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Iraq : Emmanuel Kelly canta "Imagine"
Inviato da Redazione il 13/9/2011 5:40:00 (10491 letture)



Questo video rappresenta, a mio parere, una sintesi eccezionale di tutto quello che è la società mediatica di oggi.

Da una parte abbiamo il dramma personale – assoluto e incontestabile – di una vittima dell’imperialismo occidentale. Un bambino abbandonato in una scatola di scarpe, nato deforme a causa dei bombardamenti all’uranio impoverito effettuati durante la Prima Guerra del Golfo. (C'eravamo anche noi, non dimentichiamolo).

Poi abbiamo l’avventura umana di Moira Kelly, una donna eccezionale che ha dedicato la sua vita ad aiutare migliaia di vittime dell’ingiustizia e delle guerre nel mondo, come Emmanuel e suo fratello. Dopo aver lavorato con Madre Teresa, la Kelly ha promosso diversi interventi umanitari su larga scala, che le sono valsi svariati premi e riconoscenze.

Ed è qui che termina la vicenda individuale di queste persone, ...

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Iraq : Rummy tradisce “Dubia”
Inviato da Redazione il 4/2/2011 6:20:00 (5704 letture)

Chi l’avrebbe mai detto che una delle peggiori pugnalate alla schiena per George W. Bush sarebbe arrivata proprio dal suo prediletto Ministro della Difesa Donald Rumsfeld? Eppure sembra che sia così.

Sta infatti per uscire l’autobiografia di Donald Rumsfeld, intitolata “Known and Unknown” (“Cose note e cose sconosciute”), della quale il Washington Post ha pubblicato in anticipo qualche stralcio.

Fra questi, c’è l’affermazione secondo cui Bush avrebbe chiesto a Rumsfeld “di verificare i piani di invasione dell’Iraq dopo soli 15 giorni dagli attentati dell’11 settembre”. Nella propria autobiografia invece, l’ex-presidente Bush scrive di aver fatto quella richiesta a Rumsfeld solo sei settimane dopo.

Sembra una differenza da poco, ma due settimane dopo l’11 di settembre l’Afghanistan non era ancora stato nemmeno invaso, e la notizia che già si stesse preparando la guerra all’Iraq rafforza decisamente l’ipotesi – per molti già una certezza - che gli attentati alle Torri Gemelle avessero come finalità ultima i pozzi di petrolio di Saddam Hussein.

Di notizie su questa inspiegabile fretta di aggredire l’Iraq – che in realtà risale almeno al febbraio del 2001 - ne avevamo già trovate in abbondanza, come documentato dallo spezzone che segue,



ma finora erano giunte da personaggi, come Richard Clarke o Paul O’Neil, che si erano dichiarati contrari alla strategia di aggressione americana in Iraq. Ora invece abbiamo la conferma diretta …

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Iraq : Il “Soldato d’Inverno” Mike Prysner
Inviato da Redazione il 22/1/2011 6:20:00 (12574 letture)

La cosiddetta “Winter Soldier Investigation” fu una campagna di protesta condotta nel 1971 da alcuni reduci del Vietnam, che denunciarono pubblicamente i crimini di guerra e le atrocità commesse dai soldati americani in Indocina.

“Winter Soldier Iraq & Afghanistan” è una campagna simile, nata nel 2008 e ispirata a quella originale, nella quale i reduci delle guerre di Afghanistan e Iraq denunciano lo stesso tipo di atrocità e crimini di guerra perpetrati dall’esercito americano nelle recenti guerre in quei territori.

Naturalmente i grandi media ignorarono quasi del tutto la “Winter Soldier” originale, quanto hanno ignorato la sua versione più recente. Sanno bene che basterebbe passare in prima serata una testimonianza come quella che presentiamo di seguito, per vedere cambiare di colpo il volto della nazione – e probabilmente della storia stessa.


[All’interno il testo completo tradotto in italiano. SCARICA su arcoiris.tv la copia in HD]

E’ evidente che di fronte ad una lucida analisi come quella di Prysner …

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Iraq : Iraq: missione compiuta
Inviato da Redazione il 24/8/2010 8:30:00 (7509 letture)



Scarica il filmato in HD da arcoiris

Era iniziata con i fuochi artificiali, l’operazione “Might and Awe” (“Potenza e Stupore”), e avrebbe dovuto durare solo qualche settimana – giusto il tempo di arrivare passeggiando fino a Baghdad. E’ durata invece oltre sette anni, e finisce in questi giorni nello stesso modo inglorioso con cui si è trascinata per tutto questo tempo.

Il 18 agosto scorso l’ultimo battaglione “da combattimento” americano ha lasciato l’Iraq, varcando il confine con il Kuwait. Il 30 agosto si concluderà ufficialmente la missione “Iraqi Freedom”, e inizierà la missione “New Dawn”, che significa “nuova alba”. Resteranno comunque in Iraq 50.000 militari americani, il cui loro scopo dovrebbe limitarsi all’addestramento della polizia e dell’esercito iracheni. Di fatto però questi soldati saranno completamente armati, e resteranno pronti ad intervenire in qualunque momento, per proteggere i famosi “interessi americani all’estero”.

Resteranno insieme a loro 72.000 soldati mercenari (“contractors”), oltre ad una quantità indefinita di tecnici, diplomatici, operatori economici e collaboratori di ogni genere e categoria.

Si tratta quindi, più che altro, di un passaggio psicologico, inteso a poter dire ufficialmente che “la guerra è finita”, …

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Iraq : Tony Blair: la messinscena continua
Inviato da Redazione il 12/12/2009 10:00:00 (7136 letture)

Fra qualche settimana toccherà a Tony Blair salire sul banco degli imputati, nell’ambito dell’inchiesta sull’intervento militare in Iraq attualmente in corso in Gran Bretagna.

Tutto era iniziato con la famosa dichiarazione di Blair che “l’Iraq disponesse di armi di distruzione di massa (ADM) che avrebbero potuto raggiungere l’Europa entro 45 minuti da un ordine di Saddam”.

In una nazione che ricorda ancora l’incubo delle V-2 - i razzi tedeschi che piovevano all’improvviso dal cielo, distruggendo interi quartieri della città – l’idea che Saddam potesse svegliarsi ubriaco una notte e lanciare l’ordine fatale contro di loro fu sufficiente a convincere la popolazione a supportare compatta l’intervento militare in Iraq.

E quando un certo David Kelly - ex-ispettore dell’ONU per la Gran Bretagna in Iraq - fece sapere al mondo che Saddam non aveva nessuna ADM, fu ritrovato suicida qualche giorno dopo nella boscaglia vicino a casa sua.

Tony Blair, che al momento del suicidio si trovava convenientemente in Giappone, ...

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Iraq : Il petrolio che nessuno vuole
Inviato da Redazione il 4/7/2009 0:10:00 (5156 letture)

Il paradosso dei paradossi si è verificato ieri a Baghdad: il governo iracheno ha messo all’asta alcuni fra i più grandi pozzi petroliferi del paese, e nessuno li ha voluti comprare.

Convenuti da ogni parte del mondo, i rappresentanti delle diverse compagnie petrolifere si sono ritrovati in un hotel di Baghdad, pronti a catturare quelli che sembrano essere gli ultimi giacimenti disponibili di grandi dimensioni, ma nell’urna delle offerte alla fine è caduta una sola busta: una joint-venture BP-CMPC (la compagnia petrolifera nazionale cinese) ha acquistato i pozzi di Rumalia, che contengono una stima di circa 44 miliardi di barili. Ma l’offerta della Exxon per i pozzi di West Qurna è andata a vuoto, e la stessa fine hanno fatto tutte le altre le offerte estere per i pozzi di Zubair e Missan.

A sentire i rappresentanti delle compagnie petrolifere, sembra che il governo iracheno sia disposto a pagare percentuali troppo basse agli investitori stranieri. Ma forse sono gli stranieri che sono abituati a portarsi a casa il petrolio altrui per poco o nulla, e ora si ritrovano a fare i conti con un paese che ha finalmente preso coscienza del suo enorme potenziale economico.

Bisogna dire che si prova una profonda amarezza, nel vedere la Exxon degli invasori costretta a partecipare ad un’asta qualunque, …

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Iraq : Baghdad città murata
Inviato da Redazione il 22/4/2009 9:30:00 (4189 letture)

“Distruzione creativa è il nostro soprannome, sia nella nostra società che nelle altre nazioni. Noi distruggiamo quotidianamente l'ordine esistente, dagli affari alla scienza alla letteratura all'arte all'architettura al cinema alla politica e alla legge.”

Questo scriveva 10 anni fa il neoconservatore Michael Ledeen, in un libro in cui propugnava i principi di conquista e i predominio sul mondo che Cheney i Rumsfeld avrebbero cercato di mettere in atto, dal 2001 in poi, con le loro guerre di invasione in Afghanistan e Iraq.

“Da sempre i nostri nemici detestano questo vortice di energia e creatività, che minaccia le loro tradizioni, qualunque esse siano, e che li umilia per la loro incapacità di tenere il passo. Vedendo l'America che smantella le società tradizionali, essi ci temono perché non vogliono essere smantellati. Essi devono attaccarci per sopravvivere, esattamente come noi dobbiamo distruggere loro, per portare avanti la nostra storica missione”.

Se queste erano le intenzioni, bisogna riconoscere che la guerra in Iraq è stata un successo totale.


(Se il filmato "zoppica" lasciatelo in "pausa" per 30 secondi, poi ripartite - Scarica la copia in alta risoluzione su ARCOIRIS TV ).

La frammentazione dell’Iraq in tre parti, secondo le linee di demarcazione etnico-religiose (kurdi, sciiti e sunniti), è sempre stato il sogno nascosto dei neoconservatori, …

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Iraq : La triste storia di Joseph Dwyer
Inviato da Redazione il 8/7/2008 4:50:00 (5876 letture)

Ricordate questa immagine? Ai tempi in cui fu scattata fece il giro del mondo. Erano infatti tempi in cui ancora ci poteva colpire un gesto umano come quello del soldato americano che porta in salvo un bambino iracheno, rimasto intrappolato in una situazione di fuoco incrociato.

Quell’immagine ci rivelava, improvvisamente, la crudeltà di una guerra che ancora non potevamo immaginare.

Oggi invece una foto del genere stupirebbe, al massimo, per la sua innocenza: di fronte a quello che ci siamo abituati a vedere in questi anni, quell’immagine perderebbe il suo senso originale, e ci apparirebbe come un dolce ricordo di un momento relativamente spensierato e felice.

Eppure l’immagine è la stessa. Siamo quindi noi ad essere profondamente cambiati nel frattempo, senza rendercene conto.

Ma non siamo gli unici ad essere cambiati, da allora. Anche il soldato ritratto dall’immagine ha compiuto un percorso tanto inaspettato quanto tragico: rientrato dopo 4 mesi di servizio, ...

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Iraq : Il muro infinito (II)
Inviato da Redazione il 4/10/2007 8:56:20 (4868 letture)



Non sono solo i nostri ragazzini a tornare a scuola in questi giorni. Anche gli iracheni fanno vacanza d’estate, e tornano a scuola in autunno. O meglio, dovrebbero tornare.

Pare infatti che si stia registrando, in tutte le scuole del paese, un inatteso numero di defezioni, dovute in qualche modo all’escalation della violenza che nell’ultimo anno ha raggiunto picchi mai conosciuti prima.

All’inizio dell’invasione, nel 2003, leggevamo con ansia la singola notizia di un paio di soldati americani ...

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Iraq : Panico in città
Inviato da Redazione il 27/9/2007 6:20:00 (7520 letture)



ROMA: L’avvocato Renato Gastaldi stava procedendo lentamente nel traffico cittadino, quando ha improvvisamente sentito delle urla alle sua spalle, mentre partivano delle raffiche di mitra. L’avvocato ha rapidamente fatto inversione di marcia, ma dopo pochi metri ha sentito un bruciore lacerante al petto: una pallottola gli aveva trapassato il polmone. Un secondo proiettile gli si è conficcato nell’intestino. Con uno sforzo disperato, l’avvocato ha continuato a guidare, ben cosciente del fatto che fermandosi sarebbe probabilmente morto dissanguato. Mentre si allontanava un terzo proiettile, sempre proveniente da dietro, gli ha frantumato il polso, mentre un quarto gli ha attraversato la scapola alla base del collo. Nonostante tutto l’avvocato Gastaldi è riuscito a portarsi fuori dalla zona di fuoco, ...

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Iraq : Mi sparano addosso! E chissenefrega?
Inviato da Redazione il 31/7/2007 10:00:00 (5470 letture)

Nella guerra in cui i ”contractors” – significa “imprese private”, ma si legge “mercenari”- hanno ormai sostituito i soldati regolari, non c’è più spazio nemmeno per la solidarietà fra commilitoni.

La dura legge del profitto offre paghe stratosferiche, ma il rischio è assoluto: mors tua, vita mea.

Questo è il video girato dall’interno di un camion che fa parte di un convoglio che subisce un agguato nell’attraversamento di un paesino iracheno.

Il forte accento del Sud dell’operatore – che è solo nel suo camion, senza nemmeno una pistola - non aiuta a capire cosa stia dicendo. La traduzione di alcune battute è ”a senso", altre sono incomprensibili del tutto.

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Iraq : Distruzione e ricostruzione
Inviato da Pausania il 3/7/2007 9:10:00 (6214 letture)

di Giorgio Mattiuzzo

In principio fu l'invasione del Kuwait. Poi fu il rogo dei pozzi petroliferi. Poi ci furono la repressione dei Curdi. Poi la mancanza di elezioni. Poi la pianificazione dell'11 settembre. Poi le armi di distruzione di massa. Poi l'antrace. Insomma, è dal 1990 che – per una ragione o per l'altra – l'Iraq viene invaso e bombardato, sottoposto ad embargo e ridotto alla fame.

Alla fine, nel 2003, il duetto Bush/Blair (quello che adesso porterà la pace in Palestina) ha dato il colpo finale: occupazione di tutto il territorio, scioglimento di esercito e polizia, arresto dei membri del governo, condanna a morte delle principali personalità pubbliche, estromissione dalla gestione della cosa pubblica di tutti coloro che vi lavoravano fino al giorno dell'invasione.

Fatto questo, Bush si rivolge alle Nazioni Unite ed afferma che l'Iraq è in una situazione disastrosa e che ha bisogno di essere ricostruito. L'Onu allora affida ad Usa e Gran Bretagna, insieme ad altri, la ricostruzione e la messa in sicurezza dell'Iraq. E fu così che l'invasore divenne pacificatore. Il distruttore si fece ricostruttore. Il nemico divenne alleato.

La gestione del Paese ha avuto come risultato la mancanza di acqua potabile; la mancanza di energia elettrica; l'arresto della produzione di petrolio; la nascita di gruppi armati ...

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Iraq : Peccato che Saddam non ci sia più
Inviato da Redazione il 11/6/2007 11:50:00 (7299 letture)

Siamo arrivati al paradosso assoluto: gli americani in Iraq hanno deciso di armare i gruppi sunniti per aiutarli contro i fantomatici “insorgenti infiltrati da Al-Queda”.

Avevano già usato una strategia simile in Kosovo, armando i “ribelli” albanesi per farsi aiutare a mantenere l’ordine nelle zone della Serbia occupate, ma con una grande differenza: sin dall’inizio i ribelli albanesi - sempre armati e aizzati dagli americani - erano stati al loro fianco nel portare i primi attacchi ai serbi di Milosevic, mettendo in moto quel processo di destabilizzazione che avrebbe poi “richiesto l’intervento della forza multinazionale”.

In Iraq invece gli americani stanno armando gli stessi nemici originali, i sunniti di Saddam, che erano venuti a spodestare, nel disperato tentativo di riprendere in mano una situazione che è ormai chiaramente al di fuori di ogni controllo.

Ma l’aspetto più incredibile di questa nuova svolta sta proprio nelle giustificazioni accampate dal Pentagono per riuscire in qualche modo a far quadrare un teorema ...

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Iraq : Il lento risveglio
Inviato da Redazione il 25/4/2007 8:00:00 (9771 letture)

(VIDEO IN CODA)

Come zombie usciti da un horror di Cesar Romero, i fantasmi delle menzogne raccontate dagli uomini di Bush tornano, uno dopo l'altro, a cercare giustizia.

Ieri è stato il turno di Pat Tillman e di Jessica Lynch. Il primo era un famoso giocatore di foot-ball, che divenne ancora più famoso, in America, quando rifiutò un'offerta milionaria da parte dei Cardinals per arruolarsi volontario e andare a combattere in Afghanistan.

Tillman morì, ufficialmente da eroe, il 22 aprile 2004, ma col passare del tempo iniziarono a trapelare notizie che fosse invece stato ucciso da "fuoco amico" - un mostruoso ossimoro, questo, che solo i militari riescono a sopportare - e che la sua fine eroica fosse stata inventata di sana pianta, semplicemente perchè in quel momento gli USA non potevano permettersi altre "brutte notizie" dal fronte.

A denunciare l'ennesima copertura della verità è stato ieri il fratello di Pat Tillman, Kevin, che davanti ad una commissione governativa ha raccontato fin nel minimo dettaglio come la morte di Pat sia stata causata da una vergognosa disorganizzazione nell'esercito, che ha mandato allo sbaraglio dei ragazzi senza nessuna esperienza, senza un minimo di preparazione e senza le dotazioni necessarie.

Che li ha, cioè, mandati consapevolmente al massacro.

Lo stesso Kevin si era arruolato con Pat, nel 2002, e stava viaggiando poco più indietro del fratello ...

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Iraq : Cose dell’altro mondo
Inviato da Enrico il 3/4/2007 7:10:00 (8020 letture)

di Enrico Sabatino

Il mondo è cambiato dopo i multipli e contemporanei attentati dell’11 Settembre 2001 che avevano distrutto la Mecca in Arabia Saudita e tutti i più importanti e storici simboli dell’Islam in altri Paesi musulmani.

Attentati subito attribuiti al gruppo terrorista di matrice cristiana fondamentalista “The Base” e per vendicarne l’onta si era immediatamente formata una coalizione di Paesi musulmani, denominata la Coalizione dei Volenterosi, che aveva deciso di bombardare a tappeto e in seguito di invadere gli Stati Uniti d’America accusati di ospitare le cellule terroriste e i campi di addestramento di “The Base”.

Nessuno era corso in aiuto del popolo statunitense e del suo governo, che dopo poche settimane era stato rimpiazzato da un governo fantoccio guidato da cittadini americani ...

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