Due navi in mare. 49 migranti a bordo. Nessuno li vuole. Che cosa fare?

Il caso sta diventando emblematico, poiché sintetizza un braccio di ferro che l'Italia - o meglio, Matteo Salvini - ha intrapreso con il resto dell'Europa.

Salvini dice: noi abbiamo già dato, adesso tocca a qualcun altro. Giusta o sbagliata che sia, la sua è una scelta precisa. È il frutto di una strategia: quella di obbligare l'Europa a riconoscere una volta per tutte che quello dell'immigrazione è un problema comune. Certo che ci vanno di mezzo quei 49 poveracci, ma è chiaro a questo punto che il problema non sono loro, ma è qualcosa di molto più grosso.

Ma proprio nel mezzo di questo braccio di ferro arriva Di Maio che dice: facciamo sbarcare almeno le donne e bambini. Proposta assolutamente stupida e non risolutiva, oltre che impraticabile.

Stupida e non risolutiva perché, appunto, non risolve il problema. Si serve solo a salvare la faccia di fronte all'ala più umanitaria del suo partito, ma non risolve affatto la questione dei migranti. Anche facendo approdare le donne e bambini, infatti, resterebbero comunque degli uomini in mare, che nessuno vuole accogliere. Proposta impraticabile, fra l'altro, perché gli stessi comandanti delle navi hanno detto che non sono disposti a spaccare in due le famiglie che hanno a bordo.

Accortosi della scivolata, di Maio cambia strategia e oggi dice: le navi sono in acque maltesi, quindi è a Malta che devono sbarcare.

Bravo Di Maio: nuovamente, non solo non risolvi nulla, ma stabilisci il principio che allora se un domani delle navi "si trovassero in acque italiane", allora è da noi che devono sbarcare?

Non è che la politica migratoria si faccia a la carte. Oggi dici una cosa, e domani dici il suo opposto, a seconda di dove si trovano le navi.

In tutto questo, è evidente che Di Maio non abbia minimamente capito la strategia di Salvini, che è proprio quella di obbligare l'Europa a prendersi la sua fetta precisa di responsabilità. Oppure la strategia l'ha capita, ma è intenzionato a farla deragliare, probabilmente per motivi suoi, di tipo elettorale.

Ma allora scusate, che senso ha fare un governo basato su accordi scritti con la controparte, se poi al momento di affrontare i problemi non si usa coerenza nel metterli in atto?

Massimo Mazzucco

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