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Forse non ve ne siete accorti perché distratti e irriconoscenti, ma con le modifiche apportate al pensionamento dalla legge Fornero e precedenti è stato finalmente sancito per decreto che dovremo vivere 12/13 anni in più.

Ci è stato infatti spiegato che l’adeguamento delle pensioni (l’ultimo di una serie iniziata già alcuni anni fa) si rende necessario perché la speranza di vita è aumentata. In realtà di quanto sia realmente aumentata la durata della vita (definizione che per altro così formulata è ambigua) non ci viene detto. Però, se l’adeguamento rispecchia fedelmente e unicamente le nuove aspettative di vita, si può fare un lavoro di ‘reverse engineering’ e risalire a quanto si sia allungata effettivamente, valutando quanto ci viene chiesto di lavorare in più.

"Non riesco a dire quanto è stato doloroso… non avrei mai pensato che in Italia potessero farmi una cosa del genere.” - Adam, 27 anni, proveniente dal Darfur (Sudan)

Con un rapporto pubblicato oggi Amnesty International denuncia soprusi, torture e violazione dei diritti umani contro i migranti che vengono accolti negli "hotspots" italiani. Queste violenze sistematiche verrebbero praticate - secondo il rapporto - contro tutti i migranti che si rifiutano di dare le proprie impronte digitali. Ovvero, la stragrande maggioranza di loro.

Il rapporto chiarisce bene quale sia la situazione rispetto alla questione dell'identificazione (impronte digitali): "Mentre la maggior parte [dei migranti] chiede asilo in Italia, altri vogliono andare in diversi paesi europei per cercare lì protezione internazionale. La possibilità che le loro richieste di protezione internazionale siano esaminate in altri paesi è tuttavia limitata dall’applicazione dei Regolamenti Dublino ed Eurodac, che stabiliscono criteri per la ripartizione delle responsabilità sulle domande di asilo tra gli stati membri dell’Ue. Il sistema di Dublino ha l’effetto, voluto o meno al momento della sua creazione, di privilegiare l’attribuzione della responsabilità per il trattamento delle domande d’asilo agli stati membri che sono ai confini esterni dell’Europa, poiché permette ai paesi membri di rimandare i richiedenti asilo verso il paese Ue di primo ingresso. L’efficiente funzionamento di questo sistema si basa sull’identificazione delle persone, attraverso la registrazione delle impronte digitali, nel paese di primo ingresso."

In altre parole, spiega il rapporto, la registrazione delle impronte digitali permette a qualunque paese membro di rispedire in Italia tutti i migranti che siano stati registrati in Italia come paese di primo ingresso.

Trovo geniale l'idea dei 5 Stelle di aver proposto a tutti i parlamentari un dimezzamento del loro stipendio.

I 5 Stelle infatti già sapevano che la loro proposta non sarebbe stata accettata, e quindi ora si preparano ad incassare i vantaggi di questa bocciatura da parte del resto della classe politica.

Pensate, con questa semplice mossa i 5 Stelle sono riusciti a dimostrare che la faccenda della "riduzione dei costi del parlamento" - tanto sbandierata nella nuova riforma costituzionale - è in realtà un misero specchietto per le allodole. Lo ha confermato, involontariamente, l'ex-leghista Marcolin (ora con Verdini), quando ha dichiarato: “Il vero problema dei costi della politica non riguarda lo stipendio dei parlamentari, ma gli sprechi e l’inefficienza della macchina amministrativa."

Ma allora, caro genio della dialettica, perchè strombazzare dal mattino alla sera che la nuova riforma porterà ad un abbattimento dei costi della politica, se "non è quello il vero problema"?  

Ho sentito dire che ci sarà un referendum in Italia, ai primi di dicembre. Qualcuno ne sa qualcosa di più?

Testo della scheda revisionato da Adriano Colafrancesco [Acolafran]

Assolto Cota, ex-presidente della regione Piemonte. Non ha comprato mutande verdi con i soldi dei cittadini. Erano calzoncini, e servivano per motivi di pubblico ufficio.

Assolto Marino, ex-sindaco di Roma: non ha utilizzato la carta di credito del comune per cene personali. Erano cene di business, anche se mangiava da solo con la moglie e gli amici.

Assolto Vincenzo De Luca dall'accusa per associazione a delinquere, falso e abuso d'ufficio. Il Sea Park era solo un progetto di beneficenza per salvare i delfini orfani. [...]

di Claudio Messora

Il Ministro della Giustizia di Renzi, Andrea Orlando, ospite della festa del Fatto Quotidiano insieme a Gustavo Zagrebelski e a Silvia Truzzi, il 3 settembre scorso ha detto con estrema nonchalance quello che su questo blog è almeno dal 2011 che si urla (tra insulti e accuse di complottismo): che la democrazia e la politica sono ricattate dalla finanza (cfr: il più grande complottista del secolo). Ecco le sue parole.


Orlando (PD) Confessa: Governo ricattato dalla BCE di byoblu

Andrea Orlando: Oggi noi stiamo vivendo un enorme conflitto tra democrazia ed economia. Oggi, sostanzialmente, i poteri sovranazionali sono in grado di bypassare completamente le democrazie nazionali. Io faccio soltanto due esempi. I fatti che si determinano a livello sovranazionale, i soggetti che si sono costituiti a livello sovranazionale, spesso non legittimati democraticamente, sono in grado di mettere le democrazie di fronte al fatto compiuto.

La giornata di ieri si è aperta con l'annuncio di Matteo Renzi che finalmente faremo il ponte sullo stretto. "Questo - ha detto il nostro premier - servirà a creare almeno 100.000 posti di lavoro". Ci saranno infatti circa 100.000 siciliani che avviteranno un bullone per uno.

Poi però, non contento, il premier ha rincarato la dose. "Nel 2017 - ha dichiarato - completeremo il tunnel sotterraneo che collega Roma con Bari, risolvendo una volta per tutte l'annoso problema dello scavalcamento dell'Appennino. Questo darà lavoro ad almeno mezzo milione di italiani, che gratteranno con le proprie unghie l'umida roccia del sottosuolo che separa il Lazio dalla Puglia."

"E infine nel 2018 - ha dichiarato trionfalmente il premier - costruiremo la Torre di Babele. La faremo, naturalmente, vicino a Firenze. Questa opera sarà talmente alta da arrivare a sfiorare le nuvole, e darà lavoro a 10 milioni di italiani per i prossimi 20 anni."

"Nel frattempo diminuiremo le tasse, aumenteremo le pensioni, introdurremo 14ª, 15ª 16ª per tutti, ...

Dopo la esperienza incerta del direttorio, Beppe Grillo ha ripreso ufficialmente in mano le redini del Movimento. "Ora il capo politico sono io" ha dichiarato senza mezzi termini dal palco di Palermo.

Grillo ha fatto bene. Se le eco dei conflitti interni erano arrivate alle orecchie di tutti, vuole dire che all'interno del Movimento l'aria doveva essere diventata irrespirabile. E in queste situazioni, ove non vi sia una stuttura portante solida e collaudata, si rischia l'implosione in tempi rapidissimi.

Grillo probabilmente è intervenuto ad un passo dal disastro.

Naturalmente, questa rentrèe inaspettata pone una questione di fondo: sono sufficienti dei principi sani e condivisi da tutti a tenere insieme un movimento politico, oppure è comunque inevitabile che prima o poi prevalgano le gelosie, gli egoismi e il desiderio di protagonismo dei personaggi che si trovano ai vertici? [...]

Fu regista della più colossale svendita di beni di Stato mai fatta nel mondo occidentale e seconda in assoluto solo alla svendita dei beni dell'ex URSS. Non è un Santo di Stato

di Felice Fortunaci

E' morto Carlo Azeglio Ciampi, figura controversa e decisiva della fase di transizione e impoverimento dell'Italia. Oggi e nei prossimi giorni verrà incensato dai corifei della stampa di regime come un Padre della Patria. Forse le cose non stanno così.

Fortunato beneficiario dell'infame arresto del Governatore della Banca d'Italia Paolo Baffi e del Direttore generale Sarcinelli che lo elevarono fino alla massima carica della banca centrale.

Divenne Presidente del Consiglio nella fase più tragica e oscura della storia italiana repubblicana: l'epoca della trattativa Stato-Mafia sui corpi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Il suo ministro Giovanni Conso tolse il 41Bis a centinaia di mafiosi in circostanze sospette proprio all'ombra di quella trattativa. Ovviamente Ciampi era all'oscuro di tutto, o almeno non abbiamo elementi per porre in dubbio la sua assoluta non conoscenza dei fatti. Il giudizio su un simile Presidente del Consiglio inconsapevole è evidente.

ahi serva“Indebita ingerenza”, “Irruzione a gamba tesa”, “Invasione di campo”, questi solo alcuni dei titoli dei quotidiani di oggi dopo le improvvide esternazioni dell’ambasciatore USA a Roma, John Phillips.

di Piero Cammerinesi

Come è noto il nostro ha affermato candidamente che una vittoria del No al referendum costituzionale rappresenterebbe un “passo indietro” nella politica italiana e ostacolerebbe gli investimenti stranieri in Italia.

L’inquilino di Villa Taverna ha naturalmente aggiunto – bontà sua - che si tratta di “una decisione italiana” ma che comunque l’Italia “deve garantire di avere una stabilità di governo”.

E visti i 63 governi in 63 anni le garanzie sono piuttosto scarse…

Alle parole dell’ineffabile Phillips fa eco la news – guarda caso battuta subito dopo – dell’agenzia di rating Fitch, che profetizza “uno choc per l’economia” se il No vincesse con ricadute sul rating italiano.

E' stato interessante seguire le dirette televisive durante lo spoglio elettorale. Interessante perché, messi di fronte al fatto compiuto, i giornalisti di regime hanno dovuto adeguare rapidamente le loro posizioni sui 5 stelle: con una Raggi che prende addirittura più del doppio dei voti di Giachetti - una legnata storica, sia chiaro - e una Appendino uscita dal nulla che manda a casa Fassino contro ogni pronostico, c'era ben poco da stare a sottilizzare. Meglio riconoscere che i 5 Stelle sono una realtà solida, destinata a rimanere, con la quale diventa necessario mettersi a fare seriamente i conti al più presto.

Il double-whammy Roma-Torino, inoltre, ha spento definitivamete la miccia alla retorica di regime secondo la quale "i 5 stelle vincono solo dove c'è un malcontento popolare". Se infatti a Roma il clamoroso risultato è dovuto in buona parte al rifiuto collettivo del marciume politico imperante, a Torino non c'è stata nessuna rivolta particolare conto lo status quo: Fassino ha governato bene - questo lo riconoscono tutti - ma la Appendino ha vinto perchè evidentemente convince di più.

E' stato anche divertente vedere il sollievo con il quale i commentatori politici hanno accolto i discorsi di Raggi e Appendino subito dopo la vittoria: positivi, propositivi, costruttivi, e persino con un riconoscimento al valore per Fassino, a Torino, e con una mano tesa verso l'avversario, a Roma.

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