi di chi si trova ai gradini più bassi della scala gerarchica, o riguardo agli interessi di altre persone, dell'ambiente, del futuro, della società e così via. Hanno, in sostanza, il solo scopo di conservare le strutture del potere e del dominio.
Ogni volta che c'è una situazione di potere, bisogna porsi queste domande, e chi proclama la legittimità delle azioni autoritarie dovrà sempre darne giustificazione. In caso contrario, saranno azioni illegittime alle quali contrapporsi. A dire la verità, penso che l'anarchia non sia altro che questo:
la convinzione che le persone abbiano il diritto di essere libere, e che se ci sono limitazioni alla libertà, devono essere giustificate. A volte lo sono, ma quando e perché bisogna scoprirlo caso per caso.

“datemi il controllo della moneta di una nazione e non mi importa di chi farà le sue leggi”

Mayer Amschel Rothschild
complo
Inviato: 23/4/2012 15:12  Aggiornato: 23/4/2012 15:12
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 14/10/2005
Da:
Inviati: 2555
 Re: L'Italia a pane e acqua
Citazione:
Non si può non aver capito che Geert Wilders in Olanda, come Haarde in Islanda, come BOSSI IN ITALIA sono delle tragiche marionette in mano a ben altri interessi. L' Islanda il botto lo ha fatto (mission accomplished), l' Italia c'è arrivata ad un centimetro, l ' Olanda potrebbe essere la prossima.



Dimissioni per il premier olandese Mark Rutte, che guidava una coalizione minoritaria di centro destra. La crisi di governo è arrivata con il fallimento, sabato scorso, delle trattative del partito di Rutte con l’alleato di estrema destra di Geert Wilders sul piano di riduzione del deficit pubblico da 16 miliardi di euro, trattative durate tre settimane. Wilders, esponente dell’ala euroscettica della destra olandese e detentore di oltre la metà dei seggi della coalizione di governo, rompendo l’alleanza con Rutte ha sollecitato elezioni anticipate al più presto. Questa mattina lo spread tra titoli di Stato decennali olandesi e tedeschi ha raggiunto i massimi da tre anni, a 82 punti base. Ora si attesta a circa 74 pb. Fonte: News Finanza.com

Un pericolo in meno.
Almeno ha avuto il buon senso di andarsene prima di riuscire nella mitologica impresa di far entrare l' Olanda tra i paesi nei guai......

rekit
Inviato: 23/4/2012 16:08  Aggiornato: 23/4/2012 16:08
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 11/9/2006
Da:
Inviati: 1151
 Re: L'Italia a pane e acqua
cit:
"Almeno ha avuto il buon senso di andarsene prima di riuscire nella mitologica impresa di far entrare l' Olanda tra i paesi nei guai......
"

.......................
temo che sia esattamente l' opposto.
Ora con "equilibri precari" ancor piu' che ieri alle elezioni che probabilmente si terranno in autunno centro destra e centro sinistra dovranno coalizzarsi e finiranno per seguire volenti o meno le "direttive" europee in materia finanziaria per far quadrare i seppur ottimi conti (se paragonati al resto d'Europa).

complo
Inviato: 23/4/2012 16:26  Aggiornato: 23/4/2012 16:26
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 14/10/2005
Da:
Inviati: 2555
 Re: L'Italia a pane e acqua
Citazione:
temo che sia esattamente l' opposto. Ora con "equilibri precari" ancor piu' che ieri alle elezioni che probabilmente si terranno in autunno centro destra e centro sinistra dovranno coalizzarsi e finiranno per seguire volenti o meno le "direttive" europee in materia finanziaria per far quadrare i seppur ottimi conti (se paragonati al resto d'Europa).



Spero non ci siano equilibri precari ma un solido nuovo governo.
Spero che il nuovo governo olandese faccia come il nuovo governo islandese.
Spero che passati anche Merkel e Sarkozy, le direttive europee tornino ad essere linee guida per lo sviluppo e non penosi compromessi per non far incazzare le frange populiste ed euroscettiche di Germania e Francia.

rekit
Inviato: 23/4/2012 16:55  Aggiornato: 23/4/2012 16:55
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 11/9/2006
Da:
Inviati: 1151
 Re: L'Italia a pane e acqua
cit:

Spero non ci siano equilibri precari ma un solido nuovo governo.
Spero che il nuovo governo olandese faccia come il nuovo governo islandese.
Spero che passati anche Merkel e Sarkozy, le direttive europee tornino ad essere linee guida per lo sviluppo e non penosi compromessi per non far incazzare le frange populiste ed euroscettiche di Germania e Francia.
............................

puoi sperare tutto quello che vuoi, ma temo la realta' dei numeri del parlamento olandese e delle forze politiche olandesi sia diversa e lasci facilmente intravvedere all' orizzonte quello che ho pronosticato io e che tra l'altro stanno gia' iniziando a discutere i media.
Wilders pensava di fare la sparata celodurista populista contro i banchieri massoni e invecie non ha fatto altro che accellerare la consegna "chiavi in mano" dell'Olanda alla coalizione che dovra' per forza crearsi (come in Germania e' successo portando al governo Merkel) e che non avendo una spina dorsale propria e solida attuera' tutto quello che verra' chiesta da Francoforte...i partiti non dovranno piu' rendere conto agli elettori semplicemente perche' le forze di cdx della coalizione "mista" daranno la colpa alla forze di csx della stessa coalizione e viceversa.

complo
Inviato: 23/4/2012 17:10  Aggiornato: 23/4/2012 17:11
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 14/10/2005
Da:
Inviati: 2555
 Re: L'Italia a pane e acqua
Citazione:
...puoi sperare tutto quello che vuoi, ma temo la realta' dei numeri del parlamento olandese e delle forze politiche olandesi sia diversa e lasci facilmente intravvedere all' orizzonte quello che ho pronosticato io e che tra l'altro stanno gia' iniziando a discutere i media


E vedremo.
Non parlarmi di media però perchè sono più affidabile io. Di Olanda quando scrissi il quote che ho riportato non parlava nessun media.
Oggi si accorgono che anche lì c'era il "problemino".
E ti dirò di più.
Neanche di Bossi e della lega parlava nessuno quando scrissi il post, oggi si affannano a dire quanto fossero ridicoli DOPO che è scoppiato il casino e Bossi si è dimesso....


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