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Questo è il video che abbiamo pubblicato nel 2013 sul cosiddetto "umanoide di Atacama".

Ma potete tranquillizzarvi, perchè l'idea che questo umanoide non fosse di origine umana è stata definitivamente debunkata dalla "scienza". L'Ansa di oggi infatti titola: "L''alieno' di Atacama è un feto umano - Lungo 15 centimetri, 'modellato' da mutazioni genetiche".

[Ricorre domani l'anniversario del rapimento Moro]

"Le Br, realizzando l'impresa di via Fani, perseguivano anche lo scopo di affermare la propria egemonia su tutto lo schieramento eversivo ed erano quindi interessate a costruire per la propria organizzazione una immagine di altissima e autonoma efficienza, immagine che una presenza straniera avrebbe invece offuscato. Se ne trova conferma nella risoluzione strategica n.6, laddove orgogliosamente si afferma che «in via Fani, non c'erano misteriosi 007 venuti da chissà dove, ma avanguardie politiche tempratesi nella lotta della classe operaia e addestrate nei cortili di casa»". Dalla relazione della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla strage di via Fani, sul sequestro e l'assassinio di Aldo Moro e sul terrorismo in Italia, 28 giugno 1983.

Roma, giovedì 16 marzo 1978, ore 9.02: "Un commando di terroristi, appostato in via Fani all'incrocio con via Stresa, apre il fuoco sulla scorta del presidente della Dc, on. Aldo Moro, uccidendo Raffaele Iozzino, Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera [e] Francesco Zizzi [...]. Il commando, sterminata la scorta e prelevato Moro illeso dalla sua auto (una Fiat 130), carica l'ostaggio su una Fiat 132 blu e si dilegua"(1).

Aldo Moro è stato uno dei politici più importanti del nostro paese. Da Presidente del Consiglio ha istituito la scuola media obbligatoria, ha fatto costruire autostrade, è stato l’unico ad aver stampato moneta sovrana senza passare dalla Banca d’Italia. Poi si è messo in testa di realizzare la “democrazia compiuta” e qui sono cominciati i guai…

Moro è stato rapito il 16 Marzo del 1978, è stato ucciso il 9 maggio, dopo 55 giorni di prigionia, ma la verità data in pasto alla stampa è poco più di una favoletta senza fondamento al cospetto di quella emersa dalle indagini durate 40 anni e che ancora oggi non si sono definitivamente concluse.

SCHEDA STORICA SULLA QUESTIONE INDIANA

[Articolo originale del 2008] Il 18 novembre è l'anniversario del massacro di Jonestown. Una “setta” di fanatici, guidata da un pazzo più fanatico di loro, che si suicida perchè si ritiene accerchiata dalle Forze del Male, rappresentate dalla nostra civiltà moderna.

In occasione del 30° anniversario dell’episodio, La Stampa ha pubblicato il seguente articolo, che rappresenta una buona sintesi di quella che è passata alla storia come la versione ufficiale dei fatti.

L’invito è a leggerlo con spirito critico, facendo nota di eventuali incongruenze o salti logici nel racconto. Segue poi la "versione alternativa" dei fatti, tratta dal documentario "Evidence of Revision" (v. video su Arcoiris).

Charles Manson sta per morire, e così il suo nome ritorna alle cronache.

Per chi non conoscesse il suo nome, Charles Manson era il capo di una setta "satanica" di hippies che nell'agosto del 1969 fece una strage in una villa di Beverly Hills. Quella notte morirono, trucidati in modo cruento, l'attrice Sharon Tate ed alcuni suoi amici. Le vittime furono massacrate con decine di coltellate e persino forchettate al torace e al ventre, poi finite con un revolver ed impiccate. Orrore nell'orrore, si venne a sapere che Sharon Tate, che era la moglie di Roman Polanski, al momento di essere uccisa era incinta di otto mesi.

Charles Manson non partecipò fisicamente al massacro, ma venne condannato a morte per esserne stato il mandante. La sua condanna venne poi tramutata in ergastolo a vita, quando la California abolì la pena di morte, nel 1972.

Da allora, Manson è sempre stato dipinto come la quintessenza del male assoluto, come l'uomo capace di manipolare le menti dei suoi seguaci, fino a portarli a compiere degli omicidi così cruenti ed efferati.

Ma furono anche omicidi assolutamente inutili, nel senso che non è mai stato trovato un vero movente, che rendesse ragionevolmente plausibile una strage del genere.

Diversi utenti mi hanno segnalato lo "scoop" dell'Ansa pubblicato ieri, intitolato: "File Cia desecretato, Hitler dopo la guerra vivo in Sudamerica". Il sottotitolo recita: "Lo rivela documento pubblicato su media Usa, c'e' anche una foto". L'articolo è corredato dalla foto che vedete accanto.

L'articolo dell'ANSA inizia dicendo: "Un documento che potrebbe riscrivere la storia: in uno dei file desecretati della Cia, custoditi dagli Archivi Nazionali Usa, si afferma che Adolf Hitler e' sopravvissuto alla Seconda Guerra Mondiale ... Lo ha sostenuto un agente dell'agenzia di intelligence in Sudamerica, dal nome in codice Cimleody-3".

Purtroppo l'ANSA non si preoccupa di mettere link a questi fantomatici "media USA" che avrebbero pubblicato la notizia. Basta però una breve ricerca, per arrivare a questo articolo di Newsweek  uscito ieri, che dice "Un documento della CIA appena desecretato sostiene che Adolf Hitler sarebbe sopravvissuto alla seconda guerra mondiale e avrebbe vissuto per diversi mesi in Colombia, nel 1954."

Pubblichiamo questa interessante intervista di Claudio Messora al biologo e scrittore Enzo Pennetta. E' lunga, ma a mio parere vale la pena di essere vista tutta. Non saranno mai chiarite a sufficienza le radici storiche che legano Darwin all'attuale neoliberismo economico e culturale.

Dalle teorie sulla popolazione di Thomas Robert Malthus alla lotta per la sopravvivenza dell'evoluzionismo darwiniano. Dall'eugenetica al Brave New World di Aldous Huxley. Dalla Royal e la Fabian Society fino al ruolo delle ong nelle "rivoluzioni colorate".

di Giacomo Cavalli (jck74)

Nutrivo molte aspettative sull’ultimo film di Nolan, soprattutto in virtù della stima che nutro nei suoi confronti. I suoi lavori mi avevano abituato a racconti complessi e sfaccettati, che speravo di ravvisare anche in questa sua ultima opera. Così non è stato (secondo il mio modestissimo parere) e vi spiego perché.

Al primo anno del corso di storia contemporanea, rimasi colpito dall’affermazione di un professore: “A Dunkerque Hitler scelse di non infierire sull’esercito inglese, in quanto convinto della necessità di addivenire ad un accordo con l’Inghilterra. Considerava i britannici come dei cugini con i quali si poteva venire a patti, e voleva lasciare aperta la porta ad una riappacificazione con loro”. Tenete a memoria questa considerazione.

Premessa

Prima di procedere alla disamina del film, è d’obbligo precisare alcuni punti:

1) La Germania, uscita umiliata e mutilata dal Primo conflitto mondiale, aveva dovuto subire il pesante diktat della Pace di Versailles, una pace dichiaratamente punitiva che aveva posto le basi dell’ascesa del nazionalsocialismo. Pertanto, la possibilità di presentare l’alleanza franco-britannica come l’esclusivo rappresentante delle “forze del bene” decade d’ufficio.

Di Mark Weber

Il 6 Agosto del 1945 il mondo entrò drammaticamente nell’era atomica: senza [alcun] avvertimento né precedenti, un aereo americano lanciò una bomba nucleare sulla città giapponese di Hiroshima. L’esplosione distrusse completamente più di sei chilometri quadrati del centro cittadino. Circa 90.000 persone vennero uccise immediatamente; altre 40.000 rimasero ferite, molte delle quali morirono in una prolungata agonia a causa delle radiazioni. Tre giorni più tardi, una seconda esplosione atomica sulla città di Nagasaki uccise circa 37.000 persone e ne ferì altre 43.000. Complessivamente le due bombe uccisero circa 200.000 civili giapponesi.

Tra i due bombardamenti, la Russia Sovietica si unì agli Stati Uniti in guerra contro il Giappone. Sotto le forti pressioni americane, Stalin ruppe il suo trattato del 1941 di non aggressione con Tokyo. Lo stesso giorno che Nagasaki veniva distrutta, le truppe sovietiche iniziarono a riversarsi in Manciuria, travolgendo le forze giapponesi ivi dislocate. Sebbene la partecipazione sovietica influì poco o nulla nell’esito finale della guerra [contro il Giappone], Mosca beneficiò enormemente dall’essersi unita alle ostilità.

di Luca Galassi

Non sono un giornalista, né un critico musicale, tanto meno uno scrittore. Però ho voluto prendere questa opportunità per dare la possibilità a tutti quelli che non lo conoscono, di scoprire un importante jazzista afro-americano che ha letteralmente rivoluzionato il jazz.

Sto parlando di John Coltrane. Oggi sono 50 anni esatti che ci ha lasciato. Mezzo secolo senza uno dei tre più grandi innovatori della musica mondiale di tutti i tempi. Gli altri 2 sono Charlie Parker e Miles Davis.

Non a caso ogni uomo un’epoca ed uno strumento diverso, quindi uno stile diverso, un modo di sentire e di riversare la vita nel proprio strumento in maniera unica ed inimitabile, anche se poi molti di quelli che sono venuti dopo si sono ispirati al loro stile.

Non voglio annoiare con la sua biografia, dove è nato, dove è cresciuto, con chi ha suonato ecc.. per queste cose basta andare in rete e sfogliare le migliaia di pagine che ci sono. Mi piace però ricordare in questo giorno alcuni dei numerosi dischi da lui registrati che presi cronologicamente, danno il senso del percorso intrapreso da questo artista, che dal grande calderone dell’hard bop negro della meta dei ’50 seppe arrivare alle vette più alte dell’improvvisazione free, quasi a volte basata su un solo accordo o neanche quello.

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