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Re: Il miracolo di Portland
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Re: Il miracolo di Portland
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Re: Il miracolo di Portland
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Re: Il miracolo di Portland
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elezioni Usa : L’altro Obama – Intervista a W.Tarpley
Inviato da Redazione il 24/1/2009 7:20:00 (10205 letture)

Webster Tarpley è il principale propugnatore della teoria che vede Barack Obama come un prodotto di laboratorio, coltivato per lunghi anni dal gruppo politico di Zbigniew Brezinsky, e ora impostoci alla Casa Bianca con una sofisticata operazione di “marketing ideologico”, in cui la facciata del “cambiamento” serve solo a coprire una realtà di aggressione imperialista ancora peggiore di quella che abbiamo vissuto negli ultimi otto anni.

Sotto Obama – secondo Tarpley – l’America riporterà in auge quella politica di destabilizzazione globale il cui scopo ultimo è demolire una volta per tutte l’impero russo. Non potendo attaccarlo militarmente, questa strategia prevede inizialmente la frantumazione del Pakistan – alleato-chiave della Cina in Asia – e poi la riduzione dell’afflusso di petrolio africano verso la Cina, per obbligare quest’ultima a rivolgersi ai territori siberiani, alla ricerca di petrolio, trovandosi così in conflitto diretto con la Russia.

In questa intervista Tarpley spiega anche che la chiave di volta di tutta l’operazione è quella di riuscire a mettere l’Iran contro la Russia stessa, attraverso un’alleanza di cui farebbe le spese Israele, …

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elezioni Usa : Tu voterai per me… finchè lo dico io!
Inviato da Redazione il 3/1/2009 10:00:00 (5813 letture)

Credevano di aver capito tutto, quelli che dicevano che Obama era “un prodotto di laboratorio”, creato apposta dai “burattinai” dei piani alti per dare al popolo l’illusione di un cambiamento inesistente (non parliamo poi di quelli come me, che credevano addirittura che Obama avesse vinto per il maggior numero di voti conquistati). E invece salta fuori che l’illusionista era proprio lui, il caro Obama, e la vittima inconsapevole era l’intero popolo americano.

Un documento che circola in rete rivela infatti che Obama avrebbe vinto le elezioni grazie a sofisticatissime tecniche di persuasione occulta, “rubate“ in qualche modo agli specialisti della PNL, e applicate per tutta la campagna elettorale in modo cinico e sistematico.

Il documento che denuncia questo scandalo si intitola: “Analisi dell’uso di tecniche nascoste da parte di Obama nei suoi discorsi”, e il suo sottotitolo recita: “Ecco le prove. Questo documento contiene oltre 60 pagine di prove e di analisi, che dimostrano l’uso da parte di Obama di un metodo, poco conosciuto e altamente efficace, di una forma di manipolazione ipnotica intesa al “sequestro” [mentale, si suppone] di milioni di americani inconsapevoli, e rivela ciò che soltanto pochi psicologi ed esperti di ipnosi/PNL conoscono”.

Affrontiamo quindi il testo con la dovuta serietà, perchè lo merita sicuramente. (In certi casi riporto il termine originale, fra parentesi quadre, chiedendo a chi è esperto in PNL ...

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elezioni Usa : L’America è cresciuta
Inviato da Redazione il 5/11/2008 1:20:00 (7316 letture)

Solo chi non conosce bene la storia americana può non apprezzare fino in fondo il significato storico della vittoria di Barack Obama.

Basti pensare che solo 40 anni fa i suoi genitori – un nero e una bianca – non avrebbero potuto nemmeno viaggiare insieme in autobus da una città all’altra degli Stati Uniti.

Basti pensare che 40 anni fa fece scalpore un film in cui un nero (Sidney Poitier) decideva di sposarsi con una donna bianca.

Basti pensare che 40 anni fa i neri americani non avevano ancora acquisito il diritto universale di votare.

Eppure, poco prima di essere ucciso, Robert Kennedy dichiarò: “Entro 40 anni un nero potrà diventare presidente di questa nazione”. Era il 1968, a 40 anni esatti da oggi.

Ma la grandezza di Barack Obama - e quello che gli ha permesso di vincere – è stata di non impostare una campagna elettorale nel nome di una eventuale “rivincita” dei neri, ma della semplice affermazione dei valori di eguaglianza espressi dalla Costituzione.

Nel discorso di ringraziamento, infatti, Obama ha esordito dicendo: “Se c’è ancora qualcuno che pensa che in questa nazione esistano traguardi irraggiungibili per il cittadino qualunque, la serata di oggi contiene la sua risposta”.

Ora, sappiamo tutti bene che il “cittadino qualunque”, per poter raggiungere quei traguardi, deve prima scendere a compromessi non da poco, ma a questo punto bisogna introdurre una importante distinzione ...

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elezioni Usa : L'America sceglie il suo futuro - e anche un pò del nostro.
Inviato da Redazione il 1/11/2008 5:40:00 (4078 letture)



Fra 4 giorni gli Stati Uniti voteranno il loro nuovo presidente. La situazione nel paese è particolarmente tesa e carica di aspettative. L’ipotesi di un presidente nero – che viene definita da tutti una “pietra miliare”, se divenisse realtà - può risultare insignificante solo a chi non conosca da vicino la storia degli Stati Uniti.

Barack Obama infatti è decisamente in vantaggio nei sondaggi, ma nessuno osa ancora parlare di una sua eventuale vittoria come di un fatto reale. Il conservatore (specialmente se razzista) non riesce ancora a rassegnarsi, il progressista non osa ancora sperarlo.

Una vittoria di Obama significherebbe – a grandi linee – un ritorno alla politica di Clinton: riduzione dei “favori” alle grandi corporations, e aumento degli incentivi alla middle class, nella convinzione che l’economia funzioni meglio se alimentata dal basso verso l’alto, e non viceversa. Una vittoria di McCain – che ha dovuto letteralmente vendersi alla destra conservatrice, per avere il loro appoggio – significherebbe invece un proseguimento dello status quo, con la forbice sociale che continua ad allargarsi, fino a rischiare la rottura. In politica estera, sempre a grandi linee, vedremmo la fine dell’unilateralismo e un ritorno alla diplomazia anteposta all’uso dell’esercito, e non viceversa.

A destra si continua a ripetere che i sondaggi sono fasulli, e che più di una volta nella storia il risultato finale li ha completamente smentiti. A sinistra cresce la paura di un’altra frode elettorale, ...

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elezioni Usa : Colin Powell affonda John McCain
Inviato da Redazione il 20/10/2008 5:53:13 (3348 letture)

Un’altra dura mazzata per John McCain è arrivata ieri da Colin Powell, che ha scelto “Meet the Press” – la tribuna politica più importante in America – per annunciare il suo appoggio ufficiale a Barack Obama. E lo ha fatto in modo rumoroso.

A danneggiare McCain non è solo il fatto che Powell sia una rispettata ed autorevole figura del partito repubblicano, ma sono stati i contenuti stessi del suo breve annuncio, nel quale ha riassunto in pochi minuti tutte le critiche più pesanti giunte a McCain nelle ultime settimane da ogni parte dello spettro politico.




Naturalmente Powell, l’ex-ministro degli esteri che ai tempi della campagna d’Iraq fu letteralmente estromesso dalla junta di Cheney e Rumsfeld, non ha dimenticato di lanciare chiare accuse anche ai neocons, ...

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elezioni Usa : E’ in arrivo una “October Surprise”?
Inviato da Redazione il 17/10/2008 8:50:00 (4233 letture)

C’è una strana calma nell’aria, dopo la conclusione nei dibattiti televisivi fra Barack Obama e John McCain – che sono risultati fatali per il secondo - e non lascia presagire nulla di buono.

L’imprevedibile (?) svolta economica, che nell’arco di due settimane ha portato Barack Obama ad un vantaggio ormai praticamente incolmabile, rischia di mettere in moto un disperato colpo di coda da parte di coloro che non vogliono rassegnarsi ad una presidenza del senatore nero di Chicago.

La vera “tragedia“ infatti, per i repubblicani, non è soltanto la probabile vittoria di Obama, ma il fatto che nel contempo i senatori repubblicani che andranno alla rielezione (circa una decina) hanno probabilità minime di essere rieletti. Questo significherebbe, nella migliore delle ipotesi, un parlamento a maggioranza democratica rafforzata (la maggioranza già ce l’hanno, ma ora è risicata), che sarebbe libero di fare praticamente tutto quello che vuole. Nella peggiore delle ipotesi invece i repubblicani rischiano addirittura di vedere trasformato quel “praticamente“ in un “assolutamente“.

Se infatti i democratici riuscissero a conquistare 60 seggi al Senato, ai repubblicani non resterebbe nemmeno la possibilità di praticare il cosiddetto filibuster (ostruzionismo parlamentare), ultima spiaggia per chi vuole opporsi al passaggio di una nuova legge, per cui si troverebbero in totale balia del partito avversario.

Questa ipotesi, sommata all’immagine di un “negro“ alla Casa Bianca, ...

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elezioni Usa : Dibattito Palin-Biden: vincono tutti, perde McCain.
Inviato da Redazione il 3/10/2008 10:10:00 (5721 letture)

Si è concluso da poco l’atteso dibattito fra i vice- presidenti candidati, Sarah Palin e Jo Biden.

Non c’è stato il tonfo della Palin che molti si aspettavano, grazie anche alla formula - particolarmente compiacente verso di lei - che impediva ai candidati di rivolgersi direttamente la parola, come nel caso di Obama e McCain. Le domande inoltre erano tutte assolutamente prevedibili.

Ma la vera sorpresa è arrivata da Jo Biden, che ha comunque dato una dimostrazione di esperienza e di fermezza retorica tali da mettere comunque sotto la rivale, su praticamente tutti gli argomenti proposti.

I sondaggi generali, rilevati a caldo, danno una secca preferenza di 51 punti percentuali a Jo Biden, e soli 34 alla Palin (il resto sono indecisi).

Questo significa, in termini elettorali, che non è cambiato praticamente nulla, mentre Obama continua a guadagnare punti negli stati-chiave, ed anche in quelli che fino a poco tempo fa pendevano a favore di McCain. Con grande clamore (e malcontento, da parte dei repubblicani), proprio oggi McCain ha rinunciato a proseguire la campagna elettorale in Michigan – uno stato fino a ieri a suo favore – che in pochi giorni è passato decisamente dalla parte di Obama.

Se si votasse oggi, Obama vincerebbe di larga misura le elezioni, e finchè i democratici riusciranno a mantenere caldo il “problema economico“, è inevitabile che McCain continui a perdere terreno su tutto il fronte.

Tornando al dibattito: è vero che la Palin ha saputo salvare la faccia, evitando figuracce come quelle recenti sulla sua esperienza in politica estera (“dalle coste dell’Alaska vediamo la Russia”), ...

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elezioni Usa : Il fattore Palin: ridere per non piangere
Inviato da Redazione il 29/9/2008 5:50:00 (7887 letture)

Per chi le segue da vicino, le elezioni americane si sono trasformate da un normale esercizio di analisi socio-politica in puro e semplice divertimento collettivo. Il motivo di questo cambiamento si chiama Sarah Palin.

Scelta a sorpresa contro un pool di candidati decisamente più preparati e legittimi, Sarah Palin ha inizialmente “infiammato” la base repubblicana, con un discorso di presentazione alla Convention che ha fatto tremare i democratici di tutto il paese: fondamentalista religiosa che implora Dio perchè l’Alaska abbia il suo oleodotto, contraria all’aborto anche nei casi di incesto e violenza sessuale, la cacciatrice di caribù con tailleur di Valentino ha fatto impazzire i beer-bellies (i panzoni gonfi di birra) del Sud razzista e maschilista, che indossavano orgogliosi dei distintivi elettorali con il volto della Palin e la scritta “Hottest VP“ (“la più bollente vicepresidente”).

McCain – che era stato messo abilmente in corner da Obama con la scelta di Joe Biden - veniva acclamato come “genio” della propaganda elettorale, e i sondaggi nazionali lo vedevano scavalcare Obama, prendendogli un vantaggio di addirittura 4 o 5 punti in un colpo solo. Roba che in tempi normali si ottiene soltanto con due settimane di dura campagna elettorale, visitando almeno una dozzina di stati diversi.

Ammutoliti, i commentatori democratici si guardavano esitanti, e solo i più coraggiosi osavano suggerire che “forse, passato l’entusiasmo, scopriremo veramente quanto vale questa Palin”.

Ebbene, l’entusiasmo è passato, anche perchè nel frattempo c’è stata l’esplosione della bolla finanziaria – quanto casuale?, si domandano alcuni – a riportare tutti con i piedi per terra. E nel frattempo Sarah Palin, dopo aver resistito a lungo con scuse diverse, ha finalmente dovuto accettare di essere intervistata ...

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elezioni Usa : Un veleno chiamato Clinton
Inviato da Redazione il 27/8/2008 9:50:00 (5413 letture)

(Segue: Possibile attentato a Obama?)

Se Barak Obama perderà le elezioni di novembre la colpa sarà stata certamente di Hillary Clinton, che non ha saputo digerire la sconfitta subita nelle primarie, rigurgitando tutto il suo veleno nell’attesissimo discorso che ha concluso poche ore fa alla Convention democratica di Denver. E’ avvenuto cioè quello che molti temevano ma nessuno osava confessare, e che rischia ora di dividere profondamente la base elettorale, regalando un altro quadriennio “gratuito” ai repubblicani.

Facciamo un passo indietro, per chi non avesse seguito da vicino tutto il melodramma democratico: grande favorita all’inizio delle primarie, la Clinton si è vista superare alle prime tornate dall’ “underdog” Barak Obama, e da quel momento non è più riuscita a recuperare lo svantaggio, vedendo così svanire una presidenza che reputava già sua. Nel frattempo aveva però raccolto 18 milioni di voti, battendo il record assoluto nella storia delle primarie americane (Obama ne ha raccolto circa 300.000 in meno, ma ha comunque vinto la nomination grazie al complesso meccanismo dei delegati).

Incapace di perdere con eleganza, la Clinton ha trasformato l’ultima parte del confronto elettorale in una specie di rissa a senso unico, nella quale ha fatto di tutto per dipingere un’immagine negativa di Barak Obama, che ora si ritorce contro il candidato democratico: basti pensare che i repubblicani usano oggi, nei loro spot pubblicitari, gli stessi spot pubblicitari che la Clinton aveva lanciato contro Obama. Non contenta, alla fine della corsa la Clinton ha fatto comunque pesare la sua vittoria nel voto popolare, ...

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elezioni Usa : Obama muove, e il nero vince?
Inviato da Redazione il 23/8/2008 8:30:00 (4112 letture)

Barak Obama ha fatto la mossa che forse gli permetterà di vincere la Casa Bianca, nonostante la preoccupante “inversione termica” registrata ultimamente nei sondaggi nazionali: ha scelto il Senatore Joe Biden come vicepresidente candidato. Con un colpo solo quindi Obama a) si è messo al riparo da futuri attacchi sulla sua inesperienza in materia di politica estera (Joe Biden è senatore da 35 anni, ed è attualmente il presidente della commissione senatoriale per gli affari esteri), b) si è prenotato la vittoria in uno degli stati ancora in bilico (la Pennsylvania, in cui Biden è nato), e c) ha preso accanto a sè uno dei più accaniti combattenti che siano mai comparsi sulla pubblica scena americana negli ultimi anni (Biden è in grado di sferrare cazzotti poderosi agli avversari, senza mai perdere un’oncia del suo leggendario “aplomb”).

Ma soprattutto, la mossa di Obama potrebbe obbligare McCain ad una scelta che potrebbe anche rivelarsi fatale per lui: candidare Mitt Romney alla vicepresidenza, per il “ticket” repubblicano. In un’epoca infatti in cui i dibattiti fra i vice-presidenti cominciano ad avere un peso effettivo sull’esito finale della votazione, ...

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