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dossier Cia/Fbi : L'AGENTE SEGRETO E.P. RICEVE LE CONGRATULAZIONI DI NIXON
Inviato da Mazzucco il 27/8/2003 16:14:00 (8840 letture)


L'AGENTE SEGRETO E.P. RICEVE LE CONGRATULAZIONI DI NIXON

di Massimo Mazzucco

Quando la sua stella era già decisamente al tramonto, Elvis Presley riuscì a realizzare quella che per lui era diventata una vera e propria ossessione: diventare agente dell'FBI, supersegreto ovviamente.

Ecco il memorandum interno della Casa Bianca, che riassume l'incontro col Presidente, che Presley aveva espressamente richiesto, per potergli illustrare di persona come intendesse usare il suo nuovo ruolo di insospettabile.

Provate ad indovinarlo voi, prima di leggere... (con chi ce l'avrà mai "Elvis the Pelvis", sul finire degli anni '60?)

.

[lib]nixelv3r.jpg[/img]


MEMORANDUM PER: ARCHIVIO DEL PRESIDENTE

OGGETTO: Incontro con Elvis Presley
Lunedì 21 Dicembre 1970
Ore 12.30

L'inconto si è aperto con il ritratto fotografico del Presidente accanto ad Elvis Presley.

Subito dopo Presley ha iniziato a mostrare al Presidente i vari ammenicoli da poliziotto [che aveva appena ricevuto dall' FBI], compreso gli stemmi dei dipartimenti di polizia della California, del Colorado e del Tennessee.

Presley ha detto di essere in quel periodo di scena a Las Vegas, e il Presidente si è detto ben conscio di quanto sia difficile esibirsi a Las Vegas.

Il Presidente si è detto convinto della grande capacità di Presley di arrivare ai giovani, e che per questo era importante non rischiare la sua credibilità. Presley gli ha risposto che lui ci arrivava "solo col cantare". Ha detto che non sarebbe mai stato in grado di comunicare con i giovani con un discorso da un palco, e che doveva farlo a modo suo. Il Presidente ha assentito.

Presley ha dichiarato di ritenere come i Beatles fossero stati una vera forza [aggregante] per lo spirito anti-americano [che aleggiava in quel momento: i movimenti hippie in generale, le proteste contro la guerra in Vietnam in particolare]. Ha detto che i Beatles sono venuti in questo paese, hanno guadagnato un sacco di soldi, e sono ritornati in Inghilterra a propagandare il loro pensiero anti-americano. Il Presidente ha assentito, e ha mostrato una certa sorpresa. Il Presidente si è detto convinto che coloro che fanno uso di droga siano gli stessi che guidano le proteste anti-americane. Violenza, uso di droga, dissenso e protesta sembrano tutti convergere nella stessa categoria di giovani.

Presley ha fatto sapere al Presidente, in maniera particolarmente emotiva, di essere "dalla sua parte". Ha ripetuto più volte come desiderasse rendersi utile, per ridare un pò di rispetto alla bandiera americana, che stava andando perduto. Ha detto di essere solo un povero ragazzo del Tennessee, che da questo paese aveva avuto moltissimo, e voleva quindi sdebitarsi in qualche modo. Ha detto inoltre di aver studiato a fondo il [sistema di] lavaggio del cervello comunista, e la cultura della droga, da oltre dieci anni. Ha detto di conoscere bene questi argomenti, che trovavano grande favore presso gli hippie. Si sentiva in grado di penetrare un qualunque gruppo di giovani, o di hippies, venendone facilmente accettato, e ciò poteva tornare utile alla sua missione contro la droga. Il Presidente gli ha ripetuto le sue preoccupazioni affinchè non danneggiasse la sua credibilità.

[lib]nixelv4br.jpg[/img]

In parole povere, sembra che Elvis cerchi un'autorizzazione dall'alto per infiltrarsi sistematicamente fra i giovani, per farli poi arrestare, nell'intento ultimo di debellare il movimento hippie (che tra l'altro compra i dischi dei Beatles, guarda caso, e non i suoi). Nixon da parte sua invece continua solo a dirgli "pensa a cantare, e stai attento a non sputtanarti (tu, ma l'FBI soprattutto) giocando a guardie e ladri col mondo."

La cosa paradossale è come, una volta tanto, il più noto ipocrita della storia americana, Nixon, sia decisamente il personaggio meno ipocrita sulla scena. Per quel che si è saputo in seguito, infatti, già in quel periodo Elvis, mentre predicava contro la cultura della droga, girava lui stesso saturo di droghe dal mattino alla sera (ne sarebbe morto circa sette anni dopo, nel '77).

[lib]elv-dead.jpg[/img]

Ma con la stella da sceriffo Elvis non ha mai fatto pasticci (forse gliene hanno data una finta, tanto per toglierselo dai piedi, e quando la mostrava nessuno lo prendeva sul serio). In un caso o nell'altro, comunque, nessuno ne ha mai saputo niente fino alla "declassificazione" di questi documenti, avvenuta soltanto una decina di anni fa.

Massimo Mazzucco

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Autore Albero

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