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Ieri sera LA7 ha commesso un falso storico di dimensioni clamorose. Hanno mandato in onda degli spezzoni di un falso documentario, spacciandoli per un documentario vero, senza spiegare fin dall'inizio che si trattava in realtà di un mockumentary (una presa in giro dichiarata). E' come se io volessi dimostrare che i politici italiani sono corrotti e ignoranti, e per un'intera puntata usassi delle scene di Cetto Laqualunque, spacciandole per scene reali rubate nelle piazze d'Italia.

Salvo poi fingere di redimersi, alla fine della puntata, quando ormai il pubblico intero era stato ingannato.

Ora mi spiego meglio: ieri sera ho iniziato a guardare su LA7 la trasmissione sui viaggi lunari, e ho visto che Purgatori si è messo subito a giocare sul doppio binario "vero o falso?", presentandosi in modo provocatorio con la tuta da astronauta su un finto set lunare.

E fin lì - ho pensato - ci può stare. Un presentatore minimamente paraculo lascerebbe sicuramente la porta aperta all'ipotesi del complotto, se non altro per non passare come un totale deficiente. Mentana ha fatto scuola in questo senso.

Secondo me si divertono come dei pazzi a prenderci per il culo. Non ci può essere altra spiegazione, per una notizia come quella circolata in questi giorni sull'imminente viaggio spaziale di Helga e Zohar intorno alla luna.

Helga e Zohar sono due manichini, il cui scopo sarà quello di misurare le radiazioni cosmiche ricevute dagli astronauti durante un viaggio circumlunare.

Dal sito della ESA, l'agenzia spaziale europea,  leggiamo: "Questi due manichini occuperanno il posto dei passeggeri durante la prima missione di Orion intorno alla luna, andando più lontano di quanto un essere umano abbia mai viaggiato fino ad oggi. Dotata di 5600 sensori, la coppia di manichini misurerà le quantità di radiazioni a cui gli astronauti potrebbero essere esposti nelle missioni future, con una precisione senza precedenti."

Ma allora, scusate, la misurazioni "fatte durante le missioni Apollo" sulla luna che fine hanno fatto? Non servono più a nulla?

di Giulietto Chiesa

Ho visto American Moon di Massimo Mazzucco [qui il trailer] mentre a Venezia ri-celebravano la conquista della Luna, con l’hollywoodiano First Man.

Sebbene in questi anni io non mi fossi mai pronunciato sullo sbarco sulla Luna, decido oggi di dire cosa ne penso. Chi voglia leggere la mia intera recensione al film (pubblicarla qui è impossibile per ragioni di spazio) può visitare la mia pagina Facebook. Conosco Massimo Mazzucco. Il suo lavoro “11 settembre, la Nuova Pearl Harbor” è una straordinaria enciclopedia sul più grande attentato terroristico. E solo un totale imbecille può uscire da quella visione ancora convinto che 19 terroristi islamici, sotto la guida di Osama bin Laden, abbiano organizzato e attuato l’11 settembre.

Questo documentario mette seriamente in dubbio che sulla Luna ci sono andati.

D’altro canto mi pongo la questione: si può affermare che nessuna delle sei missioni Apollo (Apollo 11, 12, 14, 15, 16, 17) di cui la versione ufficiale afferma il successo, sia giunta effettivamente sulla Luna? Penso che, allo stato dei fatti non sia possibile fare un’affermazione come questa. Neanche l’autore del film lo fa.

Ma l’analisi dettagliatissima di American Moon conduce alla conclusione inequivocabile che tutta la Missione Apollo è infarcita di trucchi e menzogne che nascondono cose cruciali.

L'utente Music Band ha fatto una lunga ricerca sul caso di Ustica, pubblicando un articolo in tre parti. Le prime due (1, 2) fanno da introduzione, e riassumono le teorie più credibili formulate fino ad oggi. La terza parte, che di seguito pubblichiamo, introduce una ipotesi meno frequentata - ma altrettanto ben argomentata - che viene presentata nel libro di Claudio Gatti "Il quinto scenario" .

Mistero al punto Condor (parte terza)

Non è possibile analizzare nel dettaglio tutte le teorie che sono state elaborate sul disastro di Ustica anche perché i fatti sono tantissimi ma come abbiamo detto, molti libri sono stati scritti e c'è di conseguenza la possibilità di approfondire un po' tutti gli aspetti del caso.

Non è nemmeno possibile esporre la metodologia e i dati raccolti da Claudio Gatti per la sua teoria sui caccia israeliani perché ci vorrebbe un volume intero che inoltre esiste già ed è stato scritto dallo stesso autore; si tratta appunto del libro: “Il quinto scenario”.

In estrema sintesi, la sua indagine verte sulla situazione internazionale di quel periodo e su alcuni fatti cruciali che portano a una tesi indiziaria. Gatti trova molti riscontri e scopre tutta una serie di eventi rilevanti che vanno a comporre un puzzle basato su prove indiziarie ma molto coerente.

Leggendo il suo libro apprendiamo che in quei giorni c'era una forte tensione tra Italia, Francia, Stati Uniti e Israele. L'Italia si sa, è un paese a sovranità limitata ma all'epoca aveva buoni rapporti commerciali con l'Iraq e pure con la Francia che era anch'essa in affari con lo stato arabo, al punto che avevano fornito all'Iraq una certa quantità di uranio arricchito per la loro centrale nucleare di Osiraq e si erano accordati per un'altra fornitura.

Il gruppo di Deviance Project ha condotto una serie di "esperimenti sociali", intervistando per la strada cittadini qualunque su diversi episodi "false flag" della storia recente. Il caso dell'Operazione Northwoods, il modello universale di operazione false flag, la Loggia P2 oppure il caso di Nayirah, la finta nurse kuwaitiana che servì per scatenate la prima Guerra del Golfo.

Le reazioni del pubblico sono state molto diverse. Secondo voi c'è più da deprimersi oppure da esserne confortati?

(All'interno gli altri video)

di Luca Chiesi

Mercoledì 20 dicembre 2017 ho proposto la visione del documentario “American Moon” di Massimo Mazzucco in una scuola di Reggio Emilia, il Liceo Europeo “IESS” (www.iess.it), ad un gruppo di studenti con età compresa tra i 15 e i 18 anni, nell’ambito di un progetto relativo alla realizzazione di un nostro piccolo documentario.

Questo articolo vuole brevemente raccontare questa esperienza e riportare i commenti e le riflessioni degli studenti. Un aspetto che vale la pena sottolineare, prima di iniziare, è il diverso atteggiamento che hanno avuto docenti, studenti e famiglie, prima, dopo o durante la visione stessa.Lo scambio di vedute tra noi docenti è riservato e non lo riporterò. Ma in sintesi tra chi si è espresso (dopo averlo preventivamente visto) c’è stata una sostanziale bocciatura del documentario, in quanto ritenuto non adatto a studenti così giovani.

Ho comunque organizzato, a breve, una proiezione con una ventina di altri colleghi e sono certo che emergeranno dati più significativi per capire cosa ne pensano insegnanti di diverse discipline. Dai genitori con cui ho parlato mi sono arrivati feedback neutri o positivi. Per iscritto ne è giunto solo uno, ovvero: “Vedo in questo primo periodo che G. porta in famiglia i temi trattati nelle sue ore e ci rende partecipi alle visioni di video da lei suggeriti che aprono discussioni alcune volte controverse. Speriamo lei continui su questa strada e che G. acquisisca capacità critica positiva o negativa che gli consentirà di sostenere un suo pensiero”.

L’atteggiamento degli studenti è stato molto interessante. Avendo io premesso alla visione di “American Moon” che qualche collega lo riteneva inadatto per loro, i ragazzi alla fine si sono detti molti stupiti di questo fatto, non capendo per quale motivo degli insegnanti avrebbero dovuto sconsigliare tale visione, trovando il tutto ben documentato, l’argomento interessante, buona la realizzazione tecnica e apprezzando che le conclusioni fossero state lasciate aperte.

In questi giorni è successa una cosa molto bella: siccome alcuni utenti hanno manifestato la loro impossibilità ad acquistare il nuovo DVD "American Moon" (causa ristrettezze economiche), ci sono stati altri utenti - che vogliono restare anonimi - che mi hanno scritto in privato, offrendosi di pagare per loro. Ho deciso quindi di mettere anch'io a disposizione una decina di DVD gratuiti, per chi non può permettersi di acquistarli. Ne viene fuori un piccolo "pool" di copie gratuite, per chi non può permettersi l'acquisto.

Chi è interessato mi mandi una mail a redazione[chiocciola]luogocomune.net, specificando il vostro nick sul sito, oltre a nome e indirizzo completo.

La questione dei documenti "desecretati" sul caso Kennedy ripropone l'eterna domanda che si pone ogni volta che si parla delle grandi cospirazioni della storia: "ma quando verrà fuori la verità?"

Di solito a questa domanda io rispondo che la verità è subito disponibile, fin dall'inizio, per chi la vuole vedere, mentre ufficialmente non verrà mai riconosciuta fino in fondo. Ci sarà solo un lento trascinamento verso la verità, nel corso della storia, che sarà comunque e sempre frenato dalla volontà da parte delle istituzioni di non intaccare la credibilità delle istituzioni stesse.

L'omicidio Kennedy è un fake clamoroso. Si tratta di una palese messinscena, girata con centinaia di comparse, che aveva lo scopo di ingannare il mondo intero per togliere di mezzo un presidente scomodo. Basta studiare con un pò di attenzione le immagini disponibili per capirlo.

Prova #1 - LE COMPARSE

Siamo a Dealey Plaza, pochi istanti prima dell'inizio della presunta sparatoria. Guardate come sono tutte messe in riga le comparse che devono fingere di assistere al passaggio del presidente. Tutte belle allineate, come dei soldatini ubbidienti. Non c'è nessuno fuori posto, nessuno che alzi la mano per salutare il presidente. Queste sono chiaramente comparse che attendono gli ordini dalla regia, dopo essere state posizionate in modo regolare e ordinato lungo il percorso.

Il 22 novembre 1963 veniva ucciso a Dallas John Kennedy, l'ultimo vero presidente degli Stati Uniti. Dico "vero" perché è stato l'ultimo presidente ad avere il coraggio di mettersi apertamente contro i poteri forti.

Kennedy voleva reintrodurre la moneta stampata dal governo, e questo naturalmente non andava bene ai banchieri che gestivano la Federal Reserve. Kennedy voleva interrompere l'escalation militare che era in corso in Vietnam (prima che gli Stati Uniti entrassero ufficialmente in guerra accanto al Vietnam del Sud), e questo naturalmente non andava bene al complesso militare industriale. [...]

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