Inviato da Redazioneil 8/5/2013 3:50:00 (3730 letture)
Mi è capitato più di una volta di ricevere email nelle quali mi si chiede "come si fa a fare un documentario?"
Sono spesso persone che dicono di avere già raccolto tutti i materiali necessari, ma di non sapere minimamente da dove iniziare per trasformare il tutto in un filmato da mettere poi in rete.
Naturalmente non esiste un metodo unico per "fare un documentario", per cui io mi limiterò a descrivere come lavoro io, senza per questo escludere altre possibilità.
Innanzitutto, vi sono tre aspetti separati da considerare: il primo è quello prettamente tecnico (la pratica del montaggio), il secondo è quello dei materiali (le fonti da utilizzare), il terzo è quello del contenuto (che cosa raccontare, e come farlo). Per quel che riguarda l'aspetto tecnico non c'è molto da dire, nel senso che basta "appiccicare" insieme alcune sequenze video, metterci sotto una narrazione, e hai già fatto un rudimentale documentario. Prima di intraprendere un qualunque progetto, però, è necessario fare almeno un po' di esperienza con i passaggi fondamentali del montaggio: prendere alcuni pezzi di video diversi, assemblarli, imparare a tagliare e a inserire, aggiungere una narrazione, e riprodurre il tutto in un filmato completo. Senza questa pratica essenziale è altamente sconsigliabile di mettersi a progettare un documentario di qualunque tipo.
Il secondo aspetto riguarda i materiali da utilizzare. A meno infatti di disporre di una troupe di professionisti ...
Inviato da Redazioneil 2/5/2013 17:20:00 (7554 letture)
Di Calvero
Sono rimasto spiazzato. Partito per andare al Cinema avevo già la consapevolezza di quale tipo di spettacolo "pirotecnico" e "americanata" sarei andato a vedere. Non avevo neanche dubbi sul fatto che Iron Man 3 non mi avrebbe deluso. Non mi avrebbe deluso, voglio dire, giacché Genere, personaggi e supereroe sentivo che avrebbero materializzato uno spettacolo che garantiva quel tipo di divertimento che cercavo.
Non accadeva però per l'ultimo Batman. Poiché la trilogia di Nolan è cominciata a puzzare da subito di schemi ipocriti, che ritengo tradiscano il Genere stesso e il suo protagonista "pipistrello". Una parentesi questa su Batman che ha il suo perché; a dire insomma che anche accettando di vedere un film commerciale, confezionato secondo precisi target "industriali", non significa che non si possano rivelare in essi quelli che prima ho chiamato "tradimenti" se non un tipo di propaganda. Non sono un Fan dei fumetti, ma dei supereroi come concetto - Sì; hanno molto da dire e lo stanno dicendo (ne sono certo) nella nostra Era. Qualcosa che andrebbe trattato approfonditamente e non mi ci sono ancora messo doverosamente per allineare bene i tasselli del puzzle. Comunque una questione antropologica di primo piano, più di quanto si creda generalmente.
Fatta questa necessaria premessa, arriviamo al punto interessante su Iron Man 3, che non riguarda una recensione del film, ...
Inviato da Redazioneil 25/3/2013 22:53:51 (4088 letture)
Interessante intervento di Marcello Foa sulla manipolazione mediatica. Parte dai casi storici, come quello di Bernais, per arrivare alla attuale situazione italiana, con diverse ipotesi possibili per il nostro immediato futuro.
Fonte Byoblu [Grazie a Fabyan per la segnalazione]
Inviato da Redazioneil 4/3/2013 6:50:00 (6258 letture)
Sono traumatizzato. Grazie ai potenti mezzi di RAI International ho appena finito di vedere "La domenica sportiva" - un programma che non vedevo da oltre vent'anni - e ancora non riesco a credere a quello che mi è passato davanti agli occhi.
Vent'anni fa "La domenica sportiva" apriva facendo vedere un montaggio con tutti i gol della giornata, poi c'era una breve introduzione del conduttore, e si passava subito a vedere i filmati delle partite, uno dopo l'altro. Poi c'era il momento clou della "moviola", si stava un po' lì a menarsela su la-palla-era-dentro-la-palla-era-fuori, seguivano quaranta secondi dedicati agli altri sport, e si andava tutti a nanna.
Quello che ho visto stasera mi ha fatto inorridire. Prima di tutto, sono inorridito per la presentatrice, una specie di Barbie cinquantenne tinta male, con labbroni formato tangenziale, che si è rifatta la faccia ma si è dimenticata di farsi tirare anche la pelle del collo e delle braccia.
Ma soprattutto, sono inorridito per la priorità degli argomenti: per prima cosa, ho dovuto sentir parlare del calcio brasiliano, e di quanto sia importante che la Rai abbia preso anche i diritti televisivi di quel campionato. Mia moglie mi ha guardato, altrettanto stupita, e mi ha chiesto "ma scusa, cosa c'entra il Brasile con l'Italia?"
Io le ho risposto "vedrai che cercheranno di rifilare agli italiani anche le partite del Brasile, ...
Inviato da Redazioneil 24/2/2013 1:00:00 (6872 letture)
di Gennaro Carotenuto
Il fatto che Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle rifiutassero la stampa ieri a San Giovanni per il trionfo romano, è stato stigmatizzato in tutte le salse. Nella migliore delle ipotesi è stato considerato poco democratico, nella peggiore è stato dato loro del fascista. Da critico di Grillo non solo non condivido tali accuse ma ritengo indispensabile dire la mia in merito.
1) I media mainstream, quelli italiani nel 99% dei casi, rappresentano plasticamente quello che Noam Chomsky chiama «la fabbrica del consenso» e vivono in osmosi con il mondo politico e le classi dirigenti. Per compiere il loro lavoro di squadrismo mediatico (basti pensare a quello che hanno fatto con i movimenti, a Genova, con i NoTav o, allargando il campo, con la sistematica diffamazione dei governi progressisti latinoamericani) credono di poter demonizzare sistematicamente personaggi, movimenti, sistemi culturali per poi pretendere, con un cinismo senza pari, che chi hanno messo alla berlina fino a 30 secondi prima debba subito dopo comportarsi con fair play nei loro confronti. Non funziona così. Non stringerò la mano a chi mi avrà riempito di calci per tutta la partita o colpito sistematicamente sotto la cintura, con l’arbitro che fa finta di non vedere. Non siete neutrali, non siete più il quarto potere, la spina dorsale della democrazia, siete i tutori di un sistema informativo oligopolico chiuso a riccio nella difesa di un sistema di privilegi. Se giocate sporco nei miei confronti -ha detto Grillo- non è scritto da nessuna parte che debba porgere l’altra guancia ...
Inviato da Redazioneil 11/2/2013 6:40:00 (7836 letture)
Aggiunto video: "Piero Angela continua a non dire la verità" (caso Marconi)
(Le parti 2,3 e 4 all'interno).
Il CICAP chiede aiuto. Non ce la fanno più. Il 15 gennaio hanno lanciato questo appello: "Il CICAP sta attraversando un momento molto difficile, le adesioni sono calate anche per colpa della crisi e poiché non riceviamo finanziamenti di alcun tipo, ma possiamo contare solo sul sostegno dei nostri Soci, temiamo di non essere più in grado di garantire tutte le nostre iniziative e attività. Per questo motivo, abbiamo fissato un obiettivo che ci permetterebbe di riprendere fiato e ripartire con nuove energie: RACCOGLIERE 500 ADESIONI DA QUI A MAGGIO!"
"Si tratta di un obiettivo raggiungibile - prosegue il CICAP ...
Inviato da Redazioneil 5/2/2013 4:40:00 (11629 letture)
Ci risiamo. Questa volta la "conspiracy theory" che sta impazzando in rete riguarda la cantante Beyonce e la sua performance durante il Superbowl di domenica scorsa.
Tutto è iniziato quando qualcuno si è accorto che la cantante ha mostrato "il simbolo degli Illuminati", durante la sua performance (v. foto), dopodichè la corrente è venuta a mancare nello stadio per oltre mezz'ora (34 minuti, per l'esattezza).
Apriti cielo! In pochi minuti Twitter è esploso, e la "conspiracy theory" ha subito preso corpo in rete. Ecco alcuni messaggi, ripresi dal sito IBTimes:
"Beyonce ha appena fatto il simbolo degli Illuminati. Rispondete se lo avete visto". E come facciamo a non vederlo? Era inquadrata in primo piano dalle telecamere, con 50 milioni di spettatori che stavano guardando la partita. E lui si sente furbo perchè se n'è accorto?
"Da brivido: Beyonce ha fatto il simbolo degli Illuminati ...
Inviato da Redazioneil 25/1/2013 21:20:00 (5652 letture)
E' già da qualche anno che la FBI ha iniziato silenziosamente a promuovere una nuova legislazione che obblighi i fornitori di servizi VoIP (telefonia in rete) ad aggiungere una backdoor al loro software, per facilitare le intercettazioni da parte delle forze dell'ordine.
In altre parole, da quando la telefonia mondiale ha iniziato a sfruttare la rete, fornendo agli utenti la possibilità di comunicare a basso costo, la capacità dell'FBI di intercettare le comunicazioni si è fortemente ridotta. La legge che permette loro di intercettare comunicazioni - previa autorizzazione del giudice - riguarda infatti soltanto le normali linee telefoniche.
Se la proposta di legge dell'FBI dovesse passare ne risentirebbero soprattutto i VoIP service providers come Zfone, che hanno lanciato il loro servizio di telefonia in rete proprio sulla base di una totale garanzia di privacy, ottenuta grazie ad un sistema di encriptazione delle conversazioni.
Ma il pesce grosso naturalmente è Skype.
Con oltre 600 milioni di utenti nel mondo, Skype è stata acquisita nel 2011 dalla Microsoft, ...
Inviato da Redazioneil 27/12/2012 19:10:00 (8649 letture)
La mattina del 24 (due giorni fa) ho dato un'occhiata alle news in Internet, e ho visto che molti siti (Cnn, Huffington Post, BBC) riportavano la notizia di un altro massacro, avvenuto poche ore prima nello Stato di New York: uno squilibrato ha dato fuoco ad una casa, poi ha aspettato che arrivassero i pompieri e si è messo a sparare all'impazzata su di loro.
Due pompieri sono rimasti uccisi, altri due feriti gravemente. Lo squilibrato si era poi suicidato, prima che arrivasse la polizia.
Vado ad accendere il televisore, convinto di trovare le "breaking news" su ogni canale. Mi dicevo "questa è grossa, sommata alla faccenda di Newtown la faranno diventare l'argomento di fine anno". Invece, non c'era ancora niente.
Ho pensato "come è lenta la televisione, rispetto ad Internet. Probabilmente stanno mandando i reporter sul posto, e ci vorrà ancora un po' prima che stabiliscano il collegamento".
Torno su Internet, e c'era già un primo aggiornamento con il nome dell'assassino, e la sua storia personale: nel 1980 aveva ammazzato sua nonna, poi aveva fatto 17 anni di galera ed era tornato in libertà. Nessuno evidentemente aveva valutato il suo equilibrio psichico.
Torno davanti alla televisione, dopo un'ora, ma non c'era ancora niente. [...]