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terrorismo : I missili delle Olimpiadi
Inviato da Redazione il 10/7/2012 22:30:00 (9841 letture)

I cittadini di Londra hanno perso una lunga battaglia legale per impedire che vengano installate postazioni di missili terra-aria nel loro quartiere, durante il periodo delle Olimpiadi.

"Le installazioni delle postazioni - ha detto il ministro della difesa - inizieranno immediatamente, e resteranno probabilmente per un certo periodo dopo la conclusione dei giochi".

I missili terra-aria servirebbero, secondo i militari, a difendere la zona dello stadio olimpico da eventuali attacchi terroristici.

E' chiaro quindi che l'equazione "attacco terroristico = aereo dirottato" sia ormai diventata un automatismo mentale, al punto da pensare di prevenire un fatto già successo, dimenticandosi nel frattempo che ci sono mille altri modi diversi per ottenere un simile risultato.

Non ci vuole molta fantasia per immaginare un semplice camioncino dei gelati che passa sotto il naso dei militari, ...

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terrorismo : Al-Qaeda non c'è più. Il terrore cambia nome.
Inviato da Redazione il 13/6/2012 3:40:00 (6570 letture)

Secondo la CNN, da oggi Al-Qaeda è soltanto un gruppuscolo di guerriglieri allo sbando, che non rappresentano più un reale pericolo per l'Occidente.

"In Afghanistan rimarranno sì e no una novantina di elementi" ha detto ieri Wolf Blitzer nel suo programma quotidiano - ormai quelli validi si sono trasferiti tutti nello Yemen, dove contano più di 1000 unità all'attivo".

Questa nuova organizzazione terroristica si chiama AQAP, che significa "Al-Qaeda in the Arabian Peninsula", visto che agli afghani si sarebbero uniti anche guerriglieri della Somalia e dell'Arabia Saudita. Hanno cioè tenuto il marchio, ormai irrinunciabile, e hanno fatto una vera e propria operazione di "franchising" del terrore a livello internazionale. (Chissà se un giorno il marchio sarà liberamente acquistabile sul mercato? Pensate, si potrebbe avere una bella AQCT - Al-Qaeda del Canton Ticino, oppure una AQBL - Al-Qaeda della Bassa Lomellina, con filiali magari in Lussemburgo, alle Bahamas, alle Cayman Islands...).

Non importa il nome. Quello che importa è dove ti interessa andare in quel momento a combattere: infatti Wolf Blitzer, durante il suo penoso teatrino, si è lasciato scappare la "destinatio non petita" ...

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terrorismo : Bomba a Brindisi, utilità della tensione
Inviato da Redazione il 20/5/2012 4:50:00 (11478 letture)

NOTA: L'articolo precedente era stato pubblicato PRIMA della bomba di Brindisi

di Marco Cedolin

Esplode una bomba (costituita da tre bombole del gas collegate fra loro) davanti ad una scuola di Brindisi, facendo scempio di studenti e lasciando sul selciato il corpo inanimato di una ragazza di 16 anni e altri ragazzi feriti gravemente. Una tragedia che strazia il cuore e s'insinua nelle coscienze, lasciando in bocca un gusto amaro e tanto dolore.

Quale significato potrebbe mai avere un attentato di questa crudeltà, apparentemente privo di senso? E quali attori perversi si celano dietro ad un'azione così aberrante? La mafia? Il terrorismo eversivo? I servizi segreti?

Gli inquirenti naturalmente stanno vagliando l'accaduto e forse fra qualche giorno saranno in grado di presentare una qualche verità ufficiale, oppure le indagini proseguiranno, come è accaduto spesso in passato, senza risultati per decenni, fino a perdersi nei meandri del tempo e dell'imponderabile.

Senza alcuna presunzione di voler dare delle risposte, riteniamo comunque giusto portare qualche riflessione, basata unicamente sull'uso della logica.

Come molti hanno già avuto modo di scrivere è assai improbabile che ci sia la mafia dietro alla bomba di Brindisi. La mafia, nelle sue varie declinazioni, fino ad oggi non ha mai colpito nel mucchio attentando alla vita di comuni cittadini, ma quando è accaduto ha sempre diretto le proprie azioni contro obiettivi ben precisi che avevano un senso all'interno del contesto. Inoltre la mafia rifugge la pubblicità e da un attentato come quello di Brindisi avrebbe solo da perdere: gli occhi degli inquirenti e dei media focalizzati sul territorio, nuove leggi più repressive, maggiori attenzioni ai suoi movimenti. Una iattura insomma.....

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terrorismo : Al Qaida: lo spawn infinito
Inviato da Redazione il 15/4/2012 19:40:00 (7416 letture)

(ANSA) - SANAA, 15 APR - E' di almeno dieci morti, tra cui tre capi locali di al Qaida, il bilancio di un raid aereo oggi a sud est di Sanaa, e di altri episodi di violenza attribuiti alla rete terroristica. Lo ha reso noto il ministero della Difesa. Nel raid, che i servizi di sicurezza attribuiscono a un drone Usa e' stata colpita un'auto dove viaggiavano i tre capi di al Qaida. Le altre vittime sono tre bambini uccisi da una bomba mentre andavano a scuola e quattro ausiliari dell'esercito morti in altri attacchi.

Da questa "notizia" della gloriosa ANSA apprendiamo che a Sanaa i "capi" di al Qaida vengono su come i mandarini d'estate. Crescono a grappoli, cinque o sei alla volta, in modo spontaneo e rigoglioso.

Molti di loro marciscono addirittura prima di essere raccolti. Gli altri, più fortunati, vengono trasportati in un enorme pollaio sotterraneo, illuminato perennemente a giorno, dove crescono con rapidità impressionante. In due settimane il piccolo terrorista sa già recitare il Corano a memoria, ...

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terrorismo : Terrore in Francia: scatta il livello scarlatto
Inviato da Redazione il 29/3/2012 19:10:00 (10821 letture)

AGGIORNAMENTO 29/03/12:


Fonte: Losai.Fr

********************
(Articolo originale 20/03/12) Ci risiamo. Terrorismo in Francia. Quattro morti in una scuola ebraica di Tolosa, di cui tre bambini. La strage sembra collegata ai precedenti omicidi di tre militari, tutti di colore.

C'è già chi si chiede, nella comunità ebraica di Tolosa, se sia "soltanto" razzismo, oppure se sia "antisemitismo". Il sindaco di Tolosa preferisce non sbilanciarsi, e dice che si tratta di gesti "razzisti e antisemiti". Così non fa scontento nessuno.

Intanto, il balocco per i media mondiali è servito. E mi raccomando, non discutete soltanto della differenza fra razzismo e antisemitismo, ricordate che c'è anche di mezzo uno scooter nero che però ieri era bianco, che l'assassino aveva un grande tatuaggio al volto, e ieri portava anche al collo una telecamera. Era accesa? Era spenta? Vedremo un giorno in rete le immagini raccapriccianti della strage? Boh, mah, chilosà?

Come vedete, cari giornalisti, ne avete da sbizzarrirvi per una quindicina di giorni, per cui nessuno si metta in mente di domandarsi se per caso una persona che trova la forza di piantare una pallottola in testa ad una bambina da distanza ravvicinata possa magari essere un "semplice" psicopatico. E soprattutto a nessuno venga in mente che questi psicopatici ormai vengono prodotti dai servizi segreti di tutti i paesi occidentali come se fossero delle piccole auto di serie. Cambia solo il comando verbale che gli fa scattare in testa la necessità di uccidere, ma il meccanismo di fondo è sempre lo stesso: agisce con freddezza e determinazione, esegue tutte le istruzioni a puntino, e poi non si ricorda nemmeno come si chiama. Figuriamoci se si ricorda chi l'ha mandato. Alla peggio, in prigione finisce lui.

La polizia francese invece sa già bene dove cercare: "250 investigatori stanno seguendo due piste: quella islamica, e quella dell'estremismo di destra". Si presume quindi che 125 poliziotti vadano a rompere i coglioni a tutti gli islamici della zona, mentre gli altri 125 ... ah già, dove abita l'estremismo di destra? Non ha un indirizzo preciso, ...

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terrorismo : Il "terrorismo islamico" non esiste
Inviato da Redazione il 23/3/2012 4:10:00 (6605 letture)

Intervento di Massimo Mazzucco a Radio Ies del 22 marzo 2012.

Commenti e domande del pubblico sui fatti di Tolosa, sulla storia di Al-Queda e sulla questione palestinese (sintesi - 26 minuti).




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terrorismo : La FBI e gli attentati "fai da te"
Inviato da Redazione il 15/10/2011 6:50:00 (6907 letture)

Andrew P. Napolitano è un ex-giudice della Corte d’Appello del New Jersey, che ha uno spazio fisso su Fox News. Sull’onda del ridicolo piano terroristico iraniano “sventato” dall’FBI, l'altro ieri ha accusato la stessa FBI di aver creato praticamente tutti i casi di “sventato pericolo” contro gli americani degli ultimi 10 anni. Peccato che non si sia spinto fino al 1993 (primo attentato al WTC), ma ci possiamo già accontentare.



Ecco la traduzione del suo intervento:

"È il governo che lavora per noi, o siamo noi a lavorare per il governo? Può il governo federale prendersi il merito di averci salvato da piani criminali che lui stesso ha creato?

Questa sera [si riferisce al “complotto” iraniano sventato] il governo federale ci ha protetto, o vuole solo farci credere di averci protetto?

A partire dalla tragedia dell’11 settembre, svariati pazzoidi e imitatori di bassa lega hanno messo in piedi azioni criminali …

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terrorismo : Anders Breivik: l’uomo che sapeva troppo?
Inviato da Redazione il 26/7/2011 0:00:00 (20853 letture)

Il documento più “bollente” che circola in rete in queste ore è certamente il “manifesto” del bombarolo-killer norvegese Anders Breivik, l’uomo che avrebbe piazzato la bomba di Oslo e poi massacrato i turisti sull’isola di Utoya.

Centinaia di siti lo stanno analizzando e ripubblicando, anche se molto difficilmente qualcuno lo avrà letto da cima a fondo. Si tratta infatti di un vero e proprio libro dalla lunghezza impressionante (ca. 1500 pagine), perfettamente organizzato e indicizzato, che vuole chiaramente apparire come il “testamento politico” di un uomo che si appresta a compiere una missione senza ritorno.

Ad una prima scorsa – ripeto, è impensabile leggerlo tutto – si ha la netta sensazione di trovarsi di fronte ad un altro “caso Shakespeare”. Non nel senso di genio letterario, ma anzi del suo opposto, ovvero dell’impossibilità di esserlo (molti sanno che il vero Shakespeare era quasi sicuramente un prestanome, poichè non poteva possedere un decimo delle conoscenze che aveva il vero autore delle sue opere).

Per quanto appena trentenne, Breivik tratta con grande dimestichezza argomenti di portata storica assoluta, dal revisionismo storico al femminismo americano, dalla riforma protestante alla filosofia del marxismo, dalla storia delle crociate all’influenza della sharia nel mondo islamico.

Anche Hitler, da giovane, aveva scritto qualcosa di altrettanto voluminoso …

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terrorismo : Intervista a Osama bin Laden
Inviato da Redazione il 3/5/2011 1:50:00 (25391 letture)

(Pubblicazione originale del 22.11.2007)

di Massimo Mazzucco

L’appuntamento era in un bar del centro, alle 7 di sera. Un uomo vestito di chiaro, con un distintivo colorato all’occhiello, mi attendeva seduto su uno dei primi sgabelli, vicino all’ingresso.

Non appena mi diressi verso di lui scese dallo sgabello, mi strinse la mano, e mi invitò a seguirlo fuori dal bar.

- Quindi lei è interessato a parlare con il Signor bin Laden... – mi disse camminando svelto.

- Certo. Purchè sia quello vero... – risposi io con malcelata ironia.

L’uomo mi guardò di traverso, come se non avesse capito la mia battuta.

- No, dicevo, siccome ultimamente ne abbiamo viste diverse versioni ... – farfugliai in qualche modo. Ma l’uomo rimase assolutamente serio.

- Lei vuole incontrare Ushama bin Ladin – disse rimarcando l’esatta pronuncia araba del nome - della famiglia saudita dallo stesso cognome, giusto?

- Certo, lui.

- Si accomodi allora - mi disse, invitandomi ad entare nella hall di un grande hotel ...

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terrorismo : Oklahoma City, prove generali per l'11 settembre
Inviato da Redazione il 19/4/2010 4:20:00 (12800 letture)

Ricorre oggi il 15° anniversario dell’attentato terroristico di Oklahoma City, nel quale fu distrutto un edificio federale di 9 piani, l'Alfred Murrah Building, causando la morte di 168 persone, fra cui 19 bambini.

Ai tempi in Italia se ne parlò poco, ma dopo l’undici settembre l’importanza di questo episodio ha assunto dimensioni completamente diverse, proprio in luce dei più recenti attentati a Pentagono e Torri Gemelle.

Visto in retrospettiva, infatti, l’attentato di Oklahoma City presenta con l’11 settembre - e per certi aspetti con l'assassinio di JFK - una specularità a dir poco impressionante. Stessa fragilità di motivazioni nel presunto colpevole, stesso comportamento autolesionista da parte sua, stesso tipo di fortunose coincidenze che portarono ad identificarlo, stesse improbabilità fisiche nel crollo dell’edificio, stessa serie di testimonianze in pieno contrasto con la versione ufficiale, stessa asportazione frettolosa delle macerie, stesso atteggiamento distratto e superficiale dei media, stesse pressioni sui testimoni per cambiare la versione dei fatti. Ed in più, un epilogo assolutamente unico nella storia della giustizia americana: il colpevole che chiede insistentemente, ed infine ottiene, di essere messo a morte al più presto, alle condizioni dettate da lui.

Vista nel suo insieme, la versione ufficiale di Oklahoma City fa apparire quella dell’undici settembre come un ineccepibile trattato di logica aristotelica.

I PERSONAGGI

TIMOTHY MCVEIGH - Il presunto colpevole, che avrebbe distrutto l'edificio federale con una rudimentale bomba al letame, ...


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terrorismo : Chi ci protegge dal terrorismo
Inviato da Redazione il 5/1/2010 0:20:00 (13216 letture)

Secondo la gloriosa Wikipedia, il SITE Intelligence Group è una organizzazione che si occupa di monitorare le attività del terrorismo islamico nel mondo. Inizialmente nato come SITE Institute (Search for International Terrorist Entities), era una organizzazione “non a fini di lucro” che si è disciolta, ricomponendosi nel SITE Intel Group, che svolge la stessa attività, ma “a fini di lucro”. [1]

Già che tocca immolarsi per fare la guardia al mondo, tanto vale farsi pagare.

Fondatrice e direttrice del SITE è Rita Katz, una ebrea nata in Iraq che vive negli Stati Uniti. Dopo che suo padre fu pubblicamente giustiziato in Iraq, la madre fuggì con i figli in Israele. Rita – che parla l’arabo come l’ebraico - entrò nell’esercito (IDF), si laureò in Studi Mediorientali a Tel Aviv, e poi si trasferì in America.

Qui riuscì ad infiltrare “diversi gruppi terroristici negli Stati Uniti, sulle cui attività raccolse preziose informazioni”. Nel 2004 ha ricevuto dall’FBI di Mueller ...

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terrorismo : Obama porta la pace nel mondo
Inviato da Redazione il 4/1/2010 19:20:00 (6479 letture)

di Marco Cedolin

“Immaginate un mondo senza attentati terroristici”

Entrando in perfetta sintonia con lo spirito del celebre film Minority Report, il premio Nobel per la pace Barack Obama ha annunciato al mondo che porterà la guerra nello Yemen, al fine di scovare i responsabili di Al Quaeda che hanno “armato” le mutande del nigeriano Umar Faruk Abdulmutallab, intenzionato a far saltare l’aereo diretto a Detroit sul quale viaggiava. Attentato che, se portato a compimento, avrebbe provocato una strage, di fronte alla quale l’America deve reagire con forza, colpendo i responsabili e costringendoli a rispondere dei loro crimini.

Rispetto alla strategia del terrorismo olografico dell’ex presidente Bush è impossibile non percepire un notevole affinamento nella tecnica di utilizzazione dello spauracchio terrorista al fine di giustificare le guerre di occupazione statunitensi e renderle condivisibili agli occhi dell’opinione pubblica occidentale.

Se infatti l’amministrazione Bush fu “costretta” ad orchestrare una tragedia come l’11 settembre, costata la vita a migliaia di persone, per garantirsi il viatico all’invasione dell’Afghanistan e dell’Iraq, ...

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terrorismo : Al-Quaeda 2+2
Inviato da Redazione il 29/12/2009 8:40:00 (7465 letture)

Notizie apparentemente insensate si accumulano in questi ultimi giorni dell’anno.

Secondo le agenzie di stampa, Al-Queda avrebbe rivendicato il rapimento dei coniugi Cicala, i due italiani sequestrati in Mauritania una decina di giorni fa. Motivazione ufficiale: rappresaglia per la partecipazione italiana alle guerre di Afhghanistan e Iraq.

Contemporaneamente, Al-Queda avrebbe anche rivendicato il fallito attentato sul volo Amsterdam-Detroit di qualche giorno fa, quando un passeggero ha cercato di dare fuoco ad un ordigno esplosivo legato alla sua gamba, finendo per riportare delle ustioni di terzo grado. Al giudice americano che lo ha interrogato, dopo l’atterraggio senza danni dell’aereo, l’uomo avrebbe detto che “ci sono molti di noi pronti a colpire in tutto il mondo”.

Nessun giornalista si domanda perchè mai la ferocissima Al-Queda rapisca dei cittadini italiani per lamentare una occupazione militare di cui noi siamo responsabili in misura irrilevante, e che lo faccia addirittura in un paese che si trova a 20.000 km. di distanza dal beneamato Afghanistan.

Nessun giornalista si domanda perchè mai la ferocissima Al-Queda mandi a fare gli attentati un imbecille che non è nemmeno capace a dare fuoco ad una miccia, ...

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terrorismo : Tarpley: “La CIA dietro agli attentati in Iran”
Inviato da Redazione il 26/10/2009 6:10:00 (7660 letture)

In questa intervista rilasciata a Russia Today il 20 ottobre scorso, Webster Tarpley conferma le accuse lanciate da Ahmadinejad, e spiega i retroscena che collegherebbero la CIA al gruppo Jundallah che ha rivendicato gli attentati della scorsa settimana in Iran.



Fra le altre cose, l’intervista suggerisce quanto sarebbe diverso il mondo se in TV si potesse parlare liberamente.

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terrorismo : La vera storia del volo di Lockerbie
Inviato da Redazione il 2/10/2009 10:50:00 (13609 letture)

Quello che segue è un tentativo di ricostruzione, necessariamente schematico, della storia “dietro le quinte” fra Libia, Gran Bretagna e Stati Uniti, che è ruotata per tutti questi anni intorno all’attentato di Lockerbie.

Il suo presunto responsabile, Abdul al-Megrahi, è stato recentemente liberato dalla Gran Bretagna “per motivi compassionevoli” – così dice la motivazione ufficiale - e rimpatriato in Libia. In realtà, come vedremo, è ormai chiaro che al-Megrahi sia stato soltanto il capro espiatorio della vicenda, e che non abbia avuto nulla a che fare con l’attentato, mentre il suo rilascio sarebbe stato la conseguenza di una urgente esigenza da parte degli inglesi, piuttosto che un gesto umanitario.

La storia si può far iniziare dall’attentato del 1984 ad una discoteca di Berlino, nel quale morirono due cittadini turchi ed un soldato americano. Le autorità tedesche individuarono nel “terrorismo libico” i responsabili, e Ronald Reagan pensò che una adeguata risposta fosse quella di bombardare Tripoli.

Il vero scopo, naturalmente, era togliere di mezzo il colonnello, che già da anni sedeva borioso su milioni di barili di petrolio ...

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