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[Vi chiedo scusa, ma sto preparando un lavoro "pesante" sul 9/11 e non ho tempo di dedicarmi al sito. Ci sentiamo fra un paio di giorni. M.M.]

Vi chiedo scusa se utilizzo questo spazio comune per un ricordo personale. Ma è morto un vero amico, un fratello, una persona eccezionale, e non saprei dove parlarne se non qui.

Nessuno, fuori dal mondo del cinema, conosceva Don Ranvaud. Ma non c'era persona, nel mondo del cinema, che non sapesse chi era.

Donald Ranvaud ha vissuto per il cinema, ma curiosamente ha vissuto soprattutto per il cinema degli altri, facendolo proprio solo in parte, a pezzettini, e senza mai riceverne il giusto riconscimento. Ha partecipato in un modo o nell'altro alla produzione di centinaia di film, quasi tutti difficili, quasi tutti impegnati, quasi tutti impossibili da realizzare. Lo faceva non soltanto cercando i soldi per le produzioni, ma soprattutto mettendo insieme le persone giuste per ciascun film. Se tu avevi bisogno di conoscere qualcuno, era Donald a metterti in contatto con lui, e la parola di Donald bastava per tutti, affinchè ciascuno sapesse di avere di fronte un interlocutore serio. Era serio, perchè te lo aveva presentato Donald. Per questo motivo era assolutamente impossibile ringraziarlo per l'aiuto che ci dava. Provate a guardare il film Romance (sotto), e andate ai titoli di coda, al minuto 1:24:26. Oppure guardate il primissimo titolo di testa del film "Cancer the forbidden cures" (qui), e capirete perchè fosse impossibile ringraziarlo nella giusta misura. Bisognava inventarsi dei crediti appositi, perchè quello che faceva lui non ricade sotto nessuna categoria professionale. Si chiama generosità, amore per il cinema, amore per la verità.

Donald non aveva una casa, perchè era perennemente in viaggio da un festival all'altro, per 12 mesi all'anno. (Curiosamente, Donald era nato su un aereo, in un volo fra Londra e Pisa. Strano segno del destino). [...]

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