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opinione : Intervista a Fabio Mini
Inviato da Redazione il 1/9/2015 15:20:00 (7981 letture)

Fabio Mini: Generale di Corpo d’Armata, capo di Stato Maggiore della NATO, capo del Comando Interforze delle Operazioni nei Balcani e comandante della missione in Kosovo.

di Enzo Pennetta

Gen. Mini, nel suo libro “La guerra spiegata a…” afferma che non esistono guerre limitate, o meglio che una potenza che si impegna in una guerra limitata ne prepara in realtà una totale. Nell’attuale situazione di conflittualità diffusa, che sembra seguire una specie di linea di faglia che va dall’Ucraina allo Yemen passando per Siria e Irak, dobbiamo quindi aspettarci lo scoppio di un conflitto totale?

La categoria delle guerre limitate, trattata dallo stesso Clausewitz, intendeva comprendere i conflitti dagli scopi limitati e quindi dalla limitazione degli strumenti e delle risorse da impiegare. Doveva essere il minimo per conseguire con la guerra degli scopi politici. E la guerra era una prosecuzione della politica. Erano comunque evidenti i rischi che il conflitto potesse degenerare ed ampliarsi sia in relazione alle reazioni dell’avversario sia in relazione agli appetiti bellici, che vengono sempre mangiando. Con un’accorta gestione delle alleanze e delle neutralità, un conflitto poteva essere limitato nella parte operativa e comunque avere un significato politico più ampio. Oggi la guerra limitata non è più possibile neppure in linea teorica: gli interessi politici ed economici di ogni conflitto, anche il più remoto e insignificante, coinvolgono sia tutte le maggiori potenze sia le tasche e le coscienze di tutti. La guerra è diventata un illecito del diritto internazionale e non è più la prosecuzione della politica, ma la sua negazione, il suo fallimento. Nonostante questo (o forse proprio per questo) lo scopo di una guerra non basta più a giustificarla e chi l’inizia, oltre a dimostrare insipienza politica, si assume la responsabilità di un conflitto del quale non conosce i fini e la fine. [...]


Con l’introduzione del controllo globale dei conflitti e della gestione della sicurezza (anche tramite le Nazioni Unite), tutti gli Stati e tutti i governanti sono responsabili dei conflitti. E tutti i conflitti sono globali se non proprio nell’intervento militare, comunque nelle conseguenze economiche, sociali e morali. Quindi, a cominciare dalla guerra fredda che i paesi baltici hanno iniziato contro la Russia, dalla guerra “coperta” degli americani contro la stessa Russia, dai pretesti russi contro l’Ucraina, alla Siria, allo Yemen e agli altri conflitti cosiddetti minori o “a bassa intensità” tutto indica che non dobbiamo aspettare un altro conflitto totale: ci siamo già dentro fino al collo. Quello che succede in Asia con il Pivot strategico sul Pacifico è forse il segno più evidente che la prospettiva di una esplosione simile alla seconda guerra mondiale è più probabile in quel teatro. Non tanto perché si stiano spostando portaerei e missili (cosa che avviene), ma perché la preparazione di una guerra mondiale di quel tipo, anche con l’inevitabile scontro nucleare, è ciò che si sta preparando. Non è detto che avvenga in un tempo immediato, ma più la preparazione sarà lunga più le risorse andranno alle armi e più le menti asiatiche e occidentali si orienteranno in quel senso. E’ una tragedia annunciata, ma, del resto, abbiamo chiamato tale guerra condotta per oltre cinquant’anni “guerra fredda” o “il periodo di pace più lungo della storia moderna”. Dobbiamo quindi essere felici di questa “pace annunciata”. O no?

Un’altra sua interessante considerazione riguarda il fatto che la guerra porti sempre ad una politica diversa da quella che l’ha preceduta e preparata, dobbiamo dunque prepararci ad un mondo diverso da quello che sta generando i conflitti attuali? E se sì, ha idea della direzione in cui ci stiamo muovendo?

Direi di si, ma non credo che ci si possano fare molte illusioni sui risultati. Stiamo vivendo un periodo di transizione storica molto importante: il sistema globale voluto dai vincitori della seconda guerra mondiale sta scricchiolando, i blocchi sono scomparsi, molti regimi politici voluti dalle potenze coloniali sono in crisi, l’Africa si sta svegliando un giorno e regredendo il giorno successivo, le istanze economiche hanno il sopravvento su quelle politiche, sociali e militari, le periferie delle grandi potenze e i loro vassalli stanno cercando indifferentemente o maggiore autonomia o una servitù ancora più rigida. I conflitti attuali sono i segnali più evidenti di questo processo che porterà ad una nuova formulazione dei rapporti e degli equilibri internazionali. Tuttavia non è detto che questo passaggio porti al cosiddetto “nuovo ordine mondiale”. Le spinte al cambiamento e alla stabilità sono ancora flebili e rischiano di cronicizzare i conflitti e le situazioni, altrettanto pericolose, di post-conflitto instabile. Ci sono segnali di forte resistenza al cambiamento in senso multipolare da parte delle nazioni più ricche ed evolute come da parte di quelle più povere. Quelle più ricche si stanno di nuovo orientando verso una politica di potenza affidata soprattutto agli strumenti militari; quelle più povere si stanno orientando verso la rassegnazione alla schiavitù. Il cosiddetto “nuovo ordine” potrebbe essere quello vecchio del modello coloniale e le forze armate si stanno sempre di più orientando verso il sistema degli “eserciti di polizia” (constabulary forces). In molti paesi dell’Africa si parla da tempo di “nostalgia” del periodo coloniale o si accusano le potenze coloniali di averli abbandonati. La potenza e la schiavitù sono complementari. Un filosofo cinese diceva del suo popolo:“ ci sono stati secoli in cui il desiderio di essere schiavo è stato appagato e altri no.”

Venendo alla situazione italiana, se è vero che una comunità che ospiti anche una sola base militare straniera è da considerarsi “sotto occupazione”, la presenza di basi USA sul territorio nazionale ci rende una nazione sotto occupazione o comunque non libera?

I regolamenti dell’Aja del 1907, stabiliscono i criteri dell’occupazione militare non tanto sulla presenza militare in un paese ma nella sua funzione. Se una presenza militare anche minuscola si assume la responsabilità della sicurezza del territorio (non importa di quale estensione) in cui è stanziata, si ha l’occupazione “de facto”. Le basi degli Usa non garantiscono la nostra sicurezza, ma la loro. Non servono i nostri interessi ma i loro e quindi non sono legalmente “occupanti”. Il fatto che si dichiarino basi Nato o facciano riferimento agli accordi di Parigi del 1963 è una foglia di fico che nasconde la realtà: alcune basi italiane sono aperte anche ai paesi Nato nell’ambito degli accordi dell’Alleanza, ma le basi americane più grandi sono precedenti agli accordi Nato e sono state concesse con accordi bilaterali in un periodo in cui l’Italia non aveva alcuna forza di reclamare autonomia; anzi andava cercando qualcuno da servire in America e in Europa. In queste basi decidono gli americani (e non la Nato) a chi consentirne l’uso temporaneo. Si ha così un doppio paradosso: molti italiani anche di alto lignaggio politico e militare tentano di giustificare le basi con la funzione di sicurezza che svolgono a nostro favore. E avallano la condizione di occupazione militare. Gli americani sono più espliciti, ma non meno paradossali: ogni anno il Pentagono invia una relazione al Congresso nella quale indica e traduce in termini monetari il contributo dei paesi ospitanti delle basi “agli interessi e alla sicurezza degli Stati Uniti”. Dovrebbe essere un accordo fra pari, ma si avalla la nostra condizione di tributari.

Nel suo libro ha mostrato come la guerra si sia evoluta nel corso dei secoli, adesso siamo giunti a teorizzare una guerra di quinta generazione o guerra senza limiti, una guerra cioè che non deve essere percepita come tale e che coinvolge anche mezzi finanziari. Possiamo dire di essere nel corso di una guerra di questo tipo?

Senza dubbio. Ma anche questa quinta generazione sta trasformandosi nella sesta: la guerra per bande. Non essendoci più soltanto fini di sicurezza e non soltanto attori statuali, siamo nelle mani di “bande” con fini propri e senza alcuno scrupolo se non quello verso la propria prosperità a danno di quella altrui. Le bande si muovono senza limiti di confini e di mezzi, senza rispetto, solo all’insegna del profitto. Tendono ad eludere il diritto internazionale e la legalità, tendono a piegare gli stessi Stati ai loro interessi e a controllarne la politica e le armi. Oggi il problema degli eserciti e degli apparati di polizia non è quello di capire perché lavorano, ma per chi. Se lo Stato, per definizione, deve (o dovrebbe) pensare al bene pubblico, la banda pensa soltanto al bene privato, non statale e spesso contro lo stato. Quando nel 2004 chiesero ad un colonnello americano che tipo di guerra stesse combattendo in Iraq, quello rispose candidamente: “è una guerra per bande e noi siamo la banda più grossa”. Anche lui aveva capito che non stava lavorando per uno stato o un bene pubblico ma per qualcosa che esulava dal suo stesso “status” di difensore pubblico: era un mercenario, come tanti altri, al servizio di uno che pagava. E per questo si riteneva un “professionista” delle armi. La finanza è l’unico sistema veramente globale ed istantaneo e si avvale di mezzi leciti e illeciti: esattamente come fa ogni moderna banda di criminali. La struttura di comando delle bande ha due modelli di riferimento: il modello paternalistico e verticale e il modello comiziale e orizzontale. Quest’ultimo sta prevalendo sul primo anche se a certi livelli della gerarchia si ha comunque uno più forte degli altri. Il modello orizzontale è anche quello che meglio riesce a mascherare le guerre intestine e quelle esterne. Ci sono interessi contingenti che spesso portano gli avversari dalla stessa parte.

Dal suo libro emerge anche il concetto di guerra come “strumento d’imposizione”, cioè uno strumento per obbligare una determinata parte a compiere azioni contro la propria volontà, nel recente caso della Grecia in cui la volontà popolare ha dovuto cedere alle richieste di segno opposto dell’Europa, possiamo parlare di un atto di guerra?

Anche in questo caso dobbiamo riferirci alla guerra senza limiti e, purtroppo, a quella per bande. La Grecia ha subito un’imposizione che piegando la volontà del governo e della stessa popolazione è senz’altro un atto di guerra. Ma il vero scandalo della Grecia non è nell’imposizione subita, ma nell’apparente lassismo in cui è stata lasciata proprio dagli organismi internazionali che ne avrebbero dovuto controllare lo stato finanziario. La guerra finanziaria alla Grecia è la guerra per bande quasi perfetta. Solo qualche sprovveduto può pensare veramente che la Grecia abbia alterato i propri bilanci senza che né Unione europea, né Banca Centrale Europea, né Fondo Monetario, né Federal Reserve, né Banca Mondiale, né le prosperose e saccenti agenzie di rating se ne accorgessero. E’ molto più realistico pensare che al momento del passaggio all’Euro gli interessi politici della stessa Europa prevalessero su quelli finanziari e che gli interessi finanziari fossero quelli di far accumulare il massimo dei debiti a tutti i paesi membri più fragili. Abbiamo la memoria molto corta, ma ben prima del 2001 il dibattito sull’euro escludeva che molti paesi della periferia europea e quelli di futuro accesso (Europa settentrionale e orientale) potessero rispettare i parametri imposti. Non è un caso se proprio i paesi della periferia siano stati prima indotti a indebitarsi e poi a fallire, o ad essere “salvati” dalla padella per essere gettati nella brace. Irlanda, Gran Bretagna, Portogallo, Spagna, Italia e Grecia sono stati gli esempi più evidenti di una manovra che non è stata né condotta né favorita dagli Stati, ma gestita da istituzioni che si dicono superstatali e comunque sono improntate al sistema privatistico degli interessi del cosiddetto “mercato”.

La “narrativa”, la fiction, gli spin doctors, giocano un ruolo fondamentale nella guerra di nuova generazione, può indicarci qualche caso concreto in cui ultimamente ha visto questi elementi in azione?

In ambito militare ogni operazione è aperta, condotta e accompagnata dalla guerra dell’informazione e da quella psicologica. Dal 2000 in poi in Afghanistan e Iraq furono disseminate dall’alto migliaia di manifestini e radioline con le quali la coalizione tentava di dare la propria versione del conflitto. L’aereo C-130 destinato alla guerra d’informazione, chiamato “Commando Solo”, continua a sorvolare paesi come Iran, Iraq, Afghanistan, Yemen e Siria trasmettendo giornali radio e telegiornali dando la propria versione dei fatti. L’efficacia di tali mezzi tecnologici è minata dal dilettantismo. I primi volantini in Afghanistan e Iraq erano incomprensibili sia nella forma sia nella lingua. Le radioline furono acquistate in fretta dopo aver notato che gli afghani erano immuni alle trasmissioni radio visto che non avevano radio. E quando furono disseminate le radio gli americani si accorsero che oltre il 90% degli afghani non capiva la lingua usata. In Kosovo ho dovuto raddrizzare una campagna d’informazione, condotta tramite materiale edito da Kfor, dopo aver constatato che una rivista non veniva distribuita ai kosovari ma nelle caserme. In pratica si faceva guerra psicologica sui nostri stessi soldati. Più professionali, ma meno centrate sugli scopi militari, sono le trasmissioni radio della VOA (Voce dell’America) che parla in molte lingue e perfino dialetti centro asiatici. La Russia è entrata nel mondo della moderna guerra dell’informazione con nuove reti di stampa, internet, radio e televisione. I cinesi hanno interi canali dedicati all’informazione in varie lingue. Il programma Confucio, col quale s’insegna la lingua cinese all’estero, è ormai presente in tutto il mondo. Gli spin doctors del Pentagono avevano già immaginato nel 2011 come gestire la caduta di Bashar Assad in Siria e uno studio cinematografico ne stava realizzando il film. Il progetto è stato accantonato, ma il Pentagono spera che il film possa uscire nel 2016 (a Bashar Assad piacendo). Lo scopo di queste iniziative è difficilissimo perché la narrativa (la versione dei fatti) che si vuole fornire dovrebbe contrastare quella dell’avversario e della gente del luogo. In realtà nella comunicazione il messaggio più accettato è quello che conferma i fatti o le percezioni e non quello che le contrasta. La narrativa dell’avversario pur non avvalendosi di mezzi sofisticati e basandosi sulla trasmissione orale è molto più efficace anche perché racconta quello che si vede o ciò che qualcuno appartenente alla stessa comunità dice di aver visto. In Iraq, Afghanistan e altrove non è stato infrequente il grido di allarme dei vertici delle coalizioni occidentali: “stiamo perdendo la guerra della narrativa”. Fuori dal contesto militare, la stessa crisi greca è un esempio attuale di guerra dell’informazione accomunata alla guerra delle percezioni e alle operazioni d’influenza. In Grecia, come altrove, l’eccesso di debito pubblico e internazionale di uno stato non è di per sé un fattore fondamentale d’instabilità né d’insolvenza. E’ invece importante la credibilità che può ampliare a dismisura il credito. Per questo la guerra alla Grecia si è sviluppata sul piano della guerra psicologica con un’azione forte di discredito e di delegittimazione di tutto il paese. La delegittimazione che si è vista in maniera palese nel caso greco, non è avvenuta per altri paesi in via di fallimento, come il nostro; anzi, a dispetto dei dati oggettivi (debito, crescita, disoccupazione, investimenti), ci sono paesi che beneficiano di crediti oltre ogni ragionevole misura. Ogni volta che in Italia c’è un’asta di titoli pubblici, i media plaudono al “collocamento” di tutto il pacchetto sottacendo che in realtà si tratta di un aumento di debito. Anche il fatto che il debito di tale tipo sia “interno” viene manipolato e sottovalutato spacciandolo per una cosa senza valore. Come se il debito interno (quello nei confronti degli italiani che hanno acquistato titoli pubblici) non dovesse mai essere restituito ( e di fatto, così è), quasi che il rastrellamento costante del risparmio privato da parte dello stato non penalizzasse la disponibilità di denaro destinata agli investimenti produttivi. Oltre alle bande finanziarie internazionali, in Grecia, come in Italia e altrove, ci sono bande privatistiche interne che monopolizzano la finanza e la comunicazione. In Grecia, come altrove, queste bande hanno sperato e tuttora sperano in un ribaltone politico che le renda più potenti. E’ già successo, anche in maniera violenta.

Pochi anni fa il fisico Emilio dei Giudice e il giornalista Maurizio Torrealta parlarono di armi nucleari estremamente miniaturizzate, di armi di nuova generazione che sarebbero state già impiegate sui campi di battaglia in Irak e in medio Oriente, e il cui uso sarebbe stato nascosto dietro la radioattività dei proiettili all’uranio impoverito. Crede che esistano elementi per ritenere fondata questa affermazione?

Non mi risultano casi concreti, ma ho sentito le stesse storie in altri casi. Una caratteristica delle guerre moderne è anche la perdita di consapevolezza sulla verità. Di certo c’è che la moderna tecnologia, anche fuori dal campo sperimentale consente questo ed altro. Se tali armi sono state veramente impiegate, si tratta di una violazione del diritto internazionale e dei diritti umani delle vittime. Purtroppo, ogni violazione (anche del buon senso, come nel caso della tortura) è così frequente che non rappresenta più un ostacolo. C’è da sperare che lo abbiano fatto gli americani: almeno tra trent’anni i segreti di stato saranno derubricati e ci diranno la verità. Se le avessero usate i russi o altri paesi, come il nostro, non lo sapremmo mai. Dovremmo aspettare che diventasse un segreto di Pulcinella.

CS è un sito che si occupa molto delle problematiche dell’informazione ed è noto che la prima vittima della guerra è la verità, può dare ai nostri lettori un consiglio per difendersi e cercare di distinguere tra realtà e manipolazione?

Abbiamo due armi formidabili: diffidenza e ironia. La prima serve a neutralizzare il monopolio dell’informazione. Significa cercare continuamente altre fonti e altri riscontri senza bere tutte le scemenze ufficiali. La seconda tende a ridimensionare anche quella che può sembrare la realtà. Perché la verità non è più la vittima del primo colpo di fucile: non esiste più.

Fonte: Critica Scientifica

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Autore Albero
lanzo
Inviato: 1/9/2015 16:11  Aggiornato: 1/9/2015 16:11
Mi sento vacillare
Iscritto: 8/10/2005
Da:
Inviati: 518
 Re: Intervista a Fabio Mini
Andando al sodo e facendo il gesto tipicamente italico della mano in orizzontale che apre le dita e le richiude con le punte che convergono...
Se riescono a provocare una guerra tra Russia e Nato - L'Europa verra' distrutta - un concorrente di meno - sara' un caso che Fiat ha fatto i bagagli e voglia associarsi, dopo Chrisler con GM - Visto che in guerra non si attacca solo su un fianco, sanzioni alla Russia che dannegiano solo l'economia europea, poi bombe di immigrati e aspettate il GIUBILEO altri 3 milioni minimo, Stranamente l'Arabia Saudita che ogni anno ha milioni di pelegrini poveracci, puntualmente li rimanda a casa, noi no, ossia i beduini arricchiti col petrolio scoperto da inglesi e americani, in realta' sanno gestire l'ordine interno meglio di qualsiasi nazione europea - Questi immigrati vogliono venire SOLO in Europa, eppure ci sono tanti paesi benestanti, da cui si guardano bene dall'avvicinarsi: Turchia, Israele, Emirati, Corea, Brunei, Singapore, Giappone e perche' no, Cina non e' la seconda potenza economica globale dopo gli USA ? - per Brunei, Emirati e Singaporei 2 ultimi mi si potra' obbiettare: sono entita' piccole, piccole per modo di dire - sono molto piu' ricchi della Grecia ed hanno una popolazione numericamente simile.
Sono stati vaccinati con un vaccino anti profughi che l'Europa non conosce?
Passo e chiudo.

Pyter
Inviato: 1/9/2015 16:26  Aggiornato: 1/9/2015 16:28
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Intervista a Fabio Mini
In effetti i termini 'lobby', 'multinazionali' e 'giudoplutodemomassoni' fanno già parte di un certo mito, mentre 'bande' sarà meno poetico ma rende bene l'idea.
Secondo alcuni, il fatto che le bande siano molte è un pò la nostra ancora di salvezza, ma secondo me costringe invece istintivamente a scegliere una delle parti, finendo inconsapevolmente per far partecipare al gioco. Se la band fosse invece solo una sarebbe più inquadrabile e visibile, sarebbe cioè più facile scoprirne il gioco, anche se, come dice Mini, alla fine le regole del gioco sono accettate più o meno da tutti.
Forse la nostra salvezza è quel 'più o meno'.

Abbiamo due armi formidabili: diffidenza e ironia.

Non so perché, ma istintivamente mi trovo d'accordo.
Come si dice in certi ambienti, ' Io sono già a cavallo'.
Aggiungerei l'ottimismo, come effetto dell'ironia.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
Aironeblu
Inviato: 1/9/2015 19:06  Aggiornato: 1/9/2015 19:08
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 12/1/2012
Da: Ha Noi
Inviati: 1947
 Re: Intervista a Fabio Mini
Confermo: anche qui in Vietnam - dove comunque l'economia continua a crescere, e la situazione non è certo quella dei paesi più disastrati dell'Africa - è pieno di imbecilli che sognano un ritorno del colonialismo USA. Evidentemente la propaganda riesce a colpire con molta più efficacia delle bombe la superficialità culturale.

lanzo
Inviato: 1/9/2015 20:08  Aggiornato: 1/9/2015 20:08
Mi sento vacillare
Iscritto: 8/10/2005
Da:
Inviati: 518
 Re: Intervista a Fabio Mini
2 Aironeblu
Ricordo un'intervista di diversi anni fa a Bruce Willis Wills attore super popolare e di destra - ammerigana - cioe' roba che Salvini e Meloni sarebbero sinistrorsi. , si parlava appunto del Viet Nam e lui testualmente disse non abbiamo affatto perso la guerra, anzi abbiamo APERTO IL MERCATO. Che e' vero ! Anche l'ammiraglio Perry apri' il mercato giapponese
Il che e' vero - inutile stare a fare esempi - Nannare' te sei scordata che sei romana, gli stornelli nun canti piu' ? Anche in Viet Nam le nannare' vogliono la musica americana e i McDonald e la CocaCola - il te verde - che schifo !
Che pacchia per big farma - col diabete che una volta era sconosciuto ed ora la fa da padrona in tutta l'Asia - dove i ricchi vanno ad ingozzarsi da Mc Donald e cocacola . I super ricchi magari no.
Per cui hai questo assurdo: i ricchi in India, Filippine, Indonesia, Malesia - non parliamo degli emirati arabi, dove per cultura amano i dolci e vedi sti ragazzini grassi e diabetici - i poveri immigrati invece magri.
In Occidente invece i poveri sono grassi e i ricchi magri.
Tornando a bomba, quello che trovo un po' disgustoso e' che sta gente che ha sofferto tutto quello che c'era da soffrire, con bimbi che ancora nascono deformi grazie ai bombardamenti chimici, quando arrivano gli ex boia americani GI - pentiti - gli fanno pure le feste e li accolgono come ospiti di super riguardo.

m4x
Inviato: 1/9/2015 20:12  Aggiornato: 1/9/2015 20:12
Mi sento vacillare
Iscritto: 6/6/2007
Da:
Inviati: 746
 Re: Intervista a Fabio Mini
Leggere Mini e' sempre un piacere, grazie per la condivisione.

lanzo
Inviato: 1/9/2015 20:29  Aggiornato: 1/9/2015 20:29
Mi sento vacillare
Iscritto: 8/10/2005
Da:
Inviati: 518
 Re: Intervista a Fabio Mini
@ Aironeblu
Purtroppo per varie circostanze - mi sono dovuto spostare - traslocare almeno 20 volte nella mia vita - il che significa libri(ma non solo) persi e non piu' rimpiazzabili. Sei contento Toussaint ?
Ricordo avevo un librone - anni 60 - 70 con le migliori opere di Carl Barks.
Do per scontato che tu sappia che era il miglior disegnatore di Paperino - Tutte le storie erano geniali, il disegno perfetto nei minimi particolari - e me ne ricordo una dove Paperino va - la dico cosi' perche' ormai ho perso il libro e pure con internet non credo sia recuperabile, ma se hai una dritta fammelo sapere - in un paese del sud est asiatico popolato da paperi bianchi, in realta' piu' simili ad oche - molto antiamericane - poi arriva Paperino che gli fa ascoltare il rock and roll e tutti cominciano a ballare estasiati e convertirsi ai valori occidentali.
Eppure e' cosi - Le civilta' in genere implodono, basta un filmetto, un Elvis, una coca cola.

lanzo
Inviato: 1/9/2015 21:10  Aggiornato: 1/9/2015 21:10
Mi sento vacillare
Iscritto: 8/10/2005
Da:
Inviati: 518
 Re: Intervista a Fabio Mini
Pyter
La storia delle "bande" e mi riferisco alla ex blackwater - ora pare abbia un nome piu' simpatico. Pensa solo a multinazionali che hanno fondi illimitati, se volessero potrebbero invadere chiunque, ti pare difficile che con la sicurezza che abbiamo, un centinaio di blackwater potrebbero neutralizzare tutte le caserme CC e PS a Roma, bastano 20 ad entrare in parlamento, fare secchi i caramba alla porta entrare e far fuori tutti all'interno, commessi, barbieri e parlamentari e magari travestiti da combattenti ISIS impiccherebbero qualcuno o butterebbero giu' qualche omosessuale.
Poi arriva un bell elicotterone di quelli alla Blue thunder E VIA !
certo finche' lo fa l'esercito USA pagato dai contribuenti meglio, soldi risparmiati a parte le mance ai politici, pero' VOLENDO... i lanzichenecchi li hanno, immagino siano pagati in ogni caso "contingency" come le grandi banche o industrie che pagano studi di avvocati famosi anche se non fanno niente, ma poi se il caso lo richiede, dovranno scattare come rottweilers.

lanzo
Inviato: 1/9/2015 21:25  Aggiornato: 1/9/2015 21:25
Mi sento vacillare
Iscritto: 8/10/2005
Da:
Inviati: 518
 Re: Intervista a Fabio Mini
Last but not least
Magari non molti sanno che in Iraq - non e' che si amassero tra esercito americano e mercenari black water che sono un misto di ex militari americani, australiani, sudafricani, samoani si samoani, britannici et cetera- una legione straniera con stipendi da generale. E ci sono anche state sparatorie tra marines e blackwaters
Il marmittone americano si trova in una situazione dove - vabbe' teoricamente - deve rispondere a precise regole di ingaggio e guadagna X e si trova sti lanzichenecchi che non devono rispondere di nulla a nessuno e guadagnano XXX - ti incazzi o no ?

Calvero
Inviato: 1/9/2015 21:46  Aggiornato: 1/9/2015 21:48
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/6/2007
Da: Fleed / Umon
Inviati: 13165
 Re: Intervista a Fabio Mini
___________
_________

Se credesse alle sue parole e le vivificasse, quale diffidente e ironico, dovrebbe dimettersi. ICKE queste cose le spiegava dieci anni fa, probabilmente meglio.

Misti mi morr Z - 283 - Una volta creato il manicomio, la ragione l'ha sempre il direttore; che l'abbia o meno
maurixio
Inviato: 1/9/2015 21:55  Aggiornato: 1/9/2015 21:55
Mi sento vacillare
Iscritto: 13/4/2007
Da:
Inviati: 333
 Re: Intervista a Fabio Mini
Si ha così un doppio paradosso: molti italiani anche di alto lignaggio politico e militare tentano di giustificare le basi con la funzione di sicurezza che svolgono a nostro favore. E avallano la condizione di occupazione militare. Gli americani sono più espliciti, ma non meno paradossali: ogni anno il Pentagono invia una relazione al Congresso nella quale indica e traduce in termini monetari il contributo dei paesi ospitanti delle basi “agli interessi e alla sicurezza degli Stati Uniti”. Dovrebbe essere un accordo fra pari, ma si avalla la nostra condizione di tributari.

Perchè in questo caso non ha usato l'immagine delle Bande? Sembra che su tutto regni l'incertezza tranne che su questo punto.

Per ridere sta cosa fa ridere ma non mi sento di farci dell'ironia. Qui non si parla del mondo di mezzo, qua c'è proprio di mezzo il mondo intero la sua abitabilità e prosperità con tutte queste bande nucleari

infosauro
Inviato: 1/9/2015 22:13  Aggiornato: 1/9/2015 22:13
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 23/5/2008
Da: questo mondo (credo)
Inviati: 2375
 Re: Intervista a Fabio Mini
Se Peonia non è già passata da queste parti, stavolta l'OT lo posto io:
https://youtu.be/vFIjdZ75xgo?t=1m32s Come al solito, non siamo poi troppo OT, del resto si parla di comunicazione ed è sempre un po' strano sentire certi argomenti in certe trasmissioni.

"It's just a ride"
William Melvin "Bill" Hicks, l'ultimo degli hippy, il primo dei complottisti (a comparire in TV).
FranZeta
Inviato: 2/9/2015 2:39  Aggiornato: 2/9/2015 2:39
Ho qualche dubbio
Iscritto: 24/8/2014
Da: Maderno
Inviati: 152
 Re: Intervista a Fabio Mini
@Calvero
Citazione:
Se credesse alle sue parole e le vivificasse, quale diffidente e ironico, dovrebbe dimettersi.

E' un generale in pensione, da cosa esattamente dovrebbe dimettersi per vivificare gli aggettivi diffidente e ironico?

FranZƞ
peonia
Inviato: 2/9/2015 7:24  Aggiornato: 2/9/2015 7:24
Sono certo di non sapere
Iscritto: 26/3/2008
Da: Roma
Inviati: 6677
 Re: Intervista a Fabio Mini
faccio mia la preoccupazione di Piero Cammerinesi, anche io mi sento su un pianeta che corre a perdifiato verso nuovi olocausti guidato da leader sicuramente malvagi....

http://www.liberopensare.com/index.php?option=com_k2&view=item&id=996:correre-a-un-passo-dal-vuoto&Itemid=419

...Non temete nuotare contro il torrente. E' di un'anima sordida pensare come il volgo, solo perche' il volgo e' in maggioranza... (Giordano Bruno)
Sertes
Inviato: 2/9/2015 8:25  Aggiornato: 2/9/2015 8:25
Sono certo di non sapere
Iscritto: 19/6/2006
Da: Bologna
Inviati: 9236
 Re: Intervista a Fabio Mini
Citazione:
Calvero ha scritto:
Se credesse alle sue parole e le vivificasse, quale diffidente e ironico, dovrebbe dimettersi. ICKE queste cose le spiegava dieci anni fa, probabilmente meglio.


Sì, però Icke è uno che è leggermente squalificato agli occhi dell'opinione pubblica perché afferma che i membri della corona inglese sono una razza di rettiliani che governa l'umanità da tempo immemore.

Invece Mini è stato capo di Stato maggiore del Comando NATO per il Sud Europa, ha guidato il Comando Interforze delle Operazioni nei Balcani, è stato comandante delle operazioni di pace a guida NATO durante la guerra in Kosovo, quindi la sua opinione sulle strategie di guerra diretta ed indiretta è "leggermente più autorevole"

Quando dici le cose come stanno, stai sulle palle a tanta gente
Aironeblu
Inviato: 2/9/2015 8:34  Aggiornato: 2/9/2015 8:34
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 12/1/2012
Da: Ha Noi
Inviati: 1947
 Re: Intervista a Fabio Mini
@Lanzo

La tua descrizione è purtroppo molto realistica. Qui in Vietnam la guerra è stata vinta in un secondo tempo, con i trattati commerciali introdotti da Clinton nel 1990 (Doi Moi), certamente dietro la regia di Soros, che hanno posto la parola fine alla fase comunista del Vietnam per aprire all'ipercapitalismo con i suoi enormi divari sociali e il tragico degrado ambientale e culturale del Paese. Il fatto triste e curioso è che comunque i vietnamiti sono contenti così, sommersi dal materialismo e soddisfatti delle nuove merci digitali e griffate che gli permettono di sentirsi più "occidentali". Manipolarli con i social media contro la Russia e contro la Cina è un giochetto: non penso che passerà molto tempo per la concessione di basi USA con missili puntati su Pechino...

Aironeblu
Inviato: 2/9/2015 8:41  Aggiornato: 2/9/2015 8:41
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 12/1/2012
Da: Ha Noi
Inviati: 1947
 Re: Intervista a Fabio Mini
@Calvero

Citazione:
Se credesse alle sue parole e le vivificasse, quale diffidente e ironico, dovrebbe dimettersi


Sì.
È anche vero come osserva @FranZeta che essendo in pensione non può più dimettersi, ma sentire denunciare queste cose da uno che era in prima linea a farle - e ben cosciente di cosa faceva, come dimostra la sua intervista - suona perlomeno un po' ipocrita: non guasterebbero due parole di pentimento e ripensamento.

Redazione
Inviato: 2/9/2015 8:55  Aggiornato: 2/9/2015 8:55
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Intervista a Fabio Mini
CALVERO: "ICKE queste cose le spiegava dieci anni fa, probabilmente meglio"

Diciamo che dette da un generale fanno un altro effetto.

Regom
Inviato: 2/9/2015 10:35  Aggiornato: 2/9/2015 10:35
Mi sento vacillare
Iscritto: 30/8/2006
Da:
Inviati: 358
 Re: Intervista a Fabio Mini

Calvero
Inviato: 2/9/2015 10:52  Aggiornato: 2/9/2015 10:56
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/6/2007
Da: Fleed / Umon
Inviati: 13165
 Re: Intervista a Fabio Mini
.........


ICKE è screditato agli occhi di chi ragiona per stereotipi, che poi mi sono sbagliato, diciamo 15 anni fa e, nel frattempo, dove cazzo stava chi aveva tutta quella autorevolezza?

... è in pensione? tanto peggio... adesso quei pochi punti che aveva li ha persi tutti.

Sul discorso che - detto da lui - fa un altro effetto, certo che sì, è proprio questo il punto, la massa non ha ancora imparato a farsi sorprendere dai messaggeri che stanno avanti, preferisce sempre l'impatto manicheo e psicologicamente teleguidato. E la storia si ripete...

Per chi parla male del discorso che fa Icke sui rettiliani, è evidente che ancora non ha capito una fava di ICKE. Detto ciò, che dire, avanti popolo, la razionalità continua a portare i frutti che non volete, ma nutrite gli alberi che li fanno fiorire.

Misti mi morr Z - 283 - Una volta creato il manicomio, la ragione l'ha sempre il direttore; che l'abbia o meno
Pyter
Inviato: 2/9/2015 12:28  Aggiornato: 2/9/2015 12:28
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Intervista a Fabio Mini
Il problema dei militari è che per potersi permettere di essere diffidenti e ironici devono aspettare di andare in pensione.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
LoneWolf58
Inviato: 2/9/2015 12:38  Aggiornato: 2/9/2015 12:38
Sono certo di non sapere
Iscritto: 12/11/2005
Da: Padova
Inviati: 4861
 Re: Intervista a Fabio Mini
Citazione:
Il problema dei militari è che per potersi permettere di essere diffidenti e ironici devono aspettare di andare in pensione.
o di essere trombati...

La storia, come un'idiota, meccanicamente si ripete. (Paul Morand)
Il problema, però, è che ci sono degli idioti che continuano a credere che la storia non si ripeta. (LoneWolf58)
clausneghe
Inviato: 2/9/2015 13:25  Aggiornato: 2/9/2015 13:25
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 17/4/2006
Da: nordcentro
Inviati: 1679
 Re: Intervista a Fabio Mini
Vedo che qualcuno non glie le manda a dire al militarone in questione e lo invita, dopo essersi vergognato, a dimettersi dalla pensione e dallo stipendio (questo lo aggiungo io ).
Ma è ben vero che esiste il pentimento, il RESET se così vogliamo chiamarlo, e il Gen. può benissimo "essere stato folgorato sulla via di Damasco" è capitato a molti, compreso lo scrivente che una volta era cacciatore e ora non uccide più nulla se non mosche e zanzare..
Conoscevo già gli scritti o meglio sarebbe chiamarli contro-scritti, del Gen. Mini
e trovo anche questa sua ultima intervista come notevole e purtroppo autorevolmente d'accordo con le mie peggiori pre-visioni, ovvero che siamo già in guerra, solo che non è dichiarata, è diversa, inaudita e incomprensibile per la maggioranza.
Ben vengano i Generali convertiti alla Mini, gli altri possono tranquillamente gettarsi in mare, possibilmente con una pietra al collo, come cantava una antica canzone rossonera

giusavvo
Inviato: 2/9/2015 13:42  Aggiornato: 2/9/2015 13:42
Mi sento vacillare
Iscritto: 7/2/2011
Da:
Inviati: 449
 Re: Intervista a Fabio Mini
Parafrasando Schophenauer mi viene da dire:
"le qualità strategiche e professionali dei generali italici (e dirigenti) stanno alle autentiche qualità professionali e strategiche dei generali (e dirigenti), come i re del teatro stanno ai veri re"

A parte il mio personale parere sui nostri generali (e dirigenti), voglio dire semplicemente che il tizio in questione è un ipocrita che ha scoperto l'acqua calda.
Come qualcuno ha ben evidenziato, credibilità a parte, queste cose le hanno dette da tempo molti altri.
Il signor generale, anziché fare del pentitismo becero, dal momento che il quel piatto ci ha mangiato ben poteva, e può, dimettersi dalle cariche (se ne ha).
Inoltre, usciva le palle prima, e con sprezzo delle aspettative carrieristiche, avrebbe potuto denunciare prima la merda che costituisce il substrato materiale di certe organizzazioni.
Infine, ba specificato che anche in pensione, i generali italioti come tutti gli alti dirigenti, possono ricoprire (e sovente ricoprono) incarichi extra anche, e specialmente, dopo che vanno in pensione.

"L'uomo è misura di tutte le cose"
(Protagora)
Sertes
Inviato: 2/9/2015 13:51  Aggiornato: 2/9/2015 13:51
Sono certo di non sapere
Iscritto: 19/6/2006
Da: Bologna
Inviati: 9236
 Re: Intervista a Fabio Mini
OT ma non troppo.

Fabio Mini è stato tra i primi e più autorevoli a parlare di guerra climatica e manipolazione atmosferica... sono andato sulla pagina di Rosario Marcianò per vedere se c'era qualcosa di collegato, e ho scoperto con sconcerto che l'avvocato difensore dei fratelli Marcianò è stato trovato morto due giorni fa nel suo studio.
A 45 anni ha avuto un malore ed è morto.

La notizia, scrive Rosario, ci è stata data prontamente dal disinformatore stalker Federico De Massis, alias Task Force Butler.

link

Quando dici le cose come stanno, stai sulle palle a tanta gente
m4x
Inviato: 2/9/2015 14:42  Aggiornato: 2/9/2015 14:42
Mi sento vacillare
Iscritto: 6/6/2007
Da:
Inviati: 746
 Re: Intervista a Fabio Mini
Calvero Vs Pisapix

Minchiamania 32

Last functioning neuron match

Ring The Belt

FranZeta
Inviato: 2/9/2015 14:57  Aggiornato: 2/9/2015 14:57
Ho qualche dubbio
Iscritto: 24/8/2014
Da: Maderno
Inviati: 152
 Re: Intervista a Fabio Mini
Non voglio mettermi a fare l'avvocato difensore del generale, anche perchè le mie idee personali sono antipodali al militarismo e a ciò che si può collegare alla carriera militare.

Detto questo credo che giudicare una persona solo per il ruolo che ricopre, o ha ricoperto, sia sempre superficiale e inutile. Per quanto riguarda l'attuale stato del generale Mini, lo potete verificare dalla sua stessa voce all'inizio di questa intervista, si definisce 'generale in pensione' anche se tecnicamente è in riserva, dato che i generali non vengono mai ufficialmente pensionati.

Riguardo invece al suo trascorso operativo non ho informazioni dettagliate per poter giudicare se si sia mai reso complice delle dinamiche che denuncia, e quindi se dovrebbe pentirsi prima di fare certe dichiarazioni. Sono abbastanza sicuro che altri utenti che hanno commentato in quel senso ne sanno quanto me del passato di quest'uomo.

FranZƞ
toussaint
Inviato: 2/9/2015 15:13  Aggiornato: 2/9/2015 15:19
Sono certo di non sapere
Iscritto: 23/3/2012
Da:
Inviati: 5220
 Re: Intervista a Fabio Mini
@lanzo:

la Blackwater ora si chiama Academi. "acqua nera" suonava male.
Ora, accademia in inglese si dice Academy, con la y, dunque il nome non significa questo, ma è sicuramente un acronimo, noto solo a pochi, che esprime la vera essenza dell'organizzazione, come da manuale del buon esoterista.
Nel Board of Directors siede nientepopodimeno che John Ashcroft.
Può contare su contratti di centinaia di milioni (a oggi 300 tra società leader e affiliate) solo con il governo USA, cui si aggiungono quelli con altri governi.
Dal 2014, Academi è entrata a far parte di una joint venture tra società del settore denominata Constellis Group che include Triple Canopy, Constellis Ltd., Strategic Social, Tidewater Global Services, National Strategic Protective Services, ACADEMI Training Center and International Development Solutions.
Si tratta, in pratica, di un vero e proprio esercito mondiale privato che, come hai detto giustamente, potrebbe occupare i centri di potere italiani, ma anche operare un golpe in territorio USA, in cinque minuti.
Notare che sia il quartier generale di Academi sia quello della Holding si trovano in Virginia, rispettivamente a McLean e Reston.
La Virginia, dove l'esercito USA ha costruito, nella contea di Caroline, una città fantasma in cui esercitare le truppe alla guerra urbana.

edit: nella contea di Caroline si trova Roanoke, la città del fake dei due giornalisti uccisi in diretta, mentre McLean e Reston si trovano nella contea di Fairfax, praticamente confinante con la contea di Caroline, le dividono solo le piccole contee di Prince-William e Stafford.
Insomma, una zona parecchio interessante...

"Siam del popolo le invitte schiere c'hanno sul bavero le fiamme nere ci muove un impeto che è sacro e forte morte alla morte morte al dolor. Non vogliamo più assassini non vogliamo più briganti come un dì gridiamo: avanti!" Arditi del Popolo 1921
Aironeblu
Inviato: 2/9/2015 15:19  Aggiornato: 2/9/2015 15:19
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 12/1/2012
Da: Ha Noi
Inviati: 1947
 Re: Intervista a Fabio Mini
Fatto sta che un generale in pensione conferma dall'alto della sua autorevolezza quanto gli inattendibili "complottisti" stanno ripetendo da anni o decenni. Una conferma che può essere in qualche modo confortante per chi non vuole fermarsi alle versioni ufficiali e si impegna ad approfondire le questioni della nostra contemporaneità, ma una conferma del tutto inutile per la massa main-stream che non incapperà mai in questa intervista, oppure la eviterà chiedendosi chi cazzo è questo Fabio Mini.

toussaint
Inviato: 2/9/2015 15:23  Aggiornato: 2/9/2015 15:23
Sono certo di non sapere
Iscritto: 23/3/2012
Da:
Inviati: 5220
 Re: Intervista a Fabio Mini
Quoto Calvero su Icke.
Se dovessi comprare un'auto usata da Mini o da Icke, senza dubbio sceglierei il secondo...

"Siam del popolo le invitte schiere c'hanno sul bavero le fiamme nere ci muove un impeto che è sacro e forte morte alla morte morte al dolor. Non vogliamo più assassini non vogliamo più briganti come un dì gridiamo: avanti!" Arditi del Popolo 1921
halastor
Inviato: 2/9/2015 16:08  Aggiornato: 2/9/2015 16:08
Ho qualche dubbio
Iscritto: 10/2/2015
Da:
Inviati: 172
 Re: Intervista a Fabio Mini
Chissà perché tutti ci spiegano le grandi verità quando non servono più...quando, ormai, il danno è fatto o quando la gente l'ha già capita da tempo (la verità).

E non solo!!! Queste ormai inutili verità passano attraverso libri con i quali questi dispensatori di certezze sperano di fare i milioni.

E' semplicemente osceno...

...senza dignità non andiamo avanti ...e dovremmo mascherarci con al dignità di questi scribacchini?

Ma anche no!!!!

[...]L'occhio al moto deluso il falso crede;
E 'l terrore a que' mostri accresce fede[...]
"Torquato Tasso - La Gerusalemme Liberata - Canto XX"
Jurij
Inviato: 2/9/2015 16:26  Aggiornato: 2/9/2015 16:34
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 8/11/2009
Da: Galvatron
Inviati: 2359
 Re: Intervista a Fabio Mini
Citazione:
Chissà perché tutti ci spiegano le grandi verità quando non servono più...quando, ormai, il danno è fatto o quando la gente l'ha già capita da tempo (la verità).

Vedo con consolazione che non sono l'unico a cui girano i ..... è proprio così .... sembrano "uscite" con il "via libera".

Quanto ad Icke, nella sua "pazzia" (non per me), sembra comunque abbia visto giusto sul discorso delle parentele regnanti/presidenti, ma anche qui non si muove paglia.

@ Massimo, hai magari previsto in futuro un'intervista con Pizzuti ?
Magari sui legami massoneria-ebraismo-comunismo-rivoluzioni ?

Dove ci sono attentati ci sono servizi segreti.

Non scarto mai nessuna ipotesi perché un domani potrebbe andare a sostegno di un'altra rendendola così più possibile.

Chi ha le competenze (potere di decidere) ha le responsabilità.
Merio
Inviato: 2/9/2015 17:36  Aggiornato: 2/9/2015 17:36
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/4/2011
Da:
Inviati: 3677
 Re: Intervista a Fabio Mini
@ Calverone



Ma non è che sarebbe tempo di aprire un 3d, oppure scrivere un articolo su tutto quello che hai ricavato dallo studio/lettura di Icke ??

Se non lo hai già fatto ovvio...


La libertà di parola senza la libertà di diffusione è come un pesce rosso in una vasca sferica...
Ezra Pound
m4x
Inviato: 2/9/2015 18:38  Aggiornato: 2/9/2015 18:38
Mi sento vacillare
Iscritto: 6/6/2007
Da:
Inviati: 746
 Re: Intervista a Fabio Mini
"Se dovessi comprare un'auto usata da Mini o da Icke, senza dubbio sceglierei il secondo..."

Io da Icke ci comprerei la droga.

horselover
Inviato: 2/9/2015 21:29  Aggiornato: 2/9/2015 21:29
Dubito ormai di tutto
Iscritto: 1/9/2012
Da:
Inviati: 1898
 Re: Intervista a Fabio Mini
academi=cia made

maurixio
Inviato: 3/9/2015 0:30  Aggiornato: 3/9/2015 0:30
Mi sento vacillare
Iscritto: 13/4/2007
Da:
Inviati: 333
 Re: Intervista a Fabio Mini
sarrebbe stato interessante leggere una risposta sulla libia.

Come la pensa il generale Mimi si puo capire da qui http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/-in-libia-si-combatterebbe-davvero-50mila-uomini-e-50-morti-in-7-giorni-_2096028-201502a.shtml

Prima fa una stima dell'intervento in Libia poi lo esclude.

E insiste coi paradossi: Cosa ne pensa della risoluzione delle Nazioni unite 1973, quella che ha dato il via all’attacco alla Libia? La risoluzione ha indicato solo il compito generale da svolgere. Ma come farlo dipende dalle forze della coalizione. Semmai l’assurdo è che la risoluzione non ha indicato la coalizione e non ha dato nessun mandato. Certo, si sarebbe dovuta organizzare prima la coalizione, ma nel passato una cosa del genere è successa solo per l’Iraq. Ad ogni modo la risoluzione 1973 per me è chiarissima. E nessun Stato l’ha violata

http://www.ilnuovogiornaledeimilitari.it/categorie/prima-pagina/773/libia---il-generale-mini:-i-tornado-italiani-volano-e-sparano

FranZeta
Inviato: 3/9/2015 3:30  Aggiornato: 3/9/2015 3:30
Ho qualche dubbio
Iscritto: 24/8/2014
Da: Maderno
Inviati: 152
 Re: Intervista a Fabio Mini
@maurixio
Citazione:
Autore: maurixio Inviato: 3/9/2015 0:30:14 sarrebbe stato interessante leggere una risposta sulla libia. Come la pensa il generale Mimi si puo capire da qui http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/-in-libia-si-combatterebbe-davvero-50mila-uomini-e-50-morti-in-7-giorni-_2096028-201502a.shtml Prima fa una stima dell'intervento in Libia poi lo esclude. E insiste coi paradossi: Cosa ne pensa della risoluzione delle Nazioni unite 1973, quella che ha dato il via all’attacco alla Libia? La risoluzione ha indicato solo il compito generale da svolgere. Ma come farlo dipende dalle forze della coalizione. Semmai l’assurdo è che la risoluzione non ha indicato la coalizione e non ha dato nessun mandato. Certo, si sarebbe dovuta organizzare prima la coalizione, ma nel passato una cosa del genere è successa solo per l’Iraq. Ad ogni modo la risoluzione 1973 per me è chiarissima. E nessun Stato l’ha violata http://www.ilnuovogiornaledeimilitari.it/categorie/prima-pagina/773/libia---il-generale-mini:-i-tornado-italiani-volano-e-sparano


???????

Prima posti un articolo del 2015, in cui chiaramente si parla della situazione libica attuale, poi prosegui con un articolo del 2011, con Gheddafi vivo, vegeto e combattivo, come se fossero sovrapponibili. Tra l'altro non si capisce quale sia questa benedetta risoluzione onu del 1973...
Pare che la geopolitica non sia uno sport adatto a tutti...

FranZƞ
FranZeta
Inviato: 3/9/2015 3:41  Aggiornato: 3/9/2015 3:41
Ho qualche dubbio
Iscritto: 24/8/2014
Da: Maderno
Inviati: 152
 Re: Intervista a Fabio Mini
Citazione:
"Se dovessi comprare un'auto usata da Mini o da Icke, senza dubbio sceglierei il secondo..." Io da Icke ci comprerei la droga.

Anch'io, deve avere roba buona.

Tra parentesi, razionalità o meno, è molto più facile pensare che le 200-300 persone che governano il mondo (forse anche meno, e non sto parlando dei governanti ufficiali) siano rettiliani brutti e cattivi piuttosto che siano umani tanto quanto me e voi. Meglio essere schiavi di tiranni mostruosi e alieni piuttosto che della nostra stessa umanità. Purtroppo la storia è piena di conferme: la razza umana è capace di mostruosità davanti alle quali qualunque rettiliano scapperebbe disgustato.

FranZƞ
Redazione
Inviato: 3/9/2015 9:04  Aggiornato: 3/9/2015 9:04
Webmaster
Iscritto: 8/3/2004
Da:
Inviati: 19594
 Re: Intervista a Fabio Mini
CALVERO: La proposta di Merio mi sembra interessante, che ne dici?

JohnTitor
Inviato: 3/9/2015 10:47  Aggiornato: 3/9/2015 10:47
Mi sento vacillare
Iscritto: 27/11/2010
Da: Tampa
Inviati: 602
 Re: Intervista a Fabio Mini
Immigrazione
Riapre stazione a Budapest, assalto dei migranti ai treni


Siccome l'Ungheria fa la riottosa con la UE la distruggono riempiendola di clandestini.

Sertes
Inviato: 3/9/2015 10:54  Aggiornato: 3/9/2015 10:54
Sono certo di non sapere
Iscritto: 19/6/2006
Da: Bologna
Inviati: 9236
 Re: Intervista a Fabio Mini
Citazione:
JohnTitor ha scritto:
Siccome l'Ungheria fa la riottosa con la UE la distruggono riempiendola di clandestini.


Fosse così, ci sarebbe un po' di perversa giustizia divina.

Da noi si stanno tutti indignando per le foto del bambino morto sulla spiaggia, gli stessi che nel 2011 quando abbiamo partecipato ai bombardamenti della Libia si facevano beatamente i cazzi loro, gli stessi che hanno paura dell'immigrato islamico e lasciano le truppe italiane in Afghanistan da 14 anni.

I problemi di oggi ce li siamo meritati tutti fino all'ultimo

Quando dici le cose come stanno, stai sulle palle a tanta gente
wendellgee
Inviato: 3/9/2015 12:00  Aggiornato: 3/9/2015 12:00
Mi sento vacillare
Iscritto: 17/1/2013
Da:
Inviati: 700
 Re: Intervista a Fabio Mini
Citazione:
Sertes ha scritto: I problemi di oggi ce li siamo meritati tutti fino all'ultimo


Una sintesi imperfetta ma nel complesso azzeccata.

Te ne propongo un'altra (in rima): Chi esporta armi e soldati importa immigrati.

Il mio blog:
lumiebarlumi.blogspot.com
toussaint
Inviato: 3/9/2015 12:26  Aggiornato: 3/9/2015 12:26
Sono certo di non sapere
Iscritto: 23/3/2012
Da:
Inviati: 5220
 Re: Intervista a Fabio Mini
Citazione:
academi=cia made


stendingovescion per horselover!
A te Bartezzaghi te fà 'na pippa...

"Siam del popolo le invitte schiere c'hanno sul bavero le fiamme nere ci muove un impeto che è sacro e forte morte alla morte morte al dolor. Non vogliamo più assassini non vogliamo più briganti come un dì gridiamo: avanti!" Arditi del Popolo 1921
toussaint
Inviato: 3/9/2015 12:29  Aggiornato: 3/9/2015 12:29
Sono certo di non sapere
Iscritto: 23/3/2012
Da:
Inviati: 5220
 Re: Intervista a Fabio Mini
Quoto Sertes e Wendellgee mentre a John Titor dico:
l'Ungheria non vuole gli immigrati però non li vuole far andare in Germania.
Come si dice a Roma, che Orban si dia una decisa...

"Siam del popolo le invitte schiere c'hanno sul bavero le fiamme nere ci muove un impeto che è sacro e forte morte alla morte morte al dolor. Non vogliamo più assassini non vogliamo più briganti come un dì gridiamo: avanti!" Arditi del Popolo 1921
toussaint
Inviato: 3/9/2015 12:37  Aggiornato: 3/9/2015 12:37
Sono certo di non sapere
Iscritto: 23/3/2012
Da:
Inviati: 5220
 Re: Intervista a Fabio Mini
Mentre l'UE, insieme agli USA, crea i problemi e poi oscilla tra il menefreghismo e il razzifascismo di Orban e dei paesi dell'ex est Europa, ora diventati più americani dei peggiori yankee, ecco che qualcuno fa davvero qualcosa di tangibile:

Jet e truppe russe a fianco di Assad contro ribelli filoUSA e IS

"Siam del popolo le invitte schiere c'hanno sul bavero le fiamme nere ci muove un impeto che è sacro e forte morte alla morte morte al dolor. Non vogliamo più assassini non vogliamo più briganti come un dì gridiamo: avanti!" Arditi del Popolo 1921
Regom
Inviato: 3/9/2015 13:02  Aggiornato: 3/9/2015 13:41
Mi sento vacillare
Iscritto: 30/8/2006
Da:
Inviati: 358
 Re: Intervista a Fabio Mini

lanzo
Inviato: 3/9/2015 19:45  Aggiornato: 3/9/2015 19:45
Mi sento vacillare
Iscritto: 8/10/2005
Da:
Inviati: 518
 Re: Intervista a Fabio Mini
Premetto che il Gen. Mini lo leggo sempre con interesse - ma attenzione - con cautela, ad esempio l'ultima parte:
Non mi risultano casi concreti, ma ho sentito le stesse storie in altri casi. Una caratteristica delle guerre moderne è anche la perdita di consapevolezza sulla verità. Di certo c’è che la moderna tecnologia, anche fuori dal campo sperimentale consente questo ed altro. Se tali armi sono state veramente impiegate,
Aho' sei un Generale e non sai che si usava l'uranio impoverito in Jugoslavia ?
Proseguo: non gli risultano casi CONCRETI di militari che si sono beccati il cancro in zone dove si usava l'uranio impoverito ? Che vuol dire casi concreti - cioe' i militari morti giovani per cancro - italiani o americani - non e' questo il punto - NON sono casi concreti, famme capi' hanno fatto finta e hanno fatto finta de mori' per cancro a 30 anni ?
Poi la ""tortura" - semplice non la chiami piu' tortura ma orwellianamente gli dai un altro nome - gli ammerigani la chiamano ENHANCED interrogation. L'alimentazione forzata - sapete che vuol dire - io una volta avevo problemi di respirazione, a Bangkok nel migliore ospedale - Bumrungrad - mi ficcarono dei tubi su pe' le narici - credetemi stavo a mori' - pensate se ti ficcano dei tubi nel naso e non una bella infermiera che cerca di farlo con delicatezza ma uno psicopatico in uniforme e poi ti pompano qualche pappetta - ma robba che il Santo Uffizio d'antan direbbe: Ma che bella idea ! Nun ciavevamo mai pensato ! Mentre il water boarding - che suona figo - era usato anche mille anni fa !
In certe nazioni che non menziono - e lo so perche' lo so - preferiscono fare una forzata immissione di pepsicola nelle narici - pare sia piu' efficace dell'acqua semplice. .
L'intervistato e' appeso a testa in giu' e gli pompano pepsicola - o cocacola nelle narici. Visto di persona.
PAKISTAN - perche' si chiama cosi' ? E' un acronimo.
P per punjab - A per afgania, K e IS per kashmir e indus-sindi e il suffisso STAN che significa terra, patria.

lanzo
Inviato: 3/9/2015 20:06  Aggiornato: 3/9/2015 20:06
Mi sento vacillare
Iscritto: 8/10/2005
Da:
Inviati: 518
 Re: Intervista a Fabio Mini
Vabbe' dai - poi vado a dormi' e nun rompo piu' -
In Italia abbiamo uno strano concetto dei tedeschi - li consideriamo mezzi coglioni - ma se fossero veramente mezzi coglioni non sarebbero il numero 1 in Europa o no ?
Ve la ricordate la striscia STURMTRUPPEN, dove il militare tedesco era rappresentato come un mezzo ritardato ? Eppure un pugno di militari tedeschi resse Cassino - l'abbazia - per non so quanto tempo - gli "alleati" mentre l'esercito italiano era in "mode" tutti a casa con Alberto Sordi, be' dovettero mandare ondate di soldataglia polacca, indiana, marocchina per poter passare - e passarono solo perche' bombardarono totalmente l'abbazia - dove c'era solo un pugno di tedeschi ma con le palle - ma era gente come Pike e Bishop (mucchio selvaggio) o sempre di Pekimpah "Croce di ferro"... o se vogliamo fare la par condicio, come i Russi di Leningrado.

lanzo
Inviato: 3/9/2015 20:14  Aggiornato: 3/9/2015 20:14
Mi sento vacillare
Iscritto: 8/10/2005
Da:
Inviati: 518
 Re: Intervista a Fabio Mini
Re - Tedeschi coglioni
Mi era scivolata, ma volevo inserirla sul post precedente.
Uh, che scema a Merkel - che chiama in Germania i profughi.
A belli, ancora nun avete capito - questa li chiama, li legalizza e poi grazie a Schengen li scarica in Inghilterra o meglio Gran Bretagna. A questi nonje piacciono le salsicce di maiale e se le butti pe' strada arrivano poliziotti grossi come armadi che ti pestano di brutto.
Chiamala scema !

Calvero
Inviato: 3/9/2015 21:44  Aggiornato: 3/9/2015 22:11
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/6/2007
Da: Fleed / Umon
Inviati: 13165
 Re: Intervista a Fabio Mini
_____________
________

Intanto mi associo all'ultimo intervento di Sertes.

Poi.

Forse si è notato che mi affaccio "a rate", ecco, il computer ha tirato le cuoia e scrivo da uno smartphone che quando ho finito di scrivere quello che volevo, ho lasciato un calendario direttamente all'inferno. Non so neanche dove trovo la pazienza, ringrazio quindi per la richiesta ma non ho possibilità di elaborare file degni di questo nome.

A chi dice che da ICKE comprerebbe la droga, farebbe solo che bene, gli aprirebbe un po' la mente. Ma lungi da me fare di ICKE un santino o un maestro. Detto ciò, pure quel ***** di Freud (sostenuto dalle stesse élite che sostenevano Marx) dopo aver rubato a piene mani da Nietzsche e stravolgendone il senso dove conveniva e facendola passare per farina del suo sacco, quando azzeccava quelle poche cose che ha azzeccato è perché si faceva, il signorino.

Non ho capito la battuta che riguarda me e Pispax, please?

Misti mi morr Z - 283 - Una volta creato il manicomio, la ragione l'ha sempre il direttore; che l'abbia o meno
m4x
Inviato: 4/9/2015 3:18  Aggiornato: 4/9/2015 3:18
Mi sento vacillare
Iscritto: 6/6/2007
Da:
Inviati: 746
 Re: Intervista a Fabio Mini
Temo che non fosse una battuta... Almeno per quanto riguarda Pisapix, che (ironia della sorte) qualche thread fa è stato l'unico a commentare intelligentemente l'assoluta stupidità dell'andar dietro alla teoria del moon hoax (scusate se ci torno sopra anche su questo topic ma devo guadagnarmi la mia paga di disinformatore), teoria seguita con tanta passione quanto con altrettanta, lampante e agghiacciante cecità strategica (chi vuole intendere intenda)... Ma tornando a noi, quello che volevo dire è che... Ecco, Icke è un po' come Pisapix... Uno ha i suoi "angeli della luce", mentre l'altro i "mutaforma".
Ora, visto che mi sembra di aver capito che secondo te Icke non è "ne un santino ne un maestro", ti faccio una domanda semplice semplice (scusandomi ovviamente con i poteri che sono andando vergognosamente OT [è la disinfo bellezza]): te credi veramente che una razza rettile tenga soggiogata l'umanità da un'altra dimensione ?

Ps - Purtroppo sono sobrio da 6 mesi, però appena posso faccio un salto da David.

MrStewie
Inviato: 4/9/2015 8:40  Aggiornato: 4/9/2015 8:40
Ho qualche dubbio
Iscritto: 2/3/2014
Da:
Inviati: 65
 Re: Intervista a Fabio Mini
Sarà pur vero che fa più effetto detto da un generale, ma come già detto: 1, Icke lo dice già da anni; 2, Mini lo dice troppo tardi.

Infatti la domanda è: perché ora?

Trovo sublime la confessione sulla "narrativa" (bella anche la chiusa: non esiste la verità. Tanto valeva che citasse V per Vendetta e concludesse con: "esistono solo opportunità").
Le storie. L'uomo comunica solo attraverso le storie. E (purtroppo?) non è vero ciò che è vero, ma è vero ciò che è credibile. Una falsità lineare è più credibile di un fatto incomprensibile (altrimenti non saremmo su LC).

Allora: diffidenza per Mini. A parte il fatto di poter essere ancora al centro dell'attenzione, perché dovrebbe parlarne ORA? Cosa ci aspetta dopo?

(Almeno il mio) Riflesso psicologico immediato è: 1, lo sapevo; 2, però dai, il brutto è passato. Ed io che aspettavo il peggio, e invece...

(Probabile) Risultato netto: abbasso la guardia e parlo del passato, di cui avevo ragione e mi distraggo dal presente.

Quello che Mini fa è parlar d'altro, spostando l'attenzione sul passato (anche molto vicino). E' come Berlusconi che dà del kapo al Schulz. Sono strategie comunicative.

Dunque, che fa l'altra mano?

Pyter
Inviato: 4/9/2015 14:24  Aggiornato: 4/9/2015 14:24
Sono certo di non sapere
Iscritto: 15/9/2006
Da: Sidonia Novordo
Inviati: 6250
 Re: Intervista a Fabio Mini
Molte delle idee di Freud e altre che, in quel periodo storico, inaugurarono l'epoca dello spiritismo, si sono trovate poi nella traduzione delle tavolette di argilla essicata sumere.

"Nessuno ha il diritto di fare quel che desidera, ma tutto è organizzato per il meglio." (Antico decreto reale tolemaico)
Calvero
Inviato: 6/9/2015 20:25  Aggiornato: 6/9/2015 20:25
Sono certo di non sapere
Iscritto: 4/6/2007
Da: Fleed / Umon
Inviati: 13165
 Re: Intervista a Fabio Mini
Citazione:
Almeno per quanto riguarda Pisapix, che (ironia della sorte) qualche thread fa è stato l'unico a commentare intelligentemente l'assoluta stupidità dell'andar dietro alla teoria del moon hoax


Puoi andare a rileggerti perché Pispax interviene. Ho già argomentato in tal senso.

Per il resto, la tua battuta o non/battuta, non me l'hai spiegata.

Citazione:
Ecco, Icke è un po' come Pisapix... Uno ha i suoi "angeli della luce", mentre l'altro i "mutaforma".


Che sarebbe come a dire che Goethe ha i suoi angeli nella botanica, visto che l'ha studiata. Che quello il suo pensiero, una precisa esegesi.

Quando mi troverò di fronte a domande intelligenti, che non si posino su logiche stile ma sarà: "Spectre sì o spectre no?" ... ti degnerò di una risposta. Se no va a finire che anche te rischi di farti male, credendo che i Rothschild abbiano a che fare con gli ebrei.

Misti mi morr Z - 283 - Una volta creato il manicomio, la ragione l'ha sempre il direttore; che l'abbia o meno
m4x
Inviato: 9/9/2015 1:29  Aggiornato: 9/9/2015 1:29
Mi sento vacillare
Iscritto: 6/6/2007
Da:
Inviati: 746
 Re: Intervista a Fabio Mini
Giusto, che sbadato, hanno a che fare con le iguane.


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