Informazioni sul sito
Se vuoi aiutare LUOGOCOMUNE

HOMEPAGE
INFORMAZIONI
SUL SITO
MAPPA DEL SITO

SITE INFO

SEZIONE
11 Settembre
Questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione acconsenti al loro impiego.
 American Moon

Il nuovo documentario
di Massimo Mazzucco
 Login
Nome utente:

Password:


Hai perso la password?

Registrati ora!
 Menu principale
 Cerca nel sito

Ricerca avanzata

TUTTI I DVD DI LUOGOCOMUNE IN OFFERTA SPECIALE


Scienza e Tecnologia : La storia del File Sharing
Inviato da Dusty il 16/6/2012 14:15:45 (5242 letture)


Il secolo scorso il file sharing era un hobby marginale, solo per i geek abbastanza fortunati da possedere un computer che potesse connettersi al World Wide Web. Oggi è completamente differente, in quanto il file sharing è diventato una abitudine giornaliera per centinaia di milioni di persone in tutto il mondo. In pochi anni scambiarsi i files è diventato mainstream. È il momento di sederci e vedere come accadde.

Il file sharing digitale ha fatto una lunga strada dai primi giorni dei floppy disk, che avevano una capacità di 79.7 kb agli inizi degli anni '70.

Due decadi fa i dischi da 3.5'' erano il mezzo più utilizzato per distribuire i file. In quel tempo, la loro incredibile memoria di 1.4 MB era fin troppa per poter distribuire i file. Ma le cose sono diventate veramente interessanti quando le persone hanno iniziato a scambiarsi i file via internet.

In appena un paio d'anni, il file sharing si è evoluto fino a diventare un processo incredibilmente efficiente che ha migliorato la vita dappertutto. Ha portato l'attenzione verso media poco conosciuti, e l'accesso alla distribuzione ha permesso agli individui di scambiare file con il resto del mondo senza praticamente nessun costo.

Esaminiamo brevemente come il file sharing è diventato cio che è in una panoramica non esaustiva.



BBS: I primi giorni ('70 – '90)

Le BBS, o "Bulletin Board System", si possono considerare fortemente correlate alla nascita del file sharing digitale contemporaneo. Iniziando con il Smartmodem della Hayes, le BBS divennero abbastanza automatiche per permettere ai Sysops (i loro amministratori) di possedere e utilizzare questi strumenti dalle loro case sia come un hobby che, dopo, come un business.

Tipicamente, le BBS erano concettualmente simili ad una intranet in cui gli utenti potevano comunicare con i loro modem per leggere/inviare messaggi, accedere alle news, e, ciò che è più importante per noi, distribuire i file.

Lo Shareware (software distribuito gratuitamente) divenne incredibilmente popolare attraverso la distribuzione che era resa possibile dalle Bulletin Board Systems. Da Wolfenstein a Commander Keen, gli utenti erano in grado di venire a conoscenza di nuove BBS tramite il passaparola, e, nel suo periodo di maggiore splendore, attraverso le riviste che se ne occupavano. Molti ben noti pacchetti di software, tra cui PKZIP, divennero popolari attraverso le BBS. Molti utenti usano oggigiorno l'algoritmo .zip di PKZIP quando comprimono e scomprimono archivi.

Esistono molte BBS tradizionali in funzione ancora oggi.

Usenet: l'inizio della decentralizzazione (fine anni '70 – presente)

Usenet o i newsgroup erano simili a Bulletin Board Systems. Funzionavano però usando UUCP ed erano capaci di trascendere la centralizzazione di una BBS. Essenzialmente, i server di Usenet erano capaci di ricevere file e redistribuirli ad altri server Usenet, creando più copie dei messaggi e dei file attraverso centinaia e migliaia di server. Usenet era il mezzo per le discussioni che diede vita a parecchi progetti, incluso il World Wide Web, Linux e Mosaic, tra i tanti.

Mentre Usenet è esistito fin dalla fine degli anni 70, il vero e proprio filesharing non apparve per ancora molto tempo. Nel 1993 Eugene Roshal creò RAR,3 che permise agli utenti di dividere i file in archivi a più volumi. A causa della natura decentralizzata di Usenet, questo aiutò a distribuire i file più velocemente e in maniera più efficace, in quanto la perdita di dati nel trasferimento dei file non rendeva più necessario dover ricaricare completamente i file.

Sebbene molti possano non essere d'accordo, Usenet viene ancora usato molto spesso oggigiorno. E' però utilizzato principalmente per il file sharing piuttosto che come mezzo di comunicazione, come era all'inizio, in quanto è stato soppiantato dai forum e da IRC.

FTP e FXP: Topsites e l'avvento delle immagini ISO (anni '90 – oggi)

Subito dopo, la scena underground del file sharing fece nascere una intricata rete privata di siti FTP noti come Topsites. Queste reti si basavano su un sistema ad invito (l'accesso cioè non era pubblico) e adottarono molte caratteristiche di Usenet.

Generalmente, i gruppi che rilasciavano il nuovo software lo uploadavano sui loro server e poi pubblicavano vari tipi di annunci (generalmente, basati su bot IRC). Poi i "corrieri", le persone che avevano accesso a quei server privati facevano a gara a copiare i programmi su altri server, utilizzando solitamente un protocollo di nome FXP. In questo modo guadagnavano dei "crediti" (tipicamente in un rapporto di 1:3) per poter scaricare altri programmi. Tali crediti venivano assegnati solo a chi uploadava software non ancora pubblicato, e da qui la corsa ad essere i primi.

Attraverso questa cultura ed il sistema a premi, i file riuscivano a raggiungere i topsites di tutto il mondo in una maniera completamente decentralizzata. Molto simili ad Usenet, i file separati e gli archivi RAR erano utilizzati in maniera da migliorare ulteriormente la gara ad essere i primi a distribuire il nuovo software.

Certamente, a causa della natura chiusa e privata di questa rete di distribuzione, era difficile per molti utenti guadagnare l'accesso a questi Topsites. I Topsites sono tutt'oggi in funzione.

IRC (dagli anni '90 ad oggi)

IRC è in circolazione da lungo tempo ed ha giocato un ruolo importante nella società, sia nel file sharing che nella politica. Molti client IRC offrono un protocollo DCC che permette agli utenti di fare esattamente ciò che il nome suggerisce, e cioè scambiarsi direttamente file senza passare da intermediari.

Attraverso DCC, e succesivamente con innovazioni e bot conosciuti come server XDCC, il file sharing prese una nuova svolta. I gruppi di distribuzione che erano in grado di accedere alle ultime release le distribuivano al pubblico usando questi server XDCC che normalmente su qualunque macchina sufficientemente potente, come server Windows NT compromessi, personal computer, e laboratori universitari.

XDCC è ancora abbastanza popolare tuttora, e una veloce ricerca tramite netsplit.de mostra molti canali attivi tra le tante reti IRC attive che utilizzano XDCC per la distribuzione. Inoltre IRC è tuttora utilizzato sia per il suo scopo originario di chat che come modo per avviare la distribuzione di file utilizzando poi altre modalità di filesharing.


Hotline (anni '90)

Per un breve periodo Hotline è stato un mezzo per il file sharing molto usato. Inizialmente Hotline aveva una diffusione veramente di massa e molte organizzazioni partecipavano all'attività. Però, in breve tempo svanì a causa di molte complicazioni, tra cui il fatto che i sorgenti di uno dei componenti fondamentali dell'applicativo furono cryptati e resi inutilizzabili da parte di uno dei suoi autori.


Napster (fine anni '90)

Napster probabilmente portò la condivisione di file e di MP3 alla massa. Ci sono pochi utenti di internet che non hanno usato o sentito parlare di Napster. Il software operava come una rete per il file sharing peer to peer che permetteva solo lo scambio di file musicali. Il database di Napster, però, era centralizzato. Questo fatto, alla fine, facilitò l'arresto del sistema e la sua successiva scomparsa. Non prima, comunque, di aver diffuso globalmente l'idea del filesharing.

Gnutella, eDonkey2000 e Kazaa (inizio 2000)

Il punto debole di Napster era la centralizzazione. Molti sviluppatori di grandi capacità cercarono quindi dei sistemi per evitare questa caratteristica. Gnutella, eDonkey2000 e Kazaa furono alcuni dei programmi con queste caratteristiche e, nel periodo di massimo splendore, funzionarono molto bene. Sebbene i loro protocolli fossero tutti diversi, avevano come punto in comune la natura decentralizzata. Tutti questi sistemi alla fine però fondamentalmente fallirono in quanto erano sistemi concepiti per interessi commerciali e corporativi, il che li portava ad avere un punto debole dove venire attaccati.

Gnutella, creato inizialmente dalle persone della Nullsoft, era una volta la rete più usata grazie a LimeWire. Il client LimeWire venne citato in giudizio dalla RIAA e chiuso nel 2010, e trasformò la rete Gnutella in una rete fantasma.
Anche la versione iniiziale di eDonkey2000, scritto da Jed McCaleb, venne chiuso allo stesso modo, ma dei suoi cloni hanno mantenuto viva la rete eDonkey. Il team di Kazaa creò successivamente Skype, una delle piattaforme VoIP e messaggistica (IM) più usate al mondo.


DC++ e i2hub

DC++ e i2hub erano dei metodi popolari per lo scambio di file all'interno di reti chiuse. Entrambi erano molto usati nelle università e nei college. Gli studenti potevano scambiarsi indirizzi di hub/server con lo scopo di scambiarsi i file ad una velocità molto alta all'interno della rete del college locale. Il vantaggio più evidente era il fatto che agenzie esterne e altre terze parti non potevano accedere al materiale contenuto dentro queste reti.

La RIAA trovò comunque un modo per entrare dentro i2hub e lo chiuse. DC++ viene sviluppato ancora oggi, ma non è comune o diffuso come una volta.


BitTorrent (2001)

BitTorrent è stato creato da Bram Cohen, oggigiorno praticamente chiunque con una connessione Internet l'ha usato, consapevolmente o meno. In pratica BitTorrent ha preso tutte le capacità più interessanti dei suoi predecessori e le ha unite insieme in un unica e semplice piattaforma per lo scambio di file.

Il concetto dello spezzettare i file in tanti segmenti (in modo simile ad Usenet e Topsites) ed il meccanismo decentralizzato di distribuzione peer-to-peer (Napster, Gnutella, eDonkey2000, Kazaa) sono stati usati da BitTorent per creare un meccanismo di distribuzione di file diffusissimo, che è veloce, efficiente e difficile da fermare.

Le prime versioni di BitTorrent avevano bisogno di tracker centralizzati per operare, ma successivamente si è riusciti ad usare "torrent" senza tracker.

Sempre di più gli utenti di BitTorrent hanno iniziato a preoccuparsi della loro privacy. Siti come YouHaveDownloaded.com sono in grado di mantenere l'elenco di ogni file scaricato da un certo IP, il che ha aumentato molto la consapevolezza di quanto sia pocoè sicuro scaricare file attraverso BitTorent. In più, molti ISP utilizzano filtri per ridurre la velocità di connessione quando scoprono dei download attraverso BitTorrent.

Come risultato di questi problemi legati alla privacy milioni di utenti di Bittorent hanno cominciato ad utilizzare servizi di VPN anonime per mascherare i loro indirizzi IP quando scaricano i file.


Filelocker e Forum (dal 2000 a oggi)

Negli ultimi anni sono diventati molto diffusi Megaupload, Rapidshare, Hotfile ed altri servizi che offrono archivi centralizzati. Questi servizi forniscono il mezzo di file sharing più semplice, rispetto a tutti i loro predecessori. I file sono semplicemente caricati sui loro server e viene mostrato un link che permette di scaricare il file tramite il comune protocollo HTTP/HTTPS [quello utilizzato dal browser, NdT].

Solitamente, i link vengono scambiati nei forum. Per via della ricompensa fornita agli affiliati di alcuni di questi servizi, molti file vengono distribuiti spezzettati in archivi RAR, come al tempo di Topsites e Usenet. Viene fatto principalmente per motivi economici invece che per ragioni culturali o tecniche, come con Topsites o Usenet.

Però, i governi, come anche i gruppi con speciali interessi, tra i quali la RIAA e MPAA, hanno preso di mira questi servizi e hanno condotto dei processi molto pubblicizzati, come la distruzione di Megaupload e l'arresto di Kim Dotcom.

Considerazioni finali

Il filesharing ha percorso una lunga strada, e, con esso, molte industrie sono nate.

Oltre ad essere una sfida alla maggioranza dei conglomerati dei grandi mass-media, ha senza dubbio arricchito la vita di molti creatori indipendenti. La distribuzione non è più qualcosa per i pochi eletti, infatti decine di migliaia di artisti condividono il loro lavoro gratuitamente su Internet ogni giorno.

Il filesharing come tecnologia è buona. Facciamo in modo che essa continui ad esistere in maniera da continuare a scambiarci i nostri pensieri, le nostre idee, e l'arte in maniera da migliorare noi stessi, le nostre comunità, e il nostro pianeta. Chiunque sia contro questi deve ovviamente desiderare una distruzione del mondo, o, almeno, desiderare che il progresso umano si fermi.

Traduzione di "Il Dubbioso" per Il Portico Dipinto.

Voto: 5.00 (2 voti) - Vota questa news - OK Notizie


Altre news
28/11/2015 10:00:00 - Il nuovo sito è pronto
26/11/2015 19:40:00 - Fulvio Grimaldi a Matrix
24/11/2015 11:00:00 - Caccia russo abbattuto dai turchi
22/11/2015 20:20:00 - Ken O'Keefe: "ISIS = Israeli Secret Intelligence Service"
21/11/2015 21:00:00 - L'uomo che uccise Kennedy
19/11/2015 19:00:00 - La solitudine
18/11/2015 21:21:31 - Vladimir Putin - conferenza stampa al summit del G20
17/11/2015 13:50:00 - Dopo Parigi
15/11/2015 22:30:00 - Commenti liberi
14/11/2015 9:40:00 - À la guerre comme à la guerre
13/11/2015 23:00:00 - Nuovi attentati a Parigi
11/11/2015 19:50:00 - Atleti russi dopati, brutti e cattivi
10/11/2015 19:30:00 - Fini, Grillo, Travaglio - e il giornalismo che non fa i conti con sé stesso
9/11/2015 18:30:00 - "Bag it!" Documentario (Ita)
8/11/2015 9:09:03 - Commenti liberi

I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
vuotorosso
Inviato: 16/6/2012 17:19  Aggiornato: 16/6/2012 17:19
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 7/5/2011
Da:
Inviati: 2464
 Re: La storia del File Sharing
Citazione:
Chiunque sia contro questi deve ovviamente desiderare una distruzione del mondo, o, almeno, desiderare che il progresso umano si fermi.

Più che altro desidera continuare a lucrare sul lavoro degli altri dalla sua posizione di collo di bottiglia, senza avere alcun merito particolare, senza scomodare la fine del mondo.
Più facilel'arresto, o forte rallentamento, del progresso: Tesla docet.

Kalevala
Inviato: 16/6/2012 19:13  Aggiornato: 16/6/2012 19:13
So tutto
Iscritto: 5/3/2010
Da:
Inviati: 27
 Re: La storia del File Sharing
Come mai non è stato citato Emule?

lalonde
Inviato: 16/6/2012 19:30  Aggiornato: 16/6/2012 19:30
Ho qualche dubbio
Iscritto: 29/11/2005
Da:
Inviati: 294
 Re: La storia del File Sharing
Citazione:
Come mai non è stato citato Emule?


C'è, è eDonkey2000.

Virtus
Inviato: 16/6/2012 19:32  Aggiornato: 16/6/2012 19:51
Ho qualche dubbio
Iscritto: 8/5/2011
Da: Lecce
Inviati: 93
 Re: La storia del File Sharing
eMule è il client (il programma) per eDonkey (tipologìa di filesharing).

Citazione:
Oltre ad essere una sfida alla maggioranza dei conglomerati dei grandi mass-media, ha senza dubbio arricchito la vita di molti creatori indipendenti. La distribuzione non è più qualcosa per i pochi eletti, infatti decine di migliaia di artisti condividono il loro lavoro gratuitamente su Internet ogni giorno.


Questo in un mondo perfetto.

In realtà ha contribuito enormemente all'idea diffusa che <<eMule>> o <<BitTorrent>>, per citarne di più recenti, serve per scaricare software gratis (illegalmente).
Per software illegale intendo software con licenza restrittiva manipolato a dovere per poter essere installato su PC Windows branded o Mac branded bypassando, emulando o decriptando il riconoscimento dell'utente che ha pagato la licenza.

Con questo non voglio dire di essere per il software proprietario (infatti è l'esatto contrario) ma ahimè negli anni il "normale" utilizzatore di un PC, che sia un teenager o un professionista o un hobbysta, se ha necessità di usare ad esempio Photoshop, pensa in primis di doverlo scaricare dalla rete in sharing pretendendo di trovare il più recente inoltre.

Paradossalmente questo non ha fatto altro che rafforzare l'élite dei programmi proprietari così che Microsoft Word è l'editor di testo per eccellenza (non importa se taroccato o meno), Adobe Photoshop è il software per l'editing grafico, Microsoft Excel è il software per fogli di calcolo, e così via.

In realtà di software per editing grafico, per l'editing testuale o per fogli di calcolo ce ne sono diversi, con licenza libera e gratuita, splendidamente legali; tuttavia sono ritenuti "alternativi" a quelli proprietari citati sopra (craccati e illegali).

Purtroppo il filesharing in questi casi NON rende liberi ma SCHIAVI.

simone707
Inviato: 16/6/2012 20:25  Aggiornato: 16/6/2012 20:25
Ho qualche dubbio
Iscritto: 7/4/2009
Da:
Inviati: 148
 Re: La storia del File Sharing
Personalmente trovo poco interessante questo articolo ... Almeno per un appassionato lettore di LC quale sono.

Kempes
Inviato: 16/6/2012 21:38  Aggiornato: 16/6/2012 21:38
Ho qualche dubbio
Iscritto: 9/11/2011
Da: Highgate Cemetery
Inviati: 174
 Re: La storia del File Sharing
Mi fa ridere quando leggo Download gratuito=furto. A parte il fatto che sto pagando la bolletta tel e Adsl, quindi di gratuito non c'è niente. Caso mai c'è un "concorso di colpa" da parte degli operatori telefonici, Per non parlare della colpa di quegli "idioti" che hanno inventato la fibra ottica che "NON AVREBBERO MAI IMMAGINATO" cosa avrebbe viaggiato in rete.

La libertà anarchica ha tutte le delicatezze della buona compagnia.
VIMS
Inviato: 17/6/2012 10:48  Aggiornato: 17/6/2012 10:48
Mi sento vacillare
Iscritto: 8/11/2011
Da: Ai piedi del monte
Inviati: 334
 Re: La storia del File Sharing
Aggiungo qualche info al post di Virtus.

Le grandi case che producono software (Microsoft in primis) vivono, essenzialmente, con i soldi che arrivano dalle licenze.

In alcuni casi specifici (ad esempio i sofware per le simulazioni che vengono usati in campo ingegneristico) le stesse software house offrono la possibilità, agli atenei in genere, di avere delle licenze low cost. Contemporaneamente mettono in giro delle copie piratate degli stessi software in maniera che le future classi di ingegneri (ma vale anche per architetti, chimici, fisici...) possano installarle sui propri PC ed imparare ad usarle. Il tutto supportato da seminari gratuti per studenti in cui si viene addestrati all'utilizzo del software.
Quando questi ultimi usciranno dall'ambito accademico verranno usati come cavalli di Troia nelle varie aziende, in cui potranno portare la loro competenza (acquisita gratuitamente in ambito accademico) in un campo specifico con un software specifico. L'azienda, visto che il mercato dei nuovi assunti è stata livellata sull'utilizzo di uno specifico software, e complice una pubblicità martellante delle software house, migrerà prima o poi all'utilizzo di uno specifico programma di simulazione, cadendo nella trappola delle licenze costose.
Questo circolo potrebbe essere ridimensionato con l'utilizzo di software gratuiti, anche se riconosco che per alcuni ambiti è difficile crearli gratuitamente (penso a tutti i programmi usati in campo ingegneristico).

Sicuramente più facile da fare con i vari editor di testo o fogli di calcolo...

VIMS

La Virtù sta nel mezzo
Cinqui
Inviato: 17/6/2012 21:09  Aggiornato: 17/6/2012 21:09
Ho qualche dubbio
Iscritto: 24/3/2006
Da:
Inviati: 227
 Re: La storia del File Sharing
VIMS...
cristallino!

"Una bella donna non è colei di cui si lodano le gambe o le braccia, ma quella la cui bellezza complessiva è tale da togliere la possibilità di ammirare le singole parti..." - Seneca - .
ivan
Inviato: 17/6/2012 22:10  Aggiornato: 17/6/2012 22:23
Sono certo di non sapere
Iscritto: 22/7/2004
Da: Bronx
Inviati: 11520
 Re: La storia del File Sharing
C'è del vero in quel che dice VMS ma in realtà le cose non sono così semplici.

Volta e gira in un ateneo ci sarà un centro di calcolo con computer di una certa marca ed è giocoforza che la gente si abituerà ad usare quell'hardware e quel software e che quindi tenderà ad usarli anche nel futuro.

Ma questa è una cosa , mi spassi il termine, "naturale, non c'è nessun gioco sporco in ciò perchè non sarà certo l'utimo arrivato fresco di laurea a cambaire il gestionale dell'azienda in cui andrà a lavorare : i gestionali aziendali decidono le sorti dell'azienda e pertanto le decisoni su cosa usare e come quando cambiare generalmente non si prendono a cuor leggero e se un gestionale non vale non farà strada in ambito aziendale.

Il problema dell'informatica con tutti gli annesi e conensi (file sharing, software freeware, condivisione di codici sorgenti, sviluppo di nuovi linguaggi e di nuovi sistemi operativi etc etc) in una data società come al solito rispecchia il livello culturale morale della società stessa.

In questo paese poi da sempre l'informatica ha sempre avuto vita difficile, potrei citare tanti espidoi uno piu' grave dell'altro, ma sono la cultura, la morale, la creatività che in questo paese hanno sempre avuto vita diffficile.

La consegeunza di ciò è che se vuoi trovare siti di un certo livello, devi andare su siti esteri: francesi, russi, americani, etc, etc -.

Poi parlare di condivisone in un'epoca sia di vacche magre sia di materializzazione di categorie di pensiero orribili come è questa si è bello , ma non trova poi tanto terreno fertile.

Virtus
Inviato: 18/6/2012 11:28  Aggiornato: 18/6/2012 11:28
Ho qualche dubbio
Iscritto: 8/5/2011
Da: Lecce
Inviati: 93
 Re: La storia del File Sharing
@ivan

Sinceramente non ho capito dove vuoi andare a parare.

Prima parli di "centri di calcolo" (?) degli atenei; poi di gestionali aziendali validi (io non conosco aziende che non hanno problemi col software aziendale che pagano fior di quattrini); poi dici che la condivisione dei sorgenti, lo sviluppo software sono dei "problemi dell'informatica" (?).

Servirebbe raccontare uno dei tuoi episodi ...

pinela
Inviato: 18/6/2012 13:40  Aggiornato: 18/6/2012 13:41
So tutto
Iscritto: 4/1/2010
Da:
Inviati: 3
 Re: La storia del File Sharing
@ Virtus
Bhe qui si confonde la pirateria con la condivisione. Se io compro un cd musicale, ad esempio, e te lo presto a mano e tu ne fai una copia di backup non mi sembra ci sia nessun illecito. Se lo stesso cd te lo passo anziché a mano via internet diventa reato?? Mha questo sinceramente non lo capisco! Se poi scambio un software il reato viene commesso dal momento in cui si cracca o si inseriscono seriali creati ad hoc ma non per il fatto che lo scambio e basta. Stesso ragionamento quando si tenta di combattere la pornografia. Se ti procuri immagini o video in maniera illecita è reato mentre se paghi regolarmente allora la pornografia va' tollerata! Se vuoi combatterla devi abolirla alla fonte. Vieti di produrre film sia pagamento che gratis. Quello che intendo dire in parole povere che la condivisione di per se stesso non la recriminerei come fatto compiuto ma nell'uso che eventualmente uno ne fa' dei contenuti.

perspicace
Inviato: 18/6/2012 14:30  Aggiornato: 18/6/2012 14:30
Sono certo di non sapere
Iscritto: 3/9/2011
Da: località sconosciuta
Inviati: 3281
 Re: La storia del File Sharing
Citazione:
Autore: Virtus Inviato: 16/6/2012 19:32:03

. . . In realtà di software per editing grafico, per l'editing testuale o per fogli di calcolo ce ne sono diversi, con licenza libera e gratuita, splendidamente legali; tuttavia sono ritenuti "alternativi" a quelli proprietari citati sopra (craccati e illegali).

Purtroppo il filesharing in questi casi NON rende liberi ma SCHIAVI.


Non si diventa schiavi nel momento in cui ci mettono le catene. In quel momento sei un prigioniero diventi schiavo quando inizi a lavorare per loro.

Io con le catene tenterei di strozzare chi mina la mia libertà, come potrei farci una miriade di cose.

"Purtroppo il filesharing in questi casi NON rende liberi ma SCHIAVI."

Forse mi sbaglio ma in quei casi a renderti schiavo non è il filesharing ma la "pubblicità" (o propaganda) diretta e indiretta che ricevi.

Siamo noi a scegliere come usare i mezzi che ci sono stati dati, noi scegliamo e le nostre scelte possono essere indirizzate, ma non si può incolpare il mezzo!

Io non parlo come scrivo, io non scrivo come penso, io non penso come dovrei pensare, e così ogni cosa procede nella più profonda oscurità. Kepler
socratiko
Inviato: 18/6/2012 14:57  Aggiornato: 18/6/2012 14:57
Ho qualche dubbio
Iscritto: 18/4/2010
Da:
Inviati: 105
 Re: La storia del File Sharing
Ma questa è una cosa , mi spassi il termine, "naturale, non c'è nessun gioco sporco in ciò perchè non sarà certo l'utimo arrivato fresco di laurea a cambaire il gestionale dell'azienda in cui andrà a lavorare : i gestionali aziendali decidono le sorti dell'azienda e pertanto le decisoni su cosa usare e come quando cambiare generalmente non si prendono a cuor leggero e se un gestionale non vale non farà strada in ambito aziendale.

Parli di "gestionali", ma il mercato delle licenze di software non è certo limitato all'amministrazione ...anzi!

Vai in qualunque (e intendo proprio QUALUNQUE) studio di architettura, di design, di Ingegneria...e guardati intorno:

vedrai ragazzi tra i 22 e i 30 anni che applicano con i più moderni strumenti informatici i concepts dei loro capi di 45-55 anni...

E questo perchè nessun architetto, anche se disegnasse ancora con il pennino a china, può evitare di fare i render 3D con Rhinoceros o di consegnare i file in Autocad...dunque assume chi lo fa per lui.

E questo (il ragazzetto), come detto, si porta dietro le competenze sviluppate su programmi craccati che dovranno essere acquistati a caro prezzo negli studi.

Tutto il resto del tuo commento, perdonami, non l'ho capito...è un po' confuso.

ciao

VIMS
Inviato: 18/6/2012 15:46  Aggiornato: 18/6/2012 15:48
Mi sento vacillare
Iscritto: 8/11/2011
Da: Ai piedi del monte
Inviati: 334
 Re: La storia del File Sharing
Ciao ivan

Quello delle università è un esempio che rappresenta solo una parte di quello che succede in giro. E' naturale che bisogna distinguere caso per caso cosa succede: una grossa azienda si lascia influenzare relativamente dal mercato dei nuovi ingegneri e dalle loro competenze. Prenderà decisioni utilizzando molteplici criteri contemporaneamente. Questa situazione, invece, è difficile trovarla nelle piccole aziende, che secondo me sono più vulnerabili a questo tipo di logiche di mercato. Le grosse aziende possono, inoltre, permettersi di ammortizzare meglio il costo dei software ed inoltre posso accedere a pacchetti con offerte riservate poichè fungono da sponsor. Gli introiti di chi produce software, secondo me, sono in maggior parte derivanti da un numero sproporzionato di piccole-medie imprese che acquistano le licenze (penso ai numerosissimi studi di ingegneria civile e di architettura...).

Mi rendo conto che il mio esempio è molto specifico e forse un po' OT rispetto all'articolo ma credo che questo mercato delle licenze software rispecchi un po' quello che succede macroscopicamente con le varie corporation un po' in tutti i settori dell'economia.
Mettendosi in condizioni di oligopolio le poche aziende che producono software decidono il bello ed il cattivo tempo e sappiamo che molto spesso queste condizioni non portano ad uno sviluppo sano di una tecnologia (in questo caso l'informatica, e più nel dettaglio quella che si occupa di software ad uso pubblico).

Spero di essermi spiegato.

VIMS

La Virtù sta nel mezzo
Virtus
Inviato: 18/6/2012 16:52  Aggiornato: 18/6/2012 16:52
Ho qualche dubbio
Iscritto: 8/5/2011
Da: Lecce
Inviati: 93
 Re: La storia del File Sharing
Citazione:
Bhe qui si confonde la pirateria con la condivisione. Se io compro un cd musicale, ad esempio, e te lo presto a mano e tu ne fai una copia di backup non mi sembra ci sia nessun illecito


La copia di backup (Ripping) la potresti fare tu e solo per te. Lo dice la legge, non io.

Citazione:
Se lo stesso cd te lo passo anziché a mano via internet diventa reato??


Sì.

Citazione:
Se poi scambio un software il reato viene commesso dal momento in cui si cracca o si inseriscono seriali creati ad hoc ma non per il fatto che lo scambio e basta.


Scommetto che non hai mai letto il contratto che accetti ogni volta che installi software proprietario. :)

@perspicace

Citazione:
"Purtroppo il filesharing in questi casi NON rende liberi ma SCHIAVI." Forse mi sbaglio ma in quei casi a renderti schiavo non è il filesharing ma la "pubblicità" (o propaganda) diretta e indiretta che ricevi.


Il filesharing ormai è un mezzo potentissimo che rende le catene indistruttibili.

dr_julius
Inviato: 20/6/2012 21:28  Aggiornato: 20/6/2012 21:28
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 11/8/2006
Da:
Inviati: 1637
 Re: La storia del File Sharing
complimenti a Dusty per l'articolo, che introduce bene l'argomento, riuscendo ad essere sintetico e lasciando spazio alla discussione. Un "taglio" a mio giudizio molto equilibrato.

Concordo con VIMS per alcune delle sue considerazioni.

Sulla discussione dico la mia: da una parte c'è il diritto d'autore, dall'altra c'è il diritto di rompere i monopoli. Sarebbe facile rispettare il primo se non ci fosse la prepotenza speculativa dei monopoli (vale per il software, per la musica, per i film, per i libri).

Personalmente uso quando posso free software e Open Source. FotoGIMP, OpenOffice, Chrome o Mozilla, e così via... Non sento assolutamente per le mie esigenze la necessità di spendere per i rispettivi pay-software più famosi...

Dentro le aziende i software "verticali" spesso lasciano TUTTO a desiderare. Potrei citare esempi su esempi, dai minuscoli privati alle grandi aziende....
Giusto ieri un ortopedico, operante in una ASL, mi ha fatto vedere come ha perso SETTE minuti per convalidare una cartella clinica già compilata che tuttavia risultava stampata come "bozza preliminare", giudicata incompleta dal software perché mancava un dato essenziale del paziente: "il titolo di studio".
Ma, dico io, in una cartella clinica è così essenziale che sia riportato se uno è "sig." oppure "dott."??? La cosa bella è che per ottenere la convalida del documento è bastato "biffare" la casella con la dicitura "titolo di studio non rilevato". Programmi fatti con i piedi!!! Vorrei proprio sapere quanto hanno pagato per questa buffonata di software! Vorrei addebitargli il costo della paga oraria di un medico moltiplicata per le ore perse a causa del fatto che il programmatore è un tonto! Altro che "spending review"..... .....

Per rifornire di elettricità un terzo dell’Italia, un’area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma. (Carlo Rubbia)

Powered by XOOPS 2.0 © 2001-2003 The XOOPS Project
Sponsor: Vorresti creare un sito web? Prova adesso con EditArea.   In cooperazione con Amazon.it   theme design: PHP-PROXIMA