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elezioni Usa : COME FUNZIONANO LE ELEZIONI AMERICANE
Inviato da Redazione il 29/10/2004 7:19:22 (15947 letture)

COME FUNZIONANO LE ELEZIONI AMERICANE

Con una mappa, aggiornata ad oggi, dei sondaggi stato per stato, nei quali Bush è in leggero vantaggio.


Le elezioni americane funzionano decisamente male, e lo abbiamo potuto constatare proprio quattro anni fa, con il caso della Florida. Bisogna però riconoscere che, per l'età che hanno, è già un miracolo che funzionino del tutto. Quella americana infatti è stata la prima costituzione mai scritta nella storia (1793), e fu quindi la prima volta in assoluto che un gruppetto di "illuminati" si ritrovava a tu per tu con dei problemi certo non indifferenti - sia ideologici che tecnici - complicati inoltre dal fatto che la nazione fosse appena uscita da una lacerante guerra civile, le cui ferite non si sono ancora rimarginate del tutto nemmeno oggi.

Il primo principio che fu stabilito - e che oggi sembra tanto una banalità - fu "one person, one vote". Ma dal dire al fare… In quel periodo infatti non solo non c'erano i fax, la radio o l'internet, ma non c'era nemmeno ancora il telegrafo (stava venendo inventato proprio in quegli anni), e quindi l'unica soluzione a cui si riuscì a pensare fu che ciascuno stato mandasse a Washington dei delegati, lasciando a loro…

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elezioni Usa : E SE FOSSE DIO A DECIDERE LE ELEZIONI?
Inviato da Redazione il 25/10/2004 17:39:00 (5527 letture)

E SE FOSSE DIO A DECIDERE LE ELEZIONI?

Chi "crede in Dio" non avrà certo bisogno di essere convinto che il risultato delle elezioni, come qualunque altro evento terreno, faccia parte di una volontà e di un disegno superiori. Ma anche chi "non crede in dio", a questo punto può cominciare a sospettare che potrebbe essere "lui" l'ago della bilancia per il voto della prossima settimana.

I sondaggi più recenti, che ormai stanno setacciando in ogni direzione gli "swing-states" (gli stati ancora in gioco), avrebbero infatti confermato che una grossa fetta di elettori indecisi si trova nel cosiddetto "Chistian center", cioè quel segmento di popolazione profondamente religiosa che non appartiene necessariamente alla destra evangelica sudista, che invece vota compatta per Bush.

Stiamo parlando sia di cattolici come di protestanti, ma anche fra gli ebrei e fra gli stessi musulmani ...

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elezioni Usa : SIAMO 49 A 49
Inviato da Redazione il 14/10/2004 8:22:53 (5536 letture)

SIAMO 49 A 49

Nel terzo ed ultimo confronto televisivo, che aveva come tema esclusivo la politica interna, la squadra di Bush era scesa in campo con il dichiarato intento di portare a casa un pareggio. Quattro milioni di disoccupati, trenta milioni di americani senza assicurazione medica, quindici milioni di persone sotto la soglia di povertà, tre miliardi di dollari di deficit (più i quattro di surplus lasciati da Clinton e ora scomparsi) non permettevano certo un atteggiamento spavaldo da parte del presidente in carica.

Eppure Kerry, come già in precedenza, ha faticato molto più del previsto per portare a casa quello che doveva essere comodamente alla sua portata. E mentre i sondaggi a caldo, sul dibattito di stasera, gli danno dai 5 ai 10 punti di vantaggio, il nuovo sondaggio nazionale sulla preferenza generica fra i due è riuscito soltanto a livellarsi su un perfetto 49 a 49 (se fossero i media ad aver orchestrato il tutto, non avrebbero certo saputo fare di meglio). Ovvero, sul quel due per cento di votanti ancora indecisi si dovrebbero ora concentrare le ultime due settimane di campagna elettorale.

Ma probabilmente non andrà così. I repubblicani infatti non possono assolutamentre permettersi di arrivare al 2 Novembre con un margine così risicato, e le statistiche stesse dicono…

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elezioni Usa : NON SEMPRE L'INTELLIGENZA È UN VANTAGGIO
Inviato da Redazione il 9/10/2004 7:07:37 (5628 letture)

NON SEMPRE L'INTELLIGENZA È UN VANTAGGIO

Kerry è sicuramente una persona intelligente, colta e preparata. Bush… deve avere sicuramente tante altre belle qualità. Ma nel caso di questo secondo scontro fra i due candidati alla guida del mondo, essere nei panni del primo non è stato necessariamente un vantaggio.

Come già avevamo detto in occasione del primo scontro, si è di nuovo assistito a due concerti incrociati, in contemporanea, ma su due scale tonali completamente diverse. Con una differenza, però, questa sera: ogni volta che Kerry cercava, con onestà perlomeno ben recitata, di "spiegare" il suo approccio ad un certo problema, ne rivelava automaticamente la complessità, ed implicitamente si identificava con la difficoltà nel risolverlo.

Quando toccava invece a Bush affrontare una situazione simile, ...

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elezioni Usa : IL MASTINO E LA VIPERA
Inviato da Redazione il 6/10/2004 7:47:21 (7368 letture)

[lib align=left]mast.jpg[/img]IL MASTINO E LA VIPERA

Concluso il dibattito TV, fra Cheney ed Edwards, per la vice-presidenza USA.

Questa volta secondo me la vittoria c'è stata, ed è un secco due a zero per Edwards, che va a sommarsi alla leggera ma costante erosione di credibilità che Bush sta subendo in seguito al suo primo dibattito con Kerry. Quando dico vittoria, ovviamente, mi riferisco alla reazione del pastore dell'Ohio, della casalinga del Minnesota, o del contadino del Kentucky: sono loro infatti che decideranno l'elezione, e sono loro che hanno assistito stasera ad un vero e proprio dibattito fra due esseri raziocinanti, ovvero il mastino Cheney, nel ruolo di carro armato, e la vipera Edwards, in quello di Arcangelo Gabriele.

Il mastino però, in realtà, non è mai riuscito a mordere a fondo, perchè Edwards è stato abbastanza scaltro da metterlo sulla difensiva sin dall'inizio. E quando Cheney ha creduto di trovare un attimo di respiro, ed ha provato a reagire ...

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elezioni Usa : IL PRIMO SCONTRO KERRY-BUSH FINISCE UNO A ZERO. PER TUTTI E
Inviato da Redazione il 1/10/2004 6:52:14 (2586 letture)

IL PRIMO SCONTRO KERRY-BUSH FINISCE UNO A ZERO. PER TUTTI E DUE

Sottolineando ancora una volta le profonda spaccatura ideologica che c'è oggi in America, si può dire che Kerry e Bush si siano sonoramente sconfitti a vicenda, nel primo dei tre dibattiti previsti prima delle elezioni, conclusosi da poche ore.

Lo scontro infatti non era, come ci si potrebbe aspettare, sulla politica estera, piuttosto che sulla guerra in Iraq o sul modo di combattere il terrorismo mondiale. Quelli erano solo i temi previsti per la serata, grazie ai quali si sono nuovamente affermati i due tipi di mentalità, assolutamente inconciliabili, che caratterizzano la spaccatura di cui parlavamo.

Da una parte hai il progressista, che ragiona induttivamente, e giunge alle sue conclusioni - giuste o sbagliate che siano - partendo da quella che ritiene essere la realtà di fatto: questa è la situazione - dice - quindi io farei cosi cosi e cosà.

Dall'altra hai il conservatore, che ragiona invece deduttivamente, e che cerca in qualche modo di adattare la realtà di fatto a quelle premesse che non può in nessun modo permettersi di cambiare. Siccome siamo venuti in Iraq a portare democrazia - dice lui - quello che vediamo non può che essere uno scalino del percorso che ci porterà a quella destinazione.

Ecco alcuni fra gli scambi più significativi avvenuti fra i due candidati. ...

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elezioni Usa : BUSH ASCOLTA LA PROPRIA VOCE
Inviato da Redazione il 3/9/2004 8:01:24 (2352 letture)

[lib]bconv400.jpg[/img]

BUSH ASCOLTA LA PROPRIA VOCE

03-09-04 - Finalmente, in conclusione della convention repubblicana che lo nomina ufficialmente candidato presidenziale, Bush ha parlato. Nel senso che la bocca si muoveva, dei suoni uscivano, e qualcuno là fuori applaudiva. Che poi abbia anche detto qualcosa, è tutta un’altra faccenda. Ma è ormai evidente, visto che i polls in molti stati-chiave si ostinano a rimanere in bilico fra lui e Kerry, che per mezza America un manichino vuoto come lui basta e avanza.

Viene davvero da chiedersi, al di là della personale preferenza politica, come sia possibile che una persona decisamente modesta, chiaramente limitata, e palesemente non in controllo di un solo gesto che compie, riesca comunque ad illudere mezzo continente americano ...

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elezioni Usa : IN TRE PAROLE BUSH ROVINA TUTTO
Inviato da Redazione il 31/8/2004 21:24:55 (2702 letture)

IN TRE PAROLE BUSH ROVINA TUTTO

31.08.04 - Se non fosse che ci va di mezzo il futuro dei nostri figli, ci sarebbe da spanciarsi dalle risate dal mattino alla sera. L’intera convention repubblicana, che inizia oggi, era stata pensata dalle eminenze grigie della Casa Bianca, guidate da Karl Rove (nella foto con Bush), fin nel più minimo dettaglio. Prima di tutto, la scelta della sede stessa, tanto rischiosa quanto obbligatoria: New York. Per una campagna d’autunno incentrata sulla lotta al terrorismo – questa è la chiave scelta dal think tank del presidente per la propaganda elettorale – non si poteva che tornare sul luogo del delitto, e cercare di risvegliare nella gente quelle paure che in molti non sono ancora del tutto sopite. Il rischio stava nel voler andare a giocare la partita nella tana del leone: la California e New York sono i due stati democratici per eccellenza, e le manifestazioni di ieri, con quasi un milione di persone a dimostrare contro Bush per le strade di Manhattan, lo hanno confermato. Ma la gara elettorale è mediatica, e non fisica, e la presidenza si vince nei televisori, non nelle strade; giustamente quindi devono aver fatto il calcolo che, una volta passata la buriana iniziale, la strada per il successo sarebbe stata tutti in discesa.

Peccato che questa volta si siano dimenticati di mandare Bush a leggere le favole in qualche scuola elementare della Florida, ...

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elezioni Usa : LE SQUADRE SONO FATTE
Inviato da Redazione il 8/7/2004 22:18:00 (2245 letture)

LE SQUADRE SONO FATTE

Alla fine Kerry ha optato per Edwards come suo “running mate” alle presidenziali. Lo ha annunciato ieri mattina a Pittsburgh, in Pennsylvania, dopo aver creato una intelligente tensione sull’argomento, che gli ha consentito di essere al centro dell’attenzione dei vari network per tutta la giornata. Difficilmente poteva fare una scelta migliore, e senza dubbio è stata molto meditata. Lo stesso concorrente che gli aveva dato il maggior filo da torcere durante le primarie, è stato selezionato da una lista di venticinque papabili, tra cui spiccavano nomi di rilievo come quello dell’onnipresente Hilary Clinton, o del leader democratico Dick Gephardt. Una scelta intelligente poichè che gli consente di ricompattare la base elettorale, in vista di una campagna lunga e difficile, e soprattutto di guadagnare i consensi in alcuni stati-chiave del Sud, dove la vittoria tra Kerry e Bush sarà decisa da una manciata di voti.

Nato in South Carolina, ed eletto per la prima volta senatore nel North Carolina, Edwards è un uomo che non fa nulla per mascherare il suo caratterisctico accento del Sud. Può così compensare quel difetto genetico-culturale che non rende troppo gradito John Kerry, ricco "lord" del New England, ad un popolo che non elegge un presidente nordista dall’epoca di Kennedy. Troppo raffinato, troppo colto, ....

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elezioni Usa : ESPLODE FAHRENHEIT, VINCENDO ADDIRITTURA FUORI CASA
Inviato da Redazione il 28/6/2004 8:47:03 (2688 letture)

ESPLODE FAHRENHEIT, VINCENDO ADDIRITTURA FUORI CASA



28.06.04 - Al di là delle più rosee previsioni dello
stesso Michael Moore, il suo film-documentario anti-Bush ha portato a
casa nel week-end di apertura ben 21 milioni di dollari, battendo tutti
i grossi film commerciali in programmazione (che contano su un numero
di sale dieci volte superiore), e strapazzando qualunque record
precedente dei documentari stessi. (Il suo Bowling for Columbine,
Oscar dell’anno scorso, deteneva già il record di incassi
assoluto, con 21 milioni di dollari complessivi). Ma la cosa più
sorprendente – e forse l’elemento che potrà fare davvero la
differenza, ora di Novembre - è che il documentario non è
stato affatto ignorato dai sostenitori di Bush, come invece prevedevano
tutti i “santoni” della comunicazione. Mentre alla Casa Bianca ci si
consolava dicendo “in fondo, lo andranno a vedere solo quelli che tanto
già votano per Kerry”, il botteghino ha registrato il tutto
esaurito addrittura ...

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elezioni Usa : LE CELLULE ADDORMENTATE COLPISCONO BUSH ALLA SPROVVISTA
Inviato da Redazione il 16/6/2004 9:44:27 (3198 letture)



LE CELLULE ADDORMENTATE COLPISCONO BUSH ALLA SPROVVISTA





Ma non sono quelle di Al-Queda



16.06.04 - Ormai potremmo definirla “la maledizione del boomerang”:
tutto ciò che i vari leader neo-cons nel mondo fanno per cercare
di tenere in piedi le loro bugie, prima o poi gli ritorna sulla nuca,
facendo il doppio del male che intendevano infliggere all’avversario.







Prendiamo la recente morte di Reagan, con tutto quello che è
avvenuto intorno a questa. Per un’intera settimana i media hanno
martellato la popolazione con immagini di repertorio, celebrazioni,
ricordi, eulogie, commemorazioni, spezzoni di film, salatini e bibite
ghiacciate. Insomma, sembrava che fosse morto di nuovo George
Washington in persona, ed alla squadra di Bush, che non vedeva l’ora di
tirare il fiato dopo intere settimane passate a parare colpi da tutte
le parti, non è sembrato vero poter cavalcare questo momento di
pausa emotiva, di targa schiettamente repubblicana. E a furia di
evocare anche quello che non è mai successo, la sceneggiata
mediatica ha finito per commuovere anche il più duro dei
democratici, con Bush che compariva dappertutto, apprezzando lodando e
ricordando Reagan come se l’avesse inventato lui in persona. Nel
contempo, si notava la scomparsa totale dagli schermi di John Kerry,
che fino al giorno prima aveva contribuito in prima fila a sparare
bordate impietose contro il presidente in carica.







Tutto questo si rifletteva in un violento balzo in avanti di Bush nei
sondaggi, nei quali raggiungeva un virtuale pareggio con Kerry, dopo
essere stato sotto di oltre 10 punti non più di una settimana
prima.







Ma a questo punto il boomerang esaurisce la sua missione, e inizia
silenziosamente il suo viaggio di ritorno...

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elezioni Usa : LA SCOMMESSA IMPOSSIBILE
Inviato da Redazione il 21/5/2004 13:15:06 (2391 letture)






LA SCOMMESSA IMPOSSIBILE



di Massimo Mazzucco



21-05.04 - Ve lo immaginate voi un Berlusconi, che annuncia che come
vice-premier, se vincerà le elezioni, vorrà al suo fianco
D’Alema?



Ecco, ultimamente a Washington gira una scommessa: quando a John Kerry toccherà
annunciare il suo prescelto per la vice-presidenza, indicherà il
senatore John McCain. Il quale è un politico tutto d’un pezzo
(qui già il parallelo con d'Alema traballa), che ha però il piccolo
difetto di essere un esponente di punta del partito repubblicano.



In teoria, la costituzione americana non impone restrizioni di alcun
tipo al candidato per la vice-presidenza, se non le stesse che impone
al presidente: nazionalità, fedina penale pulita, età
superiore ai 25, e l’essere nato su suolo americano (cosa che rode da
morire a Schwartznegger, perchè la alpi austriache non sono
ancora state conquistate dai Gi-Joe del Pentagono).



Ma perchè mai una scelta così illogica? Perchè in realtà illogica non lo è affatto. Anzi ...

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elezioni Usa : “’AFFANCULO GLI EBREI”? TUTTA ACQUA PASSATA!
Inviato da Redazione il 19/4/2004 1:40:18 (3232 letture)

“’AFFANCULO GLI EBREI”? TUTTA ACQUA PASSATA!

Durante la campagna elettorale di Bush padre, nel 1988, avvenne un fatto che fece scalpore in tutti gll Stati Uniti, ma soprattutto all’interno delle varie comunità ebraiche. In attesa di iniziare uno dei mille discorsi dal palco, Bush senior venne avvicinato da Alexander Haig (suo futuro ministro degli esteri), che gli disse qualcosa sottovoce. I due iniziarono una breve discussione, ma proprio in quel momento il tecnico audio decideva di fare la famosa “prova microfono”, e finiva così per rilanciare al mondo il seguente scambio privato:

Haig – .... ma in questo modo ci alieneremmo completamente il voto ebraico.

Bush – (Lett.) Affanculo gli ebrei! Tanto quelli per noi non votano comunque.

Oggi evidentemente le cose devono essere un pò cambiate. Ecco l’analisi di Fabio de Nardis:

Sono molti negli Usa a pensare che il recente cambiamento di rotta di Bush sulla questione israeliana sia interpretabile come una mossa per conquistare il consenso della comunità ebraica americana, in occasione delle prossime presidenziali. Sebbene gli ebrei americani rappresentino solo il 2% della popolazione, ed il 4% dell’elettorato, essi sono una componente elettoralmente attiva. Le statistiche mostrano infatti ...

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elezioni Usa : SCATTANO LE PRIMARIE USA. Cinque candidati democratici ...
Inviato da Mazzucco il 16/1/2004 12:37:25 (4449 letture)

[lib]5cand500.jpg[/img]

SCATTANO LE PRIMARIE USA. Cinque candidati democratici cercano la testa di Bush.

(Con una breve spiegazione del meccanismo elettorale americano).

20.1.04 - Il meccanismo elettorale americano è sostanzialmemte diverso dal nostro, soprattutto perchè si tratta di far votare non una nazione, ma una federazione di stati. C’è quindi, prima di tutto, l’esigenza di distribuire equamente il “peso” di ogni stato rispetto agli altri, e ciò viene fatto in base alla popolazione effettiva di ciascuno. (Ecco come la California o la Florida, fra i più popolosi, diventano stati fondamentali per vincere le presidenziali, mentre alcuni stati praticamentre deserti, come Alaska o Montana, spesso vengono completamente ignorati dai candidati in campagna elettorale).

Una volta stabilito che ogni stato vale un certo numero di punti sulla lavagna federale, sta poi a ciascuno decidere il metodo migliore per portare avanti le elezioni sul proprio territorio.

Le presidenziali vere e proprie saranno in Novembre, ma i partiti devono prima scegliere il proprio candidato, e questo avviene, su scala nazionale...

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