L'altra Dallas - Chi ha ucciso RFK?


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style="width: 700px; height: 8522px; text-align: left; margin-left: auto; margin-right: auto; font-family: Arial;"
align="center" border="1" cellpadding="4" cellspacing="2">



style="text-align: center; background-color: rgb(255, 255, 255);">

style="text-align: left; width: 100%; background-color: rgb(255, 255, 255);"
border="0" cellpadding="2" cellspacing="2">








4 Aprile 1968: Robert
Kennedy sta facendo un discorso elettorale a Indianapolis, davanti a un
pubblico prevalentemente di neri, quando gli viene comunicato
l'assassinio di Martin Luther King, appena avvenuto a Memphis, nel
Tennessee. Senza nessuna preparazione, Kennedy improvvisa uno dei
discorsi più famosi dell'intera storia americana:

.






style="color: rgb(0, 0, 0);">


style="margin-right: auto; margin-left: auto; text-align: left; background-color: rgb(204, 204, 204); width: 683px; height: 72px;"
align="center" border="1" cellpadding="2" cellspacing="2">


style="background-color: rgb(230, 230, 230); text-align: center;">style="font-style: italic;">"style="font-style: italic;">Pochi sono grandi abbastanza da poter
cambiare il
corso della storia. Ma
ciascuno di noi può cambiare una piccola parte delle cose, e con
la
somma di tutte quelle azioni verrà scritta la storia di questa
generazione"
color="#6600cc">- Robert Francis
Kennedy
style="font-style: italic;">



src="http://www.luogocomune.net/site/modules/sections/library/rfkpg.jpg"
align="top" hspace="7" vspace="7">




Il
6 Giugno 1968 veniva
assassinato all'Hotel Ambassador
di Los Angeles un senatore che aveva appena vinto le primarie in
California, guadagnandosi la nomination alle presidenziali per il
partito
democratico. Nonostante fosse il fratello del famoso presidente ucciso
a
Dallas nel 1963, e nonostante avesse egli stesso ottime
possibilità di diventare presidente, la sua vita e la sua
morte sono
finite nell'oblio.





style="width: 116px; height: 227px;" alt=""
src="http://www.luogocomune.net/site/modules/sections/library/sirb-o.jpg"
align="right" hspace="5" vspace="5">Soprattutto
la seconda, avvenuta ufficialmente per mano di Shiran
Bishara Shiran, è stata sbrigativamente archiviata dalla
storia senza mai essere
stata presa seriamente in esame. D'altronde, mentre a Dallas abbiamo
forse
il
più intricato
"giallo" della storia moderna, Shiran ha sparato sotto
gli occhi di tutti, e di
cospirazione vera e propria - almeno a livello popolare - non si
è mai parlato.





Ma la storia,
com'è noto, "è scritta dai
vincitori". Ed il vincitore di quella tornata elettorale fu lo stesso
Richard Nixon che aveva
inaspettatamente perso, otto anni prima, contro lo sconosciuto John
Kennedy, e che rischiava ora di fare la stessa figura contro il
fratello più giovane. Rimasto invece senza
avversari, nell'autunno Nixon riusci finalmente a rientare in quella
Casa Bianca
da
cui era uscito nel 1959,
come vice di Eishenower, convinto di fare una
semplice
passeggiata elettorale.




style="width: 158px; height: 161px;" alt=""
src="http://www.luogocomune.net/site/modules/sections/library/nix1-o.jpeg"
align="left" hspace="5" vspace="5">(Nel
1964
Nixon aveva saggiamente scelto di non
candidarsi, visto che in quel momento
la popolarità di
Johnson, appena succeduto a Kennedy, era alle stelle. Johnson infatti
stravinse contro
Barry
Goldwater, mentre fu lui stesso a dover rinunciare a candidarsi, nel
1968, sotto il peso delle disastrose
notizie che arrivavano dal Vietnam. Questo
aprì la strada alla candidatura di Bob Kennedy - che era
contrario a restare in Vietnam - e che
venne
così a trovarsi in piena rotta
di collisione con il rientrante Nixon).



Vale la pena di ricordare una frase emblematica, pronunciata da Kennedy
poco prima di
candidarsi: "Soltanto
i poteri di un presidente permetteranno
un giorno di rivelare al mondo la verità sull'assassinio di mio
fratello.
" E' chiaro quindi che la sua morte deve
aver giovato sia
chi ha poi vinto quelle elezioni, sia chi nel passato aveva tramato per
la
morte del fratello. Sempre che non si trattasse della stessa
persona.





style="margin-right: auto; margin-left: auto; text-align: left; background-color: rgb(204, 204, 204); width: 620px; height: 108px;"
align="center" border="1" cellpadding="2" cellspacing="2">

style="text-align: justify; background-color: rgb(230, 230, 230);">style="font-style: italic;">"Il coraggio morale è ancora
più raro e prezioso del
coraggio in battaglia, o di una grande intelligenza. Ma è 
una dote
assolutamente indispensabile per chi voglia cambiare un mondo che
accetta così faticosamente il cambiamento. Ogni volta che una
persona si batte per un'idea, agisce nell'intento di migliorare la
situazione degli altri, o si scaglia contro un' ingiustizia, mette in
moto sottili rivoli di speranza che, convergendo da mille sorgenti
di energia e di coraggio, vanno a formare una corrente in grado di
travolgere il più poderoso muro di oppressione e resistenza"
- RFK

 




IL FATTO


style="width: 173px; height: 159px;" alt=""
src="http://www.luogocomune.net/site/modules/sections/library/rfk-2o.jpeg"
align="left" hspace="5" vspace="5">All'Ambassador
Hotel di Los Angeles è passata da poco la mezzanotte del 5
Giugno, quando
Robert Kennedy conclude il suo discorso di ringraziamento alla platea
che lo festeggia per la vittoria nelle primarie, che gli vale anche
la  candidatura alle presidenziali. A quel punto
il programma prevede che il Senatore lasci il palco alla sua sinistra,
per raggiungere la sala stampa dove lo attendono i
giornalisti. Ma una sua guardia del corpo, Bill Barry, annuncia che il
percorso è completamente bloccato
dalla folla, e dirige tutti ad uscire invece dal lato opposto (vedi
grafico, più
sotto). Dopo un corridoio ci sono due porte metalliche "a
molla", che danno alle cucine dell'albergo. Kennedy è preceduto
dal maitre dell'hotel, Karl Uecker, che lo tiene per il
polso e gli apre la strada fra
la gente che gli viene incontro. Sul lato destro di Kennedy cammina
Thane
Eugene Ceasar, la nuova guardia del corpo che ha sostituito all'ultimo
momento quella
abituale del Senatore. L'altra guardia del corpo di Kennedy, Bill Barry
appunto, è
rimasto inspiegabilmente indietro.



src="http://www.luogocomune.net/site/modules/sections/library/rom-co.jpeg"
align="right" hspace="5" vspace="5">Mentre
procedono, Kennedy risponde alle
domande
di un giornalista, che sta trasmettendo via radio, senza saperlo, gli
ultimi istanti della sua vita (l'audio/video a fine pagina,
sottotitolato in italiano). Una volta
nelle
cucine, Kennedy si ferma a stringere la
mano a camerieri e cuochi che lo festeggiano. L'ultimo a farlo
è
un bus-boy di 18 anni, John Romero, che
resterà immortalato con lo sguardo fisso nel vuoto, accanto al
Senatore morente.




In quel momento Uecker "sente
qualcosa insinuarsi fra lui e il tavolo
metallico che ha davanti". E' il braccio di Shiran, che
punta verso
Kennedy una calibro .22 ed inizia a sparare. Kennedy lo vede,
e alza le mani davanti a sè, in un gesto instintivo di
protezione. Uecker ed altri si avventano
sul polso di Shiran, e cominciano a sbatterlo furiosamente contro il
bordo del tavolo metallico. Ma Shiran non molla la presa, e ne nasce
una colluttazione che sembra non finire
mai, con le urla di chi ha paura, le urla di Shiran, e quelle
di chi
grida agli
altri cosa fare per immobilizzarlo.



Quando Shiran viene finalmente
disarmato, Kennedy si ritrova a
terra con tre pallottole in corpo. Una quarta gli ha
forato la giacca, sotto l'ascella destra, senza ferirlo. Il Senatore
fa ancora in tempo a chiedere "is everybody allright?" (stanno tutti
bene?), e poi crolla in una pozza di sangue. Viene operato d'urgenza al
vicino Good Samaritan
Hospital, mentre l'intera nazione attende, col fiato in sospeso,
davanti ai televisori. Ma l'incubo di Dallas si ripete: Kennedy non
supera la crisi, e muore, alle 1.44 del mattino, senza aver più
ripreso conoscenza.




Dalla registrazione dell'intervista in corso, si
sente
con chiarezza solo il primo colpo, e forse il secondo sovrapposto
(subito
dopo la parola
"camouflage"),
poi le urla dei presenti coprono tutto ciò che accade. Nel
parapiglia
risulteranno ferite 5 altre persone: Ira Goldstein, che
ha
ricevuto due colpi (uno gli ha attraversato il pantalone, senza
ferirlo, l'altro l'ha
colpito alla natica), Paul Schrade (che si trovava immediatamente
dietro a Kennedy, e ha ricevuto una pallottola in testa), William
Weisel, Richard Lubic ed Elizabeth Evans, anche lei colpita alla testa
ma, come gli altri quattro, miracolosamente sopravvissuta.



style="width: 728px; height: 306px;" alt=""
src="http://www.luogocomune.net/site/modules/sections/library/rfk-mapo.jpg">




style="width: 337px; height: 329px;" alt=""
src="http://www.luogocomune.net/site/modules/sections/library/rfk1c-o.jpg"
align="right" hspace="5" vspace="5">Shiran
viene arrestato, giudicato e
condannato in tempi molto brevi. Basti dire che il referto autoptico,
rallentato  a sua volta da strani problemi burocratici,
arrivò in
tribunale quando
già Shiran, pur non ricordando
assolutamente nulla dell'attentato, aveva ammesso la propria
colpevolezza, nella speranza di ricevere una pena più mite.



Sembrò a tutti un caso chiuso.



Ma se si prova a fare il
conteggio dei proiettili, scopriamo che dovremmo averne quattro per
Kennedy, due per Goldstein, e
uno ciascuno per gli altri quattro feriti, il che porta ad un totale di
dieci
proiettili, quando la pistola di Shiran - ammesso e non concesso che li
abbia sparati tutti - poteva contenerne soltanto otto.




In realtà furono
poi sette i proiettili
estratti dal corpo delle varie vittime, due risultarono conficcati
nello
stipite della porta alle spalle di Kennedy, e due fori furono trovati
nel pannello del soffitto proprio sopra di lui, portando
il minimo a undici proiettili sparati.



Decisamente troppi per il solo Shiran.



Di fronte alla necessità di scovare un secondo sparatore - e
quindi di ammettere anche una "cospirazione" - inizia a questo
punto, nella versione
ufficiale della
polizia, un balletto di proiettili di fronte
al quale il famoso "magic bullet" di Dallas è una certezza
statistica inconfutabile.



Qui infatti l'unico modo per fare tutti quei danni con otto proiettili
è che a) il proiettile che ha forato la giacca di
Kennedy
sotto l'ascella, abbia poi compiuto una deviazione di 80 gradi verso
l'alto, per colpire
la testa di Shrade che era subito dietro di lui (non a caso Paul
Schrade, che
non è mai stato indennizzato, è stato fra i più
instancabili
nel chiedere una riapertura del
caso). Che b) il proiettile che ha colpito il pantalone di Ira Goldman
dal
davanti sia poi rimbalzato su una piastrella dietro di lui, per
rientrargli nella natica in direzione opposta, ma soprattutto che c) un
colpo imprecisato
abbia subito anch'esso una deviazione verso l'alto di 90 gradi,
per forare il pannello del soffitto sopra Kennedy, rimbalzare su
"qualcosa" di non
meglio indentificato nell'interstizio, tornare indietro praticando un
secondo foro accanto al primo, e ferire infine Kennedy dall'alto.
Insomma,
una specie di cartone animato, in cui le pallottole instancabili
rimbalzano dappertutto, mentre nessuno riesce a impedire a
Shiran di
sparare nemmeno uno degli otto colpi che aveva in canna.


src="http://www.luogocomune.net/site/modules/sections/library/csp5+4o.jpg"
alt="" style="width: 493px; height: 334px;" hspace="5" vspace="5">


Nella foto sopra a sinistra, i
due fori rilevati nello stipite della
porta, contenenti un proiettile ciascuno (il che sarebbe
già sufficiente a far "saltare" la tesi di Shiran come assassino
unico, poichè 7+2=9). Nella foto a destra i due
fori rilevati nel pannello del soffitto, proprio sopra il punto in cui
si
trovava Kennedy, per
i quali invece "nessuna pallottola è mai stata trovata".



Ci si domanderà a questo punto come sia stato possibile
condannare il solo Shiran, di fronte ad una contraddizione matematica
così lampante.




style="font-weight: bold;">
IL PROCESSO



La risposta è che tutte queste informazioni non arrivarono mai
alla giuria. Non dimentichiamo
che nel sistema americano il giudice ha enormi poteri nel condurre il
processo a suo piacimento, e questo ovviamente torna molto comodo
nell'ipotesi di una cospirazione. Inoltre, l'avvocato d'ufficio di
Shiran, che fu scelto dallo stesso giudice, mostrò una
scarsissima predilezione per il semplice calcolo aritmetico, preferendo
concentrare tutti i suoi sforzi per far apparire Shiran come uno
psicopatico. Ciò appariva ai giurati come un nobile tentativo
per alleviarne i termini di una condanna ormai sicura,
ma in realtà sviava radicalmente il processo da quello che
avrebbe dovuto essere il suo corso naturale. Vi fu poi un grosso
"intoppo
procedurale", come già detto, per cui la giuria non potette
nemmeno vedere l'autopsia sul corpo di Kennedy, che
avrebbe smentito in pieno - come vedremo in seguito - la versione
ufficiale dei fatti.



A questa procedura chiaramente deformata,
si aggiunga il fatto che tutti gli elementi rimossi dal luogo del
delitto (lo stipite della porta, i pannelli del soffitto, e la pistola
stessa di Shiran) o
"andarono perduti" dopo il processo, oppure "furono
buttati via" dalla polizia di Los Angeles,
perchè "occupavano spazio inutilmente".
Che nessuno si sognasse mai, in altre parole, di riaprire un caso
chiuso così abilmente sotto gli occhi di tutti.



(Sorte simile era toccata agli appunti di 7 ore di
interrogatorio a Lee Harvey Oswald,
che furono "buttati via" dalla polizia di Dallas, subito dopo la sua
morte, perchè "tanto era
chiaro che era stato lui." Strano paese, dove ti registrano su nastro
persino la
deposizione per una multa non pagata, ma poi se ammazzano il presidente
buttano via tutto quello che ha detto
l'assassino).



style="margin-right: auto; margin-left: auto; text-align: left; background-color: rgb(204, 204, 204); width: 641px; height: 44px;"
align="center" border="1" cellpadding="2" cellspacing="2">





style="font-style: italic;">


style="background-color: rgb(230, 230, 230); text-align: center;">style="font-style: italic;">"Pochi sono disposti a sfidare la
disapprovazione dei compagni, la
critica dei colleghi, e la rabbia della società, in nome della
semplice verità." style="font-style: italic;">- RFK












style="font-weight: bold;">

IL CORONER DELLE CELEBRITA'




style="width: 151px; height: 181px;" alt=""
src="http://www.luogocomune.net/site/modules/sections/library/nogu-o.jpeg"
align="left" hspace="5" vspace="5">Ma il
problema più grosso, per la versione ufficiale, si
chiama Thomas Noguchi. Noguchi non
è stato
semplicemente un coroner (il
medico legale, responsabile dell'autopsia), ma colui che ha trasformato
alla radice il concetto stesso
di indagine post-mortem, nella storia della criminologia americana.
Soprannominato
"Coroner
of the Stars
", per aver operato da sempre su Los Angeles,
Noguchi
partecipò già all'autopsia di style="width: 285px; height: 405px;" alt=""
src="http://www.luogocomune.net/site/modules/sections/library/nogu3-o.jpeg"
align="right" hspace="5" vspace="5">Marylin
Monroe (in
cui suggerì la soluzione
all'enigma del finto suicidio), condusse quelle di Robert Kennedy, di
Sharon Tate (la moglie di Polansky uccisa dai seguaci di Manson), di
John Belushi e di tanti altri personaggi dello spettacolo, e fu inoltre
colui che dimostrò, per conto della famiglia Calvi,
l'impossibilità del
suicidio del "banchiere di Dio", trovato impiccato sotto un
ponte di Londra.



La differenza fra Noguchi e gli altri coroners sta nell'approccio
globale con cui affronta i casi a lui affidati. Noguchi non
esamina
semplicemente il cadavere sul tavolo della morgue, ma vuole arrivare a
"ricollocarlo" (idealmente, s'intende) nella
precisa dinamica dell'azione. E' quindi in realtà un
investigatore a sè stante, che tende ad integrare le
osservazioni sul
cadavere con i rilevamenti sul luogo del delitto. (Ad esempio: muovendo
nelle varie posizioni il braccio destro di Kennedy,
Noguchi notò che solo ad una certa angolazione il foro di
entrata di un proiettile sotto l'ascella risultava perfettamente
rotondo. Grazie a questo dedusse che quel colpo poteva essere giunto
solo quando il Senatore aveva già alzato il braccio davanti a
sè, arrivando a stabilire
con precisione in che punto della sequenza fosse partito quel colpo).



Purtroppo il suo metodo, invece di venire apprezzato per l'evidente
contributo che può dare alle indagni, è stato spesso
osteggiato dalla polizia di Los Angeles, che ha sempre visto in Noguchi
un personaggio troppo ingombrante e difficile da controllare. E avevano
tutt'altro che torto.





style="font-weight: bold;">F.B.I. contro  L.A.P.D. (Los
Angeles
Police Department)

style="font-weight: bold;">

A differenza di
Dallas, dove l'FBI tolse di forza la
giurisdizione del caso alla polizia locale (storico l'episodio in cui
lo sceriffo di Dallas si mette di traverso nel corridoio dell'ospedale,
cercando di bloccare gli uomini di Kennedy che se lo stanno portando
via nella bara) la polizia di Los Angeles seppe prendere in mano il
caso e portarlo fino alla conclusione senza alcun intervento federale.
Questo ha reso molto più facile
controllare, ad esempio, certe testimonianze scomode, come quelle di
chi inizialmente aveva sentito la famosa "ragazza in polka-dot" dire
"abbiamo ucciso
Kennedy", ma poi al processo, stranamente, non si ricordava più
di nulla. Ma soprattutto, non dovendo spiegazioni a nessuno, hanno
potuto concedersi
tutte le "distrazioni" già citate, alle quali si possono
aggiungere episodi come l'incenerimento
"accidentale" di 2400 fotografie, "convinti che fossero solo dei
duplicati". La misura della sfacciataggine è qui anche la misura
dell'impunità in cui sapevano di muoversi gli alti livelli del
dipartimento di polizia.




Tutto questo ha da sempre tagliato le gambe in partenza ad un'eventuale
riapertura
del processo: oggi di quegli elementi esistono solo le fotografie
pubblicate in questa pagina, e poche altre.



Nove anni dopo però l'FBI fu costretta ad entrare in
gioco,
quando il giudice indipendente Thomas Kranz fu incaricato dal
procuratore
della Contea di Los Angeles di una revisione del caso,
in seguito alle montanti proteste da parte di un numero crescente di
voci pubbliche, a cui stava a cuore la verità. Il rapporto fu il
solito atto di equilibrismo verbale - molto simile a quello della
commissione
HSCA nel caso JFK - che tendeva a ristabilire almeno una parte di
verità, per accontentare le voci più esigenti, senza per
questo smentire pubblicamente le stesse autorità che avevano
agito inizialmente per coprirla del tutto.




IL RAPPORTO KRANZ




style="width: 664px; height: 355px;" alt=""
src="http://www.luogocomune.net/site/modules/sections/library/Krntz1o.jpg">
style="font-weight: bold;">



Nel 1977 Kranz consegnò
ai suoi superiori un rapporto completo
sull'assassinio di Robert Kennedy (href="http://www.luogocomune.net/lc/htmpages/RFK/Kranz.zip">qui
l'originale in pdf.zip, 3 vol. 7.7 Mb), nel quale riportava, fra le
altre cose, i risultati dell'autopsia
di Noguchi. Leggendoli, diventa più facile capire perchè
quest'ultima faticò
così tanto ad arrivare in tempo utile al processo.





style="width: 668px; height: 258px;" alt=""
src="http://www.luogocomune.net/site/modules/sections/library/autop1bo.jpg"
hspace="5" vspace="5">

cellpadding="2" cellspacing="2">





style="width: 224px; height: 276px;" alt=""
src="http://www.luogocomune.net/site/modules/sections/library/autop2bo.jpg"
align="left" hspace="5" vspace="5">style="width: 216px; height: 279px;" alt=""
src="http://www.luogocomune.net/site/modules/sections/library/rfk_c3o.jpg"
align="right" hspace="5" vspace="5">Ecco
cosa dice, in sintesi, il
passaggio sopra citato (che compare a pagina 7 del I Volume): il colpo
mortale (3, nello schema di Noguchi a sx.) ha penetrato il
cranio dietro all'orecchio destro, frantumandosi poi al suo interno.
Bruciature di polvere da sparo sull'orecchio indicano che il colpo
è stato sparato da circa 3-4 cm. di distanza. (Tutti i presenti
hanno testimoniato che Shiran non si
è
mai avvicinato a meno di un metro da Kennedy).



Altri due colpi sono
penetrati accanto alla scapola e sotto l'ascella destra (il primo si
è piantato nelle vertebre cervicali di Kennedy, il secondo
è
fuoriuscito all'altezza della spalla).



A destra vedete la giacca di
Kennedy, con i fori di entrata e uscita del colpo n. 2. Anche questi
colpi risultarono sparati da distanza ravvicinata.


Il paradosso è
impossibile
da ignorare. Shiran spara da
davanti, in orizzontale, e Kennedy viene colpito da
dietro, tre volte, in verticale dal basso verso l'alto (da cui i buchi
nel soffitto).









style="font-weight: bold;">CHI ERA SHIRAN BISHARA SHIRAN



Che Shiran sia stato il classico "patsy" della situazione è
evidente almeno quanto il fatto che non possa aver
fatto tutti quei disastri da solo. A conferma di ciò, notiamo la
"solita" fantasia sfrenata della polizia (sempre dal rapporto Kranz,
sotto), che per rafforzare la alt=""
src="http://www.luogocomune.net/site/modules/sections/library/glovb-o.jpg"
align="left" hspace="5" vspace="6">colpevolezza
di Shiran non ha trovato di meglio che scoprire, nel cruscotto della
sua macchina, un biglietto da visita e una ricevuta, datata pochi
giorni prima, per l'acquisto di munizioni per una calibro .22. Per un
totale di 200 proiettili, più altri proiettili sparsi un
pò dappertutto, e scatole vuote sempre per proiettili
rigorosamente di quel  calibro. A questo si aggiunga la
testimonianza di una persona che avrebbe udito Shiran dire a voce alta,
mentre li acquistava, "mi raccomando, mi dia dei proiettili di quelli
che non fanno mai
cilecca, è importante che questi non facciano assolutamente
cilecca".



Come dire, quando il troppo storpia. Anche Oswald si era dimenticato di
buttare via la ricevuta con cui
avrebbe acquistato il fucile di Dallas, così come fece
Timothy Mc Veigh con la ricevuta per i composti chimici che avrebbe
usato per fabbricarsi la bomba di Oklahoma City.  (Noi invece
siamo
più sofisticati, e abbiamo gli anarchici che prendono il taxi
per
fare cento metri, con la bomba già innescata nella borsa, pur di
farsi riconoscere dal taxista subito dopo la strage).



Vi è però una cosa che non si è
ancora riuscito a capire di Shiran, e cioè la misura esatta del
suo coinvolgimento nell'attentato, poichè di fatto tutti lo
videro sparare
a Kennedy col chiaro intento di ucciderlo.



style="width: 206px; height: 159px;" alt=""
src="http://www.luogocomune.net/site/modules/sections/library/sirhan1-o.jpeg"
align="right" hspace="5" vspace="5">
Negli
anni
si sono venute accavallando le tesi più fantasiose, arrivando
anche ad ipotizzare una specie di "Manchurian Candidate" programmato
per uccidere e poi dimenticare tutto. Ma
anche se non a quei livelli, qualcosa del genere deve essere successo,
poichè lo stesso Shiran sostiene, a tutt'oggi, di non ricordare
assolutamente nulla di quei momenti. Conserva un buco di memoria
totale, che va
dall'ingresso nell'albergo, fino al "risveglio" nella macchina della
polizia.



Egli stesso si dice convinto di essere stato vittima di una
macchinazione in cui, dopo averlo condizionato mentalmente, l'avrebbero
drogato perchè arrivasse a commettere l'omicidio in uno stato di
tale confusione mentale da non registrare nemmeno gli eventi di cui era
protagonista. In effetti Shiran fu
visto bere, poco prima dell'omicidio, un vistosissimo intruglio
alcolico, per quanto tutti sappiano che fosse astemio sin dalla
nascita.



Shiran
inoltre non aveva un solo precedente penale, non aveva
motivi particolari per uccidere Kenendy (anzi, disse che intendeva
votare per lui alle presidenziali), ed è sempre stato un
detenuto modello,
nei quasi 40 anni trascorsi in prigione. (Inizialmente Shiran fu
condannato a morte, ma nel 1978 la sentenza fu commutata in ergastolo,
quando la California abolì la pena capitale).



Su sua richiesta,
Shiran si è anche sottoposto ad una seduta ipnotica, per
cercare di ritrovare nella memoria qualche fotogramma di quegli
istanti fatali. Ma mentre alla domanda "parlami di Bob Kennedy", Shiran
reagiva scrivendo ripetutamente "Bob Kennedy deve morire", alla
domanda "chi ha ucciso Bob Kennedy" dall'incoscio di Shiran è
emerso un disarmante "Non lo so, non lo so, non lo so".



Ecco un dettaglio delle note, scritte sotto ipnosi, in cui Shiran
ripete
ossessivamente "Robert Kennedy must die", "Robert Kennedy
must be assassinated" (Robert Kennedy deve morire, Robert Kennedy deve
essere assassinato). Verso la fine compare anche, cerchiato, un
"prima del 5 Giugno 1968".


style="width: 680px; height: 463px;" alt=""
src="http://www.luogocomune.net/site/modules/sections/library/hypno-o.jpeg"
hspace="5" vspace="7">




Shiran è stato descritto da tutti i testimoni come un
invasato che sparava a Kennedy urlando meccanicamente "Robert
Kennedy
must die!" "Robert Kennedy
must die!"



Il fratello e l'attuale avvocato di Shiran, Lawrence Teeter, non hanno
ancora perso
tutte le speranze per far riaprire il processo, anche se non si rischia
molto a scommettere
che questo non avverrà mai. Per chi fosse interessato
all'attuale status legale, href="http://www.reopenrfkassassinationcase.com/">questo è il
sito  ufficiale del
difensore di Shiran.





cellpadding="2" cellspacing="2">










style="font-weight: bold;">THANE EUGENE CESAR




style="font-weight: bold;">style="width: 137px; height: 288px;" alt=""
src="http://www.luogocomune.net/site/modules/sections/library/cesarbo.jpg"
align="left" hspace="5" vspace="6">Molto
meno rumore ha fatto invece
la storia di Thane Cesar, l'uomo
verso il quale puntano il dito tutti gli indizi emersi finora. Presto
scomparso nel nulla, fu lo stesso capo della polizia di Los Angeles a
suggerire a Kennedy questa guardia del corpo privata, dopo che una
delle sue
aveva improvvisamente dato forfait per la serata all'Ambassador. Thane
Cesar risultò poi essere un fervente sostenitore di George
Wallace, il governatore del Texas a sua volta candidato presidenziale
di quell'anno per l'estrema destra. Un dichiarato sostenitore del
Ku-Klux-Klan, Wallace, che combatteva praticamente ogni riforma
propugnata da Kennedy, sarebbe finito a sua volta su una sedia rotelle,
nel 1972, in seguito ad un attentato. (L'elezione del 1968 fu poi vinta
da Nixon, contro Wallace appunto, e contro Hubert Humphrey, il
candidato
democratico che Kennedy aveva appena sconfitto nelle primarie, e che
era rientrato in lizza dopo l'assassinio).



Notiamo inoltre come la società di
detectives che aveva fornito le prestazioni di Cesar a Kennedy, la Ace
Security, fosse di
proprietà della
Lockeed Corporation, un ambiente tutt'altro che "liberal" dal punto di
vista ideologico. Stupisce infatti che nell'entourage di Kennedy non
abbiano
pensato di
rivolgersi a organizzazioni più "amiche", nell'affrontare il
delicato
problema della sostituzione. Ma non va dimenticato che fu proprio Bill
Barry, la prima guardia del corpo di Kennedy, a suggerire all'ultimo
momento la deviazione attraverso le cucine dell'Ambassador (dove si
trovava Shiran in attesa), e che lui stesso poi "non riuscì" ad
essere
accanto all'uomo che doveva proteggere, nel momento del bisogno.




LA TESI PIU' ACCREDITATA



Thane invece
marciava immediatamente alla
destra di Kennedy, e lo tirò a terra "per proteggerlo"
- come da manuale - immediatamente dopo i primi spari. E' quindi
l'unico ad aver potuto sparare a Kennedy da dietro, a bruciapelo e
verso
l'alto, e fu anche l'unico a farsi ritrovare con una pistola in
mano, alla fine della sparatoria. Non disse però se la pistola
avesse sparato o
meno, e nessuno si preoccupò mai di chiederglielo. E nonostante
questa fosse una calibro .22 - esattamente come quella di Shiran - non
fu mai esaminata al
processo, e scomparve
poi nel nulla, insieme agli altri mille elementi "scomodi" sequestrati
dalla polizia di Los Angeles. Stessa fine fece la pistola di Shiran, a
causa di una "confusione fra due buste", in cui fu gettata naturalmente
quella sbagliata.




style="font-weight: bold;">C'è
infatti chi ha suggerito che
la pistola di Shiran fosse caricata a salve (nel qual caso basterebbe
un rapido esame per scoprirlo), per evitare di ferire Thane Cesar
mentre
svolgeva il suo
lavoro, coperto dalle urla e dai suoi colpi a vuoto. Questo sarebbe
possibile, nonostante gli 11 colpi (che a sua volta non può aver
sparato Thane da solo), se si considerano due testimonainze colte sul
momento, ma poi significativamente ignorate dal giudice al processo:
una certa Lisa src="http://www.luogocomune.net/site/modules/sections/library/shth-o.jpg"
align="right" hspace="5" vspace="6">Urso
disse di
aver notato, subito dopo la sparatoria, un
uomo biondo, vestito di grigio, che riponeva la pistola in una fondina,
mentre un altro testimone disse di aver visto un uomo coi capelli
scuri, vestito di scuro, sparare due colpi e allontanarsi in fretta
dalla cucina. (Con Thane, e forse altri, che sparavano a Kennedy da
dietro, diventa anche pù facile spiegare il colpo ricevuto nella
natica da Ira Goldsten, che invece prima obbligava a suggerire un
improbabile "rimbalzo su una piastrella alle sue spalle").





Qualunque sia stata la
dinamica effettiva dell'omicidio, è chiaro che ruota
tutta intorno a Thane Cesar, ed alla sua posizione privilegiata al
fianco di
Kennedy.




A destra vedete
una foto emblematica, che ritrae proprio Thane Cesar accanto a Shiran,
subito dopo l'attentato. Sarebbe interessante conoscere i loro
rispettivi pensieri in quel preciso momento. (Per non
pensare alla faccia che avrebbero fatto i due uomini sulla destra, se
gli avessero detto che l'assassino di Kennedy non è
quello che tengono fermo, ma quello accanto, in divisa, che li sta
aiutando a farlo).







style="background-color: rgb(204, 204, 204); text-align: left; margin-left: auto; margin-right: auto; width: 567px; height: 44px;"
align="center" border="1" cellpadding="2" cellspacing="2">


style="background-color: rgb(230, 230, 230); text-align: center;">style="font-style: italic;">Alcuni vedono le cose come sono, e si
chiedono "perchè". Io
sogno cose che non sono mai state, e mi chiedo "perchè no"
style="font-style: italic;">style="font-style: italic;"> - RFK










CONCLUSIONE






src="http://www.luogocomune.net/site/modules/sections/library/rfk1o.jpeg"
align="left" hspace="5" vspace="5">Troppo
idealista forse, per poter accettare i
compromessi necessari a guidare una nazione come l'America, e
forse troppo delicato caratterialmente, per poter reggere il
peso
di un ruolo così impegnativo, non sapremo mai se Robert Kennedy
avrebbe saputo portare a termine con successo
un'eventuale sua presidenza. Difficile immaginare in lui
la fermezza - o perlomeno la grandiosa capacità di bluff - che
il fratello John aveva messo in mostra in occasione della
crisi dei
missili nel 1962, oppure quando promise, all'inizio della gara spaziale
con i Russi, di
"piazzare un uomo sulla Luna entro la fine del decennio".



 Sta di fatto che la morte di Bob Kennedy aprì la strada ad
un
periodo di predominio della destra repubblicana - guerrafondaia,
razzista e restauratrice - che iniziò con Nixon e si protrasse,
fatto salvo per la parentesi Carter 1976-80, attraverso lo
stesso Nixon, rieletto nel '72, Jerry Ford che ne completò il
mandato (in seguito a Watergate), Ronald Reagan, che stravinse sia nel
1980 che nel
1984, e George H. Bush, che vinse nell'88, pur perdendo contro Clinton,
nel 1992.



In seguito alla morte di
Bob Kennedy ci sarebbero stati quindi ben 20 anni su 24 di dominio
repubblicano alla Casa Bianca.




Se poi si considera l'intero periodo post-bellico, le presidenze
Kennedy-Johnson, Carter e Clinton appaiono in realtà come
piccole "macchie" democratiche in un arco compatto di predominio
repubblicano, che iniziò con Eisenhower, passò per il
periodo sopra descritto,
e riprese infine, dopo gli 8 anni di Clinton, con le due vittorie
consecutive dell'attuale presidente George W. Bush (2000 e 2004).

src="RFK1_files/tlpreze.jpg" vspace="5">

Solo
20 anni su 56 di Casa Bianca, da Eisenhower ad oggi, sono sfuggiti al
controllo dei grandi gruppi di potere rappresentati dal
partito repubblicano.



src="http://www.luogocomune.net/site/modules/sections/library/rfkmlkco.jpg"
align="right" hspace="5" vspace="6">In
questo senso il 1968 fu un anno
cruciale per la storia americana,
con
la drammatica
escalation in Vietnam (a cui Kennedy avrebbe immediatamente posto
fine), e
l'esplosione contemporanea dei movimenti giovanili e di quelli per i
diritti civili, che lo stesso Kennedy e Martin Luther King rischiavano
di unificare in una miscela inarrestabile di rinnovamento, se il
giovane Senatore
avesse conquistato la presidenza (non è escluso che intendesse
scegliere proprio
King come vicepresidente).
Un'ipotesi evidentemente inaccettabile, per chi decise prima di far
uccidere Martin Luther King, nell'Aprile di quell'anno (v. video,
sotto), e poi
determinò
che in ogni caso Robert Kennedy non dovesse arrivare vivo alle elezioni
del
Novembre
1968.




Chiunque sia stato costui, di certo non fu Shiran Bishara Shiran.





Scritto da Massimo Mazzucco per href="www.luogocomune.net">www.luogocomune.net







Fonti:

The Assassination of Robert F. Kennedy, di Jon Christian e
William Turner

The Second Gun Expose,
di Ted Charach

University of Massachussets RFK Archives




style="text-align: left; background-color: rgb(204, 204, 204); width: 100%; height: 540px;"
border="1" cellpadding="2" cellspacing="2">


style="vertical-align: top; background-color: rgb(230, 230, 230);">
style="text-align: center; background-color: rgb(230, 230, 230);">style="font-weight: bold; text-decoration: underline;">

IL PRODOTTO NAZIONALE LORDO - SECONDO BOB KENNEDYstyle="font-style: italic;">




"Non troveremo mai un fine per la
nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero
perseguimento
del benessere economico, nell'ammassare senza fine beni terreni.



Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice
Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto
nazionale
lordo. Il prodotto nazionale lordo comprende anche l'inquinamento
dell'aria e
la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le
nostre
autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.



Il prodotto nazionale lordo mette nel conto le serrature speciali per
le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di
forzarle. Comprende la distruzione delle sequoie e la morte della fauna
nel Lago Superiore. Comprende programmi televisivi che valorizzano la
violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la
produzione di napalm, missili e testate nucleari, e comprende anche la
ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica.

[Siamo nel 1968 - ndr]



Il prodotto nazionale lordo si accresce con gli equipaggiamenti che la
polizia usa per sedare le rivolte nelle nostre città, e non fa
che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi
popolari.



E se il prodotto nazionale lordo comprende tutto questo, non calcola
però molte altre cose. Non tiene conto della salute delle nostre
famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei
loro
momenti di svago. E' indifferente alla decenza del luogo di lavoro o
alla sicurezza nelle
nostre strade. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la
solidità dei valori familiari, l'intelligenza del nostro
dibattere o
l'onestà dei nostri pubblici dipendenti.



Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali,
né dell'equità
nei rapporti fra di noi. Il prodotto nazionale lordo non misura
né la
nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra
saggezza né la
nostra conoscenza, né la nostra compassione né la
devozione al nostro
paese.



Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente
degna
di essere vissuta. Può dirci tutto sull'America, ma non se
possiamo
essere orgogliosi di essere americani."


style="text-align: right; background-color: rgb(230, 230, 230);">style="font-style: italic;">Robert Francis Kennedy






style="font-style: italic;">

style="font-weight: bold;">
















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