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dagli Usa : Missionari ladri di bambini
Inviato da Redazione il 8/2/2010 2:00:00 (6635 letture)

Nemmeno a farlo apposta, tocca oggi ai missionari americani fornirci lo “scandalo del giorno”.

Un gruppo di dieci missionari – o sedicenti tali - è stato arrestato alla frontiera fra Haiti e Santo Domingo mentre cercava di far espatriare una trentina di bambini haitiani, che sarebbero finiti probabilmente sul mercato internazionale delle adozioni illegali.

Inizialmente si è creduto che il gruppo avesse agito in buona fede, violando senza volerlo le leggi haitiane che proteggono gli orfani del terremoto dagli avvoltoi che cercano di impadronirsene e farli espatriare per venderli illegalmente all’estero.

Apparentemente infatti il gruppo stava trasportando i bambini ad un nuovo orfanatrofio, appena costruito a Santo Domingo, chiamato "Nuevo refugio de niños - Nueva Vida". Qui sarebbero cresciuti, con tutte le cure, rimanendo a disposizione dei genitori che venissero eventualmente ritrovati.

Già si stava diffondendo in America il grido di protesta, nel vedere questi missionari arrestati dagli haitiani e trattati come delinquenti qualunque, ...

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dagli Usa : "Scandalo" in America per il verdetto Knox
Inviato da Redazione il 5/12/2009 9:20:00 (7771 letture)

Come un tornado la notizia della condanna di Amanda Knox ha attraversato i Tg serali americani, scatenando una improvvisa ondata di “sdegno a 27 pollici” da una costa all’altra.

Dalla Fox alla CNN, nalla ABC alla CBS, non c’era network televisivo che non lamentasse l’ingiusta condanna subita dalla cittadina americana Amanda Knox ad opera dei giudici italiani. Tutti i reporter partivano dallo stesso identico presupposto, che Amanda “non potesse” essere colpevole, per poi esibirsi ciascuno in acrobatiche spiegazioni di tipo social-filosofico, per giustificare in qualche modo questo “impossibile” verdetto.

La più curiosa è stata sentir dire che “Perugia non è Roma o Milano, Perugia è una cittadina di provincia, culturalmente arretrata, per la quale Amanda rappresentava la quintessenza dei mali del mondo: americana, libera ed emancipata, venuta a “portar via” i loro bei ragazzi, Amanda rappresentava in tutto e per tutto quello che le madri di Perugia temono di più”.

E quindi, sempre secondo questo delirante ragionamento, la giuria non avrebbe fatto che rispecchiare questo sentimento, condannando insieme ad Amanda tutti i mali che lei rappresenta.

Così una reporter della CNN ha spiegato agli americani la sentenza contro Amanda Knox.

Non conosco i dettagli del caso, ma è evidente che la smaccata partigianeria americana ...

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dagli Usa : Emergenza nazionale USA
Inviato da Redazione il 24/10/2009 18:50:00 (8424 letture)

E' stata decretata l'emergenza nazionale in USA per l'influenza suina.

Seguirà articolo.

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dagli Usa : Verso il Grande Armageddon?
Inviato da Redazione il 9/10/2009 8:00:00 (14614 letture)

Tira una brutta aria negli Stati Uniti.

Da un pò di tempo sembra di percepire segnali che puntano tutti nella stessa direzione: una esasperazione della polarizzazione ideologica, moltiplicata all’infinito dall’incognita della crisi economica, su cui aleggia l’oscuro fantasma di una pandemia di dimensioni catastrofiche.

Dal punto di vista politico, la destra evangelica del Bible Belt non è riuscita a digerire l’elezione di un nero alla Casa Bianca, e sta lasciando emergere il suo odio mascherandolo da protesta per la politica “socialisteggiante” di Obama. Ma i toni estremi dei contestatori, che spesso si ritrovano a ritrarre il Presidente come una scimmia o come un cannibale con l’osso nel naso, tradiscono chiaramente la natura razzista del loro malcontento.

Nel Sud si sente parlare sempre più seriamente di secessione, mentre Sarah Palin ha lanciato l’idea di un partito a sè, che unisca tutti gli evangelici e li separi definitivamente dai “normali” repubblicani senzadio.

Paradossalmente, però, questo malcontento viene alimentato dall’intero partito repubblicano, ...

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dagli Usa : Il tiro al bersaglio è cominciato
Inviato da Redazione il 6/9/2009 22:10:00 (10621 letture)

Dopo alcuni mesi di finte cortesie, i repubblicani hanno calato la maschera e sono tornati ad essere i feroci avvoltoi di sempre.

Bruciati per la vittoria di Obama, che ha portato alla presidenza quello che per molti di loro dovrebbe essere semplicemente un loro schiavo, i repubblicani hanno fatto buon viso a cattivo gioco, mentre affilavano le armi per abbattere al più presto l’usurpatore del potere bianco.

Dopo alcune scaramucce di poco conto, lo hanno atteso al varco sulla storica riforma sanitaria, vera e propria spina nel fianco della politica americana. Ci aveva già rimesso le penne Hillary Clinton, nel ’93, quando si illuse di portare avanti una riforma che togliesse alle assicurazioni private lo strapotere raggiunto, da semplice “moglie del presidente”.

Lo scontro sulla sanità portò al famoso “gridlock” del ’94, lo stallo totale fra Casa Bianca e Parlamento - allora in mano ai repubblicani - che impedì a Clinton di far approvare qualunque legge di una certa importanza per oltre due anni.

Ora ci sta provando Obama, con una legge che introduce la possibilità per il governo di competere direttamente con le assicurazioni private, ...

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dagli Usa : Michael Jackson incubo kitsch
Inviato da Redazione il 6/7/2009 9:40:00 (12714 letture)

In questo momento in America un milione e 600.000 persone stanno fremendo, pregando e implorando per essere fra gli 8.750 nomi estratti che potranno assistere personalmente alla cerimonia pubblica in ricordo di Michael Jackson, che avrà luogo martedì (domani) a Los Angeles.

Tanti sono infatti coloro che si sono iscritti a questa impensabile “lotteria funebre”, sperando di poter raccontare un giorno ai propri nipoti che “quando fu sepolto Michael Jackson io c’ero”.

Ma tutti coloro che non saranno estratti potranno seguire comunque la diretta mondiale in TV, e persino chi non ha la TV potrà vedere la stessa trasmissione attraverso le dozzine di “streams” che si stanno organizzando freneticamente in tutta la rete.

Il record assoluto di audience per un evento televisivo fino ad oggi è detenuto dalla trasmissione dei funerali di Diana, nel 1997, dove pare che sia stata raggiunta la cifra di due miliardi di spettatori. Ma grazie al contributo di Internet, molti prevedono che quel record domani sarà addirittura sorpassato.



Da sei giorni in America le televisioni non parlano d’altro. Non c’è divo, aspirante divo o personalità di qualunque livello ...

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dagli Usa : Il socialista dalla pelle di bronzo
Inviato da Redazione il 30/3/2009 7:00:00 (7647 letture)

Obama fa licenziare il capo della General Motors

La dura presa di posizione di Obama sugli aiuti federali per l’agonizzante industria automobilistica ha obbligato il direttore della General Motors, Rick Wagoner, a dare le dimissioni.

Un gesto più che altro simbolico (bastasse licenziare i direttori …), ma altamente significativo, perchè segna uno storico capovolgimento nei rapporti fra governo e settore privato in America. Nel tempio del capitalismo moderno un qualunque interferenza governativa nelle scelte del libero mercato equivale ad una bestemmia impronunciabile.

Fino a ieri infatti i boss delle tre grandi dell’automobile (Ford, Crysler e GM) erano riusciti ad ottenere gli aiuti federali ricattando la nazione con lo spettro di un disastroso effetto domino, che avrebbe colpito più o meno tutti se fossero affondati loro (in effetti, la produzione di auto supporta una notevole quantità di industrie minori, dalle quali a loro volta dipende un’infinità di piccole imprese private). Ma una volta incassato la prima tranche (ancora sotto Bush, ma con l’accordo dei democratici), i boss dell’auto hanno continuato serenamente a licenziare dipendenti, senza mostrare una particolare urgenza di ristrutturare le loro pachidermiche società e adeguare l’intero processo produttivo alle nuove esigenze di mercato. In tutto questo hanno anche mantenuto un atteggiamento sprezzante, presentandosi a Washington con i loro costosissimi jet privati, invece di usare normali aerei di linea.

Qualcuno ha cominciato a domandarsi come mai questi profeti del capitalismo debbano godere in maniera esclusiva di tutti i profitti industriali, ma siano poi così disponibili a condividere con l’intera popolazione il peso delle perdite. Ma loro hanno continuato impavidi a respingere le richieste della nuova amministrazione di introdurre precisi obblighi da parte loro, nella seconda tranche di finanziamento, mettendosi ad urlare “questo è socialismo” ...

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dagli Usa : Licenzia anche tu!
Inviato da Redazione il 24/3/2009 3:40:00 (4561 letture)

Marco Cedolin

Si chiama “Lay Off” ("licenziamento") ed è il nuovo videogioco realizzato dalla Tilfactor in collaborazione con la New York University, con lo scopo di spiegare le dinamiche sociali attraverso l’esperienza videoludica. Un proposito molto ambizioso, perseguito dai programmatori in maniera alquanto parcellare, dal momento che nel contesto ludico i “lavoratori” vengono rappresentati unicamente sotto forma di un’ inutile zavorra di cui occorre disfarsi al più presto con ogni mezzo, senza che la loro presenza costituisca alcun valore.

Le regole del gioco sono molto semplici (a dispetto di quanto risultino complesse nella realtà le dinamiche sociali che i soloni della N.Y. University intenderebbero spiegare) il divertimento assicurato solo nel breve periodo, la “morale didattica” assai impalpabile, dal momento che i realizzatori propongono come panacea alla crisi l’equazione più licenziamenti uguale più profitti, senza preoccuparsi di cosa accadrà quando l’impresa non avrà più dipendenti.

Il giocatore, non appena accomodatosi dinanzi alla console, si trasforma come per incanto da risorsa umana in “tagliatore di teste” sotto forma dell’amministratore delegato di una corporation che deve recuperare il profitto perduto, nell’unica maniera in cui è possibile recuperarlo (finchè dura) all’interno di una società profondamente malata come quella contemporanea, cioè licenziando i dipendenti in maniera implacabile. Con la malcelata soddisfazione determinata dalla metamorfosi (sia pur virtuale) da vittima ad aguzzino, ...

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dagli Usa : La prima sconfitta di Obama
Inviato da Redazione il 2/3/2009 8:20:00 (5796 letture)

Barack Obama ha avuto un primo assaggio di quali possano essere i limiti reali di un presidente americano, specialmente se è stato eletto con una guerra di vaste dimensioni già in corso da molti anni.

In campagna elettorale Obama aveva promesso di riportare a casa le truppe dall’Iraq entro 16 mesi dal suo insediamento, e su questo ha dovuto cedere di soltanto due mesi, riconfigurando il periodo a 18 mesi.

In realtà però si scopre che ben 50.000 soldati americani resteranno in Iraq per altri 12 mesi, con il compito ufficiale ”di addestrare gli iracheni”.

Ora, 50.000 soldati potrebbero forse servire per addestrare un esercito come quello cinese, ma non certo una sgangherata marmaglia di sconvolti come gli iracheni, per i quali potrebbero bastare venti dei nostri sergenti, pronti a dispensargli qualche razione di elementari calci nel culo.

La cifra di 50.000 è talmente sproporzionata alla bugia, che può solo dare la misura della sconfitta politica che Obama deve aver subito …

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dagli Usa : Barack Marijuana
Inviato da Redazione il 15/2/2009 23:00:00 (7211 letture)

Un argomento di cui si è parlato poco, durante la campagna elettorale, è la posizione di Obama sulla decriminalizzazione della marijuana, ma nel passato l’ex-senatore dell’Illinois aveva più volte dichiarato di essere a favore della sua legalizzazione per uso medico.



In realtà il problema della marijuana è molto più complesso, poichè la sua messa al bando non fu lo scopo primario della legge che la abolì, nel 1937, ma solo una conseguenza della più ampia battaglia condotta contro la cannabis a livello industriale, a partire dai primi anni ’30.

A sua volta quindi, dietro alla legalizzazione della marijuana per uso medico si nasconde un movimento sempre più forte, che vorrebbe tornare all’utilizzo della cannabis per uso industriale.

E poichè negli anni ’30, per abolirne l’uso industriale si dovette criminalizzare quello personale, …

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dagli Usa : Obama: è finita la luna di miele
Inviato da Redazione il 13/2/2009 9:00:00 (4355 letture)

È finita la luna di miele fra Barack Obama e il sogno di riuscire a mandare avanti il paese con quell'appoggio realmente “bipartisan” che il presidente ha detto di voler cercare sin dal primo giorno della sua candidatura.

Dieci intense giornate di manovre e contro manovre, una legge sul rilancio economico che è andata e tornata più volte fra Camera e Senato, e alla fine Obama si è ritrovato a veder passare il suo “stimulus package” da 800 miliardi di dollari, con l’appoggio di tre repubblicani soltanto.

Questo non ha rappresentato un problema rispetto alla maggioranza numerica, che è nettamente dalla parte democratica, ma ha rappresentato uno smacco notevole per il neo-presidente, che ha dovuto lottare, paradossalmente, più con i suoi democratici che con gli stessi repubblicani.

È stata infatti Nancy Pelosi, capo del gruppo democratico alla Camera, a infarcire la nuova legge con così tanti progetti di tipo "sociale", che ha finito per rendere impossibile ai repubblicani di convergere su di essa, senza scavarsi la fossa a casa loro, per la rielezione.

I parlamentari americani infatti raramente votano secondo coscienza, mentre lo fanno quasi sempre in ragione della reazione che avranno i cittadini del proprio stato, …


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dagli Usa : Obama rimette a posto il vocabolario
Inviato da Redazione il 27/1/2009 8:40:00 (5634 letture)

Con una mossa di forte valenza mediatica Barack Obama ha scelto di concedere la sua prima intervista ufficiale, come presidente in carica, ad una televisione araba, El Arabya.

Nel corso dell'intervista Obama ha voluto mandare a tutti i musulmani un messaggio di distensione, dicendo che per prima cosa gli Stati Uniti dovranno tornare a trattare gli islamici con lo stesso rispetto con cui desiderano essere trattati da tutti gli altri.

Obama ha detto di aver mandato il suo inviato personale in Medio Oriente [George Mitchell] con il compito “di ascoltare”, prima di tutto, la posizione precisa di ciascuno, e poi tornare a riferirgliela. Obama ha sottolineato che prima gli Stati Uniti “dettavano” agli altri quello che dovevano fare, ma da oggi non sarà più così.

Per troppo tempo - ha detto Obama - c'è stata questa confusione fra “terroristi” e “musulmani”, che ha finito per portare troppa gente a vivere in maniera miserevole nei paesi islamici.

Riguardo al futuro della Palestina, Obama ha detto che il problema andrà inquadrato tenendo conto di tutti gli elementi in campo, ...

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dagli Usa : Obamarama
Inviato da Redazione il 20/1/2009 20:10:00 (10856 letture)

Nello splendore della diretta mondiale, il senatore Barack Obama ha prestato giuramento sulla Bibbia che fu di Lincoln, ed è diventato il 44° presidente degli Stati Uniti.

Mentre scriviamo l’ex-presidente George W. Bush sta viaggiando in elicottero verso la Base di Andrews, dove un aereo presidenziale – ma non Air Force One – lo riporterà a casa sua, nel Texas.

L’era del cosiddetto governo neocons ha così ufficialmente fine, e Obama non ha certo trascurato di rimarcare questo concetto nel suo discorso inaugurale.

Lo ha fatto quando ha detto che "dovremo combattere una rete internazionale di odio e di violenza", e non “una rete di terrorismo internazionale”, indicando chiaramente che il nemico non sta nelle persone fisiche, ma nell'odio che alcune persone fisiche - da un fronte come dall’altro – hanno saputo instillare nella popolazione mondiale.

Lo ho fatto quando ha detto che "non saremo più disposti a barattare la nostra sicurezza con la rinuncia ai diritti civili", indicando chiaramente la fine della strategia della paura che ha permesso ai neocons di imporre agli americani la propria agenda politica.

Lo ha fatto quando ha detto che “non possiamo più anteporre la legge del profitto alla responsabilità di inquinare il mondo”, capovolgendo così uno dei principi fondamentali che hanno caratterizzato la politica del governo uscente.

Lo ha fatto quando ha detto che "da oggi i pubblici ufficiali dovranno rispondere delle proprie azioni nella gestione della cosa pubblica”,...

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dagli Usa : Geithner, Summers e Rubin alias il gatto, la volpe e il volpone
Inviato da F.Capretta il 25/11/2008 9:00:00 (6621 letture)

di Felice Capretta

Ecco le prime nomine di Obama in ambito economico!

I giornali spendono parole sugli "economisti di collaudata esperienza" per "fronteggiare la crisi economica", e si profondono nello snocciolare i curriculum dei nominati. I prescelti sono Timothy Geithner, al Tesoro, e Lawrence Summers, a capo del Consiglio Economico Nazionale.

Vediamo un po' cosa si dimenticano di dire i giornali allineati & compatti. Abbiamo a che fare con tre furboni: il gatto, la volpe e il volpone. Geithner, Summers e ...Rubin.


Timothy Franz Geithner

E' il prossimo Segretario del Tesoro. Nato il 18 agosto del 1961. E' il nono presidente della Federal Reserve Bank of New York. Inoltre è anche Vice Chairman of the Federal Open Market Committee (FOMC).

Diamo un'occhiata al suo curriculum.

1998-2001. Sottosegretario al Tesoro per gli Affari Internazionali. Lì rispondeva a due signori molto simpatici: Robert Rubin, Segretario al tesoro, e Lawrence Summers, di cui era il delfino. Segnatevi questi nomi.

2002. Lascia il Tesoro per entrare nel famigerato CFR, Council on Foreign Relations come Senior Fellow in the International Economics department.

2001-2003. Al Fondo Monetario Internazionale è Director del Policy Development and Review Department.

Come si puo' capire facilmente, il losco individuo è stato nella stanza dei bottoni proprio di quelle entità che avrebbero dovuto vigilare, ...

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dagli Usa : E' morto Tim Russert
Inviato da Redazione il 14/6/2008 6:50:00 (5020 letture)


Tim Russert costringe Cheney a riconoscere che non vi erano legami fra Al-Queda e l’Iraq, ed infine lo accusa di aver costruito la propaganda per convincere gli americani ad andare in guerra.

***

Non avrei mai pensato di ritrovarmi un giorno a scrivere un necrologio per un giornalista “mainstream”, ma Tim Russert era qualcosa di diverso. (Il suo programma, “Meet the Press”, può essere considerato l’equivalente di un “Porta a Porta” americano, con la differenza che trattava esclusivamente di argomenti politici di massimo interesse, e che lo faceva sempre in maniera seria e documentata).

Noi che frequentiamo Internet sappiamo bene come i giornalisti, in genere, siano il vero problema, dal quale ne dipendono mille altri, di grandi e piccole dimensioni. Sono i giornalisti l’unico interfaccia con gli eventi di cui dispone la stragrande maggioranza dei cittadini al mondo, e sulle loro spalle pesa quindi l’enorme responsabilità di contribuire o meno alla diffusione di una eventuale bugia, come all’affermazione di una eventuale verità.

Come qualcuno ha scritto su questo sito, “se solo si ragionasse di più sulle cose che ci vengono dette, la versione ufficiale dell'11 settembre sarebbe stata smascherata il 12 settembre”. E quel “ragionare”, naturalmente, stava ai giornalisti prima di tutto.

Invece non lo hanno fatto, ...

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