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Una interessante chiacchierata fra Giulietto Chiesa e Giorgio Bianchi, che parte dalla situazione in Siria ed arriva ad analizzare l'attuale situazione della comunicazione sui media mainstream. Giorgio Bianchi, fotoreporter e giornalista, racconta le sue esperienze in Siria vissute in prima persona, e spiega coma mai abbia scritto una lettera aperta a Marco Travaglio, che curiosamente non si occupa mai di questioni internazionali.

Qui la lettera aperta di Giorgio Bianchi a Marco Travaglio.

Accade ogni tanto che un argomento "forte" parta dalla rete, e diventi così insistente da obbligare i media mainstream ad occuparsene. E' proprio quello che è successo con la storia del franco CFA dell'Africa sub-sahariana. Inizialmente è stato Claudio Messora, tramite Byoblu, a farci conoscere Mohamed Konarè e il movimento panafricanista. In seguito Pandora TV ha rilanciato l'argomento in modo molto efficace.

La storia del franco CFA ha sorpreso un pò tutti, poichè nell'arco di un paio di semplici interviste abbiamo toccato con mano come la Francia continui scandalosamente la sua politica coloniale in Africa, che non avviene più tramite l'occupazione militare, ma tramite la dittatura finanziaria.

(Scusate se ne approfitto per farmi un po' di pubblicità)
Esiste un criterio che possa eventualmente creare un fronte unito nella controinformazione? La questione è stata sollevata nei commenti recenti, dove un utente ha scritto: "Come potrebbe la controinformazione compattarsi in un unico fronte e continuare ad essere controinformazione? Unico fronte significa che o aderisci oppure sei fuori dai ranghi: praticamente una VU alternativa. Ma al di là dei sofismi - in pratica - come metti in un unico fronte quelli di Tankerenemy con Chiesa, Blondet, Barnard e Mazzucco? Tanto per dire i primi cinque nomi che mi vengono in mente..."

Volendo, un criterio di selezione esiste. Ma non è basato sui contenuti, è basato sul metodo. Secondo questo criterio, possono entrare legittimamente a fare parte di questo fronte unico tutti coloro che diffondano notizie alternative documentate e verificabili, indipendentemente dai contenuti.


Ieri ho visto Apollo 18. E' un film estremamante interessante, dal punto di vista del linguaggio.

Mentre le missioni ufficiali della NASA sulla luna si sono fermate ad Apollo 17, il film ipotizza che ci sia stata in seguito una missione segreta - la 18 appunto - di cui nessuno ha mai saputo niente.

In questa missione, gli astronauti americani arrivano al polo sud della luna, solo per scoprire che sono stati preceduti dai russi. In un cratere poco lontano infatti gli astronauti trovano una navicella sovietica abbandonata. A pochi metri di distanza giacciono i resti di un cosmonauta, che deve essere morto in modo violento, a giudicare dalle tracce di sangue che si trovano nella sua navicella.

La notizia di oggi (si fa per dire) è che "Il M5S si è inventato la traduzione di un'intervista a Jeroen Dijsselbloem". Notizia golosa, ovviamente, per tutti i nemici del governo, che si sono subito lanciati nel gioco del rilancio infinito (La Repubblica, TG3, TG7 ecc.): i 5 Stelle sono propagatori di fake news. Il problema si è fatto più complicato nel momento in cui il 5 stelle ha cercato di scaricarsi dalle proprie responsabilità, dicendo che "la notizia [nel modo in cui è formulata] è stata diffusa da Pandora TV." Cosa che è vera, ma con un necessario appunto.

Giulietto Chiesa ha pensato giustamente di chiarire la situazione, con questo suo comunicato video.

Da oggi Luogocomune On Air, una delle trasmissioni più seguite su Colors Radio, non andrà più in onda. Il suo conduttore, David Gramiccioli, è stato licenziato. Le sue posizioni critiche sui vaccini, ripetutamente perorate nelle sue trasmissioni (la nostra, e quelle di altri), unitamente al successo del suo spettacolo "Il Decreto" (la vera storia del decreto Lorenzin), devono essergli costati il posto. Nonostante il suo editore abbia fatto di tutto per proteggerlo, le pressioni esercitate sulla emittente radio devono essere state troppo pesanti per permettere a Gramiccioli di continuare il suo lavoro.

Massimo Mazzucco

AVVISO: OGGI LUOGOCOMUNE ON AIR ANDRA' IN ONDA DALLE 17 ALLE 18

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di Andrea Mensa

Parto dalla considerazione, che penso indiscutibile, che i vari giochi a carte rappresentano nel loro insieme il maggiore passatempo praticato. Ma è anche vero che da passatempo si è sovente trasformato in attività professionistica, con clubs, tornei anche a livello internazionale.

Con questa elevata richiesta di gioco o passatempo che dir si voglia, anche la maggiore difficoltà, quella di recarsi a volte distante, è stata risolta da internet. Son così sorti moltissimi siti, alcuni dei quali accettano anche scommesse, o pagamenti consegnando anche premi consistenti ai vincitori.

Tutto bene quindi ?

No, perchè cosa offre internet nasconde anche la possibilità di truffe, anche consistenti.

L'effetto Streisand ha colpito ancora, e questa volta a beneficiarne è stato Claudio Messora. Per "effetto Streisand" si intende quel fenomeno per cui il tentativo di affossare o sopprimere una verità scomoda non fa che diffonderne maggiormente la sua conoscenza, provocando così un risultato opposto a quello desiderato. Guardate questo video, nato in relazione al recente attacco a Messora da parte del Corriere, e capirete cosa voglio dire.

Il termine "effetto Streisand" venne coniato nel 2003, quando l'attrice americana Barbara Streisand cercò di bloccare la pubblicazione in rete di una foto della sua villa sulle coste di Malibu, in California. [...]

Il sistema scricchiola. Quando un genio dell'intelletto come Gianni Riotta rilancia su Twitter un articolo del Corriere nel quale si sostiene che Claudio Messora è un troll russo, vuol dire che si sentono con le spalle al muro. Vi cito testualmente quello che ha scritto il Corriere, perchè altrimenti sarebbe difficile crederci.

[Il contesto è la scoperta di 400 account presunti falsi di Twitter, che avrebbero attaccato simultaneamente Mattarella nella notte del famoso "caso Savona"]"Lo staff di Mattarella non ha dunque elementi per addebitare specificamente a qualcuno la paternità di quel massiccio tentativo di interferenza. Tuttavia il dossier messo insieme quella notte si somma ad altri fascicoli di analogo «interesse sensibile» e noti da almeno un paio d’anni. Per esempio quello, gonfio di pagine, di «Byoblu», canale d’informazione alternativa (così si autodefinisce) e ultrasovranista gestito dal blogger Claudio Messora, ex capo della comunicazione dei Cinque Stelle, cacciato dal movimento nel 2014. Oppure quello che raccoglie parecchi contenuti della televisione «Russia Today» (della quale era ospite fisso Marcello Foa, appena bocciato in Commissione di vigilanza nella rincorsa al vertice della Rai), pure di area sovranista e filopopulista, che ha veicolato contenuti e attacchi contro le nostre istituzioni assai simili a quelli messi simultaneamente in rete nella notte tra il 27 e il 28 maggio."

Quindi, per prima cosa, "Lo staff di Mattarella non ha dunque elementi per addebitare specificamente a qualcuno la paternità di quel massiccio tentativo di interferenza", ma comunque è ovvio che siano stati i russi. Quando la logica non fa una grinza.

La prima volta che parlamo di Marcello Foa sul sito fu nel 2013, quando pubblicammo questa sua interessante intervista - fatta da Claudio Messora - sul sistema di manipolazione mediatica. E' interessante riproporla oggi, nel caso qualcuno non avesse compreso i veri motivi per cui Foa è stato bocciato dall'alleanza PD+FI.

 
Fonte Byoblu

(Consigliamo di leggere l'articolo prima di guardare il video).

La tecnica del "falso del falso" ormai imperversa. E' una tecnica che viene spesso utilizzata quando si vuole combattere una teoria alternativa che dà troppo fastidio al pensiero mainstream.

Il meccanismo è relativamente semplice: si prende la teoria scomoda, si crea con grande clamore una falsa notizia che sembra confermarla, ma poi si rivela che la notizia era falsa. Si approfitta quindi del momento di sconcerto del pubblico, per far passare il concetto (errato) che "allora anche la teoria originale è falsa".

Si cerca cioè di estendere il concetto di falsificazione, creato appositamete per la notizia falsa, a tutta la teoria che si voleva combattere. Purtroppo moltissima gente ci casca.

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