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In tempi di elezioni si sente spesso citare la frase di Mark Twain "Se le elezioni servissero a qualcosa, non ce le lascerebbero fare".

Si può fare però anche il ragionamento opposto: se le elezioni non servissero a nulla, perché mai i politici si dannano in modo disumano per riuscire a vincerle?

In realtà, questa è una finta contrapposizione, perché la prima frase è vista dall'ottica dell'elettore, mentre la seconda è vista dall'ottica del candidato politico.

Si potrebbero concludere quindi che le elezioni non servono a nulla per quel che riguarda i cittadini, mentre servono moltissimo ai politici che le vincono, perché saranno poi loro a gestire il potere.

C'è però un passaggio mancante, ed è questo: se è vero che le elezioni non servono al cittadino, ma servono al politico per arrivare a gestire il potere, perché il cittadino vota quel politico?

Prendete una città di 4 milioni di abitanti. Immaginatela vista dall'alto, per facilitare la visualizzazione. Ora immaginate di prendere due enormi calamite, una colorata di bianco, l'altra a strisce bianco-rosse, e mettetele ai due lati della città. Lentamente, queste due calamite inizieranno ad attrarre i cittadini verso l'uno o l'altro polo. I motivi per cui i cittadini decideranno di farsi attrarre da un polo piuttosto che dall'altro sono molteplici, variegati, e rasentano la casualità assoluta: il quartiere dove sei nato, le persone che hai frequentato, le influenze dei tuoi genitori, l'ambiente di lavoro, le amicizie, eccetera eccetera.

Quando avrai finito questa polarizzazione prendi 30.000 persone da un polo e 30.000 persone dall'altro, e mandale tutte in una città straniera, dove si gioca una partita di calcio. Nello stadio di quella città si battono due squadre che portano i colori iniziali delle due calamite: una vestita di bianco, l'altra con la maglietta a strisce bianco-rosse.

Inizia la partita, e le 60.000 persone che hai portato allo stadio iniziano a soffrire. [...]

Nella religione l'uomo può voler prendere possesso del sacro per disporne unicamente per la propria autogiustificazione.

di Marco Galloni

Perché i media dell'informazione mainstream continuano a insistere tanto sulla matrice islamica degli atti terroristici che insanguinano questi primi due decenni del terzo millennio? Eppure, soprattutto dopo le recenti ammissioni di Tony Blair, Hillary Clinton, Wesley Clark e altri, dovrebbe essere chiaro che questi attentati sono semmai da attribuire al fondamentalismo giudaico/cristiano di George W. Bush, dei suoi neocon e del loro ideologo Leo Strauss.

Il punto, però, non è questo.

Le ragioni di tale insistenza non vanno cercate in una specifica confessione religiosa quanto piuttosto nella religione in sé. Più precisamente, nell'ambiguità e nel potere di separazione che si annidano in ogni religione.

Non che le religioni siano intrinsecamente divisive, e in questo senso diaboliche (dal verbo "diabállein", che significa "disunire", "separare"). Le religioni, intese come risposte dell'uomo alle manifestazioni del sacro, sono, nella loro essenza, tutt'altro che diaboliche. Solo che possono facilmente degenerare, come tutto ciò che è umano. [...]

Il livello del dibattito politico sta crollando rapidamente, in tutto il mondo. Da qualche anno ormai assistiamo ad un inesorabile decadimento dei contenuti nella discussione politica a livello di mainstream, negli Stati Uniti come in Europa.

In America, Ted Cruz attacca Donald Trump dicendo che è un "pagliaccio e un incapace". Trump gli risponde dicendo che Cruz è un "mentitore seriale", e che "mia moglie è molto più bella della tua".

In Italia, Cuperlo attacca la Boschi dicendo che lei "vota come Verdini", e lei risponde che Cuperlo "vota come Casapound". Praticamente, il primo dà alla seconda della "traditrice ideologica", la seconda dà al primo del nazifascista.

Già da tempo, la sinistra del PD ha appiccicato a Renzi l'etichetta di "nuovo Berlusconi", mentre Renzi ha appiccicato ai suoi nemici l'etichetta di "gufi".

Da prima ancora, il PD ha appiccicato al Movimento Cinque Stelle l'etichetta di "antipolitica", mentre i Cinque Stelle hanno risposto appiccicando al PD l'etichetta di "amici dei banchieri".

di Bill Bonner

Siamo seduti in un ristorante vicino al porto di Waterford. Qui si radunavano migliaia di emigranti disperati per partire alla volta dell'America.

Ma durante la carestia in Irlanda e in Scozia, il passaggio attraverso l'Atlantico era più un biglietto per una tomba in acqua che per una vita migliore.

I tassi di mortalità arrivavano fino al 30% – facendo guadagnare ai vascelli il nome di "navi bara".

Se gli emigrati riuscivano ad arrivare negli Stati Uniti o in Canada, le loro prospettive miglioravano. I loro figli o nipoti sarebbero potuti diventare presidente. O, come il vostro scrittore, almeno avere la possibilità di visitare di nuovo Waterford.

Ma torniamo negli Stati Uniti, dove le paghe non agricole sono aumentate di 211,000 unità a novembre... aggiungendosi ai 271,000 posti di lavoro creati ad ottobre. E la FED di Janet Yellen s'è attenuta al suo piano di voler iniziare a normalizzare i tassi d'interesse.

Oggi pomeriggio mi trovavo in un paesino di montagna, sui colli calabresi della costa ionica. Stavo chiacchierando con alcune persone, quando un tizio ha chiesto ad un altro: "Ma tu sei andato a votare oggi?" "A votare per cosa, per le trivelle?" ha chiesto quello con sarcasmo. "Sì, per le trivelle" ha risposto il primo con espressione seria. "Ma a me che cazzo me ne frega? - ha replicato il secondo, ridendo - Io vivo in montagna, al mare non ci vado mai!"

E' tutta qui, in questo breve scambio, la quintessenza del problema italico. Se un problema non mi tocca direttamente, la cosa non mi riguarda. (Se invece io andassi al mare tutti i giorni - prosegue il ragionamento di quel tizio - allora con 'sta minchia che li lascio trivellare. Mica voglio fare il bagno in mezzo al petrolio, io). Gli interessi dell'italiano medio sono direttamente proporzionali ai vantaggi o agli svantaggi che gli derivano personalmente. Altrimenti, chissenefotte.

Di fatto il senso di collettività, il senso di bene comune sono talmente remoti, nel nostro paese, che viene da domandarsi quale sia il motivo per questa totale disaffezione dei nostri connazionali verso la cosa pubblica.

di Marco Pellattiero

Le sibille hanno parlato, la discendenza divina si è finalmente palesata sul nostro pianeta; i messaggeri celesti (anzi, verdi) sono scesi tra noi! Tremate, il giorno del giudizio è oramai prossimo.....ma forse possiamo ancora salvarci!

Incontaminate schiere angeliche di vegani, eredi del lignaggio di sangue reale dei VegAriani, la razza pura originaria, sono discese dalle alte e sagge vette dell'Himalaya in questo desolato pianeta per moralizzare, prima che sia troppo tardi, gli autoctoni e barbari homunculus che lo abitano.

Giorno dopo giorno si moltiplicano le loro pie opere di conversione in tutto il mondo. Istituiscono associazioni, si infiltrano negli organi d'informazione, creano proseliti tra personaggi famosi ed influenti della società, organizzano fiere e festival per diffondere il loro mandato evangelico...enunciano insomma finalmente il gaudioso avvento del tanto atteso Übermensch!

E' giunta quindi la fine della nostra storia e cultura così come la conosciamo? Dobbiamo rinunciare alle nostre abitudini culinarie e gastronomiche?.....Alle nostre specialità casearie e norcine? Dobbiamo veramente stracciare le pagine dell'inviolabile libro della nostra tradizione?

Ma non saltiamo a conclusioni d'impeto, procediamo con calma. Chi sono e soprattutto cosa vogliono i vegani?

"Dubitare di tutto o credere tutto sono due soluzioni ugualmente comode che ci dispensano, l’una come l’altra, dal riflettere." - J.H.Poincarè

Hanno iniziato con l'11 settembre. Dicevano che non era vero niente, che tutto quello che abbiamo visto in televisione era falso, che non c'era nessun aereo che ha colpito le Torri Gemelle, che era tutta una messinscena creata a tavolino con le tecnologie digitali.

Lo si capiva - dicevano - perché il "naso" dell'aereo spuntava da una delle due torri, oppure perché in certi fotogrammi televisivi l'ala dell'aereo sembrava momentaneamente scomparire.

Poi c'è stata Sandy Hook. Anche questa era tutta una messinscena governativa: i ragazzini morti non erano morti davvero, e i genitori che li piangevano erano soltanto degli attori professionisti, pagati per fingere. Lo si capiva dal fatto - dicevano - che uno di loro addirittura rideva, mentre raccontava della strage, e lo si capiva dal fatto - dicevano - che le ombre sul terreno non coincidevano con l'orario in cui sarebbe avvenuta la sparatoria.

Poi c'è stata la maratona di Boston. Anche quella tutta una messinscena, con morti e feriti che non erano altro che manichini o attori professionisti. Poco importava se addirittura si fosse vista l'esplosione della bomba in diretta TV. Era chiaramente - dicevano - una finta bomba.

Poi c'è stato l'assassinio in diretta tv della giornalista americana. Anche quello era tutto un falso, secondo queste persone, girato in studio davanti ad un greenscreen. Lo si capiva dal fatto - dicevano - che le assi del pavimento visto dall'alto non combaciavano con quelle viste dalla prospettiva del telecronista.

Ormai è chiaro, il classico bipolariasmo destra-sinistra, oppure conservatore-progressista, è definitivamente tramontato. Il panorama europeo lo sta dimostrando sempre più chiaramente, e le elezioni di ieri in Germania lo hanno confermato.

Alla destra dei conservatori storici - il cosiddetto centro-destra moderato - stanno nascendo un po' dappertutto formazioni estreme, che hanno diverse caratteristiche in comune: xenofobia, omofobia, intolleranza, ed un marcato nazionalismo antieuropeista fra le principali.

Se si ascoltano i discorsi dei rappresentanti della Adf - il partito di estrema destra che ieri Germania ha riportato quasi il 25% dei voti - non sono molto diversi da quelli di Matteo Salvini in Italia, oppure di Marine Le Pen in Francia. E curiosamente anche Salvini, unito alla destra di Fratelli d'Italia, rappresenta circa il 20% dell'elettorato italiano, esattamente come la Le Pen rappresenta circa il 20% di quello francese.

Abbiamo cioè ormai un 20% circa della popolazione, in questi tre paesi, che ha abbandonato le posizioni moderate del conservatorismo classico, ed ha assunto posizioni molto più estreme, caratterizzate appunto da forte xenofobia e marcato nazionalismo.

I danni che questa nuova destra sta portando all'interno del mondo dei conservatori sono evidenti, sia nel macro come nel micro:

di Marco Della Luna  

L’inefficienza e la corruzione del sistema-Italia derivano dalla collocazione subalterna e asservita dell’Italia nella gerarchia delle potenze, quindi non è possibile curarle dall’interno dell’Italia, con mezzi politici o giudiziari o di altro genere. Promesse di questo genere sono pertanto mendaci o sciocche. Il dibattito politico e culturale resta sterile e impotente proprio perché non tematizza questa condizione giuridica internazionale di sudditanza dell’Italia, compresi i trattati e i protocolli riservati che sanciscono questa sua condizione, nonché il rapporto tra tale sua condizione da un lato e la sua decadenza dall’altro.

L’Italia, dall’alto medioevo in poi, non è mai stata indipendente (tolta Venezia e qualche altra città), ma è stata assoggettata a potenze e interessi esterni; questa sua posizione è stata consolidata dai secoli, è divenuta uno dei principi cardine del diritto internazionale; i suoi governanti sono sostanzialmente al servizio di questi interessi e potenze: ottengono e mantengono la poltrona in quanto obbediscono un padrone esterno, e in cambio possono fare i loro comodi all’interno a spese dei cittadini (del resto, lo Stato unitario italiano nasce per interesse e intervento di Londra e Parigi).

Ahi serva Italia! I rari tentativi di ribellione e di difesa di interessi nazionali sono stati repressi con ogni mezzo, compreso l’omicidio (vedi il caso di Enrico Mattei) e il downrating (vedi il caso Berlusconi). [...]

Ci prende per il culo il nostro ministro degli esteri, quando ci racconta che i droni in partenza da Sigonella effettueranno solo operazioni "difensive". Sappiamo tutti benissimo che non sarà così.

Ci prendono per il culo gli americani, quando dicono che la NSA ascolta le conversazioni dei capi di stato esteri "solo quando è necessario". Sappiamo tutti benissimo che fanno tutto quello che gli pare, come e quando gli pare, senza chiedere il permesso a nessuno.

Ci prende per il culo Renzi, quando dice che "chiederemo conto agli Stati Uniti" per lo spionaggio non autorizzato. Sappiamo tutti benissimo che verranno date soltanto spiegazioni di facciata: ovvero, altre prese per il culo.

Ci prendono per il culo i nostri governanti, quando dicono che "non si accontenteranno di mezze verità" da parte degli egiziani sul caso Regeni. Sappiamo tutti benissimo - lo abbiamo saputo fin dal primo giorno - che quella verità non vedrà mai la luce del sole.

Eccetera eccetera eccetera.

Ma perchè ci facciamo prendere per il culo, così platealmente e sistematicamente, da tutti? [...]

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