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Quella che segue è una recensione del libro biografico “Il poeta della scienza – Vita del professore Luigi Di Bella”, di Adolfo Di Bella (2012), integrata da alcune altre fonti riportate in fondo al testo.

di Luca Iezzi ("Aprilia")

Il volume, minuziosamente documentato e ricco di indicazioni delle fonti, dipana la complessa figura del Prof. Luigi Di Bella esaminandola sotto il profilo scientifico, morale, intellettuale e umano. Difficile non giungere alla conclusione che sono state proprio queste qualità e virtù a procurargli, per buona parte della vita, un’ostilità incessante che non di rado si è fatta autentica persecuzione. Il lettore rimane, oltre che indignato e amareggiato, anche stupefatto per la capacità dell’uomo di non farsi annichilire da un’opposizione tanto indiscriminata e violenta e di riuscire a compiere egualmente la sua opera.

Luigi Di Bella, siciliano, classe 1912, era nato in una famiglia numerosa e di assai disagiate condizioni economiche, non in grado quindi di sostenere le spese per fare studiare quel ragazzo, nonostante avesse precocemente dimostrato rare doti d’ingegno e di forza di volontà. Luigi sopportò sacrifici di ogni genere per soddisfare la sua sete di sapere e superare le ristrettezze della povertà, arrivando anche a studiare la sera in piedi, sotto la luce del lampione della strada, per sopperire alla penuria di petrolio per la lampada.

Fornisce ben presto le prove di un ingegno straordinario: avendo frequentato le scuole complementari che, non contemplando l’insegnamento del latino, non consentivano l’accesso al liceo scientifico, in due mesi apprende il latino, lasciando increduli i commissari durante la prova di idoneità prescritta. Per rendersi economicamente indipendente ed aiutare i fratelli, parteciperà anche ai concorsi nazionali riservati agli studenti poveri e meritevoli, vincendo tutti quelli che affronta.

 

Divenuto studente della facoltà di medicina a Messina, la sua abitudine di studiare oltre che sui libri di testo anche su ponderose ed ostiche monografie (oltre ovviamente alle sue rare capacità di assimilazione), gli procura un “pubblico” di docenti universitari che corrono ad assistere ai suoi esami. Viene notato dal prof. Pietro Tullio, considerato il più autorevole fisiologo del tempo - due volte candidato al Nobel per la medicina nel 1930 e nel 1932 (1) - che gli propone di diventare allievo interno presso l’Istituto di Fisiologia. Attraverso il suo maestro, Luigi Di Bella si forma nell'ambito di quella scuola medica che il mondo ci invidiava, annoverando luminari come Augusto Murri e Pietro Albertoni, considerati i più grandi medici dei tempi moderni. Non potendo soffermarci troppo su queste due figure di medici e professori universitari, ci limitiamo a riferire che raggiungevano percentuali elevatissime di diagnosi esatte, 92% Murri e 98% Albertoni (2), in un’epoca nella quale gli esami ematochimici erano ben più rudimentali di quelli odierni, e non esistevano TAC e risonanze magnetiche. A quel tempo l’insegnamento e la ricerca nell’ambito della medicina non erano disgiunti dalla pratica clinica, l’eccessiva specializzazione non aveva ancora contaminato ogni settore, e la fisiologia era ancora considerata la materia cardine di tutto il sapere medico, non essendo altrimenti possibile comprendere ed applicare razionalmente tutte le altre. Questo consentiva il raggiungimento di livelli di eccellenza diagnostica attualmente inarrivabili.

Se pensiamo ai pazienti che oggi sono costretti a peregrinare tra specialisti e ospedali, spesso orfani di diagnosi – e quindi di efficace terapia – nonostante l’elefantiasi di esami di ogni genere, non si può rimanere che sconcertati.
Luigi Di Bella è stato senza dubbio l’epigono di quella mentalità e cultura medico-scientifica che ha annoverato eccellenze quali Antonio Cardarelli, Pietro Lussana, Giuseppe Moscati, oltre che i luminari prima citati. E’ a quest’ultimo, il medico santo di Napoli, che Luigi Di Bella più si avvicina, oltre che per mentalità clinica, per umanità e condotta di vita cristiana.

Il primo lavoro scientifico che riporta il nome di Luigi Di Bella (oltre ovviamente a quello del maestro) risale all’inizio del 1932, quando è ancora diciannovenne e studente del secondo anno di università. Lo stesso Tullio, qualche anno dopo, dichiarerà in un attestato di essersi limitato a curarne la bibliografia. Nel luglio 1936 si laurea in medicina con 110 e lode, dopo aver sostenuto 12 esami in più rispetto a quelli regolamentari.

Subito dopo la laurea riceve una proposta di assunzione da parte di Guglielmo Marconi – allora presidente del CNR – perché continui le ricerche in campo chimico che gli erano valse l’ultimo premio nazionale (è ancora disponibile il carteggio intercorso). Luigi Di Bella declina l’invito, dichiarando che desidera continuare le sue ricerche nell'ambito della medicina. Riceverà dal grande fisico una borsa di studio.

Quando nel 1938 consegue le lauree in Farmacia ed in Chimica, già da due anni, dopo avere superato brillantemente il previsto concorso, è incaricato dell’insegnamento della Fisiologia e della Chimica Organica presso l’Università di Parma. Durante questo periodo pubblica un libro di chimica organica.

Il 3 settembre 1939 sposa Francesca Costa, e prende servizio nel ruolo di aiuto incaricato presso l’Università di Modena, città nella quale si trasferisce con la famiglia. Dall’unione nasceranno Giuseppe (maggio 1941) che intraprenderà anche lui la professione di medico, e Adolfo (dicembre 1947).

Il 3 settembre 1941, con il grado di Capitano Medico, viene inviato in Grecia, dove dirigerà due ospedali militari. Qui si sottopone ad ogni sacrificio pur di aiutare i malati, arrivando a donare loro il suo pasto da ufficiale ed a dormire in piedi, appoggiato ad una colonna, per poter accorrere più velocemente alle richieste d’aiuto. Raccontando anni dopo questi particolari, si limiterà a commentare: “Dopo un po’ ci si abitua”. Alla fine, le immani fatiche sostenute presenteranno il conto: la salute degrada sempre più e all’inizio del 1943 rientra in Italia per una breve licenza. Le condizioni però peggiorano ulteriormente e viene ricoverato all’ospedale militare di Bologna per epatite, anemia e malaria. Posto in “licenza speciale in attesa di trattamento di quiescenza”, si riprende gradualmente e riesce ad iniziare l’insegnamento per l’anno accademico 1943-44. A seguito dei bombardamenti alleati su Modena della prima metà del 1944, la famiglia Di Bella trova ospitalità in una casa colonica a Bastiglia, paese ad una dozzina di chilometri dalla città. Anche qui non sta con le mani in mano: visita gli abitanti dei dintorni che hanno bisogno e, nonostante i pericoli, si reca quotidianamente all’università in bicicletta.

Nell'immediato dopoguerra iniziano a delinearsi le prime ricerche che lo porteranno anni dopo all'ideazione del suo metodo di cura per i tumori. In questo periodo si scatena una persecuzione durissima da parte dell’ambiente accademico, quantomeno nella facoltà di medicina, che non gli perdona limpidezza morale, superiorità d’intelletto e di cultura che lo caratterizzano. Gli studenti al contrario lo idolatrano, affollando le sue lezioni, a tal punto che durante l’occupazione studentesca del 1968 Luigi Di Bella sarà l’unico professore che gli studenti autorizzeranno ad entrare nell'università per svolgere le lezioni.

Inizia a diffondersi anche la sua fama di medico capace di fare diagnosi di un’esattezza inarrivabile, e di risolvere situazioni ritenute senza speranza dai medici più blasonati. Anche questo contribuirà ad alimentare quelle invidie e quella persecuzione che non gli daranno tregua fino all'ultimo dei suoi giorni. Dirà un giorno: “A questo mondo, è rigorosamente proibito fare del bene”. I malati, che per tutta la vita visiterà gratis arrivando a regalare loro le medicine, giungono sempre più numerosi, grazie al “meccanismo di passaparola”. Spesso sarà costretto a visitarli la sera – già sfinito da una intera giornata di lavoro – o la domenica presso la propria abitazione. Intervistato nel 1998 per la RAI da Don Giovanni D’Ercole, alla domanda “Ma lei non si fa pagare?” risponderà: “No, mi ripugna: uno viene qui perché ha bisogno, e io dovrei guadagnare sul bisogno di un altro?” (3)

Inflessibile con se stesso, fa dell’umiltà e dell’autocritica una regola di vita, chiedendosi sempre se ha davvero fatto tutto ciò che era nelle sue possibilità ed il proprio dovere di medico e di uomo (3). Così come il denaro, anche il lusso gli ripugna: “La povertà e l’essenzialità sono più vicine alla realtà di tutto. Il lusso per me è una sovrapposizione all’essenziale, e quindi il mezzo migliore per deviare dalla retta via……la rinuncia è la dote essenziale di un uomo per progredire e per realizzare. Bisogna saper rinunciare a tutto quello che non è essenziale” (3). Quando, decenni dopo, durante una intervista gli verrà chiesto come ha fatto a trovare la cura per il cancro senza avere dietro un’università o un centro di ricerca iperfinanziato, risponderà: “In una maniera semplice: rinunciando a tutto quello che non è necessario per vivere. In questa maniera le spese le ho ridotte al minimo, e tutto quello che potevo risparmiare l’ho dedicato alla ricerca” (4).

I “baroni” dell’università di Modena lo relegano in un’angusta stanzetta dell’istituto di Fisiologia e gli impediscono, di fatto, di compiere ricerche, negandogli i fondi accademici a cui avrebbe diritto ad accedere. Lo scienziato sarà per questo costretto ad indebitarsi per costruirsi un suo laboratorio privato che, una volta portato a termine nel 1952, gli consentirà di proseguire la sua attività di ricercatore. Intensifica anche la partecipazione a congressi medici e scientifici in Italia e all’estero, mentre continua a pubblicare i risultati delle sue ricerche. Al termine della sua vita, si conteranno 215 pubblicazioni e un centinaio di comunicazioni in congressi.

Al rigore scientifico unisce sempre la sensibilità per il bello. Per lui queste due dimensioni sono inscindibili. Non c’è solo la bellezza delle arti figurative e della musica, che ama profondamente, ma anche l’infinita bellezza del Creato e degli intimi meccanismi che rendono possibile la vita. Ogni volta che, da ricercatore qual è, riesce a far luce su qualcuno di questi meccanismi, prova un profondo rapimento spirituale per la bellezza e la perfezione che vi intravede. In altre parole, è la meraviglia e lo stupore di chi giunge a scorgere quella particella di eternità che l’uomo incorpora in sé.

Soltanto un poeta della scienza può arrivare a dire: “Un medico può considerarsi tale solo se ama l’ammalato ed è affascinato dall’ignoto, se cerca di far luce sui misteri del Creato e di confrontarsi con questi”. E agli ammalati dona tutto se stesso, prendendo parte alle loro sofferenze: “Lei non immagina la sofferenza che mi viene ad ascoltare le sofferenze del prossimo, ad essere incapace di togliere queste sofferenze, almeno subito” (3). Quando visita, veste i panni di sacerdote in camice bianco. Molti pazienti avvertono istintivamente il bisogno di confidargli le loro pene interiori o i loro problemi familiari, e non pochi escono dalla visita letteralmente sconvolti nell’anima. Riportiamo per brevità solo un paio di esempi. Una signora, afflitta nel corpo e nello spirito, afferma: “E’ come se mi avessero messo una telecamera dentro al cuore e all’anima. Ha letto in me cose che non sa e non capisce nessun altro, e addirittura mi ha spiegato cose di me stessa che non riuscivo a comprendere. Un’esperienza sconvolgente che non dimenticherò finché avrò vita”. Un’altra, arrivata in uno stato di prostrazione profonda, esce trasformata: “Mi ha ridato la voglia di vivere. Non me ne frega niente se mi salvo o se muoio tra un mese o una settimana….Avere conosciuto un uomo così vale la vita. Sono serena”.

Nel 1963 Maria Teresa Rossi, una sua studentessa, gli si avvicina al termine di una lezione per chiedergli un consiglio sulla grave malattia che la affligge, il lupus eritematosus, a causa del quale i medici le hanno prospettato al massimo due anni di vita. Lo scienziato la visita e le prescrive una terapia. La ragazza, da tutti chiamata Deda, ne ricava presto netti benefici e in pochi anni diventerà una valida collaboratrice nelle ricerche del professore, il quale arriverà ad amarla come una figlia. E i due anni di vita residua, grazie a Luigi Di Bella, diventeranno ventiquattro.

Dopo un complesso e faticoso iter sperimentale, il 6 dicembre 1973, invitato a tenere una conferenza presso la sede della Società Medico Chirurgica di Bologna dal Prof. Domenico Campanacci, il più illustre clinico italiano del dopoguerra, presenta il razionale e i primi risultati clinici della metodologia messa a punto per patologie ematologiche (successivamente perfezionata ed estesa ai tumori solidi). Riceve l’appoggio e la considerazione, oltre che del Prof. Domenico Campanacci, dell’illustre ematologo Edoardo Storti, del fisiologo Giuseppe Moruzzi, e di Emilio Trabucchi, famoso farmacologo. Ma neanche costoro, dall'alto della loro autorevolezza, possono vincere il montante potere delle aziende farmaceutiche e l’ostilità di un’onco-ematologia che, invece di offrire collaborazione, si sente scavalcata e surclassata da quello scienziato che aveva osato dare concrete possibilità di salvezza a malati altrimenti condannati. Vale ricordare che nel 1973 si conoscevano solo 500 casi di leucemia in tutto il mondo sopravvissuti per più di 5 anni. Gli unici interessamenti genuini gli arrivano dall'estero: medici ed istituzioni ospedaliere di ogni parte del mondo lo contattano e si informano sui princìpi della sua cura. Il numero dei pazienti che accorrono da lui, grazie anche alle testimonianze dei malati curati e ad alcuni articoli pubblicati su diversi periodici, aumenta fino a livelli insostenibili. Anche perché non cura solo i tumori: la sua impostazione squisitamente fisiologica della medicina, unita ad un raro ingegno ed alla conoscenza profonda di tutte le branche della scienza medica, gli consentono di curare con successo diverse patologie, specialmente neurologiche e neuromotorie.

Vale la pena soffermarsi brevemente sul valore delle ricerche che lo hanno condotto a formulare il suo Metodo di cura dei tumori. Già nel 1969 aveva relazionato (Alghero, congresso della Società Italiana di Biologia Sperimentale) sugli esperimenti con cui aveva dimostrato l’influenza del sistema nervoso centrale sulla crasi ematica (si trattava della stimolazione, nei ratti, di una determinata zona del cervello vicina alla ghiandola pineale, che portava a forti aumenti delle piastrine in circolo). Fino a quel momento nessuno aveva intuito che il sangue, e quindi le concentrazioni delle sue componenti, potessero essere influenzate e determinate a livello cerebrale. Già solo tale scoperta, che porterà lo scienziato ad introdurre la melatonina (prodotta principalmente dalla ghiandola pineale) come uno dei cardini della sua cura, avrebbe meritato, come osservarono alcuni studiosi, il premio Nobel per la Medicina.
L’estensione della cura ai tumori solidi risale alla metà degli anni ’70, quando nel suo Metodo introduce la somatostatina. E’ il primo al mondo a proporre l’uso di questa sostanza per le patologie tumorali. Ancora oggi il suo impiego terapeutico in oncologia è limitato ai soli tumori neuroendocrini, nonostante migliaia di pubblicazioni, tra le quali quelle di premi Nobel come V. Schally (5), che ne dimostrano l’efficacia in un’amplissima varietà di patologie neoplastiche.

Nel frattempo, già un anno dopo la presentazione della sua cura, era stato vittima, mentre era nell'istituto di Fisiologia, di un tentativo di avvelenamento da cui riuscì a salvarsi intuendo la causa dei gravi sintomi che avvertiva e prendendo le opportune contromisure.

Poco tempo dopo subirà diversi inspiegabili incidenti per le strade di Modena, mentre era in sella alla sua inseparabile bicicletta. L’ultimo attentato avverrà nel 1996 mentre, ormai ottantaquattrenne, si reca in bici al suo laboratorio per visitare i malati: colpito alle spalle con un sacco di sabbia, finirà a terra e si risveglierà in ospedale con un trauma cranico, una commozione cerebrale e la compromissione dell’udito ad un orecchio. Nonostante ciò, appena riavutosi ha un’unica preoccupazione: chiede di essere dimesso, si fa accompagnare in laboratorio e, con ancora le bende macchiate di sangue, inizia a visitare i malati che lo attendevano all'ingresso.

Intervistato negli anni ’90 da un canale televisivo, lascia a bocca aperta la giornalista che gli chiedeva, viste le mille difficoltà attuali e quelle incontrate nella sua vita, quali fossero le sue gratificazioni: “Non ho bisogno di gratificazioni. Sono arrivato ad una semplice morale che a volte meraviglia anche i miei figli: ringrazio il Padreterno per la sofferenza che m’ha dato, perché attraverso la sofferenza ho imparato cos’è la vita” (6).

La famigerata sperimentazione del 1998 richiederebbe una trattazione troppo lunga. Quello che è importante sottolineare è che non fu Luigi Di Bella a chiederla, ritenendo egli che l’ampia letteratura scientifica disponibile e la casistica raccolta avrebbero da tempo dovuto consentirne l’adozione. Il Ministero dalla Sanità preferì ignorare tali pubblicazioni, decidendo di organizzare una sperimentazione che, per i presupposti di partenza e poi per la sua conduzione, aveva l’esito già scritto. Basandosi esclusivamente su documenti ufficiali (Rapporti Istisan 98/17 e 98/24), si rileva infatti che condizione fondamentale per l’arruolamento fosse “essere non suscettibili, o non più suscettibili di trattamento”: in parole semplici, dovevano essere malati tanto gravi da far considerare inattuabile qualsiasi tentativo terapeutico (chirurgia, radioterapia, ormonoterapia, chemioterapia). La sopravvivenza stimata dagli sperimentatori andava da un minimo di 11 giorni (!) ad un massimo di 90. E’ un ben curioso criterio quello di ritenere efficace una terapia solo se riesce a replicare il miracolo di Lazzaro, salvando malati terminali e candidati all’assistenza domiciliare! Sempre sulla base della documentazione ufficiale si rileva un altro inquietante “mistero”: ad onta della reiterata affermazione che il Prof. Di Bella avesse accettato queste condizioni ostative, non esiste un documento ufficiale che attesti dove e quando lo scienziato avrebbe firmato i protocolli della sperimentazione; ed anzi risulta agli atti uno schema autografo e da lui firmato il 31 gennaio 1998, totalmente incompatibile con gli schemi terapeutici praticati.

L’esito così precostituito venne ulteriormente presidiato con numerose altre anomalie, costituenti obiettivamente e autonomamente cause di invalidazione (7): 3-4 farmaci previsti sui 10 del sopra richiamato schema autografo; interruzione del trattamento nell’86% dei casi; galenici somministrati dopo la data di scadenza o resi tossici dalla presenza di acetone (soluzione di retinoidi); somatostatina somministrata senza indispensabile impiego di siringa temporizzata, ecc. Ma, a parte quanto sopra, la demolizione della validità di questo studio fu fatta da uno scioccante Editoriale comparso su quella che dai più è ritenuta la più autorevole rivista scientifica del mondo (BRITISH MEDICAL JOURNAL - Marcus Mullner: "Di Bella’s therapy: the last word?" - BMJ, 1999, 318, 208). L’editoriale, dopo alcune severe critiche (mancanza di randomizzazione e di gruppo di controllo), conclude: “…è proprio il progetto scadente di questo studio a non essere etico…..Il progetto di questa sperimentazione è fallace..”.

Il vero miracolo (mai comunicato all’opinione pubblica) fu che, nonostante quanto osservato, il 48% dei pazienti risultava in vita al termine della sperimentazione (Rapporti Istisan: 167 pazienti in vita al 31 ottobre 1998 su 347 pazienti ‘valutabili’), nonostante che la prognosi di massimo 90 giorni (la prova iniziò nel marzo 1998 e si concluse il 31 ottobre dello stesso anno) facesse prevedere il decesso di tutti i 347 pazienti arruolati. Nel follow-up del giugno 1999 risultavano ancora in vita 88 arruolati (25%).

Malgrado le amarezze, le perfidie subìte e le delusioni, Luigi Di Bella continuerà la sua attività di medico fino al termine della sua vita, vincendo la stanchezza ed i crescenti problemi di salute. A chi tenta di farlo desistere almeno dalle visite ai malati che si presentano senza appuntamento, lui risponde con semplicità disarmante: “Se vengono qui, è perché hanno bisogno”. Per tutta l’esistenza ha combattuto la “buona battaglia” ed ai figli che, in uno dei momenti di maggiore ostilità e attacchi crescenti, gli avevano chiesto se non fosse il caso di ritirarsi cercando di badare alla sua salute, aveva risposto: “Non capite che io sono sempre stato un lottatore?” Lascerà questo mondo il 1° luglio 2003, a pochi giorni dal suo 91° compleanno. Qualche mese prima aveva scritto: “Sono degno? Lo diranno gli altri. L’animo mi dice tuttavia che non sono vissuto inutilmente, perché ho fatto del bene ed ho gioito per il bene fatto”.

Infine, qualche osservazione sul Metodo Di Bella: si tratta di una cura squisitamente fisiologica, impostata cioè sui princìpi della fisiologia, la disciplina che studia il funzionamento degli organismi viventi, dai fenomeni macroscopici fino ai più piccoli legami molecolari. Per dirla in breve, è la scienza che studia la vita e i meccanismi con cui essa si esprime. E’ una materia fondamentale e alla base di tutte le altre discipline mediche, e non a caso, nel degrado voluto e pianificato della medicina attuale che va di pari passo col degrado di tutta la civiltà, essa è stata ridotta e svilita nei programmi universitari a tal punto che lo studente arriva a laurearsi in medicina capendone poco o nulla. Il tumore, inoltre, è una malattia sistemica e multifattoriale, per cui non potrà mai essere guarita da un unico rimedio. Non a caso, il metodo Di Bella comprende un numero ben nutrito di diverse sostanze fisiologiche, farmaci e princìpi vitaminici, la cui composizione è stata studiata per avere azione sinergica e fattoriale, per cui l’effetto di ognuno è impressionato e potenziato dall'assunzione di tutti gli altri. Per ciascuna di queste componenti sono comparsi negli anni un’infinità di studi sulle riviste scientifiche (attualmente ammontano a qualche decina di migliaia) che ne dimostrano l’efficacia antitumorale.

Un altro fatto significativo sono i circa 1000 casi documentati di efficacia del metodo Di Bella pubblicati su riviste scientifiche accreditate e peer review, rintracciabili agevolmente sul portale www.pubmed.gov . Tra le pubblicazioni più recenti, quelle sui pazienti con tumore alla prostata e alla mammella, molti dei quali hanno avuto remissione della malattia senza chirurgia, senza radioterapia e senza chemioterapia, ma unicamente con il Metodo Di Bella. Si tratta peraltro di casi documentati nella maniera più scrupolosa, con diagnosi e successivi accertamenti strumentali effettuati in strutture pubbliche o private. Per comprendere l'eccezionalità della pubblicazione, occorre evidenziare che in tutta la letteratura scientifica mondiale non esiste un solo caso pubblicato di tumore solido guarito con qualsivoglia strumento farmacologico o radiante. Considerando che circa 180.000 persone in Italia muoiono ogni anno a causa di patologie tumorali, quante vite si sarebbero potute salvare se la sperimentazione del 1998 fosse stata condotta in maniera corretta?

Tanti altri aspetti del Metodo, della pseudo-sperimentazione e della vita dello scienziato, oltre ad una ricca documentazione fotografica, sono riportati nel volume “Il poeta della scienza” scritto da Adolfo Di Bella, che ha voluto affidare a questa biografia una testimonianza unica: quella di una vita trascorsa accanto ad un genio e benefattore dell’umanità.

 

Per ulteriori approfondimenti sul Metodo Di Bella, i siti ufficiali sono www.metododibella.org (medico-scientifico) e www.dibellainsieme.org (informativo-divulgativo). Il gruppo Facebook ufficiale è qui

Note:
(1) I dettagli delle candidature al Nobel del Prof. Pietro Tullio sono disponibili sul sito ufficiale del prestigioso premio.
(2) Dal libro Si può guarire? La mia vita. Il mio metodo. La mia verità (Luigi Di Bella e Bruno Vespa, ediz. Mondadori, 1998, pag.34)
(3) Intervista di Mons. Don Giovanni D’Ercole a Luigi Di Bella, trasmessa il 14 marzo 1998 su Raidue nel programma “Prossimo tuo”:
(4) Programma “Moby Dick” trasmesso il 6 novembre 1997 su Italia Uno e condotto da Michele Santoro:
(5) Si veda ad esempio, tra i tanti lavori di Schally: Barabutis N, Siejka A, Schally AV. Effects of growth hormone releasing hormone and its agonistic and antagonistic analogs in cancer and non-cancerous cell lines. International Journal of Oncology 2010 May;36(5):1285-9. (link)
(6) Intervista fatta a Luigi Di Bella nella primavera 1996:
(7) La sperimentazione del 1998 - motivi e prove della sua invalidità:.Un’enorme mole di dati e documenti che demolisce completamente la sperimentazione ministeriale è raccolta nel volume Un po’ di verità sulla terapia Di Bella (Vincenzo Brancatisano, ediz. Travel Factory, 1999)

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ELFLACO
#1 ELFLACO 2019-04-01 23:15
Vi consiglio questo ultimo video fatto da Telecolor

Speciale Medicina Amica, il Metodo Di Bella: testimonianze - 26.12.2018

fabiomln
#2 fabiomln 2019-04-01 23:41
Il metodo Di Bella non poteva essere accettato. Sarebbe il disastro per Big Pharma e molti oncologi finirebbero disoccupati.
pencri93
#3 pencri93 2019-04-01 23:47
Bell'articolo, molto interessante.

@ELFLACO

Sempre per la stessa serie di interviste, ne stavo vedendo una al dottor Giuseppe Di Bella in cui (fra le altre cose), si è parlato brevemente di un certo Ben Williams, al quale diagnosticarono nel 1995 un glioblastoma, la forma più aggressiva di tumore cerebrale. Dopo aver rifiutato le cure tradizionali, ha cominciato ad assumere una serie di sostanze (ne sono state citate due, fra cui la melatonina) e ad oggi è ancora vivo.

24 anni di sopravvivenza con un glioblastoma, andatelo a dire ad un oncologo.
aprilia
#4 aprilia 2019-04-02 00:24
Altre testimonianze di persone che si sono curate con il Metodo Di Bella:

aprilia
#5 aprilia 2019-04-02 00:26
Ulteriori testimonianze di ammalati di tumore che hanno scelto di curarsi con il Metodo Di Bella:

aprilia
#6 aprilia 2019-04-02 01:01
#3 pencri93

A proposito di glioblastoma, un caso di remissione completa con il Metodo Di Bella è già stato pubblicato in letteratura:
metododibella.org/.../...

Un altro caso di glioblastoma in remissione con il Metodo Di Bella ha testimoniato qui: youtu.be/1UIXgFoFFx4?t=1870
aprilia
#7 aprilia 2019-04-02 01:24
Da segnalare anche il recente film-documentario di libera consultazione "Il Metodo Di Bella - 20 anni dopo (1997-2017)" realizzato da un Istituto indipendente:

www.vff-marenostrum.org/.../Link-BDM-2018.html

Durata: circa 6 ore, incluse le videotestimonianze di diversi pazienti
gato
#8 gato 2019-04-02 08:01
Di Bella è stato uno dei professori all'università di Montanari. Ancora oggi Montanari lo venera, nonostante dice sempre che era il più severo degli professori agli esami. Troppo giusto per l'ambiente medico ed academico.
nib
#9 nib 2019-04-02 08:45
A mio avviso, c'è un problema di comunicazione, la medicina vera, quella che cura per davvero i pazienti, così come i Vaccini che danneggiano la salute, non è evidenziata nel modo migliore, 2 ore di video per poche testimonianze non riusciranno a scuotere granché nella massa distratta, a malapena arriverebbero a seguire 10 min.
Penso che mediaticamente si dovrebbe essere quanto più sintetici possibile, bisognerebbe fare quello che il main stream non fa, cioè mostrare, ad esempio, i volti e le storie di coloro che hanno vissuto in prima persona queste esperienze in modo breve e veloce, col dilungarsi in discorsi tecnici si finisce inevitabilmente nel perdere l attenzione dell utente, mentre la comunicazione a delinquere punta sempre ad un informazione veloce e diretta, tipo spot per capirci.
Un mio vezzo, quando parlo con gli amici, conoscenti ed altri, è quello di deridere in modo ironico le imposizioni subdole dettate dai farabutti, un giorno entrai nel bar che frequento dicendo a tutti che mi ero fatto impiantare un microchip sotto l ascella dx, e alzando il braccio potevo entrare negli ospedali da un entrata riservata, non mi credettero, ma adesso hanno acquisito un certo scetticismo, un altra volta esodii dicendo che mi ero fatto 36 vaccini e non mi ammalavo piu, anche se poi come effetto collaterale diventavo verde e oro come la bandiera del Brasile. Altro punto importante, sempre secondo la mia opinione, sono i danneggiati da vaccino,
Dove sono?
Nel 2017 ci sono stati più di 6000 casi di reazioni avverse, non s'è né visto uno
Bisognerebbe dare più visibilità ai danni provocati, così come a quelli che hanno rifiutato di avvelenarsi con i protocolli sanitari e sono ancora vivi, le informazioni così importanti devono arrivare dirette e veloci come quelle che ci propinano le televisioni, e andrebbe bene anche l ironia che molte volte anche qui su LC ti strappa anche un sorriso.

PS.
Lo so che penserete: fallo tu allora!
Ma io mica sono Mazzucco
redazione
#10 redazione 2019-04-02 12:25
NIB: Messaggio ricevuto. :-)
ZORG
#11 ZORG 2019-04-02 13:00
#9 nib
Totalmente d'accordo! ;-)
Imparare le tattiche del nemico e rigirargliele contro.

L'ironia è un'arma potentissima, sotto molti punti di vista.
Può servire ad imbonire un personaggio, od a distruggerne la credibilità.
I comici sono armi di persuasione di massa.
Si umanizza un amico e si ridicolizza un nemico.
nib
#12 nib 2019-04-02 13:17
Dicevo quanto sopra perché ho fatto caso che per persuadere la massa vengono usate tecniche molto convincenti, brevi messaggi, suoni ed immagini subliminali, mentre per dissuadere si usa omettere informazioni cruciali e si divaga su concetti tecnici con l intenzione di far perdere l attenzione, il filo logico, e dimenticare i punti importanti, proprio come fa Wikipedia con la descrizione del dott di bella, si perde tra le molecole e le formule chimiche, ma cazzo se anche uno solo è vissuto 24 anni in più della prospettiva che gli hanno dato i luminari lo devi rendere pubblico porca miseria!
Pavillion
#13 Pavillion 2019-04-02 13:45
Emozione commozione sofferenza tenerezza e fermezza stati e strati attraversati dalle letture dell'articolo confluenti in un quadro del tutto appropriato:
IL POETA DELLA SCIENZA
Luigi Di Bella
ZORG
#14 ZORG 2019-04-02 13:46
#12 nib
Anche la conferenza più interessante ha una parabola comunicativa molto breve.
Quando me ne occupavo, dicevo agli oratori di bruciarsi subito l'argomento più importante in apertura, perché é il momento di massima attenzione del pubblico.
La maggior parte gioca la carta migliore in chiusura, quando la gente sonnecchia.
Nessuno riesce a seguire un argomento per più di 15 minuti, con la medesima attenzione.
nib
#15 nib 2019-04-02 13:56
#14 ZORG
Sia lodato il signore(o chi per lui)
Grappa
#16 Grappa 2019-04-02 13:56
Salute :-)

@nib... te-ce-me la dedico :pint:



Hic ;-)
nib
#17 nib 2019-04-02 13:58
#14 ZORG
Sia lodato il signore(o chi per lui)
ZORG
#18 ZORG 2019-04-02 14:26
#15 nib
Citazione:
Sia lodato il signore(o chi per lui)
Sempre sia lodato! :-D
Parsifal79
#19 Parsifal79 2019-04-02 14:55
ce ne fossero come Di Bella al posto di questi:

Caserta, medici e infermieri assenteisti: 28 indagati. Uno era in viaggio all’estero e il figlio timbrava il cartellino
"Qua o ci arrestano a tutti quanti, o stiamo tutti in grazia di Dio. Tanto, come si dice, chi è senza peccato scagli la prima pietra". Parlavano così due dirigenti medici dell’ospedale "San Rocco" di Sessa Aurunca intercettati dai Carabinieri che indagavano sull'assenteismo nella struttura pubblica su ordine della Procura di Santa Maria Capua Vetere
www.ilfattoquotidiano.it/.../5081029
fefochip
#20 fefochip 2019-04-02 15:33
#10 redazione
Citazione:
NIB: Messaggio ricevuto
lo sai che ha proprio ragione NIB?
come abbiamo fatto con tullio al negativo

dopo il 40esimo che ti dice "ho fatto il vaccino, stavo bene (io, mio figlio , mio parente ,ecc) e poi il disastro ...." sti cazzi di qualunque burionata di turno
Leporello
#21 Leporello 2019-04-02 15:42
Appoggio l'idea di Nib: è ora di sbattere in faccia la realtà a tutti e sgretolare la scenografia di questa finzione mediatica che ci opprime. Non è possibile che ci si debba "vergognare" di esporre fatti e dati incontrovertibili che possano aiutare tutti a comprendere il problema e fare le proprie scelte consapevolmente.
Dobbiamo tutti renderci disponibili ad aiutare Massimo nella realizzazione di una delle sue preziosissime Opere!
;-)
Cum grano salis
#22 Cum grano salis 2019-04-02 16:27
#18 ZORG
(....ssshhh, passa una bustarella delle tue a Fantaman, e fallo venire subito dove sai, che c'ho da fare col V2K....ssshhhh)
nib
#23 nib 2019-04-02 18:01
#22 Cum grano salis
Per tua informazione giro sempre con un caschetto fatto di carta di alluminio, risparmiati le onde che poi ti sale la bolletta :hammer:
ZORG
#24 ZORG 2019-04-02 18:12
#22 Cum grano salis
Citazione:
passa una bustarella delle tue a Fantaman
Queste cose vanno fatte in gran segreto ..


#23 nib
hai un messaggio privato.
Il tuo destino è rosso come il tuo mantello. :hammer:
bushfamilyguy
#25 bushfamilyguy 2019-04-02 18:49
Nib

Il problema grosso dei danneggiati da vaccino così come dalla medicina tradizionale è che spesso sono in causa con chi li ha rovinati e quindi non vogliono esporsi prima delle sentenze per evitare ripercussioni (spesso illogicamente).

Ne conosco personalmente uno che è invalido al 100% a causa di un anti influenzale con tanto di referto medico. Ma tale referto ce lo ha fatto vedere in mano sua per evitare che lo diffondessimo e quindi danneggiarlo in sede processuale
mik300
#26 mik300 2019-04-02 21:42
@mazzucco

Adesso Di Bella
L'altro giorno l'ipoclorito di sodio
Per nei e affini..
Non e' che stai leggendo
"Scoperte mediche non autorizzate"
Di marco pizzuti?
fefochip
#27 fefochip 2019-04-03 00:06
#26 mik300
@mazzucco
Citazione:
Adesso Di Bella
L'altro giorno l'ipoclorito di sodio
Per nei e affini..
Non e' che stai leggendo
"Scoperte mediche non autorizzate"
Di marco pizzuti?
al limite è marco pizzuti che si legge luogocomune
uno dei primi articoli sul metodo ruffini
old.luogocomune.net/.../article.php?storyid=4405
il libro di pizzuti è pubblicato nel 2014 e l'articolo su luogocomune è del 26 gennaio 2014
io comunque avevo parlato a massimo dell'ipoclorito ben prima visto che lo usavo per debellare il mio herpes labialis

di bella beh, si sa da parecchi anni ed è stato sul mainstream, fece scalpore

simoncini ne ho parlato a massimo nel lontano 2006 se non sbaglio e abbiamo di li a poco iniziato le interviste


interessante rileggersi i propri commenti .....
Davide Baratta
#28 Davide Baratta 2019-04-03 00:14
Ringrazio Massimo Mazzucco per aver dato spazio ad un articolo così ben scritto.
Posso testimoniare la validità del Metodo Di Bella: Mia madre ( Tosi Maria) è tra le primissime pazienti curate e guarite dal Prof. Luigi Di Bella, da una leucemia mieloide acuta, diagnosticata nel dicembre 1973, arrivo' ad avere solo 4.000 piastrine, con prognosi di pochi mesi di vita, iniziò la cura Di Bella nel febbraio del 1974, ha sempre condotto una vita normalissima, con un ottima qualità di vita, senza mai incorrere in recidive. Tutt'ora gode di ottima salute e ringrazia ogni giorno il suo amato Prof Luigi
redazione
#29 redazione 2019-04-03 07:45
DAVIDE BARATTA: Ma che dici, pazzerello? Se la Medicina Ufficiale dice che il metodo Di Bella non funziona vuol dire che non funziona, no? Probabilmente tua madre avrà avuto una "diagnosi sbagliata"!

(Grazie per la tua testimonianza).
aprilia
#30 aprilia 2019-04-03 08:04
#28 Davide Baratta

Grazie Davide, per la testimonianza sulla guarigione di tua mamma.
La videotestimonianza della mamma di Davide è qui (dal 13° minuto):



La cosa bella del'intervista è che emergono anche le qualità umane del Prof. Di Bella.
Di seguito nello stesso video c'è la testimonianza della dott.ssa Molinari che racconta cosa accadde realmente durante la famosa verifica delle cartelle cliniche in possesso del Prof. Di Bella.
mik300
#31 mik300 2019-04-03 09:06
@fefo

pizzuti fa il funzionario amministrativo
non ha inventato nulla..
è uno che raccoglie e ricerca..
un pò come noi..


mi ha colpito la consecutio temporum
degli argomenti,
tutto qua..
redazione
#32 redazione 2019-04-03 09:23
E' davvero bello vedere un'intervista in cui una signora racconta di "voler vivere un pò con suo figlio" quando questo aveva due anni, e poi vedere lo stesso figlio, 40 anni dopo, che viene a testimoniare dell'esperienza positiva di sua madre.
fefochip
#33 fefochip 2019-04-03 09:38
#32 redazione
Citazione:
E' davvero bello vedere un'intervista in cui una signora racconta di "voler vivere un pò con suo figlio" quando questo aveva due anni, e poi vedere lo stesso figlio, 40 anni dopo, che viene a testimoniare dell'esperienza positiva di sua madre.
mi sono commosso vedendo la testimonianza

ma che cosa si può dire di una signora che dice quelle parole .

non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire

mi ha colpito piu che la guarigione in se da una malattia considerata inguaribile tutto il lato umano e "ospedaliero"
Al2012
#34 Al2012 2019-04-03 11:30
Il pensiero espresso dal figlio al termine dell'intervista dovrebbero essere ascoltatnte da tutti quelli che seguono l'informazione uffficiale. (minuto 1.10.36)

Dovrebbero essere trasmesse in continuazione su tutti i canali altenativi ....



COME DESTINARE IL 5 x 1000 ALLA FONDAZIONE DI BELLA

Se si vuole destinare il 5 per mille a favore della Fondazione Giuseppe Di Bella - Onlus di Novellara (RE), nella prossima dichiarazione dei redditi (CUD - Mod. 730 o Unico) occorre apporre la propria firma nell'apposita sezione:

"Sostegno del volontariato, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale, delle associazioni e fondazioni"
ed indicare il codice fiscale della Fondazione: 01995220355

Importante: anche chi non ha l'obbligo della presentazione della denuncia dei redditi, in quanto in possesso del solo mod.CUD, può effettuare la scelta per la destinazione del 5x1000.
Bisogna utilizzare apposito modulo (allegato al CUD) e seguire attentamente le istruzioni per l'invio (qui scaricabili).

metododibella.org/.../...
mafalda_
#35 mafalda_ 2019-04-03 16:11
#35 Al2012

Citazione:
Il pensiero espresso dal figlio al termine dell'intervista dovrebbero essere ascoltatnte da tutti quelli che seguono l'informazione uffficiale. (minuto 1.10.36) Dovrebbero essere trasmesse in continuazione su tutti i canali altenativi ....
Al2012, concordo in pieno: il dott. Giuseppe Di Bella ha un'estrema consapevolezza della situazione attuale e le parole e i pensieri che esprime gli derivano anche dalla sua personale esperienza poiché negli anni ne ha viste e vissute di tutti i colori. Personalmente ritengo che il dott. Di Bella sia uno dei pochi medici che in Italia sono degni di questo titolo.
mafalda_
#36 mafalda_ 2019-04-03 16:32
Di tanti potenti e "famosi" di questo mondo, dopo la loro morte non rimarrà neanche un mazzo di fiori secchi sulla lapide. Alcune persone invece, che con un sacrificio immenso lasciano dei doni grandissimi all'intera umanità, rimarranno nella memoria del mondo e nel cuore degli uomini.
Questa intervista, citata anche nella recensione, è forse quella che più evidenzia la personalità, il carattere e le qualità umane del Prof. Luigi Di Bella:

Francesco86
#37 Francesco86 2019-04-03 18:35
Non c'è giorno che non ringrazi Il Prof.Luigi DiBella e tutta la sua Famiglia...Ho conosciuto il Metodo DiBella nel 2015.
Era il gennaio 2015 a mia moglie (26 anni)diagnosticarono un tumore cerebrale e più precisamente un Astrocitoma Anaplastico terzo grado, (è stata operata d'urgenza in quanto questa bestiaccia è stata scoperta in maniera del tutto causale).
L'intervento andò bene ma rimase un piccolo residuo,il reparto neurochirurgico ci dirotto subito al reparto oncologico per seguire le cure,(radio e chemio)io fortunatamente conoscevo in maniera sommaria il Metodo Di Bella e per tanto presi subito un appuntamento con il Dot. Giuseppe Di Bella
La quale mi diete la cura da fare,commisi però l errore di cercare rassicurazioni da parte di alcuni medici i quali al solo sentire nominare la cura di Bella mi prendevano per pazzo!!non riuscendo a decidere quale strada intraprendere decidetti insieme ai miei parenti ed a mia moglie di iniziare la radioterapia in concomitanza con la cura di Bella (aprile 2015).Devo ringraziare la mamma di un ragazzo (anche lui tumore cerebrale) la quale forte dei risultati ottenuti dal il figlio mi diete più coraggio ad iniziare la cura.
Al primo controllo post radioterapia la risonanza fu molto positiva tanto è vero che i medici erano abbastanza sorpresi,la rmn non mostrava edema ,il residuo era lì ma un quadro positivo (un medico prima di guardare le immagini mi disse "Non ci aspettiamo nulla anzi il quadro sarà peggiore in quanto vi è la bruciatura della radio" a fine visita mi disse "il quadro è molto buono non vi è edema!)..
Le Rmn di controllo venivano fatte ogni 3 mesi ed ogni volta la Rmn era migliore della precedente, (ci tengo a sottolineare che mia moglie conduceva e continua a condurre una vita del tutto normale, non ha mai perso un gg di lavoro.
Risonanza dopo Risonanza siamo arrivati dopo circa un anno e mezzo alla completa guarigione ,la risonanza era ed è completamente Pulita!!!Me lo disse il chirurgo che operò mia moglie!!!
Ora ditemi voi,se mia moglie ha continuato a fare solo il Metodo Di Bella cosa l'ha portata alla completa guarigione??
Questa è la storia di mia moglie,siamo stati anche intervistati nello studio del dottore Giuseppe Di Bella e potete trovare il link nel sito di telecolor.
L'unico effetto collaterale della cura è il costo !!
Il metodo di bella viene denigrato ogni giorno da medici ignoranti con una curiosità scientifica pari a Zero!!
Spero tanto che questa mia testimonianza possa essere d'aiuto ..
Francesco Accardo.
aprilia
#38 aprilia 2019-04-03 18:50
Citazione:
Non c'è giorno che non ringrazi Il Prof.Luigi DiBella e tutta la sua Famiglia...
La videotestimonianza di Francesco e di sua moglie Agata è qui (dal minuto 20):

Parsifal79
#39 Parsifal79 2019-04-03 20:18
#37 Francesco86Citazione:
L'unico effetto collaterale della cura è il costo !!
probabilmente intendi dire che non è a carico del SSN (collettività), perchè come costo non credo sia superiore alle cure tradizionali.
redazione
#40 redazione 2019-04-03 21:34
Adolfo Di Bella (fratello di Giuseppe, e figlio di Luigi) manda questo messaggio:

Ringrazio a nome mio e di mio fratello Giuseppe il Sig. Massimo Mazzucco e la redazione per la pubblicazione dell'ammirevole e circostanziata recensione di Luca Iezzi.

Spesso accade che la trattazione di determinati argomenti non abbia luogo dopo una preventiva ed obiettiva informazione, ma che si trasformi in filippiche denigratorie e censorie: in tal caso non é tanto l'opinione combattuta a venire offesa, quanto la civiltà e la libertà di tutti.

Questo risulta particolarmente vero quando viene affrontata la vicenda che interessa il Prof. Luigi Di Bella e la sua opera.

Purtroppo il fatto che il Mdb (Metodo Di Bella), non sia ancora ufficialmente riconosciuto e praticato in strutture pubbliche – questo il nostro obiettivo – provoca grandi disagi e difficoltà a malati che autonomamente si affidano a tale orientamento. A questo si aggiungono a volte episodi di parassitismo da parte di medici di dubbia competenza ed eticità, che hanno unicamente a cuore l'interesse proprio e non quello dei malati. Proprio a tutela di questi ultimi, avvertiamo che nessun medico accreditato dalla Fondazione é autorizzato in alcun modo ed in alcuna sede a presentarsi sotto l'egida della terapia, in qualsiasi modo denominata.

Quanto alla biografia: essa non é nata con fini agiografici, ma prevalentemente per dare un contributo alla fiducia che le nuove generazioni debbono nutrire nel futuro dell'umanità e nella sua capacità di rinnovarsi e migliorarsi.

Un cordiale saluto a tutti

Adolfo Di Bella.
edo
#41 edo 2019-04-04 01:25
Ho iniziato ieri a leggere questo articolo. Mi rendo conto che di questo Santo, sapevo quello che i media hanno diffuso:confusione.
Che brutta razza i giornalisti.
Roberto70
#42 Roberto70 2019-04-04 09:03
I giornalisti vanno dove li porta il ..... portafoglio!
Se mai dovessi (tocco ferro e qualcos'altro :-D ) MAI e poi MAI chemioterapia!!

La chemioterapia è utile soltanto al 2% dei casi secondo una rassegna di 1500 pubblicazioni scientifiche effettuate dal prof. Jones
Le cure chemio costano allo stato piu' o meno un reddito di cittadinanza / anno

Chemioterapia: le statistiche UFFICIALI di guarigione e sopravvivenza
www.unacremona.it/chemio.pdf
fefochip
#43 fefochip 2019-04-04 09:30
#40 redazione
Citazione:
Proprio a tutela di questi ultimi, avvertiamo che nessun medico accreditato dalla Fondazione é autorizzato in alcun modo ed in alcuna sede a presentarsi sotto l'egida della terapia, in qualsiasi modo denominata.
questo nella pratica cosa significa esattamente?
c'è una lista di medici che praticano di bella ma che nessuno può parlare a nome di essa?
solo il figlio di di bella (giuseppe) può "presentarsi sotto l'egida della terapia"?

forse la fondazione dovrebbe fare chiarezza in ultima analisi per la salute delle persone e per non confoderle di piu che già ci pensa la medicina ufficiale a farlo.

chi può praticare il MdB?
c'è una lista di medici a cui ci si può affidare con fiducia?
redazione
#44 redazione 2019-04-04 09:58
FEFO: Ottime domande. Le giro a Di Bella.
mafalda_
#45 mafalda_ 2019-04-04 11:45
#43 fefochip

Citazione:
chi può praticare il MdB? c'è una lista di medici a cui ci si può affidare con fiducia?
Fefo, certamente si. Solo la Fondazione Di Bella è autorizzata a fornire ai pazienti interessati i nomi dei medici prescrittori MDB accreditati dalla Fondazione stessa, e più vicini alla residenza del paziente. I contatti della Fondazione si trovano a questo link del sito ufficiale del Metodo Di Bella: www.metododibella.org/it/contatti.html
ElSamueL
#46 ElSamueL 2019-04-04 12:45
Un saluto ai figli del professor Luigi di Bella. Andate avanti, abbiamo bisogno di persone come voi per avere un pò di umanità in questo mondo.

Purtroppo ho scoperto tardi il mondo della controinformazione e quindi della cure alternative fra cui il MDB e la storia del professor Luigi. Un uomo eccezionale, umile e di sani principi.

Probabilmente col suo metodo , le cose nella mia famiglia sarebbero andate in un altro modo. Invece per un pò per paura e un pò perchè non hai l'informazione, tendi a fidarti dei medici i quali a loro volta sono "imbrigliati nel sistema" (medicina difensiva come dice Pamio) e ti inseriscono nei protocolli oncologici, ovvero chemioterapia e da lì non ne esci più. Questi sono i protocolli medici riconosciuti e questo devi fare.
Tianos
#47 Tianos 2019-04-04 16:04
Riporto per l'ennesima volta testimonianza diretta di come fu effettuata la valutazione del metodo Dibella.

Mio Zio vent'anni fa, malato di tumore si è curato prima con metodo tradizionale senza ottenere beneficifini, al poliambulatorio di modena fu messo poi sotto sperimentazione della terapia Di bella. Gli infermieri gli portarono il kit per la somministrazione, ma ne loro ne i medici (a loro dire) erano stati addestrati per somministrarla...Ossia non volevano prendersene la responsabilità...Mio zio avrebbe dovuto autosomministrarsela.

Buona notizia, mio zio non morì di cancro...Si è gettato da una finestra dell'ospedale.
redazione
#48 redazione 2019-04-04 17:10
PAGLIA sei stato espulso. Avevi già ricevuto diversi avvisi. Ma oggi proprio non hai resistito, e l'hai fatta fuori dal vaso.

***

(Ovviamente ho dovuto cancellare anche tutti i commenti che replicavano al suo spam).
Claudiol
#49 Claudiol 2019-04-04 18:12
Mi unisco al coro dei complimenti, argomento sempre più di grande interesse visto che non so voi ma qui dalle mie parti, solo lo scorso anno c'è stata un ecatombe di malati tumorali. Chi propone il metodo? e quali sono più che altro li consigli dei Di Bella sulla prevenzione ?
Grazie
peonia
#50 peonia 2019-04-04 18:13
#47 Tianos :cry:
aprilia
#51 aprilia 2019-04-04 18:46
#49 Claudiol

Citazione:
quali sono più che altro li consigli dei Di Bella sulla prevenzione ?
La prevenzione è un argomento vastissimo. Il dott. Giuseppe Di Bella ne ha parlato in diverse occasioni, l'ultima delle quali in questo intervento dello scorso ottobre su Telecolor:

aprilia
#52 aprilia 2019-04-04 20:00
#47 Tianos

Citazione:
Gli infermieri gli portarono il kit per la somministrazione, ma ne loro ne i medici (a loro dire) erano stati addestrati per somministrarla...Ossia non volevano prendersene la responsabilità...Mio zio avrebbe dovuto autosomministrarsela.
Tianos, sono addolorato. Nel libro "Un po' di verità sulla Terapia Di Bella" (Vincenzo Brancatisano, ediz. Travel Factory, 1999) che in 750 pagine demolisce completamente la sperimentazione del 1998, sono descritti tanti episodi che hanno del surreale, se pensiamo che si sarebbe dovuto trattare di una sperimentazione scientifica gestita da un Governo.
Ad esempio, ad un paziente in sperimentazione che si era visto regredire il tumore al pancreas di oltre il 50%, uno dei medici sperimentatori disse: "Lei sta barando: sta facendo la chemioterapia senza dirci niente". Un'altra dottoressa si mostrò molto arrabbiata e disse che per colpa del Metodo Di Bella l'ospedale aveva perso un sacco di fondi per la ricerca, aggiungendo: "Le faccio fare la sperimentazione se prima si fa fare un po' di chemio". Il paziente tra l'altro era costretto a farsi 1000 chilometri andata e ritorno per andare a fare le visite di controllo e a prendersi i farmaci da Varese, dove abitava, a Chieti.
Il libro citato, guarda un po', non è reperibile se non, in qualche caso, sul mercato dell'usato. Qui si può leggere la prefazione del libro, a firma dello stesso Prof. Di Bella: giuseppedibella.it/.../...
peonia
#53 peonia 2019-04-04 20:43
grazie Aprilia!
redazione
#54 redazione 2019-04-04 21:18
FEFOCHIP: Ecco la risposta di Di Bella:

Sono comprensibili le perplessità dell'autore del commento. Cercherò di fare chiarezza.

I pazienti che intendono fare Mdb hanno il diritto di praticare Mdb e non “qualcos'altro”. Se un medico si attiene con correttezza alla prassi prescrittiva e rispetta l'etica professionale, bene; se non lo fa o cessa di farlo, ci incombe il dovere morale di consigliare diversamente il paziente.

“Rappresentare” la terapia, dopo la scomparsa del suo ideatore, é una responsabilità grandissima che impone una comprensione profonda e dettagliata del suo complesso “razionale scientifico”, il quale postula una formazione bio-fisiologica che si acquisisce solo dopo una vita di studio e di esperienza. Sfugge al grosso pubblico l'abisso di conoscenze e mentalità tra medico-ricercatore e medico comune (clinico).

Fu lo stesso Prof. Luigi Di Bella ad esprimere la profonda delusione per la preparazione di molti medici che si erano avvicinati al Mdb, forse attirati da finalità non propriamente scientifiche.... Dopo alcuni seminari e convegni propostigli, finalizzati alla formazione di medici prescrittori, rifiutò di tenerne altri: “non posso in poche ore rifar loro sei anni di medicina. E' tempo perso”. Nelle sue ultime volontà volle anche raccomandarci: “non pubblicizzate mai nomi di medici....”.

Naturalmente c'erano e vi sono eccezioni. Ma a nessun medico fedele a questo orientamento e consapevole dell'eccezionalità della preparazione richiesta verrebbe mai in mente di presentarsi quale alfiere di questo vessillo, e men che meno di esibirsi nella grottesca gag comica di voler perfezionare la terapia.....

Con grande umiltà e prudenza mio fratello Giuseppe (che ha iniziato a prescrivere nel 1973) e alcuni colleghi biologi in rapporto di collaborazione sono impegnati da anni nel tentativo di realizzare qualche progresso ulteriore. Questo può essere limitato, ma tutt'altro che trascurabile, se si riuscirà – come pare ormai a portata di mano - a semplificare e rendere ancora più incisiva la somministrazione di alcuni princìpi attivi. Senza escludere che si possa giungere a introdurre nuovi strumenti terapeutici già compiutamente studiati dal Prof. Di Bella, ma dei quali occorre completare l'iter dei test necessari.

In conclusione, ci siamo trovati a cercare di gestire una situazione di immensa portata scientifica ed umanitaria, percorrendo a passo inevitabilmente incerto e ridotto la via tracciata da un gigante. Purtroppo ad immense difficoltà oggettive si é a volte aggiunto un odioso e forsennato parassitismo, incurante dell'etica professionale e della comune morale.

Grazie dell'attenzione e un cordiale saluto

Adolfo Di Bella
pencri93
#55 pencri93 2019-04-04 22:49
Sono state mai raccolte statistiche riguardo la prognosi media dei pazienti in cura con il MDB, magari proprio dalla fondazione stessa?
aprilia
#56 aprilia 2019-04-04 23:20
#55 pencri93

Citazione:
Sono state mai raccolte statistiche riguardo la prognosi media dei pazienti in cura con il MDB, magari proprio dalla fondazione stessa?
pencri93, certamente: guarda ad esempio questa pubblicazione recente (2018) riguardante 297 casi di tumore al seno curati con MDB, in cui il dato più rilevante è, per quelli al 4° stadio, il 69,4% di sopravvivenza a 5 anni con MDB contro la percentuale del 26,3% riportata dal National Cancer Institute (terapie ufficiali): www.metododibella.org/.../2172-0479-9.pdf


Diversi altri risultati eclatanti li trovi anche tra le altre pubblicazioni. Qui c'è l'elenco completo (guarda in particolare gli studi retrospettivi): www.metododibella.org/.../

Comunque, anche senza guardare le statistiche, salta all'occhio il fatto che in tutta la letteratura medica mondiale non esiste un solo caso di tumore solido in remissione completa stabile da tanti anni senza esser stato sottoposto né a chemioterapia, né a radioterapia, né a chirurgia. Gli unici che trovi con tali caratteristiche sono tra quelli che si sono curati con MDB (ciò non significa che la chirurgia si possa sempre evitare se si sceglie il MDB: è possibile solo in alcuni casi).
fefochip
#57 fefochip 2019-04-05 08:39
#54 redazione
Adolfo Di Bella
#45 mafalda_

insomma da quello che ho capito, andando sul pratico, è bene rivolgersi direttamente alla fondazione in modo da avere questi nominativi di medici che applicano il MdB con una certa razionalità e coscienziosità
e al contempo diffidare da chi fa propaganda di se di applicare tale metodo perche chi veramente lo applica accetta che solo la fondazione di bella parla di tale metodo
ho capito bene?
mafalda_
#58 mafalda_ 2019-04-05 10:22
#57 fefochip

Citazione:
insomma da quello che ho capito, andando sul pratico, è bene rivolgersi direttamente alla fondazione in modo da avere questi nominativi di medici che applicano il MdB con una certa razionalità e coscienziosità
Fefochip, sulla biografia "Il poeta della scienza" sono descritti in dettaglio innumerevoli episodi che hanno fatto consigliare un'estrema prudenza. Purtroppo, quando si parla di tumori, significa parlare di vita o di morte, per cui è facilmente immaginabile a cosa potrebbe portare una prescrizione errata o anche solo imperfetta.
Tra i tanti episodi narrati nel libro, quello di un medico che si spacciava per "braccio destro" di Luigi Di Bella. Il Professore, avendolo saputo e avendone verificato le infime qualità professionali, esclamò: "Piuttosto, preferirei essere mutilato!".
Un altro medico aveva portato un suo paziente dal Prof. Di Bella dichiarando: "Professore, questo paziente non mi risponde alla terapia!" Il Prof. Di Bella, dopo averlo visitato e avergli fatto una prescrizione corretta, disse al dottore: "Ma lei è veramente medico?" "Professore, certo!" "E allora se è medico, come ha fatto a non accorgersi che quella persona aveva un fegato da elefante? Come può un paziente rispondere alla terapia finché ha un fegato in quelle condizioni?"
Esprimendo, poche settimane prima della morte, le sue ultime volontà, disse anche: "Non pubblicizzate mai nomi di medici. Sono proprio i medici ad avermi capito di meno perché, a differenza di altri, credono di sapere qualcosa".
Cum grano salis
#59 Cum grano salis 2019-04-05 12:49
#56 aprilia
Riguardo al libro, oltre ad una copia usata ma ancora nel cellophane su Amazon a 40€, sembra che l'editore di Roma lo abbia ancora in catalogo, ma forse richiede un ordine sostanzioso da parte di una libreria (o andare lì di persona?)
www.turinvest.it/libroverita.htm
Comunque, c'è una copia su Ebay a 25€+2,5€ di spese, per chi fosse interessato.
ebay.it/.../...
Cum grano salis
#60 Cum grano salis 2019-04-05 13:59
Lascio qui un addendum per consultazioni integrative.

Dott. Giuseppe Nacci - Mille piante per guarire dal Cancro senza CHEMIO
scribd.com/.../...
mafalda_
#61 mafalda_ 2019-04-05 17:44
#59 Cum grano salis

Credo che, non essendo più in attività l'editore, l'unica sia cercare qualche libro su ebay.
aprilia
#62 aprilia 2019-04-07 00:35
Pubblico una testimonianza scritta appositamente per i lettori di LuogoComune:

"Salve,
mi chiamo Davide e abito in Val di Fiemme.
Vorrei innanzitutto ringraziare il sig. Massimo Mazzucco e la redazione di LuogoComune per avere dato spazio al Metodo Di Bella e per aver dato la possibilità a quanti sono guariti grazie a questa cura di lasciare la propria testimonianza.
Nel novembre del 2015 mi avevano diagnosticato con EGDS (esofagogastroduodenoscopia) un Linfoma Non Hodgkin di tipo Malt gastrico (I stadio).
Nonostante avessi già in mente subito quale terapia seguire per tentare di guarire, ho comunque ascoltato il parere dei due primari di ematologia: il primo mi aveva detto di fare un EGDS ogni 6 mesi (probabilmente non ero ancora così grave da giustificare interventi chemioterapici), mentre il secondo mi aveva proposto subito la radioterapia.
Ho scelto il Metodo Di Bella, in base sia ai ricordi di quando era diventato "famoso" prima di venire boicottato con la sperimentazione farsa del '98, sia alle testimonianze lette su internet, sia perché ho visto gli effetti nefasti di chemio e radio su parenti e amici che purtroppo non hanno avuto la possibilità di scegliere un metodo alternativo di cura: iniziato in gennaio, dopo 6 mesi il linfoma era sparito e la remissione totale continua da 3 anni.
Tanta sofferenza potrebbe essere risparmiata se il MDB venisse applicato invece di chemio e radio, ma sappiamo tutti come purtroppo funzionano le cose in Italia e nel mondo...
Un caro saluto,
Davide".

La videotestimonianza di Davide è in questo Speciale della trasmissione Medicina Amica (dal minuto 59):

aprilia
#63 aprilia 2019-04-07 12:37
Un'altra testimonianza scritta per LuogoComune:

"Buongiorno a tutti voi, per iniziare porgo un sincero ringraziamento a Massimo Mazzucco e alla redazione di LuogoComune che hanno dato spazio al Mdb.
Mi chiamo Giorgia ed ho iniziato la Cura di Bellezza (tra me e me la chiamo così) nel febbraio 2016.
Breve storia personale:
Primo intervento, ottobre 2015: asportazione di nodulino al seno, diagnosi di k mammario lobulare infiltrante ( un anno prima l’ago aspirato aveva dato esito negativo).
Secondo intervento, novembre 2015: quadrantectomia con asportazione linfonodi, tutto negativo.
Proposta dell'oncologa di turno: terapia ormonale e radioterapia. Io avevo già deciso per il MDB, lei capisce la mia titubanza e mi dice: signora, è il minimo sindacale! Ringrazio e saluto.
Dopo essermi a lungo informata sul Metodo Di Bella, incontrando anche persone già guarite, approdo alla terapia con convinzione ed una certa allegria. Ho preso bene il tutto dall'inizio, non mi ha mai pesato il fatto di usare la temporizzatore e nemmeno tutto il resto, anche perché so di aver scelto il meglio per me e per la mia famiglia.
Qualità di vita uguale a prima, non è cambiato nulla... So che non è così per tutti, ma la positività è la prima medicina, il resto lo farà la terapia, l'unica terapia, questa!
Lo so, è anche una questione di coraggio ma per come sono fatta io, non esisteva altra scelta.
Avere il coraggio di viaggiare “in destinazione ostinata e contraria” è ciò che auguro ad ognuno di voi, per ogni cosa, sempre!
Ciao".
aprilia
#64 aprilia 2019-04-08 21:39
Un'ulteriore testimonianza per LuogoComune:

"Buonasera, innanzitutto vorrei ringraziare "luogo comune"con tutti i suoi collaboratori per questa opportunità e per la vostra sensibilità verso questo argomento caro a tutti i pazienti. Non finirò mai di ringraziare il prof Di Bella e suo figlio per aver concesso al mio papà di vivere e non sopravvivere di fronte a una malattia che a volte inizia in modo silente e piano piano porta alla devastazione del corpo e dell'anima...Tutto iniziò quando nel giugno 2015 a mio padre fu diagnosticato un carcinoma vescicale pTaG2 in seguito a un ricovero per macroematuria. Fu sottoposto a TURV e dimesso con previsione di follow-up a 3 e poi 6 mesi. Purtroppo sapevo che questo sarebbe stato solo l'inizio di un lungo calvario. In effetti a distanza di 6 mesi, la malattia si ripresentò in forma multipla, indicativo di un avanzamento dello stadio di malattia. A questo punto, come previsto dalle linee guida, fu sottoposto di nuovo a intervento di TURV e successivamente gli fu proposto di fare instillazione di Mitomicina che esclude il rischio di recidiva solo nel 30% dei casi. Parlai con mio padre sui rischi di utilizzare un farmaco cardiotossico in accumulo in un paziente che come mio padre era già affetto da grave cardiopatia e delle gravi emorragie a cui sarebbe andato incontro in quanto sottoposto a vita all'assunzione di anticoagulante. Ovviamente rifiutammo il percorso tradizionale e mi recai nello studio del dottor Di Bella il 6 ottobre 2016. Personalmente mi ero interessata al metodo Di Bella dal 1998 dopo la famosa sperimentazione. Mi aveva colpito in modo particolare sentire parlare quel piccolo grande uomo a cui davano del ciarlatano ma io ero convinta che in realtà si trattava di un genio che avrebbe portato una rivoluzione nella cura dei tumori. Non avevo dubbi che in caso di tumore mi sarei rivolta a lui. Così feci e da quel giorno in cui entrai nello studio del figlio dott. Giuseppe ad oggi, seguendo la terapia, il follow-up ha riscontrato risposta stabile in assenza di malattia. Per noi è un ottimo risultato soprattutto per la qualità di vita che a mio parere è un fattore importantissimo. Concludo questa mia testimonianza ringraziando ancora il dottor Di Bella e suo padre perché a mio parere non sarà mai abbastanza. Cordiali saluti. Almudena".
aprilia
#65 aprilia 2019-04-09 12:37
La testimonianza di Luciano per LuogoComune:

"Salve a tutti,
sono Luciano dall'Emilia Romagna.
Ringrazio di cuore Massimo Mazzucco e la Redazione di LuogoComune per aver dato spazio alla Verità.
Ho iniziato la Multiterapia Di Bella nell'agosto del 2015 dopo che mi era stato diagnosticato, all'età di 56 anni, un adenocarcinoma prostatico, bilaterale, infiltrato, Gleason score 3+3.
Prima di rivolgermi al Dott. Giuseppe Di Bella mi ero rivolto a due urologi, uno dei quali Primario presso un importante istituto ospedaliero di Bologna.
Le conclusioni diagnostiche di entrambi furono molto simili: intervento di prostatectomia radicale con due diverse metodologie.
Potete immaginare il mio sconforto, la mia disperazione al solo pensiero di dover affrontare una mutilazione che avrebbe avuto pesanti ripercussioni psicologiche oltre che fisiche.
Fu mia moglie che fissò l'appuntamento dal Dott. Di Bella, dopo aver letto, riletto e studiato tutte le informazioni reperibili sul sito www.metododibella.org , testimonianze comprese e che sempre mi ripeteva "se è stato efficace in casi molto più gravi del tuo come potrebbe non funzionare su di te?"
Il Dott. Di Bella fu chiaro, mi spiegò la malattia - cosa che gli altri medici non fecero - e mi disse che se avessi seguito scrupolosamente l'MDB avrei potuto tranquillamente evitare quell'intervento.
Aveva ragione: dopo poco più di tre mesi mi sono sottoposto a tomoscintigrafia globale corporea ( PET ) ed è risultata negativa e negativi sono stati anche i referti PET degli anni successivi.
Piano piano il Dott. Di Bella mi ha ridotto i farmaci che assumo ancora oggi e spero me li ridurrà ancora al prossimo appuntamento che sarà a breve.
Non è stato semplice sostenere i costi della terapia, ingoiare quantità industriali di compresse, capsule, sciroppo e dormire tutte le notti con un ago a farfalla nella pancia. Nonostante tutto, grazie all'aiuto della famiglia e a tanti sacrifici, sono andato avanti, mi ci sono abituato, ho continuato a condurre la mia vita regolarmente, svolgendo la mia attività di commerciante senza perdere un giorno di lavoro, con lievissimi e sporadici effetti collaterali, tutti ben gestibili.
Ringrazierò per sempre il Prof. Di Bella per quanto ha fatto per l'umanità e per la forza che ha avuto nel sopportare tutte le cattiverie e infamie che ancora oggi gli vengono riservate.
Il mio ringraziamento va ovviamente anche al Dottor Giuseppe per aver accettato di portare avanti l'operato del padre e aver continuato a restituire la vita a tante persone".
aprilia
#66 aprilia 2019-04-11 22:03
La testimonianza di Titti per LuogoComune:

"Mi chiamo Titti e ho 50 anni. Circa 2 anni fa ho scoperto per caso una pallina al seno sinistro. Dopo una ecografia e ago aspirato lo shock: carcinoma triplo negativo. È un tipo di tumore aggressivo per il quale non esistono terapie mirate. Sono stata a Milano, Padova e a Napoli da un oncologo famoso per questo tipo di tumore. Tutti gentili, professionali, come quei commessi nei negozi eleganti. Dopo aver guardato tutti gli esami, la stessa storia. Chemioterapia, radioterapia, ormonoterapia e intervento. Ho purtroppo avuto familiari che hanno affrontato questo percorso e ho visto le sofferenze e le difficoltà da superare. Decido di operarmi per togliere l'intruso che per fortuna era localizzato. Intanto mi ritornavano in mente tanti articoli letti sul metodo Di Bella. Decido di prendere appuntamento e vado. Dopo aver visto gli esami con molta umiltà mi dice che questo metodo ha ottimi risultati con i tumori della mammella anche se pochi casi del triplo negativo. Tornata a casa mi prendo un po' di tempo per decidere e informarmi di più e sul sito trovo tante notizie e testimonianze. Comunico alla famiglia la mia decisione di intraprendere questa strada e oggi dopo quasi due anni di cura gli esami sono perfetti e ho condotto una vita normale. So di altre donne con triplo negativo che si curano da più anni di me e questo mi dà forza".

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