Piero Angela non dice la verità

Data 13/8/2009 9:20:00 | Categoria: media

In un eccesso forse di disinvoltura, Piero Angela deve essersi dimenticato che l’era in cui si poteva andare in TV a raccontare impunemente le bugie è finita. Nella puntata del 30 luglio di Superquark, infatti, Angela ha infilato una collana di falsità talmente grossolane da poter essere sbugiardate – come vedremo – con facilità estrema da chiunque.

Non contento, Angela ha condito la sua puntata, dedicata alle “Teorie del complotto”, con il più ritrito e bieco arsenale del debunking internazionale, rendendola un’occasione irrinunciabile per denunciare una volta di più il metodo di lavoro di questi finti paladini della verità.

Va infatti segnalato che il CICAP, dopo “aver sconfitto maghi e indovini”, ha ufficialmente indicato nel “complottismo mondiale” il prossimo nemico da battere.


Se il filmato "zoppica", mettetelo in pausa e lasciatelo caricare per un paio di minuti, poi ripartite. Su Arcoiris.tv potete scaricare l'originale completo in alta definizione (1.4 Gb).

Ho quindi sfidato Piero Angela ad un aperto confronto su qualunque argomento relativo all'11 settembre, ...


... anche a nome di tutti coloro che sono afflitti da questo strano morbo. In questo modo potrà finalmente dimostrare al mondo che i complotti non esistono.

Massimo Mazzucco

Appena il filmato sarà disponibile in file unico, scaricabile da Arcoiris in alta definizione, lo annunceremo qui.

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PER CHI NON RIESCE A VEDERE IL VIDEO, SEGUE LA TRASCRIZIONE dei primi due segmenti, dedicati al discorso generale sul CICAP. La voce narrante è di Massimo Mazzucco, responsabile di luogocomune.net e autore dei video.

Piero Angela non dice la verità – Prima parte

MAZZUCCO: Nella puntata di superquark del 30 luglio scorso Piero Angela ha dedicato un servizio a quello che lui definisce “il fenomeno mondiale del complottismo”. In una sola serata – come vedremo - il popolare conduttore ha diffuso una vistosa quantità di informazioni false, parziali o distorte, nel più classico stile del debunking internazionale.

Non va dimenticato infatti che Piero Angela è anche il fondatore e padrino del CICAP, l’organizzazione nata ufficialmente per compiere “verifiche sui fenomeni paranormali,” che sembra invece dedicarsi con sempre maggiore accanimento a combattere qualunque voce, teoria o pensiero che possa mettere in discussione lo status quo, il potere vigente, e tutte le autorità di tipo politico, culturale o scientifico che sotto di esso prosperano rigogliose.

Tutti costoro si chiamano, in gergo, “debunkers”, ovvero “smontatori”, e gra loro non poteva mancare Paolo Attivissimo, il sedicente cacciatore di bufale di Internet, che finisce sempre più spesso per venire sbufalato lui stesso.

Il segretario nazionale del CICAP è Massimo Polidoro.

POLIDORO (tutti i materiali video del CICAP sono prelevati dal loro sito): Il Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale è nato grazie al sostegno della comunità scientifica, e soprattutto grazie a Piero Angela, che ha potuto fare un pò da garante della serietà, del rigore con cui il CICAP indaga in questo mondo di misteri, o di presunti misteri.

PIERO ANGELA (intervista TV - 1989): Recentemente abbiamo costituito un gruppo che si chiama CICAP, comitato per il controllo delle affermazioni sul paranormale --- comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale. Quindi se qualcuno afferma qualcosa deve mostrarci un pò le pezze d'appoggio. Perché è vero quello che sta dicendo? Semplicemente questo.

MAZZUCCO: In realtà il CICAP è un gruppo amorfo di persone senza titolo, fra cui si trovano dai premi Nobel a ex-prestigiatori di scarsa fama, che si arroganono il diritto di parlare in nome della scienza e del metodo scientifico come se gli appartenesse in esclusiva.

RICCARDO LUCCIO (Int. TV - CICAP): Il problema del paranormale è il fatto che si vuole contrabbandare come scienza, pensa di utilizzare i metodi della scienza, e quindi rientra direttamente e specificatamente nel nostro campo. Vale a dire che noi riteniamo che se qualcosa vuole passare per scienza deve sottoporsi ai controlli della scienza.

POLIDORO: Mi ha fatto vedere come si potevano affrontare queste questioni con un metodo rigoroso come quello scientifico, che a volte semplicemente corrisponde a ragionare con la propria testa e quindi con i piedi per terra.

MAZZUCCO: Vediamo un classico esempio di questi ragionamenti con i piedi per terra. Sul suo blog Paolo Attivissimo ha riportato le dichiarazioni di Ed Mitchell, l’astronauta di Apollo 14 che sostiene che gli alieni abbiano visitato più volte il nostro pianeta. Nell’articolo Attivissimo afferma che i lunacomplottisti – cioè coloro che non credono che l’uomo sia andato sulla Luna – esultano perchè naturalmente credono agli UFO, e possono dire “vedi, esistono, lo ha detto persino un astronauta.” Poi però si accorgono – continua Attivissimo – che questo è uno degli astronauti che loro accusano di aver mentito sui viaggi lunari, e quindi non può più essere creduto sulla faccenda degli UFO.

Quindi, prima di tutto Attivissimo ha deciso, tutto da solo, che chi non crede ai viaggi lunari debba per forza credere agli UFO. Mentre non si capisce perchè non possa esistere una persona che non crede nè agli uni nè agli altri.

In secondo luogo, Attivissimo dovrebbe spiegare perchè mai un uomo che sia stato obbligato a mentire sui viaggi lunari – come lo sarebbe Mitchell nell’ipotesi che i viaggi fossero falsi – debba poi anche mentire su tutto per il resto della sua vita.

Questo non è un caso isolato, ma solo uno dei mille esempi di distorsione intenzionale dei ragionamenti, che costituisce l’arma fondamentale di lavoro dei debunkers. E’ un metodo vero e proprio, imparato dai debunkers americani, che lugocomune ha sistematicamente denunciato, sia in rete che in televisione.

MAZZUCCO A MATRIX: “… non sono questi i veri problemi, ma spostare l'attenzione su questi fa sì che si distolga da quelli veri.”

MAZZUCCO: Ma è soprattutto il metodo scientifico, come vedremo, a venire continuamente calpestato dagli uomini del CICAP, provocando spesso la reazione indignata di chi la scienza la conosce e la rispetta veramente.

Una cosa va chiarita bene: finchè si tratta di svelare gli inganni da poche lire di maghi, guaritori indovini o fattucchiere, il CICAP non è secondo a nessuno, ed ha sicuramente salvato molte persone da potenziali raggiri monetari.

INSERTO RAI: Dati sui fattucchieri e indovini. Segmento in cui il CICAP “svela il trucco” della signora Rita Cutolo, che teneva appiccicati i fogli di carta alle mani poichè “particolarmente callose”.

MAZZUCCO: Notiamo però come al CICAP tendano sempre a dare un risonanza enorme, quasi eccessiva a volte, a successi investigativi. Congressi, articoli, libri, conferenze e apparizioni televisive dappertutto, per festeggiare svelamenti di frodi che non richiedono, in realtà, conoscenze o esperienza particolari.

Non serve una laurea in fisica nucleare per capire che la mano callosa della signora aiuta la carta a restare appiccicata.

Viene quindi il sospetto che tutto questo can-can serva più che altro a consolidare una credibilità, presso il grande pubblico, che poi il CICAP utilizza per smentire tutte le questioni veramente importanti.

Se guardiamo bene, ci accorgiamo infatti che secondo il CICAP i cerchi nel grano non sono un mistero, gli UFO non sono un mistero, le scie chimiche non sono mai esistite, nessun fenomeno extra-scientifico viene mai riconosciuto, le cure alternative sono tutte bugie senza fondamento, e naturalmente i complotti non sono mai esistiti: tutti, dal primo all’ultimo e senza la minima eccezione, sarebbero secondo il CICAP solo il frutto di una malata fantasia popolare.

Curiosamente quindi, dal lavoro disinteressato di queste persone, che si offrono gratuitamente per proteggere il cittadino dagli inganni altrui, esce proprio quel discorso tranquillizzante, compatto e uniforme nel quale nessuna autorità viene mai messa sotto accusa, nessun governo ha mai mentito alla sua popolazione, e tutti i privilegi acquisiti dal potere vigente sono assolutamente legittimi e meritati.

E questo avviene in un paese che ha ufficialmente coniato e adottato il termine “stragi di stato”. Come è possibile attribuire onestà intellettuale a persone che ignorano sistematicamente tutto questo?


II PARTE: IL METODO del CICAP

MAZZUCCO: Ma è soprattutto nel metodo, intenzionalmente distorto e fuorviante, che si può rilevare la scarsa buonafede che anima i nostri guardiani della verità.

PIERO ANGELA (parla mentre scorre una animazione sui rabdomanti di Bruno Bozzetto): Uno dei problemi centrali nella ricerca scientifica è quello del controllo. I rabdomanti sono un buon esempio. E’ proprio vero che trovano l'acqua e che la loro bacchetta si muove da sola? Ecco come si può fare un controllo in un caso del genere. Da una autobotte si fa uscire un grosso tubo opaco, con un forte flusso d'acqua. Al rabdomante viene chiesto di sentire questo flusso. Dalle prove fatte si è visto che quando si annunciava l'apertura dell'acqua, la bacchetta girava, e quando se ne annunciava la chiusura, si fermava. Il fatto è che, all'insaputa del rabdomante, l'operatore faceva esattamente l'opposto, cioè chiudeva l'acqua quando diceva di aprirla, e viceversa. Si è così potuto constatare che non era il passaggio dell'acqua a far muovere la bacchetta, ma era il rabdodomante stesso a far scattare involontariamente la bacchetta, convinto che ci fosse acqua.

MAZZUCCO: A parte la poca serietà di un test dove si intende fin dall’inizio ingannare un soggetto, ma dove sarebbe in questo caso il metodo scientifico? Questo tipo di controllo permette al massimo di stabilire se quel particolare rabdomante abbia o meno le qualità che dice di avere, ma non dice nulla sulla rabdomanzia in generale. Inoltre il metodo scientifico prevede, prima di tutto, la ripetibilità dell’esperimento. Perchè allora il CICAP non ha verificato le stesse qualità in Maurizio Armanetti, un rabdomante italiano conosciuto in mezzo mondo per una serie di successi clamorosi, nella ricerca di falde acquifere sotterranee in diverse località italiane?

E’ stato addirittura Armanetti, invece, ad invitare il CICAP ad un confronto, attraverso Striscia la Notizia, al quale però non si è presentato nessuno.

GABIBBO (SLN): Lo so che volete invitare Piero Angela a un pubblico dibattito, è vero?

ARMANETTI (SLN): Sì. Insieme alla GEA, l’organizzazione che si interessa anche di geologia ambientale, sfidiamo, anzi invitiamo ancora più cortesemente Piero Angela e il suo club degli scettici, il CICAP, ad un confronto televisivo, o giornalistico, dove il pubblico sappia la verità. Sappia che noi l'acqua la troviamo il modo sensitivo e certificato, e che lui ha torto.

MAZZUCCO: Il CICAP sostiene che sia Armanetti a non volersi sottoporre ai test, che rifiutava sistematicamente per motivi a loro non chiari. Abbiamo cercato Armanetti al telefono, per capirci qualcosa di più.

CARTELLO: AL TELEFONO CON MAURIZIO ARMANETTI

MAZZUCCO: IL CICAP sostiene che lei scappi, diciamo, di fronte ai confronti ai quali loro sarebbero disposti a partecipare. Lei sostiene il contrario ovviamente.

ARMANETTI: Si, io sostengo il contrario, ma non solo lo sostengo, lo posso provare cartaceamente, con prove alla mano, mentre il CICAP lo dice solo praticamente ai suoi seguaci, perché tutte le volte che ho chiesto un confronto pubblico con loro, sia ai convegni internazionali di scienze paranormali, sia in trasmissioni televisive o radiofoniche, si sono sempre rifiutati dal confronto, perché sanno benissimo di essere sbugiardati.

Fine segmento telefonico.

MAZZUCCO: In effetti, dalla documentazione presentata da Armanetti pare evidente che sia stato il CICAP a rifuggire il confronto. Ma anche se fosse vero che Armanetti rifiutava, per motivi suoi, i test proposti, perchè il CICAP non è andato a verificare le sue capacità direttamente sul lavoro?

CARTELLO: AL TELEFONO CON MAURIZIO ARMANETTI

MAZZUCCO: A parte trasmissioni o convegni, ma ci sono invece casi profesisonali, nei quali lei li ha invitati… sul campo diciamo ...

ARMANETTI: A beh sì, un caso eclatante, eclatante, eclatante, che è andato anche su Raidue, quando ci fu la trasmissione “Misteri”, sul secondo canale della RAI, che praticamente io ho fatto questo lavoro incredibile per l'Italgas, che è uscito anche sul New York Times, e su tutti i giornali più importanti italiani, dove ho scoperto dopo 85 anni di insuccessi l'acqua in quantitativi enormi sotto le rocce di Rapallo, a 120 metri. Il CICAP erano sfidati da me ad essere presenti e a dire dov’è il trucco, però anche in quell'occasione strabiliante si sono ritirati, facendo una figuraccia anche in questo caso.

Fine segmento telefonico.

MAZZUCCO: In realtà, non si comprende perchè Armanetti debba voler sfuggire un confronto con chiunque, quando sul suo sito presenta anche le certificazioni dei vari enti per cui ha lavorato, che attestano il suo pieno successo in ciascun caso, e sono supportate da una vistosa documentazione scientifica.

In questo caso sembra quindi Armanetti a stare dalla parte della scienza, mentre il CICAP produce al massimo dei cartoni animati.

Un’alta tecnica del debunking alla quale il CICAP ricorre spesso, è quella di mescolare con grande disinvoltura verità plausibili con falsità evidenti, in modo da poter scartare facilmente le prime insieme alle seconde, mentre confonde le idee alla gente invece di chiarirle.

Facciamo un piccolo esempio. Nel 1991 il CICAP ha pubblicato un articolo sui cerchi nel grano a firma di Luigi Garlaschelli, uno dei suoi elementi di punta.

PIERO ANGELA (in una trasmissione TV presenta Garlaschelli): Il dottor Garlaschelli è chimico all'università di Pavia, e ha fatto varie sperimentazioni per il CICAP in passato.

MAZZUCCO: Nel suo articolo Garaschelli elencava le cause più o meno probabili di questo fenomeno, e fra le altre cose scriveva: "Pare anche che alcuni animali, come cervi o daini, girando in tondo nei loro riti di corteggiamento, lascino a volte nell'erba tracce piu' o meno circolari."

Poteva anche sembrare una boutade, ma curiosamente, nello stesso periodo, uscivano altri articoli, su testate diverse, in cui noti “ricercatori” affermavano che: [TESTO ARTICOLO] "Esistono, oltre a quelle considerate, anche ipotesi minori. Una per esempio è quella che imputa i cerchi all'azione di animali in fregola: daini, porcospini o volpi che nei loro giochi di corteggiamento girerebbero in tondo nei campi di cereali". E ancora: [TESTO ARTICOLO] "Secondo alcuni cacciatori della zona si tratterebbe dei segni lasciati dai caprioli durante il corteggiamento, nel quale il maschio rincorre la femmina girando in tondo e calpestando con gli zoccoli l'erba, che resterebbe schiacciata per alcuni giorni e poi a poco a poco si rialzerebbe".

MAZZUCCO: Bisogna dire che in certi casi deve trattarsi di femmine molto difficili da conquistare, visto il tipo di inseguimento a cui il maschio viene obbligato.

In seguito il CICAP ha cercato di dissociarsi dall’affermazione, decisamente imbarazzante, di Garlaschelli, citando una sua frase dallo stesso articolo: “E' difficile credere – scriveva Garlaschelli - che cause del genere possano rendere conto di tracce cosi' nette” .

Ma allora perchè citarle in primo luogo? A parte la ben poca scientificità di termini come “pare”, “ a volte”, o “più o meno”, ma a cosa può servire inserire una causa che è sicuramente falsa, se non a confondere le idee del lettore?

MAZZUCCO: Quando luogocomune denunciò il fatto, all'inizio del 2008, il CICAP discese in forze sul nostro sito, per difendere la loro posizione. Guidati da Francesco Grassi, il loro esperto, gli uomini del CICAP ci hanno inondato con una mole impressionante di documentazione e di informazioni apparentemente molto convincenti. Solo dopo un mese di discussioni, che ci hanno portato ad intervistare gli scienziati direttamente coinvolti nella ricerca sui crop circles, è emerso che il CICAP avesse accuratamente evitato di citare alcuni dati scientifici, da loro rilevati, che di fatto rendevano inspiegabile il fenomeno in termini umani.

Posto di fronte a questi quesiti in modo chiaro e diretto, Francesco Grassi prima ha preso tempo, poi ha cercato di aggirare la questione, e infine sia è ritirato in buon ordine, senza mai fornire le risposte richieste. Tutto ciò è verificabile da chiunque nell'articolo di luogocomune “La verità sui crop circles - Intervista a Nancy Talbott”.

Nonostante la sua incapacità di rispondere ai riscontri scientifici, il CICAP continua spudoratamente a sostenere sul suo sito che tutti cerchi nel grano siano opera di presunti artisti del territorio, che secondo loro passerebbero intere estati, ogni notte, a disegnare le centinaia e centinaia di figure che compaiono ormai ovunque nel mondo, senza essere nè pagati nè voler essere riconosciuti per la loro eccezionale abilità.

A conforto di questa risibile spiegazione, ovviamente, i nostri paladini del metodo scientifico non offrono la minima prova tangibile di quanto affermato.

E non siamo certo gli unici a criticare il CICAP per i loro metodi ingannevoli e distorti.

Segue estratto dal documentario “Crop Circles – The best evidence”, nel quale il CICAP viene accusato di malafede, e di nascondere al pubblico le vere informazioni sui cerchi nel grano.

FINE SECONDA PARTE




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