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| opinione : La procedura di morte |
| Inviato da Redazione il 17/8/2010 23:50:00 (4230 letture) |
Oggi ho dovuto portare il mio cane a praticare l’eutanasia. La sua condizione medica era ormai irreversibile, stava soffrendo molto, e non mi restava altra soluzione.
Quando sono arrivato alla clinica per animali, il veterinario in servizio lo ha esaminato, e mi ha confermato la diagnosi: cercare di tenerlo in vita avrebbe semplicemente significato prolungare le sue sofferenze. A quel punto ho deciso che gli venisse praticata l‘iniezione letale.
E’ così cominciato uno strano balletto, in cui si metteva ufficialmente in atto la procedura di morte.
Prima è venuto un dipendente della clinica, che mi ha fatto firmare l’autorizzazione a praticare l’eutanasia, e mi ha chiesto se desiderassi riavere indietro le ceneri. Gli ho risposto di no. Poi si sono presentati due infermieri, che dovevano preparare il cane a ricevere l’iniezione, inserendogli un catetere nella zampa. Quando sono usciti, uno di loro mi ha guardato velocemente, e mi ha detto “sorry”, mi dispiace. Poco dopo è entrato un nuovo personaggio, che mi ha chiesto se preferissi “regolare subito” i conti. Avrei voluto offendermi, ma non ne valeva la pena. Ho messo mano al portafoglio, e ho pagato. Una cifra più che onesta, fra l’altro. Evidentemente morire costa poco, ho pensato.
Poi sono rimasto solo. Solo con il mio cane.
Lui era tranquillo. Dopo una notte orribile, passata a lamentarsi, si era finalmente assopito. Sembrava quasi che sentisse la vicinanza dell’epilogo, ...
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| opinione : Date un ombrellone anche a me |
| Inviato da Redazione il 20/7/2010 4:20:00 (3514 letture) |
AVVISO di Massimo Mazzucco a tutti quelli che mi hanno scritto in PM. ******************************************************
Date un ombrellone anche a me - di Marco Cedolin
E'arrivato veramente il momento di staccare la spina, anche perchè in caso contrario un colpo di calore potrebbe farlo perentoriamente al posto mio.
Sono stati 7 mesi difficili, questi d'inizio anno, permeati di foschi presagi, infarciti di tragedie, senza un attimo di requiem, tanto che quando decidevi di metterti a mangiare pane e ottimismo, improvvisamente dal desco spariva il pane e ti ritrovavi con il solo ottimismo, poco commestibile, ipocalorico e probabilmente pure transgenico.
Ho “goduto” della crisi economica, trasformatasi miracolosamente in una ripresa, costituita da imprese che chiudono, famiglie messe in mezzo ad una strada, ricatti occupazionali ed altri regali assortiti volti a praticare l’eutanasia di qualsiasi residua prospettiva occupazionale.
Ho tremato per la pandemia dell’influenza suina che fortunatamente ha risparmiato la vita di decine di milioni di persone, ma purtroppo ha fagocitato centinaia di milioni di euro, sotto forma d'inutili vaccini commissionati alle multinazionali farmaceutiche.
Ho passato molte notti di Gennaio e Febbraio a presidiare delle trivelle con 10 gradi sottozero, ... |
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| opinione : Vajont, Haiti, Golfo del Messico: il problema è sempre lo stesso. |
| Inviato da Redazione il 13/7/2010 4:50:00 (3335 letture) |
Lo spettacolo di Marco Paolini sul Vajont, ricordato dal recente articolo di Povoleri, ha riportato in luce un problema che accomuna tutte le grandi tragedie di questo tipo, che siano state causate dall’uomo oppure direttamente dalla natura: chi è responsabile, in ultima analisi, delle decisioni da prendere?
Sembra infatti che l’uomo si sia perfettamente organizzato, nel cosiddetto mondo civile, per distribuire correttamente compiti e responsabilità in tutto quello che è di normale amministrazione: ogni scuola ha il suo preside, ogni ospedale ha il suo direttore, ogni società il suo amministratore delegato, e giù fino all’ultima gelateria, salumeria o carrozzeria di paese, dove troverai sempre la persona responsabile per la sua gestione. Quando si verifica invece un evento eccezionale, si scopre che alla fine la maggior parte dei problemi deriva proprio dalla mancanza di una figura che accentri in sè le responsabilità ed il potere decisionale necessari a fronteggiare quell’emergenza.
Chi ”comanda” oggi nel Golfo del Messico? Non lo sappiamo. La BP è proprietaria dei macchinari e degli impianti coinvolti ... |
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| opinione : Quando i “complottisti” non esistevano ancora |
| Inviato da music-band il 12/7/2010 6:00:00 (4678 letture) |
di Federico Povoleri
Era una serata di fine estate del 1997, il 9 ottobre per l'esattezza, e vivevamo in un mondo senza complottisti; non c'era ancora bisogno di questa categoria e nessuno l'aveva inventata. I dizionari della lingua italiana erano (e lo sono tutt'ora) all'oscuro di questo termine, ma la nostra grammatica conosceva bene parole come “strage di stato” e “strategia del terrore”.
Ustica, Bologna, Italicus, Piazza Fontana, Aldo Moro, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino... E’ lungo l'elenco di quelli che la TV, prudentemente, chiamava “misteri italiani”.
Certo, ufficialmente i responsabili erano la mafia, le brigate rosse, quelle nere etc. etc. etc. ma erano ben pochi gli italiani che ci credevano; molti sapevano, la maggior parte intuiva che la verità stesse altrove, e ne potevi parlare a cena con gli amici, in pizzeria, o in qualsiasi altro posto; non erano argomenti tabù, e quasi tutti concordavano sulle realtà che si celano dietro alle versioni ufficiali.
Non c'erano molti dubbi. I fiumi di sangue versati da giornalisti, testimoni e gente innocente stavano sotto gli occhi di tutti, …
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| opinione : Psicopatici e potere |
| Inviato da Santaruina il 6/7/2010 2:50:00 (5610 letture) |
di Carlo Brevi
Loro ci hanno studiato. Essi sanno meglio di noi quello che noi sappiamo di noi stessi. Essi sono esperti nel premere i nostri bottoni, ad utilizzare le nostre emozioni contro di noi.
Ogni essere umano porta in sé una dote di pregi e di difetti, la sua anima è il risultato di una particolare alchimia in cui il bene e il male coesistono, creando un equilibrio che a seconda dei casi pende verso il primo o il secondo piatto della bilancia.
In questo equilibrio, quello a cui per natura gli esseri umani tendono quando si ritrovano nella collettività è una coesistenza pacifica, poiché la coesistenza pacifica è quella che garantisce un maggior vantaggio al singolo.
Si tratta di una questione pratica, prima ancora che morale: cooperare col prossimo porta vantaggi a tutti; ne beneficia il singolo, ne beneficia la collettività.
Queste considerazioni, d'altra parte, parrebbero essere smentite da una semplice osservazione degli avvenimenti che caratterizzano la storia degli uomini da millenni a questa parte.
Guerre, soprusi, saccheggi, odio ed intolleranza sono una costante nell’evolversi della civiltà umana.
Una apparente contraddizione, quindi.
Ma ad uno sguardo più attento, in seguito ad una analisi più approfondita delle vicende storiche, si può scoprire come nei secoli siano sempre stati gruppi di poche persone …
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| opinione : Paraguay-Giappone 5-3 |
| Inviato da Redazione il 29/6/2010 20:20:00 (3251 letture) |
Non avevo mai visto piangere un giapponese.
All’inizio della partita, i giocatori del Giappone sembravano solo undici macchinette caricate con batterie ultraspeciali, inesauribili, e i loro volti ricordavano troppo da vicino i personaggi dei cartoni animati per poter pensare che fossero davvero degli esseri umani.
Fin troppo umani apparivano invece i giocatori del Paraguay: teatrali, emotivi, melodrammatici, con la furia dipinta negli occhi e la bestemmia sempre pronta sulle labbra. Altrettanto per gli allenatori: gelido e impenetrabile quello giapponese, esagerato ed incontenibile quello paraguayo.
Ma le emozioni, sotto sotto, dovevano essere le stesse per tutti: sono le emozioni che prova l’uomo qualunque, quando si rende conto di essere di fronte ad una possibilità unica nella sua vita, che potrebbe permettergli, di colpo, di “diventare qualcuno”. La consapevolezza del traguardo a portata di mano - i quarti di finale, in questo caso - unita alla paura di perdere per sempre quell’occasione, allargano all’infinito la forbice del dramma, e si traducono in spezzoni di vita indimenticabili per tutti. Anche per chi osserva.
Assoluta nullità a livello calcistico, il Paraguay si è ritrovato a vincere il girone ...
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| opinione : Azzurri specchio del paese? |
| Inviato da Redazione il 25/6/2010 20:20:00 (3292 letture) |
di Paolo De Gregorio
Oggi, 25 giugno, “il Fatto Quotidiano” apre con questo titolo, a cui mi sono permesso di aggiungere un punto di domanda, e non mi piacciono né l’editoriale di Oliviero Beha, né i commenti nelle pagine interne.
Intendiamoci sono commenti una spanna sopra le evocazioni drammatiche dei giornali popolari, con categorie tipo vergogna e umiliazione, ma in sostanza io credo che non ci sia nessuna relazione tra il declino economico e morale della nostra nazione e la disfatta pallonara di Lippi.
Infatti, come controprova, 4 anni fa da campioni del mondo avremmo dovuto essere come paese al massimo del fulgore, mentre iniziava il governicchio Prodi con una risicatissima maggioranza, costituita da 12 partitini in conflitto tra loro.
Per confermare questa mia convinzione, ho nei miei ricordi l’enfasi con cui Antonio Barbato, mezzobusto televisivo di sinistra, celebrò la vittoria del Napoli di Maradona come la vittoria della città, ... |
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| opinione : Complottismo? No, grazie. |
| Inviato da Redazione il 10/6/2010 7:20:00 (6707 letture) |
Se la definizione di “complottismo” è “vedere dappertutto trame oscure e cospirazioni” (anche, teoricamente, dove non ce ne siano), allora luogocomune non è mai stato così lontano da questo atteggiamento mentale.
Qui i fatti comprovati hanno sempre la precedenza sulle opinioni preconcette, e gli unici criteri ritenuti validi per analizzare questi fatti sono la logica e il buon senso. Altresì, definiamo (e condanniamo) come “dogmatismo” qualunque affermazione che non sia basata su premesse dimostrabili e razionalmente argomentabili. Ne consegue che anche il “complottismo”, nella accezione di cui sopra, sia una forma di dogmatismo da cui è necessario dissociarsi con il massimo delle nostre energie.
Prendiamo ad esempio il caso dell’esplosione della piattaforma petrolifera nel Golfo del Messico. Poichè un caso simile viene anticipato in un film del 2009 (“Knowing”), è immediatamente nata in rete la voce che l’episodio faccia parte di un “piano globale”, del quale qualcuno sarebbe stato a conoscenza prima che l’incidente si verificasse. Prendiamo ad esempio quello che ha scritto al riguardo un blog italiano (*): “La recente esplosione della piattaforma petrolifera nel Golfo del Messico è stata prevista esattamente nel film Knowing (ovvero in italiano "Segnali dal futuro") ed in più ci sono altre inquietanti coincidenze che fanno ulteriormente sospettare che la tragedia ecologica sia stata pianificata dalle élite criminali che governano occultamente il nostro pianeta".
Prima di tutto, non è vero che il film “Knowing” preveda con esattezza l’incidente che si è verificato nel Golfo del Messico. Nello spezzone di TG che si vede nel film, …
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| opinione : Maledetto calcio! |
| Inviato da Redazione il 23/5/2010 20:20:00 (5927 letture) |
Era da almeno 15 anni che non guardavo una partita di calcio.
A parte le finali dei vari mondiali, che ho seguito più come evento mediatico che non come episodio sportivo, avevo improvvisamente smesso di interessarmi di calcio negli anni '90, dopo essere stato per tutta la vita uno sfegatato tifoso interista.
I motivi di quell'addio, tanto improvviso quanto irreversibile, stavano nella trasformazione del calciatore, avvenuta appunto negli anni '90, da semplice sportivo ad una sorta di eroe mitologico in formato tabloid.
Ingaggi milionari (in quell'epoca "miliardari”), protagonismo da dive del cinema, adorazione incondizionata da parte dei fans, mi avevano fatto passare di colpo la voglia di seguire "tutto il calcio minuto per minuto”.
Se a questo si aggiunge il crescente sospetto, che iniziava a formarsi già allora, di quella che si è poi rivelata una enorme macchina da soldi, basata sulla corruzione e sull'inganno, sembrava evidente che per me il gioco del calcio fosse morto una volta per sempre.
Ma ieri, per caso, ho saputo che stava per giocarsi la finale di Coppa dei Campioni, ...
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| opinione : Voce del verbo "dimostrare" |
| Inviato da Redazione il 10/5/2010 0:50:00 (3866 letture) |
A seguito della discussione sul Cristo storico, proponiamo un piccolo gioco in forma di doppio quiz.
1 – Dimostra, in modo incontrovertibile, che il personaggio conosciuto come Napoleone Bonaparte è realmente esistito.
2 – Dimostra, in modo incontrovertibile, che il personaggio conosciuto come Alfredo Pizzicagnoli, vissuto in Italia nel XIX secolo, non è mai esistito.
REGOLE:
A - Per “dimostrare” si intende, in termini logici, poter affermare oltre ogni ragionevole dubbio. In altre parole, un fatto si può definire “dimostrato” quando non si conosca nessuna alternativa plausibile a quanto affermato.
B - Attenzione: qui non si parla di “probabilità”, ma di “plausibilità”. E’ un pò il giochino che fa il debunker quando dice “nulla vieta che Hanjour, pur non avendo mai guidato un jet nella sua vita, abbia azzeccato tutte le manovre giuste per far compiere al Boeing esattamente quella traiettoria”. Tutti sappiamo che la cosa è altamente improbabile, ma rimane comunque una possibilità plausibile.
C - Sono esclusi i ragionamenti del tipo: “Di questo passo non possiano nemmeno affermare di esistere del tutto, …
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