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Era un bel mattino del 2014. Il presidente russo Vladimir Putin si svegliò di buon umore, guardò fuori dalla finestra, e vide i raggi del sole che accarezzavano le cupole del Cremlino. Gli uccellini cinguettavano allegri. Putin chiamò il suo segretario e gli chiese:

"Che cosa succede oggi nel mondo?"

"Niente di particolare, presidente Vladimir. È tutto tranquillo, a oriente come a occidente", rispose il segretario.

"Uffa che noia - disse Putin fra uno sbadiglio e l'altro - Ma non possiamo fare qualcosa di divertente?"

"Tipo che cosa?" chiese il segretario.

"Che ne so, un colpo di testa. Qualcosa di spettacolare". Poi un lampo maligno attraversò gli occhi di Putin, che disse: "Dài, prendiamoci la Crimea!"

"Ma la Crimea è dell'Ucraina" obiettò timido il segretario.

"E chissenefrega, Ucraina o non Ucraina. Oggi ho voglia di prendermi la Crimea e me la prendo. Nessuno potrà fermarmi" dichiarò Putin risoluto.

Questa è più o meno la narrazione ufficiale dell'Occidente su quanto accaduto in Crimea quattro anni fa. In base a questa narrazione, Putin fu giustamente espulso dal consesso del G8, "perché nel mondo di oggi non è lecito appropriarsi con la forza dei territori altrui".

 

Poi naturalmente c'è anche la versione complottista, quella che dice che invece quel mattino Putin si svegliò decisamente incazzato, perché gli americani avevano rovesciato un governo eletto democraticamente in Ucraina, e ci avevano messo al suo posto un pupazzo amico degli occidentali. A quel punto Putin pensò bene di riprendersi la Crimea - che era sempre stata della Russia dalla notte dei tempi - per evitare che gli americani si appropriassero anche di quella.

Ma che volete, la storia la scrivono i vincitori, e per ora i vincitori in questa partita sono gli occidentali.

Questo almeno fino a ieri. Capita però che ieri sia toccato al presidente americano svegliarsi di buon umore, ed accorgersi di colpo che al tavolo del G7 mancava un importante interlocutore: la Russia di Vladimir Putin.

A quel punto Trump si è presentato davanti alle telecamere, e con la sua solita faccia di tolla ha detto che "la Russia deve rientrare nel G7, perché è importante che ci siano anche loro quando si discutono questioni di importanza globale."

Dimenticandosi completamente che a volere l'esclusione della Russia dal G8 era stato proprio il suo predecessore, tale Barack Obama.

Questa dichiarazione ha mandato in tilt il governo di Bruxelles, che tramite il suo presidente del consiglio, Donald Tusk, ha dichiarato: "Quello che mi preoccupa di più è vedere che l’ordine mondiale, basato su regole comuni, si trovi sfidato non dai soliti sospetti ma, sorprendentemente, dal suo principale architetto e garante: gli Stati Uniti”.

Oooops, quanti lapsus freudiani in una sola frase! Scopriamo infatti che nella testa di Tusk - e quindi fra i tecnocrati di Bruxelles - a) esiste un "ordine mondiale", b) per "regole comuni" si intende ovviamente quelle dell'Occidente, e c) a creare questo "ordine mondiale" sono stati in primo luogo gli Stati Uniti.

Nessuna grandiosa rivelazione, sia chiaro. Ma fa sempre un certo effetto leggere certe cose nero su bianco.

Per fortuna Putin non ha accettato il ruolo dello scolaretto cacciato dalla classe perché si è comportato male, e invece di mettersi a scodinzolare come un cagnolino perché Trump vorrebbe farlo rientrare, ha dichiarato che "noi in questo momento siamo interessati ad un diverso formato [negli incontri internazionali]."

Non a caso proprio ieri Putin si è fatto trovare in compagnia del presidente cinese di Xi-Jinping.

Il mondo va avanti, e nel frattempo il G7 ci appare come una vecchia associazione appassita di nobililastri decaduti, che si celebrano a vicenda parlando del passato. Mentre invece là fuori il mondo ha preso tutt'altra direzione.

Massimo Mazzucco

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horselover
#1 horselover 2018-06-09 10:37
il popolo eletto e la razza superiore hanno trovato una sintesi nel destino manifesto del paese eccezionale
starburst3
#2 starburst3 2018-06-09 10:46
Riposto qui il post 301 dei commenti liberi, perche' a mio avviso sembra appropriato al treadh, la frase di putin potrebbe rientrare in questa visione: noi in questo momento siamo interessati ad un diverso formato (negli incontri internazionali).
Adesso sarebbe il caso di far ripartire la nostra diplomazia,tanto le zone di influenza macro-economica sono state per la maggior parte decise,trump si incontra con putin che usera' il suo anfitrione austriaco per convincere la germania a ritirarsi dal blocco sanzionario,l'articolo di dezzani l'altro giorno lo ha spiegato molto bene.
Stiamo assistendo ad una nuova yalta? Le premesse sembrano convergere proprio sulla spartizione per il momento in due grosse aree, la prima con states,gran bretagna,"francia?" e i paesi del sud europa,noi come al solito siamo nel mezzo e credo proprio che tocchera' ritirare fuori l'arma della diplomazia in cui eccelliamo,se vogliamo e se riusciamo a rendere innocui i collaborazionisti mezzadri,liquidatori alla calenda (discepolo del capo di tutti i liquidatori italici...montezemolo).
Dall'altra russia,germania e cina con india e i paesi dell'est europa,una bella squadra non c'e' che dire! Poi le cose saranno piu' fluide di quello che pensiamo,certo i mondialisti stanno perdendo terreno,il fallimento del volemose bene e' evidente come evidenti i danni che ha provocato,forse perche' qualcuno vuole piu' bene di altri ;-)
L'arte della diplomazia e' un mestiere molto difficile e pieno di insidie,la domanda e'....abbiamo le persone giuste per gestire un evento del genere e districarsi tra giganti irascibili e vendicativi?

IN RED WE TRUST
Tizio.8020
#3 Tizio.8020 2018-06-09 10:57
"perché nel mondo di oggi non è lecito appropriarsi con la forza dei territori altrui".

Esatto, prima bisogna fingere che ci sia un dittatore che:
A) ha armi di distruzione di massa ;
B) bombarda il suo popolo;
C) varie ed eventuali...

Poi, solo dopo, si può intervenire per salvare il popolo di quel dittatore, esportare la democrazai, ed ecco che per magia ci si è appropriati di quel territorio!!!
peterpan3
#4 peterpan3 2018-06-09 11:04
Putin ha solo allontanato gli sguardi occidentali dalla base di Sebastopoli. La Crimea non è stata invasa dai russi, semplicemente la popolazione, che vive degli stipendi della base di Sebastopoli, ha deciso di non voler rinunciare a quel tenore di vita. Tutto qui. Nessuno in ucraina s'era reso conto che a gestire le installazioni militari in Crimea c'erano proprio abitanti del luogo, che mica sono scemi! La conseguenza è stata che UNA sola colonna russa uscita dalla base di Sebastopoli s'è trascinata dietro la totalità della popolazione locale, che ha sigillato le sacche fedeli al governo ucraino e poi ha espulso quella stessa manciata di fedeli. Non c'è stata nessuna invasione di soldati russi sbarcati a Kerch o nell'istmo, come volevano far credere a Kiev.
fefochip
#5 fefochip 2018-06-09 11:46
Citazione:
Poi naturalmente c'è anche la versione complottista, quella che dice che invece quel mattino Putin si svegliò decisamente incazzato, perché gli americani avevano rovesciato un governo eletto democraticamente in Ucraina, e ci avevano messo al suo posto un pupazzo amico degli occidentali. A quel punto Putin pensò bene di riprendersi la Crimea - che era sempre stata della Russia dalla notte dei tempi - per evitare che gli americani si appropriassero anche di quella.
bhe manca nella sintesi un particolare non da poco, ovvero che la popolazione della crimea ha accettato(se non chiesto per prima) zufolando con voti quasi unanimi il ritorno in madrepatria. se non ci fosse stato questo consenso generale non credo che in crimea non si sarebbe sparato nemmeno un colpo di pistola.

gli americani viceversa hanno avuto buon gioco nel sobillare il rovesciamento del governo legittimamente eletto perche si sono appoggiati a un gruppo,per quanto minoritario , ben organizzato e disposto ed avezzo ad usare la violenza

insomma la volontà popolare conta eccome proporzionalmente all'opposizione che ha.
chiaro che in situazioni piu o meno equilibrate una mano(magari ben piena di dollaroni e armi) che diriga le operazioni da dietro le quinte può avere un peso decisivo nello svolgersi degli eventi
Alien2012
#6 Alien2012 2018-06-09 11:53
Esperienza personale.
Ho conosciuto una signora nata a Sebastopoli, laureata in Energia nucleare (o cosa simile, dato che in Ucraina ci sono/c'erano le testate nucleari e varie centrali ..), venuta in Italia a fare le pulizie, assistere gli anziani, infermiera etc etc 2-3 lavori al giorno, dopo il crollo dell'URSS.
Mi raccontava che in Crimea parlavano russo e non ucraino (leggermente differente); si sentivano Russi (diciamo nel DNA).
Diceva che Gorbaciov aveva rovinato, venduto l'URSS all'occidente (assieme a Yeltsin) ed ammirava Putin.
Medvedev aveva un soprannome Orsetto Duracell :-D
Purtroppo si è poi trasferita in altra città.
Peccato! mi sarebbe piaciuto sapere la sua reazione agli avvenimenti di qualche anno fà
horselover
#7 horselover 2018-06-09 12:17
la crimea serve a giustificare la russofobia. la russia con le sue materie prime e i suoi terreni agricoli ha sempre fatto gola all' occidente e i cavalieri teutoni, napoleone e i nazisti ci hanno provato. ora tocca agli usa,che si appoggiano ai discendenti dei collaborazionisti coi nazisti convinti di prendersi la rivincita della seconda guerra mondiale. ma la bufala dell'aggressione russa fatica a farsi strada di fronte all'evidenza. tra l'altro per anni hanno giustificato la russofobia con l'anticomunismo (e poteva essere una buona ragione), ma venuto meno quello sono costretti ad arrampicarsi sugli specchi in stile lupo-agnello, solo che in questo caso l'agnello dispone di armi atomiche
horselover
#8 horselover 2018-06-09 12:33
nell'operazione usa in ucraina il pezzo pregiato era sebastopoli
pencri93
#9 pencri93 2018-06-09 13:57
Massimo, il tuo post mi ha spinto a pormi due domande:

1) credi sia possibile che il dietro-front di Trump sia un tentativo di evitare di rafforzare il fronte (politico, economico, quello che sia) fra Russia e Cina?

2) Riguardo al NWO, spesso abbiamo sentito in alcune interviste dei personaggi lasciarsi sfuggire questo nome. E' possibile che questa sia una sorta di strategia comunicativa per promuovere l'idea del NWO senza alcuna palese pubblicità? Un approccio quasi "subliminale" che possa portare nel giro di n anni a parlare del nuovo ordine mondiale come di un qualcosa di conosciuto, ovvio, da sempre parte dello scenario politico?
horselover
#10 horselover 2018-06-09 15:19
è paradossale che putin venga sanzionato per un operazione pacifica e democratica in crimea e invece si soprassieda sui metodi spicci usati con la cecenia che voleva andarsene
music-band
#11 music-band 2018-06-09 19:08
Anche perchè la Crimea ha votato per restare con i russi:
www.youtube.com/watch?v=vUf2x6WjOLs
Nomit
#12 Nomit 2018-06-09 20:09
" A quel punto Putin pensò bene di riprendersi la Crimea" ...ma non era la Crimea ad aver richiesto l'adesione alla Russia?
Piramis
#13 Piramis 2018-06-10 09:30
Nel 2015 sono stato due mesi e mezzo a Sebastopoli, a studiare il russo, ho parlato con chiunque ne abbia avuto la possibilità e a praticamente tutti ho chiesto cosa ne pensavano della situazione, della riunificazione, di Putin, come avevano votato, se erano soddisfatti o meno, di come sono andate le cose dopo il referendum, di come vedevano il futuro.

Ho parlato con giovani ed anziani, con tassisti e con gente conosciuta alla fermata del bus, con professori, operai, venditori, studenti, pensionati e militari, insomma, con tutti quelli con cui ho potuto e, con chi ho potuto, ho cercato di approfondire il discorso, perché volevo capire il loro punto di vista.

Non c'è stato uno, dico uno/a, che non fosse contento/a di come erano andate le cose, che non avesse votato si al referendum, che non fosse fiducioso sul futuro. Non solo a Sebastopoli ma anche a Yalta, Feodosia e paesini in mezzo.
Addirittura ricordo un militare, marinaio, crimeano, che militava nella marina ucraina e che, al momento della riunificazione, è passato alla marina russa, come hanno fatto in moltissimi commilitoni. Questo militare, con il nuovo ingaggio prendeva un 30% in meno di stipendio eppure era contento lo stesso di, testuali parole "essere tornato a casa".

Ora, può darsi che a tutti sia stato fatto il lavaggio del cervello, sta di fatto che la Crimea è un paese tranquillo, la gente è rilassata, le donne sono incinte e hanno speranza nel futuro.

Guardiamola da un altro punto di vista.
Il colpo di stato in Ucraina è stato fatto per raggiungere diversi scopi, in un elenco non esaustivo e non necessariamente in quest'ordine ci sono:
a) controllo americano e NATO su un paese limitrofo alla Russia,
b) controllo di passaggio sul gasdotto che riforniva l'Europa,
c) acquisizione di terre a prezzi ridicoli e controllo del sistema agricolo ucraino, una volta definito "il granaio d'Europa" per impiantarci coltivazioni OGM che erano osteggiate nella UE,
d) acquisizione e controllo delle risorse minerarie nella zona sud est,
e) controllo militare e strategico del Mar Nero con l'occupazione della Crimea e di Sebastopoli (città a statuto speciale).
Sicuramente ci sono altri aspetti ma i più evidenti, specialmente con il senno di poi, sono questi.

L'incompetenza dimostrata da questi "strateghi" nel gestire la parte relativa alla Crimea, è stata abissale.
È evidente che in Russia, nessuno avrebbe permesso, né tollerato (e, di sicuro, non Putin), di perdere il controllo strategico del Mar Nero e la base marina di Sebastopoli in primis, anche a costo di farci una guerra, ma l'incompetenza degli americani e dei golpisti (quelli che si sono "sporcati le mani" sul campo) ha fatto sì che non fosse necessario.

La Crimea è una penisola, collegata al resto dell'Ucraina da due istmi attraversati da una strada ciascuno.
Per la convenzione stipulata a suo tempo tra la Russia e l'Ucraina, la Russia poteva dislocare in Crimea fino a 25.000 uomini, normalmente ce n'erano circa 10/12.000, come in quel periodo.
A Putin è bastato, appena constatato come si erano messe le cose, mandare immediatamente un centinaio di militari a bloccare quelle uniche strade e, da quel momento, la Crimea era isolata.

Gli "strateghi" non hanno pensato che i russi si muovessero così in fretta, si saranno detti "ormai è fatta! a Sebastopoli ci andiamo dopo il weekend", dimostrando così come non avevano capito una mazza di cosa avrebbero dovuto fare.
E meno male, altrimenti una guerra, una vera, non ce la toglieva nessuno.

Poi, la marina russa, ha bloccato le navi ucraine (a Sebastopoli c'era la marina russa e una parte della flotta ucraina, l'altra parte era ad Odessa), sono andati dai comandanti e gli hanno proposto di scegliere: o passavano alla marina russa o si portavano via la nave e se ne ritornavano ad Odessa, perché quella ormai era Russia.
Quest'ultima parte non sono sicuro della localizzazione temporale, in quanto è successo tutto molto in fretta, quindi non so se è stata portata a termine prima, durante o dopo il referendum, presumo un mix di cose: prima bloccata, poi referendum, poi proposta di cambiare bandiera, ma potrei sbagliare di qualche giorno.

Il tutto, mentre si indiceva e realizzava il referendum che ha portato alla riunificazione con la Russia.

Dopo ci sono stati episodi di tira e molla, estensione di muscoli, tentativi di boicottaggi, ma si tratta di routine, a parte la storia dell'incrociatore e dell'aereo con l'interruttore, che è particolare.

In buona sostanza, come avrebbe detto Jonny Stecchino, Putin non avrebbe mai permesso alla NATO di impadronirsi della Crimea e del relativo controllo sul Mar Nero ma, complice l'incompetenza dei golpisti e la tempestività e risolutezza delle decisioni di Putin, non è stato necessario usare armi da fuoco, la Crimea è stata salvata, come si dice, senza colpo ferire.
Poi, il referendum, ha dato l'imprimatur a tutta l'operazione, ne ha decretato la legalità, il popolo ha appoggiato in pieno ma, se non l'avesse fatto, la Crimea sarebbe comunque russa, a quel punto annessa e non riunificata ma, comunque, russa e, probabilmente, il resto dell'Europa in fiamme.

Fortunatamente non è stato necessario, ringraziamo il poco cervello degli ameri cani.
mabel
#14 mabel 2018-06-11 08:16
Citazione:
Poi naturalmente c'è anche la versione complottista, quella che dice che invece quel mattino Putin si svegliò decisamente incazzato, perché gli americani avevano rovesciato un governo eletto democraticamente in Ucraina, e ci avevano messo al suo posto un pupazzo amico degli occidentali. A quel punto Putin pensò bene di riprendersi la Crimea - che era sempre stata della Russia dalla notte dei tempi - per evitare che gli americani si appropriassero anche di quella.
In realtà questa è la verione reale dei fatti, altro che versione complottista! I soliti usa-canaglia!

Sintomatico come gli italiani medi (la maggioranza) e il regime mediatico
sbandierino sempre il proprio amore verso lo zio sam e tutta quanta la sua spazzatura...
al punto che quando l'altro giorno M5S ha espresso la volontà di far togliere dall'onu le sanzioni alla Russia
eccoli tutti quanti a lamentarsi e a sentirsi offesi per tale richiesta....
Ma eccoli muti e compiacenti se trump chiede il rientro della Russia nel G7....
Massa di ipocriti e ignoranti e usa-canaglia!
BELLINI
#15 BELLINI 2018-06-11 12:59
Tutto giusto.

Secondo me, la frase sul rientro della Russia nel G8 è stata una frecciatina alla Cina.
Insomma, il G7 era la riunione delle 7 potenze industriali del mondo. Curioso che in quei 7 posti, 8 con la Russia, non ci sia il posto per la prima potenza industriale del mondo, la prima economia del mondo per parità di potere d'acquisto che è la Cina.

Hanno cercato di piegare Putin, fra un po' gli stendono il tappeto rosso: " Dai Vladimir, unisciti a noi, isoliamo i cinesi".
Ma Putin non è scemo.
mg
#16 mg 2018-06-11 23:42
#6 Alien2012
Citazione:
Mi raccontava che in Crimea parlavano russo e non ucraino (leggermente differente); si sentivano Russi (diciamo nel DNA).
Apprezzo il post, non prendere la mia come una critica, ma: in Crimea sono Russi. Chi se ne fotte del dna. A livello di lingua, di cultura e di tradizioni sono Russi, la stragrande maggioranza.


#13 Piramis

Intervento apprezzatissimo in quanto testimonianza, diciamo, giornalistica.

Tuttavia, riguardo agli scopi o obiettivi, il principale è a mio avviso impedire la saldatura dell'Eurasia: l'incubo di tutti gli imperi marittimi praticamente da quando è stata inventata la ferrovia. Questo scopo è stato sostanzialmente raggiunto ma forse ai pianificatori è sfuggito qualche dettaglio. Prima di tutto il terzo principio della dinamica: la freccia del tempo ha un verso che non si cambia. In secondo luogo, più si ostacolano i Russi a ovest e più si rivolgeranno verso altre direzioni: Cina, India, medio oriente e Artico. E scusate se è poco.

Non dimentichiamo che, secondo la leggenda, Churchill si rese conto che "abbiamo ucciso il maiale sbagliato".


@thread

Non ho trovato nota del fatto che il governo neo golpista ucraino aveva sbandierato la sua intenzione di ridimensionare le autonomie regionali e, in particolare, mettere fuori legge la lingua Russa nella pubblica amministrazione. La mossa è di difficile interpretazione se si scarta l'ipotesi di volere apertamente infiammare lo scontro con le regioni "Russe", già non poco allarmate alla vista di nazisti al potere. Sappiamo però, almeno dai tempi di Einstein, che l'ignoranza umana è infinita.

Forse pensavano davvero di vincere uno scontro locale a bassa intensità? Senza dubbio dopo la sconfitta all'aereoporto di Donetsk e il disastro di Debaltsevo hanno dovuto abbassare il tiro.
Piramis
#17 Piramis 2018-06-12 15:33
Citazione:
Tuttavia, riguardo agli scopi o obiettivi, il principale è a mio avviso impedire la saldatura dell'Eurasia
Ovvio che in quel momento questo era uno degli obiettivi, circondare la Russia creando un cordone cuscinetto tutto intorno ai confini con l'Europa.
E, sul momento, pareva anche riuscito, ormai l'accerchiamento arriva alla Finlandia.
Gli altri obiettivi che ho elencato, a parte lo sfruttamento delle due provincie del Donbass e Lugansk, che sappiamo come procede, sono stati raggiunti, a scapito della popolazione.

Mentre gli ultimi avvenimenti recentissimi, e a cui non siamo estranei, secondo me, spingono proprio per la creazione dell'Eurasia.
Gli USA vogliono indebolire la Germania sostenendo la resurrezione dell'Italia, questo porterà al disfacimento della UE così come la conosciamo e dell'euro.
Gli USA, stanno annaspando e navigano a vista, agiscono secondo la loro logica, ovvero senza logica, come bulli.
Pensano di indebolire la Germania in modo da farla ritornare all'ovile, sotto l'ala americana, osteggiando un avvicinamento alla Russia, ma ormai hanno innescato una valanga che non potranno controllare.
Il 1 giugno 2018 non ha giurato solo il governo italiano. Il 1 giugno 2018 è stata posta la prima pietra dell'Eurasia.
Tra 30 anni, se ci saremo, se ci saranno, quando la riconfigurata UE e il blocco sino-russo, a Yalta, firmeranno l'accordo per la sua ufficiale costituzione, ne riparleremo ;-)

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