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Re: Debito interno vs. Debito estero: Una breve spiegazione
Pispax 21/10/2014 23:22
Re: Debito interno vs. Debito estero: Una breve spiegazione
Mrexani 21/10/2014 23:12
Re: Debito interno vs. Debito estero: Una breve spiegazione
Pispax 21/10/2014 23:01
Re: Debito interno vs. Debito estero: Una breve spiegazione
Lezik85 21/10/2014 22:43
Re: HIV: Ecco i veri terroristi
f_z 21/10/2014 22:18
Re: HIV: Ecco i veri terroristi
oniram 21/10/2014 22:06
Re: Debito interno vs. Debito estero: Una breve spiegazione
perspicace 21/10/2014 21:59
Re: Debito interno vs. Debito estero: Una breve spiegazione
FranZeta 21/10/2014 21:35
Re: HIV: Ecco i veri terroristi
LoneWolf58 21/10/2014 21:34
Re: Debito interno vs. Debito estero: Una breve spiegazione
Ste_79 21/10/2014 21:24
Re: Debito interno vs. Debito estero: Una breve spiegazione
perspicace 21/10/2014 21:15
Re: HIV: Ecco i veri terroristi
bubu7 21/10/2014 21:12
Re: HIV: Ecco i veri terroristi
DjGiostra 21/10/2014 21:07
Re: Debito interno vs. Debito estero: Una breve spiegazione
FranZeta 21/10/2014 21:05
Re: Intervista ad Alessio Villarosa - M5S
abbidubbi 21/10/2014 20:51
Re: Debito interno vs. Debito estero: Una breve spiegazione
perspicace 21/10/2014 20:47
Re: HIV: Ecco i veri terroristi
FrancescaR 21/10/2014 20:39
Re: Debito interno vs. Debito estero: Una breve spiegazione
FranZeta 21/10/2014 20:32
Re: Debito interno vs. Debito estero: Una breve spiegazione
Ste_79 21/10/2014 20:26
Re: Intervista ad Alessio Villarosa - M5S
Golem 21/10/2014 20:22
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opinione : Uomo-donna: cervelli a confronto
Inviato da Redazione il 7/4/2014 11:51:47 (6665 letture)

Un uomo guarda le nuvole e dice: "Stasera piove". Una donna guarda le nuvole e dice: "Che belle! Sembrano due cavalli che si inseguono".

Se chiedi ad un uomo dove sta il prosciutto in frigo, ti dirà “nel terzo ripiano in basso a destra”, se lo chiedi ad una donna ti dirà “di fianco all’insalata, sotto i formaggi”. Se chiedi ad un uomo le indicazioni per l’ufficio comunale ti dirà “terzo semaforo a destra, prima a sinistra e poi subito a sinistra”, se lo chiedi ad una donna ti dirà “vada avanti finchè vede una grande casa gialla, giri dove c’è la fontana, e passi sotto il ponticello”. Se chiedi ad un uomo di descrivere una persona che ha appena incontrato ti dirà “circa 1,70 di altezza, sugli 80 chili, aveva un accento bergamasco”, se lo chiedi ad una donna ti dirà “un pò più basso di te, grassottello, parlava come lo zio Toni.”

Perchè?

Per quanto ovviamente vi siano delle eccezioni, il fatto stesso che si possano fare delle generalizzazioni di questo tipo significa che siamo di fronte ad una differenza sostanziale nel modo di operare dei due cervelli.

La cosa stupefacente è che non esista – almeno a quel che mi risulta - una adeguata letteratura scientifica in merito. Con delle differenze così palesi e marcate, infatti, ci si aspetterebbe di trovare dozzine e dozzine di ricerche di tipo psicologico su questo argomento, ...

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opinione : Usa, ecco come agisce la strategia del caos
Inviato da Redazione il 5/4/2014 21:57:50 (5988 letture)

Intervista a Paolo Sensini, studioso e saggista, che spiega quello che molti non vogliono vedere

di Francesca Morandi

Un fondamentalismo islamico folle e terrorista alle porte di casa nostra, centinaia di milioni di euro spesi per missioni militari che non portano la pace, Stati disintegrati sotto le bombe, masse di civili in fuga, disperati e spesso sfruttati. E poi: il business delle armi costruite da multinazionali occidentali che finiscono nelle mani di sanguinari guerriglieri in Africa e Medio Oriente, dove le masse sono fanatizzate da regimi cosiddetti “alleati” e partner economici di Usa e Europa che, a parole, condannano le guerre etnico-religiose, ma, intanto contribuiscono a fomentarle. E’ il mondo prodotto dalla “geopolitica del caos”, spiegato nel suo ultimo libro “Divide et impera. Strategie del caos per il XXI secolo nel Vicino e Medio Oriente” (edizioni Mimesis), da Paolo Sensini, studioso e saggista, che sgombra subito il campo da possibili accuse di “complottismo” o “dietrologia”: «Quello che ho registrato nel mio libro è la realtà dei fatti, per chi la vuole vedere. Le mie fonti sono tutte verificabili: analisi di studiosi del settore della Difesa, documenti del ministero degli Esteri di Israele e del Pentagono, saggi di autorevoli think tank statunitensi, dichiarazioni di consiglieri dell’amministrazione americana…».

Cosa intende per strategia del “divide et impera”?

«Documenti ed eventi confermano che, sulla base di una precisa strategia esterna, alcune aree del globo, ritenute strategiche, sono rese simili a zone “sismiche” che, se opportunamente sollecitate, esplodono, innescando un focolaio di conflitto, che viene fomentato al punto da rendere necessario un intervento militare da parte di forze straniere. Si scatenano così guerre che mirano a disintegrare interi Stati, per controllarli meglio. Lo abbiamo visto in Afghanistan, Iraq, Libia e oggi lo vediamo in Siria, dove i ribelli islamisti anti-Assad sono stati armati anche dall’Occidente».

Chi oggi mette in atto questa azione?

«Gli Stati Uniti, Israele, i Paesi del Golfo, la Turchia concertano azioni per stabilire un’influenza su Stati ritenuti strategici per l’approvvigionamento energetico e delle materie prime». [...]

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opinione : Vogliamo le quote rosa
Inviato da Redazione il 17/3/2014 21:10:00 (4724 letture)

Vogliamo le quote rosa. Per tutti. Basta, ci siamo stufati della discriminazione di genere, ci siamo stufati dello strapotere del maschio. E' ora che l'Italia si decida ad entrare veramente nel terzo millennio, ed uno dei modi migliori per farlo è di stabilire, prima di tutto, una vera parità fra uomo e donna.

Il nostro nuovo primo ministro, Matteo Renzi, ha saputo dare un fulgido esempio di modernizzazione, presentando un governo con 8 ministri uomini e 8 ministri donna, anche se poi il nostro parlamento non ha voluto introdurre le quote rosa nella nuova legge elettorale.

Ma non è solo in politica che vogliamo l'eguaglianza della donna. La vogliamo nel mondo del lavoro, nello sport, nell'arte, insomma in tutto ciò che riguarda la vita di una nazione.

Prendiamo ad esempio i minatori: perchè devono essere tutti maschi i privilegiati che scendono ogni giorno nel ventre della terra a scavare il carbone con le proprie unghie? Per ogni minatore che scende con pala e piccone deve esserci almeno una minatrice che lo accompagna, ...

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opinione : La caduta del Mito
Inviato da Redazione il 11/3/2014 21:00:00 (5604 letture)

Passano le settimane, ma di Michael Schumacher non si sente più parlare. E questo è un pessimo segno. Ormai si comincia a temere che, anche nella migliore delle ipotesi, Michael Schumacher resterà un invalido, semi-paralizzato, incapace di muoversi e di esprimersi in modo normale.

Mentre non possiamo che augurare al campione tedesco una completa guarigione, non possono non venire in mente vicende simili, accadute nella storia recente: Mohammed Alì, l'uomo che gridava al mondo "I am the greatest" dopo aver schiacciato campioni come Simpson, Frazier e Foreman, che si trovò improvvisamente in balia del morbo di Parkinson: tremante ed incerto, faticava a stare in piedi, a muoversi e a parlare.

Un altro caso simile è quello di Christopher Reeve: il perfetto Superman, colui che ha incarnato per anni il supereroe dei fumetti per antonomasia, si è ritrovato di colpo su una sedia a rotelle, paralizzato dal collo in giù, per una stupida caduta da cavallo. Del grande super eroe restava soltanto il ciuffo, mentre il ghigno sicuro del salvatore dell'umanità si era trasformato in una smorfia amara, dalla quale usciva soltanto un flebile rantolo.

E poi ancora: Ambrogio Fogar, un uomo che ha circumnavigato il globo in solitario, ...

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opinione : La Biblioteca di Babele
Inviato da Redazione il 9/3/2014 21:10:00 (12516 letture)

Una mattina mi sono svegliato, e ho avuto la netta sensazione che nella stanza ci fosse gualcosa di strano. Dopo un attimo mi sono reso conto che la mia scrivania era liscia e ordinata, e vi comparivano soltanto il telefono, l'agenda degli appuntamenti, una cartelletta di documenti, due o tre libri appoggiati in un angolo, una biro e un foglio mezzo scarabocchiato. Nient'altro.

Il mio computer non c'era più.

Mi sono guardato in giro, come se potessi averlo spostato la sera prima, senza magari ricordarmene, ma non ce n'era segno. Non c'era ombra della tastiera, del monitor, della stampante, di un cavo qualunque… niente di niente. Tutto scomparso nel nulla. Mi sono seduto sul bordo del letto, cercando di fare mente locale. Dunque - mi sono detto - di sicuro questa notte non può essere entrato nessuno. Lo avrei sentito, e poi non ci sono segni nè di scasso nè di altro. Ma come è possibile?

Mi girava la testa. Ho chiuso gli occhi, respirando a fondo e cercando di mantenere la calma. Poi, lentamente, ha cominciato a farsi strada nel mio cervello un sospetto folgorante: non lo avevo per caso sognato, di avere "un computer"? Com'era fatto, esattamente, quello strano oggetto? Ma guarda guarda - mi sono detto mentre mi rinfrancavo e finalmente mettevo a posto questo tassello inquietante - guarda un pò cosa sono arrivato a sognarmi. Una macchina in cui ci stavano tutte le informazioni del mondo, …

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opinione : W le donne
Inviato da Redazione il 8/3/2014 16:45:23 (4253 letture)

di Riccardo Puccinelli

Come ogni 8 Marzo, e in generale come in ogni circostanza di festività istituzionalizzata, dobbiamo tutti prostrarci all’ultima arrivata fra le religioni promosse dal potere per i suoi fini di controllo.

Non si tratta della Shoa, non si tratta della imprescindibilità dell’“Europa” (l’istituzione politica, non il personaggio mitologico), ma della violenza sulle donne.

Già, violenza sulle donne. Ma cos’è la violenza sulle donne? La “violenza”, intesa come atti di offesa fisica e/o psicologica possono ovviamente capitare a chiunque ed essere commessi da chiunque. È vero che alcuni gruppi sono più suscettibili a certi tipi di violenza, come i bambini per la violenza minorile e psicologica o le donne per gli stupri.

Ma questo non risponde alla domanda; quando è nata questa speciale violenza “sulle donne”? Anche i suoi più ferventi credenti non hanno risposta a questa domanda. Alcuni dicono che si perda nella notte dei tempi, nelle civiltà patriarcali dove le donne erano sempre e solo maltrattate, mentre altri sostengono che sia un’invenzione più recente, ma non per questo meno abominevole.

La cosa curiosa è che tutti i tipi di devoti, gli interessati come coloro imbecillemente fritti dalla propaganda, ...

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opinione : Il tranquillo lavoro dell'avvocato
Inviato da Redazione il 9/2/2014 17:07:39 (7510 letture)

di Paolo Franceschetti

Notte tra il 1° e il 2 giugno 2005, a Nereto. L’avvocato Libero Masi, noto nella zona perché presidente di Slow Food Abruzzo, viene ritrovato cadavere in casa, smembrato a colpi di ascia insieme alla moglie. Ai cadaveri mancano i denti. Il paesino è un tipico borgo abruzzese, con pochissimi abitanti, in cui è quasi impossibile muoversi senza essere notati, eppure il colpevole non verrà mai trovato. La magistratura apporrà addirittura il segreto di stato sul fascicolo.

Secondo la migliore tradizione giudiziaria non solo italiana, a un certo punto emerge un reo confesso; si chiama Massimo Bosco, è il solito sfigato, drogato, barbone, analfabeta (stesso copione che troviamo in Olindo e Rosa, come i ragazzi delle Bestie di Satana, come Michele Misseri, come i compagni di merende nel Mostro di Firenze), che si autoaccusa del delitto. La sua versione è talmente strampalata che questa volta i giudici non credono all’autoaccusa e lasciano libero il reo confesso; costui, trasferitosi a Castiglion Fibocchi, verrà poi a sua volta assassinato il 14 novembre 2013 a colpi di pietra e bastoni da due barboni, ufficialmente per un posto in tenda, ma più probabilmente per mettere a tacere un testimone che un giorno o l’altro avrebbe potuto raccontare chi e perché lo aveva istruito a “confessare”.

Luglio 2007. Si suicida l’avvocato Corso Bovio nel suo studio, sparandosi con una 357. Nessuno crede al suicidio, ma ovviamente gli inquirenti concludono subito per un suicidio, mettendo una pietra tombale alla possibilità di cercare la verità.

Aprile 2009. Viene “suicidato” l’avvocato Balzano Prota, ...

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opinione : Uomini e bestie
Inviato da Redazione il 9/1/2014 16:40:00 (6848 letture)

di Piero Cammerinesi

La storia è nota: una giovane studentessa di veterinaria di Bologna, Caterina Simonsen, affetta da 4 gravi e rare patologie ha confessato pubblicamente di essere favorevole alla ricerca che include la sperimentazione animale in quanto, invece di morire a 9 anni, essa le ha permesso di arrivare ai 25 anni.

Ha altresì aggiunto che il suo progetto di studio – Caterina è peraltro vegetariana - intende proprio aiutare il mondo animale anche se, a suo dire, vi sarebbero ancora delle aree in cui non esistono metodi alternativi validi alla sperimentazione animale[1].

Il suo outing su Facebook ha scatenato, come è noto, la reazione smodata di sedicenti animalisti che l’hanno coperta di insulti e di auguri di morte.

Ecco solo alcuni esempi: “Per me potevi pure morire a 9 anni, non si fanno esperimenti su nessun animale, razza di bestie schifose”. “Per me puoi pure morire domani. Non sacrificherei nemmeno il mio pesce rosso per un’egoista come te”. “Se crepavi anche a 9 anni non fregava nulla a nessuno, causare sofferenza ad esseri innocenti non lo trovo giusto”.

Da quel momento gli utenti, i lettori, i cosiddetti ‘esperti’ si sono immediatamente schierati da una parte o dall’altra in una serie infinita di motivazioni e schermaglie. [...]

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opinione : Conoscenza e comfort mentale
Inviato da Redazione il 1/12/2013 11:10:00 (6137 letture)

Quando ci troviamo di fronte ad un amico, ritrovato magari tramite Facebook, che non vedevamo fin dai tempi dell'infanzia, fatichiamo a riconoscere le sue fattezze fisiche. Cerchiamo, nell'immagine del volto di oggi, l'amico che conoscevamo ieri. Più in fretta riusciremo a riconoscere in lui le fattezze giovanili, più a nostro agio ci ritroveremo nel tornare a relazionarci con lui. Nel momento in cui "vediamo" nel volto che ci sta di fronte l'amico d'infanzia, ci sembrerà di avere di fronte la stessa persona, e quindi ci sentiremo nuovamente a nostro agio con lui. Viceversa, se il volto sarà cambiato a tal punto da faticare a riconoscerlo, ci sentiremo a disagio e faremo una certa fatica a comportarci con lui come se fosse il nostro amico di gioventù.

Quando ci spostiamo a vivere da una città all'altra, non abbiamo nessuna familiarità con i luoghi che circondano la nostra nuova casa. Avremo sempre sotto casa una farmacia, un tabaccaio ed un negozio di alimentari, ma il fatto che questi non siano i negozi originali a cui eravamo abituati ci rende più difficile relazionarci con il nuovo ambiente. Se avremo trovato una farmacia, un tabaccaio ed un negozio di alimentari che assomigliano da vicino a quelli della nostra città d'origine, ...

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opinione : Mondo virtuale e mondo reale
Inviato da Redazione il 11/11/2013 10:30:00 (6279 letture)

Non avevo mai abbracciato un estraneo.

Eppure, la cosa mi è venuta estremamente naturale, nel trovarmi di fronte ad amici che finora avevo conosciuto solo tramite Internet.

L’occasione è stata la proiezione del mio ultimo film, ieri a Roma. Fra le persone che sono intervenute c’era anche una ventina di iscritti a luogocomune, ed è stato emozionante trovarsi di fronte ad esseri umani veri e propri - con un volto, un sorriso, un’anima - che rimpiazzavano finalmente ciò che finora era stato solo un nick nel mondo virtuale.

C’era un iscritto con il quale ci siamo beccati svariate volte, in rete, ma trovandomi di fronte a lui ho sentito di avere di fronte un fratello.

C’erano due ragazzi che sono venuti in macchina da Milano “non per vedere il film, quello l’abbiamo già visto tre volte”, ma semplicemente per incontrarsi e stare insieme 5 minuti.

C’erano diversi rappresentanti della lotta alle scie chimiche, ...

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opinione : La prospettiva temporale
Inviato da Redazione il 26/10/2013 21:20:00 (6752 letture)

AVVISO: Proiezione del film a Roma il 10 novembre.

***************

Quando si è bambini, si hanno notevoli difficoltà nell’inquadrare nella giusta prospettiva le età delle altre persone.

Quando abbiamo dieci anni, riusciamo a vedere al massimo tre o quattro categorie di età diverse dalla nostra. Ci sono “i piccoli”, ovvero quelli che hanno meno anni di noi, ci sono “quelli più grandi di noi”, che hanno magari 12 o 13 anni, ci sono “i grandi” veri e propri - una categoria che comprende indistintamente tutte le persone fra i 18 e i 45 anni - e poi ci sono “i vecchi”, che sono tutti quelli con qualche ruga sul volto ed i capelli bianchi.

Per un bambino di 10 anni non c’è nessuna differenza fra un adulto di 25 e uno di 35 anni. Per lui sono due “grandi” e basta. Per un bambino di 10 anni non c’è nessuna differenza fra un anziano di 65 anni e uno di 90: per lui sono due “vecchi” e basta. Poi, man mano che si cresce, si impara a cogliere meglio le differenze, il senso critico si affina, e cominciano le distinzioni più sottili. Quando arrivi a 20 anni sai benissimo quale sia la differenza fra corteggiare una ragazza di 18 anni e corteggiarne una di 28. (Le tue probabilità di successo diminuiscono in maniera rovinosa, con ogni anno che aggiungi alla sua età).

Man mano che cresci e diventi adulto, riesci a determinare l’età di una persona con uno scarto sempre minore, ...

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opinione : Tre piccoli episodi, un buon segnale?
Inviato da Redazione il 15/10/2013 22:10:00 (9042 letture)

Dal giorno del mio rientro in Italia sono accaduti alcuni piccoli episodi che vi vorrei raccontare.

Il primo è successo all’aeroporto di Fiumicino, mentre mi imbarcavo su un volo nazionale, per raggiungere la mia destinazione finale. Uno degli addetti al controllo di sicurezza stava rovistando nel mio bagaglio a mano, quando è scivolato fuori un cofanetto con i miei DVD intitolato “Le grandi menzogne della storia”. Lui ha guardato la foto sul retro del cofanetto, mi ha guardato in faccia e mi ha detto: ”Ma lei è quello dell’11 settembre, l’ho visto in televisione!” Sorridendo, io ho risposto ”Sì, in effetti sono io il rompicoglioni”. “Macchè rompicoglioni – mi dice lui, abbassando un pò la voce – io ho seguito tutta la storia, e sono pienamente d’accordo con lei. Quelle torri non potevano venire giù in quel modo, è evidente.”

Inutile dire che il cofanetto non è mai rientrato nel mio bagaglio, ma è finito in omaggio all’addetto che lo aveva casualmente scovato fra le mie cose.

Qualche giorno dopo mi trovavo nell’ufficio di un concessionario, dove stavo facendo l’assicurazione per la macchina. [...]

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opinione : La procedura di morte
Inviato da Redazione il 6/10/2013 9:00:00 (16568 letture)

[Ripubblico questo articolo del 2010 in seguito ad un messaggio postato da un utente nei commenti liberi.]

Oggi ho dovuto portare il mio cane a praticare l’eutanasia. La sua condizione medica era ormai irreversibile, stava soffrendo molto, e non mi restava altra soluzione.

Quando sono arrivato alla clinica per animali, il veterinario in servizio lo ha esaminato, e mi ha confermato la diagnosi: cercare di tenerlo in vita avrebbe semplicemente significato prolungare le sue sofferenze. A quel punto ho deciso che gli venisse praticata l‘iniezione letale.

E’ così cominciato uno strano balletto, in cui si metteva ufficialmente in atto la procedura di morte.

Prima è venuto un dipendente della clinica, che mi ha fatto firmare l’autorizzazione a praticare l’eutanasia, e mi ha chiesto se desiderassi riavere indietro le ceneri. Gli ho risposto di no. Poi si sono presentati due infermieri, che dovevano preparare il cane a ricevere l’iniezione, inserendogli un catetere nella zampa. Quando sono usciti, uno di loro mi ha guardato velocemente, e mi ha detto “sorry”, mi dispiace. Poco dopo è entrato un nuovo personaggio, che mi ha chiesto se preferissi “regolare subito” i conti. Avrei voluto offendermi, ma non ne valeva la pena. Ho messo mano al portafoglio, e ho pagato. Una cifra più che onesta, fra l’altro. Evidentemente morire costa poco, ho pensato.

Poi sono rimasto solo. Solo con il mio cane. [...]

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opinione : L' "avventura americana"
Inviato da Redazione il 29/9/2013 19:00:00 (9627 letture)

Venti anni fa un taxi percorreva Aviation Boulevard, il grande viale che conduce dall’aeroporto di Los Angeles al centro della città. Su quel taxi c’era una famiglia di italiani, che si stavano trasferendo a vivere negli Stati Uniti: marito e moglie quarantenni, una figlia di sei anni e un figlio di tre. Un pò per motivi personali, un po’ per motivi professionali, avevamo deciso di tentare “l’avventura americana”.

Avevamo qualche soldo in tasca, e la vita sembrava sorriderci da qualunque lato la si guardasse.

I motivi professionali che ci avevano spinto al grande salto derivavano dal mio lavoro, cioè il cinema. Dopo aver fatto alcune esperienze in Italia, avevo capito che per procedere era necessario “accasarsi” politicamente ad uno dei clan di regime, è questo per me non era accettabile. Partendo per Los Angeles mi ero detto: “Preferisco non fare più un solo film nella vita perchè non sono bravo abbastanza per farlo, piuttosto che non farlo perchè non lecco il culo alla persona giusta.” Per fortuna, mia moglie fu pienamente d’accordo con me.

Le motivazioni personali riguardavano i nostri figli: volevamo che crescessero in un ambiente che offre ai giovani mille orizzonti e possibilità, e non in un ambiente – come quello italiano – che tarpa le ali ai giovani prima ancora che siano in grado di volare.

Comprammo una casetta, ed iniziammo la nostra avventura. [...]

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opinione : Il sacrificio individuale
Inviato da Redazione il 22/8/2013 22:10:00 (7689 letture)

Vi sono infiniti casi nella storia nei quali una persona ha creduto di poter dare un contributo importante alla causa in cui credeva, sacrificando la propria vita.

Purtroppo i risultati non sono mai quelli sperati.

Il soldato Bradley Manning, responsabile per aver divulgato tonnellate di informazioni segrete sulle operazioni illegali degli americani in Afghanistan, ha dichiarato di aver compiuto il suo gesto perchè questo "avrebbe cambiato il mondo, dando inizio ad un dibattito sulla politica estera degli Stati Uniti e dei suoi militari."

L'unico risultato che ha ottenuto invece è stato quello di prendersi 35 anni di prigione, che intendono non soltanto punire lui, ma mandare anche un chiaro messaggio a chiunque altro pensasse di fare una cosa del genere.

Un paio di anni fa, in Germania, una donna affetta dal Morgellons si suicidò lanciandosi da un pallone aerostatico, ...

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