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Ma dove sono finiti i giornalisti che prima di mettere nero su bianco si informano, investigano, chiedono, ficcano il naso di persona, invece di raccontarci le tante storielle inutili che gli permettono di rimanere comodi sulla loro bella poltroncina?

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Economia : Claudio Moffa: "Rompere la gabbia".
Inviato da Redazione il 22/9/2014 16:40:47 (5543 letture)

Claudio Moffa: Rompere la gabbia. Sovranità monetaria e rinegoziazione del debito contro la crisi, Arianna Editrice, Bologna 2014

Recensione di Enrico Galoppini

La “gabbia” che Claudio Moffa col suo saggio pubblicato da Arianna Editrice invita a “rompere” non è quella dell’euro, se con ciò s’intende una ‘romantica’ operazione di “ritorno alla lira”.

Come recita il sottotitolo nella copertina di "Rompere la gabbia", la questione cruciale è quella della sovranità monetaria, che il docente di Storia e Istituzioni dei Paesi afro-asiatici all’Università di Teramo auspica venga ristabilita al più presto, in Italia e negli altri Paesi occidentali, per uscire dall’attuale “crisi”.

Esiste tuttavia un ostacolo insormontabile: la mancanza di volontà da parte di un ceto politico ed una classe dirigente che nel migliore dei casi, quando non si tratta di personaggi collusi e a libro paga, s’illudono che l’attuale abnorme finanziarizzazione dell’economia e della vita degli Stati nel suo complesso possa durare ancora a lungo senza ridurre la stragrande maggioranza nelle persone in una schiavitù che la ‘gabbia’ del titolo di quest’opera evoca al meglio.

Per procrastinare quest’inevitabile esito, già in parte realizzatosi, questi cosiddetti politici delle moderne “democrazie”, su imbeccata dei loro padroni e dei media di loro proprietà, si sono inventati l’ondata di “antipolitica” e la “crisi”.

Ma la “crisi” non è il risultato di “sprechi” e “ruberie” (che pure ci sono), come vorrebbe farci intendere anche tutta una saggistica interessata che ha preso a bersaglio l’ormai celebre “casta” e non il mondo della grande finanza speculativa.

Perché se di “casta” si deve parlare, essa va cercata tra quell’élite, invero ristretta e potentissima, dei “signori del denaro”. [...]

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Economia : 10 domande a chi si intende di economia
Inviato da Redazione il 19/8/2014 11:20:00 (14513 letture)

Rivolgo queste domande a chi si intende di economia, per aiutarci a capire meglio la situazione attuale dell'Italia. Prego chi risponderà di farlo con concetti semplici e chiari, comprensibili anche da noi "gnurant". (Se qualcuno avesse da offrire risposte diverse da chi lo ha preceduto, lo faccia notare senza per questo mettervi a discutere fra di voi. Non ci interessa assistere a una battaglia fra esperti, ci interessa capire). Grazie.

1 - Quando si parla di "debito estero", che cosa si intende esattamente?

2 . Come è venuto a crearsi, nel tempo, questo debito?

3 - A chi li dobbiamo, esattamente, questi soldi? [...]

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Economia : Quelli che il debito pubblico c'è perché abbiamo vissuto al di sopra delle nostre possibilità
Inviato da Redazione il 25/7/2014 20:00:53 (33978 letture)

di Wendell Gee

C'è una storia che viene raccontata da anni agli italiani, soprattutto dall'arrivo della crisi, e sarebbe che il debito pubblico c'è perché abbiamo vissuto per anni al di sopra delle nostre possibilità, che ora dobbiamo risparmiare, e per questo il governo ci impone l'austerità.

Di seguito potrete vedere un grafico che mostra l'andamento del debito pubblico. La serie va dal 1994, che è l'anno del precedente massimo storico, fino al 2007, inizio della crisi finanziaria ed economica mondiale.



Durante il periodo selezionato, il debito pubblico è sceso costantemente perché tenuto sotto controllo dai vari governi che si sono succeduti. Ce lo chiedeva l'Europa con il trattato di Maastricht.

Ora, guardate il grafico successivo che mostra l'andamento del debito pubblico dal 2007 al 2013. [...]

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Economia : Sul debito argentino è il vero scontro di civiltà
Inviato da Redazione il 14/7/2014 19:24:35 (8876 letture)

di Maurizio Blondet

Il 14 luglio si terrà a Fortaleza (Brasile) l’annuale riunione dei BRICS, i Paesi emergenti di successo. Con una novità: su invito ufficiale di Brasile, Russia, India, Cina e Africa del Sud, vi parteciperà Cristina Kirchner, la presidentessa dell’Argentina, che non è un BRICS, al contrario. Il senso politico dell’invito è inequivocabile. L’Argentina è sotto persecuzione e minaccia degli USA per la questione del debito.

Ricapitoliamo: nel 2001 l’Argentina (pagando l’errore di agganciare la sua moneta al dollaro per tentare di non svalutarla) fece crack. In piena rovina, cessò i pagamenti sul debito sovrano, pari 80 miliardi di dollari. I possessori di titoli del Tesoro argentino, per lo più, nel corso di lunghe trattative, si sono accontentati di ricevere il molti anni dopo 30 per cento, condonando il 70%. Non così Paul Singer, miliardario ebreo-americano possessore di un fondo speculativo, lo Elliott Capital Management: costui, dopo il crack, ha comprato da creditori titoli di debito argentino per 220 milioni di dollari a prezzi stracciati, pagandolo soltanto 49 milioni, meno di un quarto del suo valore facciale: dopodiché, s’è appellato ai tribunali americani per esigere il pagamento pieno dei titoli in suo possesso. Valore che, dopo 13 anni, è salito 832 milioni.

È il modus operandi tipico dei «Fondi Avvoltoio», che si nutrono di cadaveri. O più precisamente, che pretendono la polpa dagli ossami dei cadaveri dentro cui puntano i loro becchi. Singer – con l’appoggio delle leggi e tribunali americani – è riuscito a spolpare il poverissimo Congo nel 2002, obbligandolo a pagargli 90 milioni di dollari per i 20 milioni di titoli di debito pubblico congolese in suo possesso, e prima aveva obbligato il Perù a versargli 58 milioni per gli 11 milioni di titoli sovrani peruviani che aveva raccattato.

Per l’Argentina, i profitti attesi dall’avvoltoio sono molto maggiori. [...]

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Economia : What is Fiscal Compact?
Inviato da Redazione il 22/5/2014 23:50:00 (18488 letture)

[Scarica il PDF dell'articolo].

di Riccardo Pizzirani

L’economia è davvero un argomento distante e complicato, per il quale dobbiamo affidarci al parere degli esperti del settore, o siamo vittima di un sistema che ci fa filtrare solo notizie confezionate per dirigere altrove il nostro interesse? Con questo articolo è mia intenzione illustrare in modo chiaro e semplice il funzionamento del Fiscal Compact, la norma europea che entrerà in vigore l’anno prossimo, e che condizionerà le nostre vite più di qualsiasi altra norma finora applicata nel nostro paese.

Per far questo è necessario introdurre due argomenti distinti: primo, come sono strutturati i conti dello stato, in semplici termini di entrate, uscite e debito; e secondo, elencare alcuni dei parametri richiesti per entrare e permanere nell’Unione Europea e nell’Euro. Questi due argomenti convergeranno poi nella trattazione del Fiscal Compact vero e proprio, e di cosa comporta per l’Italia l’adozione.

In conclusione, verranno mostrati anche i vari strati di menzogne e di mistificazioni che i media tradizionali hanno finora riservato a questo scomodo e fondamentale argomento.

Il bilancio dello stato

Innanzi tutto valutiamo la situazione economica attuale dello stato italiano. Il funzionamento del sistema-Italia non può essere descritto interamente usando quali esempi le logiche delle imprese o i normali funzionamenti di una famiglia, ...

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Economia : The American job: quello che il giornalista Alan Friedman non ha voluto dire sul “golpe” del 2011
Inviato da Redazione il 25/2/2014 18:00:00 (8747 letture)

di Francesco Amodeo

Quando gli americani vengono a salvarci io sento sempre puzza di bruciato, la storia è piena di testimonianze di interessi made in Usa spacciati per aiuti filantropici al nostro paese. Non entro nei dettagli ma a buon intenditor poche parole.

Ultimo il caso del giornalista Alan Friedman che sembra essere venuto a smascherare il complotto ai danni del popolo italiano che di fatto dal 2011 ha favorito un governo non legittimato dal consenso popolare che a sua volta ha svenduto l’Italia all’Europa e ai suoi potentati finanziari. Se così fosse allora perché non ha voluto dire tutta la verità? Perchè mettere fertilizzante sulle foglie se si sa bene che è la radice ad essere marcia? Perchè fare credere a tutti che l’incontro tra Napolitano e Monti nel Giugno 2011 seguito poi dall’incontro tra Monti e Prodi e tra Monti e Carlo De Benedetti nell’agosto dello stesso anno siano davvero la prova del complotto ai danni del governo in carica e quindi di tutti gli italiani?

Perchè non proviamo ad analizzare insieme cosa è davvero accaduto in quei mesi che ha coinvolto su cose ben più gravi i protagonisti di quella vicenda. Cosa c’hanno tenuto nascosto per coprire scenari ben più ampi. Cominciamo col dire che il punto cruciale sul quale andava focalizzata l’attenzione non risiede nella constatazione che Napolitano a Giugno 2011 (quando Berlusconi aveva la maggioranza e lo spread era di parecchio sotto il livello di guardia) avesse già in mente di sostituire Berlusconi con Monti, perchè è evidente che quella non fu una sua personale volontà bensì un diktat arrivato dalle lobby finanziarie di cui proprio Monti ha in passato occupato i vertici (membro Direttivo Bilderberg, Presidente europeo Commissione Trilaterale, Presidente lobby belga Brugel).

Quello che è grave, è capire come hanno costretto un governo democraticamente eletto a dare le dimissioni ...

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Economia : Le vere casalinghe di Wall Street
Inviato da Dusty il 4/2/2014 20:36:50 (7058 letture)


Guardate un po' chi guadagna dai piani di salvataggio.
di Matt Taibbi, apparso sull'edizione del 28 Aprile 2011 della rivista americana Rolling Stone.

L'America possiede due bilanci nazionali, uno ufficiale e uno segreto. Quello ufficiale è pubblico ed è oggetto di molti dibattiti:i soldi entrano tramite le tasse ed escono sotto forma di aerei militari, agenti della DEA (agenzia federale antidroga), sussidi per l'agricoltura e l'assistenza sanitaria oltre che a pensioni e indennizzi per quella minaccia selvaggia socialista rappresentata dai tutti i dipendenti pubblici, sindacalizzati, di cui i repubblicani sono soliti lamentarsi. Secondo una famosa leggenda, gli stati uniti hanno finito i soldi e sono talmente indebitati che tra 40 anni i nostri pronipoti dovranno lavorare anche nei fine settimana per pagare le spese mediche degli impiegati dell'IRS (l'agenzia delle entrate americana), della SEC e del DOE che quest'anno entreranno in pensionamento.

Perché Wall Street non è ancora in carcere?

Molti Americani sono al corrente di quel bilancio. Quello che non sanno è che esiste un altro bilancio, all'incirca della stessa portata,che viene mantenuto completamente segreto. Dopo il crollo finanziario del 2008 è cresciuto a dimensioni mostruose, per colpa degli interventi del governo con l'intento sbloccare i mercati del credito, distribuendo migliaia di miliardi alle banche e ai fondi speculativi privati. Grazie ad una pletora di piani di salvataggio contorti e dai nomi composti da acronimi incomprensibili, il bilancio segreto ha raggiunto dimensioni talmente grandi da poterlo paragonare a quello ufficiale: un fiume di denaro che scorre dalla Federal Reserve (o più brevemente Fed,la banca centrale americana) verso destinatari che non sono scelti nè dal presidente nè dal Congresso, bensì distribuito da vari funzionari della Fed con metodologie apparentemente senza senso nè criterio.

In seguito ad un atto del Congresso che ha obbligato la Fed ad aprire i suoi registri del periodo dei "salvataggi", questo bilancio non ufficiale diventò per la prima volta, almeno in parte, di dominio pubblico.

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Economia : Nino Galloni: intervento a "Oltre l'euro"
Inviato da Redazione il 20/1/2014 10:35:12 (5636 letture)

Alla conferenza di venerdì scorso ("L'altra faccia della moneta") ho conosciuto il prof. Nino Galloni. Mi è sembrato una persona estremamente preparata e seria.

Questo è un suo intervento al recente incontro di Chianciano "Oltre l'euro", dell'11 gennaio scorso.



[Grazie a Ste79 per la segnalazione]

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Economia : Conferenza: "L'altra faccia della moneta"
Inviato da Redazione il 15/1/2014 13:30:00 (4042 letture)

Il prossimo venerdì 17 si terrà a Roma una conferenza intitolata "L'altra faccia della moneta", organizzata da Francesca Salvador (salusbellatrix).

Orario: 17.30. Località: via Nomentana 54, presso l’aula magna dell’I.S.S.R.

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Economia : "Il salvataggio"
Inviato da Redazione il 2/1/2014 21:06:08 (7948 letture)

Questo video è stato realizato da un nostro utente, Wendellgee. Merita certamente una seria discussione.

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Economia : Euro o Lira: questo il dilemma
Inviato da Redazione il 16/12/2013 21:45:44 (30145 letture)

di Paolo De Gregorio

Sento sempre abbaiare sul ruolo dell’Europa, in termini che ricordano più rozze tifoserie piuttosto che una analisi seria, impermeabile sia agli schieramenti che alle convenienze politiche.

Una cosa è certa, la crisi strutturale dell’Italia è maturata all’interno dell’Europa, dell’Euro, della globalizzazione, della WTO, ed è una crisi da cui non si vede una via d’uscita: aumenta il nostro debito che ci costa 90 miliardi di euro l’anno di interessi, aumenta la disoccupazione, aumentano le vendite all’estero dei pezzi pregiati dell’economia e del made in Italy, aumentano gli imprenditori che delocalizzano dove pagano meno tasse e meno salari, per cui mi sembrano folli tutti coloro che fanno professione di ottimismo e vedono luce in fondo al tunnel. Mi fanno pure una sgradevole impressione quelli che urlano che basterebbe uscire dall’Europa e dall’Euro per sistemare ogni cosa.

Una cosa su cui tutti potremmo convenire è che gli Stati Uniti d’Europa non sono mai nati, per volontà di USA, Regno Unito e Israele, ...

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Economia : “Quantitative easing”: è solo una questione di termini
Inviato da Redazione il 4/11/2013 19:50:00 (9981 letture)

Non senza una velatura di orgoglio, la BBC annuncia che l’economia del Regno Unito sembra essere quella che “cresce più velocemente di tutte le altre economie occidentali”.

Secondo un rapporto della ICAEW (l’associazione dei commercialisti anglo-gallesi), nell’ultimo quadrimenstre del 2013 è in corso una crescita dell’ 1.3%. La CBI (business lobbying organisation euopea) conferma il trend di crescita.

Come mai, mentre la maggioranza dei paesi europei soffre la recessione, il Regno Unito gode di questa vistosa fase di crescita? Sarà forse il “quantitave easing” a fare da motore dell’economia britannica?

Il “quantitative easing”, come spiega la stessa BBC, …

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Economia : "The Great Euro crash"
Inviato da Redazione il 30/10/2013 15:40:00 (5376 letture)



Fonte KappaKappa

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Economia : In difesa dell'Euro
Inviato da Redazione il 18/9/2013 22:01:32 (8880 letture)

Una voce fuori dal coro?


In difesa dell'euro from amagifilms on Vimeo.



[Grazie a Dusty per la segnalazione].

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Economia : Come è divisa la ricchezza nel mondo
Inviato da Redazione il 26/7/2013 3:00:00 (11716 letture)



Testo del video:

Oggi si parla molto dell'ineguaglianza, e del fatto che l'1% dei più ricchi abbia così tanto di più di tutti gli altri. Il discorso però è focalizzato soprattutto sugli Stati Uniti, mentre sembra che la situazione dell'ineguaglianza sia molto simile anche a livello globale.

Questi sono i risultati di una serie di ricerche fatte su fonti affidabili, come ad esempio le Nazioni Unite.

Mentre risulta che le cose siano decisamente sbilanciate negli Stati Uniti, la situazione è addirittura peggiore se si guarda al mondo intero.

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