COME NACQUE LA FESTA DELLA DONNA

Los Angeles 8.3.2004 - Oggi è la festa delle donne e qui nel Campus, per quanto la cosa passi
abbastanza inosservata, è da un paio di giorni che si vedono ragazze
con grossi fiori bianchi infilati accuratamente tra i capelli (la
mimosa è più una tradizione nostrana).
Oggi, care donne, è il vostro giorno di libera uscita. Già me lo
immagino. Ristoranti di classe, pizze collettive tra amiche, locali
trasgressivi con allegato spogliarellista che si struscia su ogni
signora per evitare che qualcuna ci rimanga male. Insomma. Per oggi i
ruoli si invertono. Giocate a fare gli uomini, amate il branco, la
comitiva, il sesso fine a se stesso. Godetevi queste ventiquattro ore
di uguaglianza, anzi di disuguaglianza al contrario, che poi domani si
torna a casa a servire e riverire il vostro bel maritino che è stato
tanto carino da concedervi questo strappo alla regola, ma che starà lì
ad aspettarvi e a ricordare con un semplice sguardo che siete e
resterete cittadine di serie B.
È veramente questo che intendete per parità? Allora sentite questa
storiella e meditate. Marzo 1908, New York, le operaie dell’industria
tessile...