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di Andrea Zennaro

(Avviso per coloro che non hanno letto il libro o visto la miniserie: contiene spoiler).

Dopo aver visto la miniserie 11.22.63 tratta dall'omonimo libro di Stephen King del 2011, che avevo letto alla sua uscita, mi sono tornati alla mente dei pensieri 'complottistici' inerenti al metodo  di veicolare messaggi alle masse. La raffinatissima manipolazione mediatica attuata dai canali mainstream contemporanei per consolidare versioni ufficiali istituzionalizzate, che stanno in piedi su di un filo molto sottile, si insinua in modo subdolo per indottrinare le nuove generazioni.

Partiamo innanzitutto dal romanzo pseudo-fantascientifico di Stephen King basato sulla semplice idea di far viaggiare un uomo indietro nel tempo per impedire l'omicidio di John Fitzgerald Kennedy: l'idea è presa di sana pianta da un episodio della prima stagione della nuova serie de "Ai confini della realtà" (The Twilight Zone [1]) datata 1985. Nell'episodio in questione dal titolo "Dallas, novembre 1963" (Profile in Silver [2]), il professore di storia Joseph Fitzgerald, lontano parente del presidente e proveniente da duecento anni nel futuro, salva Kennedy: come nel romanzo di King, oltre al canovaccio molto simile del viaggio nel tempo e del protagonista professore, vi sono similitudini anche nelle conseguenze al mancato omicidio che portano ad un paradosso temporale che crea un continuum distopico apocalittico [3].

La miniserie televisiva 11.22.63, andata in onda negli Stati Uniti nel febbraio 2016 e prodotta da J.J. Abrams, non si discosta di molto dalla storia del libro:

14 anni fa, quando iniziai ad interessarmi dell'11 settembre, trovai una fotografia delle Torri Gemelle che esplodevano, con il grande fungo di cemento che si proiettava verso il cielo. Io vi aggiunsi la scritta "Crolli, o demolizioni controllate?", e la spedii all'unico sito italiano che ero riuscito a trovare in rete che si occupasse di informazione alternativa.

Il sito in questione si chiamava ComeDonChisciotte.

Loro pubblicarono la mia fotografia, e a commento della mia immagine scrissero: "Esclusiva dall'America!" L'articolo "fece un botto", nel senso che le letture quadruplicarono di colpo: pensate, da un centinaio di letture circa schizzarono improvvisamente ad oltre 400! Fu un'emozione per tutti.

Da quel giorno, come tutti sappiamo, molta acqua è passata sotto i ponti. I siti di controinformazione si sono moltiplicati, e anche l'utenza è cresciuta in modo esponenziale. Ma ComeDonChisciotte è sempre rimasto in prima fila, continuando a crescere fino a diventare quello che è oggi: un punto di riferimento fisso, assolutamente irrinunciabile, per moltissimi utenti che amano informarsi sulla rete.

E la notizia che abbia deciso di chiudere, giustamente, ha scatenato stupore e tristezza fra i suoi moltissimi estimatori.

Vorrei proporre una specie di sondaggio fra i nostri utenti, che risponda alla seguente domanda: come è possibile, oggi, che le più importanti voci della controinformazione uniscano le loro forze in qualcosa di comune, pur restando libere ed indipendenti, in modo da riuscire ad avere un sostanziale impatto mediatico anche a livello mainstream?

In altre parole: esiste una formula - un software, una piattaforma, o anche una semplice idea redazionale - che permetta a tutte queste voci di confluire in un unico torrente, con un forte impatto sociale, pur mantenendo intatte le caratteristiche peculiari di ciascuno?

(Ovviamente, il grosso problema da risolvere è quello della non-centralizzazione: centralizzando la direzione, infatti, si andrebbe inevitabilmente incontro a problemi di gerarchia, conflitti personali, competizioni e gelosie, che condannerebbero l'esperimento ad una durata molto breve).

Grazie a chi vorrà dare il proprio contributo.

M.M.

de "Il Proiezionista"

Sopravvissuto - The Martian (The Martian 2015)

In due parole: spot pubblicitario della Nasa spacciato per film e tenuto assieme da una sceneggiatura di rara, monumentale idiozia, incomprensibilmente approvato da tutti: pubblico medio, bimbetti e critica smaliziata.

Recensione

"Buongiorno, sono Ridley Scott e ho un'idea fantastica per un nuovo film..."

"Ehmmm! Ci perdoni ma abbiamo un appuntamento con il commercialista."

"Ma sono quello che ha fatto Alien e Blade Runner..."

"Si, ma sei anche quello che ci ha rifilato Soldato Jane, Black Hawk Down, Exodus, Prometeus, Le Crociate Etc. Etc. Su Ebay avresti un feedback pari a 2 vendite autentiche contro 8 bidoni."

Prima Giulietto Chiesa a "La gabbia" e a TGcom24, poi Fulvio Grimaldi a Matrix: Forza ragazzi. Una spallata alla volta, il castello delle bugie inizia a scricchiolare.

E' stato molto doloroso ascoltare la trasmissione "La zanzara" a cui ha partecipato ieri Giulietto Chiesa. Doloroso perché, nei pochi minuti in cui è durato il dibattito, si è potuta apprezzare in pieno la tremenda solitudine nella quale è costretto a vivere, oggi, un personaggio pubblico che abbia la forza di ragionare con il proprio cervello, e di dire apertamente ciò che pensa.



Come scrive Jung, "La solitudine non deriva dal fatto di non avere nessuno intorno, ma dalla incapacità di comunicare le cose che ci sembrano importanti, o dal dare valore a certi pensieri che gli altri giudicano inammissibili."

E' sintomatico, infatti, che un fenomeno del genere si sia verificato non nell'ambito di un salotto privato, fra quattro amici un po' alticci, ma all'interno di una trasmissione radiofonica che raggiunge centinaia di migliaia di ascoltatori.

Ma è proprio questo il cuore del problema: fra un personaggio come Giulietto Chiesa e le migliaia di ascoltatori ci sono di mezzo i cosiddetti "conduttori" della trasmissione: ...

di Calvero A Fucecchio (Firenze), dalle mani del Presidente onorario dell'Accademia della Crusca, il giornalista Massimo Fini ha ricevuto il 'premio Indro Montanelli' alla carriera. Sul palco, il giornalista Marco Travaglio ha commentato quegli stralci che meglio rappresentano il lavoro corrosivo [ma non cinico] di un giornalista, cronista, editorialista che nella sua carriera ha scritto per oltre cento testate. A rendere ancora più viva e interessante la premiazione, fresca di pochi giorni, è stata la presenza di Beppe Grillo che, salito sul palco, ha voluto omaggiare Fini sia a titolo di amicizia e sia in nome della stima che ha nei suoi confronti, ma anche per sottolineare quello che lui pensa in merito all'ordine dei giornalisti. Grillo senza mezze misure e in qualche modo paradossalmente, visto in quale occasione esprime provocatoriamente l'idea, si dice a favore per l'abolizione immediata dell'ordine. Il vostro giornalismo - concluderà Grillo - è postdatato. Sono parole forti ma in linea con il degrado e l'assoggettamento raggiunto dai Media, ove la parola d'ordine pare sia 'accondiscendenza sempre e comunque' e non solo nei riguardi del pensiero dominante, in ordine a ogni tipo di vicenda, ...
10 giorni fa la notizia era su tutti i giornali. Sui TG e nei talk-show non si parlava d'altro. Ma ora, di colpo, il caso Volkswagen sembra essere caduto nell'oblio. Ieri il nuovo CEO della Volkswagen, Matthias Mueller, ha dichiarato che negli Stati Uniti il "recall" - ovvero il rientro in officina delle auto taroccate, per le dovute modifiche - inizierà a gennaio, e "sarà completato possibilmente entro la fine del 2016". Ma che cosa faranno di preciso a queste macchine non ce lo dice nessuno. Se infatti era il software ad essere taroccato, significa che tutte quelle auto, di fatto, inquinano più del dovuto: quale "modifica" si potrà mai apportare a 11 milioni di macchine, che non si potesse apportare già prima, con una spesa relativamente contenuta? In altre parole, se la Volkswagen ha deciso di taroccare le centraline su 11 milioni di macchine, correndo il rischio di uno scandalo planetario - che poi è avvenuto - vuole dire che il costo per produrre un motore meno inquinante era semplicemente proibitivo. Quindi, come faranno adesso a risolvere il problema "rientrando in officina"? Mica potranno mettere un semplice filtro del caffè nel tubo di scappamento, ...

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