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news internazionali : Il tentativo di rivoluzione colorata in Venezuela
Inviato da Redazione il 24/3/2014 21:10:00 (5602 letture)

di Attilio Folliero

a) Tentativo di rivoluzione colorata in Venezuela

Quando c’è una guerra esistono due teatri: un teatro di guerra vero e proprio ed un teatro virtuale; ossia esiste una guerra vera e propria combattutta con le armi, ed una guerra virtuale combattuta a colpi di informazioni false. La guerra virtuale, che in molti casi precede la guerra vera e propria, è “combattuta” per preparare l’opinione pubblica e convincerla ad accettare la guerra (quella vera).

E’ questo uno schema ormai consolidato e sperimentato in tutte le guerre moderne e soprattutto nelle rivoluzioni colorate, sviluppate principalmente in alcuni stati post-sovietici. Nelle guerre virtuali, grazie all’aiuto dei media, si fabbricano “regimi repressivi” da abbattere, ossia il nemico, il governo di turno da abbattere viene mostrato dai media internazionali come profondamente disumano e repressivo nei confronti di una parte della popolazione che protesta pacíficamente; il fine è giustificare un intervento esterno, una guerra contro questo regime.

Repressioni insesistenti, bombardamenti fasulli contro civili inermi, fosse comuni inventate, testimoni di torture del “regime” preso di mira che spuntano come funghi, ossia tutta una serie di azioni che giustificano appunto l’intervento esterno. E’ successo ad esempio in Serbia, in Libia ed altri paesi.

In tutte le rivoluzioni colorate, i media internazionali hanno seguito questo schema, ...

... mostrando repressioni di settori della popolazione che protestava pacíficamente contro il regime di turno. Tutto inventato ovviamente. Che sta succedendo in Venezuela? Il Venezuela è interessato da un tentativo di rivoluzione colorata e quindi i media internazionali, seguendo lo schema illustrato sopra, hanno mostrato al mondo una realtà virtuale, totalmente inventata, in cui una parte della popolazione protesta pacíficamente ed il “regime”, il governo venezuelano, interviene a reprimere violentemente. Media tradizionali (TV e stampa) di tutto il mondo, assieme alle reti sociali, hanno mostrato una realtà venezuelana totalmente falsa: immagini di torture e repressioni di altri paesi fatte passare per fatti venezuelani o gigantesche manifestazioni di opposizione mai avvenute (1).

Quelli che per i media internazionali erano dimostranti pacifici in realtà hanno scatenato ondate di violenza, anche se circostritte a poche zone del Venezuela. Da quando il 12 febbario è iniziato questo tentativo di rivoluzione colorata, in Venezuela si sono contati ben 16.000 atti di violenza, con 31 morti attrbuibili (alla data odierna, 19 marzo) direttamente a queste violenze ed altre persone decedute indirettamente sempre per questi atti di violenza. Queste manifestazioni violente sono rimaste circoscritte sempre e solo ad alcune zone ricche del paese; in totale sono stati interessati da atti di violenza 18 municipi su 335 esistenti, poco più del 5% del totale.

b) Le manifestazioni violente

Rivediamo alcuni dei principali atti violenti. Come preludio a tali manifestazioni, nello stato Tachira il 6 febbraio era stata attaccata la residenza del governatore Vielma Mora. Il governatore non era in sede, però hanno corso pericolo di vita i suoi familiari e numerosi studenti portatori di handicap, dato che nella stessa residenza funziona una scuola per studenti portatori di handicap. Gli attacchi alla residenza del governatore dello Stato Tachira ed alle forze di polizia di questo stato si sono ripetuti varie volte nei giorni successivi. Gli attacchi alle forze di polizia hanno fatto registrare un saldo di 26 poliziotti feriti.

Il 12 di febbraio si sono avuti a Caracas tre morti ed oltre sessanta feriti. Il 16 febbario sempre a Caracas, nella zona orientale della città, nei quartieri della classe ricca, è stata attaccata una stazione della metropolitana ed una linea degli autobus pubblici; sono rimasti feriti 36 operai ed un paio di centinaia di passeggeri hanno dovuto far ricorso alle cure mediche. Il 18, nella città di Valencia una manifestante di opposizione, famosa per aver vinto uno dei tanti concorsi di belleza esistenti in Venezuela, “Miss Turismo 2013”, ha ricevuto una pallottola alla nuca, sparata sicuramente da un manifesante di opposizone che si trovava alle sue spalle, ed è morta dopo essere stata trasportata in ospedale; un manifestante di opposizione, amico della defunta, ha confermato a CNN che gli spari provenivano dalle loro spalle, cioè dalle fila degli stessi manifestanti di opposizione (vedasi articolo e video). Il 19 febbario, nello Stato Bolivar un gruppo di operai che tornava da una manifestazione pacifica di appoggio al governo è stato imboscato da un franco tiratore appostato su un edificio, con un saldo di un operaio morto e altri quattro feriti. Il 28 febbraio a Valencia un gruppo di militari della Guardia Nazionale, che stava ripulendo una importante arteria stradale dagli ostacoli frapposti dai manifestanti, è stato imboscato da franco tiratori armati, con un saldo di un militare morto e vari feriti.

Sempre a Valencia, la residenza della madre di Julio León Heredia, governatore dello stato Yaracuy è stata oggetto di un violento “cacerolazo” (manifestazione di protesta in cui si battono le pentole per fare rumore); in seguito a tale manifestazione la anziana signora ha avuto un attacco al cuore ed è deceduta; anche la residenza della ministra Nancy Pérez, sempre a Valencia, è stata attaccata da un gruppo di irregolari. A Caracas, nel quartiere di Los Ruices, abitato dalla classe media e media-alta, il 6 marzo un militare ed un motociclista sono stati imboscati da un franco tiratore e sono morti sul colpo.

Ancora: un generale in ritiro, tale Ángel Vivas, ha istigato i manifestanti di opposizone ad inasprire le azioni di protesta attraverso la chiusura delle strade con un filo d’acciaio; i manifestanti rispondendo al consiglio del generale hanno sbarrato con filo d’acciaio varie strade dei quartieri bene, in differenti città. A Caracas un motociclista, un giovane di 29 anni che tornava dal lavoro, è rimasto ucciso decapitato, non essendosi accorto del filo d’acciao che impediva il passo; anche un bambino che andava in bicicletta, a San Cristobal, non si è accorto del filo d’acciaio che sbarrava la strada in cui stava transitando ed è rimasto ferito al volto.

Ora, il militare è ricercato per istigazione alla violenza ed è barricato in casa con numerose armi da guerra. Per il momento la polizia ha desistito dal tentativo di catturarlo per evitare una possibile tragedia.

In totale, le vittime derivate da queste manifestazioni violente sono state una sessantina, includendo coloro che sono morti per non aver potuto raggiungere in tempo un posto di soccorso a seguito di un malore, o perchè medici e aumbalanze chiamati per emergenza non hanno potuto soccorrere in tempo le persone bisognose di cure. L’interruzione di molte strade nei quartieri della classe alta di varie città ha determinato anche queste morti.

Innumerevoli i danni materiali causati da queste manifestazioni violente: centinaia di autobus del servizio pubblico incendiati, auto della polizia distrutte, danneggiati vari edifici pubblici, come il Ministero delle Infrastrutture, il palazzo del Procuratore Generale, incendiata e distrutta totalmente l’Università “UNEFA” di San Cristobal, nello Stato Tachira. In totale la stima dei danni causati da queste manifestazioni ascende a 10 miliardi di dollari.

c) Le proteste dei ricchi alla base della rivoluzione colorata in Venezuela

Per capire cosa stia succedendo in Venezuela, del perchè di queste manifestazioni violente da parte delle classi più ricche, e soprattutto per capire chi manovra i fili di queste azioni, è necessaria una premessa.

Alla base della nostra società tecnologica c’è l’energia. Le principali fonti energetiche sono il petrolio, il gas, il carbone, il nucleare e le cosiddette energie alternative, che hanno ancora uno scarso peso. Petrolio e gas sono in sostanza le principali fonti energetiche. Dove sono localizzate le principali riserve di petrolio e gas?

Secondo fonti OPEC, alla data del 2012 le riserve petrolifere mondiali ammontano a 1.478,2 miliardi di barili. Oltre il 54%, ossia 798,8 miliardi di barili, si trovano nei paesi del Medio Oriente. Il paese con la più grande riserva petrolífera del mondo è il Venezuela con 297,7 miliardi di barili, ossia il 20% di tutto il petrolio del mondo.

Giornalmente la domanda mondiale di petrolio è di 88,9 milioni di barili e di questi ben 18,9 milioni sono destinati agli USA, che consumano in definitiva il 21% di tutto il petrolio estratto nel mondo. Del petrolio consumato negli USA, il 75% è importato. I principali fornitori degli USA sono i paesi del Medio Oriente ed il Venezuela. Per trasportare petrolio dal medio oriente agli Stati Uniti una petroliera impiega circa 45 giorni; il petrolio venezuelano arriva negli USA in meno di 5 giorni.

Riguardo il gas, l’altra importante fonte energetica, la riserva venezuelana è l’ottava a livello mondiale, dopo Russia, Iran, Qatar, Turkmenistan, Arabia Saudita, USA ed Emirati Arabi Uniti.

Anche per quel che riguarda le riserve di carbone, il Venezuela non è messo male, essendo al dodicesimo posto a livello mondiale.

Secondo un recente studio di Business Insider sui principali paesi con riserve di energia (petrolio, gas e carbone), in termini monetari le riserve energetiche del Venezuela ammontano a 34.900 miliardi di dollari attuali, in assoluto al terzo posto dopo Russia (40.700 miliardi) e Iran (35.300 miliardi).

Il Venezuela non possiede solo risorse energetiche (petrolio, gas e carbone), ma anche bauxite, da cui si estrae alluminio, coltan, oro, ferro e numerose altre risorse naturali. Per esempio l’oro: secondo un annuncio che fece lo stesso presidente Chávez, i russi attraverso i satelliti avrebbero scoperto e comunicato al mandatario venezuelano la presenza di grandi riserve di oro in Venezuela. Nello Stato Bolívar si trova la miniera d’oro “Las Cristinas”, che con le sue 500 tonnellate di oro di riserva stimate è una delle più grandi miniere d’oro del mondo, se non la più grande in assoluto.

Fin da quando si è scoperto il petrolio in Venezuela, gli USA sono intervenuti negli affari interni di questo paese. Di fatto, il Venezuela poteva ben considerarsi una repubblica delle banane, dove le potenze straniere al fine di impadronirsi delle risorse naturali, appoggiavano dittatori o governi pseudodemocratici, che in cambio dell’aiuto politico e militare per rimanere al potere, svendevano le risorse del paese. Per circa 50 anni, fino agli inizi degli anni settanta, il Venezuela è stato il principale esportatore di petrolio del mondo, pretolio praticamente regalato.

Grazie a questa enorme ricchezza di risorse naturali, nelle casse del Venezuela da circa un secolo affluiscono annualmente grandi quantità di dollari. Questa ricchezza, fino all’avvento di Chávez (nel 1999), finiva nelle tasche della ristretta oligarchia che governava il paese, con l’appoggio esterno. La maggior parte del popolo viveva in povertà e completamente abbandonata a se stessa, senza un minimo diritto all’assistenza sanitaria, all’educazione o alla pensione. E’ proprio la povertà che costrinse il popolo ad esplodere il 27 febbraio del 1989, in occasione dell’inasprimento delle politiche del governo Pérez; quella ribellione popolare fu repressa nel sange dal governo di Carlos Andres Perez (Vedasi il “Caracazo”) e provocò in pochi giorni migliaia di morti, il cui numero esatto non è mai stato accertato.

Mentre le oligarchie dominanti vivevano nel lusso, appropriandosi delle risorse del paese, la maggior parte della popolazione viveva in povertà. Nel secondo semestre del 1996, si arriva all’estremo, con l’85,78% della popolazione che vive in povertà e ben il 65,32% che vive nella pià assoluta miseria.

Tutto questo termina con l’avvento al potere di Hugo Chávez, che dopo una fallita ribellione militare del 4 febbrario del 1992, riesce ad arrivare alla presidenza tramite la via elettorale. Con l’avvento di Chávez al potere, finisce la svendita delle risorse alle multinazionali ed agli USA. In particolare, termina il periodo in cui il petrolio veniva letteralmente ragalato, in cambio di una royalty dell’1%. Oltre ad incrementare la royalty, le multinazionali sono state obbligate anche a pagare una imposta sui guadagni. Chávez è anche l’artefice della ripresa dei prezzi del petrolio; grazie alla sua azione, la OPEC si riorganizza ed attraverso accordi sui tagli alla produzione, il prezzo del petrolio può aumentare, raggiungendo un prezzo giusto (attualmente attorno ai 100 dollari il barile).

Il governo di Chávez, grazie agli ingressi petroliferi comincia ad effettuare politiche sociali che permettono a tutti l’accesso alla sanità, all’educazione, al diritto all’abitazione, alla pensione, ovvero per la prima volta in Venezuela si attua una redistribuzione delle risorse fra tutte le classi sociali. Negli ultimi 15 anni gli indici di povertà si sono enormemente ridotti, ed oggi il Venezuela ha un reddito procapite molto vicino alla media dei paesi ricchi; nei prossimi anni il Banco Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale saranno costretti ad inserire il Venezuela nella risteretta lista dei paesi ricchi (Paesi non OCSE con entrate alte).

Ovviamente tutto ciò ha provocato malconento nella classe oligarca, spodestata dal potere e dalla gestione delle risorse del paese. Per conseguenza, in Venezuela esiste una ristretta minoranza, la classe oligarca appunto, che si oppone con ogni mezzo al governo.

Questa classe, grazie al fatto che controlla la maggior parte dei mezzi di comunicazione, riesce ad influire e manipolare milioni di persone, che finiscono per avversare il governo. Questa classe non controlla solo i mezzi di comunicazione, ma anche importanti settori economici, come quello dell’importazione dei prodotti alimentari. Con la scoperta del petrolio il Venezuela ha quasi abbandonato del tutto la produzione agricola, ed oggi praticamente la maggior parte dei prodotti agricoli e alimentari consumati nel paese sono importati. Ricordiamo che in Venezuela esiste una economia mista, con il 70% in mano ai privati ed il 30% in mano dello stato.

Inoltre, l’alto costo del lavoro (in Venezuela c’è uno dei salari minimi più alti del continente americano) ha contribuito a fare in modo che sia più conveniente importare che produrre. Per inciso, al salario minimo sono agganciate anche le pensioni sociali, quelle più basse; salario minimo e pensioni sociali oggi sono retribuite con circa 520 dollari Usa mensili per 16 mensilità all’anno (in Venezuela la tredicesima è pagata con minimo due mensilità extra a dicembre; a luglio c'è un buono vacanze, consistente in altre due mensilità extra).

Chi sono gli importatori? I grandi importatori del paese, a parte il governo che importa attraverso imprese statali, sono quegli stessi oligarchi che un tempo disponevano del potere político, e che si sono arricchiti in virtù di questo potere. Grazie al fatto che controllano le importazioni, attraverso l’accaparramento, ossia la mancata immissione nel mercato dei prodotti importati, riescono a far scarseggiare i prodotti ed allo stesso tempo a farli aumentare di prezzo, creando malcontento in alcuni settori della popolazione, soprattutto fra la classe medio-alta. Le classi più povere e le classi medie sono abbastanza protette, almeno per quel che riguarda i prodotti di prima necessità, perchè il governo importa e distribuisce questi generi attraverso tre catene di supermercati (Mercal, PDVAL e Bicentenario, quest’ultima a capitale misto in cui intervengono anche capitali esteri, in particolare francesi) diffuse ovunque, ma soprattutto nei quartieri più periferici, dove vivono le classi più povere.

Il fine di far scarseggiare i prodotti sul mercato è creare appunto malcontento nella popolazione, sperando che in questo modo si rivolti contro il governo. La classe oligarca, estromessa dal potere político, sta dunque usando ogni mezzo per riprenderselo ed è appoggiata direttamente anche dagli USA, che manovrano dall’esterno questo tentativo di rivoluzione colorata.

d) L’intromissione degli Stati Uniti in Venezuela

Gli USA sono interessati al Venezuela per vari motivi. Innanzitutto, il Venezuela è la principale riserva di petrolio del mondo; inoltre, come visto, il petrolio venezuelano si trova a soli 4 o 5 giorni di navigazione, mentre il petrolio del medio oriente per arrivare agli Stati Uniti impiega circa 45 giorni, cosa che incide enormemente sui costi di trasporto.

C’è anche un altro fattore di ordine geopolítico: gli USA stanno perdendo il controllo del mondo e forzatamente saranno costretti a ripiegare sull’America Latina, tentando di esercitare il controllo almeno su questa parte del mondo. Per poter controllare il continente americano debbono necessariamente controllare il Venezuela.

Gli USA sono ancora la prima potenza militare del mondo, però indubbiamente sono in declino. Pur avendo investito ingenti ricchezze economiche e militari per mantenere il predominio in Medio Oriente, in realtà non riescono a controllarlo. Dopo aver perso il controllo sull’Iran con la rivoluzione degli Ayatollah, pensavano di rifarsi con le guerre in Afganistan, in Iraq, in Libia e in Siria. Malgrado due decenni di guerre (dalla prima guerra del Golfo), in Medio Oriente sono in atto cambiamenti che potrebbero portare all’estromissione degli USA dalla regione. Le presunte guerre vittoriose in Afganistan, Iraq e Libia in realtà non hanno assicurato il controllo di questi paesi. La Siria, che doveva essere una passeggiata, in realtà si è rivelato un fiasco. Anche in Egitto, con la caduta di Mubarack, che pensavano di rimpiazzare con i Fratelli Musulmani, stanno perdendo il controllo con l’attuale governo egiziano che si sta riavvicinando alla Russia. Gli USA pensavano di estromettere la Russia dall’accesso al Mediterraneo, a cui potevano accedere solo attraverso una base marittima in Siria ed una Crimea, sul Mar Nero. Far cadere Siria ed Ucraina nella sfera d’influenza occidentale avrebbe appunto significato accerchiare la Russia ed estromettere le navi russe dall’accesso diretto al Mediterraneo e per conseguenza anche dallo Stretto di Ormuz, cui si arriva attraverso il Canale di Suez; ricordiamo che dall’importante Stretto di Ormuz passano ogni giorno 17 milioni di barili di petrolio, il 20% delle necessità mondiali.

Inoltre è da considerare che per gli USA comincia a vacillare anche l’amicizia storica con la famiglia Saud che controlla quella che un tempo era la principale riserva petrolífera del mondo, ossia l’Arabia Saudita. L’unico paese del mondo che prende il nome dalla famiglia che lo controlla, l’Arabia Saudita appunto, recentemente ha alzato la voce contro gli USA. Se i Saud, fino ad ora il più fedele alleato degli USA in medio Oriente, assieme ad Israele, alzano la voce è perchè sanno che gli USA stanno perdendo potere. Loro hanno petrolio e nel momento in cui gli USA smetteranno di essere potenza e non potranno acquistare le attuali quantità di petrolio, i Saud si ritroverebbero un problema. Sanno che in un futuro ormai prossimo la Cina spiazzerà gli USA e pertanto iniziano ad avvicinarsi a questa potenza in ascesa, che potrebbe diventare un loro cliente importante (Vedasi articolo, in spagnolo “Arabia Saudita si allontana dagli Stati Uniti?”).

Gli USA dunque, pur essendo ancora la principale potenza militare, sono in declino e con la crisi economica alle porte dovranno forzatamente abbandonare le loro pretese di considerarsi i padroni del mondo e ripiegare solo sul continente americano. Il Venezuela è comunque la principale riserva petrolífera del mondo, per cui per gli USA si focalizzeranno sempre più su questo paese.

La vecchia oligarchia venezuelana pensava che per riprendersi il potere in Venezuela fosse sufficiente sbarazzarsi di Chávez. Chávez è morto di cancro il 5 marzo 2013, quindi apparentemente per cause naturali, anche se in virtù delle indagini di Eva Golinger, avvocatessa e giornatista statunitense-venezuelana, potrebbe essere stato ammazzato dalla NSA.

La Storia dovrà dunque accertare se Chávez sia morto per un cancro “naturale” o per un cancro irradiato. Una cosa è certa: l’oligarchia era convinta che morto Chávez avrebbe ripreso il potere. Dopo aver tentato di sbarazzarsi di Chávez, durante i suoi 14 anni di governo attraverso vari tentativi di colpi di stato e sabatoggio petrolifero, con la sua morte pensava di riprendersi il potere attraverso le elezioni presidenziali dell’aprile 2013. Invece, le urna hanno dato la vittoria a Nicolas Maduro, già vicepresidente nell’ultimo Governo Chávez.

Il fatto che Nicolas Maduro abbia vinto le elezioni con solamente il 2% di vantaggio sul candidato dell’oligarchia, Henrique Capriles, ha frustrato ancora di più le classi ricche, che subito dopo le elezioni di aprile 2013, istigate dal perdente Capriles, hanno scaricato tutta la loro rabbia con atti di profonda violenza, con attacchi alle sedi del partito socialista di Chávez, ad ospedali ed edifici pubblici, atti violenti che hanno provocato una dozzina di morti.

Da quel momento in poi, l’oligarchia sta tentanto con ogni mezzo di riprendersi il potere. Nell’ultimo anno, in Venezuela c’è stata a vera e propia guerra economica: oltre alla scarsità di beni, attuata con i mezzi descritti sopra, i grandi importatori e distributori hanno aumentato arbitrariamente i prezzi dei loro prodotti; ovviamente l’aumento si è ripercosso su tutta la catena distributiva; i prezzi dei prodotti non regolamentati (sono regolamentati i prezzi dei prodotti di prima necessità) sono stati portati alle stelle, impedendo a chiunque, perfino alle classi più alte di poterli acquistare; in sostanza i negozi erano pieni di merci, ma nessuno poteva acquistarli appunto per l’altissimo prezzo.

A partire da ottobre-novembre, il governo ha reagito inasprendo i controlli, che hanno effettivamente evidenziato l’altissimo aumento dei prezzi; in casi limiti, in una famosa catena di negozi di elettrodomestici, si è scoperto che ad esempio una lavatrice aveva un prezzo superiore a quello di un appartamento di lusso o di tre appartamenti popolari.

Questa guerra economica ha motivato il Parlamento ad emanare una legge che sanziona fortemente la speculazione ed ha fissato un margine di guadagno al 30%. Ovviamente fissare un margine di guadagno al 30%, quindi molto alto in confronto al margine di guadagno esistente nei paesi sviluppati, ha subito determinato l’arrivo di grandi imprese, come Samsung e Adidas. Il primo ad arrivare è stato il colosso sudcoreano Samsung, che non solo ha deciso di vendere direttamente i propri prodotti elettronici, ma ha dichiarato che installerà una linea di produzione, che servirá non solo il mercato venezuelano, ma tutta l’America del Sud e Caraibica. La Samsung, attraverso il Venezuela membro di Mercosur ed Alba, potrà così penetrare direttamente in tutto il continente latinoamericano.

Il presidente del Venezuela, approfittando della presenza in Venezuela del presidente della multinazionale sudcoreana, ha concluso un contratto per una prima fornitura di 600.000 Tablet, che saranno distribuiti gratuitamente agli studenti universitari. Fino ad ora, il governo venezuelano distribuiva gratuitamente un computer portatile a tutti gli studenti delle scuole primarie; da quest’anno anche gli studenti delle scuole superiori e delle università riceveranno il Tablet.

Mentre negli USA ed in generale in tutti i paesi occidentali, il margine di guadagno è mediamente dell’8-12%, in Venezuela si è stabilito per legge che possa arrivare fino al 30%, quindi molte imprese mondiali, si motiveranno a venire in Venezuela per vendere o produrre i propri prodotti.

In sostanza in Venezuela non esiste un problema economico; il paese continua a crescere. Per esempio, tutti i ristoranti e gli hotel sono sempre pieni; siamo ancora a Marzo, ma risulta già difficile trovare un posto libero per le vacanze estive e perfino per Natale e Capodanno; molti degli hotel a 5 stelle della catena statale Venetur non stanno effettuando più prenotazioni avendo esaurito i posti, almeno per le principali vacanze del 2014.

La classe oligarchica, comunque non si rassegna e continua nella sua azione destabilizzante nel tentativo di riprendersi il potere político. A febbraio sono riprese le manifestazioni violente su incitazione di Leopoldo López, rampollo delle famiglie López e Mendoza, due delle principali famiglie oligarche del Venezuela. Leopoldo Lopez è stato arrestato per incitazione alla violenza. Del suo arresto si è parlato ampiamente perchè in realtà l’arresto è stato effettuato anche per proteggergli la vita. Il presidente del parlamento in persona, Disodado Cabello, per tre giorni ha trattato direttamente con i genitori di Leopoldo López per convincerlo a consegnarsi alla giustizia per salvargli la vita. Come ha poi spiegato lo stesso presidente della Repubblica, Nicolas Maduro, i Sevizi di Intelligenza hanno scoperto un piano, orchestrato a Miami, per scatenare la guerra civile in Venezuela e proprio Leopoldo López, uno dei principali esponenti dell’opposizone doveva essere la vittima sacrificale. Il piano, rivelato dallo stesso presidente Maduro era il seguente: Leopoldo López incitava alla violenza che puntualmente esplodeva in Venezuela; la magistratura venezuelana ovviamente, non poteva fare altro che emettere un ordine di cattura; nel frattempo López era assassinato da un gruppo paramilitare, facendo ricadere la colpa sugli ambienti vicini al governo per scatenare una vera e propria guerra civile nel paese. Per evitare il suo assassinio e scongiurare lo scatenarsi di questa possibile guerra civile, si è mosso in prima persona il presidente del parlamento. Ovviamente, con l’arresto di Leopoldo López non cessa il pericolo di un colpo di stato in Venezuela.

e) Il piano per realizzare il colpo di stato in Venezuela e la filosofia di Gene Sharp

L’oligarchia venezuelana e l’oligarchia statunitense non si rassegnano e pertanto tenteranno continuamente di spodestare Maduro e la cosiddetta rivoluzione bolivariana, attraverso un colpo di stato o meglio una rivoluzione colorata. Come visto sopra, l’oligarchia statunitense ha la necessità di controllare políticamente il Venezuela sia per potersi appropriare del petrolio e delle risorse venezuelane, sia per poter controllare l’intero continente latinoamericano; se cade Venezuela, ossia se il Venezuela ritorna nella sfera d’influenza degli USA, a rotazione cadranno tutti gli altri paesi del continente che se ne sono allontanati, in virtù dell’esempio e dell’aiuto venezuelano.

L’obiettivo dell’oligarchia è dunque quello di riprendersi il potere político in Venezuela. In che modo? Qual è il piano? La risposta viene dal filosofo, político e scrittore statunitense Gene Sharp, alla cui filosofía si ispirano tutte le rivoluzioni colorate.

Per il filosofo statunitense, autore di vari saggi tra cui “Politica dell'azione non violenta”, “La via della non-violenza” e “Dalla dittatura alla democrazia”, le guerre tradizionali corpo a corpo, non sono più efficaci e tra l’altro implicano alti costi economici, come le costose operazioni belliche in Afganistan e Iraq.

Sharp invece delle guerre tradizionali per abbattere un nemico o un governo, indica una serie di azioni che vanno dall’indebolimento del governo stesso fino alla frattura istituzionale. Individua ben 198 metodi per abbattere un governo mediante colpi di stato morbidi, anche se in definitiva la strategia di Sharp può riassumersi in cinque passi.

Il primo passo è promuovere azioni non violente per generare nella società un clima di opposizone al governo; a tal fine si effettuano denuncie di corruzione, di intrighi, diffusione di notizie false, completamente inventate; il tutto, appunto per creare un clima di opposizione al governo di turno preso di mira.

Il secondo passo consiste nello sviluppare una intensa campagna d’informazione in “difesa della libertà di stampa e dei diritti umani”. Azioni tendenti appunto a far apparire che nel paese preso di mira il governo reprima la libertà di stampa e violi sistematicamente i diritti umani. In Venezuela si è arrivati ad inventare che il Governo al fine di reprimere la libertà di stampa abbia impedito la importazione di carta, impedendo in questo modo addirittura la stampa del giornale di opposizione. Ovviamente è tutto falso. In Venezuela non esiste alcuna repressione della libertà di stampa e meno che meno una violazione dei diritti umani. Se qualcuno si avvicina ad una edicola venezuelana può facilmente rendersi conto che l’80% o più della stampa, in mano all’oligarchia del paese, scrive liberamente tutto quello che le pare contro il governo.

Col terzo passo si arriva alla lotta attiva per le rivendicazioni politiche e sociali; si arriva anche alla manipolazione collettiva, affinchè sempre più persone vengano coinvolte in manifestazioni violente.

Col quarto passo si arriva ad operazioni di guerra psicologica e destabilizzazione del Governo, creando un clima di ingovernabilità.

Alla fine - e siamo al quinto passo di questa strategia - l’obiettivo diventa la rinuncia del Presidente di turno, mediante rivolte di strada. Parallelamente, mentre si scatena una vera e propria guerra civile e si ottiene l’isolamento internazionale del paese, si prepara il terreno per un intervento militare esterno. Tutti i passi descritti sono stati puntualmente eseguiti in Venezuela, ma il piano è fallito perchè gli oppositori non sono riusciti ad arrivare al quinto ed ultimo punto.

Dal lato interno, l’opposizone non è riuscita a scatenare la guerra civile vera e propria e sul fronte esterno non è riuscita a far isolare internazionalmente il Venezuela.

La stragrande maggioranza della popolazione, con cifre superiori al 90% stando ad alcuni sondaggi, ha rinnegato le azioni violente e per conseguenza la possibilità di farsi trascinare in una guerra civile. Ovviamente in tali cifre rientrano non solo chi appoggia il governo, ma anche la maggioranza di chi políticamente non lo condivide. Il fatto è che in Venezuela non si è mai stati così bene come in questi ultimi anni: le classi più umili, un tempo povere ed emerginate, oggi vedono comunque soddisfatti i bisogni fondamentali, come la possibilità di ottenere una casa dignitosa, l’accesso ai servizi sanitari, l’accesso all’educazione fino ai più alti gradi, la possibilità di fare una vacanza, ecc.. Le classi medie e medio-alte, professionisti, impresari e lavoratori autonomi non hanno mai guadagnato tanti soldi come in questi ultimi anni, ed anche se magari avversano politicamente il governo, sanno che avventurarsi in campi di battaglia violenti, come accaduto in Libia, Serbia ed altri paesi significa poter perdere tutto, anche la vita e quindi hanno rigettato il progetto dell’oligarchia.

Sul piano internazionale, il Venezuela prima dell’avvento di Chavez, era totalmente sconosciuto alla maggior parte delle persone del mondo, oggi ha relazioni di stima con la maggior parte dei paesi. Lo dimostra il fatto che lo scorso anno, per il funerale di Chavez arrivarono oltre sessanta capi di stato o di governo; quest’anno in occasione dell’anniversario della sua morte erano presenti una dozzina di capi di stato o di governo e decine di delegazioni ad alto livello. I principali esponenti dell’opposizione hanno tentato in tutti i modi di far condannare il Venezuela per le presunte violazioni dei diritti umani, in tutte le istanze internazionali senza riuscire nemmeno ad attivare il dibattito sulla situazione del paese in ambito OEA (l’Organizzazione degli Stati Americani, secono la sigla in spagnolo). In questa istanza internazionale, la proposta di dibattito richiesta dalla deputata di opposizone Maria Corina Macchado è stata rigettata dalla stragrande maggioranza degli stati, ottenendo il voto favorevole solamente di USA, Canada e Panama, paese quest’ultimo con cui il Venezuela ha rotto le relazioni diplomatiche qualche tempo fa. Al contrario, il Venezuela ha ottenuto solidarietà ed appoggio morale da tutti i massimi esponenti degli altri paesi del continente, inclusi quelli che hanno posizioni vicine agli stati Uniti, come Colombia o Cile.

C’è anche un altro importante elemento che contribuisce a far emergere la verità su quanto sta succedendo in Venezuela: la presenza di grandi media informativi come Telesur, Russia Today, CCTV, Hispan TV ed altri. Se prima il monopolio dell’informazione televisiva era nelle mani di USA e Regno Unito (CNN e BBC ad esempio), oggi esistono queste altre realtà che raggiungono miliardi di persone, in differenti lingue.

Per il momento dunque il tentativo di rivoluzione colorata o colpo di stato è fallito, ma sicuramente l’oligarchia non si darà per vinta e continuerà a tentare il golpe in altre occasioni.

Attilio Folliero

Per i link alle varie fonti vedi il testo originale.

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Autore Albero
Slobbysta
Inviato: 24/3/2014 22:42  Aggiornato: 24/3/2014 22:42
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/7/2013
Da:
Inviati: 2227
 Re: Il tentativo di rivoluzione colorata in Venezuela
Maduro è troppo molle...possibile sia così difficile trovar uno con le palle!

Det.Conan
Inviato: 25/3/2014 0:13  Aggiornato: 25/3/2014 0:16
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/6/2006
Da:
Inviati: 1754
 Re: Il tentativo di rivoluzione colorata in Venezuela
Pensate un po cosa hanno osato fare quegli infiltrati massoni della Casaleggio Associati.
Nella foga di carpire i segreti occulti dei loro nemici anti-mondialisti si sono perfino permessi di :

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/03/23/venezuela-e-cinque-stelle-un-incontro-importante/920532/

E’ altresì importante che ampi settori della società italiana non si facciano ingannare dalle menzogne e dalle montature dei media. Per questo motivo ho appreso oggi con soddisfazione di un incontro che si è svolto lunedì scorso tra l’Ambasciata della Repubblica Bolivariana in Italia e la Commissione di politica estera del Movimento Cinque Stelle composta dai parlamentari Manlio Di Stefano, Maria Edera Spadoni, Carlo Sibilia e Emanuele Scagliusi. Il Movimento Cinque Stelle che si appresta a confermare il suo ruolo politico fondamentale nel quadro politico italiano ed europeo, ha espresso in tale occasione la sua contrarietà al processo di demonizzazione tentato dai media contro il governo venezuelano e in particolare contro il dialogo nazionale che punta a porre fine alle violenze creando le condizioni per una soluzione pacifica e democratica dei problemi politici, economici e sociali. Lo stesso Movimento ha del resto potuto constatare più volte sulla propria pelle gli effetti della faziosità dei media, elaborando peraltro efficaci strategie di controffensiva mediatica.


Aironeblu
Inviato: 25/3/2014 8:44  Aggiornato: 25/3/2014 8:44
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 12/1/2012
Da: Ha Noi
Inviati: 1947
 Re: Il tentativo di rivoluzione colorata in Venezuela
Maduro è troppo molle...possibile sia così difficile trovar uno con le palle!

Spero sia senza allusioni sessuali!!!

Aironeblu
Inviato: 25/3/2014 9:18  Aggiornato: 25/3/2014 9:18
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 12/1/2012
Da: Ha Noi
Inviati: 1947
 Re: Il tentativo di rivoluzione colorata in Venezuela
Ottima analisi, anche se non ha il dono della sintesi.
Quanto alle capacità di Maduro, non credo sia così ingenuo e impreparato come qualcuno suggerisce: ha già scacciato dal paese alcuni diplomatici USA colti in flagrante tentativo di destabilizzazione, e sta gestendo mi pare bene la nuova forte ondata di assalti dei banditi yankee e locali alla propria autonomia.
Il fatto è che Maduro è un personaggio su cui i media nostrani tacciono, probabilmente su direttiva di Washington per evitare di creare un altro paladino del popolo come era successo con Chàvez.
Se, come pare, il governo di Caracas terrà, allora sarà il fallimento definitivo della dottrina Sharp, e gli USA dovranno adottare una nuova strategia, magari quella di togliere il loro culo obeso dagli altri paesi e imparare a sostenersi sulle proprie gambe, chissà...
Que viva la revolucción, y se mueran los putos gringos!

Raimondo11
Inviato: 25/3/2014 10:33  Aggiornato: 25/3/2014 10:33
So tutto
Iscritto: 17/9/2013
Da:
Inviati: 12
 Re: Il tentativo di rivoluzione colorata in Venezuela
Ottima analisi che spiega l'azione delle oligarchie nel cercare di mantenere il potere per appropriarsi di tutte le risorse possibili. Gli Stati Uniti perseguono una politica errata in quanto non rispettano minimamente i paesi che considerano inferiori da poter depredare. Altri paese agiscono rispettando maggiormente gli interessi e le istanze dei propri interlocutori, come per esempio la Cina o la stessa Russia. Forse i vari fallimenti costringeranno finalmente gli Stati Uniti a venire a maggior ragione.

Pyter
Inviato: 25/3/2014 10:40  Aggiornato: 25/3/2014 10:40
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Il tentativo di rivoluzione colorata in Venezuela
Raimondo11
Altri paese agiscono rispettando maggiormente gli interessi e le istanze dei propri interlocutori, come per esempio la Cina o la stessa Russia

O la Francia nel Mali. Praticamente dei benefattori.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
Slobbysta
Inviato: 25/3/2014 11:25  Aggiornato: 25/3/2014 11:25
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/7/2013
Da:
Inviati: 2227
 Re: Il tentativo di rivoluzione colorata in Venezuela
...Maduro rimane un supplente con relativa personalità ...e ci mancherebbe altro che non espelli gli infiltrati...tanto di sabotatori&mercenari ne entrano il triplo dal confine colabrodo con la Colombia...nell'articolo si cita la crescita venezuelana...ma a vantaggio della classe agiata! Se un hotel 5stelle è completo ho paura che il governo ci guadagna relativamente poco...

wendellgee
Inviato: 25/3/2014 12:54  Aggiornato: 25/3/2014 12:54
Mi sento vacillare
Iscritto: 17/1/2013
Da:
Inviati: 700
 Re: Il tentativo di rivoluzione colorata in Venezuela
Non sono molto informato sul Venezuela e ringrazio l'autore di questo articolo (e Massimo per averlo postato).
Sono troppo cattivo se faccio notare che frasi come:

Citazione:
tutti i ristoranti e gli hotel sono sempre pieni


Citazione:
l’80% o più della stampa, in mano all’oligarchia del paese, scrive liberamente tutto quello che le pare contro il governo


sembrano uscire dalla bocca di Berlusconi?

Non mi giudicate male. Sono convinto anch'io che gli USA e altre potenze straniere influiscano pesantemente la destabilizzazione del governo venezuelano (e altri in giro per il mondo) ma non per questo credo che Maduro (e Chavez prima di lui) siano dei santi. Sbaglio?

Il mio blog:
lumiebarlumi.blogspot.com
Slobbysta
Inviato: 25/3/2014 14:11  Aggiornato: 25/3/2014 14:11
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/7/2013
Da:
Inviati: 2227
 Re: Il tentativo di rivoluzione colorata in Venezuela
...ne beati ne santi..qui si parla di burattini e mangiafuoco..e magari qualche asinello fuori dal presepe..anche Kennedy non era un santo e neppure Clinton, MA CHE DIFFERENZA tra i due!

massimo73
Inviato: 25/3/2014 19:09  Aggiornato: 25/3/2014 19:09
Mi sento vacillare
Iscritto: 20/7/2011
Da:
Inviati: 364
 Re: Il tentativo di rivoluzione colorata in Venezuela
Articolo interessantissimo anche se un po' troppo prolisso; dimostrazione che il paese leader della "democrazia" nel mondo !? ancora oggi prosegue imperterrito nelle sue politiche criminali di destabilizzazione di paesi stranieri i cui governi non fanno i suoi interessi e delle classi predatrici locali loro complici.
Ovviamente il tutto col supporto lurido dei media mainstream i cui proprietari fanno capo sempre alla più grande "democrazia" del mondo o sono suoi vassalli.........o forse sarebbe più giusto chiamarla "demonocrazia" in omaggio agli strani riti esoterici cui si rifanno le organizzazioni segrete che la guidano......

massimo73
Inviato: 25/3/2014 19:14  Aggiornato: 25/3/2014 19:14
Mi sento vacillare
Iscritto: 20/7/2011
Da:
Inviati: 364
 Re: Il tentativo di rivoluzione colorata in Venezuela
Proprio forti st'ammericani e i loro sguatteri europei........non riconoscono l'unione della Crimea alla Russia sancita con un plebiscito tramite referendum dalla stessa popolazione della Crimea perché viola la legalità internazionale sich e dall'altro lato sobillano e finanziano senza badare a spese terroristi di varia risma per cercare di abbattere governi legittimi in giro per il mondo......

liberta
Inviato: 26/3/2014 2:25  Aggiornato: 26/3/2014 2:25
So tutto
Iscritto: 23/8/2007
Da:
Inviati: 28
 Re: Il tentativo di rivoluzione colorata in Venezuela
Quante supercazzate sparate in un solo articolo, io ho moglie Venezuelana figlio Venezuelano famiglia in Venezuela sono andato a vivere nel 06 proprio per i miei ideali socialisti del cavolo e posso assicurarvi che una distruzione fatta da quelle bestie immonde chaviste non si e' mai vista nel mondo. E' la societa' in generale piu' violenta piu' consumista piu' scansafatiche del mondo. Sono socialisti solo perche' regalano il mangiare la birra e la benzina (un pieno al dollaro sicad 2 vale 40 centesimi di dollaro).
Ragazzi sfortunatamente state commentando qualche cosa che dovreste vivere per poter giudicare. Non sono mai critico pero' stavolta toppato 1000%. Lasciatelo perdere il Venezuela.

Aironeblu
Inviato: 26/3/2014 7:20  Aggiornato: 26/3/2014 7:31
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 12/1/2012
Da: Ha Noi
Inviati: 1947
 Re: Il tentativo di rivoluzione colorata in Venezuela
@Liberta

io ho moglie Venezuelana figlio Venezuelano famiglia in Venezuela sono andato a vivere nel 06 proprio per i miei ideali socialisti del cavolo e posso assicurarvi che una distruzione fatta da quelle bestie immonde chaviste non si e' mai vista nel mondo.

Parti subito in contraddizione con te stesso: se ti sei trasferito in Venezuela nel 2006 allora non puoi assicurare un bel nulla, poichè Chavez è stato eletto nel 2000, ha subito un tentativo di golpe nel 2002, ed è stato reinsediato a furor di popolo a capo del governo venezuelano. Se tu arrivi nel 2006, cosa ne sai di come era il venezuela prima di Chávez, per poter parlare di "distruzione"?
Ma probabilmente tu sei molto al di sopra dell'intera popolazione venezuelana per poter giudicare.

E' la societa' in generale piu' violenta piu' consumista piu' scansafatiche del mondo.

Prima di Chávez invece il Venezuela si chiamava "Armonia", ed era la perfetta realizzazione in Terra di ogni utopia sociale immaginata dai più eminenti sociologi di tutti i tempi.

Sono socialisti solo perche' regalano il mangiare la birra e la benzina (un pieno al dollaro sicad 2 vale 40 centesimi di dollaro).

Ed eccoci al culmine, riveliamo i grandi crimini di quell'immondo distruttore che è stato Chávez: regalare da mangiare e da bere, e vendere l'energia a basso costo!!! Nemmeno il più spietato criminale nazista sarebbe mai arrivato a tanto!!!
Bene, visto che la permanenza dal 2006 pare non ti sia bastata a comprendere, forse è meglio rimettere le cose al loro posto: fino alla fine degli anni '90 cibo, prodotti agricoli, benzina, e ogni genere di ricchezza, erano gestiti dalla ristratta aristocrazia ex coloniale che si arricchiva affamando il paese per svendere ai nuovi padroni yankee, in cambio di qualche dollaro e del loro appoggio politico-militare.
E sono stati decenni di questi non-governi delle banane a rendere il Venezuela uno dei paesi più violenti del mondo, con grandissime sperequità sociali e l'80% della popolazione estromesso dall'accesso alle proprie risorse, e ad ogni possibilità di sviluppo.
La NAZIONALIZZAZIONE delle risorse (petrolio in primis, ma anche latifondi, oro, acciaio...) da parte di Chávez ha segnato la fine di questa organizzazione feudale e dei loro signorotti corrotti, redistribuendo magari non perfettamente ma certo più equamente alla popolazione le proprie ricchezze, e avviando le politiche sociali ed economiche "chaviste" che hanno risollevato enormi fasce di poveri e indigenti riaprendogli la possibilità di un futuro.
E questo naturalmente non sta bene ai neocolonizzatori yankee, che si vedono sfuggire di mano il proprio bottino conquistato con tanta facilità a favore nientemeno che di una massa di miserabili scansafatiche indios e cartoneros che non hanno diritto a possedere tutte quelle risorse, e non sta bene ai colonizzatori di vecchio stampo discendenti dalle vecchie aristocrazie fondiarie, di cui evidentemente tua moglie e la cerchia che hai frequentato fanno parte, che vedono svanire i propri comodi privilegi a favore dei loro connazionali "deshechables".

Ragazzi sfortunatamente state commentando qualche cosa che dovreste vivere per poter giudicare. Non sono mai critico pero' stavolta toppato 1000%. Lasciatelo perdere il Venezuela.

Forse è meglio che lo lasci perdere tu e rientri in patria... Nel mentre salutami Capriles!!!

massimo73
Inviato: 26/3/2014 12:26  Aggiornato: 26/3/2014 12:26
Mi sento vacillare
Iscritto: 20/7/2011
Da:
Inviati: 364
 Re: Il tentativo di rivoluzione colorata in Venezuela
Quoto totalmente Aironeblu.
Il Venezuela risulta aver migliorato di molto l'indice di distribuziuone della ricchezza con quei "criminali" dei chavisti al potere.


In questo grafico si riporta il grande aumento dell'Indice di Sviluppo Umano, un indicatore della variazione del benessere collettivo di un paese, sotto i "cattivi" chavisti e lo stesso Chavez finché era in vita :


http://www.michelcollon.info/local/cache-vignettes/L600xH437/8_graphique_Venezuela-c6fe4.png

massimo73
Inviato: 26/3/2014 12:30  Aggiornato: 26/3/2014 12:30
Mi sento vacillare
Iscritto: 20/7/2011
Da:
Inviati: 364
 Re: Il tentativo di rivoluzione colorata in Venezuela
C'è un fortissimo aumento dell'Indice di Sviluppo Umano a partire dagli anni 2000, quelli in cui Chavez è salito al potere, non per aver fatto un colpo di stato, ma per aver vinto regolari elezioni..... ma sicuramente sarà stato frutto del caso......

liberta
Inviato: 26/3/2014 21:56  Aggiornato: 26/3/2014 21:56
So tutto
Iscritto: 23/8/2007
Da:
Inviati: 28
 Re: Il tentativo di rivoluzione colorata in Venezuela
Vorrei piangere a leggere certi commenti, non potrete mai e poi mai capire il Venezuela dietro di uno schermo televisivo, le varie missioni sono completamente false, la maggioria degli studenti sono semplici malandros che ricevono una beca dallo stato per "studiare". Ovviamente non bisogna fare alcun esame visto che basta una semplicissima minaccia di morte e passi tutti gli esami che vuoi. La situazione sanitaria e' incredibile, se non ti porti il filo per cucire e la garza da casa sei finito. Chavez ha distrutto il paese durante la bonanza piu' grande della storia mondiale. In solo otto anni ho visto una distruzione di infrastrutture, cultura, sanita' ed il sorgimento del razzismo (mai visto prima in Venezuela) senza pari. Il Venezuela e' comandato dai pran delle carceri che nessuno osa toccare, la gente e' diventata peggio degli animali. Il tasso di omicidio sebbene e' altissimo non e' nemmeno reale visto che i litigi personali che finiscono con un morto gli uxoricidi e tutte i morti delle favelas che spariscono non contano assolutamente nelle statistiche. Ho visto Nicaragua Haiti El Salvador ho vissuto in Messico, sono andato nelle favelas del Brasile, ma mai e poi mai ho vissuto il terrore come quello che si vive tutti i giorni in Venezuela per questi bastardi armati da quel buen uomo di chavez. Ripeto non sono umani e sono peggio che gli animali. La boliburquesia chavista e' la piu' ricca del mondo hanno depredato tutto ed hanno regalato il contentino di farina e latte al popolo (che por certo non c'e' piu').
La realta' venezuelana e' questa:
un chilo di latte in polvere:
http://www.youtube.com/watch?v=EvuP32r0P0Y
se ti fermi nell'autostrada:
http://www.youtube.com/watch?v=hXggyu7zD-s
carcere del venezuela:
http://www.youtube.com/watch?v=-BBYENRouBw

Hanno distrutto tutte le industrie che hanno nazionalizzato, hanno distrutto la produzione agricola, hanno distrutto TUTTO.
Importano il 90% mentre prima producevano di tutto.
Non spariamo cazzate il chavismo non si puo' difendere solo perche' contro l'imperio, e' molto ma molto peggio dell'imperio stesso (dove ho vissuto per svariati anni).
Tutti i dati che leggete sono tutte ma dico tutte delle cazzate, mia suocera che guadagna 60 usd al mese maestra, prima era una buona insegnante adesso da quando un bambino di 8 anni la minacciata con un coltello alla gola ho da quando un altro bambino le ha pisciato in testa non fa piu nulla se ne frega come tutti gli altri maestri. Il livello dell'educazione e' sceso a livelli ridicoli. Leggete le statistiche e credeteci se volete ma la realta' e' MOOOOLTOOO differente.

Aironeblu
Inviato: 27/3/2014 3:01  Aggiornato: 27/3/2014 3:01
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 12/1/2012
Da: Ha Noi
Inviati: 1947
 Re: Il tentativo di rivoluzione colorata in Venezuela
non potrete mai e poi mai capire il Venezuela dietro di uno schermo televisivo

Se si dovessero giudicare le politiche in Venezuela in base alle informazioni televisive, l'idea risultante sarebbe certamente allineata con la tua. Casomai temo che tu ti sia lasciato influenzare un po' troppo dalla tv venezuelana, che non è certo la tv del "regime"... A parte che nei video che hai postato non vedo assolutamente nulla di sensazionale, ma sembrano quei servizi montati e gonfiati in stile Gabibbo, a cosa hai assistito tu con i tuoi occhi e a quali fonti informative attingi in loco per formulare il tuo giudizio?

PinoRossi
Inviato: 27/3/2014 14:51  Aggiornato: 27/3/2014 14:51
So tutto
Iscritto: 24/7/2013
Da:
Inviati: 25
 Splendido articolo
Chiaro ed esaustivo.
Utilissimo strumento nel discutere con i "solidarietà ai venezuelani".

redribbon
Inviato: 28/3/2014 3:59  Aggiornato: 28/3/2014 4:10
Mi sento vacillare
Iscritto: 14/1/2006
Da: Firenze
Inviati: 614
 Re: Il tentativo di rivoluzione colorata in Venezuela
Citazione:
Se si dovessero giudicare le politiche in Venezuela in base alle informazioni televisive, l'idea risultante sarebbe certamente allineata con la tua.


infatti,
le tv e l'informazione oggi sono semplicemente ridicole, mi è capitato giorni fa di vedere un frammento, ma proprio un frammento di sfuggita ad un tg dove parlavano delle proteste in Venezuela,
era pura propaganda, parlavano genericamente di "piazza" come per dare ad intendere che la maggior parte dei Venezuelani sia contro l'attuale assetto,
ed era un servizio totalmente privo di contenuti cioè, non diceva in cosa consisterebbero le richieste o le proteste della presunta "piazza",
ovvio, sono proteste orchestrate dagli americani con la complicità della borghesia benestante del Venezuela che non vede l'ora di ripristinare le cose come stavano prima...

si chiama LOTTA DI CLASSE

“datemi il controllo della moneta di una nazione e non mi importa di chi farà le sue leggi”

Mayer Amschel Rothschild
redribbon
Inviato: 28/3/2014 3:59  Aggiornato: 28/3/2014 3:59
Mi sento vacillare
Iscritto: 14/1/2006
Da: Firenze
Inviati: 614
 Re: Il tentativo di rivoluzione colorata in Venezuela
Citazione:
la gente e' diventata peggio degli animali.



hmmm, non credo a queste improvvise trasformazioni antropologiche,
o lo erano un pò già prima, o non lo sono neanche adesso.

E qualora lo fossero anche da prima è un problema che nasce dalla mancanza, o dalla scarsezza di cultura e di educazione,
ma del resto l'intera america latina è stata segregata e fustigata per decenni dagli Stati Uniti (a questo proposito leggere I cortili dello Zio Sam di Noam Chomsky) , onde accaparrarsi le loro ricchezze,
e quando si vuole rubare e depredare non si ha certo interesse ad educare il popolo, anzi, si cerca di tenerlo nelle favelas ridotto in miseria, in modo che la sua massima preoccupazione sia nell'imediato bisogno di procurarsi di che vivere,
così che non si chieda mai e poi mai,
"ehi, ma visto che abbiamo il petrolio, perchè i profitti non sono destinati alla popolazione?"

Chavez ha iniziato a cercare di rimediare a questa tremenda situazione,
come puoi leggere su
http://aurorasito.wordpress.com/2014/03/19/venezuela-offerte-colpo-di-bankster-fascisti/

l'importante è non lasciarsi confondere:
chi nazionalizza non è mai contro il popolo, lo sono gli altri.


Thò, guarda cosa disse Chavez:
-“...una minoranza, discendente da coloro che uccisero Gesù Cristo, controlla le ricchezze del mondo“

sarà per questo che ce l'hanno tanto con lui, o perchè ha nazionalizzato il petrolio?



Che lo spirito di Chavez sia sempre con te.

“datemi il controllo della moneta di una nazione e non mi importa di chi farà le sue leggi”

Mayer Amschel Rothschild

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