Ora che il sindaco Marino si è disciolto nell'acido della propria stupidità, a Roma si apre una voragine più grande di tutte le buche della città messe insieme: chi sarà il prossimo uomo a governarla? I 5 Stelle scalpitano. Sentono di avere a portata di mano un'oppurtunità storica, per dimostrare al paese che loro sono profondamente, sostanzialmente ed effettivamente diversi da tutti gli altri: loro sono persone oneste. Ma non "oneste" nel senso che semplicemente non mangiano al ristorante a spese del cittadino, ma oneste in quanto concepiscono la politica come un servizio per il cittadino - il che di per sè esclude e combatte a priori qualunque tipo di corruzione, malaffare o ruberia che si possano immaginare. E Roma è proprio la culla universale della corruzione, del malaffare e della ruberia. Roma, semplicemente, è la corruzione. A Roma non c'è ente, ministero, associazione o corporazione che non sia corrotto. A Roma non ti muovi se non "conosci qualcuno". A Roma nulla accade senza il beneplacito trasversale di qualcuno. A Roma la legalità è un'optional, più spesso fastidioso che non benvenuto. Figuriamoci l'onestà, che della legalità fa la propria bandiera. Andare a governare una città del genere implica automaticamente una scelta irrevocabile: [...] o accetti lo status quo, e cerchi di scendere a patti con il sistema corrotto, sperando che ti lascino sopravvivere se non darai troppo fastidio, oppure combatti lo status quo, e ti metti apertamente contro un intero sistema di corruzione e di malaffare che farà di tutto per eliminarti pur di soppravviere. La persona più ingenua - e molti dei 5 Stelle, purtroppo, sono ancora molto ingenui - potrà pensare che per fare pulizia basterà utilizzare le leggi vigenti e ricorrere alle forze dell'ordine per farle applicare. Ma quendo vedi - come si è visto di recente in un servizio di LA7 - i vigili urbani di Roma che vanno a fare acquisti in nero nei negozi dei loro "amici" cinesi, invece di mettere i lucchetti ai loro capannoni, vuol dire che sulle forze dell'ordine non potrai mai contare fino in fondo. Potrai imporgli di fare qualche intervento di facciata, qui e là, ma nella sostanza non ti aiuteranno mai veramente a fare pulizia, perchè sarebbe contro i loro interessi prima di tutto. Con i 5 Stelle in Campidoglion si verrebbe a creare una situazione simile a quella degli anni '60 negli Stati Uniti, dove il neo-ministro di giustizia Robert Kennedy, nominato dal fratello presidente, impose al capo dell'FBI di fare pulizia con la mafia. Peccato che il capo dell'FBI, Hoover, fosse culo e camicia con la mafia ormai da qualche decennio. Trovatosi a dover agire apertamente contro di loro, per l'imposizione giuntagli dall'alto, Hoover mise in piedi qualche retata spettacolare, di pura facciata, ma si guardò bene dall'andare a toccare il sancta sanctorum delle cupole americane. E quando accadde che Robert Kennedy insistette per veder finire in prigione qualche personaggio importante, ci fu una riunione a Chicago dove i boss mafiosi decisero cosa fare, per liberarsi del problema. Alcuni suggerirono di eliminare semplicemente Robert Kennedy, mentre altri dissero: "Se tagli la coda del serpente, la testa ti morsicherà. Tagliamo direttamente la testa, così il problema sarà risolto alla radice". Poi vennero i giorni di Dallas. Qui non sto dicendo che il prossimo sindaco 5 Stelle verrà assassinato, nè nantomeno che faranno la pelle a Grillo per levarsi di mezzo i suoi onesti rompicoglioni. Sto semplicemente dicendo che non basta essere ministro di giustiza per eliminare la mafia, specialmente quando il capo dell'FBI, per primo, non ha alcun interesse reale ad eliminarla. E oggi ci sono metodi molto meno vistosi - ma altrettanto efficaci - per liberarsi di qualcuno. Specialmente quando hai tutti i media nazionali alleati dalla tua parte. Cari amici 5 Stelle: Roma è una fogna a cielo aperto, in tutti i sensi. Illudersi di poterla bonificare con un semplice mandato a primo cittadino è - come minimo - un atto di ingenuità colossale, e nel peggiore dei casi rischia di trasformarsi in un suicidio collettivo, per l'intero Movimento. Cosa succederà infatti, dopo un eventuale fallimento del nuovo sindaco di Roma, alle prossime elezioni politiche? La gente dirà, molto semplicemente: non sono riusciti a fare niente a Roma, perchè mai dovremmo mettergli in mano l'Italia intera? I 5 Stelle dovrebbero tenere presente che, paradossalmente, governare l'Italia è più semplice che governare Roma. Non cedete alla tentazione di pensare di risolvere un problema irrisolvibile (almeno in tempi brevi), lasciate che sia qualcun altro a prendersi questa patata bollente, e risparmiate le vostre forze, presentandovi intatti e pieni di energia positiva alle prossime elezioni politiche. Poi, casomai, penserete anche a cosa fare per rimettere in sesto la capitale. Massimo Mazzucco