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E' stupefacente la discussione che si è riuscita a creare attorno all'arresto di Cesare Battisti. Un criminale viene arrestato e riportato a casa sua, dove viene a scontare l'ergastolo. La notizia dovrebbe finire qui.

Ma invece di celebrare semplicemente un successo della giustizia, ora i media si scatenano a discutere sul fatto che il suo arresto sia stato "troppo spettacolarizzato".

La sera del rientro di Battisti i talk televisivi non parlavano d'altro. Su ogni canale, da Rai3 alla Sette a Rete 4 si discuteva il fatto che i ministri dell'interno e della giustizia avessero "fatto passerella" all'aeroporto di Ciampino. Mentre oggi si critica il fatto che il ministro Bonafede abbia pubblicato un video di tre minuti che mostra le ultime fasi del rientro di Battisti. "Che squallore davvero - hanno commentato sui social - Uno dei punti più bassi della Repubblica. Siete riuscite a dare il palcoscenico ad un assassino che non si meritava tutta questa pubblicità".

Molti si domandano perchè alla RAI, nonostante la presidenza di Marcello Foa, non stia cambiando nulla. In questa intervista Maurizio Blondet spiega perchè, a suo parere, sia impossibile cambiare il corso della nostra emittente pubblica.

Cosa promette la Rai che sta nascendo? Si tratta davvero di un cambiamento o stiamo assistendo a una riproposizione, come da gattopardesca memoria, del "che tutto cambi affinché tutto rimanga così com'è" ?

La Rai non è un'azienda. E' una concrezione fossile ripugnante, una stratificazione geologica di stipendiati di diverse stagioni politiche, strato sopra strato: ci sono comunisti, cattocomunisti, persino democristiani, pidiessini, radicali, berlusconiani di sinistra, sessuomani vari, vecchie amanti di capi delle brigate rosse... tutta gente che ha costituito conventicole di potere e alleanze interne, potenti, inamovibili.

Non comandano i direttori, specie se di fresca nomina; comandano questi strati geologici. Anche perché hanno stipendi così spropositati - sopra i 100 mila quasi tutti, un centinaio anche sopra i 200 mila, come la Botteri e la Berlinguer - che persino mandarli via (posto che ci si riuscisse) costerebbe miliardi allo Stato. di sole liquidazioni.

Ci vorrebbe non Foa, ma una dittatura spietata che li fucilasse senza indennizzo, e li seppellisse in terra sconsacrata. Siccome questo non è ritenuto possibile, la Rai resterà quella che è. Un truogolo stratificato di ex tesserati di partiti scomparsi.

Una interessante chiacchierata fra Giulietto Chiesa e Giorgio Bianchi, che parte dalla situazione in Siria ed arriva ad analizzare l'attuale situazione della comunicazione sui media mainstream. Giorgio Bianchi, fotoreporter e giornalista, racconta le sue esperienze in Siria vissute in prima persona, e spiega coma mai abbia scritto una lettera aperta a Marco Travaglio, che curiosamente non si occupa mai di questioni internazionali.

Qui la lettera aperta di Giorgio Bianchi a Marco Travaglio.

Accade ogni tanto che un argomento "forte" parta dalla rete, e diventi così insistente da obbligare i media mainstream ad occuparsene. E' proprio quello che è successo con la storia del franco CFA dell'Africa sub-sahariana. Inizialmente è stato Claudio Messora, tramite Byoblu, a farci conoscere Mohamed Konarè e il movimento panafricanista. In seguito Pandora TV ha rilanciato l'argomento in modo molto efficace.

La storia del franco CFA ha sorpreso un pò tutti, poichè nell'arco di un paio di semplici interviste abbiamo toccato con mano come la Francia continui scandalosamente la sua politica coloniale in Africa, che non avviene più tramite l'occupazione militare, ma tramite la dittatura finanziaria.

(Scusate se ne approfitto per farmi un po' di pubblicità)
Esiste un criterio che possa eventualmente creare un fronte unito nella controinformazione? La questione è stata sollevata nei commenti recenti, dove un utente ha scritto: "Come potrebbe la controinformazione compattarsi in un unico fronte e continuare ad essere controinformazione? Unico fronte significa che o aderisci oppure sei fuori dai ranghi: praticamente una VU alternativa. Ma al di là dei sofismi - in pratica - come metti in un unico fronte quelli di Tankerenemy con Chiesa, Blondet, Barnard e Mazzucco? Tanto per dire i primi cinque nomi che mi vengono in mente..."

Volendo, un criterio di selezione esiste. Ma non è basato sui contenuti, è basato sul metodo. Secondo questo criterio, possono entrare legittimamente a fare parte di questo fronte unico tutti coloro che diffondano notizie alternative documentate e verificabili, indipendentemente dai contenuti.


Ieri ho visto Apollo 18. E' un film estremamante interessante, dal punto di vista del linguaggio.

Mentre le missioni ufficiali della NASA sulla luna si sono fermate ad Apollo 17, il film ipotizza che ci sia stata in seguito una missione segreta - la 18 appunto - di cui nessuno ha mai saputo niente.

In questa missione, gli astronauti americani arrivano al polo sud della luna, solo per scoprire che sono stati preceduti dai russi. In un cratere poco lontano infatti gli astronauti trovano una navicella sovietica abbandonata. A pochi metri di distanza giacciono i resti di un cosmonauta, che deve essere morto in modo violento, a giudicare dalle tracce di sangue che si trovano nella sua navicella.

La notizia di oggi (si fa per dire) è che "Il M5S si è inventato la traduzione di un'intervista a Jeroen Dijsselbloem". Notizia golosa, ovviamente, per tutti i nemici del governo, che si sono subito lanciati nel gioco del rilancio infinito (La Repubblica, TG3, TG7 ecc.): i 5 Stelle sono propagatori di fake news. Il problema si è fatto più complicato nel momento in cui il 5 stelle ha cercato di scaricarsi dalle proprie responsabilità, dicendo che "la notizia [nel modo in cui è formulata] è stata diffusa da Pandora TV." Cosa che è vera, ma con un necessario appunto.

Giulietto Chiesa ha pensato giustamente di chiarire la situazione, con questo suo comunicato video.

Da oggi Luogocomune On Air, una delle trasmissioni più seguite su Colors Radio, non andrà più in onda. Il suo conduttore, David Gramiccioli, è stato licenziato. Le sue posizioni critiche sui vaccini, ripetutamente perorate nelle sue trasmissioni (la nostra, e quelle di altri), unitamente al successo del suo spettacolo "Il Decreto" (la vera storia del decreto Lorenzin), devono essergli costati il posto. Nonostante il suo editore abbia fatto di tutto per proteggerlo, le pressioni esercitate sulla emittente radio devono essere state troppo pesanti per permettere a Gramiccioli di continuare il suo lavoro.

Massimo Mazzucco

AVVISO: OGGI LUOGOCOMUNE ON AIR ANDRA' IN ONDA DALLE 17 ALLE 18

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di Andrea Mensa

Parto dalla considerazione, che penso indiscutibile, che i vari giochi a carte rappresentano nel loro insieme il maggiore passatempo praticato. Ma è anche vero che da passatempo si è sovente trasformato in attività professionistica, con clubs, tornei anche a livello internazionale.

Con questa elevata richiesta di gioco o passatempo che dir si voglia, anche la maggiore difficoltà, quella di recarsi a volte distante, è stata risolta da internet. Son così sorti moltissimi siti, alcuni dei quali accettano anche scommesse, o pagamenti consegnando anche premi consistenti ai vincitori.

Tutto bene quindi ?

No, perchè cosa offre internet nasconde anche la possibilità di truffe, anche consistenti.

L'effetto Streisand ha colpito ancora, e questa volta a beneficiarne è stato Claudio Messora. Per "effetto Streisand" si intende quel fenomeno per cui il tentativo di affossare o sopprimere una verità scomoda non fa che diffonderne maggiormente la sua conoscenza, provocando così un risultato opposto a quello desiderato. Guardate questo video, nato in relazione al recente attacco a Messora da parte del Corriere, e capirete cosa voglio dire.

Il termine "effetto Streisand" venne coniato nel 2003, quando l'attrice americana Barbara Streisand cercò di bloccare la pubblicazione in rete di una foto della sua villa sulle coste di Malibu, in California. [...]

Il sistema scricchiola. Quando un genio dell'intelletto come Gianni Riotta rilancia su Twitter un articolo del Corriere nel quale si sostiene che Claudio Messora è un troll russo, vuol dire che si sentono con le spalle al muro. Vi cito testualmente quello che ha scritto il Corriere, perchè altrimenti sarebbe difficile crederci.

[Il contesto è la scoperta di 400 account presunti falsi di Twitter, che avrebbero attaccato simultaneamente Mattarella nella notte del famoso "caso Savona"]"Lo staff di Mattarella non ha dunque elementi per addebitare specificamente a qualcuno la paternità di quel massiccio tentativo di interferenza. Tuttavia il dossier messo insieme quella notte si somma ad altri fascicoli di analogo «interesse sensibile» e noti da almeno un paio d’anni. Per esempio quello, gonfio di pagine, di «Byoblu», canale d’informazione alternativa (così si autodefinisce) e ultrasovranista gestito dal blogger Claudio Messora, ex capo della comunicazione dei Cinque Stelle, cacciato dal movimento nel 2014. Oppure quello che raccoglie parecchi contenuti della televisione «Russia Today» (della quale era ospite fisso Marcello Foa, appena bocciato in Commissione di vigilanza nella rincorsa al vertice della Rai), pure di area sovranista e filopopulista, che ha veicolato contenuti e attacchi contro le nostre istituzioni assai simili a quelli messi simultaneamente in rete nella notte tra il 27 e il 28 maggio."

Quindi, per prima cosa, "Lo staff di Mattarella non ha dunque elementi per addebitare specificamente a qualcuno la paternità di quel massiccio tentativo di interferenza", ma comunque è ovvio che siano stati i russi. Quando la logica non fa una grinza.

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