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Se vi chiedessero "quante persone sono morte nell'attacco alle Torri Gemelle?", la maggioranza di voi risponderebbe "circa 3.000".

Invece la cifra è di almeno 5 volte superiore.

Sono già oltre 15.000 le persone morte in seguito all'attacco delle Torri Gemelle, se si contano anche tutte quelle morte di cancro negli anni successivi, per aver respirato l'amianto che era contenuto nella struttura dei due grattacieli.

Per tutte queste persone - soccorritori, pompieri, poliziotti, normali cittadini - il governo americano aveva stanziato circa 7 miliardi di dollari, che avrebbero dovuto ricompensare le vittime e i loro parenti nel corso degli anni.

Ma ora - vergogna dentro la vergogna - il fondo ha comunicato che i soldi stanno per finire, e che da oggi i rimborsi verranno dimezzati per tutti i nuovi malati.

La notizia è decisamente curiosa: secondo Russia Today un famoso gruppo di hacker, chiamato The Dark Overlord, minaccia di rendere pubblica una lunga serie di documenti riservati che rivelerebbero "che cosa è veramente successo l'11 di settembre".

Si tratta di documenti che riguardano i patteggiamenti legali avvenuti intorno all'11 settembre, oltre che a documenti sensibili dell'FBI, della C.I.A. e del Pentagono relativi ai fatti di quel giorno. Il gruppo di hacker ha messo on-line 10 gigabyte di files criptati, e minaccia di rendere pubblica la chiave per decriptarli, se non verrà pagato un sostanzioso riscatto in forma di Bitcoin.

Il Lawyers' Committee for 9/11 Inquiry è una organizzazione di avvocati americani che combatte da anni per la verità sui fatti dell'11 settembre. Dopo aver lanciato un enorme numero di petizioni che sono state sistematicamente ignorate dalle autorità americane, finalmente il Lawyers' Committee ha riportato una importante vittoria: il procuratore distrettuale di New York ha accettato di far valutare le prove di una demolizione controllata del World Trade Center ad un Grand Jury appositamente stabilito. Se il Grand Jury riterrà le prove valide e sostanziate, si potrà dare luogo ad un processo vero e proprio sulle responsabilità dei crolli dei tre grattacieli del World Trade Center.

La notizia è importante, perchè per la prima volta dopo 17 anni una entità governativa americana (il procuratore di New York) riconosce che vi siano elementi oggettivamente validi per sottoporli ad un Grand Jury. (Questa è la lettera con cui il procuratore di New York, Geoffrey Bergman, conferma al Lawyers' Committee che seguirà le procedure indicate dalla legge).

Il Grand Jury è una istituzione tipica del sistema legale americano, che non è presente in nessun altra nazione al mondo. Svolge una funzione simile a quella di una indagine preliminare, con la differenza che l'indagine non è condotta da magistrati ma da normali cittadini, che vengono scelti casualmente nella popolazione. I membri della giuria ascoltano e valutano le prove presentate dall'accusa, e determinano se secondo loro vi siano elementi per procedere ad una incriminazione. Se la loro decisione è positiva, si passa al processo vero e proprio.

di Marco Galloni

«Che cos’è la verità?»: è la domanda che, secondo il Vangelo di Giovanni, Pilato rivolge a Gesù durante il processo (Gv 18,38). Gesù tace, sembra non rispondere. In realtà il Figlio dell’uomo risponde, solo che la sua risposta non è di tipo dialettico argomentativo bensì personale e performativo: la verità non è una teoria, una formula, una categoria politica né niente del genere, ma una persona capace di testimonianza e di coerenza. Nel caso di Gesù, come sappiamo, questa coerenza giunge fino alle estreme conseguenze: il Nazareno rimane fedele a se stesso e alla propria missione anche quando questo lo espone al rischio – anzi alla certezza – di una morte terribile.

La verità come corrispondenza tra intelletto e realtà

Milleduecento anni dopo quella morte, uno dei più grandi teologi e filosofi della cristianità, san Tommaso d’Aquino, darà della verità una definizione destinata a diventare classica: la verità è «adaequatio intellectus et rei», vale a dire corrispondenza tra intelletto e realtà (S. theol., I q 21 a 2 c); se la “ratio” di una persona aderisce pienamente a una cosa così come essa è in se stessa, allora quella persona è nella verità, ha trovato la verità.

La nostalgia è una brutta malattia. Quando ci si affeziona ad un luogo, ad un ambiente oppure ad una persona cara, poi diventa difficile farne a meno.

E' quello che deve star succedendo dalle parti di Langley, nel quartier generale della CIA, dove pare che non si siano ancora rassegnati alla perdita di bin Laden.

Bin Laden è un uomo che aveva dato tantissimo alla causa americana nel mondo. Prima era stato il fulcro attorno al quale gli americani avevano montato la guerriglia contro i russi in Afghanistan. I famosi mujaheddin, detti epicamente "Freedom Fighters", non erano altro che una banda di mercenari messa insieme dalla CIA per contrastare l'invasione sovietica dell'Afghanistan. Poi, una volta cacciati i sovietici, bin Laden divenne utilissimo come capro espiatorio da incolpare per i vari attentati che gli americani subivano nel mondo, dall'attacco alla nave da guerra Cole, ormeggiata davanti alle coste dello Yemen, fino a quello alle ambasciate americane di Kenia e Tanzania, intorno all'anno 2000.

A quel punto venne il momento di fare il grande salto, e lo stesso 11 di settembre 2001, con le macerie delle Torri Gemelle ancora fumanti, bin Laden venne additato dai media internazionali come il responsabile primo degli attentati di New York e Washington.

Di Riccardo Pizzirani (Sertes)

Ho recentemente terminato la revisione 1.24 del mio articolo sulle esercitazioni dell'undici settembre, trasformando il testo in un powerpoint di 70 pagine sia fruibile online che scaricabile in locale in formato pdf.

(Per vedere bene la presentazione cliccate il comando Full Screen in basso a dx)

Le prime 7 pagine introducono l'argomento tanto caro al ricercatore del 9/11 Truth Webster Tarpley, di come le esercitazioni siano il perfetto cavallo di troia per un piccolo gruppo di cospiratori altolocati che intendano portare a termine un attacco false flag sulla propria nazione: durante un esercitazione per il team di attaccanti è legittimo agire contro le difese dello stato, gli infiltrati sono facilitati da maggiori poteri concessi per l'occasione, e anche le unità di soccorso possono essere manipolate. Ci sono questi elementi negli attacchi dell'undici settembre? Certo che ci sono, ma prima occorre smentire una delle più grosse bufale ufficiali del governo statunitense: quella che gli attacchi non fossero prevedibili.

 (QUI potete acquistare il triplo DVD a prezzo scontato).

Lunedì sera su LA7 Mentana dedicherà un numero speciale all'11 settembre. Mi hanno chiesto di chiarire quale sia oggi la posizione del 9/11 Truth Movement e del Consensus Panel sullo stato delle indagini. Ho concordato con la redazione un testo di una decina di minuti, che elenca tutti i maggiori capi d'accusa contro la versione ufficiale, indicando il film "11 settembre La Nuova Pearl Harbor" come fonte di riferimento. Mi auguro che utilizzino il testo da me approvato, senza modificarlo. (Naturalmente, ci sarà anche una scheda equivalente, che rappresenta le posizioni dei debunkers. Di più non so dirvi).

di Riccardo Pizzirani (Sertes)

Lo sapevate? Gli aerei che hanno colpito le torri erano ologrammi. Anzi, non c’erano proprio, e sono stati aggiunti in digitale solo in televisione. Poi i crolli sono stati causati da armi ad energia diretta. Anzi, da delle piccole cariche nucleari messe sotto le fondamenta.

No, non è vero nulla. Abbiamo controllato, abbiamo ascoltato chi diceva queste cose, e non è vero nulla. Eppure queste balzane teorie continuano a circolare sulla rete, e tornano alla ribalta in prossimità dell’anniversario degli attacchi, incuranti di ogni tentativo che viene fatto per spiegare perché queste teorie sono fasulle.

Ho quindi realizzato un documento complessivo (in coda all'articolo) che raduna e smentisce tutte queste teorie, e le mette anche in prospettiva rispetto ad altri tentativi storici di infiltrare i gruppi che non credono alle Versioni Ufficiali governative dei principali eventi storici.

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