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Il titolo la dice già tutta: "Un brindisi al nuovo orribile governo italiano". La testata è il New York Times. L'opinionista è Roger Cohen, un columnist che scrive regolarmente per il NYT da diversi anni (curiosamente, Cohen è diventato direttore della sezione esteri del NYT proprio l'11 settembre 2001. Con tutto quello che succedeva in città quel giorno, hanno trovato il tempo di nominarlo alla direzione degli esteri).

Anche l'incipit dell'articolo non è male: "Steve Bannon è contento - e forse è anche stato strumentale - per la formazione del governo anti-europeo e anti-immigrazione italiano. Anche Marie Le Pen, la politica francese di destra, è estasiata, e ha definito la nuova coalizione 'una vittoria della democrazia sull'intimidazione e sulle minacce dell'unione europea'. E io sono contento."

A parte l'imbecillità di suggerire che Bannon - uno scoppiato paleoconservatore cacciato a pedate nel sedere da Trump perchè troppo estremista - possa aver influito in qualche modo sulla formazione del nostro governo, ma io sinceramente non capisco di cosa Cohen possa essere contento, visto che l'articolo continua così:

di Marco Bellini

Telecom Italia, che oggi si chiama TIM spa, era controllata dai francesi di Vivendi.

Vivendi si era anche impegnata a comprare Mediaset Premium da Mediaset.

I francesi però hanno fatto saltare l'accordo, che non era molto redditizio per loro, visto che Mediaset Premium è in costante perdita, e successivamente hanno iniziato a comprare azioni di Mediaset.

A quel punto Berlusconi e il governo italiano a guida PD alzano la voce, e individuano nella legge Gasparri l'asso nella manica per fermare i francesi.

Il controllo mediatico è importantissimo, e anche gli interessi di Silvio sono da preservare.

Ma non finisce qui. Perché Berlusconi non si limita ad arrestare la corsa di Vivendi in Mediaset, ma organizza anche la cacciata dei francesi dal comando di Telecom.

Si chiama Known Traveller Digital Identity, che significa "Identità Digitale del Viaggiatore Conosciuto".

In queste quattro parole c'è già la quintessenza del problema: se in futuro vorrai viaggiare senza intoppi, dovrai essere già conosciuto, e questo potrà solo avvenire tramite la tua "identità digitale". Ovvero, dicci tutto di te e potrai andare dove vuoi. (In alternativa, tieniti stretti i tuoi dati personali, ma se poi incontri ritardi e problemi alle frontiere non venirti a lamentare).

E' questa la sintesi del progetto Known Traveller Digital Identity presentato all'ultimo World Economic Forum di Davos. E c'è già chi sospetta che il recente "scandalo" sulla fuga dei dati personali di Facebook sia stato pompato artificialmente, proprio per convincere il pubblico mondiale prima a riappropriarsi, per poi "cedere intenzionalmente", tutte le informazioni personali che ovviamente Big Data già possiede su di noi. In altre parole, legare l'asino esattamente dove vuole essere legato.

QUI il pdf del documento citato

Fonte Pandora TV

Le audizioni di Mark Zuckerberg di fronte al congresso americano hanno rimarcato, in modo pubblico e inequivocabile, quanto profondo sia oggi il Digital Divide, ovvero quella linea di separazione che divide in modo irreversibile coloro che utilizzano Internet da coloro che non lo fanno.

Il confronto fra Zuckerberg e i poteri istituzionali è stato soprattutto un confronto generazionale, nel quale i senatori si dimostravano decisamente come dei pesci fuor d'acqua, nel cercare di porre domande imbarazzanti al giovane imprenditore della rete.

Lo scorso 29 marzo si è tenuta all'Azzurro Scipioni di Roma una serata in ricordo di Salvo Mandarà, organizzata da Tommaso Minniti, Francesca Romana e Alice Pepi. Sono intervenuti tutti coloro che sono stati gli ospiti più significativi di Salvo5puntozero nel corso degli anni. Questa è la prima parte.

Scaletta degli interventi: Paolo Becchi 15:50 - Milleaccendini 30:11 - Giuseppe Cocca 39:18 - Mahat Cerasuolo 49:00 - Fabiuccio Maggiore 59:05 - Rossella Fidanza 1:02:45 - Leo Mignemi 1 :09:12 - Luigi Pastorello 1:17:10 - Massimo Mazzucco 1:19:02 - Mario Quaranta 1:27:51 - Giuseppe Turrisi 1:43:00

Fonte TViVO Network

Qui la seconda parte

Sarò stupido, ma non riesco a capire una cosa: come si fa a "condizionare" una elezione utilizzando le informazioni prese dai social network?

Nei mesi scorsi abbiamo sentito fino alla nausea come la Russia "abbia influenzato le elezioni americane" tramite i social. E ora abbiamo il caso di Cambridge Analytica. Come scrive Repubblica, "Cinquantuno milioni i profili di elettori americani - secondo quanto rivelato dall'inchiesta giornalistica del Guardian e del New York Times - sono stati "razziati" dalla società Cambridge Analytica, quando era al servizio della campagna di Donald Trump per la Casa Bianca, e i dati sono stati usati per influenzare il voto. Un'azione simile sarebbe stata portata avanti anche per influenzare il voto sulla Brexit."

Ma come si fa ad influenzare il voto di un certo segmento della popolazione, partendo dai suoi dati personali? Mettiamo pure che Cambridge Analytica sapesse tutto di questi cinquanta milioni di persone: dove abitano, a che ceto sociale appartengono, che cosa pensano, quali sono i loro passatempi, ecc.

di Marco Cassiano

Sono un utente di Wikipedia ed un contributore da diversi anni. Mi occupo di consulenza aziendale e di cinema ed ho contribuito ad arricchire le pagine sul Geomarketing, su Federico Moccia, su altri registi e produttori, ho scritto diverse pagine di film, tra cui il mio film The Lords of Destiny (I Signori del Destino) che si trova su Internet Movie Database ed ha vinto svariati premi nel mondo, è andato in prima mondiale a New York. L’anno scorso creai la pagina e gli amministratori di Wikipedia mi hanno aiutato a scriverla bene, apportando contributi e correzioni. Fin qui tutto bene. Poche settimane fa, dopo aver già acquistato il documentario “La Nuova Pearl Harbour” che ho apprezzato per l’assoluta correttezza di Massimo Mazzucco nel presentare i temi a favore o contro, ho deciso di comprare anche il documentario sull’allunaggio e l’ho guardato per ben due volte. Essendo a dir poco strabiliante la quantità di prove a favore della tesi in cui si sospetta che questo allunaggio ed i successivi abbiano dei lati oscuri non da poco, mi sono preso la briga di controllare come su Wikipedia si parlasse di Massimo Mazzucco, Paolo Attivissimo ed i relativi temi dell’allunaggio e dell’11 settembre.

Notando una certa faziosità e l’uso di termini inadeguati, fattispecie per altro riportata anche da altri commentatori di Wikipedia, mi sono permesso di apportare alcune correzioni al testo che qui cito:

Federico Dal Cortivo per Italiasociale.net intervista Enrica Perucchietti autrice del saggio «Fake News. Dalla manipolazione dell’opinione pubblica alla post-verità.Come il potere controlla i media e fabbrica l’informazione per ottenere il consenso» in uscita il 19 marzo per Arianna Editrice.

D: Dott.ssa Perucchietti, il suo saggio esce quasi in concomitanza con l’annuncio del Viminale che in vista delle elezioni politiche partirà il nuovo servizio in rete di segnalazione di notizie false ( fake news), basterà al cittadino entrare nel nuovo sito della Polizia Postale, e fare clic su un pulsante rosso virtuale e «denunciare le notizie che a nostro parere sembrano bufale». Una sua prima impressione su come funzionerà il «nuovo servizio pubblico» e se avrà una ricaduta sulle imminenti elezioni politiche, dalla pubblicazione dei memoriali contro gli avversari alle fake news si potrebbe dire…

R: Il discorso è molto delicato. In estrema sintesi, però possiamo pensare che possa in futuro valere come una raccolta dati e dall’altro come un sistema di censura per imbavagliare il web puntando progressivamente a censurare i siti scomodi e l’informazione alternativa. Credo che questo servizio rientri all’interno di una campagna sempre più agguerrita contro le fake news che ha però come obiettivo non la tutela dell’opinione pubblica, quanto il controllo sociale.


Nel 1935 il filosofo tedesco Walter Benjamin pubblicava il famoso saggio intitolato "L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica". Nel saggio Benjamin teorizzava come l'introduzione delle nuove tecniche di riproduzione di massa (giornali e riviste, fotografia, radio, cinema) avesse profondamente mutato il valore intrinseco dell'opera d'arte, in quanto, con la riproducibilità praticamente infinita, veniva a mancare il rapporto diretto fra il fruitore e l'opera d'arte stessa. Se una volta dovevi andare al museo per vedere la Gioconda - instaurando un rapporto diretto, ed unico in quel momento - fra autore e fruitore, con la riproducibilità infinita l'opera d'arte - secondo Benjamin -"perdeva l'aura" originale di cui era costituita. La stessa cosa valeva per una sinfonia musicale, che perdeva la sua aura di "unicità" nel momento in cui passava dall'esecuzione dal vivo dell'orchestra ad una riproduzione su fonografo.

Un interessante cortometraggio di animazione, consigliato per chi ha bisogno di tirarsi un po' su il morale :-)

IN-SHADOW: A Modern Odyssey from Lubomir Arsov on Vimeo.

Lubomir Arsov è un artista disegnatore/animatore nato in Bulgaria e cresciuto in Canada. Qui una sua intervista (in inglese).

[Grazie a Luca M. per la segnalazione].

Mentre noi passavamo il tempo a cercare di fare controinfirmazione, "loro" studiavano i bottoni che manipolano i nostri cervelli. Le frequenze radiotelevisive devono essere redistribuite secondo nuovi criteri. L'informazione pubblica deve essere finanziata interamente dallo stato e deve essere libera da pubblicità, in modo da evitare i condizionamenti del mercato. Proposta per una gestione del controllo diretto dell'informazione da parte dei cittadini.

[Grazie a mg per la segnalazione]

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