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Ma dove sono finiti i giornalisti che prima di mettere nero su bianco si informano, investigano, chiedono, ficcano il naso di persona, invece di raccontarci le tante storielle inutili che gli permettono di rimanere comodi sulla loro bella poltroncina?

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terrorismo : Chi è Rita Katz?
Inviato da Redazione il 16/2/2015 19:50:00 (11976 letture)

L'ANSA ha pubblicato un articolo nel quale ci viene spiegato chi sia Rita Katz, la fondatrice dell'organizzazione SITE meritevole di "trovare" in rete tutti i video jihadisti più importanti, dai più classici video di bin Laden fino ai più recenti video firmati dall'ISIS. Di seguito pubblichiamo un nostro articolo del 2010 sullo stesso personaggio. (La frase finale dell'articolo vale naturalmente anche per l'ISIS).

Chi ci protegge dal terrorismo

Secondo la gloriosa Wikipedia, il SITE Intelligence Group è una organizzazione che si occupa di monitorare le attività del terrorismo islamico nel mondo. Inizialmente nato come SITE Institute (Search for International Terrorist Entities), era una organizzazione “non a fini di lucro” che si è disciolta, ricomponendosi nel SITE Intel Group, che svolge la stessa attività, ma “a fini di lucro”. [1]

Fondatrice e direttrice del SITE è Rita Katz, una ebrea nata in Iraq che vive negli Stati Uniti. Dopo che suo padre fu pubblicamente giustiziato in Iraq, sotto l'accusa di essere una spia israeliana, la madre fuggì con i figli in Israele. Rita – che parla l’arabo come l’ebraico - entrò nell’esercito (IDF), si laureò in Studi Mediorientali a Tel Aviv, e poi si trasferì in America.

Qui riuscì ad infiltrare “diversi gruppi terroristici negli Stati Uniti, sulle cui attività raccolse preziose informazioni”. Nel 2004 ha ricevuto dall’FBI di Mueller ...

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terrorismo : La nascita del moderno terrorismo "false-flag"
Inviato da Redazione il 18/1/2015 22:00:00 (12554 letture)

Fra il 1937 e il 1948 il gruppo armato sionista Irgun Zvai Leimi - che fu definito dal New York Times una "organizzazione terroristica" - portò a termine una sessantina di attentati in Palestina. Questi attentati erano rivolti sia contro gli arabi che abitavano in quella regione, sia contro gli inglesi che la controllavano politicamente e militarmente. La strategia dell'Irgun era infatti a doppio binario: da una parte terrorizzare gli arabi per indurli ad abbandonare le loro terre, dall'altra obbligare gli inglesi a lasciare il paese, facilitando così la creazione dello stato di Israele.

Per quanto perpetrati in maniera sistematica, quelli dell'Irgun erano quasi sempre attentati minori, che causavano una dozzina di morti al massimo. Ma nel 1946 questa organizzazione terroristica mise a segno uno dei più famosi attentati della storia moderna, la bomba all'Hotel King David di Gersualemme, che causò 96 morti ed oltre una cinquantina di feriti.

La peculiarità di questa azione terroristica non fu solo la dimensione eccezionale dell'attentato, ma anche il fatto che gli attentatori - tutti ebrei dell'Irgun - lo misero in atto travestendosi da arabi. [...]

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terrorismo : Lettera di Andrea Avveduto
Inviato da Redazione il 6/10/2014 11:20:00 (8163 letture)

Ho ricevuto questa lettera da Andrea Avveduto, il giornalista che ha partecipato con me al servizio del Tgcom sul caso Foley. La pubblico con il suo consenso, seguita dalla mia risposta.

Gentile Massimo Mazzucco,

sono Andrea Avveduto, ho partecipato con lei al dibattito su Tgcom24 circa il caso Foley, un mese fa. Ho seguito con interesse il dibattito sul forum che si è sviluppato dopo il nostro intervento. Non desidero entrare nel merito delle obiezioni che alcuni utenti hanno fatto circa il mio intervento. Ho espresso solo alcune opinioni, condivisibili o meno, e rimango aperto al dibattito. Anzi, alcune posizioni manifestate mi hanno interrogato molto rispetto alle mie convizioni. E di questo sono grato. Vorrei solo precisare una cosa, rispettto a un commento fatto dall'account della redazione: "Certo. Una volta capito il personaggio, era chiaro che bisognava stare alla larga dalle trappole". Non ho mai avuto intenzione di tendere una trappola: non è mai stato il mio stile, nè mia intenzione. Se il mio intervento ha suscitato questa impressione, mi dispiace. E non si preoccupi: nei miei tre anni di vita in Medio Oriente ho maturato una grande criticità rispetto al modus operandi americano. Nei miei articoli se ne trova ampia traccia. Colgo l'occasione per ringraziarla del suo lavoro e - nell'auspicio che questo dibattito possa continuare per arricchire le posizioni di entrambi - la saluto cordialmente.

Andrea Avveduto

***

Gentile Sig. Avveduto,

innanzittto vorrei scusarmi con lei per il modo poco elegante con cui mi sono riferito alla sua persona. Sappia però che il mio commento non conteneva nulla di polemico nei suoi confronti. Quando ho detto "una volta capito il personaggio" mi riferivo alla sua posizione rispetto al terrorismo islamico - che lei apparentemente considera genuino - e quindi, dicendo che "bisognava stare alla larga dalle trappole", intendevo dire che non sarebbe stato saggio per me, in quella situazione, aprire un confronto con lei sul merito (i tempi televisivi non lo permettono). Non ho mai voluto intendere che fosse lei, intenzionalmente, a tendere trappole a chicchessia.

Ciò detto, vorrei entrare nel merito della questione: quello che non ci è possibile discutere in TV, a causa dei tempi ristretti, è possibile farlo qui, con calma e con raziocinio. [...]

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terrorismo : Il caso Foley a TGCOM24
Inviato da Redazione il 28/8/2014 21:42:21 (9107 letture)

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terrorismo : Tutti alla caccia di "John il Jihadista"
Inviato da Redazione il 24/8/2014 23:30:00 (9766 letture)

AVVISO: Giovedì 28 alle ore 16 partecipo ad un dibattito sul caso Foley su TGCOM24. (M.M.)

Una volta c'era Jack lo Squartatore, oggi c'è "John il Jihadista". I tempi cambiano, ma la psicologia di massa rimane sempre la stessa.

"Svolta nel caso Foley - ha titolato l'ANSA - identificato jihadista John."

"Svolta nella caccia al boia - gli fa eco La Stampa - un rapper londinese principale sospettato."

Sempre dall'ANSA leggiamo: "Il Regno Unito si prepara a moltiplicare i ricorsi alla cosiddetta 'prerogativa reale' che permette al governo di ritirare il passaporto a chi intende uscire dal Paese per partecipare ad attività terroristiche". Theresa May, ministro degli interni britannico, ha detto: "Dobbiamo fermarli. Dobbiamo impedire che continuino a partire da qui per combattere in Siria e Iraq''.

Ve la vedete la scena all'aeroporto:

- Lei dove va, scusi?

- Vado in Siria, perchè? [...]

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terrorismo : 12 dicembre 1969: che cosa c'entrano le banche?
Inviato da Redazione il 12/12/2013 11:00:00 (10906 letture)

Come la storia degli ultimi decenni ci ha insegnato, i "grandi attentati" portano con sé quasi sempre dei livelli multipli di lettura, oltre a quello, primario, della destabilizzazione.

Questo meccanismo poteva non essere del tutto chiaro nel lontano dicembre 1969, quando esplose a Milano la bomba di Piazza Fontana. Riascoltando però le rievocazioni storiche di quel giorno, qualcosa di curioso salta all'occhio: quel giorno non fu una, ma furono ben tre le banche prese di mira dagli attentati.

Non solo ci fu un'esplosione alla Banca dell'Agricoltura di Milano (quella che causò 13 morti e dozzine di feriti), ma ve ne fu anche una alla Banca Nazionale del Lavoro di Roma (che fortunatamente causò solo feriti, ma nessun morto). La polizia inoltre trovò otto kilogrammi di esplosivo piazzati in una terza banca di Milano, la banca Commerciale, che furono disinnescati dagli artificieri prima che esplodessero.

Una banca può essere una scelta a caso, due possono essere una coincidenza, ...

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terrorismo : E' in arrivo l'esplosivo invisibile
Inviato da Redazione il 7/8/2013 4:10:00 (8858 letture)

Con la pausa estiva arrivano anche le solite minacce di Al-Queda.

Non venga in mente nessuno di rilassarsi davvero: le vacanze servono a dimenticare il lavoro e i nostri problemi quotidiani, ma la paura del terrorismo deve restare con noi per sempre, 12 mesi all'anno.

È dal 2003 ormai che siamo abituati a questo rituale. Una volta c'era lui, il grande Osama Bin Laden, ad impedirci di riposare sereni sotto l'ombrellone. E ora che lui è passato a miglior vita, c'è comunque il suo ex-numero due, Ayman al Zawahiri, che trama nell'ombra per farci saltare tutti per aria.

Nascosto da qualche parte nel Pakistan, al Zawahiri controlla la famigerata AQAP, il pericoloso "tentacolo" di Al-Queda con sede nello Yemen, capitanato da Nasser al-Wuhayshi. Americani, inglesi e francesi hanno appena chiuso le loro ambasciate a Sanaa, la capitale, mentre gli americani e gli inglesi hanno anche ordinato a tutto il loro personale di lasciare la nazione.

"Secondo la ricostruzione del New York Times - scrive La Stampa - a scatenare l’allarme negli Usa la telefonata in cui Zawahiri avrebbe ordinato a Wuhayshi di compiere un attentato entro il 4 agosto, mentre per il network televisivo “Cnn” si sarebbe limitato a prescrivergli di «fare qualcosa»."

Ma scusate: a parte che oggi è il 7, e non è successo niente, ma come fanno gli americani a conoscere il numero di telefono dei terroristi? Pur presumendo - si spera - che si tratti di un cellulare e non di una linea fissa, ...

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terrorismo : I fratelli Tsarnaev volevano scatenare la terza guerra mondiale
Inviato da Redazione il 26/4/2013 1:40:00 (9481 letture)

Quando si lascia germogliare una bugia, invece di troncarla subito alla radice, i risultati possono essere stupefacenti.

Quelli che fino a cinque giorni fa erano due ragazzi qualunque, dei quali "non si riuscivano a comprendere le motivazioni per il terribile gesto compiuto alla maratona di Boston", sono già diventati due professionisti del terrorismo internazionale, dei "serial-terrorists" gelidi e determinati, con una agenda piena zeppa di attentati da compiere.

E' di oggi la notizia che "i due fratelli intendessero recarsi a New York, per far detonare a Times Square gli esplosivi che gli erano rimasti." Il capo dela polizia Kelly ha spiegato che i due "avevano sequestrato un' auto con il suo guidatore, obbligandolo a dirigersi verso New York. Ma il loro piano è saltato quando si sono accorti che la macchina aveva poca benzina, ed hanno ordinato al guidatore di fermarsi a una stazione di servizio. E' stato qui - ha concluso Kelly - che il guidatore è riscito a scappare, avvisando la polizia."

Quindi, riassumendo: i due feroci fratelli, che hanno appena compiuto il massacro di Boston, riescono a rientare a casa senza venire fermati da nessuno. Ma a quel punto, invece di mettersi tranquilli sul divano a guardare la TV come tutti gli altri, si accorgono che gli sono avanzate due pentole a pressione ...

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terrorismo : L'FBI conosceva già gli "attentatori" di Boston
Inviato da Redazione il 22/4/2013 5:20:00 (12824 letture)

Mentre al mondo intero è stato chiesto di "dare la caccia e segnalare la presenza dei due sospettati ovunque si trovassero", l'FBI sapeva benissimo chi fossero e dove abitassero, da almeno 5 anni. Lo ha rivelato la madre, che vive nella repubblica russa del Dagestan, in questa intervista telefonica alla BBC (Qui l'intervista completa):



Ci sono diversi modi per coltivare un patsy e poi manovrarlo fino a fargli compiere le azioni che servono a te, e che a lui finiranno per costare la vita (oppure l'ergastolo) . Il patsy infatti è il classico capro espiatorio al quale verrà data la colpa per un crimine che non avrà commesso, in modo da coprire e proteggere i veri responsabili di quel crimine.

Il più famoso patsy della storia è senza dubbio Lee Harvey Oswald. Agente CIA sotto copertura, venne coinvolto nell'omicidio Kennedy con una falsa motivazione, in modo che venisse a trovarsi nel Book Depository di Dealey Plaza il mattino del 22 novembre 1963. Quando poi andò all'appuntamento previsto, un'ora dopo, in un cinema vicino a casa sua, ...

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terrorismo : Bombe a Boston
Inviato da Redazione il 16/4/2013 0:20:00 (20481 letture)

La mente degli americani è nuovamente paralizzata. È bastato un botto, relativamente innocuo, per risvegliare nella popolazione quella sensazione di totale disorientamento che avevano provato dopo l'11 settembre, e che evidentemente aveva continuato a dormire nel loro subconscio per tutti questi anni.

Chi? Come? Dove? Perché?

Le domande si rincorrono da un canale televisivo all'altro, e rimbalzano fra la gente che si aggira stordita per le strade di Boston, incapace di dare una lettura razionale a quanto è successo.

Anche i giornalisti televisivi sembrano a disagio, perché non hanno nessun appiglio particolare su cui ricamare, mentre alle loro spalle ripassa all'infinito la sequenza dell'esplosione.

"Domestic, or international?" è l'unica cosa che continuano a chiedersi, guardandosi esterrefatti l'un l'altro. È roba nostra, oppure viene da fuori? Ma oltre a questo punto non riescono ad andare, perché questa volta i dati a disposizione sono davvero pochi, e per giunta confusi: da una parte hai almeno tre bombe diverse piazzate lungo il percorso, il che implica qualcosa di più del bombarolo solitario, ...

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terrorismo : I missili delle Olimpiadi
Inviato da Redazione il 10/7/2012 22:30:00 (9846 letture)

I cittadini di Londra hanno perso una lunga battaglia legale per impedire che vengano installate postazioni di missili terra-aria nel loro quartiere, durante il periodo delle Olimpiadi.

"Le installazioni delle postazioni - ha detto il ministro della difesa - inizieranno immediatamente, e resteranno probabilmente per un certo periodo dopo la conclusione dei giochi".

I missili terra-aria servirebbero, secondo i militari, a difendere la zona dello stadio olimpico da eventuali attacchi terroristici.

E' chiaro quindi che l'equazione "attacco terroristico = aereo dirottato" sia ormai diventata un automatismo mentale, al punto da pensare di prevenire un fatto già successo, dimenticandosi nel frattempo che ci sono mille altri modi diversi per ottenere un simile risultato.

Non ci vuole molta fantasia per immaginare un semplice camioncino dei gelati che passa sotto il naso dei militari, ...

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terrorismo : Al-Qaeda non c'è più. Il terrore cambia nome.
Inviato da Redazione il 13/6/2012 3:40:00 (6573 letture)

Secondo la CNN, da oggi Al-Qaeda è soltanto un gruppuscolo di guerriglieri allo sbando, che non rappresentano più un reale pericolo per l'Occidente.

"In Afghanistan rimarranno sì e no una novantina di elementi" ha detto ieri Wolf Blitzer nel suo programma quotidiano - ormai quelli validi si sono trasferiti tutti nello Yemen, dove contano più di 1000 unità all'attivo".

Questa nuova organizzazione terroristica si chiama AQAP, che significa "Al-Qaeda in the Arabian Peninsula", visto che agli afghani si sarebbero uniti anche guerriglieri della Somalia e dell'Arabia Saudita. Hanno cioè tenuto il marchio, ormai irrinunciabile, e hanno fatto una vera e propria operazione di "franchising" del terrore a livello internazionale. (Chissà se un giorno il marchio sarà liberamente acquistabile sul mercato? Pensate, si potrebbe avere una bella AQCT - Al-Qaeda del Canton Ticino, oppure una AQBL - Al-Qaeda della Bassa Lomellina, con filiali magari in Lussemburgo, alle Bahamas, alle Cayman Islands...).

Non importa il nome. Quello che importa è dove ti interessa andare in quel momento a combattere: infatti Wolf Blitzer, durante il suo penoso teatrino, si è lasciato scappare la "destinatio non petita" ...

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terrorismo : Bomba a Brindisi, utilità della tensione
Inviato da Redazione il 20/5/2012 4:50:00 (11483 letture)

NOTA: L'articolo precedente era stato pubblicato PRIMA della bomba di Brindisi

di Marco Cedolin

Esplode una bomba (costituita da tre bombole del gas collegate fra loro) davanti ad una scuola di Brindisi, facendo scempio di studenti e lasciando sul selciato il corpo inanimato di una ragazza di 16 anni e altri ragazzi feriti gravemente. Una tragedia che strazia il cuore e s'insinua nelle coscienze, lasciando in bocca un gusto amaro e tanto dolore.

Quale significato potrebbe mai avere un attentato di questa crudeltà, apparentemente privo di senso? E quali attori perversi si celano dietro ad un'azione così aberrante? La mafia? Il terrorismo eversivo? I servizi segreti?

Gli inquirenti naturalmente stanno vagliando l'accaduto e forse fra qualche giorno saranno in grado di presentare una qualche verità ufficiale, oppure le indagini proseguiranno, come è accaduto spesso in passato, senza risultati per decenni, fino a perdersi nei meandri del tempo e dell'imponderabile.

Senza alcuna presunzione di voler dare delle risposte, riteniamo comunque giusto portare qualche riflessione, basata unicamente sull'uso della logica.

Come molti hanno già avuto modo di scrivere è assai improbabile che ci sia la mafia dietro alla bomba di Brindisi. La mafia, nelle sue varie declinazioni, fino ad oggi non ha mai colpito nel mucchio attentando alla vita di comuni cittadini, ma quando è accaduto ha sempre diretto le proprie azioni contro obiettivi ben precisi che avevano un senso all'interno del contesto. Inoltre la mafia rifugge la pubblicità e da un attentato come quello di Brindisi avrebbe solo da perdere: gli occhi degli inquirenti e dei media focalizzati sul territorio, nuove leggi più repressive, maggiori attenzioni ai suoi movimenti. Una iattura insomma.....

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terrorismo : Al Qaida: lo spawn infinito
Inviato da Redazione il 15/4/2012 19:40:00 (7419 letture)

(ANSA) - SANAA, 15 APR - E' di almeno dieci morti, tra cui tre capi locali di al Qaida, il bilancio di un raid aereo oggi a sud est di Sanaa, e di altri episodi di violenza attribuiti alla rete terroristica. Lo ha reso noto il ministero della Difesa. Nel raid, che i servizi di sicurezza attribuiscono a un drone Usa e' stata colpita un'auto dove viaggiavano i tre capi di al Qaida. Le altre vittime sono tre bambini uccisi da una bomba mentre andavano a scuola e quattro ausiliari dell'esercito morti in altri attacchi.

Da questa "notizia" della gloriosa ANSA apprendiamo che a Sanaa i "capi" di al Qaida vengono su come i mandarini d'estate. Crescono a grappoli, cinque o sei alla volta, in modo spontaneo e rigoglioso.

Molti di loro marciscono addirittura prima di essere raccolti. Gli altri, più fortunati, vengono trasportati in un enorme pollaio sotterraneo, illuminato perennemente a giorno, dove crescono con rapidità impressionante. In due settimane il piccolo terrorista sa già recitare il Corano a memoria, ...

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terrorismo : Terrore in Francia: scatta il livello scarlatto
Inviato da Redazione il 29/3/2012 19:10:00 (10826 letture)

AGGIORNAMENTO 29/03/12:


Fonte: Losai.Fr

********************
(Articolo originale 20/03/12) Ci risiamo. Terrorismo in Francia. Quattro morti in una scuola ebraica di Tolosa, di cui tre bambini. La strage sembra collegata ai precedenti omicidi di tre militari, tutti di colore.

C'è già chi si chiede, nella comunità ebraica di Tolosa, se sia "soltanto" razzismo, oppure se sia "antisemitismo". Il sindaco di Tolosa preferisce non sbilanciarsi, e dice che si tratta di gesti "razzisti e antisemiti". Così non fa scontento nessuno.

Intanto, il balocco per i media mondiali è servito. E mi raccomando, non discutete soltanto della differenza fra razzismo e antisemitismo, ricordate che c'è anche di mezzo uno scooter nero che però ieri era bianco, che l'assassino aveva un grande tatuaggio al volto, e ieri portava anche al collo una telecamera. Era accesa? Era spenta? Vedremo un giorno in rete le immagini raccapriccianti della strage? Boh, mah, chilosà?

Come vedete, cari giornalisti, ne avete da sbizzarrirvi per una quindicina di giorni, per cui nessuno si metta in mente di domandarsi se per caso una persona che trova la forza di piantare una pallottola in testa ad una bambina da distanza ravvicinata possa magari essere un "semplice" psicopatico. E soprattutto a nessuno venga in mente che questi psicopatici ormai vengono prodotti dai servizi segreti di tutti i paesi occidentali come se fossero delle piccole auto di serie. Cambia solo il comando verbale che gli fa scattare in testa la necessità di uccidere, ma il meccanismo di fondo è sempre lo stesso: agisce con freddezza e determinazione, esegue tutte le istruzioni a puntino, e poi non si ricorda nemmeno come si chiama. Figuriamoci se si ricorda chi l'ha mandato. Alla peggio, in prigione finisce lui.

La polizia francese invece sa già bene dove cercare: "250 investigatori stanno seguendo due piste: quella islamica, e quella dell'estremismo di destra". Si presume quindi che 125 poliziotti vadano a rompere i coglioni a tutti gli islamici della zona, mentre gli altri 125 ... ah già, dove abita l'estremismo di destra? Non ha un indirizzo preciso, ...

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