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storia & cultura : Una Venere non fa Primavera
Inviato da Redazione il 22/4/2015 22:00:00 (8631 letture)

di Pyter

A seguito di una delle rarissime animate discussioni nel forum di LC sono venuto a conoscenza dell'esistenza di un libro pubblicato nel 2008 per le Edizioni Bietti. Il titolo è “Il canto delle gru”, scritto da Sante Anfiboli che, secondo alcuni esperti consulenti del ministero delle belle arti, pare sia uno pseudonimo.

Ho cercato in tutti i modi di procurarmelo. Su internet sono reperibili solo alcune parti: l'introduzione, nel quale l'autore fa un lungo elenco di studiosi più o meno eccelsi o famosi, succedutisi nel corso della storia, che in alcune opere mettono in seria discussione la cronologia storica come noi la conosciamo; e poi, se si riesce a fregare il motore di ricerca di google con linguaggio astruso, anche altre piccoli stralci qua e là.

Anfiboli (che si pronuncia Anfìboli), nell'introduzione fa una rapida carrellata di questa disomogenea combriccola di studiosi che sostiene queste strane tesi.

Dopo averla letta, mi sono ovviamente incuriosito e ho cercato di procurarmi il libro. La ricerca fu vana. Alla fine ho seguito il consiglio di un mio amico esperto di economia, il quale mi ha spiegato la tecnica per venire in possesso di un libro introvabile, tecnica che funziona, nonostante sia antitetica a quella applicata da Dell'Utri per la sua biblioteca personale: l'acquisto.

Leggendo il libro ho avuta una sorpresa. In realtà parla di arte; arte rinascimentale. [...]

Botticelli, Guercino, Poussin. Non ne parla per fortuna da un punto di vista estetico, che di seghe mentali nei secoli ne sono state fatte già abbastanza. Fa una cosa molto più “semplice”: da non esperto, come lui si definisce, cerca di dare un significato a quadri che non hanno fatto dormire stormi di critici fin dalla notte dei tempi o dal periodo successivo ai tempi della notte, come dicevano i romantici tardi o tardo romantici. Strano, perché a leggerlo, sembra che i critici in questi 500 anni non abbiano fatto altro che dormire, o forse erano solo distratti dalle Veneri, che a volte, bisogna dirlo, si manifestavano un po' troppo scollacciate.

I quadri in questione esaminati sono: la Primavera del Botticelli; Et in Arcadia Ego e Apollo che scortica Marsia del Guercino; i Pastori di Arcadia I e II, di Poussin.

Roba da poco, insomma.

Sulle interpretazioni che sono state date nei secoli della Primavera di Botticelli è meglio non soffermarsi perché la vita è una sola. Sui quadri di Guercino e di Poussin è bene ricordare che sono diventati “famosi” grazie al Codice da Vinci di Dan Brown, che a sua volta ha attinto ad altre opere letterarie, la più famosa delle quali è “Il Santo Graal” di M. Baigent, R. Leigh e H.Lincoln. In questo libro si sosteneva che Cristo non fosse morto in croce e che fuggito dagli arresti domiciliari su una nave veloce, probabilmente fenicia con scafisti di origine libica, fosse sbarcato nel sud della Francia con la moglie Maria Maddalena, che avesse avuto due figli, uno dei quali morto subito perché non vaccinato, e lì fosse poi morto veramente e che i misteri della sua tomba ruotassero intorno agli ancora più misteriosi tesori di Rennes Le Chateau.

La sorpresa di cui parlo è che l'autore del libro dà un'interpretazione plausibile di queste opere d'arte. Non so se le persone che stanno leggendo si rendano conto del fatto che dell'opera del Botticelli nessuno fino a oggi abbia data un'interpretazione compiuta e coerente che rendesse conto del significato di tutte le figure e le relative implicazioni filosofiche in essa insite. Sante Anfiboli l'ha data.

E qui viene un'altra domanda spontanea: possibile che in sette anni (il libro è uscito nel 2008) nessuno abbia presa in seria considerazione questa interpretazione? Alla fine sono arrivato a questa conclusione: Giorgio Vasari è morto; Carlo Giulio Argan è morto, e anche Federico Zeri. Achille Bonito Oliva parla solo di arte futuristica, post avanguardista applicata alla teoria delle stringhe. Resta solo Vittorio Sgarbi.

In conclusione, allora forse è meglio che queste cose restino tra noi.

Tutti i libri di Storia dell'arte in circolazione, siano essi testi scolastici che tomi per esperti, ci dicono unanimemente una cosa: la Primavera del Botticelli rimane un'opera non completamente compresa. Ancora oggi essa mette domande e fa sorgere dilemmi tra gli appassionati e tra gli studiosi. Nella versione più ricorrente, la spiegazione è questa: esso sarebbe la rappresentazione del mondo che ruota intorno a Venere, al centro del dipinto, mentre ai due lati ci stanno altre figure mitologiche. Partendo da destra verso sinistra, esse sono: Zefiro innamorato che insegue e tenta di abbracciare Chloris; quest'ultima grazie alla sua “azione” di nozze si trasforma in Flora, acquistando così il potere di far fiorire le piante, cioè la Primavera, una bionda ragazza con la veste piena di fiori. A sinistra ci sono le tre grazie e Mercurio nell'atto di sollevare il caduceo. Sulla testa di Venere, c'è cupido che scocca la classica freccia. Alla luce di questo, i critici ne concludono che in base ai motivi di poesia che andavano tanto di moda nel Rinascimento, non si può che essere davanti a una: “...esaltazione di un mondo ideale nel quale la bellezza (cioè Venere) trionfa allorché la natura istintiva e sensuale (simboleggiata dall'approccio amoroso tra Zefiro e Flora) si accompagna alla Civiltà e alla Ragione, rispettivamente simboleggiate dalle Grazie e da Mercurio.” [1]

In parole povere Botticelli, tenendo presente le ideologie che andavano per la maggiore in quel periodo fiorentino, rappresentate da Marsilio Ficino e, nel caso del dipinto, probabilmente ispirato dai versi del Poliziano, avrebbe tradotto in “immagini la teoria neoplatonica dello spirito che deve liberarsi della materia per raggiungere il Creatore. Lo spirito si libera attraverso la Bellezza, che non sarebbe che la via per raggiungere l'Amore, di cui Venere è il simbolo, il principio regolatore del Mondo”.



La scena è indiscutibilmente quella esposta dal poeta Esiodo nel libro V dei Fasti e non viene messa in discussione da nessuno. I versi vanno dal 195 al 212:

Ora chiamata Flora, ero in realtà Clori: la lettera
greca del mio nome fu guastata dalla pronuncia latina.
Ero Clori, ninfa dei campi felici dove hai udito
che in passato ebbero la loro dimora uomini fortunati.
Dire quale sia stata la mia bellezza, sarebbe sconveniente
alla mia modestia: ma fu essa a trovare come genero per mia madre un dio.
Era primavera, vagavo; Zefiro mi vide, cercai di allontanarmi;
m'insegue, fuggo; ma egli fu più veloce.
E Borea, che aveva osato rapire la preda dalla casa di Eretteo,
aveva dato al fratello piena licenza di rapina.
Tuttavia fa ammenda della violenza col darmi il nome di sposa,
e nel nostro letto non ho mai dovuto lamentarmi.
Godo d'un eterna primavera; è sempre splendidio l'anno,
gli alveri hanno sempre le fronde e sempre ha pascoli il suolo.
Possiedo un fiorente giardino nei campi dotali,
l'aria lo accarezza, lo irriga una fonte di limpida acqua:
il mio sposo lo ha riempito di copiose corolle, e ha detto:
“Abbi tu, o dea, piena signoria dei fiori.”




Questa descrizione di Ovidio combacia in modo perfetto con le tre figure a destra: Zefiro, il vento primaverile, Chloris, la rinascita del verde sempre in primavera, e Flora, i fiori che si schiudono e sbocciano dopo la parte verde.

Anche per quanto riguarda il numero altissimo di fiori dipinti sia su Flora che intorno (circa 500, di cui ne sono state identificate solo 150 circa), sui quali i critici hanno visto quantità assai elevate di simbologie e significati vari, viene spiegata dall'autore con le due righe dei fasti successive a quelle sopra, cioè il verso 213-214.

Spesso io volli contare le loro specie,
ma non vi riuscii: il loro numero superava il conteggio.


Botticelli avrebbe inteso rappresentare tutte le specie floreali possibili, e molte di esse se le sarebbe pure inventate proprio per sottolineare il fatto che le specie di Flora vadano al di là di qualsiasi considerazione razionale.

Il problema principale dell'interpretazione del quadro è la figura centrale, identificata con Venere. Questa interpretazione fa nascere alcune perplessità, legate proprio alla sua unità formale, l'unità semantica che qualsiasi opera del periodo di riferimento doveva avere di base. Se quindi si dà per scontato che la figura al centro sia Venere, l'unità formale è difficile da trovare. Nel passo di Ovidio infatti non c'è nessun riferimento a Venere, per cui sorge spontanea la domanda: da dove arriva questa idea?

L'artefice di questa interpretazione è solo uno, il Vasari:

“Venere che le Grazie la fioriscono, dinotando la Primavera.”

Tutto si basa su di lui e sulla sua autorità. Di cose strane Vasari ne dice nel suo libro, non solo su Botticelli, a cui attribuisce quadri non suoi e addirittura in certi passi lo confonde con il fratello.

La controanalisi parte da una considerazione: la figura al centro è incinta.

E' vero che nel periodo rinascimentale le donne venivano dipinte con il ventre un sempre po' sopra le righe, ma in questo caso c'è da dire che la presenza della veste invece di attenuare amplifica l'effetto non lasciando nessun tipo di dubbio.
Il dipinto è praticamente diviso in due parti, con l'eccezione della figura di Mercurio, l'unico che pare restare fuori posto e che impedisce che vi sia una perfetta simmetria. L'interpretazione semantica tradizionale impone questo schema divisiorio tra le figure: 1 – 3 – 2 || 3 mentre quella proposta dall'autore è 1 || 3 – 2 – 3.

Partendo ora da questo, e poi dai soli dati certi, cioè l'interpretazione delle tre figure a destra, Zefiro, Chloris e Flora, qualsiasi sviluppo riferito al resto del dipinto e al legame con le altre figure nulla si sa: cioè non esiste a tutt'oggi un discorso coerente che dia un'interpretazione compiuta di tutti i personaggi legandoli tra loro con nessi interpretativi logici.

Anfiboli invece sostiene che basterebbe continuare a leggere Ovidio, ai versi 219-220:

E subito giungono le Cariti,e intrecciano ghirlande
e serti destinati a cingere le loro celesti chiome.


Sono ovviamente le tre Grazie, che fanno da contrappeso a Zefiro, Chloris e Flora. La parte più interessante viene però dai versi 229 al 256:

Persino Marte, se lo ignori, fu generato per opera mia:
ma prego che Giove non lo sappia, come non lo seppe finora.
La sacra Giunone, essendo nata Minerva priva di madre,
si dolse che Giove non avesse avuto bisogno di lei.
E andava per lamentarsi con Oceanodell'azione dello sposo;
affaticata dal cammino si fermò sotto la nostra soglia.
Appena la vidi, dissi: “O Saturnia, che cosa ti ha spinta fin qui?
Essa mi espone verso qual luogo si dirige,
e aggiunse il motivo.Io cercavo di consolarla con parole amiche.
“Il mio affanno” dice, “non si può consolare con parole.
Se Giove è diventato padre senza congiungersi con la sposa,
e da solo si è appropriato del nome dell'uno e dell'altra,
perché io devo disperare di essere madre senza marito,
e di partorire restando casta, senza virile contatto?
Proverò tutte le misure esistenti sulla vasta terra,
a costo di esplorare fin i mari e gli abissidel Tartaro.”
Ero sul punto di parlare; ma avevo il volto di chi esita.
Mi disse: “Non so cosa, o ninfa, ma mi sembra che tu possa qualcosa.”
Tre volte volli prometterle aiuto, ma tre volte la lingua si arrestò:
l'ira di Giove era la grande ragione del mio timore.
Disse: “Aiutami, ti prego: il soccorritore rimarrà segreto,
e mi sarà testimone il dio della palude stigia”.
“Ciò che chiedi” risposi, “lo darà un fiore che mi giunge
dai campi olenii; esso è unico nei miei giardini;
chi me lo ha dato disse: 'Se tocchi con esso una giovenca sterile,
diverrà madre': la toccai e senza indugio diventò madre.”
Subito con il pollice colsi il fiore ben radicato; con esso
tocco Giunone, ed ella nel grembo toccato concepisce.


Alla luce di questi versi, potrebbe apparire chiaro che la donna al centro possa essere Giunone, resa incinta per opera di Flora. Tutti gli indizi presenti nel dipinto conducono a lei: l'aspetto pacato e calmo, i Matronalia a lei dedicati per festeggiare il risvegliarsi della natura, che si tenevano a Marzo, alle calende; è incinta di Marte, a cui è dedicato il mese di Marzo; l'aranceto sullo sfondo, la dote al matrimonio con Giove era un'arancia; il giglio ai piedi di Chloris, nato da una goccia di latte caduto dal petto di Giunone; il mirto, unica pianta che potrebbe essere associata a Venere, lo è anche per Giunone in quanto veniva sempre portato nei matrimoni di cui lei era dea protettrice. La presenza dell'alloro è un omaggio al committente del quadro, Lorenzo di Pierfrancesco De Madici (l'alloro è presente nello stemma della casata), e poi perché esso è sinonimo di vittoria trionfale, che è quello del conncepimento di Marte.

Le tre Grazie sono Auxò, Tallò e Carpò, menzionate sempre da Ovidio e evocano la crescia, il germogliare delle piante, e i frutti. E' evidente che esse ripetono nella parte sinistra lo stesso ruolo che le altre tre figure fanno a destra. Giunone concepisce rimanendo casta. In questo senso Botticelli introduce la figura di Cupido, che rivolge la freccia verso Tallò, (Veriditas) la Grazia vergine che rappresenta la castità.

La parte sinistra quindi, in definitiva, non è altro che la spiegazione per così dire spirituale della parte destra. Per capire appieno è utile considerare ora la figura di Mercurio, anch'esso assente in Ovidio, ma come Cupido, introdotto da Botticelli (sempre nell'interpretazione, forse, del Poliziano) non senza ragione: in primis, egli era scorta e duce delle Grazie. La presenza della spada rafforza l'idea del concepimento di Marte da parte di Giunone. Un altro elemento importante è l'elmo, che stranamente Mercurio porta in vece del solito petaso. E' l'elmo di Ade, che rende invisibile chi lo porta.

Nelle intenzioni del pittore quindi egli ci sta facendo vedere qualcosa che è invisibile. Mercurio tende il caduceo verso il cielo e sembra toccarne un nembo. Ha una tunica rossa, con fiammelle dorate: è l'allegoria del fuoco celeste o spiritus mundi (mercurio celeste o spirituale), cioè quella cosa che a quei tempi si pensava circolasse tra terra aria e cielo.

Così ne dice Marsilio Ficino: "Esso è un corpo sottilissimo, quasi non corpo e già anima, o quasi non anima e già corpo. La sua capacità contiene pochissima natura terrena un po' di quella acquea, ancor più di quella aerea, ma soprattutto moltissima di quella del fuoco delle stelle (…). Esso vivifica tutto e ovunque ed è il responsabile prossimo di ogni generazione o mutamento."

Praticamente era questo spirito invisibile il responsabile del rinnovamento ciclico della natura. (La scritta I.N.R.I. nell'interpretazione comune di Iesus Nazarenum Rex Iudaeorum veniva resa dal punto di vista della filosofia naturalistica in Igne Natura Renovatur Integra).

Riassumendo: il dipinto è diviso in due parti: a destra l'immanenza, le manifestazioni visibili; a sinistra, le cause invisibili, ma reali.

In questo senso non è un caso che Mercurio dia le spalle al resto della composizione e che la Grazia Tallò guardi Mercurio, così come Chloris guarda Zefiro. Da una parte la causa apparente, dall'altra quella occulta. E' abbastanza significativo che la Grazia che rappresenta la castità guardi Mercurio, proprio perché riconosce in lui la causa invisibile del concepimento di Giunone.



Per spiegare meglio Mercurio e quindi lo spiritus mundi l'autore cita un brano dal saggio Les logoispermatikoi et le conceptde semence dans la mineralogie et la cosmogonie de Paracelse di Hiro Hirai:

In questo trattato (De vita coelitus comparanda) egli (Ficino) ha ampiamente applicato il principio seminale alla sua cosmologia. Secondo lui, il mondo è ovunque provvisto di regioni seminali, della virtù generatrice dell'anima del mondo vegetativa. In questo modo, la natura contiene in sé altrettante semenze di cose. […] Ma ciò che è soprattutto significativoper il nostro punto di vista è che Ficino avanza ovunque nei suoi scritti l'idea dell'onnipotenza delle semenze invisibili e spirituali della natura. Occorre ricordare che nel De vita coelitus comparanda Ficino spiega anche la sua celebre teoria dello spiritus mundi che otterrà un successo immenso nel sedicesimo secolo. E' a questo spirito universale del mondo che egli attribuisce una “virtù seminaria” derivata dalle ragioni seminali dell'anima del mondo attraverso i cieli e le loro costellazioni. Secondo Ficino, colui che conosce cose 'spiritose', cioè ricche di spiritus, che profumano, brillano o sono calde, può beneficiare dei doni del cielo attraverso le ragioni seminali, coordinatrici delle idee della divina Intelligenza. Così, egli avanza la possibilità di catturare e quindi manipolare, le virtù seminarie veicolate dallo spiritus che è anche racchiuso nelle cose naturali. Egli si basa notoriamente sull'idea di quintessenza, emanante dalla tradizione dell'alchimia pseudo-lulliana del basso medioevo.

Per capire anche che aria strana tirava in quegli ambienti neo platonici rinascimentali l'autore cita anche una lettera di Michelangelo a Vittoria Colonna, del 1538:

I principi preferirebbero vedere Ercole che brucia sulla pira funebre invece di San Lorenzo che arrostisce sulla graticola, e alla vista dell'apostolo scorticato preferirebbero quella di 'Marsia senza pelle'.

Conclusione dell'autore:

ai tempi dell'accademia fiorentina ci fu il tentativo di fondere mitologie pagane e leggende cristiane, una tendenza che viene fatta iniziare proprio con Marsilio Ficino. Secondo opinioni espresse anche da altri studiosi, così come fu operata la cristianizzazione della magia, così in seguito si tentò la magicizzazione del cristianesimo [2]. Tutto questo, in Ficino, parte dall'idea della Prisca filosofia, in base alla quale pensava che tutto fosse partito da un'idea originaria, una rivelazione primordiale, tramandata e veicolata dalle culture umane e che per questo appariva diversa a seconda dei luoghi in cui la filosofia si sviluppava.

La Primavera del Botticelli espressa attraverso la favola di Giunone non è altro che l'anticipazione del concepimento di Cristo tramite l'Annunciazione da parte della Madonna Vergine e dello Spirito Santo.

Maria è Giunone, Cristo è Marte, Cupido la colomba dello spirito santo e l'annunciatore Flora.

Oltretutto, ci sarebbero anche tutti i presupposti per leggere l'opera in tutti i quattro sensi stabiliti da Dante: il senso letterale, allegorico, morale e anagogico.

Dopo questa piccola analisi una mente semplice come la mia non può esimersi dal fare alcune considerazioni, scaturite da altrettante domande.

Intanto, così di primo acchito, mi è venuto in mente Fred Hoyle, lo scienziato inglese famoso per la sua teoria secondo la quale la vita sulla Terra sia arrivata dallo spazio, e in particolar modo dalle comete. A me appare evidente la trasposizione in chiave scientifico- moderna dell'idea ficiniana dell'inseminazione spirituale.

Di questa similitudine di radice di pensiero è ormai completamente permeata la scienza contemporanea, con mesoni, bottoni e squadroni, particelle invisibili, più o meno di Dio, che sembrano oggi ricalcare paro paro la filosofia spiritual naturalistica di Ficino, con la differenza però che Ficino vicino a uno scienziato moderno ci fa la sua porca figura.

Il Canto delle gru prosegue con l'analisi di altri dipinti: Et in arcadia Ego e Apollo che scortica Marsia del Guercino, I pastori di Arcadia I e II di Poussin. Analisi anch'esse condivisibili che parrebbero dare un colpo decisivo alle improponibili teorie di Maria Maddalena e Gesù che sbarcano in Provenza e le voci che vorrebbero lì presente (e illustrati nei quadri da Poussin) della tomba di Cristo.

Analisi che richiderebbe però molto spazio o articoli a parte, che sicuramente verranno scritti, sulla scia dell'apprezzamento che questo mio piccolo sforzo riscuoterà tra i seppur amatoriali intenditori, di cui il territorio continentale è pieno, almeno a vedere il successo che i musei riscuotono nei periodi in cui i biglietti hanno gli sconti.

Pyter

[1] Carli-Dell'Acqua – Storia dell'Arte , Istituto Italiano Arti Grafiche, Bergamo, 1975, Vol.2, pag 395

[2] Paolo Aldo Rossi: Marsilio Ficino: dalla cristianizzazione della magia alla magicizzazione del cristianesimo.

http://www.airesis.net/giardinomagi_marsilioficino.html

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I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Autore Albero
Mrexani
Inviato: 22/4/2015 23:04  Aggiornato: 22/4/2015 23:08
Mi sento vacillare
Iscritto: 23/6/2014
Da:
Inviati: 432
 Re: Una Venere non fa Primavera
Citazione:
Intanto, così di primo acchito, mi è venuto in mente Fred Hoyle, lo scienziato inglese famoso per la sua teoria secondo la quale la vita sulla Terra sia arrivata dallo spazio, e in particolar modo dalle comete. A me appare evidente la trasposizione in chiave scientifico- moderna dell'idea ficiniana dell'inseminazione spirituale.


Sono d'accordo. Aggiungerei che, di trasposizioni in chiave materialistico-moderna di vecchie idee ''spiritose'', se ne trovano ovunque si giri la faccia....


Pyter per complimentarmi del piacevole articolo, un paio di versi in tema, dall'Arcadia nostrana ...di padre Luca

« Rosa chi ses de Venus raighina
si no est jà finzione fabulosa:
contra Venus s'armesit un'ispina,
bessit su samben et naschet sa rosa,
oh rosa rubicunda subraffina
chi ses fiza de Venus amorosa!
Oh odorifera, bella et grassiosa,
chie no amat a tie no est humanu! »

« Rosa che sei derivata da Venere,
se non è un'immagine favolosa:
una spina punse Venere,
uscì il sangue e nacque la rosa,
oh rosa colorata e sopraffina,
che sei figlia dell'amore di Venere!
Oh profumata, bella e graziosa,
chi non ti ama non è umano »

CiEmme
Inviato: 22/4/2015 23:25  Aggiornato: 22/4/2015 23:25
Mi sento vacillare
Iscritto: 8/2/2008
Da: Roma
Inviati: 446
 Re: Una Venere non fa Primavera
Le vie del centro sono un brulicare
C'è una ragazza che vanno a festeggiare
C'era una rosa che stava per morire, e un merlo rosso vedendola che fa
Prende una spina, su di lei si china
e col suo sangue le toglie la rovina
la porta in dono a una ragazza pazza, che aveva perso gli occhi in una nottataccia

Le lacrime dell'inferno servono a qualcosa
nutrono la terra, fan crescere una rosa
Guardatela è tornata, ha gli occhi sopra il viso
la rosa nelle mani le riportò il sorriso
Le riportò il sorriso

Una bussola non dispensa dal remare.
spettatore
Inviato: 22/4/2015 23:34  Aggiornato: 22/4/2015 23:34
Mi sento vacillare
Iscritto: 15/11/2004
Da:
Inviati: 883
 Re: Una Venere non fa Primavera
@ Pyter :

questo articolo deve assolutamente leggerlo Giuliana Conforto.


Lo spettatore

Citazione:
Non metterti a discutere con un idiota. La gente potrebbe non accorgersi della differenza.
peonia
Inviato: 22/4/2015 23:50  Aggiornato: 22/4/2015 23:50
Sono certo di non sapere
Iscritto: 26/3/2008
Da: Roma
Inviati: 6677
 Re: Una Venere non fa Primavera
Grazie Pyter, non sono di grado di aggiungere nulla, ma è stato molto interessante e piacevole leggerlo!!


Se vuoi alla Conforto glielo passo io, siamo amiche...

...Non temete nuotare contro il torrente. E' di un'anima sordida pensare come il volgo, solo perche' il volgo e' in maggioranza... (Giordano Bruno)
Davide71
Inviato: 22/4/2015 23:56  Aggiornato: 22/4/2015 23:56
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 8/7/2006
Da:
Inviati: 2108
 Re: Una Venere non fa Primavera
Ciao a tutti:

bell'articolo. In effetti anche sulla pittura ci sarebbe tutto un mondo di cose nascoste da tirare fuori...

Non date le perle ai cani e ai porci perchè non le mangeranno e vi si rivolteranno contro.
Triac
Inviato: 23/4/2015 0:00  Aggiornato: 23/4/2015 0:00
Ho qualche dubbio
Iscritto: 12/6/2009
Da:
Inviati: 89
 Re: Una Venere non fa Primavera
Citazione:
“immagini la teoria neoplatonica dello spirito che deve liberarsi della materia per raggiungere il Creatore. Lo spirito si libera attraverso la Bellezza, che non sarebbe che la via per raggiungere l'Amore, di cui Venere è il simbolo, il principio regolatore del Mondo”.


Profondo, sapevano.....

Grande Pyter

ByB
Inviato: 23/4/2015 0:02  Aggiornato: 23/4/2015 0:02
Mi sento vacillare
Iscritto: 11/5/2011
Da:
Inviati: 382
 Re: Una Venere non fa Primavera
sicuramente interesserà a Paolo Franceschetti, la primavera.

By B.

MrStewie
Inviato: 23/4/2015 8:04  Aggiornato: 23/4/2015 8:04
Ho qualche dubbio
Iscritto: 2/3/2014
Da:
Inviati: 65
 Re: Una Venere non fa Primavera
Articolo molto interessante di cui personalmente aspetto il seguito. Bisognerebbe fare come Einstein con la teoria del campo unificato: trovare le linee guida che intrecciano tutte le cose e collegare i diversi ambiti del conoscere in una unica storia coerente (sebbene la verosimiglianza non sia necessariamente un principio di verità). In particolare, mi viene in mente che questo passaggio filosofico, dove cambiano i nomi ma non la favola, è simile a quanto soggetti come Fomenko (su cui si discute parecchio nei forum di LC) sostengono con la statistica applicata alla Storia. Ovvero che ciò che è accaduto prima dell'anno 1000-1200 non è documentabile in maniera coerente, e che i resoconti che abbiamo di quel periodo passato appaiono (in modo statisticamente significativo) una copia-carbone e retrodatata di ciò che è avvenuto dopo l'anno 1000-1200.

alroc
Inviato: 23/4/2015 8:43  Aggiornato: 23/4/2015 8:43
Mi sento vacillare
Iscritto: 17/12/2011
Da:
Inviati: 664
 Re: Una Venere non fa Primavera
Grazie Pyter,
articolo stupendo!
Hai saputo affrontare temi importanti e annosi, ma con quel tuo tocco ironico e unico che ha la capacità di alleggerire una trattazione altrimenti poco interessante per in non addetti ai lavori.

giusavvo
Inviato: 23/4/2015 9:00  Aggiornato: 23/4/2015 9:00
Mi sento vacillare
Iscritto: 7/2/2011
Da:
Inviati: 449
 Re: Una Venere non fa Primavera
Non mi intendo di arte e non mi suscita particolare interesse.
L'articolo, però, non ho potuto fare a meno di leggerlo dall'inizio alla fine.
Complimenti.

"L'uomo è misura di tutte le cose"
(Protagora)
Redazione
Inviato: 23/4/2015 9:57  Aggiornato: 23/4/2015 9:57
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Una Venere non fa Primavera
Non ho capito il 1 – 3 – 2 || 3 . Giocano a uomo o a zona?

(Oggi che Pyter fa la persona seria, io faccio il Pyter della situazione ).

NoPlace
Inviato: 23/4/2015 10:05  Aggiornato: 23/4/2015 10:05
Ho qualche dubbio
Iscritto: 14/5/2010
Da:
Inviati: 150
 Re: Una Venere non fa Primavera
bell'articolo....davvero! Non si capisce dove sta la verità e dove spari la minchiata, bello proprio.

Max, se vedi bene Mercurio è in fuorigioco.

qilicado
Inviato: 23/4/2015 10:17  Aggiornato: 23/4/2015 10:17
So tutto
Iscritto: 11/4/2015
Da:
Inviati: 29
 Re: Una Venere non fa Primavera
Il dipinto rappresenta un momento di transizione: prima e dopo la "caduta". La caduta stessa, insomma.
Nel grembo di Giunione c'è Marte. Mentre Giove ha partorito da solo Minerva.

webrasta
Inviato: 23/4/2015 10:47  Aggiornato: 23/4/2015 10:47
Ho qualche dubbio
Iscritto: 29/11/2012
Da:
Inviati: 57
 Re: Una Venere non fa Primavera
per una lettura alternativa di molte opere d'arte, e della Storia, ritengo valga certamente la pena ascoltare l'opinione di Riccardo Magnani, ad es. qui https://www.youtube.com/watch?v=fj49ISyHyEE
oppure qui https://www.youtube.com/watch?v=mTQb0XldP_0 (audio scandaloso...)

Mrexani
Inviato: 23/4/2015 11:57  Aggiornato: 23/4/2015 11:57
Mi sento vacillare
Iscritto: 23/6/2014
Da:
Inviati: 432
 Re: Una Venere non fa Primavera
Citazione:
Di questa similitudine di radice di pensiero è ormai completamente permeata la scienza contemporanea, con mesoni, bottoni e squadroni, particelle invisibili, più o meno di Dio, che sembrano oggi ricalcare paro paro la filosofia spiritual naturalistica di Ficino, con la differenza però che Ficino vicino a uno scienziato moderno ci fa la sua porca figura.


Non ho ben capito cosa intendi in questo passo, cioè se nei sistemi e nel linguaggio scientifico moderno sia criptata la filosofia di Ficino oppure se gli scienziati moderni copino Ficino in altra chiave per scarsità di fantasia..


PS A meno che non sia un messaggio criptato, hai messo un ''Esiodo'' al posto di ''Ovidio'' quando inizi a parlare dei Fasti....

toussaint
Inviato: 23/4/2015 12:37  Aggiornato: 23/4/2015 12:43
Sono certo di non sapere
Iscritto: 23/3/2012
Da:
Inviati: 5220
 Re: Una Venere non fa Primavera
Pyter, molto interessante, solo ti invito a non cadere anche tu (che di solito ne sei immune) nelle semplificazioni razionalistiche del "l'uno esclude l'altro".
Molto spesso, nella realtà, nulla esclude nulla.
E del resto sulla questione Maria Maddalena non è che ci siano solo i quadri del Poussin, bensì c'è tutta una devozione che si riscontra solo nel Sud della Francia a questa particolare figura.
Quanto al discorso dell'inseminazione "spontanea" riprenderei a tale proposito il discorso dell'homunculus paracelsiano che di essa, se vero, sarebbe una delle applicazioni più clamorose.
Il Paracelso, che non era affatto un ciarlatano o un pazzo, ma il più importante medico della sua epoca, il primo a studiare la sifilide, ad esempio, dice nelle sue annotazioni una cosa molto particolare, ossia che il primo accenno di homunculus appare dopo aver conservato per un certo periodo di tempo, mi pare 30 giorni, il seme maschile in un ventre di cavalla.
Ma è la descrizione che Paracelso fa di questo "embrione" che è straordinaria e foriera di mille domande.
Dice il Paracelso che l'homunculus appare, in questo primo stadio, come possedere un corpo non fisico ma trasparente.
Ricordiamo anche che il Paracelso, se la sua storia è vera, aveva messo il seme (dopo la prima fase) in una teca di vetro, dunque era confinato in un luogo ben delimitato e piccolo.
Ora, non vorrei fare il salto della quaglia, ma a me viene in mente che l'homunculus trasparente non fosse altro che la versione ologrammatica del DNA contenuto inizialmente nel seme maschile, quindi potremmo dire che esso conteneva le informazioni del clone (perché tale era, essendo concepito senza ovulo femminile e a questo serviva un ventre ossia un utero animale) cui successivamente Paracelso dà un contenuto fisico con il famoso sangue umano "arcano" che noi non sappiamo cosa sia.
Ora, essendo quello un ologramma sappiamo che ogni parte di un ologramma contiene tutte le informazioni, ma essendo esso confinato in una piccola teca produsse poi un homunculus anziché un clone umano come lo intenderemmo oggi.


edit: dunque, alla luce di queste considerazioni e del fatto che probabilmente Paracelso si rifaceva a un'antica conoscenza, magari rinvenuta in qualche antico libro o pergamena posseduta dalla propria famiglia, potrebbe essere stato Gesù null'altro che un clone, e la butto là ma c'è un perché, ad esempio di Giovanni Battista?

"Siam del popolo le invitte schiere c'hanno sul bavero le fiamme nere ci muove un impeto che è sacro e forte morte alla morte morte al dolor. Non vogliamo più assassini non vogliamo più briganti come un dì gridiamo: avanti!" Arditi del Popolo 1921
Pyter
Inviato: 23/4/2015 13:21  Aggiornato: 23/4/2015 13:22
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Una Venere non fa Primavera
Triac
Citazione:
Citazione: “immagini la teoria neoplatonica dello spirito che deve liberarsi della materia per raggiungere il Creatore. Lo spirito si libera attraverso la Bellezza, che non sarebbe che la via per raggiungere l'Amore, di cui Venere è il simbolo, il principio regolatore del Mondo”.

Profondo, sapevano..... Grande Pyter



Veramente quella che tu hai sottolineata è l'idea che fino a oggi si ha della Primavera, presente in tutti i libri d'arte accademici e scolastici.
Quello che "non sanno" è scritto nel libro di Anfìboli e, in maniera succinta, in questo articolo.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
webrasta
Inviato: 23/4/2015 14:16  Aggiornato: 23/4/2015 14:16
Ho qualche dubbio
Iscritto: 29/11/2012
Da:
Inviati: 57
 Re: Una Venere non fa Primavera
http://crepanelmuro.blogspot.it/2013/09/lamerica-antidiluviana-in-un-dipinto.html

[...]
"Proprio in virtù di ciò, è Sandro Botticelli, attraverso il suo dipinto più famoso, ovvero la nascita di Venere, a darci nuovamente una rappresentazione dell’America anteriore allo sbarco di Cristoforo Colombo del 1492. Anzi, a differenza di quanto fa Piero della Francesca, e decisamente con minor accuratezza e precisione, attraverso l’uso dei personaggi raffigurati e delle loro vesti Botticelli inserisce nell’opera l’intera rappresentazione del globo terrestre, in una sorta di planisfero molto semplificato, ma inequivocabile nel soggetto raffigurato, come si può notare dai particolari portati alla vostra attenzione qui di seguito, in raffronto alla prima rappresentazione dell’America unanimemente riconosciuta, ovvero quel planisfero di Waldseemuller del 1507, a sua volta anacronistico relativamente alle date delle scoperte ufficiali delle scoperte geografiche del nuovo continente, con le coste occidentali dell’America del Sud troppo preciserispetto alla circumnavigazione di magellano del 1522.

Nel dipinto di Botticelli richiamato, il velo rosso della donna a destra raffigura l’America del Nord nella parte verso la Venere, mentre raffigura l’Asia nella parte a destra del dipinto; a sua volta la Venere raffigura l’America del Sud, e la Sigizie a sinistra, l’androgino, il Rebis che insuffla lo Spirito Vitale rappresenta, capovolto, la Terra Australis, presente in tutte le carte dei primi anni dopo la scoperta del nuovo continente. Lo spirito insufflato assume così la giusta direzione con cui gli Alisei soffiarono risultando fondamentali ad acconsentire ai primi navigatori di raggiungere le coste dell’Oceano Atlantico opposte alle coste spagnole e portoghesi.

Non sarà complicato, dopo quanto appena prospettatovi, comprendere come lo stesso Leonardo da Vinci fosse a conoscenza di questi aspetti cartografici, essendo egli stato cresciuto sotto l’ala protettrice di Gemisto Pletone, Marsilio Ficino e l’Accademia neoplatonica tutta, sin da ragazzino; né sarà azzardato pensare a delle conoscenze geografiche in materia di cartografia laddove lo stesso espressamente lamenta al padre di Ginevra Benci, ritratta tra il 1474 e il 1480, la restituzione di un suo mappamondo. Dopotutto, lo stesso Bramante, in un famoso dipinto del 1477 (Eraclito e Democrito), si ritrae con Leonardo da Vinci e un mappamondo che li separa.

Per questo motivo, e in conseguenza delle risultanze dei miei studi che per ovvii motivi qui tralascerò, ma che riconducono all’identificazione di una intera sala dipinta da Leonardo tra il 1459 e il 1469, voglio rimandarvi all’osservazione del planisfero descritto da Botticelli nella sua opera in raffronto con il planisfero di Leonardo da Vinci, conservato a Palazzo Besta in Teglio, Valtellina, qui di seguito riproposto, in cui poter apprezzare anche l’accostamento con la Terra Australis, disegnata in calce al planisfero e recante la scritta incisa “Terra Australis anno 1459 sed nondum plena cognita”.
[...]

Pyter
Inviato: 23/4/2015 15:03  Aggiornato: 23/4/2015 15:03
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Una Venere non fa Primavera
Citazione:
Autore: ByB

Inviato: 23/4/2015 0:02:30 sicuramente interesserà a Paolo Franceschetti, la primavera. By B.



L'interesse di Franceschetti per la primavera non è certamente di tipo ermeneutico.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
Pyter
Inviato: 23/4/2015 15:06  Aggiornato: 23/4/2015 15:06
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Una Venere non fa Primavera
Giussavo
Non mi intendo di arte e non mi suscita particolare interesse. L'articolo, però, non ho potuto fare a meno di leggerlo dall'inizio alla fine. Complimenti.


Grazie per i complimenti.
Tenendo presente però che non è un articolo che tratta di arte in senso stretto.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
Pyter
Inviato: 23/4/2015 15:07  Aggiornato: 23/4/2015 15:07
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Una Venere non fa Primavera
Non ho capito il 1 – 3 – 2 || 3 . Giocano a uomo o a zona?

Secondo me è più interessante capire perché giocano in nove e chi sono i due espulsi.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
Pyter
Inviato: 23/4/2015 15:09  Aggiornato: 23/4/2015 15:09
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Una Venere non fa Primavera
NoPlace
bell'articolo....davvero! Non si capisce dove sta la verità e dove spari la minchiata, bello proprio.


Non sei il primo che mi scambia per Renzi.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
toussaint
Inviato: 23/4/2015 15:23  Aggiornato: 23/4/2015 15:23
Sono certo di non sapere
Iscritto: 23/3/2012
Da:
Inviati: 5220
 Re: Una Venere non fa Primavera
Pyter, posso consigliare quel modulo a Garcia per la mia derelitta Roma?


P.S.: i due nun sò espulsi, sò Doumbia e Iturbe, praticamente due ectoplasmi...

"Siam del popolo le invitte schiere c'hanno sul bavero le fiamme nere ci muove un impeto che è sacro e forte morte alla morte morte al dolor. Non vogliamo più assassini non vogliamo più briganti come un dì gridiamo: avanti!" Arditi del Popolo 1921
Pyter
Inviato: 23/4/2015 15:27  Aggiornato: 23/4/2015 15:29
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Una Venere non fa Primavera
Mrexani
Non ho ben capito cosa intendi in questo passo, cioè se nei sistemi e nel linguaggio scientifico moderno sia criptata la filosofia di Ficino oppure se gli scienziati moderni copino Ficino in altra chiave per scarsità di fantasia..

E' una generica critica al metodo scientifico odierno. Il metodo è nato mi pare nel XV secolo, in pieno neoplatonismo, e oggi è completamente travisato. Anche l'autore del libro critica negativamente questo modo di procedere della ricerca scientifica e prende come esempio la vicenda tragicomica dei Quark.
D'altronde quando hai a che fare con particelle che esulano da qualsiasi consideraziona razionale, prendi che so, il fotone, che non ha massa, non ha carica elettrica, ma solo spin, ed è praticamente eterno (fa dieci miliardi di anni luce e niente lo può fermare) è chiaro che siamo davanti a interpretazioni spirituali della natura.
La ricerca della scienza di una legge universale, la famosa superforza teorizzata negli anni 80, non è forse la teoria della Prisca filosofia? Tieni presente che ai tempi di Ficino non c'era la distinzione tra scienziato, filosofo teologo, astrologo.

E non penso che sia per scarsità di fantasia... penso proprio che seguano un ben determinato indirizzo e quando devi seguire un percorso alla fine ti trovi davanti un canale profondo senza ponte, è difficile continuare ad avere trovate teatrali che divertano il pubblico.


PS A meno che non sia un messaggio criptato, hai messo un ''Esiodo'' al posto di ''Ovidio'' quando inizi a parlare dei Fasti....

Nessun messaggio criptato: errore ci fu.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
Pyter
Inviato: 23/4/2015 15:33  Aggiornato: 23/4/2015 15:37
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Una Venere non fa Primavera
toussaint
Pyter, molto interessante, solo ti invito a non cadere anche tu (che di solito ne sei immune) nelle semplificazioni razionalistiche del "l'uno esclude l'altro". Molto spesso, nella realtà, nulla esclude nulla.

Per quello che ho capito io, invece, alcune cose si possono escludere.
Non voglio entrare nei dettagli, ma procedendo per gradi, mi sento di già di escludere dal discorso Maria Maddalena- Cristo-Tomba- Poussin, alcune cose:
i quadri di Guercino e Poussin con la tomba di Cristo e con Maria Maddalena non c'entrano niente.
Quindi iniziamo a defalcare queste idee, in partenza. Tutto quello che viene detto nel Codice da Vinci e nel libro "Il Santo graal" di Lincoln-Baigent-Leigh sono forzature e invenzioni.
L'autore del libro dà per esempio un'altra lettura enigmistica della scritta "Et in arcadia ego" che risulta più veritiera perché spiegata attraverso la filosofia dell'epoca: testi originali alla mano.
Non so se è poco.
Poi per il resto del mito si vedrà.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
Pyter
Inviato: 23/4/2015 15:39  Aggiornato: 23/4/2015 15:39
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Una Venere non fa Primavera
Per il resto mi sento di invitare tutti a lasciar perdere tutta la storia dell' arte.
Lo so che ce n'è per tutti i gusti, ma limitiamoci alla Primavera, che già da sola fa venire il mal di testa.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
Pyter
Inviato: 23/4/2015 15:44  Aggiornato: 23/4/2015 15:44
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Una Venere non fa Primavera
Citazione:
Autore: spettatore

Inviato: 22/4/2015 23:34:07

@ Pyter :

questo articolo deve assolutamente leggerlo Giuliana Conforto.



Ho come il presentimento che la Conforto lo conosca già questo libro o comunqua ne sappia già qualcosa della Primavera.

Così, una sensazione.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
toussaint
Inviato: 23/4/2015 15:48  Aggiornato: 23/4/2015 15:49
Sono certo di non sapere
Iscritto: 23/3/2012
Da:
Inviati: 5220
 Re: Una Venere non fa Primavera
Citazione:
Anche l'autore del libro critica negativamente questo modo di procedere della ricerca scientifica e prende come esempio la vicenda tragicomica dei Quark.
D'altronde quando hai a che fare con particelle che esulano da qualsiasi considerazione razionale, prendi che so, il fotone, che non ha massa, non ha carica elettrica, ma solo spin, ed è praticamente eterno (fa dieci miliardi di anni luce e niente lo può fermare) è chiaro che siamo davanti a interpretazioni spirituali della natura.



Pyter, sono assolutamente d'accordo con te.
Provavo a spiegare a Heisenberg, nel thread "gli alieni non esistono", che il fotone non può essere una particella perché A non può essere uguale a Non A, qualità che è tipica solo del trascendente ossia di ciò che non si può spiegare (che non c'entra nulla col concetto di Dio delle religioni), ossia di ciò che Tutto è e che dà valenza al Tutto:
"Et fiat lux"

"Siam del popolo le invitte schiere c'hanno sul bavero le fiamme nere ci muove un impeto che è sacro e forte morte alla morte morte al dolor. Non vogliamo più assassini non vogliamo più briganti come un dì gridiamo: avanti!" Arditi del Popolo 1921
Mrexani
Inviato: 23/4/2015 16:15  Aggiornato: 23/4/2015 16:15
Mi sento vacillare
Iscritto: 23/6/2014
Da:
Inviati: 432
 Re: Una Venere non fa Primavera
Pyter
Citazione:
penso proprio che seguano un ben determinato indirizzo e quando devi seguire un percorso alla fine ti trovi davanti un canale profondo senza ponte, è difficile continuare ad avere trovate teatrali che divertano il pubblico.



Quindi pensi che anche loro subiscano lo spirito del tempo? Oppure ne sono immuni.....ad alti livelli intendo...

-------------------------------
Ragionando senza pretese sulla genealogia, sempre un po confusa, delle divinità greco-romane, tra Giunone(Era) sorella e sposa di Giove(Zeus), figli di Cronos e Rea, nipoti di Urano e Gaia, genitori di Marte(Figlio di Giunone) e Venere ( figlia di Zeus).
Non credi che i vari piani generazionali siano un pò ciclici in modo da poterli assimilare totalmente su un piano diciamo non lineare? Per esempio Venere e Giunone... Sopratutto alla luce della ''nuova teogonia'' cristiana in cui Maria è ''madre,figlia e sposa''.

In questo senso non credi che oltre alla novità interpretativa di Giunone e Marte, anche il riferimento a Venere non vada comunque escluso dall'interpretazione dell'opera di Botticelli?

Pyter
Inviato: 23/4/2015 17:09  Aggiornato: 23/4/2015 17:09
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Una Venere non fa Primavera
Mrexani
In questo senso non credi che oltre alla novità interpretativa di Giunone e Marte, anche il riferimento a Venere non vada comunque escluso dall'interpretazione dell'opera di Botticelli?

L'unico nesso che può avere la Venere con la primavera è il presupporre che il processo Zefiro-Chloris-Flora avvenga per intercessione del desiderio e dell'amore da lei rappresentato. E fin qui ci siamo.
Ma trattandosi poi al lato pratico (cioè spirituale ) di ricollegare tutto dall'altra parte del quadro, cioè trascendente, come si fa a incastrarla nel discorso, trattandosi di concepimento che avviene tramite spiritus mundi, quindi Spirito Santo?
Voglio dire, Giunone lega le due cose in modo logico, Venere no.


Quindi pensi che anche loro subiscano lo spirito del tempo? Oppure ne sono immuni.....ad alti livelli intendo...

Non saprei... non sono ambienti che frequento...

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
lanzo
Inviato: 23/4/2015 17:55  Aggiornato: 23/4/2015 17:55
Mi sento vacillare
Iscritto: 8/10/2005
Da:
Inviati: 518
 Re: Una Venere non fa Primavera
Solo 2 stronzate.
A quei tempi, gli artisti lavoravono solo su commissione, non e' che dipingevano quello che volevano come Picasso, Dali' e buttiamoci pure De Chirico, dove e poi i riccastri compravano.
Pensate solo a tutte le madonne con bambino, che probabilmente ritraevano la moglie ed il figlio del riccone/potente di turno. Orribili bambini con facce di adulti e poi sempre sti santi, per me un periodo negativo, tanto talentp sprecato a dipingere, santi che guardano il cielo, martiri, madonne ad nauseam e da depressione. Essendo romano, so di quello che parlo.
Uno sprazzo notevole ci fu poi con la pittura olandese. Gente vestita con vestiti veri, ricerca dei dettagli, monete, suppelletili - ma anche quelle sempre commissionate da ricconi, ma almeno non erano travestiti da santi.
Almeno un paio nel dipinto - potrebbero essere incinta, incinte ? - potrebbe essere un dipinto commissionato - arindanghete - da un Berlusconi dell'epoca, che ritraeva le olgettine preferite...
Bel pezzo comunque.

Argo1
Inviato: 23/4/2015 18:01  Aggiornato: 26/4/2015 11:57
Ho qualche dubbio
Iscritto: 30/3/2015
Da:
Inviati: 88
 Re: Una Venere non fa Primavera
Qualcuno sa dirmi cosa è raffigurato sul pendaglio nella collana di Venere?

Preso da curiosità (insana) ho cercato una foto che lo inquadrasse da vicino ma ho trovato solo questa:
http://www.picture-tiles.com/catalog/images/800/botticelli_sandro_primavera_dt1.jpg

poi l'unica cosa somigliante, più o meno, che ho scovato è questa:



decritto come "Bronze Lunar Pendant Roman Goddess Diana Lucifera".
Però nel nostro caso si nota qualcos'altro all'interno.

lanzo
Inviato: 23/4/2015 18:01  Aggiornato: 23/4/2015 18:01
Mi sento vacillare
Iscritto: 8/10/2005
Da:
Inviati: 518
 Re: Una Venere non fa Primavera
@ Pyter
correggo, si scrive lavoravano - mi fa pensare a Maurizio Battista: "quello e' er parone der bare" 3 errori in una frase di 5 parole. - Ma la parona e' la moglie !

SuperFed
Inviato: 23/4/2015 18:11  Aggiornato: 23/4/2015 18:11
Ho qualche dubbio
Iscritto: 18/6/2011
Da: Città stressante nord Italia
Inviati: 168
 Re: Una Venere non fa Primavera
Questo è un articolo davvero degno di Luogocomune!
Questo è il modo di affrontare un enigma, dando le giuste indicazioni al lettore per intraprendere un cammino di indagine che non potrebbe che sorprendere, oltre ogni aspettativa. Tutto dipende da un buon inizio, come in questo caso, cosa molto rara oggi. Ancora una volta viene da chiedersi Pyter, Pyter, ma allora...ma ci sei o ci fai?!?!

I secoli d'oro riguardo alla raffigurazione simbolica sono il 1400 ed il 1500 in particolare. Poi, salvo eccezioni, inizia per l'Occidente una deriva che inizia nel 1600, laddove una sovrabbondanza di pensiero ritorto su sè stesso ha cominciato ad inquinare la mente con molte fumosità che hanno ripercussioni fino ad oggi. Non dal 1700 come pensano in molti, ma un secolo prima, dal barocco, iniziano le concettualizzazioni forzate, le astrusità, l'erudizione molto autoreferenziale. L'indagatore di buona volontà dovrà tenerne conto, se vuole risalire a ritroso alle fonti vive del simbolismo, e scoprirà che la risalità sarà molto faticosa, ma la posta è al di là di ogni nostra aspettativa, non è un'esagerazione.

Onore a te Takuro Nakai genio incompreso dei manga[img align=right]
Pyter
Inviato: 23/4/2015 18:12  Aggiornato: 23/4/2015 18:12
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Una Venere non fa Primavera
Argo1

Qualcuno sa dirmi cosa è raffigurato sul pendaglio nella collana di Venere?


Quale Venere?

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
Argo1
Inviato: 23/4/2015 18:17  Aggiornato: 23/4/2015 18:23
Ho qualche dubbio
Iscritto: 30/3/2015
Da:
Inviati: 88
 Re: Una Venere non fa Primavera
Figura centrale.
Venere o giunone o saturnia o athena o iside che sia.

Aggiungo anche i miei di complimenti. Mi ha preso proprio.

Pyter
Inviato: 23/4/2015 18:23  Aggiornato: 23/4/2015 18:23
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Una Venere non fa Primavera
Iside è venuta dopo, nel seicento.

Comunque non saprei dirti, forse è il sole e la luna. Ci vorrebbe un esperto simbolista.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
Argo1
Inviato: 23/4/2015 18:25  Aggiornato: 23/4/2015 18:25
Ho qualche dubbio
Iscritto: 30/3/2015
Da:
Inviati: 88
 Re: Una Venere non fa Primavera
Ricevuto. Era solo una curiosità.

polaris
Inviato: 23/4/2015 18:48  Aggiornato: 23/4/2015 18:50
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 12/9/2012
Da: Tlön
Inviati: 1640
 Re: Una Venere non fa Primavera
Bellissimo articolo Pyter, vedo che hai fatto tesoro della discussione su Fomenko.

Comunque non sottovalutiamo il libro di Lincoln-Baigent-Leigh perché anche se contiene senza dubbio un sacco di imprecisioni, errori grossolani e vere e proprie sparate, pone l'accento su un percorso che vale la pena seguire. Carpeoro ad esempio parla di Radix Davidis, la stirpe di Davide, molto simile ai concetti espressi dagli autori de "Il Santo Graal".

Anche la questione Rennes-le-Chateau è estremamente affascinante e mi chiedo come mai nessuno ne abbia mai parlato qui su LC (almeno che io sappia).

Edit:
Citazione:
A seguito di una delle rarissime animate discussioni nel forum di LC



Che epoca terribile quella in cui degli idioti governano dei ciechi.. - Shakespeare
Pyter
Inviato: 23/4/2015 18:59  Aggiornato: 23/4/2015 18:59
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Una Venere non fa Primavera
@polaris

Io non dico che la questione di Rennes non sia interessante; dico che dopo aver letto il libro di Lincoln Leigh Baigent, il nesso che lega i quadri di Poussin alla vicenda è di tipo, come dire, marginale.
Magari adesso mi rileggo il pezzo, però nel quadro di quella vicenda si parla solo di una generica tomba di cristo raffigurata nei pastori di arcadia.
L'unico discorso a sostegno è la somiglianza del paesaggio in sottofondo del quadro con le colline di Rennes.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
Giano
Inviato: 23/4/2015 19:24  Aggiornato: 23/4/2015 19:24
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 18/3/2011
Da:
Inviati: 1424
 Re: Una Venere non fa Primavera
Molto interessante Pyter, complimenti.
Proprio pochi giorni fa ho riletto il testo di Rossi della nota 2 e questo mi ha facilitato sia la lettura che la comprensione del tuo articolo. Credo.

Ho ripreso il testo di Rossi per cercare "spiegazioni" a questa citazione di Ficino che avevo trovato da un altra parte ma che è presente anche nella nota2:
"Non si parla affatto di quella magia profana che si fonda sul culto dei demoni; ma della magia naturale che sfrutta i benefici celesti con mezzi naturali per la buona salute dei corpi. Facoltà che si deve concedere a chi la usa in modo legittimo . Da tale officina vennero quei Magi che primi fra tutti adorarono Cristo appena nato. Perché dunque hai tanta paura del nome di Mago? Nome caro all'Evangelo e che non significa uomo malefico e venefico, ma sapiente e sacerdote."

Come sempre l' esempio concreto funziona meglio di qualsiasi spiegazione e il dipinto coi suoi protagonisti "rielaborati" mi ha aiutato a capire meglio questo mischione di sacro e profano.
Unito alla tua chiara esposizione e alla solita cattiva qualità del tuo umorismo () è venuto fuori un pezzo utile e gradevolissimo allo stesso tempo.
Ad maiora!

Pyter
Inviato: 23/4/2015 19:37  Aggiornato: 23/4/2015 19:37
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Una Venere non fa Primavera
@Giano

Complimenti a te. Hai capito le implicazioni insite nel quadro che per diverse notti (due) non mi hanno fatto dormire pensando a Fomenko.

E' inutile, gli isolani hanno sempre quel qualcosa in più nella testa.
Sarà il maestrale.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
Pyter
Inviato: 23/4/2015 19:40  Aggiornato: 23/4/2015 19:40
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Una Venere non fa Primavera
@polaris

Ho trovato il passo del libro nel quale gli autori de "Il sacro Graal" trovano il nesso che li porta a considerare il quadro di Poussin come l'indicazione della tomba.
E' l'elegia che venne letta nel parlamento inglese nel 1762, per la morte dell'ammiraglio George Anson.

Su quel marmo istoriato posa l'occhio.
La scena strappa un sorriso morale.
Fin nelle piane elisie dell'Arcadia,
tra le ninfe ridenti e i pastori,
vedi la gioia festosa che si spegne,
e la pietà surrogare il sorriso;
dove le danze, il liuto e le feste,
la passione che vibra in cuori ardenti,
nel giovanile fiore della vita,
sta la ragione e indica la tomba!

Secondo loro "la ragione indica la tomba" è un'allusione esplicita al quadro di Poussin.

Intanto il quadro è questo:



Ma l'uomo accosciato non sta indicando la tomba, ma la scritta sulla tomba, più precisamente una lettera.
Purtroppo su google my friend non si trovano foto del quadro in alta risoluzione.
Mistero!
Ma non c'è problema: rileggi il pezzo di Giano qui sopra e capirai chi sono i "pastori".

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
SuperFed
Inviato: 23/4/2015 19:49  Aggiornato: 23/4/2015 19:49
Ho qualche dubbio
Iscritto: 18/6/2011
Da: Città stressante nord Italia
Inviati: 168
 Re: Una Venere non fa Primavera
E bravo anche Giano ! Molto appropriata la citazione che hai riportato.

Sai che tra l'altro NEL quadro e riguardo AL quadro non ci vedo assolutamente niente di profano? La profanità semmai è da parte mia, è nel mio occhio che guarda e che avrebbe bisogno di indizi giusti per orientarsi, indizi che nell'articolo ci sono tutti.

Due parole finali per un po' di chiarezza:
-ci sono autori contemporanei che si pubblicano con nome e cognome vero e inventano di sana pianta per costruirsi una carriera.
- ci sono autori che negli ultimi 200 anni hanno pubblicato con il vero nome ma dopo aver ricevuto l'incarico di depistare, perchè secondo tradizione è giusto tendere qualche trappola per allontanare i fumosi e gli svaporati.
- c'è un autore italiano di oggi che prima ha pubblicato col proprio cognome anagrammato, poi si è presentato in chiaro. Non mente MAI, ma nello spiegare vela e rivela costantemente, bisognerebbe eventualmente conoscerlo di persona, stabilire un contatto ed eventualmente ricevere in dono indicazioni più chiare.
- esistono autori sotto pseudonimo e molto difficilmente rintracciabili che danno un vero e caritatevole aiuto come l'autore del libro in questione. Ma certo anche questi non daranno mai LA "soluzione" definitiva all'enigma. Forniscono se mai, come è giusto, tutte le indicazioni vere ed utili per iniziare una ricerca. Ed effettivamente con un buon inizio siamo già a metà del'opera.

Auguri a tutti i ricercatori di buona volontà!

Onore a te Takuro Nakai genio incompreso dei manga[img align=right]
toussaint
Inviato: 23/4/2015 20:05  Aggiornato: 23/4/2015 20:05
Sono certo di non sapere
Iscritto: 23/3/2012
Da:
Inviati: 5220
 Re: Una Venere non fa Primavera
Bravo Giano, gli uomini colti del Rinascimento erano maghi proprio in quel senso come lo era Paracelso ma anche lo stesso Newton, non avevano paura di sondare l'insondabile, per loro non c'erano "sciocchezze" o "bufale" ma tutto era degno di essere investigato, con tutti i mezzi a disposizione.
Paracelso che trova una strana ricetta alchemica per creare uno strano essere non la butta via dicendo "ma che è 'sta minchiata" ma prova a riprodurre ciò che lì c'è scritto, perché innanzitutto questi studiosi partivano dal presupposto che coloro che li avevano preceduti fossero ugualmente se non più sapienti e colti di loro, mentre oggi si pensa che nel passato siano vissuti uomini con l'anello al naso.
Ma poi lo stesso Paracelso una volta realizzata l'opera capisce che è una cosa da non ripetere, per rispetto probabilmente dell'essere che aveva "fabbricato" ma è anche conscio che non avrebbe compreso i limiti che l'uomo deve porsi (e non farsi imporre) se non avesse compiuto quell'opera, dunque quell'opera (se vogliamo malvagia) era a lui servita come crescita di consapevolezza.
Ed è anche per questo che i segreti alchemici sono criptati con una lingua e una metodologia oscura, perché è meglio che pochi arrivino a comprenderli perché comunque la consapevolezza passa attraverso il Male e non è detto che non si avviti in un Male peggiore (per evitare ciò è bene appunto che ci arrivino coscienze forgiate perché, ad esempio, è morbosamente affascinante creare un esercito di homunculus, lo sa chiunque sia un patito del genere horror il fascino che esercita l'anomalo).
Mentre l'iniziato deve sempre camminare sul crinale tra luce e ombra, bene e male, creazione e distruzione...
Aò, comincio ad assomigliare a Pispax...

"Siam del popolo le invitte schiere c'hanno sul bavero le fiamme nere ci muove un impeto che è sacro e forte morte alla morte morte al dolor. Non vogliamo più assassini non vogliamo più briganti come un dì gridiamo: avanti!" Arditi del Popolo 1921
toussaint
Inviato: 23/4/2015 20:17  Aggiornato: 23/4/2015 20:17
Sono certo di non sapere
Iscritto: 23/3/2012
Da:
Inviati: 5220
 Re: Una Venere non fa Primavera
E non a caso i tre grandi maghi-alchimisti (che si rifanno alla sapienza egizia e alla cabala ebraica) dell'epoca ossia Giovanni Tritemio, Cornelius Agrippa (tutti e due del XVI secolo) e Atanasius Kircher (XVII secolo) si ispirano esplicitamente all'Accademia fondata da Marsilio Ficino.

"Siam del popolo le invitte schiere c'hanno sul bavero le fiamme nere ci muove un impeto che è sacro e forte morte alla morte morte al dolor. Non vogliamo più assassini non vogliamo più briganti come un dì gridiamo: avanti!" Arditi del Popolo 1921
incredulo
Inviato: 23/4/2015 20:26  Aggiornato: 23/4/2015 20:26
Sono certo di non sapere
Iscritto: 23/8/2006
Da: Asia
Inviati: 4061
 Re: Una Venere non fa Primavera
@Pyter

Citazione:
Ma l'uomo accosciato non sta indicando la tomba, ma la scritta sulla tomba, più precisamente una lettera.


Questa è l'iscrizione:

Et in Arcadia Ego

Qui si vede meglio:



Ciao

Gesù Cristo è Verità. Io sono la Via, la Verità e la Vita.
toussaint
Inviato: 23/4/2015 20:42  Aggiornato: 23/4/2015 20:42
Sono certo di non sapere
Iscritto: 23/3/2012
Da:
Inviati: 5220
 Re: Una Venere non fa Primavera
Per la precisione il dito indica la lettera R che secondo la teoria Rennes Le Chateau starebbe per Rex (Deus).

"Siam del popolo le invitte schiere c'hanno sul bavero le fiamme nere ci muove un impeto che è sacro e forte morte alla morte morte al dolor. Non vogliamo più assassini non vogliamo più briganti come un dì gridiamo: avanti!" Arditi del Popolo 1921
horselover
Inviato: 23/4/2015 20:46  Aggiornato: 23/4/2015 20:46
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 1/9/2012
Da:
Inviati: 1898
 Re: Una Venere non fa Primavera
un ritorno del mito della grande madre

toussaint
Inviato: 23/4/2015 20:48  Aggiornato: 23/4/2015 20:49
Sono certo di non sapere
Iscritto: 23/3/2012
Da:
Inviati: 5220
 Re: Una Venere non fa Primavera
Citazione:
un ritorno del mito della grande madre


Perché, quando mai se n'era andato?

"Siam del popolo le invitte schiere c'hanno sul bavero le fiamme nere ci muove un impeto che è sacro e forte morte alla morte morte al dolor. Non vogliamo più assassini non vogliamo più briganti come un dì gridiamo: avanti!" Arditi del Popolo 1921
polaris
Inviato: 23/4/2015 20:51  Aggiornato: 23/4/2015 20:56
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 12/9/2012
Da: Tlön
Inviati: 1640
 Re: Una Venere non fa Primavera
Pyter

Si, ho letto il commento di Giano (interessante come sempre) e comunque consulto abbastanza di frequente airesis riguardo questi temi. I "pastori" non sono altro che i tre magi, o maghi, in questo caso. Ma la donna chi è?

Comunque non dimentichiamo che l'arcadia era un posto idilliaco ma che vi si consumavano orrendi delitti. Una leggenda greca narra che Zeus andò a trovare il re d'Arcadia, Licaone, questo lo ricevette con tutti gli onori e fece preparare un banchetto e gli offrì una zuppa di carne...umana. Licaone aveva fatto scannare un ragazzo per offrirlo in pasto al dio. Irato, Zeus tramutò tutti gli abitanti d'Arcadia in lupi e fece scoppiare un grande diluvio che sommerse tutta la landa (ricorda niente? ). Altra curiosità: da Licaone deriva la parola licantropo.

Avete notato come l'ombra del braccio del "pastore" abbia la forma di una falce? «Et in Arcadia ego» «Sono anche in Arcadia» chi parla è la morte.

Edit: Comunque una tomba simile a quella del quadro di Poussin è veramente esistita nell'area di Rennes, l'ho letto nel libro di Sabina Marineo L'eresia templare.

Che epoca terribile quella in cui degli idioti governano dei ciechi.. - Shakespeare
Pyter
Inviato: 23/4/2015 21:12  Aggiornato: 23/4/2015 21:20
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Una Venere non fa Primavera
Ma la donna chi è?


Iside, ragazzo, Iside.

L'ombra sulla tomba è uno che si porta il dito alla bocca intimando il silenzio.

'nsomma non mi sembri molto attento quando guardi i quadri.


ps
Ho cancellato un pò perché altrimenti mi rovino il prossimo articolo, nel caso decidessi di farlo.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
polaris
Inviato: 23/4/2015 21:23  Aggiornato: 23/4/2015 21:25
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 12/9/2012
Da: Tlön
Inviati: 1640
 Re: Una Venere non fa Primavera
Citazione:
'nsomma non mi sembri molto attento quando guardi i quadri.


ps
Ho cancellato un pò perché altrimenti mi rovino il prossimo articolo, nel caso decidessi di farlo.
Haha..! Tanto ho fatto in tempo a leggere cosa avevi scritto

Non sono attento ai quadri perché non sono mai stato un appassionato d'arte. Le pinacoteche mi conciliano il sonno.

Comunque comprerò il libro di Anfiboli.

Che epoca terribile quella in cui degli idioti governano dei ciechi.. - Shakespeare
il_ras
Inviato: 24/4/2015 14:38  Aggiornato: 24/4/2015 14:38
Mi sento vacillare
Iscritto: 12/10/2006
Da:
Inviati: 875
 Re: Una Venere non fa Primavera
sarà pareidolia ma, osservando bene la figura centrale, mi pare che le pieghe del drappo rosso alludano ad una discreta e virile erezione, non so se la vedete anche voi.
E' quanto meno strano che un tale effetto in quella zona non sia voluto.
Che l'interpretazione giusta sia un'altra?

Magari la vista è tratta in inganno dalla qualità dell'immagine, eh

un messaggio nascosto?

halastor
Inviato: 24/4/2015 16:25  Aggiornato: 24/4/2015 16:25
Ho qualche dubbio
Iscritto: 10/2/2015
Da:
Inviati: 172
 Re: Una Venere non fa Primavera
L'articolo è molto bello...complimenti Pyter

premetto che non ne capisco niente...

Ma le considerazioni, essendo sempre personali possono darci solo un'idea e, semmai a conoscerla, la realtà sono sicuro che ci sconvolgerà.
L'arte pittorica è sempre stata mistica (a parte quella paesaggistica) per questi determinati argomenti e più si scava a fondo e meno si capisce. I pittori, secondo me, ritraevano scene leggibili solo ad essi...guarda caso questi dipinti non sono forniti di spiegazione (non potrebbero esserlo). Dietro a queste possibili interpretazioni così complicate si presume una conoscenza di argomenti (compresa la capacità di poterli fondere fra loro) che secondo me questi pittori non avevano e non potevano avere nemmeno se "Iniziati" di certi ambienti che tutti conosciamo...essendo studi che durano intere vite.
Lo studio di queste mitologie esula fortemente dallo scopo di bellezza e rappresentazione che un pittore rinascimentale doveva avere per emergere in quel tempo...io per lo meno la penso così...resta salvo il fatto che altri possano aver commissionato i dipinti.
Non è difficile immaginare uno studioso che volendo rappresentare un certo paradigma si rivolga ad un pittore (la cosa più plausibile per allora), con la sua irripetibile capacità di rappresentare sia la realtà che la visione celata, per poterlo cifrare ai più e trasmetterlo nel tempo.

Degli altri dipinti che si citano nel Codice Da Vinci ne so ancora meno ma posso dirvi che questo romanzo è solo una provocazione con cui l'autore si è arricchito...scopiazzando di qua e di la (per carità tutto lecito)...e per giunta vincendo anche le cause di plagio....ci vuole anche culo nella vita.

Halastor

[...]L'occhio al moto deluso il falso crede;
E 'l terrore a que' mostri accresce fede[...]
"Torquato Tasso - La Gerusalemme Liberata - Canto XX"
Pyter
Inviato: 24/4/2015 18:05  Aggiornato: 24/4/2015 18:05
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Una Venere non fa Primavera
sarà pareidolia ma, osservando bene la figura centrale, mi pare che le pieghe del drappo rosso alludano ad una discreta e virile erezione, non so se la vedete anche voi. E' quanto meno strano che un tale effetto in quella zona non sia voluto. Che l'interpretazione giusta sia un'altra?

Nessuno vieta che ci siano altre spiegazioni.
Se tu riesci a legare l'erezione nel contesto formale del quadro dandone motivazione anche non filosofica (tipo le grazie sono delle gran gnocche) tutto è possibile.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
Pyter
Inviato: 24/4/2015 18:16  Aggiornato: 24/4/2015 18:17
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Una Venere non fa Primavera
halastor
Lo studio di queste mitologie esula fortemente dallo scopo di bellezza e rappresentazione che un pittore rinascimentale doveva avere per emergere in quel tempo...io per lo meno la penso così...resta salvo il fatto che altri possano aver commissionato i dipinti.

Il dipinto è stato commissionato dalla famiglia Medici.
Ma se pensi che il pittore sia un semplice esecutore sbagli. Erano loro i veri geni, non solo dal punto di vista tecnico, che quella per loro era la base di partenza. Ci sono tantissimi pittori bravi nel rinascimento, ma quelli più bravi riescono a mettere in un solo quadro una intera filosofia (non dimentichiamoci che dietro il pittore c'era sempre un ispiratore, in questo caso Poliziano).
La bravura di questi artisti è proprio nella capacità di nascondere il messaggio filosofico ai più e allo stesso tempo palesandolo a chi era in grado di capirlo.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
il_ras
Inviato: 24/4/2015 19:29  Aggiornato: 24/4/2015 19:29
Mi sento vacillare
Iscritto: 12/10/2006
Da:
Inviati: 875
 Re: Una Venere non fa Primavera
da wikipedia ("Mosca direbbe:"avessi detto!", I know)

"Le divinità della fertilità cosmica sono in masima parte androgini, oppure sono femmine un anno e maschi l'anno dopo (ad esempio lo "Spirito della Foresta" degli Estoni). La maggioranza degli dei della vegetazione (Attis, Adone, Dioniso) e delle Grandi Madri (come Cibele) sono bisessuati. Tracce di androginia sono presenti nelle divinità scandinave: Odino, Loki, Tuisto, Nerthus, ecc. Il dio iranico del tempo illimitato, Zervan, è androgino e lo è pure un'antica divinità cinese del sole e dell'oscurità. L'androginia ha il significato di esprimere la coesistenza dei contrari, dei principi cosmologici in seno alla divinità[10]."


http://it.wikipedia.org/wiki/Androgino

un messaggio nascosto?

Davide71
Inviato: 25/4/2015 1:29  Aggiornato: 25/4/2015 1:33
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 8/7/2006
Da:
Inviati: 2108
 Re: Una Venere non fa Primavera
Ciao a tutti:

ho trovato anche interessante il post di webrasta in cui si sostiene che la Venere di Botticelli rappresenti simbolicamente un planisfero.

S proposito di divinità androgine, vi sono anche divinità, come il Dio degli Ebrei, che si sono sempre rifiutate di farsi rappresentare come maschili o femminili, quantunque paragoni la relazione con il suo popolo a un matrimonio nel quale Egli gioca il ruolo del marito...

Non date le perle ai cani e ai porci perchè non le mangeranno e vi si rivolteranno contro.
halastor
Inviato: 25/4/2015 2:24  Aggiornato: 25/4/2015 2:24
Ho qualche dubbio
Iscritto: 10/2/2015
Da:
Inviati: 172
 Re: Una Venere non fa Primavera
@Pyter

Hai semplicemente confermato ciò che ti dicevo.
E' l'ispiratore che crea l'immagine. Il pittore la trasforma in icona.
Insomma ad ognuno il proprio mestiere.

Dobbiamo anche essere coerenti con il nostro buon senso.
E' molto (ma veramente molto) difficile immaginare un uomo che nasca (perché ci devi nascere...non ci diventi) con una meravigliosa capacità di astrarre come quella di un pittore quale il Botticelli- la quale capacità necessita di tutta la vita per essere affinata - e contemporaneamente, lo stesso uomo, ha la medesima capacità in un altro campo...tanto da poter riuscire a studiare e comprendere i miti per poi raffigurarli usando l'altra sua capacità...quest'uomo sarebbe stato baciato dall'universo con un tale stato di grazia che nemmeno ai santi è concesso.

Il Rinascimento sarebbe stato l'unico periodo della storia in cui venne concesso tutto questo a molti (o comunque ad un buon numero)? Lasciami avere i miei dubbi...

Forse l'unico che più si avvicinò a questo "impossibile stato dell'esistenza" è Leonardo... ma questa è un'altra storia... e comunque a dispetto di quello che ho letto...la sua arte tecnica, ingegneristica e naturalistica prevale di certo rispetto a quella pittorica e scultoria. Sicuramente conosceva segreti di natura iniziatica (così come gli altri) ma da questo ad averne conoscenza profonda tanto da poterne sfruttare l'utilizzo nelle arti figurative, ne passa.... (messaggio da trasmettere a parte)
L'alone di mistero di questi personaggi si infittisce sempre più man mano che ci avviciniamo alla storia moderna anche per motivi di sfruttamento economico (diciamo le cose come stanno) e ci si allontana da quella passata; ma a mio avviso erano solo artigiani dell'arte, ovviamente più bravi di altri, che dovevano vivere alla mercé dei mecenati se volevano mangiare.
Poi, per fortuna, la stessa storia che li ha ammantati di mistero, li ha anche canonizzati per i grandi artisti che erano e che sono tutt'ora.
Dico "per fortuna" perché la loro arte è così effimera che, fra il mondo di allora, quello di oggi e tutto ciò che c'è stato in mezzo, ci sarebbe voluto davvero poco a farli cadere nell'oblio.

Halastor

[...]L'occhio al moto deluso il falso crede;
E 'l terrore a que' mostri accresce fede[...]
"Torquato Tasso - La Gerusalemme Liberata - Canto XX"
edo
Inviato: 25/4/2015 12:18  Aggiornato: 25/4/2015 12:18
Sono certo di non sapere
Iscritto: 9/2/2006
Da: casa
Inviati: 4529
 Re: Una Venere non fa Primavera
Pyter sei un fetentone!!

Per pronunciare frasi come questa: "Dopo averla letta, mi sono ovviamente incuriosito e ho cercato di procurarmi il libro. La ricerca fu vana. Alla fine ho seguito il consiglio di un mio amico esperto di economia, il quale mi ha spiegato la tecnica per venire in possesso di un libro introvabile, tecnica che funziona, nonostante sia antitetica a quella applicata da Dell'Utri per la sua biblioteca personale: l'acquisto."
Ci vuole il porto d'armi!

Sei Fantastico sempre, ma in questa veste superi il te stesso già detentore del rekord.

Chapeau,
Edoardo

edo
Inviato: 25/4/2015 13:54  Aggiornato: 25/4/2015 13:54
Sono certo di non sapere
Iscritto: 9/2/2006
Da: casa
Inviati: 4529
 Re: Una Venere non fa Primavera
Grazie a chi ha segnalato Riccardo Magnani; interessantissimo!

matteog
Inviato: 25/4/2015 14:03  Aggiornato: 25/4/2015 14:03
Mi sento vacillare
Iscritto: 8/9/2009
Da: Roma
Inviati: 966
 Re: Una Venere non fa Primavera
Complimenti Pyter,

bellissimo articolo!
l'ho fatto leggere anche a mio padre che è un professore universitario di Storia dell'Arte in pensione, nonché storico dell'Arte, e conferma la plausibilità della tesi proprio perché collegata al discorso letterario.

Matteo

"Cercare il complotto è sano, trovarlo dappertutto è follia." M. Galante
DaemonZC
Inviato: 25/4/2015 17:31  Aggiornato: 25/4/2015 17:31
Mi sento vacillare
Iscritto: 12/5/2012
Da:
Inviati: 428
 Re: Una Venere non fa Primavera
Ottima analisi Pyter. Di arte non mi sono mai interessato ma la curiosità mi ha spinto a leggere tutto l'articolo. A quanto pare il vizio di lasciare le cose come sono "perchè fa comodo" si sta espandendo in tutte le branche del sapere umano. Medicina, Storia Contemporanea e Antica...passando anche per l'Arte.

Dove finiremo di questo passo? è forse il progresso umano che sta rallentando?

Slobbysta
Inviato: 26/4/2015 9:48  Aggiornato: 26/4/2015 9:53
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/7/2013
Da:
Inviati: 2227
 Re: Una Venere non fa Primavera
Beh, complimenti per l'articolo. Trattare la simbologia in maniera così profonda e completa, non è da tutti. Pure fare un commento senza scadere nel banale, diventa complicato! Oggi poi ancor più raro, trovare gli interessi e la cura di una ricerca simile. Negli stessi addetti hai lavori vive la superficialità, e spesso ci si limita a settori, se non solo a singoli pittori, e quindi troviamo "l'esperto" per uno, piuttosto che per l'altro! Filosoficamente bravo bravo....

Slobbysta

uriele
Inviato: 26/4/2015 11:18  Aggiornato: 26/4/2015 11:18
Ho qualche dubbio
Iscritto: 22/5/2006
Da:
Inviati: 46
 Re: Una Venere non fa Primavera
Ma una volta chiarita la connessione con la figura di Cristo e del Cristianesimo, la chiave di lettura rimane sempre astro-teologica.

Tutte le religioni non sono altro che ALLEGORIA degli astri, del ciclo delle stagioni, cosa che nei tempi passati era di vitale importanza per l'uomo e che per forza di cose andava tramandato.

E' scienza della Luce, sostanzialmente. Dio è luce (Giovanni 1:1-5)

Poi, con la storicizzazione, tutto è andato perduto e l'uomo ad oggi crede ad un Gesù realmente esistito.

Ci si potrebbe fare un articolo...

toussaint
Inviato: 26/4/2015 11:30  Aggiornato: 26/4/2015 11:30
Sono certo di non sapere
Iscritto: 23/3/2012
Da:
Inviati: 5220
 Re: Una Venere non fa Primavera
Chi ha allargato lo schermo?
Il thread è diventato illeggibile!

"Siam del popolo le invitte schiere c'hanno sul bavero le fiamme nere ci muove un impeto che è sacro e forte morte alla morte morte al dolor. Non vogliamo più assassini non vogliamo più briganti come un dì gridiamo: avanti!" Arditi del Popolo 1921
f5e
Inviato: 26/4/2015 20:59  Aggiornato: 26/4/2015 20:59
So tutto
Iscritto: 28/8/2012
Da:
Inviati: 25
 Re: Una Venere non fa Primavera
Non mi è mai piaciuto guardare l'arte con l'occhio dei critici cercando di dargli dei significati
mistici e mitologici nella pittura.
Ho sempre pensato di immaginarmi il momento ed il periodo durante la preparazione di queste mitiche opere.
Secondo me le cose sono molto più semplici di quello ai cui ci hanno abituato a credere.
Bisogna pensare che innanzitutto in quel periodo era in atto una forma di censura totale su tutto ed in particolare sull'arte, ed un artista che aveva dato prova del proprio valore non poteva raffigurare quello e chi voleva. Allo stesso tempo avevano una cultura classica e letterale molto ampia.
In tutti quei dipinti vedo sempre immagini di comune quotidianità mascherate da complicati intrecci religiosi e mitologici per non svelare dichiaratamente l'intento dell'artista.
Non sembra forse la venere di botticelli una semplice raffigurazione di una tresca amorosa tra chi conosce il peccato e chi lo nasconde? Forse così sarebbe tutto troppo semplice.

edo
Inviato: 27/4/2015 5:21  Aggiornato: 27/4/2015 5:22
Sono certo di non sapere
Iscritto: 9/2/2006
Da: casa
Inviati: 4529
 Re: Una Venere non fa Primavera
Citazione:
Non sembra forse la venere di botticelli una semplice raffigurazione di una tresca amorosa tra chi conosce il peccato e chi lo nasconde? Forse così sarebbe tutto troppo semplice.


La tua considerazione è probabilmente condizionata dal fatto che dopo il rinascimento c'è stato l'illuminismo e soprattutto il romanticismo .
Durante il rinascimento nell'artista coincideva anche ciò che oggi attribuiamo allo scienziato ricercatore. Pensa solo a ciò che significò recuperare la tecnologia della fusione a cera persa in arte, e che risvolti ebbe sul piano militare. Pensa a Leonardo!
L'artista del rinascimento non era un imbianchino... tanto per inderderci. Naturalmente dobbiamo capire che c'erano anche gli imbianchini e quelli che ambivano a certe conoscenze senza che potessero raggiungerle, e c'erano anche i grandi artisti in contatto con i grandi pensatori: di quelli si parla.

Sono grato a Pyter per questo bellissimo articolo e spero che ne realizzi altri!

Ringrazio anche chi mi ha suggerito di conoscere il lavoro molto interessante di Riccardo Magnani

Aironeblu
Inviato: 1/5/2015 21:36  Aggiornato: 1/5/2015 21:39
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 12/1/2012
Da: Ha Noi
Inviati: 1947
 Re: Una Venere non fa Primavera
Grande Pyter! Leggo con un po' di ritardo e con molto piacere queste tue ottime considerazioni-sintesi sul libro di Anfiboli.

A parte la curiosità che in veste di Airone mi hanno sollevato le Gru del titolo...
l'interpretazione proposta sembra tornare in tutti i dettagli e collegarsi perfettamente al testo di Ovidio, che in epoca rinascimentale è stato senz'altro un riferimento chiave nella riscoperta e nella riproposizione della cultura classica alla base del nuovo pensiero. Così come il tema dello spiritus mundi Si riallaccia benissimo alla dottrina platonica e neo platonica che mette in relazione "eidos" e "phainomenon", rappresentati nella parte sinistra e destra del dipinto.
Insomma, un'interpretazione valida, coerente e unitaria.
Va detto però che Mercurio dà un po' stranamente le spalle a tutta la composizione che ha acceso con il suo Spiritus Mundi invece di contemplarsela soddisfatto... E va detto che se è vero che Giunone al centro della scena potrebbe essere incinta al terzo-quarto mese, Flora alla sua sinistra è almeno al nono mese... Questo spirito si è dato da fare!

A questo punto fai un altro sforzo, fatti anche tu una bella dose di Spiritus e completa col Guercino e Poussin, altrimenti, come dicevi ci tocca Sgarbi!

ByB
Inviato: 12/5/2015 12:19  Aggiornato: 12/5/2015 12:19
Mi sento vacillare
Iscritto: 11/5/2011
Da:
Inviati: 382
 Re: Una Venere non fa Primavera
e di Escher che ne pensate?

http://youtu.be/A16oAne5YmM

By B.


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